UNA PETIZIONE AL PAPA DAGLI USA. ATTI OMOSESSUALI: CHE COSA PENSA LA CHIESA?

9 Febbraio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Non avrà risposta, come tutte le altre domande – e nel caso Viganò, più che domande – rivolte direttamente al Pontefice regnante. Ma in vista del summit di tutte le conferenze episcopali in Vaticano sugli abusi, che è stato circoscritto almeno nella formulazione del titolo agli abusi sui minori, si è formata negli Stati Uniti una coalizione – Coalition of Saint Athanasius (COSA) – formata da media cattolici di orientamento tradizionale. La domanda posta dal documento, che troverete qui sotto, con il link all’originale in inglese, è semplicissima: Qual è l’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica sugli atti omosessuali? Una delegazione della Coalizione sarà a Roma per presentare questa iniziativa in  Un gruppo di rappresentanti della Coalizione saranno a Roma per presentare la loro iniziativa in occasione del summit vaticano sugli abusi sessuali del 21-24 febbraio 2019. La traduzione italiana è per cortesia di Corrispondenza Romana. 

Lettera Aperta a Papa Francesco

Santità,

Nella Festa della Conversione di San Paolo Apostolo e della Commemorazione di San Pietro, in quest’anno del Signore, 2019, i sottoscritti si rivolgono alla vostra augusta persona in veste di rappresentanti di una nuova coalizione di fedeli cattolici che cercano di portare ai piedi del Padre le cocenti preoccupazioni di figli e figlie.

Noi crediamo in Cristo in modo molto sincero, e quindi, è dal Suo Vicario terreno che cerchiamo un chiarimento pastorale su una questione che, se lasciata irrisolta, porterà conseguenze terribili nelle vite dei cattolici praticanti. Il fatto che abbiamo deciso di farlo in questo forum pubblico dimostra l’urgenza della nostra richiesta e non intende mancare di rispetto alla persona del Santo Padre. Ci consideriamo pecore in urgente bisogno della parola del Pastore.

C’è stato un tempo non lontano nel passato in cui noi cattolici conoscevamo bene le infallibili dottrine di Fede e Morale che possono solo essere messe in discussione in caso di pericolo per l’anima, di vizi che devono essere respinti e di tentazioni costantemente da evitare da parte di coloro che desiderano vedere il Volto di Dio nell’eternità.

Oggi, ahimè, ci ritroviamo a sostenere dottrine che non sembrano più avere conseguenze anche per i nostri pastori, che come nostri confessori, confessando i nostri peccati, ci dicono che non sono più peccati, e riguardo le proibizioni della legge morale, i nostri correligionari insinuano che un Dio misericordioso non le farebbe mai rispettare.

Per tutta la nostra vita, ci siamo impegnati ad osservare i Comandamenti di Dio e i precetti della Sua Chiesa, solo per arrivare ora al risultato che tutte le religioni sono valide, che tutti gli uomini sono salvati, che tutti gli dei sono uguali al nostro Dio.

Da bambini, nella scuola cattolica, ci è stato detto di prepararci a morire piuttosto che commettere “peccati mortali” che eliminano la vita di Dio dalle nostre anime – i peccati capitali, da cui oggi siamo raramente messi in guardia dal pulpito per poi essere comprensibilmente dimenticati nei banchi di chiesa.

Alcune di queste offese contro Dio e la natura, classificate come peccata clamantia, erano considerate così terribili agli occhi di Dio da gridare vendetta al Cielo. Sacerdoti, suore, genitori, papi e catechisti ci hanno insegnato che il “peccato dei Sodomiti” era, in effetti, uno di questi.

Oggi, lo stesso peccato ha perso il suo stigma sociale e morale a tal punto che le “Messe arcobaleno” sono all’ordine del giorno e il sacerdozio cattolico stesso è stato etichettato come una “professione gay”.

Di fronte a tutto ciò, la nostra Coalizione si pone l’ovvia domanda: come può un peccato che “gridava vendetta agli occhi di Dio” quando eravamo bambini – che è stato condannato da San Tommaso d’Aquino nella Summa Theologica come “il vizio innaturale” e il “più grande dei peccati di lussuria” – possa oggi non essere più considerato affatto peccato?

Se anche il più grave dei peccati può diventare non-peccato semplicemente con il passare del tempo e con il cambiamento negli atteggiamenti umani, allora, alla fine cosa accadrà all’idea stessa di peccato, ai Dieci Comandamenti di Dio, alla teologia del paradiso e dell’inferno, ai giudizi particolare e universale? Se non c’è peccato, allora quale è lo scopo di praticare le virtù o di frequentare i Sacramenti?

Le nostre domande, ovviamente, non sono dettate da vana curiosità, ma dalla paura di una graduale erosione della fede dentro di noi e in tutta la Chiesa. Nonostante siamo peccatori – perché siamo peccatori – dobbiamo sapere in cosa dobbiamo ancora credere, davanti a Dio,

Cerchiamo di non giudicare né di condannare nessuno, specialmente coloro che lottano con l’inclinazione a questo peccato che ieri “gridava vendetta al Cielo ” e oggi è semplicemente un altro “stile di vita”. Non sono stati mai incoraggiati a stare in guardia da ciò che, secondo la Scrittura e l’insegnamento della Chiesa cattolica, conduce alla dannazione eterna dell’anima.

Sarebbe quindi ingiusto per noi o per qualsiasi Cattolico trattarli con disprezzo per il fatto di non essere all’altezza di seguire le norme della legge morale che non sono più insegnate ai bambini nelle scuole cattoliche e su cui anche sacerdoti e vescovi non dicono una parola.

E qui sta il problema: l’ecclesia discens è divisa e confusa perché l’ecclesia docens tace o, peggio, è accomodante, in nome della “tolleranza” e della “diversità”.

Santo Padre, siamo sicuri che lei sia solidale con l’appello urgente dei suoi figli che ha per fine quello di ricevere una conferma inequivocabile dell’insegnamento della Chiesa sugli atti omosessuali. E sottolineiamo gli atti – e non l’inclinazione – di proposito e con prudenza, dal momento che siamo completamente d’accordo sul fatto che coloro che lottano con l’attrazione per lo stesso sesso devono ricevere la stessa cura pastorale e l’istruzione catechistica che tutti i peccatori si aspettano da una Chiesa resa unica per i suoi Confessionali e i suoi Altari.

Se, come ci è stato insegnato nella scuola cattolica, il rapporto omosessuale senza pentimento – non la semplice inclinazione, il pensiero, ma l’atto stesso – conduce alla dannazione eterna, allora come può essere pastorale, misericordioso o caritatevole omettere quell’insegnamento a coloro inclini a ciò?

Questo è di per sé illogico, e forse è analogo all’esempio di un uomo ossessionato dal voler abbracciare un bambino trovato sui binari piuttosto che tentare di portarlo via dalla traiettoria mortale del treno in arrivo. Senza un tentativo di portare il bambino lontano da un pericolo, l’abbraccio compassionevole non è solo vano, ma equivarrebbe a una negligenza criminale.

Dove prima la Madre Chiesa non esitava a salvare i suoi figli, oggi professa una preferenza ad accompagnarli.

Ma dove?

Santo Padre, la preghiamo di usare il peso rilevante del suo ufficio per togliere al mondo la falsa impressione che una Chiesa che si sforza di ammonire caritatevolmente il peccatore sia una Chiesa carente di misericordia.

Come può un’Opera di Misericordia Spirituale – fatta per Ammonire il Peccatore – mancare di misericordia?

Papa Giovanni Paolo II non ha mostrato pietà quando nella sua “Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica sulla pastorale sulle persone omosessuali” del 1986, ha avvertito che anche l’inclinazione all’omosessualità è un “disordine oggettivo” poiché l’atto stesso è un “male morale intrinseco”:

“Pertanto, particolare preoccupazione e attenzione pastorale dovrebbero essere rivolte a coloro che hanno questa condizione, affinché non siano portati a credere che vivere in questo orientamento all’attività omosessuale sia un’opzione moralmente accettabile. Non lo è.”

Chi era lui per giudicare? Era il Papa, Vicario di Cristo sulla terra, primo Confessore e Pastore di tutte le pecore perdute nel mondo.

In risposta all’istanza di San Pier Damiani al Santo Padre di “agire contro i chierici immersi nella dolorosa perversione morale della sodomia”, Papa Leone IX rispose con la promessa di un’azione papale fondata sulla pietosa urgente preoccupazione per la salvezza delle anime:

“Sia certo ed evidente a tutti che concordiamo con tutto ciò che il suo libro contiene, che è contrapposto come l’acqua lo è al fuoco del diavolo. Affinché la sfrenatezza di questa immonda impurità non possa diffondersi impunita, deve essere respinta con un’adeguata azione repressiva di severità apostolica “. Per custodire gelosamente la salvezza e la felicità eterna dei poveri peccatori, gli autori del Catechismo del Concilio di Trento scrivono che “né i fornicatori né gli adulteri, né gli effeminati né i sodomiti possederanno il regno di Dio”.

Concorda Santo Padre, che i praticanti di rapporti omosessuali impenitenti nella odierna comunità LGBT “non possiederanno mai il regno di Dio”? Se è d’accordo, allora la misericordia non le ordina di dire loro tutto ciò amorevolmente?

Aiutateci a comprendere in che modo il rifiuto di dire loro la verità non costituisca una spietata ingiustizia verso la comunità LBGT che, a proposito, non cessa mai di citare le sue stesse parole a proprio favore: Chi sono io per giudicare? Santo Padre, per loro Roma locuta est, causa finita est. Ma non meritano di sentire da lei tutta la verità?

Anche la stessa ispirata Parola di Dio deve essere loro celata nel nome della Misericordia?:

“Gli uomini, lasciando l’uso naturale delle donne, hanno fatto divampare le loro concupiscenze l’uno verso l’altro, uomini con uomini che agiscono in modo sporco … Chi, avendo conosciuto la giustizia di Dio, non ha capito che coloro che fanno queste cose sono degni di morte; e non solo quelli che lo fanno, ma anche quelli che acconsentono a che costoro lo facciano “. (Romani 1: 27, 32)

Nel nome della “tolleranza” e dell’”inclusività”, Pietro farà tacere Paolo?

Devono I fedeli cattolici diventare parte dell’inganno fingendo che la condanna della Scrittura per questa “grave depravazione” non abbia conseguenze?

In effetti, l’insegnamento della Chiesa cattolica non è cambiato:

“Basandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta gli atti omosessuali come atti di grave depravazione, la tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati “. Sono contrari alla legge naturale. Chiudono l’atto sessuale al dono della vita. Non procedono da una genuina complementarietà affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati. “[CCC, Numero 2357]

Pertanto, memori del detto, qui mange le Pape, meurt, cerchiamo di non “cibarci del papa” ma di supplicarlo di fare chiarezza:

• Papa Francesco, lei crede che gli atti omosessuali siano “atti di grave depravazione”, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica qui

• Papa Francesco, lei crede che gli atti omosessuali siano “intrinsecamente disordinati”, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica qui?

• Papa Francesco, lei crede che gli atti omosessuali siano “contrari alla legge naturale”, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica qui?

• Papa Francesco, lei crede che gli atti omosessuali possano “in nessun caso essere approvati”, come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica qui?

Santità, il popolo di Dio deve conoscere la verità, come devono conoscerla i pastori di anime, i figli del mondo e la comunità LGBT. L’ospedale da campo è pieno di persone che anelano di ricevere la medicina di un insegnamento cattolico chiaro e inequivocabile. E per il paziente, non ci può essere maggiore misericordia della sincera onestà del buon medico.

Pertanto, abbiamo informato i rappresentanti della stampa che il 23 febbraio prossimo, nella città di Roma, la nostra Coalizione inviterà i nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo: gay, etero, protestanti, cattolici, ebrei, musulmani, atei o non credenti – ad unire le loro voci alla nostra per chiedere chiarimenti alla Cattedra di San Pietro: Papa Francesco, lei sostiene come vincolante e vero, l’insegnamento costante e autorevole della Chiesa cattolica, basato sulle leggi di Dio e la Natura: che gli atti omosessuali siano immorali, innaturali e non possano mai essere giustificati?

Tutti gli uomini e le donne sulla Terra – ma soprattutto quelli che si identificano come omosessuali – hanno diritto davanti a Dio di conoscere la verità. Aspettano la sua risposta, come noi. Per favore ascoltateci e le assicuriamo le nostre continue preghiere per la guarigione e l’unità della sofferente Chiesa di Cristo.

Vostri, in Cristo Crocifisso,

COSA 

(Coalizione di Sant’Atanasio)

Ecco il link all’originale in inglese.


Foto di Lorenzo Paruccini

Oggi è il 160° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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13 commenti

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    E’ la vecchia storia del medico pietoso, o vigliacco o, peggio, del ciarlatano che millanta ricette “miracolose”.
    La MISERICORDIA che guarisce e salva, al contrario dei rimedi di medici o pseudomedici, è gratis, ma richiede un CAMBIAMENTO.
    Proporre una misericordia per cui il peccatore (noi peccatori e) si senta a posto, è una PATACCA.
    La misericordia è gratis se c’è il dolore del peccato e il proposito di non ripeterlo.
    Non so che farmene di una misericordia in cui Dio non mi PERDONA ma, solo, fa finta di nulla.
    Non so che farmene di una misericordia in cui Dio non mi ama fino a non pretendere da me, con l’aiuto del suo Spirito, di vivere una vita NUOVA.
    Il fatto è che all’ANIMA non gliene importa più niente nemmeno a tanti Pastori. Tutto si deve risolvere in società, per cui la misericordia viene confusa con l’accoglienza.
    Accoglienza non solo del peccatore, ma persino del suo vizio.
    Con la fissa di non giudicare (e chi giudica?), ci vogliono fare accettare il VIZIO.
    Il sospetto è che la lobby omosessuale vuole continuare a essere tale senza che venga accusata di essere incoerente coi principi che dice di professare.
    Mi sembra troppo…

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Il documento, umilissimo nella forma, in realtà è durissimo nella sostanza. Accusa il papa e il suo “cerchio magico” di aver sdoganato un permissivismo, dunque una sostanziale approvazione, delle pratiche omosessuali.
    Del resto il documento finale del recente sinodo dei giovani, riguardo l’omosessualità (n. 150) è chiarissimo: nel più puro stile gesuitico, non spiega nulla e lascia aperte, anzi spalancate, tutte le porte. E’ l’ennesima, desolante riprova della linea che ispira questo pontificato e cioè il “vogliamoci bene universale” a qualsiasi prezzo, fosse anche il rinnegare i caposaldi della dottrina.
    E ciò deriva a sua volta da una precisa gerarchia di pensiero voluta e praticata dal papa: la dottrina è SEMPRE ancella della pastorale e non viceversa, alla faccia di Papa Benedetto che invece afferma che “carità è camminare nella verità”.
    Per questo la richiesta di chiarimenti da parte di questa “Coalition of Saint Athanasius” è destinata a cadere nel vuoto come del resto tutte quelle precedenti: i dubia, il caso Viganò, ecc.

    • EquesFidus ha detto:

      Il problema è che il Papa, senza rendersene conto, con questo atteggiamento sta scavandosi la fossa da solo. Convinto di essere un fine stratega, di star prendendo due piccioni con una fava (far avanzare il gruppo di potere, la “mafia di San Gallo”, che lo ha eletto e contemporaneamente rendersi bello agli occhi del mondo), in realtà questo pontificato è a un passo dalla fine. Convinto di essere canonizzato subito dopo la sua morte e di aver dato il via a “processi irreversibili” di secolarizzazione della Chiesa, non si rende conto che i Dubia, le Correctio ecc… si stanno accumulando sul suo capo come carboni ardenti, tanto che non è utopistico pensare a ribaltamenti nel sistema di potere vaticano nei prossimi anni, con lui (o meglio, la sua elezione ed i suoi atti) ed il suo gruppo di potere inquisiti canonicamente o che, quantomeno, si troveranno a far fronte ad una situazione di oggettiva impossibilità di amministrare la Chiesa, di fatto neu. Questo non tanto per le azioni, o le chiacchiere, di sedicenti “tradizionalisti” sul web o di cattolici, legittimamente, preoccupati ma impotenti, ma per tutte quelle potenti istituzioni che ha pensato bene di calpestare per i fini della “mafia di San Gallo” (vedasi, per esempio, i cavalieri di Malta).

  • Lucy ha detto:

    Penso che nessuna delle ” persone petulanti ” che scrivono in questo blog possano non dico sperare ma neppure immaginare una risposta di Bergoglio alla petizione della Coalition of Saint Athanasius .Non risponderà come sempre ha fatto e davanti al suo staff di Santa Marta dirà , come disse per i cardinali dei Dubia , :” Stanno freschi ! Ma cosa vogliono ancora questi ” petulanti ” cattolici (censura sugli epiteti ) ? Per rimanere nel solco della Tradizione , del Magistero , del Catechismo dovrei privarmi del fior fiore dei miei collaboratori ? Essi sono le punte di lancia della mia rivoluzione , penso al caro James Martin che , poveretto, solo a leggere la petizione ha rischiato l’infarto , penso ai miei cari vescovi Semeraro , Forte ; McElroy ; Bonny ….e agli amati cardinali DeKesel ,Marx, James Tobin ,Farrell , Cupich…..ci sarebbe una rivolta contro di me….. per non parlare della rivolta della stampa laica amica , no , posso rischiare una impopolarità a livello mondiale , devo tacere come sempre ho fatto e aspettare ,sono passate tutte le altre petizioni , passerà anche questa “. Applausi dei presenti.

  • Adriana ha detto:

    ” Se non c’è peccato , allora quale è il senso di praticare le virtù e di accedere ai Sacramenti ? ” E’ la medesima domanda che avevano posto gli estensori dei ” Dubia “. La moltitudine che li ha letti ha colto soltanto l’ “oscurantismo ” di chi non voleva ammettere al Sacramento della Comunione i divorziati risposati . Non era così .
    I Cardinali dei ” Dubia ” scavavano nel profondo perchè allarmati di una prossima apertura alla ammissibilità di qualunque azione delittuosa : omicidio compreso .
    Nella medesima direzione si pongono ora i due Cardinali Muller e Schneider citati nei post vicini a questo . La Chiesa ” vecchia ” nella sua saggezza , sapeva di aver a che fare con uomini in carne ed ossa , soggetti a TUTTE le tentazioni ; quella nuova sta trasformando le tentazioni in ” diritti civili ” e gli uomini tutti in angeli , per diritto di nascita . Se nessuna delle Alte Sfere prenderà atto di queste obiezioni la strada sarà” larghissima ” e solo ” in discesa “.

  • moriarty ha detto:

    chissenefrega di cosa pensa QUESTA chiesa ?

  • franz ha detto:

    basterebbe questa considerazione tratta da un commento a Matteo ,16 : ” LA PROVVIDENZA VOLLE CHE GESU’ NSCESSE IN SENO AD UNA VERA FAMIGLIA ” .

  • Iris ha detto:

    Riporto qui il commento messo in un altro post.
    La Commissione INDIPENDENTE sugli abusi sessuali nella Chiesa In Francia (CIASE) si è riunita ieri per la prima volta, è composta da 22 persone (10 donne e 12 uomini), di diverse religioni, agnostici o atei, nessun prete o rappresentante di un`altra religione.
    Ricordo che la sua missione è di fare la luce sugli abusi sessuali commessi nella Chiesa dal 1950, di esaminare come i casi sono stati trattati dalla Chiesa e analizzare le ragioni di questi abusi.
    Fra due anni un rapporto sarà reso pubblico.
    Basta leggere i nomi dei membri, in particolare quello del Presidente della Commissione, per dissipare gli eventuali dubbi sulla reale indipendenza della Commissione.

    http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2019/02/08/97001-20190208FILWWW00141-eglise-catholique-qui-compose-la-commission-sur-les-abus-sexuels.php

  • Sherlock Holmes ha detto:

    Seee buonanotte…

    È come formare un comitato cittadino che va dal tizio che sta abbattendo il muro di cinta della città e gli chiede:
    “Stanno buttando giù il muro, lei è d’accordo?
    Se non è d’accordo ci aiuta a ricostruirlo?”

  • to's ha detto:

    non vede l’ora di poter rispondere …è in ritardo solo perche Andrea , dissente dal “potentissimo” S , sulle tesi della prof.Mari. Mi viene riservatissimamente spiegato che secondo Andrea bisogna confutare le tesi che the back serva in natura solo per produrre gli “scarti organici “. In realtà grazie ad uno studio che dura da decenni presso la Università Luteranense , sembra che si sia vicino a poter spiegare e dimostrare che gli scarti organici un tempo uscivano dalla bocca ( come anche sembra confermare il Vangelo) .

    • Vito ha detto:

      Caro TO’S,
      Andrea ha perfettamente ragione.
      Come puoi notare dalla sua bocca vengono emessi soltanto “scarti organici”.
      Quanto alle funzioni di “the back” ha scoperto che “ossequiando” quello del potente di turno si riesce a far carriera e tanti bei soldini.

  • Sconsolata ha detto:

    Concordo, dott. Tosatti. Resterà lettera “morta” come tante altre e gli interrogativi, perentori e circostanziati, troveranno risposte solo quando i postulanti – e la schiera si infittisce ogni giorno di più – si ritroveranno faccia a faccia col destinatario dei quesiti e i suoi supporters (più o meno noti) davanti al trono dell’Altissimo.