DI PAPI, ATEI & C. L’ABATE FARIA, DON NICOLA BUX E LA LETTERA DI UN AMICO DA NAPOLI.

7 Gennaio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici di Stilum Curiae, avrete notato che nella scorsa settimana a causa di simpatiche occasioni familiari la presenza di Stilum è stata saltuaria e abbiamo mancato qualche appuntamento, come quello delle considerazioni pontificie su atei, andare a messa, odiare e via banalizzando. Ma recuperiamo adesso, con abbondanza. Prima di tutto con quello che ci scrive in merito l’Abate Faria. Eccolo.

Nel mio romitorio mi sono giunti gli echi per le parole del sommo pontefice su atei e ipocriti. Ora, mi sono chiesto, come mai tanta durezza verso coloro che cadono nel coltivare sentimenti malevoli verso gli altri quando il Papa stesso ci dice che nessun peccato è fuori del perdono di Dio? Un ex vaticanista non ostile al Papa ha riconosciuto la poca chiarezza di certe sue catechesi (del Papa). Il mio sacrestano, il pio Pio, mi ha riferito di un post su Facebook di Camillo Langone, giornalista: “Oggi sul Giornale a pagina 16 manifesto perplessità circa il “Meglio atei che cristiani ipocriti” di Papa Francesco: “Siamo tutti più o meno ipocriti e se non ci rassegnassimo a fare male le cose buone (ad esempio andare a messa la domenica) faremmo soltanto quelle cattive. Meglio ipocrita che ateo: se non fossi credente non crederei nemmeno nell’esistenza del peccato, non avrei più nemmeno il freno del rimorso””. Eppure la dottrina cattolica è alquanto semplice, se la si sa osservare…

Abate Faria

Subito dopo vogliamo segnalarvi un’intervista molto interessante di don Nicola Bux a Bruno Volpe, sul Quotidiano di Foggia. In particolare, per quanto riguarda atei e considerazioni analoghe, il noto teologo e studioso afferma:

Meglio atei che cristiani che odiano?

“Io credo che il problema sia quando il Papa si allontana dal testo scritto che gli preparano ed alza gli occhi alla platea. La mia sensazione è che certe affermazioni, oltre che da un certo autocompiacimento, nascono dal fastidio che egli nutre verso la Chiesa. Papa Francesco preferisce una visione di Chiesa come popolo indistinto rispetto a quella intesa in senso vero. Non si accorge, però, che scivola in una visione contraddittoria e peronista, una schizofrenia che cozza contro la stessa idea di misericordia tanto diffusa e seguita”.

Perché?

“Se dico che chi odia, dunque effettivamente in stato di peccato, fa bene a stare fuori della Chiesa e allo stesso tempo affermo che bisogna fare entrare il divorziato risposato civilmente, ugualmente peccatore  dandogli la comunione, cosa che è impossibile, cado in contraddizione. Entrambi infatti sono in peccato. E allora perché essere severi con chi odia e misericordiosi col divorziato risposato? Torniamo al tema del peronismo. Succede che paradossalmente si vuole fare entrare quelli che sono fuori, ma poi escono quelli che sono dentro. Certe asserzioni, se cadono su fasce deboli o poco consapevoli, sono pericolose e hanno effetti deleteri. Rischiamo di svuotare ancor di più le chiese”.

E allora?

“E’ un tema di fondo. Può il Papa propagandare le sue idee private rispetto a quelle della perenne verità cattolica? No. Non è un dottore privato e non è pensabile modificare a piacimento o dare versioni che urtano contro la dottrina cattolica e il deposito della fede, che non è un museo, ed anche qui ci sarebbe da dire”.

E infine condividiamo la lettera che un amico ci ha inviato, e che troviamo sia veramente degna di essere letta e meditata.

Cari amici,

avrei una caterva di considerazioni da proporvi, ma non sono così cattivo – e men che meno con voi -, e perciò non mi avventuro neanche a farne un indice, ché altrimenti non mi fermo più. 

Mi limito ad una sola, che illustra, credo come meglio non si potrebbe, il “cambio di paradigma” nella Chiesa.

Prima di Papa Francesco, si chiedeva ai non credenti – insopportabile locuzione dolciastra per non dire atei o agnostici – di vivere almeno

veluti si Deus daretur, come se Dio esistesse;

Papa Francesco, invece, chiede, se non ordina, ai credenti che peccano (ma non di sodomia, adulterio, aborto, divorzio, etc., che non possono essere giudicati, e meritano ogni misericordia) di non andare in chiesa: vivi così, come [fossi, aggiunto da Vatican.va] ateo (Udienza generale, 2 gennaio 2019).

* * *

Anche quest’anno sono andato al Gesù Vecchio, per la grande esperienza spirituale e anche sociale del sabato privilegiato (il primo dopo il 30 dicembre, giorno in cui nel 1826 fu intronizzata la statua della Madonna) del venerabile don Placido Baccher. Devozione napoletana e borbonica (per i geni della specie: storicamente, non spiritualmente) se ce ne sono. Il caro don Placido scampò miracolosamente – non due dei suoi fratelli maggiori, che furono fucilati in Castel Capuano – alla vendetta giacobina nel 1799; fu intimo a Corte – tanto da diventare bersaglio dei rivoluzionari del ’48 -, ma giammai cortigiano, non mancando di esporsi rimproverando alla famiglia regnante i suoi vizi. Le processioni dell’Immacolata da lui promosse riempivano letteralmente la città. La Madonnina che aveva commissionato al mastro dei presepiari del tempo, il pio Nicola Ingaldi (se qualcuno ha una statuina da lui firmata, me lo faccia sapere, grazie) – in terracotta e legno (gli arti), come usava dalla fine del settecento ai prime tre decenni dell’ottocento -, fu subito oggetto di un culto di venerazione che coinvolgeva ogni strato della società d’allora. E pure di oggi. La chiesa – ricca ricca ricca, ricca di ori, marmi, legni, tele, affreschi, statue, reliquiari, e perciò davvero per i poveri, che amano il trionfo della bellezza ecclesiale più d’ogni minestra d’ogni Caritas – anche oggi era gremita. Quasi un’ora e mezza di coda silenziosa per passare davanti alla Madonnina, custodita in una teca che sovrasta l’altare (quello vero, magnificamente barocco, splendente di colori e figure, non il tavolo postconciliare), salendo e poi scendendo la scala che gira intorno, tra tanta gente normale, d’ogni ceto e quasi sempre dai tratti inequivocabilmente napoletani. Decine di migliaia di fedeli nell’occasione percorrono quella scala (sono state contate fino a ventimila comunioni distribuite in un solo giorno, e non sempre la folla consente di accedere alla Santa Ostia), e credo che tra di loro, tra di noi, non pochi fossero peccatori, magari maldicenti e non sempre benevoli verso il proprio prossimo. E non perché lo dice Papa Francesco, ma per il peccato originale, che tutti ci segna e ci affligge. Vero fattore – non certo l’ineguale distribuzione delle ricchezze, quell’inequità che tutt’al più, se pure esiste, è pur essa effetto del peccato originale – d’ogni peccato attuale.

Ma ognuno di loro, anche il peggiore se pure esiste, migliore, infinitamente migliore, del migliore degli atei: per quanti peccati avesse sulla coscienza (ma chi siamo noi per giudicare?), se stava là era credente, e quindi esente dal più grave di tutti, TUTTI, i peccati,  l’ateismo che rende stolti e malvagi. Senza la fede non si può piacere a Dio (Ebr, 11,6).

Salute a voi

in J. et M.



Foto di Lorenzo Paruccini






Oggi è il 131° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.

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66 commenti

  • Federico ha detto:

    Bene, ora che tutti si sono sfogati faccio presente fuori tempo massimo che anche il Papa di scorta, quello dei conservatori, aveva espresso similmente il concetto, il 25 settembre 2011 a Friburgo:
    «Agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei loro peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli «di routine », che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato da questo, dalla fede.»
    ( http://www.osservatoreromano.va/it/news/dio-rispetta-la-nostra-liberta )

    Chiaro che il fine teologo avesse uno stile diverso mentre il comunista argentino va giù più rozzo, ma la continuità è innegabile.
    That’s Concilio!

  • Giuseppe ha detto:

    Prima cosa che mi è venuta in mente quando ho sentito queste orribili affermazioni di Papa Francesco sui peccatori che farebbero meglio a non andare in Chiesa, è stata che quindi siccome siamo tutti peccatori, di conseguenza non dovrebbe nessuno andare in Chiesa e le Chiese dovrebbero essere vuote.
    La seconda cosa che mi è venuta in mente ho fatto fatica a tenerla fuori, perchè mi si è insinuato il pensiero che così forse si realizza il sogno di questo Papa.
    Poi un terzo pensiero ho avuto quando ho ricordato le mielose parole, sempre del Papa, agli abortisti, omosessuali praticanti e nefandezze varie.
    Ho pensato alla parabola del fariseo e del pubblicano.
    Contestualizzando, il fariseo era quello che era agli occhi del mondo rispettoso del politicamente corretto. Osservava questo e quello, pagava la decima, e stava ritto e orgoglioso davanti a Dio.
    Il pubblicano stava in fondo, a capo chino e riconosceva tutti i suoi peccati e le sue imperfezioni.
    Secondo Gesù il pubblicano tornò a casa giustificato, al contrario del fariseo.

    Invece seguendo il filo logico di Bergoglio è l’esatto contrario. Il pubblicano, anzi, non deve nemmeno metterci piede in Chiesa.
    Il fariseo, invece, che oggi è così politicamente corretto, non odia mica, lui è gayfriends, accoglione con le case degli altri, lui si che ha diritto non solo di continuare a vivere così come gli pare, ma può (sempre se vuole eh) pure andare in Chiesa, in ogni caso ne avrebbe molto più diritto del povero pubblicano che domenicalmente cerca in quelle quattro mura sacre pillole di conforto e salvazione per la consapevolezza della propria fragilità umana.

    A meno che non si riferiva agli odiatori di professione che per il gusto di picchiare vano in giro ad aggredire inermi passanti. Ma se così fosse poteva pure essere un pò più chiaro questo Papa….sempre dubbi mi fa venire.
    mannaggia

    • MASSIMILIANO ha detto:

      Beh, non a tutti però… Per esempio al “finto tonto” Luigi LM i dubbi non vengono. per lui sempre certezze, anche teologiche. Mannaggia, non posso invidiare la grazia altrui ma almeno sperare di averne un pochino anche per me si potrà…? saluti.
      Massimiliano

  • Gianfrancesco ha detto:

    In sintesi, Bergoglio chiede ai cristiani che peccano di non andare in chiesa, “Meglio atei che cristiani ipocriti”; io allora mi chiedo se uno interpreta la Dottrina a suo piacimento, stravolge gli insegnamenti del Vangelo, è causa di confusione e divisione (e mi fermo qui!) non sarebbe meglio che non facesse il papa? Ovvero non meglio il nulla piuttosto che falsi maestri?

  • Nicola. B. ha detto:

    Per Luigi L.M. ” l’odio NON è peccato per Lei…”

    Dalla Prima Lettera di San Giovanni….

    Bibbia.net
    http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=1Gv%203,14-18

    • Luigi L.M. ha detto:

      Gentile Nicola B.,
      l’odio non è peccato perché non è un’azione (o omissione). E’ invece una passione che può dare origine a specifici peccati (detti, appunto, peccati di passione).

      Nel mio commento precedente ero rimasto nell’ambito del discorso della montagna perché il Papa si stava muovendo in quel contesto. Ma il passo di Giovanni da te citato è forse ancora più incisivo nel dire “Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna”.
      Se guardi la conclusione del discorso della montagna e questo stesso passaggio che mi hai citato, non sono certamente meno duri del “vivano come atei” del Papa.
      Se vivere da fedeli non consente la maturazione della carità, significa che la tua fede non è genuina: Gesù ti dice che non ti riconoscerà; Giovanni che sei un omicida e che non avrai la vita eterna; il Papa che tanto vale che lasci perdere forme di devozione puramente esteriori e vivi libero da impegni come gli atei.

      Tutti e tre i moniti possono produrre due conseguenze: quella “rinunciataria” (va beh, faccio l’ateo e non vado in chiesa; vabbé smetto di dire Signore, Signore), oppure quella “propositiva” (forse è meglio se mi guardo dentro e quando prego, prego meglio chiedendo al Signore di rinforzare la mia fede e di donarmi la carità). Don Bux, a mio parere, invece di fare lo scandalizzato a tutti i costi, avrebbe dovuto prendere spunto da una evidente provocazione per completare l’opera in chiave propositiva. Anche perché l’aut-aut di Gesù, di Giovanni e del Papa, suppongo che nel suo piccolo lo dia anche lui a talune persone che ha in cura. E suppongo che lo faccia nella prospettiva di convertire il fedele e non di allontanarlo.

      • Nicola B ha detto:

        La prima lettera di Giovanni, lei non l’ha letta . Le avevo accluso il link. È inutile quindi che stiamo a discutere…….

        • luigi l.m. ha detto:

          Ma che dici, che te ne ho pure citato un pezzo? E’ possibile che non l’abbia letta tu….

          • Adriana ha detto:

            Luigi G.M.,
            la prego : semplifichi ! Altrimenti mi porta a credere che il motto del Biancovestito sia : ” Amiamoli e patite “.
            Naturalmente rivolto ai Cattolici dato che i soli ” Frateeli ” e l’unico ” Prossimo ” sono i ” Migranti ” . Anzi – Zanotelli iuvante -sono l’unico vero ( ? ) Gesù .

  • Nicola.B. ha detto:

    Un coraggiosissimo e forte articolo del Dott Zambrano dalla Nuova Bussola Quotidiana di oggi in merito a quanto denunciato da Luigi nel suo post riguardo allo scempio avvenuto con la pizzata nel Duomo di Napoli.

    http://www.lanuovabq.it/it/eminenza-una-prosciutto-e-funghi-basta-per-laldila

  • Nicola.B ha detto:

    Chiedo scusa a tutti per l’ errore di sbaglio ………nel mio post precedente. La giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato è stata spostata per sempre a Settembre. Il mio errore é dovuto al fatto che la data del 13 Gennaio é riportata sul mio calendario parrocchiale evidentemente stampato PRIMA del cambio di data. Me ne scuso.

  • Nicola B. ha detto:

    Questo è accaduto oggi…………..Non oso immaginare visto tutto quello che si è scatenato contro Salvini in questi giorni, cosa si scatenerà in tutte le Chiese d’Italia Domenica prossima 13 Gennaio Battesimo del Signo……pardon Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato……………………………

    http:P.S. tuttww.ilgiornale.it/news/politica/i-vescovi-i-sindaci-attacco-salvini-i-politici-non-guidano-1625492.html

    P.S Chissà perché tutti questi inviti all’ obiezione di coscienza non ci sono stati quando sono state approvate leggi contro la vera famiglia, la vita ( eutanasia), la corruzione della gioventù ecc ecc. SILENZIO GENERALE (tranne rare eccezioni).

  • Marcello ha detto:

    “Se dico che chi odia, dunque effettivamente in stato di peccato, fa bene a stare fuori della Chiesa e allo stesso tempo affermo che bisogna fare entrare il divorziato risposato civilmente, ugualmente peccatore dandogli la comunione, cosa che è impossibile, cado in contraddizione. Entrambi infatti sono in peccato. E allora perché essere severi con chi odia e misericordiosi col divorziato risposato? Torniamo al tema del peronismo. Succede che paradossalmente si vuole fare entrare quelli che sono fuori, ma poi escono quelli che sono dentro. “

    Nè i divorziati risposati nè “quelli che odiano” sono fuori dalla Chiesa, in quanto nessun di queste due categoria è scomunicata.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Devo dire che un po’ il Papa lo capisco: c’è sempre da temere quando ci si trova di fronte ad atteggiamenti che ci sembrano da perfezionisti.
    Ma anche per i perfezionisti vale il “Chi sono io per giudicare?”.
    In fondo il Signore non ci chiede la perfezione?
    Se il cristiano non si sente migliore di altri, né li giudica, perché criticarne gli atteggiamenti?
    Questo continuo parlare contro chi frequenta la Chiesa lascia perplessi.
    Il Papa sembra quasi presupporre che lo sparlare (cosa riprorevole) sia sempre una forma di odio. Ma non è così.

    Termini come laicismo, relativismo, valori non negoziabili, e altri, tipici del Magistero precedente, con Papa Francesco sono tabù.
    Nulla di grave, ma può essere un sintomo di qualche malessere spirituale profondo

  • Luigi ha detto:

    A proposito di Napoli, vi siete visti lo scempio di cenone fatto anche quest’anno dal Cardinale Sepe con tanto di grembiulone rosso NEL DUOMO?
    Sembrava la festa dell’unità con tanto di cuoco a sciorinare il menù come fossero al ristorante e naturalmente tutti coi cappelli rigorosamente in testa, tanto chi se ne frega del luogo sacro…
    Buona visione:
    https://youtu.be/TzWL81fM1DM

    • Nicola .B ha detto:

      Da notare al minuto 1:03 l’africano che suona i tamburi nella Cattedrale…………

    • EA ha detto:

      Gentile Cardinale Sepe, sono emigrato dal Senegal con quattro mogli e non ho un posto dove adempiere il mio dovere coniugale. Non potrei usare le cappelline laterali del duomo come alcova? Grazie.

    • EA ha detto:

      A proposito, cardinal Sepe, chi è quel rigidone che ha fatto le seguenti affermazioni:

      “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non farti riprendere dalle telecamere, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”

      Rigido, rigido… Poco dialogante…

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Giusto, ma è bene precisare: NON TUTTI gli atei sono meglio dei cattivi cattolici, ma quelli che, NONOSTANTE siano atei, sono più umani dei cattivi cattolici.
    Cioè: gli atei INCOERENTI sono meglio dei cattolici incoerenti.
    Perché è ovvio: un ateo che NON si comporta da ateo è meglio di un credente che non si comporta da credente.
    L’ateismo infatti richiede di comportarsi come se Dio non ci fosse, e perciò come se l’uomo non fosse un essere dotato di DIGNITA’ che solo la sua ANIMA può giustificare.
    L’ateo coerente, infatti, può arrivare ad ogni efferatezza, dalla pedofilia (il filosofo sessantottino Mario Mieli), agli eccidi (Hitler e Stalin).
    Un po’ come i musulmani: sono quelli “cattivi”, cioè che non seguono fino in fondo il Corano, ad essere quelli buoni.
    Il cristiano cattivo, invece, è quello (gravemente) incoerente.

  • GIORGIO VIGNI ha detto:

    Extra moenia: acta et consilia.
    “Che val petere e culo stringere, fatigasi le natiche”
    Er gelataro di S. Marta è un maestro, magistrale, nell’applicazione pratica, continua, del suddetto adagio.
    Prima romba, poi simula un chiarimento, stringendo, con l’usuale gnègnè. Così la confusione è massima, il disorientamento idem. Gli esegeti , più o meno portati a lambire, possono dire di tutto e di più.
    Gli opimi lombi, di sua cremeria, devono però sopportare una certa tribolazione, si veda il suo incedere.
    L’ultimo rombo, dernier cri, agevolato forse da una dieta ricca di leguminose, riguarda i 49 migranti, risorse, figli di dio ( con la minuscola, in quanto minore ).
    Proposta di aiuto, ottemperiamo al vescovo di Roma: tutti i cristiani, automuniti, vanno bene anche gli scooter, carichino due o tre migranti, risorse, figli di dio, quello minore e li scarichino in pza. S.Pietro, va bene anche la porta di S. Damaso . Così il ns., ineffabile, potrà rombare tutta la sua accoglienza, carità , amore e sistemarli, che so, nella basilica, visto che nelle chiese minori si fanno banchetti e trenini festosi, nella cappella sistina*, così i derelitti arricchiranno la loro cultura, nei musei vaticani, nei giardini……perdindirindina di spazio ne ha. Fatti e non parole, da sepolcri imbiancati .
    Amen, amen .
    G. Vigni
    P.S.* Circa un lustro addietro, vi erano stivati un centinaio di cardinali, nella fattispecie ce n’è solo una cinquantina, dov’è il problema ? Sempre per amor di dio, quello minore.

  • Luigi L.M. ha detto:

    Buonasera,
    ho letto con interesse l’intervista a Don Nicola Bux, anche nella versione integrale cortesemente linkata dal dott. Tosatti.
    Raramente mi è capitato di leggere cose così marcate da grave insipienza, con tutto il rispetto per il “noto teologo”, che forse è competente in materia liturgica, ma molto meno su altro.
    1) don Nicola sbaglia nel qualificare come “peccato” la situazione di chi odia e ad equiparare coloro che odiano ai peccatori. L’odio, infatti, non è un peccato, ma una passione: non si confessa l’odio e non si viene assolti dall’odio. Questo errore è gravissimo in quanto commesso da un sacerdote che amministra il Sacramento della Confessione e che non ha, evidentemente, le idee chiare sulla teologia morale. Questo errore, peraltro, inficia anche le considerazioni sviluppate dall’erroneo parallelismo tra gli “odiatori” e i “divorziati risposati” (che, peraltro, possono anche non essere peccatori come lui stesso dovrebbe sapere).

    2) il suo commento sulla questione “meglio vivere da atei che pregare odiando”, oltre ad essere viziato dall’erronea premessa di cui sopra, non tiene conto di quattro cose: a) che il discorso del Papa è fatto in relazione al “discorso della montagna”; b) che è proprio nel “discorso della montagna” che viene sancita la legge dell’amore (evidentemente non adempiuta da chi odia); c) che è proprio Gesù Cristo a sancire l’inutilità della preghiera fatta da chi non osserva i comandamenti, che, com’è noto e come appare chiaro dal resto del “discorso”, hanno per fondamento e si compendiano nella legge dell’amore; d) è sempre Gesù Cristo a dire che chi preghi (“Signore, Signore”) senza l’osservanza del comandamento dell’amore non sarà da Lui riconosciuto nel momento opportuno.
    Ne consegue che, se Don Nicola Bux avesse meglio meditato i capp. 5-7 del Vangelo di Matteo, avrebbe trovato piena assonanza tra il monito del Signore e quello del Papa: per quanto la preghiera possa esprimere la fede, se non viene resa operosa mediante la carità, testimonia una fede morta e dunque inidonea a salvare. Tanto vale non averla.
    * * * * * *
    Sempre nell’intervista, ho letto questi passaggi:
    “Don Nicola, il Vangelo, come affermato dal Papa, è rivoluzionario? “No. Questa è una tesi che andava in vigore negli anni ‘70, dopo la pubblicazione di alcuni libri, e risente delle idee del sessantotto e del marxismo. Venne fuori per rendere maggiormente appetibile la figura di Gesù, ma non ha fondamento teologico”.

    Perchè? “Il Vangelo stesso ci dice che Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento e questo da solo basterebbe. Una rivoluzione che si rispetti non risparmia il passato e neppure l’esistente. Gesù, al contrario, è un ricapitolatore secondo la bella espressione di San Paolo, ricapitola in sé le cose. E’ vero che nell’Apocalisse c’è scritto che egli fa nuove tutte le cose, ma quel verso va letto come portare a compimento”.

    A tale riguardo, occorre rammentare a Don Nicola Bux che il Papa non stava parlando di “rivoluzione” in senso socio-politico, cosa che sarebbe senza dubbio un errore, e che “rivoluzione” nel suo significato proprio, significa effettivamente ritorno al punto di partenza e quindi calza molto bene sul concetto di “ricapitolazione”: il moto di rivoluzione della Terra è quello che la riporta al punto di partenza, o no?
    Il nostro prete, inoltre, dovrebbe conoscere che lo stesso uso del lemma “rivoluzione” (in senso positivo) è stato fatto anche dai predecessori di Francesco:

    – a proposito dell’Amore: “Nella grande Plaza de la Revolución José Martí a La Habana, ho visto un enorme quadro raffigurante Cristo, con la scritta “Gesù Cristo, confido in te!”. Ho reso grazie a Dio, perché proprio in quel luogo intitolato alla “rivoluzione” ha trovato posto Colui che ha portato nel mondo l’autentica rivoluzione, quella dell’amore di Dio, che libera l’uomo dal male e dall’ingiustizia e gli dona la pace e la pienezza della vita” (San G.P. II, 28.1.1998)
    – a proposito della conversione (in particolare, quella dell’apostolo Paolo citato da Don Nicola): “Trovo significativo che la grande Celebrazione eucaristica conclusiva nella Plaza de la Revolución sia avvenuta nel giorno della Conversione di san Paolo, quasi ad indicare che la conversione del grande Apostolo “è una profonda, continua e santa rivoluzione, valida per tutti i tempi”. Ogni autentico rinnovamento comincia dalla conversione del cuore” (San G.P. II, stessa data)
    – ancora a proposito dell’amore e del “discorso della montagna”: “Le parole del Vangelo che abbiamo ascoltato sono esigenti, al di fuori della logica umana, capaci però di far diventare realtà questa rivoluzione dell’amore che incomincia con l’apertura del cuore al perdono e alla misericordia: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (San G.P. II 8.2.1996)
    – sempre su San Paolo, quando parla di “rinnovamento nello spirito” (Ef, 4, 23) San G.P. II traduce “profonda conversione della mente e del cuore, che l’apostolo Paolo ha definito come “una rivoluzione spirituale” (19.1.1995)
    – La solidarietà è la vera rivoluzione dell’amore. Il suo volto è l’accoglienza e il perdono. La sua anima è la carità. Su queste basi è possibile dar vita a un progetto di rinnovamento spirituale, che assicuri un futuro migliore alla vostra città e a voi stessi (San G.P. II 10.11.1990)
    – la santità è possibile per tutti e che solo la rivoluzione della carità può accendere nel cuore degli uomini la speranza di un futuro migliore (San G.P. II 20.5.1990)
    – Per questo, la nostra fede in Gesù Cristo è anche la fiducia nella forza rinnovatrice del Vangelo che, illuminando il cuore degli uomini, apre il cammino all’originale rivoluzione dell’amore, delle beatitudini, della comunione spirituale tra i fratelli, sino ad arrivare alla comunione dei beni, proprio come nella prima comunità cristiana (San G.P. II 4.10.1984)
    – L’incontro personale con Cristo segna profondamente il nostro essere. Cristo dà significato alla nostra umanità e la apre alla pienezza della vita divina dei figli di Dio. Lui è la speranza dei popoli, perché la sua dottrina è l’unica capace di trasformare i cuori e le strutture; l’unica che può liberare gli oppressi e scatenare una autentica rivoluzione di amore a livello planetario, sempre che si seguano i suoi passi, si imiti la sua vita e si mettano in pratica le sue parole (San G.P. II 2.7.196).

    Potrei proseguire oltre, anche citando altri papi, ma credo possa bastare: temo che Don Nicola Bux faccia male a rilasciare interviste senza aver prima meditato un po’ meglio i temi su deve esprimersi.

    • MASSIMILIANO ha detto:

      L’odio non si confessa….ahahahahahahahaha…. rivoluzione d’amore a livello planetario…..ahahahahahahaah…. Che bel lunedì sera mi ha fatto passare signor Luigi! Saluti.
      Massimiliano

      • Luigi l.m. ha detto:

        Puoi ridere quanto vuoi, caro Massimiliano, ma è proprio così.
        Che non lo capisca tu non sorprende, che non lo sappia un sacerdote è drammatico.

        • A volte tornano ha detto:

          Ma perché trollone sapientone luigi lm, lei pensa che tutti si sciroppino fino in fondo i suoi sermoni bergogliolatri? Pia illusione, tempo perso. Lo occupi a Pregare il suo tempo….più onestamente possibile e consapevole, in tutta umiltà, che ogni giorno dobbiamo crescere, anche nella Preghiera….di buono almeno io non mi addormento quando Prego, da misera peccatrice quale sono, contrariamente al suo “acuto e profondo ” idolo argentino!

    • Paolo Giuseppe ha detto:

      E continuiamo a disquisire sulle alte vette raggiunte dal pensiero del papa/teologo Francesco?

    • Rafael Brotero ha detto:

      Fino a Benedetto XVI, i papi confermavano i fratelli nella fede, la spiegavano aí fedeli; con l’antipapa argentino, sono i suoi fedeli, i Berggyboys come Luigi, che devono spiegarsi a vicenda il loro “santo padre”.

    • MASSIMILIANO ha detto:

      Buongiorno signor Luigi LM! Siamo tutti felici che l’intelligenza e l’acutezza siano racchiusi esclusicamente nel Suo “magistrale intervento. Detto ciò, noto che sovente il modo di argomentare e/o replicare è sempre lo stesso. Nulla di nuovo sotto il sole ovviamente, perchè sono almeno 50 anni che così come Lei argomenta, argomentano e argomentavano i sinistri in italia, fino ad arrivare all’apoteosi del PD… Tra l’altro, mi perdoni se oso, la vetta è stata raggiunta dal nostro carissimo papa, il quale ha avuto la “grandissima” capacità di unire il parlare sinistro con il parlare radical chic, il tutto ammantato di un luogo comunismo e un politically correct da far invidia alle peggior riviste patinate tanto in voga oggi. Caro Luigi, mi spiace per Lei e per la Sua magnifica teologia, ma alle Vostre vette intellettive e alla Vostra sicumera, personalmente preferisco San Padre Pio o san Pio X . Non so esattamente il perchè… Magari me lo spieghi Lei in considerazione della Sua infinita sapienza. Grazie. Saluti.
      Massimiliano.

      • Luigi L.M. ha detto:

        Gentile Massimiliano, per comprendere il senso del suo intervento serve altro che un’opera di magistrale ermeneutica. Le confesso che non ho capito praticamente nulla, tantomeno del PD, specialmente se correlato a quanto scritto da me.
        L’unica cosa che mi viene da risponderle è che se lei avesse mai letto qualcosa di Padre Pio o di San Pio X, vi avrebbe trovato affermazioni ben più dure rispetto a quella usata da papa Francesco.
        In ogni caso, il Papa non ha scomunicato gli “odiatori”, ma ha solo dato un suggerimento provocatorio: a ciascuno la scelta, se abbia senso vivere esteriormente da fedele e poi coltivare l’odio invece della carità.

        • MASSIMILIANO ha detto:

          Dispiaciuto per aver sopravvalutato il Suo intelletto, ma purtroppo mi aspettavo una risposta del genere. I blocchi mentali sono i soliti di cui ho appunto esposto pocanzi. Sursum corda.
          Massimiliano.

          • luigi l.m. ha detto:

            Mi dispiace, caro Massimiliano. Il mio scarso intelletto non mi consente di cogliere il senso delle sue elevate dissertazioni metafisiche sul PD. Purtroppo dovremo parlare di cose più terra-terra comprensibili a chiunque…

  • Lucy ha detto:

    Dice la lettera di un amico ” Prima di papa Francesco si chiedeva ai non credenti di vivere almeno “velut si Deus daretur”come se Dio esistesse Papa Francesco invece chiede, se non ordina , ai credenti che peccano di non andare in chiesa e di vivere come se fossero atei “.
    L’amico ha colto uno dei punti emblematici del “cambio di paradigma ” di questo pontificato. Il confronto su questo tema tra Bergoglio e Papa Benedetto è impietoso .Papa Benedetto voleva salvare non solo i credenti sottoposti al duplice assedio del laicismo e dell’Islam , ma anche quella parte di non credenti composta da uomini di buona volontà che nel pericolo comune credevano che i Principi non negoziabili fossero quelli atti a salvare la società ormai post-cristiana.
    Ecco perchè la prima sfida che papa Benedetto lanciò fu ai non credenti , una sfida laica e ardita intellettualmente :” comportatevi come se Dio ci fosse -velut si Deus daretur “.Fu una bella sfida all’uomo che vive in un mondo ormai quasi del tutto secolarizzato : considerare Dio come un’ipotesi, ammettere che in quanto possibilità possa fondare comportamenti razionali e un’etica capace di distinguere il bene dal male , il giusto dall’ingiusto.Alle persone non più cristiane o mai state cristiane, Benedetto , senza sacrificare nulla della fede cattolica vivente e della sua dottrina,disse semplicemente :” provate a entrare nella via della possibilità della ragione di fondare una morale anche senza la certezza di Dio “.
    Allora pensammo , tanto per fare qualche esempio , a Giuliano Ferrara e a Marcello Pera.Meglio molto meglio non credenti come loro ( che non piacciono a Bergoglio che preferisce invece atei alla Scalfari , Pannella , Bonino) che credenti che dicono :”sono cattolico ma……” o peggio ancora :” sono cattolico e perciò…..” e via all’accettazione di tutto ciò che il mondo laico passa e cerca di imporre a ciò che resta della Chiesa cattolica.I veri incoerenti con la fede cattolica di sempre sono loro.

  • Gene ha detto:

    Leggo sulla Nuova Sardegna, cronaca di Sassari, che un certo don Pezzini ha rinunciato alla presentazione di un seminario su un ex vescovo di Sassari tra il 1186 e il 1190. Motivo: era un pedofilo che aveva abusato per tre anni di un ragazzo bengalese. Il vescovo di Sassari e il promotore monsignor Zichi non sapevano di questi misfatti, dopotutto, sostiene Zichi, se si dovesse indagare su altri esperti, nessuno ne uscirebbe indenne. Dottor Tosatti, un altro caso di pedofilia che viene a galla….

  • Valeria Fusetti ha detto:

    A forza di parlare a braccio si è parlato addosso. Non è la prima volta. Magari è più imbarazzante. Che poi lui preferisca gli atei che se ne stanno a casa è una sua opinione “privata”, bizzarra ma come tutte le opinioni private da filtrare con il Magistero autentico, e da dimenticare … per carità cristiana. E per carità cristiana pregare ogni giorno “per le intenzioni del Papa”, cosa doverosa ed utile.

    • Adri ha detto:

      Io prego tutti i giorni (o quasi) per il Papa, ma non per le sue intenzioni, perché francamente ho paura di quali possono essere. E se non sono cattoliche?

  • deutero.amedeo - biblista dilettante ha detto:

    L’intervento di Iginio delle 11:58 a proposito dell’Adultera, mi ha fatto venire voglia di sfogare una mia considerazione, che, come direbbe il mio amico Scarpe Grosse, “mi sta sul gozzo” da parecchio tempo. Che sia o no pertinente al trade non lo so. L’amico Tosatti mi perdonerà sicuramente.
    Il Canone cattolico si compone di 72 libri non di un generico vangelo.
    E già sulla parola “vangelo” ci sarebbe molto da dire.
    Ma in ogni caso la nostra amata religione non inizia con Gesù di Nazareth. Gesù – e lo afferma lui stesso- è venuto a dare compimento alla Legge e ai Profeti, ma non a sostituirli.
    Questo è tanto vero che nel Nuovo Testamento ci sono ben 257 citazioni dell’Antico e le più numerose sono:
    Genesi 26, Esodo 30, Deuteronomio 35, Salmi 58, Isaia 53 e sono già 202.
    Nel solo Vangelo di Matteo le citazioni dell’Antico Testamento sono una sessantina spesso accompagnate dalla notazione : – Tutto ciò è accaduto affinchè si adempisse quanto fu annunciato dal Signore per mezzo del profeta, che dice: ……. – [ e segue la testuale citazione].
    A questo punto trovo orrendo e vomitevole la frantumazione che oggi viene fatta delle Sacre Scritture riducendole a quattro episodi e a qualche parabola dei vangeli se non addirittura alle singole parole.
    E a proposito di parabole che sono un elemento importante, se non fondamentale, delle catechesi di Francesco: avete notato che nel più teologico dei vangeli –quello di Giovanni- di parabole non ce n’è nemmeno una?

    • deutero.amedeo ha detto:

      e.c. : Iginio 11:08 non 11:58 ; i libri canonici sono 73 non 72.
      Chiedo scusa per entrambe le imprecisioni. Il resto è tutto confermato.

  • Echenique ha detto:

    Es un mafioso. Ya va siendo hora de que vaya a la cárcel. Ese es su sitio y no la cátedra de Pedro, a la que fué aupado por otros mafiosos como él. Queremos el informe Herranz. Ahí está todo, todito, todo. Viganó se queda corto.

  • Nicola B. ha detto:

    E poi naturalmente la colpa è anche di quei cattivoni dei populisti che anziché aprire le frontiere a caxx e poxxi le chiudono…………….

    https://www.lastampa.it/2019/01/07/vaticaninsider/il-papa-con-i-populismi-va-in-crisi-la-politica-multilaterale-0ki0jfxrmD4DtxLKb2HOHK/amphtml/pagina.amp.html

  • Gaetano2 ha detto:

    Ma don Ciccio parlava di se stesso?

  • deutero.amedeo ha detto:

    Meglio un Bergoglio vivo che un dottore morto. E di dottori morti purtroppo assassinati dal Bergoglio vivo ce ne sono tanti.
    Primo fra tutti il suo predecessore San Pietro. Che il bergoglionesimo ricorda come colui che rinnegò Gesù e che litigò con Paolo, mentre il cristianesimo cattolico autentico ricorda di lui due lettere e cinque discorsi fondamentali per la nostra fede riportati negli atti degli apostoli (Atti 2,14-41; 3,11-26; 4,8-12; 10,34-43; 15,6-12) .
    Degli aforismi di Francesco, quello che in mondo-visione va a fare pipì nei wc chimici di Milano, me ne faccio un ricco baffo; a costo di finire all’inferno.

  • Donna ha detto:

    L’affermazione di Bergoglio ” meglio atei che cristiani che odiano” , per me è eretica.
    Ed è parte del programma di devastazione della chiesa, aperto con un “chi sono io per giudicare”.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Ma perché lui, che ha sempre sulla bocca la parola Vangelo, perché non si fa imitatore dei Re Magi, i quali dopo aver adorato Gesù e avergli offerto i doni, per un’altra strada ritornarono al paese da dove erano venuti?

    • Maria Cristina ha detto:

      Nella Bibbia e’ scritto “ Lo stolto dice Dio non esiste”
      L’ ateismo militante ideologico e’ soprattutto una questione di non riconoscere la verita’ , una questione appunto di “ stoltezza” contrapposta alla Sapientia , alla divina Sophia che permea tutto l’ Universo , poiche’ l’ intera creazione testimonia di un Creatore, e che fa si’ che anche l’ uomo primitivo, il selvaggio, e anche i Pagani e gli antichi Egizi e i Greci e tutti gli uomini anche prima di Cristo, gli aztechi, i Maya, le tribu’ della Malesia ecc, , fin dalle piu’ antiche epoche riconoscesse un Dio o degli dei o comunque un sovrannaturale, la Presenza del Divino.
      Diverso e’ l’ ateismo pratico odierno : un ateismo molto praticato specie dai monsignori della Chiesa cattolica.
      Si vive ” et si Deus non daretur” come se Dio non esistesse. Si prendono lauree in teologia alla Gregoriana, ma si vive giorno per giorno nella propria vita pratica come se non ci fosse un orizzonte sovrannaturale , come se tutto finisse nella dimensione materialistica del qui e ora. La politica e la sociologia sono gli orizzonti di questi preti atei pratici che hanno purtroppo invaso la Chiesa di Cristo.
      Politica e sociologia, ateismo e materialismo pratico.
      Socrate l’ Antico greco che offriva sacrifici ad Esculapio prima di morire, era piu’ vicino a Cristo ( pur non conoscendolo) che i nuovi sacerdoti alla Bergoglio.
      Lo stolto dice Dio non esiste,

    • Adele Magnanini ha detto:

      Sono d’accordo. Lui destabilizza di proposito, dicendo prima una cosa, poi l’opposto.
      Es. ha fatto entrare tavolo lgtb al sinodo giovani, non chiesto,poi ha fatto un meeting contro la pedofilia. : si puo’ ridere? Se non fosse grave il tutto direi di si.
      Ed e’ cosi’ da 5 anni di tutto.Un colpo al cerchio, uno alla botte.
      E cosi’ nessuno puo’ dire che non l’ha detto che……….
      Non ha la verita’ nel cuore x’ non segue Cristo, Gesù vero Dio e vero uomo.ne’ Eucarestia. E’ ideologizzata x me e distorce tutto quello che tratta. Cosa ci fa ancora li’?

    • Adele Magnanini ha detto:

      Sono d’accordo. La mia personale opinione e’ che Lui destabilizza di proposito, dicendo prima una cosa, poi l’opposto.
      Es. ha fatto entrare 2 tavoli lgtb al sinodo giovani, non chiesto,poi ha fatto un meeting contro la pedofilia. : si puo’ ridere? Se non fosse grave il tutto direi di si.
      Ed e’ cosi’ da 5 anni di tutto.Un colpo al cerchio, uno alla botte.
      E cosi’ nessuno puo’ dire che non l’ha detto che……….
      Non ha la verita’ nel cuore x’ non segue Cristo, Gesù vero Dio e vero uomo.ne’ Eucarestia. E’ ideologizzato x me e distorce tutto quello che tratta volutamente. Cosa ci fa ancora li’?

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    La Chiesa cattolico…. male, gli altri… anche: cattivo di molti consolazione di stupidi.
    “Si firmò il maggiore scisma nel cristianesimo in mille anni”:
    https://www.clarin.com/mundo/mayor-cisma-iglesia-ortodoxa-mil-anos-abre-nuevo-conflicto-rusia-ucrania_0_ZHL7jY0yx.html
    Saluti.

  • Lizuz ha detto:

    Il Santo Padre è invece molto coerente.
    Se afferma che quelli che vanno in Chiesa sono peggio di altri, ottiene il plauso generale.
    Se afferma che i divorziati possono accedere alla Comunicazione, ugualmente ottiene l’approvazione generale.
    Dal punto di vista del consenso popolare è certamente un maestro!

    • Adri ha detto:

      Questa però è induzione alla papolatria, non è insegnamento della religione cattolica, non è credere nella rivelazione dell’unico Dio attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo, nato dalla Vergine Maria, morto in croce per noi e Risuscitato per la nostra salvezza .

  • Iginio ha detto:

    Premesso che a sparlare del prossimo alle spalle spesso sono proprio pretonzoli e monsignori bergogliani, melloniani e affini – a Roma e in Vaticano non mancano – , osservo: forse che non esistono atei ipocriti? Per esempio: quei professoroni universitari che si proclamavano fieramente “laici”, che strillavano contro “le ingerenze del Vaticano”, che volevano l’abolizione dei Patti Lateranensi ma che allo stesso tempo tacciono davanti alle ingerenze bergogliane sull’immigrazione e toccano ferro contro la iella, non vogliono nominare alcuni personaggi storici o loro colleghi perché “portano iella”… Ecco, io faccio molta fatica a trovare qualcosa di ammirevole e di coerente in gente così.

  • per fede ha detto:

    Per fede, Abrahamo, quando fu chiamato, ubbidì per andarsene verso il luogo che doveva ricevere in eredità ; e partì non sapendo dove andava.
    Per fede Abrahamo dimorò nella terra promessa, come in paese straniero, abitando in tende con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della stessa promessa
    perchè aspettava la città che ha i fondamenti, il cui architetto e costruttore è Dio.
    ….
    Per fede Abrahano, messo alla prova, offrì Isacco e colui che aveva ricevuto le promesse offrì il suo unigenito,
    anche se Dio gli aveva detto “In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome “.
    …..
    E che dirò di più ? Infatti mi mancherebbe il tempo se volessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti,
    i quali per fede vinsero i regni, praticarono la giustizia, conseguirono le promesse, turarono le gole dei leoni,
    spensero la forza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla debolezza, divennero forti in guerra, misero in fuga gli eserciti stranieri.

    sono alcuni versetti dell’undicesimo capitolo della Lettera agli Ebrei.

  • laura cadenasso ha detto:

    Aggiungo un commento da analfabeta-convinta (senza finzioni di modestia) di fronte ad altri (commenti) molto più profondi e documentati del mio ma……proviamo a riavvolgere il nastro del tempo che inesorabilmente passa. Dopo quasi 6 anni -13/04/2013- questo papa, IN CUOR SUO, può dichiarare A SE’ STESSO “missione semi-compiuta , scopo-distruzione non ancora completato ma in via di attuazione” Nulla è prevedibile ma sfido chiunque ad immaginare i compiti di un “eventuale” successore e delle disumane possibilità di “restauro” ! O Dio o niente, possono fermarlo ? Spero fiduciosa senza nulla capire e totalmente ignorante ! Grazie per l’ attenzione che spesso vi richiedo.

  • Adriana ha detto:

    Ooooh ! I Vescovoni all’arrembaggio – con le nuove teorie e i comportamenti stroboscopici – Bravi ” Avanti così “! Niente vi distinguerà più dal Mago Otelma . Una cosa sola ( forse ) : lui ha il senso dell’autoironia , voi no !

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Vedi Napoli e poi muori. Comunque, Bergoglio è pazzo. Da manicomio. I cardinali hanno eletto, e chi lo conosceva lo sapeva, un pazzo al Soglio di Pietro. Domandiamoci perché la Provvidenza ha permesso questo.

  • Antonio ha detto:

    Don Bux centra perfettamente il punto. Bergoglio vuole aprire le porte ai divorziati risposati, o all’omosessualità, in nome di un Dio misericordioso e pronto ad accettare tutto, ma poi quelle stesse porte le vorrebbe chiudere a “quelli che odiano”. Quest’ultima presa di posizione è chiaramente funzionale alla battaglia che sta conducendo con profondo impegno contro “quelli che non accolgono i migranti” (ovvero che non si allineano alle direttive di alcuni poteri internazionali che vorrebbero distruggere in un colpo solo l’Africa e l’Europa). Resta il fatto che il suo predicare appare schizofrenico, o a voler essere più benevoli dettato da contingenze momentanee che un giorno possono essere di un segno e il giorno dopo di segno opposto.

    • Anonima ha detto:

      No, quella di Bergoglio non è una schizofrenia, piuttosto è una specie di paravento per confondere le idee. Oggi dice una castroneria, domani un’altra, fa la voce melliflua, si profuma di misericordia, ma non fa altro che camuffarsi, così tanto gli interessa l’obiettivo che ha ben chiaro in testa: lo scardinamento del cattolicesimo e la costituzione di un contenitore dove entrino tutti i “credenti”(?) abolendo il Dio che si è fatto carne, via, verità e vita e sostituendolo col primato della coscienza individuale per cui viene a scomparire ogni peccato: il trionfo del caos di fronte all’ordine voluto da Dio e alla sua giustizia immutabile. Tutto perfettamente in regola con i luciferini programmi onusiani.

  • Ferri Rossella ha detto:

    A proposito della udienza del 2 gennaio mi chiedo da cattolica, (ipocrita perché frequento la Santa messa, tanto per rendere le cose più gravi, in Vetus Ordo, nonostante i miei non sempre benevoli sentimenti nei confronti del mio prossimo) , come possa un Papa produrre con tanta noncuranza esternazioni spicciole, mediocesi e volgari, intrise di luoghi comuni come se fosse un omino bilioso seduto in un bar di paese. Non so davvero quando potremo uscire da questo abisso!

  • Lucis ha detto:

    Sembra che il papa citi sempre il Vangelo a metà: per l’adulterio dimentica che Gesù dopo aver detto all’adultera ‘neanch’io ti condanno’ aggiunge ‘và e non peccare più ‘.
    Nel caso dei conflitti tra cristiani Gesù dice ‘se presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te.. lascia lì la tua offerta…’ ma poi aggiunge ‘va a riconciliarti col tuo fratello E POI TORNA ‘ .
    Detto questo a me sembra esagerato fare tante polemiche per frasi estemporanee chiaramente prive di ogni intento dottrinale. Credo sia più producente concentrarsi su atti gravi di magistero:
    I testi ufficiali, le affermazioni chiaramente eretiche, i cambiamenti repentini e arbitrari del Catechismo. ,

    • Iginio ha detto:

      La figura dell’Adultera è diventata un mito per la retorica pseudocattolica, quella del genere “le pecorelle smarrite sono migliori di quelle nell’ovile”. Vent’anni fa a Roma una mia insegnante di religione al liceo – una tipa stramba calabrese, tale Abenavoli,, che se la prendeva con sant’Agostino e la madre Monica, definita “bigotta” – disse a lezione: “Che disse Gesù all’adultera? Alzati e cammina!”. Recentemente una mia conoscente che studiava all’istituto di scienze religiose di Reggio Emilia mi raccontava che, a furia di sentire i seminaristi lodare la figura dell’adultera come esempio di misericordia, ha detto loro ironicamente: “Se rinasco, faccio l’adultera anch’io!”.

  • sebastiano ha detto:

    Una domanda semplice semplice : I giornalisti che tramite Famiglia Cristiana ed Avvenire imprecano contro il ministro Salvini sono peggio degli atei ? O non sono giudicabili?
    E che dire dei sacerdoti ( compresi Vescovi ) che dal pulpito inveiscono contro persone di Governo , instillando odio verso di loro ? Come si collocano nella visione di Papa Francesco ? O anche questi sono ” fuori quota ” perché sono contro un Governo che però ha maggioranza del Parlamento e,presumibilmente,anche delle preferenze dei cristiani ?
    Quante contraddizioni e quanta confusione ! E TUTTI SAREMO GIUDICATI ANCHE PER AVER ABUSATO DEL NOSTRO POTERE PER AVER DISTRATTO LE MENTI DEI FEDELI.