DISPACCI DALLA CINA. LA MORTE DEL VESCOVO DI HONG KONG. SCENARI.

4 Gennaio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici di Stilum Curiae, il M° Aurelio Porfiri ha anticipato di qualche giorno i suoi abituali dispacci dalla Cina, a causa della scomparsa del vescovo di Hong Kong. Buona lettura.

La morte del vescovo di Hong Kong Mons. Michael Yeung, avvenuta il 3 gennaio per una crisi epatica conseguente a cirrosi apre alcuni interrogativi. Ne parla il “South China Morning Post” che, menzionando i possibili successori, ipotizza esattamente gli stessi nomi anche ipotizzati da chi scrive in un articolo su “La Nuova Bussola Quotidiana” . Essi sono il vescovo ausiliare Joseph Ha, il vescovo di Macao Stephen Lee e il vicario generale Peter Choi. Chi scrive ha ovviamente le mie preferenze ma non le espongo qui. Posso dire che mi sembra il vicario generale, dalla prospettiva romana, possa avere buone chances. La scelta ci darà molto materiale per discutere nei prossimi mesi.

Cina e Taiwan, con Hong Kong sullo sfondo

In questi giorni molto si parla delle risorgenti tensioni fra Cina e Taiwan. “L’isola ribelle” cerca di resistere alla prospettiva di una annessione alla Cina continentale e credo che anche in questo, Hong Kong giochi un ruolo. I taiwanesi guardano con una certa preoccupazione alla evoluzione della situazione nell’ex colonia britannica, dove le tensioni fra alcuni strati della popolazione e l’amministrazione della ex colonia britannica non si sono mai sopite, proprio sul tema dell’arrendevolezza agli ordini di Pechino, quando invece la Basic Law, che regola i rapporti fra Hong Kong e Cina, dovrebbe garantire una certa indipendenza. Ma solo chi non conosce le dinamiche del mondo cinese può sorprendersi di questo.

Buon Natale?

La giornalista Liu Zhen del “South China Morning Post” ci informa in un articolo sulle feste di Natale a Pechino. Esse vanno avanti malgrado una ondata di repressione che tocca anche le decorazioni natalizie, proibite in alcune città: “Il Natale in Cina 2018 è meno allegro e vivace degli altri anni, in quanto il Partito Comunista al potere sottolinea “valori e culture tradizionali cinesi” in mezzo a una crescente ondata di nazionalismo culturale alimentata dalla guerra commerciale del paese con gli Stati Uniti” (mia traduzione).

Tai Chi Chuan

Una frase del maestro di Tai Chi (pratica cinese per conseguire armonia nel corpo e nello spirito) Cheng Man Chin: “L’uomo sulla terra non fa che nuotare nell’aria, ma da tempo se ne è dimenticato”. Potremmo dare anche una valenza cristiana a questa frase.

La religiosità cinese, non esclusiva

Il professor Paolo Santangelo, sinologo illustre, nella sua “Storia del pensiero cinese” parla della religiosità cinese: “il cinese può venerare più divinità di religioni diverse, senza che questo gli crei dei problemi, poiché è fondamentale per lui la funzione pratica della religione, e non la sua identificazione”. Prosegue Santangelo: “La religione diffusa, invece, non si identifica con alcuna religione istituzionale, ma è costituita da determinati culti, come quello degli antenati, o delle divinità celesti”. Mi sembra che questa religiosità diffusa sia certamente un fattore unificante in larghi strati della popolazione.



Foto di Lorenzo Paruccini

Oggi è il 129° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.

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15 commenti

  • dalla lettera agli efesini ha detto:

    Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza.
    Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo,
    poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti.
    Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa.
    State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia,
    e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace,
    sopratutto prendendo lo scudo della fede con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno.
    Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la parola di Dio.

  • A volte tornano ha detto:

    “Quello che non è riuscito in tre anni allo sconclusionato Dario Edoardo Viganò, capo del dicastero vaticano per la comunicazione dal 2015 al 2018, è riuscito in pochi giorni, attorno a Natale, al metodico suo successore Paolo Ruffini.

    di Sandro Magister (03-01-2019)

    Quello che non è riuscito in tre anni allo sconclusionato monsignor Dario Viganò, capo del dicastero vaticano per la comunicazione dal 2015 al 2018, è riuscito in pochi giorni, attorno a Natale, al metodico suo successore Paolo Ruffini.

    Le due roccaforti de L’Osservatore Romano e della sala stampa della Santa Sede, che sembravano inespugnabili perché presidiate dalla segreteria di Stato, sono cadute l’una dopo l’altra sotto il controllo del dicastero, a sua volta più che mai nelle mani dei fedelissimi di papa Francesco.

    Il primo atto di questa fulminea campagna d’inverno è andato a segno il 18 dicembre con la brusca rimozione di Giovanni Maria Vian da direttore de L’Osservatore Romano, sostituito da Andrea Monda, e con la nomina di Andrea Tornielli a direttore della direzione editoriale del dicastero per la comunicazione.

    Il secondo atto è scattato il 31 dicembre, con le improvvise dimissioni dell’americano Greg Burke e della spagnola Paloma García Ovejero, dal 2016 rispettivamente direttore e vicedirettore della sala stampa vaticana, e con la nomina a nuovo direttore ad interim della sala stampa di Alessandro Gisotti, finora coordinatore dei social media del dicastero per la comunicazione.

    Ma andiamo con ordine.

    1. L’OSSERVATORE ROMANO
    In undici anni di direzione, Giovanni Maria Vian, specialista della letteratura cristiana antica, ha dato al quotidiano ufficiale della Santa Sede un profilo originale.

    Le sue prime tre pagine delle otto complessive fornivano un panorama puntuale e oggettivo degli avvenimenti internazionali, quale nessun altro quotidiano al mondo oggi dà, con informazioni anche sui paesi più trascurati dai notiziari correnti, mentre la quarta e la quinta pagina erano dedicate alla cultura, con particolare attenzione alla storia della Chiesa e alle arti cristiane, e con firme di rilievo, dagli storici Gianpaolo Romanato e Roberto Pertici allo specialista delle antichità cristiane Fabrizio Bisconti.

    Le tre pagine finali e parte della prima erano invece occupate, oltre che da documenti e analisi riguardanti la Chiesa cattolica nei cinque continenti, soprattutto dalle parole, dagli atti, dai viaggi del papa, riferiti e riportati nella loro integralità e con rilievo diverso a seconda dell’importanza. Il tutto con sobrietà, senza enfasi, con rari e misurati commenti siglati in prima pagina dal direttore.

    La grafica del giornale, compresa l’accurata scelta delle foto e delle illustrazioni, era nitida ed elegante, così voluta e ideata non solo dall’art director e caporedattore Piero Di Domenicantonio ma dallo stesso Vian.

    Con Benedetto XVI, un giornale così fatto era del tutto congeniale allo stile di quel pontificato. Non però con papa Francesco.

    Vian – la cui famiglia è stata nell’arco del Novecento vicina a quella di papa Giovanni Battista Montini – non è mai entrato nelle grazie di Jorge Mario Bergoglio. Né ha mai ceduto alla tentazione di fare de L’Osservatore Romano il giornale di battaglia dell’attuale papa e dei suoi atti, neppure di quelli immancabilmente esaltati come “storici”, “epocali”, “rivoluzionari” dai giornalisti suoi cortigiani.

    Il risultato è che, con Francesco, L’Osservatore Romano ha cessato di essere letto come espressione della linea di questo pontificato. Ne è conferma, ad esempio, il generale disinteresse – rotto soltanto da Settimo Cielo – che ha avvolto lo scorso luglio l’importante pubblicazione sulla prima pagina del giornale vaticano di un editoriale di forte e argomentata difesa dell’enciclica di Paolo VI, Humanae vitae, nel quarantennio della sua pubblicazione, contro le “revisioni” del suo insegnamento oggi ampiamente in voga anche nell’entourage di Bergoglio.

    Messo a margine L’Osservatore, il ruolo di esprimere la linea dell’attuale pontificato è stato assunto, in realtà, da un altro organo di stampa, la rivista La Civiltà Cattolica diretta dal gesuita Antonio Spadaro.

    Dario Viganò, il discusso prelato al quale Francesco affidò nel 2015 il generale riordino dei media vaticani, credette quindi di avere buon gioco nel puntare addirittura alla chiusura de L’Osservatore Romano, riducendolo a un esile bollettino di comunicati ufficiali, da distribuire dentro la curia.

    Vian reagì a questo attacco frontale facendosi scudo con la Segreteria di Stato, che effettivamente era in curia la reale autorità di riferimento alla quale L’Osservatore Romano faceva capo.

    E la segreteria di Stato, diretta dal cardinale Pietro Parolin, gli assicurò costante appoggio. Grazie al quale Vian non solo poté resistere all’offensiva di Viganò e tenere in vita L’Osservatore Romano, ma anche assumere nuovi redattori, potenziare e diffondere i supplementi settimanali in varie lingue, dare forma e notorietà al supplemento mensile Donne Chiesa Mondo, la cui direttrice, Lucetta Scaraffia, era anche editorialista e personalità influente nello stesso L’Osservatore Romano.

    Emblema di questo contrattacco fu il lancio in Vaticano, il 3 maggio 2016, della nuova serie di Donne Chiesa Mondo, con il cardinale Parolin a tenere la presentazione ufficiale, con al suo fianco Vian e Scaraffia, e con monsignor Viganò di passaggio per soli pochi minuti, mescolato tra il pubblico in fondo alla sala. In quella stessa occasione fu reso noto che Donne Chiesa Mondo si reggeva anche in piena autonomia, grazie al contributo in denaro delle Poste italiane.

    Così, quando nel marzo del 2018 papa Francesco dovette retrocedere D. Viganò da prefetto ad assessore del dicastero per la comunicazione, a motivo della disastrosa manipolazione – smascherata da Settimo Cielo – da lui compiuta di una lettera del papa emerito Benedetto XVI, la partita sembrò chiusa a vantaggio de L’Osservatore Romano.

    Pochi però notarono che nella lettera che annunciava a Viganò il suo mutamento di ruolo papa Francesco tornava a raccomandargli di portare fino in fondo la “fusione” del quotidiano vaticano “all’interno dell’unico sistema comunicativo della Santa Sede”.

    E infatti è proprio questa l’operazione che il nuovo prefetto del dicastero, Paolo Ruffini, ha condotto in porto poco prima di Natale, con la defenestrazione di Vian, il 18 dicembre, senza una sola parola di ringraziamento per lui da parte del papa, tardivamente e avaramente poi concessa con lettera del 22 dicembre resa pubblica il 27.

    Il 19 dicembre l’avvicendamento a L’Osservatore Romano era già compiuto. Nel suo primo editoriale, il 20 dicembre, il nuovo direttore responsabile, Andrea Monda, ha scritto di voler dar voce a una Chiesa “forestiera”. Aggettivo tipicamente bergogliano e ubbidiente alla consegna affidatagli dal prefetto Ruffini nell’atto della nomina: dare “una risposta all’appello di papa Francesco ad essere ‘Chiesa in uscita’ e ad ‘avviare processi’ inediti anche nella comunicazione”.

    Ruffini conosce bene Monda. L’ha avuto come conduttore di un docu-reality sull’insegnamento della religione nelle scuole, su TV2000, il canale della conferenza episcopale italiana, di cui lo stesso Ruffini è stato direttore dal 2014 al 2018.

    Ma soprattutto Monda è legatissimo al direttore de La Civiltà Cattolica, Spadaro, che è grande confidente di Bergoglio ed eminenza grigia di tutte queste mosse sui media vaticani. Monda è da anni uno dei frequentatori più assidui del blog letterario di Spadaro, Bomba carta, e presiede l’associazione dello stesso nome.

    E in più, come suo superiore diretto nel nuovo organigramma del dicastero per la comunicazione, Monda trova ora Andrea Tornielli, il vaticanista più intimo a Bergoglio, suo amico già da molto prima che fosse eletto papa.

    A Tornielli, già coordinatore di Vatican Insider e dal 1° gennaio alla testa della direzione editoriale del dicastero per la comunicazione, competono a norma di statuto “l’indirizzo e il coordinamento di tutte le linee editoriali” dei media vaticani.

    Dopo il cambio di direzione, non si notano ancora variazioni degne di rilievo ne L’Osservatore Romano. Ma presto se ne noteranno, perché altrimenti non vi sarebbe stato tutto questo sconquasso. Ed è verosimile che rifletteranno con enfasi la linea del pontificato di Francesco.

    2. LA SALA STAMPA
    Anche le improvvise dimissioni di Greg Burke e Paloma García Ovejero dalla direzione della sala stampa vaticana segnano una perdita di potere della segreteria di Stato a vantaggio dell’inner circle di papa Francesco.

    Problema non nuovo, visto che già con Giovanni Paolo II l’allora direttore della sala stampa Joaquín Navarro-Valls era diretto portavoce del papa, suo amico, più che dei diplomatici della segreteria di Stato.

    Greg Burke con Bergoglio. Dietro s’intravede Tornielli.
    Burke, 59 anni, americano, già reporter per Fox News e corrispondente da Roma per Time magazine, è stato letteralmente allevato in segreteria di Stato in vista di un suo futuro ruolo come portavoce ufficiale della Santa Sede. Nel 2012 fu creato apposta per lui un incarico di senior communication advisor all’interno stesso della segreteria e nel 2015 fu fatto vice di padre Federico Lombardi, fino a prenderne il posto il 1° agosto 2016 come direttore della sala stampa, con la spagnola García Ovejero sua vice, prima donna chiamata a ricoprire questo incarico in Vaticano.

    Anche dal punto di vista normativo la sala stampa dipende direttamente dalla Segreteria di Stato. Basta leggere quanto prescrive l’articolo 10 dello statuto del dicastero per la comunicazione, tuttora in vigore. Ma evidentemente non dovrà essere più così.

    Già durante il sinodo dello scorso ottobre vi furono segnali che qualcosa stava cambiando. Mentre nel sinodo del 2015 non era stato monsignor D. Viganò, all’epoca prefetto del dicastero per la comunicazione, ma il direttore della sala stampa Lombardi a tenere i quotidiani briefing informativi ai giornalisti su ciò che era accaduto in aula, nel sinodo del 2018 questo compito fu invece assolto non da Burke, successore di Lombardi, ma dal nuovo prefetto per la comunicazione Ruffini. Che tra l’altro brillò nell’arte sopraffina di eludere per un mese intero qualsiasi informazione o risposta minimamente in grado di fare notizia, in un sinodo, quello sui giovani, già di suo tra i più inutili della storia.

    Di certo le dimissioni di Burke e García Ovejero, il cui lavoro era stato fin qui ben apprezzato dai giornalisti accreditati presso la sala stampa vaticana, sono conseguenti al terremoto creato il 18 dicembre con la defenestrazione di Vian e la nomina di Tornielli a boss di tutti i mezzi di comunicazione vaticani, sala stampa compresa. L’uno e l’altra hanno visto i loro margini di autonomia tanto in pericolo da indurli a lasciare.

    Anche qui senza che la segreteria di Stato erigesse un muro in loro difesa, come più volte era avvenuto in passato.

    Curiosamente, nei dieci giorni di maggiore sconvolgimento il cardinale Pietro Parolin era lontano da Roma. Prima nella repubblica africana del Mali, poi a Taranto nella più grande acciaieria d’Europa, poi ancora a Baghdad e nel nord dell’Iraq, dove è stato anche fotografato in un cunicolo sotterraneo scavato dallo Stato islamico.

    Intanto, però, in Vaticano altri scavavano sotto la sua segreteria di Stato.

    I tre citati viaggi di Parolin si sono svolti con un’agenda simile a quella di un viaggio papale e hanno contribuito ad accreditarlo tuttora come l’unico cardinale in grado di raccogliere i voti sufficienti ad essere eletto, in un ipotetico non lontano conclave, come uomo d’equilibrio dopo un pontificato all’insegna della confusione.

    Ma già il fantomatico accordo stipulato con Pechino – i cui effetti sono finora negativi per la Chiesa cattolica – aveva fatto declinare le sue quotazioni di papabile.

    E ora anche quest’altro improvviso cedimento sul doppio fronte de L’Osservatore Romano e della sala stampa, l’uno e l’altra abbandonati dalla segreteria di Stato al campo avverso, non depone certo a suo favore.

    (fonte: settimocielo.it)”
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  • malibu stacy ha detto:

    CONTRORDINE MISERICORDIOSI

    A Papaciccio oggi un infiltrato burkian-trumpista ha dato da leggere un foglio con la benedizione volutamente manomesso. Papaciccio, perfetto teologo e perfetto liturgista, se n’è accorto subito, naturalmente, ma nella sua infinita misericordia ha pensato a un errore e non ha voluto correggerlo davanti a tutti, ma il fido andreonzo lekkalekka piegakukkiai ha scoperto tutto, e ha mandato il prete burkian-trumpiano a predicare ai cannibbali.

  • anna maria ha detto:

    Ma basterebbe vedere il “pastorale”, cioè quella specie di “bastone” da fattucchiera che il Papa usa di tanto in tanto durante le celebrazioni, per capire “a chi lui si ispira” per “condurre” la Chiesa di Cristo, per guidare il Timone della “Barca di Pietro” . Il Signore Gesù ci “salvi” e ci protegga dai “falsi” pastori , dai “mercenari”.Noi cristiani, cattolici , discepoli di Gesù, desideriamo ardentemente che le “energie ” pastorali, dei nostri vescovi , rivolte ai giovani , fossero davvero formative ! ! ! Vorremmo che i vescovi non tradissero il loro mandato : guidare, proteggere e custodire il proprio gregge dalle “fauci” dei mercenari ! Annunciare sempre e solo Gesù Cristo , il suo Vangelo e il suo Amore. Cari Pastori difendete i nostri figli dal Male , dite loro le splendide Verità di Cristo , date loro di poter gustare lo “Splendore della Verità” !In nome di Gesù Cristo , esorto tutti voi Vescovi, Pastori d’anime, ad “alzare la voce” , nella guida delle anime , perché la gente è confusa , delusa , impaurita ,da tante “altre voci ” che gridano di più e con più forza , indicando strade pericolose e sbagliate! ! ! Vi imploro di ” alzare la voce ” perché si distingua bene , tra tante voci di mercenari falsi e bugiardi, venditori di fumo! “ALZATE LA VOCE ” , è Gesù che ve lo chiede ! Non permettete che falsi e cattivi mercenari , vestiti da agnelli misericordiosi , possano dilaniare con le loro fauci il Popolo di Dio , invitandoli a seguire strade che portano alla perdizione e alla infelicità , in questa vita e nell’ eternità ! ! ! Vi imploro , in nome di Dio !Come cristiana ed innamorata del Signore Gesù e del Suo Vangelo , non posso non lodare l’azione coraggiosa di molti vescovi che, rischiando in prima persona e per la Verità , si espongono per ” confermare i fratelli nella fede” , per orientare sapientemente tutti noi .

    • deutero.amedeo ha detto:

      Ab infestationibus daemonum, Libera nos domine.
      Ab omni immunditia mentis et corporis, Libera nos domine.
      Ut Ecclesiam tuam sanctam redigiri, et conservare digneris, te rogamus audi nos.
      Ut domnum Apostolicum, et omnes gradus Ecclesiae in sancta religione conservare digneris, te rogamus audi nos.
      Ut Episcopos et Praelatos nostros, et cunctas congregationes illis commissas in tuo sancto servitio conservare digneris, te rogamus audi nos.
      Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris, te rogamus audi nos.
      Facciamo risorgere le nostre vecchierelle che queste cose le conoscevano a memoria e SAPEVANO QUELLO CHE DICEVANO, per lo meno in Italia. Forse in Argentina no.

    • anna maria ha detto:

      A completamento di queste mie riflessioni mi permetto di consigliare la lettura di due brevi post di cui, di seguito, indico il link/Url :

      https://annamariadematteis.wordpress.com/2018/10/14/paolo-vi-proclamato-santo-grande-la-sua-opera-magistrale/ (un pensiero su un grande Pastore, degno di tal nome, ossia Papa Montini)

      https://annamariadematteis.wordpress.com/2018/10/12/la-vocazione-missionaria-e-un-dono-di-dio-alla-sua-chiesa-egli-desidera-che-ogni-uomo-conosca-il-suo-amore/ (in riferimento alla centralità dell’azione missionaria e del suo compito )

      • GMZ ha detto:

        Cara Anna Maria,
        Ho letto quanto scritto su Paolo VI e, sebbene invidi codesto suo entusiasmo, la mia lettura di quanto Montini ha combinato è affatto diversa: Paolo VI ha inventato e innestato nella Chiesa una messa massonica e protestantizzante, e questa colpa supera di varie leghe i pochi meriti che potrebbero essergli ascritti – primo fra tutti quella Humanae Vitae, che comunque venne alla luce moribonda perché scritta da un papa dall’agire equivoco, che avendo dato il benvenuto – e con mille salamelecchi! – alla modernità era credibile come Erode presidente dell’Unicef.
        Paolo VI: il papa che chiuse le porte della stalla quando proprio lui aveva già cacciato tutte le pecore: un genio, prima ancora che un Santo.
        Ossequi.

  • Valeria Fusetti ha detto:

    È inutile, non ce la faccio a comunicare con il dott. Valli nel suo Blog, per cui posto qui quello che penso della cosiddetta benedizione palesemente non trinitaria durante l’Angelus del 1 dell’ anno. Se lei dr. Tosatti la considerasse inopportuna si senta libero di destinato a, ovviamente. Quella formula veterotestamentaria fa parte della dossologia finale del Culto riformato, da Calvino ai giorni nostri. Sicuramente in tutte le Chiese che fanno parte dell’Alleanza Riformata Mondiale, ed anche di molte Chiese evangeliche che da questo alveo sono uscite durante il profondo conflitto antiliberale e antimodernista che ha coinvolto il mondo protestante sia nel XIX che nel XX secolo. Per quello che riguarda i Luterani, con ramificazioni varie, o gli Anglicani penso che sia lo stesso ma non ne sono sicura. Il Papa ha scelto di dare una benedizione non Cattolica. Ovviamente se ne infischiera’ altamente di reazioni, come la mia, altamente negative. Egli, serenamente e con sicurezza, procede nel disegno di protastentizzare la Chiesa Cattolica, sinche’ il Signore lo lascerà fare.. ma nulla al mondo mi costringerà a dire che è ben fatto e che mi sento ” confermata nella fede”.

    • Nicola. B. ha detto:

      Cara Valeria, tantissimo tempo fa ho contattato Aldo Maria Valli per non mi ricordo più cosa, e mi ritrovo questo indirizzo

      aldomaria.valli@rai.it

      Prova e vedi se è ancora valido. Un caro saluto e Buon Anno nuovo.

    • Gaetano2 ha detto:

      “…Il Papa ha scelto di dare una benedizione non Cattolica…” ???
      Ah, Bergoglio…

    • Lucy ha detto:

      @ Valeria
      Se vuoi l’indirizzo di casa di Valli è : Via Saronno 65 00188 Roma.È su internet.ciao e Buon Anno.
      P.S. In caso estremo anche scrivergli è importante e sicuramente gli farà piacere.

      • Valeria Fusetti ha detto:

        Grazie Lucy, a te e a Nicola B. , domani provo e vedo cosa riesco a fare … certo che per quello che riguarda la “gestione” di Internet io sono di un imbranato…! Va bene comunque, ci sono poi sempre persone gentili che potendo aiutano !

    • Marco Giubileo ha detto:

      Gentile signora, deve provare a contattare Aldo Maria Valli sulla pagina Facebook, non sul blog. Troverà INVIA UN MESSAGGIO in alto a destra.

      • Valeria Fusetti ha detto:

        Grazie anche a lei e, con grandissimo ritardo Buon Anno a tutti, e con un piccolo anticipo auguro una bellissima Epifania del Signore per ognuno con le parole di S. Leone, dal Messale Romano quotidiano ” Colui che i Magi adorano Fanciullo in un presepe, adoriamolo onnipotente nei cieli, e come i re trassero dai loro tesori i mistici doni da offrire al Signore, così anche noi cerchiamo nei nostri cuori offerte degne di Lui.”

  • Nicola Buono ha detto:

    Buongiorno e buon Anno nuovo a tutti/e anche se in netto ritardo. Fuori tema faccio 2 segnalazioni. Su un libro sul Santo Rosario e sull’Indulgenza che si può avere nel Santuario di Santa Rita per il suo Anno Giubilare. Un salutone, Nicola.

    https://www.riscossacristiana.it/la-biblioteca-di-riscossa-cristiana-campioni-del-rosario-di-paolo-gulisano/

    http://www.lanuovabq.it/it/campioni-del-rosario-eroi-e-storia-di-unarma-spirituale

    http://www.lanuovabq.it/it/tutti-da-santa-rita-pioggia-di-grazie-sulla-famiglia

    http://santuariosantarita.it/giubileo-familiare-s-rita-milano-2019/