CAPONNETTO: LA CHIESA TRADITA. ERRORE IGNORANZA CONFUSIONE MENZOGNA.

20 Dicembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti 

Cari Stilumcuriali, abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo un’intervista realizzata qualche tempo fa, durante un importante evento a Buenos Aires, con il prof. Antonio Caponnetto, autore di un libro sulla Chiesa e sul pontificato attuale. Buona lettura.

Conversazione col Prof. Antonio Caponnetto, 

a cura di Vito Palmiotti.

In occasione del XXI Encuentro di formacion catolica de Buenos Aires, organizzato dal Circolo San Bernardo di Chiaravalle, che si è tenuto dal 5 al 7 Ottobre 2018, col titolo “La liturgia, fuente y expresion de la fe – El padre de la mentira lo sabe”, che ha visto come invitato speciale mons. Nicola Bux, abbiamo incontrato il professor Antonio Caponnetto, filosofo, storico e poeta. Intervenuto tra i relatori dell’Encuentro, egli è una personalità di spicco della Chiesa cattolica in Argentina.  Autore di diversi libri e articoli, ha risposto con chiarezza, parresia e speranza, sebbene preoccupato per quanto sta accadendo nella Chiesa. Egli è stato testimone e osservatore ravvicinato delle performances del card. Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires, del quale ha descritto i tratti caratteriali salienti, passando al setaccio gli atti e le parole, nel il libro “La Iglesia traicionada” (La Chiesa tradita), edito nel 2010. Nel 2017, inoltre, ha pubblicato “Non lo conozco” – Del Iscariotismo a la Apostasia, anch’esso riguardante il card. Bergoglio, divenuto papa Francesco nel 2013. 

D: Professore, lei sa che in Europa, ma anche in altre parti del mondo, c’è grande sconcerto per gli scandali che son venuti alla luce nella Chiesa.  In questi scandali, lei sa che è coinvolta la gerarchia. Questo è molto doloroso perché tanti fedeli sono tentati di abbandonare la Chiesa. Tuttavia in tutto il mondo cresce la resistenza di molti cattolici, soprattutto laici. Non solo, laici fedeli che non si rassegnano a vedere la Chiesa cattolica in questo stato di divisione. Si parla ormai di una neo-chiesa che vuole sostituire la Chiesa cattolica. Ecco, i cristiani dovrebbero portare al mondo il Vangelo di Cristo e non portare il mondo nella Chiesa, cioè quanto si oppone a Cristo. Si vuole abbracciare il mondo ritenendo che Gesù Cristo voglia questo. Sappiamo però che Gesù Cristo è venuto nel mondo perché esso si salvi per mezzo di Lui, sottraendolo al potere del principe del mondo. Al battesimo, ci vengono rivolte le domanda: “Rinunci a satana? Alle sue opere?   Alle sue seduzioni?” e rispondiamo “Rinuncio”. Poi: “Credi in Dio Padre? Credi in Gesù Cristo? Credi nella Chiesa?” e rispondiamo: “Credo”. Questa è la fede. Invece, oggi sembra che questa fede sia in crisi. Lei è da tanto tempo uno dei laici più impegnati, più fedeli nella fede cattolica, nella testimonianza cattolica. Lei sa che quando gli avversari della Chiesa vogliono fermare la testimonianza dei laici cattolici, li etichettano come cattolici reazionari, di destra, conservatori, ecc. L’anno scorso il Cardinal Sarah ai laici riuniti in convegno a Roma, per il Pellegrinaggio “Summorum Pontificum” ha detto: “Non siete tradizionalisti, voi siete cattolici”. Infatti, il confronto attuale nella Chiesa, non è tra tradizionalisti e progressisti, ma tra cattolici e modernisti. Purtroppo, in questo quadro, un ruolo ambiguo, lo svolge Francesco che, da quando è diventato Papa, ha permesso a quella parte di Chiesa che ha sposato le mode odierne (= modus hodiernus), appunto il modernismo, si sentisse legittimata. Lei, nel suo libro edito nel 2010 La Iglesia traicionada (la Chiesa tradita), ha anticipato tutto questo in quanto, conoscitore di Jorge Mario Bergoglio, ne parla come “Primate di Pergamo” e “Cardinale di Laodicea”. Chi non conosce bene l’Apocalisse non lo sa, ma Pergamo e Laodicea erano due chiese che oggi non ci sono più, rimproverate dall’ Apostolo Giovanni per il loro tradimento e la loro ignavia. Vuole dirci cosa può insegnare quest’immagine così efficace, per comprendere l’attuale momento che la Chiesa cattolica sta vivendo?

R: Ho citato l’immagine apocalittica delle due chiese, precisamente per la forza espressiva che hanno, perché le due chiese sono in diversa maniera, ma in modo convergente, segno di tradimento, slealtà, infedeltà e apostasia. Come lei diceva prima, il confronto è fra cattolici e non cattolici, cattolici e modernisti, cattolici ed eretici. Io osservo in queste due chiese una sintesi giovannea, una sintesi del cambiamento, del passaggio che oggi stiamo vivendo e che io descrivo “dall’iscariotismo all’apostasia”: sono chiese che rendono culto a Giuda e non a Nostro Signore Gesù Cristo e così finiscono nell’apostasia. Quindi, per me Pergamo e Laodicea sono chiese che ritornano d’attualità. Questo ci ferisce e ci divide. Tutto ciò in me produce un immenso dolore. Ecco cosa si può capire alla luce dell’Apocalisse. Lo scrittore francese Leon Bloy, molto conosciuto anche fra noi, diceva che quando voleva conoscere le ultime notizie, gli bastava leggere l’Apocalisse. Questa frase è molto significativa. Leggendo l’Apocalisse capiamo il pontificato di Bergoglio: Lui è il capo di quelle due chiese (Pergamo e Laodicea) o meglio di una chiesa che rivive oggi le stesse caratteristiche: è apostatica, eretica,blasfema,sacrilega e traditrice. Tutto ciò si può dimostrare passo per passo. Non c’è nessun aggettivo eccessivo. Questo è un caso unico, non c’è persona che abbia potuto sintetizzare tutte queste cose. Ma per chi ha conosciuto Bergoglio a Buenos Aires, è possibile.  Mi viene alla mente la definizione che ha dato S Pio X del modernismo: la sintesi di tutte le eresie. In questo caso si vede con molta chiarezza. Un solo esempio: egli ha potuto negare in una delle interviste a Scalfari che esista l’inferno, e recentemente ha invitato a pregare per la Chiesa attaccata dal demonio. Si potrebbero fare numerosi esempi, ma ci limitiamo simbolicamente a tre, come al triplice rinnegamento di Pietro: Primo, aver affermato che Cristo si è fatto diavolo; secondo, aver lodato pubblicamente Lutero; terzo, aver sostenuto che nella Consacrazione c’è un cambio di funzione delle specie del pane e del vino, e non la transustanziazione. Però, insisto, l’elenco delle sue idee erronee è interminabile. Non è dunque una questione personale, ma concettuale. Non è, il nostro, un giudizio sulla persona, ma sugli errori da essa diffusi.

D: Per i cattolici, il Papa è la figura importante che contraddistingue la Chiesa Cattolica da tutte le altre chiese e comunità, e quindi per molti cattolici, consapevoli, è difficile pensare che proprio il Papa sia il problema. Quindi lei comprende che ci sono molti cattolici che fanno fatica, magari perché non comprendono profondamente le verità di fede sulle quali il Papa inciampa; non tutto il popolo cattolico è consapevole, mentre aumentano sempre più quelli che se ne accorgono. E allora, si deve spiegare che Papa Francesco, va conosciuto nel suo retroterra socio culturale.  A Buenos Aires, voi avete conosciuto da vicino il Cardinal Bergoglio. Il mondo, non lo conosceva e assiste solo ora alle sue performances: cosa può dirci in proposito?

R: Tutto ciò che lui ha fatto a Buenos Aires, in scala ridotta, adesso lo sta facendo in larga scala. Gli stessi danni che noi abbiamo visto fare qui, adesso li sta facendo seduto sul trono di Pietro. Io credo che ci sono quattro modi di essere contro la verità: errore, ignoranza, confusione, menzogna. Bergoglio qui a Buenos Aires agiva cosi, ma di queste quattro cose la peggiore, è la menzogna perché ci avvicina al demonio, padre della menzogna e menzognero dall’inizio. Quindi possiamo capire questa realtà soltanto alla luce del mistero dell’iniquità. Senza dubbio Dio lo sta permettendo per ricavarne un bene più grande che forse adesso non possiamo capire. Su questo punto io sono un uomo di speranza. Non mi sento disperato e vinto. Precisamente perché questa situazione si comprende alla luce dell’Apocalisse, un libro di speranza e consolazione. Non è un libro di terrore e disperazione. E’ un libro che ci insegna ad avere speranza e riconoscerci come piccolo gregge. Così quando queste cose avverranno, dovremo alzare la testa perché la salvezza è vicina. Quindi, due cose dobbiamo comunicare ai cattolici: la gravissima crisi che stiamo vivendo, insisto, è un percorso che va dall’iscariotismo all’apostasia; allo stesso tempo dobbiamo infondere loro la speranza, ma non la speranza naturale infra-terrena, infra-storica, immanentista, bensì la speranza soprannaturale e teologale. Questo sta accadendo per concessione divina, per trarne un bene superiore. Dobbiamo aspettare. Santa Teresa d’Avila diceva che la speranza è la virtù del pellegrino. E questo siamo noi: pellegrini supplicanti. Ma io vorrei insistere su una cosa che gli amici qui presenti sanno.  A me questa situazione produce un immenso dolore, una ferita, perché appartengo a una generazione che è stata educata per servire orgogliosamente il Papa. Perciò non poterlo servire e addirittura andare contro di lui per smascherarlo, produce in me sofferenza. Sentiamo che siamo profondamente feriti ed è una profonda violenza andare contro chi occupa il soglio di Pietro. Questo lo può capire soltanto chi ci conosce. Ma non possiamo tacere ciò che abbiamo visto e udito, perché ricordiamo la frase di San Paolo (1 Cor 5,5) che afferma di aver consegnato a satana, ossia aver tagliato i rapporti con un membro perverso della comunità, affinché tutti capissero dove fosse   il problema. Questa mattina ho letto la notizia di un sacerdote ecuadoregno di 91 anno che è stato ridotto allo stato laicale perché si è scoperto il suo passato di pedofilo. Va bene, sono d’accordo, ma cos’è peggiore: la fornicazione carnale o quella spirituale? Perché c’è una fornicazione spirituale che è presente nel libro dell’Apocalisse: la meretrice con la quale hanno fornicato i re della terra. Cioè la falsificazione della Verità di Gesù Cristo. La fornicazione spirituale è il fondamento di quella carnale. Ma allora com’è possibile che un sacerdote di 91 anno si dismetta dalla sua condizione sacerdotale, giustamente, mentre ai fornicatori spirituali si permetta di continuare a governare la Chiesa. Anche in quest’ultimo caso si dovrebbe applicare la sanzione prevista. Per questo sono molto d’accordo con la richiesta che mons. Viganò ha rivolto a Bergoglio, di rinunciare alla sede petrina. Bisogna dirgli: “Basta, lei è arrivato fin qui, non continui a fare danni”. Se a Bergoglio si applicasse il Canone 194, automaticamente dovrebbe decadere come Papa. Io non sono canonista, ma se nelle attuali circostanze si applicasse il canone 194, sarebbe molto difficile preservare l’autorità ecclesiale di Bergoglio. Tanti sono i tradimenti della retta dottrina, che non si può vedere quanto sia legittimo l’esercizio di questo pontificato. Inoltre, è dubbiosa la legittimità, sin dal principio, se si pensa alla manovra del cosiddetto “Club di San Gallo”, ormai noto a tutti. Sarebbe necessario un pentimento reale, la rettifica concreta degli errori, la sincera conversione, il cambio di direzione per riparare gli errori diffusi. Altrimenti, sarebbe preferibile la rinuncia. Persino Paolo VI, alla fine della sua vita, riconobbe la convenienza che qualcuno più forte di lui, e non legato alle sue debolezze, gli succedesse. Qui, c’è molto più della “debolezza”. In Amoris Laetitia, in Veritatis Gaudium, in Laudato sì, e in Gaudete et Exsultate, ci sono molto più che “debolezze”: vi è la falsificazione della dottrina cattolica.

D: Tanti laici nel mondo, come disse Giovanni Paolo II, “si alzano in piedi” e, con rispetto verso l’istituzione del Papa, prendono la parola e dicono quello che profondamente sentono di dire. Laici che come qui, dell’associazione San Bernardo, sono un esempio di resistenza. Direbbe Benedetto XVI, sono quella “minoranza creativa” che fa rinascere la Chiesa. Questa è la speranza che in tante parti del mondo, si vede già.  A tanti laici che sono meravigliati del fatto che, ai “dubia” dei cardinali, alle correzioni filiali, e persino a un dossier come quello di Mons. Viganò – mi ha detto  questa mattina un sacerdote gesuita che  “è un dono di Dio”, per il coraggio di farsi portavoce di quello che egli stesso ha potuto sentire e vedere – quali consigli, quali suggerimenti semplicemente potremmo dare affinché, pur rispettando la funzione del primato petrino che è fondamentale per la Chiesa Cattolica, pratichino l’obbedienza, alla maniera del Beato John Henry Newmann nel famoso brindisi al duca di Norfolk: l’obbedienza deve essere sempre collegata alla coscienza: obbedire al Papa, quando custodisce il deposito della fede e non quando afferma le sue opinioni. Ecco, in conclusione, quali consigli potrebbe dare in questo periodo di resistenza?

R: Per me il primo consiglio è quello che ci ha lasciato proprio san Pietro: sapere che il diavolo va in giro cercando chi divorare. Ma noi dobbiamo resistere fermi nella fede. Secondo consiglio lasciatoci da san Paolo: dare testimonianza alla Verità quando è opportuno e specialmente quando è inopportuno, diremmo oggi, politicamente scorretto. Perché, se noi non parliamo, la testimonianza sarà gridata dalle pietre. Deve essere gridata persino dai tetti, che sono oggi i mezzi di comunicazione.   Inoltre: conservare e dare speranza a tutti quelli che la aspettano; crescere in sapienza e grazia; soprattutto non avere paura. Le cose di quaggiù passeranno, perciò noi dobbiamo cercare le cose di lassù. Queste sono le parole che il Signore ci ha lasciato per i tempi avversi, per questi ultimi tempi che stiamo vivendo. Perciò noi non dobbiamo cadere nella disperazione, il Signore ce l’ha anticipato. Questo che stiamo vedendo è stato annunciato. La difficoltà non è ricordare che il Signore ce l’ha detto, ma renderci conto che lo stiamo vivendo per mettere in pratica i suoi consigli. Ai più giovani io ribadirei un consiglio in particolare: rallegratevi e gioite nel Signore. La nostra battaglia si deve fare nella gioia, nell’esultanza, nel giubilo, altrimenti non produrrà frutti di santità, perché un santo triste è un triste santo. Quindi dobbiamo sforzarci di riprendere a gioire, a esultare nel sapere che stiamo lottando per la Verità.

D: Il Cuore Immacolato trionferà.

R: Condivido




Oggi è il 115° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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18 commenti

  • virro ha detto:

    GRAZIE dott Tosatti per questo bel regalo natalizio.

  • Sconsolata ha detto:

    Possibile che i cardinali che lo hanno eletto, abbagliati dalla sua arte oratoria, non fossero a conoscenza del curriculum vitae del confratello argentino?

  • Ira Divina ha detto:

    Grazie professore! La sua testimonianza è preziosa per capire i tempi che viviamo.
    Oggi anche i funerali di Megalizi sono serviti per lodare una Unione Europea che non fa nulla per difendere i cittadini, mentre i parlamentari e i funzionari dell’Unione sono al sicuro ben vigilati. Hanno decretato la fine del Cristianesimo Cattolico, negando le radici Cristiane dell’Europa! Un’ Europa laica e massona sta spalancando le porte all’Islam, che non aspetta altro. Bergoglio? È il cavallo di Troia dei nemici di Cristo!

  • deutero.amedeo ha detto:

    Qualche versetto al giorno
    leva il diavolo e la disperazione di torno.
    (Vecchio saggio della Val Brembana)

    Dal Salmo 50(49):
    [16] All’empio dice Dio:
    “Perché vai ripetendo i miei decreti
    e hai sempre in bocca la mia alleanza,

    [17] tu che detesti la disciplina
    e le mie parole te le getti alle spalle?

    [18] Se vedi un ladro, corri con lui;
    e degli adùlteri ti fai compagno.

    [19] Abbandoni la tua bocca al male
    e la tua lingua ordisce inganni.

    [20] Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
    getti fango contro il figlio di tua madre.

    [21] Hai fatto questo e dovrei tacere?
    forse credevi ch’io fossi come te!
    Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati”.

    [22] Capite questo voi che dimenticate Dio,
    perché non mi adiri e nessuno vi salvi.

    [23] Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora,
    a chi cammina per la retta via
    mostrerò la salvezza di Dio.

    Gloria. Amen

    • Valeria Fusetti ha detto:

      Grazie Deutero, i Salmi sono il “toccasana” dell’anima. Lì il Signore ci ha già dato ogni consolazione ed ogni forza per i tempi della distretta.

    • Lucy ha detto:

      Deutero bellissimo anche perchè attinente ai nostri tempi .Non lasciarti intimidire e continua a fornirci queste perle delle Sacre Scritture e dei Padri della Chiesa ; io le ho utilizzate .Buon Natale a te e ai tuoi cari .Con stima e affetto Lucy.

      • deutero.amedeo ha detto:

        In Dio, di cui lodo la parola,
        in Dio confido, non avrò timore:
        che cosa potrà farmi un uomo?
        (Salmi 56,5)

        • Precisazione ha detto:

          ”non avrò timore”

          Facile dirlo quando nessuno ti minaccia.
          Hai visto che grazie a me sei diventato mwno luterano e l’eroe del giorno delle pasionarie del blog? E poi dimmi che non ti voglio bene… 🙂

          • deutero.amedeo ha detto:

            E che ne sa lei del fatto che io abbia o non abbia ricevuto minacce ?
            E poi sia chiaro: non sono io che ho rifiutato Papa Francesco, ma è lui che ha rifiutato me, perché non sono un immigrato, non sono un carcerato, non sono uno straccione mangia pane a tradimento come quelli che vanno tutti i giorni a farsi dare la minestra gratis, non sono un divorziato risposato, ma nonostante mia moglie sia morta da sei anni porto ancora la fede al dito ed ho il suo ritratto davanti a me, qui dove sto scrivendo, a fianco al Cristo di San Damiano, dell’icona di Maria col figlioletto in braccio, e alla foto di Papa Giovanni XXIII.

            E adesso non mi dica che sono come il fariseo della famosa parabola. E’ lei il fariseo, impostore , razza di vipere, sepolcro imbiancato, che paga la decima e poi va in giro per il web ad offendere e ad umiliare a pagamento persone di fronte a cui dovrebbe togliersi tanto di cappello. E chiedere umilmente scusa.

  • Donna ha detto:

    Vorrei fare una domanda e non per provocare, ma per capire.
    Perché, se Bergoglio è, come si è capito, in odore di eresia, il papà emerito non dice nulla.? Un suo intervento forse creerebbe uno scisma o altro? Non so che pensare.

    • Valeria Fusetti ha detto:

      Cara DONNA @ penso che più o meno tutti potrebbero darti una risposta, ma non sarebbe quella che tu chiedi, e di cui hai bisogno, quella te la potrebbe dare solo Papa Benedetto XVI. Solo lui in persona, ma francamente non penso che te lo direbbe. I “nostri papi” sono fatti così: uno è reticente su molte cose, l’altro parla tanto ma sembra dire una cosa per poi farne un’ altra. Ci vuole pazienza, poi alla fine tutto ci sarà chiarito da Colui che conosce il mondo ( perché l’ha fatto), e scruta il cuore di ognuno.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Bel lavoro, e buoni consigli. Grazie prof.

    Ce ne siamo poi accorti anche noi, di quello che Bergoglio andava facendo, per demolire la Chiesa cattolica… però è sempre consolante vedere che c’è chi, in tempi non sospetti, aveva segnalato la cosa… il che conferma pure che è stato eletto apposta. C’era tante figure adatte, Caffarra, Schneider, Sarah, Zen… invece hanno eletto lui.

    Comunque, il consiglio del prof. è ottimo: c’è un disegno provvidenziale sottostante, facciamo i bravi e stiamo sereni. Poi, se qualcuno di chi di dovere tira fuori gli attributi, se li ha, e invoca il Canone 194, non fa altro che fare il suo dovere. Senno’ si aspetta serenamente, facendo comunque noi il nostro. La scelta dei tempi spetta al Creatore.

    • Lucy ha detto:

      @Pier Luigi Tossani.
      Non so se tu a proposito di ” quel che Bergoglio andava facendo ” abbia mai sentito parlare di un certo prete ” degli ultimi “Pepe de Paola che a Buenos Aires già da quando Bergoglio era arcivescovo distribuiva a tutti la Santa Comunione perchè ” se le persone cercano di comunicarsi noi diamo loro la comunione ; non siamo dei giudici che decidono chi si deve comunicare e chi no ; spieghiamo che i sacramenti sono per tutti “.
      Aggiungeva che il suo arcivescovo , Bergoglio , sapeva e approvava. La genesi di A.L. non è nella messinscena dei sinodi già precistituiti ma a Buenos Aires , come del resto già si sapeva.

      • Pier Luigi Tossani ha detto:

        @Lucy

        non ci interessa più quello che ha fatto quando era a Baires… ormai, la realtà delle sue eresie è un pezzo che si è manifestata qui da noi… Sapevamo già tutto, anche se le conferme, come dicevo, sono gradite – vista l’importanza della posta in gioco – a conferma della nostra tesi.

  • Carmine ha detto:

    Ma un Papa può esprimere pubblicamente le sue opinioni, sottolineando che tali sono, anche se potrebbero portare confusione nei fedeli? … le interviste ad alta quota e quelle con l’amico Eugenio per esempio.

  • Dai Capitoli 7 e 8 della Lettera Agli Ebrei ha detto:

    Tale infatti era il sommo sacerdote che ci occorreva : santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli ; egli non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, perché egli ha fatto questo una volta per tutte , offrendo se stesso. La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all’umana debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce il Figlio che è stato reso perfetto in eterno.

    Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo : noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda che il Signore, e non un uomo ha costruito.