UN PADRE DI FAMIGLIA SCRIVE AL PONTEFICE. DALLE CRONACHE DI PAPA FRNCESCO.

13 Dicembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Diversi amici che seguono Stilum Curiae mi hanno scritto in queste ore segnalandomi la lettera che un signore laico, che non conosco, ha scritto al Pontefice regnante. La lettera è stata pubblicata su un sito, “Cronache del papa Francesco” , da cui l’abbiamo tratta, e a cui vi rimandiamo per la versione in PDF, che è certamente più leggibile e ordinata della nostra trascrizione in Word. Eccovela comunque. Ci sembra che rifletta i sentimenti di non pochi cattolici, da quello che leggiamo nei commenti di Stilum Curiae e di altri blog, e da ciò che leggiamo sui social.I numeri che trovate dopo certe parole si riferiscono alle note in calce.

 

…, 23 novembre 2018 S.S. Papa Bergoglio,

FRANCESCO ZANICHELLI …

S.S. Papa J.M. Bergoglio Casa Santa Marta

00120 Città del Vaticano

sono un padre di famiglia e oggi, giorno in cui la Santa Chiesa celebra San Colombano1, devo testimoniare che, con il tuo operato, stai portando alla rovina la Chiesa, la famiglia e l’umanità.

Perciò, innanzitutto, non mi rivolgerò a te con il nome che ti sei dato, perché non sei il mite agnello che vorresti apparire, essendo pervaso da una falsa ideologia che sta causando quella rovina.

Il punto centrale è la famiglia.

Il Cardinale Comastri, nell’omelia pronunciata quest’anno per la festa di Sant’Anna nella chiesa di Sant’Anna in Vaticano, ha parlato di un progetto diabolico per distruggere la famiglia, ricordando che il poeta Eugenio Montale, nel 1970, invitato ad una cerimonia per commemorare il 25° anniversario del lancio delle bombe atomiche nella seconda guerra mondiale, dichiarò che sentiva in coscienza il dovere di avvisare

che stava per scoppiare la bomba atomica della famiglia, che avrebbe fatto più vittime di quelle di Hiroshima e Nagasaki, e che questa bomba la stavano collocando i mezzi di comunicazione, con i loro falsi modelli di vita.

Oggi noi possiamo vedere dappertutto le macerie umane che quella bomba atomica, con la sua inarrestabile reazione a catena, continua a provocare, ma quello che non dà pace alla mia coscienza è il fatto che quella bomba atomica è ora scoppiata anche nel cuore della Chiesa, ed è scoppiata per mano tua, dopo anni di crescente diffusione del “fumo di satana” di cui parlava Papa Paolo VI.

Infatti, il fumo del Concilio “sessantottinizzato” ha ridotto la Chiesa allo stato pietoso in cui versa ora che la generazione cresciuta a quel tempo, in gran parte contaminata da

quel fumo, è saldamente ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche (e tu ne sei al vertice assoluto).

Sì, perché il ’682 non è stato il pungolo che ha stimolato la Chiesa, come erroneamente sosteneva il Card. Martini (altro esponente di quella generazione), bensì è stato il punteruolo che l’ha dilaniata, tanto che essa è ora pervasa dagli abominevoli scandali emersi in tutta la loro gravità in questi ultimi mesi ed è per lo più ridotta ad un’organizzazione pseudo-politica che insegue il consenso tradendo sé stessa (e soprattutto il Vangelo) e spacciando per misericordia questo tradimento che conduce le persone alla rovina con il miraggio suadente di un illusorio palliativo psicologico3.

Del resto, la ricchezza4 porta sempre rovina (la decadenza dell’impero romano ben lomostra): “Causa di ogni male è infatti la cieca sicurezza frutto della prosperità” ha scritto San Colombano in una lettera al Papa Bonifacio IV, che oggi assume uno straordinario senso profetico rispetto al tuo operato, ma su questo tornerò più avanti. Così, la “tua” Chiesa ora insegue le mode più folli, anziché preoccuparsi di annunciare il Vangelo di Gesù (in particolare educando le persone all’incommensurabile bellezza del matrimonio e della famiglia come voluti da Dio, infinitamente migliori, pur con le grandi difficoltà che implicano, dei piaceri illusori, e spesso perversi, che la società oggi incita ad inseguire).

A proposito di matrimoni e divorzi, la Chiesa dovrebbe anche riflettere sulle proprie responsabilità nell’inadeguatezza della preparazione delle persone al matrimonio, dovuta non a questioni burocratiche sul come sono fatti i relativi corsi, ma al ben più radicale fatto che tanti membri della stessa Chiesa hanno in realtà perso di vista che cos’è il matrimonio, perché hanno perso di vista la vera fede, lasciandosi corrompere dal mondo (soprattutto attraverso i suoi mezzi di comunicazione), un mondo che dovrebbero invece combattere con ogni forza, soprattutto per la sua crescente disumanità che distrugge la famiglia (e mi viene subito in mente la subdola infiltrazione nelle scuole italiane della teoria del gender, vero culmine della follia del nostro tempo, che rovina i giovani fin da bambini).

Ma torniamo alla bomba atomica che hai collocato nella famiglia.

2 Solo un cieco potrebbe negarlo.

Ma il buon Dio non mi ha fatto cieco e la mia coscienza mi impone ora, che tu hai ampiamente dimostrato la tua incorreggibilità (ignorando tutte le preghiere, suppliche, ammonimenti, critiche, osservazioni e richieste che ti sono state continuamente rivolte da ogni parte) e che (dopo il sinodo da poco concluso) ulteriore rovina verrà seminata tra i giovani, di gridare dai tetti.

Ed è sufficiente ricordare due fatti.

  1. Le linee guida emanate all’inizio di quest’anno dai vescovi dell’Emilia Romagna su amoris laetitia (già il fatto che vi siano linee guida locali differenziate la dice lunga sull’abissale erroneità di un’esortazione che divide profondamente la Chiesa), nelle quali, sfruttando un’ambigua e fuorviante nota a piè di pagina della tua esortazione, si afferma5 che i divorziati con una nuova relazione possono ricevere l’Eucaristia pur
avendo rapporti sessuali extraconiugali, perché questi potrebbero essere richiesti (e la valutazione in merito viene demandata al “foro interno”, cioè in sostanza al giudizio personale degli interessati) per non mettere a rischio la nuova unione e quindi anche il bene dei figli. Ma si è mai sentita una scusa più risibile e vigliacca? Non trovo altre parole per qualificare questo assurdo tentativo di tirare in ballo il (presunto) bene dei figli in una mera questione di sesso. Cosa direbbe di tutto questo il compianto Arcivescovo di Bologna, Cardinale Carlo Caffarra? Il suo solerte successore, da te nominato, e gli altri vescovi dell’Emilia Romagna hanno aspettato solo pochi mesi dalla sua morte per emanare linee guida che egli mai avrebbe consentito. E tu, Papa, approvi silente. A questo, dunque, mirava la tua esortazione, con quella sua nota mimetizzata in un fiume di ridondanti e inutili parole. E anche questo modo di agire attesta l’erroneità del tuo operato. In questo modo hai oltretutto leso tre Sacramenti: Matrimonio,
Confessione e Eucaristia (quest’ultima da te ulteriormente lesa nella triste vicenda della c.d. “intercomunione” con i protestanti, nella quale ti sei incredibilmente rifiutato di svolgere il tuo specifico compito di papa e, anziché fare chiarezza, hai solo creato una grande confusione, anche qui giocando con le parole ambigue, confusione che nei fatti è servita solo a consentire ai vescovi tedeschi di andare avanti per la loro strada).
2. L’infiltrazione (al di là di scandali e polemiche che imperversano negli ultimi mesi, in relazione ai quali peraltro il tuo silenzio e il tuo attendismo sono intollerabili, a prescindere da tutto) dell’idolatria per l’omosessualità nella Chiesa, in particolare nell’incontro mondiale delle famiglie di Dublino, per il quale era stato addirittura predisposto un opuscolo con immagini di c.d. “famiglie” LGBT, con i colori LGBT (insomma un opuscolo perfetto per un gay pride), poi precipitosamente ritirato. Ma si è invece pervicacemente persistito, nonostante proteste e petizioni, a far parlare il gesuita P. Martin, che tu hai nominato consulente vaticano e che, non avendo il coraggio di dire apertamente che è favorevole alla liceità dei rapporti sessuali omosessuali, si nasconde dietro una valanga di discorsi fumosi e invoca ponti che, in quanto basati sulla menzogna, non potranno mai essere costruiti, perché crollerebbero ben prima di essere terminati.6 Cosa direbbe Papa Giovanni Paolo II, ideatore degli incontri mondiali delle famiglie? Ma anche qui tu, quantomeno, approvi silente.

Ho quindi scritto a questo Vescovo, manifestandogli la mia preoccupazione, perché mentre altri commenti avevano giustamente sottolineato l’esistenza di disposizioni canoniche che vietano l’assunzione di ruoli educativi diretti da parte di persone che hanno contratto “matrimonio” civile (ciò che non poteva non valere anche per l’”unione civile omosessuale”), il suo commento era tutto incentrato sull’accoglienza degli omosessuali, che non c’entrava assolutamente nulla con la vicenda di cui si discuteva, in cui era primariamente in gioco l’esigenza che bambini e ragazzi abbiano educatori che possano essere per loro esempi inequivoci, risultando quindi, il suo commento, pericolosamente fuorviante.

Ebbene, il Vescovo in questione mi ha risposto che, infatti, il suo commento pubblicato da “Avvenire” non riguardava affatto la vicenda del capo scout, vicenda alla quale era stato arbitrariamente riferito.

Cosa, dunque, dobbiamo pensare di una simile operazione giornalistica?7

Ma, del resto, non dobbiamo stupirci più di nulla dopo l’inqualificabile vicenda del camuffamento della lettera del Papa Emerito Benedetto XVI sui libretti di teologia predisposti per celebrare il quinto anniversario del tuo pontificato, camuffamento tale da presentare la lettera medesima in senso contrario al suo vero significato, e cioè a presentarla nel senso della continuità ed approvazione del tuo papato da parte del Papa Emerito, quando invece dalla lettera, che oltretutto avrebbe dovuto restare riservata, emerge unicamente discontinuità e disapprovazione.

Il tutto con la successiva patetica appendice delle dimissioni di facciata del responsabile materiale dell’operazione (che tu avevi nominato a capo dell’informazione vaticana), in favore del quale tu hai prontamente creato dal nulla un’apposita carica, mentre nessuno ha pensato che erano quantomeno dovute delle scuse al Papa Emerito (ma certo queste scuse avrebbero rimarcato cose per te poco opportune, cioè le sopra ricordate discontinuità e disapprovazione).

Con questa tua azione, con la quale hai espresso approvazione per l’autore di una condotta talmente inaccettabile, si è rivelato il cattivo spirito che agisce in te, e la menzogna è un marchio del diavolo (del quale Gesù ha detto “è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna”).8

Ma, forse, chi di Viganò ferisce di Viganò perisce?

Desidero qui esprimere tutta la mia riconoscenza e stima per l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, per la sua coraggiosa denuncia dei gravissimi mali che attanagliano il vertice della Chiesa e per averti messo di fronte alle tue responsabilità,mentre tu, in questa

vicenda, ti sei limitato ad aizzare i tuoi amici giornalisti, ad ostinarti in un intollerabile silenzio, identificandoti con Gesù che passa silente tra i suoi accusatori, e a sfruttare le tue omelie per lanciare in modo imbarazzante messaggi “subliminali” a proposito del grande accusatore, quando se c’è un grande accusatore quello sei proprio tu, che accusi Gesù di sbagliare e pretendi di sostituire il Suo Vangelo con la tua falsa ideologia. E richiamo qui un altro passaggio dell’omelia del Cardinale Comastri ricordata in avvio della presente lettera: quello in cui si afferma che chi presume di capire più di Dio, perché combattere la famiglia significa questo, è al servizio del demonio.

Tornando poi alla vicenda del capo scout della provincia di Gorizia, essa si è conclusa, ad agosto, nel modo seguente.

Il parroco, a fronte del fatto che il capo scout continuava tranquillamente a rimanere al suo posto, ha dichiarato che in coscienza non poteva più continuare il suo ministero in quella parrocchia ed ha dato le dimissioni.

Il Vescovo di Gorizia (al quale ho poi inviato una protesta, rimasta senza risposta) ha accettato le dimissioni e ha trasferito il parroco in un’altra parrocchia.

In definitiva: il parroco è dovuto andarsene, mentre il capo scout è rimasto tranquillamente al suo posto, come se nulla fosse.

Questo è stato il risultato del “discernimento” a te tanto caro, essendo una delle fumose

parole che sfrutti (anche in amoris laetitia lo hai fatto) per diffondere surrettiziamente la tua falsa ideologia.

Questi, dunque, sono i tuoi “frutti”, che svelano l’intento sotteso alle tue apparenti ambiguità, e perciò le tue vuote parole (ogni tanto fai qualche bel discorso), per non scoprirti e confondere (tenendoli buoni) consacrati e fedeli, non possono più ingannare. Perché, come dice il Vangelo: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.”.

E quante pecore andranno perdute a causa dei falsi pastori?

La vicenda dei “dubia” su amoris laetitia è del resto inequivoca: il tuo silenzio in proposito è assordante e pesa su di te come una montagna, perchè, omettendo platealmente di adempiere al tuo compito specifico di papa, hai inteso mantenere ad ogni costo l’ambiguità per consentire, senza scoprirti apertamente, il surrettizio diffondersi della tua falsa ideologia, grazie anche a documenti, come le già ricordate linee guida dei vescovi dell’Emilia Romagna, che si appoggiano su quell’ambiguità.

E infatti, come ha scritto G.K. Chesterton nel libro “Eugenetica e altri malanni”, “il male trae sempre vantaggio dall’ambiguità”9.

E, dunque, io chiamo qui a testimone questo scrittore10 straordinariamente profetico11, perché egli mostra benissimo il fatto che il tuo operato non è cattolico.

Partiamo dal primo dei due fatti citati in precedenza, cioè la tua “fessura” a favore della Comunione ai divorziati “risposati”, e quindi a favore di divorzio e adulterio.

Chesterton si è convertito al cattolicesimo dall’anglicanesimo.

In uno scritto intitolato “Sei mie conversioni” (raccolto nel volume “Il pozzo e le pozzanghere”), egli racconta di sei diverse vicende che lo avrebbero condotto, se già non lo avesse fatto in precedenza, a convertirsi al cattolicesimo.

Una di queste sei vicende che lo avrebbero indotto a farsi cattolico concerne proprio le aperture al divorzio da parte della chiesa anglicana.

La questione è affrontata nella terza parte dello scritto sopra ricordato, intitolata “La resa al sesso”, e già questo titolo, in un certo senso, dice tutto, perché sarebbe un motto perfetto per la “tua” Chiesa e per la falsa ideologia che la pervade.12

E’ uno scritto, infatti, che oggi risulta straordinariamente profetico, perché in esso si sottolinea che la Chiesa Cattolica, ben conoscendo la debolezza umana derivante dal peccato originale, è stata molto decisa e dogmatica in materia di morale sessuale e familiare, ed aveva ragione quando, in completa solitudine, rifiutava anche le eccezioni,

“mentre il mondo ha ammesso le eccezioni, e le eccezioni sono diventate la regola”. Questo mi ricorda, oltre a quanto è facile prevedere accadrà con le linee guida dei vescovi dell’Emilia Romagna (e altre simili) su amoris laetitia, la legge 194 del 1978 sull’aborto (che in teoria consentiva l’aborto in casi eccezionali di pericolo per la salute della donna, ma nei fatti tale pericolo è stato in sostanza ridotto – grazie al comodo pretesto del pregiudizio per la salute psichica – al mero desiderio della donna di non avere il figlio), nonchè, temo, ciò che accadrà con la possibilità, approvata di recente dal comitato nazionale di bioetica, anche con i voti – tranne un’eccezione – dei (sedicenti?) cattolici, di bloccare farmacologicamente la crescita già a 12 anni per i bambini con c.d. “disforia di genere” (e perfino qui in Italia vi è stata almeno una sentenza che ha affermato che un minorenne può effettuare intervento chirurgico di rettifica del sesso nonostante i genitori siano contrari), problema che, come quello dell’omosessualità, si diffonderà sempre di più, grazie anche al sempre più grave deficit educativo da parte di genitori spesso assenti per il naufragio del matrimonio o troppo presi dal lavoro (e da internet)13 nella folle società moderna14, nonchè grazie alla subdola infiltrazione nelle scuole dell’ideologia LGBT e della teoria del gender, come già detto vero e proprio culmine della follia del nostro tempo che sta distruggendo la famiglia e lo stesso concetto di uomo: se infatti si nega il valore oggettivo della differenza maschio/femmina e della complementarità uomo/donna nella perpetuazione della vita, allora nulla ha più senso. Il tutto in una sorta di sublimazione del peccato originale, per cui l’uomo pretende di essere al posto di Dio e di stabilire lui stesso, perfino a dispetto della realtà, ciò che è bene e ciò che è male.

Nel libro “La superstizione del divorzio”, Chesterton mette bene in evidenza come l’apertura al divorzio muti radicalmente l’essenza stessa del matrimonio, e svolge un’acuta analisi sui risvolti socio-politici del divorzio, con considerazioni molto profonde e che dovrebbero essere meditate anche dalla Chiesa.

Del resto, nel già citato “La resa al sesso”, Chesterton scrive (ed è oggi un giudizio

implacabile sulla tua “fessura” aperta con amoris laetitia) che con l’apertura al divorzio “L’essenza psicologica del matrimonio è stata alterata: il marmo si è trasformato in ghiaccio e il ghiaccio si è sciolto con la più sorprendente rapidità”.

Veniamo ora al secondo dei fatti in precedenza ricordati, cioè l’infiltrazione nella Chiesa dell’idolatria per l’omosessualità (ed è evidente che anche questa “apertura” seguirà lo stesso schema già collaudato con i sinodi sulla famiglia e amoris laetitia per divorzio e adulterio, e infatti il documento finale del sinodo sui giovani ha già posto un altro tassello in tal senso, al quale probabilmente presto tu ne aggiungerai un altro ancora, con una tua esortazione, poi verranno delle linee guida, poi la prassi applicativa, etc. etc.).

In proposito, nel libro “L’uomo eterno”, Chesterton scrive:

“non posso fare a meno di denunciare la falsità di chi nel disgusto romano per i vizi greci non sa vedere che un pretesto e un’ipocrisia. … La verità è che una delle debolezze insite nel culto della natura e nella pura mitologia aveva già prodotto, nei greci, una perversione … Come divennero antinaturali adorando la natura, così divennero antiumani adorando l’uomo. … A un adolescente che abbia avuto la fortuna di crescere sano e ingenuo nei suoi sogni d’amore, provatevi a svelare il culto di Ganimede; egli non solo ne rimarrà colpito, ma disgustato. E questa sua prima impressione … è quella giusta. E’ la nostra cinica indifferenza che è un’illusione … E’ giusto concepire le più o meno rustiche virtù del primitivo popolo romano come reazione, completamente spontanea e sincera, contro la fama stessa di siffatti costumi” e ancora “Vizi greci e orientali … cominciarono a riempire le fantasie della morente Roma, come sciami di mosche sopra un mucchio di putridume. … Viene il tempo, nella routine di un’ordinata civiltà, in cui gli uomini sono stanchi di giocare con la mitologia … L’effetto di questa stanchezza è sempre lo stesso in tutte le forme di cocainomania o di alcolismo: c’è sempre la tendenza ad aumentare la dose. Gli uomini cercavano

sempre più strani peccati, come stimolanti alla loro sensualità spossata; e per la stessa ragione cercavano le follie delle religioni orientali”.

Anche allargando la prospettiva alle questioni (pure presenti nel sinodo sui giovani) della contraccezione15 e dei rapporti prematrimoniali, riporto altresì alcuni brani di un altro scritto di G.K. Chesterton, raccolto nel già citato volume “Il pozzo e le pozzanghere” ed intitolato “Sesso e proprietà”, anch’esso oggi straordinariamente profetico:

“… lo stesso spirito maligno ha distrutto le due grandi potenze che costituivano la poesia della vita: l’amore per la donna e l’amore per la terra. E’ importante innanzitutto osservare che le due cose sono state strettamente connesse finchè l’umanità è stata umana, anche quando era pagana. Esse erano strettamente connesse anche quando il paganesimo divenne decadente. Ma neppure il fetore della decadenza del paganesimo fu così nauseabondo come il fetore della decadenza della cristianità. … Per esempio, vi erano, lungo tutta l’antichità (sia al suo inizio sia alla fine), forme di idolatria e di immaginazione delle quali i cristiani non possono neppure parlare … Gli uomini sguazzavano nella mera sessualità di una mitologia del sesso; essi avevano organizzato la prostituzione come un sacerdozio per il servizio dei loro templi; essi facevano della pornografia la loro unica poesia … Tuttavia, tutto questo antico peccato era infinitamente migliore, incommensurabilmente migliore, del peccato moderno. Tutti quelli che ne scrivono concordano almeno su un fatto: che esso era il culto della fertilità. … Almeno era dalla parte della natura. Almeno era dalla parte della vita. E’ stato invece lasciato agli ultimi cristiani, o meglio ai primi cristiani totalmente dediti a blasfemizzare e negare il cristianesimo, di inventare un nuovo tipo di culto del sesso, che non è anche culto della vita. E’ stato lasciato agli ultimissimi modernisti di proclamare una religione erotica che allo stesso tempo esalta la lussuria e proibisce la fertilità … Ora, non è innaturale che questa innaturale separazione tra sesso e fertilità, che anche i pagani avrebbero considerato una perversione, è stata accompagnata da una simile separazione e perversione relativa alla natura dell’amore per la terra … Il mondo ha dimenticato contemporaneamente che fare una fattoria è qualcosa di più grande che fare dei profitti … e che fare una famiglia è qualcosa di più grande che fare del sesso”.

Questi passaggi, riferiti al mondo moderno, sono l’esatta descrizione della “tua” Chiesa che, confondendosi con il mondo, come il mondo si è arresa al sesso.

In definitiva:

1. le aperture a divorzio e adulterio, sia pure solo (almeno in teoria) come eccezione, sono state un elemento che ha differenziato la chiesa anglicana dalla Chiesa Cattolica

(quest’ultima, sola, avendo rifiutato anche le eccezioni), e Chesterton spiega che questa differenza lo avrebbe indotto, se non l’avesse già fatto prima, a convertirsi al cattolicesimo (naturalmente è evidente che se egli, anziché la Chiesa Cattolica del suo tempo, avesse incontrato la “tua” Chiesa, non si sarebbe mai convertito al cattolicesimo, in quanto non avrebbe rilevato alcuna sostanziale differenza con la chiesa anglicana)16; in altre parole: le aperture a divorzio e adulterio sono incompatibili con il cattolicesimo; dunque: il tuo operato non è cattolico;

2. le aperture ai rapporti sessuali omosessuali, e in generale la separazione del sesso dal progetto creatore di Dio, sono incompatibili con il cattolicesimo; dunque: il tuo operato non è cattolico.

Ed è davvero stupefacente notare come Chesterton sia stato profetico anche sul disfacimento dell’identità sessuale, oggi legato anche alla teoria del gender.

Basta leggere quanto da lui scritto in “Ciò che non va nel mondo”: “Se un uomo, una donna e un bambino vivono insieme in case libere e sovrane, questi antichi rapporti umani saranno rinnovati, con buona pace di Hudge [personaggio di fantasia che simboleggia il progressista]. Egli potrà scongiurare una simile eventualità soltanto distruggendo la famiglia, trasformando donne e uomini in sciami e orde di esseri senza sesso e crescendo i bambini come una proprietà dello stato …”.17 Ho già accennato al fatto che la teoria del gender, soprattutto attraverso le associazioni omosessualiste (o LGBT), si sta infiltrando anche nelle scuole italiane. Ma in molti paesi della sempre più marcescente civiltà occidentale tale teoria è già esplicitamente adottata e insegnata su larga scala nelle scuole, e ho letto di recente che in Scozia un ente governativo ha proposto linee guida educative per la scuola che prevedono che ai bambini di 5 anni si insegni che il loro “genere” è quello che loro vogliono.

E’ necessario opporsi in ogni modo a questa follia che rovina i bambini (ma la “tua” Chiesa dov’è?), ignorando il dato di fatto essenziale ed incontrovertibile del sesso biologico18 (che per un cattolico corrisponde al progetto creatore di Dio) e della necessità che i bambini siano educati in conformità a questo dato,19 e non traviati con assurdità di folli accecati dal miraggio di una libertà assoluta20, che in quanto tale è falsa libertà che si risolve in un distruttivo nichilismo, anche perché se si nega la realtà e si

afferma che non esistono criteri a priori in base ai quali decidere, ogni decisione è paralizzata, e infatti l’ultima frontiera in fatto di “genere” è il non averne alcuno, e semplicemente essere quello che in ogni singolo istante “ci si sente” – non si sa bene in base a cosa, forse un misto di istinto, capriccio e moda – di essere, cioè in realtà non si è nulla (non stupisce allora di leggere che in Canada dei diciottenni cresciuti con la teoria del gender non abbiano ancora deciso di che “genere” essere).

Il Vangelo è chiarissimo: la verità rende liberi, mentre il peccato rende schiavi. Tu invece accantoni la verità come irrilevante e banalizzi il peccato come indifferente. Oltretutto, ammanti questa tua falsa ideologia di pseudo-misericordia, che seduce le persone perchè prospetta loro una via facile, che però conduce all’inferno.

Del resto, non stupisce che la “tua” Chiesa latiti in questa battaglia contro il mondo, perché, come ha scritto Chesterton in “L’uomo eterno”, solo chi crede nella sacralità della famiglia può appellarsi a principi superiori a quelli dello stato; e la “tua” Chiesa, appiattita sul mondo, non crede alla sacralità della famiglia.

Si deve poi sottolineare come l’ideologia omosessualista, o LGBT che dir si voglia (e la teoria del gender ad essa strettamente connessa21) fa anche il male degli stessi omosessuali, a cominciare dalla follia (naturalmente risalente agli anni ’70) di non considerare più, per scelta meramente ideologica, l’omosessualità una malattia, come se il fatto che solo la differenza maschio/femmina assicura la continuità della vita umana sulla terra sia un qualcosa di completamente insignificante (ma poi si arriva a giustificare la cosiddetta maternità surrogata, una cosa semplicemente disumana22, e ciò,

tra l’altro, con una totale contraddittorietà, perché si parte, per sostenere la normalità dell’omosessualità, dal presupposto che il non poter avere figli da parte dell’omosessuale sia una cosa del tutto irrilevante, ma poi, pur di accordargli la possibilità di avere un bambino da trattare come figlio, si giunge al punto di giustificare la disumanità della maternità surrogata).

A volte poi si sente dire che la scienza avrebbe dimostrato che l’omosessualità è innata, per sostenere che, dunque, essa andrebbe accettata come normale,23 ma si tratta di tesi, da un lato, errata nella premessa, perché non è affatto vero che la scienza abbia accertato che l’omosessualità sia innata e, dall’altro, errata anche nella conseguenza che si vorrebbe trarre, perché il carattere innato non esclude affatto che si tratti di malattia (quante malattie sono congenite).

L’esperienza comune indica che l’omosessualità è un fenomeno variegato e complesso

(in alcuni casi vi è sicuramente una componente fisica, in altri appare almeno prevalente una componente psicologica), ma quanto detto sopra a proposito del fatto che solo dall’unione tra un uomo e una donna può nascere un bambino è un dato di fatto incontrovertibile24, e da lì bisognerebbe partire per uno studio serio dell’omosessualità, mentre non è ignorando quel fatto e raccontando favole, più o meno gender, basate sul nulla (e neppure vietando agli psicologi di aiutare gli omosessuali che vogliono superare la loro condizione25, o intimidendo chi, come Luca Di Tolve e Mattehew Grech, testimonia che essa può essere superata) che si farà il bene degli omosessuali, perché non sarà negando il problema – e ribadisco che proprio le questioni della maternità surrogata e delle adozioni di bambini da parte di omosessuali dimostrano che un problema c’è – che si potrà risolverlo, a dispetto della sempre più dominante dittatura della retorica dell’omofobia.26

Ma come i cattolici potranno parlare con autorità se la “tua” Chiesa asseconda quelle follie che bisognerebbe combattere?

Almeno, in questi giorni è giunta la buona notizia che 50 accademici hanno lanciato un

appello per la libertà di ricerca sul fenomeno “transessualismo”, denunciando le violente pressioni della lobby LGBT contro gli studiosi non in linea con la sua ideologia.27

E’ però molto triste dover sperare solo in un sussulto di dignità della scienza (in gran parte ridotta a ideologia travestita da pseudo-scienza in cui dominano ipocrisia e omertà), mentre nessun segno di speranza viene dalla “tua” Chiesa, anzi, come visto essa asseconda quelle follie.

Tempo fa ho scritto al presidente della Società Italiana di Pediatria, sollecitandolo a una presa di posizione e a provocare una riflessione nel mondo scientifico su questi temi: non ho ricevuto alcuna risposta, ma poi ho visto che questo presidente era stato da te nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita, e il suo silenzio allora non mi stupisce.

Del resto, a proposito ancora dei tuoi “frutti”, tu hai nominato presidente della Pontificia Accademia per la Vita Mons. Paglia, uno strenuo ammiratore di quello che può essere definito il padre italiano dell’aborto, ma neppure questo stupisce, visto che tu stesso hai direttamente espresso grande apprezzamento per quella che può essere definita la madre italiana dell’aborto, la quale, nella “tua” Chiesa, ha anche potuto permettersi di parlare

dal pulpito di una chiesa. E non stupisce nemmeno che Mons. Paglia abbia commissionato a un “artista” omosessuale argentino un affresco per la cattedrale di Terni in cui compaiono omosessuali impenitenti che vanno in paradiso, né che Mons. Paglia, appena assunta la carica, abbia cambiato lo statuto della Pontificia Accademia per la Vita, inserendovi il riferimento al “rispetto reciproco fra generi”, utilizzando quindi il concetto di “genere”, del tutto estraneo alla Chiesa Cattolica, perché implica una separazione tra aspetto biologico e aspetto psicologico del sesso che è contraria alla visione cattolica dell’uomo (inteso qui come persona umana), della vita e della famiglia, quale risulta inequivocabilmente dalle Sacre Scritture e dalla tradizione bimillenaria della dottrina cattolica (e anche a questa separazione, propria della teoria del gender, mi viene da applicare le parole pronunciate da Gesù in riferimento a matrimonio e divorzio: non separi l’uomo ciò che Dio ha unito). E questo sarebbe il tuo campione della vita e della famiglia? Neppure stupisce, allora, che tu abbia poi deciso di fondere (nei fatti, in sostanza, di dissolvere) il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi sul matrimonio e la famiglia (fondato e presieduto per tanti anni, per volontà di Papa Giovanni Paolo II, dal compianto Cardinale Caffarra) nella Pontificia Accademia per la Vita ormai ridotta allo stato pietoso sopra descritto.

Ricordo anche, sempre tra i tuoi “frutti”, quanto di recente accaduto all’università gesuita di Guadalajara (Messico), dove si è tenuto un convegno intitolato “Dialogo sul diritto di decidere” con tre relatori, tutti attivisti di organizzazioni abortiste.

Il Presidente della Conferenza Episcopale Messicana, Cardinale Ortega, è dovuto intervenire con un comunicato ufficiale intitolato “No all’aborto” per prendere le distanze dall’iniziativa.

Il rettore uscente dell’università coinvolta, il gesuita P. Orozco, ha difeso l’iniziativa, affermando che l’università è per la vita e contro l’aborto, ma prima è per la libertà di coscienza.

Ora, non mi soffermo sull’irrazionalità di questa “giustificazione” (che mi fa solo venire in mente quanto scritto da Chesterton a proposito del fatto che l’uomo moderno ha subito un tracollo mentale prima ancora che morale), ma mi chiedo: cosa c’è di cattolico in questo suicidio della ragione umana operato in favore di quella pratica disumana che è l’aborto?

Non hai sentito la necessità di un intervento su questi tuoi confratelli gesuiti? Li lasci tranquillamente continuare ad insegnare ai giovani secondo quanto sopra riportato? Consiglierei la visione di qualche video (su internet se ne trovano) che mostra un bambino vivo nel grembo materno e poi il cadavere dello stesso bambino dopo l’aborto.

Attenzione, però, perché voi progressisti, abituati solo alle parolone lunghe ed eufemistiche, potreste avere un leggero sobbalzo di fronte alla fulminante chiarezza della verità.28

Ricordo anche che di recente è stata allestita nel presbiterio della Cattedrale di Vienna una mostra con una fotografia di una donna pressochè completamente nuda e una fotografia di due donne in abiti succinti che si abbracciano e si baciano.

Cosa c’è di cattolico in tutto questo? Anche qui approvi silente?

Cosa dire poi della celebrazione ufficiale, con tanto di francobollo Vaticano, di quell’immane sciagura che è stata l’eresia luterana.29

Cosa può esserci di cattolico in una tale celebrazione?

Ricordo, ancora, i film omo-pornografici (se non peggio) inseriti nella programmazione di vari cinema dei Salesiani, nonchè il catechismo per bambini – pubblicato dall’editrice

salesiana – ove compaiono solo famiglie “alternative” ed immagini tali che il lettore potrebbe pensare a “famiglie” LGBT. Addirittura, in un articolo – mai smentito né contestato – si riferisce che il responsabile di uno dei cinema salesiani coinvolti nelle programmazioni sopra ricordate, alla domanda rivoltagli dal giornalista se pensava che Don Bosco sarebbe stato contento della proiezione di quel film, ha risposto “Chiedetelo a lui”.

Questo è il livello cui è giunta la “tua” Chiesa. A cosa è stato ridotto Don Bosco, un santo che spese la sua vita per l’educazione dei giovani!

Mio padre è un ex allievo salesiano e anche mia mamma per un certo periodo ha studiato dai Salesiani e a fine settembre mi sono sentito in dovere di inviare una protesta ai Salesiani per queste vicende.

Non ha avuto alcuna risposta.30

E, del resto, è persino accaduto che una tua fondazione pontificia abbia diffuso libri improntati alla teoria del gender, salvo poi affermare di essersi accorta solo successivamente di tali contenuti, ma tutto questo non pare averti preoccupato, visto che, a quanto consta, non hai dato segni di vita in merito.

Di recente è poi scoppiato un caso perché un religioso inglese ha denunciato di essere stato rimosso dal suo ruolo di tutor di formazione nel principale seminario inglese per essersi opposto al dilagare in esso dell’omosessualismo, accusando apertamente il rettore del seminario e denunciando anche l’inerzia in proposito di alcuni vescovi inglesi. Ti stai interessando adeguatamente del caso? Ti interessa se i seminari vengono trasformati in colonie per omosessuali?

Veniamo ora della tua decisione di nominare arcivescovo di Milano Mons. Delpini, da

te poi nominato anche ambasciatore dei giovani al recente sinodo.

Perché queste nomine, dal momento che sapevi che Mons. Delpini aveva quantomeno gestito in maniera inaccettabile un caso di possibile abuso da parte di un prete su un minore?

Il fatto è noto alle cronache, e a settembre il prete coinvolto è stato condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi di carcere dal Tribunale Penale di Milano.

Mons. Delpini, intervenuto nell’immediatezza del fatto, in quanto all’epoca Vicario di zona, decise di spostare il prete coinvolto in un’altra parrocchia, peraltro sempre nella pastorale giovanile, quindi ancora a contatto con i minori.

Mons. Delpini si è difeso per questa sua decisione affermando (come risulta anche da un comunicato pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi di Milano il 21.12.2017) che inizialmente non si parlava di violenza sessuale ma solo del fatto che il prete aveva fatto dormire con sé, nel proprio letto, il ragazzo.

Ora, anche dando per scontata questa versione, resta il fatto che Mons. Delpini, con la sua decisione, ha quantomeno dimostrato di non sapere che cosa sia un sacerdote, perché ha dimostrato di non capire l’abissale frattura che esiste tra il sacerdozio e l’azione di chi fa dormire con sé, nel proprio letto, un minore.31

Proprio rimarcando in particolare questo aspetto ho scritto, quando a fine settembre sono venuto a conoscenza del caso, a Mons. Delpini, esortandolo per il bene della Chiesa a rinunciare al suo ruolo.

Non ho ricevuto alcuna risposta.

Questo è il tuo Arcivescovo di Milano, successore di Sant’Ambrogio, e il tuo ambasciatore dei giovani al sinodo?32

E anche tu, con queste nomine di Mons. Delpini, pur al corrente della sua condotta, hai mostrato di non sapere che cosa sia un sacerdote, prima ancora che un vescovo.

A metà ottobre è stata pubblicata su un noto sito giornalistico una lettera aperta che la famiglia del ragazzo coinvolto in questo caso ti ha scritto, dalla quale emerge, tra l’altro, che essi per anni ti hanno scritto numerose volte, anche a proposito della condotta di Mons. Delpini, ma tu non hai mai dato loro alcun riscontro (di recente hai invece avuto un incontro con una famosa rock-star, notoriamente abortista). Insieme a questa lettera aperta della famiglia del ragazzo è stata pubblicata anche una lettera del Nunzio Apostolico Emil Paul Tscherrig del maggio di quest’anno, nella quale egli conferma alla famiglia che le loro precedenti lettere ti sono state regolarmente recapitate.

Noto anche che nella lettera aperta della famiglia, alla quale non risulta tu abbia dato riscontro, oltre a imputare a Mons. Delpini – come anch’io ho fatto – di non aver colto l’incompatibilità col sacerdozio della condotta del prete di cui certamente egli era a conoscenza, si afferma che il Cardinale Gerhard Müller, all’epoca Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, nominato da Papa Benedetto XVI, diede ad essi immediato riscontro, quando gli scrissero del caso, assicurando che avrebbe esaminato la documentazione inviatagli, mentre quando poi scrissero più volte al suo successore, il gesuita Card. Ladaria, da te nominato, non ottennero mai alcuna risposta.

Cosa dobbiamo pensare di tutto questo? Tu resti muto?

Del resto, altri prelati della tua cerchia di comando della Chiesa hanno mostrato “scarso interesse” per gli abusi sessuali del clero: così il Card. Maradiaga, per il quale la testimonianza dell’Arcivescovo Viganò sugli abusi sessuali legati al caso dell’ex Card. McCarrick era solo una questione amministrativa, o il Card. Cupich, per il quale tu avevi cose più importanti di cui occuparti, come ambiente e immigrazione.

Questi sono i personaggi di cui ti circondi per guidare la Chiesa e che hai inviato al sinodo sui giovani.

Del resto, tu stesso, a parte le vuote parole sulla tolleranza zero e gli interventi precipitosi quando i casi diventavano clamorosi, per lo più a seguito delle indagini delle autorità civili, che cosa hai fatto per combattere gli abusi?

Hai dato la colpa al clericalismo! Proprio tu che ormai ti reggi solo sul clericalismo di quei fedeli ingenui per i quali ogni papa è santo e di quel clero stantio per cui l’operato del papa non può mai essere messo in discussione (nonché ovviamente sui potentati che hanno tutto l’interesse a sostenere la “tua” Chiesa appiattita sul mondo, e infatti i grandi mezzi di comunicazione sono tutti con te).

Ma certo, visto che la gran maggioranza degli abusi sono da parte di omosessuali, è evidente il conflitto di interessi in cui si trova in proposito la lobby omosessualista imperante nella “tua” Chiesa (e infatti il tema è stato anche sostanzialmente silenziato nel sinodo sui giovani, essendo guarda caso stato riservato alle “cure” proprio dei suddetti Card. Maradiaga e Card. Cupich).

E cosa dire del Card. Wuerl, da te nominato per il sinodo e che ha dovuto rinunciare perché impelagato nella questione degli abusi sessuali? Poi ha anche dovuto dimettersi,

e tu di malavoglia hai accettato le sue dimissioni, sperticandoti in lodi nei suoi confronti e di fatto lasciandolo al suo posto come amministratore apostolico (si è quindi ripetuta la stessa “scena” già vista per il responsabile del camuffamento della lettera del Papa Emerito Benedetto XVI).

In questi giorni si è poi raggiunto il culmine, quando hai bloccato33 all’ultimo momento i provvedimenti che la Conferenza Episcopale USA si stava accingendo ad approvare (tra cui la creazione di una commissione indipendente guidata da laici per indagare i vescovi coinvolti), dicendo che occorre aspettare l’incontro con tutti i presidenti delle conferenze episcopali da te fissato (con la serrata tempistica di cinque mesi…) per il febbraio 2019.

Ma sì, che fretta c’è di ripulire la Chiesa dagli abusatori sessuali di minori e da chi copre simili orrori!

La “tua” Chiesa ha cose più urgenti di queste questioni amministrative, ad esempio ambiente e immigrazione!

Non ci sono parole.

Inoltre, Papa Bergoglio, la sinodalità che fine ha fatto? Quando ti serve va bene e quando ti ostacola no?

Anche qui pare poi esserci lo zampino dei tuoi fidi Card. Wuerl e Card. Cupich, che fanno parte della Congregazione dei Vescovi, i quali avrebbero lavorato a una proposta alternativa a quella della Conferenza Episcopale USA. Questa alternativa, presentata all’ultimo momento e che ha colto di sorpresa lo stesso Presidente della Conferenza Episcopale USA (che non fa parte della Congregazione dei Vescovi) prevede in sostanza che i vescovi si indaghino tra loro (il Card. Cupich ha poi negato di avere collaborato con il Card. Wuerl nell’elaborazione della proposta alternativa, ma resta il fatto che l’ha presentata). Insomma, in base a questa proposta alternativa, tutto dovrebbe rimanere sotto il controllo dei vescovi. Ma che senso ha tutto ciò, quando il problema è anche, e forse soprattutto, il possibile coinvolgimento di vescovi? C’è un potenziale conflitto di interessi ineludibile. Questa proposta alternativa è chiaramente inaccettabile nella situazione americana.

Perché poi è stata bloccata, all’ultimo momento, l’iniziativa della Conferenza Episcopale USA, mentre nulla è stato fatto per analoghe recenti iniziative dei vescovi francesi e italiani?

Ma, del resto, anche tu, Papa Bergoglio, sei in potenziale conflitto di interessi, vista l’accusa dell’Arcivescovo Viganò – da te mai smentita34 – di avere agevolato McCarrick, che si era speso per la tua elezione, pur sapendo dei suoi abusi.

E naturalmente dei documenti sul caso McCarrick non si sa nulla…

Solo un cieco potrebbe negare che tu e la “tua” Chiesa non state seriamente contrastando questo intollerabile marciume degli scandali sessuali e relative coperture, e questa è una macchia che deve essere cancellata immediatamente.

Chi mai, dunque, potrà ancora prendere sul serio il vostro operato?

Voglio ora tornare al tema del sinodo sui giovani da poco concluso.

Pochi giorni prima dell’inizio del sinodo, oltre 100 giovani cattolici scozzesi hanno scritto una bella lettera all’Arcivescovo di Edimburgo, dicendo in sostanza che essi non vogliono che la dottrina cattolica, anche quando difficile, sia edulcorata, e che in base alla loro esperienza non è vero che siano i sacerdoti che conservano integra la dottrina ad allontanare i giovani dalla Chiesa, constatando piuttosto un rifiuto nei confronti di una pseudo-chiesa ridotta all’ombra di se stessa. Questa lettera ha poi ispirato una lettera simile scritta da molti giovani australiani.

Sono molto legato alla Scozia, dove io e mia moglie abbiamo anche trascorso il nostro viaggio di nozze, e perciò sono molto felice che dalla Scozia sia venuta questa bella lettera, e desidero esprimere tutta la mia gratitudine e stima a questi giovani cattolici scozzesi, così come anche a quei giovani cattolici della Glasgow Caledonian University che hanno espresso chiara e coraggiosa solidarietà al loro cappellano, incredibilmente licenziato dall’università perché nella sua parrocchia aveva organizzato un rosario di riparazione per il gay pride svoltosi a Glasgow.35

Papa Bergoglio: tu e la tua cerchia di prelati al comando della Chiesa non avete nulla da insegnare a questi giovani, ma avete invece tanto da imparare da loro,36 che voi avete profondamente deluso anche con l’ultimo sinodo, il cui documento finale non dice nulla di chiaro che possa illuminare la vita di un giovane (del resto, non servono documenti, ma sacerdoti santi), essendo solo un guazzabuglio di parole vuote e ambigue37 che ti servirà unicamente per portare avanti senza far rumore la tua falsa ideologia (e a questo servirà anche la sinodalità infilata nel documento medesimo e che ovviamente non c’entra nulla con i giovani38: perciò, un altro dei tuoi fidati collaboratori, il gesuita P. Spadaro, per avere magnificato la sinodalità come elemento principale del sinodo, si è meritato i sacrosanti rimbrotti di tanti giovani, come quello che ironicamente prefigurava un prossimo sinodo sulla sinodalità che tratterà dei giovani).

E se la “tua” si proclama, per bocca sempre di P. Spadaro, la Chiesa dove due più due può fare cinque, io dirò ancora, anche pensando alla teoria del gender, che Chesterton è stato profetico, quando ha scritto, come conclusione del libro “Eretici”: “La grande marcia della distruzione mentale proseguirà. Tutto verrà negato. Tutto diventerà un credo. Diventerà un atteggiamento ragionevole negare l’evidenza delle pietre sulla strada; sarà un dogma religioso affermarla. Diventerà una tesi razionale pensare di vivere tutti in un sogno; sarà un esempio di saggezza mistica affermare che siamo tutti svegli. Fuochi saranno appiccati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. … Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Saremo tra coloro che hanno visto eppure hanno creduto”.

Il tuo operato, dunque, non è cattolico e sta macchiando la fedeltà della Chiesa come sposa di Nostro Signore.

Con il tuo operato stai anche offendendo la mia famiglia e tutte le famiglie che cercano di vivere davvero la propria fede cattolica.

Allo stesso modo, stai anche offendendo tutti i Santi che hanno sofferto e lottato eroicamente per la vera fede, e ricordo in particolare San Tommaso Moro, che su vera coscienza39, Chiesa e famiglia ha fondato il proprio martirio,40 ma tu saresti stato contro di lui e al fianco di Lutero e di Enrico VIII.

Dunque, ora che, riprendendo (come anni fa fece il Papa ora Emerito Benedetto XVI) quanto scritto da San Colombano nella già ricordata lettera al Papa Bonifacio IV, “l’acqua è già entrata nella nave della Chiesa e la nave è in pericolo” (e nella medesima lettera scrive anche, rivolto al Papa: “voi dovete avere una grande sollecitudine, per non perdere la vostra dignità a causa di qualche perversità. Infatti, voi avrete autorità finchè rimarrete nella retta dottrina. In realtà è vero clavigero del regno dei cieli chi apre a coloro che ne sono degni per la loro autentica dottrina e chiude a coloro che ne sono indegni; altrimenti, se agirà diversamente, non potrà né aprire né chiudere”), non posso più tacere, perché il tuo operato sta distruggendo l’autentica dottrina, cioè la Verità, e perciò, Papa Bergoglio, non hai alcuna autorità e non ti è dovuta alcuna obbedienza né reverenza per il tuo ruolo, perché tu non sei un vero pastore, ed è quindi, anzi, preciso dovere di ogni cattolicocombattere con tutte le forze il tuo operato.

Dunque, invoco contro il tuo operato l’autorità di San Colombano (che ti scruta dalla cappella a lui dedicata in San Pietro).

E la sua lettera è davvero straordinariamente profetica, anche se in essa si trattava solo di sospetti sull’operato del Papa, mentre purtroppo, come visto, noi ora abbiamo qui certezze, come dimostrato anche dal fatto che tu hai agito in modo diametralmente opposto a quanto invocava San Colombano: questi gridava al Papa di vigilare, combattere, discolparsi, confermare la verità, convocare a questi fini un sinodo e un concilio (riporto ad esempio alcuni altri passaggi della lettera ove San Colombano si rivolge ancora al Papa: “pesa su di te il pericolo di tutto l’esercito del Signore …, un esercito che sul campo sonnecchia anziché combattere, e, cosa ancor più deplorevole, in parte, anziché resistere, dà una mano agli avversari. Tu hai il potere di ordinare tutto: unicamente a te dunque compete di dichiarare la guerra … e infine di iniziare il combattimento, mettendoti in prima linea. … in tale guerra spirituale noi cristiani siamo stati vinti innanzitutto dai vizi della carne … Sono stupito, lo confesso, di tale negligenza, e mi chiedo come questo letale sopore abbia potuto sommergere quasi tutti … Sarebbe davvero doloroso e deplorevole se la fede cattolica non fosse custodita proprio nella sede apostolica. … Perciò, per Cristo, vi scongiuro: abbiate a cuore la vostra reputazione, che è tutt’altro che in auge tra le popolazioni, affinchè dai vostri rivali non vi si condanni per un ulteriore vostro silenzio. Non dissimulate più a lungo, non tacete; fate piuttosto sentire la voce del vero pastore”), ma tu non hai fatto nulla di tutto ciò, anzi hai fatto esattamente il contrario, trincerandoti ostinatamente in un silenzio e in un’inerzia (le vicende dei dubia su amoris laetitia, dell’Arcivescovo Viganò e degli scandali sessuali del Clero parlano chiaro) che condannano inesorabilmente il tuo operato.

E’ dunque necessario combattere questo tuo operato con tutte le forze.

Tu e i consacrati che ti seguono potrete fare migliaia di sinodi, di esortazioni, di note ambigue e fuorvianti, di documenti ove si gioca con le parole, di bei discorsi vuoti e inutili, oppure potrete cambiare strategia e uscire allo scoperto, portando alle estreme conseguenze la vostra falsa ideologia, e così, potrete cambiare il catechismo, “abolire” il sesto comandamento, cancellare dalle Sacre Scritture i passi che condannano la sodomia, proclamare la piena liceità dei rapporti sessuali omosessuali, estendere il matrimonio alle coppie omosessuali, adottare la teoria del gender e l’ideologia LGBT, “sposarvi”41 tra voi in chiese tappezzate di bandiere LGBT, innalzare in ogni chiesa altari al dio sesso, rinchiudere in manicomio chi non la pensa come voi e, infine, provocare la scomparsa dell’immagine di Dio dalla creazione (perché non basteranno pratiche disumane come la maternità surrogata, o magari un domani l’utero artificiale, ad assicurare la permanenza della vita umana sulla terra); potrete, dunque, fare tutto questo, ma non mi ingannerete, non mi convincerete e non mi costringerete, e poiché state macchiando la fedeltà della Chiesa e conducendo tante persone alla rovina, e nulla vi ferma, è necessario, come scrive San Colombano, mettere la faccia nel fuoco, anche perché nessun altro l’ha fatto, e perciò io continuerò a gridare che tutto questo non è cattolico e a combatterlo con tutte le forze, testimoniando contro di voi e a favore di Gesù.

Voi potrete continuare a seguire la via larga, comoda e in discesa che conduce all’inferno; io continuerò a cercare di inerpicarmi per lo stretto e ripido sentiero che conduce al Monte Santo di Dio. Anche perché, quando un giorno, da ragazzo, il buon Dio mi toccò il cuore e mi fece comprendere che il Vangelo è realmente vero, la prima cosa che mi divenne chiara in modo ineluttabile fu la necessità di vivere la castità, e perciò testimonierò sempre contro la “tua” Chiesa della resa al sesso.

Questa lettera potrà essere imprecisa e inadeguata, e del resto una trattazione rigorosa di temi tanto rilevanti e complessi richiederebbe ben altro tempo, spazio e competenze, ma essa vuole essenzialmente esprimere il punto di vista del cattolico-uomo comune, provvisto del buon senso comune, ed è innanzitutto questo buon senso comune che occorre recuperare contro la follia ideologica instillata in modo martellante dai grandi mezzi di comunicazione, purtroppo anche nella “tua” Chiesa. E ricordo ancora, qui, che la teoria del gender proviene dal mondo degli intellettuali, che Chesterton definiva come coloro che venerano l’intelletto anziché usarlo.

Infine, invito42 alla visione del video dell’ultimo discorso pubblico del compianto Cardinale Caffarra (al quale tu non hai mai voluto dare risposte perché non eri in grado di darne, non esistendo argomenti per giustificare la tua falsa ideologia) in occasione della marcia per la vita di Roma del maggio dello scorso anno (facilmente reperibile su internet, ma attenzione che sia la versione integrale con la parte finale sullo scambio di lettere con Suor Lucia di Fatima), discorso che, insieme a Chesterton, San Tommaso Moro e San Colombano, mi ha in buona misura ispirato questa lettera.

Rimedia quindi immediatamente, Papa, al tuo operato: rimuovi tutte le persone indegne che hai nominato come cardinali, vescovi o in altri ruoli, e sostituiscili con persone degne, riafferma la retta dottrina e ritirati poi nel deserto, dove forse potrai sentire la voce di Dio e salvare la tua anima, perché la vera misericordia di Dio può dare il soldo della vita eterna (pensaci: felicità perfetta, senza fine) anche al vignaiolo dell’ultimo momento, anche se fino ad allora ha devastato la vigna anziché coltivarla. Riflettici, liberati dalle orrende tenebre senza speranza del diavolo (come ti immagino triste nel lugubre bunker di Santa Marta) e esci alla luce del sole che allarga il cuore in pace con Dio, perché Gesù ha parole tremende per i falsi pastori e per chi scandalizza i piccoli, e l’inferno esiste, ed è pianto e stridore di denti senza fine.

Poiché dubito molto che vi possa essere un’immediata inversione di rotta della “tua” Chiesa (che tu solo puoi imprimere), così come dubito che la presente lettera ti venga consegnata e che tu vi possa prestare attenzione, dovrò rendere pubblica questa testimonianza, sperando di riuscire a risvegliare qualche coscienza (innanzituttola tua) e di far riflettere i tanti confusi dall’ideologia dominante nel mondo. Aspetterò comunque qualche giorno. Prego per te.

Questa è la mia testimonianza.

Vieni Signore Gesù.

Francesco Zanichelli


1 Monaco irlandese vissuto millequattrocento anni fa che fondò diversi monasteri in Europa, l’ultimo dei quali a Bobbio, nell’appennino emiliano dove io sono nato e dove altri monaci celtici hanno lasciato il loro segno di fede, come San Pellegrino, figlio di un re di Scozia, al cui santuario i miei nonni si recavano in pellegrinaggio, da giovani, percorrendo a piedi decine di chilometri.

“Questo triangolo di verità talmente evidenti e incontrovertibili da non richiedere dimostrazione, costituito da padre, madre e figlio, non può essere distrutto; sarà invece esso a distruggere quelle civiltà che gli mancheranno di rispetto” (G.K. Chesterton, La superstizione del divorzio).

2 Che pure avrebbe avuto alcune valide ragioni per contestare l’ipocrisia borghese.

3 Sto notando che le confessioni sembrano sempre più delle sedute psicanalitiche.

4 E gli “intellettuali”: è significativo il parallelo diffondersi delle filosofie decostruzioniste, “base teorica” del ’68, e delle correnti teologiche moderniste. Del resto, il Vangelo dice“Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli”.

5 Nella medesima linea si era del resto già posto analogo documento dei vescovi della regione di Buenos Aires, non a caso subito pronti a infilarsi nella “fessura” da te aperta, come anche i vescovi tedeschi, mentre ben diverse sono state le indicazioni della Conferenza Episcopale della Polonia. E, forse, come noi occidentali abbiamo salvato i paesi dell’Est dal comunismo, così saranno ora questi ultimi a salvare noi

“Questo triangolo di verità talmente evidenti e incontrovertibili da non richiedere dimostrazione, costituito da padre, madre e figlio, non può essere distrutto; sarà invece esso a distruggere quelle civiltà che gli mancheranno di rispetto” (G.K. Chesterton, La superstizione del divorzio).

dal capitalismo (e forse si può anche sperare che la nostra malridotta Italia sarà, nonostante tutto, ancora quasi un ago della bilancia che penderà dalla parte giusta).

6 E visto l’atteggiamento tenuto in particolare dall’Arcivescovo di Dublino, non stupisce che il popolo irlandese, fino a pochi decenni fa cattolicissimo e dal quale provennero tanti monaci (come San Colombano) che salvarono fede e civiltà dalla barbarie seguita al disfacimento dell’impero romano, abbia votato come ha votato nei recenti referendum su c.d. “matrimonio” omosessuale e aborto. Sono bastati pochi decenni di fumo del concilio “sessantottinizzato” per far svanire il verde smeraldo dell’Irlanda nell’incolore e amorfo globalismo che permea anche la “tua” Chiesa. Avete spento la fiamma accesa da San Patrizio oltre millecinquecento anni fa! Avete perso perfino l’Irlanda!

7 E dopo l’incredibile vicenda delle vignette su Gesù e delle dimissioni del vignettista ateo, accettate a malincuore dal direttore di “Avvenire” (che ne ha incolpato quanti avevano sollevato proteste in merito), non si vede come tale giornale possa essere ancora considerato realmente cattolico. Ma il presidente della CEI da te nominato dov’è?

8 Ricordo anche che il Card. Baldisseri, il quale aveva affermato che l’espressione “giovani LGBT” era stata inserita nell’instrumentum laboris per il sinodo sui giovani in quanto riveniente dai documenti preparatori predisposti dai giovani, è stato platealmente smentito in proposito da una giornalista, ma rimane tranquillamente al suo posto come se nulla fosse.

9 Del resto, il Vangelo dice: Sia il vostro parlare sì sì, no no, il di più viene dal maligno. Anche queste parole di Gesù stigmatizzano inesorabilmente il tuo operato.

10 Che tu una volta hai citato, ma non riuscirai mai a strumentalizzare uno scrittore che, se fosse ancora vivo, ti combatterebbe in ogni modo (cosa che del resto, in qualche modo misterioso, penso stia comunque facendo dal paradiso). Stesso discorso vale per Don Camillo e il suo autore Giovannino Guareschi (il quale, in una vignetta, raffigurò il tavolo degli osservatori invitati al Concilio e tra essi inserì il diavolo).

11 Invito tutti, specialmente i giovani, a leggere le opere di Chesterton. Il carattere profetico di tali opere ha certamente una radice storica, nel senso che esse sono state scritte nei primi decenni del ‘900 ed hanno come punto di riferimento soprattutto la società inglese dell’epoca, che per molti aspetti – essendo il prodotto dell’opulenta epoca vittoriana seguita alla rivoluzione industriale – anticipava i mali oggi radicalizzatisi nella società occidentale; tuttavia penso che la lucidità di certe analisi di Chesterton non possa che derivare dallo Spirito Santo. Ricordo in particolare, tra le opere di tale autore, oltre a “Eugenetica e altri malanni”, già citato nel testo, gli altri saggi

“Ciò che non va nel mondo”, “La superstizione del divorzio”, “L’uomo eterno”, “La mia fede” e “L’uomo comune” (un po’ più ostici “Eretici” e “Ortodossia”), nonché

il romanzo “La sfera ela croce”.

12 Del resto, il trionfo del ’68 è stata la sua rivoluzione sessuale. Ed è stato buon profeta Chesterton quando ha scritto che la prossima grande eresia sarebbe stata semplicemente un attacco alla morale, e soprattutto alla morale sessuale, che sarebbe venuta dai ricchi, decisi finalmente a divertirsi senza farsi trattenere dal papato. Sì, perché la Chiesa Cattolica dà fastidio e viene attaccata perché continua a risvegliare la coscienza che, nonostante tutto, ogni uomo possiede, essendo l’uomo immagine di Dio.

13 In tutto ciò ha poi certamente un ruolo rilevante il dissolvimento dei ruoli tradizionali dell’uomo e della donna all’interno della famiglia, con la donna fisicamente molto più assente che in passato nell’educazione dei figli (perché impegnata nel lavoro fuori casa) ma, in un certo senso, psicologicamente onnipresente ed imperante, mentre l’uomo è fisicamente più presente (spesso nell’aberrante ruolo di sostituto della mamma) ma psicologicamente annichilito (e ormai da tempo anche autori atei lamentano la scomparsa del padre, annientato dal ’68 perché colpevole di incarnare l’autorità). Il tutto “grazie” al femminismo sessantottino e alla falsa e illusoria logica della pari opportunità, oggi imperante e naturalmente subito “sposata” dalla “tua” Chiesa. Anche qui posso rifarmi ad “Avvenire”, che a novembre dello scorso anno ha dedicato un’intera pagina (riprodotta anche sul sito internet) ad un lungo articolo in cui ci si scagliava contro i libri di testo delle scuole perché presentano ancora, in maggioranza, le figure femminili secondo quelli che vengono definiti “stereotipi tradizionali”; le figure femminili sono, cioè, per lo più rappresentate nei ruoli classici di mamma, casalinga, maestra, etc.; a fronte di ciò, la giornalista di “Avvenire” invocava la messa all’indice dei libri che si pongono ancora in quest’ottica, in favore di quelli viceversa al passo con i tempi della “pari opportunità”. Il pensiero che mi è venuto, leggendo questo articolo, è stato: ma certo, e mettiamo quindi all’indice anche la Bibbia, il Vangelo, la Santa Vergine e l’intera Sacra Famiglia, così lontani dall’irrinunciabile ideologia della pari opportunità! Nessuno invece, nella “tua” Chiesa, che si interroghi seriamente sull’incidenza (per me devastante) che la scomparsa delle mamme da casa ha sul dilagare dei disagi (ivi inclusi omosessualità e c.d. transgenderismo) di bambini e adolescenti, già per lo più provati dal dover vivere in quelle prigioni che sono gli appartamenti moderni e in quel caos frastornante che sono le città moderne. Nessuno, nella “tua” Chiesa, che rifletta sull’assurdità del fatto che le mamme abbandonino i figli per lavorare e i giovani

“Questo triangolo di verità talmente evidenti e incontrovertibili da non richiedere dimostrazione, costituito da padre, madre e figlio, non può essere distrutto; sarà invece esso a distruggere quelle civiltàche gli mancheranno di rispetto” (G.K. Chesterton,La superstizione del divorzio).

restino a casa a marcire senza lavoro. Nessuno, nella “tua” Chiesa, che rifletta sul fatto che gli asili nido (oggi considerati cosa normalissima e presenti in molte scuole cattoliche) significano semplicemente l’abbandono dei bambini da parte delle mamme fin dai primissimi mesi di vita: è questo il paradiso regalatoci dal progresso moderno e dalla “tua” Chiesa succube di quel progresso? O non è invece una crudeltà che neppure le mamme nostre antenate delle caverne si sarebbero mai sognate? Altro ruolo rilevante in questa rovina è poi svolto dal dilagare della pornografia, in particolare su internet, con i bambini sempre più esposti a tutto ciò e soggetti quindi ad una precoce e distorta sessualizzazione, non mediata da un’adeguata maturità della persona, sicchè il sesso si trasforma spesso in una droga micidiale. Ancora una volta non posso non citare Chesterton, che, in “Tre nemici della famiglia” (raccolto in “Il pozzo e le pozzanghere”), scrive: “Non si ripeterà mai abbastanza che ciò che ha distrutto la famiglia nel mondo moderno è stato il capitalismo. Non vi è dubbio che anche il comunismo avrebbe potuto farlo, se mai avesse avuto l’occasione di uscire da quella landa desolata e semimongola in cui è fiorito. Eppure, per quanto ci riguarda, ciò che ha distrutto le famiglie, e incoraggiato i divorzi e trattato le antiche virtù domestiche con sempre maggior disprezzo, sono l’epoca capitalista e il potere del capitalismo. E’ il capitalismo che ha instaurato una faida morale e una competizione di tipo commerciale tra i sessi; che ha distrutto l’influenza del genitore a favore di quella del datore di lavoro; che ha allontanato gli uomini dalle loro case in cerca di lavoro, costringendoli a vivere vicino alle fabbriche e alle aziende invece che vicino alle loro famiglie; soprattutto, è il capitalismo che ha incoraggiato, per motivi commerciali, l’esibizione pubblicitaria di scintillanti novità che, per la sua stessa natura, è la morte di ciò che le nostre madri e i nostri padri chiamavano «dignità», «modestia». Non sono i bolscevichi, ma l’imprenditore, il pubblicitario, il venditore, il promotore che, come un’orda di barbari, hanno gettato a terra e calpestato l’antica statua romana della verecondia. Poiché l’opera è compiuta da persone di tal fatta, ovviamente è fatta nel loro torbido e ambiguo modo, attraverso gli inganni irresponsabili della loro disgustosa persuasione e della loro viscida psicologia.”.

14 Non posso non ricordare ancora Chesterton e la sua critica del mondo moderno: in particolare il libro, anch’esso oggi profetico, “Ciò che non va nel mondo”, nonché lo scritto “Riflessioni su una mela marcia”, raccolto nel già citato volume “Il pozzo e le pozzanghere”.

“Questo triangolo di verità talmente evidenti e incontrovertibili da non richiedere dimostrazione, costituito da padre, madre e figlio, non può essere distrutto; sarà invece esso a distruggere quelle civiltà chegli mancheranno di rispetto” (G.K. Chesterton, La superstizione del divorzio).

15 In proposito (e pensando anche alla cosiddetta maternità surrogata) richiamo anche il breve e fulminante scritto di Chesterton “Bebè e distributismo” (raccolto in “Il pozzo e le pozzanghere”), in cui tra l’altro si afferma“il mio disprezzo degenera in maleducazione quando sento addurre la solita scusa secondo la quale la gente non fa figli perché vuole essere «libera» di andare al cinema, di comprarsi un grammofono o una radio. Ciò che mi fa desiderare di calpestare come zerbini queste persone è l’uso del concetto di «libertà». Con ogni atto di questo genere, esse non fanno che incatenarsi al sistema più servile e meccanico mai tollerato dall’uomo. … Ora, ogni bambino è di per sé simbolo e sacramento della libertà personale. E’ un nuovo libero arbitrio che si aggiunge ai liberi arbitri del mondo. E’ qualcosa che i suoi genitori hanno scelto liberamente di procreare e che liberamente concordano di proteggere. Essi sanno che le gioie che egli dà loro (e sono spesso grandi gioie) vengono davvero da lui e da loro stessi, e da nessun altro. E’ nato senza l’intervento di padroni o signori. E’ una creazione e un contributo, il loro contributo alla creazione. E’ una cosa ben più bella, emozionante, piacevole e stupefacente di tutte le risapute trame o monotoni ritmi jazzistici propinati dalle macchine. Se gli uomini non capiscono più tutto ciò, vuol dire che hanno perso la capacità di apprezzare le cose fondamentali e il senso delle proporzioni. Chi preferisce i piaceri meccanici a un tale miracolo è finito, è uno schiavo. Preferisce le briciole della vita alle sue stesse fonti. Preferisce gli ultimi, falsi, meccanici, infimi, artificiali e logori rimasugli della nostra civiltà capitalista in disfacimento alla realtà, che rappresenta l’unica via di ringiovanimento per l’intera civiltà. Stringono con le loro mani le catene della loro antica schiavitù, mentre il bambino è pronto per il nuovo mondo.”.

“Questo triangolo di verità talmente evidenti e incontrovertibili da non richiedere dimostrazione, costituito da padre, madre e figlio, non può essere distrutto; sarà invece esso a distruggere quelle civiltà che glimancheranno di rispetto” (G.K. Chesterton, La superstizione del divorzio).

16 Del resto, lo stesso Chesterton evidenzia che un punto centrale nella sua conversione è stata la constatazione della costante fedeltà nei secoli della Chiesa Cattolica alla Verità, incurante del mutevole ondeggiare delle mode in voga nelle diverse epoche (in questo senso è, ad esempio, lo scritto “Perché sono cattolico”, raccolto nel volume “La mia fede” e anche nel libro (di cui mesi fa ti ho inviato copia)

“Perché sono cattolico e altri scritti”, con prefazione del Cardinale Giacomo Biffi sulla figura di Chesterton; questo carattere della Chiesa Cattolica è colto da Chesterton già nel romanzo “La sfera e la croce”, che precede la sua conversione, ma, come racconta lo stesso autore, in fondo lui era inconsapevolmente cattolico ben prima di decidersi al passo del ricevimento del battesimo cattolico).

17 Chesterton ha scritto anche (in “Il graduale distacco dalla vita domestica”, raccolto nel volume “La mia fede”): “L’attuale sistema sociale che, nella nostra epoca e nella nostra cultura industriale, subisce seri attacchi ed è afflitto da problemi penosi, è tuttavia normale. Mi riferisco all’idea che la comunità è costituita da alcuni piccoli regni nei quali un uomo e una donna diventano il re e la regina, esercitando un’autorità ragionevole, soggetta al buon senso della comunità, finché coloro che essi educano diventano adulti e fondano regni simili ed esercitano a loro volta un’autorità simile. Questa è la struttura sociale dell’umanità, molto più antica di ogni sua cronaca e più universale di tutte le sue religioni; i tentativi di modificarla sono solo parole alvento e baggianate.”. Il Cardinale Comastri, nella già ricordata omelia, ha detto che “la famiglia non l’abbiamo inventata noi. La famiglia l’ha inventata Dio. La famiglia è un progetto di Dio. Dio ha creato l’uomo e la donna perché fossero culla della vita, e fossero luogo in cui i figli possano crescere e imparare l’alfabeto della vita. Bisogna essereciechi per non vederlo”. Segnalo anche un intervento – facilmente reperibile su internet e che tutti i genitori dovrebbero conoscere – dell’Arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, in cui si parla dell’esproprio dei figli in sostanza in corso nella società moderna.

 18 Che non viene meno neppure per il fatto che possono verificarsi disfunzioni in relazione ad esso.

19 L’uomo non è un fiore di campo che cresce spontaneamente; è un fiore di giardino che, per crescere bene, ha bisogno di essere coltivato; per lui la natura deve essere aiutata dalla cultura, cioè dall’educazione, ma l’uomo moderno preferisce viziare che educare: è più facile.

20 Mi sembra di sentirli: la vita è mia e me la gestisco io. No: la vita non è tua, perché tu non hai fatto nulla per averla; la vita ti è stata donata dal buon Dio e dai tuoi genitori; la vita va dunque accolta come un dono, e non può essere asservita al capriccio.

21 La teoria del gender proviene da intellettuali femministe lesbiche, e in effetti, per certi versi, femminismo e omosessualismo sono due facce della stessa medaglia. Da notare che per Chesterton femminista è chi odia la femminilità.

22 Non posso qui non ricordare quanto di recente accaduto a proposito della campagna pubblicitaria di organizzazioni pro-vita contro la maternità surrogata. Il sindaco di Roma, oltretutto donna, si è scagliata contro tale campagna, anche con provvedimenti formali di rimozione dei cartelloni pubblicitari e pesante multa, e l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha ordinato la rimozione dei cartelloni, sostenendo che essi, raffigurando – con sullo sfondo una coppia omosessuale – un bambino in un carrello della spesa (a sottolineare che la maternità surrogata è in sostanza la compravendita di un bambino), ledono la dignità del bambino. Solo la follia ideologica può arrivare all’assurdo per cui chi lede la dignità dei bambini non è chi compra un bambino strappandolo dalla sua mamma, ma è chi fa campagna contro questa pratica disumana. Oltretutto (forse qualcuno l’ha dimenticato), in Italia la maternità surrogataè un delitto punito

“Questo triangolo di verità talmente evidenti e incontrovertibili da non richiedere dimostrazione, costituito da padre, madre e figlio, non può essere distrutto; sarà invece esso a distruggere quelle civiltà che gli mancheranno di rispetto” (G.K. Chesterton, La superstizione del divorzio).

con due anni di reclusione; non mi intendo di diritto penale, ma credo che in un mondo normale chi promuove la maternità surrogata dovrebbe essere indagato per istigazione o apologia di reato. Tornando alla campagna pubblicitaria, poi, visto che la maternità surrogata riguarda appunto i bambini, cosa avrebbero dovuto usare le organizzazioni pro-vita per le pubblicità? Dei bambolotti? Ma quelli sì che si possono comprare! I bambini no. Italiani, e romani in particolare, ma possibile che non riusciate a capire? Possibile che il lavaggio del cervello del pensiero dominante veicolato dai grandi mezzi di comunicazione vi abbia assuefatto a tal punto da non farvi ribollire il sangue di fronte a questo scempio dei bambini (e delle madri, ma evidentemente la follia LGBT è più forte anche del femminismo)? Leggete quanto scrive Chesterton in “L’uomo eterno” (Parte prima, capitolo VII, intitolato “La guerra degli dei e dei demoni”) a proposito della guerra tra Roma e Cartagine, che fu la guerra tra chi credeva nella sacralità della famiglia e chi praticava i sacrifici umani dei bambini. Avete dimenticato per sempre le radici della nostra civiltà, sulla quale – non a caso (leggere il successivo capitolo del libro di Chesterton) – si è innestato il Cristianesimo? Tollererete quella moderna tortura dei bambini che è la maternità surrogata? Tollererete che si strappi un bambino dalla sua mamma? Tollererete che si imponga a un bambino di non avere una mamma o di non avere un papà? A luglio è successo che a un centro estivo comunale di Casalecchio di Reno (BO), gestito da una cooperativa, ai bambini (da 1 a 5 anni) è stata dipinta la faccia con i colori LGBT (no, non dirò dell’arcobaleno, perché l’ideologia LGBT non ha alcun diritto di appropriarsi di questa meraviglia della natura), sono state fatte letture orientate all’omosessualità, sono stati fatti fare disegni sul tema ed è stato fatto fare un cartellone con scritto “Oggi ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride!!! Viva l’amore!”; il tutto in concomitanza con il gay pride di Bologna; il tutto senza dire nulla ai genitori (è stata quindi anche calpestata ignobilmente la libertà di educazione dei genitori, garantita dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo), i quali hanno scoperto la cosa quando sono andati a riprendere i figli e li hanno trovati così dipinti. Italiani: non vi ribolle il sangue? Papa Bergoglio: il tuo Arcivescovo di Bologna non ha aperto bocca. E’ uscito solo un editoriale anonimo della diocesi, scritto in burocratese/politichese. Ricordo anche il caso di Conselice (RA), dove in una scuola media è stato rappresentato uno spettacolo teatrale LGBT in cui il protagonista è un bambino (?) che i giorni pari si sente maschio e i giorni dispari femmina. E’ poi appena di ieri la notizia che in una scuola cattolica di Modena (asilo e primaria) si dà ampio spazio alle tematiche gender, con un progetto specifico affidato all’esperta di turno; giusto oggi vi sono altre notizie sul caso, con particolari sconvolgenti. Il parroco legale rappresentante della scuola approva in pieno tutto questo. Il Vescovo di Modena, da tempo informato con numerose proteste, tentenna. No, quella non è una scuola cattolica. Papa Bergoglio: la follia che rovina i bambini dilaga nella “tua” Chiesa. Cattolici italiani: difendete i vostri figli!

23 Da notare anche la contraddizione con quanti (soprattutto tra i c.d. transgender) sostengono viceversa l’opposta visione per cui il c.d. “orientamento sessuale” (espressione reiteratamente inserita nel documento finale del sinodo sui giovani e che servirà da appiglio per le prossime aperture ai rapporti sessuali omosessuali) sarebbe frutto di una scelta volontaria di ciascuno, che come tale dovrebbe essere rispettata (e qui faccio notare che io – come penso tutti i fortunati cresciuti prima della follia del gender, salvo forse qualche folle precursore – non ho mai compiuto alcuna scelta in proposito).

24 Tale dato di fatto è però sistematicamente negletto da quanti sostengono la possibilità dell’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali ed affermano che non vi sarebbero sufficienti prove scientifiche circa il carattere pregiudizievole per i bambini del crescere in una coppia omosessuale, mentre ovviamente è proprio quel dato di fatto, nella sua enormità, ad imporre che siano viceversa questi fautori delle adozioni da parte di coppie omosessuali a dover fornire inoppugnabili riscontri scientifici che escludano con assoluta certezza ogni possibile pregiudizio. E a proposito del fatto che il dato centrale della questione, costituito appunto dal fatto che solo dall’unione tra un uomo e una donna possono nascere bambini, venga sistematicamente ignorato, viene in mente quanto scritto da Chesterton sul fatto che nei dibattiti moderni il punto centrale della questione è qualcosa di innominabile. L’ideologia, non potendo smentire un fatto che dimostra la propria falsità, finge di ignorarlo e fa come se non esistesse. Del resto, altro dato di fatto enorme che l’ideologia LGBT/Gender tende sempre a ignorare è costituito dai cromosomi sessuali: c’è il cromosoma sessuale maschile XY e c’è il cromosoma sessuale femminile XX, per cui si possono raccontare tutte le favole gender che si vogliono, ma la differenza maschio/femmina è chiaramente impressa nel DNA e il cromosoma sessuale di una persona è quello che è, indipendentemente dalla sua volontà (poi ci possono essere anomalie cromosomiche, perché purtroppo questo mondo non è perfetto – ma l’altro lo sarà, ma si parla allora di anomalie, appunto, di malattie, e tutto ciò non ha nulla a che vedere con la teoria del gender e con l’ideologia LGBT). I fautori delle adozioni da parte di coppie omosessuali, come quelli della fecondazione eterologa e ancor più quelli della maternità surrogata, dovrebbero comunque guardare il video (reperibile sul sito thembeforeus.com, che significa loro, cioè i bambini, prima di noi, cioè degli adulti) della testimonianza pubblica di Millie Fontana, una ragazza cresciuta da una coppia di lesbiche grazie alla fecondazione eterologa, in cui racconta la sua storia di problemi e sofferenze a causa della mancanza del padre. Chi mai può pensare di imporre ai bambini tutto questo? Chi mai può pensare di imporre ai bambini di non avere un padre o di non avere una madre?

25 “Stranamente”, l’ideologia LGBT proclama e promuove con grande larghezza di vedute la cosiddetta “fluidità di genere”, ma quando si tratta di omosessuali che vogliono diventare eterosessuali, improvvisamente diventa graniticamente dogmatica nel proibire tassativamente e senza dare spiegazione alcuna questa forma di fluidità. Allo stesso modo, gli attivisti LGBT pretendono massimo rispetto e tolleranza, ma nei confronti di chi non la pensa come loro diventano spesso intolleranti e violenti.

26 Non a caso gli stessi omosessuali che, come ad esempio Daniel Mattson, riescono a sottrarsi all’ideologia dominante, rifiutano queste logiche, che pure sarebbero per loro molto comode, perché ne colgono la falsità e illusorietà. Ho letto di omosessuali che vivono la castità, di altri che, rifiutando la loro pur permanente attrazione verso lo stesso sesso, si sono cristianamente sposati e di altri ancora, come detto, che hanno superato la loro attrazione verso lo stesso sesso, e mi sembra che possano essere tutte valide opzioni per un cattolico, ma credo che, partendo dal più volte ricordato dato di fatto centrale, la via da seguire, almeno di regola, dovrebbe essere quella del superamento (e, come sempre, la prevenzione è meglio della cura), ma negando il problema questa via non sarà certo agevolata.

27 L’ideologia “LGBT”, in effetti, si ammanta di (pseudo)scientificità ma mette il bavaglio alla scienza.

28 Consiglierei anche la meditazione di storie come quella di Gianna Jessen, sopravvissuta a un aborto chimico (e ricordo qui l’increscioso episodio accaduto lo scorso anno, quando questa persona doveva presentare la propria testimonianza all’Università Roma Tre e all’ultimo momento, nonostante il regolare permesso accordato dal rettore, l’evento ha dovuto essere spostato dall’Università in una chiesa a causa dei “malumori” di alcuni docenti; ma, del resto, la proverbiale tolleranza intellettual-progressista aveva già dato prova di sé costringendo Benedetto XVI a rinunciare all’incontro organizzato, su invito del Rettore, presso l’Università Sapienza di Roma).

29 Ma ben si può comprendere la tua ammirazione per Lutero, visto che in ultima analisi in lui (oltre che poi in Marx, Nietzsche, Freud e nel “pensiero debole”) risiede l’origine del modernismo da cui anche tu sei pervaso. Ed è singolare come la “tua” Chiesa “conciliar-sessantottina” sia affetta da un assurdo e ridicolo complesso di inferiorità culturale nei confronti di autori di così basso livello (penso anche ad autori come Sartre), quando la Chiesa ha prodotto giganti del pensiero come Sant’Ambrogio e San Tommaso d’Aquino.

30 Quantomeno ho letto che, a seguito delle proteste suscitate, almeno in alcuni casi i film in questione sono stati tolti dalla programmazione.

31 Ricordo che il Beato Cardinale Schuster, Arcivescovo di Milano nel periodo della seconda guerra mondiale, disse che il diavolo non ha paura dei campi sportivi e dei cinema ma ha paura della santità. Ma questo insegnamento si è evidentemente perso nei seminari della “tua” Chiesa, e i giovani sacerdoti paiono tanto indaffarati ma poco attenti alla santità. Ma tutto questo affaccendarsi senza preoccuparsi del senso che lo deve ispirare non porta nulla di buono, e se tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, tra il fare e l’essere c’è di mezzo il cielo. Se un sacerdote non è acceso da vera fede e conseguente desiderio di santità, come potrà attirare i fedeli verso la santità? Lo stesso vale a maggior ragione per i vescovi. Anche gli scandali sessuali del clero sono innanzitutto un problema di mancanza di fede e quindi di santità, e la radice del problema è nella formazione dei sacerdoti, perché nei seminari “conciliar-sessantottini” si fanno tante vuote chiacchiere e si dimenticano fede e santità. Il Papa Emerito Benedetto XVI lo aveva compreso, indicendo l’anno sacerdotale e chiamando i sacerdoti ad una riconsacrazione, ma poi tutto si è perso, e la “tua” Chiesa sta sempre più sprofondando. E’ necessario riscoprire insegnamenti come quelli che San Colombano detta a un suo discepolo in una lettera, brevissima ma immensamente ricca di significato e piena di chiare indicazioni concrete.

32 A gennaio è scoppiato un caso per un’assemblea d’istituto svoltasi al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Milano, assemblea lasciata nelle mani di un gruppo di studenti e delle organizzazioni LGBT, senza adeguata informativa ai genitori e senza raccogliere il necessario consenso dei genitori per gli studenti minorenni, sicchè anche qui è stata oltretutto calpestata la libertà di educazione dei genitori, garantita dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. A far emergere il tutto sono stati undici coraggiosi professori del Liceo, che si sono dissociati dall’iniziativa, informandone il comitato genitori. Esprimo qui tutta la mia stima, gratitudine e solidarietà a quegli undici professori che hanno difeso l’educazione dei loro studenti e la dignità della scuola italiana. Nel mondo dominato dall’ideologia LGBT, la dirigenza scolastica del Liceo, responsabile di un tale inaudito episodio, resta tranquillamente al suo posto. Del caso ha dato ampio conto anche “Avvenire”, ma il tuo Arcivescovo di Milano non ha aperto bocca e non ha mosso un dito.

33 Certo, formalmente è stata la Congregazione dei Vescovi, ma essa nulla avrebbe potuto se tu ti fossi opposto e, del resto, tu, quantomeno, approvi silente.

34 Ed evidenzio come nessuno sia stato in grado di smentire le affermazioni dell’Arcivescovo Viganò. Un parziale tentativo in tal senso è stato operato dal Card. Ouellet, il quale è però riuscito solo a rimediare una brutta figura.

35 Cari Scozzesi, tornate tutti alla vera fede (senza badare ai falsi pastori, che non possono nulla sull’anima della Chiesa)! Non ne avete abbastanza della falsa ideologia che domina nel mondo? Può un vero scozzese accettare che ai propri figli di 5 anni la scuola insegni che il suo “genere” è ciò che lui vuole? Il lavaggio del cervello dei mezzi di comunicazione è così forte che il vostro cuore è incapace di farvi ribollire il sangue di fronte alla rovina dei vostri figli? Chi diffonde simili follie non potrà mai neppure portarvi l’indipendenza, perché interessato solo all’ideologia LGBT. E infatti proprio in questi giorni ha approvato un documento (in cui curiosamente si utilizza l’acronimo LGBT anche per uno slogan che termina con “better together”, cioè il nome della coalizione dei principali partiti britannici che ha guidato la campagna per il no all’indipendenza della Scozia nel referendum del 2014) che, con il pretesto dell’inclusione, impone un massiccio indottrinamento LGBT (sigla cui viene anche aggiunta una I, che sta per intersex; altri aggiungono anche una Q, che sta per queer, cioè eccentrico, così ci sta dentro di tutto e non c’è bisogno di altre lettere) in tutte le scuole finanziate dal governo scozzese (quindi anche nella quasi totalità delle scuole cattoliche, essendo quasi tutte finanziate e controllate dal governo) fin dalla primaria, quindi fin dai 5 anni di età. Purtroppo, il documento risulta redatto anche con la collaborazione di un ente educativo della Conferenza Episcopale scozzese ed è stato positivamente commentato da un portavoce della Chiesa scozzese, e mi chiedo come tutto ciò sia potuto accadere, dal momento che non vedo come questo massiccio indottrinamento LGBT (che prevede anche l’utilizzo di nuovi materiali didattici, inclusi filmati, che trattino tra l’altro i temi della terminologia e identità LGBT, della storia LGBT, della letteratura LGBT e delle vite LGBT!) sia compatibile con gli insegnamenti cattolici, in particolare sul tema dell’omosessualità, ma più in generale con la visione cattolica della vita e dell’educazione dei bambini (come fa un cattolico ad accettare che a bambini di 5 anni si confondano le idee con cose che a quell’età non si possono in alcun modo capire, esponendoli al serio rischio di pregiudicarne la sana crescita e portandoli magari a scelte che impediranno loro di diventare genitori, salvo eventualmente ricorrere alla maternità surrogata?). Non è meglio rinunciare ai finanziamenti governativi e affidarsi al buon Dio e alla carità dei fedeli, piuttosto che ridurre le scuole cattoliche a qualcosa che di cattolico ha solo il nome e nella sostanza è incompatibile con la fede cattolica? Cattolici scozzesi: difendete i vostri figli! L’indipendenza poi, cari Scozzesi, dovrete conquistarvela da soli, tornando allo spirito dei vostri grandi eroi e santi, allo spirito di chi costruì le vostre splendide abbazie e cattedrali, allo spirito delle vostre splendide ballate: fate rivivere in voi Saint Ninian, San Patrizio e San Columba che si incrociarono tra Scozia e Irlanda, la Regina Santa Margherita, suo figlio Re David, il Beato Duns Scoto (singolare che l’approvazione del documento sull’indottrinamento LGBT risalga proprio all’8 novembre, giorno in cui la Santa Chiesa celebra appunto Duns Scoto, detto “dottor sottile” perché con la sua acutezza toccò i vertici più alti della speculazione filosofica, mentre il documento sull’indottrinamento LGBT denota al contrario il completo annichilimento della ragione umana), William Wallace, Robert Bruce, l’Abate di Arbroath che redasse la famosa dichiarazione del 1320 (uno straordinario inno di libertà che anticipa di secoli quanto di buono c’è nelle costituzioni moderne), Maria Stuarda, San John Ogilvie (un martire gesuita da cui i gesuiti di oggi avrebbero tutto da imparare), Bonnie Prince Charlie, tutti cattolici! Giustamente lo scrittore Compton Mackenzie sosteneva che una nazione veramente scozzese non potrebbe che essere cattolica. L’Europa e il mondo hanno bisogno di questa vera Scozia. Scozzesi: quando vi ricorderete del significato di Holy Rood? Quest’ultima frase riprende lo scritto di Chesterton “Se Don Giovanni D’Austria avesse sposato Maria di Scozia”, raccolto nel volume “L’uomo comune”: è uno scritto sorprendente, che vede lucidamente come il mondo oggi sarebbe migliore se Maria Stuarda fosse stata salvata. Vi invito a leggere tutti gli scritti di Chesterton (che aveva una nonna scozzese) sulla Scozia, ricordando in particolare, oltre a quello già sopra citato: “Edward VII and Scotland”, “The sentimental Scot”, “Robert Bruce and his age”, “The idols of Scotland” e il romanzo “La sfera e la croce” (non è propriamente sulla Scozia ma i protagonisti sono due scozzesi, ed è una storia straordinariamente profonda e profetica). Chesterton era molto patriottico, ma prima di tutto era un patriota della libertà, della giustizia e della verità, e perciò riconobbe che nella lotta tra Inghilterra e Scozia libertà, giustizia e verità erano dalla parte scozzese, tanto da esclamare, a proposito dell’epopea di Wallace e Bruce (in “Robert Bruce and his age”): “Bring me my claymore and my cambric handkerchief”, mentre in “Edward VII and Scotland” ha scritto: “What is Britain? Where is Britain? There is no such place. There never was a nation of Britain”. Io ho scoperto Chesterton grazie alla Scozia.

36 Siamo al paradosso per cui sono le pecore, anzi gli inesperti agnelli, a dover insegnare ai capi dei pastori il mestiere del pastore.

37 Sembra un documento della UE o dell’ONU. Se i vescovi della “tua” Chiesa, dopo un intero mese di sinodo e tutta la precedente fase preparatoria, sono capaci di produrre solo questo vuoto burocratico, poveri giovani! In compenso, i vescovi della “tua” Chiesa si sono resi ridicoli con l’assurdo “ballo” conclusivo del sinodo, ma forse nella “tua” Chiesa c’è qualcuno così geniale da credere davvero che una simile pagliacciata avvicini Chiesa e giovani. Quanto alla UE, avendo rinnegato le proprie radici cristiane (ma sarebbe corretto dire cattoliche, perché il protestantesimo ha profondamente incrinato quell’unità che caratterizzava l’Europa) per votarsi al dio mercato, si sta rendendo talmente invisa che le persone si stanno di nuovo rivolgendo agli “uomini forti”, e Dio non voglia che tutto questo conduca a nuove guerre. 38 Probabilmente intendi imbrigliare con la sinodalità i futuri pontefici, ma non ci vorrà nulla per sradicare la zizzania seminata dal tuo operato.

39 Che non è certo il proprio capriccio, ma la “tua” Chiesa fa parecchia confusione in proposito.

40 Egli, dimettendosi da cancelliere d’Inghilterra quando Enrico VIII divorziò e si proclamò capo della Chiesa in Inghilterra (pretendendo poi un giuramento di fedeltà a tale suo operato, che San Tommaso Moro si rifiutò di prestare), si staccò da un mondo che la sua coscienza di fedele cattolico gli impediva di accettare, iniziando così la strada che lo condusse alla gloria del martirio. E sono molto felice che io e mia moglie abbiamo celebrato il nostro matrimonio il 16 maggio, giorno in cui, da un lato, la Santa Chiesa celebra Saint Brendan (un altro monaco celtico) e, dall’altro, San Tommaso Moro rassegnò le sue dimissioni, dando così anche una testimonianza immortale in favore del matrimonio cattolico. San Tommaso Moro era un umanista rinascimentale, gioioso e giocoso, ma quando si venne al dunque indurì la sua faccia come pietra, e nulla – né lusinghe, né minacce, né la prigionia, né lo spettro della tortura e della morte – potè scalfire quella pietra. Chesterton scrive che la mente di San Tommaso Moro era come un diamante che un tiranno fece rotolare in un fosso (fu fatto decapitare come traditore da Enrico VIII) perché non riusciva a romperlo. Consiglio la lettura delle sue lettere (una raccolta è pubblicata dalla Morcelliana) e del suo ultimo libro, “Gesù al Getsemani”, scritto mentre era prigioniero nella Torre di Londra: racconta le ultime vicende terrene di Gesù e si interrompe (perché, essendo ormai vicina la condanna a morte, gli viene tolto ogni strumento di scrittura) proprio quando sta raccontando che mettono le mani addosso a Gesù per arrestarlo e metterlo a morte. San Tommaso Moro fu un esemplare padre di famiglia e amava molto le gioie della vita domestica. Da giovane sentì anche l’attrazione per la vita consacrata, tanto da trascorrere un periodo presso la Certosa di Londra, ma poi si accorse che non riusciva a staccarsi dal desiderio della gioia matrimoniale, e perciò abbandonò quella strada e si sposò, costruendo una bellissima famiglia. In proposito si dice che egli preferì essere un marito casto piuttosto che un religioso impuro (interessante in merito la bella biografia del Santo scritta da R.W. Chambers, ove si contrappone questa scelta di San Tommaso Moro a quella – opposta – che, in situazione simile, operò Lutero, il quale poi gettò alle ortiche l’abito religioso per “sposarsi”; anche in questo vi è una lezione per la “tua” Chiesa della resa al sesso).

41 Nella “tua” Chiesa si parla anche di fine del celibato per i sacerdoti. Ho letto che il celibato sacerdotale non è questione di dottrina ma di disciplina. Bene, io posso dire che quando vado a Messa o a confessarmi, il fatto di sapere che il sacerdote è una persona totalmente dedicata a Dio e alla Chiesa è di un’importanza enorme; se penso a un sacerdote sposato, ho la sensazione che Messa e sacramenti diventino qualcosa di diverso, che cambi la loro sostanza. Credo quindi che sia bene mantenere il celibato sacerdotale (poi si possono adottare altre misure, anche per far fronte alla penuria di sacerdoti) o almeno prevedere che Messa e Sacramenti siano riservati a sacerdoti celibi.

42 Soprattutto gli irlandesi, perché il discorso è tutto incentrato sui due temi sui quali hanno di recente votato in altrettanti referendum: aborto e “matrimonio” omosessuale. Nella speranza che, sulle note e parole immortali di “Be Thou my vision” (che non dimenticherò mai di avere ascoltato, incantato, in una sperduta chiesetta delle isole Ebridi), si riaccenda la fiamma di San Patrizio (se ce ne sarà il tempo, perchè propendo a concordare con il Cardinale Caffarra sul fatto che questa sia la battaglia finale tra bene e male, e che sia vicina la fine di questo mondo, perché, anche se la storia della Chiesa è costellata di crisi e rinascite – e sottolineo rinascite, non rivoluzioni, nulla è paragonabile a quanto sta accadendo ora, che il diavolo è giunto a indurre l’uomo a prendersi gioco e a distruggere la fonte – il rapporto sessuale, il grembo materno e il bambino che in esso cresce – della vita, la culla – la famiglia – della vita e la stessa natura umana – l’identità sessuale maschile e femminile – che è immagine di Dio, e tutto questo anche attraverso l’operato di un papa).







Oggi è il 108° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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Padre Pío contra Satanás

 

 

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64 commenti

  • Catholicus ha detto:

    Caro amico dal pseudonimo impronunciabile, si ricordi che se “qualcuno” non avesse fraudolentemente abolito il latino dalla liturgia tutte queste diatribe non sarebbero mai sorte, i sacerdoti dell’intero orbe terracqueo si capirebbero benissimo (e no sarebbe possibile far loro firmare documenti sinodali ambigui e col trabocchetto, consegnati all’ultimo minuto imponendo loro di votare subito…) ed un qualsiasi fedele, di qualsiasi parte del mondo, potrebbe assistere alla santa Messa (non alla cena, al memoriale) a Roma o alle Maldive udendo le stesse parole. Chiaro ? penso sia incontestabile questo appunto, poi, se si vuol rigettare tutto per partito preso, per ideologia, fate pure. Pace e bene

  • Precisazione ha detto:

    ZANICHELLI ”per non mettere a rischio la nuova unione e quindi anche il bene dei figli. Ma si è mai sentita una scusa più risibile e vigliacca?!!

    Sentita in Familiaris Consortio dove si concede agli adulteri di non separarsi per quello stesso motivo.

    • Claudius ha detto:

      Il che, se è vero, dimostra che ha ragione 1000 volte Baronio quando dice che l’apostasia della Chiesa attuale nasce ben prima di bergoglio.

  • ATHANASIUS ha detto:

    Grazie signor Zanichelli. Il suo sconcerto è anche il mio.

  • Domenico ha detto:

    Così i figli di Dio oggi non possono stare in silenzio di fronte a tali e a tante bestemmie. Di fronte a tali e tanti cambiamenti della dottrina autentica. https://goo.gl/kSaZbP

  • Domenico Alonzi ha detto:

    Così i figli di Dio oggi non possono stare in silenzio di fronte a tali e a tante bestemmie. Di fronte a tali e tanti cambiamenti della dottrina autentica. https://goo.gl/kSaZbP

  • virro ha detto:

    il mio, il nostro è un piccolo, ma grande GRAZIE
    le sue parole sono le nostre
    🙏per la ns ⛪
    Vieni Signore Gesù

  • modernismo ha detto:

    Sintetizzo la lettera in una sola parola: MODERNISMO. Dobbiamo combattere il modernismo con tutta la Fede che Nostro Signore ci darà. Restiamo saldi nella Verità. Avanti col combattimento: la nostra Vittoria è già scritta.

  • Iginio ha detto:

    Sì, però, caro Tosatti, abbia pazienza: davvero qualcuno è così sano di mente da credere che una lenzuolata simile possa anche solo arrivare sotto gli occhi di papa Bergoglio e venire letta da lui o da chi per lui?
    A parte qualche interessante citazione di Chesterton, non l’ho finita di leggere nemmeno io, pur condividendone la sostanza. Non è con tirate simili – del genere: “Adesso vi spiego io perché nel mondo non c’è giustizia” – , oltretutto anonime, che si farà capire a Bergoglio e compagnia cantante che le loro teorie sono distruttive e sbagliate. Semplicemente si faranno una risatina e diranno: “Ecco il solito mitomane che tenta di farsi notare per enfatizzare un’opposizione che è minoritaria e chiassosa, dato che il Popolo è con noi”.
    Occorre essere sintetici e puntuali. Mettere in risalto senza tanta verbosità la malafede dei bergogliani e le loro enormi carenze.

    • wp_7512482 ha detto:

      Infatti, non l’ho scritta io.

      • Sconsolata ha detto:

        Tirate simili “oltretutto anonime” ? Se il signor Iginio avesse fatto scorrere il mousse fino alla fine avrebbe letto il nome di chi firma quella che definisce “lenzuolata”. Che altro non è se non una raccolta dei motivi di sconcerto puntualmente additati – con scritti contenuti quanto a lunghezza – da giornalisti, di volta in volta etichettati come: critici, conservatori e ultra-conservatori, oppositori del pontefice attuale, se non addirittura fautori di divisioni et similia. Sconcerto esternato anche e insistentemente nei commenti ad articoli su blog e giornali on line.
        La lettera la dice “lunga” su quel sentire molto diffuso che chi non “ha orecchie per intendere” infatti non intende, e nemmeno degna di un minimo di attenzione. Infatti è stato lo stesso Papa ad affermare che “per igiene mentale” non legge quanto scrivono alcuni giornalisti, precisando che li conosce (come faccia a conoscerli e sapere ciò che essi scrivono, senza leggerli, mi risulta un mistero , non più di tanto per la verità perché aggiunse che lo informano i suoi collaboratori ) e – bontà sua – prega per loro.
        L’autore della lettera, consapevole che al Papa non sarebbe arrivata o, nel caso contrario, non avrebbe avuto tempo per leggere e per rispondere, ha scelto di rendere pubblico il suo stato d’animo, forse semplicemente per “gridare” una sofferenza non più contenibile, anche perché sono rimaste senza risposte altre sue lettere e richieste di spiegazioni inoltrate a destinatari vari, sempre della cerchia degli ecclesiastici.

    • matteo ha detto:

      gli andrebbe sbattuta in faccia tanto forte da fargli sanguinare il naso

  • Lorenzo ha detto:

    Contestazioni più che condivisibili, ma forma errata. Non ci si può rivolgere al Pontefice in questo modo.
    Anche perché toni di questo genere non fanno altro che portare mulino alla cricca di Spadaro e co.

    • A volte tornano ha detto:

      Nessun problema, ci sono tante cose da sbattere in faccia anche allo scendiletto di bergoglione che lavora a inciviltà cattolica 😠😠😠😠😠😠

  • Lucy ha detto:

    Ringrazio il sig.Zanichelli per il lavoro di raccolta in un unico esaustivo testo dei risultati conseguiti finora da questo pontificato mettendoli in ordine logico , cronologico e soprattutto teologico , resto chiaramente rivolto a tutti pet rendere chiaro a tutti l’approdo finale di questo cantiere in corso d’opera e per farne documento ( sfrondato delle note) di apologetica .Qual’è l’approdo finale ? Una chiesa cattoprotestante nella variante protestante del nord Europa inaugurata da Lutero.Per questo scopo si è proceduto a smantellare i sacramenti , bestia nera di Lutero.
    Con A.L. il matrimonio cattolico nelle linee guida di vescovi e cardinali bergogliani è diventato un matrimonio paraprotestante ; la confessione dal momento che è valida anche senza confessare i peccati perchè uno ” ha parlato col gesto di venire in confessionale ( al clero romano 11/2/2016) , è diventata una confessione paraprotestante ; sull’Eucarestia stendiamo un velo pietoso perchè tra intercomunione e sperimentazioni di messa ecumenica la vicinanza alla ” cena ” di Lutero è sotto gli occhi di tutti.
    Il literanesimo , dulcis in fundo , sul piano dell’etica sessuale ha ormai accettato TUTTO , proprio tutto e la chiesa di Bergoglio sta procedendo giorno dopo giorno su questo piano inclinato.Dunque col tempo nihil obstabit all’abbraccio ecumenico con i luterani.
    E noi ? Noi finchè resteranno bravi e santi sacerdoti e chiese dove si continuerà a celebrare il” Sacrificio” faremo resistenza per amore dei nostri figli guardando alla luce in fondo al tunnel.

    • Valeria Fusetti ha detto:

      Lucy @ d’accordo su tutto ma una gran parte delle citazioni da Chesterton e dintorni sono sembrate eccessive anche a me,che sono una logorroica tremenda quando non mi trattengo. E quando si eccede poi si ottiene il risultato che molti mollano a metà. Stampata è più di 20 pagine. Sulla protestantizzazione in atto c’è un altro “salto della scopa” : ieri mons Baronio ha dato la notizia che Coccopalmerio ha dichiarato che le ordinazioni sacerdotali anglicane sono da considerarsi valide. Vedasi le considerazioni in merito di mons Baronio su OpportuneImportune. Più che interessanti: terrificanti. E poi c’è da considerare l’effetto che avrà questo “connubio” in modo sempre più negativo sulla devozione alla Santa Vergine…

      • Lucy ha detto:

        @Valeria
        L’attacco al sacramento dell’ordine cioè al sacerdozio cattolico è un altro segnale “terrificante” sulla strada di Lutero.Cosa resta ? Ancora un ostacolo grandioso : l Santa Vergine ; ma ci stanno lavorando da un po’per renderla una figura accettabile ai luterani.A quel punto come dicevo dovremo ripararci nelle oasi di acqua fresca che sono sicura ci saranno per noi cattolici della Chiesa di sempte.

        • Valeria Fusetti ha detto:

          @ Lucy, se toccano la Santa Vergine arrivano al culmine della pazienza di nostro Signore Gesù Cristo. Che poi credano che Gesù Cristo è il Vivente ho iniziato da un pezzo a dubitarne… e questo può indurre a fare il passo falso più spericolato della loro vita ! Purtroppo per me la chiesa di sempre è tanto lontana ( in km intendo), ma come insegnava S. Francesco di Sales l’oggi è il giorno che Dio ci dà mentre il domani potrebbe non appartenerci mai, ma è saldamente nelle Sue mani. Facciamoci forza di giorno in giorno.

  • Luisa ha detto:

    Credo proprio che siamo arrivati… L’Avvertimento in primis

  • Pierluigi ha detto:

    Sono d’accordo.
    Spesso mi chiedo la ragione per la quale Dio ha permesso un pontificato del genere.
    Io credo che lo abbia fatto per permettere alla pianta malefica dell’eresia moderna -che non è tanto costituita da errori espliciti quanto di Verità non più proclamate o addirittura taciute- di prendere momentaneamente il sopravvento nella gerarchia della Chiesa in modo da consentire ai suoi membri di schierarsi e poi di purificarla con mezzi che solo Lui sa.
    L’erba alta si estirpa meglio delle piante infestanti e parassite del sottobosco.
    Siamo in tempi forti, difficili ma belli, tempi di testimonianza.
    A noi la scelta da che parte stare.
    Maledetto l’uomo che confida nell’uomo.
    Benedetto colui che ama, crede e spera in Gesù.
    Vieni Signore, vieni presto perché si fa sera e noi non sappiamo dove andare e cosa fare senza di Te.

    • Gaetano2 ha detto:

      …”Spesso mi chiedo la ragione per la quale Dio ha permesso un pontificato del genere”…
      Perché i cattolici se lo meritavano; non so se anche altri, alla notizia delle dimissioni del Papa, abbiano avvertito il fremito e l’attesa di una nuova “novità”, ed essa è stata loro donata ed ora abbiamo don Ciccio che elargisce misericordia da tutti i pori

      • Pierluigi ha detto:

        Sì, Gaetano, è ciò che ho scritto anch’io, con parole diverse.
        Aggiungo che non credo che tutti i cattolici si siano meritati un pontificato così ma purtroppo, dato che in questa vita gli uomini sono, volenti o nolenti, solidali, il bene e il male che ognuno di noi attua con i suoi pensieri, parole, opere e omissioni si ripercuote anche sugli altri in relazione diretta al grado di responsabilità e agli incarichi che ricopre nella Chiesa.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Vado per punti.

    1. Capisco, è quanto andiamo dicendo da anni, magari anche con altri toni, più formali. Ai vertici della chiesa nessuno risponde mai, ma, quando si è fatta la correzione fraterna evangelica, è bene anche che stiamo sereni, aspettando che le cose maturino. A un certo punto, se proprio vogliono andare ai piani bassi, è una loro scelta, noi gli si era detto. Non possiamo affrettare i tempi della Storia.

    2. “Mons. Delpini, intervenuto nell’immediatezza del fatto, in quanto all’epoca Vicario di zona, decise di spostare il prete coinvolto in un’altra parrocchia, peraltro sempre nella pastorale giovanile, quindi ancora a contatto con i minori.

    Mons. Delpini si è difeso per questa sua decisione affermando (come risulta anche da un comunicato pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi di Milano il 21.12.2017) che inizialmente non si parlava di violenza sessuale ma solo del fatto che il prete aveva fatto dormire con sé, nel proprio letto, il ragazzo”

    hahaha!….questa non la sapevo!…. ;-))))) “non si parlava di violenza sessuale ma solo del fatto che il prete aveva fatto dormire con sé, nel proprio letto, il ragazzo”… troppo forte!…. ;-))) Il problema è che i preti omo venivano spostati, invece di spretarli… d’altronde, è successo lo stesso con don Milani, a suo tempo. A parte questo, il Creatore chiederà conto a Delpini nel Giorno del Giudizio. Ora questi sembrano onnipotenti, ma là sarà diverso.

    Comunque, l’ho già scritto da qualche parte, mi colpisce il fatto che alla guida di diocesi importantissime venga nominata, e sia tenuta dopo una tale infelice riuscita, la peggio feccia.

    3. Riguardo a quello che dice il firmatario della lettera, il nocciolo della questione è che nella Chiesa il popolo, le persone, non vengono educate all'”essere”, come faceva il Giussani e pochi altri, ma sono abbandonate a loro stesse, e quindi – non formate fin dalla più tenera età – finiscono in balìa dei lupi. Daltronde, se questa Chiesa “non è”, essa stessa, come potrebbe educare all’essere?… In attesa di tempi migliori, ciascuno cerchi intanto di provvedere per sé, con l’aiuto della Provvidenza.

    • A volte tornano ha detto:

      Sui preti omo praticanti o peggio si potrebbe scrivere un grosso libro, ci sarebbe anche una bella lista di nomi e cognomi. Che squallore.

  • Gian Paolo ha detto:

    Buongiorno sig. Tosatti.
    Una semplice osservazione: se un padre di famiglia prende carta e penna per scrivere al Papa, verosimilmente si rivolge al Papa.
    E’ un po’ strano che il nostro Francesco Zanichelli, alla lunghissima nota n. 35, rivolga esortazioni direttamente al popolo scozzese: “Cari Scozzesi”.
    Stesso errore della nota n. 11, dove si rivolge ai giovani: “Invito tutti, specialmente i giovani, a leggere”.
    Buona parte delle altre note sono esplicazioni che non troverebbero spazio in una lettera rivolta al Papa.
    Altri “dettagli” non si giustificano nel contesto di una lettera la Papa. Ad esempio, la prolissità della narrativa su Delpini (peraltro lacunosa), non sono coerenti con la contestazione relativa al fatto che il Papa sapeva di Delpini: perché Zanichelli si perde in dettagli che, a suo stesso dire, il Papa conosce già?

    Ora, questa non è una critica ai contenuti, che sono già noti e su cui ciascuno ha già una propria idea.
    Mi concentro sul metodo: se si vuole tenere alta l’attenzione su certe tematiche pubblicando una “summa” periodica e aggiornata delle contestazioni rivolte al Papa, è proprio necessario inventarsi una FINTA “lettera di un padre di famiglia al Papa”?

    E se si sceglie questo metodo, perché lo si ritiene più efficace di memoriali, correctiones o altro, chi lo mette in opera non si rende conto che facendo circolare un documento confezionato in modo così pedestre, fallisce l’obiettivo e rende l’iniziativa ridicola?

    In fin dei conti, mi domando se l’obiettivo di iniziative come queste sia davvero quello di proporre una visione delle cose a persone intelligenti e che necessitano di aiuto per formarsi un’opinione, o se non sia piuttosto quello di tenere galvanizzati qualche fanatico a cui basta sentir parlare male del Papa per sorvolare su certe “patacche” evidenti.

    Se l’obiettivo è il primo, sarebbe bene che gli estensori della finta lettera al Papa facessero qualche riflessione sul modo di procedere, perché così il loro lavoro è di nulla utilità ed anzi è un boomerang.
    Se l’obiettivo è il secondo, c’è da chiedersi se serva e a cosa serva e se sia davvero a fin di bene.

    Grazie. Cordiali saluti.
    GPL

    • GMZ ha detto:

      Caro GPL,
      Le sue osservazioni circa la confezione della lettera aperta sono pertinenti, ma non credo che certe opacità possano minare le fondamenta del discorso di questo “paterfamilias”, incentrato com’è sull’esposizione di fatti; il caso di Delpini è emblematico: al netto della didascalicità del passaggio a lui dedicato, è bene ricordare questa pagina ombrosa del pontificato di Francesco, spesso negletta.
      La lettera intercala fatti e opinioni; sui primi cosa possiamo obiettare? Quanto alle seconde, sono espressione dello sdegno che il papa ha sollecitato nell’autore della lettera – vero o fittizio che sia. Possiamo disquisire sull’autenticità dell’autore ma, prima ancora, credo si debbano processare i contenuti della lettera.
      Poi, un bel giorno sapremo se è un papiro di Artemidoro o meno.
      Ossequi.

  • Donna ha detto:

    Sottoscrivo tutto, grazie per questa testimonianza di fede a Cristo ed ai pochi veri pastori rimasti.
    Stringiamoci a Maria, Ausilio dei cristiani, perché Pietro e molti apostoli hanno lasciato la barca, volgendo lo sguardo altrove, costruendo quella chiesa “strana e stravagante” in cui non c’è nulla di santo, che ha profetizzato la beata Emmerich, e che ora è sotto gli occhi di tutti.

  • Francesco ha detto:

    … Perciò, innanzitutto, non mi rivolgerò a te con il nome che ti sei dato, perché non sei il mite agnello che vorresti apparire. … Per non mettere a rischio la nuova unione e quindi anche il bene dei figli. Ma si è mai sentita una scusa più risibile e vigliacca? Non trovo altre parole per qualificare questo assurdo tentativo di tirare in ballo il (presunto) bene dei figli in una mera questione di sesso. … Allo stesso modo, stai anche offendendo tutti i Santi che hanno sofferto e lottato eroicamente per la vera fede, e ricordo in particolare San Tommaso Moro, che su vera coscienza, Chiesa e famiglia ha fondato il proprio martirio, ma tu saresti stato contro di lui e al fianco di Lutero e di Enrico VIII. … Rimuovi tutte le persone indegne che hai nominato come cardinali, vescovi o in altri ruoli, e sostituiscili con persone degne, riafferma la retta dottrina e ritirati poi nel deserto, dove forse potrai sentire la voce di Dio e salvare la tua anima. …
    CHE PAROLE! BRAVO ZANICHELLI! AVREI SCRITTO IO STESSO QUELLA LETTERA! UNO SCHIAFFO ALLA VIGLIACCHERIA E ALL’OPPORTUNISMO DEL CLERO, OLTRE CHE ALLA PRESUNZIONE DI CHI PRETENDE DI INSEGNARE QUALCOSA A CRISTO! E BRAVO TOSATTI CHE DIFFONDE QUESTA LETTERA! DOBBIAMO PROVOCARE UNO TSUNAMI CHE TRAVOLGA QUESTI IMPOSTORI!

  • GMZ ha detto:

    Lettera molto cruda e schietta; i fatti contestati al misericordioso li conosciamo a menadito, ma vederli incolonnati uno dopo l’altro fa impressione. Stamperò queste 22 pagine in molte copie, e chissà se non le dimenticherò in certe chiese di Milàn…!

  • anonimosiciliano ha detto:

    Caro Tosatti, grazie per aver pubblicato questa testimonianza autentica.
    Ti posso assicurare che di famiglie Bergoglio ne ha distrutte anche in prima persona. Diciamo direttamente per mano sua…. grazie e coraggio!

  • Catholicus ha detto:

    Ma forse Franceasco Zanichelli (che bel cognome, che bei ricordi porta alla mente) non voleva scrivere a Bergoglio (cosa totalmente inutile e autolesionista) quanto a tutti noi, specialmente a quelli addormentati dalla propaganda bergogliana, dal suo linguaggio falsificatorio e manipolatore della realtà, della società, dei valori, in una parola della Verità tutta intera, che i neomodernisti impugnano, falsificano e negano apertamente ogni giorno di più.
    Ogni coraggiosa testimonianza è un aiuto in più per tante anime confuse e smarrite, oltre ad essere un pubblico atto di accusa che peserà come un macigno sulla loro sorte il giorno del loro “redde rationem”, quando compariranno dinanzi a Cristo Giudice (sì, perché Cristo è anche Giusto Giudice) per rispondere di tutte le loro malefatte

  • A volte tornano ha detto:

    Una lettera vera e coraggiosissima, un accurato elenco di FATTI, non le gesuitiche elucubrazioni filosofiche dei bergogliolatri che sprecano fiumi di parole per dire NULLA di reale. PREGHIAMO sinceramente e accoratamente perché la miSSSSSSericordia bergogliona ( e dei poteri che ci stanno
    dietro), non si abbatte su questo EROICO PADRE DI FAMIGLIA🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Non ho letto la lettera data la lunghezza, ma visto che parla di famiglia dirò la mia.
    Proprio oggi leggevo l’inserto di Avvenire di novembre “Noi famiglia e vita” in cui prima vengono recensiti 3 libri per dimostrare che l’Amoris laetitia è secondo tradizione ma, anche, rivoluzionaria, poi, parlando dell’ecumenismo con la Chiesa Ortodossa (che tra l’altro è tradizionalista) ci si dilunga sui vantaggi che si hanno con dei preti sposati. Infine si tratta della pastorale verso gli omosessuali, trans, ecc.
    Non ho letto tutto, ma mi pare che non ci siano eresie. Eppure l’eresia traspare come in controluce. Come un’immagine in cui il sole, colpendo obliquamente un Pastore, provoca l’ombra di un diavolo.
    Sarò breve: riguardo i libri sull’Amoris laetitia, è da sfatare l’equivoco che tra tradizionalismo e modernismo esista una via di mezzo situata a metà. Semplicemente occorre essere AD UN TEMPO totalmente aperti alle novità dello Spirito e totalmente fedeli alla legge morale.
    Se Gesù ha detto che non sarebbe passato uno iota della legge mosaica, figuriamoci della sua!
    Riguardo al matrimonio dei preti, se uno è favorevole lo dica apertamente. Io sono contrario, ma qui non è in discussione la fede, ma la legge ecclesiastica, che può cambiare. Ogni allusione a tal proposito nasconde un piano “rivoluzionario” non solo riguardo alla prassi, ma anche alla dottrina.
    Sulla pastorale per gli omosessuali, invece, non viene mai detto che l’omosessualità è PECCATO. E se con ostinazione non dici mai che è peccato, formalmente non dici un’eresia, ma è probabile che la CREDI.
    Quando si gioca sul dire e il non dire, senza chiarezza, questo sì che è formalismo! Altro che la casistica!

  • Adriana ha detto:

    …….E poi arrivarono gli Islamici …

  • Gian ha detto:

    Avevo letto nel pomeriggio con passione l’accorata lettera, saltando le note a piè di pagina. Bravissimo Francesco Zanichelli, vorrei aver avuto il tuo coraggio.

  • Mazzarino ha detto:

    Mi sembrano considerazioni importanti, espresse in forma di lettera, perchè elencano e raccolgono atti e fatti che testimoniano, oltre ogni ragionevole dubbio, un agire ostile ed opposto a tutto quanto Nostro Signore ci ha rivelato e indicato tramite il Santo Vangelo e che Santa Romana Chiesa ci ha trasmesso fino ad oggi. E’ vero che, chi ha visto come l’ala politica cattosinistrorsa giunta la potere pieno nei primi anni 70, cacciò, umiliò e vendette al nemico i propri compagni di partito col sorriso misericordioso di chi sa di far loro del “bene”, non ebbe difficoltà a prevedere tutto questo fin dal buonasera del 13.3.2013, tuttavia i fatti, che in molti casi vanno ben oltre a quanto immaginabile, valgono molto di più. Sono gli Atti scellerati di magistero che si ripercuotono sulla vita e sulle scelte concrete di ogni giorno che hanno aperto gli occhi ai laici, più che le eresie teologiche e le deviazioni dottrinali. Il laico, ancora cattolico, ormai ha capito, ma i sacerdoti, quelli ancora cattolici? Purtroppo on tutti. Soprattutto per lo sconcertante silenzio di quei pastori che fino alle ore 19.00 del 13.3.2013 si erano presentati come cardini e pilastri del magistero autentico di Santa Romana Chiesa e a cui affidammo la nostra fiducia alla fine degli anni sessanta quando già apparvero tutte le mostruosità che oggi vengono macabramente riproposte. Non ho difficoltà a dire che, pur provenendo da famiglia cattolica, ancora qualche anno di quelle eresie e già allora addio Chiesa (già ex) Cattolica. Quindi nel ringraziare il sig. Zanichelli per il suo lavoro, mi permetterei di estendere le responsabilità a tutti ma proprio a tutti (gerarchia e sacerdoti) che “partecipano”, anche solo tacendo, pensando per sè e girando le spalle. a questa mattanza. Sarà giudicato più severamente Bergoglio che fa il suo mestiere di cattocomunista protestante o coloro che glielo hanno consentito e che glielo consentono fino all’ultimo rantolo?

    • Francesco ha detto:

      Condivido l’ottima domanda finale! L’uno è un ignorante presuntuoso (pretende di essere il maestro di Cristo), gli altri sono vigliacchi ed opportunisti!

  • Rafael Brotero ha detto:

    Bravissimo, signor Zanichelli! Se la gravita’ dello scandalo é direttamente proporzionale alla dignita’ del ministério, il peccato di Bergoglio e’ infinito, il piu grande. In questo senso, la sua lettera mi sembra ancora troppo mite.

  • EA ha detto:

    C’era un tempo, poco dopo la sua elezione, in cui Bergoglio si atteggiava a nonno buono e disponibile che telefonava a destra e a manca per farci capire quanto fosse dialogante e vicino al popolo. Che inutile finzione! Si è visto come tratta chi non la pensa come lui, e come abusa della sua autorità! Se avesse un po’ più di coraggio e onestà intellettuale si farebbe intervistare da qualche giornalista non cortigiano e risponderebbe apertamente alle critiche che parte della chiesa (quella ancora pensante) gli rivolge da anni.

  • Maria Cristina ha detto:

    Quanto ha ragione sul caso di Mons. Delpini , purtroppo arcivescovo di Milano e successore del grande Ambrogio, uno che se fossimo in uno stato anglosassone sarebbe gia’ stato denunciato per insabbiamento di un grave caso di pedofilia ! Invece in Italia, sotto Bergoglio, ci dobbiamo tenere questi pseudo-pastori che non proteggono il gregge dai lupi ma proteggono i lupi e stare zitti .
    Ribelliamoci tutti come questo coraggioso padre di famiglia, inondiamo di lettere di protesta l’ inquilino di Santa Marta! Non le leggera’ mai, ma se sono quintali e tonnellate di lettere di protesta dovra’ almeno Farle rimuovere dal suo passaggio !

  • beppe ha detto:

    IMPORTANTE!!

    Bisogna spiegare al nostro padre di famiglia che Bonifacio IV è Santo al pari di Colombano (canonizzato dal gigantesco Bonifacio VIII se non erro).
    La lettera, contrariamente alle intenzioni dell’estensore, è dunque profetica e di buon auspicio e diventeranno santi entrambi: San Francesco da Buenos Aires e San Francesco Zanichelli da luogo ignoto (1).

    Solo una nota di colore, tanto per chiudere il cerchio: San Colombano, quando scrisse a San Bonifacio, si trovava nientepopodimeno che………….

    a SANKT GALLEN, SWITZERLAND !!!!

    Yahoooooo!! 🙂 🙂 🙂 🙂

    (1) qualche riserva sulla futura canonizzazione di Francesco Zanichelli si può sollevare considerando che San Colombano completò la sua lettera a San Bonifacio così:
    – “Sono infatti convinto che in Roma è l’incrollabile fondamento della Chiesa”
    – “Noi siamo avvinti alla cattedra di s. Pietro: certo, Roma è città importante a tutti nota, ma solo per codesta cattedra è ritenuta da noi degna di reverenza, ed insigne”.
    Purtroppo il nostro padre di famiglia ha dimenticato di concludere nella stessa maniera e questo potrebbe essere ostativo alla canonizzazione. Ma vale la pena sperare: tra novelli Santi Atanasio e novelli San Pier Damiani, un novello San Colombano ci potrebbe stare… 🙂

    • 8====D ha detto:

      Ti confermo che Bonifacio IV fu canonizzato da Bonifacio VIII. Quindi per la proprietà transitiva, Papa Francesco dovrebbe essere canonizzato da un Francesco V, che potrebbe contestualmente canonizzare anche Francesco Zanichelli per omonimia (a meno che non arrivi un qualche Papa Colombano).

      Per quanto riguarda San Gallo, sicuramente San Colombano vi ha risieduto, ma non sono sicuro che fosse lì quando scrisse a San Bonifacio IV. E’possibile che fosse a Milano.

  • Lucis ha detto:

    PROPOSTA A PASTORI E TEOLOGI: oggi in cui il problema dell’omosessualismo è predominante, il pansiero cristiano (non dico la Chiesa gerarchica, perché attualmente è su tutt’altri binari)… dico, il pensiero cristiano dovrebbe approfondire teologicamente tale perversione. S. Paolo fa una riflessione profondissima che mette in relazione l’omosessualità con l’idolatria. (Rm1). C’è qualcuno che ha il coraggio (e le competenze) per sviluppare questo discorso? Credo che sarebba l’unica vera risposta pastorale al problema.

  • Emanuele ha detto:

    Mi sono fermato alle prime righe, nauseato: ci si sentiva puzza di Lutero. Così si rivolgeva al papa il monaco agostiniano eresiarca, naturalmente con ben altro ingegno letterario e teologico. I neoluterani del XXI secolo riprendono invece le chiacchiere stucchevoli dei giornali. Che si organizzino una chiesetta cattolica a loro misura. Faranno la fine dei Vecchi Cattolici, piccola setta che ancora serpeggia nei paesi germanici.

    • Valeria Fusetti ha detto:

      Sig Emanuele, se lei avesse veramente letto Lutero non scriverebbe tali idiozie. E se fosse un vero cristiano, e non un vano papolatra, apprezzerebbe lo scritto del sig. Zanichelli, sia nella lettera che nello spirito. E leggendola avrebbe imparato molte ed utilissime cose su quella che è anche la sua Chiesa e, se comunque in disaccordo, potrebbe motivare le sue ragioni, anzichè trolleggiare. Mi dispiace per lei.

      • Emanuele ha detto:

        La mia Chiesa è la cattolica e apostolica, gentile signora, basata cioè sulla successione degli apostoli. Il Principe degli apostoli è Pietro e il suo successore è il vescovo di Roma. Ora si dà il caso che l’attuale vescovo di Roma sia Francesco, culturalmente rozzo, politicamente discutibile, ma vicario di Cristo in terra. E il vicario di Cristo non lo si insulta in quel modo ignobile, altro che papolatria e altr frescacce apprese alla scuola protestante (era la vecchia accusa che si rivolgeva ai cattolici, servi di un essere umano troppo umano e senza la “libertà dei cristiani”, dicevano per l’appunto i luterani). Leone X, della ricchissima famiglia dei Medici, l’oggetto delle polemiche di Lutero, era ben più raffinato di Francesco ma forse molto meno cristiano (leggete leggete i suoi testi!). Ma non sta a noi laici fedeli discutere della cristianità di un papa, semplicemente ridicolo, e men che mai della procedura formale della sua elezione. Tocca chinare la testa umilmente, cara signora, senza troppo baccano, anche se le nostre opinioni politiche non coincidono con quelle del sommo pontefice. Non è che quando i nazionalisti polacchi vedevano il loro papa trattare con gli zar e reprimere l’indipendenza di quel paese cattolicissimo, non è che in quell’epoca del risorgimento loro i polacchi ridicolizzavano il santo padre o si organizzavano in una Chiesa “fai da te”. Perfino, al lato opposto, i cattocomunisti italiani del dopoguerra, scomunicati da Pio XII, soffrirono in silenzio non si inventarono la favoletta di un falso papa o peggio ancora di un papa diabolico.

        • Valeria Fusetti ha detto:

          Caro Emanuele, se lei avesse letto Lutero, come le ho già detto, si sarebbe reso conto chi è, tra i due Franceschi in questione, che ha preso molte idee e “metodo operativo” dal monaco ribelle ed eretico. Le consiglio l’ istruttiva lettura de ” La cattività babilonese della Chiesa”, così forse la sua pervicace ottusità potrebbe emendarsi.Qui la politica non centra proprio un bel niente, e la papolatria è quella forma di idolatria che impedisce di distinguere il papa come persona dal papa come istituzione, e Cristo dal suo vicario. Si legga gli scritti del prof. De Mattei in proposito, o le sembra troppo protestante anche lui ? Sia lodato Gesù Cristo.

          • Emanuele ha detto:

            Povera anima! Prima pone come magistero fondamentale la lettera di questo signore che fa la morale al papa poi, convinta di avere scoperto lei sola la Cattività babilonese, ripete che al soprascritto è sfuggita questa operetta, infine mi indica il nobile professore che vale a suo parere un intero concilio e permette quindi di rifiutare il papa e il suo insegnamento (briscola!). Da sottolineare lo schemetto sulla papolatria, ovvero il catechismo impartito dalle donne. Forse san Paolo non aveva tutti i torti quando imponeva alle donne di tacere su questi temi.

          • vincenzo ha detto:

            Signora Fusetti, se lei avesse letto Lutero saprebbe perfettamente che non c’è alcuna possibilità – ma proprio nessuna – di assimilare le posizioni del Papa alle sue. Ma, signora Fusetti, vorrei essere preciso in modo che non le sfugga il concetto: non è proprio possibile. Legga entrambi, si informi e poi ne riparliamo.

      • Maria Cristina ha detto:

        Guardi Emanuele che e’stato proprio Bergoglio ad elogiare Lutero e il Vaticano ha commemorato la Riforma protestante con un francobollo in cui ai piedi della croce invece della Madonna e San Giovanni c’erano Lutero e Melantone.
        Lei che accusa di luteranesino chi critica papa Bergoglio dimentica che Bergoglio stesso e un geande ammiratore di Lutero. Lei cge sente puzza di luteranesimo in questa lettera non sente il FETORE di luteranesimo nel francobollo vaticano commemorativo?

        • Emanuele ha detto:

          Devo dire che dei francobolli non mi importa nulla. Che in sede culturale si considerino o riconsiderino certe figure storiche sono faccende che appassionano gli accademici, non farei confusione di piani diversi. Che dei cattolici si sentano più ortodossi del papa, che passino il loro tempo a insultare il Vicario di Cristo, che pensino sia il loro ruolo di indicare al mondo, papa compreso, il vero magistero, che proclamino di fatto, e sul web, uno scisma, questo è preoccupante, anzi un vero flagello. Che dei signori alla tastiera del pc si sentano ispirati direttamente da Dio, questa è una vera eresia di stampo protestante, che non si abbia più l’umiltà di piegare il capo di fronte alla gerarchia (per quanto grossolana, ma mica siamo alla università), questa è la peggiore arroganza del moderno.

          • Valeria Fusetti ha detto:

            Caro Enrico, le segnalo una importante intervista al card Eijk (Olanda) rilasciata a Il Giornale e riportata dal blog Chiesaepostconcilio. Ha il tono pacato e rispettoso che dovrebbero confortarla,e lo dico senza intenti polemici, ma nello stesso tempo ha ben presenti i problemi che da molto, molto tempo travagliano la Chiesa che amiamo. È un Principe della Chiesa, e le sue riflessioni, la sua fede e la sua adesione al soglio di Pietro sono evidenti. Spero che possano esserle di una qualche utilità.Sia lodato Gesù Cristo.

          • Maria Cristina ha detto:

            La papolatria non e’ il cattolicesimo, sig. Emanuele.
            Questo lo credono appunto i protestanti: che cioe’ un cattolico per essere tale debba idolatrare il Papa. Il Papa non d’ Un IDOLO. IL PAPA e’ un essere umano ed idolatrare il Papa non solo non e’ cattolico ma e’ idolatra.
            C’ e’ piu’ amore per la Chiesa nei cardinali dei Dubia, nei rispettosi ma fermi critici dell’ Amoris Laetitia ( come il filosofo Spaemann appena morto) o negli opportunisti leccacalzini che persino Bergoglio ha preso in giro ? Persino Bergoglio a volte si vergogna della smaccata idolatria di cui e’ oggetto!
            La papolatria e’ una brutta, ridicola parodia, del vero cattolicesimo caro sig. Emanuele. Ma lei suppongo che se fosse nato ai tempi di Papa Borgia avrebbe affermato che si doveva credere sante e immacolate tutte le azioni di tale papa e non permettersi di criticarle!

          • Paolo M. ha detto:

            @ Fusetti
            Il riferimento al card Eijk è inadeguato: lui è e parla da cristiano. L’autore della lettera no.

            @ Maria Cristina
            Amare, seguire, difendere e se del caso muovere qualche critica al Papa non è idolatrarlo. Ha un modo assolutamente anormale e sballato di valutare le cose. Invece è blasfemo passare le giornate alla ricerca di qualche maldicenza da scrivere. Giudichi sè stessa, non i ”papolatri”, che le farà bene.

    • qasdfghj ha detto:

      Ci vuole fantasia (diciamo così), per sostenere che sentore di Lutero, piuttosto che chi gli fa dedicare francobolli e statue o non si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento, lo abbia chi protesta per questi comportamenti.

      • Emanuele ha detto:

        Ci vuole una ferrea logica per argomentare come la signora Maria Cristina: l’accusa di papolatria è roba protestante, mi ripete infatti. E io che dicevo? Alle gentili dame che facevano a gara nel darmi del papolatra rispondevo lieto che noi cattolici siamo lieti di simili insulti. E aggiungo qui che, pur con tutte le distinzioni che si possono fare con spirito farisaico, resta il fatto che noi non ci fidiamo del nostro cervellino, che non interpretiamo il Vangelo secondo quello che ci passa nella testa, e secondo i nostri interessi di peccatori, e neppure in conciliabolo con un prete amico o con il garbatissimo prof. De Mattei, o con il libretto del galateo liturgico per osservare se un celebrante si inginocchia sfiorando bene il pavimento con la rotula, no cari amici, non è questo che ci distingue come cattolici, bensì apparteniamo alla Catholica perché crediamo che l’ultima parola sulle questioni della fede l’abbia il papa. E le scappatoie sulla papolatria sono nominalismi penosi.

    • A volte tornano ha detto:

      Fanno piuttosto nausea certi interventi volti a dare fastidio, acritici e prostrati al kapo argentino magari sperando di far carriera facile.

  • Ettore ha detto:

    SOTTOSCRIVO TUTTO E AGGIUNGO COME PADRE DI FAMIGLIA ANCHE IO, UNA COSETTA SUL PADRE NOSTRO.

    Intanto vorrei chiarire che il popolo dei fedeli non ha un sensus fidei opinabile a seconda della latitudine e della longitudine che preferisce lei, caro Francesco. Il nostro Sommo Pontefice, infatti, riconosce che il popolo ha “fiuto” ma non può avere memoria e fedeltà al “si è sempre pregato così”. Piccole manovre da prestigiatore della psicologia popolare e minima per inculcare che una abitudine è solo una abitudine e, come tale, può essere cambiata. Abbiamo tutti letto come la decisione di cambiare due preghiere del messale sia stata imposta ai nostri vescovi proprio dal Papa che, evidentemente, è proprietario anche del Vangelo. Ma è orribile entrare in casa degli italiani è dire come devono pure pregare! Discussioni fondate sull’ errore grave di veicolare un’ altra verità più buonista non sono servite a nulla. Che umiltà santità! Che umiltà! Ai miei figli ho insegnato il “padre nostro” perché è mio dovere fare quello che ha fatto Gesù con i suoi. È una preghiera dalla profondità abissale e dai contenuti inesauribili fino a che lei non ha stabilito che ha dei confini di interpretazione. Più facili. Ma noi abbiamo meditazioni di decine di Padri della Chiesa sul Padre Nostro che lei sta azzerando con un atto dispotico nelle coscienze in cui si deve entrare coi sandali e non coi ricatti. Non si può! Santo Padre LEI NON PUÒ FARE DIO! A parte che Dio rispetta la libertà perché ne è il creatore.
    E non può dire a noi padri e madri di famiglia come stravolgere tutto quello che abbiamo ricevuto e poi insegnato con fatica ai nostri ragazzi. È così che ama i giovani? Guardi che, con tutto il rispetto, li abbiamo messi al mondo noi e noi li educhiamo nonostante questa Chiesa indecente! Sa che fatica facciamo a rendere credibili i preti e i sacerdoti che parlano di politica e di assistenzialismo anziché di Dio? Santità, la prego di convertirsi e se proprio non vuole convertirsi al cattolicesimo, almeno lasci in pace gli italiani almeno nella preghiera! Ma lei prega santità? Lei prega? Perché siamo in molti a chiedercelo visto che è sempre a brigare cose! Domani è San Giovanni della Croce e molti moltissimi credenti e santi hanno attraversato la notte oscura che è la purificazione attraverso persino le tentazioni del demonio che servono per portare alla luce le tenebre! Dio si serve anche di Satana per soccorrerci mostrando i nostri attaccamenti attraverso le tentazioni. E le prove. Se lei liquida il passaggio fondamentale della prova e della tentazione permessa (dunque voluta da Dio perché Dio non è sottomesso alla volontà del demonio), lei toglie il senso al 90 per cento della sofferenza dell’ uomo e della sua esistenza. Nella sofferenza si conosce Dio. E non è sempre e solo la sofferenza da malattia o disgrazia ma di purificazione e penitenza. Santo Padre, lei vuole colonizzare il nostro cervello ma non ha abbastanza cultura per riuscirci. Almeno abbia pietà! Anche di se stesso.
    SANTITÀ SCENDA DAL TRONO DI DIO!
    SI FACCIA UMILE! Perché tutto è meno che un esempio di umiltà e di servizio libero ed edificante. Pensi a salvarsi almeno l’ anima. Non distrugga se stesso. Perché sta lottando inutilmente contro lo Spirito Santo. E pensa di vincere?

    • Catholicus ha detto:

      Grazie delle sue parole piene di zelo per la casa di Dio e per la sorte dei cristiani, caro Ettore, mi ha commosso veramente la sua aggiunta alla lettera di Francesco Zanichelli. E’ l’esplicitazione di tane angosce, di tanti impulsci di ribellione che in tanti vorrebbero gridare dai tetti contro questo affossatore della fede cattolica bimillenaria questo essere che vuole sostituirsi a NSGC, cambiandone le parole, il senso, il contenuto, in ciò aiutato da una congrega di sicari falsificatori della Verità Rivelata, da lui nominati ai posti di comando della Chiesa. Povere anime perdute, sapranno certo che il peccato contro lo Spirito Santo non verrà loro perdonato, ma se ne impippano: pensano di vivere in eterno? di non dover comparire dinanzi a Cristo Giudice? pensano che li salverà Lucifero, in compenso per le anime che loro gli stanno servendo su un piatto d’argento? verrà quel giorno, e sarà dies irae, se non si pentiranno prima.

    • Flick of the switch ha detto:

      Scusi ma temo che lei, come tanti qui, non abbia capito niente né del Padre Nostro nè della nuova traduzione.
      Con ”non abbandonarci” non si sta dicendo di eliminare le tentazioni o di non farcele piovere davanti, ma di non lasciarci soli ad affrontarle. Senza l’aiuto di Dio le tentazioni non si vincono e per avere l’aiuto di Dio devi chiederglielo ammettendo la tua inadeguatezza. Per questo gli chiedi di non abbandonarti. Il senso di ”non ci indurre” è lo stesso, solo che nell’italiano corrente viene percepito come se fosse Dio a farti cedere alla tentazione.
      Può piacere o non piacere, ma se pensa che sia sbagliato chiedere di non essere lasciati soli davanti alle tentazioni, significa che le manca un bel pezzo di catechismo oppure che lei è un pelagiano che pensa di non aver bisogno di aiuto oppure un superbo che pensa che l’aiuto di Dio sia dovuto e non vada implorato.
      Saluti.

      • Claudius ha detto:

        Lei invece ha capito ancora meno, perché non si rende conto che quella che hanno fatto non è una traduzione ma una manipolazione del testo originale. In più ha la presunzione di fare quello che da’ le lezioncine. Povero lei.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Che perdita di tempo scrivere al profetizzato “Pastore stolto e Falso profeta” Francesco: è come pregare per Satana.