DISPACCI DALLA CINA. UN RACCONTO DI NATALE IN SALSA AGRODOLCE. UN SACERDOTE DELLA CHIESA CLANDESTINA

10 Dicembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, nei Dispacci dalla Cina che il M° Porfiri ci ha mandato appena arrivato a Hong Kong ci sono come al solito notizie molto interessanti. Ma il brano che mi ha colpito – e mi è piaciuto di più – è l’ultimo, una specie di racconto di Natale in salsa cinese, sotto il comunismo…

 

Potere sulla religione

Per comprendere la Cina e il suo rapporto con la religione, è importante guardare alla storia. Io credo che soltanto facendo senso di questo rapporto si arriva a capire anche la ragione delle difficoltà attuali. Ho chiesto un’opinione ad un illustre sinologo, padre Jean Pierre Charbonnier delle Missioni Estere. Questo è quello che mi ha scritto, in una mia traduzione: “Le religioni in Cina non furono mai organizzate come una Chiesa con il suo potere come in Europa, dov’era per alcuni secoli superiore al potere dei re. Le ispirazioni religiose nell’antica Cina favorivano l’armonia Cielo-Terra-uomini. Nella tradizione confuciana, il sovrano era incaricato di applicare la legge del Cielo (Tianming) nel suo regno; la società fu tenuta nella pace attraverso le tre norme sacre: obbedienza dei figli ai genitori, della moglie a suo marito, dei cittadini al Sovrano. Dal primo secolo, gli imperatori Han hanno usato questa fondazione patriarcale consacrata dal culto degli antenati per mantenere il Paese in pace e garantire prosperità. Le religioni prosperarono sotto questo ombrello politico. La regola politica si identificava con la Legge del Cielo ed era superiore a qualsiasi credo religioso. La Legge del Cielo è l’equivalente di ciò che noi chiamiamo ‘Legge Naturale’ con un’ulteriore sacralità”. Questo passaggio del noto sinologo fa comprendere le sfide enormi per coloro che cercano di evangelizzare la Cina.

 

Un sacerdote clandestino

Un articolo di Feng Gang su “Bitter Winter” dà voce ad un sacerdote della Chiesa sotterranea. Ecco alcuni passaggi: “Apparentemente, sembra che sarà il Papa a scegliere i vescovi; tuttavia i vescovi saranno proposti dal governo comunista a seconda dei propri interessi. Se ne rende conto chiunque presti attenzione e il riconoscimento degli otto vescovi ne è la prova. (…) Il governo comunista sta già reprimendo le parrocchie clandestine cattoliche nel nome del Papa e, ora che il Vaticano ha accettato la legalità di tutti i vescovi “ufficiali”, i funzionari statali hanno il pretesto per costringere il clero clandestino ad aderire all’Associazione Patriottica Cattolica Cinese. Dicono che il “Papa li ha riconosciuti”. Benché il Vaticano non abbia esplicitamente dichiarato che le parrocchie clandestine debbano essere sciolte, molti dei loro parrocchiani lo hanno interpretato in questo modo, così come fa lo stesso Partito Comunista Cinese. L’accordo fra Cina e Vaticano ci sta rovinando”. Il sacerdote, chiamato con lo pseudonimo di don Peng, mette anche in dubbio che ci possano essere benefici di natura pastorale.

 

Frutti positivi

Forse alcuni si sorprenderanno o saranno delusi in quanto non riporto notizie sui frutti positivi dell’accordo. Io penso che ci debba essere qualche lato positivo in questo accordo provvisorio, giudicato come “non buono” anche sulla sponda vaticana. Purtroppo le notizie che giungono sono quelle negative più che quelle positive (non giudicheremmo come positive quelle che sono il frutto della propaganda di regime). Certo mi rendo conto delle difficoltà di trattare con una controparte come la Cina e so che alcuni vedono il fatto che la Cina “riconosca” ora la Chiesa cattolica e il Papa come positivo. Ma non si può fare a meno di notare, almeno secondo il giudizio di una certa parte, una certa mancanza di prudenza.

 

Dalla Cina, Racconto d Natale….

Ricevo e pubblico, dalla Cina, questa sorta di parabola natalizia in salsa cinese:

“Ho dovuto chiedere, per favore, alle autorità locali il permesso di poter dire Messa a Natale.

Le autorità insistevano che il 25 dicembre 2018 non era domenica e non ci dovevano essere celebrazioni pubbliche.

Bisogna capirli, i miei amici atei cinesi del grande partito.

Ci hanno messo 40 anni per accettare che la domenica ai cristiani deve essere permesso di usare la chiesa.

Ora gli diciamo che vogliamo un martedì.

“Il 25 dicembre i cristiani vanno a Messa, come fosse una domenica” – ho detto.

L’amico, a un tavolo, mangiando, perché così qui si costuma, mi rispose.

“Sì, poi cosa chiederete? Il 15 agosto? Il 1° novembre? Vi conosciamo, voi cristiani.

Se vi lasciamo andare in chiesa, poi non smettete più.

Prima o poi ci chiederete addirittura tre giorni, magari iniziando giovedì sera.

Vi conosciamo. Sì.

Perché Natale per voi non è un giorno di festa. E’ un evento, una rivoluzione.

Noi abbiamo esperienza di rivoluzioni. Cominciano, si parte, poi non ci si ferma.

Il vostro Natale non ci piace”.

Tuffò i bastoncini nel brodo speziato bollente, ne estrasse un pezzo di agnello, ci meditò brevemente, lo inghiottì con noia. Continuò:

“Cominciate con due musichette in un negozio.

Finite con volervi prendere cura di orfani e handicappati.

Quattro luci e un Babbo Natale sulla porta.

E finite con voler amare uno sconosciuto ferito per strada.

Vi conosciamo, voi cristiani.

Si comincia con un alberello nell’atrio. Si finisce col voler perdonare i nemici.

Cominciate con usanze locali: panettoni, dolci irlandesi, torte francesi, biscotti polacchi. Poi ci farete digiunare per espiare i peccati.

Mettete tre statuine – un’antica tradizione occidentale, dite – e ci porterete a non voler più abortire.

Una stella in cielo, e ci costringerete a pensare all’anima.

Due cartoline di auguri, e ci buttate in mezzo la dignità di ogni essere umano.

Vi conosciamo. Tutte le scuse sono buone per cercare di salvarci.

Se solo teneste il vostro Natale nella plastica dei supermercati, sarebbe così facile!

E no! Ci volete mettere di mezzo Dio.

Insistendo per di più che Dio, una volta venuto, non se ne va più.

Ma cosa c’entra Dio con il Natale?”

Alzò il bicchiere, mi offrì un brindisi (non era il primo).

”Quest’anno vi permettiamo di dire Messa un martedì.

Ma non fatevi venire altre idee.”

Così parlò, qui a xxxx, un amico cinese ateo in questo Natale 2018.

Buon Natale!

DM”

Non credo sia necessario commentare.







Oggi è il 106° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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15 commenti

  • deutero.amedeo ha detto:

    Posso? La lettura del racconto finale mi ha fatto riandare alla stupenda Lettera a Diogneto. Credo che i cattolici frequentatori di questo blog la conoscano tutti. Ma per l’orgoglio di essere un cattolico vecchio stampo ne copio e incollo, a memoria per tutti, il brano per me più bello.

    L’anima del mondo

    VI. 1. A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. 2. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. 3. L’anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel mondo, ma la loro religione è invisibile. 5. La carne odia l’anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria, perché impedisce di prendersi dei piaceri; il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri. 6. L’anima ama la carne che la odia e le membra; anche i cristiani amano coloro che li odiano. 7. L’anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. 8. L’anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l’incorruttibilità nei cieli. 9. Maltrattata nei cibi e nelle bevande l’anima si raffina; anche i cristiani maltrattati, ogni giorno più si moltiplicano. 10. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare.

    http://ora-et-labora.net/diogneto.html

    • virro ha detto:

      Grazie per questa PERLA che ha ricordata.
      Si rivela a chi ne fa esperienza.
      Chi l’ha trovata fa di tutto per custodirla.
      Vieni Signore Gesù

  • Mari ha detto:

    Il racconto è struggente.

    Questi nostri fratelli cinesi non possono che essere tra i figli più amati da nostro Signore.

    Ogni minima concessione alla loro fede la possono ottenere a stento, molte vengono loro negate, ma loro, dopo tanti anni di ingiuste vessazioni, non mollano, sperano contro ogni speranza: e continueranno anche ora che persino Roma volta loro le spalle… sono veramente EROICI !!!

    Quanti cristiani occidentali possono ancora riconoscersi in ciò che il funzionario cinese ha chiaramente scorto dietro le loro “innocenti” richieste?

    Assecondiamo la nevrosi consumistica trascorrendo le feste comandate nei centri commerciali… siamo noi i “i cristiani conformi alle direttive del partito” auspicati da Pechino!

    • dalla Lettera agli Ebrei ha detto:

      La parola di Dio è vivente ed efficace , più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore.

      e non vi è alcuna creatura nascosta davanti a Lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto.

  • virro ha detto:

    E’ la pubblica – popolare – conoscenza dell’accordo BergoglioParolin (ParolinBergoglio)–Governo cinese?
    Capolavoro di lealtà (per un cristiano: di carità)
    Già, ma cosa aspettare da CHI non ama nemmeno l’ombra di come far chiarezza con i suoi fratelli battezzati?
    Caro Card Zen!!! siamo tutti con Lei
    Vieni Signore Gesù ti aspettiamo

  • miserere mei ha detto:

    Loreto: quando è emigrata una casa… A pochi giorni dalla festività che celebra la venuta alla luce di Gesù, nove mesi dopo l’Incarnazione come embrione nel grembo verginale dell’Immacolata, la Chiesa ricorda la prodigiosa traslazione della casa in cui viveva Maria il giorno dell’annunciazione e dove poi visse lungamente il Nazareno con i suoi. Nella sontuosa collocazione all’interno del santuario marchigiano, i muri originali della casa galilea di oltre due millenni or sono consistono di tre pareti per circa due metri di altezza e quasi novanta centimetri di spessore e circoscrivono una stanza di sette metri per quattro. Le mura di Loreto sono prive di fondamenta, mentre a Nazaret, nella basilica dell’Annunciazione, i resti delle fondamenta presenti corrispondono alle misure lauretane. Il tipo di mattoni e di impasto per tenerli insieme è inusuale per l’Italia e tipico dell’Israele dei tempi di Gesù. Il peso della muratura spostatasi da Nazaret è stimabile in circa 90 tonnellate. Nelle mura della Santa Casa non è visibile alcun segno di un riassemblaggio dopo aver sezionato i muri. Se fosse stata portata da una nave è ben strano che poi non ci si sia accontentati di scaricare questo pesante fardello nelle adiacenze di un porto, invece di issarle sulla sommità di un colle, nel bel mezzo di una strada, a qualche chilometro dalla costa. E’ proprio caduta lì, nel 1294, atterrata quando non c’erano aerei, senza nemmeno l’ausilio di qualche nave addetta al Migrant Offshore Aid Station.
    Forse forse ci sarebbero potuti riuscire dei cinesi…

    • deutero.amedeo ha detto:

      Mancano le prove e non ci sono le evidenze. Quello che sappiamo con certezza, perché ce l’ha detto il Miserando Maestro di Verità oggi Imperante, è che Maria non era una postina, era una donna comune di professione ignota (ma forse era la badante migrante rumena di un anziano vedovo abbandonato di nome Giuseppe) e che alle prossime elezioni comunali si candiderà come sindaca di Roma. Per ora, come volontaria ONG, si limita a confortare i poveri romani sottoposti ad una infinità di disagi. Amen

      • deutero.amedeo ha detto:

        Dimenticavo, ahimè scherzi dell’età, che gli amministratori attuali, senza l’intercessione di S.S. mancano di : saggezza, lungimiranza, spirito di servizio e di collaborazione.

        Invece i Komunisti cinesi, quelli hanno tutto e di più, e applicano alla lettera la dottrina sociale della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

  • alice ha detto:

    Stupenda la parabola cinese sul Santo Natale.
    Colgo l’occasione per esprimere al dottor Tosatti e al Maestro Porfiri una preoccupazione che mi assilla da qualche tempo, da quando cioè ci fu una fiera a Shangai a cui parteciparono diverse ditte italiane e a cui andò anche il giovin ministro Di Maio, con l’aria un po’ spaesata. Sembrava dire “Mi chi ?”. A tale viaggio partecipò anche mio figlio, e per l’occasione installò sul mio smartphone, che sto usando solo da poco tempo, l’applicazione particolare per poter fare telefonate e inviare messaggi dalla cina ( da cui non si possono utilizzare né la telefonia normale, né google) Bene, una mattina, dopo tale viaggio, guardando lo smartphone, mi sono accorta che il vostro sito si apriva su una discussione di diversi giorni prima, e a cui io non ero ritornata il giorno precedente. Si trattava di uno degli articoli del Maestro Porfiri. Bisogna dire che sia il vecchio computer, sia l’abbastanza nuovo smartphone non hanno protezioni particolari. Da allora mi sto domandando : i bravi cinesi staranno utilizzando il mio smartphone per leggere i vostri articoli ?

    • alice ha detto:

      ancora una cosa sui rapporti italo-cinesi. La società per cui lavora mio figlio è stata venduta da Renzi (fortunatamente solo il 40%) ad una società cinese. Lo scorso anno, uno degli alti papaveri cinesi inviò una lettera ai dirigenti italici proprio il 25 dicembre. Personalmente temo che date come l’8 dicembre, ed altre date civili, come il 25 Aprile ad esempio non siano gradite alla proprietà cinese, e che per noi italici parzialmente cinesi si prospetti un processo all’incontrario di quello temuto dal dirigente del partito di cui si parla nell’articolo. Cominciando proprio da date come quelle citate, ovvero il 15 agosto e il 1 Novembre.

  • Valeria Fusetti ha detto:

    Si comincia con il Natale e si continua con la conversione … effettivamente … se non piace all’ Occidente che, appena un povero demente depravato ha dichiarato tutto fiero “Dio è morto” si è accodato, ballando e cantando, e trascinando nell’ orrido sabba innumeri chierici, vescovi, cardinali, fedeli (ex), per quale ragione dovrebbe piacere al Governo cinese ? In fondo sta già applicando la Dottrina Sociale della Chiesa. Anche se non mi sembra che, in questa Dottrina, sia previsto l’ aborto obbligatorio di massa…ma con la canonizzazione della Bonino si potrebbe iniziare un nuovo “percorso di discernimento”.

    • franz ha detto:

      …magari con la canonizzazione di Bergoglio stesso ?

    • filippo ha detto:

      Non commento, con dolore concordo.

      • Valeria Fusetti ha detto:

        Caro Filippo, il tuo dolore è il mio… e quello di tanti. Mentre scrivevo piangevo, ma purtroppo oltre al dolore c’era anche rabbia. E questo mi sembra che non vada e penso che il mio direttore spirituale avrà da dire… Ma faccio una proposta: dedichiamo il nostro dolore alla Santa Madre di Dio e al nostro amato Signore Gesù Cristo.

    • deutero.amedeo ha detto:

      L’invasione di Roma da parte dei SUMAR è iniziata nel 2013 d.C. e continua tuttora. I nuovi barbari stanno distruggendo tutto, a partire dall’Archivio Storico ( tra cui anche il registro del censimento di Cesare Augusto). Il vero Cristianesimo è iniziato nell’anno 77 dopo la nascita di Bergoglio. Adeguatevi o sarete scomunicati.