LA MISERICORDIA COLPISCE ANCORA: COMMISSARIATA FAMILIA CHRISTI A FERRARA. TROPPA TRADIZIONE? SGARBO A NEGRI?

4 dicembre 2018 Pubblicato da 59 Commenti --

Marco Tosatti

 

Da qualche ora è uscita la notizia del commissariamento della Fraternità sacerdotale Familia Christi, da tempo nel mirino del nuovo vescovo di Ferrara, il super progressista migrantista mons. Perego. La storia si ripete: come a Bruxelles il nuovo arcivescovo, pupillo del cardinale Danneels, De Kesel, ha sciolto grazie a un atto di autorità del Pontefice la Fraternità dei santi Apostoli, ricca di vocazioni e amata dalle gente, approvata dal mons. Léonard, così mons. Perego è riuscito nella sua opera di attacco alla Familia Christi, una realtà che era stata approvata dal suo predecessore, mons. Negri, e che era molto amata dai fedeli.

La Fraternità sacerdotale Familia Christi è stata commissariata a tempo indeterminato per verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla visita canonica alla medesima società. C’è da chiedersi ancora un volta che cosa mai possano aver commesso di drammaticamente grave alla Familia Christi (come da Francescani dell’Immacolata, come dalle suore di Laval, come gli Araldi del Vangelo) per meritarsi l’attenzione canonica di una Chiesa che approva e favorisce ogni genere di bizzarria dottrinale e teologica, e conferma in cariche delicate e importanti prelati favorevoli al matrimonio omosessuale e all’ordinazione delle donne.

La vicenda di Familia Christi a Ferrara ha generato delle polemiche nell’ultimo anno, dopo la decisione del vescovo di spostare la fraternità dalla chiesa di Santa Maria in Vado al convento di San Girolamo dei Gesuati.

La visita canonica è iniziata il 20 febbraio ed è proseguita successivamente con la raccolta di informazioni fino al 30 settembre, quando si è conclusa con la consegna al presidente della commissione pontificia Ecclesia Dei, il cardinale Luis Ladaria Ferrer, di una relazione da parte di vescovo Perego. Il 1° dicembre il cardinale Ferrer, che è prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ha nominato monsignor Daniele Libanori, vescovo ausiliare di Roma – ferrarese d’origine – “commissario plenipotenziario, delegato della Santa Sede sulla fraternità sacerdotale della Familia Christi”.

Libanori sarà chiamato a tre compiti specifici: assumere il governo della fraternità sacerdotale della Familia Christi, in sostituzione del superiore e del consiglio generale durante il periodo del commissariamento che non ha una scadenza stabilita; verificare la fondatezza degli elementi e delle conclusioni emersi dalla visita canonica alla medesima società; determinare, in collaborazione con la pontificia commissione Ecclesia Dei, eventuali futuri percorsi per la Familia Christi.

Scrive Messa in Latino: “La Familia Christi è la prima realtà italiana Ecclesia Dei (società di vita apostolica di approvazione diocesana): confidiamo nella serietà e nella onestà del Commissario incaricato Mons. Libanori, e preghiamo il Signore affinché, guidi lo illumini e conservi integra e

fedele a se stessa questa feconda comunità religiosa, ricca di vocazioni.

Speriamo che la Pontificia Commissione Ecclesia Dei – in accordo con la Fraternità, con

Mons. Perego e col Commissario – sappia indicare, come auspicato dalla S. Sede, i migliori “futuri percorsi” nella direzione di non tradire la identità della Fraternità.

Per chi ha conosciuto l’operato esemplare dei sacerdoti di Familia Christi e la sequela dei molti fedeli (a Roma a Palazzo Altemps e a Ferrara nella parrocchia di S. Maria in Vado prima e nella chiesa di S. Chiara poi) questa notizia è motivo di preoccupazione ma si confida nella preservazione di quanto, a favore della tradizione, è stato fatto con amore per la Chiesa e per il Papa”.

Già, perché, “casualmente” anche Familia Christi è come le altre realtà perseguitate, in odore di tradizionalismo. E poi ci vogliono convincere che questo Pontificato è misericordioso, ricco in dialogo, tollerante verso le sensibilità diverse e per niente prevenuto e ostile a determinate realtà ecclesiali. Se ne accorgono anche i fedeli, come potete vedere da questa lettera indirizzata al direttore di un giornale di Ferrara, l’ “estense.com”:

Gentile Direttore,

dopo essere stati cacciati da Santa Maria in Vado tre mesi fa con la scusa dell’Unità pastorale e murati vivi ai Gesuati, da questa settimana ai Padri di Familia Christi è stato financo impedito di celebrare pubblicamente la S. Messa presso la Chiesa di Santa Chiara, che era stata temporaneamente assegnata loro in attesa di una nuova e più congrua collocazione, che non è mai arrivata. Continua, sempre più inspiegabile e feroce, la persecuzione nei confronti della Fraternità e delle centinaia di fedeli che qui a Ferrara avevano e hanno trovato in lei un sicuro approdo per coltivare e approfondire il loro cammino di Fede. E tutto questo nel silenzio imbarazzante e imbarazzato dell’Arcivescovo di Ferrara Mons. Giancarlo Perego, che di questa persecuzione è il responsabile e l’artefice e dell’intero clero ferrarese. Mi domando se si leverà prima o poi, tra chi veste una tonaca, una voce coraggiosa disposta a ricordare a Sua Eccellenza come i tempi della Santa Inquisizione siano ormai definitivamente tramontati e come lo “spirito di accoglienza” tanto invocato quando si parla di migranti forse debba valere anche per il popolo dei cattolici praticanti di questa Città…

Qui invece trovate una descrizione, dal sito di Familia Christi.

“La Fraternità Sacerdotale della Familia Christi (F.S.F.C.) è una Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano eretta nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Luigi Negri l’8 settembre 2016, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Natività della Beata Vergine Maria.

La Fraternità Sacerdotale nasce grazie al cammino di maturazione percorso dall’Opera Familia Christi dal tempo della sua fondazione fino ad oggi, unitamente al dono di vocazioni sacerdotali sorte all’interno della stessa. Questo ha reso possibile il compimento del progetto che già il Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai aveva in animo di realizzare: una famiglia di anime che, nella Opera Familia Christi e secondo lo stile proprio di essa, realizzasse nel mondo il servizio apostolico nel ministero sacerdotale od in cooperazione con esso, capace di protendere l’impegno e lo sforzo dell’Opera «verso orizzonti sempre più vasti e verso nuove ed apostoliche conquiste» (Lettera G.B.Montini alla Sig.na Alfieri, 22 gennaio 1951, Vaticano; prot. N. 237417).

Pertanto, seguendo l’originale ispirazione e volontà del SdD Mons. Giuseppe Canovai, secondo il suo esempio di vita, e gli insegnamenti di Tommasina Alfieri, nasce nel cuore e dal cuore dell’Opera Familia Christi, ed informata dal suo stesso spirito, una famiglia di anime che desidera dedicarsi al raggiungimento dei fini propri dell’Opera e all’affermazione dell’ideale di questa nella specificità del ministero ordinato.

Dopo un lungo tempo di verifica attenta e di approfondita preparazione, non senza la l’accompagnamento dei periti ecclesiastici competenti che hanno saputo indirizzare i passi della nascente realtà e dei suoi primi membri, è giunto il primo riconoscimento canonico il 4 giugno 2014. In questa data, infatti, Mons. Luigi Negri ha eretto la Fraternità Sacerdotale della Familia Christi in Associazione Pubblica Clericale di fedeli dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio approvandone in pari tempo gli Statuti Generali.

Il seme piantato dalle preghiere e dalla totale oblazione di Mons. Giuseppe Canovai, che già aveva portato i primi germogli nel cammino intrapreso fino a quel momento, vedeva così in quel giorno maturare il frutto di tanto impegno ed acquisire una identità ecclesiale autentica e riconosciuta.

Da quel momento rinnovato vigore ha caratterizzato il cammino della Fraternità che è continuata a crescere e maturare grazie anche a quei giovani che, per grazia di Dio, hanno chiesto di conoscere e approfondire il carisma della Fraternità.

In forza di tale consolidamento e della maturazione che la Fraternità vedeva realizzarsi al suo interno, trascorso un congruo tempo di sperimentazione della vita fraterna e dell’impegno apostolico, si è dato inizio alla fase di studio e di verifica per il riconoscimento della stessa Fraternità in Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano.

L’8 settembre 2016 segna il felice giorno di questo passaggio importante e della concomitante approvazione delle Costituzioni Generali e di quelle Spirituali, compiuto solo dopo aver ricevuto, in ossequio ai Sacri Canoni, il benestare della Sede Apostolica, nella figura della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Queste fasi, che hanno comportato un importante lavoro di verifica da parte delle competenti autorità diocesane e pontificie e collaborazione con esse, sono state insieme occasione di grazia straordinaria e radicale maturazione.

Allo stesso tempo, avendo ormai raggiunto un congruo numero di sacerdoti che la componevano, l’Arcivescovo Mons. Negri ha voluto affidare alla Fraternità Sacerdotale l’impegno pastorale della Parrocchia di Santa Maria in Vado, antica Basilica del centro storico ferrarese ed anche Santuario del Prodigioso Sangue in forza di uno straordinario miracolo eucaristico compiutosi il 28 marzo 1171.

Padre Pietro da Verona, mentre celebrava la messa, spezzò l’ostia e da questa sgorgò un fiotto di sangue vivo, talmente vigoroso da arrivare a colpire la volta sopra l’altare. Le tracce di sangue sono rimaste visibili fino ai giorni nostri ed è possibile vederle nella parte destra del transetto della basilica, grazie a una struttura che permette di salire fino alla volta.

Il 1 ottobre 2016, l’Arcivescovo Mons. Negri, alla presenza del Sindaco di Ferrara, delle altre autorità civili  presenti e dei fedeli della Parrocchia, ha affidato canonicamente la Parrocchia al nuovo Parroco, nella persona del Superiore Generale della stessa Fraternità.

Letto il decreto da parte del Cancelliere Arcivescovile, si è svolto il tradizionale rito della presa di possesso che ha segnato ufficialmente l’insediamento del nuovo Parroco, dei Vice-Parroci e della Fraternità.

I giovani in formazione della Fraternità Sacerdotale frequentano i corsi di studio erogati dallo Studio Domenicano di Bologna e dalla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna (F.T.E.R.) dove possono conseguire i titoli filosofici e teologici, collaborano anche allo svolgimento dei servizi parrocchiali nonché alla cura del Santuario del Prodigioso Sangue, e nella formazione quotidiana, accompagnati e guidati dai propri formatori, acquisiscono l’identità spirituale e sacerdotale segnata dal modello del Servo di Dio Mons. Canovai e dal carisma della Fraternità: nello spirito di Cristo offrire se stessi al Padre per la salvezza del mondo”.

http://www.familiachristi.org




Fotografia di Lorenzo Paruccini




Oggi è il 100° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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59 commenti

  • Gaetano2 ha detto:

    Comunque sia ben chiaro che costoro possono agire contro i cattolici poichè quest’ultimi seguono un’obbedienza fine a se stessa, mancando del coraggio di seguire l’obbedienza verso il Padreterno il Quale ha parlato, per quel che ne so e mi hanno insegnato sin da un lontano passato, sempre in modo molto chiaro.
    Altro che discernimenti, misericordie e str…. varie.
    E dato che ci siamo un buonasera misericordioso a voi tutti

  • Ira Divina ha detto:

    Il mio nome è ben altro, come penso anche il tuo. Il mio fa riferimento ad un animale pacifico e sacrificabile e restò un animale, ma l’ira Divina spera di non assaporarla mai. Almeno te lo auguro e con tutto il cuore. Non so nemmeno se sei un credente, ma se lo fossi stato o lo sei e temi Dio abbandona di seguire i cattivi consigli e ritorna all’ovile di chi ti ha generato nella Grazia per una vita Santa. Questa, come disse Gesù è l’ora delle tenebre. Non solo nella Sua ora, ma anche oggi per la Chiesa. Cristo Regni!

  • cosimo de matteis ha detto:

    Quello che sta avvenendo a questa Congregazione Religiosa, che fa seguito a quanto avvenuto ad altri Istituti, si trova spiegato -sfacciatamente spiegato, aggiungo- nel nuovo libro-intervista di Bergoglio con un Clarettiano iberico. (per esempio alle pagine 28, 32 , 37….).
    Si, proprio quel libro tanto strombazzato che – probabilmente per far clamore- è stato presentato come contenente le “preoccupazioni del papa per il clero omosessuale.
    Ed invece “la forza della vocazione” è un indisponente libretto la cui dolorosa lettura risulta un ottimo atto di mortificazione da compiere in Quaresima.
    Sto facendo tale fioretto in Avvento così espio in po’ di peccat i e poi oramai l’ho comprato.

    Mater Ecclesiae ora pro nobis.

  • Giuseppe ha detto:

    Egr. Dott. Tosatti,

    il disegno è fin troppo chiaro, visitando in questi anni le chiese e le comunità che sono rimaste fedeli al Vetu Ordo ho notato che le loro chiese sono sempre piene di giovani famiglie con più figli e di giovani, la celebrazione è assistita sempre da una schiera di chierichetti e diaconi, lo scorso anno ero a Friburgo in svizzera dove accanto alla cattedrale (semivuota) c’è una chiesa piuttosto grande di cui non ricordo il nome che alla celebrezione della SS Messa era piena di gente e di giovani. La conclusione è che sbocciando più vocazioni ed essendo più sentite e frequentate le celebrazioni, si vengono a rompere gli equilibri oggi in campo e la paura è che ci saranno più preti e praticanti fedeli al rito tridentino in grado mettere in minoranza il clero odierno e tutto il suo codazzo. applicando un po’ di matematica probabilistica sui numeri odierni hanno calcolato che il pericolo di essere defenestrati o resi scismatici è molto più imminente di quel che si poteva pensare, pertanto la cura è togliere il “cancro” al suo sorgere. Ecco spiegata l’apparente incomprensibiltà di tali provvedimenti nei vari Istituti religiosi non confacenti al loro disegno di nuova chiesa.
    Buon Avvento

    • spunto ha detto:

      Mi permetto di rilevare una certa approssimazione statistica ogniqualvolta si misura la fertilità del VO in rapporto a quanti fedeli ci sono in chiesa.
      Non che voglia smentire, però il confronto andrebbe fatto diversamente. Ossia: dati 100 i fedeli che frequentano 1 chiesa VO, quanti fedeli avremmo per ogni chiesa VO se le chiese VO invece che 1 o 2 fossero 100? bisognerebbe contare le chiese di tutte la città o della diocesi e immaginare quanto sarebbero piene se fossero tutte VO.

      • Giuseppe ha detto:

        Concordo ma il discorso statistico è puramente indicativo di una tendenza non vuole assolutamente certificare un esito probabilmente certo. Resta pur vero che l’accanimento è dovuto all’esigenza di annullare in qualsiasi modo l’espansione del consenso verso lo spirito della tradizione liturgica e della sua riabilitazione.
        Non dimentichiamo la prevalenza dell’aspetto economico ed il patrimonio immenso che ancora oggi la chiesa ufficiale beneficia.
        cordialmente,
        Giuseppe

      • LucioR ha detto:

        «Non che voglia smentire, però il confronto andrebbe fatto diversamente. Ossia: dati 100 i fedeli che frequentano 1 chiesa VO, quanti fedeli avremmo per ogni chiesa VO se le chiese VO invece che 1 o 2 fossero 100? bisognerebbe contare le chiese di tutte la città o della diocesi e immaginare quanto sarebbero piene se fossero tutte VO»

        Quindi, la risposta è obbligatoria: se in una chiesa che officia il V.O. ci sono cento fedeli, se ci fossero cento chiese in ogni chiesa ci sarebbe un solo fedele. E’ così vero? Lo scherzo è ben riuscito, le pare?
        Perchè mi auguro che Lei lo ritenga uno scherzo.

        Ché se cosi non fosse evidentemente Lei immagina che, ponendo che in una certa provincia ci sia una sola chiesa che officia il V.O. (la realtà è questa, altro che «contare le chiese di tutte la città o della diocesi») il prete prima di recitarlo manda per la tutta la provincia gli elicotteri per raccogliere tutti coloro che in quella provincia desiderano assistere alla Messa V.O. Non le viene in mente che invece vi si recano solo quelli che risiedono vicini a quella chiesa o al massimo a qualche chilometro di distanza?

        Se proprio è amante di sondaggi, invece, provi a fare questi:

        – Quanti Vescovi permettono di celebrare il V.O.?
        – Quanti sono i Vescovi che lo boicottano? (la domanda non è uguale e contraria alla precedente)
        – Quanti sono i preti preparati a celebrarlo?
        – Quanti Vescovi usano i mezzi per poter insegnare la celebrazione del V.O. ai preti che vorrebbero celebrarlo?
        – Quante chiese sono messe a disposizione per celebrare il V.O.?
        – Là dove è consentito celebrare la Messa V.O., quante sono quelle che possono essere celebrate in un orario decente?
        – Quanti sono gli organismi, Uffici, Prelati; organi di stampa sedicenti cattolici, ecc. che fanno continuamente campagne contrarie alla celebrazione della Messa V.O.?

        Ecco, dopo che avrà fatto queste indagini forse potrà trarre una conclusione.

        • soluzione ha detto:

          Allora mettiamola così.
          Si supponga che vi siano tante chiese VO quante sono le chiese NO e parimenti tanti preti preparati e autorizzati a celebrare il VO quanti sono quelli del NO. I valori del NO (chiese e preti) devono invece essere invertiti e quantificati in misura eguale a quante chiese e preti VO ci sono attualmente.

          Stabilite le condizioni di partenza, si prendano tutti i fedeli VO e li distribuisca nelle varie chiese VO, in proporzione alla densità del territori di ciascuna parrocchia, suddividendoli per il numero di messe mediamente garantite durante la giornata. Si contino, per parrocchia e per singola messa.
          Inversamente, si prendano tutti i fedeli NO e li si concentri nelle parrocchie NO, anch’essi distribuendoli in base al numero di messe ordinariamente celebrate. Si contino, per parrocchia e per singola messa.
          Poi si confrontino i dati, chiesa per chiesa messa per messa, e si verifichi se il numero iniziale di fedeli VO sia elevato o se sia basso.
          Ogni anno va ripetuta l’analisi, censendo il numero dei fedeli VO e NO e ripartendoli ancora idealmente con i medesimi criteri, per verificare crescite/decrescite di ciascuna categoria in rapporto all’altra ed in rapporto ai luoghi di celebrazione delle messe.
          Poi si pubblichi l’annuario.

          • LucioR ha detto:

            Sono perfettamente d’accordo. Ad una condizione: che prima si risolvano le carenze denunciate sopra, cioè:

            – Che tutti i Vescovi, incominciando dal Vescovo di Roma ovviamente, permettano di celebrare la Messa V.O. in tutte le città e in tutte le parrocchie.
            – Che tutti i Vescovi, non solo diano il consenso di celebrarla, ma dopo aver dato il consenso non facciano nulla per boicottarla (tutti problemi presenti, eh?).
            – che tutti i Vescovi dopo aver dato il consenso di celebrare la Messa V.O. istruiscano un numero di preti in grado di celebrarla pari al numero di preti che celebrano le Messe N.O.
            – E quindi dedichino un numero di chiese per la celebrazione V.O. pari al numero di chiese che celebrano la Messa N.O.
            – qualora in una chiesa si celebrasse sia Messe V.O. che N.O., e questo probabilmente avverrebbe quasi ovunque, riservare alle Messe V.O. gli orari più comodi, cioè quelle che registrano il maggior afflusso dei fedeli. Questo per giustizia visto che finora alle Messe V.O. sono state assegnati gli orari più scomodi.
            – in tutte le Diocesi, e incominciando da Santa Marta, si faccia una campagna martellante a favore della messa V.O., almeno quanto finora se n’è fatta contraria, e s’imponga a tutti gli organi di stampa sedicenti cattolici, i teologi, gli opinionisti più o meno cattolici e “Repubblica” (organo Ufficiale di Santa Marta), di descrivere quotidianamente le magnificenze della Liturgia V.O. almeno altrettanto quanto finora la si è descritta come delle mascherate.
            Quando dopo almeno 11 anni (tanti sono gli anni di denigrazione continua della Messa V.O., trascorsi a partire dal Motu Proprio di Benedetto XVI) tutto questo avrà permesso a tutti i Cattolici di essere correttamente informati sulla Liturgia V.O., allora ci sentiremo per concordare certi sondaggi.

    • Nicola. B ha detto:

      D’altra parte se non si radono al suolo queste nuove comunità che danno vocazioni, messe affollate di famiglie con bambini piccoli e giovani e che trasmettono la Vera Fede, poi chi ci andrà alle messe protestanti della Neo Chiesa 2.0 dopo la fusione con tutto l’arcipelago delle varie confessioni religiose protestanti?

  • Adriana ha detto:

    Iris ,
    grazie , ho trovato . Si trova nell’ Evangelii Gaudium .( novembre 2013 ) La prima esortazione apostolica del Biancovestito ai Vescovi e al clero – Contro il modello della sfera -perfetto- il modello del poliedro -imperfetto – per la nuova chiesa in uscita.

  • Adriana ha detto:

    Grazie 1000,
    semmai in chiave ” animalista “. :-))
    Prego leggersi Dante – canto di Paolo e Francesca – ” O animal gentile e benigno , che visitando vai per l’aere perso , noi che tignemmo il mondo di sanguigno…”
    Animale – essere animato – dotato di anima -. In questo caso l’uomo.

  • Maria Cristina ha detto:

    Un tempo la persecuzione dei buoni cristiani veniva da fuori la chiesa oggi viene da dentro la Chiesa. Forse non c’è ne rendiamo ancora conto ma ci aspettano tempi in cui il martirio sara’ piu’ probabile venga inflitto dalle autorita’ cattoliche agli stessi cattolici fedeli alla Tradizione, che dai musulmani. Prepariamoci, e non scandalizziamoci: e’ stato ampiamente profetizzato.

    • GMZ ha detto:

      Cara Maria Cristina,
      Forse questo tempo è già “quei tempi”…?!
      Se non è già una persecuzione, questa! Ma probabilmente non abbiamo ancora visto di che cosa è capace il Papa sghignazzante.
      Ossequi.

    • Nicola.B ha detto:

      Maria Cristina la PERSECUZIONE di cui parli tu, il cosiddetto ” fuoco amico “, è stato ed è preannunciato/ annunciato dalla Madonna nei suoi messaggi ad Anguera-Brasile da diversi decenni. Parla di tempi terribili per chi, specialmente i Sacerdoti, si manterranno fedeli al Vero Vangelo e Vero Magistero della Chiesa. Ma ha anche detto a chiare lettere che la ricompensa per chi si manterrà fedele a Cristo sarà grande. I tempi sono ormai arrivati. La Madonna ha anche aggiunto in questi messaggi che il Cibo Eucaristico verrà a mancare….

  • Turiddu ha detto:

    Non se ne può più di questo Papocchio! Che Dio ce ne liberi al più presto!

  • GMZ ha detto:

    Un po’ come le bombe intelligenti, questa misericordia va a colpo sicuro e fa vittime solo tra i cattolici militanti e un po’ summorumpontificanti; niente vittime tra laici e modernisti – insomma il trionfo della tecnologia!
    Peccato Bergoglio ne abbia brevettato il sistema di guida, sennò sai che pacchia le prossime guerre?

  • Iris ha detto:

    E invece nella cattedrale di Vienna succede questo, se avete i nervi saldi:

    https://www.vienna.at/galerie-anzeigen/14579815/Bilder-der-Veranstaltung

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    Francesco:
    “C’è un bisogno per leader con una mentalità nuova. Quelli che non sanno come a dialogo e scambia con l’un l’altro non è leader della pace: un leader che non tenta di incontrare il “nemico”, sedere con lui alla tavola come Lei fa, non può condurre la sua gente alla pace. Fare questo, noi abbiamo bisogno dell’umiltà, non l’arroganza”.
    “There is a need for leaders with a new mentality. Those who do not know how to dialogue and exchange with each other are not leaders of peace: a leader who does not try to meet the “enemy”, to sit with him at the table as you do, can not lead his people to peace. To do this we need humility, not arrogance”:
    http://press.vatican.va/content/salastampa/en/bollettino/pubblico/2018/12/03/181203g.html
    Dubia, Carlo Maria Viganò… Francesco: “Io non dirò una parola su questo”.
    Saluti.

  • Boanerghes ha detto:

    Se continua così chi vorrà essere fedele alla tradizione, senza pensare a chissà quali attività tradizionali o forme di liturgia, dovrà entrare in clandestinità.
    Non sarà la Cina, ma è pur sempre persecuzione della coscienza.

    • deutero.amedeo ha detto:

      In questo primo “avvento tridimensionale” della storia la Verità va facendosi sempre più multidimensionale e la realtà vaticana sempre più unidimensionale : cum Bergoglio e sub Bergoglio.

      • Adriana ha detto:

        Deutero ,
        per favore , tu che segui con tanta attenzione le esternazioni
        del Biancovestito ,puoi indicarmi dove ha parlato di un poliedro,
        credo a proposito della fede ? Ebbè : un poliedro possiede tre
        dimensioni , però la quarta – il tempo – è superiore allo spazio…
        allora …il poliedro esiste oppure no ?…. O , al contrario , si tratta di
        un ologramma del poliedro..?… E , rientra o non rientra nelle 12 dimensioni di cui tratta la fisica dei bosoni… ?….Lascia stare ! , ti ho disturbato , ma questo Biancovestito mi mette tali tarli !
        Non importa : l’importante è che il poliedro -o il suo ologramma
        sia ” dinamico ” -… per fede -…

        • deutero.amedeo ha detto:

          Adri, un poliedro è un solido che può esistere solo in uno spazio a tre dimensioni, ma può avere infinite facce . Come l’esacisottaedro che ne ha 6×8 = 48 o il Miserando che ne ha non so quante .

          • Iris ha detto:

            Adriana, se non vado errata, ha parlato del poliedro a Caserta durante la sua visita al suo amico Traettino pastore evangelico, nel 2014 mi sembra.

    • Davide ha detto:

      Volevo porle una semplice domanda, a lei ed agli altri utenti; perché questo Suo commento mi sembra decisamente interessante: secondo lei (tutti voi), la possibilità di uno scisma, a lungo andare nel medio lungo periodo; potrebbe concretizzarsi ?
      Mi spiego meglio: anche voi siete consci che attualmente nella Chiesa ci sia una dicotomia: da una parte i ‘progressisti’, dalla’altra quelli, come voi, profondamente attaccati alla Tradizione che è uno dei due pilastri (assieme alla Fede) sulla quale si è sempre retta la Chiesa Cattolica.
      Ora ritengo che questa dicotomia sia destinata a divenire, col tempo, sempre più profonda ed insanabile… almeno questa è la mia modestissima opinione che mi sono fatto in questi ultimi anni, leggendo sia sacerdoti ‘progressisti’ che materiale proveniente da voi ‘tradizionalisti.
      Condividete anche voi la possibilità, per quanto futura e remota, di un rischio simile ?

      • Maria Cristina ha detto:

        Davide provo a risponderti.
        La Chiesa cattolica e’ una realta’ complessa , fatta di molti “ livelli” . Si parla innanzitutto di Chiesa mistica, citta’ dei Santi, Gerusalemme celeste, Chiesa una Santa cattolica Apostolica, Sposa di Nostro Signore e il cui volto e’ perennemente giovane e perennemente Santo.
        Poi c’ e’ la Chiesa realta’ storica , il cui volto e’ cambiato nel corso dei tempi. La Chiesa di Sant’Agostino nel 400 storicamente non era identica a quella di Sant’ Ignazio di Loyola del 1500 o neppure a quella di Rosmini del 1800. Ecclesia semper reformanda vuol dire che senza bisogno di scismi la Chiesa istituzionestorica puo’ sempre essere riformata per adattarsi meglio ai tempi storici in cui vive, sempre SENZA TRADIRE la sua Tradizione. Gli scismi sono un’ altra cosa : sono quando qualcuno si stacca dalla radice perenne della Chiesa e va per una strada secondaria, come un ramo che si staccasse da un albero. Ci sono stati scismi come quello della Chiesa d’ Oriente e della Chiesa Anglicana, ed eresie come la Riforma Protestante. Sono rami secondari che si sono staccati dalla radice o Albero della Vita che e’ la Chiesa una Santa cattolica Apostolica.
        Oggi siamo di fronte a un problema diverso piu’ che di scisma si dovrebbe parlare di apostasia: oggi non sono piu’ rami secondari che si discostano, ma la radice stessa e il capo stesso, il papato, che sembra tradire le sue stesse origini. Non ci puo’ essere scisma se non c’ e’ un’ autorita’ centrale da cui ci si separa. Ma che succede se l’ Autorita’ centrale stessa , il papato , si separa dalla sua origine? Si parla di apostasia ed e’ stata profetizzata come la “ grande apostasia dei vertici della Chiesa” .
        I cattolici fedeli non saranno mai scismatici, non potranno mai staccarsi dalla Chiesa una Santa cattolica e Apostolica, che e’ stata fondata da Gesu’ Cristo
        Possono pero’ essere testimoni e martiri , ma non COMPLICI, della grande apostasia, del passaggio dei vertici della Chiesa e addirittura del papato dal campo di Gesu’ Cristo a quello del Nemico.
        Tempi apocalittici ed anticristici quando questo succede.
        Sta succedendo oggi ? Secondo alcuni ci sono tutti gli indizi.

      • GMZ ha detto:

        Per quanto mi riguarda, caro Davide, la risposta è “no”.
        Il tradizionalista ha fede, ragiona sub specie aeternitatis e sa che prima o poi il carnevale finirà.
        Tutto questo patire non sarà vano.
        Ossequi.

      • LucioR ha detto:

        Mi pare lo scrivente essere una persona di un’altra religione, a meno che non abbia usato l’artificio di porsi come in mezzo ad una disputa fingendo di non appartenere a nessuno dei due fronti. Niente di male qualunque sia il caso perché ha posto garbatamente una domanda sulla situazione drammatica presente oggi nella Chiesa.

        Mi scuso se non mi attengo al tema proposto, che verte sull’eventualità di uno scisma, per mettere in evidenza un aspetto ben più importante. Più importante perché non fondato su opinioni (come può essere la risposta sull’eventualità di uno scisma) ma su un fatto reale.

        Fatto reale messo in evidenza dallo stesso Davide attraverso un’apparente contraddizione, dove dice giustamente che la Tradizione è uno dei due Pilastri su cui si fonda il Cattolicesimo, e poi parla di tradizionalisti e progressisti come se fossero due “partiti” entrambi coerenti con l’essere Cattolici. Se il Cattolicesimo si fonda sui due pilastri della Sacra Scrittura (non la Fede: che se intesa in senso oggettivo si riferisce alle Verità contenute nella Sacra Scrittura e nella Tradizione – «Depositum Fidei») e della Tradizione, è la Chiesa ad essere tradizionalista, cioè rispettosa, seguace della Tradizione, oltre che delle Scritture.

        Per quanto riguarda la miseria delle polemiche che corrono tra coloro che si definiscono o vengono definiti tradizionalisti e quelli al contrario progressisti, questo attiene alle persone – che siano esse in buona o malafede – e non inficia il fatto che la Chiesa è, non può che essere, tradizionalista.

        Strettamente parlando, se la Chiesa è tradizionalista questo attributo passa anche al credente sincero nient’affatto propenso a farsi rinchiudere in una certa fazione; ma purtroppo, come accade frequentemente oggi, il termine “tradizionalista” è stato caricato di un significato che non gli è proprio, per definire coloro che, poiché non sono progressisti, sono dei «Cristiani anestetizzati» e «sgrana rosari», per usare due tra le più blande definizioni tanto colorite quanto misericordiose dell’attuale occupante il soglio di Pietro.

        È pur vero peraltro che ci sono delle persone, ritenute falsamente tradizionaliste, e tali essi stessi si ritengono, che hanno della Tradizione un concetto come di qualcosa fissata una volta per sempre in un determinato momento storico della vita della Chiesa; che la soffocano, la fossilizzano, mentre essa è viva e cammina attraverso i cambianti che avvengono nella Storia dei popoli, tuttavia dominandoli, i cambiamenti (non in senso terreno ovviamente), e non facendosi da essi dominare.

        Ma costoro non sono numerosi e ben poco danno fanno.

        Al contrario dei progressisti (i quali sostengono che la Chiesa si deve piegare alle istanze edoniste e relativiste del corrotto mondo moderno) che ormai hanno raggiunto tutti i gangli vitali della Chiesa. Questi non sono altro che i vecchi Modernisti, i quali hanno cambiato nome perché come tali dichiarati ufficialmente eretici con l’Enciclica “Pascendi Dominici Gregis”.

        http://w2.vatican.va/content/pius-x/it/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_19070908_pascendi-dominici-gregis.html

        La si legga questa Enciclica, sembra scritta ieri.

        Per concludere ribadisco: La Chiesa è Tradizionalista perché formata, strutturata, evoluta sulla Tradizione oltre che sulla Scrittura, e pertanto anche il Cattolico è tradizionalista (senza virgolette, il termine esposto come aggettivo, non sostantivo, cioè non come appartenente ad un partito o una fazione, ma come naturale attributo del Cattolico, che è quello originale).

    • GMZ ha detto:

      Tra il Vaticano e la Cina non vedo queste grandi differenze, salvo forse il fatto che in Cina non ci sono vescovi sodomiti.
      Ossequi.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Come si concilia tutto questo con la riflessione mattutina di sua santità ( 4/12/2018) ?

    https://www.vaticannews.va/it/papa-francesco/messa-santa-marta/2018-12/papa-francesco-omelia-messa-santa-marta-4-dicembre.html

    • Gaetano2 ha detto:

      “Papa: cercare la pace nell’anima…” (e sottindende “nel corpo” ed “eterna”) e questo che don Ciccio vuole per tutti voi, io so’ accavàllo perchè puzzo di pecora…

  • Boanerghes ha detto:

    Direi che è ora di commissariare il Papa, e di continuare a seguire la dottrina della Chiesa come ci è stata trasmessa. Tutto il resto viene dal maligno.
    Basta

  • Boanerghes ha detto:

    Proprio in questi giorni stavo cercando il posto dove sono stati trasferiti i sacerdoti di questa comunità, desideroso di trovare un luogo di preghiera, di silenzio, di adorazione, una santa Messa normale, stanco di sentire sempre omelie sui poveri, sui migranti, parole di buonismo, riferimenti continui a quello che dice o ha detto Papa Francesco, mai parole di vera fede come fino a poco tempo addietro.
    E ora?
    Mons. Daniele Libanori è stato a suo tempo rettore del seminario di Ferrara, da cui se ne andò per entrare nei gesuiti.
    Dalla compagnia di Gesù può mai venire oggi qualcosa di buono?

  • yehohanan ha detto:

    ma è possibile leggere gli elementi che sono emersi nella relazione? Senza di questi è impossibile dare ragione e/o torto a qualcuno…

    • wp_7512482 ha detto:

      Riservati, ovviamente. Per questo ci sono punti interrogativi. Comunque è singolare che nel mirino ci sia sempre un certo tipo di istituzioni, no?

      • franz ha detto:

        posso azzardare ipotesi delle motivazioni ?
        1°- eccessiva identificazione nei carirmi del fondatore +
        2°- eccessiva marianologia
        3°-irregolarità contabili e amministrative
        4°-sospetti di possibili disordini morali ..
        SCOMMETTIAMO TOSATTI ???

  • Nicola.B ha detto:

    Troppa Tradizione? Certo troppa Tradizione, che altro sennò? Visto che coloro i quali scrivono libri , non per ammonire le “famiglie ” lgbt ma per sdoganarle ed equipararle alle Famiglie Naturali volute da Dio, non solo non vengono mandati in un eremo a pentirsi e fare penitenza ma addirittura vengono promossi ai massimi incarichi nelle Comunicazioni in modo tale che possano così diffondere meglio le loro ” idee”. Visto che il massimo rappresentante dei Gesuiti non è stato corretto o mandato in eremo anche lui a pentirsi e fare penitenza dopo aver detto che non si poteva essere sicuri che Gesù avesse condannato l’adulterio visto che a quei tempi non esisteva il registratore e detto che il diavolo non esiste. Non c’è bombardamento su tutto ciò che è troppo cattolico. Si spara ad altezza d’uomo e si bombarda ANCHE su ciò che minimamente sa di cattolico o appare minimamente cattolico. D’altra parte poi se non si fa così come si può realizzare l’autodemolizione del cattolicesimo e fondersi con i Protestanti ?

  • moriarty ha detto:

    Il Prefetto della Congragazione della Fede che firma il decreto è il card. LADARIA FERRER , S.I.
    Il Commissario nominato è mons LIBANONI, S.I.
    S.I. significa Societas Iesu
    nessun commento

    • Ira Divina ha detto:

      I gesuiti stessi dicono che la compagnia di Gesù erano il bue e l’asinello! Lo so perché ci ho studiato. Con questi animali vogliamo ancora costruire la Chiesa di Cristo?

      • osservazione ha detto:

        La Chiesa di Cristo si costruisce con la carità. Chiamare animali degli uomini, non è carità.

        • deutero.amedeo ha detto:

          L’uomo è un animale, con gli stessi organi con gli stessi meccanismi di risposta e gli stessi condizionamenti cui sono sottoposti e regolati i comportamenti degli animali. Grazie al soffio dello Spirito di Dio che gli fu (simbolicamente) inalato nelle narici, l’uomo ha in più la consapevolezza di sè e di Dio, ha la conoscenza e quindi la possibilità di dominare i meccanismi che regolano il suo comportamento grazie al dono della libertà e del libero arbitrio. Ma a questo punto è necessario che chi gli ha donato il libero arbitrio gli dia anche una legge su cui regolare le sue scelte. Certe scelte sono per il suo bene, le scelte opposte sono per il suo male.

        • Adriana ha detto:

          Osservazione giusta in questo caso : ” Poveri animali “.

        • Ira Divina ha detto:

          L’uomo che sostituisce Dio con l’uomo e apre ad ogni abominio, perde la sua dignità di uomo e chiamarlo animale è già una grande carità.🙉🙈

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