DISPACCI DALLA CINA. L’ATTIVISTA GUANGCHEN: L’ACCORDO È UNO SCHIAFFO IN FACCIA AI CATTOLICI CINESI

2 dicembre 2018 Pubblicato da 19 Commenti --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, fra i Dispacci di oggi ci parte particolarmente interessante quello che dice Chen Guangchen, l’attivista per i diritti umani non vedente, che si batte per una maggiore libertà nel suo Paese. Ma molto interessanti anche le altre notizie, che, purtroppo, raccontano di nuove persecuzioni da parte del governo cinese, che utilizza strumentalmente lo sciagurato accordo provvisorio e segreto firmato dalla Santa Sede per stringere la morsa sui cattolici cinesi. Se ne vorranno accorgere, in Vaticano? 

 

I cattolici di Datong denunciano

La bene informata “AsiaNews” informa in un articolo di fine novembre, della lettera aperta dei cattolici della diocesi di Datong nello Shanxi. I cattolici, senza vescovo dal 2005, denunciano le persecuzioni di cui sono oggetto: “Certo, su molte dichiarazioni e proposte del governo noi non siamo d’accordo, né le accettiamo; alcuni di noi perfino si oppongono ad esse. Ma non è possibile che ci venga tolta la nostra libertà e diritto perché abbiamo una fede diversa. Come comunità di credenti, siamo ancora più preoccupati per la libertà di parola, dato che non si può separare questa dalla libertà di religione: non ci può essere l’una senza l’altra. Ora siamo sottoposti al vostro controllo. La croce della nostra chiesa e perfino la chiesa stessa sono state demolite. La libertà dei fedeli di radunarsi viene limitata. La Chiesa è forzata ad accettare la guida del governo cinese. Tutte queste cose ci preoccupano e ci rendono insoddisfatti.

Come credenti, sappiamo che il futuro decide il presente. Con questa nostra lettera aperta- dichiarazione comune speriamo che voi potrete rispettare il diritto della Chiesa, rispettare ogni persona: questo è il livello minimo che non può essere cancellato”. I cattolici, più avanti, si domandano anche quale sia il prezzo da pagare per l’accordo provvisorio di settembre.

 

Uno schiaffo in faccia

Il britannico “Catholic Herald”, riprendendo da “Catholic News Agency”, riporta le dichiarazioni di Chen Guancheng, attivista cinese non vedente. Ecco la traduzione di un breve passaggio: “L’accordo di settembre è “uno schiaffo in faccia a milioni di cattolici e di altri fedeli religiosi in Cina che hanno subito una vera persecuzione sotto il PCC”, ha scritto Chen in un saggio sul Public Discourse del 26 novembre. (…) “Sono sicuro che i membri attivi delle chiese sotterranee in Cina, che hanno perseverato contro la paralizzante persecuzione per così tanto tempo, possono solo sentirsi traditi”, ha continuato.

Il riavvicinamento del Vaticano al governo cinese porta i dirigenti della Chiesa “più vicini a un partito comunista responsabile della morte di oltre quattrocento milioni di bambini non nati e centinaia di milioni di cinesi”, ha scritto Chen”.

 

Ancora sull’accordo

La giornalista Nina Shea commenta sul “National Catholic Register” sull’accordo di settembre. Ecco una porzione tradotta dall’inglese: “La Cina può ora ottenere influenza e legittimità attraverso il soft power del Vaticano, come gli scambi che il cardinale Parolin ha segnalato come un segno positivo dell’accordo. Il primo avvenne a Roma in ottobre, quando due vescovi cinesi, tra cui uno che era stato precedentemente scomunicato, parteciparono al sinodo sui giovani in Vaticano. Un partecipante al sinodo mi ha detto che non c’era nessuna apparente menzione della persecuzione cinese – nemmeno una sola domanda sulla gioventù che è stata bandita dalle chiese.

Alla fine di ottobre, altri tre vescovi cinesi sono arrivati per una conferenza di pace cattolica italiana. George Weigel ha scritto ampiamente sulla politica dell’Ostpolitik nella Guerra Fredda del Vaticano, che ha permesso agli apparatchik comunisti di infiltrarsi in conferenze simili, al Concilio Vaticano II e alla Radio Vaticana”. Aggiungiamo che George Weigel ha ampiamente scritto sulla Cina prima e dopo questo accordo.

 

Sulla decadenza di Hong Kong

Riporto un post su Facebook di Alberto Forchielli, economista e pensatore scomodo che per lungo tempo ha vissuto in Cina e lavorato con i cinesi. Spiega perché ha lasciato Hong Kong: “Perché ho lasciato Hong Kong che ho amato e perché non mi da più allegria tornarci. Hong Kong non ha più punte di eccellenza, non si investe seriamente in nessun settore differenziante perché la Cina non ne ha interesse vista la strutturale tensione politica (che secondo me intenzionalmente ha stupidamente fomentato): shipping andato a Tianjin, finance a Shanghai, tech a Shenzhen etc. Il governo cinese ha chiaramente fatto una scelta silenziosa per “normalizzare” Hong Kong e lo fa in negativo: anziché investire HK come in ogni altra grande città cinese per creare un hub con un vantaggio competitivo, evita semplicemente di farlo, ben sapendo che in un contesto del genere ne dichiara sostanzialmente la morte economica. Gli unici investimenti seri sono infatti in infrastrutture per creare cordoni di collegamento a madre patria (ponte sul delta, high speed train per Guandong, terza pista aeroporto). Per trovare eventi culturali si è sempre dovuti cercarli con il lanternino (per il West Kowloon Cultural District ci stanno mettendo venti anni e non è ancora finito… manco in Italia, per dire, l’Asia Society che organizzava eventi di grande livello è ridotta a promuovere misere esposizioni di arte di 3a categoria, l’Harvard club non si riunisce quasi più e quando lo fa propone eventi folkloristici più che educativi). Il tutto sul l’impianto di sempre: città costosissima, 4-5 gruppi che controllano l’80% del real estate, con il risultato che tutti si ammazzano per permettersi un buco in cui vivere, e ciò ha creato praticamente in tutti una mentalità “transazionale”: a nessuno frega un cazzo di nulla che non siano i soldi. La gran parte delle interazioni quotidiane sono bene che va con il saluto meccanico della cassiera così come è scritto nel manuale sennò la fustigano, ma tutto a occhi bassi, tutto scortese, tutto sbrigativo, piccoli abusi quotidiani all’insegna della frustrazione, tassisti sull’orlo di una crisi di nervi, razzismo strisciante anche nei confronti dei cinesi di Mainland. Ci sono secondo me ragioni chiare per tutto questo: strapotere degli oligopoli e politica Cina-HK cinica e scellerata sono secondo me ragioni chiare per tutto questo. L’atmosfera è cupa, la gente non sorride, gli occidentali sono sempre meno, HK che era la città più cosmopolita del mondo, sta lentamente diventando una città cinese come le altre che non attira più la curiosità di noi occidentali. Ma resta pur sempre come un popolo decide di reagire, e il 95% reagisce spalando la merda al piano di sotto. Posso capire razionalmente, ma non è un posto in cui è bello o utile stare. Sarebbe meglio che la Cina invadesse Hong Kong: almeno la toglie dallo stallo”. Da residente di Hong Kong, pur se oramai vivo più a Roma, devo dire che la sua visione è abbastanza corretta.

 

Problema etico

Su tutti i giornali, compresa “La Repubblica” viene data la notizia della nascita di bambini con DNA modificato. Lo annuncia He Jiankui, un genetista di Shenzen (al confine con Hong Kong). Ora, questa sembra una buona notizia ma si pone certamente un problema etico. Cosa guiderà questa capacità di manipolare la vita umana? Se soltanto i soldi e il guadagno, non ci attendono tempi propizi.




 




Oggi è il 98° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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19 commenti

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    “DISPACCI DALLA CINA. L’ATTIVISTA GUANGCHEN: L’ACCORDO È UNO SCHIAFFO IN FACCIA AI CATTOLICI CINESI” …. MA NON PER LA CHIESA DEL PROFETIZZATO “PASTORE STOLTO E FALSO PROFETA” FRANCESCO

  • ATHANASIUS ha detto:

    Traditori di Gesù e del suo Vangelo, traditori dei Martiri, traditori della Tradizione, traditori della Storia, traditori della Memoria, traditori del sangue dei Fratelli .

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Mi spiace per HK. Non credo il regime possa durare per molto… bisogna pregare la Madonna di Cina, quella di Sheshan:

    https://www.annalisacolzi.it/maria-di-sheshan-la-madonna-dei-cinesi/

    poi, a tempo debito, secondo quanto disposto dalla Provvidenza, c’è un’altra risorsa: fare un papa cinese. S.E. il card. Zen sarebbe perfetto. Ma sicuramente non sarà il solo, tra gli eroi di Cina. Abbiamo fede…

  • Antonello ha detto:

    Hong kong in declino, Roma in declino, forse sarebbe ora di rendersi conto che tutto il mondo è in declino.

  • Anima smarrita ha detto:

    Troppo oltre la nostra portata il problema al quale non possiamo offrire altro contributo se non la solidale, spirituale, partecipazione. Non hanno sortito il risultato sperato gli incessanti appelli e tentativi del card. Zen, mentre il vescovo Guo – uno dei due che hanno partecipato al recente Sinodo sui giovani – resta membro del parlamento cinese, nonostante il divieto canonico per i chierici di ricoprire ruoli politici.
    Qui la sofferta testimonianza di p. Pietro, due volte detenuto negli anni ’80 e ’90:
    https://www.laogai.it/sacerdote-cinese-la-santa-sede-deve-preoccuparsi-dei-vescovi-in-carcere/
    Scusandomi per la lunghezza, stralcio da un articolo su Asianews del 13 novembre scorso le seguenti considerazioni di padre Cervellera:
    «Io credo che il silenzio dei media – specie dei media cattolici – nasca anzitutto dalla vergogna. Pochi mesi fa, il 22 settembre, essi hanno così tanto esaltato l’accordo fra la Cina e la Santa Sede, da dare l’impressione che d’ora in poi tutto sarebbe stato in discesa. Ammettere invece che per la Chiesa in Cina vi sono ancora molti problemi di persecuzione rappresenta uno smacco che – è comprensibile – si fa fatica a confessare…
    Oltre alla vergogna, credo che a spingere al silenzio vi siano altri due motivi.
    Il primo è una specie di “complesso papolatrico”: siccome papa Francesco è un sostenitore dell’accordo con la Cina e un coraggioso fautore del dialogo con la cultura cinese, sembra che mettere in luce le persecuzioni siano un’offesa al pontefice. A parte il fatto che papa Francesco ha sempre sottolineato che lui ama la schiettezza e non l’adulazione, egli ha sempre detto che il dialogo si fa fra due identità, non tacendo la propria e se la propria identità è fatta di martiri, non la si può nascondere.
    Vero è che ormai all’interno della Chiesa, di qualunque cosa si parli, ci si domanda sempre “è a favore o contrario a Francesco?”…
    Il secondo motivo potrebbe riguardare soprattutto i media cosiddetti “laici”, per un complesso “mercatolatrico”, di divinizzazione del mercato cinese. Si tace su persecuzione e arresti perché è “cosa troppo piccola” a confronto della guerra dei dazi fra Cina e Usa e del futuro da superpotenza dell’Impero di Mezzo»….

  • Elisa ha detto:

    Don Gobbi aveva previsto tutto. Vorrei porvi una domanda che non c’entra con questo articolo. Ci sono notizie che dicono che Papa Francesco condanna omosessualità dei preti, dicendo che per chi ha queste tendenze non può in alcun modo fare per l’appunto il prete. Vi risulta vera questa notizia?

  • deutero.amedeo ha detto:

    Temo che se Hong Kong è in declino, Roma lo sia ancora di più. Guardate Piazza San Pietro nel video dell’Angelus di questa mattina….. e confrontatela con quella della prima domenica di avvento del 2013. Che tristezza!

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2018/12/2/angelus.html

    Oggi non c’è nemmeno la scusa della pioggia.
    E Parolin che dice?

    • Adriana ha detto:

      Deutero ,
      Parolin non so : per conto mio dico che quel saluto a metà
      strada tra un -Bye ,bye – frettoloso e una benedizione -abortita -,
      appare scoraggiante quanto il suo sorriso tirato -( di quelli che si riservano ai ” parenti serpenti ” in visita improvvisata e che desideri se ne vadano il prima possibile.)

    • marco g. ha detto:

      Video giustamente rimosso……

      • deutero.amedeo ha detto:

        Quello del 2013 è stato rimosso. Ma quello di oggi è lì tutto da vedere. Ed è davvero una pubblicità negativa non solo per J. M. Bergoglio Papa, ma per la Chiesa. Per questo ho scritto: che tristezza.

    • Pier Luigi Tossani ha detto:

      Perché tristezza? è logico!… Sarebbe preoccupante il contrario. Chissà che non finisca a fischi in piazza, prima della fine. Ma non è nello stile di noi cattolici. Anch’io non ci andrei per questo, anche se me ne fa venire la voglia. La pazienza ha un limite, anche nella Chiesa cattolica, come disse il prof. Spaemann.

      • Lucia ha detto:

        Signor Pier luigi sono pienamente d ‘ accordo.Perche andare a piazza San Pietro se adesso noi che non siamo fanatici seguaci dell ‘ ideologia immigrazionista non dovremmo fare neanche il presepe !?! Pare che adesso dire di amare i migranti sia l ‘ unica cosa che garantisca il Paradiso.Quindi ognuno puo fare quello che vuole .Sciocchi tutti i martiri di 2 mila anni che hanno creduto alle favole del Vangelo , sciocchi naturalmente i cattolici cinesi e quelli dove ci sono i mussulmani che si fanno tanti problemi !!! Ps Questo naturalmente non e il mio pensiero .Come ha detto una signora a Piazza san Pietro ci vorrebbero i gilet gialli!!! Ciao

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