DIALOGO DI PADRE CAVALCOLI CON ROMANA VULNERATUS CURIA, CHE RISPONDE AL TEOLOGO COSÌ…

24 Novembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Questa mattina abbiamo pubblicato un intervento di padre Giovanni Cavalcoli al post di due giorni fa di Romana Vulneratus Curia. E a strettissimo giro di posta Romana Vulneratus Curia ha risposto a padre Giovanni Cavalcoli…Ecco a voi l’ultimo tassello di questo mosaico.

<Caro Padre Cavalcoli, d’accordo, il successore di Pietro è Maestro della fede, supremo giudice e non deve esser giudicato da nessuno (Can. 1404).Ma essendo anche lui discendente di Adamo e potenziale peccatore fino al suo ultimo istante di vita, ci impone una lecita riflessione sulla sua persona, che potrebbe spiegare anche qualche confusione in materia di fede ( di cui è maestro). Detto Maestro della fede appare essere pieno di suggestioni, che fatico a definire “angeliche”, magari proposte con un pochettino di apparente superbia ( anziché umiltà), che magari possano apparire persino mancanti di quell’equilibrio necessario per esser credibili per apprezzarlo e obbedirlo. Ora chiedo a Lei caro padre Cavalcoli, se a volte non ha l’impressione di riconoscere in questo Maestro della fede, un papa politico, dittatore, rivoluzionario, furbo, prepotente, ispirato da dottrina rahneriana, per nulla ed in nulla ispirato al suo grande predecessore Benedetto XVI. Le chiedo anche se dovremmo cancellare quei sospetti sulla sua elezione, che abbiam letto esser stata appoggiata o persino guidata, da ambienti non propriamente ispirati dallo Spirito Santo (…….), magari invece ispirati da vecchi nemici della chiesa, da ambienti riconducibili a religioni diverse dalla nostra, da ultramodernisti supportati da ambienti politici, da gruppi definiti addirittura “ mafia di San Gallo”, tutto un programma insomma. Insomma lei ci invita a ascoltare ed obbedire un Maestro della fede che sembra esser non sempre equilibrato, persino a volte sembra esser affetto da qualche patologia, un Maestro che un numero crescente di teologi, vescovi e cardinali invitano a pentirsi. Caro padre Cavalcoli, questo Maestro della fede insegna come conquistare la vita eterna? come rafforzare la fede? O ormai il “Papa è nudo?” e non resta che affidarci alla Madonna di Fatima perché lo ispiri? o non resta che invocare San Michele Arcangelo affinché ci protegga? RVC >.







Oggi è il 90° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

45 commenti

  • Lo spettro di don Ezio ha detto:

    Dott. Tosatti,avevo scritto anch’io un commento del tenore del padre Cavalcoli, ma credo che non sia stato pubblicato per qualche errore informatico. Io sto col padre Cavalcoli.

  • wp_7512482 ha detto:

    Caro dott. Tosatti,
    ho letto la risposta di P. Cavalcoli a RVC. Io non sono nessuno, una semplice battezzata, ma vorrei rispondere al dotto padre domenicano, che conosco personalmente perché sta vicino a casa mia, che il Novus Ordo non prevede le omelie che riferisce RVC né tantomeno si esprime negativamente sulla ricezione della Santa Comunione in ginocchio e in bocca. Anche se talora si fa fatica a rilevarlo, il Novus Ordo, così povero di adorazione verso Dio, è una forma del rito romano, quindi cattolico. L’invito a frequentare la Messa v.o., se è una grazia per chi lo riceve, non va fatto per allontanare e segregare chi voglia vivere la S. Messa come Essa è: il Santo Sacrificio di Cristo. Chi non celebra in questo modo non intende fare ciò che fa la Chiesa, cioè rinnovare il Sacrificio della Croce, Novus o Vetus Ordo. Grazie del Suo encomiabile lavoro.

  • Anonima ha detto:

    Ma dai, cosa si sta facendo su queste pagine? Una sterile botta e risposta con contorno di commenti multicolori. Ma a che serve? Nessuno convince nessuno e ognuno resta nella sua posizione:
    il teologo insiste con la sua ammodernata teologia, il “Vulneratus” col suo coraggio evangelico e il resto, talvolta esagerando, in atteggiamento ondivago pro o contro le due parti.
    Dico la mia (ovviamente di una persona semplice che non conta niente): sinceramente, Cavalcoli con quella foschia che si porta dietro mi ha deluso e non mi piace; RVC (sul quale mi faccio domande relative alla natura del suo vulnus), invece, per come la pensa mi è simpatico. Ma più di tutti apprezzo la Religione di sempre, quella con cui sono cresciuta e invecchiata e che non rinnegherò mai; e tenti pure, questa razza di eretici e di traditori di Cristo e delle Sue pecorelle che scorrazza bellamente dal Vaticano in giù, di farmi cambiare idea o di impormi un Pater Noster diverso. Non cederò.
    Col Rosario in mano tanto possiamo.

    • Catholicus ha detto:

      Brava, cara amica, mi associo a lei al 100%, e lascio perdere tipi come Padre Cavalcoli ed altri difensori del nuovo regime bergogliano. A proposito dei corsi di management pastorale tenuti ad Ars dal commercialista dottor Bianchi enzo, poi, mi permetta di riportare anche qui un bel commento appena letto di Gloria TV :
      “Sicuramente da questi corsi di management pastorale, tenuti dall’esimio commercialista dottor Bianchi Enzo, ne uscirà una schiera di “operatori pastorali” di tutto rispetto, degni dell’attuale corpus ecclesiastico bergogliano, che annovera personalità di alto profilo evangelico, quali i cardd. McKarrick, Coccopalmerio, Braz de Aviz, padre Soca Abascal, mons. Ricca, padre James Martin, mons. Capozzi, mons. Charasma, , don Seppia, don Contin e don Costalunga. Solo per citare un piccolo campionario del nuovo clero” .

  • Nat ha detto:

    Anche la nomina di Cupich come primo membro della Commissione che si occuperà di abusi e la mancata nomina di O’Malley, che ebbe un bello scontro con Francesco ai tempi del Cile e di Barros, sono una diretta ispirazione dello Spirito e pertanto richiedono il nostro ossequio della mente e del cuore? E chi esprime qualche perplessità non ama il Papa ergo non è cattolico?
    Ok non è il pensiero di p. Cavalcoli ma di quanti parroci vescovi frati suore e semplici fedeli invece sì – ma solo da qualche anno perché “prima” l’obbedienza non era una virtù?

  • deutero.amedeo ha detto:

    Maestro della fede??

    [8] Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro “maestro” e voi siete tutti fratelli.

    [9] E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo.

    (Mt23,8-9)

    • Luca l. ha detto:

      Deutero Amedeo ci hai un po scocciati col tuo stucchevole modo di usare le Scritture. Che il Papa è il sommo maestro della fede è dottrina della Chiesa. Se vuoi contrastare la dottrina della Chiesa citando le Scritture, sei un protestante. Vergognati e finiscila di violentare il Vangelo e irridere ciò in cui crediamo.

      • MASSIMILIANO ha detto:

        Premesso che Deutero si sa benissimo difendere da solo, ma Lei invece ci è o ci fa? Di cosa va cianciando? Il papa chi sarebbe mi scusi? Maestro di cosa? E poi perchè Lei è così sicuro che sia papa? Non Le hanno detto che c’è un altro signore che si fa chiamare con quell’appellativo? Chi è che violenta il vangelo? Come dice Galantino Martin Sosa lo citano invece in maniera corretta? Come? Bergoglio non usa le scritture a suo piacimento? Saluti.
        Massimiliano.

        • deutero.amedeo ha detto:

          Povero Luca L , anche lui in qualche modo deve pur guadagnarsi la pagnotta… Però non deve mica essere tanto istruito sulle cose di religione. Allora diamogli una lezioncina a proposito della conoscenza delle Sacre Scritture.
          I Padri del Deserto, qualche secolo prima (!) della riforma , secondo quanto prescriveva loro Antonio Abate ( detto “Il Grande” ) ,conoscevano a memoria tutto il Nuovo Testamento e il Salterio. Ma la Historia Monachorum afferma che alcuni anziani conoscevano a memoria per intero Antico e Nuovo Testamento.

          “Qualunque cosa tu faccia o dica – sono parole di Antonio il Grande- basati sulla testimonianza delle Sante Scritture “.

          Non sono pensieri e parole dello stucchevole deutero.amedeo.

          • alberto micheli ha detto:

            La Sacra Scrittura e la Sacra Dottrina non si contraddicono. Se tu rilevi una contraddizione tra la prima e la seconda è perché leggi la prima secondo tuoi criteri personali e non in adesione all’interpretazione (vincolante) che ne da la Chiesa. Questo è il metodo protestante e quindi ha ragione chi dice che sei un protestante. Con l’aggravante di utilizzare, a soli fini di polemica e di pavoneggiamento, passaggi scritturali isolati senza misurarli col contenuto di altri passaggi che ne completano il senso e che confermano la correttezza dell’interpretazione cattolica: metodo fondamentalista-protestante.
            Ad ogni buon conto, visto che cerchi di violentare anche i Padri del Deserto, Sant’Antonio ti risponderebbe che è proprio nella Sacra Scrittura ad essere radicata la funzione del Papa che tu contesti.

      • deutero.amedeo ha detto:

        Da quando fare copia-incolla di due versetti del Vangelo, tanto per rammentarli, è violentare il Vangelo? E la Dei Verbum non è una delle quattro costituzioni del Concilio Vaticano II ? Che conoscere la Bibbia fosse una peculiarità dei protestanti non lo sapevo. Vabbè sig. Luca grazie per la lezione. Ma in quanti Luchi siete visto che mi parla al plurale? Siete legione come quelli di Mc 5,9.15 e Lc 8,30 ?

        • carla ha detto:

          se li rammenti per contraddire un cardine della fede cattolica sei un protestante. Il Papa è Maestro della Fede: se usi il Vangelo per smentirlo non sei cattolico, perché la Chiesa Cattolica nel Vangelo ci trova la conferma. Fattene una ragione e iscriviti ad una comunità luterana. Oppure abbassa la cresta e accetta gli insegnamenti di Santa Madre Chiesa.

        • LucioR ha detto:

          Ma non l’ha ancora capito? Si tratta del pool dei troll. Il loro parlare al plurale è un riflesso condizionato: «Siamo legione» .

    • LucioR ha detto:

      Sono d’accordo con ALBERTO MICHELI dove dice che «La Sacra Scrittura e la Sacra Dottrina non si contraddicono». Ed anche con Luca L. quando afferma che «il Papa è il sommo maestro della fede è dottrina della Chiesa». E questo, aggiungo io, in quanto Vicario di Cristo, quindi non in forza di un suo dono personale, ma per la proprietà che riceve dal “munus” conferitogli. Tanto è vero che – come tutti sappiamo – solo in particolari condizioni che nel pontificato di un papa ricorrono pochissime volte, egli non può errare, per il resto può errare come chiunque.
      Tutto questo è Verità di Fede (o forse questa Verità ha un’altra determinazione – non sono un esperto) alla quale noi, in quanto Cattolici, siamo tenuti a dare il nostro assenso; ma è pur sempre una Verità che ha contorni generali.

      Infatti, lasciando da parte personaggi del nostro tempo, ci sono stati casi di Papi (fosse anche l’unico che ora citerò) che hanno errato nel loro Ministero.

      Mi riferisco al Papa Onorio I che confermò l’eresia monotelita consistente nel riferire a Gesù Cristo un’unica volontà, negando che avesse anche una volontà umana oltre che quella divina.

      L’eresia di Papa Onorio fu condannata dal III Concilio di Costantinopoli, come possiamo leggere qui:

      http://www.totustuustools.net/concili/costant3.htm

  • Monica ha detto:

    “Chi non ama il Papa non é cattolico”.
    Infatti i Dubia amano il Papa. Msgr Viganò ama il Papa. Molti fedeli che chiedono che lui ci confermi nella fede amano il Papa. S Paolo amava Pietro quando lo ha corretto. S. Attanasio amava il Papa.
    Ma la sensazione di RV sul senso di questa frase é stata diversa: come se nel termine “ama” il prete che l ha detta sottintenda un servilismo muto, un non contraddittorio neanche quando é a rischio la fede, un primato di Pietro su Cristo stesso. E questo non può essere un atteggiamento cattolico ma da suddito di un regime.

  • Adriana ha detto:

    Avrei voluto o desiderato che RVC avesse chiesto a padre Cavalcoli che cosa intende quando ” distingue ” il ” Papa come maestro della dottrina della fede ” dal ” Papa Pastore e Guida della Chiesa “.
    ( A prescindere dai numerosi “problemi ” creati da questo papato ed evidenziati nella risposta di RVC ).
    Perchè dalle oscure frasi di padre Cavalcoli si può dedurre che egli inviti
    a distinguere tra un determinato professore di dottrina (Ratzinger) e
    un determinato pecoraio ( Bergoglio).
    Frasi che paiono invitare alla rassegnazione dell’attenersi a una chiesa ” BICEFALA “. Faccenda quantomai complessa ,astrusa, e deleteria.

  • miserere mei ha detto:

    Il vescovo di Roma è un successore degli apostoli.
    Se lo sono già chiesti in molti: la stessa persona può essere apostolo e diavolo?
    Gesù nel capitolo sesto del vangelo di Giovanni afferma: “Non ho forse scelto io i dodici? Eppure uno tra voi è un diavolo”.
    Evidentemente il seggio di apostolo non era ancora vacante, ma chi lo occupava era definito un diavolo.

    La zizzania infatti va lasciata crescere con il grano buono fino al tempo in cui verrà separata. Non è la natura del buono e del cattivo ad essere differente.
    Il campo è lo stesso, la biochimica anche.
    Per natura buono e cattivo possono (devono) stare accanto. Chi è diventato “diavolo” non lo è per propria natura, ma per scelta. Sceglie ciò che piace e diventa quel che sceglie facendolo. Vale per tutti.

    L’errore non consiste nel mettere uno che si è fatto diavolo tra i Dodici. Sbaglia chi, in quell’elezione e in quell’ufficio, ha ritenuto di fare altro dal proprio compito. Se è vero che i cattivi possono diventare buoni è pur vero che i buoni possono incattivire.
    Gesù chiama a conversione, ma c’è anche l’apostasia.

    Dio si serve della zizzania a beneficio del grano, anche se la zizzania soffoca il grano. La storia umana ricorda molti santi sofferenti e angustiati da molte prove. Ci sono i martiri, anche oggi. Tutti perdenti agli occhi del mondo.

    La Chiesa è apostolica, quindi comprende anche il dodicesimo apostolo, quello fattosi diavolo. A non tutti gli apostoli piace un Maestro che predice di finire in croce (lui e loro con lui), dice di riporre la spada nel fodero e si umilia fino a farsi pane, che noi equipariamo a un pane da tavola, da mensa aziendale, nell’indifferenza degli stessi consacrati. Non tutti gli apostoli accettano che nemmeno uno iota della legge vada cambiato, mentre smaschera l’ipocrisia del legalismo.

    Qualche apostolo preferisce il consenso del mondo, per trenta denari o anche meno, persino gratis.

    Se Dio lo permette è perché ne può venire un bene maggiore, fermo restando la differenza tra chi fa il bene e chi non lo fa. Il male ha assunto proporzioni tiranniche. Il male non è affatto un bene. Chi non distingue (si) confonde.
    E’ così, finché la massa griderà di preferire Barabba.

    Anche una folla di vescovi può farlo?
    Anche quella.

  • moriarty ha detto:

    aspettiamo quindi che Padre Cavalcovi replichi a RVC . Non tanto per polemica o per altro, solo per aiutarci a capire questo problema tanto complesso .Lei Tosatti potrebbe girargli la risposta di RVC ? Grazie

  • Serena ha detto:

    Ottimo come sempre Romana Vulneratus Curia!
    Di mio aggiungo un’ulteriore domanda a padre Cavalcoli: le pare possibile seguire come Maestro un Papa (?), oltre ad essere tutto ciò che ha detto R.V.C., si circonda di personaggi che tutto sono fuor che paladini della fede, e mai, neanche eventualmente, corregge veri errori dottrinali (tanto per fare un esempio, si legga qui: https://opportuneimportune.blogspot.com/2018/11/elogio-delleresia-il-card-piacenza.html); mentre il medesimo Papa (?) non esita a correggere pubblicamente e pesantemente altri personaggi, come ad es. il cardinal Sara il quale, nell’ambito delle sue funzioni, cercava di evitare, per quanto poteva, abusi liturgici?

  • cristina ha detto:

    Tuttavia lo spirito Santo non è una magica bacchetta in quanto è sempre e comunque rispettata la libertà di ognuno,che, di fatto può anche non seguire i suggerimenti dello Spirito. Eventualità che per primo evidenzia s.Paolo nella lettera ai Galati, quando dice “..Se anche noi stessi o in angelo vi annunciasse un Vangelo diverso…., sia anatema…..” più chiaro di così

  • cristina ha detto:

    Parliamo chiaro (sisi,nono). Il Papa non è Dio ma il vicario di Cristo; quindi è un essere umano battezzato e soggetto al peccato come tutti.Lo Spirito Santo dovrebbe essere invocato e pregato perché guidi ed ispiri nella scelta di tale Ministro, così come il Pontefice stesso dovrebbe fare costantemente nell’ amministrare le cose di Dio. Segue

  • Fabrizio Giudici ha detto:

    Una cosa che non è stata rilevata, e che andrebbe fatto, visto che è all’origine di questo dibattito, è l’idiozia contenuta nella frase originale del prete: “Chi non ama il Papa non è cattolico”.

    Perché idiozia? Perché prescinde dal significato reale della parola “amore”.

    Facciamo chiarezza. La frase corretta sarebbe: “Chi non ama il proprio nemico non è cristiano (dunque neanche cattolico)”. Parole dirette di Cristo. Dunque bisogna amare, per quanto difficile, Nerone, Caligola, Maometto, Lutero, Roberspierre, Napoleone, Lenin, Stalin, Hitler, eccetera sino all’ultimo sgozzatore dell’ISIS. Questo però non contraddice il fatto che siano nemici e che vadano contrastati. Amarli vuol dire sperare comunque che si salvino, nonostante tutto. Dobbiamo predicare a questa gente che se insiste finirà all’inferno, ma non dobbiamo augurare loro l’inferno (il Giudizio spetta solo all’Altissimo).

    Stessa cosa vale nei confronti della banda di eretici e pervertiti che ci sta ammorbando, dai Kasper ai Bianchi, passando per il Mc Carrick e sodali. Dobbiamo sperare per loro la conversione e la salvezza, contemporaneamente dobbiamo opporci a loro e ostacolarli in ogni modo.

    Per il Papa bisogna usare i termini e i comportamenti adatti alla sua speciale condizione, che sono ben stati enunciati da padre Cavalcoli; ma anche da un gran certo numero di prelati, come il card. Burke. Dunque, tecnicamente non ci si “oppone” al Papa, ma si “resiste” ai suoi insegnamenti errati come dottore privato e dai suoi provvedimenti ingiusti come governatore temporale della Chiesa. Questo non vuol affatto dire che non lo si ami, nel senso che agire perché si corregga dei propri gravi errori va anche a tutto vantaggio della sua anima.

    Quindi, al prete suddetto, dite prima di tutto di parlare in italiano corretto e di dare il significato corretto alle parole, visto si trova nelle condizioni di salire in cattedra.

    Per quanto riguarda la questione della Messa e delle modalità di ricezione dell’Eucarestia, ci sono molte cose da dire, ma alla fine io mi ritrovo nella frase di padre Cavalcoli: stufo di una serie di questioni (dall’abuso di ministri straordiari, la modalità di ricezione della Particola, ai canti, ai cani, eccetera), sono passato al VO. Si taglia la testa al toro (ed è tutt’altro mondo, molto, molto di più che non semplicemente lo sbarazzarsi di canti, cani molesti eccetera, ma sarebbe un discorso lungo e non voglio abusare della pazienza del dott. Tosatti).

    Francamente, penso che dovrebbero farlo anche gli altri che hanno problemi. È difficile? Dipende, nel senso che io fortunatamente ho un VO a portata di mano, vicino a casa. So di persone che non sono così fortunate. Bene: allora raggruppatevi e formate un gruppo stabile, e lottate per chiedere un VO. Questo può essere difficile, siamo pereseguitati, ma i tempi sono quelli che sono. Ringraziate di non essere (ancora) con i tagliagole alla porta di casa, come altri fratelli, e datevi da fare. Se i seguaci del VO fossero il triplo o il decuplo di quanti sono oggi, le cose starebbero diversamente. Non per altro i frequentatori del VO sono in crescita costante ovunque, il che spiega anche i segni di insofferenza da parte dei novatores. Può essere che verremo perseguitati anche di più a breve: pazienza, ci ritroveremo a celebrare e a seguire nei garage. Ma Dio non permetterà che duri a lungo e ci ripagherà.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Tra i tre litiganti, RVC, Bergoglio, Cavalcoli, per me vince RVC, ma su tutti vince Cristo:
    [18] E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
    (Mt 16,18)
    Non è Pietro (o un suo successore) che edifica la Chiesa ma è Cristo che la edifica. A Pietro spetta solo il compito di portarne il peso.

  • Tiziana ha detto:

    Io ho cercato nei testi se un Papa possa essere eretico e la risposta pare proprio negativa. I teologi non ammettono la possibilità che un Papa sia tale, se non come caso puramente fittizio. O almeno questo è quanto sono riuscita a comprendere io. Resta sempre vero però che per esigere dai fedeli l’obbedienza dovuta all’infallibilità il Papa deve esprimersi ufficialmente sulla questione per cui la richiede, con formule appropriate al caso, e i relativi anathema sit…altrimenti non sembra si possa parlare di infallibilità. Il punto piuttosto è che il clero stesso ormai non crede più a nulla o quasi. Conosco sacerdoti anziani (anzianità non significa affatto maggiore aderenza alla dottrina) che non credono nell’esistenza dell’Inferno, e che parlano di misericordia quando si affronta il tema della comunione ai divorziati risposati. Penso che Francesco non abbia inventato né imposto nulla. I mutamenti vengono anche dal basso.

    • Diana ha detto:

      Inoltre tra i requisiti per l’elezione c’è il fatto, banale, di dover essere cattolici. Ricordo che per rispondere a chi era rimasto sconcertato dinanzi a certe sue ambiguità, Bergoglio rispose:”Volete che reciti il Credo?”.

      • Boanerghes ha detto:

        Non è proprio vero quello che dicono i teologi.
        Ai tempi di S. Attanasio ci fu un Papa poi accusato di eresia.
        Non ne ricordo il nome, ma S. Attanasio era in pratica solo contro una moltitudine di vescovi che appoggiavano Ario.

        • Tiziana ha detto:

          Sì è vero, il Papa era Liberio. Come è vero che nel ‘300 Papa Giovanni XXII venne invitato da un Concilio imperfetto a ritrattare la sua teoria sullo stato delle anime dopo la morte: secondo lui, infatti, non vi era alcuna sopravvivenza dell’anima al corpo. Semplicemente i defunti dormono sino al giorno Giudizio e della Resurrezione (tesi condannata: prima della Resurrezione le anime sussistono o all’Inferno o in Purgatorio, o direttamente -pochi- in Paradiso). Il Papa ritrattò. Ma per quanto questo caso sia citato, (e comunque, data la ritrattazione non si può parlare di un Papa eretico), si sente affermare spesso che un Concilio imperfetto sarebbe oggi una assurdità. Non dobbiamo dimenticare peraltro che il dogma dell’infallibilità papale astato codificato solo da Concilio Vaticano I, intorno al 1870…

    • LucioR ha detto:

      Papa Onorio I fu accusato di eresia dal III Concilio di Costantinopoli: non fu dichiarato esplicitamente eretico, ma chi viene accusato di eresia…

      «[…] poiché non restò inattivo colui che fin dall’inizio fu l’inventore della malizia e che, trovando un aiuto nel serpente, per mezzo di esso introdusse la velenosa morte nella natura umana, così anche ora, trovati gli istrumenti adatti alla propria volontà: alludiamo a Teodoro […]; ed anche a Onorio, che fu papa dell’antica Roma […]; trovati, dunque, gli istrumenti adatti, non si astenne, attraverso questi, dal suscitare nel corpo della chiesa gli scandali dell’errore; e con espressioni mai udite disseminò in mezzo al popolo fedele la eresia di una sola volontà e di una sola operazione in due nature di una (persona) della santa Trinità, del Cristo, nostro vero Dio […]».

      Da: http://www.totustuustools.net/concili/costant3.htm

      La sconfessione di Onorio I è stata ribadita dal II Concilio di Nicea:

      http://www.totustuustools.net/concili/nicea2.htm

      • TIZIANA ha detto:

        D’accordo. Ma il problema resta. Ci sono stati Papi ritenuti eretici, ma tutto questo PRIMA della proclamazione del dogma. Questi Papi comunque non furono deposti. ORA come ci si dovrebbe comportare? Ecco, se si vuole una risposta non secondo la propria testa ma secondo il diritto Canonico io non ne trovo una chiara.
        E questo lo dico non perché io bergogliana (anzi) ma perché ho comunque timore di escludermi dalla Comunione con la Chiesa, e dunque cerco risposte fondate su testi.

        • LucioR ha detto:

          «Ma il problema resta. Ci sono stati Papi ritenuti eretici, ma tutto questo PRIMA della proclamazione del dogma»

          Io veramente ho risposto alla sua affermazione originale:

          «Io ho cercato nei testi se un Papa possa essere eretico e la risposta pare proprio negativa».

          A quale dogma si riferisce: quello sull’infallibilità del Papa definito dal Concilio Vaticano I ?
          Beh! anche se il Dogma fosse stato definito ai tempi di Onorio, sempre eresia sarebbe stata la sua.

  • Echenique ha detto:

    La papolatría non é cattolica, non é una virtù, é un peccato gravissimo. Il papa sta per confermare nella Fede, non per inventare una nuova fede, e meno se quella fede é ambientalista, ecumenista e migrazionista.

  • Gian ha detto:

    Il cuore della questione, senza tanti arzigogoli e inutili giri di parole per annebbiare il senso. Sia il vostro parlare si si, no no…

  • Sconsolata ha detto:

    Sintesi essenziale ed esaustiva. Null’ altro da aggiungere, solo da sottoscrivere. E lo farei anche ad occhi bendati.

    • Pino ha detto:

      Infatti bisogna essere bendati per non accorgersi di come RVC confonde la funzione di Sommo Maestro con la peccabilita personale (peccando a sua volta perchè attribuisce colpe senza averne le prove e perchè si sostituisce al Signore nel giudicare un altro senza giudicare sè stesso).

      • piercapponi ha detto:

        ma lei ha letto bene la risposta di RVC a Padre Cavalcoli ?

      • Sconsolata ha detto:

        E’ la cronaca che offre ampia documentazione su una crisi nella Chiesa ormai insostenibile. E tanto per offrirle una quisquilia: quanto è credibile un maestro che insegna costantemente le buone maniere ( ai coniugi: mi raccomando ditevi scusa, prego, ecc.. e a tutti ammonendo contro la “cultura dello scarto”) e poi trascura la regola prima della buona creanza opponendo ostinato silenzio a quesiti di capitale importanza formulati da membri della sua famiglia, i più vicini, cardinale e vescovi, che si riducono- dopo tentativi portati avanti privatamente e direttamente – a parlare apertis verbis attraverso i media, mezzi peraltro usati ed abusati dallo stesso pontefice? Mi fermo qui. Per carità di Dio, esclusivamente…

    • franz ha detto:

      coraggio , esiste mons.Viganò , non facciamogli mancare il nostro appoggio ed incoraggiamento.

      • A volte tornano ha detto:

        Ha perfettamente ragione Franz, io Prego Ogni giorno per Mons Viganò e lo difendo sempre dai detrattori, mi piacerebbe anche fargli arrivare la mia solidarietà, la mia fiducia e il mio sostegno, ma non saprei come fare, speriamo che legga Stilum Curiae😇🙏😇🙏