IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVISTA DEL CARD. MÜLLER SU ABUSI, AMORIS LAETITIA E OMOSESSUALITÀ NELLA CHIESA.

23 Novembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Pensiamo di fare cosa utile e gradita ai lettori pubblicando il testo integrale dell’intervista rilasciata dal cardinale Gerhard Mūller a Maike Hickson, di LifeSiteNews. E cogliamo l’occasione per ringraziare l’amico Francesco che ha lavorato per tradurla.

 

21 Novembre 2018 (LifeSiteNews) – Il Cardinale Gerhard Müller, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (2012-2017), ha concesso a LifeSiteNews un’intervista nella quale approfondisce i problemi che nascono dall’attuale crisi provocata dagli abusi sessuali commessi da consacrati. In questa conversazione sulla questione, Müller non si astiene dal sostenere che la Chiesa deve affrontare il problema dell’omosessualità praticata da parte di membri del clero, dichiarando che “la condotta omosessuale dei religiosi non può essere tollerata in nessun caso.” Aggiunge che i vertici della Chiesa Cattolica stanno ancora sottostimando il problema.  Il prelato afferma: “Il fatto che McCarrick, insieme alla sua cerchia e a una rete omosessuale, sia stato capace di portare scompiglio nella chiesa con metodi analoghi a quelli mafiosi, è connesso alla sottovalutazione del grado di depravazione morale che gli atti omosessuali tra adulti provocano”.

 

Il Cardinale Müller imputa al Vaticano la responsabilità di non avere approfondito la situazione già alle prime indiscrezioni sulla condotta di McCarrick, sostenendo altresì la necessità di pubbliche scuse. Egli scrive che “(la Chiesa) dovrebbe riferire pubblicamente su questi fatti e sui legami tra i soggetti coinvolti, così come sul grado di consapevolezza da parte delle autorità ecclesiastiche coinvolte; si potrebbe al tempo stesso pensare a un’ammissione di responsabilità per avere valutato in modo inadeguato persone e situazioni.” Il Cardinale considera i cambiamenti apportati nel 1983 al Diritto Canonico “uno sbaglio disastroso”, perché si è omesso, nella parte riguardante le colpe del clero in materia di sesto comandamento, di menzionare tra i peccati l’omosessualità, attenuando al tempo stesso le sanzioni irrogabili ai preti coinvolti in abusi.

 

Tornando alla questione della crisi relativa agli abusi, il prelato tedesco spiega che nella Chiesa, “questa è la parte della crisi le cui cause nessuno vuole vedere, nascondendole ricorrendo alla retorica propagandata dalla lobby omosessualista. La fornicazione con adolescenti e adulti è peccato mortale e nessun potere umano sulla terra può dichiararla moralmente neutra.” Definisce l’ideologia “LGBT” interna alla Chiesa “atea” e aggiunge, alla luce del recente sinodo della gioventù a Roma, che il termine “LGBT non può avere spazio negli atti della Chiesa.” Il Cardinal Müller si chiede poi, alla luce del suo approccio severo nell’affrontare i casi di abuso sessuale adottato quando era a capo della CDF, se ci sia stata una lobby omosessualista in Vaticano soddisfatta nel vederlo licenziato. “Può essere che si siano sentiti compiaciuti nel sapermi lontano dalla Congregazione e dai casi di crimini sessuali, specialmente con giovani adolescenti maschi.”

 

Parlando delle possibili ragioni che hanno condotto alla sua improvvisa rimozione dalla CDF – riguardo alle quali Papa Francesco non ha mai dato una spiegazione – il Cardinal Müller torna a difendere la dottrina cattolica sul matrimonio in riferimento all’esortazione post-sinodale di Papa Francesco “Amoris Laetitia”. Dice: “Amoris Laetitia deve assolutamente concordare con la Rivelazione, non dobbiamo essere noi a dover concordare con Amoris Laetitia, quantomeno non nelle interpretazioni eretiche che contraddicono la Parola di Dio. Sanzionare coloro i quali insistono su un’interpretazione ortodossa dell’enciclica come di qualsiasi altro documento magisteriale del Papa, sarebbe un abuso di potere.”

 

Il Cardinale tedesco ricorda il ruolo del Papa quale guardiano della fede, affermando: “il magistero dei vescovi e del Papa è sottoposto alla Parola di Dio come si trova nelle Sacre Scritture e nella Tradizione, e dev’essere al Suo servizio. Non è cattolico credere che il Papa sia una persona che riceve la Rivelazione direttamente dallo Spirito Santo, e che può interpretarla in base ai suoi desideri mentre il resto dei fedeli deve seguirlo ciecamente e in silenzio.”

 

L’intervista completa con il Cardinal Gerhard Müller.

 

LifeSite: I vescovi americani hanno appena chiuso la loro assemblea autunnale a Baltimora, nel corso della quale è stato loro impedito di votare una risoluzione su una strategia riguardante il coinvolgimento episcopale nei casi di abuso sessuale (chi ha commesso gli abusi e chi ha omesso di prendere misure o ha insabbiato), perché il Vaticano ha detto loro di fare così. Le nuove linee guida avrebbero previso un codice di condotta e l’istituzione di un organismo di sorveglianza diretto da laici e incaricato di indagare sui vescovi accusati di condotte inappropriate. Molti cattolici in America . attendevano iniziative concrete, e ora sono indignati. Pensa che la decisione sia stata saggia o crede invece che ai vescovi Americani si sarebbe dovuto consentire di adottare la loro strategie nazionali e istituire la commissione, così come hanno potuto fare i vescovi francesi il mese passato?

 

Cardinale Gerhard Müller: è necessario operare una netta distinzione, da un lato i crimini in materia di sessualità e le indagini condotte dalla giustizia secolare – di fronte alla quale tutti i cittadini sono uguali (perciò una legge valida solo per la Chiesa Cattolica rappresenterebbe una contraddizione nei sistemi legislativi degli stati democratici moderni) – dall’altro i procedimenti canonici per il clero con i quali l’autorità ecclesiastica determina le sanzioni da comminarsi in caso di condotte che contraddicano diametralmente l’etica del consacrato.

 

Il vescovo esercita su ogni religioso all’interno della sua diocesi una giurisdizione canonica che in alcuni casi speciali è condivisa con la Congregazione per la Fede a Roma, la quale a sua volta opera in forza dell’autorità pontificia. Se un vescovo non adempie alle proprie responsabilità, può essere chiamato a rispondere davanti al Papa. Le conferenze episcopali possono quindi stabilire linee guida che divengono strumenti preziosi nelle mani dei vescovi, quando nelle rispettive diocesi devono prevenire o perseguire (le condotte sanzionabili).

 

In mezzo a questa crisi americana dobbiamo mantenerci lucidi. Non ne usciremo certo adottando regole che consentono il linciaggio e favoriscano un clima di sospetto diffuso verso l’intero episcopato “romano”. Non credo sia una soluzione quella di lasciare il controllo ai laici con la spiegazione che i vescovi – come qualcuno crede – non siano in grado di provvedere con le proprie forze. Non supereremo le mancanze rovesciando la costituzione gerarchico-sacramentale della Chiesa. Caterina da Siena si rivolse con candore e instancabilmente alle coscienze dei Papi e dei vescovi, ma non ne prese il posto. Questa è la differenza con Lutero, a causa del quale soffriamo ancora la divisione della cristianità. Sarebbe importante se la conferenza episcopale americana si assumesse le proprie responsabilità con indipendenza e autonomia. I vescovi non sono impiegati soggetti alle direttive del Papa e non sono nemmeno, diversamente dall’esercito, generali chiamati a obbedienza assoluta verso il comando supremo. Piuttosto sono chiamati a farsi carico, insieme al successore di Pietro, quali pastori nominati da Cristo medesimo, della responsabilità della Chiesa Universale. Però si attendono che Roma sia al servizio dell’unità nella Fede e nella comunione dei Sacramenti. Questo è il momento di unire le forze per superare la crisi, piuttosto che di favorire polarizzazioni e compromessi, così che a Roma non ci sia rancore verso i vescovi americani e in America la gente non sia arrabbiata con Roma.

 

LifeSite: una parte importante della discussione nel corso dell’incontro USCCB è state dedicata ancora allo scandalo McCarrick; come è stato possibile che qualcuno come McCarrick abbia potuto salire i vertici della Chiesa Cattolica americana ed essere in grado di influenzare a tal punto Roma. Qual è il suo pensiero sul caso McCarrick e cosa dovrebbe imparare la Chiesa dall’esistenza di questa rete di omertà che ha circondato un uomo il quale, praticando l’omosessualità, seducendo seminaristi che dipendevano dalla sua autorità inducendoli quindi nel peccato e, soprattutto, abusando di minori, ha condotto un vita costantemente opposta alle leggi della Chiesa?

 

Müller: Io non lo conosco quindi desidero astenermi dal giudicare. Mi auguro vi sia presto un processo canonico alla CDF, che faccia luce sui crimini sessuali commessi con giovani seminaristi. Quando ero Prefetto alla CDF (2012-2017) nessuno mi ha mai riferito di questo problema, probabilmente per il timore di una reazione troppo “rigida” da parte mia. Il fatto che McCarrick, insieme alla sua cerchia e a una rete omosessuale, sia stato capace di portare scompiglio nella chiesa con metodi analoghi a quelli mafiosi, è connesso alla sottovalutazione del grado di depravazione morale che gli atti omosessuali tra adulti provocano. Se a Roma qualcuno avesse sentito riferire anche solo sospetti, avrebbe dovuto indagare e valutare la fondatezza della accuse, impedendo che McCarrick fosse promosso all’episcopato di una diocesi importante come Washington, evitando altresì di nominarlo cardinale della Santa Romana Chiesa. E poiché erano anche state pagate somme sottobanco (per evitare scandali n.d.t.) – ammettendo così la responsabilità di crimini con giovani uomini – ogni persona ragionevole si chiede come una tale persona possa essere stata consigliere del Papa nella nomina dei vescovi. Non so se questo corrisponda al vero, certo sarebbe necessario fare chiarezza. Un mercenario che aiuta a cercare buoni pastori per la chiesa del Signore – questo è incomprensibile. In questo caso (la Chiesa) dovrebbe riferire pubblicamente sui fatti e sui legami tra i soggetti coinvolti, così come sul grado di consapevolezza da parte delle autorità ecclesiastiche; si potrebbe al tempo stesso pensare a un’ammissione di responsabilità per avere valutato in modo inadeguato persone e situazioni.”

 

LifeSite: nel corso degli ultimi cinque anni lei ha mai avuto notizia di casi nei quali all’allora Cardinale McCarrick fosse stata data ampia fiducia e incarichi in specifiche missioni da parte del Papa o del Vaticano?

 

Müller: come ho detto, io non ero informato di nulla. La CDF era responsabile solo per i casi di abusi su minori, non per gli adulti – quasi che i reati in materia di sessualità commessi dal clero con un altro consacrato o con un laico non fossero anch’essi gravi violazioni della Fede e della santità dei Sacramenti. Ho sempre sottolineato come anche gli atti omosessuali compiuti da religiosi non possano mai essere tollerati; la morale sessuale della Chiesa non può essere relativizzata dall’accettazione secolare dell’omosessualità. Si deve poi distinguere tra la condotta peccaminosa occasionale, il reato e una vita trascorsa in un continuo stato di peccato.

 

LifeSite: uno degli aspetti problematici del caso McCarrick è che già nel 2005 e nel 2007 vi furono accordi legali con alcune vittime, ma l’Arcidiocesi di Newark – allora sotto l’arcivescovo John J. Myers – non informò il pubblico e nemmeno i propri sacerdoti. Trattenne quindi informazioni essenziali per coloro i quali lavorano ancora con McCarrick e si fidavano di lui. Lo stesso fece il Cardinale Joseph Tobin quando, nel 2017, divenne arcivescovo di Newark. Per quanto mi risulta né Myers né Tobin si sono scusati per le omissioni e per avere tradito la fiducia dei loro sacerdoti. Pensa che l’arcidiocesi avrebbe dovuto rendere pubblici gli accordi legali, specialmente dopo il 2002 quando la “carta di Dallas” aveva chiamato a una maggiore trasparenza?

 

Müller: In altri tempi, si credeva di poter risolvere casi complessi sommessamente e con discrezione. In questo modo il responsabile era messo in condizione di poter continuare ad abusare della fiducia del suo vescovo. Nella situazione odierna, i cattolici e il pubblico hanno il diritto morale di conoscere questi fatti. Non si tratta di accusare qualcuno, ma di imparare da questi errori.

 

LifeSite: un problema di questa portata può essere risolto adottando nuove linee guida oppure è necessaria nella Chiesa una profonda conversione dei cuori?

 

Müller: l’origine di questa crisi va individuata nella secolarizzazione della Chiesa e nella riduzione del sacerdote al ruolo di un funzionario. In ultima analisi è l’ateismo che si è diffuso nella Chiesa. Questo spirito malvagio dice che la Rivelazione riguardo a Fede e morale deve essere adattata al mondo, indipendentemente da Dio, così che Egli non possa più interferire in una vita condotta secondo le proprie voglie e i propri bisogni. Solo il 5% dei responsabili sono stati valutati come pedofili patologici. La gran parte di loro, a causa della propria immoralità, ha scientemente calpestato il sesto comandamento rifiutando in modo blasfemo la Santa Volontà di Dio.

 

LifeSite: cosa pensa dell’idea di istituire nuove norme canoniche che prevedano la scomunica dei preti colpevoli di abusi?

 

Müller: la scomunica è una sanzione coercitiva che viene rimossa non appena il responsabile si pente. Nel caso di gravi abusi e di offese alla Fede e all’unità della Chiesa, dovrebbe essere decisa la riduzione permanente allo stato laicale, vale a dire la proibizione permanente di esercitare il sacerdozio.

 

LifeSite: Il vecchio codice di diritto canonico del 1917 prevedeva pene chiare nei confronti dei preti coinvolti in abusi e anche dei preti omosessuali attivi. Queste sanzioni concrete sono in gran parte state rimosse dal codice nel 1983, che ora è meno preciso e non menziona nemmeno esplicitamente gli atti omosessuali. Alla luce della grave crisi originata dagli abusi, pensa che la Chiesa dovrebbe tornare a un sistema più rigoroso di sanzioni per tali casi?

 

Müller: si è trattato di un errore disastroso. Contatti sessuali tra persone dello stesso sesso contraddicono direttamente e completamente il senso e lo scopo della sessualità come stabilita sin dalla creazione. Sono il segno di istinti e desideri disordinati, della relazione interrotta tra l’uomo e il suo Creatore con la caduta nel peccato originale. Il prete celibe e il prete coniugato nel rito orientale devono essere i modelli per il gregge, al tempo stesso esempio della redenzione che coinvolge anche il corpo e le passioni fisiche. La donazione di sé, agape, fisica e spirituale a una persona del sesso opposto, e non il selvaggio desiderio di soddisfacimento, sono il senso e lo scopo della sessualità. Questo conduce alle responsabilità verso i familiari e i figli che Dio ci dona.

 

LifeSite: nel corso del recente incontro di Baltimora, il Cardinale Blase Cupich ha affermato che bisogna “distinguere” tra atti consensuali tra adulti e l’abuso dei minori, sottintendendo così che i rapporti omosessuali dei preti con altri aduli non sarebbero un problema importante. Cosa risponde a questo tipo di impostazione?

 

Müller: si può distinguere tutto – anche considerare se stessi dei grandi intellettuali –  ma non un peccato grave che esclude la persona dal Regno di Dio, almeno non può distinguerlo un vescovo che è vincolato al dovere di difendere la verità del Vangelo e non di esibire lo spirito dei tempi. Sembra essere giunto il tempo “in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole” (2 Tim 4:3f).

 

LifeSite: nel suo lavoro di Prefetto della CDF, ha avuto modo di visionare numerosi casi di abusi da parte di religiosi. È vero che la maggioranza delle vittime in questi casi sono adolescenti maschi?

 

Müller: oltre l’80% delle vittime di questi reati sono adolescenti di sesso maschile. Non si può concludere però che la maggioranza dei preti siano inclini alla fornicazione omosessuale, piuttosto che la maggioranza dei colpevoli hanno cercato, nel profondo disordine delle loro passioni, vittime di sesso maschile. Le statistiche del crimine ci dicono che la maggior parte dei responsabili nei casi di abusi sessuali sono gli stessi parenti delle vittime, persino genitori con i loro figli. Da questo non possiamo dedurre che la maggior parte dei padri siano inclini a commettere questi crimini. Dobbiamo sempre essere attenti a non generalizzare partendo da casi concreti, per non cadere nello tentazione dello slogan o del pregiudizio anticlericali .

 

LifeSite: se questa è la situazione – e lo studio sugli abusi sessuali condotto in Germania o il John Jay Report, riferiscono di numeri simili– la Chiesa non dovrebbe affrontare direttamente il problema della presenza di preti omosessuali?

 

Müller: dal mio punto di vista, non esistono uomini o preti omosessuali. Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina. Ma ci possono essere maschio e femmina con passioni disordinate. L’unione sessuale ha un posto solo nel matrimonio tra un uomo e una donna. Fuori c’è solo fornicazione e abuso della sessualità, sia con persone del sesso opposto che nella innaturale esacerbazione del peccato con persone dello stesso sesso. Solo chi ha imparato a controllarsi soddisfa i requisiti per l’ordinazione sacerdotale (ved.1 Tim 3:1-7).

 

LifeSite: al momento sembra esserci un problema nella Chiesa, all’interno della quale manca persino il consenso sul fatto che i preti omosessuali attivi abbiano una gran parte di responsabilità nella crisi legata agli abusi. Persino alcuni documenti vaticani parlano di “pedofilia,” o di “clericalismo” come problemi principali. Il giornalista italiano Andrea Tornielli è arrivato a dire che McCarrick non aveva rapporti omosessuali, ma che esercitava il proprio potere sugli altri. Intanto abbiamo chi, come Fr. James Martin, S.J., viaggia per il mondo (anche invitato al meeting mondiale delle famiglie in Irlanda) a promuovere l’idea di “Cattolici-LGBT” pretendendo addirittura di teorizzare l’omosessualità di alcuni santi. Questo per dire che è presente una forte spinta nella Chiesa che porta a minimizzare il carattere peccaminoso delle relazioni tra persone delle stesso sesso. Lei condivide e se condivide, come pensa si potrebbe – e dovrebbe – porre rimedio?

 

Müller: questa è la parte della crisi le cui cause nessuno vuole vedere, nascondendole con l’aiuto della retorica propagandata dalla lobby omosessualista. La fornicazione con adolescenti e adulti è peccato mortale e nessun potere umano sulla terra può dichiararla moralmente neutra. Questa è l’opera del demonio – contro la quale Papa Francesco spesso ci mette in guardia – dichiarare buono il peccato. “Alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza” (1 Tim 4:1f) . E’ infatti assurdo che improvvisamente le autorità ecclesiastiche utilizzino tipici slogan anticlericali giacobini, nazisti e comunisti per attaccare sacerdoti ordinati nel Sacramento. I preti sono investiti dell’autorità di proclamare il Vangelo e amministrare i Sacramenti di Grazia. Se qualcuno abusa della propria giurisdizione per raggiungere obiettivi egoistici, quel qualcuno non è eccessivamente clericale, al contrario, è anticlericale perché nega a Cristo la possibilità di operare attraverso di lui. L’abuso sessuale da parte del clero deve quindi chiamarsi anticlericale in massimo grado. Però è ovvio – e potrebbe essere negato solo da chi vuol essere cieco – che i peccati contro il sesto comandamento del Decalogo originano da inclinazioni disordinate quindi sono peccati di fornicazione che escludono dal Regno di Dio almeno fino a quando non vi sia pentimento ed espiazione, e non vi sia il fermo intendimento di evitare tali peccati nel futuro. Il tentativo di offuscare queste cose è un segno negativo di secolarizzazione della Chiesa. Si pensa come il mondo, non secondo la volontà di Dio.

 

LifeSite: al recente sinodo della gioventù a Roma si sono potute sentire voci dello stesso tenore. L’instrumentum Laboris ha usato per la prima volta il termine “LGBT,“ mentre il documento finale ha sottolineato la necessità di accogliere nella Chiesa rifiutando verso di loro ogni forma di discriminazione nei loro confronti. Questo genere di affermazioni non potrebbe minare la pratica costante della Chiesa di non consentire di impiegare omosessuali attivi per esempio nel ruolo di insegnanti in chiese cattoliche?

 

Müller: L’ideologia LGBT è basata su una falsa antropologia che nega Dio come Creatore. Poiché essa è essenzialmente atea o al più sfiora appena il concetto cristiano di Dio, non può avere posto nei documenti della Chiesa. Questo è un esempio dell’influenza strisciante dell’ateismo nella Chiesa, responsabile da oltre mezzo secolo della grave crisi. Sfortunatamente esso continua a operare nella pensiero di alcuni pastori i quali, nel loro ingenuo convincimento di essere moderni, non si accorgono del veleno che essi stessi assumono ogni giorno e finiscono con l’offrire agli altri.

 

LifeSite: possiamo affermare oggi che tra le gerarchie della Chiesa cattolica esista una potente “lobby gay” ?

 

Müller: questo non lo so poiché queste persone con me non si espongono. Ma può essere che si siano sentiti compiaciuti nel sapermi lontano dalla Congregazione e dai casi di crimini sessuali specialmente con giovani adolescenti maschi

 

LifeSite: recentemente lei ha rivelato che nel corso del suo mandato alla CDF il Papa aveva istituito una commissione che avrebbe fornire consigli alla Congregazione su possibili sanzioni contro preti coinvolti in abusi. La commissione, però, era incline a un atteggiamento più morbido nei confronti dei preti coinvolti, diversamente da lei che avrebbe desiderato imporre, nei casi più gravi,  la riduzione allo stato laicale (es. il caso di P. Mauro Inzoli).

Lo scorso anno – quando lei fu rimosso dalla sua carica alla CDF – la rivista dei Gesuiti “America” rivelò “che un certo numero di cardinali aveva chiesto a Francesco si sollevare il Cardinal Müller dall’incarico perché in numerose occasioni aveva manifestato discordanza, o si era distaccato, dalle posizione del Papa ed essi vedevano in questo un indebolimento dell’ufficio e del magistero papale”.

Vede una possibile relazione tra i criteri severi da lei adottati nell’affrontare i casi di abusi commessi da religiosi e il gruppo di cardinali vicino al Papa che avrebbero desiderato un approccio più morbido? Se non è questo il caso, affermerebbe ancora di essere stato rimosso a causa della sua difesa ferma dell’ortodossia?

 

Müller: Il primato del Papa è indebolito dai cortigiani a dai carrieristi alla corte papale – gli stessi di cui parlò già nel XVI secolo il noto teologo Melchior Cano – e non da chi consiglia il Papa con competenza e responsabilità. Se è vero che un gruppo di cardinali mi ha accusato davanti al Papa sulla base delle mie idee differenti, allora la Chiesa si trova in una situazione non buona. Se fossero stati uomini coraggiosi e retti, avrebbero parlato direttamente con me; avrebbero poi dovuto sapere che in quanto vescovo e cardinale, sono chiamato presentare l’insegnamento della Fede cattolica, non a giustificare le varie opinioni private di un Papa.  La sua autorità si estende sulla Fede rivelata della Chiesa Cattolica e non comprende le opinioni teologiche personali o dei suoi consiglieri. Forse mi si potrà accusare di interpretare Amoris Laetitia in chiave ortodossa, ma non possono affermare che io abbia deviato dalla dottrina Cattolica. Si aggiunga l’irritazione che si prova nel vedere persone prive di formazione teologica elevate al rango episcopale, le quali ritenendo di dover manifestare gratitudine al Papa manifestano un genere di sottomissione puerile. Forse avrebbero potuto scorrere le pagine del mio libro “Il Papa, missione e mandato” (la traduzione in italiano e inglese è in corso d’opera).  Allora si potrebbe discuterne a un livello adeguato. Il magistero dei vescovi e del Papa è sottoposto alla Parola di Dio come si trova nelle Sacre Scritture e nella Tradizione, e deve essere al Suo servizio. Non è cattolico credere che il Papa sia una persona che riceve la Rivelazione direttamente dallo Spirito Santo, e che può interpretarla in base ai suoi desideri mentre il resto dei fedeli devono seguirlo ciecamente e in silenzio. Amoris Laetitia deve assolutamente concordare con la Rivelazione, non dobbiamo essere noi a dover concordare con Amoris Laetitia, quantomeno non nelle interpretazioni eretiche che contraddicono la Parola di Dio. Sanzionare coloro i quali insistono su un’interpretazione ortodossa dell’enciclica come di qualsiasi altro documento magisteriale del Papa, sarebbe un abuso di potere.” Solo chi si trova in stato di Grazia può ricevere fruttuosamente la Santa Comunione. Questa verità rivelata non può essere sovvertita da nessuna potenza terrena e nessuna cattolico potrà mai credere il contrario o essere costretto ad accettare il contrario.

 

LifeSite: In retrospettiva, nel suo ruolo di Prefetto della CDF  a quali delle innovazioni proposte alla Chiesa si è opposto con più forza? Quale parte della sua testimonianza ha contributo maggiormente alla sua rimozione e al modo in cui essa è avvenuta, senza cioè che le fosse offerta una posizione alternativa all’interno del Vaticano?

 

Müller: non mi sono opposto ad alcuna innovazione o riforma. Perché riforma significa rinnovamento in Cristo, non adattamento al mondo. Le ragioni del mancato rinnovo del mio mandato non mi sono mai state comunicate. Questo è insolito perché normalmente il Papa conferma tutti i Prefetti nelle loro posizioni. Non conosco ragioni possibili che potrebbero essere ipotizzate senza cadere nel ridicolo. In fondo non si può credere, contrariamente a quanto ha creduto Papa Benedetto, che Müller manchi di sufficiente preparazione teologica, che non sia ortodosso, o sia negligente  nel perseguire i crimini contro la fede in caso di abusi sessuali. Per questo si preferisce tacere e lasciare ai media di orientamento liberale e progressista il compito di commentare malevolmente.

 

LifeSite: attualmente alcuni osservatori confrontano la sua rimozione dall’importante posizione in Vaticano – certamente dovuta anche alle sua rispettosa resistenza riguardo ad Amoris Laetitia – con il trattamento accondiscendente ricevuto da altri come il Cardinal McCarrick. Ancora oggi non è stato ridotto allo stato laicale, nonostante la sua condotta criminale. Sembra quindi che coloro i quali tentato di preservare l’insegnamento cattolico su famiglia e matrimonio così come è stato trasmesso sono messi da parte, mentre coloro i quali sono a favore di innovazioni in questo campo della morale, sono trattati con mitezza o addirittura promossi – si pensi al Cardinal Cupich e Fr. James Martin. Ha un commento su questo?

 

Müller: chiunque può formarsi un’idea sui criteri secondo i quali alcuni sono promossi e protetti, mentre altri sono combattuti ed eliminati.

 

LifeSite: Sempre nel merito di questa  apparente soppressione dei religiosi ortodossi e la promozione di rappresenti progressisti, Fr. Ansgar Wucherpfennig S.J. ha appena ricevuto dal Vaticano il permesso di ritornare alla posizione di rettore della facoltà gesuita di Francoforte, nonostante egli sostenga e promuova l’ordinazione della donne e la benedizione per le coppie dello stesso sesso. Gli è stato persino chiesto di pubblicare i suoi articoli a riguardo. Come valuta questo ulteriore sviluppo?

 

Müller: questo è un esempio di come le autorità della Chiesa di Roma stiano danneggiando se stesse e di come la chiara competenza ed esperienza della CDF sia messa da parte. Se questo sacerdote ritiene che la benedizione delle relazioni omosessuali sia il risultato della sviluppo della dottrina, e continua il suo lavoro in questa direzione, siamo di fronte a null’altro che alla presenza di un pensiero ateo nella Cristianità. Egli non nega l’esistenza di Dio sul pieno teorico,  ma lo rinnega in quanto fonte della morale, presentando alla stregua di una benedizione ciò che invece agli occhi di Dio è peccato,.

 

Il fatto che il Sacramento del Sacro Ordine possa essere riservato solo alle persone di sesso maschile non è il risultato di circostanze culturali o di una legislazione della Chiesa positiva quindi modificabile. Esso è fondato nella natura di istituzione divina del Sacramento, così come la natura del Sacramento del matrimonio richiede la differenza tra i due sessi.

 

LifeSite: dal suo punto di vista, ritiene che la Chiesa Cattolica sia prossima a raggiungere il controllo della questione legata agli abusi adeguato e coerente, e abbia trovato le soluzioni giuste? Altrimenti quale pensa sia stato il maggior ostacolo al sostanziale miglioramento della situazione? Come può la Chiesa tornare a rappresentare un’istituzione credibile agli occhi delle famiglie cattoliche?

 

Müller: l’intera Chiesa, con i suoi sacerdoti e vescovi, deve compiacere Dio più dell’uomo. La nostra salvezza  è l’obbedienza nella Fede.



 


Oggi è l’89° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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22 commenti

  • Schaaf Dr.Dr., Michael-Joseph ha detto:

    “Sie sind von der Welt; darum reden sie, wie die Welt redet zd due welt hört sie gern” 1 Joh 4, 5; es sind für die Kirche Jesu Christi stürmische Zeiten. Card. Müller sah das Beil kommen, das auf ihn niederfiel. Pope Francis – ein “hinterlistiger” Kerl, ungeeignet fürs Bischofsamt – so charakterisiert von seinem ehemaligen General – 2 + 2 ergibt auch 5 und eine absolute Norm gäbe es nicht – hat nichts gutes für die Kirche Gottes vor; aber wir alle werden uns nicht davon mogeln können. “Diese Generation ist böse” Lk 11, 29-32 und es bewahrheitet sich jeden Tag – der Antichrist Pope Francis glaubt er sei Herr des Glaubens – doch der ist nicht das selbst Erdachte, nicht Ausgedachte, sondern das mir Gesagte, das mich in Verpflichtung nimmt! Die “blutrünstigen Bestien, die im Schafstall Christi wüten” sind “sodomitischer Dreck” die die Gebote Gottes negieren und sie ihren Gelüsten angleichen wollen; sie wollen den antiken Lustknaben installieren um ihren sexuellen Gelüsten frönen zu können; “Herr, dein Acker trägt mehr Unkraut als Weizen!” Die Kirche weiß, dass der Papst nur Stellvertreter Jesu ist, dass er als Gesetzgeber an die Offenbarung gebunden ist, die sich nicht auf die Evangelien beschränkt, sondern sich in den Lehren der Kirchenväter entfaltet; doch Pope Francis wähnt sich als Verfügungsberechtigter über das Wort Gottes, und die Welt beklatscht ihn. Er schreit: “Herr, deine Lehre ist hart, wer kann sie hören?” Joh 6, 60 vgl. AL, Kap VIII u.a.; Jesus fragt: “Wollt auch ihr gehen?” Joh 6, 67 – doch wir vermissen das Bekenntnis des Petrus in unseren Tagen. Vom Evangelium her gesehen sind Pope Francis und seine Vasallen Feinde Gottes vgl. Röm 11, 33-36. Die vielen Erz-Bischöfe sind zu Hunden die nicht bellen (Jesaja) geworden; sie sind zu einem dröhnenden Erz und einer lärmenden Pauke vgl. 1 Kor 13, 7 degeneriert. Sie rennen der Welt nach und spinnen ein Netz von Lügen. “… Wer sagt, ich habe ihn erkannt, aber seine Gebote nicht hält, ist ein Lügner, und die Wahrheit ist nicht in ihm.” 1 Joh 2, 3f. Und so gilt: “Ärgernisse müssen müssen zwar kommen, aber wehe jenen durch die sie kommen….” Mt 18, 7.

  • Iris ha detto:

    Segnalo:

    “NOMINE A SORPRESA
    Incontro vaticano sugli abusi, si parte male”

    http://www.lanuovabq.it/it/incontro-vaticano-sugli-abusi-si-parte-male

  • Mauro ha detto:

    Potrebbe pure essere il contrario. La rivoluzione sessuale svuoto’ di molti gay i seminari, che erano un paravento conformista per poter nascondere le tendenze. In primis dalle famiglie. E’ un po’ come l emancipazione femminile. Oggi ci si sposa di piu’ per amore e non per sistemarsi (certo si divorzia anche). Ma oggi un gay non ha bisogno di nascondersi in seminario. Sarebbe un fesso . Oggi i gay son stilisti. Vivono alla luce del sole. Sovente ricchi e fashion. Chi si fa prete dovrebbe farlo per vocazione e questo vale anche per certuni che in zone di miseria,venivano inviati in seminario, per aver la possibilita’ di studiare. Ottimo anche il riferirsi al peccato originale . La natura e’ decaduta. Esistono imperfezioni psichiche e fisiche. Nessuno oggi direbbe che un down o un tetraplegico e’ contro natura. La natura non e’ buona. Anzi il contrario. Sembra che una maledizione incomba sul mondo (non e’ altro-per chi ha il dono della fede- che frutto di una caduta originale ). Certo il regno e’ gia’. Gia’ oggi succedono miracoli. Ma anche non ancora. Non deifichiamo QUESTA NATURA DECADUTA . Tutte le religioni lo hanno capito, pure il buddismo (che e’ ateo). Siddartha diventa illuminato quando vede la sofferenza. Non credendo a una redenzione non puo’ che staccarsi dalla realta’, sperare nell estinguersi della vita, cioe’ del dolore (nirvana).

    Buona intervista di Muller.

    • Maria Cristina ha detto:

      Mauro
      Le sue affermazioni mi paiono troppo semplicistiche.
      Lei dice che con la rivoluzione sessuale i gay non hanno piu’avuto bisogno di nascondersi in seminario, sotto la veste talare, ma possono dare gli stilisti, i cantanti , gli attori ecc.
      A parte il fatto che solo una minima parte dei gay riesce a diventare stilista di successo, poi lei trascura il fatto che a molti gay piace il travestimento, il segreto, la doppia vita.
      Nascondersi sotto.la tonaca e fare porcherie sotto l a tonaca e un PIACERE AGGIUNTIVO. Ha mai sentito parlare del gusto della “profanazione”, legga il.Marchese De Sade, che ogni cattolico dovrebbe conoscere per sapere la ” parte in ombra”del cuore dell’uomo.probabilmente il celebrare l a Messa dopo le orge coi seminaristi sava a zio Ted una goduria particolare.
      Quindi anche se i gay oggi godono di tutti i diritti, ci sara’sempre una p arte dei gay che non ha nessuna intenzione di trasformarsi in onesti padri di famiglia, ma i sulfurei piaceri della trasgressione.
      Inoltre la rivoluzione sessuale secondo.lei ha fatto si che oggi la gente si sposi “per amore”. Nulla dipiu’ falso:oggi chi siinnamora non ha bisogno del matrimonio, puo avere rapporti sessuali liberi. Un tempo un uomo non poteva se innamorato di una ragazza di buona famiglia semplicemente fare l’amore con lei doveva prima sposarla.
      Oggi no , ci so sposa tardi per motivi meramente economici e lavorativi.
      Dunque la rivoluzione sessuale ha solo spostato l assicella del l ecito in basso molto in basso. L’unico comportamento ad essere ancora tabu e la p edofilua. Che infatti e’diventata l’ultimo campo.degli amanti della trasgressione ed e’aumentata vertiginosamente. Se legalizzano anche la pedofilia, cosa rimarra’?Forse la necrofilia.

    • GMZ ha detto:

      Un pedofilo che volesse un lavoro retribuito che gli permettesse di stare accanto a bambini e giovanotti,

  • Lucy ha detto:

    @ Franz
    Hai ragione sui momenti di ambiguitå di Müller ma non credo che sia stato “coniglio ” per paura di Bergoglio non avendo nulla da perdere ; se di paura si tratta è quella che continua assurdamente ad attanagliare molti cardinali cioè il timore , sbagliato,di nuocere alla chiesa che loro smano veramente .Ma io sono fiduciosa che man mano che si rendono conto che il silenzio e le ambiguità nuocciono ancora di più e spaccano di più una chiesa già spaccata usciranno allo scoperto diventando i nostri ” pastori coraggiosi”.
    Comunque quello che conta è l’ultimo Müller e perciò mi associo : W Müller

  • GMZ ha detto:

    Al netto di alcuni passaggi meno limpidi di altri, che differenza tra il parlare di Müller e quello di Cavalcoli!
    Ossequi.

    • The hex ha detto:

      Almeno Cavalcoli prende posizioni chiare. Muller fa discorsi che sembrano dire tutto e non dicono niente. Dire che sono intollerabili le CONDOTTE dei preti gay significa dire che finchè tengono il merlo apposto i preti gay ci possono essere. Dall’altro lato giustifica i preti etero se con le loro CONDOTTE violano il celibato: queste CONDOTTE sarebbero tollerabili. Complimenti a lui e a chi lo esalta senza nemmeno averlo letto bene. E tu saresti uno che fa le pulci al magistero?

      • GMZ ha detto:

        Caro The Hex,
        La ringrazio per l’attenzione che mi ha dedicato e che non merito. Mi spiace di aver urtato la sua sensibilità non spiegando quali – a mio giudizio – sarebbero i passaggi “meno limpidi”, e perché. Ma ripeto che, al netto di questo, trovo che Müller abbia parlato più chiaramente del Padre Cavalcoli – che invece da queste parti sembra il mago Silvan.
        Poi, anche in questo caso dalla torre mi butto giù io: che Müller e Cavalcoli si struggano assieme nel loro amore (non ancora corrisposto) per Francisco Magno y Missericordiosso.

  • graeme taylor ha detto:

    God bless Card. Mueller.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    L’insistenza esagerata sul FORMALISMO è sospetta perché porta a far credere che tra legge morale e amore ci sia contraddizione.
    Gesù non è venuto ad abolire i Comandamenti, ma a donare la pienezza dell’amore affinché i Comandamenti si potessero compiere in modo soprannaturale.
    Inoltre è venuto a correggere a correggere il FORMALISMO, che altro non è che il compiere i comandamenti senza carità, cioè tralasciando il primo dei Comandamenti: Non avrai altro Dio furi di Me.
    Se infatti i demoni sanno che c’è un solo Dio, Padre Figlio e Spirito Santo, ma non lo “hanno” come Dio, vuol dire che “avere” Dio significa non solo riconoscere che Dio è Dio, ma anche relazionarsi con Lui in modo da sottomettersi a Lui, cosa che può avvenire solo attraverso l’amore, perché Dio è amore.
    Ai farisei, perciò, Gesù rimprovera di non rispettare il Primo dei Comandamenti, e perciò non seguire la volontà di Dio e di peccare contro la Legge.
    Il frutto di seguire tutti i Comandamenti ad esclusione del Primo è il fariseismo, che non consiste tanto in un tentativo diretto di separare la lettera dallo spirito della lettera, ma nell’aggiungere alla Tradizione di Dio altre “leggi”, che Gesù chiama “tradizioni di uomini”, che servono proprio per aggirare la volontà di Dio.
    Queste tradizioni umane ad esempio servono, come ci testimonia il Vangelo, a far si che gli averi con cui si dovrebbero aiutare i genitori anziani, con la scusa di essere consacrati a Dio, servano ad arricchire i farisei.
    Un po’ come accade oggi che si aggiungono regole umane e alla moda per far sì che l’OMOSESSUALITA’ non venga più considerata peccato.
    Ma Gesù non fa mai una vera distinzione tra lettera della legge e spirito della legge. Tale distinzione inizierà con San Paolo e servirà per spiegare meglio il concetto che l’amore deve pervadere ogni opera buona.
    Per Gesù i farisei non seguivano la volontà di Dio e basta. Cioè non seguivano i Comandamenti, a cui Gesù fa sempre riferimento.
    Per cui, se è utile dissertare tra le opere e la grazia, tra la lettera e lo Spirito, in modo da evidenziare i danni del formalismo, insistere esageratamente su questa distinzione, senza MAI, o quasi mai, insistere sul fatto che AMORE e VERITA’ vanno INSIEME, perché la verità è Dio che è amore e l’amore di Dio è la verità da cui ogni verità ha origine, può essere fuorviante, perché può dare il senso che tra le opere e l’amore ci sia una effettiva differenza.
    Cosicché, come accade oggi, può capitare che, se da una parte contano solo le opere sociali, indipendentemente dall’amore verso Dio, dall’altra si dà importanza solo al “sentimento”, ad esempio verso il o la “partner”, indipendentemente se si segue la legge naturale.
    Invece di integrare i due aspetti, anche nella Chiesa si tende a separare. Frutti malati di nonni sessantottini

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    Ecco le prove di ciò che è Jorge Mario.
    Il profetizzato “Pastore stolto e Falso profeta” Francesco non si pentirà mai delle sue due eresie e della sua correzione a Dio in Giovanni 8:11: non si pentirà mai!
    Le sue due eresie, il cui testo è scomparso come è stato pubblicato in vaticannews.va/es.
    20 dicembre 2013:
    “Il Vangelo non ci dice nulla: se ha detto o meno una parola … Era silenzioso, ma nel suo cuore, quante cose ha detto al Signore! ‘Tu, quel giorno – questo è quello che abbiamo letto – mi hai detto che sarà fantastico; mi hai detto che gli avresti regalato il trono di David, suo padre, che avrebbe regnato per sempre, e ora lo vedo lì! La Vergine era umana! E forse voleva dire: “Bugie! Sono stato ingannato! ‘:
    29 maggio 2015:
    “Molte volte penso anche alla Vergine quando le hanno portato il cadavere di suo Figlio …. E nemmeno lei capì … Perché si ricordò di quello che l’Angelo aveva detto: ” Lui sarà re, sarà grande … ” E dentro di lui, sicuramente con quel corpo ferito tra le sue braccia, che ha sofferto così tanto prima di morire, avrebbe voluto dire all’Angelo: “Bugiardo, mi hai imbrogliato!”.
    E la sua rettifica a Dio in Giovanni 8:11:
    Amoris laetitia nota 351:
    “Quibusdam in casibus esse etiam potest subsidium Sacramentorum”:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/la/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20160319_amoris-laetitia.html
    Confessione di Bruno Forte:
    “Monsignor Forte ha infatti rivelato un particolare “retroscena” del Sinodo: “Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati e risposati – ha riferito monsignor Forte riportando una battuta di Papa Francesco – questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io”:
    http://www.zonalocale.it/2016/05/03/-nessuno-si-deve-sentire-escluso-dalla-chiesa-/20471?e=vasto
    43 ego intervista:
    Domanda Jean–Marie Guénois de Le Figaro:
    “Avevo la stessa domanda, ma è una domanda complementare, perché non si è capito perché lei ha scritto questa famosa nota nella Amoris laetitia sui problemi dei divorziati e risposati – la nota 351. Perché una cosa così importante in una piccola nota? Lei ha previsto delle opposizioni o ha voluto dire che questo punto non è così importante?”.
    Risposta del profetizzato “Pastore stolto e Falso profeta”:
    “Io non ricordo quella nota”:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/april/documents/papa-francesco_20160416_lesvos-volo-ritorno.html
    81 ego intervista:
    “Alcune resistenze provengono da persone che credono di avere una vera dottrina e che ti accusano di essere un eretico.
    Se osservate il panorama delle reazioni suscitate da Amoris Laetitia, vedrete che le critiche più forti contro l’Esortazione riguardano l’ottavo capitolo: una persona divorziata “può o non può prendere la comunione?” E Amoris Laetitia, d’altra parte, è completamente diversa, non entra in queste distinzioni e pone il problema del discernimento.
    Allora ti dico: è in questa linea che sento che lo Spirito ci sta portando. E la resistenza a non farlo è forte. Ma devo anche dire che per me il fatto che le resistenze nascano è un buon segno. È il segno che sei sulla strada giusta, questa è la via. Se non fosse così, il demone non si preoccuperebbe di fare resistenza “:
    http://blogs.herdereditorial.com/la-civilta-cattolica-iberoamericana/conversaciones-papa-francisco-en-chile-y-peru/
    Germania, Belgio, Olanda, Svizzera, “Malta, Catania, Sicilia”:
    https://rorate-caeli.blogspot.com/2017/06/sicilian-bishops-al-guidelines.html
    Brasile:
    https://cruxnow.com/global-church/2017/08/11/amoris-guidelines-brazil-bishops-leave-sacraments-open-divorced-remarried/
    “Ecc…”.
    Saluti.

  • Alessandro ha detto:

    Chapeau, Eminenza Müller. Una coraggiosa intervista, lontana dal linguaggio paludato dei diplomatici e dei cortigiani.

  • deutero.amedeo ha detto:

    A completamento e per un utile confronto riporto qui sotto i link alle due recenti catechesi del Santo Padre riguardanti il sesto comandamento. Ritengo inutile aggiungere miei personali commenti.

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181024_udienza-generale.html

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2018/documents/papa-francesco_20181031_udienza-generale.html

  • Anima smarrita ha detto:

    Dall’articolata risposta alla domanda collegata ai motivi sottesi al mancato rinnovo a Prefetto della CDF, estrapolo qualche osservazione che, mutatis mutandis, mi rinvia al ricordo di altre decisioni assunte d’imperio dal pontefice (ad esempio: rimozioni più o meno eclatanti; senza voler aprire qui processi mediatici del tutto inutili)
    Müller:- Il primato del Papa è indebolito dai cortigiani a dai carrieristi alla corte papale…
    …Se fossero stati uomini coraggiosi e retti, avrebbero parlato direttamente con me
    …La sua autorità si estende sulla Fede rivelata della Chiesa Cattolica e non comprende le opinioni teologiche personali o dei suoi consiglieri
    …Non è cattolico credere che il Papa sia una persona che riceve la Rivelazione direttamente dallo Spirito Santo, e che può interpretarla in base ai suoi desideri mentre il resto dei fedeli devono seguirlo ciecamente e in silenzio.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Credo che la questione stia diventando ridondante. Mi pare che la sua cifra stia dove Müller dice:

    “Amoris Laetitia deve assolutamente concordare con la Rivelazione, non dobbiamo essere noi a dover concordare con Amoris Laetitia, quantomeno non nelle interpretazioni eretiche che contraddicono la Parola di Dio…”

    Ecco, credo che Müller non si renda conto che il problema non è nostro, e che NON si tratta di interpretazioni, ma propriamente di Bergoglio, che ha voluto lanciare l’eresia, sia pure tentando perversamente di celarla in nota.

    In altre parole, a mio parere Amoris Laetitia NON deve assolutamente concordare con niente… si tratta di un testo che ha contenuti palesemente eretici, quindi – ripeto – il problema, in prima istanza, è di chi l’ha firmato, l’ha diffuso, e di tutti coloro che hanno collaborato a questa operazione perversa, che se la vedranno col Creatore nel Giorno del Giudizio, come sempre assai opportunamente ricorda Mons. Carlo Maria Viganò. Punto. E, aggiungerei, potrebbe anche bastare, perché, francamente, abbiamo anche altro da fare, anche se su questo tema non ci tiriamo mai indietro, e anche perché non ci piace essere presi per i fondelli da nessuno, fosse anche Bergoglio.

    Poi, certo, c’è il danno collaterale di quei cattolici che hanno le idee confuse, e magari si lasciano sviare. Però, come ho detto in un mio precedente commento, ci vuole, da parte loro, anche un minimo sindacale di dignità personale… ovvero, è talmente palese l’eresia in AL, che uno non può farsene schermo per farsi i comodi suoi. Se lo fa, lo fa a suo rischio e pericolo di andare all’inferno, tanto per esser chiari. Detto tutto questo, per brevità, lascio nuovamente a verbale quello che, sul tema, ho commentato due giorni fa:

    *************************

    PIER LUIGI TOSSANI
    21 novembre 2018 alle 11:51 pm
    Vado per punti, su alcune doverose precisazioni:

    1. Dice Müller, …“Che McCarrick, insieme al suo clan e alla sua rete omosessuale, sia stato in grado di provocare questo disastro in modo mafioso nella Chiesa, è collegato alla sottovalutazione della depravazione morale degli atti omosessuali tra gli adulti”.

    – anche sì, ma in ultima analisi sembra più una questione di crisi della fede. Uno che, suo malgrado, sul tema dell’omosessualità nella Chiesa si è fatto una cultura, il Padre Ariel Levi di Gualdo, ha spiegato molte volte, a esempio qui

    http://isoladipatmos.com/esclusiva-mondiale-la-terra-non-e-piatta-ma-sferica-coloro-che-quando-ieri-io-lo-denunciai-mi-lasciarono-linciare-dalla-clerical-lobby-gay-oggi-si-sono-accorti-che-nel-clero-siamo-pien/

    che il fenomeno è nato negli anni del post ’68 del secolo scorso, quando i seminari si svuotavano, e i loro responsabili, piuttosto che mantenere alto il livello dei candidati, hanno allargato le maglie della rete, ammettendo ai corsi e poi promuovendo al sacerdozio anche una quantità di giovani con tendenze omosessuali. I quali poi, una volta diventati preti, e perfino vescovi, questo è il problema, hanno “fatto rete”, dando poi vita a mega-strutture deviate come quella messa su da McCarrick.

    Il Padre Ariel, giustamente, faceva anche delle proposte, rimaste lettera morta, per risolvere il problema, vedi qui:

    http://isoladipatmos.com/pedofilia-il-caso-spotlight-e-una-ottima-raffigurazione-filmica-della-piaga-dellomerta-clericale/

    Comunque, a vederlo oggi, il fatto che quando il Padre Ariel faceva ai superiori le denunce circostanziate di quello che accadeva, con prove, nomi e cognomi, sia stato penalizzato, e che, ancora oggi, nella gerarchia, non se lo fili nessuno, dà la misura di come sia ridotta male la nostra Chiesa cattolica. Sicché, i capi della gerarchia cattolica che hanno consentito questo, e che sia prima che ora non hanno pagato, sembrano onnipotenti. Ma, come dice giustamente Mons. Carlo Maria Viganò, a tutti ci aspetta il Giorno del Giudizio. E più uno ha speso male i suoi talenti, specie in riferimento alle responsabilità che gli erano state affidate, più il Giusto Giudice gliene chiederà conto!…

    2. Circa la questione dell’eresia in Amoris laetitia, e quella collegata del “potere delle chiavi”, noi lettori di Stilum Curiae abbiamo di recente ampiamente dibattuto, in buon numero, stimolati dalle riflessioni del Padre Giovanni Cavalcoli. Quindi, credo faccia piacere a tutti, vedere come il Card. Müller sembri confermare quanto quasi tutti noi avevamo sostenuto nei nostri commenti. Osservo che, peraltro, molti di noi laici sono stati su posizioni decisamente critiche su AL non da ora, ma da due anni e mezzo a questa parte, fin dall’uscita della seconda esortazione apostolica di papa Francesco. Anzi direi meglio anche da prima, perché si era capita benissimo l’antifona fin dal tempo delle ambiguità e delle scorrettezze che si erano viste nel doppio Sinodo sulla famiglia. E’ un fatto oggettivo che in certe situazioni noi laici siamo più liberi dei chierici, diciamo che non siamo ricattabili sulla carriera. Sì, in questi due anni e mezzo noi laici siamo stati piuttosto soli, su Amoris laetitia, ma questo non è un gran problema per noi, nella misura in cui riusciamo a tenere insieme fede e ragione. E’ un problema, piuttosto, per coloro che sono stati posti come guide spirituali del popolo, e non hanno fatto il loro dovere… un problema, ovviamente, in relazione al Giorno del Giudizio, che spesso viene accantonato, ma che invece resta il punto centrale. Ringraziamo, doverosamente, i pochi chierici che in questi frangenti per loro particolarmente difficili, hanno fatto la loro parte. Possono dormire sereni.

    3. Sulle eresie di AL, dicevo, bene ora le dichiarazioni di Müller, che per la verità non sono le prime in questo senso. Resta però qualche ombra sul Cardinale:

    – Müller scrisse la prefazione per il libro di Rocco Buttiglione, nel quale il noto filosofo cercava, in punta di sofismi e con scarso successo – la verità è infatti irriducibile – di giustificare le eresie di Amoris laetitia, vedi qui:

    https://apostatisidiventa.blogspot.com/2017/11/correctio-dubiosa.html

    e questa difesa della verità, diciamo un po’ a corrente alternata, è stata una caduta di stile, da parte di Müller, di una certa portata, che torna sempre a galla. Se la poteva risparmiare.

    – Non si è mai capito né saputo per quale strano motivo Müller, quando era a capo della CDF, volle riabilitare il libro “Esperienze pastorali” di don Lorenzo Milani, vedi ai capitoli 10 e 11 del seguente dossier, da me curato personalmente:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2017/06/02/don-lorenzo-milani-cattivo-maestro-supplica-a-papa-francesco-santita-non-vada-a-barbiana/

    L’ingiustificato “nulla osta” di Müller fu il primo passo, prima, verso la riabilitazione della figura del “cattivo maestro” don Milani, e poi verso la sua sciagurata “riabilitazione pratica”, ad opera di Papa Francesco, che molto danno ha provocato nelle coscienze del popolo. Tra l’altro, visto che si sta ragionando dell’omosessualità nel clero, il pensiero di don Milani, oltre a caratterizzarsi per l’ammutinamento sistematico ai superiori, per l’apologia della violenza rivoluzionaria, della lotta di classe, dello spargimento del sangue dei nemici del popolo, e della lotta armata di stampo proto-brigatista, si distingueva anche per l’orgogliosa rivendicazione di pulsioni omosessuali e pedofile. Tutto è naturalmente documentato nei diversi capitoli del dossier. Anche di tutte queste cose, mi corre l’obbligo di dire che verrà chiesto conto ai diversi responsabili, nel Giorno del Giudizio.

    4. “…Il cardinale Müller sfida anche il Vaticano per la mancanza di indagini oneste – all’inizio – per le voci su McCarrick, affermando che sono necessarie scuse pubbliche”.

    Si è già capito che queste scuse, al 99,9%, non verranno mai, e che anzi le cose stanno andando ancora peggio, vedi qui

    http://www.lanuovabq.it/it/lobby-gay-inarrestabile-il-dossier-che-non-si-vuole-aprire

    e doverosamente anche qui

    http://www.lanuovabq.it/it/lincontro-delle-famiglie-ostaggio-della-lobby-gay

    …ma il Giorno del Giudizio, implacabile, incombe.

    5. Interessante dove dice “…Il cardinale Müller critica come un “errore disastroso” i cambiamenti nella legge canonica che sono stati fatti nel Codice di diritto canonico del 1983 che, quando si tratta di reati sacerdotali contro il sesto comandamento, non menziona più l’omosessualità come un’offesa, e che contiene una serie meno rigorosa di pene contro i sacerdoti colpevoli di abusi”.

    Su questo, in rete, non ho trovato nulla… sarebbe utile un approfondimento, e, se questa è la realtà, speriamo che il prossimo Pontefice voglia por mano alla questione.

  • franz ha detto:

    Mueller è un sant’uomo un pò ondivago , che intervalla momenti da cuor di leone ad altri da cuor di coniglio. Comunque viva Mueller !

    • Lucia ha detto:

      Signor Franz non crdo che Mueller sia un cuor di coniglio , sia pure qualche volta.E un sant ‘ uomo , mite ed umile come Benedetto 16 , che sta pagando immensamente per il suo amore a Gesu , alla Chiesa , viene definito sia dai coleghi , sia dai media come un nemico del papa.Lui semplicemente considera il Papa un padre , il vicario di Cristo e cerca di conciliare questo con la fedelta alla dottrina di sempre.Non dimentichiamo poi che essendo tedesco certe cose non le puo neanche pensare senza essere definito ….un nazista .Ciao