DISPACCI (DISPERATI) DALLA CINA. SIGLATO L’ACCORDO. NON PUÒ ESSERE VERO. UNA BURLA? O SONO DIVENTATI MATTI?

23 Settembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari lettori di Stilum Curiae, è evidente che tutto quello che seguirà queste poche righe di introduzione ai Dispacci del M° Aurelio Porfiri non può essere vero. Non può essere vero, deve trattarsi di uno scherzo grossolano, il fatto che il Pontefice demandi ad altri la scelta più importante fra le tante che fa, e cioè quella dei successori degli  Apostoli, per prendersi cura del gregge a lui affidato da Cristo. Non può essere vero che il suo ruolo sia limitato a dire “no, non mi piace” questo vescovo. Non può essere vero che la Santa Sede, in un Paese oppresso da una dittatura sanguinaria e disumana, che manda milioni di persone nei campi di concentramento, affidi la scelta dei vescovi al “popolo”, e all’Associazione Patriottica, vale a dire all’emanazione religiosa del Partito Comunista. Non può essere vero, sarebbe come se Pio XI e Pio XII avessero affidato alla Germania Nazista il compito di scegliere e proporre candidati all’episcopato. Non può essere vero che i media pagati dal Vaticano, o contigui al Vaticano, esaltino questo aborto come una mossa positiva e che sanerà i problemi della Chiesa in Cina. E che creerà un precedente clamoroso per ogni futuro governo dittatoriale che voglia imporre suoi vescovi alla Chiesa. Deve trattarsi di una burla colossale. Di cattivo gusto, per di più. Smettiamola di scherzare, per favore.

Comunque torniamo ai Dispacci.

 

Comunicato Stampa Santa Sede

“Nel quadro dei contatti tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese, che sono in corso da tempo per trattare questioni ecclesiali di comune interesse e per promuovere ulteriori rapporti di intesa, oggi, 22 settembre 2018, si è svolta a Pechino una riunione tra Mons. Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati, e S.E. il Sig. Wang Chao, Viceministro degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, rispettivamente Capi delle Delegazioni vaticana e cinese. Nel contesto di tale incontro, i due Rappresentanti hanno firmato un Accordo Provvisorio sulla nomina dei Vescovi.

Il suddetto Accordo Provvisorio, che è frutto di un graduale e reciproco avvicinamento, viene stipulato dopo un lungo percorso di ponderata trattativa e prevede valutazioni periodiche circa la sua attuazione. Esso tratta della nomina dei Vescovi, questione di grande rilievo per la vita della Chiesa, e crea le condizioni per una più ampia collaborazione a livello bilaterale.

È auspicio condiviso che tale intesa favorisca un fecondo e lungimirante percorso di dialogo istituzionale e contribuisca positivamente alla vita della Chiesa cattolica in Cina, al bene del Popolo cinese e alla pace nel mondo”.

 

Scisma?

In un articolo di Stefano Magni per “La Nuova Bussola Quotidiana” pubblicato prima della firma dell’accordo, vengono riportati stralci di una intervista al Cardinale Joseph Zen per l’agenzia Bloomberg. In essa il prelato cinese paventa il rischio di uno scisma: “L’oggetto della discussione è l’ultima voce sull’imminenza dell’accordo fra Santa Sede e Pechino, diffusa dal Wall Street Journal la settimana scorsa. Secondo queste indiscrezioni, i vescovi cinesi saranno nominati di comune accordo da Pechino e dalla Santa Sede. In pratica, se i dettagli sono veri, sarebbe la Conferenza Episcopale cinese a proporre il nome e il Papa avrebbe diritto di veto. Ma secondo il cardinal Zen “Non c’è alcuna vera Conferenza, è tutto finto, il regime mantiene il pieno controllo”. La Chiesa ufficiale cinese è controllata dalla Associazione Patriottica, emanazione diretta del Partito Comunista. Nella sua intervista a Bloomberg, il cardinal Zen mette in dubbio che si tratti di un compromesso costruttivo. “Dicono che il Santo Padre abbia sempre l’ultima parola. Quale ultima parola?” “Una volta che la Conferenza presenta il nome del vescovo al Papa, il Santo Padre cosa può fare? Porre il veto a tutti i nomi?””. Voce che grida…

 

Sant’Egidio sull’accordo

Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e noto storico, ha pubblicato un articolo sul “Corriere della Sera” di cui vale la pena leggere alcuni passaggi: “La firma dell’accordo Santa Sede e Repubblica popolare cinese è ormai certo. Mons. Antoine Camilleri, sottosegretario vaticano per i rapporti con gli Stati, sottoscrive in questi giorni il primo testo in comune tra due «potenze» così asimmetriche, la Cina e la Santa Sede, le quali non hanno mai avuto rapporti ufficiali dal 1949, quando Mao Zedong proclamò la Repubblica Popolare. Nel 1951, l’internunzio vaticano a Pechino, Riberi, che non aveva avuto alcuna relazione con le nuove autorità comuniste, dovette lasciare il Paese e si recò a Hong Kong. Cominciò un lungo inverno tra Pechino e il Vaticano, considerato dai cinesi, nel clima della guerra fredda, una forza straniera, occidentale e imperialista”. Ma leggete questo altro passaggio: “Significativamente il testo firmato non sarà reso pubblico. L’accordo individua un meccanismo, considerato provvisorio e da rodare, per la nomina dei vescovi. È un fatto decisivo per la Chiesa, su cui si è trovato un compromesso: comunità cattoliche cinesi, governo e Santa Sede avranno, tutte e tre, un ruolo nel processo di scelta. Il papa conserva la possibilità di rifiutare la nomina. Sono meccanismi utilizzati in passato. I governi spagnoli e portoghesi, con il «patronato regio», sceglievano i vescovi dei loro domini, che poi il papa istituiva. Nella Cina del passato, molti affari religiosi erano gestiti dalla Francia. Anche la Spagna di Franco e alcuni Paesi latinoamericani sceglievano i vescovi. L’accordo non conclude un processo, ma apre una strada, che esigerà un costante rapporto negoziale tra Vaticano e Cina. A questo fine, una rappresentanza vaticana stabile a Pechino aiuterebbe i contatti e l’individuazione di candidati all’episcopato adatti, pastorali e accettati dalla Cina e dai cattolici cinesi. Resta il fatto storico che l’accordo di Pechino, nonostante le discussioni che susciterà, fa cadere uno degli ultimi muri della guerra fredda”. Ma il fatto che quei meccanismi di scelta dei vescovi fossero superati è proprio in quanto sfavorivano la scelta di buoni vescovi. E poi il testo rimane segreto? Quindi, per chi conosce il mondo cinese, gli si farà dire quello che chi comanda vuole. Con tutto il rispetto per lo studioso Andrea Riccardi, devo dire che un accordo di questo tipo introdurrà una ferita ancora più profonda. Basta osservare quello che presto accadrà.

 

I riti del mangiare

Chi va in Cina per un certo tempo, osserva come ai cinesi piace mangiare fuori. A Hong Kong ci sono una marea di ristoranti per tutte le tasche e tutti imgusti, sono ovunque. Se si visita Central, il quartiere degli affari, si notano tutti questi ragazzi in giacca e cravatta e queste donne vestite con una certa eleganza fare la fila per prendere un pasto in qualche ristorantino. Il cinese non ha problemi a sedersi in un tavolo di fronte ad un estraneo e mangiare qualcosa. Per me devo dire che all’inizio non era facile, non mi piaceva mangiare davanti ad un estraneo. Ora mi sono un poco abituato. Per loro il mangiare è comunque una funzione prettamente fisiologica, il grande scrittore Lin Yutang notava come i cinesi danno grande importanza all’intestino, piuttosto che al cuore. E in effetti se ne prendono cura, per esempio bevendo acqua calda o tiepida e non gelata, come siamo abituati noi.

 

Controllo assoluto

Il caro padre Sergio Ticozzi del PIME, che posso chiamare amico, ha rilasciato una coraggiosa intervista ad “AsiaNews”, anche questa prima dell’accordo. Ecco un estratto: “Tutti già sanno dell’esistenza di un testo che è oggetto di discussione negli incontri tra le delegazioni del Vaticano e del Governo cinese. Il suo contenuto non è ancora noto nei dettagli ma, a quanto è riferito dalle autorità ufficiali ecclesiastiche, tratta del modo di nominare i vescovi.  Ma per questo le autorità cinesi richiedono la legittimazione dei sette vescovi illegittimi di cui tre scomunicati. Il Vaticano sembra molto desideroso di fare questo, con lo scopo di evitare la continuazione di ordinazioni episcopali illegittime e quindi il pericolo di uno scisma.

Il governo cinese approfitta di questo e dell’emotività di Papa Francesco, e sa che, se ora il Vaticano è pronto a riconoscere vescovi con amante e figli, obbedienti innanzitutto ad esso e pedine politiche fin dal seminario, in futuro non farà problemi ad accettare ogni candidato che le autorità cinesi proporranno e per le diocesi da loro fissate (la suddivisione delle diocesi è spesso un’istanza molto complessa e non sembra che i membri della delegazione vaticana sappiano tanto di geografia ecclesiastica cinese).

L’episcopato cinese e la Chiesa cattolica continueranno quindi ad essere sotto il loro controllo assoluto. Oltre alla nomina dei vescovi, ci sono poi altri problemi, come quelli dell’ufficializzazione dei vescovi clandestini (ce ne sono 35 di cui 19 attivi), la registrazione del clero clandestino, il ruolo dell’Associazione patriottica, ecc.: non so se e come vengono trattati nell’accordo o rimandati. Temo che l’ambiguità del Vaticano sui principi di autonomia e indipendenza della Chiesa cinese venga purtroppo mantenuta”. Altra voce che ha gridato nel deserto…

 

Parla George Weigel

In un articolo per il “National Review”, George Weigel, biografo di San Giovanni Paolo II e noto intellettuale cattolico, fa sentire la sua voce sul dialogo Cina-Vaticano e su un, al momento dell’articolo, possibile accordo. E come oramai moltissimi, suona l’allarme. Ecco un passaggio in una mia traduzione: “Come descritto nei comunicati stampa, questo accordo è una chiara violazione dell’attuale legislazione ecclesiastica. Il canone 377.5 del Codice di Diritto Canonico afferma chiaramente che “Per il futuro non verrà concesso alle autorità civili alcun diritto e privilegio di elezione, nomina, presentazione o designazione dei Vescovi” – una clausola inequivocabile che dà forma giuridica all’insegnamento del Concilio Vaticano II nel suo decreto sull’ufficio pastorale dei Vescovi nella Chiesa. Ancora peggio, la responsabilità per gli affari della Chiesa nella RPC è stata presa dallo stato cinese e consegnata a un ufficio del Partito comunista cinese – il che significa che il Vaticano sta proponendo di dare un diritto di “presentazione”. . . dei vescovi “ai burocrati comunisti, i cui interessi, si può tranquillamente ipotizzare, non sono quelli della Chiesa e della sua missione di evangelizzazione. Peggio ancora, in termini di erosione dell’autorità morale di un Vaticano che armeggia per la sua risposta agli abusi sessuali del clero e ai vescovi malfunzionanti, questo accordo arriva in un momento in cui il governo cinese sta scatenando la persecuzione dei gruppi religiosi in tutta la Cina, demolendo chiese cattoliche, spogliando altre di statue religiose, consegnando i capi delle chiese domestiche protestanti ai campi di lavoro forzato e conducendo ciò che alcuni considerano una campagna di genocidio contro i musulmani uiguri. La Cina intensifica la persecuzione religiosa e il Vaticano firma un accordo con la RPC? Per favore”. Questa domanda, tra clero e laici, se la fanno tutti. E se la faranno sempre di più dal 22 settembre.







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46 commenti

  • Monica ha detto:

    Messaggio del Papa ai cattolici cinesi http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/messages/pont-messages/2018/documents/papa-francesco_20180926_messaggio-cattolici-cinesi.html

    Domanda: ma se i 7 vescovi finora non hanno ubbidito alla Chiesa universale quali dovrebbero essere i gesti concreti chiesti dal Papa? Un bacio all’ anello esteriore? O dire che l aborto obbligato del secondo figlio in Cina per anni é stato un crimine a cui i responsabili renderanno conto a Dio?

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    (E il primo e unico Papa premio Nobel).

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    Francesco vuole essere il primo e unico:
    Il primo e unico gesuita Papa.
    Il primo e unico in mascherarsi dal Santo di Assisi.
    Il primo e unico che corregge a Dio in Giovanni 8:11.
    E come conseguenza di quello: il primo e unico in legalizzare il peccato mortale e permettere di ricevere il Corpo e Sangue del Signore.
    Il primo e unico di annullare il matrimonio cattolico -divorzio- per causa di “ecc.”
    Il primo e unico che più disprezza e insulta: 222 per il momento.
    Il primo e unico in interviste: 93 e domani 94.
    Il primo in relazioni con la Cina comunista.
    (Il primo e unico in attaccare il celibato permettendo sposati sacerdoti, e ai sacerdoti che hanno lasciato la Messa per una signora o un signore – bisogna stare coi tempi -).
    (Il primo e unico in permettere donne diaconesse, e dopo cardinali…).
    Il primo e unico… in mettere alla Chiesa cattolica allo stesso livello di apostasia e decadenza che le Chiese uscite della Riforma.
    Il primo e unico in “ECC”…:
    IL PRIMO E UNICO IN ESSERE IL PROFETIZZATO “PASTORE STOLTO E FALSO PROFETA.”
    Saluti.

    Estimado Director:
    Francesco quiere ser el primero y único:
    El primero y único jesuita Papa.
    El primero y único en disfrazarse del Santo de Asís.
    El primero y único que corrige a Dios en Juan 8:11.
    Y como consecuencia de eso: el primero y único en legalizar el pecado mortal y permitir recibir el Cuerpo y Sangre del Señor.
    El primero y único de anular el matrimonio católico-divorcio- por causa de “etc”.
    El primero y único que más desprecia e insulta: 222 por el momento.
    El primero y único que más ego entrevistas concede: 93 y mañana la 94.
    El primero en relaciones con la China comunista.
    (El primero y único en atacar el celibato permitiendo casados sacerdotes, y a los sacerdotes que dejaron la Misa por una señora o un señor -hay que estar con los tiempos-).
    (El primero y único en permitir diaconisas, y luego cardenalas…).
    El primero y único… en poner a la Iglesia católica al mismo nivel de apostasía y decadencia que las Iglesias salidas de la Reforma.
    El primero y único en “ETC”…:
    EL PRIMERO Y ÚNICO EN SER EL PROFETIZADO “PASTOR NECIO Y FALSO PROFETA”.
    Saludos.

  • ada ha detto:

    Visto il metodo con cui vengono scelti i nostri vescovi, non mi preoccuperei tanto!!!!

  • João Pedro ha detto:

    «Poiché il ministero apostolico dei vescovi è stato istituito da Cristo Signore e mira ad un fine spirituale e soprannaturale, questo santo Sinodo ecumenico dichiara che il diritto di nominare e di costituire i vescovi è proprio, peculiare e di per sé esclusivo della competente autorità ecclesiastica.» (Vaticano II, Dec. ‘Christus Dominus’, n. 20a.)
    Manca solo che Parolin dichiare in un ‘rescriptum ex Audientia SS.mi’ che anche questo *paradigma* Bergoglio lo ha deciso cambiare…

  • deutero.amedeo - scarpe grossse ha detto:

    Pota io credevo col levar su tutte le notti alle tre a mungere le mucchhe, ,poi menarle alle sei della matina a bere, poi portatle al pascolo, estate e inverno. poi fare il formai, el strachì di vendere a un prezzo onesto per mangiare, alla gente, poi non bestemmiare, poi mica buttare fuori dicasa i vecchi (Genitori, nonni zii e sorele rimaste pute) o poi sposarsi con nuna donna, tirarar su i figli, andare a messa la domenica, confessare i peccati,erano a basta pe far contento di me il Signore. Ades sta atento che se ci do mica la minestra a un migrato, da quando comanda lui, tuto quelo che gho fato serve a niente. e rischio anca di andare à l’inferno.

  • Donna ha detto:

    Giuda è stato solo il primo…lui per trenta denari, gli altri….

  • deutero.amedeo- News ha detto:

    La letteratura umoristica si è arricchita di una nuova opera.
    Autore. Nunzio (di cosa?) Galantino – Croce di latta al merito della cultura-.
    Titolo : Vivere le parole.
    AHAHAHAHAH! 🙂
    Buona lettura ( senza specificazione di quale parte del corpo usare).
    gudnait everibodi!

  • Fabio ha detto:

    Penso che bergoglio vada anche compreso: impegnato com’è a distruggere ovunque la chiesa, e considerando che c’è già chi distrugge alacremente la chiesa cinese, perché non delegare?

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    I vescovi patriottici faranno atto di SOTTOMISSIONE al Papa? Se sì, in che termini? Perché penso che dovranno fare anche atto di sottomissione allo Stato!

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Capusco che a volte, senza cedere sui prncipi, il realismo possa portare a fare delle mediazioni a fin di bene, ma in questo caso temo non sia così.
    I Vescovi della Chiesa patriottica, infatti, è EVIDENTE che non credono al primato di Roma e all’autorità del Papa, altrimenti non si sarebbero separati.
    L’unità perciò appare come politica e non basata sulla fede che però rischia di scandalizzare tanti veri cattolici cinesi.
    O forse neanche il Papa crede al primato del Papa, e allora si spiegherebbe perché stia guidando la Chisa cattolica come non fosse “romana”, cioè costituita su Pietro.

    • GMZ ha detto:

      Immagino che allegria, il sinodo che segnerà la prima ribalta di questi neovescovi.
      E chissà chi sarà il primo neovescovo eletto cardinale…?! Dai che magari in sorte ci tocca un papa comunista, ateo materialista!
      Ah no, ce l’abbiamo già.

  • Iginio ha detto:

    Riccardi, noto intrigante semicolto, ha superato i limiti. Padronato regio di Spagna e Portogallo? Ha mai sentito parlare di monarchie cattoliche o di Paesi dove il Cattolicesimo era la religione di Stato? Gli risulta che la Cina comunista sia uno di quelli?
    Ovviamente, da bravo barone universitario, ignora la “legazia apostolica” dei Re di Sicilia. Ma intanto quel privilegio fu poi contestato dai papi quando i re cercarono di appropriarsi di tutte le prerogative in materia ecclesiastica. E poi il privilegio era nato nel contesto della guerra con cui i Normanni liberarono la Sicilia dai Saraceni musulmani. Molto poco politically correct, dunque.
    Fossi in Riccardi mi metterei a studiare la storia sul serio e smetterei di impartire prediche a tutti a guisa di profeta: non lo è, la Comunità di Sant’Egidio non ha nulla di profetico e i baroni universitari farebbero meglio a sparire.

    • Claudius ha detto:

      Fra l’altro, il barbetta non si e’ neanche reso conto che con questa ridicola apologia che ha fatto della facolta’ concessa dall’accordo Cina-Vaticano per il regime cinese di proporre i vescovi ha implicitamente sdoganato il regime Franchista…. 😀

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Naturalmente occorrerà leggere i termini dell’accordo ma mi chiedo se i missionari della Chiesa potranno predicare il Vangelo LIBERAMENTE o se il Vangelo dovrà sottostare al controllo di Vescovi che devono sortostare al controllo della Stato.
    E se un Vescovo si ribelladse al controllo dello Stato e lo stato lo incarcerasse? Che farebbe il Vaticano? Darebbe ragione allo stato o si tornerebbe alla situazilne di prima dimostrando che l’accordo è stato inutile e comunque funzionale allo stato cinese ben più che al Vangelo?

  • Claudius ha detto:

    Appena letto un commento al post fb di Aldo Maria Valli sull’accordo Cina-Vaticano:

    ” Soltanto un imbecille che non ha la piu’ pallida idea di che cosa sia la Cina e come venga gestito il potere da quelle parti puo’ pensare che il governo cinese possa aver firmato un accordo nel quale rinuncia a esercitare un potere, di qualsiasi natura, sul proprio territorio. Facile capire come finira’ questa storia.”

  • alice ha detto:

    Gentilissimo dottor Tosatti, nell’articolo si afferma che il contenuto dell’accordo non è ancora noto nei dettagli. Se ho capito bene dai servizi televisivi, il contenuto di detto accordo è stato secretato… ragion per cui , almeno ora, non si potrà discutere del testo dell’accordo con cognizione di causa.

    • wp_7512482 ha detto:

      Così Falasca, intima di Santa Marta, su Avvenire:
      Con questo atto, infatti, le parti hanno concordato il metodo di una soluzione condivisa: la Santa Sede accetta che il processo di designazione dei candidati all’episcopato avvenga dal basso, dai rappresentanti della diocesi anche con il coinvolgimento dell’Associazione patriottica, mentre il governo cinese da parte sua accetta che la decisione finale, con l’ultima parola sulla nomina, spetti al Pontefice e che la lettera di nomina dei vescovi sia rilasciata dal Successore di Pietro.

      Come comunicato nella nota informativa diffusa dalla Sala Stampa vaticana, «al fine di sostenere l’annuncio del Vangelo in Cina», papa Francesco ha deciso «di riammettere nella piena comunione ecclesiale anche i rimanenti vescovi “ufficiali” ordinati senza mandato pontificio».
      L’accordo definisce quindi anche i termini della legittimazione canonica dei sette vescovi che erano stati ordinati senza l’approvazione del Papa compresi quelli per i quali era stata dichiarata la pena della scomunica, e da adesso, tutti i vescovi cinesi saranno ordinati in piena e pubblica comunione gerarchica con il Papa. Così «per la prima volta oggi tutti i vescovi in Cina sono in comunione con il Vescovo di Roma» ha affermato il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin nella sua dichiarazione diffusa dalla Sala Stampa in riferimento alla firma e agli obiettivi dell’accordo.

      • Monica ha detto:

        @Parolin: Si, certo, saranno tutti uniti e in comunione soprattutto quando reciteranno il Credo al passo :” una, Santa, cattolica, APOSTOLICA”.
        In tal senso Zen ha ragione sul giudizio di fede espresso a P.

  • Nat ha detto:

    Confesso che faccio un po’ di fatica a comprendere come riconoscere vescovo legittimo un funzionario del partito comunista e al contempo di fatto sconfessare i vescovi fedeli a Roma ( volte al prezzo di autentiche e dure persecuzioni) possa contribuire a migliorare la vita della Chiesa in Cina, come auspica il comunicato vaticano.
    Ma forse papa Francesco ce lo spiegherà nella prossima omelia a S. Marta a meno che anche “su questo non dirò una parola”.

    • Zuzzerellone ha detto:

      Anche altre chiese diffidano dei sacerdoti sponsorizzati da regimi comunisti o post comunisti . La Grecia sta negando i visti ai sacerdoti putiniani, dicendo che sòno spie in abito talare.
      Questa guerra dei visti sembra sia una cosa recente.
      .

  • Andrea M ha detto:

    Che venga ripristinato l’esorcismo di papa Leone XIII nella sua integrità, comprese queste strofe che furono tolte da Pio XI nel 1928:

    Ecclesiam, Agni immaculati sponsam, faverrimi hostes repleverunt amaritudinibus, inebriarunt absinthio; ad omnia desiderabilia ejus impias miserunt manus.
    Ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est, ibi thronum posuerunt abominationis et impietatis suæ; ut percusso Pastore, et gregem disperdere valeant.

    Questa la traduzione riportata dagli antichi messali:

    Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro.
    Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso.

  • Lucidator ha detto:

    Non è certo casuale che il dirompente e in sè drammatico annuncio dell’accordo tra Vaticano e Cina si sia tentato di farlo passare il più possibile sottotono e in secondo piano (pare anche con un certo successo) mescolandolo alle notizie riguardanti il viaggio papale nei Paesi Baltici (vedi gli spot nella telecronaca odierna trasmessa da Vilnius su Rai 1).

  • deutero.amedeo ha detto:

    Chi ha pensato, sviluppato, favorito questo accordo ha chiaramente dimenticato che la Provvidenza Divina ha creato lo Stato sovrano della Città del Vaticano affinché la Chiesa non dovesse mai dipendere dal potere civile e il Regno di Dio fosse trasversale ( e mai,in alcun modo, sottomesso) a tutti i regni della terra.
    Francesco……………. Svegliati!!!!

    • Lucia ha detto:

      Caro signor Deutero mi dispiace dirlo ma credo che il vaticano sia diventato uno stato dove poter sfuggire alla giustizia del proprio Paese.Ma poi nei Vangeli io non ho mai trovato ne la parola vaticano , ne Stato pontificio , ma solo di Chiesa , non ho la sfera di cristallo , ma secondo me in un giorno vicino il vaticano non esistera piu.Santa Brigida venne in Italia affinche il Papa tornasse da Avignone , ma questo siamo sicuri che valga fino al giorno del giudizio.Una volta avrei detto che sarebbe stato senz altro cosi, ma adesso ne dubito e parecchio.La saluto con affetto

      • deutero.amedeo ha detto:

        Quando San Paolo disse : – Cives Romanus sum! – lo disse per affermare un suo diritto, non come atto di sottomissione. La Chiesa è e dovrà sempre essere indipendente. Questo lo so anch’io, semplice parrocchiano laico, sottolineo, laico che più laico di così non si può. Possibile che non lo sappia il Sommo Pontefice ?

        • virro ha detto:

          Bergoglio sa’, ma lui a chi obbedisce?
          Oggi è iniziata la quarta settimana dalla pubblicazione del documento-denuncia di Mons. Vigano,
          4 settimane di silenzio
          4 settimane di critiche da ogni parte del pianeta
          4 settimane di riflessione per dire SI è vero/NO è falso
          4 settimane di attese,
          finalmente nei giornali di oggi si legge “Bergoglio ha pronta la risposta al memoriale Viganò”
          Che sia un nuovo memoriale per ingannare i figli della chiesa?
          o per ribadire che Viganò (un consacrato di Dio) è un “cane randagio” come lo ha già definito!?
          Per favore restiamo con le lampade accese!
          SIGNORE DIFENDICI DAGLI INGANNATORI
          SIGNORE CUSTODISCICI NELLA VERITA

    • Lucia ha detto:

      Caro signor Deutero a me spiace dirlo ma il vaticano attualmente mi sembra piu un posto dove poter sfuggire dalla giustizia del proprio Paese.E ultimamente mi ricordo che dello stato pontificio non si fa parola nei Vangeli , e stato un prodotto storico .

      Santa Brigida venne dalla Svezia per convincere il Papa a lasciare Avignone , ma mi chiedo seriamente se questo valga fino al Giudizio Finale .La saluto con affetto

  • Colaus de Arce ha detto:

    Purtroppo la resa da parte del Vaticano c’è stata, l’accordo è stato firmato, i vescovi li nominano gli atei comunisti, il papa constata tale nomina, nulla di più e di fatto non può rifiutarsi.
    Questa mattina il quotidiano dell’estrema sinistra “Avvenire” strombazzava con il titolo a grandi lettere “La Cina è ora più vicina”, ed è vero, gli atei si sono insediati al Vaticano.
    La guerra delle investiture la quale sembrava finita nel XI secolo continua, ma ancora peggio.
    Noi rimaniamo con nostro Signore Gesù Cristo e con la Sua Chiesa, e chi non è d’accordo è una scismatico, iniziando dai vertici.
    Inoltre, chi nega di essere negli ultimi tempi (leggasi resa dei conti) è pure cieco. (parole del card. Caffarra)

  • deutero.amedeo ha detto:

    Caro Papa Francesco, lei che continuamente nei suoi discorsi ci propone Gesù come modello, non si è chiesto se Gesù avrebbe mai fatto un passo simile?
    Se lo immagina il Signore che fa un accordo con Cesare dandogli il diritto di proporre chi chiamare ad essere suo Apostolo? Io no! Non c’è lo vedo proprio.

  • Lucidator ha detto:

    Ho visto la fugacissima apparizione televisiva di Parolin che dava con sommo imbarazzo – e mi è parso anche con un guizzo di vergogna – l’annuncio di questo primo vile tradimento degli eroici cattolici cinesi, testimoni di una fede che ora Bergoglio con la sua corte stanno di giorno in giorno svendendo e cancellando dal mondo.

    Non credo che ci sia da illudersi, costoro non indietreggeranno davanti a nulla e a nessuno.

    Credo neanche davanti al Padreterno.

    Prevalebunt?

  • Ecclesia afflicta ha detto:

    Cosa c’è da stupirsi? Per la Chiesa di Francesco, che ha parlato per bocca di Sorondo, la Cina è la realizzazione della dottrina sociale della chiesa, quindi è molto evangelico che siano i funzionari del Partito Comunista Cinese a nominare i vescovi. La retorica di Bergoglio sulla Chiesa del Popolo è affine a quella comunista sul Partito come avanguardia a servizio del popolo. Per Bergoglio i vescovi, in assemblea permanente nei collettivi, pardon nelle conferenze episcopali come i dirigenti di partito nei Comitati Centrali, sono i funzionari a servizio della sua rivoluzione .

    Il mito della Cina comunista era in auge tra i figli di papà degli anni 70, ora ben imboscati come dirigenti di enti pubblici e nei partiti di sinistra e nei media. Bergoglio è un gesuita sudamericano che si è formato negli anni 70, condivide la stessa “cultura” di costoro, che sono gli stessi che sostengono il suo nuovo paradigma.

    Cosa hanno in comune la chiesa di Francesco, il partito Comunista Cinese e gli ex compagni “progressisti” che tifano per il cambio di paradigma? Direi il vecchio detto “cuore a sinistra portafogli a destra”, l’opportunismo e la mancanza di scrupoli morali. Cosa volete che sia per Bergoglio promuovere a vescovi dei fantocci del partito comunista cinese, magari con moglie e figli, se ha promosso personaggi come McCarrick, che aveva il vizietto di andare a letto con i suoi seminaristi appena maggiorenni? Peccati di gioventù, direbbe il papa, chi sono io per giudicare? Ma McCarrick era bravo a raccoglie fondi per il Vaticano, per questo è stato insignito anche del premio “Spirito di Francesco”ed è stato uno dei maggiori promotori dell’accordo con il Partito Comunista Cinese.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Dei papati del passato si può dire di tutto, ma mai che fossero venuti meno alla loro vera missione, quella di CUSTODIRE la fede.
    Oggi i Pastori della Chiesa si sono messi alla testa dei laicisti, dei musulmani, degli eretici, che tanto non si faranno mai guidare ma solo strumentalizzeranno la Chiesa.
    Una volta, qualunque fosse il Papa, se qualcuno chiedeva di sciogliergli un dubbio, di avere un chiarimento, il Papa, così come fa un padre verso i figli, rispondeva. Oggi non è più così.
    Qualcosa non mi quadra, ma non sono io il malato di mente…

  • Adriana ha detto:

    Adesso anche la cattolica Curia romana si abituerà a bere l’acqua
    tiepida , anzi bollente ,anzi sulfurea. Nasce “impura” dall’Inferno….

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Quando la Chiesa porta un messaggio di compromesso, non ANNUNCIA il Vangelo, ma riduce il Vangelo a IDEOLOGIA che, come ogni ideologia, può cambiare col tempo.
    Perciò, se gli accordi tra Vaticano e Cina consistono solo in un compromesso, non ci sarà un “ritorno” in salvezza di anime, ma, forse, solo un ritorno economico.
    Nessuno si convertirà più o se qualcuno, non vedo perché, dovesse convertirsi, lo farà come a una filosofia occidentale che sarà comunque sempre la seconda scelta se in contrasto col governo.
    I “cattolici” cinesi saranno così prima cinesi e solo dopo cattolici.
    L’unità non si fa a tavolino, ma la fa lo Spirito Santo.
    Perché l’accordo non si è fatto prima? E’ chiaro, perché non c’erano le condizioni. E perché oggi ci sono? E’ forse cambiato il governo cinese? Temo che non si sia smosso di una virgola. Temo che a cambiare è stato il Vaticano.
    I Pastori della Chiesa stanno cambiando la percezione di cosa sia la Chiesa?
    I Pastori sono legittimi, ma temo che, non pochi, stiano pascendo un gregge sbagliato, che spesso non è quello dei fedeli, e lo stanno conducendo verso un ovile che non è l’ovile di Cristo.
    In tal senso, cioè nel senso di falso ovile come meta finale, si può parlare di falsa Chiesa, sebbene i Pastori siano veri, anche se infedeli. Non tutti, ma quanto basta per creare una confusione mai vista prima.

    • anonimo verace ha detto:

      ai telegiornali del secondo e del primo canale della nostra televisione la notizia è stata data a margine della visita di Bergoglio in Lituania ma sempre con un certo rilievo. Il “nostro” cardinale Zen è stato ricordato nel TG1 dall’inviato a Pechino Claudio Pagliara, anche se il parroco cattolico della chiesa cattedrale di Pechino, dal cognome “nostrano” ovvero italico, ha esaltato l’accordo come segno fondamentale per l’unità della Chiesa. (bella comunque, la cattedrale di Pechino).
      Il tg2, in fondo al servizio totalmente elogiativo da Vilnius, ha trovato il modo di intervistare dei “turisti” di Taiwan che hanno avuto modo di esprimere le loro perplessità affermando che lo stato cinese vorrà comunque avere sempre l’ultima parola.

  • GMZ ha detto:

    …e, da adesso in poi, quante altre dittature (democratiche e no) chiederanno pari trattamento?
    Ha ridicolizzato il papato, ha smontato la dottrina, ha venduto l’episcopato.

  • Fabio ha detto:

    L’opera bergogliana di distruzione prosegue implacabile.
    Anche se difficilmente i comunisti cinesi faranno vescovi dei sodomiti …..

    • deutero.amedeo ha detto:

      Dei sodomiti magari no, ma dei sordomuti nei confronti della vera, unica e immutabile Parola di Dio sicuramente si.
      E, con l’accordo del suo ineffabile e indegno successore, Pietro dovrà farsi da parte per lasciare il suo posto a Pilato.

  • Monica ha detto:

    Conferma anche dal sito online di Le Monde, sui sette vescovi, a partire da una dichiarazio e del Papa di ieri.
    Fonte : https://www.lemonde.fr/asie-pacifique/article/2018/09/22/accord-provisoire-entre-le-vatican-et-la-chine-sur-la-nomination-d-eveques_5358821_3216.html

  • Monica ha detto:

    Il sito francese “le salon beige” conferma che nell accordo é previsto il riconoscimento dei sette vescovi illegittimi, il veto del Papa sulle nomine da parte del partito comunista e ci sarebbe un accordo per ritirare due vescovi della chiesa clandestina per sostituirli con due nominati dalla Associazione patriottica.
    Fonte : https://www.lesalonbeige.fr/accord-entre-le-saint-siege-et-la-chine-sur-la-nomination-des-eveques/