IL SISMOGRAFO IMPAZZITO. RISPOSTA A LUIS BADILLA, ESULE DALLA REALTÀ E DALLA VERITÀ.

29 agosto 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, oggi purtroppo devo di nuovo occuparmi di casi personali. Un sito paravaticano ha pubblicato un articolo a firma di Luis Badilla. Ora, io non so in che bar questo ex-esule cileno allendista faccia colazione, ma gli consiglierei, amichevolmente, di cambiare. È probabile che a sua insaputa gli versino allucinogeni nel cappuccino, e non gli fanno bene. Ieri accusava di “demenzialità” la Sala Stampa Vaticana; oggi pretende di avermi trovato con una pistola fumante in mano. Il casus belli è, come al solito, la testimonianza di mons. Viganò. Vi risparmio la fatica di cliccare, e riporto quello che scrive.

(Luis Badilla) Non merita molte considerazioni. Servono poche righe. La storia che volevo raccontare è stata scritta ieri dallo stesso protagonista, l’ex vaticanista de La Stampa, Marco Tosatti, da qualche anno animatore di un blog anti-bergoglio che fra bugie, esagerazioni, montature, finti documenti inediti, grandi esperti conosciuti solo a casa loro, ogni settimana spara quel che trova o inventa contra il pontificato. Lui, da sempre, è stato un giornalista, seppure in pensione, contrario a Papa Francesco e di lui non sopporta che sia latinoamericano e gesuita. Sono cose che lo irritano.

Per molto tempo ha scritto per il portale Vatican Insider da dove è stato mandato via perché voleva fare in questa testata ciò che poi ha fatto nel suo blog, e cioè seminare odio, calunnie, divisioni, menzogne. In molti ricordano le sue menzogne durante i due Sinodi per la famiglia. Noi stessi allora abbiamo polemizzato con lui per le sue invenzioni su presunti attacchi verbali al Papa da parte di cardinali. Lo conosco bene dai tempi del viaggio di Giovanni Paolo II in Cile, molto bene, e ricordo quanto ha scritto.

Ora, ieri, in una lunga conversazione con Nicole Winfield, agenzia Ap, che ha guidato il colloquio con intelligenza e sagacità, Marco Tosatti – per vanità e protagonismo – in poche righe affonda l’intera operazione Viganò poiché confessa che è stato lui a scrivere il “papiro” cosiddetto “Testimonianza-denuncia”. Certo lui precisa che ha aiutato l’arcivescovo (“il pollo trasformato in corvo”, dice Alberto Melloni) per dare alle sue presunte rivelazioni una forma giornalistica.

Le sue parole esatte dicono in modo eufemistico: ho fatto “l’editing professionale; cioè abbiamo lavorato sulla bozza, il cui materiale era integralmente del Nunzio, per verificare che fosse scorrevole e giornalisticamente utilizzabile.”

Il “giornalisticamene utilizzabile” è tutto un programma. E’ la pallottola della pistola fumante.

Tosatti offre altri dettagli che dimostrano che si è trattata di una operazione pensata e organizzata a tavolino da diverse persone, italiane e statunitensi, inserita in un piano preciso con un “timetable” mirato (il IX Incontro mondiale delle famiglie). Includeva addirittura l’assistenza di un avvocato, consultato preventivamente due settimane fa, appartenente allo staff giuridico dell’agenzia statunitense EWTN/Catholic National Register, un tale Timothy Busch.

L’operazione includeva anche alcuni testi, da pubblicare dopo la deflagrazione dello “scoop”, destinati a convincere l’opinione pubblica – come fa lo stesso Tosati, ma anche Aldo Maria Valli e George Weigel – che Carlo Maria Viganò è un quasi santo, mite, molto umile, oggi devastato per la situazione in cui si trova, fuggiasco da possibile attentati …

Questi giornalisti, agiografi di Viganò, per completare i loro scritti dovrebbero intervistare alcuni dipendenti della Segretaria di Stato e del Governatorato, nonché della Nunziatura a Washington, su come Viganò si rapportava con i suoi collaboratori. Dovrebbero raccontare il Viganò della serie “Lei non sa chi sono io …”. Dovrebbero interrogare questi testimoni, molti in pensione e qualcuno ancora in servizio, che si sentivano urlare in faccia dal mite arcivescovo Viganò: “O fai questo o ti distruggo … Devi obbedire, tu non sai chi sono io …”

In conclusione: ora sappiamo, perché lo ha confessato l’autore vero del papiro, che Viganò ha firmato l’atto di accusa, documento da verificare dall’inizio alla fine, le 7.000 parole che lo formano, poiché così, a prima vista sembra pieno di balle, confusioni, non poche calunnie e tante falsità. Si potrebbe dire che è una fatto scontato perché il papiro contiene ricordi e accuse di Viganò ma anche ricordi e accuse di Tosatti.

Viene da chiedersi: E Papa Francesco dovrebbe rispondere a Marco Tosatti?

Il grande Totò direbbe: ma mi faccia il piacere.

 

Ci sarebbe da scrivere molto, ma non voglio tediarvi. Mi fermo su alcuni punti soltanto.

Vatican Insider. Nessuno mi ha mandato via. Ho semplicemente smesso di proporre articoli per un sito che appariva sempre più pesantemente condizionato dalla sua vicinanza con la Segreteria di Stato.  Mi ricordo che una delle ultime proposte che feci riguardava la Cina,  e mi si fece capire che quello era un tema delicato e di conseguenza era meglio lasciar perdere. Capisco che il mio comportamento possa sembrare strano a Badilla, che ha lavorato per decenni in quella struttura notoriamente indipendente che era la Radio Vaticana, ma è così.

La testimonianza Viganò: scrive Badilla, parlando di quello che ho detto alla collega dell’AP:

“Le sue parole esatte dicono in modo eufemistico: ho fatto “l’editing professionale; cioè abbiamo lavorato sulla bozza, il cui materiale era integralmente del Nunzio, per verificare che fosse scorrevole e giornalisticamente utilizzabile”.

Perché eufemisticamente? Questo è ciò che abbiamo fatto. Mons. Viganò ha portato una bozza, e l’abbiamo riletta insieme varie volte, eliminando alcune cose, togliendo delle digressioni, sciogliendo acronimi che per chi lavora in Vaticano sono pane quotidiano, ma che non significano nulla a un lettore comune. Giornalisticamente utilizzabile significa semplicemente: comprensibile al pubblico dei giornali. Tutto lì.

Ora da questo Badilla parte inventando una teoria su una cospirazione planetaria, in cui c’entrano gli americani, Georg Weigel, altri documenti (quali? Ce lo dica) il tutto al suono di “El Pueblo unido” e Yankee go home tanto cari al buon Badilla. Questa sarebbe la pistola fumante. A me pare che di fumante – nel senso di in cenere – ci sia solo il cervello di Badilla. Ex esule dal Cile, ma soprattutto esule effettivo dalla realtà.

Ci sono ancora due cose su cui vorrei fermarmi. La prima: sono contrario a Bergoglio, secondo Badilla, perché latino-americano e gesuita. Tanto per cominciare, Bergoglio è mezzo piemontese, la sua mamma era ligure come me; probabile che abbiamo più sangue in comune lui ed io di quanto ne abbia Badilla.

L’ultima cosa è grave, molto grave; e su questo punto consiglierei prudenza all’ex giornalista della Radio Vaticana. Scrive: “Si potrebbe dire che è un fatto scontato perché il papiro contiene ricordi e accuse di Viganò ma anche ricordi e accuse di Tosatti”.

Questa è, oltre che una totale menzogna, un’idiozia. In linea peraltro con il personaggio.

Ma l’interessante di questo sbocco di pus presente sul Sismografo (abituale, mi dice chi lo segue, a quest’ora di mattina: pressione? arteriosclerosi? farmaci?) è la sua esistenza. È – come scrivevo già ieri – il segnale di un nervosismo che sta raggiungendo livelli parossistici nella Press Band Bergoglio. Mi viene spontaneo chiedere una cosa. Posto che non sono pochi quelli che riempiono paginate di complottismo, e che però vengono chiamati per nome dal Pontefice, e hanno accesso al suo telefono e all’ultimo piano di Santa Marta, (magari anche Badilla, ma non credo, il suo livello è troppo basso) che cosa gli costa fare una domandina semplice semplice, tipo: Ma davvero Viganò le ha detto quelle cose su McCarrick? E poi venircelo a raccontare. Questa sì che sarebbe informazione, e giornalismo. Porre domande, e aspettare risposte. Non vomitare sui colleghi.




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Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

103 commenti

  • MARGHERITA ha detto:

    “…lei pensa che ai tempi di Pio XII non ci fossero preti omosessuali e che il Papa non ne fosse a conoscenza?”
    Caro don Ezio, le infamie del passato non possono giustificare quelle di oggi: lasciamo in pace i morti.
    La richiesta di dimissioni a Papa Francesco, attraverso stampa, è una provocazione perché si ponga fine alla piaga omosessuale del clero che_ annienta la forza del VANGELO_, provocando confusione e dolore, in questa generazione.

    • Claudius ha detto:

      Forse sei nuova di qui e non sai che il prete fantasma e’ specializzato nello sputtanare i cattolici del passato, diciamo quelli prima del 1962, per lui erano solo una massa di ipocriti capaci solo di genuflettersi e battersi il petto in chiesa e una volta usciti di li’, ben contenti di mettersi il Vangelo sotto le scarpe e farne di tutti i colori. Lui la pensa veramente cosi’, l’ha detto chiaro e tondo, poverino.

      • Lo spettro di don Ezio ha detto:

        Claudius,
        io ho servito messa da chierichetto nel Vetus Ordo e ne ho nostalgia. La riforma liturgica, così come è stata attuata e ancor più come viene applicata, non mi piace granché, in particolare il nuovo lezionario abbastanza confuso: manca un tema unitario per le messe, ma non mi piace la riduzione delle apologie, la scomparsa delle preghiere ai piedi dell’altare, la scomparsa delle commemorazioni che possono trovare posto solo nella preghiera universale. Quando all’applicazione la scomparsa quasi dappertutto del gregoriano e della messa in latino che il Concilio voleva mantenere per le messe capitolari e conventuali, la scomparsa della pianeta quasi dappertutto, e soprattutto la distruzione degli altari storici e la celebrazione in moltissimi casi con le spalle al tabernacolo. Tuttavia, io obbedisco alle disposizioni del Romano Pontefice, non creo divisioni o movimenti contro il Papa.

        • Claudius ha detto:

          Come sempre lei sbaglia bersaglio. A creare divisioni nella chiesa e’ stato proprio Bergoglio. Adesso qualcuno ha deciso che e’ giunto il tempo di reagire, che quest’uomo sta portando la Chiesa allo sfacelo. E per lei invece “chi critica Bergoglio e’ divisivo”. Anzi, addirittura un servo del Demonio. Non ho parole.

          • Lo spettro di don Ezio ha detto:

            Claudius,
            anche i farisei credevano che Gesù Cristo avesse un demonio perché andava contro la religione dei padri, invece erano loro che sbagliavano. Così capita oggi: non sarà un Mons. Viganò qualsiasi a salvare la Chiesa, la salvano i santi e la governano i papi anche quelli che non hanno preso sempre i provvedimenti giusti.

          • Claudius ha detto:

            E questo cosa c’entra? Qui si sta parlando se le cose contenute nel documento di Mons. VIgano’ siano vere o false. Dobbiamo forse avere paura dela verita’? O tenerla nascosta se non ci fa piacere? A parte poi il fatto che e’ lei che appiccica l’etichetta di avere un demonio a chiunque critichi il pontefice, come facevano i farisei con Gesu’…

  • Maroun ha detto:

    Guardate che cosa ho trovato? Mi sembra che Vigano ha detto la verita` : https://www.ncronline.org/news/people/globe-trotting-cardinal-theodore-mccarrick-almost-84-and-working-harder-ever

    Quest`articolo e` del 2014

  • Nicola B. ha detto:

    Rassegna stampa della mezzanotte. Titolo principale de La Verità di oggi : LA CHIESA PREPARA IL SUO GAY PRIDE. DAL 5 AL 7 OTTOBRE NEL LAZIO, FORUM DELLE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE LGBT INTERVERRÀ PADRE MARTIN

  • Nicola B. ha detto:

    Dalla Rassegna Stampa di mezzanotte. Titolo del quotidiano IL DUBBIO: INTERVISTA AL DIRETTORE DI AVVENIRE- COMPLOTTO CONTRO IL PAPA.