DISPACCI DALLA CINA. PASTORE CORAGGIOSO DI UNA “CHIESA DOMESTICA” PROTESTANTE. STRETTA SU “BITTER WINTER”.

8 agosto 2018 Pubblicato da 5 Commenti --

Marco Tosatti

Con qualche giorno di ritardo pubblichiamo i dispacci dalla Cina del M° Aurelio Porfiri. Una lettura sempre interessante per chi voglia avere un visione ampia e dalle molte sfaccettature di una realtà culturale, politica e civile estremamente complessa. 

 

Un discorso coraggioso

Il pastore Huang Xiaoning, responsabile della Bible Reformed Church (vedi sotto), dopo le persecuzioni a cui è sottoposta la sua Chiesa e dopo la pesante multa comminata dal governo, ha rilasciato questa dichiarazione (ripresa da ChinaAid) che fornisco in una mia traduzione italiana: “Come cittadini cinesi, dobbiamo percorrere la strada che porta alla difesa dei nostri diritti in conformità alla legge e quindi faremo appello per una riconsiderazione amministrativa [della multa]. Come pastore di una Chiesa domestica cinese, noi diffonderemo il Vangelo attraverso le nostre azioni di difesa dei diritti. Indipendentemente dai risultati, crediamo fermamente che il Signore regni su tutto, così data la nostra fede in Dio, come Chiesa, in piena luce, siamo disposti a sopportare un’ingiustizia temporanea. Più persecuzioni come questa ci faranno capire di più la nostra missione, che è quella di diffondere la Buona Novella. Nel frattempo, dobbiamo essere più cauti in tutto ciò che facciamo, essere obbedienti alla legge e preservare ciò che è stato realizzato, essere devoti figli di Dio e essere la coscienza di questa società”.  Onore a questo pastore e al suo coraggio in una situazione così ardua. Mostra rispetto, per le autorità civili ma chiede, come giusto che sia, il rispetto dei suoi diritti.

 

Presidente a vita

Nell’ultimo numero di “Persecution”, di cui abbiamo già parlato, c’è un articolo di apertura in cui si nota come per sia possibile capire la Cina di oggi solo comprendendo il suo presidente, Xi Jinping. Questo è vero, almeno in parte, anche perché non abbiamo avuto da decenni un presidente che assumesse un protagonismo personale così forte. Certo Deng Xiaoping fu un punto di svolta importante ma i suoi successori, il burocratico Jiang Zemin, il grigio Hu Jintao, non hanno mai assunto un ruolo così preminente. Anche il fatto che Xi abbia trasformato il suo mandato in un incarico a vita la dice lunga sulle sue intenzioni. Eppure egli anche soffrì durante la rivoluzione culturale maoista, anche se suo padre fu un nome importante nel partito. Egli ha saputo farsi strada fino alla vetta con scaltrezza e, si immagina, la necessaria dose di spregiudicatezza. Per la religione l’attuale presidente ha sempre chiarito come essa debba essere sotto controllo del partito e utile se serve a implementare i “principi socialisti”. Non potrà mai essere accettata, al più tollerata.

In effetti sotto di lui la virata verso il controllo del fenomeno religioso a più ampio spettro si è intensificata di molto.

Anche dal punto di vista commerciale sembra che ci siano problemi. Il dissidente cinese Wei Jingsheng in un articolo ripreso su AsiaNews (30 luglio) dal titolo “Xi Jinping sta perdendo la guerra dei dazi”, ha affermato che le pratiche commerciali della Cina e di Xi creano molti malumori nella comunità internazionale.

 

Hong Kong e Macao

Considerare il destino e il fato di Hong Kong e Macao, quando si parla della Cina, non è puro esercizio retorico ma avere una idea di come queste due città che per certi periodi hanno avuto una storia in parte indipendente dalla Cina continentale, stiano evolvendo. Evolvendo o involvendo, secondo alcuni osservatori. In effetti, specialmente Macao, è molto docile ai diktat di Pechino, come in fondo è sempre stata, mentre Hong Kong ha un comportamento certamente più ribelle. Uno sguardo alle rispettive diocesi e allo loro evoluzione sarebbe anche un esercizio storico di non secondaria importanza. Esistono oramai numerosi studi sull’argomento. Certo non è semplice essere vescovi che fanno riferimento al Vaticano ma che devono vivere in un paese governato da un regime ostile alla religione (anche se il governo dice che la libertà religiosa è garantita dalla costituzione).

 

Media, il possibile rientro di Google. A che prezzo?

Alessandra Muglia sul Corriere ci informa dei tentativi di Google di rientrare in Cina accondiscendendo ad alcune richieste del governo cinese: “Sarebbe un’app di Android (oltre il 95% dei cinesi che accedono a Internet utilizzano dispositivi mobili e Android è popolare nel paese, con l’80 % della quota di mercato), che oscurerebbe alcune chiavi di ricerca e alcune fonti non gradite al governo cinese precisate in una «blacklist». Tra i contenuti banditi ci sarebbero, per esempio, quelli di Bbc News e Wikipedia. La censura coinvolgerebbe diverse funzioni di ricerca: non solo testi, ma anche immagini.

La notizia è stata rilanciata dai principali quotidiani internazionali, in prima pagina sul Financial Times e sul New York Times”. Intanto Bitter Winter informa che è stata lanciata una vasta operazione in Cina contro di loro ed alcuni dei loro redattori sono stati arrestati. Vengono accusati di appartenere a quei culti che il governo ha messo fuori legge (Falun Gong, Chiesa di Dio Onipotente, etc.) ma in realtà molti collaboratori appartengono anche a quelle confessioni ufficialmente riconosciute dal governo.

Nostre informazioni

Un testo letto su Radio Vaticana, di Sergio Centofanti e di padre Bernd Hagenkord sj, parla della situazione della Chiesa Cattolica in Cina. Tra l’altro afferma: “Come è noto, secondo la prassi internazionale, le trattative fra gli Stati avvengono nella confidenzialità e, normalmente, sono resi pubblici solo i risultati finali. Perciò non si conoscono i particolari del dialogo tra la Santa Sede e le autorità cinesi. Tuttavia, se alla fine ci sarà un’intesa, possiamo immaginare che permetterà alla Chiesa sia di ricomporre l’unità della guida pastorale nelle diocesi che vedono la compresenza di due comunità, sia di provvedere alle numerose diocesi che sono da tempo senza vescovo, affinché ciascuna di esse abbia un Pastore ammesso e riconosciuto dalla Chiesa e dallo Stato. Non ci si può aspettare che una simile operazione sia indolore. Vi saranno necessariamente malcontenti, sofferenze, rinunce, risentimenti e perfino la possibilità di nuove tensioni. Ma questa specie di “passaggio attraverso la cruna dell’ago”, cui la Chiesa cattolica in Cina è chiamata, tutti speriamo che sia purificatore e foriero di bene: non vi saranno vincitori e vinti, e sarà considerato prezioso il contributo di tutti”. Mi sembra, aggiungo io a commento, che questo discorso manchi di una valutazione oggettiva del contesto storico e politico, un contesto in cui la speranza di un bene futuro è al momento, almeno molto irrealistica (28 luglio, lavoce.it).

 

Membro della Chiesa di Dio onnipotente mandato in prigione al suo ritorno in Cina dalla Svizzera, dove gli era stato rifiutato l’asilo. Sembra che l’attività di controllo contro questo movimento, oramai considerato il nemico numero uno, si estenda anche ai familiari di membri fuggiti all’estero. Per queste attività di stretto controllo ci si serve anche delle potenti capacità tecnologiche fornite dai moderni mezzi di sorveglianza  (29 luglio, Bitter Winter).

 

Coloro che lavorano per il governo e che hanno un credo religioso rischiamo di perdere il loro lavoro o sono sottoposti ad altre misure coercitive (30 luglio, Bitter Winter).

 

Un articolo dal nome Chinese Bible Reformed Church Hit with $7,300 Fine ci informa sulla pesante multa comminata a questa chiesa protestante nella regione di Canton, sostanzialmente per il rifiuto di unirsi alla chiesa ufficiale controllata dallo stato. La Chiesa in passato è stata già sottoposta a vessazioni di vario genere (30 luglio, persecution.org).

 

In un articolo chiamato “Religious sites in China to raise national flag to enhance national identity” il Global Times informa che le associazioni che rappresentano le confessioni religiose sotto controllo governativo avrebbero chiesto di innalzare la bandiera cinese sopra i luoghi di culto (31 luglio, Global Times).

 

Su un giornale governativo il reporter Zhang Yu riporta che la situazione attuale sarebbe molto propizia per la Cina per risolvere il suo “problema cattolico”. In un articolo chiamato “China grasps rare chance to solve its Catholic problem during a unique papacy” l’autore informa che in tempi recenti sarebbe stata permessa la trasmissione televisiva di documentari su Papa Francesco e sulla storia della Chiesa Cattolica, cosa che non era permessa in precedenza. Questo viene interpretato come segno di buona volontà da parte del governo di Pechino (1 agosto, Global Times).

 

 

Cina da leggere

Antonio Selvatici (2018). La Cina e la nuova via della seta. Progetto per un’invasione globale. Soveria Mannelli: Rubbettino Editore.

L’autore del testo, giornalista e docente al Master di Intelligence economica a Tor Vergata, ha certamente una conoscenza molto approfondita sui meccanismi economici e politici che muovono le cose nel mondo di oggi. Questa conoscenza la applica alla Cina e alla sua strategia “per un’invasione globale”. Penso che già nel sottotitolo c’è molto di questo libro, non voluminoso ma denso, un testo che ci fa intravedere le opportunità, ma anche i pericoli, che l’irresistibile ascesa economica della Cina sta portando a livello internazionale.

Come nota l’autore, l’Europa è troppo travagliata da problemi interni per poter contrastare efficacemente una potenza come la Cina, che quindi si pone come il rivale unico degli Stati Uniti per la leadership mondiale. Una leadership che naturalmente ci fa pensare, visti gli stili e le culture così diverse dei due contendenti.

Eppure la Cina è vicina, anzi praticamente ce l’abbiamo dentro casa, con i suoi investimenti nel nostro paese. Questo “trasferimento di ricchezza tra Occidente e Oriente è il frutto di una competizione scorretta, di modelli economici e politici differenti e incompatibili” (pag.  31). Si parla diffusamente del One Belt, One Raod Project, quella serie di iniziative ed investimenti che la Cina sta mettendo in atto per espandere i suoi commerci e il suo dominio globale, in continenti come l’Africa, ma anche nel nostro, come abbiamo accennato sopra.

Un testo da leggere e meditare prima di grondare cieco ottimismo per un possibile futuro che, allo stato delle nostre conoscenze, oltre ad offrire nuove opportunità non è scevro dal presentare numerose incognite.

 

Eric Salerno (2018). Dante in Cina. La rocambolesca storia della Commedia nell’Estremo Oriente. Milano: Il Saggiatore.

Il testo parla di Dante ma ancora di più e meglio parla di Eugenio Felice Maria Zanoni Hind Volpicelli (1853-1936), sinologo, scrittore, console Italiano in Hong Kong e Macao e abitatore di mondi vari. Mondi vari in quanto dal libro risalta non solo la sua passione per Dante, che cerca di condividere nelle numerose conferenze in Oriente e Occidente, ma anche la sua passione per la Cina, il Giappone, il Buddismo. Il testo alla fine si rivela come una sorta di “romanzo familiare” (pur essendo un saggio e non un romanzo) e leggendo il libro capirete il perché. Si gioca fra il Peak in Hong Kong, Macao e…Monteverde vecchio a Roma. In quest’ultimo quartiere, anche a me caro per lunghe frequentazioni giovanili, il Volpicelli aveva la casa, a pochi metri dalla storica sede del Pontificio Istituto Missione Estere. E la sua casa in Macao, se l’ho identificata bene dalla descrizione dell’autore, l’ho visitata (ignaro) innumerevoli volte durante la mia residenza nella ex amministrazione portoghese.

Interessanti le descrizioni di Volpicelli, come quando parla del gioco cinese di wei: “L’oggetto del gioco di wei ch’i può apparire molto facile, eppure sarà sufficientemente difficile portarlo a termine. Si tratta  di occupare più spazio possibile sul tavolo e di impedire all’avversario di fare lo stesso. […] L’interesse del gioco non è concentrato in un posto come con gli scacchi, intorno al re, ma è  sparpagliato ovunque sul tavolo, in quanto ogni singolo posto ha un effetto ugualmente importante nel risultato del gioco  e conta nel totale finale che rappresenta la posizione delle due parti alla fine della lotta”. Una descrizione che dice molto sul gioco ma ancora di più sulla Cina stessa.

Si parla dei missionari italiani e delle difficoltà dell’inizio del XX secolo e di molte altre cose. Il Volpicelli si lancerà anche in una sorta di viaggio spirituale, in cui ritrovare le proprie radici interiori. Ecco una bella descrizione delle sue scoperte: “San Francesco fu il più gran discepolo del Figlio dell’Uomo, forse anche più di quell’apostolo che era il ben amato di Gesù e che gli poggiava la testa sul petto nell’Ultima Cena e che fu il solo che rimase colle Marie sotto la Croce durante la lunga agonia. Per capirlo basta leggere il canto xi del  «Paradiso». La sua rassomiglianza col Budda storico è straordinaria, entrambi erano giovani belli  felici e abbandonarono tutto per fondare un ordine di frati mendicanti, per convertire e salvare l’umanità coll’apostolato della povertà. San Francesco d’Assisi fu il Budda dell’Europa, iniziando la riforma italiana tre secoli prima di quella tedesca”. Certo, non dobbiamo essere d’accordo suntutto quello che il Volpicelli affermava, ma non possiamo non ammirare l’intensità della sua vita che grazie a questo testo possiamo vedere svolta davanti ai nostri occhi.







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5 commenti

  • La Samaritana ha detto:

    Ho trovato molto interessante che il Volpicelli metta in parallelo Budda e San Francesco e non Budda e Gesù Cristo. È molto di più di quello che fanno certi prelati…

  • Nicola B. ha detto:

    Sono fuori tema lo so ma volevo segnalare un Antidoto dello scrittore cattolico Rino Cammilleri riguardo alla persecuzione religiosa del ” tollerante ” Egitto.

    http://www.rinocammilleri.com/2018/08/ramadan-2/

  • deutero.amedeo ha detto:

    Amico Tosatti, bentornato!
    Papa Francesco ormai vola basso e zigzagando, come i pipistrelli in queste calde serate estive, per cui è assolutamente imprevedibile quello che lui e la sua diplomazia faranno ( e non solo in Cina, ahimè!).
    Io, di un Papa che dice che i Comandamenti sono “le istruzioni” di Dio, come LE ISTRUZIONI per l’uso degli elettrodomestici (del resto CEI significa anche Comitato Elettrotecnico Italiano ) e ai giovani aspiranti Gesuiti dice che fare il Papa non è facile ma a volte è “divertente” (come se essere Papa fosse un mestiere: come fare il garzone del macellaio, l’addetto alle pulizie, e il buttafuori di un night) io di un Papa così NON MI FIDO PIU’. Condivide?

  • Alic ha detto:

    Prima prova di invio messaggio dalle verdi colline.
    Si scrive con meno fatica dal computer di casa.
    Grazie dottor tosatti delle segnalazioni librarie e dei resoconti sulla politica cinese.

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