CINA E DIALOGO. IL PAPA SU PAURA E VECCHIAIA. MA IL CARD. ZEN NON È MENO LUCIDO DI BERGOGLIO. ANZI…

2 luglio 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Il Maestro Porfiri ci ha inviato i suoi Dispacci dalla Cina. Che questa settimana vertono soprattutto sulla libertà – e sulla non libertà – di religione in Cina. E sull’idea che a Roma si fanno dei rapporti con uno degli ultimi governi comunisti e atei del mondo. Ma leggiamolo.

Manifestazioni a Hong Kong

Il primo luglio è l’anniversario del ritorno di Hong Kong alla sovranità cinese. Il presidente cinese Xi è stato in visita in questi giorni nell’ex colonia britannica. Accanto alle celebrazioni non sono mancate le proteste. Il britannico Guardian ha titolato “Protesters stopped as Hong Kong marks handover to China”.

Il Cardinale Joseph Zen ha chiesto in un post su Facebook all’Onnipotente di proteggere la sua città di Hong Kong. Il South China Morning Post ha riportato la notizia delle manifestazioni di protesta riportando lo slogan scelto dagli organizzatori quest’anno: “End one-party dictatorship, reject the fall of Hong Kong”. Naturalmente c’è battaglia sui numeri dei partecipanti tra gli organizzatori e la polizia e le cifre variano moltissimo.

Come sappiamo, il rapporto fra la città di Hong Kong e il governo di Pechino è molto più problematico di quello esistente fra la città di Macao e lo stesso governo, in fondo a Macao il governo comunista ha sempre avuto vita molto più facile. Non che non esistano dissensi anche nell’ex amministrazione portoghese, ma essi sono molto più facilmente gestibili che in Hong Kong.

 

Vecchiaia e dialogo. Zen non è meno lucido del papa. Anzi.

Ho letto con curiosità quanto pubblicato dal sempre ben informato Sandro Magister riguardo l’intervista del Papa alla Reuters e la sua opinione sul ruolo che sta avendo il Cardinale Zen nel contrastare un possibile cattivo accordo con il governo cinese. La frase riportata del Papa è la seguente: “Penso che è un po’ spaventato. Anche l’età forse influisce un po’. È un uomo buono. È venuto a parlare con me, l’ho ricevuto, ma è un po’ spaventato. Il dialogo è un rischio, ma preferisco il rischio che non la sconfitta sicura di non dialogare”.

Io non vedo il Cardinale Zen come spaventato ma come determinato, proprio perché conosce bene la situazione a cui si potrebbe andare incontro. Sull’età…beh, l’ho visto due settimane fa ed era fresco come una rosa e lucidissimo. E le sue posizioni verso il governo comunista risalgono a molti, molti anni addietro. Inoltre, il Cardinale Zen è del 1932, il Papa del 1936…insomma, non è che c’è tanta differenza.

Io aggiungo timidamente una osservazione. Ricordo che da qualche parte ho letto un pensiero di Mons. Brunero Gherardini che faceva presente che il dialogo è un mezzo, non un fine. Dire che non dialogare è una sconfitta sicura quando le premesse del dialogo non sono possibili, forse è un poco fuorviante. Questo principio del dialogo a tutti i costi dovrebbe allora essere applicato anche a coloro che manifestano dubbi su alcuni aspetti del pontificato (incluse porpore e intellettuali cattolici importanti), ma non so quanto questo venga poi messo in pratica…

 

Le porte chiuse, l’indottrinamento sin da piccoli

Se si vuole tenere sotto controllo un popolo, cosa si fa? Si controlla la stampa, che cosa la gente possa leggere e cosa no, si indottrinano i cittadini sin dai tempi della scuola. In fondo molti regimi e molte religioni hanno usato questi metodi. Ma in Cina, al giorno d’oggi (cioè nei giorni in cui scriviamo queste righe) questi metodi sono usati sistematicamente per sopprimere la libertà religiosa. O, per dire meglio, per fare in modo che anche la religione possa divenire un instrumentum regni. Cosa cambierà questa situazione? Non ci sarà un cambiamento che verrà dall’esterno. Esso dovrà emergere da dentro, ma non sono sicuro che questo sia il momento giusto per tale sviluppo.

 

Contro chi? Contro la religione, non solo contro i cattolici

Sulla stampa, quando si parla della persecuzione religiosa in Cina, si fa a volte riferimento alla stessa come ad una “persecuzione contro la religione cattolica”. Io non credo questo sia corretto, in quanto sarebbe meglio dire “persecuzione contro la religione” tout court, inclusa la cattolica. Ciò che è problematico in Cina è il fatto religioso in se, concepito come indipendente dall’autorità civile. Ecco la causa dei conflitti secolari fra religioni e autorità politiche in Cina. A volte un accomodamento è necessario, forse possibile, ma difficilmente può esserlo con chi propugna l’ateismo di stato.







Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.




LIBRI DI MARCO TOSATTI

Se siete interessati a un libro, cliccate sul titolo.



UNO STILUM NELLA CARNE. 2017: DIARIO IMPIETOSO DI UNA CHIESA IN USCITA (E CADUTA) LIBERA

FATIMA, IL SEGRETO NON SVELATO E IL FUTURO DELLA CHIESA

SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

Padre Pío contra Satanás

Tag: , , , ,

Categoria:

Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

18 commenti

  • alice ha detto:

    Da un vecchio articolo del novembre 2017 su Venerdì di Repubblica, di Filippo di Giacomo.

    Nell’estate del 2016, un’agenzia internazionale lanciava la notizia di un presunto imminente accordo tra Cina e Vaticano per fare un passo avanti nella normalizzazione dei loro rapporti. Così non è stato… In Cina l’articolo non ha suscitato particolari patemi. In Italia, il disinteresse per la questione non è stato rotto nemmeno dalla disputa tra il cardinale emerito di Hong Kong, il salesiano Joseph Zen, ed un giornalista italiano che lo accusava di incitare i cattolici cinesi a non obbedire al papa. In realtà anche questa non esemplare disputa suscita un interrogativo alla base del problema : chi ispira la politica di papa Francesco nei confronti dell’impero di mezzo ? In teoria da Giovanni Paolo II, a Benedetto XVI e a Francesco il papato ha sempre offerto un ramo di ulivo alle autorità di Pechino. Le quali, in modo magistrale , hanno risposto in modo contrastante : a volte carezze, a volte schiaffoni. Con papa Francesco sembra che i secondi superino le prime, come se a Pechino fossero certi che la neutralità di Roma sia assicurata. Da chi ? E perchè dal 2013 Vaticano e Santa sede spesso tacciono su gravi avvenimenti della chiesa cinese quali la morte di sacerdoti e fedeli , la prigionia del Vescovo Su ZHimin, la distruzione di chiese e croci nello Zheljiang ? L’undici novembre il cardinale Zen ha celebrato una messa per commemorare lo strano suicidio del sacerdote Wei Heping, 41 anni, morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan, nello Shanxi. Per il combattivo porporato la Santa Sede “che non è necessariamente il papa, cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di svendere la chiesa fedele”. Tradotto in linguaggio corrente, la politica della Roma ecclesiastica non tiene conto delle voci della Chiesa e dell’episcopato cinesi, mettendo così i centri della diplomazia vaticana (Propaganda Fide, Segreteria di Stato) in condizione di non poter usufruire delle sue principali fonti dirette. Il sospetto è che il Pontefice, e chi per lui , ripongano più fiducia in “esperti esterni” che grazie all’Istituto Confucio (un’ istituzione per la diffusione all’estero della lingua e della cultura cinese) pensano di poter giocare con gli ingenui di Roma e i furbi di Pechino. A quanto pare con successo.
    24 novembre 2017

    • Januensis ha detto:

      ho letto, senza prestare molta attenzione qualcosa su questo istituto Confucio. Se ricordo bene, offriva denaro alle università per incrementare la diffusione, in Occidente della lingua e della cultura cinese. Sempre se ricordo bene, fuori dall’Italia, alcune università hanno rifiutato questi contributi, respingendoli al mittente, considerandoli un modo per influenzare la linea didattica (e successivamente politica) dell’ateneo stesso. Qui a Genova, mi sembra di ricordare che il Rettore Comanducci abbia invece esultato alla prospettiva dell’arrivo di denari da Pechino.
      Ma la strana coincidenza è che, nella stessa strada, via Balbi, in cui ha sede il Rettorato e le facoltà umanistiche dell’università, c’era anche una libreria, protestante, la casa della Bibbia. Era grande e bella. All’improvviso è scomparsa, sostituita da un negozio di cianfrusaglie cinesi. Cercando in internet, sembrò che ci fosse stato un trasferimento in quel di Sampierdarena, ma chi si recò a Sampierdarena, a cercare la Casa della Bibbia, non la trovò.
      Si sarà trattato solo di normale pratica commerciale, o ci sarà stato anche lo zampino dell’istituto Confucio ?

  • Luigi ha detto:

    Certo che Papa Francesco è un gran mattacchione: dare del vecchietto rimba al Cardinale Zen quando lui è un giovanotto che un giorno dice una cosa e il giorno dopo ne fa un altra tutta all’opposto, vedi alla voce “intercomunione”. E non certo per senilità….

  • Mario Armosini ha detto:

    La rottura dei matrimoni con gli stranieri – Esdra 9,1-15

    1 Terminate queste cose, sono venuti a trovarmi i capi per dirmi: “Il popolo d’Israele, i sacerdoti e i leviti non si sono separati dalle popolazioni locali, nonostante i loro abomini, cioè dai Cananei, Hittiti, Perizziti, Gebusei, Ammoniti, Moabiti, Egiziani, Amorrei, 2 ma hanno preso in moglie le loro figlie per sé e per i loro figli: così hanno profanato la stirpe santa con le popolazioni locali; anzi i capi e i magistrati sono stati i primi a darsi a questa infedeltà”. 3 Udito ciò, ho lacerato il mio vestito e il mio mantello, mi sono strappato i capelli e i peli della barba e mi sono seduto costernato. 4 Quanti tremavano per i giudizi del Dio d’Israele su questa infedeltà dei rimpatriati, si radunarono presso di me. Ma io restai seduto costernato, fino all’offerta della sera. 5 All’offerta della sera mi sono alzato dal mio stato di prostrazione e con il vestito e il mantello laceri sono caduto in ginocchio e ho steso le mani al mio Signore, 6 e ho detto:
    “Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare, Dio mio, la faccia verso di te, poiché le nostre colpe si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa; la nostra colpevolezza è aumentata fino al cielo. 7 Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli e per le nostre colpe, noi, i nostri re e i nostri sacerdoti, siamo stati dati nelle mani dei re stranieri; siamo stati consegnati alla spada, alla prigionia, alla rapina, all’insulto fino ad oggi. 8 Ora, da poco, il nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi, dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un pò di sollievo nella nostra schiavitù. 9 Perché noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia; ci ha fatti rivivere, perché rialzassimo la casa del nostro Dio e restaurassimo le sue rovine e ci ha concesso di avere un riparo in Giuda e in Gerusalemme. 10 Ma ora, che dire, Dio nostro, dopo questo? Poiché abbiamo abbandonato i tuoi comandi 11 che tu avevi dato per mezzo dei tuoi servi, i profeti, dicendo: Il paese di cui voi andate a prendere il possesso è un paese immondo, per l’immondezza dei popoli indigeni, per le nefandezze di cui l’hanno colmato da un capo all’altro con le loro impurità. 12 Per questo non dovete dare le vostre figlie ai loro figli, né prendere le loro figlie per i vostri figli; non dovrete mai contribuire alla loro prosperità e al loro benessere, così diventerete forti voi e potrete mangiare i beni del paese e lasciare un’eredità ai vostri figli per sempre. 13 Dopo ciò che è venuto su di noi a causa delle nostre cattive azioni e per la nostra grande colpevolezza, benché tu, Dio nostro, ci abbia punito meno di quanto meritavano le nostre colpe e ci abbia concesso di formare questo gruppo di superstiti, 14 potremmo forse noi tornare a violare i tuoi comandi e a imparentarci con questi popoli abominevoli? Non ti adireresti contro di noi fino a sterminarci, senza lasciare resto né superstite? 15 Signore, Dio di Israele, per la tua bontà è rimasto di noi oggi un gruppo di superstiti: eccoci davanti a te con la nostra colpevolezza. Ma a causa di essa non possiamo resistere alla tua presenza! ”.
    Succederà anche da noi oggi!

  • deutero.amedeo - biblista ha detto:

    Preghiamo il Signore affinché non avvenga, ma Zen potrebbe anche finire male. Ma ai nostri occhi sarà sempre lui il vincitore.
    Per riflettere: rileggiamo le parole che Giosuè disse agli israeliti: (Giosuè 23,11-16)
    [11] Abbiate gran cura, per la vostra vita, di amare il Signore vostro Dio.

    [12] Perché, se fate apostasia e vi unite al resto di queste nazioni che sono rimaste fra di voi e vi imparentate con loro e vi mescolate con esse ed esse con voi,

    [13] allora sappiate che il Signore vostro Dio non scaccerà più queste genti dinanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, una trappola, un flagello ai vostri fianchi; diventeranno spine nei vostri occhi, finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che il Signore vostro Dio vi ha dato.

    [14] Ecco io oggi me ne vado per la via di ogni abitante della terra; riconoscete con tutto il cuore e con tutta l’anima che neppur una di tutte le buone promesse, che il Signore vostro Dio aveva fatto per voi, è caduta a vuoto; tutte sono giunte a compimento per voi: neppure una è andata a vuoto.

    [15] Ma, come ogni buona parola che il Signore vostro Dio vi aveva detta è giunta a compimento per voi, così il Signore farà giungere a vostro danno tutte le sue parole di minaccia, finché vi abbia sterminati da questo buon paese che il vostro Dio, il Signore, vi ha dato.

    [16] Se trasgredite l’alleanza che il Signore vostro Dio vi ha imposta, e andate a servire altri dei e vi prostrate davanti a loro, l’ira del Signore si accenderà contro di voi e voi perirete presto, scomparendo dal buon paese che egli vi ha dato”.

    (dedicato a chi sta in Vaticano)

  • virro ha detto:

    Il Card Zen mi fa ricordare il coraggio descritto negli atti dei martiri della chiesa primitiva di Roma, che dovevano lottare non con un parlamento democratico ma… tutti sappiamo.
    Quel coraggio certamente, non era frutto di una rispettabilissima relazione mondana, ma piuttosto un amore bruciante per Cristo e la sua Parola meglio dire: TESTIMONIANZA.
    Forse per questo vertice è più importante: ALTRO.

    Grazie Dott Tosatti, per tutto ciò che ci permette di condividere, ringraziamo anche tutti gli altri giornalisti e sacerdoti che esprimono, con dolore, le stesse perplessità o critiche a difesa della VERITA’.
    Gesù non abbandona la sua Sposa la nostra Chiesa MAI

  • Sherden ha detto:

    Certo che sentire uno che dà del vecchietto ad un altro che ha appena quattro anni più di lui fa una certa impressione. Soprattutto se il vecchietto più anzianotto la galera l’ha passata sul serio, e meriterebbe come minimo un po’ più di rispetto e di ascolto serio delle sue preoccupazioni.
    Ma pare che il mantra del dialogo imperi su tutto il resto, buonsenso compreso…

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Nessuna novità. Bergoglio ideologico come al solito, dialogherebbe anche col diavolo. Anzi, dialoga col diavolo.

    Però, domandiamoci perché la Provvidenza ce l’ha mandato… non è un caso.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Se pensassimo che è un caso Gesù ci chiederebbe :”Dov’è la vostra fede?” (Lc 8,25). Se crediamo che Gesù è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20) mai potremo dire :”Maestro, maestro, siamo perduti!” come fecero gli apostoli presi da paura mentre con lui si trovavano sulla barca sbattuta dal vento e che imbarcava acqua. (Lc 8,24).
      Non perdiamoci d’animo!

  • Sempliciotto ha detto:

    Bergoglio il Giuda del XXI secolo.

  • La Samaritana ha detto:

    Leone. XIII non era certo un liberale, ma il dialogo con il governo francese non è stato un toccasana per i cattolici francesi. Da allora sembra che dall’ idea del dialogo si sia scivolati progressivamente verso una certa simpatia per socialismo e comunismo. Basta ricordare cosa ne pensavano filosofi cattolici come Maritain e Guitton, e di entrambi si sa quale stima ne avesse un grande Papa come Paolo VI. Difficile non avere l’ idea che non ne abbiano influenzato, almeno in parte, il pensiero, e da questo all’ azione. Mentre non l’ ha influenzato né il pensiero né l’ esperienza del card. Mindszenty che, come il card. Zen oggi, parlava in nome di un popolo, non come un intellettuale comodamente seduto davanti al caminetto a fare della brillante teoria. E dalla simpatia si è arrivati, tra molti, troppi teologi, vescovi, cardinali, parroci, a leggere il Vangelo alla luce del marxismo, mettendo Marx (Karl non Reinhard) al posto di Paolo e l’ Umanita al posto del secondo Adamo, arrivando all’ aberrazione di descrivere la Cina come un anticipo del Regno di Dio. Il fumo di satana è ormai arrivato ad intossicare molti, ma non il card. Zen che, come Paolo, può essere perseguitato e percosso, essere pubblicamente (e vergognosamente), preso in giro da chi dovrebbe difenderlo sino alla Croce, ma non demorde e testimonia una fede che deve esserci di esempio. Che il Signore ci dia sempre di più pastori di questo tipo, veri pastori che sanno difendere il gregge che Cristo ha loro affidato.

  • deutero.amedeo ha detto:

    P.S. – Io sono del ’30 !!!!!!!! Ma nenanch’io ho smesso di combattere. E’ Bergoglio che vuol fare della Chiesa un esercito di generali senza combattenti.

  • deutero.amedeo - biblista ha detto:

    Grande Zen! Il San Paolo del XXI secolo.

    comportatevi da cittadini degni del vangelo, perché nel caso che io venga e vi veda o che di lontano senta parlare di voi, sappia che state saldi in un solo spirito e che combattete unanimi per la fede del vangelo,

    [28] senza lasciarvi intimidire in nulla dagli avversari. Questo è per loro un presagio di perdizione, per voi invece di salvezza, e ciò da parte di Dio;

    [29] perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo; ma anche di soffrire per lui,

    [30] sostenendo la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e che ora sentite dire che io sostengo.
    (Filippesi 1,27-29)