INTERCOMUNIONE: PERCHÉ NON SI PUÒ, PER AMORE. UN TESTO DEL PROF. KOPIEC PER STILUM CURIAE

8 giugno 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, oggi vi offriamo un articolo che il professor Kopiec ha gentilmente accettato di scrivere per Stilum Curiae in tema di intercomunione. Sono di questi giorni le notizie sulla lettera che il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Ladaria, ha inviato ai vescovi tedeschi, a nome del Pontefice regnante, chiedendo loro di non pubblicare il documento in cui si consentiva di dare l’eucarestia ai coniugi non cattolici nelle coppie miste. Quindi il testo di padre Kopiec assume un valore informativo particolare.

Maksym Adam Kopiec è un sacerdote polacco dell’Ordine dei Frati Minori francescani, nato in Polonia nel 1971. È docente alla Pontificia Università Antonianum a Roma. Tra le sue pubblicazioni: “Il Logos della fede. Tra ragione, rivelazione e linguaggio” (Roma 2014); “Francescanesimo e contemporaneità” (co-editore, Roma 2014); “L’evangelizzazione nel recente magistero dei papi” (Terni 2016); “Cristianesimo e religioni. Verso un inclusivismo cristologico-trinitario” (Roma 2016); “In principio era il Verbo… Commento pastorale e spirituale – Anno A” (Terni 2016); “Umanesimi laici e Cristianesimo umanistico. La missione profetica, apologetica e dialogica della teologia” (Roma 2017); “E il Verbo era Dio… Commento pastorale e spirituale – Anno B” (Terni 2017).

 

Tra i vari dibattiti che infiammano la Chiesa Cattolica ai nostri giorni, ce n’è uno di primaria importanza sul tema dell’intercomunione. In particolare, la domanda se sia lecito ad un protestante accostarsi alla Comunione Eucaristica avendo partecipato alla Santa Messa con il proprio coniuge cattolico, si è imposta in maniera eclatante tra i vescovi tedeschi. Questi ultimi si sono divisi tra il sì e il no ed hanno chiamato in causa il santo padre Francesco, il quale non ha dato una risposta esaustiva, ma li ha invitati a trovare un accordo. Ci sembra importante, quindi, riprendere il discorso sulla Santa Comunione, perché si capisca bene che il fronte del “no”, non è un muro verso i protestanti, una mancanza di volontà di colloquiare con loro, di addivenire ad una nuova, auspicata unione. Il “no” in questo caso, deriva dal valore, dal senso che ha per i Cattolici la Santa Comunione e che non è condiviso dalla chiesa protestante. Non si tratta di una piccola, superficiale divergenza, ma di qualcosa che, se modificato, metterebbe in discussione le fondamenta, l’esistenza, la natura stessa della Chiesa. Questa voce non porta una particolare novità riguardo al tema dell’intercomunione, ma cerca di sistemare alcuni punti fermi riguardanti questa problematica richiamandosi ai numerosi interventi già compiuti da parte dei cardinali, vescovi, teologi e del popolo della Chiesa.

 

  1. San Giovanni Paolo II nella sua ultima enciclica, Ecclesia de Eucarestia, ha lasciato alla Chiesa quasi il suo testamento. Ha sottolineato il più stretto (intrinseco e inseparabile) legame tra la Chiesa e l’Eucaristia, anzi si tratta di unione: non esiste la Chiesa senza l’Eucaristia, e non è possibile celebrare e attuare efficacemente il sacrificio della redenzione – la morte e la risurrezione di Cristo, l’effusione dello Spirito Santo e il cammino escatologico della Chiesa – se non nella celebrazione vissuta nella e con la Chiesa di Cristo. Nell’Eucaristia in modo più alto si attua e manifesta la Chiesa cattolica come realtà sacramentale, cioè segno e strumento della salvezza universale. La concezione sacramentale della Chiesa ci dice che proprio essa è il Corpo mistico di Cristo. A tal punto viene la domanda: come è possibile ricevere nella Santa Comunione il Corpo eucaristico di Cristo, se uno non appartiene pienamente alla Chiesa, il Corpo mistico di Cristo costituito tale, proprio in forza dell’Eucarestia?

 

  1. Ora nel protestantesimo quale è la concezione della Chiesa? E quale è la comprensione dell’Eucarestia? Probabilmente né l’una né l’altra possiede per loro la natura sacramentale (Arcivescovo Chaput). Loro dunque sono da definire come comunità dei credenti uniti dal battesimo e dalle stesse convinzioni. Diciamo “convinzioni” perché la dottrina nella materia di fede e di costumi è soggetta all’interpretazione personale e individuale, perfino i testi della Scrittura. Anzi i dati storici non vanno mai persi (lo scisma) per poter parlare di qualsiasi comunione tra il cattolicesimo e il luteranesimo come contestazione della Chiesa nella sua natura appunto sacramentale, unica e universale.

 

  1. La Santa Comunione nel caso dei coniugi è espressione e attuazione dell’amore coniugale e del rapporto sponsale tra Cristo e la Sua Sposa Chiesa. Con l’accesso alla S. Comunione loro partecipano in questo vincolo d’amore indissolubile che si compie con il sacrificio di Cristo per la Sua Chiesa e lo realizza nella e con la Chiesa. Ora come i coniugi senza entrare in questa relazione tra Cristo Sposo e la Sua Sposa, attraverso il sacramento del matrimonio indissolubile, possono partecipare e vivere la relazione sponsale Cristo-Chiesa, essendone anche una autentica, coerente fedele espressione e testimonianza?

 

  1. Con un eventuale primo passo che ammetterebbe l’intercomunione, si apriranno inevitabilmente le altre porte per accedere alla Santa Comunione: perché non i cattolici risposati? Perché i non cristiani, che in quel momento confessano la fede cattolica e credono insieme ad Essa nell’Eucarestia? Dall’altra parte, tale fede vale solo in quel momento o dovrebbe essere stabile? Se è momentanea, allora è una fede finta. Non risulta quindi più sensato, ragionevole e autenticamente ecclesiale entrare pienamente in comunione con la Chiesa cattolica, una volta per tutte?

 

  1. Inoltre, con l’Eucaristia è intrinsecamente unito il sacramento dell’ordine. Con quale comprensione dell’ordinazione e del sacerdozio i protestanti si potrebbero avvicinare alla Santa Comunione non percependo nel sacerdote la presenza di Cristo realmente operante in persona del sacerdote? Chi è per loro il sacerdote cattolico? Si rende dunque, evidente la differenza dei responsabili o delle autorità religiose nella chiesa luterana e il sacerdozio sacramentale cattolico che sul piano ontologico distingue gli uni dagli altri, anche se non pochi della comunità protestante possono essere moralmente più nobili, apprezzati, intelligenti e religiosi rispetto alla persona che ha assunto il sacerdozio sacramentale nella, dalla e per la Chiesa di Cristo, e che è ministro dell’Eucarestia.

 

  1. Sembra che il passo dei vescovi tedeschi verso l’intercomunione faccia parte di una lunga strategia tanto della protestantizzazione della Chiesa cattolica e quindi un altro tentativo, dopo quello di “canonizzare” Lutero nel 500^ della Riforma, quanto della sociologizzazione della Chiesa con l’elogio di K. Marx nel 200^ della nascita. Questo risulta probabilmente da una forte e profonda perdita dell’identità religiosa e storica all’interno della Chiesa cattolica in Germania. Il vero, autentico, fruttuoso e onesto dialogo non si svolge attraverso i compromessi o i falsi irenismi, ma solo a partire dalla profonda identità della cattolicità a tutti i titoli. Ora si può solo presumere e fare le congetture sui motivi per cui la Chiesa in Germania ci tiene così tanto a questa unità sia con la Chiesa protestante che con la società materialista, con cui forse siamo più distanti che uniti. Comunque quanto ai propugnatori, volens nolens, si impone la domanda pratica: per quale ragione sinceramente ed autenticamente tendono a far entrare l’intercomunione nella prassi della Chiesa, trattandosi di una prassi che sconvolge la verità della fede, dato che l’Eucarestia è la forma più alta della professione di fede? È davvero poco convincente la spiegazione secondo cui si è preoccupati per l’unità della Chiesa o per la salvezza altrui oppure per l’evangelizzazione degli altri, poiché non è l’intercomunione la strada giusta per raggiungere questi obiettivi.
  2. Non sembra, per ora, molto evidente il tentativo o l’insistenza da parte dei responsabili e rappresentanti della Chiesa protestante che la Chiesa Romana faccia questo passo verso di loro. Allora i vescovi tedeschi si fanno a questo punto gli ambasciatori o i portavoce della Chiesa protestante? Perché l’iniziativa non era ancora partita evidentemente ed esplicitamente da parte dei capi delle comunità luterane?
  3. Emerge ancora un altro interrogativo: come i vescovi tedeschi e i loro sostenitori pensano di superare questi punti fermi sull’Eucarestia, in modo da poter spalancare una strada verso l’intercomunione? Finora la loro questione dell’intercomunione riguarderebbe “alcuni casi”, ma in questi casi ciò che si rende più che palese e ormai monotono è il linguaggio: “discernimento, accompagnamento, foro interno, più unità che diversità” ecc.
  4. È ovvio e qui non c’è alcuna novità se sentiamo le voci, anche da parte del Magistero, che la Santa Comunione non è un premio ma la medicina o il rimedio spirituale. Tuttavia non è l’unica medicina. E come ogni medicina viene applicata ad una data malattia, tanto che alcune medicine possono anche ulteriormente danneggiare la salute, così l’Eucarestia serve a chi nella sua sofferenza, ricevendo la Santa Comunione viene guarito. Come dice san Paolo, ad alcuni mangiare il pane del Signore e bere il suo Sangue può provocare anche il peggioramento, la condanna.
  5. Per questo, anche i luterani e i membri delle altre confessioni cristiane o perfino appartenenti alle altre tradizioni religiose, pur senza ricevere la Santa Comunione e la grazia sacramentale, non sono esclusi dagli altri mezzi di salvezza e dalla grazia salvifica, che non arriva a loro senza Cristo e senza la mediazione ecclesiale (Redemptoris missio55)
  6. Il punto più delicato, ma espresso con tutto lo spirito filiale, come in precedenza, si riferisce al Santo Padre. È ecclesialmente, dottrinalmente e pastoralmente incomprensibile, come mai il papa ha lasciato cercare e trovare la soluzione del problema che di natura entra nel depositum fideidella Chiesa all’unanimità dei vescovi di una Conferenza? È evidente che in questo caso la risposta e il chiarimento compete a lui… La missione e la vocazione del Successore di Pietro nei casi che riguardano la fede della Chiesa universale non può essere spiazzata dalla voce “democratica” del parlamento vescovile tedesco. A meno che questa mossa del santo Padre non entri nella tanto amata da lui riforma orientata al decentramento del ministero petrino. Il problema però si rende un po’ complicato, se ci si accorge di avere a che fare con le questioni dottrinali (non intese come “verità astratte a cui sono fissati i tradizionalisti”, ma come divinamente rivelate). Il decentramento non abbraccia la dottrina, e neanche la struttura che è gerarchica e non democratica. Il decentramento è auspicabile soprattutto nella vita ecclesiale: il tempoe l’ascoltodato ai vescovi, al popolo, le rispostechiare date alle loro domande e perplessità, prendere in considerazione le propostedelle nomine delle conferenze dei vescovi e del popolo, il dialogopaterno e coraggioso con chi la pensa diversamente lì dove c’è lo spazio per la diversità delle posizioni, ad esempio nelle questioni organizzative, amministrative, pastorali; in altre parole tutto ciò che esprime la sinodalitàtanto affettivaquanto effettiva, d’altronde legate tra di loro. Concludendo, concedere alla Conferenza di un paese di decidere sull’intercomunione assolutamente non entra nella sinodalità che non le compete e non è per nulla cattolico. L’impossibilità dell’intercomunione è radicata nella sacramentalità della Chiesa cattolica intesa come Corpo di Cristo e “luogo” dove Dio si fa e si sacrifica nel Corpo eucaristico.






  7. Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

    Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

    L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

    Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.




    LIBRI DI MARCO TOSATTI SU AMAZON

    Se siete interessati a un libro, cliccate sul titolo.



    UNO STILUM NELLA CARNE. 2017: DIARIO IMPIETOSO DI UNA CHIESA IN USCITA (E CADUTA) LIBERA

    FATIMA, IL SEGRETO NON SVELATO E IL FUTURO DELLA CHIESA

    SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

    PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

Tag: , , , ,

Categoria:

Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

50 commenti

  • Vito ha detto:

    Ma insomma … perplessi, curiosi, etc,, smettetela di arrampicarvi sugli specchi e di spaccare il capello in quattro.
    Un papa che su un tema così importante non si pronuncia con fermezza e si rimette ai vescovi invocando una decisione unanime (come se si trattasse di un’assemblea condominiale) è, di per sé, foriero di confusione e promotore di relativismo.
    Non ci vuole uno scienziato per capirlo!

    • Perplesso ha detto:

      La risposta è stata che non è materia da chiesa locale e che se ne deve occupare la chiesa universale (cioè la decide il Papa e non una conferenza episcopale). Più fermezza di così….volevi che aggiungesse qualche parolaccia?

      • Vito ha detto:

        Preferirei un papa che proclamasse la verità dicendo chiaramente che chi non crede nella presenza reale di Cristo non può accostarsi all’Eucaristia.
        In mancanza, potrei accontentarmi delle parole che hai scritto tu.
        Peccato che Bergoglio non le abbia mai pronunciate

        • Perplesso ha detto:

          Vito il papa ha richiamato il can. 844 che dice proprio quello che affermi mancare. Dovresti leggere quello che commenti, perchè ci sono anche le cose che ho detto io e che tu dici non esserci. Il problema è capire cosa significhi credere nella presenza reale di Cristo: per me significa essere cattolico, ma forse il canone non intende questo. Da qui l’approfondimento disposto dal papa in sede competente.
          Hai letto la lettera di Ladaria?

  • Nicola ha detto:

    Eccole le vere priorità della Chiesa mica quelle sciocchezzuole di cui parla il Professore…………….

    Sinodo Amazzonia: documento preparatorio, serve “cambiamento di rotta integrale” | AgenSIR
    https://agensir.it/quotidiano/2018/6/8/sinodo-per-lamazzonia-documento-preparatorio-serve-cambiamento-di-rotta-integrale/

    Siete pronti al cambiamento di rotta integragrale? Ovvero alla conversione ecologica? A me dopo aver sentito certi discorsi mi verrebbe voglia di inquinare di più……

    • perplesso ha detto:

      Forse ci sono persone a cui farebbe bene un viaggetto in Amazzonia….

    • Vittorio ha detto:

      @ Nicola

      La fede uno c’è l ha o non c’è l ha. Esistono poi migliaia di fedi. Figurarsi di fake news. Ora non voglio assolutizzare la scienza, ma chi dice che non sia in corso un cambiamento climatico va semplicemente contro alla scienza. Tutto e’ fake news, poco ma c è, e’ scienza. Indi difendere la VITA non mi pare anticristiano, anzi!!
      PS: posso dare i riferimenti della rivista scientifica

  • giulia anna meloni ha detto:

    I sacramenti non sono discutibili,i comandamenti non sono discutibili,la legge Divina non è discutibile,il Vangelo non è discutibile…tutto perfetto e immutabile per volere Divino. “Mettetevi d’accordo tra di voi”…come al mercato. Può un papa,Vicario di Cristo in terra e custode della Dottrina Divina ,parlare in questo modo?No,infatti chi parla cosi non è il Santo Padre…ma questa è un’altra storia.

    • curioso ha detto:

      Il Papa ha risolto la controversia dicendo “mettevi d’accordo tra di voi”? Davvero? Dove lo ha letto?

        • curioso ha detto:

          Sì questo lo sapevo già, ma quello era “during the conversation”. Dopo la “conversation”, l’ “Archbishop Ladaria” ha detto “I will inform the Holy Father about the content of the conversation” And the Holy Father ha deciso lui, cosa che forse non sa….
          Qui c’è il link alla notizia
          https://www.ilfoglio.it/chiesa/2018/06/04/news/il-papa-boccia-i-vescovi-tedeschi-niente-intercomunione-con-i-protestanti-198580/

          In buona sostanza – da quello che si può comprendere dallo stringatissimo comunicato stampa di maggio – presumo che le cose siano andate così:
          1) la C.E. tedesca ha deliberato una cosa
          2) una minoranza di vescovi si è appellata al Papa
          3) il Papa ha fatto dire alle parti: modificate la delibera già presa, all’unanimità (che tradotto vuol dire: la delibera attuale non va bene; in qualità di C.E., adottate una delibera che annulli la prima, come richiesto dai 7 vescovi non unanimi)
          4) registrate le persistenti divergenze, è intervenuto il Papa d’imperio.
          Poteva intervenire d’imperio immediatamente, ma evidentemente ha preferito non umiliare la CE, concedendo il tempo di un pomeriggio per arrivare al risultato a cui è arrivato lui dopo.
          La stessa volontà di non umiliare la CE può ravvisarsi nel fatto che la lettera di rigetto non sia stata divulgata ufficialmente dalla Sala Stampa, ma fatta arrivare all’informazione con modalità ufficiose.
          Non c’è altra spiegazione, credo.

          • wp_7512482 ha detto:

            Credo che sia difficile ricostruire la vicenda senza informazioni precise. Un mese è un periodo lungo e possono esserci state oltre a quelle che conosciuta altre prese di posizione. E comunque oltre che un no è un per ora no. Tempi non maturi ecc.

          • Mastai Ferretti ha detto:

            Egregio, mi consenta. Un mese può essere un periodo lungo o breve a seconda dell’urgenza dell’intervento. Le linee guida tedesche non erano ancora state pubblicate e pertanto, se anche ci avesse messo un anno, non ne sarebbe derivato alcun danno. Se fossero già state pubblicate sarebbe stato diverso.
            In realtà la lettera è data 25 maggio, quindi meno di un mese (un mese è la data della notizia divulgata da Magister). Ladaria è stato ricevuto l’11 maggio (udienza in cui ha fatto il resoconto ed ha raccolto istruzioni) ed il 24 maggio (udienza in cui ha sottoposto la lettera al Papa). Direi che tre settimane ci stanno, anche considerando l’agenza di maggio del Papa che è stata abbastanza fitta di impegni.

          • wp_7512482 ha detto:

            Guardi, c’era una polemica fortissima,alcuni vescovi tedeschi avevano pubblicamente interpretato la prima risposta come aperturista e la non risposta immediata ai sette vescovi aveva creato reazioni…

          • Adri ha detto:

            Forse lei non è al corrente che una risposta in linea con quanto affermato dalla CE tedesca era già stata data tempo fa proprio da papa Bergoglio ad una persona durante un incontro (o forse una messa) che chiedeva consiglio su come comportarsi in caso di matrimonio misto. Sarà stato un lapsus allora? O voce dal sen fuggita che rispecchiava una opinione personale? Dopodiché, quando un gruppo di vescovi tedeschi ha sottoposto il quesito in forma ufficiale, si è accorto (anche se non immediatamente) che avrebbe dovuto rispondere come capo della Chiesa Cattolica?

          • Sherden ha detto:

            “…che tradotto vuol dire: la delibera attuale non va bene; in qualità di C.E., adottate una delibera che annulli la prima, come richiesto dai 7 vescovi non unanimi…”

            Come “traduzione mi sembra assai “libera”.
            E un tantinello illogica: se si voleva dire che avevano ragione i 7 “vescovi non unamini”, non c’era mica bisogno di mettere in gioco “l’unanimità”, come se fosse una questione di maggioranza/minoranza.

          • Mastai Ferretti ha detto:

            @ WP/Tosatti
            Forse è segno che talvolta si fanno polemiche prematuramente. O forse che si ritiene utile che ci siano polemiche. O forse entrambe le cose. Chissà…
            L’importante è la conclusione: tombale sulla questione che la “intercomunione” non è fatto puramente pastorale e che non può essere risolta da una Chiesa locale. Sull’altra richiesta (maggiore chiarezza sulle possibilità di concedere la comunione al coniuge protestante alla luce del diritto canonico ed in particolare su cosa significhi avere la “fede cattolica nel sacramento” ) la decisione è sotto riserva perché evidentemente si ritiene meritevole di approfondimento specialistico. E direi che è giusto, perché sfido chiunque a risolvere il busillis che altro utente ha rilevato, facendo arrabbiare la sig.ra Lucy.

            @ Adri
            “ad una persona durante un incontro (o forse una messa)”
            …ecco, appunto…

          • wp_7512482 ha detto:

            Caro Mastai Ferretti, le polemiche sono nate, giustamente, quando una Conferenza episcopale ha cercato di “forzare” una situazione approfittando di una congiuntura in cui sembra che tutto sia possibile. Le reazioni sono servite, credo, a far capire che non si poteva passare un certo limite. E sia pure – questa è l’impressione, me lo consenta – un po’ obtorto collo si è dovuto dire: non è che abbiate torto, no, ma i tempi non sono maturi. Ma non mi sembra che ci siano problemi a diventare cattolici: se uno vuole l’eucarestia cattolica, come ha detto molto semplicemente qualcuno, credo un cardinale africano, che problema c’è a confessarsi cattolico? Non credo che gli faranno obiezioni.

          • Mastai Ferretti ha detto:

            Caro WP, occorrerebbe fare qualche distinguo: le polemiche sorte prima della convocazione davanti a Ladaria si giustificano; dopo la notizia della convocazione (che è intervenuto pochi giorni dopo l’invio della lettera, se non sbaglio) le polemiche hanno senso se rivolte contro Marx&Co, non contro il Vaticano. Le polemiche successive al 3 maggio sono sterili: l’unica cosa ricavabile dal comunicato stampa era che il Papa sarebbe stato informato del contenuto dei colloqui. Le polemiche dopo la lettera di diniego sono infondate: intanto si è stabilito tombalmente che la questione è di fede e non puramente pastorale (quesito della minoranza) e che non è risolvibile da una chiesa locale ma dalla chiesa universale (altro quesito della minoranza).
            Con questo è definitivamente impedito che una conferenza episcopale possa produrre documenti che fungano da “cavalli di troia”, ma che ogni decisione sul punto debba essere assunta dalla Chiesa Romana presieduta dal Papa. Il che è una garanzia perché “la Chiesa Romana non ha mai errato; né, secondo la testimonianza delle Scritture, mai errerà per l’eternità” (San Gregorio VII, Dictatus Papae, n. XXII).
            Evidentemente ci sono questioni che rendono immatura una presa di posizione definitiva: sotto questo profilo non ci si può attendere un “no definitivo” se il punto di fuga è la riconduzione degli eretici nel gregge cattolico. Altre questioni rendono necessario l’approfondimento: cosa significa professare una fede cattolica rispetto al sacramento? Questo però non è un problema suscitato dai Vescovi tedeschi ma dalla norma che del CIC che utilizza questa formula. Altre questioni richiedono cautela: un metodo di traghettamento di fedeli un po’ subdolo come quello ideato da Marx (che alla fine è un tentativo di applicare la finestra di Overton, quivi da qualcuno evocata, facendo leva sui rapporti coniugali), che impatto potrebbe avere sui rapporti ecumenici? Li agevolerebbe o li incancrenirebbe?

            Sull’obtorto collo non sono in grado di dire; non ci vedo comunque nulla di male: significa una volta di più che il Vicario di Cristo piega la propria volontà a quella dello Spirito Santo, non potendo fare altrimenti. Nel contempo valorizzerei il fatto che, nello stesso giorno in cui Magister ha potuto divulgare la lettera di Ladaria, il Papa ha detto alla delegazione luterana che “sì va bene camminare insieme, ma non bisogna avere troppa fretta” (riporto a memoria).
            Queste le mie auguste opinioni.

          • wp_7512482 ha detto:

            Le rispondo con quello che ha commentato Vito:

            Ma insomma … perplessi, curiosi, etc,, smettetela di arrampicarvi sugli specchi e di spaccare il capello in quattro.
            Un papa che su un tema così importante non si pronuncia con fermezza e si rimette ai vescovi invocando una decisione unanime (come se si trattasse di un’assemblea condominiale) è, di per sé, foriero di confusione e promotore di relativismo.
            Non ci vuole uno scienziato per capirlo!

          • Adri ha detto:

            A chi mi sfotte perché non ricordavo se era un incontro o una messa, dove il papa aveva parlato con una signora protestante sposata con un cattolico, avendo io ormai una certa età e non ricordando lì per lì il contesto esatto, sono andata a ritrovarlo:
            questo è il link (del 1′ luglio 2016)
            http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351332.html.
            Cordiali saluti.

          • Curioso ha detto:

            Tosatti, la risposta netta che darebbe lei quale sarebbe e come la motiverebbe????

  • Cesaremaria Glori ha detto:

    Finalmente una risposta chiara, convincente, esaustiva sia sotto l’aspetto teologico che dottrinale, ma anche su quello procedurale. Come conciliare l’indissolubilità del patrimonio dottrinale della Chiesa con la democratizzazione delle sue strutture gerarchiche? Come conciliare il patrimonio petrino con la democrazia sinodale? Forse un altro concilio non sarebbe da scartare come ipotesi chiarificatrice.

    • QB ha detto:

      Un altro concilio? Organizzato da questi giocolieri? Sono capaci di fare danni anche mentre dormono.

  • Adriana ha detto:

    Ma se la chiesa si occupa piuttosto di idrocarburi ,clima , 7 sorelle , Bilderberg e accoglienza – tutte attività redditizie- dove trova il tempo per queste sciocchezzuole dottrinali ?

    • Sherden ha detto:

      Corre voce che, viste le emergenze della Chiesa Cattolica, le prossime iniziative pastorali saranno rivolte alla raccolta differenziata…

  • Tex ha detto:

    Scusate l’off topic ma volevo sentire, soprattutto da Tosatti, la sua opinione su questo post (https://www.uccronline.it/2018/06/08/il-card-sgreccia-un-eretico-le-eccezioni-di-amoris-laetitia-in-linea-con-familiaris-consortio/) che oltretutto lo chiama in causa insieme ad altri.

    L’argomento è il solito (amoris laetitia) e UCCR che è tornato online riparte attaccando in maniera sempre “nervosa” e acida a contestare chiunque rilevi dei dubbi su questa controversa esortazione apostolica

    • Grog ha detto:

      UCCR é un sito di arrampicatori sugli specchi che raggiunge vertici imbarazzanti, molto spesso scadenti nel ridicolo. Da qualche tempo non era più aggiornato (e non se ne sentiva la mancanza); devono aver ricevuto una nuova fornitura di ventose.

    • Mastai Ferretti ha detto:

      Non vedo attacchi particolari, ma semplice ironia verso persone che, al contrario, non espongono dubbi ma predicano certezze seminando zizzania e paure nel gregge di Dio (chi con sconclusionate profezie: socci; chi con strategie mediatiche subdole: de mattei; tosatti non saprei, forse è l’unica nota stonata). Comunque grazie per la segnalazione; non avevo letto l’intervista a Sgreccia e trovo molto positivo quanto da lui detto. Soprattutto mi compiaccio del fatto che abbia ribadito la sua tesi di continuità magisteriale – in controtendenza con gli orientamenti “aperturisti” – dopo averla divulgata per iscritto nel 2016: segno che se si riconosce la Divina Autorità del Pontefice, si può parlare liberamente senza finire in una colata di cemento, come taluni sovversivi vorrebbero farci credere.

      • wp_7512482 ha detto:

        Grazie per l’eccezione.

        • Mastai Ferretti ha detto:

          Ma le pare…Lei è troppo affezionato a due Papi (un Santo e un Emerito) per poter essere un “lefebvriano”.

      • Sherden ha detto:

        Più che semplice ironia mi è sembrata una toppa peggiore del buco.
        Oltre ad aver riproposto le stranote posizioni di Buttiglione (che, ad onor del vero, c’entrava solo di striscio se non messo lì a bella posta a far da difensore fuori dal coro), ha citato una frase del cardinale che è illuminante: “il Papa intende chiedere alla Chiesa di essere vicina anche ai divorziati e ai risposati per dire loro che la Chiesa non li abbandona e che ove e quando si presentano le condizioni di vita, concede loro anche i sacramenti ove si presentano le condizioni ammesse e note anche nella “Familiaris Consortio”.
        Ora, se l’italiano non è un’opinione, mi pare che il cardinale confermi, al contrario di quanto si concede in certe lettere sudamericane, che ci sono precise condizioni alle quali occorre sottostare per ricevere i sacramenti (per esempio l’obbligo di convivere come fratello e sorella e di astenersi dagli atti propri dei coniugi, visto che il secondo matrimonio non è valido).
        Al dunque:
        1) Familiaris Consortio è chiara;
        2) Amoris Laetitia non tanto, se ha bisogno di così numerose “interpretazioni a difesa”.
        3) Una certa lettera ai vescovi argentini, inusualmente pubblicata a mo’ di informale disposizione, o il laissez faire concesso a certe conferenze episcopali teutoniche et alia, sono altrettanto chiari, ma in senso opposto a 1) e in netto contrasto con quanto afferma la dottrina da duemila anni a questa parte.

        Se volevano arruolare Sgreccia dalla loro parte, con lo scopo neanche tanto nascosto di sbertucciare i loro competitor, come lascia intendere il succo dell’articolo, mi pare che abbiano toppato alla grande. Non crede?

  • nat ha detto:

    Eh già sinodalità nella nomina dei vescovi e nelle questioni amministrative! Quelle proprio non si toccano, meglio lasciare libertà e decentramento su quisquiglie come comunione ai divorziati risposati, intercomunione, presenza reale nel Santissimo, giustificazione… insomma tutte quelle cose astratte e da scrivania che tanto non interessano più all’uomo di oggi e anzi lo annoiano e forse pure lo allontanano.
    Vuoi mettere la concretezza della tassa ecclesiale e della scelta dei presidenti, vicepresidenti della Conferenza episcopale?

  • Lucy ha detto:

    L’inter comunione doveva essere la bomba atomica messa nel cuore della Chiesa Cattolica. I sette vescovi tedeschi dissenzienti , vera sorpresa dello Spirito ,hanno messo sabbia nell’ingranaggio del reattore nucleare e PER ORA tutto si è bloccato.Aggiungo alla riflessione perfetta del prof Kopiec altre due.
    La prima è del vescovo Oster di Passau che rileva tra le altre cise il problema del rapporto tra comunione e confessione perchè ” esiste UNA CONNESSIONE INTIMA tra questi due sacramenti. Come può la Chiesa Cattolica trattare quei fedeli di altre confessioni circa il sacramento della confessione in preparazione all’Eucarestia? “.Poi il”caso per caso ” può generare un “accesso generale ” e portare a una “banalizzazione ” dell’Eucarestia.
    La seconda è del vescovo di Ratisbona Voderholzer che ha detto :” La comunione ecclesiale trascende i confini della chiesa in Germania.Non ci può essere un accordo che in comunione con l’intero episcooato mondiale, con la chiesa mondiale intera, con la conferenza episcopale del Canadà e con quella dell’Indonesia.È una vera lotta teologica “.
    La crisi aperta dal caso intercomunione in Germania è rischiosa per l’unità di tutta la chiesa.
    Purtroppo quello che è successo è previsto nella E.G.al cap.32 dove si parla di “autentica AUTORITÀ DOTTRINALE delle conferenze episcopali “.
    Per concludere Bergoglio non ha cassato la”proposta indecente” ha detto che ” non è matura”, cioè da buon rivoluzionario pragmatico ha capito che non poteva forzare la situazione e ha fatto un passo indietro salvo poi farne due in avanti, del resto uno dei suoi dogmi è ” il tempo è superiore allo spazio ” , dunque……..

    • Rosario ha detto:

      Signora Lucy, mi permetta una considerazione. Forse lei non ha letto la norma del codice di diritto canonico (promulgata da Giovanni Paolo II) che, nella sua estrema ambiguità, lascia aperti ed anzi suscita problemi che vanno ben oltre il problema della confessione preliminare alla comunione.
      Il canone si rivolge chiaramente ai protestanti (gli ortodossi sono trattati nel comma precedente) e richiede la professione di una “fede cattolica” circa il sacramento e le “giuste disposizioni”: dunque, il protestante dovrebbe a) essere un cattolico de facto, perché è impossibile avere la fede cattolica sull’eucarestia senza condividere tutta la fede cattolica; b) essere in stato di grazia (giuste disposizioni), quindi necessariamente aver fatto la confessione. Tuttavia, il ricorso alla comunione cattolica è semplicemente visto come rimedio all’impossibilità di accedere alla comunione presso il ministro protestante: lo dice chiaramente la norma. E quindi si presuppone un’equipollenza tra le “due comunioni”, il che implica ritenere che il ministro protestante sia lui stesso sostanzialmente cattolico e per di più “abilitato” a consacrare: lei sa dire in quale setta protestante ciò sarebbe possibile?
      Diversamente significa autorizzare il fedele protestante a ricevere la comunione cattolica in luogo di una comunione falsa, ma chiedendogli la fede cattolica e ritenendo plausibile, nel contempo, che se non ci fossero problemi, potrebbe ricevere tranquillamente la comunione falsa presso il suo ministro falso.
      Capisce bene – spero – che questi problemucci non se li è inventati Bergoglio ma un suo predecessore a lei tanto caro…. E meno male che Bergoglio ha disposto di approfondire come diamine si debba interpretare questa norma assurda.

      • Lucy ha detto:

        Quello che hanno scritto e detto i Papi precedenti può prestarsi a “interpretazioni creative” che loro non avrebbero MAI voluto e che sono invece frutto delle menti gesuitiche e machiavelliche di questo pontificato.Kasper è una di queste e ha trovato appigli oer l’intercomunione persino in un dichmento del cincilio vat II (ora non ricordo quale).
        Kasper ha detto “certo valgono sempre i orincipi teologici ma la loro APPLICAZIONE CONCRETA non si fa in modo deduttivo e meccanico ”
        Traduzione : ” cercate nei documenti precedenti questo pontificato quello che desiderate trovare oer poter cambiare la chiesa E LO TROVERETE”.

        • Mastai Ferretti ha detto:

          Lucy, Lei è per caso dotata del potere di leggere nel pensiero dei Papi defunti? Se sì, provi a leggere nelle loro menti che cosa pensano di una persona che pratica le arti divinatorie per parlare al posto loro.
          Peraltro, visto che i rilievi riguardavano la formulazione poco chiara di una norma e che il papa attuale ha concluso negli stessi termini in cui avrebbe concluso il Papa a cui Lei legge il pensiero, mi pregio di comunicarLe che il suo commento è completamente sconclusionato. Scusi i giuochi di parole. Ho concluso. Anzi, no: se riesce a leggere nel pensiero di qualche papa, provi a farsi dire come si risolvono le antinomie segnalate dal suo interlocutore. Ho concluso davvero.

          • Lucy ha detto:

            Non posseggo arti divinatorie ho semplicemente letto TUTTI i documenti di Papa Wontyla e chiunque li abbia letti non può che dedurne che MAI avrebbe approvato l’intercomunione alla Kasper e alla Marx per la semplice ragione che sul piano dottrinale è sempre stato fedele al Magistero della Chiesa di sempre.

          • Credulopatico ha detto:

            ”ho semplicemente letto TUTTI i documenti di Papa Wontyla”

            Ecccerrrto!! Pure io. Due volte!! 🙂

  • marco bianchi ha detto:

    Nulla da commentare su di un articolo molto chiaro. L’Eucarestia e il suo significato sono fondamenta della Fede.È quindi incredibile che si dica:vedete un pò voi.Discutete.E se non siete unanimi i tempi non sono maturi. Quindi se unanimi sarebbe stato giusto. E giusto che un’altra conferenza avesse deciso in modo opposto. Uno “spezzatino ” della Chiesa Universale su un fondamento della fede? Con il che si conferma che Bergoglio o non vuole guidare la chiesa,cosa non credibile,o la voglia guidare verso la dissoluzione. Dopo tante prove di cosa sia Bergoglio,come è possibile considerarlo Padre men che mai Santo?

    • Rosario ha detto:

      Come sospettavo, l’erronea rappresentazione dei fatti contenuta nell’articolo produce valutazioni distorte della realtà come in modo esemplare ci testimonia questo utente (che difetta di conoscenze adeguate sul caso e dovrebbe, in teoria, astenersi dallo scrivere considerazioni infondate).

  • Rosario ha detto:

    Articolo molto interessante, ma a cui devo muovere alcune marginali critiche:
    1. – La prima riguarda l’errore di comprensione della cosiddetta “risposta non esaustiva del pontefice” e l’inattualità del resoconto storico della vicenda; in realtà l’incontro del 3 maggio presso la Congregazione si è concluso con l’avviso di Ladaria che avrebbe trasmesso gli atti al Pontefice, segno inequivocabile che la decisione sul caso l’aveva avocata a sé il Papa. Sono seguite due udienze col Papa e dopo un mese è arrivata la risposta con cui si nega la competenza della Conferenza Episcopale a deliberare sul tema. Non è quindi vero che l’invito a risolvere la cosa tra di loro fosse l’esito dell’incontro del 3 maggio, ma è stato l’invito preliminare alla trattazione e non è invitava a “risolvere”, ma a tentare di esprimere (al Papa) una posizione condivisa;
    2. – Quand’anche fosse stato un invito a risolvere la questione tra loro, il fatto che il paletto fosse quello dell’unanimità significava già implicitamente dar ragione alla minoranza: questo perché si subordina la validità di una decisione di una maggioranza schiacciante (che non avrebbe bisogno di alcuna unanimità) ai desiderata dei pochi che, diversamente, dovrebbero subire la decisione non gradita;
    3. – Non avrebbe avuto senso alcuno convocare formalmente le parti per dire loro “mettetevi d’accordo tra di voi”: pensare questo significa non conoscere nulla delle procedure e, peggio, avere una visione estremamente superficiale delle stesse;
    4. – Duole dirlo, ma invocare San Giovanni Paolo è un po’ fuori luogo: purtroppo il problema è nato a causa di una norma da lui stesso promulgata che effettivamente riconosce la possibilità della comunione ai protestanti in modo talmente ambiguo da rendere eccessivamente “interpretabile” sia l’individuazione del soggetto competente a decidere, sia l’individuazione delle fattispecie in cui si potrebbe concedere la comunione, sia con quali modalità e cautele procedere.
    La radice del problema sta nella pessima formulazione della disposizione canonica e non basta, per sopperire ad una carenza legislativa, l’opinione di qualche prelato o teologo che pretende di sostituirsi alla legge per stabilire “i casi” (l’autorevolezza dei commentatori non fa diritto né “giurisprudenza”). Da qui la molto opportuna iniziativa di approfondire – in sedi competenti e non a colpi di interviste – la corretta ermeneutica del canone in questione.
    Buona giornata.

  • Anna ha detto:

    Sottoscrivo. E spero Bergoglio legga e legga bene, soprattutto l’ultimo punto…..anche se riguardo questo depongo ogni speranza

    • Mastai Ferretti ha detto:

      L’ultimo punto è il più sbagliato di tutti, perché non è andata a finire come dice il Kopiec. Spero per lui e per il suo prestigio che il suo decalogo sia stato scritto prima della risposta ufficiale del Vaticano: in questo caso non lo si potrà accusare di ignoranza dei fatti, ma solo di ingenuità ed eccessiva fretta di dire la sua.
      Sorprende la contraddittorietà del punto in questione, laddove si censura un democraticismo (che non c’è stato) per poi approfittare del democraticismo per scrivere falsità ad uso e consumo del popolo bruto. Il fate ha disonorato gravemente la propria ordinazione sacerdotale e spero che i suoi superiori gli impongano le dovute penitenze.

      • Anonimo ha detto:

        Caro Mastai Ferretti, scusi la schiettezza, ma con questa sua acredine verso l’ottimo P. Kopiec lei non fa onore al nome con cui si firma.

        • Lucy ha detto:

          Caro anonimo ,ma non hai capito che sotto il nuovo pseudonimo c’è lo spettro di quanta cura ? Io l’ho capito leggendo l’ultimo suo post ; quando non ha argomenti per ribattere la logica altrui specie quando gli si tocca Bergoglio ,allora ricorre all’offesa.Ne so qualcosa. Ora basta leggere le ultime righe “….scrivere falsità ( e quali ?)ad uso e consumo del popolo bruto ( cioè anche noi), il frate ha disonorato ( addirittura! Quale orrore!!!) la propria ordinazione sacerdotale e spero che i suoi superiori gli impongano le dovute penitenze ( magari ” misericordiandolo ” come è uso fare Bergoglio.D’ora in avanti applicherò ai post di Mastai Ferretti il sistema di Isabella CHISSENEFREGA e silenzio stampa.