PEZZO GROSSO E LE CHIESE SCRISTIANIZZATE. PERCHÉ FRANCIA E ITALIA SONO DIVERSE.

24 maggio 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Pezzo Grosso ha letto un interessante articolo su Storia in Rete, relativo alla trasformazione di quelle che erano una volta chiese cattoliche.Un tema drammatico e molto coinvolgente.

“Caro Tosatti , le nostre chiese, quelle  che non diventeranno moschee , diverranno musei o luoghi di carattere sociale . Si direbbe sia  stato gnosticamente  voluto e pianificato  da molto tempo .  E con il compiacimento di  Vescovi, parroci e cattobenpensanti ,  oggi persino si  esulta  quando  si trasforma la chiesa in temporaneo museo ( normalmente  grazie ai contributi  di ambienti laici )  per far vedere gli affreschi a visitatori paganti ( magari in abiti fantozziani ) , certi che è un modo per farli entrare in chiesa ed avvicinarli al sacro… Quanto alla  differenza fra Francia e Italia, questa  è sostanziale .

L’Italia ha un punto di vulnerabilità che ogni tanto  sembra venga ignorato, un punto forte , quando il soggetto  è forte , debole quando è debole. : la presenza dello Stato  Vaticano nel Paese.  Questa presenza  dello stato Vaticano nella storia , ha fatto  la stessa storia all’Italia .Non vorrei dilungarmi su un fatto che il lettore di Stilum Curiae  conosce  certamente . Solo una minima riflessione : poiché  detto stato  Vaticano è sostenuto da contributi diretti e indiretti  dello stato è evidente la influenzabilità reciproca . Si pensi alla revisione dei Patti lateranensi fatta da Casaroli e Craxi  dove si barattò la “religione di stato” con l’otto per mille . Per influenzare  le decisioni nella Santa Sede in Vaticano , si può passare attraverso lo stato italiano con il quale è legata a doppio filo  , magari utilizzando il solito “rating”  , minacciando modifiche all’ 8 per mille ,alle  esenzioni fiscali,  all’atteggiamento del sistema bancario  su cui si appoggiano i flussi della S. Sede, ecc. . Si pensi quando dal 2005 i Radicali di Pannella e Bonino denunciarono a Bruxelles gli aiuti dello Stato Italiano alla Santa Sede ( per la ripartizione dell’otto per mille non attribuita e esenzioni fiscali Imu,Tasi, ecc. )  e si pensi a come sembra esser stata , apparentemente  almeno,  risolta  :“beatificando “ Pannella & co. , con   conseguenze politiche e  morali , di ciò , …. .Per influenzare le decisioni dello stato italiano si può utilizzare , magari sotto elezioni…, la leva  Cei- Vaticano. Potremmo parlarne a lungo di questo problema come ben avete capito. Per la Francia il problema è un po’ diverso, ma è utile trattarlo perché potrebbe esser il nostro futuro.. . Per più volte nella storia la Francia volle impossessarsi della Santa Sede e trasferire il Papa in Francia  da Avignone a Napoleone con pio VI e VII) , al fine di controllare il papa e la dottrina (avendone capito l’importanza strategica) . Risultato ciò piuttosto difficile perché le altre potenze cattoliche ( l’Austria per esempio)  non erano d’accord , si cercò (già da dopo la Rivoluzione Francese) di  aggirare l’ostacolo sostituendo   Dio con la dea ragione .Inutilmente,  finché  governa  la Monarchia, che necessita della religione (il Re è incoronato dal Papa…) .Così i francesi sacrificarono la monarchia per avere, proprio nel 1905, lo stato laico che sostituì  tutti i riti religiosi in riti laici . Molti sospettano che la sconfitta della Monarchia al referendum in Italia (Monarchia o Repubblica) alla fine della seconda guerra mondiale fosse orientato “ alla francese” , per  poter arrivare a laicizzare lo stato italiano e magari anche la stessa religione. E’ comprensibile la fine che devono fare i luoghi di culto: musei o palestre. Naturalmente a parte quelli scelti  per farne moschee.  E non meravigliamoci se qualche spirito semplice è felice di trasformarle in musei , convinto che il visitatore si converta vedendo affreschi sacri.  Suggerisco poi al lettore Petrucci di  visitare e farsi illustrare la storia della Chiesa Saint Nicolas de Chardonnet  a Parigi , (XIII secolo). Nel 1905  quando la Francia divenne stato laico il comune di Parigi ne divenne proprietario, affidando alla chiesa cattolica la gestione . Nel 1977  venne  occupata dai “lefebvriani”  della comunità di san Pio X , che la gestiscono tuttora. Chieda perché  la occuparono e che cosa trovarono negli scantinati della chiesa stessa….” .







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16 commenti

  • don Paolo Pessina ha detto:

    Il compito di occupare la cattedra di Pietro dovrebbe sempre essere affidato a un cristiano che viene dall’Ebraismo. Questo garantirebbe la “continuità” per bilanciare la “discontinuità” garantita dai cristiani che vengono dal paganesimo, i cosiddetti gentili. Basta andare a leggere il Vangelo. E’ nel Vangelo ebraico di Matteo che Gesù conferisce questo compito che viene omesso nel corrispettivo brano di Luca. E’ il modo per mettere in evidenza la “priorità” di Israele nella Chiesa. Pesi e contrappesi messo da Gesù nella sua Chiesa per tenerla sempre in equilibrio.

  • marco bianchi ha detto:

    Dottor Tosatti,
    un problema che c’entra nulla con l’articolo qui discusso ma con il successivo.Quello relativo alla denuncia della madre argentina sul figlio abusato.La pagina dei commenti risulta non accessibile:pagina non trovata.E la stessa risposta la si ha se invece di leggere l’articolo nella mail lo si cerca su internet.
    Buona Domenica.

  • deutero.amedeo-catholicus vulgaris ha detto:

    Non c’è nessun Cristo di mezzo, credi a me. La capacità di socializzare o ce l’hai o non ce l’hai. I membri di quella comunità in cui ti sei trasferita non ce l’hanno. Forse mai nessuno ha detto loro che una porta chiusa lascia più cose fuori di quante non ne tenga dentro.
    Ad meliora.

    • deutero.amedeo-catholicus vulgaris ha detto:

      Precisazione. La risposta è per Rita e in relazione alle sue difficoltà di inserimento nella comunità dove è andata ad abitare. In generale però il discorso vale per tutti.

  • alice ha detto:

    che cosa trovarono negli scantinati della chiesa stessa ?
    Ovvia, Pezzo Grosso, non ci lasci con la suspence …

  • Francesco ha detto:

    A cosa allude Pezzo Grosso quando parla degli scantinati della chiesa di Saint Nicolas de Chardonnet? Aiutatemi a capire,
    Grazie

  • deutero.amedeo ha detto:

    Amico Tosatti, mi lasci dire. La Chiesa è simile ad un sistema cibernetico. Ha un hardware che per il momento ancora resiste, anche se ha già iniziato a subire modifiche (sconsacrazione e diversa destinazione di chiese, chiusura di conventi e comunità varie, chiusura e accorpamenti di parrocchie ecc.) e un software in vertiginosa evoluzione (o rivoluzione ) . E, come è successo per il suo sito, nel momento in cui si passa da una situazione stabilizzata ad una nuova, c’è un periodo durante il quale il sistema non è più quello di prima ma non è ancora quello che dovrebbe essere e quindi molte cose non funzionano o funzionano peggio di prima. Così, per quanto riguarda la chiesa, io continuo a conservare la speranza che quella grande mente che governa tutto (che non appartiene ad alcun uomo, comunque sia vestito) sappia benissimo da dove è partito e dove vuole arrivare. E’ solo questione di tempo.

  • Maria Cristina ha detto:

    ho sempre pensato e forse sbagliando che il papa dovesse essere un romano o almeno un italiano. Può sembrare una idea assurda nel mondo moderno globalizzato. Ma pensateci bene . il papa è il vescovo di Roma. Può e deve una persona nata in Islanda o nelle isole dell’Indonesia essere il Vescovo di Roma ? Che ne sa della cultura locale, della storia millenaria, persino del carattere e del folclore locale?
    mi si obbietterà. ma ci sono stati grandi papi nella storia che non erano ne’ italiani ne’ romani. però questi papi persino grandi , penso ad Adriano IV, erano comunque un ” corpo estraneo”. La Chiesa cattolica romana deve avere un papa che sia romano o almeno italiano. Può sembrare una eccentricità nel mondo di oggi globalizzato. eppure pensateci bene chi ammetterebbe che il Dalai Lama invece di essere tibetano sia nato per esempio in Alaska?
    chi ammetterebbe che il gran Imam del Cairo sia un convertito americano nato ad OKlaoma City?

    • deutero.amedeo ha detto:

      Che sia italiano o australiano a me poco importa. Quello che mi importa è che abbia una struttura mentale sana e una profonda preparazione in tema di teologia e di morale cattolica. E non sia un eretico.

      • Maria Cristina ha detto:

        E invece caro Deutero Amedeo non e’ affatto una questione secondaria. Proviamo a pensare: il Papa e’ il vescovo di Roma .Certo la Chiesa cattolica e’ universale ma il suo capo, il Papa, e’ il Vescovo di Roma.E perche’ non dovrebbe essere romano o italiano?
        Per dire il Patriarca di Russia e’ Russo e non sudamericano. Non si sognerebbero mai nella religione ortodossa di fare un patriarca di Russia sudamericano. Cosi come in TUTTE le religioni il capo spirituale e’ scelto fra coloro che sono nati nel
        Paese in cui la loro religione e’ nata e cresciuta: il Dalai Lama e’ tibetano, e l’ Imam del Cairo e’ egiziano,
        Tutti stupidi? No direi tutti saggi , tranne noi cattolici.
        Ma oggi , si dice, la Chiesa e’ globalizzata ’. Infatti il Papa argentino venuto dall’ altro capo del mondo insiste sulle periferie . Le periferie: come se il Centro non avesse piu’ importanza.
        Persisto a pensare, controcorrente lo so, che il Papa cattolico, vescovo di Roma
        debba essere romano o almeno italiano . C’ e’ un senso spirituale in tutto cio’ . La globalizzazione non e’ un dogma religioso. Tantomeno l’ idolatria delle periferie.

        • deutero.amedeo ha detto:

          Perfettamente d’accordo sulla conclusione ma non sulle premesse. Il primo vescovo di Roma era un pescatore venuto dalla Galilea. Il grande Agostino era vescovo di Ippona. La Chiesa cattolica non è una questione di provincia e ancora meno di paese. San Paolo, al quale tanto dobbiamo era un uomo di tre culture: ebraica, greca e romana. Non è questione di paese d’origine : è l’uomo che fa la differenza. Se invece di un peon dall’Argentina fosse venuto un grande teologo saremmo tutti contenti e soddisfatti.

          • Giovanni ha detto:

            Spero che stiate scherzando…
            – chiesa ”oggi globalizzata”? Lo è sempre stata
            – papa italiano come il dalai lama tibetano? Se vale quest’equazione il papa dovrebbe essere nato nel vaticano
            – papa che viene dal luogo dove la sua religione è neta? Allora va preso in israele
            – papa che dev’essere un gran teologo invece che un ”peone”? Povero San Pietro…
            – papa che deve conoscere il folklore locale? Cosa esattamente, la tarantella salentina?
            – ”saremmo tutti contenti e soddisfatti”? Vuoi mettere la formula soddisfatti o rimborsati??
            – agostino di ippona? Mica era il papa. Che c’entra??

          • deutero.amedeo ha detto:

            @giovanni.
            “Spero che stiate scherzando…”
            No chi sta scherzando alla grande è lei sig. Giovanni. La compiango.

  • rita ha detto:

    Caro Pezzo Grosso, sai qual è il GRAVE problema difficile da risolvere? L’assenza totale di DISCERNIMENTO nella quotidianità. Mi sono trasferita da qualche anno in una piccola località dell’Emilia. Frequento la S. Messa quotidiana insieme a mio marito. A Milano ho realizzato mille attività parrocchiali… Ebbene qua i “cattolici” che incontro in chiesa ogni domenica…EVITANO OGNI CONTATTO CON ME. Motivo? INVIDIA! Dio Padre mi ha elargito molti DONI (che non sto ad elencare) ma …preti, catechisti, capetti di qua e di là, Consiglio pastorale, volontari focolarini (SIC! …e vogliono fare santa Chiara Lubich? Lascia perdere!!!) etc…etc.. non mi hanno dato una sola ragione per GIUSTIFICARLI di fronte a DIO. Nessuno che ti chieda…da quale pianeta arrivi? Come ti chiami?…Potrei essere una terrorista…non gli frega un tubo.Ecco il motivo per cui i terroristi in occidente hanno piena libertà d’azione: i cristiani non sanno discernere. E se i cristiani non chiedono allo Spirito Santo il discernimento, chi lo chiede per loro? La Merkel e Juncker visto che vogliono solo il POTERE UMANO?
    Siamo messi molto male. Ho detto a una donna ieri parlando dell’aridità di questo paese:”…vedi, la BASE dell’amore è il saluto, poi l’ascolto poi la conoscenza…etc..infine si può parlare dell’amore. Ma se uno non saluta neppure di quale amore si parla? AHI AHI AHIAHI!!!