OMOFOBIA E GAY PRIDE. ROSARIO DI RIPARAZIONE A REGGIO, UNA LETTERA AL VICARIO DEL PAPA.

20 maggio 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari lettori, Stilum Curiae si occupa oggi di omofobia, e di gay pride. Come sappiamo in questi giorni alcuni vescovi hanno deciso di bruciare incenso a uno dei nuovi idoli (quanto reali è tutto da vedere) della cultura politically correct, e cioè l’omofobia. Quello che giustamente il cardinale Müller definisce uno strumento del dominio totalitario sulla mente degli altri. Vogliamo allora darvi conto di alcuni avvenimenti che vanno in senso contrario a questo infarcimento dei cervelli tramite televisione, giornali e altri mezzi.

Il primo lo troviamo in una lettera che è stata inviata a Stilum Curiae e, pensiamo, a molti altri mezzi di comunicazione, per una veglia di preghiera a Reggio Emilia. Ecco alcuni brani del testo:

“Come sapete, domenica 20 maggio, alle ore 21:00, avranno luogo due eventi diametralmente opposti: in uno si pregherà contro l’omofobia – fenomeno letteralmente inesistente, come ha avuto modo di dire in questi giorni anche il Cardinal Müller -; nell’altro si pregherà per riparare allo scandalo e al grave danno che, avallando questo tentativo omoeretico di entrare fra le mura, si è dato alla Chiesa di Cristo.

Ognuno può decidere da che parte stare. Vi prego, però, di non scegliere “il mezzo”: non sono più i primi tempi del Cristianesimo, dove per colpa del Paganesimo che ancora non aveva permesso di conoscer bene Cristo, i cristiani erano costretti a rintanarsi nelle catacombe; questi, a differenza dei primi secoli, sono i tempi dell’apostasia in cui è necessario scendere nelle piazze, nelle vie, nelle strade per mettere in atto quella teologia della riparazione tanto fastidiosa per i tiepidi moderni.

 

Un giorno ci sarà chiesto dove eravamo quando la Chiesa veniva zimbellata, attaccata, derisa. Ci verrà chiesto dove eravamo quando la Croce di Cristo, fulcro di ogni cosa, apice di quel patibolo offerto in Sacrificio a Dio per la nostra salvezza, era tinto di arcobaleno, per rappresentare i colori della perversione LGBT.

Mentre Cristo veniva schernito nelle sue stesse chiese, dove eravamo noi?”.

Nella fotografia allegata ci sono i dati relativi alla manifestazione.

 

Il secondo evento riguarda Courage Italia, un’associazione tesa all’accompagnamento pastorale di persone con tendenze omosessuali.

Daniel Mattson,  scrittore e conferenziere americano sul tema dell’omosessualità, è in Italia questo mese per promuovere l’edizione italiana della sua biografia, Why I Don’t Call Myself Gay: How I Reclaimed My Sexual Reality and Found Peace. (Perché non mi definisco gay

Come mi sono riappropriato della mia realtà sessuale e ho trovato la pace, edizioni Cantagalli).

Pubblicato nel giugno del 2017 da Ignatius Press, il libro racconta il percorso di Mattson che un tempo si identificava come gay e aveva un fidanzato, fino ad accettare la sua vera identità di figlio amato di Dio Padre nella Chiesa cattolica.

Il Cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha scritto la prefazione.

Nel 2018, Why I Don’t Call Myself Gay è stato tradotto in italiano. Il tour avrà inizio a Roma con la presentazione di Mattson alla Pontificia Università della Santa Croce alle 11.00 del 23 maggio, seguita da un’altra presentazione lo stesso giorno al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum a partire dalle ore 16.00. Il 25 maggio l’evento si terrà all’Augustinianum, con la partecipazione di Mattson e del Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto emerito della Con- gregazione per la dottrina della fede, e della giornalista Cristiana Caricato di tv 2000.

Altre presentazioni si terranno a Mantova presso il Museo diocesano il 26 maggio (16:00), a Castel Gandolfo presso il Centro Mariapoli P.A.F.O.M. il 28 maggio (19:30), alla Citta della della Carità “don Enrico Smaldone” di Angri (SA) il 29 maggio (20:00), e a Milano presso il Centro Francescano Culturale Artistico Rosetum il 30 maggio (20:15).

Mattson è un membro di Courage International, un apostolato della Chiesa cattolica che offre supporto pastorale a uomini e donne che provano attrazione per lo stesso sesso e ai loro cari.

Infine riprendiamo la lettera inviata al Vicario del Papa per la città di Roma, mons. Angelo De Donatis dal Comitato San Filippo Neri.

 

A Sua Eccellenza Mons. Angelo DE DONATIS

Vicario Generale del Santo Padre per la Diocesi di Roma.

Eccellenza,

la Chiesa si accinge a festeggiare la Pentecoste: lo Spirito Santo le viene donato per rinnovare la faccia della terra. «Instaurare Omnia in Christo» è l’insegnamento di San Paolo. Siamo ben lontani dai quei tempi in cui la filosofia del Vangelo governava le nazioni: la società di oggi è sempre più scristianizzata, il laicismo e la mentalità liberale permeano come una metastasi quello che un tempo era l’orbe cattolico. Il peccato non viene considerato più come un’offesa a Dio ma come un diritto.

Domenica fino agli estremi confini della terra verrà proclamato nel Vangelo: «Pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis: non quomodo mundus dat, ego do vobis ».

La pace che dà il Signore è diversa dall’immobilismo, dal pacifismo o dal quieto vivere mondano.

Noi che siamo insensibili alle stravaganze di quegli uomini che antepongono i propri capricci ai diritti di Dio, ci rivolgiamo a Lei. La Diocesi di Roma, irrigata dal sangue benedetto di innumerevoli martiri, il prossimo 9 giugno sarà sfigurata dal provocatorio corteo del Gay Pride con scandalo delle anime semplici e dei piccoli. Nonostante la nostra indegnità nel fregiarci del glorioso titolo di cristiani sentiamo il dovere di riparare e di consolare l’afflitto Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo. L’insegnamento di Pio XI espresso nella Miserentissimum Redemptor è chiaro:

«Quanto poi sia urgente, specialmente in questo nostro secolo, la necessità della espiazione o riparazione, non può ignorarlo chiunque con gli occhi e con la mente, come dicemmo prima, consideri questo mondo “tutto sottoposto al maligno”».

Il neocostituito Comitato San Filippo Neri ha organizzato per lo stesso giorno del Gay Pride, una Processione di riparazione pubblica per impetrare il perdono di Dio e scongiurare i castighi che potrebbero abbattersi sulla società a causa delle blasfemie, delle nefandezze e delle esecrande offese che verranno rivolte al Creatore in quel triste giorno. Essendo il Roma Pride una pubblica rivolta contro Dio e l’ordine naturale delle cose, richiede una risposta altrettanto pubblica e proporzionata all’onta arrecata.

Siamo peccatori e anche servi inutili ma riteniamo urgente rivolgerci a Lei: i lupi stanno attaccando il gregge a cui Nostro Signore Gesù Cristo ha affidato la custodia.

Lei rappresenta il Romano Pontefice in questa Diocesi: La imploriamo di prendere una posizione chiara in merito. Non ci lasci soli, ci dia la Sua benedizione, incoraggi i fedeli ad accorrere armati di Rosario alla nostra iniziativa di preghiera, ribadisca ciò che il Catechismo Cattolico insegna sulla sodomia per spingere al ravvedimento quelle pecorelle smarrite che hanno fatto del proprio vizio un motivo di orgoglio.

La ricordiamo nelle nostre umili preghiere e La salutiamo in Cristo Re e Maria Regina.

I fedeli del Comitato San Filippo Neri”.

Ricordiamo quello che San Giovanni Paolo II disse del Gay Pride nel 2000, non duemila anni fa: “Un accenno – ha esordito Wojtyla affacciandosi alla finestra del suo studio privato per la tradizionale recita domenicale – ritengo di dover fare alle ben note manifestazioni che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi. A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al grande Giubileo dell’anno 2000 e per l’offesa recata ai valori cristiani di una città che è tanto cra al cuore di tutti i cattolici del mondo”.

A Roma c’era un Papa.

AGGIORNAMENTO. Dopo la pubblicazione, un lettore ci ha inviato il manifestino di un rosario in riparazione a Bergamo. Eccolo:

 





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12 commenti

  • PIERGIORGIO BUGLIONI ha detto:

    vorrei far conoscere i vostri messaggi a tutti i miei amici anche su facebook ma non ci riesco

    • Lucia ha detto:

      Per la redazione:Sapete dove si trova adesso don Gabriele il sacerdote che e stato accanto ad Alfie? E ancora in Italia o l hanno spedito in qualche isola del Pacifico? Ciao

  • Acchiappaladri ha detto:

    Preghiera fatta a Reggio Emilia.
    Abbiamo con semplicità, senza megafoni, senza musica, senza urla, senza manifesti o striscioni, pregato un rosario e le altre canoniche preghiere di riparazione (in latino, con qualche difficoltà di chi non è più abituato purtroppo… anche perché senza amplificazione e all’aperto perfino gli uditi fini a fatica sentivano il celebrante) completate con la estesa preghiera di riparazione scritta da Pio XI e da un paio di strofe dal canto “Noi vogliam Dio”, davanti a un crocefisso processionale e a un’icona della B.V. Maria col Bambino, stando in un angolino dall’altra parte della strada davanti all’ingresso al vescovado di Reggio Emilia.
    Ovviamente portone rigorosamente chiuso e nessuno del clero reggiano si è fatto vivo. Alcuni poliziotti hanno rispettosamente, con discrezione, sorvegliato la preghiera e non c’è stato alcun disturbo.
    Arrivati alla spicciolata, alla fine eravamo una sessantina.
    Una decina fra giornalisti e foto-operatori sono rimasti per un po’ e poi uno dopo l’altro se ne sono andati via non trovando materiale “scandalistico”: ovviamente del rosario come preghiera non gliene importava un piffero.
    Il giovane sig. Lugli, del comitato organizzatore, ha pronunciato al microfono (con educatissima amplificazione) qualche parola di presentazione giusto come sintesi di quanto era già stato scritto da loro nei giorni scorsi e comunicando il plauso per l’iniziativa di preghiera ricevuto anche dal rev. don Giorgio Bellei, parroco in una diocesi confinante, che non è potuto intervenire di persona perché impegnato oggi fin tardi nella sua festa parrocchiale.
    Ha officiato la preghiera un benemerito sacerdote della FSSPX che, come previsto canonicamente, ha ovviamente pregato anche per papa Francesco e per il locale vescovo.
    Speriamo che l’Onnipotente voglia trovare sufficienti la nostra piccola preghiera per ispirarli ancora di più a non ripetere il loro appoggio di fatto della propaganda LGBT.
    So di altri della zona che invece un rosario per implorare l’illuminazione divina per quel povero vescovo mons. Camisasca sono andati a pregarlo in silenzio, privatamente, in fondo alla chiesa reggiana proprio mentre il vescovo ha presieduto l’evento propagandistico LGBT organizzato dal (sedicente cattolico) parroco don Cugini, che il Signore abbia pietà di lui.

  • Iginio ha detto:

    Una nota per quel Don Comesichiama che ogni tanto compare tra i commentatori e mi ha insultato, da bravo salesiano dei nostri giorni, dandomi del cretino e dell’ignorante senza aver minimamente capito il mio riferimento all’Argentina. Vuole sapere come si fanno a mandare in Argentina i “migranti” che arrivano da noi? Sbaglio o esiste una cosa chiamata in italiano ONU, che in continuazione sentenzia sul dovere di accoglienza? Come mai tale ONU, oltre a pretendere l’accoglienza dall’Italia, non fa qualcos’altro per risolvere il problema?

    • Adriana ha detto:

      @ Iginio ,
      sa , da “personaggetti “che si chiamano carinamente e reciprocamente
      con
      l’appellativo :”collega spettro” io non mi aspetterei poi molto.
      Forse ,solo -con l’avanzare della calura- qualche “brividino spettrale”
      proveniente da cripte tombali neogotiche. Dei “bone’s shudders”.

  • Iginio ha detto:

    Quando nell’anno 2000 a Roma dissi a un salesiano dell’UPS: “Ma non si dovrebbe fare qualcosa in riparazione del gay pride?”, la risposta fu: “Perché?”. Notate bene, mica perché costui fosse dell’altra sponda (anzi, era noto per le sue simpatie femminili). Semplicemente faceva l’opportunista. Infatti negli anni seguenti ha fatto carriera.
    Segnalo poi un gay pride programmato per Pompei. Ogni commento è superfluo. La cosa grottesca è che il permesso di svolgerlo l’ha dato un questore che si chiama di cognome De Iesu (cioè “Di Gesù” in latino).

  • Nicola ha detto:

    I messaggi della Madonna di Anguera in Brasile al veggente Pedro Regis stanno focalizzando da anni l’attenzione sui falsi insegnamenti e dottrine che vengono diffusi attraverso la Falsa Chiesa e sulle persecuzioni conseguenti ai Pastori fedeli al Vero Magistero della Chiesa Cattolica . Questo è l’ultimo messaggio di Maria in ordine di tempo che ribadisce ancora una volta la drammaticita’ di questi tempi e le persecuzioni che dovranno sostenere i veri Pastori.

    http://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/4638

  • Lucy ha detto:

    Non è vero , come si cerca di far credere, che oggi la società ” svela ” l’omosessualità prima nascosta , oggi la società “crea , incrementa ” l’ omosessualità ; questo perchè sono caduti i paletti etici della morale naturale e stanno cadendo dentro la chiesa sia quelli della morale naturale che quelli religiosi dato che le parole “talismano ” come “vicinanza, condivisione, accompagnamento (verso dove?) ” sono diventate pian piano accettazione dell’omosessualità praticata.Gli esempi da un anno a questa parte si sono moltiplicati e stanno cadendo anche diocesi su cui avremmo messo la mano sul fuoco come quella di Camisasca. Non parliamo poi delle uscite recenti di cardinali di peso come Marx e De Kesel che ha detto , papale papale che gli ATTI omosessuali non sono più da condannare.Ipse dixit.
    Parole di richiamo all’ortodossia da parte della C.D.F. o di Bergoglio ? Silenzio assordante.Ecco perchè l’omoeresia si diffonde , perchè viaggia impunita. Tutto questo infatti va nella direzione della chiesa ecumenica catto – protestante perchè i luterani da tempo sulle questioni di etica sessuale hanno non solo alzato bandiera bianca ma fatto entrare tutta la cultura LGBT fino ai matrimoni gay, i vescovi gay e le vescovesse lesbiche.
    Contrapasso : in Svezia chiese deserte e fedeli al Ground Zero.
    Inchiesta del Foglio del 14/5 “Il cristianesimo scomparso Come un intero paese è passato all’ateismo ” Vogliamo fare la stessa fine? Ci sono alternative? Sì , la chiesa cattolica che ancora resiste deve trovare la forza nella Fede per sottrarsi a questo abbraccio mortale di un mix dell’ideologia gayfriendly unita al luteranesimo agonizzante nord europeo Lo può se torna ad essere come prima del 2013 contro – cultura alternativa al mondo e non continui a inseguirlo rincorrendolo sul suo stesso terreno.Si è visto che non serve a nulla anche perchè ” se il sale diventa insipido lo si getta via “.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    “… La imploriamo di prendere una posizione chiara in merito”. Non sarà troppo?… Magari gli viene l’itterizia…

  • laquiladidio ha detto:

    Grazie dott Tosatti, buona Domenica di Pentecoste, che lo Spirito ci sostenga in questa battaglia, condivido la necessità della riparazione anche con la preghiera individuale.