AMORIS. POLONIA SEMPER FIDELIS: 145MILA FIRME IN POCHE SETTIMANE IN DIFESA DEL MATRIMONIO INDISSOLUBILE.

10 maggio 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

 

“Polonia Semper Fidelis”, una campagna iniziata dai laici, si è rivelata un grande successo organizzativo. Potete leggere i dettagli in questo servizio in inglese.

In breve: un appello a difendere l’indissolubilità del matrimonio ha raccolto oltre cento quarantacinquemila firme. E tutte le lettere così raccolte sono state consegnate agli uffici della Conferenza Episcopale polacca. Sono stati i rappresentanti dell’Istituto Padre Piotr Skarga a occuparsi della consegna avvenuta nel corso della campagna Polonia Semper Fidelis. La campagna consisteva nella richiesta filiale del popolo di Dio ai suoi pastori affinché li confermassero nel restare nell’insegnamento della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio.

I pacchi contenenti le lettere di appoggio sono state consegnate a dom Przemyslaw Drag, direttore del Centro Nazionale per la Cura Pastorale delle Famiglie della Conferenza Episcopale polacca.

Padre Drag ha espresso la sua gratitudine all’Istituto Padre Piotr Skarga per l’iniziativa, e ai firmatari per la partecipazione nella campagna. Ha sottolineato: “Penso che questo sia tremendamente importanti in questi giorni, in cui ci sono stati tentativi di interpretare in vari modi il testo del Papa sulla Santa Comunione per le persone che vivono in una nuova relazione dopo la rottura del loro matrimonio sacramentale”.

La mobilizzazione dei laici nella Chiesa di Polonia, il loro coinvolgimento consapevole nella vita della Chiesa, la pubblica espressione di fede e l’appoggio per i Pastori in connessione con la campagna è stato molto apprezzato. “In questo modo, questa comunità di fedeli – laici e Patosir – si sente più unita e incoraggiata. Queste firme hanno il loro peso, e lo sento sulle mie mani”, ha detto padre Drag.

Ha poi aggiunto che la voce dei laici cattolici certamente si diffonderà nel mondo. Perché ciò dimostra che la Polonia non ha vergogna delle sue radici cristiane, che i polacchi vogliono vivere nella famiglia e nel matrimonio in accordo con l’insegnamento della Chiesa. L’iniziativa di Polonia Semper Fidelis è nata dalle notizie giunte da occidente che sembravano mettere in pericolo in alcuni Paesi e situazioni l’insegnamento bimillenario della Chiesa sull’indissolubilità del sacramento del matrimonio. È stato chiarito che “La campagna non è un modo di esercitare qualche forma di pressione, o di forzare l’opinione dei vescovi, ma una richiesta filiale. Una richiesta fatta dai figli ai loro genitori, ai loro padri, affinché difendano il matrimonio sacramentale e la famiglia cattolica. Speriamo questo. E questo è anche ciò che i cattolici al di fuori della Polonia aspettano; riceviamo molte voci di speranza che i nostri Pastori  daranno testimonianza in risposta a disegni sull’istituto sacro del matrimonio e a fronte di un massiccio attacco alla famiglia”. Così Slawomir Skiba, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Padre Piotr Skarga. Questo appoggio è particolarmente perché l’episcopato polacco sta ancora lavorando sull’interpretazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. I fedeli credono che i Pastori polacchi non cederanno alla moda modernista e si rifiuteranno di accettare l’ammissione delle persone divorziate e che vivono una nuova relazione alla Santa Comunione. È interessante notare che la maggior parte delle firme e dei documenti di appoggio ai vescovi sono stati raccolti tramite la posta tradizionale, e in poche settimane. Questo è un piccolo ma tangibile campione del potere che esiste nella Chiesa polacca. “Come discepoli di Giovanni Paolo II i vescovi certamente sentono una responsabilità particolare per il futuro della Chiesa, per la sua santità, la permanenza del suo insegnamento e la sua universalità”.

I vescovi polacchi d’altronde nel corso dei due Sinodi sulla Famiglia si schierarono con chiarezza e coraggio a difesa dell’insegnamento bimillenario della Chiesa, ribadito con forza e chiarezza da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. E i fedeli polacchi – e non solo loro – si attendono che i vescovi confermino la loro fedeltà.



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39 commenti

  • Livio ha detto:

    Lodevole iniziativa, da ammirare sotto ogni profilo. Purtroppo però una iniziativa nazionale rischia di fare il gioco di Bergoglio che, nell’ottica di una protestantizzazione di fatto della Chiesa,punta alla creazione, non di nome ma di fatto, di chiese nazionali (cuius regio eius religio). E il dire che la Chiesa polacca ha fatto questa scelta fa il gioco, di fatto, del principio di Amoris l.che rimanda alle chiese particolari il discernimento su queste questioni

    • La Samaritana ha detto:

      Mi scusi sig Livio, ma secondo il suo ragionamento la risposta della Chiesa Cattolica polacca è sbagliata e fa il ” gioco” del Papa perché è fedelmente una Chiesa Cattolica apostolica romana ? Mentre se fosse divisa, in parte fedele ai dogmi,alla tradizione e al magistero e l’ altra ( magari la parte maggiore) prona alla teologia rahneriana sarebbe meglio ? Questa si che sarebbe un inciampo nell’ evidente progetto di fare della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana una Chiesa Liquida come lo sono le pseudo chiese protestanti ? Francamente non riesco a seguire il suo ragionamento.

  • La Samaritana ha detto:

    La Chiesa Polacca ha mandato un messaggio forte e chiaro di unione nella Verità, di avere le idee ben chiare sui fondamenti a qualsiasi livello gerarchico e/o teologico e/o culturale si appartenga. Per chi vuole capire sono una lampada splendente ed ardente, per chi non vuole sono una pietra d’ inciampo. Per cui c’ è chi si sente in buona e fraterna compagnia con i cattolici polacchi, anche se incolti come un pescatore del I Sec. o una misera ragazzetta del XIX ( occorre ammettere che la Madonna e suo Figlio sono spesso un po’ naif…) e chi si sente a suo agio con i buddisti. In tempi di relativismo selvaggio quel che conta è ” dove ci porta il cuore”. O no ? Forse no, forse è meglio dove ci porta il Signore.

  • Mari ha detto:

    Vorrei qui ricordare che domenica 13 maggio sarà il 74° anniversario di un evento che la Chiesa di allora, o quanto meno quella di Bergamo (che già iniziava a manifestare insofferenze per l’insegnamento di amorevole fermezza contro i peccati che deturpano il sacramento del matrimonio) riuscì, quasi, ad annichilire: l’apparizione della Regina della Famiglia a Ghiaie di Bonate.

    Credo che la pestilenza modernista già infettasse i cuori dei prelati che fecero di tutto (comportandosi nei confronti di una innocente bambina in modo inqualificabile), pur di sconfessare un messaggio che, se riconosciuto, avrebbe smascherato la loro ansia di poter “addolcire” un insegnamento che la Chiesa da sempre aveva proposto, ma che risultava ostico a chi voleva andare a braccetto con il mondo.

    Non abbiamo potuto conoscere quanto la piccola Adelaide doveva, per conto della Madre del Cielo, farci sapere… così tanti, anche cattolici, hanno finito per dare ragione a un’altra Adelaide, quella radicale… e dal 17 maggio di 30 anni fa la nostra Italia si è fatta volontariamente complice dei più turpi assassinii, quelli contro gli innocenti strappati dal seno materno.

    E qualche anno prima, sempre finendo col dar ragione alla mefistofelica genia radicale, con un altro referendum gli italiani avevano dato il loro assenso alla legge che distruggeva quella che, per volere di Dio, doveva essere la culla della vita: la famiglia, squartata dall’introduzione del divorzio.

    #I vescovi polacchi d’altronde nel corso dei due Sinodi sulla Famiglia si schierarono con chiarezza e coraggio a difesa dell’insegnamento bimillenario della Chiesa# … quanto vorrei aver avuto vescovi come questi, ma tanti tanti anni fa.

    E quanto sarebbe ancor più bello averli ora che la battaglia sugli insegnamenti cristiani va facendosi sempre più dura perché il nemico ora si è manifestato apertamente proprio NELLA Chiesa: è straziante, ma è così, e bisogna proprio avere la mente ottenebrata se si accetta che il nero sia diventato bianco e il bianco nero.

    Scusate lo sfogo…

    Mi piacerebbe poter andare a Ghiaie domenica… ma temo che non potrò. Chi potesse farlo dica un’Ave Maria anche per la mia famiglia.

    Grazie.

    • Nicola ha detto:

      A proposito della ricorrenza del 13 maggio ovvero prima Apparizione di Maria Santissima a Fatima, ricordo che in tale data L’ANNO SCORSO onde facilitare il dialogo ecumenico con i Protestanti, venne intronizzata nella Basilica di San Pietro la statua di Martin Lutero…..nonché tenuto un discorso apologetico sul monaco scismatico ed eretico, nonché cassata la ricorrenza dell’Apparizione…….

    • Mari ha detto:

      Sempre a proposito della prima apparizione della Regina della Famiglia a Ghiaie di Bonate, ascoltando questa mattina la radio mi sono resa conto che a trent’anni precisi da quel giorno, gli italiani furono chiamati per dare la loro approvazione alla legge che permetteva di sfascio delle famiglie.

      E sappiamo come e’ andata a finire.

      Coincidenza? Forse…

      Mi resta lo sconforto perche’ non posso impedirmi di pensare che la Madre di Dio era venuta per avvisarci ma che le sue parole sono state lasciate cadere nel vuoto a causa della superbia di alcuni prelati.

      Maria Regina Familiae, ora pro nobis

  • Lo spettro di QC ha detto:

    OT
    Segnalo, a chi fosse interessato per un momento di preghiera, che il funerale di Alfie Evans si terrà lunedi 14 p.v.
    Ieri sarebbe stato il suo secondo compleanno e ho saputo vhe in vari Paesi, Italia inclusa, si sono tenuti diversi incontri di preghiera.

  • giulia anna meloni ha detto:

    non se ne può più di apologetici,teologi,ecclesiologi,escatologi e quanti altri ancora hanno pensato di seppellire il Vangelo sotto la montagna della scienza umana ubriacando e zittendo il popolo di Dio di teorie che niente hanno a che vedere con la Verità Evangelica. La nostra bussola è il Vangelo,ogni risposta di vita è in Esso,tutto il resto è paglia.Anime umili e laiche manterranno il lumicino della fede sempre acceso,i greggi hanno perso i propri pastori impegnati a seguire il mondo più che Cristo.Bravi i polacchi,hanno il coraggio della fede.

  • Giuseppe Marson ha detto:

    Gesù a Santa Faustina : Beata la nazione Polacca, da li uscirà la scintilla che preperà il mondo alla mia venuta.
    Le parole che ho riportato, forse non sono letteralmente esatte, ma il senso è quello.
    Mi avevano colpito quando lessi circa 20 anni fa il diario di Santa Faustina, durante il Pontificato di Giovanni Paolo II, e mi colpiscono ancora di più ora.

  • ilario ha detto:

    caroprof. giacomo.b. grazie per la sua spigolatura analitica delle 150.000 firme . e come discutere sul sesso degli angeli o di lana caprina . il problema dell’ al non e acqua fresca se sta suscitamdo tante discussioni e male ha fatto il papa che non risponde ai dubia e invece da il suo nulla osta alla interpretazione dei vescovi argentini su acta apostolicae sedis. perche pietro non ha parlato con la sua bocca? . come ai tempi di ario sara la fede del popolo di dio e qualche pastote a salvare la chiesa dall’eresia. se c ‘e’ qualcosa di chiaro ed inequivocabile nel vangelo son proprio le parole di gesu alle provocazione degli scribi e farisei tanto spesso menziomati dal papa. saluti prof. giacomo

  • luciano badesso ha detto:

    è ormai sotto gli occhi di tutti lo spiegarsi del lucido disegno bergogliano di distruzione della Chiesa

  • deutero.amedeo ha detto:

    Osservando gli atteggiamenti e i comportamenti pubblici di Papa Francesco mi pare di rileggere “L’arte di conquistare gli amici e il dominio sugli altri” di Dale Carnegie. Un best seller degli anni ’40 – ’50, che fu molto apprezzato da alcuni, ma anche molto criticato da altri perché in fondo dà suggerimenti su come raggiungere un obiettivo estremamente egoistico. Adesso il titolo è stato cambiato in “Come trattare con gli altri e farseli amici” ma la sostanza rimane la stessa.
    E mi va bene finché viene utilizzato per formare i venditori del “Folletto” (con tutto il rispetto per i venditori del folletto) ma per formare un pastore della Chiesa, NO.

  • Giacomo B. ha detto:

    Buongiorno,
    notizia apprezzabile nei suoi tratti generali, ma riterrei doverosa una disclosure sui seguenti punti:
    a) livello di scolarizzazione dei 150.000 laici;
    b) livello di conoscenza delle questioni teologiche sottese all’argomento;
    c) verifica di un’effettiva lettura dei documenti magisteriali relativi all’argomento e relativo livello di comprensione ed approfondimento;
    d) verifica della spontaneità e indipendenza delle iniziative asseritamente individuali e
    e) a tal fine, anche verifica dell’arco temporale in cui sono state effettuate le spedizioni delle lettere;
    f) verifica a campione delle lettere, onde controllare se i testi presentino caratteristiche di originalità o presentino elementi che facciano supporre l’utilizzo di uno o più modelli.

    I polacchi sono gente sana e semplice, ma essendo italiano e ragionando da italiano, mi viene spontaneo pensare che “accà nisciun’è fesso” e dunque, al di là dei punti a), b) e c), sicuramente è difficile credere che 150.000 persone prendano carta, penna, calamaio e francobolli per scrivere, guarda caso, le stesse cose e indirizzarle, sempre guarda caso, al medesimo destinatario, senza che vi sia un capofila e senza che siano state indotte a farlo.
    Se induzione vi è stata (cosa assolutamente legittima), occorre verificare in che modo sia stata fatta: è ovvio che se uno mi chiede di scrivergli una lettera in cui chiedo la difesa del “matrimonio indissolubile” o di “risolvere la fame nel mondo” o ancora “di non abbandonare i cani in autostrada”, gliela mando di corsa. Insomma, bisogna vedere (sempre in caso di induzione), come sia stata proposta la cosa e quale grado di consapevolezza sulle implicazioni dell’iniziativa abbiano avuto i firmatari.
    In definitiva, occorrono più dettagli sull’operazione al fine di apprezzarne pienamente l’effettivo valore. Così come presentata ha poco significato e si presta a rilievi critici che la vanificherebbero agevolmente.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Sono cambiati gli addetti e le tattiche ma le contromisure papali sono sempre le stesse: gettare il discredito su chi non è d’accordo e sommergere di elogi chi è d’accordo.

      • Giacomo B. ha detto:

        No, è semplicemente guardare le cose con occhio critico. Privilegio di chi usa il cervello.
        Se ha informazioni interessanti le scriva e gliene sarò grato. Commenti inutili non sono graditi né opportuni. Eventuali considerazioni non dimostrabili (pettegolezzi) le scriva in calce a messaggi di altri. Grazie.

    • Vito ha detto:

      Lei avrà un elevato livello di scolarizzazione e una notevole conoscenza di questioni teologiche, i polacchi incece hanno una grande FEDE.
      Credo che nell’aldilá avranno posti migliori del suo, mio caro saputello scolarizzato.

      • Giacomo B. ha detto:

        Capisco di aver rovinato l’entusiasmo, ma io non ho rivendicato di avere un particolare livello di scolarizzazione. Mi limito a rilevare che le questioni teologiche sottese al tema dell’indissolubilità del matrimonio e la sua eventuale incompatibilità con documenti magisteriali recenti, non sono certamente alla portata di chiunque e richiedono un’adeguata preparazione (che non dico di avere io). L’altro aspetto è l’anomalia registrabile in una convergenza di lettere di simile contenuto ad un unico destinatario, che le ha raccolte per darle alla conferenza episcopale locale.
        Comprenderà che non è un problema di “fede”: l’iniziativa non è (o non viene presentata) come pura espressione di atto di “fede”, ma come espressione di un approccio critico rispetto a tematiche difficili e non maneggiabili da non addetti ai lavori. Quindi mi permetto di avere un approccio critico anch’io, esigendo qualche approfondimento in fatto. Posso?

        • wp_7512482 ha detto:

          Guardi, sulla questione della difficoltà, preparazione e questioni teologiche ecc. ecc. non mi fiderei troppo. C’è un magistero molto chiaro, ripetuto, costante su questo tema; che infatti non viene affrontato chiaramente, ma aggirato con qualche noticina. Gentile Giacomo, io sono certamente più ignorante di Lei, ma qui nessuno è fesso. E non lo sono neanche i polacchi. Solamente, loro hanno dovuto combattere per difendere la loro fede, e sono evidentemente pronti a farlo ancora. Seguendo le direttive, chiare e non ambigue, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI.

          • Giacomo B. ha detto:

            Scusi, noto una propensione al fraintendimento e forse è colpa mia che non ho evidenziato abbastanza (come credevo di aver fatto in apertura) che trovo la notizia in sé positiva. Peraltro, è proprio perché NON considero fessi i polacchi che fatico a credere che 150.000 persone si siano autonomamente “svegliate” mandando missive di contenuto analogo. Per questo, dopo aver detto che sono mediamente “semplici”, ne ho valutato l’azione utilizzando la categoria italiota del “nessuno è fesso”.
            Detto questo, è certo che chiunque potrebbe scorgere un contrasto magisteriale se fossero messi a confronto due testi, uno dei quali affermi “l’indissolubilità del matrimonio” e l’altro la neghi. Com’è noto, invece, e come Lei stesso rileva facendo riferimento a noticine ambigue, il problema all’ordine del giorno è ben più complesso e l’esistenza di contrasti interpretativi sollevati da teologi nonché di “dubia” formulati da Cardinali, mi pare attesti che la materia non sia agevolmente afferrabile dai non addetti ai lavori.
            Tanto per fare un esempio, non è certamente facilmente comprensibile – ed inganna anche i critici navigati, ma non specialisti – tutta la tematica delle condizioni “oggettive” e “soggettive” applicata al contesto delle unioni irregolari. Così come non è neppure chiaro l’esatto termine di contrasto tra familiaris consortio n. 84 e le famose noticine di amoris laetitia: taluni teologi le armonizzano supponendo che l’imposizione della continenza segnali semplicemente la necessità di essere in grazia per accedere al sacramento; talaltri, pur armonizzandole astrattamente, sostengono l’impossibilità di essere in grazia per l’assenza del proposito di non peccare oltre; altri ancora (Coccopalmerio) sembrano ritenere possibile superare il problema del proposito sulla base dell’impossibilità di formularlo (ma non si sa bene quando ciò sarebbe possibile); altri ancora prescindo dalla sfera soggettiva e vedono un contrasto netto perché ritengono che Giovanni Paolo II prescindesse dallo stato di grazia, per individuare, invece, un ostacolo puramente oggettivo (il che però non spiega perché verrebbe meno la contraddizione oggettiva tra matrimonio regolare e irregolare sol perché due concubini non praticano attività sessuale: due anziani che fanno lo stesso, ma che siano regolarmente sposati, sarebbero degradati a “fratello e sorella”? La moglie “canonica” di un ergastolano o di un invalido, smetterebbe di essere moglie? Evidentemente no. E allora perché basterebbe la cessazione dell’attività sessuale dei due concubini per essere “fratello e sorella” e quindi superare la contraddizione oggettiva che impedirebbe l’accesso alla Comunione?)
            Come vede bastano quattro righe per far emergere problemi che non sono alla portata di tutti e che io stesso non saprei risolvere (e temo che allo stato nessuno abbia ancora risolto).
            Dunque, ben venga che qualcuno manifesti una volontà di attaccamento alle verità cattoliche e voglia che queste siano costantemente affermate. Un po’ più sospetto è il fatto che 150.000 fedeli (che, esattamente come me, dovrebbero essere dei “quisque de populo”) abbiano sciolto tali complesse questioni ed abbiano conseguentemente potuto rilevare un contrasto magisteriale. Mi riferisco al magistero papale, dato che il titolo dell’articolo fa esplicito riferimento a un documento papale. Forse una percezione maggiore si potrebbe ipotizzare considerando le iniziative di taluni vescovi o conferenze episcopali, in alcuni case palesemente “stravaganti”.
            Comprendere come sia sorta questa iniziativa, non significa certamente denigrarla, ma cogliere l’invito a prenderla in considerazione cercando di comprenderne esattamente il peso.

          • Giuseppe Marson ha detto:

            Sono ignorante non ho studiato teologia, ma sono “addetto ai lavori “: 36 ANNI DI MATRIMONIO.
            Il suo commento , mi permetta, presenta ambiguità, in primis stiamo parlando di un Sacramento oggettivamente indissolubile.
            Per Cristo e la S. Chiesa l’unione sponsale di un uomo e una donna è a immagine della comunione di Cristo e la Chiesa.Questo amore sostenuto dalla grazia sacramentale è amore ben più anche carnalmente profondo di una attività sessuale.
            Con il divorzio è questa comunione che si spezza, il siate fratello e sorella, insegnato dalla S. Chiesa in questi casi non può essere ridotto all’impedimento di “fare sesso”ma è la richiesta da parte della S. Chiesa in nome di Cristo, che nonostante il peccato, venga affermato il primato di Dio nella nuova unione.
            Purtroppo il silenzio in Italia è dovuto anche al fatto di aver offuscato le più semplici verità, facendo credere che le questioni sollevate da A.L. fossero solo questioni per esperti.
            Che l’indissolubilità fosse un ideale per pochi, che i matrimoni validi fossero la metà di quelli esistenti.
            E via di questo passo.
            Spesso di questi tempi sono proprio i pastori che sembrano non credere alla sostegno della Grazia Sacramentale, offerta GRATUITAMENTE A TUTTI.
            Si parla sempre più spesso di separazioni inevitabili,
            invece della bellezza del Matrimonio-Sacramento di tanti padri e madri di famiglia, di tanti nonne e nonni, che non esenti da peccati fatiche e drammi,con la loro loro vita testimoniano questa bellezza.

          • Mari ha detto:

            @GIUSEPPE MARSON
            Concordo su ogni singola affermazione.

            A proposito poi di questa : # Si parla sempre più spesso di separazioni inevitabili # , ricordo di avere letto di corsi di preparazione al matrimonio che includevano la lezione sul “come affrontare una possibile separazione/o divorzio”, con tanti saluti al fatto (che sempre più persone sembrano non conoscere), che quando due che si sposano in Chiesa preventivamente riconoscono l’opzione “separazione/divorzio”, automaticamente annullano la valenza sacramentale del loro gesto.

            La posizione del clero che oggi asseconda, se non incoraggia addirittura, questa concezione distorta del matrimonio cristiano, ricorda quella, almeno più onesta, degli apostoli (e a leggere il Vangelo si direbbe che fossero tutti!) messi di fronte al concetto di matrimonio indissolubile che Gesù Cristo esplicita, riportandolo concezione originale, arrivano a concludere : «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi» .

            Sappiamo che poi anche loro avrebbero accettato, sostenuti dallo Spirito Santo, quanto insegnato dal Salvatore, mentre ora i tanti loro corrispettivi di oggi potrebbero rispondere a Nostro Signore:

            – Ma questo è un modo di pensare “rigido”; noi dobbiamo andare incontro ai problemi che la vita coniugale può comportare avvicinando i fratelli che non si riconoscono nelle parole della Genesi con un atteggiamento di accoglienza se non vogliamo allontanarli; noi dobbiamo comprendere il loro dramma… “Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” in definitiva non è che un bell’ideale, ma poi bisogna rimanere con i piedi per terra e tener presenti tutte quelle drammatiche circostanze che rendono questo comandamento irrealizzabile per tanti, e provoca atteggiamenti giudicanti e farisaici nei fratelli che lo ritengono attuabile”

    • Marcello ha detto:

      Chi è un vero cristiano ha la mentalità di Cristo e non la mentalità del mondo, avere la mentalità di Cristo significa pensare secondo Dio e quindi secondo lo spirito a cui la ragione e la materia sono soggetti, e lo spirito guida la ragione umana grazie alla forza delle virtù teologali della Fede, Speranza e Carità infuse dallo Spirito Santo. Avere la mentalità del mondo corrotto significa pensare “all’italiana” invece che “alla polacca”, tra l’altro la mentalità italiana, specialmente negli ultimi 50 è tra le più pervertite e anticristiane che ci siano. Il metodo critico già di per sé è una cosa oggettivamente negativa e quindi sbagliata, poi essendo derivato dall’ideologia razionalistica è contrario alla Fede e uccidendo questa Virtù si uccide lo spirito e si smette di essere cristiano, poiché chi perde la fede è un apostata e non un fedele cristiano…
      In più Gesù ci dice di essere semplici come i bambini altrimenti non erediteremo il regno dei cieli.
      Riguardo alla gravità oggettiva dei peccati che si compiono con il divorzio e con il consecutivo stato di adulterio, del sacrilegio che si compie a dare il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo a chi si trova in peccato mortale non ci vogliono lauree in teologia o chissà quali studi complicati, basta CONOSCERE il Vangelo e il Catechismo della Chiesa Cattolica e soprattutto METTERLO IN PRATICA. Cosa che sarebbe dovuta essere la base di ogni cristiano che fosse stato educato in maniera corretta dai genitori e dal sacerdote della sua diocesi.

  • rita ha detto:

    Sono d’accordissimo!!! La mia esperienza è questa. Un matrimonio celebrato di fronte a Dio ha una GRAZIA specialissima che si manifesta giorno dopo giorno. Se i due coniugi hanno FEDE in Dio e la praticano, e pregano insieme…insomma se vivono la loro quotidianità in un dialogo fecondo con il Padre Celeste, tutto s’illumina e diviene, con gli anni, meraviglioso. Quando si DIVORZIA? Quando c’è qualcosa che non va nella nostra anima. Questo è matematico.
    Purtroppo il divorzio, l’aborto, il femminismo scatenato che ha tolto dignità alla donna in molti casi, la droga…etc…etc..hanno preso forma e possesso dell’attuale società SOLO quando la Chiesa è entrata in CRISI e il “fumo di Satana” s’è insediato tra le navate. I preti hanno iniziato a perdere la sapienza, quella che riusciva a dare un buon consiglio alle famiglie in crisi. Perciò i coniugi anziché dal prete hanno iniziato a fare sedute psicoanalitiche. Ma gli psicologi studiano la mente (senza conoscerla) ma non l’anima, e visto che il male di questa società è la “nube della non conoscenza” del cuore umano, tutto è sprofondato nell’abisso del buio totale.
    Cosa fare? Un’azione URGENTISSIMA, pari e contraria a Leggi disumane, a comportamenti squilibrati e a scelte sbagliate come quelle di andare dagli psicologi anziché dai preti. …Ma i preti sono pochi e quei pochi non hanno tempo? Ebbene, noi laici dobbiamo PRETENDERE che un prete ci segua. Scrivere al Papa che imponga ai preti due ore settimanali ai laici che vogliono interloquire con loro. Vicevresa, che li CACCI DALLA CHIESA. Punto.

  • Francesco ha detto:

    Papà Francesco si raccomanda continuamente di pregare per lui. Ebbene facciamolo tutti di cuore perché sia lui che noi ne abbiamo veramente bisogno.

  • Lucy ha detto:

    Aggiungo il mio plauso a quanto scrive Francesco.
    Il pronlema di fondo è Bergoglio.

  • Lucy ha detto:

    Il 18 ottobre scorso uscirono le linee guida del Consiglio Episcopale polacco per la Famiglia che dovevano essere ratificate dalla Conferenza dei vescovi polacchi .Interpretavano A.L. come deve essere interpretata cioè in linea col Magistero precedente e non il contrario come vuole e cerca di imporre con ogni mezzo Bergoglio.
    Apriti cielo !Bergoglio si infuriò e fece subito iniziare il pressing sui poveri vescovi polacchi che durante i due sinodi erano stati compatti come una “testuggine” a difendere Matrimonio, Famiglia ed Eucarestia cattoliche. Ricordo che uscì subito un articolo di Stilum così titolato ” La conferenza episcopale polacca SOTTO TORCHIO “.
    Sono passati mesi e la firma è ancora in alto mare.
    Da come finirà si capirà se esiste ancora da qualche parte drl globo la possibilità che una intera conferenza episcopale della Chiesa cattolica sia ancora libera di essere e dirsi cattolica anche nei suoi documenti ufficiali o se la grigia lava del conformismo religioso omologante seppellirà anche la “Polonia semper fidelis”.

    • Adriana ha detto:

      @ Lucy ,
      grazie per le spiegazioni “tecniche” che mi fanno capire meglio il senso di questa iniziativa laica che si rivolge ai vescovi . D’altra parte che cosa avrebbero potuto fare di diverso i laici polacchi ,sostenitori-
      -ovviamente- ,di una Chiesa Cattolica “gerarchica”?

  • Sulcitano ha detto:

    Ringraziamo il Signore per i laici Polacchi, da considerare quale chiaro esempio e testimonianza per tutta la Cristianità. Certamente, i fratelli Polacchi sono guidati da ottimi e fedeli Pastori, mentre in Italia, la preponderante maggioranza dei vescovi e cardinali, hanno scelto la strada del silenzio che tanta sofferenza e confusione causa in tutti i veri credenti. Preghiamo.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO.

    • Enrico66 ha detto:

      I polacchi hanno avuto buoni Vescovi sulla cattedra, Da veri maestri, i loro insegnamenti erano e restano nel solco della Tradizione.
      Qui in Italia il modello invece è stato Martini, che in cattedra ci mandava i “non credenti”. Come meravigliarsi degli sviluppi di tale insegnamenti?

  • deutero.amedeo ha detto:

    Plaudo all’iniziativa dei laici polacchi, ritenendola giusta e necessaria, ma siamo realmente arrivati all’assurdo: non è più il pastore che conduce il gregge, ma è il gregge che deve indicare la giusta strada al pastore.

    • Franca Mucciante ha detto:

      Sono pienamente convinta che il matrimonio cristiano resti tale come sacramento indissolubile in questo tempo in cui dilaga la mediocrità!
      Ritengo però che i pastori prestino attenzione alle coppie anomale in quanto potrebbero esserci dei vizi di forma atti a procedere x l’iter dell ‘annullamento sacramentale.
      Personalmente ho sperimentato e l’8 dicembre 2009 il Vescovo ci ha unito in matrimonio e questo ci ha ridono la pace, la serenità e guardare alla vita con occhi diversi.

  • Francesco ha detto:

    Nonostante l’impressionante numero di aderenti alla petizione, non riesco ad essere realmente lieto per l’accaduto.
    E’ chiaro che la petizione esprime la contrarietà alla comunione ai divorziati risposati conviventi more uxorio.
    E’ chiaro che la petizione si unisce alle voci, per il vero non proprio numerosissime, di coloro che condividono quella contrarietà.
    Ma rimane il fatto che anche in questo caso, si continua a girare attorno al vero problema di fondo: contrariamente a quanto affermano i promotori della petizione, il problema non è dato dall’interpretazione forzata di AL da parte di una certa corrente “modernista” ma dal fatto che il Papa in persona ha chiaramente ed inequivocabilmente (dopo una prima fase di preordinata ambiguità) affermato di approvare questa rottura con la pubblicazione del suo “nulla osta” negli Acta Apostolicae Sedis.
    Ma allora, all’ipocrisia di coloro (e di colui) che sfrontatamente pretende di far dire a Cristo che il matrimonio non è indissolubile (anche solo di fatto), si aggiunge l’ipocrisia di coloro che fingono di non vedere ciò che è perfettamente chiaro: che tale eresia (idonea a demolire tutta la morale e la teologia cattolica, come dimostra quel che sta accadendo anche con la dottrina della transustanziazione) è affermata (e voluta) proprio dal Papa.
    In questo modo, per un calcolo sulle conseguenze (indubbiamente devastanti, certo) di un’affermazione pubblica di tale contenuto, si finisce con il non far venire a galla la verità, così permettendo al cancro dell’apostasia (prima di tutto del clero, che dimostra sempre più chiaramente di non avere letteralmente fede, si non essere non solo cattolico ma probabilmente nemmeno cristiano …) di continuare a devastare la Chiesa.
    Quando S. Paolo ammoniva che anche se lui in persona avesse proclamato un Vangelo diverso da quello già predicato avrebbe dovuto essere comminato un anatema, parlava sul serio o stava solo scherzando?

    • deutero.amedeo ha detto:

      Per quanto può valere una mia opinione, ovviamente, io penso che se finora il santo padre ha lavorato “per” ottenere prima l’elezione e poi approvazione, consenso, ammirazione, affetto, d’ora in poi dovrà rassegnarsi a lavorare “per” evitare disapprovazione, insulti, disprezzo, abbandono. Non può continuare a lavorare contro la volontà di Dio, ben espressa da chi con ammirevole insistenza chiede di applicare quanto dicono i comandamenti del Padre, gli insegnamenti del Figlio, la luce dello Spirito Santo.

    • Flora ha detto:

      Sono perfettamente d’accordo con Francesco. Sembra che tutte le raccolte di firme fatte girare, inviate, recapitate da due anni a questa parte sull’Amoris Laetitia non abbiano sortito alcun tipo di effetto né da parte del Nostro né dai suoi accoliti di qualsiasi lingua, popolo e nazione. Non occorrono liste, anche interminabili di firme per ribadire quello che Cristo ha detto chiaramente. Diciamola con Chesterton: è arrivato il tempo che dobbiamo dimostrare che le foglie sono verdi? Con queste ennesime raccolte di firme per correzioni, appelli, dubia, filiali e non, diamo solo spazio a indugi, attendismi, giri e rigiri. Cristo ha detto “il vostro parlare sia sì sì no no. Tutto il resto viene dal maligno!” Ma con chi pensiamo di stare interloquendo, noi laici e non? Ma davvero qualcuno continua a farsi delle grasse risate alle nostre spalle. Sono manchevoli tutti quei pastori che riducono il gregge a belati di dolore infiniti e senza risposta. Ma colui che dovrebbe confermare e non conferma e non risponde, nel frattempo ha già risposto a chi davvero gli interessava rispondere, vale a dire agli argentini. Ma allora continuiamo a fare i finti tonti? Proprio non vogliamo capire? Vogliamo davvero una lenta, lentissima agonia? O ci sono tali e tanti don Abbondio nella nostra Chiesa che aspettano ogni giorno un miracolo dal Cielo? Che da Lassù ci vengano a togliere le castagne dal fuoco?

  • Adriana ha detto:

    Bello sarebbe raggiungere un milione di firme ! Ma , comunque ,
    questa iniziativa che parte dai laici ,dalla base, e che si inserisce nella “democratizzazione “propagandata dai vertici è quantomai opportuna.
    Naturalmente farà scandalizzare il Cardinale belga che ritiene “arretrata” l’Europa orientale . Non piacerà alle “diramazioni” sorosiane . Quanto piacerà al Vaticano?

    • Pierluigi ha detto:

      Essere qualificati come “arretrati” da certe persone diventa un titolo di merito, una medaglia al valore da appuntarsi al petto. Mi sembra di aver letto che la chiesa belga stia “sdoganando” la pederastia. Se ciò fosse vero qualificherebbe la provenienza del prelato da lei citato. Meglio arretrati che traditori. E con questo ho detto tutto.

  • Nicola ha detto:

    Populisti…..razzisti…….A parte gli scherzi i polacchi sono veramente grandi. Sia come fedeli cattolici, sia come gerarchia Cattolica sia come politici cattolici. Come li invidio e come vorrei essere un polacco e vivere in Polonia. Ma il loro tributo di sangue per non rinnegare la Fede e non essere schiacciati dal comunismo l’hanno dato eccome. P.S. cerco sempre di confessarmi quando li trovo , dai sacerdoti polacchi perché sono eccezionali come i preti di una volta.