GAUDETE ET EXSULTATE. MA NON SE SIETE CONTEMPLATIVI O DI CLAUSURA

9 Aprile 2018 Pubblicato da --
Marco Tosatti

In cinque righe il Pontefice regnante liquida un paio di millenni di monachesimo contemplativo, maschile e femminile. Al N. 26 della sua esortazione apostolica Gaudete ed Exsultate scrive: “Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione”. Saranno felici le suore di clausura e i religiosi contemplativi.

Per il resto, il lungo documento tratta in forma lievemente diversa dei soliti rimproveri e chiodi fissi del Pontefice. Parla di Gnostici e Pelagiani, facendo capire che in realtà sono sempre loro, i rigidi, quelli che amano troppo il culto, ecc. ecc. i colpevoli, sotto diverse forme.

Critica le chiacchiere, in una noticina: “La diffamazione e la calunnia sono come un atto terroristico: si lancia la bomba, si distrugge, e l’attentatore se ne va felice e tranquillo. Questo è molto diverso dalla nobiltà di chi si avvicina per parlare faccia a faccia, con serena sincerità, pensando al bene dell’altro. In certe occasioni può essere necessario parlare delle difficoltà di qualche fratello. In questi casi può succedere che si trasmetta un’interpretazione invece di un fatto obiettivo. La passione deforma la realtà concreta del fatto, lo trasforma in interpretazione e alla fine la trasmette carica di soggettività. Così si distrugge la realtà e non si rispetta la verità dell’altro”.

A sorpresa difende la predicazione ossessiva su accoglienza e migranti, quasi contrapponendola alla difesa della vita: “Nocivo e ideologico è anche l’errore di quanti vivono diffidando dell’impegno sociale degli altri, considerandolo qualcosa di superficiale, mondano, secolarizzato, immanentista, comunista, populista. O lo relativizzano come se ci fossero altre cose più importanti o come se interessasse solo una determinata etica o una ragione che essi difendono. La difesa dell’innocente che non è nato, per esempio, deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù, e in ogni forma di scarto”. 

È interessante la lunga parte finale dedicata al demonio, alla sua realtà, alle sue opere e all’influenza che ha nel mondo. Mentre l’interpretazione quasi esclusivamente sociale della beatitudine di chi ha fame e sete di giustizia sottolinea l’impianto orizzontale, secolare e immanente di gran parte della predicazione del Pontefice. Così come fanno alzare le sopracciglia le parti dedicate alla mitezza e al giudizio degli altri da parte di qualcuno che mite certamente non sembra, e quanto a giudicare sembra che pratichi spesso e volentieri il giudizio: compreso questo documento stesso.

Per chi non volesse leggere tutto il documento, abbiamo raccolto qualche paragrafo che ci sembrava interessante. Buona lettura.

  1. Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità”.

Tra le diverse forme, voglio sottolineare che anche il “genio femminile” si manifesta in stili femminili di santità, indispensabili per riflettere la santità di Dio in questo mondo. E proprio anche in epoche nelle quali le donne furono maggiormente escluse, lo Spirito Santo ha suscitato sante il cui fascino ha provocato nuovi dinamismi spirituali e importanti riforme nella Chiesa. Possiamo menzionare santa Ildegarda di Bingen, santa Brigida, santa Caterina da Siena, santa Teresa d’Avila o Santa Teresa di Lisieux. Ma mi preme ricordare tante donne sconosciute o dimenticate le quali, ciascuna a modo suo, hanno sostenuto e trasformato famiglie e comunità con la forza della loro testimonianza.

14. Per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi. Molte volte abbiamo la tentazione di pensare che la santità sia riservata a coloro che hanno la possibilità di mantenere le distanze dalle occupazioni ordinarie, per dedicare molto tempo alla preghiera. Non è così. Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali.14

16. Questa santità a cui il Signore ti chiama andrà crescendo mediante piccoli gesti. Per esempio: una signora va al mercato a fare la spesa, incontra una vicina e inizia a parlare, e vengono le critiche. Ma questa donna dice dentro di sé: “No, non parlerò male di nessuno”. Questo è un passo verso la santità. Poi, a casa, suo figlio le chiede di parlare delle sue fantasie e, anche se è stanca, si siede accanto a lui e ascolta con pazienza e affetto. Ecco un’altra offerta che santifica. Quindi sperimenta un momento di angoscia, ma ricorda l’amore della Vergine Maria, prende il rosario e prega con fede. Questa è un’altra via di santità. Poi esce per strada, incontra un povero e si ferma a conversare con lui con affetto. Anche questo è un passo avanti.

22. Per riconoscere quale sia quella parola che il Signore vuole dire mediante un santo, non conviene soffermarsi sui particolari, perché lì possono esserci anche errori e cadute. Non tutto quello che dice un santo è pienamente fedele al Vangelo, non tutto quello che fa è autentico e perfetto. Ciò che bisogna contemplare è l’insieme della sua vita, il suo intero cammino di santificazione, quella figura che riflette qualcosa di Gesù Cristo e che emerge quando si riesce a comporre il senso della totalità della sua persona.

25. Poiché non si può capire Cristo senza il Regno che Egli è venuto a portare, la tua stessa missione è inseparabile dalla costruzione del Regno: «Cercate innanzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia» (Mt 6,33). La tua identificazione con Cristo e i suoi desideri implica l’impegno a costruire, con Lui, questo Regno di amore, di giustizia e di pace per tutti. Cristo stesso vuole viverlo con te, in tutti gli sforzi e le rinunce necessari, e anche nelle gioie e nella fecondità che ti potrà offrire. Pertanto non ti santificherai senza consegnarti corpo e anima per dare il meglio di te in tale impegno.

  1. Non è sano amare il silenzio ed evitare l’incontro con l’altro, desiderare il riposo e respingere l’attività, ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio. Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione. Siamo chiamati a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione.

Gnosticismo:

  1. Facciamo però attenzione. Non mi riferisco ai razionalisti nemici della fede cristiana. Questo può accadere dentro la Chiesa, tanto tra i laici delle parrocchie quanto tra coloro che insegnano filosofia o teologia in centri di formazione. Perché è anche tipico degli gnostici credere che con le loro spiegazioni possono rendere perfettamente comprensibili tutta la fede e tutto il Vangelo. Assolutizzano le proprie teorie e obbligano gli altri a sottomettersi ai propri ragionamenti. Una cosa è un sano e umile uso della ragione per riflettere sull’insegnamento teologico e morale del Vangelo; altra cosa è pretendere di ridurre l’insegnamento di Gesù a una logica fredda e dura che cerca di dominare tutto.
  2. In realtà, la dottrina, o meglio, la nostra comprensione ed espressione di essa, «non è un sistema chiuso, privo di dinamiche capaci di generare domande, dubbi, interrogativi», e «le domande del nostro popolo, le sue pene, le sue battaglie, i suoi sogni, le sue lotte, le sue preoccupazioni, possiedono un valore ermeneutico che non possiamo ignorare se vogliamo prendere sul serio il principio dell’incarnazione. Le sue domande ci aiutano a domandarci, i suoi interrogativi ci interrogano».

Pelagiani:

  1. Quelli che rispondono a questa mentalità pelagiana o semipelagiana, benché parlino della grazia di Dio con discorsi edulcorati, «in definitiva fanno affidamento unicamente sulle proprie forze e si sentono superiori agli altri perché osservano determinate norme o perché sono irremovibilmente fedeli ad un certo stile cattolico».46 Quando alcuni di loro si rivolgono ai deboli dicendo che con la grazia di Dio tutto è possibile, in fondo sono soliti trasmettere l’idea che tutto si può fare con la volontà umana, come se essa fosse qualcosa di puro, perfetto, onnipotente, a cui si aggiunge la grazia. Si pretende di ignorare che «non tutti possono tutto»47 e che in questa vita le fragilità umane non sono guarite completamente e una volta per tutte dalla grazia.
  2. In ultima analisi, la mancanza di un riconoscimento sincero, sofferto e orante dei nostri limiti è ciò che impedisce alla grazia di agire meglio in noi, poiché non le lascia spazio per provocare quel bene possibile che si integra in un cammino sincero e reale di crescita. La grazia, proprio perché suppone la nostra natura, non ci rende di colpo superuomini. Pretenderlo sarebbe confidare troppo in noi stessi. In questo caso, dietro l’ortodossia, i nostri atteggiamenti possono non corrispondere a quello che affermiamo sulla necessità della grazia, e nei fatti finiamo per fidarci poco di essa. Infatti, se non riconosciamo la nostra realtà concreta e limitata, neppure potremo vedere i passi reali e possibili che il Signore ci chiede in ogni momento, dopo averci attratti e resi idonei col suo dono. La grazia agisce storicamente e, ordinariamente, ci prende e ci trasforma in modo progressivo. Perciò, se rifiutiamo questa modalità storica e progressiva, di fatto possiamo arrivare a negarla e bloccarla, anche se con le nostre parole la esaltiamo.
  3. Ci sono ancora dei cristiani che si impegnano nel seguire un’altra strada: quella della giustificazione mediante le proprie forze, quella dell’adorazione della volontà umana e della propria capacità, che si traduce in un autocompiacimento egocentrico ed elitario privo del vero amore. Si manifesta in molti atteggiamenti apparentemente diversi tra loro: l’ossessione per la legge, il fascino di esibire conquiste sociali e politiche, l’ostentazione nella cura della liturgia, della dottrina e del prestigio della Chiesa, la vanagloria legata alla gestione di faccende pratiche, l’attrazione per le dinamiche di auto-aiuto e di realizzazione autoreferenziale. In questo alcuni cristiani spendono le loro energie e il loro tempo, invece di lasciarsi condurre dallo Spirito sulla via dell’amore, invece di appassionarsi per comunicare la bellezza e la gioia del Vangelo e di cercare i lontani nelle immense moltitudini assetate di Cristo.

 

  1. Molte volte, contro l’impulso dello Spirito, la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in un possesso di pochi. Questo accade quando alcuni gruppi cristiani danno eccessiva importanza all’osservanza di determinate norme proprie, di costumi o stili. In questo modo, spesso si riduce e si reprime il Vangelo, togliendogli la sua affascinante semplicità e il suo sapore. E’ forse una forma sottile di pelagianesimo, perché sembra sottomettere la vita della grazia a certe strutture umane. Questo riguarda gruppi, movimenti e comunità, ed è ciò che spiega perché tante volte iniziano con un’intensa vita nello Spirito, ma poi finiscono fossilizzati… o corrotti.

 

    1. Paolo menziona la mitezza come un frutto dello Spirito Santo (cfr Gal 5,23). Propone che, se qualche volta ci preoccupano le cattive azioni del fratello, ci avviciniamo per correggerle, ma «con spirito di dolcezza» (Gal 6,1), e ricorda: «e tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu» (ibid.). Anche quando si difende la propria fede e le proprie convinzioni, bisogna farlo con mitezza (cfr 1 Pt 3,16), e persino gli avversari devono essere trattati con mitezza (cfr 2 Tm 2,25). Nella Chiesa tante volte abbiamo sbagliato per non aver accolto questo appello della Parola divina.

 

  1. La mitezza è un’altra espressione della povertà interiore, di chi ripone la propria fiducia solamente in Dio. Di fatto nella Bibbia si usa spesso la medesima parola anawim per riferirsi ai poveri e ai miti. Qualcuno potrebbe obiettare: “Se sono troppo mite, penseranno che sono uno sciocco, che sono stupido o debole”. Forse sarà così, ma lasciamo che gli altri lo pensino. E’ meglio essere sempre miti, e si realizzeranno le nostre più grandi aspirazioni: i miti «avranno in eredità la terra», ovvero, vedranno compiute nella loro vita le promesse di Dio. Perché i miti, al di là di ciò che dicono le circostanze, sperano nel Signore e quelli che sperano nel Signore possederanno la terra e godranno di grande pace (cfr Sal 37,9.11). Nello stesso tempo, il Signore confida in loro: «Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi trema alla mia parola» (Is 66,2).

Reagire con umile mitezza, questo è santità.

 

  1. Tale giustizia incomincia a realizzarsi nella vita di ciascuno quando si è giusti nelle proprie decisioni, e si esprime poi nel cercare la giustizia per i poveri e i deboli. Certo la parola “giustizia” può essere sinonimo di fedeltà alla volontà di Dio con tutta la nostra vita, ma se le diamo un senso molto generale dimentichiamo che si manifesta specialmente nella giustizia con gli indifesi: «Cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova» (Is 1,17).

Cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità..

 

 

  1. Purtroppo a volte le ideologie ci portano a due errori nocivi. Da una parte, quello dei cristiani che separano queste esigenze del Vangelo dalla propria relazione personale con il Signore, dall’unione interiore con Lui, dalla grazia. Così si trasforma il cristianesimo in una sorta di ONG, privandolo di quella luminosa spiritualità che così bene hanno vissuto e manifestato san Francesco d’Assisi, san Vincenzo de Paoli, santa Teresa di Calcutta e molti altri. A questi grandi santi né la preghiera, né l’amore di Dio, né la lettura del Vangelo diminuirono la passione e l’efficacia della loro dedizione al prossimo, ma tutto il contrario.
  2. Nocivo e ideologico è anche l’errore di quanti vivono diffidando dell’impegno sociale degli altri, considerandolo qualcosa di superficiale, mondano, secolarizzato, immanentista, comunista, populista. O lo relativizzano come se ci fossero altre cose più importanti o come se interessasse solo una determinata etica o una ragione che essi difendono. La difesa dell’innocente che non è nato, per esempio, deve essere chiara, ferma e appassionata, perché lì è in gioco la dignità della vita umana, sempre sacra, e lo esige l’amore per ogni persona al di là del suo sviluppo. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù, e in ogni forma di scarto. Non possiamo proporci un ideale di santità che ignori l’ingiustizia di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente.
  3. Spesso si sente dire che, di fronte al relativismo e ai limiti del mondo attuale, sarebbe un tema marginale, per esempio, la situazione dei migranti. Alcuni cattolici affermano che è un tema secondario rispetto ai temi “seri” della bioetica. Che dica cose simili un politico preoccupato per i suoi successi si può comprendere, ma non un cristiano, a cui si addice solo l’atteggiamento di mettersi nei panni di quel fratello che rischia la vita per dare un futuro ai suoi figli. Possiamo riconoscere che è precisamente quello che ci chiede Gesù quando ci dice che accogliamo Lui stesso in ogni forestiero (cfr Mt 25,35)? San Benedetto lo aveva accettato senza riserve e, anche se ciò avrebbe potuto “complicare” la vita dei monaci, stabilì che tutti gli ospiti che si presentassero al monastero li si accogliesse «come Cristo»,85 esprimendolo perfino con gesti di adorazione,86 e che i poveri pellegrini li si trattasse «con la massima cura e sollecitudine».87

 

  1. Non ci fa bene guardare dall’alto in basso, assumere il ruolo di giudici spietati, considerare gli altri come indegni e pretendere continuamente di dare lezioni. Questa è una sottile forma di violenza.

 

noticina: 95 Ci sono parecchie forme di bullismo che, pur apparendo eleganti e rispettose e addirittura molto spirituali, provocano tanta sofferenza nell’autostima degli altri.

 

Qualcosa di più di un mito

  1. Non ammetteremo l’esistenza del diavolo se ci ostiniamo a guardare la vita solo con criteri empirici e senza una prospettiva soprannaturale. Proprio la convinzione che questo potere maligno è in mezzo a noi, è ciò che ci permette di capire perché a volte il male ha tanta forza distruttiva. È vero che gli autori biblici avevano un bagaglio concettuale limitato per esprimere alcune realtà e che ai tempi di Gesù si poteva confondere, ad esempio, un’epilessia con la possessione demoniaca. Tuttavia, questo non deve portarci a semplificare troppo la realtà affermando che tutti i casi narrati nei vangeli erano malattie psichiche e che in definitiva il demonio non esiste o non agisce. La sua presenza si trova nella prima pagina delle Scritture, che terminano con la vittoria di Dio sul demonio.120 Di fatto, quando Gesù ci ha lasciato il “Padre Nostro” ha voluto che terminiamo chiedendo al Padre che ci liberi dal Maligno. L’espressione che lì si utilizza non si riferisce al male in astratto e la sua traduzione più precisa è «il Maligno». Indica un essere personale che ci tormenta. Gesù ci ha insegnato a chiedere ogni giorno questa liberazione perché il suo potere non ci domini.
  2. Non pensiamo dunque che sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea.121 Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti. Lui non ha bisogno di possederci. Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità, perché «come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8).

 

Svegli e fiduciosi

  1. La Parola di Dio ci invita esplicitamente a «resistere alle insidie del diavolo» (Ef 6,11) e a fermare «tutte le frecce infuocate del maligno» (Ef 6,16). Non sono parole poetiche, perché anche il nostro cammino verso la santità è una lotta costante. Chi non voglia riconoscerlo si vedrà esposto al fallimento o alla mediocrità. Per il combattimento abbiamo le potenti armi che il Signore ci dà: la fede che si esprime nella preghiera, la meditazione della Parola di Dio, la celebrazione della Messa, l’adorazione eucaristica, la Riconciliazione sacramentale, le opere di carità, la vita comunitaria, l’impegno missionario. Se ci trascuriamo ci sedurranno facilmente le false promesse del male, perché, come diceva il santo sacerdote Brochero: «Che importa che Lucifero prometta di liberarvi e anzi vi getti in mezzo a tutti i suoi beni, se sono beni ingannevoli, se sono beni avvelenati?».

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140 commenti

  • Lucy ha detto:

    In questa esortazione apostolica oltre alla solita , scontata raffica di invettive di ogni genere contro i cattivi cattolici che non seguono la sua rivoluzione , Bergoglio ha infilato con astuzia un vero e proprio attacco”ad personam “, al card.Sarah senza nominarlo.Ha mostrato tutto il fastidio , l’idiosincrasia, l’astio che nutre verso chi condidera un “nemico” .E ce lo fa sapere indirettamente tramite il duo fedelissimo Spadaro.
    Riporto ciò che a tale proposito ha scritto S.Magister.
    “Al par.26 c’è :” non è sano amare il silenzio….ed evitare l’incontro con l’altro….ricercare la preghiera e sottovalutare il servizio…”.
    Padre Spadaro nello spiegare questo passaggio scrive :” Le alternative quali – o Dio o il mondo oppure o Dio o il nulla sono errate”.
    Ora “Dio o il nulla” e ” La forza del silenzio” sono esattamente i titoli dei due libri maggiori del card.Sarah cioè del più autorevole portatore di una visione della Chiesa cattolica alternativa a quella propugnata da papa Francesco “.
    Così Magister.Per noi questo tentativo di squalificare il card.Sarah rende la sua persona ancora più autorevole e cara.

  • PG ha detto:

    Siamo stufi di tante parole senza senso e pronunciate senza alcun ritegno!

  • Gian ha detto:

    Una volta, quando non si presentò al concerto organizzato in suo onore, si giustificò dicendo “Non sono un principe rinascimentale”. Signori si nasce, ricordava il principe De Curtis… e lui (non Totò) non lo nacque…

    Sembra una goliardata, l’ultima fatica pubblicata oggi, dal titolo mi ricorda, chissà perché, quell’altra che nel titolo fa: Gaudeamus igitur…

  • nat ha detto:

    Dai commenti – del testo ho letto solo i punti riportati nell’articolo di Tosatti – mi par di capire che l’esortazione è forse un po’ leggerina e sfarinata , teologicamente parlando, ma non contiene eresie o strafalcioni vari.
    E allora che volete di più? Gaudete et exsultate!

  • Andrea ha detto:

    Intanto Trump “il normalizzato” sta per lanciare l’ultimatum alla Siria e rischia di portarci seriamente verso la catastrofe globale… (risposta entro 24-48 ore dice) succube di quella elite massonica globalista che si è infiltrata nell’economia, nelle istituzioni e nella stessa Chiesa Cattolica (Perchè sono gli stessi gruppi, stesse metodologie, stessi piani). Ed è qui che mi viene una domanda che può sembrare banale ma non lo è… Chi è più impazzito? Quelli che sono disposti a far scoppiare una guerra nucleare e far morire miliardi di esseri umani o le guide che hanno perso la fede e stanno conducendo le anime alla dannazione eterna? Se Papa Francesco
    è così concentrato sull’Eden Terreno che mandi un forte monito al presidente americano e quelle nazioni europee serve che gli stanno andando dietro.

    • Alessandro2 ha detto:

      Non lo farà mai: entrambi sono al servizio dello stesso satana, che sulla terra ha come strumento il popolo che uccise Nostro Signore. Questo popolo, l'”eletto”, nell’elenco degli Stati da cancellare dopo Iraq ed Afghanistan ha messo Siria e Iran. Che però sono (giustamente) protetti dalla Russia. Di qui il rischio serio di guerra mondiale.

  • Vittorio ha detto:

    Non ho la “” forza”” di comprare o leggere nuove encicliche. Ho letto alcune, ALCUNE, frasi riportate da Marco, del papa.
    Son d’accordo con …il papa. 😑

    Son frasi semplici ma profonde.

    Le risssumerei: qual e’ LO SPIRITO della Scrittura?

    I maestri di teologia come i vecchi scribi son preziosi, se sono CONVERTITI AL VANGELO DEL REGNO.

    Pax Vobis, Shalom!

    • Vittorio ha detto:

      Fede, speranza, carita’. Tutto e’ imperfetto? Tutto sparirà? La carita’ non avra’ mai fine.

      Ama e fa cio’ che vuoi (sant Agostino).
      Frase “”ambiguatissima””.
      Ma se tu aiuto un ateo, un nemico , hai pieta’ di lui o non lo uccidi (come la canzone di De Andre’: la guerra di Piero). Non avra’ valore verso Dio. Dio e’ il prossimo. Non il maronita, armeno,sciita,sunnita,raeliano ecc.

      La carita’ non avra’ mai fine. Del resto c è meno certezza IMHO Is my humble hopinion

    • EquesFidus ha detto:

      Semplice: non esiste lo “Spirito della Scrittura”, come non esiste lo “Spirito del Concilio”. Esiste la Scrittura (che da sola non basta dato che non è un testo auto-evidente, come tutti gli scritti del resto, e non siamo protestanti) ed esiste il Concilio, punto. Anzi, nella Scrittura ci sono molti esempi (già elencati) di personaggi e situazioni che sanciscono la piena legittimità della vita contemplativa.

  • Sulcitano ha detto:

    Sarò il solito fondamentalista e per aggiunta di dura cervice con relative scarse attitudini a possibili aperture di stampo progressista in campo teologico, se appena noto, qualche cenno di subdola interpretazione o distorto uso della Sacra Scrittura così come ricevuta e conosciuta nei secoli nella Chiesa . In gaudete et exultate, presentata come esortazione del Sommo Pontefice regnante, ho trovato un deserto spirituale e scritturale che confonde e mortifica.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  • Scarpe grosse ha detto:

    Notiziona di Tgcom24

    9 APRILE 201812:36
    Papa Francesco: “Il web a volte è fonte di violenza, anche i siti cattolici”

    Il Pontefice nell’Esortazione Apostolica “Gaudete et exsultate” si scaglia contro il bullismo spirituale che “provoca tanta sofferenza”

    “La Rete può diventare fonte di violenza”. Lo dice Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica “Gaudete et exsultate”, aggiungendo: “Anche i cristiani possono partecipare a reti di violenza verbale mediante internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia. Le forme di comunicazione rapida possono essere un fattore di stordimento”.
    Francesco: La Rete a volte è fonte di violenza Attenzione al bullismo spirituale online .

    Ocio! Che non arrivino mica i gendarmi!

    • deutero.amedeo ha detto:

      Scarpe grosse è arrabbiatissimo.
      Pota -mi ha detto- alura sono sante anche le mie vacche.
      Non bestemmiano, non rubano, non ammassano nessuno, non perdono tempo a pregare, se restano gravide vanno mica dalla mammana a fare l’aborto, quando ci hanno il vitello lo allattano e se ci resta il latte guardano mica se il mungitore è uno del paese o è un migrato, se le fai lavorare lavorano, non scrivono nei siti cattolici di internet contro il papa, parlano male di nessuno…. Più sante di così. Ci han ragione i ndiani che le prendono per sacre!

      Difficile dargli torto.

      • Adriana ha detto:

        @ DEUTERO,
        stavolta il commento ad hoc mi pare azzecatissimo!
        Le tue vacche stanno alla campagna ,come i miei cyborg
        alla metropolis transumana.
        Rispondono egualmente alla medesima richiesta di
        adeguamento al comportamento meccanico e/o subumano preteso dal testo bergogliano.
        Ma non aveve dichiarato che lui dorme sereno perchè delle critiche se ne fa un baffo?

        • EquesFidus ha detto:

          Lo avrà anche dichiarato, ma penso sia proprio l’esatto contrario: non fa altro che pensarci, ne è ossessionato.

      • ESDRA ha detto:

        Scarpe grosse theology

  • Adri ha detto:

    Sant’Ignazio, lui si vero santo, non voleva che i gesuiti accettassero cariche vescovili ne tanto meno diventassero papa. Evidentemente vedeva lontano e ragionava con cognizione di causa. Ma purtroppo negli ultimi tempi la gloria del mondo è prevalsa su quella di Dio. A tal punto che il papa gesuita non si sente più il Vicario di Cristo ma pensa di essere lui stesso diventato Dio. Questa sarà l’ultima vittoria del demonio perché già sappiamo che la Vergine ha schiacciato la testa del serpente e quindi la Chiesa di Cristo è salva!

  • Stimato Direttore:
    Non insisterò più perché non vale la pena perdere altro tempo.
    Di Francesco come profetizzato “Pastore stolto e Falso profeta” soltanto può aspettare questo: verità, bugie, mezze verità, silenzi quando dovrebbe rispondere, e rispondere quando doveva stare in silenzio.
    Risultato finale: Bene 1 Male 4.
    Saluti

  • lucis ha detto:

    Disse Marta a Gesù: “Signore, non t’importa che mia sorella mi lasci sola a servire? Dille di aiutarmi!”
    Le rispose Gesù: “Sacrosante parole! Maria si è scelta la parte della fannullona, è malata spiritualmente, adesso provvedo subito a sbatterla nelle periferie esistenziali!”

  • Paolo Pagliaro ha detto:

    Insomma, il bigino del Bergoglismo: un colpo al cerchio, uno alla botte, ma alla fine l’importante è che ha ragione lui – e se non sei d’accordo non c’è da aspettarsi una spiegazione, figurarsi una scusa, neanche per le cose più sfacciate: o ti pieghi o sei un pelagiano.
    Caro mio, il tuo tempo sta scadendo.

  • Massimiliano ha detto:

    Evangelii gaudium, Amoris Laetitia e Gaudete et exultate. Di sicuro a Bergoglio non manca la voglia di divertirsi… Bene, mare calmo cielo stellato e orchestra che suona… Mi sento più sereno. Saluti.
    Massimiliano.

  • GMZ ha detto:

    Fuori traccia: chissà come ha goduto et esultato Mons. Capella quando, grazie ad un provvidenziale salvacondotto, ha dribblato l’FBI ed è potuto riparare in Vaticano. Certo la misericordia gira a pieno regime, quando a beneficiarne sono i presunti pedofili!
    Ah già, cos’è che mancavano? Le prove o le evidenze?
    Ossequi, e che schifo!

    • Ira Divina ha detto:

      Caro amico, mancavano un bel filmino da visionare in compagnia (purtroppo tutti sequestrati dagli ispettori) e se il segretario di Coccopalmero ci infilava anche un po di neve e qualche olgettina, la serata prendeva più evidenze 😂😂😂😂😂

  • Stimato Direttore:
    “168. Questo risulta particolarmente importante quando compare una novità nella propria vita, e dunque bisogna discernere se sia il vino nuovo che viene da Dio o una novità ingannatrice dello spirito del mondo o dello spirito del diavolo. In altre occasioni succede il contrario, perché le forze del male ci inducono a non cambiare, a lasciare le cose come stanno, a scegliere l’immobilismo e la rigidità, e allora impediamo che agisca il soffio dello Spirito”.
    Quando tutti sappiamo che col suo Amoris laetitia ha corretto a Dio in Giovanni 8:11! E “No hay otras interpretaciones”.
    Il Catechismo della Chiesa Cattolica, 675, afferma: “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti [Cf Lc 18,8; Mt 24,12]”:
    Non esistere maggiore prova per la Chiesa che essere guidata dal profetizzato “Pastore stolto e falso profeta” che cerca di correggere a Dio!

    • Adición:
      CONFESIÓN DEL PROFETIZADO “PASTOR NECIO Y FALSO PROFETA” FRANCISCO:
      “Una tarea movida por la ansiedad, el orgullo, la necesidad de aparecer y de dominar”. Por eso juzgó ser más que su santo fundador Ignacio, y juzgó ser digno obispo auxiliar, obispo, arzobispo, cardenal y presentarse dos veces a Papa, en la primera quedó segundo destacado y en la segunda primero.
      “Por la misma razón, en Evangelii gaudium quise concluir con una espiritualidad de la misión, en Laudato si’ con una espiritualidad ecológica y en Amoris laetitia con una espiritualidad de la vida familiar.
      Esto resulta especialmente importante cuando aparece una novedad en la propia vida, y entonces hay que discernir si es el vino nuevo que viene de Dios o es una novedad engañosa del espíritu del mundo o del espíritu del diablo. En otras ocasiones sucede lo contrario, porque las fuerzas del mal nos inducen a no cambiar, a dejar las cosas como están, a optar por el inmovilismo o la rigidez”: ¡cuando todos sabemos que en su Amoris laetitia corrige al Señor en Juan 8:11 y “No hay otras interpretaciones”!
      “No nos hace bien mirar desde arriba, colocarnos en el lugar de jueces sin piedad, considerar a los otros como indignos y pretender dar lecciones permanentemente. Esa es una sutil forma de violencia”: aquí el que tiene Poder y Juzga es Jorge Mario, por eso Jorge Mario disfrazado del pobre y santo diácono de Asís ha llegado a ser el profetizado “Pastor necio y Falso profeta”, y eso Jorge Mario ni se lo puede quitar ni hay nadie quien se lo quite.
      http://w2.vatican.va/content/francesco/es/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html

  • menico ha detto:

    “96…In questo richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi.
    97. Davanti alla forza di queste richieste di Gesù è mio dovere pregare i cristiani di accettarle e di accoglierle con sincera apertura, “sine glossa”, vale a dire senza commenti, senza elucubrazioni e scuse che tolgano ad esse forza…”

    Di grazia, “sine glossa” non si dovrebbe anche accettare tutto il resto del Vangelo?
    Per esempio, Mt 5,29: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.” Corpo che va a finire nella Geenna… mica viene annientato e si dissolve nel nulla.

    Oppure, seguendo, Mt 5,32 “ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. ” Non c’e’ spazio per discernimenti pelossisimi, segno solo di becero clericalismo pompato da steroidi.

    E mi fermo qui….

    • Vittorio ha detto:

      @ nemico

      Non vado avanti …riprendo un tuo passo. Essendo tutti peccatori almeno una volta il nostro occhio e’ stato causa di scandalo.

      E’ vero prendi alla lettera marito, moglie (e mi mette in difficolta’ pure a me che non oso fare la comunione visto la alzata di contestazioni…e la mia rigida “educazione” kattolica (son sposato civilmente con una divorziata”.

      Pero’ l occhio non me lo son cavato. Spero anche tu. 😛

  • Nicola ha detto:

    Magari caro Dott Tosatti il Papa stesse liquidando SOLO un paio di millenni di monachesimo contemplativo maschile e femminile. Qui ormai da 5 anni si stanno liquidando due millenni di Cristianesimo e Cattolicesimo. Inoltre il Sig. Lucifero e compagnia cantante dei suoi sottoposti infernali ha in grande orrore ed abominio tutte quelle anime che nel nascondimento e nel silenzio pregano e fanno sacrifici ed onorano Dio con il culto a Lui dovuto e salvano così anime come ebbe a dire un demone durante un esorcismo sulle cose sgradite a Satana……

  • Massimiliano ha detto:

    Ohhh finalmente! Sono 2000 anni di martiri e santi che han dato la vita per essere fedeli a Cristo, pregando spogli di tutto sottoterra, nei monasteri…e sono tutti all inferno! Brutti pelagiani! Finalmente la verità! Buttate al cesso il Vangelo, buttate al cesso la dottrina, mangiate bevete, compagni asta la raccolta differenziata! Ci vedremo in paradiso con Castro, Mao, Mao+metto, Lenin e gli altri a spernacchiare San Benedetto, San Francesco, San Pio e gli altri pelandroni! Viva papa Anatema I, noto Francesco!

    Nella Cattedra di Pietro bivacca l anticristo

  • Stimato Direttore:
    “Confessione” del profetizzato Pastore stolto e Falso profeta Francesco:
    “28. Un impegno mosso dall’ansietà, dall’orgoglio, dalla necessità di apparire e di dominare”. Per questo ha giudicato essere più che il suo santo fondatore Ignacio de Loyola, y ha giudicato essere degno vescovo ausiliare, vescovo, arcivescovo, cardinale e presentarsi due volte a Papa, nella prima è arrivato secondo distaccato e nella seconda il primo.
    “Per la stessa ragione, in Evangelii gaudium ho voluto concludere con una spiritualità della missione, in Laudato si con una spiritualità ecologica e in Amoris laetitia, con una spiritualità della vita familiare”… e più cose che va fare fino all’arrivo dal suo padrone e signore l’Anticristo:
    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html

  • Andrea ha detto:

    Sarò contorto io… starò impazzendo… ma leggendo questi volumi io provo più tristezza che gioia. Più ansia ch serenità. Ci sono diversi punti che, presi singolarmente sono, (per come interpreto) giustissimi. Ma nel complesso io continuo a vedere un Cristo relegato ai margini e funzionale solo a questa vita. Voglio dire… se leggiamo il Vangelo non è certamente assente il monito della carità, il dovere di un bravo cristiano ad aiutare il prossimo nelle necessità terrene. Ma poi Gesù lascia intendere che chi più vuole seguirlo ed a Lui avvicinarsi, tanto più deve spogliarsi delle cose di questo mondo e mettersi nelle sue mani. Ma questo messaggio è stato ormai capovolto e sembra che tutto si concentri nel: “sconfiggiamo la povertà nel mondo”. Sembra che per incontrare Gesù si debba avere un po’ di soldi in più. Ed inoltre quando leggo riassumendo: alcuni vivono nel benessere ed altri vivono nella povertà, lasciando che la vita passi e poi muoiono “miseramente” a che povertà si sta riferendo? Non mi pare alla povertà spirituale ma sempre quella economica… allora pressochè tutti i santi son morti “miseramente”? C’è questa ossessionante, eccessiva e prioritaria enfasi sulla condizione “fisica” che io percepisco arrivi da chi in fondo non crede alla vita eterna e vuole costruire il paradiso qui, a modo suo. Mi pare prioritario secondo la Chiesa d’oggi dare il benessere fisico al prossimo prima di offrire Gesù. Queste cose dovrebbero esserci entrambe ma dovrebbe essere prioritaria la seconda. Non riesco a capire se è un lavoro studiato finemente per confondere le menti oppure se è proprio una visione diversa della fede. Ma se Giovanni Battista per esempio leggesse questi scritti cosa ne dedurrebbe? Mah…

  • Biancamargherita ha detto:

    E quali migliori parole che quelle di papa Benedetto ai giovani a Loreto nel 2007 per “pennellare” la santità?

    ….Non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà. Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere.
    Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari! Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione. Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie “alternative” indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune. Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo.
    Quella dell’umiltà, cari amici, non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio. Non è l’esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato…

  • Pierluigi ha detto:

    Per la sua sanità mentale papa Francesco non ascolta chi lo critica.
    Io, per la mia sanità mentale, non ascolto né leggo più ciò che egli afferma e scrive. Come si dice nel gergo calciofilo, 1-1 palla al centro.
    D’altronde, ciò che un papa afferma e scrive DOVREBBE elevare spiritualmente chi lo ascolta e lo legge e, soprattutto, DOVREBBE condurre a seguire ciò che ha affermato e testimoniato Nostro Signore Gesù Cristo IN TOTO.
    Personalmente sono stanco di focalizzare quotidianamente l’attenzione su ciò che il papa dice o scrive, tanto ormai il dubbio che ci propini cose buone insieme ad altre meno buone si rivela sempre più essere una realtà.
    Prego per lui ma non lo seguo. Seguo la Parola, la Tradizione e il Magistero precedente.

  • Paolo O. ha detto:

    Il commento di un tale evangelista Luca……
    Al cap. 5 di un suo libro, parla del comportamento “non sano” di un tale Gesù di Nazareth.

    La sua fama si diffondeva ancor più; folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermità. 16 Ma Gesù si ritirava in luoghi solitari a pregare.

    • Paolo O. ha detto:

      Invece un tale Matteo, racconta questo di questo Gesù di Nazareth (che dovrebbe essere il capo di colui che firma questa esortazione, dico bene?).

      22Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

  • virro ha detto:

    ma che noia!!!!
    che pena!!!!
    ma che belle bugie!!!!!
    non ho denaro da spendere per questa buffonata hollyvudiana.

  • Lucy ha detto:

    @ Sempliciotto
    Bravo !!! 10 e lode.
    @ Adriana
    ” mi pare un testo costruito su un’altalena di contraddizioni.”
    Infatti tra le sante che Bergoglio elenca : sant’Ildegatda di Bingen, santa Brigida,santa Caterina da Siena, santa Teresa d’Avila ,Santa Teresa di Lisieux non sono tutte sante vissute nei monasteri , alcune anche di clausura? Santa Teresa d’Avila fondò una clausura stretta .Non sono sante che ” hanno amato il silenzio” , “cercato la preghiera ” e altro che”sottovalutato il servizio ” non si sono messe al servizio di tutti ?

    • Isabella ha detto:

      È la solita strategia. Si sostiene un pensiero, ma subito dopo si inseriscono esempi che collidono con quel pensiero.
      Così ai critici si potrà rispondere che non hanno capito nulla del pensiero stesso e criticano solo per criticare.
      Intanto però il pensiero, la parte pregnante del discorso, è passato, mentre gli esempi citati qua e là si dimenticano in fretta.

    • terzoc ha detto:

      Giusto per la precisione, non tutte erano claustrali: santa Caterina da Siena era una mantellata (laica consacrata).

  • Anna ha detto:

    Esortazione che ho trovato banale, mancante di spessore, nulla a che vedere con gli scritti edificanti e profondi di Benedetto XVI. Un sostanziale e solito tendere al ribasso, al guardare con maggior insistenza al braccio orizzontale della croce più che al verticale, a sostenere per così dire, la posizione di Marta rispetto a quella di Maria, anzi sminuendola proprio ….ennesima delusione.

  • enzo 1 ha detto:

    ci sarà un motivo per cui alla storia della chiesa non si è ancora consegnato un santo giornalista. Sino a quando alla completezza della verità preferirà il manicheismo, mirato a tirare acqua al proprio mulino. Forse è questo il motivo! Al solito articolo sprezzante, e senza rispetto di tutto il testo nella sua interezza come merita e come deontologia imporrebbe. Ma cosa ci si poteva aspettare….

    • wp_7512482 ha detto:

      Allora non si aspetti. Ma non può negare la realtà dei punti evidenziati. E mi sembra di aver riprodotto non pochi punti di un testo che non è certo succinto e denso…

  • Paolo Pantani ha detto:

    Se volete elevare la vostra anima a Dio, vi consiglio di leggere “Storia di un’anima” di Santa Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, un capolavoro di spiritualità. Santa Teresa ti amo!

    • Sempliciotto ha detto:

      Chi non capisce la vita contemplativa, spiace dirlo, non conosce Gesù!

      Quella alla vita contemplativa è sempre stata considerata una vocazione adulta, per anime particolarmente elette e chiamate a morire, ed è sempre stata uno scandalo inaccettabile per il mondo, ma proprio per questo è segno del Divino!

      Grandissima ignoranza poi, Francesco manifesta nel descrivere tale stato come condizione di “riposo”; è chiaro come non sappia minimamente ciò di cui sta parlando…
      Nell’animo dei contemplativi, avviene una guerra spirituale sanguinosa, faccia a faccia fra il Signore degli Eserciti e le legioni del demonio, una battaglia salvifica, escatologica, e non un volemose bene a costo zero, che bypassa la legge di Dio.
      Caro Bergoglio, meglio tacere quando non si hanno competenze in merito o non si ha la minima conoscenza delle cose di cui si vuol dissertare e, soprattutto quando, non si possiede fede cattolica.

      Ti consiglio due cose:
      1) quando devi scrivere riguardo alla vita ascetica fatti consigliare da monaci veri, non da Grun o da Bianchi che passano le giornate ad incassare i soldi delle loro pubblicazioni eretiche;
      2) vedi poi di trovare un briciolo di tempo per imparare la teologia paolina del Corpo Mistico, ti farà capire molte cose, un po’ di teologia, dopotutto, forse è il caso che inizi a studiarla, non credi?

  • Usain Bolt ha detto:

    Cosa aspettarsi da uno che ha confidato pubblicamente di “sentirsi un fallito” quando la vita sacerdotale lo ha confinato al “solo” celebrare la Santa Messa e a confessare i penitenti?
    Cosa ne penserà quel fallito di Padre Pio?

  • Fabio ha detto:

    Ma smettiamola di criticare Bergoglio!
    Tramite mons. Viganò ha chiesto a San Giovanni Battista una breve e densa pagina per avvalorare la sua continuità mistica ed ascetica.
    Inoltre è arcinoto che tutte le mattine passa almeno due ore in adorazione……. davanti allo specchio

  • Marco Matteucci ha detto:

    “Forse gli uomini di oggi non vibrano più per un Tito che rinuncia all’impero per la donna amata, ma soltanto per il gaudente che rinuncia all’impero per una consorte di terza mano. Io sto con Racine; la nostra epoca si conservi le sue rivistine a fumetti, che vendono tanti milioni di esemplari da regalare villini a tutti i redattori. Tra i romanzieri unanimisti e Grand Hotel, preferisco semmai Grand hotel. Ma resto con Racine. Se siamo di fronte, veramente, a un nuovo Medioevo, non c’è da sgomentarsi troppo. Ogni Medioevo termina. E Racine resterà.”
    da Racine, p. 201

    • Marco Matteucci ha detto:

      Tengo a precisare che questo è un aforisma di Henry Furst, sul drammaturgo francese del ‘600 Jean Racine, del quale io non condivido in alcun modo la fede giansenista, già peraltro condannata a suo tempo da Papa Pio VI (Sinodo di Pistoia – 1786).
      L’ho riportato perché mi sembra avere parecchie attinenze con gli accadimenti mediatici e religiosi dei giorni nostri.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Sarebbe utile chiedere a Bergoglio dove abita il demonio, dato che a Scalfari ha assicurato che l’inferno non esiste?
    Molti sono arcisicuri che abbia preso alloggio stabile a Santa Marta!

  • Agostino d'Ippona ha detto:

    Perdonate se mi intrometto, ma in un’esortazione sulla Santità come mai non si parla di peccato originale, di lotta al peccato, di natura e grazia, di vizi e virtù, di paradiso, purgatorio, e inferno, di comandamenti di Dio (se non sbaglio proprio ieri la lettera di Giovanni diceva così
    “In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti”),
    di lotta contro gli spiriti dell’aria, di obbedienza, di verginità consacrata, di castità matrimoniale, di uso retto della ragione, di santa dottrina, etc.?
    Sono forse io, Agostino, un po’ troppo all’antica?

    • Adriana ha detto:

      @ AGOSTINO,
      spiace ma…sei stato differenziato nel cestino della spazzatura
      come scarto pieno di tarme.

      • Adriana ha detto:

        …scarto pieno di tarme nonostante le quintalate di naftalina puzzolente
        con cui ti hanno ricoperto quelle mummie di conservatori.
        Perciò anche se sei Africano
        non sei stato giudicato degno della Caritas Bergoglianensis .
        Dovevi salire sul barcone giusto caro mio.
        Del resto ,ragiona : che te ne faresti dello smartphone ?delle cuffiette? delle nike? Nessuno legge o scrive quasi più -salvo che in luoghi segreti-come in questo sito-.
        Salutami Monica con cui hai fatto straordinari viaggi .
        Ah ! sai ? ora li chiamano “trip”.

    • Vittorio ha detto:

      @ Agostino

      Te ti sei divertito. Poi ti sei messo a scrivere “seghe mentali”( Tosatti, e’ un libro di uno psicologo GIULIO CESARE GIACOBBE!!) 😉

  • Teofilo ha detto:

    In questo momento non ho tempo di leggere questo volumetto, anche perchè mi attendono numerosi e futuri impegni.

    • Mikael ha detto:

      Gustoso senso dell’humour! 😀
      In questa frase c’è la risposta ad hoc senza arrabbiature o disquisizioni superflue.
      Oltretutto leggo che l’autore dell’Esortazione Apostolica è un certo Francesco (?)

  • Gabriele ha detto:

    Fortuna che la gente se ne frega di queste cose, i documenti papali li leggono solo i vaticanisti, non li leggono neanche i preti, le persone normali vanno a lavorare e quando tornano a casa non hanno certo voglia di leggere queste robe. L’unica cosa che passerà sui media di questa esortazione è la consueta manfrina sui migranti, che contribuirà a rendere ancora più antipatico bergoglio all’opinione pubblica. A me dispiace il solito riferimento all’”ostentazione nella cura della liturgia”, come se l’amore per una liturgia ben fatta non si potesse conciliare con l’impegno per i poveri.

    • GMZ ha detto:

      Credo lei abbia ragione.
      Comunque, guardiamo al bicchiere mezzo pieno: pur tra così tante parole a vanvera, offensive o volgari, non ci ho trovato eresie… È già qualcosa!
      Ossequi.

      • Vittorio ha detto:

        😂😂😂😂

      • Gian ha detto:

        Giusto GMZ, anche se dover concludere così riguardo a quanto pubblicato da un presunto papa fa pensare…

      • Adriana ha detto:

        @ GMZ ,
        ” non ci ho trovato eresie”…da quel che ho capito io ,qua si invitano i Cristiani a “dissolversi” non in Dio ,ma esclusivamente nei servizi “materiali” agli Altri (pare soprattutto ai migranti,o comunque per tutti e per chiunque nel mondo globalistico).
        Inoltre “supera” Gesù che chiedeva di amare il prossimo come sé stessi; qua il prossimo “deve” esser amato più di sé stessi perchè così dice Bergoglio.
        Da ultimo : come si concilia tutto questo con la frase di Cristo al Padre :” Io non prego per il mondo ma per coloro che Tu mi hai dato ,che sono Tuoi.”(Giov.,17-9) ?
        A me pare che nelle sue esternazioni Bergoglio giochi a slalom
        con le eresie e voli dal trampolino con gli sci ai piedi per bypassare la tradizione .Finora resta in piedi : è un grande sportivo !

        • GMZ ha detto:

          Però dai, Adriana, parla di difesa della vita…! Ah già, forse si riferisce a quella aliena, per non urtare la grande d’Italia.

          Vorrei tanto sapere chi ha scritto questa esortazione, comunque. Mi sbaglierò, ma tutta la manfrina sul maligno pare giustapposta in corso d’opera, giusto per ricollocare il nostro eroe nel solco della tradizione. O sono l’unico a trovare strana, non ben collegata col resto, tutta quella parte a trazione ortodossa?
          Ossequi.

          • Adriana ha detto:

            @GMZ,
            no ,l’ho notato anch’io come avevo scritto.
            Vita aliena …probabile .Altrimenti che ci sta a fare il costosissimo
            osservatorio VAT1 guidato dai Gesuiti-astronomi -scienziati? Dichiaratamente è stato costruito per questo.
            La tua non è una battuta . E’ una felice intuizione.
            Saluti

        • Adriana ha detto:

          Dimenticavo che evidentemente per Bergoglio Gesù
          sbagliava perchè non rispettava i sindacati delle colf..
          “Sottovalutava il servizio” e “ricercava la preghiera” lasciando i piatti sporchi e la cucina in disordine.
          Era un giovanotto blasé , anche se pop, esistenzialista un po’ zozzetto ,( mai tanto quanto il cugino vegano)
          dedito a monologhi visionari e figlio di” una mammà
          scucciante assai ” .
          Ma…
          come era Umano Lui ! Come
          era umana Lei ! Umani , mai troppo umani ! Simpaticoni : proprio come nelle vignette di Staino.

  • GMZ ha detto:

    L’ho letta tutta d’un fiato.
    Speravo mi sorprendesse, temevo mi ferisse: niente di tutto questo.
    Solo la modesta omelia di un presbitero annoiato; spesso sciatta, a volte stupida, tutta inutile.
    Questo papa sarà ricordato come si ricordano gli zii pitocchi (solo perché il suo successore ce lo farà rimpiangere, temo).
    Quanta cura (!) nel ridicolizzare la vita contemplativa e, con essa, 1963 anni di fede.
    Comincio a credere che se le esortazioni apostoliche le affidasse al suo amato Scalfari, almeno avrebbero una certa eleganza formale.
    Ossequi.

  • QB ha detto:

    Teologia di alto livello, non c’è che dire. Mancano solo il cavallo di battaglia “è brutto se il prete volta le spalle alla gente” e la sempreverde “l’eucarestia si prende in mano per una questione d’igiene”. Forse questa volta BXVI la paginetta densa la scrive.

  • Luigi9 ha detto:

    Quindi anche il Cielo ha preso grosse cantonate quando ha affidato importantissimi messaggi a persone non particolarmente ascrivibili alla sfera dell’attivismo sociale.
    I tempi cambiano evidentemente…

  • Rosario ha detto:

    Un deuteronomio di ovvietà contrapposte come per i bambini dell’asilo infarcite di scivolate. Infantilizzazione della fede esatto contrario della innocenza della fede.Gesù disse di essere “come bambini”, non “bambini”. Quindi Benedetto XVI al momento non ha un comportamento neo-cattolicamente sano e una frase del tipo “Ho in odio il mondo e le azioni degli uomini ma per amor tuo, oh Signore, darei la vita e la morte per la salvezza delle anime loro” non sarebbe considerata neo-cattolicamente corretta, giusto ? Niente devo mettermi a rilavorare sui fondamentali perchè in questa nuova religione sono molto più esigenti che nella precedente…a chiacchiere.

  • Ira Divina ha detto:

    La farsa del buonista continua imperterrita! Lui dice: “chi sono io per giudicare?”, ma le sue parole scritte e a voce sono un continuo giudizio. Lui non giudica ciò che non vuol giudicare, ma utilizza il giudizio quando gli fa comodo per colpire coloro che ritiene da sferzare. Diceva che non leggeva i commenti sui sociale per igiene mentale, ma da come ha parlato nel documento, altro che se li conosce e gli danno anche molto fastidio! Sa benissimo cos’è la maldicenza perché la pratica spesso e volentieri e anche la calunnia per distruggere l’altro. I suoi documenti oltre ad essere tendenti ad uscire dal solco della tradizione Cattolica, sono pregni di una mente malata di ipocrisia. Cosa si può prendere di ciò che dice? Solo quel poco, ma molto poco che è ancora nel solco della millenaria traditio del Cattolicesimo. Che Dio ce ne liberi🙏al più presto!

    • lo Spettro di Paolo ha detto:

      Nota per il difficile ed arduo compito del moderatore. L’ultima riga del commento sopra mi sembra un “tantino ” inappropriata.

      • Lo spettro di QC ha detto:

        A me il moderatore (Sua Beatitudine l’Abbé Tosatti) ha cancellato un posto in cui replicavo in modo organico ad alcune osservazioni tra cui, la più eclatante, quella secondo cui il Papa vorrebbe chiudere i monasteri.
        Evidentemente questa è la fase di accumulo della bile per i nostri Confratelli e di caricamento della loro superbia; forse ci scioglierà le briglie quando i tempi saranno più maturi….e nel frattempo ci leggiamo gli interventi cattolicissimi di Ira Divina & Co.

        • wp_7512482 ha detto:

          Caro Spettro, lei diceva che in un antico documento il Pontefice regnante aveva parlato bene della vita contemplativa. Non c’entrava con quello che dice oggi, e che, ahimè, è messo in pratica dal suo braccio destro Carballo negli incontri con le religiose di clausura. Non li vogliono chiudere, il problema è che li vogliono aprire….E comunque la frase riportata, così com’è, parla da sola.

          • Lo spettro di QC ha detto:

            Abbé consenta al Suo umile discepolo di precisare meglio il suo modesto pensiero, attraverso i seguenti mediocri argomenti:
            1. L’esortazione non riguarda i ”contemplativi” (beneficiati dal Signore di una speciale vocazione) ma il 99,9% periodico di cattolici che il Signore dispone a vivere ”nel mondo” e che va incoraggiato a santificarsi attraverso la propria vita ordinaria (come insegna Sant’Escrivà e non solo lui)
            2. I ”contemplativi” non sono ”inattivi”: l’invito all’incontro con altri, all’azione e al servizio loro lo adempiono nelle loro comunità. Svolgono anche apostolato pubblicando libri e perfino articoli su internet, senza violare la clausura.. Invitare ad equilibrare silenzio, solitudine e preghiera con momenti di ”vita attiva” non colpisce il ”contemplativo”, perchè lo fa già (perfino i Certosini che vivono in semi eremitaggio; perfino gli eremiti di Minucciano che sono tre o quattro in tutto). Il ”contemplativo” che vive sempre immerso nella preghiera esiste solo nella fantasia e sul Monte Athos (ma lì sono ortodossi e vivono di esychia ed energie divine).
            3. L’antico documento (2016) non va nella direzione che dice Lei e se in qualche punto sembra aprire all’ospitalità…questo lo ha fatto San Bernardo ben prima del Papa. In compenso mi risulta che alle monache siano stati indirizzati solenni cazziatoni perchè se ne stanno attaccate ai social network (facebook nella specie).
            Queste ed altre erano le mie striscianti opinioni. Ma le rimetto al Suo infallibile giudizio, pronto alla ritrattazione, all’autodafè e alla garrota se serve.
            Infine, mi sfugge la ragione per cui un intervento del genere debba essere cancellato ed invece siano pubblicati altri che addirittura agitano lo Spettro di Stalin (!), per non parlare di altri. Ma mi rendo conto di addentrarmi nell’ineffabilità della Sua sapienza e mi ritraggo dall’indagare umiliando la mia insana curiosità (come suggerisce Tommaso da Kempis, che qui nel chiostro meditiamo, in attesa di essere sfrattati dal Papa).
            Striscevoli salamelecchi ed ossequiosi baci di ciabatta.

      • Ira Divina ha detto:

        http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/04/09/poca-gioia-e-tante-invettive-francesco-spiegato-da-padre-spadaro/ Speriamo che il Signore Dio gli faccia gustare in gaudio ed esultanza presto la pensione, prima di finire nel nulla!

  • deutero.amedeo ha detto:

    L’aperta condanna di clausura et silentium fa pensare che non riconosca o non conosca la comunione dei santi, grazie alla quale la preghiera dei monaci e delle monache di clausura non è a solo beneficio loro ma a beneficio di tutti, papa compreso.

    • Adriana ha detto:

      @ DEUTERO,
      mettessero lui in clausura e silentium non parlerebbe come la casalinga di Voghera diversamente bianca.

      • deutero.amedeo ha detto:

        Non sono uno storico, ma, a memoria, mi pare che a chiudere i conventi ci avessero già pensato Martin Lutero, Napoleone Bonaparte, Stalin. Un monaco agostiniano, un generale, un capo partito. Ma un papa, mai. O sbaglio?

        • Acchiappaladri ha detto:

          @deutero.amedeo

          Beh, la cosa non è poi tanto originale se si considera che è (forse) un CAPO-PARTITO PAPA.

          Il “forse” è per il capo-partito ovviamente 😉 (sono poco convinto che comandi lui: più probabile che abbia ricevuto la lista dei compitini da svolgere, primo quello dell’immediato pubblico “endorsment” urbi et orbi del card. Kasper (in duemila anni il primo cardinale ad essersi meritato forse la stroncatura ad personam della B.V. Maria) e poi diligentemente via via gli altri.

          Ridiamo un po’ per non piangere, in primo luogo su noi stessi che ci siamo meritati questa situazione.

  • peter ha detto:

    Ma, Santità, come la mettiamo con la conversione, l’ascesi, la contemplazione? La centralità del messaggio di Cristo è l’obbedienza al Padre, il ritorno della creatura al Creatore, attraverso l’ascesi e la conversione quotidiana. Il prototipo del cristiano è il Cristo. Il Cristianesimo è l’incontro dell’uomo con una Persona, Cristo. Un “cristianesimo” ideologico, politico, non ha nulla a che vedere con la Fede nel Cristo Risorto, Re dell’Universo.
    Non possiamo accettare un’idea di Chiesa mondana, o peggio ancora, “borghese” o del “popolo”. La Chiesa è fondata su Cristo, Capo e Sposo. Non esistono vescovi o preti di “strada”, con palesi riferimenti ad una superato concetto di chiesa “comunista” o di “sinistra”. La Chiesa è la Sposa di Cristo!
    Chi vuole abbassarLa ad un partito politico, ad una setta, o ad una ideologia,ad una filosofia, ha fallito miseramente!
    Purtroppo, papa Francesco, con una caparbietà degna dei vecchi comunisti, continua a non capire che questo percorso porterà inevitabilmente alla divisione e alla contrapposizione degli schieramenti, se non addirittura allo scisma.
    Si ricordi Bergoglio, che Egli è il Pontefice, creatore di ponti, chiamato a difendere la Fede e l’unità dei Fedeli Cattolici!

  • Adriana ha detto:

    Mi pare un testo costruito su un’altalena di contraddizioni abilmente distribuite ogni dieci righe circa.
    Contraddizioni inerenti al
    pensiero espresso nel testo che” fingono “di riferirsi alle cose che
    il Mondo pretende a differenza di ciò che Dio pretende .
    Astuta l’apparente smentita di quanto affermato da padre >Sosa Abascal sul Maligno.
    Cerchiobottismo con l’ultimo colpo risuonante sempre a favore della priorità
    di un servizio sociale attuato da Cyborgs ,ciascuno con le sue antennine a diretto contatto con lo Spirito (?), in una società
    – in marcia- o -in cammino- verso il Trans-umanesimo .
    E il Kapro ,ride ,ride ,ride …
    – in marcia- o in -cammino- verso il Transumanesimo.

  • ESDRA ha detto:

    Ricordo che ha detto: Io quando prego la sera mi addormento, ma a Dio piace così, è contento così…
    Come se la preghiera fosse un atto di cortesia verso Dio e non l’alimento dell’anima.
    Ricordo anche: Vegliate e pregate per non cadere in tentazione, lo spirito è pronto ma la carne è debole.
    Dormite ora e riposatevi ecco viene colui che mi tradisce…

  • Vito ha detto:

    A parte il contenuto, continuo a chiedermi chi scelga i titoli (ridicoli) di tutti i documenti di papa Francesco.
    Secondo me ha istituito un’altra commissione segreta di cui fanno parte Roy Paci, Jovanotti e i Village People.

    • Lo spettro di QC ha detto:

      Vito, un documentatissimo utente come te dovrebbe sapere che i documenti papali non hanno alcun titolo: quello che vedi come tale, in realtà, è composto sempre dalle prime due-tre parole del testo. Prova a leggerne qualcuno e potrai verificare personalmente. Ciao.

      • GMZ ha detto:

        Caro Spettro,
        A nessuno sfugge che le prime parole “diventano” il titolo, e vengono scelte proprio per questo motivo: lo sa bene Francesco, così come il Maradiaga che gli ha fatto il compitino.
        Ossequi.

      • Massimiliano ha detto:

        Che brutta persona deve essere stata in vita questo spettro….

        • lo Spettro di Paolo ha detto:

          Complimenti per l’osservazione, Lei è sicuramente sulla strada della santità! (Scusa collega spettro, ma gli insulti gratuiti proprio non li sopporto).

          • Massimiliano ha detto:

            Carissimo spettro di Paolo, personalmente gli snowflake mi vanno indigesti ultimamente. Per il resto che dire, “brutta persona” lo reputerei quasi un complimento rispetto al commento del suo compare spettro di QC in merito al post di Vito. O forse avrò intepretato male io, che ne pensa…? Oltretutto c’era anche dell’ironia nella mia risposta. Ma Lei forse l’ironia l’ha dimenticata nel passaggio ricevuto da Caronte…Saluti.
            Massimiliano.

          • Lo spettro di QC ha detto:

            Collega, ti ringrazio, ma davvero non ti preoccupare: non c’è niente di più bello che perdonare 70 volte 7!!!
            🙂

        • Lo spettro del cervello dello Spettro di QC ha detto:

          @Massimiliano, non dirlo a me che lo conosco bene purtroppo.
          E cmq, anche da spettro non e’ proprio il massimo.

  • Mario Armosini ha detto:

    Da un altro sito ho ricevuto questo pensiero, per darne una personale interpretazione:
    Ogni virtù nella tua anima è un ornamento prezioso che rende caro a Dio e all’uomo. Ma santa purezza, la regina delle virtù, la virtù angelica, è un gioiello così prezioso che chi lo possiede diventa come gli angeli di Dio in cielo, anche se vestito di carne mortale. San Giovanni Bosco
    Risposta:
    1.- Degnatevi, dunque, o nostro buon Maestro, di insegnarci qualche rimedio per metterci al riparo dagli assalti di questa guerra tanto pericolosa!
    Eccolo qui il rimedio, figliuole; Lui stesso ce l’ha insegnato: amore e timore. Mentre l’amore ci fa accelerare il passo, il timore c’induce a guardare dove mettiamo i piedi per non cadere. – Seminato di molti inciampi è il sentiero che in questa vita dobbiamo battere, ma se ci attacchiamo a questa pratica, non cadremo mai in inganno. Santa Teresa di Gesù, in ” Cammino di perfezione” al capitolo 40.
    Santa giornata

  • Maria Cristina ha detto:

    La lingua batte dove il dente duole.
    E a papa Francesco sappiamo quali “ denti” dolgono.
    Chi non accoglie i migranti in primo luogo , i pelagiani in secondo luogo, i rigidi e dottrinari in terzo luogo.
    Al di fuori di queste idee fisse , nulla di nuovo.
    C’ e’ veramente poco da gaudere ed esultare.

  • Anonimo ha detto:

    Ecco bravo Francesco…ti sei chiuso nel silenzio totale coi tuoi cardinali e con un milione di persone comuni…”Non è sano né Santo”.
    E poi faccio silenzio sul mix di mezze verità, verità vere (La teologia dei piccoli gesti…ma è la scoperta dell’acqua calda!) e molta noiosa ripetitività.
    Nulla di nuovo né sul fronte delle randellate né sulla dimostrata incapacità anche in questo documento di farci volare alto.
    Certo che occorre essere molto ma molto bravi a dire in tante prolisse pagine con poche idee e confuse le solite cattiverie di sempre e le solite manfrine..
    Se a questo servono i documenti del Papa.. .si ricordi che per stamparli tagliano alberi. In nome della Laudato Si…risparmi carta santità.

  • Isabella ha detto:

    Liquidato così anche il cardinal Sarah.

  • Sempliciotto ha detto:

    Commento di Gesù a questa nuova Esortazione della Liberazione

    Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.
    Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti».
    Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

    • Alessandro2 ha detto:

      Già. Ormai dovremmo rispondere ad ogni esortazione papale con una contro-esortazione di Nostro Signore, tanto è nella menzogna il Sedicente. Come diceva quell’antipatico fortunatamente scomparso dai palinsesti televisivi: DISGUSTORAMA.

    • Acchiappaladri ha detto:

      @Sempliciotto

      Ancora una volta rendiamo grazie al Signore per aver voluto che gli evangelisti, anche senza registratore, ci trasmettessero le Sue parole essenziali perché noi possiamo conoscere la Via per la salvezza dalla dannazione eterna.

      Quando parole oggi scritte da qualche “ghost writer” papale sembrano non ben corrispondere alle Ipsissima Verba Christi, penso che si faccia buona cosa a non perder tanto tempo con le prime e non stamparle per non contribuire alla deforestazione dell’Amazzonia e all’effetto serra.

      @Isabella
      non mi sembra un problema notevole la liquidazione (già avvenuta da tempo nei fatti) del card. Sarah.
      Più rilevante è la liquidazione di frasi di Gesù o dei sui Apostoli che non piacciono più ai capi del partito ora al governo in Vaticano.

    • Luigi9 ha detto:

      @Sempliciotto

      BINGO!! (mi “consentano” il latinismo)

      Saro’ pure prevenuto, ma non ho proprio voglia di dedicare del tempo alla lettura delle solite elucubrazioni ideologiche (prima ancora che mentali) dell’occupante abusivo del Soglio di Pietro.