CHIESA DOVE VAI? LETTERA INEDITA DEL NIPOTE DEL CARD. CARLO CAFFARRA.

6 aprile 2018 Pubblicato da --
Marco Tosatti

Domani pomeriggio, a Roma al Church Village, in via di Torre Rossa si svolgerà il convegno “Chiesa cattolica, dove vai” di cui abbiamo parlato varie volte, da quando si è cominciata a ventilare l’ipotesi della sua realizzazione.   L’ingresso è libero, e non è necessaria nessuna prenotazione.

Al convegno che vedrà la partecipazione del cardinale Brandmüller, del cardinale Burke, di mons, Athanasius Schneider e di altri oratori, si tratteranno diversi temi; tutti centrati sulla confusione e il disorientamento che molti nella Chiesa stanno vivendo. Il sottotitolo del convegno è una frase del cardinale Carlo Caffarra, in uno dei suoi ultimi interventi: “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Proprio ieri il cardinale Burke, gia prefetto della Segnatura Apostolica, in un’intervista a La Nuova Bussola Quotidiana ha evidenziato come correggere l’autorità ecclesiastica, Pontefice compreso, sia una delle forme più alte di obbedienza e di fedeltà.

 In calce all’articolo chi è interessato troverà il programma del Convegno. Ma dal momento che questo incontro si svolgerà nel ricordo del cardinale Caffarra, e che certamente il porporato scomparso di recente lo avrebbe voluto e desiderato, ci sembra interessante pubblicare la lettera che un suo familiare ha indirizzato a Famiglia Cristiana, senza crediamo che il messaggio sia uscito sulle pagine del settimanale dei Paolini.

Questo è il breve preambolo:

“Credo di aver espresso in modo pacato ma fermo opinioni ampiamente condivisibili. Resto sempre più convinto che il mancato ricordo del Cardinale da parte della rivista sia stato un grosso sbaglio. Come parente (mio padre era cugino del cardinale) ed ex alunno del caro Cardinale mi è parso doveroso esternare pubblicamente il mio disappunto.

Antonio Caffarra”.

E questo è il testo:

                                   Gentile Direttore,

Da tantissimi anni sono abbonato a Famiglia Cristiana.

Mi permetto disturbarla come parente del compianto Cardinal Caffarra, arcivescovo metropolita emerito di Bologna, che da oltre sei mesi ci ha improvvisamente lasciati.

Dal 2004 al 2015 ha guidato la chiesa di Bologna, dal 1995 al 2004 quella di Ferrara-Comacchio.

Quando il Papa lo nominò arcivescovo di Ferrara fu costretto a lasciare a malincuore la presidenza del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II che aveva fondato e di cui era in quel momento presidente.

Questo vescovo “che ha servito con gioia il vangelo e ha amato intensamente la Chiesa” -sono parole di Papa Francesco- ha dedicato gran parte del suo magistero alla famiglia e al matrimonio.

San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI lo stimavano immensamente e lo onoravano della loro fiducia ed amicizia.

A motivo dei suoi numerosi impegni pastorali i miei incontri con il cardinale non sono stati frequenti ma li ricordo con grande piacere. Semplice nei modi parlava con pudore anche dei suoi rapporti con i pontefici polacco e tedesco e solo dopo essere stato più volte da me sollecitato.

Non perdeva occasione di ricordare il piccolo paese in cui era nato, Samboseto di Busseto: poco più di cento anime a pochi chilometri dalla casa natale di Giuseppe Verdi. Giovannino Guareschi l’inventore di “Don Camillo” ha vissuto anche lui in quelle terre e vi ha ambientato parte delle sue storie. Spesso nelle sue omelie il Cardinale che aveva sempre sul proprio comodino un libro di Guareschi, amava citare la teologia spicciola ma efficace del Don Camillo Guareschiano e -guarda caso- la stessa cosa ha di recente fatto Papa Francesco!!

La sua morte inaspettata mi ha impedito di confrontarmi con lui su quanto dichiarato dal cardinal Maradiaga in una intervista comparsa sul n° 30/2017 del giornale da lei diretto.

Parlando dell’ Amoris laetitia il cardinale latinoamericano affermava “chi avanza dubbi non ha letto il testo o lo ha letto male. Quella dei dubia è una polemica inutile.”

Sono convinto che Maradiaga non conoscesse bene Caffarra che come teologo moralista ha sempre espresso le proprie opinioni dopo un puntuale, severo e documentato studio.

Mi pare sufficiente al riguardo far conoscere ciò che alle esequie “a nome di tutto il collegio cardinalizio” ha detto il cardinal Bagnasco arcivescovo di Genova e già presidente della Conferenza episcopale italiana: “ogni volta che nei consigli episcopali permanenti o nelle assemblee generali della Cei il cardinal Caffarra prendeva la parola si faceva un grande silenzio: un silenzio non di assenza o distrazione ma di una grande, intensa presenza di ascolto, di interesse, di rispetto. Perchè l’arcivescovo Carlo aveva la facilità di penetrare nelle questioni per andare a coglierne l’essenza, per lasciar cadere tutto quello che poteva essere di inciampo, secondario, di contorno per andare a coglierne veramente il cuore. E questa capacità l’abbiamo sentita tutti, ne abbiamo beneficiato nell’ascoltarlo.”

All’improvviso il cardinale che “aveva la facilità di penetrare nelle questioni per andare a coglierne l’essenza” è diventato superficiale e dà giudizi su documenti non letti?    

Esprimere dei dubbi al Papa dopo una profonda e attenta riflessione sull’Amoris laetitia non credo rappresenti un venir meno all’obbligo di stretta collaborazione con il Pontefice che compete ad ogni cardinale.

Era preciso e rigido nella dottrina ma soleva ripetere, citando Paolo VI, che nel confessionale ogni sacerdote “era Papa”: il confessore ha il compito di accogliere a braccia aperte il peccatore e di essere con lui misericordioso dopo avergli ricordato però l’insegnamento della chiesa e la parola del Vangelo.

Leggere il bel servizio che avete fatto sul cardinal Tettamanzi cui avete anche dedicato la copertina in occasione della sua scomparsa e non ricordare il cardinal Caffarra neppure nel vosto resoconto sulla visita del Papa a Bologna avvenuta neanche un mese dopo la sua morte mi ha fatto male.

Mi ha fatto male proprio perche voglio bene alla vostra rivista ma voglio altrettanto bene al Cardinale. Facendo il pediatra quando mi vedeva soleva ripetermi “noi lavoriamo entrambi per la famiglia. Tu ti occupi dei bambini senza trascurare però i genitori io dei genitori perchè creino in famiglia il clima più consono ad una crescita armoniosa e cristiana!”

Dalla rivista della famiglia cristiana italiana non mi sarei aspettato questo gran silenzio.

Un ricordo non dico del suo grande lavoro su matrimonio e famiglia ma almeno della sua morte era a mio parere doveroso. Anche perchè, prima ancora di conoscere Papa Francesco il cardinal Caffarra era già in perfetta sintonia con lui, anzi lo ha forse anticipato dal punto di vista pastorale: il suo motto episcopale infatti, scelto nel 1995 quando venne fatto vescovo di Ferrara è “SOLA MISERICORDIA TUA”.

Il Cardinal Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha recentemente dichiarato ad Avvenire: “Ho avuto due maestri, Tettamanzi e Caffarra”. Affermazione che assume ancor più significato se pensiamo che è più anziano di Tettamanzi e Caffarra di ben dieci anni !! “Noi Famiglia e Vita. Suplemento mensile di Avvenire, ottobre 2017”.

Molti giornali nell’informare della sua morte hanno posto purtroppo l’attenzione solo ai dubia; fortunatamente però, per venire incontro ai tanti che ne piangono la repentina scomparsa, c’è anche chi ha già iniziato a perpetuarne una fedele memoria.

Lorenzo Bertocchi e Giorgio Carbone O.P. hanno iniziato a sintetizzare l’opera a Bologna di Caffarra raccogliendo discorsi e omelie del periodo bolognese del Cardinale. E’ nato così un fortunato libretto “Prediche corte Tagliatelle lunghe, spunti per l’anima” che sta riscuotendo molto successo.

“Come pastore ha fatto attenzione a non seguire le pecore nei loro sbandamenti, ma si è preoccupato di guidarle. Come un padre”: così gli autori della bella pubblicazione stigmatizzano l’azione pastorale del Cardinale.

I tempi saranno lunghi ma sono convinto che la personalità timidissima e umile ma nel contempo forte sia sul piano teologico che pastorale di questo vescovo che -in spirito di servizio- si è permesso di contestare il Papa in una forma rara ma non unica nella millenaria storia della chiesa, verrà ampiamente rivalutata.

Lui purtoppo se ne è andato -ne sono profondamente convinto- con il cuore sanguinante per la mancata risposta del Pontefice ai suoi dubia!

Con stima Antonio Caffarra

Questo è il programma del Convegno:

Chiesa cattolica, dove vai?

“Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione” (Card. Carlo Caffarra)

Roma 7 aprile 2018

Preghiera in cappella: ore14.30

Apertura lavori ore 15

Introduce e modera Francesca Romana Poleggi

Cardinal Walter cardinal Brandmüller: “On consulting the Faithful in Matters of Doctrine” di Newman (30 minuti)

Cardinal Raymond Leo Burke: I limiti dell’autorità papale nella dottrina della Chiesa (30 minuti)

Mons. Athanasius Schneider: “La Sede Apostolica di Roma come cathedra veritatis” (20 minuti)

Prof Valerio Gigliotti: “I limiti alla plenitudo potestatis del Papa nella storia del diritto e della Chiesa” (15 minuti)

Pausa

Saluto del cardinal Zen (10 min): La Chiesa oggi in Cina

Marcello Pera: un breve intervento

Renzo Puccetti: Da Caffarra a Paglia: la rivoluzione nella bioetica (15 minuti)

Breve videointervista a Carlo Caffarra su Humane vitae

(con videointervista sull’enciclica al cardinale, dal min.20.10 al 24.10)

Lettura Declaratio (10 min)

 

 

Tag: , , , , , ,

Categoria:

Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

47 commenti

  • Anna Maria ha detto:

    Amo profondamente la Chiesa , mia ” madre ” , ed amo tutti coloro che la custodiscono con amore ! Grazie infinite al card. Caffarra ! Grazie infinite a tutti coloro che nel corso dei secoli , nel silenzio , hanno speso tutta la vita per amore del Signore e della Sua Chiesa . Grazie ai grandi Papi che in questi ultimi decenni hanno custodito con saggezza la ” Barca di Pietro ” , giganti nella fede e maestri di preghiera : Paolo VI , Giovanni Paolo II , Benedetto XVI . Grazie al Signore che suscita ancora oggi grandi profeti , che nel silenzio e nella fedeltà al Vangelo , portano avanti con costanza e tenacia , l’insegnamento di Gesù. ” Io sarò con voi tutti i giorni , fino alla fine del mondo ” , dice il Signore !

  • Gabriele ha detto:

    Il nipote di Caffarra è uno dei pochi rimasti a leggere Famiglia cristiana… giornale chiaramente schierato con la sinistra piddina… Io lo leggevo ai tempi di Leonardo Zega, poi ho smesso quando sciortino ha cominciato a fare ogni settimana una filippica contro Berlusconi e un panegirico per Prodi. Qualche settimana fa mi è capitata tra le moni una cpia della rivista e ho appreso che è cambiato il direttore, su quel numero non si parlava di politica ma c’era tutta fuffa, inoltre questo Rizzolo era il vice di Sciortino e ha dichiarato di voler continuare nel suo solco, quindi per me Famiglia Cristiana può continuare il suo percorso verso il fallimento. Oltretutto ha dei costi esorbitanti: 90 euro l’abbonamento annuale, in confronto ai 35 euro di Panorama e Gente.

    • EquesFidus ha detto:

      O ai 40 de “Il Timone”, vera rivista cattolica (e penso una delle ultime, se non l’ultima rimasta veramente tale in Italia).

  • Gian ha detto:

    La nostra famiglia ha orgogliosamente disdettato l’abbonamento a Famiglia Cristiana, dopo molti anni, già negli anni ’90. Non ne abbiamo mai sentito la mancanza, anzi! A quel tempo la tiratura era ancora ai massimi livelli, oggi se la sognano i paolini…

  • Giuseppe ha detto:

    Riguardo all’affare Viganò ho trovato questo in rete e mi ha fatto scompisciare

    “Per esser felici Francè…. ci vuole un pamphlet….. ma che vuoi che sia mai, non ti basta e lo sai….. vuoi qualcosa di più….. e dici che tu….. pretendi da me…. un endorsement che io non do….”

    Basato su questo https://youtu.be/QPvq4P1AHqo pezzo di Vasco Rossi.

    Bisognerebbe fare dei nuovi manifesti con questo.

  • Sherden ha detto:

    Famiglia chi?
    Quella che ha messo (e più di una volta) la Boldrini in copertina, erigendola a simbolo delle donne italiane?
    O che nel pieno furore delle persecuzioni islamiche durante il genocidio dei cristiani iracheni (non solo da parte dell’ISIS, ma anche da parte dei “vicini di casa”), si affannava a sbattere in copertina titoloni a caratteri cubitali del tipo “non è islam” (manco fossero i supporter della madrassa sotto casa)?
    Vabbe’, non che in certi ambienti ecclesialmente altolocati si dicano cose tanto diverse…

  • Lucy ha detto:

    Sempre in tema all’argomento :”Chiesa dove vai?” è una bella notizia da vescovi cattolici, che si può anche chiamare “una sorpresa di Dio !”.Sette vescovi tedeschi in un sussulto di dignità hanno detto NO alla proposta del card.Marx per l’ “intercomunione ai luterani , cioè al ” sacrilegio” della Santa Comunione.
    Poche ore prima della battaglia di Lepanto i soldati cristiani ricevettero la Santa Comunione ” in articulo mortis” ; era quello il caso previsto che consentiva di bypassare le regole.
    Questo potrebbe essere il caso valido anche oggi , non la concessione alla Comunione attraverso il solito abusato ritornello del”caso per caso”, del “discernimento” e , ultima trovata dell’ ” aiuto orientativo”!!!.La fantasia quando si vuole ottenere lo scopo è inesauribile.
    La sclerotizzata chiesa tedesca ossessionata dalle “aperture” è , come diceva il card.Biffi per Bologna, sazia e disperata. Sazia lo è per i soldi che le arrivano attraverso la Kirchensteuer , la tassa sull’appartenenza religiosa che le frutta migliaia di dollari l’anno.Ma oggi un numero sempre crescente di fedeli non intende più pagarla .Ecco allora la chiesa tedesca disperata per la fede che la sta lasciando.Il card.Marx , la punta di lancia delle chiese “progressiste ” , spera con le “aperture” e l’ “annacquamento “della dottrina di riportare i fedeli in chiesa ( e recuperare i soldi).Non funziona e non funzionerà.Quando gli apostoli corsero per il mondo ad annunciare il messaggio cristiano convertirono e fecero ” proseliti ” ovunque predicando in Vangelo senza sconti.
    Quei fedeli che smettono di versare la kirchensteuer lo fanno perchè la Chiesa ( non solo quella tedesca) non insegna più che Gesù è il Signore e la Chiesa cattolica la custode del Suo insegnamento e della Fede.
    Anche quello dell’ “intercomunione”, come altri temi circa la ” revisione ” della morale sessuale,è un pretesto per “annacquare” la dottrina e il Catechismo della Chiesa Cattolica , che sono l’ostacolo , anzi i macigni sulla via dell’ecumenismo come intende Bergoglio.
    Ma il card.Marx e Bergoglio non hanno capito che se il sale diventa insipido lo si butta via.

  • Andrea ha detto:

    Non me ne voglia il nipote del fu cardinal cafarra ma… famiglia cristiana? Credo che Gesù leggerebbe quella rivista solo per sorridere della caricatura satirica che viene fatta di Lui e della Sua parola. Questo parlando scherzosamente. Parlando seriamente è un giornale dove il 99% degli articoli producono solo dubbio e perdita di vera fede. Uno degli ultimi che ebbi il dispiacere di leggere un po’ di tempo fa (c’era o c’è una sezione dove il “teologo” o l’esperto di non so che risponde alle domande) spiegava il “bene delle religioni”… e più o meno il tenore degli argomenti dalla prima all’ultima pagina è quello. Rivista politicamente schierata con i progressisti e che propaganda l’equazione Cristianesimo=Impegno sociale. Quindi non mi meraviglio che cattolici d’assalto come Cafarra vengano ignorati. Ignorarono anche padre Amorth e solo dopo le lamentele di un lettore gli dedicarono un misero trafiletto. Una rivista gestita da persone che si vergognano del cattolicesimo e che stringono l’occhio al mondo per poter vendere le copie. Un giornale penoso che può piacere giusto a tiepidi e clandestini. Da bruciare.

  • massanera ha detto:

    Vorrei dire al gentile Dr. Antonio Caffarra di non prendersela per il trattamento di “Famiglia “”Cristiana”” ” che di famiglia, e cristian, da molti anni non ha nulla. Per comune decisione nella nostra famiglia, smettemmo di acquistare e leggere tale rivista, quando nel 1995 ci convincemmo – con grande dolore – che certo mondo cattolico e le sue riviste aveva ormai fatto la scelta di sostenere i grandi traditori dei popoli, i quali ultimi sarebbero stati oggetto di macelleria sociale, culturale ed economica. E questi nostri fratelli nella fede – o quali stuoidi o quali conniventi – sarebbero stati dalla parte di questo maleodorante potere. Insomma, avrebbero fatto come Pannella.
    Lasci perdere Dr. Caffarra: il cardinale resterà un principe della Chiesa, anche senza il favore dei Maradiaga (ma è quello che predica la povertà a 35mila euri mensili?), dei Sciortino e Famiglia.

  • Mazzarino ha detto:

    “Lui purtoppo se ne è andato -ne sono profondamente convinto- con il cuore sanguinante per la mancata risposta del Pontefice ai suoi dubia!”
    Ebbe certezza che Bergoglio agisse contro ciò per cui lui aveva dato la sua vita: Santa Romana Chiesa ed il papato. Il suo cuore prese a sanguinare. Sapeva che era suo dovere farlo sapere al popolo cristiano e che lo avrebbe fatto. Il suo cuore è scoppiato.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Non è, la mia, una domanda retorica e Dio me ne guardi dal voler innescare una inutile polemica. Ma mi pare una domanda legittima e pertinente.
    Carlo Caffarra fu ordinato sacerdote il 2 luglio 1961, vescovo l’8 settembre 1995, cardinale il 24 marzo 2006.
    A coloro che amano etichettare le persone in base all’epoca in cui sono vissute, Carlo Caffarra come si colloca rispetto al Concilio Vaticano II? Figlio? Figliastro? Antenato?
    La parola agli esperti. Grazie!

    • Vittorio ha detto:

      Come si collocherebbe Siri, immagino. Uno che non ha seguito Lefebvre?

      • deutero.amedeo ha detto:

        Si, però.
        Del concilio Vaticano II Siri fu uno dei protagonisti ( era cardinale dal 1953) mentre Caffarra all’epoca era un pretino appena ordinato.
        Il paragone fra i due regge, ma fino a un certo punto.

  • Giuseppe ha detto:

    Come ho scritto in un altro topic, se Bergoglio ha veramente affermato quanto riportato da Scalfari, sarebbe un eretico, perché è insegnamento certo che l’inferno esista e che, purtroppo, non sia vuoto.

    Tuttavia, sempre come ho scritto, mi fanno un po’ sorridere coloro che affermare che sia meglio così, che sia meglio che le anime dei dannati non scompaiano.

    Per chiarire il motivo di questa mia affermazione, desidero ricordare che l’inferno è composto di:

    1. Pena del danno (cioè la sofferenza inimmaginabile derivante dall’assenza di Dio, che è la pena principale dell’inferno).

    2. Pena del senso (cioè le varie pene sensibili).

    Riguardo al punto 2, invito coloro che affermano che sia più Misericordioso per le anime continuare ad esistere nella loro esistenza infernale (piuttosto che venire annientate) di piazzare una mano sopra una fiamma e di tenercela per un po’.

    Una volta fatto questo, di ricordarsi che il fuoco dell’inferno, a detta dei mistici, fa sembrare il fuoco terreno come “dipinto” da tanto che è più feroce.

    Infine, dopo aver fatto tutto ciò, e ricordando che il fuoco che tormenta le anime è solo UNO DEI tormenti sensibili dell’inferno, voglio vedere con che coraggio diranno che è meglio per le anime continuare ad esistere in tale stato piuttosto che scomparire.

    Cosa voglio dire? Voglio dire che la verità per essere tale non deve necessariamente essere “conveniente” o “migliore” di una falsità.

    Per quanto mi riguarda non c’è dubbio che essere annientati per sempre sia una sorte migliore che soffrire in eterno pene indicibili, ma il fatto che questo potrebbe essere meglio non lo rende “vero”, poiché sappiamo che l’annichilazione delle anime è una eresia.

    Anche la dottrina di alcune Chiesa protestanti “once saved always saved”, che insegna che, una volta che si accetta Nostro Signore non è più possibile perdere la salvezza, è estremamente più confortante della nostra dottrina che insegna che basta un solo (ripeto: uno) peccato mortale non confessato per finire all’inferno tra pianto e stridore di denti, e che possiamo vivere da Santi per 80 anni e commettere un peccato mortale due minuti prima di morire e dannarci.

    Ciononostante, quella dottrina protestante è eretica e la nostra è vera.

    Insomma, le eresie sono tali perché sono false, non perché siano “brutte” o sconvenienti. Anzi, molte eresie (come quelle dell’annichilazione delle anime o del once saved always saved) ci converrebbe fossero vere.

    • Giuseppe ha detto:

      Corrige

      “Tuttavia, sempre come ho scritto, mi fanno un po’ sorridere coloro che *affermare* che sia meglio così”

      *Affermano*

      “invito coloro che affermano che sia più Misericordioso per le anime continuare ad esistere nella loro esistenza infernale (piuttosto che venire annientate) *di piazzare* una mano sopra una fiamma e *di tenercela* per un po’.”

      *a piazzare* e *a tenercela*.

      Scusate per gli errori, andavo di fretta e non ho avuto tempo di rileggere.

    • Petrus ha detto:

      Bisogna tener conto della superbia per cui le anime dannate e i demoni vogliono esistere per disprezzare Dio e per far questo sono disposti a subirne le conseguenze. D’altronde la superbia supera la loro intelligenza per cui loro stesso hanno deciso la loro sorte e non ce li ha mandati Dio all’inferno, sono loro che l’hanno scelto.

      • Vittorio ha detto:

        Concordo Petrus. Poi saro’ piu’ preciso, se potro’ ancora parlare, dopo l’ultimo giorno. 😊

      • Laura ha detto:

        In effetti ho notato che è pubblicata in collaborazione di chiese protestanti. Non che la legga. Non mè mai troppo piaciuta e dopo un anno – due forse, -ma parlo di Anni 70-, avevo interrotto l’abbonamento. È che curiosando su Harry Potter e gli effettivi rischi di possessioni che ne comporta la lettura, Famiglia Cristiana sosteneva per contro che il rischio non esiste e, da quanto ricordo, lo sostenevano un prete ed un pastore (ma potete controllare voi stessi).

    • Vittorio ha detto:

      Non sapevo di questa dottrina protestante, e la ringrazio!!

      Io devo a una protestante la mia fede, forse. E’ per la sua insistenza che ho mollato i miei ragionamenti e detto per la ennesima volta: “nel nome di Gesu’, Dio Ti prego dammi il dono della fede”. E nonostante una personalita’ sul distintimico, razionalista, oggi conservo questo dono.

      Non son pero’ mai stato con gli evangelici pentecostali. A me interessava avere un SENSO. Un Dio.
      La chiesa cattolica ha in nuce tutto cio’ che mi occorre. O almeno credo….

      L’ amico sopra ha fatto un esposizione chiara. Ma…..
      Se uno e’ sposato con una divorziata in comune perche’ ha un figlio (divorziata abbandonata dal canonico marito), non si puo’ confessare ma non e’ fuori dalla chiesa e fa’ la comunione spirituale, al momento della morte, DOVE FINISCE? Aggiungo ma la comunione spirituale senza confessione non e’ un sacrilegio? E se si non ne son responsabili chi fa queste affermazioni (mi pare fu papa Wojtila che apri questa possibilita’) e i vescovi, che nonostante al SINODO USCI’, mantennero valida la cosa?

      PS: una volta salvato, salvato sempre,non mi piace per nulla. Dio si e’ servito di questa protestante (loro si fan chiamare cristiani) per aver “misericordia” di me: ero un nichilista “disperato”. Ma qui allargherei ancor piu’ il discorso…

      • Adriana ha detto:

        NON si tratta di due culture a confronto! Anche i genitori della povera bambina affetta da numerose disfunzioni sono fieri di averla e la amano. Contrario è l’anonimo che twitta loro insulti.
        Contrarie a Roma sono le signore che difendono la 194 .

        • Lo spettro di QC ha detto:

          Quelle erano le culture a confronto, zia….
          Tra l’altro le signore romane più che a “difendere” la 194 sembrano impegnate a promuoverla….

          • Adriana ha detto:

            @ Spettro, “quelle erano le culture a confronto” .O hai scritto male .
            O in modo tendenzioso . Da Scalfari “il piccolo”.
            Perchè ” a confronto ” significa due ideologie o culture diffuse e
            opposte che lasciano ai lettori la scelta su quale preferire, o, che, almeno, servono a presentare una diversità. Mentre nell’articolo vengono ” affiancati” il manifesto (tra l’altro descritto con un certo favore) e la coppia di genitori eroicamente amorevoli. In margine
            al primo servizio sono citate ” alcune” signore politicizzate,
            in margine al secondo l’obbrobrio sadico di” un singolo” “twitterante”.
            La tua “translitterazione “appare fuorviante .
            Se vuoi ,chiedi chiarezza allo “zio dell’anima” ,Mons. Coccopalmerio.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi che hanno accompagnato la vita di un santo sacerdote d’altri tempi.
    Giusto rendere un grande omaggio alla sua memoria, come ha fatto l’autore di quella lettera.
    Ad meliora!

    • Vittorio ha detto:

      Un “principe della Chiesa”, indubbiamente. Giusto ricordarlo imho

    • Catholicus ha detto:

      concordo al 100% io i misteri luminosi non li recito più da anni; per me il S. Rosario si compone solo dei 3 misteri.0. coem è stato per secoli: ci sono ragioni storiche ma anche logiche : si riesce a fare 2 cicli completi nella settimana, ripetendo i misteri gloriosi alla domenica (il giovedì, quindi, ci sono i misteri gaudiosi, ovvio, e il sabatp i gloriosi, altrimenti la successione è balorda). Inoltre con i soli 3 misteri tradizionali le Ave Maria sono 150, come i Salmi. Del rwsto, anche papa Wojtyle, quando introdusse la novità dei misteri dolorosi, disse che l non erano obligatori, che il S. Rosario poteva benissimo continuaread essere recitato su 3 misteri, che quella era la forma ordinaria, quella con 4 misteri era straordinaria (un po’ come ,’introduzione del clergyman e della comunione sulla mano e della messa in lingue volgari: tutte cose che, introdotte come straordinarie, i preti rivoluzionari modernisti, rancorosi che odiano la Chiesa preconciliare, hanno imposto come obbligatori. ma che vadano…)

      • deutero.amedeo ha detto:

        E.C. Papa Wojtyla introdusse i misteri luminosi non i dolorosi. Evidente lapsus tastierae…

      • EquesFidus ha detto:

        Il problema è che quelle cose non erano state introdotte come straordinarie ma, almeno nel caso della Comunione in mano, come indulti: ciò che avrebbe dovuto essere punito, e severamente dato che si tratta del Corpo di Nostro Signore, prima è stato “temporaneamente” e “In via eccezionale” consentito (perché non si sa), poi è diventata la normale prassi e adesso si è quasi impossibile (per gli uomini, grazie al Cielo non a Dio) ripristinare la sana e santa tradizione precedente, cioè in ginocchio e sulla lingua. Stessa cosa per la Messa rivoluzionaria (teorizzata all’inizio del ‘900 in ambienti che a quanto pare mons. Bugnini conosceva bene), il clergyman (quando invece l’abito proprio del sacerdote cattolico è la talare, con collarino e fascia) e così via.

  • lara ha detto:

    Mi stupisce il fatto che ancora c’è qualcuno che legge Famiglia Cristiana e Avvenire.Boicottati da un bel pò di tempo!se Avvenire non lo comperassero i parroci per le parrocchie sarebbe defunto da tempo ,il bello è che rimane in fondo alla Chiesa e nessuno lo prende neppure gratis ultimamente!

    • Catholicus ha detto:

      Benissimo, brava Lara ! io ho hgià scritto più volte che con quei fogliacci non ci pulirei nemmeno il cesso, mi sembrerebbe un sacrilegio (verso il cesso, ovviamente…). Ricordo che anche Celentano dissse, in TV, che “Fanghiglia” Cristiana e “il sol dell’avvenire” andrebbero chiusi, poiché non parlano più di religione, ma solo di politica, e solo di sinistra, per giunta. Quindi, al bando i giornali del nemico !

  • Giuseppe Marson ha detto:

    Egr. Tosatti, potrebbe chiedere agli organizzatori di fare il possibile perché si possa seguire il convegno via web?
    Credo che molti come me che non possono essere a Roma ne sarebbero felici.
    Grazie di tutto Quello che fa.
    Non commento molto sul blog ma la seguo sempre.

  • Adriana ha detto:

    Non c’è peggior sordo di chi non “può “sentire .
    Sarà perchè le macerie che provocano coi loro picconi ,cadendo
    e rotolando, fanno un frastuono “diabolico.”

  • Francesco ha detto:

    ‘Famiglia Cristiana’ non ha pubblicato la lettera del dott. Antonio Caffarra. Come mai ‘La Nuova Bussola Quotidiana’ ha pubblicato ed in giornata stessa ha ritirato l’intervista del Card. Burke?

  • Sempliciotto ha detto:

    Ma la Misericordia deve allontanare il peccatore dal Peccato, o dai Comandamenti?
    Devo chiederlo a Famiglia Cristiana!

  • marco bianchi ha detto:

    Il trattamento riservato al grande Cardinale Caffarra spicca tra i tanti che il premuroso,misericordioso,evangelico ecc.ecc. Bergoglio riserva ai non servili.Famiglia Cristiana,di cui mi sono sempre stupito venisse distribuita nelle chiese,è l’esempio più vistoso di quel retroterra che era bergogliano prima di Bergoglio e che né il lungo pontificato di Paolo Giovanni II né quello più breve di Benedetto hanno voluto correggere.Come rivista pseudo cristiana è sempre stata politicamente orientata ed ha sempre alimentato divisioni tra il popolo cattolico.Esattamente come oggi fa Bergoglio.

    • cosimo de matteis ha detto:

      Senza dimenticare il COMMISSARIAMENTO (proprio così: commissariamento, senza virgolette) che la Chiesa nel 1997, felicemente regnante San Giovanni Paolo II, decise per la Congregazione che gestisce il settimanale perché “I contenuti di vari interventi pubblicati sui periodici paolini suscitano non poche perplessità”.

      Altri tempi.
      Eppure c’è chi, ancora oggi, critica Papa Wojtyla….

    • Antonia ha detto:

      Bravo, Marco Bianchi. Applauso!!!