ARNAUD BELTRAME. LA CHIESA LO RICONOSCA “EROE DELLA CARITÀ CRISTIANA”.

24 marzo 2018 Pubblicato da
Marco Tosatti

Oggi pomeriggio ho letto un documento impressionante. Era la testimonianza di un canonico amico di Arnaud Beltrame, il tenente colonnello morto dopo essersi offerto in cambio degli ostaggi al terrorista islamico di Trèbes. Da quanto ho letto, credo che la diocesi a cui apparteneva questo eroe – un Salvo D’Acquisto, un Massimiliano Kolbe – francese dovrebbe attivarsi perché sia riconosciuto beato “per testimonium caritatis heroicis”, “per testimonianza eroica della carità. Niente obbligava Arnaud Beltrame a compiere il gesto che ha fatto, se non una spinta veramente eroica motivata dalla sua fede. Ma leggete la

Testimonianza di un canonico dell’Abbazia di Lagrasse (Aude) il giorno della sua morte, il 24 marzo 2018.

È stato per il caso di un incontro durante una visita alla nostra abbazia, Monumento storico, che ho fatto la conoscenza del tenente colonnello Arnaud Beltrame e di Marielle, con cui si è sposato civilmente il 27 agosto 2016. Abbiamo simpatizzato rapidamente e mi hanno chiesto di preprarali al matrimonio religioso che avrei dovuto celebrare vicino a Vannes il 9 giugno prossimo. Abbiamo allora passato parecchie ore a lavorare sui fondamenti della vita coniugale nel corso di due anni. Il 16 dicembre ho benedetto la loro casa e abbiamo completato il dossier canonico per il matrimonio. La bellissima dichiarazione di intenti di Arnaud mi è giunta quattro giorni prima della sua morte eroica.

Questa giovane coppia veniva regolarmente all’abbazia a partecipare alle messe, alle funzioni e agli insegnamenti, in particolare con un gruppo di fede, Nostra Signora di Cana. Facevano parte della squadra di Narbonne, Sono venuti ancora domenica scorsa.

Intelligente, sportivo, spigliato e trascinante, Arnaud parlava volentieri della sua conversione. Nato in una famiglia poco praticante. Ha vissuto nel 2008 una vera conversione, quando aveva circa 33 anni. Ha ricevuto la prima comunione e la cresima dopo due anni d catecumenato, nel 2010.

Dopo un pellegrinaggio a Sant’Anna di Auray, nel 2015, dove chiese alla Vergine Maria di incontrare la donna della sua vita, si è legato con Marielle, la cui fede è profonda e discreta. Il fidanzamento è stato celebrato a Pasqua 2016 nell’abbazia bretone d Timadeuc.

Appassionato per la gendarmeria, ha sempre nutrito un grande amore per la Francia, la sua grandezza, la sua storia, le sue radici cristiane che ha riscoperto con la sua conversione.

Consegnandosi al posto degli ostaggi, è probabilmente animato con passone dal suo eroismo di ufficiale, perché per lui, essere gendarme voleva dire proteggere. Ma sa il rischio altissimo che prende.

Sa anche della promessa di matrimonio religioso che ha fatto a Mariella, che è già civilmente la sua sposa e che ama teneramente, ne sono testimone. Allora? Aveva il diritto di prendere un tale rischio? Mi sembra che solamente la sua fede può spiegare la follia di questo sacrificio che fa oggi l’ammirazione di tutti. Sapeva come ci ha detto Gesù, che “Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”. Sapeva che se la sua vita apparteneva a Marielle, apparteneva anche a Dio, alla Francia, ai suoi fratelli in pericolo di morte. Credo che solo una fede cristiana animata dalla carità poteva chiedergli questo sacrificio sovrumano.

Ecco il testo in francese:

Il canonico ha potuto raggiungere Arnaud in ospedale ieri sera. Era vivo, ma incosciente. Gli ha dato l’unzione degli infermi, e la benedizione apostolica in articulo mortis. Marielle leggeva con lui le formule liturgiche di rito.


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Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

69 commenti

  • Marco ha detto:

    Il colonnello Arnaud Beltrame era un massone membro della “Respectable Loge Jerome à l’Orient de Rueil-Nanterre” – come recita un comunicato della Grande Loggia di Francia.
    A sentire voi pare che avremo il primo Santo Massone della Storia…

    • Lo spettro del fegato dello Spettro di QC ha detto:

      PRIMA di convertirsi/avvicinarsi alla Chiesa.
      Nun ce prova’ Bertola’…

    • terzoc ha detto:

      Se non erro il canonico amico di Beltrame ha spiegato che la sua conversione era stata relativamente recente: famiglia non praticante (ma di estrazione cattolica e cognome italiano), prima comunione e cresima da adulto.
      Niente di più facile che sia stato massone PRIMA di convertirsi. E allora?
      Badiamo però a non farci infinocchiare dai “distinguo”, se questi possono provenire da fonti interessate a minimizzare il gesto di Beltrame (che CRISTIANO resta: cristiano è chi cristiano fa).

      Che ci possa essere un interesse francese a minimizzare certe cose me lo fa pensare un episodio recente (http://www.leparisien.fr/societe/moselle-la-presence-de-gendarmes-a-l-eglise-scandalise-15-03-2018-7609092.php)

      Parbleu, ‘sti gendarmi stanno esagerando. Prima vanno in chiesa in uniforme, poi addirittura si fanno ammazzare in circostanze redolenti di cristianesimo…

    • Lo spettro del fegato dello Spettro di QC ha detto:

      Anche il Grande Oriente di Francia, al quale Arnaud Beltrame si era affiliato poco prima della conversione cattolica, ha reso un “vibrante omaggio” al tenente colonnello, «membro della Rispettabile Loggia Jérôme Bonaparte all’Oriente di Rueil-Nanterre». Secondo il periodico cattolico La Croix «egli aveva preso da qualche anno le distanze dalla massoneria, secondo la testimonianza di una persona a lui vicina».
      https://www.tempi.it/fede-puo-spiegare-la-follia-del-sacrificio-di-arnaud-beltrame#.WroVTpeYPIW

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Prima del mio ci sono 53 commenti.
    Se esiste un caso al mondo sul quale non c’è un bel niente da bizantineggiare è proprio questo. Arnaud Beltrame ha dato la vita per il prossimo.
    Gesù ha detto (Giovanni 15,13): “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.
    E Arnaud, nel momento in cui ha dato la vita, è diventato un SANTO di fronte a Dio, sposato o no, peccatore o no, credente o no.

  • Serena ha detto:

    Solo oggi ho avuto modo di leggere i commenti a questo articolo e, pur sapendo che verrò mal considerata, mi sento di dover dire che le emozioni di molti hanno preso il sopravvento sulla loro razionalità. Non si tratta di “far cavilli”, ma di coerenza.
    @ Mari : si è espressa benissimo e condivido in pieno tutte le sue osservazioni. Mi sembra che in questo caso il sentimentalismo e la commozione abbia fatto sì che molti commentatori non abbiano compreso il senso delle sue esattissime parole, e con i loro commenti hanno contraddetto le loro stesse opinioni più volte espresse su questo blog.
    Senza nulla voler togliere all’eroicità del gesto compiuto da questo valoroso, e senza minimamente pronunciare giudizi ( ci mancherebbe!) sulla sorte di quell’anima, mi sembra che sia stato giustamente detto che un gesto eroico e martirio non necessariamente coincidono. E che sia stato martirio piuttosto che eroismo può darsi, ma è tutto ancora da dimostrare.

    • Lo spettro di QC ha detto:

      Cara Serena, a mio modesto avviso, la contraddizione tra le posizioni espresse qui e quelle espresse di norma, danno la misura di quanto siano superficiali tutte le critiche che, di norma appunto, si fanno rispetto a certi approcci ritenuti troppo “misericordiosi”.
      Di fatto, alcuni scoprono che quando si ragiona non con la pancia (ossia motivati dall’antipatia profonda che taluni hanno per il Papa) ma con il cuore (e quindi senza l’influsso negativo derivante da quell’antipatia), si scopre che in fondo è bello, confortante e gratificante sapere di poter confidare in un Dio misericordioso. E forse a qualcuno viene in mente che è la misericordia di Dio – e non altro – la cifra, il senso e la novità assoluta del Cristianesimo ed a marcare la differenza con altre fedi, le quali sono tutte munite di regole, principi di giustizia, morale, punizioni.
      Per contro, al cospetto dell’eroismo di quest’uomo, emerge con forza la sterilità di chi considera la misericordia un “aspetto” come gli altri, se non secondario o complementare, e non il segno distintivo del “nostro” Dio.
      Faccio presente che, sul tema, la mia posizione è paradossalmente molto più prudente rispetto a quella espressa da molti. Perfino il Papa ha parlato di eroismo e non (ancora) di santità dell’uomo (non mi pare, almeno). Ha stupito anche me leggere certi commenti che, per quanto “esagerati” o “prematuri”, segnalano che nel cuore indurito dei Confratelli un po’ di luce continua a filtrare.
      Per quanto sappia bene che, in fondo, hai ragione tu, non posso che compiacermi della – forse ingenua o affrettata – reazione dei Confratelli.
      A questo punto, ringrazio sentitamente l’Abbé Tosatti per il risalto e il taglio che ha voluto dare alla notizia, perché ha fatto emergere inclinazioni che credevo inesistenti qui.

      • Mari ha detto:

        L’essere misericordiosi (soprattutto intorno a quanto concerne ai peccati contro il VI comandamento) è un ragionare non con il cuore, né con la pancia, ma con il sotto-pancia.

        Io penso a quella bambina che offrì al Signore tremende sofferenze, e una morte che la colse lontana persino dalla sua mamma, per salvare dal orribile destino della morte eterna proprio chi violava il comandamento legato a ciò che Dio ci ha donato per farci, con lui, coautori di nuove vite umane.

        Sono atti che noi uomini dobbiamo compiere in un contesto di purezza e di santità impensabili al di fuori del quel Sacramento che esige un legame “finché morte non vi separi” sancito dalle immodificabili parole di Nostro Signore. E mai come in questi tempi la santità di questo atto è oltraggiata, snaturata, svilita, ammorbata da turpitudini suggerite dal nemico dell’uomo e della creazione.

        Si manca di vera misericordia se non si mettono in guardia le anime dai pericoli di una dimensione della sessualità ludica, edonistica, vuota e fine a se stessa : la piccola Giacinta sapeva che la maggioranza di chi sta nell’inferno vi era finita per questi peccati.

        E si manca di misericordia quando, davanti ai feretri degli scomparsi, li si dichiara sicuramente salvi, quasi sia stata decreta un’amnistia generale per ogni genere di peccato: e se per i poveretti così non è… chi si impegnerà (al di là dell’ “onorarne il ricordo” con applausi, palloncini, belle parole e fiori) a pregare per loro? Chi saprà ancora che è quella la forma più bella di vero aiuto, di amore verso di loro?

        • Lo spettro di QC ha detto:

          “L’essere misericordiosi (soprattutto intorno a quanto concerne ai peccati contro il VI comandamento) è un ragionare non con il cuore, né con la pancia, ma con il sotto-pancia”.

          Si vede che il buon Dio ragiona col sotto-pancia. Magari se avesse ragionato con altri organi non si sarebbe incarnato per farsi crocifiggere. E allora W il sotto-pancia!
          Saluti.

        • Lo spettro di QC ha detto:

          Scusi Madame Mari, solo per doverosa completezza
          – la capacità di compiere ed ancor più di unire alla passione di Cristo, quegli “atti che noi uomini dobbiamo compiere”, ci deriva sempre dalla misericordia del sotto-pancia divino
          ed ancora
          – il merito che deriva dal compimento di quegli atti – in sé immeritori – ci deriva anch’esso dalla gentile concessione del sotto-pancia misericordioso di Dio.

          • Mari ha detto:

            Dalle mie parti le anime dei trapassati si manifestavano ai vivi, a volte, col permesso di Dio, per chiedere preghiere e buone azioni che potessero sollevarle o liberarle dalle sofferenze che pativano in Purgatorio.

            E ricambiavano l’interessamento nei loro confronti pregando a loro volta a vantaggio dei vivi, come insegnano Santa Caterina da Genova e tanti altri santi.

            Ma tu da dove vieni, con la tua acida e spocchiosa pseudomisericordia?

            Ci sono spiriti buoni e spiriti cattivi, ma uno che riesca a formulare un’immonda schifezza come questa :
            # “Si vede che il buon Dio ragiona col sotto-pancia”#
            non lascia molti dubbi sulla sua origine.

            Per dissolvere il tanfo nauseabondo che una simile affermazione esala, riporto ciò che un grande santo, martire per la salvezza della Chiesa, affermava a proposito della trasmissione della vita:

            “I peccati contro il matrimonio sono quelli che Dio perdona più difficilmente. Sai perché? Perché il Signore avrebbe potuto creare continuamente uomini e donne, come aveva fatto con Adamo ed Eva. Si è spogliato di questa prerogativa dando mandato all’uomo e alla donna di crescere e moltiplicarsi. Ma come aveva fatto Lucifero, così l’uomo e la donna gli gridano il loro non serviam, non vogliamo servirti, e impediscono così il progetto di Dio sulla creazione delle anime. In concreto, l’istituto della famiglia esprime la forza creativa di Dio: Dio crea e trasmette vita attraverso i coniugi, ma resta sempre lui il protagonista, mediante il sacramento vissuto nell’ottica cristiana.”

            Padre Pio da Pietrelcina

          • Lo spettro di QC ha detto:

            Se lei dice che la misericordia è un prodotto del sottopancia, allora significa che per lei Dio ragiona e opera col sottopancia. Come vede è lei a scrivere cose immonde e nauseabonde: io le ho mostrato la conseguenza di quello che dice.
            Padre Pio non mi pare c’entro molto col discorso. Legga piuttosto i decreti del Concilio di Trento e scoprirà che nessuno può fare nulla di buono o meritorio – nemmeno convertirsi o pentirsi – se non in forza della misericordia di Dio. Così la smetterà di scrivere bestemmie. Cordialità.

          • Mari ha detto:

            Mi cito per chiarire una cosa che, sbagliandomi, ritenevo ovvia.

            #L’essere misericordiosi (soprattutto intorno a quanto concerne ai peccati contro il VI comandamento) è un ragionare non con il cuore, né con la pancia, ma con il sotto-pancia.#

            Questo “essere misericordiosi” NON aveva come soggetto la Misericordia Divina!!! (mi sembrava talmente lampante che ho dato per scontato che fosse riferito alla moda “misericordiosa” di dispensare il perdono di Dio senza necessità di pentimento di aver offeso Dio e proponimento di non cadervi più in futuro).

            Il soggetto era piuttosto costituito da coloro che, non credendo che Dio, se gliela si chiede, può dare, con la sua grazia, la forza di resistere e di vincere le tentazioni, si ritengono “misericordiosi” perché, anziché incoraggiare al combattimento sulla via stretta della virtù vogliono anestetizzare la sofferenza di non voler seguire gli insegnamenti di Nostro Signore e di saper che ciò ci porta fuori dalla comunione con lui.

            Sono questi coloro che ragionano con il “sotto-pancia”, pensando che da tale parte del corpo si generino spinte incoercibili dalla volontà umana che, in quanto tali, giustificano l’accostarsi al purissimo corpo di Cristo anche in manifesto peccato mortale.

            L’avermi attribuito questa bestemmia (#Se lei dice che la misericordia è un prodotto del sottopancia#) , dandola per scontata senza nemmeno fermarsi un attimo a riflettere e applicandola beffardamente alla Misericordia Divina dà la misura di quanto sospettavo fosse reale.

            Quanto a Padre Pio c’entra, eccome se c’entra: glielo ripropongo, perché è di una chiarezza adamantina (sperando che anche altri leggano e apprezzino):

            “I peccati contro il matrimonio sono quelli che Dio perdona più difficilmente. Sai perché? Perché il Signore avrebbe potuto creare continuamente uomini e donne, come aveva fatto con Adamo ed Eva. Si è spogliato di questa prerogativa dando mandato all’uomo e alla donna di crescere e moltiplicarsi. Ma come aveva fatto Lucifero, così l’uomo e la donna gli gridano il loro non serviam, non vogliamo servirti, e impediscono così il progetto di Dio sulla creazione delle anime. In concreto, l’istituto della famiglia esprime la forza creativa di Dio: Dio crea e trasmette vita attraverso i coniugi, ma resta sempre lui il protagonista, mediante il sacramento vissuto nell’ottica cristiana.”

            Padre Pio da Pietrelcina

            Il Concilio di Trento? Mi ritengo, in un certo senso, figlia di questo Concilio… ma so benissimo quale personaggio della Sacra Bibbia è pronto a citare perfino i testi sacri per piegarli ai suoi perfidi scopi… e dovresti saperlo anche tu, vero?

            Non ti attribuisco tanta perfidia: mi sembra di più qualcosa che assomiglia al nero che la seppia sparge attorno a se per disorientare gli avversari (perché i tuoi argomenti sono scarsini) e fuggire.

          • Lo spettro di QC ha detto:

            Gentile Mari, da quel che scrive non credo proprio che possa dirsi ”figlia” di Trento. Non più di quanto lo sia qualsiasi cattolico.
            Quanto alla misericordia umana e a quella divina, le ricordo che noi siamo creati a immagine di Dio e che con Cristo ci é stata restituita la somiglianza. La sua distinzione, quindi, non ha davvero senso. Saluti.

          • Mari ha detto:

            Aspetto che si diradi un poco l’ultima nuvoletta di nero di seppia poi provo a spiegarmi di nuovo…

            Proverò a chiarire “ciò che ci unisce”: dovrebbe diventare più chiaro “ciò che ci divide” perché non è assolutamente vero che #La sua (cioè mia) distinzione (credo che si riferisca alla Misericordi Divina e alla pseudomisericordia di moda) …, non ha davvero senso# ne ha, eccome: anziché affermare apoditticamente… argomenti! Grazie.

            A suo tempo mi ha esortato:
            #Legga piuttosto i decreti del Concilio di Trento e scoprirà che nessuno può fare nulla di buono o meritorio – nemmeno convertirsi o pentirsi – se non in forza della misericordia di Dio.#

            Pienamente d’accordo: è esattamente ciò che ci ricorda l’atto di Speranza che ogni giorno dovremmo ripetere e che mette le cose in quest’ordine :

            Spero:
            (1°)dalla TUA BONTA’ (ovvero Misericordia)
            (2°) per le TUE PROMESSE
            (3°)per i MERITI DI GESU’ CRISTO nostro SALVATORE

            (Che cosa spero?)
            LA VITA ETERNA

            (E fin qui ci siamo, sono d’accordo con lei… però non è finita qui)

            E (4°) le GRAZIE NECESSARIE (da soli non possiamo fare nulla, credo sarà sicuramente d’accordo) per M E R I T A R L A (e sì, verbo un po’ in disuso questo, sa di stantio: è proprio poco “moderno”, ) con (5° e ultimo punto…) le BUONE OPERE che io DEBBO (altro vocabolo rottamato) e VOGLIO FARE.

            (La preghiera poi si conclude con l’espressione che è quasi un sospiro, tra il desiderio e il timore di non raggiungere la meta agognata:)
            SIGNORE FA’ CH’ IO POSSA GODERTI IN ETERNO ( e pure questa espressione ci ricorda che è la volontà di Dio, e non la nostra, che ci permette di raggiungere il Paradiso) .

            Quindi chi ogni giorno si prega così lo fa per ricordare che la misericordia di Dio precede generosamente ogni nostro atto grazie non a noi, ma alla sua Bontà, alle sue Promesse e ai suoi Meriti… dai quali hanno origine le Grazie necessarie, alle quali però noi dobbiamo rispondere mettendoci del nostro.

            Ecco perché ce l’ho con #coloro che, anziché incoraggiare al combattimento sulla via stretta della virtù vogliono anestetizzare la sofferenza di non voler seguire gli insegnamenti di Nostro Signore e di sapere che ciò ci porta fuori dalla comunione con lui.#

            Quanto al sentirmi figlia del Concilio di Trento c’entrano anche motivi famigliari che lei non conosce ma che mi fanno essere quella che sono.

  • Margherita ha detto:

    In questo avvenimento tanto tragico, nel ricordare il gesto eroico di Arnaud Beltrame, ricorro alla consolazione della fede con le parole del poeta: “Il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice, accanto a lui posò”.

  • terzoc ha detto:

    Non ci dividiamo in guelfi e ghibellini, per carita’. Di nemici ne abbiamo abbastanza, ho appena saputo che ad Ancona sono state rubate delle ostie consacrate, si puo’ immaginare perche’. Il Signore ci concede dei segni di speranza in mezzo a tanto buio che ci circonda, cerchiamo di vederli per quello che sono. E scusate la mia presunzione.

  • Nicolini Romano ha detto:

    Anche io che sono prete cattolico riconosco che questo eroe merita un riconoscimento ufficiale dalla Chiesa cattolica. Se lo merita! Fa onore sia alla Francia sia alla Italia, Paese dal quale proveniva la sua famiglia. Vive la France, fille ainèe de l’Eglise!

  • lo Spettro di Paolo ha detto:

    Gent.mo Abbė. Visto che su questo fatto nei vari commenti si legge tutto e il contrario di tutto vorrei chiederle, se possibile, la sua opinione. Grazie.

    • wp_7512482 ha detto:

      Credo che fosse un cristiano serio e convinto. Che ha testimoniato quello in cui credeva mettendo in gioco la sua vita.

      • g.vigni ha detto:

        Bene. Ora veniamo al problema vero.
        Questo CRISTIANO ha combinato un bel guaio alla Marianne, anzi, sono sicuro che la Marianne preferisca/fanno più comodo gli islamici, che non un residuo dell’infame Vandea. Vuoi vedere che il Ns. sarà pian piano “emendato” e pian piano si dissolverà nelle brume ? Allonsenfantsdelapatrie…..
        G.Vigni

  • g.vigni ha detto:

    @ sergio e LucioR
    Come la mettiamo con quel violento e vigliaccone di Cefa, con lo strozzino Matteo, con l’assassino, torturatore Saulo e con il giocatore, puttaniere Agostino ?
    Ciliegina sulla torta, letteraria/storica: e quella fetenzia dell’Innominato ?
    La mala vita del Gendarme è all’altezza dei malavitosi di cui sopra ?
    L’exitus senz’ombra di dubbio.
    G.Vigni

    • Diego Lazzari ha detto:

      Aggiungici pure Maria di Magdala che faceva la puttana, Matteo era una specie di mafioso, possiamo continuare con Ignazio di Loyola che era un mercenario assassino, Berlabei che era il Turco mussulmano Boia che ha ammazzato gli Otrantini martiri prima di farsi impalare perché ha visto da che parte stava Dio ed infine quello che sulla croce mori’ con Lui e che Lui stesso ha detto che sarebbe salito al Cielo! Battesimo o no, bontà o no, correttezza onestà o no, la salvezza sta soltanto nel riconoscere la Sua Signoria sulla tua vita. Io non mi meraviglio affatto.

    • Raffaele De Marinis ha detto:

      Le persone che hai elencato sono diventate sante DOPO aver lasciato alle spalle i propri errori. Quanto a Pietro, la Tradizione ci attesta che la sua vigliaccheria fu molto ben compensata da come offrì la sua vita.

    • Lucio R ha detto:

      Intanto rispondo per me, perché ho detto tutt’altro di ciò che ha detto l’altra persona da Lei nominata. E la mia risposta è questa:

      Non ho capito cosa c’entri quello che lei scrive con quanto io ho esposto nel mio intervento.
      Lei parla di «malavita del Gendarme», cosa che io non solo non ho affermato né esplicitamente né implicitamente, e nemmeno ho pensato che qualcuno possa fare una simile affermazione. Una persona – Beltrame – che da quel che si legge in rete sulla sua biografia non può essere considerato un malavitoso.
      Non mi sembra lecito addebitare ad altri considerazioni ed intenzioni che essi non hanno espresso, soprattutto se lo si fa con una certa evidente acredine. Posso solo pensare che la commozione suscitata dalla vicenda del povero Beltrame le abbia impedito di capire bene quello che ho scritto.

  • Non Metuens Verbum ha detto:

    Chi in questi commenti sta a cavillare sulla persona di Arnaud dovrebbe vergognarsi. La sua vita ceduta in cambio di un’altra vita, tronca ogni cavillo.
    Quello che però dovrebbero dirci le care autorità francesi, e che a quanto pare non dicono, è piuttosto CHI ha ucciso Arnaud ? Siamo sicuri che sia stato l’islamista così opportunamente morto pure lui, o non forse un rischioso “fuoco amico” ? E a questo punto chiediamoci pure PERCHE’ è stato ucciso: per un disgraziato incidente, oppure perché aveva capito il giuoco sporco di uno pseudo-attentato ?

    • Maria Cristina ha detto:

      Credo che la persona la cui vita e’stata salvata dal colonnello Beltrame non stara ‘a cavillare sulla moralita’ del suo salvatore ma lo benedira’ per il resto della sua vita.

  • Nonpraevalebunt ha detto:

    Grazie Deutero, con rispetto e commozione condivido il suo commento e mi unisco alla sua implorazione. Se si inizia a cavillare perfino su una morte così tragica e perfino in questo intenso Tempo Quaresimale, anziché riflettere con grande compassione e umile Silenzio, mi sa che abbiamo davanti ancora una lunga strada di Purificazione.

  • Mas ha detto:

    @ Mari

    Per dare un giudizio circa “l’obiettivo stato di grazia” del Gendarme Lei dovrebbe conoscere con assoluta certezza se la coppia non abbia osservato – dopo la conversione e la formazione cristiana – la castità.

  • Sulcitano ha detto:

    Lode, onore e gloria a nostro Signore per il martirio di Arnaud che con il suo eroico gesto, ha ottenuto la grazia della Patria Eterna.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  • sergio ha detto:

    Ma vi siete rimbambiti tutti ?, ma quale santo subito, ma leggete quello che ha detto il canonico dell’Abbazia di Lagrasse (Aude) il giorno della sua morte (del poliziotto), il 24 marzo 2018.
    “Dopo un pellegrinaggio (pellegrinaggio ? all’epoca da quel che dice il canonico doveva essere ateo) a Sant’Anna di Auray, nel 2015 … chiese alla Vergine Maria di incontrare la donna della sua vita (da ateo chiede un miracolo), si è legato con Marielle (ottiene il miracolo e non si converte), la cui fede (ma quale fede se Marielle si sposa civilmente) è profonda e discreta” (tanto discreta che resta inerte), infatti il tenente colonnello Arnaud Beltrame e Marielle, si sposano civilmente il 27 agosto 2016″ (dopo un anno lui, miracolato, è ancora un ostinato non credente), infatti “il fidanzamento (?) è stato celebrato a Pasqua 2016 nell’abbazia bretone d Timadeuc” e “mi hanno chiesto di preparali al matrimonio religioso che avrei dovuto celebrare vicino a Vannes il 9 giugno prossimo” e “abbiamo allora passato parecchie ore a lavorare sui fondamenti della vita coniugale nel corso di due anni” (questo chiede il matrimonio religioso nel 2016, allora si era convertito ? e poi ci mette due anni per prepararsi alla vita coniugale cattolica ? forse un mullah ci avrebbe messo meno tempo a convertirsi) eppure “questa giovane coppia veniva regolarmente all’abbazia a partecipare alle messe, alle funzioni e agli insegnamenti, in particolare con un gruppo di fede, Nostra Signora di Cana” ma allora si era convertito se non che ci andava a fare alla Messa per due anni ? e vuoi vedere che si comunicava pure ?.
    Allora i casi sono due: o il racconto del canonico è una favola e questo era un incallito non credente (fatti suoi chi sono io per giudicare ?) che fingeva di essersi convertito per far piacere alla moglie, oppure la fede cattolica che insegnano in Francia è diversa dalla mia e il canonico poco convincente.

    • L'osservatore brembano ha detto:

      Guai a coloro che si ritengono perfetti! Arnaud, perdonalo!!!

    • Ecclesia afflicta ha detto:

      Dalle poche notizie su Arnaud mi pare che fosse una persona in cammino, martirizzata da uno jahdista islamico perchè infedele. Invece sulla religione del canonico che lo stava seguendo si può fare riferimento al sito dell’abbazia di Lagrasse, un monastero cistercense che segue la forma straordinaria del rito romano:
      http://www.lagrasse.org/decouvrir-labbaye/horaires-des-offices/
      Tuttavia non mi sembra opportuno speculare sulla particolare spiritualità della vittima, perché il suo sacrificio lo pone fra i martiri cristiani.

      • Ira Divina ha detto:

        Eroe e martire cristiano non sono la stessa cosa.

        • Ecclesia afflicta ha detto:

          No, ma possono coincidere nella stessa persona. Lo jahdista islamico lo ha ucciso seguendo un comandamento di Allah/Maometto, che impone di combattere per la supremazia dell’Islam e che promette il paradiso delle urì a chi muore uccidendo un infedele. Da parte dell’assassino c’è odio per la fede cristiana, come del resto avviene in Medio Oriente quando si instaura lo Stato islamico con la conseguente persecuzione/annichilimento delle locali comunità cristiane. Arnaud ha offerto la propria vita per uno sconosciuto. Mi sembra un gesto cristiano. In più un canonico testimonia di un suo cammino di conversione, e Arnaud potrebbe in un certo senso essere assimilato ad un catecumeno.

          • Ira Divina ha detto:

            Forse il Sedicente lo canonizzerà, trattandosi di un fornicatore. Tutto in regola con AL e la profonda teologia del kapo.

    • Claudius ha detto:

      Meno male che a giudicarci sara’ il Signore e non lei, “sergio”, altrimenti credo che non si salverebbe nessuno.

  • Rosa ha detto:

    E io davo la Francia per persa…..

  • Lo spettro del fegato dello Spettro di QC ha detto:

    E poi la favoletta dell’ “islam religione di pace” dove andrebbe a finire?

    • alice ha detto:

      ovvio, al suo posto, cioè nel mondo delle favole…
      Le jihad sono molte, non una sola. Quella praticata dal musulmano nel supermercato è una jihad fisica. Ma se andate sul blog chiesa e post-concilio, troverete una bella recensione di un libro in lingua inglese in cui vengono descritte le altre forme di jihad quali ad esempio i finanziamenti a giovani musulmani o non pregiudizialmente ostili all’islam per frequentare le più prestigiose università america e così creare un clima intellettuale favorevole all’Islam.

  • Alessandro2 ha detto:

    Semen est sanguis Christianorum.

  • Mari ha detto:

    Sono le 7 e mezza di domenica e ho appena letto l’articolo sull’eroico tenente colonnello Arnaud Beltrame.

    Da quanto ci è dato sapere la sua morte testimonia un grado di carità eroica che ora gli vale l’eterna ricompensa, quella ricompensa che nostro Signore dà a un “servo buono e fedele”, che ha saputo sacrificare per un suo “prossimo” a lui sconosciuto quanto di più prezioso Dio ci dona: la sua vita terrena…

    … vita che ebbe inizio grazie ai suoi genitori, e quindi legata alla caducità di tutto ciò che è umano, ma che (noi cattolici dovremmo esserne convinti) per opera divina non va, neppure essa, perduta e si riunirà, in un giorno che solo Dio Padre conosce e che sarà comune a tutti i nati da donna, a quella vera scintilla divina che Dio, quando Arnaud fu concepito, infuse: la sua anima immortale .

    A prezzo del suo eroico gesto (che, per permettere che altri vivano, ha superato il naturale e fortissimo istinto di conservarsi in vita) ho motivo di credere che ora di lui si possa veramente annoverare, pur coi limiti che la nostra conoscenza ha, fra coloro che hanno saputo farsi simili a Cristo proprio in ciò che di più sublime nostro Signore ha volontariamente offerto al Padre per noi: il suo totale sacrificio.

    Ha scritto deutero.amedeo
    marzo 24, 2018 alle 9:53 pm
    #Toccante…. E per favore, lo dico con l’umiltà di chi implora, nessuno faccia cavilli sul fatto che questa morte sia Santa o no. Sarebbe un sacrilegio. #

    Spero di essermi spiegata bene su questo punto…

    Il fatto è che io ho figli, e che sono legittimamente preoccupata per la salvezza della loro anima.

    Se quanto ho detto sopra (l’eroicità cristiana del suo sacrificio) non viene chiaramente messo in risalto assieme al fatto che questo gendarme, obiettivamente non fosse in quella che noi chiamiamo “grazia di Dio”, si può portare a considerarlo come un valido esempio anche per quanto concerne la sua vita familiare: e questo è un “messaggio” che da noi cattolici deve essere assolutamente EVITATO.

    La donna che con lui viveva e che condivideva la sua fede, fede che gli è probabilmente valsa la salvezza eterna, non era la sua “sposa” in senso cristiano, non si era unita a lui col sacro vincolo del matrimonio: le nozze civili non sostituiscono quel sacro legame assoluto e definitivo che Nostro Signore ha chiaramente illustrato con le parole riportate dal Vangelo.

    Penso però che la loro situazione non fosse vissuta con “piena avvertenza e deliberato consenso”: il “canonico dell’Abbazia di Lagrasse” che ha conosciuto e seguito la coppia, definisce la moglie “civilmente” sua sposa, (come se questo tipo di legame fosse qualcosa che un cattolico può accettare a cuor leggero) e ricorda il fidanzamento “celebrato a Pasqua 2016 nell’abbazia bretone di Timadeuc” (non sapevo neppure l’esistenza di una tale celebrazione).

    “Abbiamo simpatizzato rapidamente e mi hanno chiesto di preparali al matrimonio religioso che avrei dovuto celebrare vicino a Vannes il 9 giugno prossimo. Abbiamo allora passato parecchie ore a lavorare sui fondamenti della vita coniugale nel corso di due anni”

    Probabilmente i “fondamenti della vita coniugale” che sono stati dati a queste due persone sono diversi, e parecchio, da quelli che conosco io… non per loro colpa: anzi la loro buona volontà mi sembra evidente.

    Per quel che posso capire io, in questa vicenda si manifesta la profonda deriva che la coscienza di cosa sia un matrimonio cattolicamente inteso sta subendo ad opera proprio di chi dovrebbe aiutare le persone che lo vorrebbero vivere in pienezza.

    Ma forse anche chi dovrebbe “formare”, è stato a sua volta “deformato”, e quindi anche la sua responsabilità è limitata.

    Ma la mia no!
    So cosa comporti ed esiga l’essere coniugi e conosco gli obblighi che ho verso la vita eterna di coloro ai quali, in collaborazione con mio marito e grazie all’opera creatrice di Dio, ho contribuito a dare la vita.

    E questa vicenda, se non ben chiarita, rischia di contribuire, proprio per lo splendore dell’atto eroico con cui chi l’ha vissuta l’ha conclusa, a confondere male con bene, confusione che per altro non manca neppure qui in Italia.

    • L'osservatore brembano ha detto:

      Ma allora è vero che a qualcuno il cambiamento di orario può provocare qualche disturbo.

      • Lucio R ha detto:

        Certo che è facile offendere una persona attraverso una battuta che si ritiene (forse) spiritosa, senza peraltro formulare il motivo del proprio dissenso…

        La Signora Mari ha espresso, nei confronti del povero Beltrame un pietoso apprezzamento dicendo che «la sua morte testimonia un grado di carità eroica che ora gli vale l’eterna ricompensa, quella ricompensa che nostro Signore dà a un “servo buono e fedele”, che ha saputo sacrificare per un suo “prossimo” a lui sconosciuto quanto di più prezioso Dio ci dona: la sua vita terrena…», e che «a prezzo del suo eroico gesto (che, per permettere che altri vivano, ha superato il naturale e fortissimo istinto di conservarsi in vita) ho motivo di credere che ora di lui si possa veramente annoverare, pur coi limiti che la nostra conoscenza ha, fra coloro che hanno saputo farsi simili a Cristo proprio in ciò che di più sublime nostro Signore ha volontariamente offerto al Padre per noi: il suo totale sacrificio».

        Poi, come l’ho capita io, ha paventato il rischio che il gesto eroico del povero Beltrame – che possiamo chiamare martirio se compiuto ad imitazione di Cristo morto per la salvezza dei fratelli – possa far giustificare, nella considerazione generale, anche la sua situazione coniugale che obiettivamente non era proprio lineare per un appartenente alla religione cattolica, che per di più seguiva con fervore le pratiche religiose.

        Non si tratta di sapere se il Beltrame praticasse o meno la castità, come accennato da Mas più sopra (comunque è ben strano che due anni non siano bastati, data la situazione di convivenza, per effettuare il matrimonio religioso – ma non è questo il punto), non si tratta di giudicare la persona (se poi venisse accertato che è morto da martire in senso cristiano, il martirio cancella ogni precedente fallo), ma senza più far riferimento alla specifica persona, di giustificare una certa situazione o condotta insieme o attraverso il compimento di un’azione eccelsa. E mai, come oggi, il rischio è reale.

        Poi, la si può pensare in modo diverso senza bisogno di offendere, visto che nessuno ha giudicato negativamente il gesto di Beltrame né la sua persona.

        • Mari ha detto:

          Grazie Lucio, io in effetti intendevo ciò che anche tu hai espresso.

          Avevo intuito che ciò che volevo dire poteva prestarsi a fraintendimenti e per questo mi sono dilungata: in effetti io so che, se la situazione è quella che al momento appare, questa permetterebbe di supporre che questa persona sia in Paradiso perché il sacrificio supremo cancella ogni precedente peccato…

          “E mai, come oggi, il rischio (di giustificare una certa situazione o condotta) è reale” scrivi.
          Sono perfettamente d’accordo, anzi è questo il motivo del mio intervento, ma si vede che non sono riuscita a spiegarmi bene.

          Sono mamma.
          Ho dei figli.
          Questi ragazzi non sono chiusi in una torre!
          In questo mondaccio, dove ragazze di buona famiglia sono orgogliose di ricordare ai rispettivi fidanzati “la giornata del sesso orale” (e questa è l’ultima schifezza che mi è toccata leggere) loro ci vivono!

          Come mai prima di oggi, avere chiari i punti di riferimento per impostare una vita come Dio vuole è difficile e, a un tempo, indispensabile (e forse pure umanamente impossibile, ma, se siamo cristiani, sappiamo che è nostro dovere sperare contro ogni speranza).

          “Penso però che la loro situazione non fosse vissuta con “piena avvertenza e deliberato consenso” ho anche scritto, ma non con l’intento di affermare che fossero giustificati a ricevere l’Eucarestia pur in una situazione di oggettivo peccato (proprio no!)

          Era piuttosto per rilevare proprio la mancanza, o meglio, la “deformazione” della cognizione che ciò che io so essere connaturale alla relazione uomo-donna in un contesto di matrimonio quale Dio vuole.

          E mi è parso che le idee non tanto chiare le avessero proprio coloro ai quali questo cristiano “in divenire” si era rivolto nel suo cammino di conversione. Di questi lui si fidava e a loro compete la responsabilità della carenza di “piena avvertenza e deliberato consenso” (ma non volevo, non se si è capito, dare neppure a loro la piena responsabilità: responsabilità che vanno ricercate in un progressivo annacquarsi della sana dottrina).

          O forse, tralasciando qualsiasi insegnamento di morale, contiamo sul fatto che tutti possano fare la comunione ed avere accesso al Paradiso grazie alla clausola “ non erano in stato di piena avvertenza e deliberato consenso”?
          Non penso proprio che funzioni così.

          Credo che sia importante chiarire senza ombra di dubbi che la grandezza del gesto e l’eroicità della persona ci sono… ma con altrettanta chiarezza, far capire che la situazione di vita non corrispondesse a quella che, da sola, ci permette di presupporre la salvezza del defunto.

          E che, anzi, proprio l’eccezionalità delle circostanze costituisce il motivo per nutrire speranze verso questa anima, che oltretutto il Buon Dio ha voluto potesse lasciare il mondo con l’aiuto di quei conforti religiosi che ormai sono diventato oltremodo rari.

          Ma se fosse morto improvvisamente per malattia o incidente? (Ricordo, anni fa, le parole angosciate di una povera mamma che aveva appena perso, in circostanze tragiche e repentine, il figlio : “E non aveva nemmeno fatto Pasqua” … non sapete quanto il ricordarle mi stringa il cuore perché nulla può impedirmi di pensare che potrebbe capitare a me…)

    • Ira Divina ha detto:

      ”Penso però che la loro situazione non fosse vissuta con “piena avvertenza e deliberato consenso””

      Pertanto potevano fare la comunione.

  • Luigi9 ha detto:

    Gloria e onore al colonnello!
    Che dal cielo abbia un occhio anche per noi quaggiù.
    Qui siamo davvero agli antipodi del pensiero tutto orizzontale e dell’arzigogolato discernere della neo-chiesa.

  • Carlo Massone ha detto:

    Un altro martire di Cristo. Dal paradiso dove vanno i martiri prega Dio padre per la fine dell’odio inculcato in queste menti deboli da coloro che sono al servizio del signore di questo mondo. Maria schiaccia la testa al serpente.

  • Antonia ha detto:

    Non è ancora tutto perduto, cari amici, se ancora esistono uomini così, che danno la vita per un fratello. Anche se piccolo, il gregge risplende: nel tempo della scristianizzazione più spinta e del rifiuto di Dio questo fulgido esempio di amore e di fede, avvenuto non a caso alla vigilia della Domenica delle Palme, ci invita alla speranza. La S.Pasqua alle porte sia davvero per il mondo una Pasqua di Resurrezione.

  • Gian ha detto:

    Colpito dal gesto dell’eroico tenente colonnello Arnaud Beltrame ora ne comprendo il significato, che vale più di mille libri di teologia e di tutte le parole al vento che incessantemente ci bombardano da mattina a sera. Arnaud ha dato testimonianza con l’esempio e ci lascia il suo gesto, senza il bisogno di aggiungere una parola. E’ un segno dal Cielo, Dio non ci abbandona mai.

  • amedeo miceli di serradileo ha detto:

    Un elogio senza fine ed una preghiera per questo colonnello morto da eroe.Tutto ciò che la Chiesa potrà fare per ricordarlo, additandolo come esempio, sarà più che doveroso

  • alice ha detto:

    Il testo che il dr.Tosatti ci ha presentato non dice quale sia l’intitolazione dell’abbazia officiata dal sacerdote che ha reso la testimonianza. Ma mi sembra di capire che il cammino del giovane ufficiale fosse diretto dalla nostra Sovrana e Madre.
    Ecco come un antico canto canto celebra Maria .

    CANTO DEI PASTORI
    Salve o Madre dell’Agnello e del Pastore ; salve ovile delle pecorelle spirituali.
    Salve protezione dai nemici invisibili ; salve ingresso alle porte del Paradiso.
    Salve perchè i cieli si rallegrano insieme con la terra ; salve perchè la terra tripudia coi cieli.
    Salve voce perenne degli Apostoli ; SALVE INVINCIBILE CORAGGIO DEI MARTIRI.
    Salve inconcusso fondamento della fede ; salve splendido contrassegno della grazia.
    Salve, tu per cui fu spogliato l’inferno ; salve tu per cui fummo rivestiti di gloria.
    Salve sposa sempre vergine !

  • alice ha detto:

    Il nostro gendarme è uno dei tanti eroi sconosciuti che solo la morte eroica hanno fatto conoscere a tutti noi…
    Memoria eterna !!

  • cosimo de matteis ha detto:

    In queste ore, per Grazia di Dio, circolano le notizie del nobile sacrificio di quest’uomo.
    La lettera che lei, gentile Tosatti, ci dona è davvero un balsamo che lenisce le ferite di un mondo scristianizzato e sfigurato dall’odio.
    Noi non sappiamo se monsieur Arnaud Beltrame sarà un giorno riconosciuto come martire e quindi santo.

    Non lo sappiamo.

    Di certo il Motu Proprio “MAIOREM HAC DILECTIONEM” di Papa Francesco parrebbe essere fatto apposta per questo eroico gendarme francese.

    Mi fermo qui ma lasciatemi dire che lo penso già in Cielo -in Paradiso- nella vita vera.

    Ed a lui chiedo di guardare la sua Francia e questo mondo che si ostina, stoltamente, ad apostatare.

  • Vittorio ha detto:

    Mi ha molto colpito questa morte. Non so come e’ andata ma ho fatto il tifo per la sua salvezza. La storia e’ orrore, molte volte. Non ci dimentichiamo del monumento in via Fani, a 40 anni, imbrattato con la stessa condanna: “morte alle guardie”.

    Non prego per lui. Non solo. Ma per i suoi familiari. Che abbiano la fede e superino il lutto ecc.

  • tossani pier luigi ha detto:

    R.i.p., colonnello!…

  • Francisca ha detto:

    Una violenta sferzata per noi che viviamo distratti da tante cose inutili. Grazie Arnaud per la tua testimonianza di fede e il tuo martirio. Ora sei nell’abbraccio di Dio. Prega per noi, per la tua amata Francia e l’Europa…

  • Per quanto tempo permetteremo ancora questa barbarie? ha detto:

    Per forza doveva essere così, nessuno antepone la vita del prossimo in pericolo alla propria se non lo spinge la carità di Cristo e se non lo sostiene la Grazia del Crocifisso.
    Ho letto anche con gravissima preoccupazione, su Facebook, il commento di un mussulmano, in italiano, che diceva che era stato un grave errore da parte dei colleghi del gendarme permettergli di dare la sua vita al posto di quella della donna ostaggio. Mi è venuto in mente subito San Massimiliano Kolbe e il miracolo più grande che lui ottenne, cioè che i soldati della Gestapo gli avessero permesso di offrire la sua vita al posto di quella del padre di famiglia: infatti l’obiettivo delle ss nei lager era quello di distruggere ogni sentimento di compassione umana e di amore del prossimo, in modo che gli uomini si disumanizzassero.
    Questo commento apparentemente “più sensato” ma in realtà orribilmente diabolico perché fa apparire un male come bene, cioè la defezione dal compimento del proprio dovere da parte di un gendarme, proteggere una donna in ostaggio e mancare di corrispondenza alla grazia della carità spinta fino all’eroismo, fino a dare la propria vita per proteggere una persona più debole e innocente, mi ha fatto rabbrividire. Permettere a gente sconosciuta di insinuare dubbi sulla Verità delle cose, che noi Italiani abbiamo innata, grazie al Vangelo e alla fede di cui, anche chi non pratica o non crede, siamo permeati per tradizione, cultura ed educazione, significa perdere la nostra libertà.

    • terzoc ha detto:

      Perfino per i guardiani dei lager c’e’ speranza. Teste “Uno psicologo nei lager” di Viktor Frankl.
      🙂

    • Nicola ha detto:

      Per me questo commento dello sconosciuto islamico non mette dubbi, invece fa risplendere ancora di più maggiormente la grandezza e la bellezza e la Verità del Cristianesimo e ribadisce in misura ancora maggiore la barbarie e la falsità della setta maomettana.

  • Luigi ha detto:

    “I migliori se ne vanno sempre via prima”. Questa vecchia frase si applica benissimo a questo eroe cristiano.

  • terzoc ha detto:

    E’ tutto oggi che penso a questo episodio. Dapprima riflettevo a come sia stato un esempio patente della differenza abissale tra una vita formata nell’humus culturale islamico e una vita formata in quello cristiano. Non sapendo nulla della vita del tenente colonnello Beltrame pensavo al cristianesimo come influenza culturale. Ma ora capisco che era cristianesimo sul serio. Arnaud Beltrame e’ un “testimone” e la Francia non e’ perduta. Deo gratias.

    • Ecclesia afflicta ha detto:

      Sono morti due martiri. Uno è il martire islamico, che per andare in paradiso deve morire uccidendo degli infedeli, secondo l’esplicito insegnamento del Corano. Arnaud è il martire cristiano, che invece subisce la morte per la persecuzione e l’odio religioso.
      Il martirio è presente nel cristianesimo e nell’islam. Stesso nome, ma due significati opposti.
      Spero che la chiesa riconosca i propri martiri e preghi per la conversione dei persecutori alla vera fede e abbia il coraggio di denunciare apertamente le radici dell’odio, che si trovano negli insegnamenti di Maometto. Questi insegnamenti vanno conosciuti, divulgati e denunciati. Nasconderli o edulcorarli significa esssere complici.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Toccante…. E per favore, lo dico con l’umiltà di chi implora, nessuno faccia cavilli sul fatto che questa morte sia Santa o no. Sarebbe un sacrilegio.

  • Adri ha detto:

    Mi unisco alle preghiere per questo eroe cristiano e per la sua sposa.

  • Giuseppe ha detto:

    Preghiamo ammirati e riconoscenti per questo caro fratello nella fede e per i suoi cari!