FFI: ASSEMBLEA DELLE SUORE CON IL VATICANO PER “CONDIVIDERE, ASCOLTARE, COMPRENDERE…”. P. SIANO: DOVEVANO PENSARCI PRIMA…

7 febbraio 2018 Pubblicato da --
Marco Tosatti

Cari  Stilumcuriali, torniamo a parlare dello straordinario caso di commissariamento nei confronti dei Frati Francescani dell’Immacolata, che a oltre quattro anni dal suo inizio non è ancora concluso. A più riprese è stato osservato, sia da San Pietro e Dintorni, che da Stilum Curiae che da altre voci anche più autorevoli che un elemento veramente particolare è dato dalla non esposizione delle accuse verso il fondatore, padre Manelli. Abbiamo ricevuto una lettera da padre Paolo Siano, che già ci ha onorati della sua presenza qualche giorno fa. Questa volta si tratta del ramo femminile dell’ordine. Ecco quanto ci scrive padre Siano.

«Caro Dr. Tosatti,

Una fonte confidenziale mi ha riferito una novità interessante sul caso delle Suore Francescane dell’Immacolata (SFI). Mi permetto di condividerla non per mero gossip, bensì per difendere degli innocenti oppressi (i cui appelli e ricorsi canonici sono risultati praticamente vani in quanto ingiustamente e/o ideologicamente inascoltati e/o bloccati…) e per essere di aiuto e di stimolo (nonché di pungolo) a coloro che a vario livello sono e saranno chiamati a fare discernimento sul caso e/o a scriverne la storia.

Partiamo da un antefatto: la sera del 24 gennaio u.s. il sito Corrispondenza Romana pubblica un mio articolo-denuncia, una sorta di estremo ed accorato SOS, dato che le vie ecclesiastiche sembrano bloccate, impraticabili.

Ecco ora la notizia di cui Le dicevo: a mo’ di curiosa coincidenza, uno o due giorni dopo quel mio articolo (dunque tra il 25 e il 26), la Commissaria delle SFI invia alle Suore una lettera datata 25 gennaio in cui annuncia un’Assemblea Generale per il… (ometto la data), a cui parteciperanno anche i vertici del Dicastero che si sta occupando delle SFI.

Lo scopo dell’assemblea sembra potersi riassumere in questi 3 verbi citati: «condividere, ascoltare, comprendere…». Ripeto: «condividere, ascoltare, comprendere…», con tanto di tre puntini sospensivi dopo «comprendere».

Caro Tosatti, alla luce di questi 4 anni e mezzo di Commissariamento dei FFI, e 2 anni e 3 mesi di Commissariamento delle SFI (Commissariamenti che, con la coscienza dinanzi a Dio, reputo ideologici, invasivi e devastanti), mi chiedo che cosa certi ambienti vaticani abbiano ormai da condividere, ascoltare e comprendere, dato che ci hanno trattato, ci stanno trattando (e forse ci tratteranno) come «spazzatura» (1Cor 4,13), avendo appunto ascoltato, compreso, condiviso (quindi avallato, “protetto” e/o “premiato”) i nostri accusatori, specialmente frati, i quali di fatto si sono serviti, e/o hanno avuto l’appoggio, anche di alcuni laici come killers o stalkers mediatici che hanno agito ed agiscono contro di noi ora sotto anonimato ora a “viso scoperto”…

Tra noi FFI, i frati più “premiati”, a cui molto probabilmente si vuol consegnare il futuro dei FFI, sono gli accusatori di fondatori e di noi FFI pro-fondatori: oltre ai golpisti ed acerrimi avversari dei fondatori, ci sono anche quelli apparentemente “mitigati” o “equilibrati”, poi gli “ignavi”, e poi quelli che tra i nostri sembrano aver contratto la “Sindrome di Stoccolma”… Insomma, in vario modo, in sostanza e in tutta verità, abbiamo per Superiori i nostri stessi accusatori, che molto difficilmente ci permetteranno di riabilitare P. Manelli e noi del governo e della formazione pre-commissariamento. Infatti riabilitare noi implica necessariamente che quelli – e non solo loro – debbano fare “mea culpa”… Pertanto dobbiamo essere condannati alla schiavitù, al silenzio perpetuo, ecc. ?

Coloro che si sono ribellati ai Fondatori infangandoli, ora si atteggiano come nostri maestri di obbedienza e spiritualità con parole-chiavi quali Volontà di Dio, Obbedienza, Comunione, Unità, ecc. ecc. Certo, quelle meravigliose parole potevano dirsele allo specchio prima di alzare mano e calcagno (per ora solo in senso figurato ma comunqure effettivo) contro di noi.

Costoro pretendono di zittirci, di obbligarci a consegnare loro la nostra anima (pensiero e volontà), di condividere il loro discernimento depistato e depistante ? Cos’altro ancora permetterà il Buon Dio contro di noi?

Tornando alla lettera inviata alle SFI, a parte l’ermeneutica da fare su quei tre verbi, mi inquietano i tre puntini «…» che seguono al verbo «comprendere». Lasciano intravedere altri verbi. Ma quali ? Alla luce dell’esperienza di questi 4 anni, sono alquanto pessimista. Mi permetto di esprimere piuttosto il mio augurio (ma è un sogno!), che gli altri verbi possano essere: “riparare” (ai mali fatti contro Fondatori, FFI e SFI), “riabilitare”, “ricostruire” (secondo gli intendimenti dei Fondatori). Ammetto che è un sogno… Mi consola il fatto che Papa Francesco ha detto tra l’altro ai giovani, parlando loro col “tu”: «non avere paura di sognare, sogna» e «Spera, sempre spera». Benissimo ! Allora ci provo anch’io, pur non essendo più tanto giovane.

Altro punto interessante di quell’annuncio: si propone alle SFI di non richiedere la dispensa dai voti prima di quell’Assemblea Generale. Con ciò, dunque, si sottintende che molte SFI stanno lasciando l’Istituto... Insomma mi sembra una oggettiva ammissione del fallimento del governo commissariale. Circa la condivisione, l’ascolto e la comprensione, bisognava pensarci bene molto prima, cioè prima di intervenire in modo invasivo sotto la spinta di presupposti ideologici… Le SFI, meglio di me, potrebbero raccontare tante esperienze e sofferenze patite in questi lunghi 4 anni durante i nostri rispettivi Commissariamenti.

Caro Tosatti, vedo la mia Famiglia Religiosa sfasciata e perseguitata da uomini e ambienti di Chiesa che forse ci detestano da anni (su questo ho già scritto qualcosa). Non posso restare indifferente o silenzioso dinanzi al male che si sta facendo a Fondatori, a Frati e Suore difensori dei Fondatori, e persino ad ex frati e ad ex suore (anch’essi monitorati)… Non voglio diventare complice di ciò, né voglio contrarre la “Sindrome di Stoccolma” ossia quella forma di sottomissione-simpatia-alleanza-immedesimazione (quasi amorosa ed unitiva) della vittima col suo carnefice o persecutore. Nel nome dell’Obbedienza non possiamo calpestare i Comandamenti di Dio, quali ad esempio il 4°, il 5°, l’8°… A buon intenditor poche parole.

La Madonna ci aiuti e ci ottenga Pastori secondo il Cuore di Cristo in cui troviamo vera Giustizia e Misericordia. Grazie dell’attenzione».


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35 commenti

  • catholicus ha detto:

    Imperdibile questo commento, per chi mastica un poco di francese:
    Avant Vatican II, l’Église enseignait, fondée sur les paroles de Jésus-Christ, qu’elle était la seule vraie religion puisque fondée par Dieu lui-même, Dieu qui est Trinité, et que les autres (religions) étaient fausses, puisqu’elles ignorent la Trinité ou même la nient comme font le judaïsme et le mahométisme, et qu’elles avaient donc, logiquement, pour père le diable.
    À Vatican II, l’Église, perdant le nord, ou la boussole, comme on voudra, s’est mise à affirmer le contraire, et que, désormais, toutes les religions sont bonnes, qu’elles sont toutes des instruments de salut, et que le temps est venu, pour elles, de s’embrasser les unes les autres puisqu’elles ont toutes pour père Dieu lui-même (qui n’est plus Trinité, par conséquent). Ce fut le merveilleux message, parfaitement maçonnique, proclamé par “Nostra aetate”, qui préfigurait l’avènement d’une nouvelle Pentecôte pour l’humanité toute entière.
    Depuis, grâce aux mirobolants enseignements de Paul VI, de Jean-Paul Ier, de Jean-Paul II, de Benoît XVI et de l’actuel père François — tous sanctifiés ou sur le point de l’être —, nous expérimentons tous, dans les faits et, pour certains, dans leur chair, la “vérité”, la “bonté” et la “beauté” de ce nouveau message.
    N’en doutons pas — du reste, comment oserions-nous en douter ? —, l’œcuménisme généralisé nous conduit à toute vapeur vers des lendemains qui vont chanter de plus en plus…

  • QB ha detto:

    Bertrand, Salvo ed Elpidio, et pluribus unum, conturbano la nostra pipistrellosa coscienza con raffiche di domande e nessun commento. Attendiamo ansiosi che ci rivelino le soluzioni ai loro quiz.

    • Adriana ha detto:

      @ Q B : concordo . Però aggiungo una domanda : perchè C. Baronio, dopo aver dato la Sua versione ,non si preoccupa di difenderla dalle insinuazioni e contrapposizioni altrui ? Farebbe atto di carità cristiana…

  • Lucy ha detto:

    @Acchiapaladri
    Ci ho riflettuto hai ragione.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Non entro in merito alla questione specifica, perché non la conosco che per sentito dire e in maniera troppo grossolana. Però vorrei fare una considerazione generale.

    Chi nella Chiesa ricorda più l’esortazione di San Paolo che qui trascrivo:

    Ora vi esorto, o fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, che non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetto accordo nella mente e nel pensiero.-
    E poi :
    Ma Cristo e’ diviso?-
    ( 1Cor 1, 10.13)

    Col trascorrere dei secoli e col verificarsi della sua espansione la semplice organizzazione piramidale della chiesa e’ andata appesantendosi di sovrastrutture e di organizzazioni trasversali ( ordini, confraternite, movimenti, associazioni, congregazioni, dicasteri, conferenze e quant’altro) che anziché essere motivo di unione, sono causa di divisione.
    Ormai siamo al caos e, alla protestantizzazione globale programmata al vertice, si sta affiancando e realizzando una protestantizzazione di fatto della miriade di ” catholicus vulgaris” che trovano rifugio nella sola Fides, sola Scriptura, solus Christus, con l’aggiunta , per i soli cattolici “tradizionalisti” di sola Eucharistia, e sola Maria.

    Ad meliora

  • Cesare Baronio ha detto:

    Padre Calmel, domenicano stimatissimo prima del Concilio, scrisse:

    «La nostra resistenza cristiana di sacerdoti o di laici, resistenza penosissima perché ci costringe a dire di no al Papa stesso circa la manifestazione modernista della Messa cattolica, la nostra resistenza rispettosa, ma irriducibile, è dettata dal principio di una totale fedeltà alla Chiesa sempre vivente; o, in altri termini, dal principio della vivente fedeltà allo sviluppo della Chiesa. Mai abbiamo pensato di frenare o, meno ancora, di impedire ciò che alcuni, con parole molto equivoche, del resto, chiamano il “progresso” della Chiesa, diciamo piuttosto la crescita omogenea in materia dottrinale e liturgica, nelle continuità della tradizione, in vista della “consummatio sanctorum”. (…) Come ci ha rivelato nostro Signore nelle parabole, e come ci insegna San Paolo nelle epistole, crediamo che la Chiesa, nel corso dei secoli, cresce e si sviluppa nell’armonia ma attraverso mille sofferenze, fino al ritorno glorioso di Gesù stesso, suo Sposo e Signore Nostro. Poiché siamo convinti che nel corso dei secoli si attua una crescita della Chiesa, e poiché siamo decisi a inserirci, per quanto dipende da noi, il più rettamente possibile in questo movimento ininterrotto e misterioso, rifiutiamo questo preteso progresso che si richiama al Vaticano II e che in realtà è una deviazione mortale. Riprendendo la distinzione classica di san Vincenzo di Lerino quanto più abbiamo desiderato una bella crescita, uno splendido “profectus”, con tanto maggior forza respingiamo, senza acconsentire a transazioni, una funesta “pennutatio”, qualsiasi mutamento radicale e vergognoso; radicale, perché provenendo dal modernismo, rinnega ogni fede; vergognoso, perché la negazione di stampo modernista è sfuggente e nascosta».

    Complimenti dunque a padre Paolo per il coraggio, degno di un religioso che non si fa scudo di una speciosa obbedienza per legittimare la propria pavidità.

    • Bertand ha detto:

      In buona sostanza, Baronio, il suo plauso a questo frate si fonda sul disprezzo per la Chiesa postconciliare predicata dal ribelle Calmel, con particolare riferimento alla forma della Messa adottata da tutta la Chiesa nel suo complesso (e quindi giusta).
      Allora sorge d’obbligo la domanda: questo frate che ci sta a fare in questa Chiesa? Qualcuno lo trattiene?

      • Ecclesia afflicta ha detto:

        @Bertrand
        E’ interessante la terminologia e le motivazioni adottate per qualificare la forma ordinaria della Messa, cioè “giusta”, che sembra riecheggiare il famoso canone di Vincenzo di Lerins:
        “Bisogna soprattutto preoccuparsi perché sia conservato ciò che in ogni luogo, sempre e da tutti è stato creduto”
        Penso che, secondo questo ragionamento, si possa definire ugualmente giusta anche la forma straordinaria.

  • Lucy ha detto:

    Il caso dei FFI e delle FFI è quello di un copione già scritto , il finale è lo scioglimento dell’Istituto nei due rami,anche se si intravede un lumicino , vedremo.
    Le suore francescane sono un ordine religioso che si distingue per la giovane età media e il numero delle vocazioni ma soprattutto per il rigore con cui vivono il loro carisma .Per il loro commissariamento non ci fu nemmeno il “pretesto ” del gruppo di “dissidenti ” incoraggiati e alimentati dall’esterno; nessuna dissidenza tra loro che vivono in spirito di unione e carità fraterna .
    Il card.Joao Braz de Aviz (longa manus di Bergoglio) per il loro commissariamento mandò nel 2014 suor Fernanda Barberio , che non è ancora arrivata alle altezze teologiche delle suore americane della LWCR ma si avvicina, per “rieducare”le sorelle .Il problema non è tanto la Messa V.O. ma esse assieme al ramo maschile devono essere soppresse o modificate radicalmente nella loro identità religiosa per il loro attaccamento all’ortodossia della vera chiesa che contrasta con la “creatività” dottrinale e liturgica che oggi impazza .Su di loro è stato attuato un sopruso e una violenza che gridano vendetta a Dio.
    Tempo fa Bergoglio disse di essere ” disperato ” per il crollo delle vocazioni negli ordini religiosi .No comment.

    • Acchiappaladri ha detto:

      @Lucy
      Non mi convince la sua ipotesi sul copione:
      “Il caso dei FFI e delle FFI è quello di un copione già scritto , il finale è lo scioglimento dell’Istituto nei due rami,anche se si intravede un lumicino , vedremo.”

      Direi piuttosto, in linea con le note tattiche moderniste (e prima luterano-calviniste) che è ragionevole pensare che le menti più lucide dell’attuale governo bergogliano vogliano adottare, che il “finale” desiderato (dai demolitori) sia l’APPARENTE continuità, altro che scioglimento! dei FFI e SFI.
      Il popolo bue deve avere l’impressione che tutto sia come prima, o meglio misericordiosamente migliorato più aderente alla nuova edizione riveduta e corretta del S. Vangelo: religiosi vestiti QUASI allo stesso modo di prima, governo rimesso nelle mani di religiosi che erano già nell’ordine prima del kommissariamento, offerte dei fedeli che continuino ad affluire come prima, liturgie cambiate senza condanna esplicita di quelle di prima, ecc.
      Insomma, solita tecnica della bollitura della rana ovvero Finestra di Overton.

      Solo successivamente la strategia potrà vedere il dissolvimento dei FFI e SFI nel già progettato calderone unico di tutti i francescani.

      Come ha ben evidenziato il rev. prof. Siano, anche in questi casi dei FFI e SFI in comunità di esseri umani continua a valere statisticamente l’antropologia di sempre (con ripartizioni percentuali che dipendono dai casi particolari):
      ci sono dei giuda,
      ci sono gli ignavi,
      ci sono i malati di Sindrome di Stoccolma,
      ecc.

      Quindi non stupisce il fatto che i demolitori abbiano nei FFI e SFI materiale umano a disposizione per realizzare la loro tattica. Che ci riescano effettivamente non è ancora detto, anche perché bisognerebbe sapere che cosa l’Onnipotente ha deciso di permettere.

      P.S.
      Riguardo a ciò che l’Onnipotente permetterà, abbiamo la parabola di Giobbe che ci conforta anche in prospettiva terrena, ma il rev. Siano conosce meglio di me la storia dei santi martiri certosini inglesi del ‘500. Preghiamo per essere aiutati a perseverare fino alla fine, anche coloro che sono stati vocati a cooperare più degli altri alla Buona Battaglia portando una croce molto pesante.

    • Bertand ha detto:

      1) per dividere i due rami basta un pezzo di carta, una penna biro, un timbro e dieci minuti per scrivere il decreto. come mai attendere tanto? li temono manco fossero e brigate rosse?
      2) il movente (attaccamento all’ortodossia) da cosa lo deduce? è a conoscenza di qualche documento che indichi questa motivazione?
      3) i FFI ritengono esservi una “vera chiesa” ortodossa (a cui rimanere attaccati) contrapposta a una falsa chiesa eterodossa? se sì, perché non si distaccano da quest’ultima invece che rimanervi dentro come dei corpi estranei a subire gli attacchi degli anticorpi “creativi”? se no, perché lo afferma Lei?

  • Estimado Director:
    Lo llevo escribiendo desde hace casi cinco años: ese es su problema, el problema de los que quieren pertenecer a la Iglesia del profetizado “Pastor necio y falso profeta” Francisco.
    Es el problema de los que confunden a un mal Papa con el profetizado “Pastor necio y falso profeta” Zacarías 11. 15-17 Apocalipsis 13: 11. 16: 13. 19: 20. 20: 10.
    Esto no lo dijo ningún Papa, lo dijo el Señor: Juan 15: 5 Mateo 28: 20.
    Saludos.
    Stimato Direttore:
    Lo porto scrivendo quasi da cinque anni: è il suo problema, il problema dei che vogliono appartenere alla Chiesa del profetizzato “Pastore stolto e falso profeta” Francesco.
    È il problema di quelli che confondono un cattivo Papa col profetizzato “Pastore stolto e falso profeta” Zaccaria 11: 15-17 Apocalisse 13: 11. 16: 13. 19: 20. 20: 10.
    Questo non lo disse nessun Papa, lo disse il Signore: Giovanni 15: 5 Matteo 28: 20.
    Saluti.

  • franco ha detto:

    tristissima situazione, quanto ha scritto, rivelato, P. Paolo è la verità, ma incompleta. Non ho letto una vera analisi della loro situazione che ha portato a tutto ciò. Il mal contento e la tensione nasce da prima. Ma non se ne è tenuto conto. La corda si è spezzata, mi risuonano le parole di un frate che mi diceva ci siamo fatti del male da soli….la corsa ad aprire case, ordinare sacerdoti non formati adeguatamente , nominati, subito dopo l’ordinazione, guardiani o parroci inesperti, purchè italiani (????) per soddisfare i vescovi che richiedevano di coprire i buchi nelle diocesi. Arrivando a mettere due frati in una comunità un sacerdote e un converso (fratello laico) , di solito un non italiano (ndr). Il che ha portato a uno sfaldamento della vita comunitaria, per non parlare della stanchezza fisica. a si era aperta una nuova casa..si !!! Accettare l’ingresso di frati di altri ordini e si sa chi per indole è scontento e cambia si porta con se la scontentezza e spirito di contestazione, magari anche la pretesa di avere posti che non avevano ottenuto nel loro ordine di origine…..questo andrebbe chiarito unitamente a tutto il resto, onestà lo richiederebbe, mi pare. Anche poi andrebbe considerato che molti e dico molti ex FFI girano per l’Italia senza permesso di soggiorno ….P. Paolo parli anche di questo, parli anche del perchè e di chi non ha voluto un Capitolo straordinario quando i malumori lievitavano, magari le cose sarebbero state diverse se i panni si lavavano prima che si insozzassero del tutto.
    Chi vi ha conosciuto e seguito non può che essere profondamente rattristato, rappresentavate e spero potrete rappresentare ancora un’ancora di salvezza per la Chiesa e per noi fedeli.

  • Serena ha detto:

    Mi scandalizza che dei laici ( come si evince chiaramente dagli ultimi commenti) vogliano insegnare l’obbedienza a un consacrato che la sta scontando sulla sua pelle, la santa obbedienza! Mi ricordano gli amici di Giobbe che tiravano fuori tutti quegli argomenti apparentemente così saggi ma realmente assolutamente inconsistenti!
    Lasciate almeno lamentare questo frate delle ingiustizie che lamenta non per sè, ma per i suoi fratelli e sorelle, e per amore di giustizia! Dio stesso gli dirà che i Suoi pensieri non sono i nostri pensieri, che per Lui 1000 anni sono come un solo giorno, ma che arriverà il Giorno della Giustizia di Dio!
    Noi laici, che non abbiamo fatto voto di ubbidienza, dovremmo ( come fa Tosatti) fare da cassa di risonanza a queste sacrosante lamentele, dovremmo alzarci in piedi e gridare che NON è giusto ciò che stanno facendo subire ai Frati e Suore dell’Immacolata e ai loro fondatori! Noi dovremmo scandalizzarci ed essere coloro che Gesù chiama beati perchè abbiamo fame e sete della giustizia!
    Pietà di noi, Signore, pietà di noi per la nostra infame tiepidezza!

    • salvo ha detto:

      @ Serena
      ”un consacrato che la sta scontando sulla sua pelle, la santa obbedienza”
      Dovrebbe scontarla in silenzio come Padre Pio, che non faceva nessun cinema

      ”dovremmo alzarci in piedi e gridare che NON è giusto ciò che stanno facendo subire ai Frati e Suore dell’Immacolata e ai loro fondatori”
      Se nessuno sa niente di preciso tu come fai a dire che non è giusto? Hai informazioni privilegiate che non vuoi condividere? O ti basta che salti fuori uno che parla di golpisti per credergli??

      • Paolo O. ha detto:

        Non possiamo conoscere tutto, ma molti qui difendono i FFI perchè chi ha avuto a che fare con loro sa che
        i frutti dei FFI erano buoni.
        Io ho ascoltato qualche “lectio” di p. Lanzetta, di rara parresia e Verità.
        Per questo ci sentiamo di difenderli da soggetti che invece di frutti non ne portano.

        Ad. esempio p.Siano (lo scrivente della lettera) ha scritto 2 libri sulla massoneria che vi consiglio.
        Per me altamente formativi.
        Dimostra “scientificamente” che vertici sono luciferini, mentre tutti gli altri studiosi dicevano di no, che trattasi solo di società segrete e che l’esoterismo è usato per gioco.

      • franco ha detto:

        Condivido, ma confermo che P. Paolo dice il vero, ma incompleto. I problemi interni hanno una loro origine e andavano risolti prima. E’ facile dire o parlare di golpisti senza dire il perchè c’erano e perchè non sono stai fermati . Perchè non dire che all’interno la carità fraterna era in pericolo, perchè non dire che si era creata una situazione di frati privilegiati seria A o B e poi subito alla Z…. La smania di espansione e il non ascolto hanno provocato questa situazione. Seppur l’attuale pontificato ha delle incognite (chiamiamole pure cosi) non centra nulla. Padre Siano se qui mi legge e la sua intelligenza non è in discussione, dica quello che neppure p. Pelletieri vuole dire, tipo perchè non vuole andare ad Albenga nella comunità dove si trova il fondatore. Il cofondatore sa e non parla, ma non vuole accettare “l’invito” di essere trasferito ad Albenga. Vorrà pur dire qualche cosa questo “rifiuto”. La corda si è rotta, evitate il peggio finche siete in tempo. Non restate alla superficie delle cose. La Chiesa ha bisogno di voi, ma uniti , il fondatore è il fondatore , ma …… Lei è ottimo studioso un ottimo religioso, ma la sua ruvidezza a volte è in contrasto con la realtà (stavo per scrivere verità), scelga Lei in coscienza e pensi a quante vere e buone vocazioni si sono perdute. Se si è deciso a scrivere, parlare, bene dica tutto e non parli solo lamentandosi dell’attuale, ma parli anche dei veri motivi che vi hanno condotto a ciò. Forse Lei è uno dei frati privilegiati, intento agli studi, ottima cosa, ma ha mai ascoltato i pianti dei confratelli e per pianti non intendo i piagnistei…..per la solitudine fraterna, conventuale ? Si è mai trovato a considerare, per esempio, ai frati che dovevano confidarsi o anche confessarsi scrivendo su un foglietto e con il vocabolario anche i “peccati” da confessare ? Soli, inconfortati,
        P. Paolo, Lei ha ragione, ma non completa, i motivi sono altri, Non sono motivi inconfessabili, ma semplici e risolvibili alla fonte. Molte, il più delle accuse al Fondatore sono banali malignità, ma fonte di ogni vostra disgrazia umana. Parlatevi,
        e siate veramente confratelli, adorate Dio prima di tutto e non il vostro sapere, studio. A un suo confratello ora sacerdote FI che non brillava di scienza e temeva di non essere alla vostra altezza gli ho detto, fatti santo come lo fu il Curato D’Ars, non ha scritto libri, ma ha amato la Chiesa e i suoi fedeli e confratelli. Padre Paolo se ha aperto questo baratro, lo faccia in tutto. Onestamente, sinceramente, in Veritas e non parzialmente. Ripeto lei probabilmente per i suoi studi ha passato più tempo in cella e fuori dalla dinamica conventuale e la capisco. Ma allora se vuole essere onesto parli con chi ha veramente sofferto, magari con coloro che sono usciti dei suoi confratelli. Analizzi bene e onestamente le cause, dei mugugni, prima e poi del commissariamento. Delle suore non ho elementi , (l’unica cosa che posso dire che non credo assolutamente alle porcherie dette su di loro e sul Fondatore). Ma non posso non considerare che anche loro hanno avuto una stupenda formazione, come voi, ma in quanto a fraterna carità c’è da rivedere alcune cose.
        Salvate il salvabile, ascoltate il Commissario, parlatevi e adorate solo Dio….penso comprenda…..Ave Maria. Nos cum Prole Pia …benedicta Virgo Maria.

    • franco ha detto:

      gentile signora Serena, ha ragione in parte di scandalizzarsi, ma dovrebbe anche pensare e eventualmente sapere o considerare che molti laici hanno conoscenza diretta avendo dovuto rinunciare alla vita religiosa e non parlano a vanvera. Lasciamo lamentarsi questo frate, ma chiediamoli anche di dire tutto.

  • Lia ha detto:

    Vorrei rivedere gli ordini dei FFI e delle SFI fiorenti come li ho conosciuti ma so che è un sogno. E questo è un dolore anche per noi fedeli che non si rimargina. Assicuro ogni giorno le mie preghiere per loro ( perseguitati) alla Vergine Immacolata. Hanno subito e subiscono un vero e proprio martirio per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa che è di Cristo

  • Antonia ha detto:

    Gentile Mioni, ma lei l’ha seguita, almeno un po’ la vicenda del commissariamento dei FFI?

  • Antonia ha detto:

    Speriamo che almeno si salvi “Il Settimanale di P Pio”, un eccezionale strumento di elevazione spirituale che non ha paragoni in mezzo a tanta stampa cattolica(?) da buttare sul serio nella spazzatura. Non so come vi riesca ancora a parlare P.Manelli e come vi si insegni il cattolicesimo vero. Ancora per quanto?

  • Anonimo ha detto:

    Dottor Tosatti,
    posso chiedere il permesso alla scrivente di poter fotocopiare l’ intero testo e mandarlo a un po’ di superiori sparsi, cavalieri del misericordiosissimo randellum, ma per amore della Obbedienza e della umiltà (“noi siamo veri umili”)?!
    Eh…che…scherzi! Se se lo dicono da soli!
    Posso creare, sulla base dei medesimi contenutii, il format dei “consacrati perseguitati” ma amorevolmente?
    Poi….la sindrome di Stoccolma!!!.
    detta “leccaculismo” italiano, voltagabbanismo, parac****, insomma.. le sindromi sono multiple invasive e fanno rima con Iscariota.
    Ambarabà cicí e cocó…c’era Giuda sul comò…

  • Giovanni Bosco ha detto:

    Opera Omnia S. FRANCISCI ASSISIATIS, col. 430 Paris Imp. Bibliothèque
    écclésiastique 1880 (dalle annotations de Louis-Hubert Remy)
    Magnum in Ecclesia schisma et tribulationem futuram.
    “Paulo ante mortem convocatis fratribus, de tribulationibus futuris eos admonuit, dicens : « Viriliter agite, fratres, confortemini, et sustinete Dominum. Magna tribulationis et afflictionis adesse festinant tempora, in quibus temporaliter et spiritualiter perplexitates et discrimina inundabunt, caritas multorum refrigescet, et superabundabit malorum iniquitas. Dæmonum potestas plus solito solvetur, nostræ Religionis et aliarum puritas immaculata deformabitur, in tantum quod vero Summo
    Pontifici et Ecclesiæ Romanæ paucissimi ex Christianis vero corde et caritate perfecta obedient : Aliquis non cononice electus, in articulo tribulationis illius ad Papatum assumptus, multis mortem sui erroris sagacitate propinare molietur. Tunc multiplicabuntur scandala, nostra dividetur Religio, plures ex aliis omnino frangetur, eo quod non contradicent, sed consentient errori.
    Erunt opiniones et schismata tot et tanta in populo, et in religiosis, et in clerico, quod nisi abbreviarentur dies illi juxta verbum Evangelicum ( si fieri posset ) in errorem inducerentur etiam electi, nisi in tanto turbine ex immensa misericordia Dei
    regerentur. Regula et vita nostra tunc a quibusdam acerrime impugnabitur. Supervenient tentationes immensæ. Qui tunc fuerint probati, accipient coronam vitæ. Væ autem illis, qui de sola spe religionis confisi tepescent, non resistent constanter
    tentationibus, ad probationem electorum permissis. Qui vero spiritu ferventes ex caritate et zelo veritatis adhæredunt pietati, tanquam inobedientes et schismatici persecutiones et injurias sustinebunt. Nam persequentes eos a malignis spiritibus agitati, magnum esse obsequium Dei dicent, tam pestilentes homines interficere et delere de terra. Erit autem tunc refugium afflictis Dominus, et salvabit eos, quia speraverunt in eo. Et ut suo capiti conformentur, fiducialiter agent, et per mortem, vitam mercantes æternam, obedire Deo magis quam hominibus eligent ; et mortem, nolentes consentire falsitati et perfidiæ, nullatenus formidabunt. Veritas tunc a quibusdam prædicatoribus operietur silentio, ab aliis conculcata negabitur. Vitæ sanctitas a suis professoribus habebitur in derisum, quare dignum non pastorem, sed exterminatorem mittet illis Dominus Jesus Christus ».”

    • Lo spettro di Paolo ha detto:

      Carissimi Bosco,
      nunc autem demonstratum facultatem ad facere a copy crustulum.
      Vos can det nobis cogitavi?

      (con parole sue, per favore…)

  • Elpidio Mioni ha detto:

    Boh che dire? L’obbedienza ai superiori non dovrebbe essere prerogativa dei Religiosi? Perché a costui dispiace di obbedire ai suoi attuali superiori? Perché non offre a Cristo le sue sofferenze, se ingiuste? C’è molta materia su cui riflettere in queste esternazioni…

    • Antonia ha detto:

      Gentile Mioni, ma lei l’ha seguita, almeno un po’ la vicenda del commissariamento dei FFI?

    • GMZ ha detto:

      Caro Elpidio,
      Guardi che non sta scritto da nessuna parte che queste sofferenze non le stiano offrendo a Gesù e Maria!
      A giudicare da quel che so dei FFI, sono pronto a scommettere che non solo che tali sofferenze siano quotidianamente impacchettate e recapitate in Cielo, ma anche che tutte le grazie siano offerte per noi, lei e me inclusi.

      Ma altra cosa è soffocare in petto la sofferenza provocata da uno scempio come quello che vede coinvolti i Francescani dell’Immacolata.

      Infine, credo che se c’è qualcosa che rattrista ed offende Gesù, non è certo il disperato appello di P. Siano.
      Ossequi.

  • don Armando Maria Loffredi ha detto:

    Ogni tanto capito al monastero delle monache cappuccine di Fermo per celebare la Santa Messa, e sono stato invitato anche per le prossime 40 ore di adorazione eucaristica da parte dell’Abbatessa Madre Sara. Assieme con loro ci sono anche le Suore dell’Immacolata di Padre Stefano Manelli, vestite tutte d’azzurro… mi sembrano Angeli, e cantano davvero angelicamente. Mi commuovo ogni volta che celebro da loro. E per risvegliarsi un pò nella fade basta solo sentirle cantare al Signore, che è il loro divin Sposo d’amore, Gesù!

    • iPing ha detto:

      Stanno lì solo momentaneamente perché il loro monastero a Montegiorgio è chiuso per terremoto. E sono le clarisse dell’Immacolata, Fondazione che segue la regola di Santa Chiara e la spiritualità di Kolbe.

  • lucis ha detto:

    Caro padre Siano,
    piena solidarietà, anche se a volte penso con amarezza alla vostra vicenda paragonandola a quella dei primi francescani del tempo di Francesco. Avvenne che chi volle essere pienamente fedele al Santo fondatore fu espulso dalla Chiesa, relegato tra gli eretici. Mi auguro una sorte diversa per voi, ma lei sa che ragioni “politiche” per compiacere potenti mondani, spesso hanno influenzato le decisioni delle gerarchie ecclesiastiche, e non solo oggi.
    Lei lo sa meglio di me, per gli studi in cui si è specializzato…