BESTIARIO QUARESIMALE. SANTITÀ, NON CREDA A QUELLO CHE LE RACCONTANO. LEGGA CHI LA CRITICA. VEDRÀ CHE DOPO STARÀ MEGLIO.

Marco Tosatti

Avrei voluto commentare e condividere con i lettori di Stilum Curiae le parole del Pontefice ai gesuiti dell’America Latina che padre Antonio Spadaro ha pubblicato in esclusiva sul Corriere della Sera. Come sempre, maiora premunt, e come sa chi legge Stilum Curiae cerco, nei limiti del possibile, di postare un solo articolo al giorno. Così mi trovo adesso a farvi partecipi di qualche pensiero, relativo alla parte del colloquio che riguarda direttamente l’informazione.

Diceva il Pontefice:

<Per salute mentale io non leggo i siti internet di questa cosiddetta “resistenza”. So chi sono, conosco i gruppi, ma non li leggo, semplicemente per mia salute mentale. Se c’è qualcosa di molto serio, me ne informano perché lo sappia. È un dispiacere, ma bisogna andare avanti. Quando percepisco resistenze, cerco di dialogare, quando il dialogo è possibile; ma alcune resistenze vengono da persone che credono di possedere la vera dottrina e ti accusano di essere eretico. Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro. Provo dispiacere, ma non mi soffermo su questo sentimento per igiene mentale>.

Ecco, la prima cosa che mi ha colpito è il riferimento alla salute mentale (ripetuto due volte e poi come “igiene mentale” alla fine del paragrafo). Uno potrebbe pensare che è per la tranquillità dello spirito, per non cadere nella tentazione dell’ira, o del nutrire sentimenti malvagi e negativi verso i responsabili, che un papa evita di leggere critiche o affermazioni sgradevoli. Anche se, da giornalista, penso che sia necessario leggere tutto, e in particolar modo quello che non collima con la tua visione del mondo, della vita, della religione. Ma è interessante notare quel riferimento alla salute mentale; che peraltro non è il primo che il Pontefice fa, a parte il famoso riferimento alla psicologa ebrea degli anni da gesuita a Buenos Aires. Come se quelle critiche potessero disturbare un equilibrio. Il che, conoscendo il temperamento impulsivo e umorale dell’interessato, può essere ben plausibile.

Sul dialogo credo sia meglio, caritatevolmente, non soffermarsi. La storia dei Dubia, delle lettere personali, di cardinali e vescovi, e la vicenda di persone come mons. Ricardo Livieres Plano, cacciato da Ciudad del Este senza aver potuto incontrare il papa, nonostante le ripetute richieste, non avvalorano le parole del Pontefice. Ci sembra di non sbagliare se le consideriamo una formula quasi dovuta, un noblesse oblige, e poco più.

È interessante invece il riferimento ai siti internet e ai blog. È un riconoscimento del fatto che i media mainstream hanno un ruolo debolmente critico nei confronti dell’istituzione, a differenza di quanto accadeva con Benedetto XVI. Un elemento, quello della simpatia mediatica di cui gode il Pontefice molto interessante e che meriterebbe di essere analizzato in dettaglio, esaminando anche le singole testate e i singoli giornalisti. È evidente però che il ruolo di contro-informazione viene svolto in maniera quasi totale dai blog e dai siti internet. E in un periodo così evidentemente drammatico per la vita della Chiesa, è un compito vitale e importante, con buona pace della salute (igiene) mentale delle persone coinvolte.

Ora, è vero che sono legione quelli che considerano il papa eretico? Leggendo parecchi di questi commentatori, direi proprio di no. Se ci sono, sono una minoranza. Ma è vero che molti sono critici dei gesti di governo del Pontefice, del suo stile di ministero, della discrepanza fra alcune – non frequenti, ma chiare – affermazioni di principio su temi sensibili e la scelta di persone che nei fatti e nelle azioni smentiscono o rendono vacue le enunciazioni di principio. “Como habla lindo Bergoglio!” dicevano a Buenos Aires, salvo poi vedere tradite le parole dalle scelte fattuali.

Sappiamo, per sua stessa ammissione, che il Pontefice legge soprattutto il giornale punta di lancia della sinistra libertario-individualista-mondialista italiana. Certo, lì non ne troverà di critiche. Ma il sospetto – avendo studiato un poco la storia umana e da arcivescovo del Pontefice – è che non siano le accuse eventuali e rare di eresia, che non vuole ascoltare. Sono proprio le critiche tout court che gli danno fastidio, come accade a certi tipi di personalità, ed è per questo che, onestamente, parla di salute mentale. Certo è più facile – e in questo i corifanti di cui è circondato lo aiutano – squalificare in partenza le voci non omologate sotto un’etichetta che sia di stigma. Umilmente, possiamo darle un consiglio, Santità? Li legga, li legga, questi blog! Senza paura! Vedrà che a costo di qualche ulteriore disequilibrio ne troverà giovamento.

 Gli abusi, Barros e le improvvise grida di battaglia.

Dopo il caso Barros, di cui ci siamo occupati qualche giorno fa, il tema abusi ha vissuto accelerazioni mediatiche continue. Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede si è premurato di informare che il Pontefice riceve frequentemente vittime di abusi da parte di ecclesiastici. La commissione vaticana sugli abusi è stata riattivata, con la conferma di alcuni membri e l’immissione di nove nuovi membri, e la presidenza è stata di nuovo affidata al cardinale di Boston Sean O’Malley, che aveva espresso le sue critiche alle parole del Pontefice sulle vittime di Karadima.

E dei giorni scorsi c’è la riapertura del caso di Ponticelli. Come leggiamo su Il Mattino: “In Vaticano si riapre il caso del prete di Ponticelli accusato di pedofilia. Papa Francesco ha richiesto «ulteriori e immediati» accertamenti. Vuole vederci chiaro. Vuole capire se le indagini svolte durante questi anni dalla diocesi di Napoli e, in seguito, dalle autorità competenti vaticane, relative alle accuse di abusi ai danni di alcuni bambini, e terminate nel 2016 con un’archiviazione, siano state fatte o meno accuratamente. Vuol capire se la procedura investigativa sia stata adeguatamente rispettata in tutte le fasi previste. Vuole che sia illuminato ogni singolo aspetto ancora oscuro della complessa vicenda. Dopo il racconto inquietante di una presunta ulteriore vittima di abusi, recentemente affiorato dal silenzio dopo anni, Bergoglio ha sollecitato le strutture d’Oltretevere ad attivarsi in base alle nuove «evidenze», e ad approfondire il dossier, per verificare se il caso non sia stato chiuso un po’ troppo frettolosamente dalla diocesi napoletana. Il Papa vuole capire che cosa esattamente, a suo tempo, abbia indotto chi investigava ad interrompere le inchieste e disporre l’archiviazione”.

La sensazione è che si voglia cancellare la pessima impressione lasciata dal viaggio in Cile, una visita segnata profondamente dal caso Karadima/Barros con una raffica di notizie battagliere, tese a dimostrare quanto il Pontefice è ardente in questa battaglia…Anche se la nomina del cardinale Mahony, ex di Los Angeles, a suo rappresentante a Stranton, nella messa che celebra i 150 anni dell’arcidiocesi è sembrata una nota discordante. Mahony è stato “liberato” da ogni incarico a Los Angeles nel 2013, in seguito alle accuse di aver fatto poco o niente per impedire abusi dei suoi preti dal 1985 in poi. Purtroppo come Danneels, e come Murphy o’Connor, anch’essi toccati dal problema di, diciamo così, una scarsa sensibilità agli abusi, fa parte del cerchio di consglieri papali. Contraddizioni.

Ancora sulle critiche. Giannizzeri in azione. 

E per tornare alle critiche, bisogna dire che il cerchio di consiglieri mediatici e spin doctors sui mass media del Pontefice, laici e ecclesiastici, non riposano mai. Casualmente girando su twitter abbiamo trovato un paio di cosette che vi offriamo. La prima è di Austen Ivereigh, già uomo stampa del card. Murphy O’Connor, grande amico e consigliori del Pontefice.

Riporta un tweet del Tablet, in cui si dice: “Papa Francesco ha criticato quelli che fanno accuse di eresia e credono di possedere la ‘vera dottrina’ della Chiesa, dichiarando che non è possibile dialogare con loro”. Come abbiamo visto, il Pontefice si riferiva ai blog e ai siti internet. Ivereigh però ne sa di più, della “pensée profonde” del Pontefice, e commenta: “Il papa risponde ai Dubia: ‘Quando non posso vedere bontà spirituale in quello che quelle persone dicono o scrivono, semplicemente prego per loro”.

Sempre giracchiando su Twitter, troviamo un’altra perla, in cui addirittura si chiede la testa di un ottimo collega, Raymond Arroyo, della catena televisiva EWTN. In un tweet il collega Eward Pentin, del National Catholic Register, scriveva: “Robert Royal e Gerald Murray dissezionano il discorso di Antonio Spadaro a Georgetown, l’approccio del Vaticano alla Cina e i seminari del cardinale Cupich su Amoris Laetitia con Raymond Arroyo”. Commentava Tony Annett: “Non fate errori, questi attacchi ad Antonio Spadaro e il cardinale Cupich rappresentano una ‘guerra totale’ a papa Francesco. È tempo di interdire EWTN finché non si sbarazzi di Raymond Arroyo”. Dialogo e misericordia a go go, come al solito da quelle parti…usque tandem, Domine?


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SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

BONINO SOTTO LA BASILICA. PEZZO GROSSO METTE IN GUARDIA DAI FALSI PROFETI. MEMENTO: LA BESTEMMIA DI EMMA DAVANTI A CAPEZZONE.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, forse ieri avete letto l’intervento di Pezzo Grosso, che ci interpellava direttamente sul comizio di Emma Bonino sotto la Basilica dell’Incoronata a Napoli, Capodimonte. Se non l’avete letto, potete farlo ora qui. Il nostro interlocutore però si è sentito sollecitato dalla risposta, e ha voluto aggiungere alcune considerazioni. Eccole.

Gentile dottor Tosatti, grazie per la risposta che condivido in toto. Vorrei però condividere con i suoi lettori una considerazione appena fatta con un teologo: <L’Evangelista Matteo (Mt , 7-15) riporta questa frase di Gesù “guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci”. Questi falsi profeti invece di illuminare confondono, invece di rafforzare la fede creano dubbi. Come il riformatore Lutero predicano dottrine erronee e provocano separazioni all’interno della Chiesa, accusando chi li contrasta di volere “dividere”! La cattiva dottrina si presenta sotto le sembianze della misericordia, della carità, del dialogo, della giustificazione…Ma Cristo spiegò che “chi rimane in me e io in lui fa molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla (Giov. 18-5)”.  

San Pio X nell’Enciclica Haerent Animo del 1908, parlando delle responsabilità di chi esercita il ministero apostolico, spiega il rischio che provocano quei pastori che “..non abituati a parlar con Dio, quando parlano di Dio agli uomini o danno consigli sulla vita cristiana, son privi di ispirazione divina, perché (in loro) la parola di Dio è quasi morta…” .Così danno consigli privi di contenuto soprannaturale , frutto di interpretazioni soggettive, frutto dei loro difetti, di una cattiva formazione dottrinale, persino manipolata per giustificare i propri disordini.

Leone XIII (Immortale Dei) scriveva che “senza religioni è impossibile che i costumi di uno Stato siano buoni”. Bene, perché ho voluto replicare con queste osservazioni? Perché il laicismo radicale delle varie bonino aggredisce da sempre la Chiesa per corrompere le leggi e produrre liceità di divorzio, liceità di aborto, liceità di droga libera. Ma mai la Chiesa aveva fino ad oggi esaltato le figure di questi profeti (come la Bonino), permettendole persino sotto elezioni di avere un viatico per realizzare la sua voluta secolarizzazione che disprezza la fede e la morale. Così il “buon pastore” pensa di salvare chi lo ascolta?

PezzoGrosso>.

Più che girare la domanda a chi di dovere, non possiamo fare. Speriamo che in qualche modo ci sia una risposta…Intanto, grazie alla cortesia di un collega, vi offriamo una bestemmia d’antan della “grande italiana”.


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PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

 

 

EMMA BONINO SOTTO LA BASILICA A NAPOLI. PEZZO GROSSO: L’HA RESUSCITATA IL PAPA. CHE NE PENSA STILUM CURIAE? ECCO LA RISPOSTA.

 

 

Marco Tosatti

Pezzo Grosso ci ha scritto, e ci ha chiesto una risposta:

“Caro Tosatti, molti, nel mondo cattolico, sono sorpresi e costernati nel veder l’aggressiva campagna elettorale della Bonino, che mi ricorda da molti punti di vista quella, ben più “global”, di Hillary Clinton alle presidenziali Usa dell’anno passato. Qualcuno si sorprende che la campagna dell’Emma Bonino sia a volte supportata da preti (vedi il link allegato). Vorrei fare una osservazione. Emma Bonino era politicamente finita, ignorata persino nel mondo del partito radicale dopo la morte di Pannella. Chi la fa risorgere con un “assist” imprevedibile è stato proprio il Papa Bergoglio, indicandola come personalità di riferimento. Come quindi meravigliarsi se qualche prete ne facilita la campagna elettorale?..Lei Tosatti che ne pensa?

Pezzo Grosso”.

Caro Pezzo Grosso, ne penso tutto il male possibile. Ricordo che la più grande testimonial dell’aborto in Italia è stata invitata a parlare in Chiesa nel nord qualche mese fa, in una chiesa. Una persona che ha contribuito largamente all’uccisione legale di vari milioni di bambini e bambine (ma quelle non contano come femminicidio, nella strana contabilità disturbata di qualcuno). Ricordo anche bene che la straordinaria lode elargita a Emma Bonino dal Pontefice, che voglio attribuire a cattivi consigli e scarsa conoscenza della realtà fattuale; ma sappiamo che Buenos Aires è tanto tanto lontana dall’Italia. Ora, a quel che capisco dal bell’articolo pubblicato su la Nuova Bussola Quotidianal’Ipogeo della Basilica in cui ieri si è svolto l’incontro è gestito da un’associazione autonoma, non collegata alla Chiesa, la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio. Una costruzione recente, che data dagli anni ’20, sul modello di San Pietro. E che è geograficamente vicina al luogo che ricorda il patrono della città, San Gennaro. Quindi, tecnicamente, la chiesa non c’entrerebbe. Ma spero, e probabilmente non lo saprò mai, spero che il rettore della basilica abbia fatto presente l’inopportunità di tenere una manifestazione elettorale sotto la navata principale della Chiesa, anche se come abbiamo visto di chiesa non si trattava; che l’inopportunità era rafforzata dalla figura della protagonista, elogi papalini a parte (papa Bergoglio può forse non sapere chi è stata Emma Bonino, e chi è adesso, una sodale di Soros in tutte le politiche abortiste e neo-malthusiane del pianeta); spero che il rettore della basilica abbia informato della situazione, diciamo così, spinosetta il cardinale arcivescovo di Napoli; e che il cardinale arcivescovo di Napoli abbia interposto i suoi buoni dialoganti uffici per evitare quello che per molti cattolici napoletani è stato un corto circuito o un pugno nell’occhio, a vostra scelta. Una abortista conclamata e impenitente che parla, per conquistare voti a quelle che saranno le sue politiche dello stesso genere di prima, sotto una piccola San Pietro, all’ombra di San Gennaro e sotto una basilica….Quali simboli melliflui in più vogliamo? Spero; e come si sa, chi vive sperando muore cantando. Mi schiarisco l’ugola. 


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PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

ABOLIRE L’UNAR, PRIMO COMPITO DEL FUTURO GOVERNO. RIPARTE IL BUS DELLA LIBERTÀ: NON PASTICCIARE CON L’IDENTITÀ SESSUALE DEI BAMBINI.

Marco Tosatti

Il clima elettorale non ha impedito al governo di compiere una scelta incredibilmente di parte, e senza tenere conto del parere di una larga parte dell’opinione pubblica, e delle associazioni che avevano chiesto un dialogo sull’argomento. Luigi Manconi, che non ha trovato posto nelle liste del Partito Democratico, è stato “compensato” con la nomina a coordinatore dell’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, della cui utilità è assolutamente lecito dubitare. Anche perché sembra che il suo compito precipuo sia quello di propagandare e sostenere l’ideologia Gender, anche e soprattutto a livello scolastico. La speranza – condivisa dalle associazioni che si occupano di famiglia – è che il prossimo governo abolisca semplicemente questo ufficio.

“La nomina di Luigi Manconi a nuovo coordinatore dell’UNAR da parte di Paolo Gentiloni conferma che il Partito Democratico usa quest’organo del Governo come avamposto della grande colonizzazione ideologica denunciata da Papa Francesco, che mira a distruggere l’antropologia autenticamente umana soprattutto nella formazione dei ragazzi nelle scuole”. Lo afferma in una nota Filippo Savarese, portavoce dell’associazione co-promotrice del Family Day Generazione Famiglia.

Luigi Manconi è infatti favorevole all’introduzione nell’ordinamento italiano di matrimoni e adozioni gay, liberalizzazione delle droghe e addirittura regolamentazione cosiddetta “etica” dell’utero in affitto.

Generazione Famiglia condanna la scelta del Pd di confermare l’indirizzo fortemente ideologico dell’Ufficio, già sconvolto l’anno scorso dallo scandalo dell’ex Direttore Francesco Spano, colto a finanziare con fondi pubblici associazioni LGBT di cui lui stesso era socio e che organizzavano nelle loro sedi orge con consumo di droga e incentivo alla prostituzione.

Il lavoro dell’UNAR è contestato dalle associazioni di famiglie e genitori da quando promosse nel 2010 la “Strategia Nazionale LGBT”: un grande piano di promozione in tutti gli ambiti della società, a partire dalle scuole, delle istanze politiche e culturali della comunità gay, finanziato con 10 milioni di Euro.

Ci si sarebbe attesi un gesto di buon senso politico con la nomina di un Direttore che riportasse l’Ufficio alle sue autentiche competenze di contrasto ai fenomeni di discriminazione a sfondo razziale, etnico, culturale e religioso. Il Pd ha deciso di usare il posto libero per risolvere questioni di lotta interna seguite all’esclusione di Manconi dalle liste elettorali in vista delle elezioni del 4 marzo.

A questo punto, è inevitabile augurarsi che il prossimo Governo abolisca del tutto un ente evidentemente inutile e ideologico. A tal fine Generazione Famiglia lancia oggi una petizione nazionale per sensibilizzare le forze politiche ad inserire questo obiettivo nel loro programma di Governo”.

E in attesa delle elezioni, e in considerazione degli attacchi che l’antropologia naturale e la psiche dei bambini si troveranno a fronteggiare nel futuro a breve termine, riparte la campagna del “Bus della Libertà”.

Dicono gli organizzatori: “Tutto ci dice che si sta preparando una nuova, grande ondata ideologica nelle scuole italiane. La lobby del movimento Lesbiche-Gay-Bisessuali-Transessuali (LGBT) si sta riorganizzando per tornare prepotentemente nelle classi dei nostri figli e dei nostri nipoti con altri progetti fondati sull’ideologia Gender. Per dire che non si nasce uomini e donne. Che l’identità sessuale cambia, anche a piacimento. Che un’identità sessuale vera e propria, in fondo, non esista nemmeno. È per questo che CitizenGO torna in campo col Bus della Libertà”.

Il grande pullman arancione porta in giro il messaggio cubitale: “Non confondete l’identità sessuale dei bambini”, e girerà l’Italia dal 20 al 27 febbraio. 

“Il fatto più grave che ci mette in allarme rosso riguarda, ancora una volta, l’Unar. L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. È un organo del Governo italiano che, come dice il nome, dovrebbe occuparsi di combattere le discriminazioni basate sull’appartenenza etnica o culturale delle persone. Già, dovrebbe. Da qualche anno, la Lobby LGBT si è totalmente impadronita di questo organo. Basta vedere com’è andata con gli ultimi due Direttori. Uno ha promosso nelle scuole la Strategia Nazionale LGBT (quando “il nome è tutto un programma”…) finanziata con 10 milioni di Euro (le nostre tasse), l’altro ha finanziato un’associazione Gay con oltre 50 mila Euro (sempre le nostre tasse) di cui lui stesso era tesserato. Serviva un deciso cambio di passo. E invece, il Pd ha nominato nuovo coordinatore Luigi Manconi, un politico di idee fortemente di sinistra e radicali, favorevole a tutto ciò che abbiamo combattuto in questi anni. I frutti della nuova ondata ideologica già si vedono. Per esempio? Le scuole di Torino hanno ricevuto l’invito a portare i loro ragazzi (anzi: i nostri ragazzi) a vedere uno spettacolo teatrale fortemente propagandistico sull’omosessualità. Indovina? Un progetto patrocinato proprio dall’Unar. Il progetto prevede (cito testualmente) “un incontro preliminare per ogni classe organizzato dal Gruppo Formazione TorinoPride in collaborazione con il Servizio LGBT di Torino”.

E la prima tappa del bus sarà proprio a Torino. Umilmente, possiamo aggiungere però che la tappa veramente importante per tutti sarà il 4 marzo, quando si potrà finalmente esprimere la propria opinione, con il voto, su questo e altri problemi del Paese….


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PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

CI SARÀ UNA SORPRESA DI #PONTIFEX DOPO PASQUA? FORSE UN CONCISTORO PER LA CREAZIONE DI SEI CARDINALI.

Marco Tosatti

Nella settimana dopo Pasqua – quella che si conclude con la domenica della misericordia istituita da san Giovanni Paolo II ci sono buone probabilità che il Pontefice faccia una sorpresa di qualche tipo alla Chiesa. Nell’entourage papalino questa notizia circola da qualche settimana, e ci sembra giusto riportarla, con tutte le cautele del caso, visto che si tratta di una decisione personale del Numero Uno. In realtà la notizia l’ha data, en passant, proprio il papa, chiacchierando con uno dei suoi principali collaboratori, a cui ha accennato appunto l’eventualità di una sorpresa per il periodo che segue immediatamente la Pasqua, che quest’anno cade il 1° di aprile.

Non siamo in grado di fare molte congetture. Fra le ipotesi che ci sono state suggerite, quella più probabile è forse un Concistoro per la creazione di nuovi cardinali.

Il Collegio Cardinalizio conta esattamente 120 porporati con meno di 80 anni e, di conseguenza, con diritto di voto nel caso di un conclave. Durante il 2018 sei cardinali elettori compiranno 80 anni, e non potranno più votare. Essi sono: Antonio Maria Vegliò, Paolo Romeo, Francesco Coccopalmerio, e Angelo Amato, tutti italiani. Poi il portoghese Manuel Monteiro de Castro, il vietnamita Pierre Nguyen Van Nhon. E tutti compiranno gli ottanta anni entro giugno; e fino all’anno prossimo il Collegio non dovrebbe subire variazioni.

Quindi a giugno i cardinali elettori scenderanno a quota 114, sei meno del limite massimo stabilito. L’Italia perderà ben 4 votanti, scendendo da 23 a 19. L’ultimo concistoro di papa Francesco è stato fatto due anni fa.

Il Concistoro per la creazione di nuovi cardinali più recente di papa Francesco data dall’anno scorso, esattamente dal 28 giugno. Vennero creati cardinali cinque prelati: Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako (Mali), il primo cardinale del Mali; Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona (Spagna); Anders Arborelius, O.C.D., vescovo di Stoccolma (Svezia); Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, vicario apostolico di Paksé (Laos), e Gregorio Rosa Chávez, vescovo titolare di Mulli, vescovo ausiliare di San Salvador (El Salvador), primo cardinale di El Salvador. In quell’occasione non vennero nominati cardinali ultraottantenni. Quindi potrebbe essere che il Papa decida un altro concistoro a numeri ridotti, come già accadde l’anno passato. Stiamo a vedere.


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PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

COMUNIONE IN MANO. UN ESPERIMENTO DOCUMENTA LA POSSIBILITÀ DI INFINITI SACRILEGI QUOTIDIANI E INVOLONTARI. PER CHI CREDE ALLA TRANSUSTANZIAZIONE.

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vorrei tornare sul tema della comunione in bocca o in mano con un interessante articolo che ho trovato su Infovaticana, e che propone in maniera molto forte il problema di un involontario sacrilegio. Tutto questo, ovviamente, ha un senso se si pensa che l’ostia divenga realmente corpo di Cristo nella consacrazione; e se lasciamo a discussioni alambiccate e bizantine le tesi fumose di alcuni rozzi e verbosi professorini, influenzati da convinzioni luterane.

Come sappiamo negli ultimi cinquanta anni si è generalizzata la pratica di ricevere la comunione nella mano, per poi consumarla individualmente. In piedi, generalmente; tanto che di recente c’è chi ha lanciato una petizione affinché si torni a usare gli inginocchiatoi per la distribuzione dell’eucarestia.

Infovaticana ci informa che un seminarista statunitense ha voluto fare un esperimento per verificare se nella pratica della comunione in mano può essere mostrato il dovuto rispetto a quello che è il corpo di Gesù. (Come abbiamo detto sopra: sempre che ci si creda…).

Il seminarista ha utilizzato per il suo esperimento un’ostia non consacrata e un guanto nero, che permetterà di vedere con sufficiente chiarezza i risultati dell’esperimento. Come prima cosa si dimostra che sul guanto non ci sono resti di nessun genere.

 

Subito dopo si colloca l’ostia sul guanto, nello stesso modo in cui un fedele la prende dalle mani del sacerdote e la colloca sul palmo della sua mano.

 

Infine lo sperimentatore prende e ingoia l’ostia: e allora si possono vedere con chiarezza le particelle di ostia che sono rimaste sul guanto.

 

Ci ricordiamo che l’ostia usata dal seminarista è in realtà solo pane. Ma se si fosse trattato di un’ostia consacrata, data a un fedele durante la messa, inevitabilmente quelle minuscole briciole di ostia consacrata sarebbero cadute a terra. Il che costituirebbe una forma di sacrilegio verso la presenza reale di Cristo nell’eucarestia.

Ricordiamo qui che cosa afferma l’Istruzione “Redemptionis sacramentum”.

Al punto 92 si legge: “Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli.

Al punto 93 si legge: “È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada”.

Un bel problema, no? Ma, come dicevamo, sempre e solo per chi ci crede che sia il corpo di Cristo….


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PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

IL PONTEFICE, LA TRATTA, GLI APPELLI ALL’ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI. NON È UNA PASTORALE OSSESSIVA?

Marco Tosatti

Santità, ci dia un poco di respiro. Si lamentava della pastorale ossessiva sui temi della vita, con implicito riferimento ai suoi predecessori, e a qualche santo di scarso calibro, come madre Teresa di Calcutta, che lottavano contro l’aborto, e ormai ci obbliga a subire, noi cattolici e gli altri abitanti di questo sciagurato Paese una pastorale ossessiva sui migranti. E, ci scusi, ma non tengono proprio le bugie di chi sostiene che la Chiesa non fa politica. La fa, la fa, e solo a favore di una certa area politica. Come diceva l’armatore genovese della barzelletta, che sapendo del suicidio di un collega commentava: avrà avuto la sua convenienza, immaginiamo che anche la Chiesa in Italia magari qualche sua convenienza ce l’avrà, in questo giro di affari milionario che è l’accoglienza ai clandestini.

Ma Lei è il Papa, e, anche se di questo devastato Paese non gliene importa nulla, e anche se legge solo un giornale, quello più di sinistra e sorosiano e piddino che ci sia, e anche se i suoi consiglieri sono quelli che sono, e le cose gliele contano solo in un certo modo; anche se; ma non le sembra che la frequenza con cui si occupa di questo singolo tema non sia davvero ossessiva?

Ieri sul suo profilo Twitter leggevamo, tanto perché non corressimo il pericolo di restare digiuni dell’argomento: “Con spirito di misericordia accogliamo le vittime della tratta e coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame”.

Invece lunedì (siamo a mercoledì, badate) leggevamo le sue dichiarazioni: “<Tante volte i migranti sono sporcati dai commenti>. Lo ha detto il Papa incontrando dei giovani impegnati nella riflessione sulla tratta. «Alcuni mesi fa ho visto su un giornale un titolo che riguardava una piccola città. <Questa è la città dove ci sono stati più stupri quest’anno e il 40% di stupratori erano migranti. Questo è un modo di sporcare i migranti. E l’altro 60% chi erano? Italiani. C’è un modo di presentare le cose che ti cambiano la verità>. Poi rivolto ai giovani ha detto: <Non abbiate paura di incontrare i migranti. Aprite il vostro cuore, fateli entrare> perché potrete incontrare Cristo >anche nelle persone migranti, che sono fuggite da casa, e rimangono intrappolate nelle reti> della schiavitù. Poi ha riferito di una ragazza che era stata <ingannata da una donna molto cattolica>; è arrivata in Italia ed <è stata messa nella catena della prostituzione>. Quando è stata salvata ed è entrata in un istituto dove <il capo era una suora non voleva entrare perché era stata una donna molto cattolica ad ingannarla e a farle fare la schiava>”. Non poteva mancare la stoccatina alla donna “molto cattolica”, perché sappiamo che i molto cattolici stanno un po’ sullo stomaco al papa. Ma forse può essere utile leggere quelle che sono le percentuali dei crimini commessi in Italia. E teniamo conto che gli stranieri sono l’8 per cento della popolazione globale. E comunque, forse, non sembra che ci sia un gran bisogno di incrementare la fauna criminale nostrana importandone.

Intanto da Bruxelles Frontex ci fa sapere che sono più di 4.800 i migranti sbarcati sulle coste italiane passando per la rotta Mediterranea registrati nel mese di gennaio. Si tratta di un numero raddoppiato rispetto a dicembre 2017.

Giustamente il Pontefice parla di quella che è evidentemente una tratta; in cui sono le vittime stesse a pagare per la loro deportazione. Ma non è che i richiami tambureggianti all’accoglienza provenienti dal Pontefice stesso e dai responsabili della Chiesa italiana da lui nominati possano avere un effetto di stimolo sul fenomeno? Che strano modo di combattere un fenomeno esaltandone alcuni aspetti, contro quello che dicono i vescovi e i responsabili dei Paesi interessati. Se so che mi accolgono, corro il rischio di partire. Se no, forse non mi metto in un’avventura senza sbocco.

Ecco, quello che vedete in cime all’articolo è un manifesto di tre anni fa. Chiaro, no?

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CINA-SANTA SEDE. UN APPELLO DI CATTOLICI AI VESCOVI DI TUTTO IL MONDO. CHE LO SPIRITO DI CASAROLI ISPIRI LA TERZA LOGGIA…

 

Marco Tosatti

Asianews, il quotidiano online guidato da padre Bernardo Cervellera, del glorioso PIME, il Pontificio Istitutu Missioni Estere, ieri ha pubblicato una lettera aperta-appello ai vescovi di tutto il mondo affinché si adoperino per fermare un possibile accordo fra Santa Sede e Cina che sembra imminente e di cui si è parlato tanto nei giorni scorsi.

Questo è il link, in inglese e cinese, della lettera, per leggerla ed eventualmente aderire.

I primi firmatari sono professori, avvocati, attivisti per i diritti umani. Come scrive Asianews, l’accordo, nei termini attuali, di cui evidentemente i firmatari conoscono gli elementi, sarebbe “Un errore deplorevole e irreversibile”. Nella lettera si chiede perciò di fermare la firma dell’accordo, e di reimpostarlo con precise garanzie sulla libertà del pontefice di nominare i vescovi e con garanzie di una vera libertà religiosa per i cristiani e la società.

Stilum Curiae non ha seguito da vicino lo sviluppo delle trattative; ma c’è il timore, condiviso in non poche personalità di Chiesa, che giochino in questa vicenda vari elementi. Il primo sarebbe il desiderio di alcuni dei responsabili di ottenere un successo personale. Il secondo: il desiderio del Pontefice, così come è accaduto per l’incontro con il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, di far vedere che la sua politica ottiene risultati laddove per i suoi predecessori non era possibile; e naturalmente il desiderio, presente in ogni diplomatico, in talare o in borghese che sia, di legare il suo nome a un accordo. Quando molti anni fa cominciai a occuparmi di Vaticano, un amico della Segreteria di Stato, purtroppo scomparso, mi disse, parlando della Cina e della Santa Sede: “Se la pazienza dei cinesi è infinita, quella di Casaroli è eterna”. Casaroli era ovviamente il cardinale Segretario di Stato di Giovanni Paolo II. L’uomo della ost-politik, certamente non sospetto di simpatie reazionarie, o di non aperture verso i regimi comunisti. Eppure, sulla Cina e sulla libertà della Chiesa fu adamantino. Con buona pace di mons. Sorondo e degli altri cheerleaders osannanti, le nuove regole appena entrate in vigore su religioni e libertà non sembrano offrire molte speranze in quello che è il Paese più grande al mondo governato da una dittatura. Che lo spirito di Agostino cardinale Casaroli aleggi sulla Terza Loggia in questi giorni….

Lettera aperta alle Conferenze episcopali cattoliche nel mondo sul possibile accordo fra la Santa Sede e il governo della Repubblica popolare cinese

Eminenza e eccellenza reverendissime,

siamo un gruppo di cattolici. Di recente, sono emerse alcune notizie che indicano che la Santa Sede e il governo della Repubblica popolare cinese raggiungeranno presto un accordo sulla questione della nomina dei vescovi, come pure sul riconoscimento di sette “vescovi” illeciti. Siamo profondamente scioccati e contrariati. Con il nostro amore e sostegno alla Santa Madre Chiesa, noi speriamo che lei e tutte le conferenze episcopali siano attente a tali sviluppi.

Secondo l’insegnamento della Santa Madre Chiesa, i vescovi sono i successori degli apostoli, con il dovere di guidare e prendersi cura del gregge: “La Chiesa è apostolica: è costruita su basamenti     duraturi: i dodici Apostoli dell’Agnello (Apoc. 21, 14). Essa è indistruttibile (Matteo 16,18); è infallibilmente conservata nella   verità; Cristo   la   governa  per   mezzo   di   Pietro   e   degli   altri   Apostoli, presenti nei loro successori, nel Sommo Pontefice e nel Collegio dei   Vescovi” (Catechismo, 869). Tutti i vescovi devono essere perciò nominati dal Successore di Pietro – il Santo Padre, il Papa. Ed essi devono essere uomini di principi morali e di saggezza. Il governo non deve giocare alcun ruolo nel processo di selezione:

“il diritto di nominare e di costituire i vescovi è proprio, peculiare e di per sé esclusivo della competente autorità ecclesiastica. Perciò, per difendere debitamente la libertà della Chiesa e per promuovere sempre più adeguatamente e speditamente il bene dei fedeli, questo santo Concilio fa voti che, per l’avvenire, alle autorità civili non siano più concessi diritti o privilegi di elezione, nomina, presentazione o designazione all’ufficio episcopale” (Christus Dominus, n. 20).

Eppure, i sette “vescovi” illeciti non sono stati nominati dal papa, e la loro integrità morale è discussa. Essi non godono della fiducia dei fedeli e non hanno mai espresso il loro pentimento in pubblico. Se essi vengono riconosciuti come legittimi, i fedeli della Cina sarebbero gettati nella confusione e nel dolore e si creerebbe uno scisma nella Chiesa in Cina.

Noi comprendiamo che la Santa Sede sia desiderosa di evangelizzare la Cina in modo più efficace. Ma siamo profondamente preoccupati che l’accordo potrebbe creare danni irrimediabili. Il Partito comunista cinese, sotto la leadership di Xi Jinping, ha distrutto croci e chiese diverse volte, e l’Associazione patriottica mantiene il suo controllo sulla Chiesa con mano pesante. La persecuzione religiosa non si è mai fermata. Xi ha anche chiarito che il Partito rafforzerà il suo controllo sulle religioni. In tal modo, non vi è possibilità che la Chiesa potrà godere di maggiore libertà. In più, il Partito comunista cinese ha una lunga storia di non tenere fede alle sue promesse. Noi siamo preoccupati che l’accordo non solo fallirà nel garantire una limitata libertà tanto desiderata dalla Chiesa, ma danneggerà pure la santità, la cattolicità, l’apostolicità della Chiesa, e sarà un attentato al potere morale della Chiesa. La Chiesa potrebbe non avere più la possibilità di godere della fiducia della gente, e essere “come il fermento e quasi l’anima della società umana, destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi in famiglia di Dio” (Gaudium et Spes, 40).

Nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il nostro amato papa Francesco scrive:

“A volte mi domando chi sono quelli che nel mondo attuale si preoccupano realmente di dar vita a processi che costruiscano un popolo, più che ottenere risultati immediati che producano una rendita politica facile, rapida ed effimera, ma che non costruiscono la pienezza umana. … Il Signore stesso nella sua vita terrena fece intendere molte volte ai suoi discepoli che vi erano cose che non potevano ancora comprendere e che era necessario attendere lo Spirito Santo (cfr Gv 16,12-13). La parabola del grano e della zizzania (cfr Mt 13, 24-30) descrive un aspetto importante dell’evangelizzazione, che consiste nel mostrare come il nemico può occupare lo spazio del Regno e causare danno con la zizzania, ma è vinto dalla bontà del grano che si manifesta con il tempo” (224-225).

Lo Spirito di Dio talvolta non ci permette di procedere (v. Atti 16,6). Sebbene la forza del male sia in crescita, il tempo appartiene a Dio. Mettendo la nostra fiducia nel Signore, la notte buia potrà passare. Affrettarsi per un risultato immediato, facendo un passo falso, può portare a un fallimento totale.

Sua Santità è sempre stato attento alle sofferenze dei cristiani perseguitati. Egli una volta ha detto:

“Gli ordinamenti giuridici, statuali o internazionali, sono chiamati pertanto a riconoscere, garantire e proteggere la libertà religiosa, che è un diritto intrinsecamente inerente alla natura umana, alla sua dignità di essere libero, ed è anche un indicatore di una sana democrazia e una delle fonti principali della legittimità dello Stato”. “È per me motivo di grande dolore constatare che i cristiani nel mondo subiscono il maggior numero di tali discriminazioni. La persecuzione contro i cristiani oggi è addirittura più forte che nei primi secoli della Chiesa, e ci sono più cristiani martiri che in quell’epoca”[1].

Crediamo che la persecuzione dei cristiani in Cina addolori Sua Santità. Per questo, sollecitiamo che ogni accordo sia fondato sulla protezione della libertà religiosa e la fine della persecuzione religiosa. Purtroppo, nuovi e rivisti Regolamenti sulle attività religiose, che permettono un maggior controllo sulle religioni, sono stati messi in atto ai primi di febbraio. Da questi non riusciamo a vedere alcuna possibilità che l’imminente accordo possa garantire che il governo cinese fermi la sua persecuzione contro la Chiesa e le sue violazioni alla libertà religiosa.

Eminenza, reverendissimo, noi speriamo che voi, i vostri fratelli e il vostro gregge continui a pregare per la comunione della Chiesa in Cina, come pure per il suo ministero pastorale. Con l’amore verso il popolo di Dio, vi chiediamo di appellarvi alla Santa Sede: Vi preghiamo, ripensate il presente accordo, e fermatevi prima di compiere un errore deplorevole e irreversibile.

Che Dio onnipotente benedica la Chiesa in Cina!

Santi Martiri della Cina, pregate per noi!

I primi firmatari sono professori universitari, conferenzieri, ricercatori, attivisti per i diritti umani e avvocati:

Dr. Kenneth Ka-lok Chan (Hong Kong)

Prof. Joseph Yu-shek Cheng (Hong Kong)

Mr. Yiu-leung Cheung (Hong Kong)

Dr Rodney Wai-chi Chu (Hong Kong)

Dr. Martin C. K. Chung (Hong Kong)

Mr. Yan-ho Lai (Hong Kong)

Dr. Wing-kwan Lam (Hong Kong)

Dr. Lisa Yuk-ming Leung (Hong Kong)

Mr. Kwok-ming Ma (Hong Kong)

Mr. Chit-wai John Mok (Irvine, US)

Dr. Yik-fai Tam (San Francisco, US)

Prof. Wai Ting (Hong Kong)

Mr. Yiu-ming To (Hong Kong)

Mr. Benedict Rogers (London, UK)

Mr. Patrick Yu (Northern Ireland, UK)


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ROSARIO SULLE COSTE. DOPO POLONIA E IRLANDA, SI PREGHERÀ ANCHE IN REGNO UNITO. IL 29 APRILE, DOPO 40 GIORNI DI PREPARAZIONE.

 

Marco Tosatti

Dopo la Polonia e l’Irlanda, anche nel Regno Unito si sta preparando un grande “Rosario sulle Coste”, che dovrebbe avere luogo il 29 aprile, domenica; cinquanta anni fa il 27 aprile entrò in vigore in UK l’Abortion Act, la legge che legalizzava la soppressione dei nascituri.

Gli organizzatori sostengono che quella preghiera collettiva servirà a combattere “Le minacce attuali alla fede, alla dignità della persona umana e alla pace”, e sarà utile a incoraggiare “una nuova fioritura della nostra fede”.

Un sito Facebook è già attivo, per pubblicizzare l’evento si trova a questo link.

gli organizzatori intendo lanciare un sito web interattivo, con la mappa delle postazioni di preghiera lungo il perimetro dell’isola, il 1° marzo, festa di San David, il patrono del Galles. Poi il 19 marzo, san Giuseppe, cominceranno quaranta giorni di preparazione spirituale, che avranno termine il 27 aprile, il giorno in cui entrò in vigore l’Abortion Act.

Secondo quanto riferisce il Catholic Herald il vescovo John Keenan di Paisley è “più che felice” di appoggiare l’iniziativa. “Speriamo che tutti questi siti del rosario si uniranno insieme e formeranno un anello di grazia attorno alla nostra costa per la fede, la vita e la pace. Che Dio possa benedire questo evento importante e inizi la conversione e la riconciliazione per le nostre isole”.

Gli organizzatori sperano che nel Rosario siano coinvolte anche le isole che circondano il Regno Unito: Orkney, Shetland, Ebridi, l’Isola di Man, l’Isola di Wight e le Isole del Canale.

In Polonia il “Rosario ai confini” descritto in maniera diffamante dai mass media mainstream aveva visto centinaia di migliaia di cattolici pregare il rosario intorno ai confini del Paese, in quattromila luoghi diversi. L’occasione fu la celebrazione dei cento anni di Fatima, e le preghiere erano dirette a ottenere la protezione e pace per la patria, e per il mondo.


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UN BESTIARIO CLERICALE. IL PAPA PUÒ DIRE LE BUGIE? E IL CARDINALE BLAISE CUPICH? GALANTINO, LA CHIESA E LA POLITICA.

Marco Tosatti

Questo è un Bestiario Clericale triste. Più triste di quanto possiate immaginare. Facciamocene una ragione: il romano Pontefice forse dice le bugie. E questo, permettetemi di dirlo, è almeno per me un grande motivo di tristezza.

Il Papa può dire bugie?

L’ultimo episodio – ma non il solo, ahimè – è quello degli abusi sessuali commessi in Cile da padre Fernando Karadima, e a cui avrebbe assistito anche quello che adesso è – nominato dal Pontefice – il vescovo di Osorno, Barros. Le vittime avrebbero voluto incontrare il papa, nella sua visita di gennaio 2018. Non è stato permesso. Nel volo di ritorno, come scrive Catholic World News il papa ha chiesto evidenze delle accuse, dicendo di non averne avute. Così scriveva la collega Franca Giansoldati sul Messaggero: “Io non ho sentito alcuna vittima di Barros. Non sono venuti, non ho potuto parlare con loro, non si sono presentati. Su una cosa dobbiamo essere chiari che chi accusa senza evidenza e con pervicacia è calunnia. Se viene una persona con una evidenza sono il primo ad ascoltarlo”. Ora, le vittime di Barros avevano chiesto, durante il viaggio in Cile, di essere ricevute dal Pontefice. Che però ha ricevuto altre vittime di abusi, con molta discrezione, ma non loro. E successivamente la collega Nicole Winfield, dell’Associated Press, ha pubblicato una lettera scritta al papa nel 2015 dalle vittime di Barros. Come scrive Catholic World News, “Il cardinale Sean O’Malley, che presiede la commissione papale speciale sugli abusi, ha informato i membri della Commissione di aver consegnato a mano la lettera della vittima al Pontefice. Juan Carlos Cruz, l’autore della lettera ha detto all’Associated Press di aver ricevuto assicurazioni dal card. O’Malley sul fatto che il papa ha ricevuto la sua lettera nel 2015”.

Purtroppo non è la prima volta che ci sono, diciamo così, delle discrepanze di questo genere. Cito così a memoria, senza aver fatto una ricerca più estesa. Qualche anno fa il Pontefice disse una grase del genere: non mando via nessuno senza avergli prima parlato. Però Rogelio Livieres Plano, vescovo di Ciudad del Este, è stato cacciato dalla sua diocesi, e ha passato due settimane a Roma chiedendo di essere ricevuto dal Pontefice, senza fortuna, prima di tornare in Argentina, e morirvi di tumore qualche tempo dopo. In un’altra occasione, rispondendo a una domanda su perché fossero stati cacciati senza spiegazioni e contro il volere del card. Mueller tre bravi e capaci dipendenti della Congregazione per la Fede, il papa ha detto: “Si è cambiato il direttore dell’ufficio disciplinare della Congregazione per la dottrina della fede, che era bravissimo ma un po’ stanco ed è tornato in patria per fare lo stesso lavoro con suo episcopato”. Il direttore dell’ufficio disciplinare era uno dei tre ufficiali licenziati arbitrariamente. E non era affatto stanco. E non aveva nessun desiderio di tornare in patria.

E sempre al volo: in un’intervista mai smentita subito dopo il suo non-rinnovo nell’incarico il card. Mueller disse che il Pontefice gli aveva spiegato così la decisione: d’ora in poi non voglio mantenere nessuno in carica in Curia dopo i 75 anni, e lei è il primo a cui la decisione si applica. Ora ai massimi vertici della Curia non mancano esempi contrari: i cardinali Amato, Stella, Coccopalmerio sono i primi che mi vengono alla mente, ma ce ne sono anche altri. Non solo: dalla Terza Loggia mi dicono che si sta pensando a una misura per prorogare a 78 anni la permanenza dei vescovi e dei responsabili di Curia, o in subordine, a una norma che renda ancora più chiaro e normato quello che già accade: e cioè che il Pontefice può ad libitum tenere o mandare. Insomma, facciamocene una ragione: se non vogliamo dire che il papa dice le bugie (non si fa!) ammettiamo che è un po’ distratto….

Cupich, tu quoque…

E deve essere – la distrazione – una malattina contagiosa, se il cardinale di Chicago, Blaise Cupich, si è fatto correggere da Edward Pentin, del Catholic Register, mentre raccontava una sua versione del Sinodo sulla Famiglia, quello che ha portato ad Amoris Laetitia, le ambiguità e le controversie che ancora durano e dividono la Chiesa. In questa intervista il cardinale Cupich   dice a un certo punto: “I vescovi…erano uniti sotto questo aspetto, alla fine votando per tutte le proposte con un voto di oltre i due terzi e nella maggior parte dei casi in maniera quasi unanime”. Scrive Edward Pentin: “Eminenza, come sa chiunque abbia seguito il sinodo, questo è falso”. Il collega rimanda a un articolo molto interessante, di cui estrapoliamo questo paragrafo: “Si dimentica spesso…che a dispetto degli strenui sforzi da parte della Segreteria del Sinodo e di altri di manipolare e dirigere i padri sinodali ad accettare le proposizioni più controverse…nessuna delle tre proposizioni più controverse è riuscita ad ottenere una maggioranza di due terzi durante il primo Sinodo straordinario sulla famiglia nel 2014”. Il che spiega anche perché, Amoris Laetitia è stata concepita in maniera così ambigua. Come ben ha spiegato l’arcivescovo Bruno Forte, riferendo un consiglio del Pontefice: “Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati – ha riportato Mons. Forte – questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io”. Dopo aver riportato questa battuta lo stesso Forte ha scherzato dicendo: “Tipico di un gesuita”.

Galantino, la politica e la Chiesa

Ce n’è abbastanza per essere tristi, non vi pare? Ma poi abbiamo – e se ne è occupato ieri Pezzo Grosso – l’intervista alla sua televisione di mons. Galantino. Che ha detto, fra l’altro: “La Chiesa da sempre quando ha affrontato il tema dell’immigrazione ha affrontato il tema delle storie, dei volti e delle persone migranti. Non ha affrontato il problema politico perché la politica non spetta ai vescovi o al Papa”. A voi sembra che corrisponda alla realtà? Ho forti dubbi, perché neanche ai tempi della DC si è vista una simile contiguità dei vertici della Cei a un partito politico al governo. E ahimè non è facile allontanare l’idea che oltre alla vicinanza ideologica, di per sé abbastanza straordinaria, nei confronti di un partito che ha fatto passare leggi contrarie ai valori cristiani, ci sia anche una corposa fetta di interesse in tutto questo. Ma anche se le intenzioni fossero candide come la neve, i vescovi italiani senza fare politica una parola politica dovrebbero dirla, eccome. Dovrebbero, da pastori di un popolo specifico a loro affidato, dire ai governanti che non è lecito assecondare e favorire politiche migratorie senza regole, eterodirette, e farsi in buona sostanza complici di fenomeni di tratta degli esseri umani. I vescovi dovrebbero ricordare che non si può giocare con queste alchimie senza correre il rischio, prima o poi, di un’esplosione. Dovrebbero forse sentire quello che dicono i vescovi e i governanti africani, su questo argomento, e farne tesoro. E non nascondersi dietro il comodo minimalismo delle singole storie, su cui possiamo essere tutti d’accordo. Dovrebbero: se ne avessero statura, responsabilità e capacità.

Ora sapete perché questo è un Bestiario triste.


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