UN RACCONTO, UNA FICTION, DI ALFONSO INDELICATO SU COME CAMBIARE LA MESSA. UN PAPA E UN CARDINALE A COLLOQUIO. LA SVOLTA.

 

Marco Tosatti

Un amico di Stilum Curiae, che non conosciamo personalmente, ci ha inviato tempo fa un piccolo racconto a contenuto ecclesiale, molto attuale, viste le discussioni sulla “messa ecumenica” e la ridefinizione del Padre Nostro. Si chiama Alfonso Indelicato; sospettavamo origini campane, invece, ci scrive, è “Laureato in Filosofia Cattolica negli anni “formidabili” anche per evitare pestaggi in Statale da parte di giovani democratici, divento insegnante, cosa che sono ancora adesso. Nel frattempo mi occupo di scrittura creativa e comunicazione efficace. Sono perito calligrafo iscritto all’Albo del Tribunale. Ho pubblicato per Solfanelli una raccolta di racconti e una narrazione in versi dedicata alla Milano dei giorni convulsi alla fine dell’aprile ’45. Tre anni fa entrato casualmente in politica divento consigliere comunale qui a Saronno, ma riesco ben presto a litigare con i miei alleati e con il mio stesso partito, che nei fatti mi giubila. Così rimango consigliere, insegnante, perito e talvolta conferenziere in splendida, o almeno dignitosa, solitudine”. Ecco il suo racconto.

 

LA SVOLTA

di Alfonso Indelicato

 

– No, questo no … – rispose il Cardinale con un filo di voce, come parlasse a se stesso, e tacque sgomento.

L’uomo vestito di bianco lo guardava fermamente, in silenzio. Era strano come quel viso, che quando sorrideva aveva un’espressione tanto bonaria, diventasse così duro, e perfino torvo, quando era serio.

– Lei non è certo il primo al quale confido questo pensiero. Ma naturalmente tenevo a sentire anche Lei. Anzi, tenevo di più a parlarne con Lei. –

Non era certo un complimento. Il presule, che ne aveva capito bene il motivo, non chiese perché.

Sempre a voce bassissima, e senza guardare negli occhi il suo illustre interlocutore, il Cardinale chiese: – E quale diventerebbe la formula? – la sua voce aveva un tono sconsolato ma non rassegnato, come di chi si aspetta qualcosa che poi dovrà effettivamente avvenire, e non intende consentirvi.

Ma l’uomo vestito di bianco aveva bene inteso quel grumo di ostinazione.

– La formula, la formula… quella la troveremo. Non è importante la formula. – Ciò detto, lanciò sul suo ospite lo sguardo grave di chi osserva un reprobo.

Il cardinale, che fino a quel momento aveva mantenuto un contegno dimesso e paziente (gli era costato non poco, ma del resto si era lungamente preparato a quell’incontro) sobbalzò sullo scranno di legno intarsiato. Era egli un Principe di Romana Chiesa dei più autorevoli; e anche se negli ultimi anni la sua stella si era offuscata ed era ora relegato in un ruolo poco più che decorativo, non aveva senso che tacesse. La voce, pur sempre sommessa, gli uscì come fosse attraversata da una sottile lama di ferro. E tanta fu la pur controllata inquietudine, che omise l’alto appellativo dovuto al suo interlocutore.

– Non le insegno niente se dico che, per essere valido, il sacramento abbisogna della forma stabilita, vale a dire le parole – le stesse – pronunciate da Nostro Signore nell’Ultima Cena -. Così il Cardinale, e per non aggiungere altro dovette lottare con l’indignazione che gli gonfiava il petto.

La formula, sì, proprio quello era il punto. Gli altri due elementi costitutivi del Sacramento – il ministro idoneo, cioè un sacerdote ordinato validamente, e la materia autentica, cioè il pane e il vino – non erano in discussione. Almeno per il momento.

L’ augusto interlocutore scosse lentamente, e a lungo, il capo.

– Distinguiamo il grano dal loglio. Una cosa sono i significati, un’altra le parole con le quali si trasmettono – disse scandendo le sillabe con voce cantilenante – Qual è il significato che vogliamo trasmettere? Lei lo sa bene: un significato che unisce, non uno che ci divide, come è l’attuale, dai nostri fratelli riformati.-

Questo era troppo. Tutta la deferenza, tutto il il rispetto che il Cardinale sapeva dovuti a chi gli era di fronte vennero meno, ed egli era ora alterato, e la sua voce divenne vibrante nell’aria quieta della stanza.

– L’ Eucarestia non è stata istituita per trasmettere significati, ma per rinnovare un Sacrificio, il quale ha il suo effetto indipendentemente dal senso che gli si vuol dare. – Disse ciò, e non appena ebbe parlato percepì   che ogni singola fibra del suo essere consentiva con ciò che aveva detto. E non poté fare a meno di pensare che lo Spirito aveva parlato con la sua bocca, ma subito chiese perdono a Dio, poiché era umile di cuore.

L’uomo vestito di bianco fece un lento gesto con la mano come ad allontanare da sé l’obiezione. – Non ho bisogno di lezioncine, ma di contributi. Vedo che lei non intende offrirmene -.

Ciò detto, proferì all’indirizzo dell’ospite brevi e fredde parole di commiato, e non lo accompagnò alla porta.

***

I due uomini avevano ormai una lunga dimestichezza, e si davano il tu. Certo avevano caratteri diversi, ma non poi tanto. Uno era un narciso, più esuberante dell’altro, e amava le battute in vernacolo. L’altro nascondeva dietro l’apparenza gioviale un carattere duro e un’immensa ambizione. L’atmosfera era distesa, amichevole, ben diversa da quella dell’incontro che si era svolto nella stessa stanza il giorno prima.

“… Mangiate questo pane, bevete questo vino in ricordo del mio sacrificio per voi”.

– Va abbastanza bene. C’è la giusta enfasi sull’idea del ricordo: la formula magica hai fatto bene a toglierla di mezzo… la lunga strada sta per trovare il suo approdo. –

– Cos’è che non ti piace, allora?- rispose il cardinale con espressione perplessa e un poco dispiaciuta.

– In fondo, niente. – disse l’uomo vestito di bianco scuotendo il capo dopo una breve pausa di riflessione – Solo vorrei qualche cosa di più sullo stare insieme, sull’accogliere … alla fine, l’ecumenismo cos’è? Un incontrarsi, un camminare l’uno accanto all’altro. -.

– Il cardinale rifletteva, carezzandosi lentamente il mento.

“Mangiate di questo pane, bevete di questo vino, in ricordo del mio sacrificio offerto per tutti”.

– Ti sei sprecato, eh! –

– ” … In ricordo del mio sangue sparso per tutti” –

– Macelleria, non va bene.-

A queste parole il cardinale tacque a lungo. Gli era apparsa nella mente, all’improvviso, l’immagine del Crocifisso. I lineamenti dolcissimi di quel volto – quelli che nelle sacre icone compaiono intatti o appena alterati dal dolore – dovettero nella realtà essere coperti da una coltre compatta di sangue grondante dal sommo della fronte trafitta dalle spine, sangue che poi colava sul petto e sul ventre nudo, poi lungo il Legno, e si raccoglieva infine dove questo era infisso nel terreno, formando una pozza. E pensò la pelle delicata forata dai chiodi arrugginiti, e le ossa dei polsi e delle caviglie schiantate dentro la carne viva. A tutto questo egli pensò, e taceva.

L’uomo vestito di bianco lo osservava a sua volta con sguardo penetrante, come ne stesse conoscendo i pensieri.

E il cardinale sentì, trafitto da quello sguardo, che ormai si era spinto troppo avanti, e che non aveva, non avrebbe avuto animo di scendere da quel carro su cui aveva deciso, dopo aver esitato, di salire. Tanto valeva procedere decisamente ora, senza pensare, senza riflettere.

– “… In ricordo del mio sacrificio offerto per tutte le donne e per tutti gli uomini”.-

E, rivolti all’ augusto interlocutore una strizzata d’occhio e un mesto sorriso d’intesa, aggiunse: – così mettiamo prima le donne, eh! –

L’uomo in bianco aggrottò lievemente le sopracciglia, come per un attimo di intensa riflessione. Poi sciorinò il suo sorriso largo, caldo, amichevole.

– Finalmente ci siamo arrivati, amico mio. – disse annuendo con enfasi.

Il cardinale, accantonati i suoi dubbi, sembrava ora simile a un gattone che, lisciato nel lungo pelo dal suo proprietario, strizza gli occhietti facendo le fusa e infine crolla disteso su un fianco, stira le zampe e si abbandona al piacere delle carezze.

Infine, sentendosene autorizzato dalla corrente di umana simpatia che lo legava a quel grande uomo, dall’atmosfera distesa e quasi casalinga colà instauratasi, e anche da una certa mancanza di autocontrollo da cui era affetto nelle circostanze di gioioso entusiasmo, dopo un momento, ma solo un momento, di titubanza, si sentì di proporre:

– E mettimmece pure e’ ricchiune dint’a formula: così saremo ancora più accoglienti! –


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23 commenti su “UN RACCONTO, UNA FICTION, DI ALFONSO INDELICATO SU COME CAMBIARE LA MESSA. UN PAPA E UN CARDINALE A COLLOQUIO. LA SVOLTA.”

  1. La verità sui grida sui tetti. Comincino i cardinali a dire sì sì NO NO se hanno un minimo di dignità e coerenza!

  2. Dott. Tosatti,
    ho appena letto sulla Nuova Bussola Quotidiana un articolo di Riccardo Cascioli dove apprendo che il film omo-pedofilo di Luca Guadagnino “Chiamami con il tuo nome”, candidato a ben 4 oscar, è stato osannato sia da “Avvenire” che dalla “Commissione nazionale per la valutazione dei film”, entrambi organi della CEI. Questa è un’ulteriore conferma del maleodorante marciume sempre più insopportabile e che invece si dimostra sempre più sfacciatamente affiorante fra quelli che dovrebbero essere i nostri pastori. E come dice un vecchio ma saggio detto popolare, il pesce quando va a male comincia a puzzare dalla testa.
    CHE SCHIFO!!! Il Signore nella sua bontà ha voluto farmi nonno di tre magnifici nipotini e solo il pensiero che qualcuno possa sfiorarli con pensieri del genere pedofilo-satanici rischierebbe di farmi diventare pericoloso oltre che intollerante con forti sentimenti omicidi. BASTA!!! La misura è colma. Signore non abbandonarci nelle mani del Maligno e vieni.
    Dott. Tosatti, mi conforterebbe sentire un suo parere in proposito e colgo l’occasione per ringraziarLa di tutto il meritevole lavoro che dedica con amore e passione a questo blog.

  3. Nulla di nuovo. Tutto è iniziato con il Papa Buono & Santo, che però era un “iniziato” Rosacroce, ossia un 18° Grado della Massoneria, quando fu Nunzio apostolico in Bulgaria. Lo sapevo da anni (ed oggi ne ho la conferma da “Chiesa Viva”), grazie ad una rivelazione di un 33° Grado, quando seppe che studiavo il materiali Rosacroce.
    Noi battezzati siamo “iniziati” e membra del Corpo Mistico del Cristo. Un grande onore ed una sicurezza… Ulteriore iniziazione la riceve un sacerdote, poi un’altra un vescovo. Ma – è la domanda – un sacerdote “iniziato”, che ha il potere di fare scendere il Cristo con il suo Corpo e il suo Sangue durante la Consacrazione eucaristica, può essere anche un “iniziato” della massoneria Rosacroce, dove al massimo si considera il Cristo Cosmico (che ritroviamo trionfante nella Messa di Fatima, officiata da Bergoglio) ?
    La battaglia è per adesso perduta. La stragrande maggioranza dei fedeli cattolici rimasti non ha letto il Vangelo, dove non trovi la “misericordia” a gogò del Bergoglio. Trovi la Verità, la Giustizia e infine la Misericordia, legata alla “conversione” del peccatore dal peccato, altrimenti il Sangue di Cristo versato sul Golgota non ti salva, se tu “vai e non ti impegni a non peccare più”… La Chiesa cattolica non è un club, ma una struttura unica organizzativa del Cristo e, come tale, immobile nel tempo. Nel senso che è statica, come è statico il Cristo…
    La stragrande maggioranza dei fedeli non sa cosa sia la “formula” (la chiave, la password) che, recitata come fu detta dal Cristo nell’Ultima Cena e poi scritta, permette ad un sacerdote “iniziato”, peccatore, o santo non importa, (ma non ad un santo come Francesco d’Assisi), di fare scendere il Cristo sul Golgota dell’altare. E’ sull’ignoranza del popolo di Dio che “il papa della novella” sopra descritta e il suo interlocutore cardinale puntano per cambiare la formula, onde non fare scendere più il Cristo durante la Consacrazione per continuare a dargli il Potere sul mondo e per rimettere il pianeta nella mani esclusive di Satana. Non è che questi eretici sono cambiati nel tempo. Erano eretici fin nel ventre della madre, come recita il Salmo parlando della malvagità.
    La lotta iniziò, vincente per noi, duemila anni fa col Sangue del Cristo; continua ancora oggi… Finirà con la sconfitta del Cristo e della Chiesa cattolica, qualora la nuova formula dell’Eucaristia, voluta dagli eretici vaticani e dai protestanti, nonché dalle logge angloamericane e dall’Alta Finanza, ossia dal Potere mondiale, sarà applicata in quella barzelletta della “messa ecumenica”?
    Allora, cosa fare? C’è solo da cominciare ad esporsi – parlo di cardinali e vescovi fedeli – e a tacciare di eresia, quando avverrà l’osceno cambiamento, i sostenitori della “nuova messa ecumenica”.
    Molti cattolici non capiranno la tragedia procurata, alla Chiesa cattolica, fidandosi del papa e di una parte dei vescovi. Però, un’altra parte si chiederà cosa significa questa ” rivolta” (già iniziata con i coraggiosi consacrati che si espongono).
    Occorrerà spiegare il problema della “formula” dell’Eucaristia e la sua funzione “tecnica”, e poi affidare allo Spirito Santo il compito di dirci cosa dovremo fare in futuro.
    Già Stilum Curiae, come altri fogli on line, sono una realizzazione dello Spirito Santo… Coraggio, il Cristo ce lo ha promesso: sarà con noi fino alla fine dei secoli e – come dice Giovanni nel suo Vangelo (1-5: “Quella Luce splende nelle Tenebre e le Tenebre non l’hanno vinta”) – i Nemici non prevarranno. Ecco, questa non è più la mia “conoscenza”, ma è la mia Fede.

  4. Credo che la realtà, purtroppo, sia ancor peggio di quanto qui romanzato. Una realtà coperta dall’obbligo del silenzio sotto minaccia di scomunica. Una realtà che ha già spaccato il cuore di Caffarra e spaccherà quello di tutti sacerdoti cattolici che sanno di esistere solo per rimettere i peccati e per celebrare il Santo Sacrificio. Una sola cosa deve essere fatta, e con urgenza. Ogni sacerdote, solo e di fronte a Gesù sacramentato, decida! E si prepari. Prima! Prima che tempi e modi siano dettati dal tiranno. Sacerdoti cattolici siate pronti al D.Day. Siate pronti a salire il Golgota, le scale del vostro episcopio. E, nel frattempo, preparatevi a gestire, temporaneamente, la nuova logistica necessaria a continuare il vostro ministero.

  5. I cambiamenti di frasi e singole parole avvenuti nel corso degli anni (non sono un ‘esperta e mi fido di quanto detto) hanno forse avvicinato il percorso verso la protestantizzazione della chiesa ma non hanno finora toccato la SOSTANZA dei sacramenti .
    Ora invece siamo di fronte a un fatto SCONVOLGENTE , il tentativo , se riuscirà, di cambiare nella SOSTANZA il sacramento dell’Eucarestia.Cambiando le parole della formula NON ci sarà più la PRESENZA REALE di Gesù nell’ostia.
    Questo potrebbe essere il colpo di maglio definitivo al cambiamento EPOCALE non solo del sacramento dell’Eucarestia ma la fine dell’identità cattolica della messa.
    Solo una cosa ci può salvare oltre la preghiera il risveglio della dignità e la rivolta chiara e palese di quei vescovi e cardinali non ancora lobotomizzati dalla “cura ” Bergoglio verso i cambiamenti radicali e distruttivi dell’identità cattolica.

  6. “Tradetur”.. “Effundetur”: sono futuri. Perchè tradurli con dei participi passati (“offerto in sacrificio”, “versato”)? Ho il sospetto che questo cambiamento, più sottile e mai sottolineato, sia più pericoloso di altri più evidenti, perché si passerebbe dall’attualizzazione (rendere presente oggi l’evento del Calvario) alla commemorazione (ricordare un evento tutto conchiuso nel passato).

  7. Tutto verosimile. Ma quando si passo’ dalla Messa in Latino a quella in Ialiano, gia’ un gran passo verso la protestantizzazione, perche’ non vi furono le proteste che vi sono adesso?
    Perche’ quando fu tradotto ” domine non sum dignus ut entrerà sub tectum meum sed tantum dic verbo et sanabitur anima mea ” in ” Signore non son degno di partecipare alla tua MENSA ecc. ”
    Non era gia’ questo un pericoloso avvicinamento ai protestanti operato dai curatori del NO? Eppure generazioni di cattolici da allora hanno ripetuto docilmente la nuova versione è non si sono posti alcun problema. Perche’?
    Lo stesso discorso vale col ” pro multis” cambiato in ” per tutti” .
    Gia’ allora si doveva cominciare a ribellarci ora e’ troppo tardi. Quando con un sassolino si mette in moto una valanga la valanga rotolando a valle si ingrossa sempre di più’ prende sempre più’ velocita’ , e se all’ inizio quand’ era un sassolino si poteva fermare dopo non si può’ piu’ fermare.
    La protestantizzazione della Messa e quindi della Chiesa e’ iniziata cinquanta anni fa. Nessuno o quasi ebbe nulla da eccepire. Tutti si piegarono docilmente meno Mons. Levfreve e i suoi seguaci , che furono dichiarati scismatici. Ora il moto e’ diventato infine piu’ veloce. La valanga non la fermi piu’ . La gente da anni e’ abituata a non pensare alle vere parole e al loro significato. Ripeteranno a pappagallo anche il nuovo Canone , se lo cambiano, senza pensarci. Non hanno protestato neppure , cinquant’anni anni orsono per lo sfratto dei Tabernacoli dal centro della Chiesa, volete che oggi generazioni di analfabeti spirituali e relativisti religiosi si scandalizzino perche’ cambiano in Pater Noster o il Canone? Gente che in questi cinquant’anni anni HA Mandato GIU’ di TUTTO!
    Sono pessimista ma io credo che rimarra’ solo un piccolo resto , una infima minoranza a custodire la Tradizione cattolica , a celebrare la Messa e i Sacramenti secondo la formula sacra. Tutto il resto sara’ travolto dalla valanga. Senza neppure reagire.

    1. Cristina Campo, figura ingiustamente dimenticata.
      Io per prima non la conoscevo, finché un mio contatto non ha pubblicato una sua poesia su Facebook e, colpita per la bellezza dei versi, ho cercato qualche notizia su di lei.
      Una donna, laica e di salute malferma che quasi da sola si è battuta per la Messa in rito antico: questo è il vero femminismo, altro che la Bonino grande italiana (cit.).
      In cambio ha ricevuto una damnatio memoriae sia da parte civile – per il suo afflato religioso che mal si concilia con la “cultura laica contro l’oscurantismo della Chiesa -, sia da parte religiosa, per aver militato dalla parte “sbagliata” (per ora) della storia e sia per il suo essere difficilmente inquadrabile.
      Eppure finché ci saranno persone così, la Chiesa cattolica resisterà, dovesse pure ridursi a pochi fedeli sparsi per i vari continenti.

    2. Mi ha interessato molto questo commento comparativo di Maria Cristina. Io sono ignorante e – arrivato alle messe quando ormai erano cambiate per meri motivi anagrafici – gradirei colmare le mie lacune. Qualcuno potrebbe consigliarmi dei links per comprendere come sia cambiata la messa dai tempi del latino a oggi ? Grazie mille.

    3. @Maria Cristina
      penso che, fra l’altro, in N.O. di Paolo VI passò con meno resistenza di quella che ci aspettiamo (ma io non me ne aspetto molta quando dalle declamazioni anonime su internet o alle confidenze fra amici fidati si passerà a doverci mettere la faccia e subirne le conseguenze pratiche) per la probabile demolizione bergogliana nel prossimo futuro, perché nell’originale LATINO del N.O. per la consacrazione c’era rimasta l’opzione del canone romano circa come prima.
      Poi ci pensarono le TRADUZIONI/TRADIMENTI delle conferenze episcopali, e ancora di più la tolleranza degli abusi, a fare il grande macello (sappiamo tramite S. Pio da Pietrelcina che comunque c’erano sacerdoti che macellavano il Signore anche col V.O.).

      Io continuo a sorprendermi della enorme misericordia di N.S. Gesù Cristo che continua (abbiamo avuto alcuni miracoli eucaristici anche con celebrazioni N.O. tradotte in lingue volgari) a venire realmente nel pane e nel sangue anche con le truffaldine alterazioni di alcune parole del canone (appunto, in italiano, quel falso per TUTTI al posto di MULTOS).
      Temo che però a forza di approfittarci della Divina Misericordia stiamo quasi sul confine con la Divina Giustizia.

  8. Io non ho dubbi: la nostra salvezza è la Messa Tridentina!
    Sosteniamo economicamente i sacerdoti che celebrano secondo il vecchio rito! Non vedo altra alternativa.
    Sia Lodato Gesù Cristo.

    1. Crik ha commentato: “Io non ho riso per niente — Mi sono sentita male.” E’ stata anche la mia sensazione, al leggere la “Fiction” di cui sopra! Ma a cosa si riferisce, specificamente, Crik? …
      E’ capitato altre volte, anche a me, che i commenti fatti vengano pubblicati nel punto sbagliato, come in questo caso e sorge qualche difficoltà a capire a cosa si riferisce il commento riportato, soprattutto se ci si riferisce a un commento specifico!
      Si può chiedere al Moderatore, di rimediare a questo disguido?
      Grazie

  9. “E mettimmece pure e’ ricchiune dint’a formula: così saremo ancora più accoglienti!”
    Ci ho riso per diversi minuti. Poi mi son detto: non sia mai Signore arrivare a questa empietà. Ma Tu solo puoi cambiare il corso degli eventi, distruggere la follia di questi infelici a capo della tua Sposa. E da parte nostra Tu vuoi l’abbandono totale nelle tue mani, la fiducia completa nella oscurità delle prove, la preghiera incessante specie per coloro che stanno devastando la tua chiesa, e tanti sacrifici nacosti che Tu solo conosci con il martirio di una testimonianza senza timore alcuno, davanti a tutti.

  10. Racconto verosimile.
    La storia del “processo da avviare verso la messa ecumenica cominciò il 15/11/2015 in una chiesa luterana di Roma quando una signora luterana sposata a un cattolico chiese a Bergoglio di poter fare la comunione assieme al marito nella “cena del Signore “.Bergoglio rispose con un lungo discorso volutamente confuso sintetizzato da Magister così :” si , no, non so , fate voi”.
    Il “processo ” da allora è andato avanti con messe ecumeniche sperimentali spuntate come funghi come vuole ” papa Francesco “.
    La celebrazione eucaristica che si sta preparando sarå frutto del lavoro di “esperti ” per cercare una soluzione che vada bene a entrambe le parti.
    L’unico modo per rendere digeribile ai luterani questa messa ecumenica è far si che le parole della consacrazione spariscano o siano modificate in modo tale da togliere qualsiasi valenza di formula sacramentale.Come fare? Fa parte del gruppo di lavoro di ” esperti” un teologo laico, Andrea Grillo ascoltatissimo nelle sacre stanze.
    Allora sulla scia di Alfonso Indelicato immagino questo approccio di Bergoglio :”Senti Andrea se diciamo subito che vogliamo abolire l’Eucarestia cattolica cioè la transustanziazione per sostituirla con la “cena del Signore succede un casino vai avanti tu poi al resto penserò io “.Ed ecco Grillo affermare :”In questo processo di arricchimento della tradizione la “teoria ” teologica della transustanziazione rischia di svolgere una funzione di immunizzazione della forma se l’unica forma richiesta è quella delle parole precise sul pane e sul vino…..la presenza sotto le specie ha ridotto il peso della presenza ecclesiale del corpo di Cristo , l’attenzione alla sostanza ha condotto alla pratica degli accidenti…….”
    aiutoooooooooo !!!!!
    Traduzione :”le parole della consacrazione stanno per essere cambiate “.

  11. La novelletta è scritta con grazia e semplicità, rivelando tutta la cura e buon gusto e sapienza dell’autore, tuttavia non riesce a procurarmi piacere, anzi, genera una strana inquietudine, direi ansia, per giunger all’angoscia ed alla disperazione…
    Non praevalebunt!

    1. Ho fatto anch’io la medesima considerazione. Divertente da un lato, ma molto triste da un altro. Gesù non è venuto al mondo per istituire l’Eucaristia, ma rimane il fatto che questo sia stato uno degli atti più importanti della sua vita pubblica. È l’atto che da senso a tutta la passione e morte . Ci fa capire che lo scopo della sua vita non si esaurisce nella figura del Maestro, ma in quella della vittima ultima e definitiva che si offre al Padre per l’espiazione dei nostri peccati.

      Non appena istituiranno la Via Papa Francesco, sarò il primo ad andare ad abitarci.

  12. Io mi stupisco che per stare alla moda, Bergoglio non proponga anche le ostie dietetiche, quelle ‘light’, in fondo ben pochi mangiano realmente del ‘pane’ oggi… E poi le donne hanno sempre paura di ingrassare…

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