FFI, UNA VOCE CORAGGIOSA DENUNCIA LA PERSECUZIONE. E PEZZO GROSSO DICE COSA PENSA DEI FRATI “QUISLING”, COMPLOTTISTI E IGNORANTI…

Marco Tosatti

Nei giorni scorsi è uscito su Corrispondenza Romana un articolo drammatico, scritto da padre Paolo M. Siano, dei Frati Francescani dell’Immacolata. Lo trovate a questo link. Ormai da oltre quattro anni i Frati Francescani dell’Immacolata sono commissariati in una vicenda che ha connotati kafkiani. Fino a questo momento l’unica accusa che è stata rivolta all’ordine fondato da padre Manelli – più o meno obbligato alla reclusione, a 83 anni – è quella di una “deriva lefebvriana”. Nel frattempo il carisma dell’ordine è stato stravolto, la parte femminile ha avuto l’ordine di non ricevere postulanti per i prossimi tre anni, i frati che hanno cercato di andarsene o di farsi incardinare altrove sono stati perseguitati, l’assalto alla diligenza dei beni dell’ordine è stato bloccato dalla magistratura ordinaria, e ancora non si vede la fine di questa vicenda che non potrà non costituire una macchia sul regno del Pontefice attuale. Ma della vicenda, anzi di un dettaglio della vicenda si è occupato Pezzo Grosso, che ci ha scritto. Ecco il suo messaggio.

“Egregio dottor Tosatti, leggo su Corrispondenza Romana n°1525 del 24 gennaio un pezzo firmato P. Paolo Siano (FFI, una voce coraggiosa si leva). Non lo commento perché non conosco la vicenda, ma nel pezzo c’è una frase che mi ha colpito. Si tratta della frase minacciosa di un frate in un colloquio del 21-1-2012, evidentemente detta ai discepoli del Fondatore ( P. Manelli): <Se non togliete il latino dal seminario vi denunciamo in Congregazione, dove sapete che ci sono “modernisti” che vi faranno commissariare> ( come infatti avvenne). Caro Tosatti, vorrei commentare questa minaccia. L’ex Rettore Magnifico dell’Università di Bologna (fino al 2015), prof. Ivano Dionigi (nel suo libro “Il presente non basta – La lezione del latino” ed. Mondadori 2016) così definisce il latino “…il latino è un problema, nel senso etimologico, una pietra, un ostacolo non evitabile, che ci è posto davanti e che può esser di <inciampo o di protezione>”, e prosegue spiegando che ciò non è solo perché il latino è matrice della nostra lingua e cultura ma perché è il tramite linguistico del sapere ebraico e greco (Gerusalemme e Atene). Il latino quindi fa inciampare o protegge.

I “modernisti” di oggi (ignoranti) lo temono, i modernisti di ieri erano novatores (colti). Anche Antonio Gramsci scriveva che “non si impara il latino e il greco per parlarli.., ma per conoscere direttamente la civiltà dei due popoli, presupposto necessario della civiltà moderna, cioè per esser sé stessi e conoscere sé stessi consapevolmente”. Ma non basta, nel 2000 il Parlamento Europeo scelse il proprio motto in latino (In varietate concordia ) così come lo scelsero gli Stati Uniti d’America nel 1776 (E pluribus unum). Ma torniamo ai nostri fraticelli modernisti e minacciosi. Il latino è stato la lingua ufficiale della Chiesa cattolica fino al Concilio Vaticano II (1965). Il prof. Dionigi nel suo libretto ci ricorda (secondo Françoise Waquet ) che la persistenza bimillenaria del latino quale lingua della Chiesa poggia su tre capisaldi della fede: <L’eredità, l’universalità, l’immutabilità>, spiegando che: l’eredità perché è stata la lingua dei padri; l’universalità perché grazie al latino la chiesa si è rivolta cattolicamente (universalmente) a tutti i popoli; l’immutabilità perché nella fissità e anche incomprensibilità del latino (lingua morta) si custodisce l’eternità e il mistero delle cose. Il latino è sinonimo di ortodossia in contrapposizione al volgare, sinonimo di eresia (attenzione! Si rifletta su questo). Fu Lutero a porre polemicamente infatti il problema del latino liturgico come lingua sconosciuta al popolo e perciò incomprensibile. Al Concilio Vaticano II papa Paolo VI citò la sentenza agostiniana “meglio esser rimproverati dai professori che non capiti dal popolo”, e segnò la fine del latino come lingua militante della Chiesa. Bene, caro Tosatti, io son certo che i minacciatori dei FFI ben sapevano tutto ciò, perciò sapevano che intimare di togliere il latino dai seminari equivaleva non tanto a voler sembrare moderni, piuttosto a preparare la luteranizzazione della liturgia e le sue conseguenze, sopra citate”.

 

Pezzo Grosso (e dotto).



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48 commenti su “FFI, UNA VOCE CORAGGIOSA DENUNCIA LA PERSECUZIONE. E PEZZO GROSSO DICE COSA PENSA DEI FRATI “QUISLING”, COMPLOTTISTI E IGNORANTI…”

  1. se al posto di Roncalli avessero canonizatzo l’agnostico protestante Giovanni Brahms sarei stato meno scandalzzato. Almeno quest’ultimo ha saputo mettere in musica in modo sublime l’inno alla carita di San Paolo

  2. I documenti papali oggi hanno titoli in sedicente latino (Amoris laetitia etc..) ma il testo latino sugli Acta Ap.Sed. (anche qui intestazione latina) il testo latino non c’è. Non esiste più un testo ufficiale, fine della certezza del diritto.

  3. Se ho ben capito quel Salmo, il malvagio era malvagio fin nel ventre della madre. Io aggiungerei che era malvagio ancora prima del concepimento, in attesa di un corpo. Totò Riina non era nato buono e diventato poi malvagio. Lo era già nel ventre della madre e lo era ancora prima… Di conseguenza, papa Bergoglio era ciò che è adesso fin da quando era nel ventre della madre ed anche prima. In questo caso non cambierà, neanche con lo Spirito Santo. Poiché Giuda era nato già Giuda, era già traditore nel ventre di sua madre, ed era stato concepito già come traditore di Cristo.
    Il mistero che aleggia intorno a Bergoglio, e a tutti i papi che ci hanno portato a questa situazione insostenibile, è quello del “perché sta avvenendo questo?” Solo Dio lo sa…
    Sarebbe finalmente da chiarire la parte occulta che è dietro alla domanda dei discepoli a Gesù, quando gli presentarono un uomo nato cieco. “Maestro, se quest’uomo è nato cieco di chi è la colpa? Sua? O dei suoi genitori?”
    Ciò che realmente dovrebbe preoccupare è l’ignoranza dei fedeli sui Vangeli, gli Atti, le lettere di Paolo e degli Apostoli. Per cui, senza questa conoscenza ogni sconcezza potrebbe essere propinata ai fedeli. Spesso mi sento dire: nei sai più del papa? Ne sai più del tuo vescovo? Ne sai più del parroco che ha studiato così tanti anni? Se non immerge per tutte e tre le volte il capo nell’acqua battesimale significa che si può fare così… Hanno avvolto nel mistero quelli che sarebbero segreti di Pulcinella ed oggi i risultati sono questi…

  4. Momento di smarrimento. … ma perché esiste la vita religiosa? Si dice che è un cammino di perfezione cristiana, per giungere alla perfezione della Carità. … questa è un’ultima triste storia invece di odio e rivalità. Se si legge la vita dei santi spesso nei conventi vi sono situazioni di odio di miserie di peccato terrificanti. A cosa serve dunque la vita religiosa? Che è questa sequela Christi? Occorre tanta forza per non crollare nella fede cristiana. Dov’è il Salvatore, il Liberatore se nemmeno i suoi più vicini sono salvati o liberati dal Male?

    1. I cristiani non credono nella predestinazione, come invece si evince dal suo intervento. Dio mi ha voluto sia dal grembo di mia madre, ma tocca a me accettare il Suo Amore e seguirlo, non sono obbligata da presunti geni di qualsiasi tipo. Qui si finisce nel pre-determinismo degli ebrei e degli islamici.

  5. Contubernales, mi compiaccio di aver consigliato il Dionigi alquanti post addietro ( al Deutero). Azzzz…….
    Permixte flocci :
    fino al ’68 c’era un momento in cui la confusione della torre di babilonia veniva annichilita, la S. Messa in latino, in ogni angolo del mondo. Poi sono arrivati i beati costruttori e hanno ripreso il progetto e modello del caos turrito;
    il latino, disgraziatamente*, è una lingua che non fa sconti, per questo deve essere cassato affinché le parole e di conseguenza i concetti possano essere, impunemente per mala fede e/o ignoranza, tirati ovunque, come la pelle dello scroto ;
    Agnus Dei qui tollis peccata mundi…….traduzione corrente, profondamente errata: Agnello di Dio che “togli”………Ossia l’Agnello, con la bacchetta magica, cancella tutto …. e todos caballeros ;
    traduzione corretta: Agnello di Dio che TI FAI CARICO (PRENDI SU DI TE) i peccati del mondo…….;
    così e solo così, si spiega come l’Agnello ci abbia guadagnato una manciata di chiodi e disgraziatamente allora non c’era l’inox, magari è anche morto di tetano;
    “nullum crimen sine lege”. Bene ora spiegatemi l’inarrivabile schifo di leggi come il”fiancheggiamento esterno” e “ l’elusione”;
    “in principio erat Verbum” …… da una sola PAROLA è schizzato fuori un universo di 15 miliardi d’anni . Bah !
    Amen, amen

    G. Vigni

    *per i bercoglioni, predecessori e successori.

    1. @Vigni : bella ,chiara, sintetica risposta che va al cuore dell’argomento . Si può anche sostenere che la Chiesa e i Papi mostrino una gigantesca,assurda presunzione :quella di conoscere la volontà di Dio. E’ una tesi accettabile per” liberi pensatori”. Ma mi pare grottesco che simile tesi -in buona sostanza- promani proprio dai Vertici dell’Entità . Quei Vertici che avrebbero il compito metafisico di badare alla salvezza delle Anime .E che si considerano i “più migliori” di tutti i predecessori proprio perchè ai Novissimi, alle Anime, al Pentimento mostrano di non credere affatto.

      1. Domina Adriana, grazie.
        Un ulteriore passo, circa le traduzioni, gravissimo e fondamentale problema. Essenzialità del VERBUM.
        V comandamento ” non ammazzare”, no, la traduzione esatta sarebbe ” NON ASSASSINARE “.
        Ricordiamoci di Marco e Matteo, la macina al collo….e gettato nel mare…… Il Nazareno, se non si può ammazzare, parlerebbe a sproposito ?

        G. Vigni

  6. luisa S. chiede una buona novella . In un recentisimo libro scritto da do Alessandro Minutella ( La falsa chiesa e il suo destino – FEde & Cultura , 2018) viene riportato uno scritto di Suor Lucia del 1941 , con perizia calligrafa che conferma , ( naturalemnte dichiarato falso da fonti ufficiali) , lo si legga ( pag 137- 144). In sintesi dice che a causa della aspostasia del Papa di Roma , Dio toglierà al Papa di Roma, con un vero e proprio atto di rimozione , la grazia di Vicario di Cristo e designerà il vero successore di Pietro che dimorerà ,in senso mistico e simbolico, a Fatima , da dove ricondurrà la Chiesa alla Verità cattolica . La Madonna ha promesso una nuova Pentecoste ed il trionfo del suo cuore immacolato . Contenta Luisa ?

  7. Calma. Il latino è tuttora la lingua della Chiesa cattolica apostolica romana. Viene usato nei documenti ufficiali. Le traduzioni vengono dopo. Il punto è che ormai nemmeno il clero lo conosce più. Anni fa ci fu un sinodo dei vescovi europei, presente Giovanni Paolo II, e quando l’arcivescovo di Riga ebbe l’ardire di parlare in pubblico in latino, i suoi confratelli sbottarono perché non c’era la traduzione simultanea. Figuriamoci che cos’è oggi.
    Alcune cose divertenti (si fa per dire!): 1. è stato permesso di celebrare messa in friulano, come se in Friuli l’italiano fosse una lingua straniera (e come se i friulani dei secoli passati usassero il friulano come lingua ufficiale: mai fatto, è un’invenzione del XX secolo); il risultato è che, per esempio, i turisti provenienti da altre regioni d’Italia non capiscono niente;
    2. i cattolici di rito siriaco in India (quelli di san Tommaso, per capirci) avevano eliminato il siriaco in obbedienza alle riforme (in analogia a quanto capitato al latino), poi qualcuno qualche anno fa ha provato a reintrodurlo ma subito si sono scandalizzati i soliti riformatori, che hanno accusato i tradizionalisti di agire “mandati dal Vaticano” (erano ancora i tempi di Giovanni Paolo II).

  8. Scusate la digressione ma penso sia una cosa meritevole di segnalazione

    http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/01/26/papa-francesco-leutanasia-non-e-una-scelta-di-civilta-la-vita-e-intangibile_ef1f80ba-2dd4-4a36-bd24-47aca4b5d7fd.html

    Si tratta di uno dei discorsi più autenticamente cattolici di Bergoglio. Per quanto tardivo riguardo la situazione italiana (ormai le Dat sono approvate da tempo), visti i tempi che corrono nella Chiesa sono parole che fanno piacere.

    1. Non cattolico proprio perché tardivo. Non cattolico perché inutile a questo punto. Non cattolico perché in fondo ipocrita e codardo.

    2. @ BrokenOutInLove
      Caro amico ti accontenti di poco… E’ la classica tattica del pessimo bergoglio che tace quando è il momento di parlare, favorendo l’approvazione dell’eutanasia (chiamiamo le cose con il loro nome e non con la neolingua coniata apposta per cuocere le rane cattoliche e i troppi fessi), e parla quando ormai il danno è fatto, per buttare fumo negli occhi dei poveri illusi e far credere che sia ancora cattolico e non un modernista luterano. Contento tu… Io mi scandalizzo e disgusto ogni giorno di più di questo demolitore della Chiesa Cattolica e servo dei servi di Satana!…

      1. A me non pare di aver scritto di essere contento: se legge con attenzione i miei due commenti potrà cogliere la mia profonda preoccupazione per l’andamento di questo pontificato e le dure prove che sta sostenendo e dovrà sostenere il gregge di Gesù.

    3. Certo, adesso che i buoi sono scappati gioca a fare quello che e’ contro l’eutanasia, che difende la vita, che sta sempre dalla parte del Signore Nostro. Ma chissa’ come mai quando la legge veniva dibattuta e allora si’ che sarebbe servito un suo pronunciamento chiaro contro la lege sul fine vita, non solo e’ rimasto zitto ma al contrario ha parlato quasi favorevolmente dell’eutanasia, nel suo solito modo viscido. E’ veramente un vigliacco, c’e’ poco da fare.

      1. Infatti nel mio commento l’ho specificato questo aspetto. Ma sarà che, avendo aspettative assai basse sui vertici attuali della Chiesa (o neochiesa), anche tali prese di posizione (le quali, in verità, dovrebbero rappresentare il minimo sindacale), le accolgo favorevolmente, come un brodino caldo, se mi passa la metafora.

        Poi, chiaramente, non ho l’anello al naso e mi sembra evidente come, purtroppo, restino sul tavolo l’ambiguità e le pericolose oscillazione del pontefice regnante e dei suoi sodali. La Chiesa dovrebbe parlare con una sola voce perché una sola è la Via, la Verità e la Vita.

    4. Per essere preso sul serio, il santo padre dovrebbe prima abiurare i suoi errori e rimangiarsi molte sue affermazioni fatte durante i viaggi aerei e le omelie di Santa Marta. L’ideale sarebbe nel contesto di un autodafè in piazza san Pietro, con un cero in mano e con indosso un sanbenito. E’ una tradizione spagnola, appropriata per il personaggio in questione, che predilige i gesti teatrali.

      1. Come risposto ad altri utenti, ho specificato il ritardo di questa dichiarazione, rispetto a quanto accaduto in Italia. Così come, sia nei commenti in questo articolo, sia negli altri, ho sempre preso una posizione molto netta sull’operato del Pontefice regnante e della sua cerchia.

        Il mio intento era quello di sottolineare, ovviamente con tutti i limiti del caso rilevati dal sottoscritto e da altri utenti, perlomeno un discorso chiaro e netto su dei temi che non sembrano certo rientrare tra le priorità di Bergoglio.

        Viste le basse aspettative che nutro verso questo pontificato e i suoi sostenitori, simili dichiarazioni le accolgo poitivamente. Tuttavia, questo non significa che mi faccio incantare, accontentandomi di qualche discorso cattolico buttato qua e là, né, quindi, che abbasso la guardia sulla crisi che sta investendo la Chiesa.

        Noto soltanto che, negli ultimi tempi, oltre ai soliti spot migrazionisti ed ecologisti in stile Soros, fanno capolino anche ragionamenti più aderenti all’ortodossia. Troppo poco, chiaramente: la Chiesa ha il dovere di proclamare una sola Verità e non cercare di compiacere il mondo.

        Credo, comunque, che questo piccolo ma non banale cambiamento sia dovuto al fatto che Bergoglio e i suoi sodali avvertano la presenza di gruppi di fedeli che si rifiutano di correre dietro alla loro “Chiesa in uscita” e si stiano regolando di conseguenza.

        I numeri poco lusinghieri sull’ “effetto Bergoglio” li leggono anche loro e dunque il mio intervento era volto a evidenziare qualche effetto positivo dell’atteggiamento, e soprattutto delle preghiere, da parte dei credenti che si oppongono a una certa visione della Chiesa.

  9. Per non dimenticare.
    Nel Dio impotente dell’ebreo Wiesel, che mi risulta si considero’ ancora credente, alcuni vedono la figura del Cristo.
    Io invece penso che Dio non sia impotente….ma essendo Amore Non puo’ fare il male, nemmeno ai carnefici (ossimoro mio). E che questo Amore lo si incontri, come Elia, nel silenzio nel farsi Amore per il prossimo.

    http://www.odysseo.it/pipel/

  10. Se potete scusare l’Ot (siete gli unici “amici” che ho!). Nuovo ordine mondiale? Soros? Mi pare si schieri contro gente “non da poco”….

    http://www.lastampa.it/2018/01/26/economia/soros-attacca-bitcoin-trump-putin-e-i-social-network-sono-monopoli-sempre-pi-potenti-YS4Opj0gmj0gOI9vLhd1aL/pagina.html

    In quanto al tema del post, ignoro completamente. Ho un po’ di crisi di fede….forse assistere a ritirare dove non capisco nulla (in latino), mi farebbe meglio che le parole in volgare?

      1. Se non ha mai partecipato ad una messa in vetus ordo le consiglio di farlo. Poi ci faccia sapere Cerchi però una celebrata da un sacerdote cattolico.

  11. Mi ha detto mio nonno che ai suoi tempi nella facoltà di Leggi c’era un esame “Tattica e strategia militare “.Io ho capito questo : strategia è combattere oer l’obiettivo finale avendo individuato CHI è il nemico , tattica come fare e con quali alleati.Allora penso che oer l’obiettivo finale : la fine della neochiesa di Bergoglio tutti gli alleati sono ben accetti pechè data la posta in gioco non di può essere schizzinosi , quindi anche gli alleati ” contingenti ” come i ” progressisti ” sono benvenuti .Io poi personalmente farei alleanza anche con Mefisto (naturalmente è per dare l’idea…..)

    1. Lucy buonasera. Questa è simile alla strategia maoista della ”nuova democrazia” (proletari+contadini poveri+intellettuali+borhesia nazionale contro imperialismo). Ha funzionato ma la collaborazione tra classi è proseguita sino ad oggi basandosi sulla teoria delle ”contraddizioni in seno al popolo” (versione eretica della dialettica marxista condannata da Enver Hoxa). Così rischiate di rimanere invischiati coi progressisti ben oltre la vittoria. Meglio una strategia leninista classica…

  12. Buongiorno cari Confratelli e care Consorelle, mi materializzo momentaneamente con un breve off topic.
    Da quanto leggo nell’articolo che sotto vi linko, pare che a breve avrete nuovi alleati nella vostra crociata antibergogliana: i “progressisti”. L’argomento del contendere è lo stesso da voi stessi sollevato qualche giorno fa sulle parole del papa a proposito degli abusi sui minori e del famoso vescovo (naturalmente voi vi concentravate sul dilemma “prove”/”evidenze”, ma i vostri nuovi compagni d’arme sapranno senza dubbio insegnarvi a formulare critiche di maggior spessore).
    Perché intervengo? Per dirvi che, contrariamente a quanto da voi sostenuto, questo Papa non divide la Chiesa ma la unisce: intanto è riuscito nel miracolo di mettere insieme pezzi della cd. “Tradizione” che in tempi normali si metterebbero al rogo vicendevolmente (voi non lo sapete, ma è solo per via dell’anomalo Papa che discutete tra di voi senza anatematizzarvi reciprocamente); a breve riuscirà nell’impresa di coagulare tradizionalisti e progressisti. Lato luterani e ortodossi, procede a tappe forzate. Mancano i mormoni e i calvinisti e la grande Chiesa indivisa sarà finalmente ricompattata in unità.
    Scherzi da Spettro a parte, vi invito ad aggiungere alle dinamiche che generalmente considerate per interpretare l’agire di questo papa, anche quest’ultima. A me sembra che in qualche modo la polemica sia stata volutamente innescata dal Papa stesso e forse qui si spiega il perché della sua correzione attraverso due sinonimi (prove/evidenze) che a tutti noi è sembrata una conferma più che una smentita…
    Torno nel mio Purgatorio ad espiare e vi saluto con affetto (sono cresciuto in carità e adesso riesco – quasi – a volervi bene).
    Saluti fraterni.

    PS: tornando velocemente in topic: sui FFI, secondo notizie di stampa, procede la Direzione Nazionale Antimafia. Forse questa è la lente giusta per valutare la strana situazione ed anche le dichiarazioni diffuse qua e là, pro o contra, che descrivono situazioni apparentemente del tutto illogiche.

    Link:
    http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13302625/vaticano-papa-francesco-cattolici-progressisti-vergogna-pedofilia-calunniate-vittime-national-catholic-reporter-o-malley.html

    1. Io invece sono un bastardo poco ecumenico e poco espiante, e ravviso nelle sue parole la solita spocchia bergogliona di sempre, il solito ditino alzato del cattosinistro. Non siamo tradizionalisti né di un colore né di un altro: siamo cattolici. Le tappe forzate ecumeniche le vedete solo lei e Bergoglio: alla di lui morte, che gli auguro tarda, si scioglieranno come neve al sole. Infine, la DNA: gliela raccomando. Si faccia aiutare da Google e digiti: Bruno Contrada.

      1. Ridurre l’Antimafia al caso Contrada si commenta talmente bene da solo che non c’è bisogno che lo faccia io.

    2. Leggendo anche ciò che scrive “Noi siamo chiesa” a proposito della difesa ad oltranza del vescovo barrios da parte del papa:
      http://www.aldomariavalli.it/2018/01/25/se-le-bacchettate-contro-francesco-arrivano-dai-cattolici-progressisti/
      noto che nelle questioni controverse che riguardano la chiesa latinoamericana e le sue espressioni, compare spesso il cardinale Angelo Sodano, il diplomatico che pare sia stato un grande elettore di Bergoglio. Sodano ha svolto parte del suo ministero in Cile, sembra sia stato un sostenitore dell’organizzazione sudamericana cattolica dei Legionari di Cristo sotto papa Giovanni Paolo II, il cui fondatore Maciel, avversato dal cardinal Ratzinger, era in realtà una specie di satiro che abusava dei suoi adepti:
      https://www.giornalettismo.com/archives/59304/sodano-s-p-a-storia-cardinale
      Noi siamo chiesa afferma che Sodano è stato il protettore anche di Karadima. Considerato che papa Francesco afferma di essere totalmente privo di misericordia verso i pedofili al punto che non firma mai le loro richieste di grazia (da notare che non stiamo parlando di pene civili, sulle quali Bergoglio non ha competenza, ma pene canoniche) sembrerebbe che la sua granitica severità si addolcisca con gli amici degli amici.
      Non sarebbe opportuno approfondire il ruolo del cardinale nei confronti dell’elezione del primo papa sudamericano?
      Perché un giornale laico e alieno da condizionamenti come La Stampa non chiede ai numerosi giornalisti di Vatican Insider di fare un’inchiesta indipendente sulla chiesa sudamericana, così polarizzata fra destra e sinistra, fra teologia della liberazione e movimenti reazionari, gesuiti e legionari di Cristo, ma che forse hanno più cose in comune di quanto non appare al grande pubblico? Una chiesa i cui vescovi e religiosi hanno portato allo sfascio in pochi decenni. La diocesi del ricco Maradiaga ha perso, negli anni del suo episcopato dei poveri per i poveri, percentuali a due cifre di fedeli cattolici, passati a improbabili sette evangeliche. E’ stata una buona idea, da parte dei diplomatici vaticani, quella di sudamericanizzare la chiesa universale con l’elezione di papa Francesco? La chiesa sudamericana è davvero di popolo, come dice papa Francesco, oppure è una chiesa di potere che blatera di popolo ma è in mano a vescovi-politici, diplomatici, religiosi manager, clericali e gesuiti?
      Infine, vorrei capire meglio l’influenza della diplomazia vaticana che ha eletto papa Francesco e i cui rapporti con il sudamerica mi sembrano particolarmente significativi.
      http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

  13. ..dalla dichiarazione di Padre Siano:

    “…In scienza e coscienza dinanzi al Giudice Divino, il Dio d’Israele, non possiamo continuare a tacere e ad assistere silenziosi e passivi al trionfo di ingiustizie e falsità che gridano davvero vendetta al cospetto di Dio. Dio e Maria Santissima Corredentrice, novella Ester, ci aiutino a saper soffrire per il bene della Chiesa. Non sappiamo che sarà del nostro futuro: F.I. ? preti diocesani ? ridotti allo stato laicale? Solo un intervento straordinario della Grazia può salvarci. Altrimenti “moriremo” vocazionalmente, ma con onore, non da traditori. Amen!” (P. Paolo M. Siano)

    1. Meglio di no, cara Signora Luisa, quando appare un piccolo messaggio, avviso o comunicato buono (notizia sarebbe sperare troppo) subito arrivano tre o quattro fulmini e saette…

  14. Spicca inoltre la differenza di approccio del Papa. Da una parte difende un Vescovo accusato dalle vittime (non da rumors) di complicità con un pedofilo, dall’altro distrugge un ordine fiorente senza alcuna prova, e nemmeno un’accusa chiara. Due pesi e due misure che evidenziano trattasi di persecuzione. Perché i FI avevano osato criticare i gesuiti, Rahner, la deriva della chiesa dopo il CVII. Questi sono i perseguitati dalla chiesa. Come p.Pio ai tempi di Giovanni XXIII.

  15. Bergoglio è la sintesi dell’adulterio roncalliano (servizio ecumenico Lund), del divorzio montiniano (perfidità nei riguardi dei FI)nonchè del concubinaggio woytiliano (viaggio a Lampedusa). Amirevole l’atto di Padre Anke Lindström (prete svedese FSSPX) di recitare il Rosario simultaneamente all’atto temerario di Bergoglio

  16. Riporto, anche in questo autorevole sito, un mio commento fatto ieri su Chiesa e Post Concilio:
    Eliminare il latino, per “interpretare” il Vangelo. Sempre la stessa storia, da Lutero e Melantone ed ancor da prima. L’approdo FFI sarà inevitabilmente quello indicato al primo commento, la misericordia non può essere applicata a chi ama e difende la Chiesa Santa Cattolica e Romana dalle eresie. Padre Mannelli, per come lo ascoltai predicare in un giorno del lontano 2008, approverà. Siamo però al 2018 ed ora la geografia è capovolta. Non si tratta di saltare ma di restare saldi. Il salto lo stanno facendo, anzi lo hanno già fatto, anche formalmente, Bergoglio e gerarchia ufficiale. Aspettiamo impazienti e con trepidazione “il giorno del giudizio” quello del previsto prossimo giuramento pubblico e obblegatorio di fedeltà al dittatore da parte di tutti i religiosi. Non ci sarà bisogno di saltare. Basterà restare saldi in Cristo. Come i tanti santi Martiri. E finalmente pulizia sarà fatta.

  17. Dice Pezzo grosso :”Il latino poggia su tre capisaldi della Fede : l’eredità ,l’immutabilità , l’universalità.
    Questi tre caposaldi nella nro chiesa modernists di Bergoglio stanno venendo meno con una ostinata e capillare opera giorno dopo giorno.
    L’eredità :” la Tradizione è adorare le ceneri del passato “.
    L’immutabilità : uno dei punti fermi del modernismo è ” la Verità ei dogmi sono in evoluzione “.
    L’universalità : quando il Msgnum Principium sarà definitivamente a regime essa sarà solo un psllido ricordo.
    Tutto in funzione della costruzione mattone dopo mattone della chiesa catto/luterana.
    Per quanto riguarda l’utilità del latino che per capacità di far ” rsgionare ” sts alla pari della matematica , tralasciando la bellezza della lingua, vorrei ricordare un episodio raccontato da Primo Levi nel libro “La tregua ” che narra del suo viaggio di ritorno a casa dopo la liberazione da Auschwitz .Giunto a Varsavia lacero e affamato non conoscendo il polacco non sapeva come fare ad andare avanti.Vide un sacerdote ( allora riconoscibilissimi) gli si avvicinò e :”Pater optime ubi est mensa pauperorum ? “.E fu la salvezza.

    1. A me viene spesso in mente di aver letto da qualche parte che, passando, mi pare, per la Polonia, o la Germania dei poveretti chiusi nei carri bestiame avessero gridato a gente che si trovava nei pressi “date nobis panem”, riuscendo a farsi capire e a essere esauditi dal buon cuore di quella gente che riconosceva in quelle parole la richiesta che anche loro, pregando, facevano a Dio.

  18. Cari amici TRADIZIONALISTI, il tutto si spiega con una delle solite frasi IDIOTE ma ESPLICITE dell’attuale vescovo di Roma… Una frase che poche settimane fa ho visto sottolineata su un sito (liturgia giovane) che quotidianamente fornisce ai fedeli il Messale e la Liturgia delle Ore in rito ambrosiano: “LA RIFORMA LITURGICA È IRREVERSIBILE”

    Una frase che è stata pronunciata da Bergoglio nell’agosto scorso (http://it.radiovaticana.va/news/2017/08/24/il_papa_incontra_i_partecipanti_alla_settimana_liturgica/1332539) e che su quel sito veniva sottolineata orgogliosamente e spavaldamente, come se chi partecipasse al ‘rito antico’ (come il sottoscritto) fosse solo un povero demente, ignorante e senza alcun futuro… Eppure ogni volta che partecipo ad una Messa in rito antico, scorgo sempre facce nuove tra i fedeli… Certo, purtroppo oggi (a Milano, nel 2018…) è impossibile per un laico partecipare alla Messa quotidiana in latino (in pratica non celebrata pubblicamente), ma solo a quelle festive, e spesso solo sacrificandosi anche con grossi spostamenti in altri quartieri o in altre città: cosa ben più scomoda della Santa Messa ‘in vernacolo’ celebrata invece in ogni parrocchia… Eppure la soddisfazione di aver partecipato ad ogni singola Messa in rito antico è grandissima!! Esco dalla chiesa con realmente la sensazione di aver visto delle CREATURE celebrare e lodare la GLORIA, l’ONORE, la POTENZA e la MAESTA’ del loro CREATORE, e – il Signore mi perdoni – ho quasi la sensazione che il nuovo rito promosso da Paolo VI (quello con cui di fatto sono nato e cresciuto) sia quasi una parodia della VERA MESSA… Un rito molto semplificato a cui è stata tolta gran parte della sacralità che era invece evidente nella forma esteriore del vecchio rito… Purtroppo nella MESSA non è cambiata solo la lingua, ma anche l’atteggiamento e la predisposizione sia del celebrante che dei fedeli… Certo dei ferventi e buoni fedeli sanno come si DEBBA CELEBRARE e come si DEBBA ASSISTERE alla Messa, ma rispetto al passato si sono aperti spazi enormi in cui si potesse manifestare la fantasia del celebrante (spesso trasformandolo quasi in un giocoliere sull’altare e sull’ambone…) ed in cui il fedele potesse presentarsi in modo ‘più leggero’, sia nell’abbigliamento che negli atteggiamenti…

    Dopo aver potuto fare il confronto tra i due riti, mi sono sempre chiesto: PERCHE’ I CATTOLICI HANNO ACCETTATO SENZA QUASI PROTESTARE UN RITO NUOVO COSI’ FORMALMENTE BEN MENO SACRO?

    E se oggi la Chiesa non promuove più quel rito antico, così carico di significati e di simboli immediati e ricchissimi di Fede e di Grazia, allora che razza di ‘deviati’ sono i sacerdoti cattolici e soprattutto quelli ‘anziani’ che hanno fatto in tempo a vivere quando esisteva un’unica Messa e quella non era ‘in vernacolo’?…

    Scusate la lunghezza…

    1. Se ti sembra di essere stato prolisso, io saro’ breve: avrei potuto scrivere le stesse cose! Grazie di averlo fatto anche per me.

  19. Quest’anno saranno sessant’anni dalla disparizione di Pio XII, l’ultimo papa cattolico. In seguito la chiesa ha dovuto subire:
    Roncalli che commise l’adulterio promovendo l’ecumenismo,
    Montini che pronuncio il divorzio rivoluzionando la liturgia,
    Woytila che legalizzo il concubinaggio con le riunioni interreligiose

  20. Io credo che si sia trascurato un altro aspetto a dir poco vergognoso di quella minaccia: Se non togliete il latino dal seminario vi denunciamo in Congregazione, dove sapete che ci sono “modernisti” che vi faranno commissariare. Ed è questo: che proprio in seno ad un Ordine religioso conservatore vi fossero – e vi siano ancor oggi – dei frati disposti a consegnare ai “modernisti” i loro confratelli, consapevoli delle conseguenze devastanti che il loro gesto avrebbe avuto. Come se – per usare una similitudine comprensibile alla mentalità contemporanea – un partigiano rosso avesse minacciato di consegnare ai nazisti un partigiano cattolico, per squallide e bassissime questioni di prestigio interno alla resistenza.
    Questo tradimento – che si consuma da più di cinquant’anni in seno alla neo-chiesa ai danni di tanti buoni chierici e laici – grida davvero vendetta al cospetto di Dio. Un tradimento, a ben vedere, che non è per nulla diverso da quello con cui Giuda, membro del Collegio Apostolico, consegnò Nostro Signore al Sinedrio. Si comprende, alla luce di questo habitus proprio alla setta conciliare, la ragione per cui si voglia cancellare il concetto stesso di tradimento, e con esso la condanna morale del traditore.

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