EFFETTO BERGOGLIO, EFFETTO RIGOGLIO, O EFFETTO TRACO(GLIO)LLO? SUPER EX COMMENTA I DATI FORNITI DA REPUBBLICA SULL’AUDIENCE PAPALE.

Marco Tosatti

Super Ex (ex Movimento per la Vita, ex Scienza & Vita, ex giornalista di Avvenire, ex docente di scuola cattolica, ma per grazia di Dio non ex cattolico) ci ha scritto per toccare un tema veramente delicato, a seguito dell’articolo scritto dal collega e sacerdote Filippo Di Giacomo, sul Venerdì di Repubblica, una testata che tutto si può definire ma non antibergogliana. Effetto Bergoglio o effetto tracollo? Aggiungiamo noi che in questi tempi natalizi a Roma si è parlato di Spelacchio, l’albero di Natale della giunta trasparente del M5S, trasparente nel senso che non se ne percepisce l’esistenza. E si è vantato Rigoglio, l’abete in piazza San Pietro. Ma dopo l’articolo di Di Giacomo ci si può chiedere, come fa Super Ex, se c’è un Effetto Bergoglio, un Effetto Rigoglio o un Effetto Traco(glio)llo…Facile fare gli smargiassi con la Raggi, è quando entrano in gioco i veri duri, come Benedetto, che si vede quanto vali…

“In principio fu l’ “effetto Bergoglio”, oggi non rimane più neppure l’effetto farfalla.

Qualcuno ricorderà, fu il sociologo Massimo Introvigne a coniare l’espressione “effetto Bergoglio” per designare un presunto ritorno al confessionale ed alla fede grazie all’elezione dell’argentino. Allora Introvigne faceva parte della famiglia del mensile conservatore il Timone e scriveva sul quotidiano on line La Bussola, molto vicino, idealmente, al cardinal Carlo Caffarra e in generale al mondo dei Dubia. Introvigne era altresì la guida di Alleanza cattolica e di un gruppo di associazioni denominate “Sì alla famiglia”, molto attive contro il gender. Per precauzione aveva registrato anche una sorta di Partito della Famiglia, prima ancora di quello di Adinolfi.

Politicamente, in tempi più lontani, si era schierato a difesa di entrambe le guerre in Irak promosse dall’amministrazione Bush. Insomma, così a occhio, non un fan del papa argentino, nè sulla bioetica, né sulle questioni di politica internazionale. Come potesse parlare di “effetto Bergoglio”, tanto presto, e come abbia potuto poi finire così fieramente avverso al mondo che frequentava, è, se non si vuole dar retta ai maligni, un mistero.

Fatto si è che l’effetto Bergoglio è stato sin dal principio un effetto soprattutto mediatico.

Bergoglio ha cercato subito quella strada, convinto che il marketing è l’anima del commercio: gli stretti rapporti intrecciati sin dal principio con giornalisti ben introdotti come Andrea Tornielli, sul fronte cattolico, e con Eugenio Scalfari, su fronte della sinistra nichilista ed anticlericale, lo dimostrano.

Per un po’ il giochetto ha funzionato: nessuno in più, nei confessionali e alla messa. Anzi, solo in meno. Perché andare a confessarsi, se non c’è più peccato? Se esiste solo la Misericordia ed è stata abolita la Giustizia? Se gli unici peccatori, sono i “dottrinari”, coloro che credono ancora nei Dieci Comandamenti? Perché andare a messa, se Allah e Gesù Cristo uguali sono?

Meno fedeli, ma più audience: un audience cercata ad arte con telefonate, gesti mediatici forse costruiti a tavolino da qualche abile gesuita. In verità, un papa non solo dei cattolici, ma anche degli atei, dei musulmani, dei radicali, dei comunisti… può contare su un pubblico più ampio. Così sembra. Ma la realtà è diversa. Perché con il tempo radicali, musulmani comunisti… si stancano di ascoltare qualcuno che hanno ormai annoverato tra le loro fila.

E se anche i cattolici si stufano e si disamorano, ecco che anche l’effetto mediatico, alla fine, si sgonfia. E l’effetto Bergoglio fa… flooop…

Non rimane quasi più nessuno a godersi le performance televisive, per quanto ben costruite. I dati parlano chiaro, e li lasciamo raccontare a Filippo Di Giacomo, vaticanista di un giornale amico, Repubblica.

Il 5 gennaio, nell’inserto Venerdì di Repubblica, scriveva: “Papa Francesco è stato protagonista

di un programma in onda ogni mercoledì, dal 25 ottobre in poi, su Tv 2000, la cosiddetta Tv dei vescovi, intitolato Padre nostro e condotto da don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova. Il programma è stato accompagnato da un grande e lungo battage pubblicitario con lancio su ogni possibile organo di comunicazione, dalla carta stampata alla radio e alla presenza di don Pozza sui principali canali televisivi nazionali. Ma nonostante l’impegno ha registrato ascolti così bassi da risultare imbarazzanti. Confermando, oltretutto, ciò che i dati di ascolto attestano da almeno 3 anni: papa Francesco, in televisione, vale la metà di Papa Benedetto XVI: se il secondo aveva una audience media intorno al 20 per cento, il suo successore si attesta tra il 9 e il 12 per cento degli spettatori”.

Verrebbe da concludere con un semplice “amen”, se non destasse una certa repulsione l’idea che un papa decida di diventare ospite abituale di un salotto televisivo, come un don Mazzi qualsiasi; e se non destasse una acuta tristezza, in un cattolico, sapere che ormai la voce della Chiesa non interessa più a nessuno.

Oppure, per essere un po’ ottimisti, si può vedere la vicenda sotto un’altra luce: non è che non interessa più a nessuno, proprio perchè non è la voce della Chiesa, e le pecore non riconoscono la voce del loro pastore?”.



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59 commenti su “EFFETTO BERGOGLIO, EFFETTO RIGOGLIO, O EFFETTO TRACO(GLIO)LLO? SUPER EX COMMENTA I DATI FORNITI DA REPUBBLICA SULL’AUDIENCE PAPALE.”

  1. …….non è che non interessa più a nessuno, proprio perchè non è la voce della Chiesa, e le pecore non riconoscono la voce del loro pastore…….

  2. Ascoltavo la messa della liturgia di oggi in Sistina e con somma meraviglia ho sentito dire a Bergoglio nella professione di fede fatta sotto forma di domande: rinunciate a…? credete in…? una domanda alla terza richiesta del credo che mi ha turbato. ” credete alla chiesa una ecc… alla comunione dei Santi, alla comunione dei peccati ecc.. (comunione dei peccati?) non si parla più di remissione? Volendo essere benevolo spero in una gaffe! Causa la troppa afflizione dovuta ai tempi di burrasca per i suoi “traditori di fiducia” e gli “approfittatori”!😂😂😂😂https://m.youtube.com/watch?v=BoH0q6vHtj0 al minuto 51 la professione e di fede e si può ascoltare ciò che dice!

      1. I lapsus cominciano ad essere ricorrenti: prima lo sbaglio sulla Benedizione, di cui ha omesso una parte, ora questo.
        La sua vecchia psicanalista avrebbe forse diagnosticato che le parole che deve dire , che sono scritte nel testo Liturgico, gli stanno indigeste e quindi inconsciamente le sbaglia . Le sbaglia ,le parole giuste , forse senza volere consciamente ma proprio perche’ non gli si adattano e non ci crede.

  3. Che bello, leggo un sereno e rispettoso confronto senza sentir battito d’ali di spettri vari!😊 Staranno facendo le calze per la befana del prossimo anno 😂😂😂

  4. Vatican Insider sta correndo ai ripari, ed ha pubblicato un articolo di Borghesi, autore della “biografia intellettuale” del papa, in cui vengono accusati i “dissidenti” di essere causa di divisione e il papa viene assolto da ogni responsabilità, poverino.

    http://www.lastampa.it/2018/01/06/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/la-confusione-nella-chiesa-la-provoca-chi-moltiplica-il-dissenso-LtAlRGPgfmpWIpfGBidf5O/pagina.html

    “… un gioco di basso profilo che fa comprendere come la disputa attuale sia, da parte degli oppositori di Francesco, finalizzata non a comprendere le ragioni ma alla delegittimazione dell’avversario.
    …L’89 ha privato anche i conservatori della memoria storica. Quello che colpisce nei critici del Papa è l’accanimento nel mettere in luce gli episodi “negativi”. Nei blog, in Facebook, sono alla continua ricerca del caso stonato. Si ha come l’impressione che non abbiano occhi per le testimonianze positive che esistono, innumerevoli, nel mondo.”

    Invece i continui insulti di papa Francesco, le angherie a cui sottopone i suoi sottoposti, la totale chiusura e mancanza di dialogo, gli ipocriti inviti alla parresia per colpire meglio, i sinodi manipolati, le affermazioni offensive verso i cristiani perseguitati, le interviste demenziali, gli elogi ai radicali, la faziosità nelle nomine ecc, tutto questo per Borghesi e Vatican Insider non esiste. Tutto si riduce tutto ad una cattiva filosofia, il neotomismo dei “tradizionalisti” che giudicherebbero con durezza le fragilità degli uomini:

    “L’oggettivismo è una caratteristica della Neoscolastica perché il neotomismo si costituisce in opposizione alla soggettività moderna. Nella sua opposizione getta via, con l’acqua sporca, anche il bambino. Non capisce che la dimensione del soggetto, della libertà, è implicata dalla stessa Rivelazione. Diversamente avremmo un Dio imperatore del mondo non il Dio in croce. Per i tradizionalisti, al contrario, ogni sottolineatura del soggetto, dell’ “esperienza” della verità, è soggettivismo e, quindi, modernismo… bla bla… ”

    A Borghesi sfugge che molti laici che sono stanchi degli show vaticani non sanno neppure cosa sia il neotomismo. Sono le parole, i gesti mediatici, la faziosità, le prediche ossessive e del tutto politiche, il protagonismo, la scorrettezza, la mancanza di volontà di confronto serio di papa Francesco e della sua corte dei miracoli, Galantino, Maradiaga, Paglia… a generare rifiuto.

    A margine, continuo a chiedermi perché un giornale laico come la Stampa finanzi una testata clericale, del tutto priva di pluralismo e schierata in modo acritico nell’apologia di papa Francesco.

    http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

    1. … “A margine, continuo a chiedermi perché un giornale laico come la Stampa finanzi una testata clericale” …

      Ottima domanda !!

      La logica, pura & semplice, la risposta la fornisce… eccome …

    2. @ Borghesi
      “… il neotomismo si costituisce in opposizione alla soggettività moderna …”
      Ma dove ha letto il Borghesi queste sciocchezze per ripeterle su “La Stampa”?
      Se penso al Cardinale Mercier, al Padre Marechal, al Padre Boyer, al Padre Garrigou-Lagrange, a Etienne Gilson, a Jacques Maritain, a Cornelio Fabbro et al., in breve, ai corifei del neotomismo, al loro mettere in luce nella loro opera teoretica e storica l’attualitá della dottrina di San Tommaso d’Aquino per il pensiero moderno, e poi penso a quel “si costituisce (sic) in opposizione” del Borghesi, che implica, il neotomismo non avrebbe null’altro da proporre di suo all’uomo contemporaneo che la negazione del soggettivismo moderno, concludo che Borghesi é un ignorante e come tale vaneggia.
      Almeno avesse detto non “in opposizione alla soggettivitá moderna”, ma al “soggettivismo moderno”,
      all’ “antimetafisica moderna” di origine empiristica
      e kantiana!
      Pensare ad un “lapsus” e non all’ignoranza del significato dei due concetti “soggettivitá” e “soggettivismo” da parte
      di Borghesi mi riesce difficile alla luce del suo concetto base del neotomismo come di un qualcosa che riesce ad esistere solo come negazione di qualcos’altro, peraltro dal Borghesi erroneamente identificato.
      Il neotomismo, invece, é un’affermazione di valore teoretico sostenentesi suo jure, antidoto efficace contro gli errori del pensiero moderno, particolarmente micidiali
      per la teologia cattolica ispirantesi alla “sana dottrina”
      di cui parla San Paolo nella sua Lettera a Tito
      Errori che hanno dato adito ad ogni teologia sballata pullulante ai nostri giorni nel cosmos cattolico, infiacchito la Chiesa minandone le fondamenta dogmatiche e sacramentali, confuso i credenti, fuorviato preti e vescovi, cui é affidato il gregge di Cristo.
      Il neotomismo propone: riscopriamo San Tommaso, alla luce della cui dottrina la Chiesa cattolica, liberata dal ciarpame soggettivista, può ritrovare il vigore, la chiarezza, la forza e la ricchezza di pensiero e di ispirazione che per secoli furono suoi.

        1. @ QC 9.1.2018/7:16 p.m.
          Mi duole di non poterLe fornire il mio modesto punto di vista sul suo posting e, sopratutto, di doverLa lasciare nell’erronea convinzione di avere espresso un pensiero corretto (o di avere correttamente interpretato il mio).
          Cordiali saluti.
          lol

  5. Ripeto qui la mia convinzione, che può trovare riscontro nell’ esperienza quotidiana di quanti hanno occhi e orecchi a Santa Marta: Bergoglio è ammalato, molto ammalato. Presto lo sarà talmente da indurre la Segreteria di Stato a provvedere, per il bene della Chiesa.
    Roberto Donati.

  6. Ripeto qui una mia convinzione, che certamente non apparirà infondata a chi ha occhi e orecchi presso Santa Marta: Bergoglio è malato, molto malato. Quando le sue condizioni appariranno di una gravità fuori controllo, e non è lontano il giorno, allora la Segreteria di Stato agirà per il bene della Chiesa.

    1. Allora si realizza la sua previsione che avrebbe regnato 4-5 anni! Una malattia già era evidente, quella psichica, mi auguro che non ci sia altro e che se lascia possa riposarsi assistito in modo amorevole prima dell’ultimo riposo!🙏

  7. È l’effetto della sovraesposizione mediatica , Bergoglio spunta ovunque in T.V. , nei giotnali ,in libri a getto continuo ,in opuscoli e perfino calendari epoi affidare anche a twitter il proprio ” magistero ” in modo così soavemente elusivo……
    Lo schema buonista della sovraesposizione alla fine non funziona più e si hanno due effetti : la noia per le sue parole ripetitive e il rigetto di quei fedeli che non ne possono più di vedere il Vangelo ridotto , con ricostruzioni storiche ” da brivido ” a idelogia terzomondista o peggio a ideologia modernista.
    Lo slogan ripetitivo ” chiesa in uscita ” sta vedendo l’ “uscita di molte pecore fedeli alla chiesa di sempre (foto di piazza san Pietro a Natale) e l”uscita ” dottrinale di molti guardiani del gregge ( don Farinella e don Fredo tra tanti ).Altri preti sono diventati servi sciocchi del Capo e le loro omelie ormai se va bene sono messaggi da baci Perugina, se va male vuoto pneumatico.
    Siamo diventati parrocchiani itineranti alla ricerca difficilissima ( e sarå sempre peggio dopo l’app in teoria anti-noia in realtå indottrinamento) di quei sacerdoti che dopo la messa non ti lasciavano uguale a come eri entrato.
    Per fare un esempio riporto una lettera comparsa su Il Giornale il giorno dell’Epifania così titolata:
    La messa natalizia con i canti del Corano.
    “Ad Augera durante la messa natalizia , cioè quanto di più misticamente cristiano, il prete a un certo punto ha ordinato ai fedeli di cantare brani del Corano (accuratamente scelti tra i meno sanguinari ).Molti hanno lasciato la chiesa .Sottomissione non è la mia parola d’ordine .E questo Papa non è il mio Papa”.
    Paolo Borasi.

  8. Credo che, ultimamente, questo stato di cose venga percepito dalle parti di Santa Marta. Infatti, negli ultimi tempi sto osservando che il pontefice regnante stia affiancando ai consueti e sempre meno sopportabili refrain migrazionisti, ecologisti, modernisti ecc anche dichiarazioni e comportamenti più aderenti all’ortodossia della nostra fede

    Sembra assurdo, me ne rendo conto, ma la situazione in seno alla Chiesa è talmente grave che dobbiamo accogliere ogni minimo buon segnale come cosa favorevole. Come esempio posso citare l’invito a considerare l’importanza il diritto a non emigrare (cosa affermata a più riprese da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), l’autorizzazione, seppur sotto traccia, del culto a Medjugorje e il recente richiamo a tutelare la vita anche nelle forme ritenute più inutili (sebbene, di fatto, sia Francesco stesso sia la chiesa italiana non hanno battuto ciglio nella vicenda del testamento biologico, anzi).

    Questo non significa abbassare la guardia sulle sue spericolate uscite né minimizzare quanto sta accadendo nella Chiesa, anche perché il Papa dovrebbe agire e parlare coerentemente e senza proporre mezze verità, essendo la Verità una e immutabile.

    Tuttavia penso che i recenti eventi possano rappresentare un conforto per quanti stanno pregando per le sorti della barca di Pietro: la nostra opera sta servendo a qualcosa e, probabilmente, nel gruppo di potere che supporta Bergoglio si percepisce che una parte del gregge è confusa e non disposta a idolatrare il pontefice come fanno i mezzi di comunicazione “illuminati”.

    Perciò direi di continuare con la preghiera incessante, in primis proprio per il papa, sulla scia di quanto ci ha insegnato Gesù, ossia pregare il Padre perché possa vegliare sulle persone che più ci fanno soffrire. Nella speranza che per la Chiesa la prova possa essere il meno dura possibile e che tante anime possano essere salvate. Avanti con Gesù e Maria.

  9. Leggere questo articolo mi fa venire in mente il testo della canzone rock di quel tutto sommato, controverso ma eccezionale musical dell’epoca dei figli dei fiori:”Jesus Christ Superstar”. Nella principale track alla fine del musical c’era un gigantesco Giuda/Carl Anderson che biasimava Gesù, cito a memoria , per non aver scelto la nostra epoca per manifestarsi con l’ausilio di mezzi di comunicazione di massa (e quindi registratori per la gioia di Padre Sosa). Ebbene ora grazie a Bergoglio sappiamo con certezza per quale motivo non sarebbe stata una gran bella pensata da parte del Padreterno. Oggi possiamo apprezzare i risultati di questa chiesa dell’Ammore auspicata da Lev Tolstoj, esaltata nel musical e realizzata dal nostro Bergoglio Superstar. Nostro Signore certe volte ha un gran senso dell’umorismo e se lo può permettere anche perchè il peso di salvare le anime che stanno bellamente rischiando di perdere se lo è già caricato Lui sulla SS Croce.

  10. Credo che per certi versi il male sia pure in ciascuno di noi, che, per superficiale arroganza, siamo divisi su posizioni di lotta individuali, snobbando e criticando tutti gli altri che si battono per la salvezza della Chiesa vera di Cristo Re e di Maria Santissima.
    Ho inviato una breve lettera in giro in cui dicevo che esistevano “insorgenti” e “pietre d’inciampo”, elencando un numero di persone e di giornali on line che immaginavo facessero la lotta per la Chiesa… Ho ricevuto una rampogna dura, con l’invito a cancellare il suo nome, in quanto questa persona non poteva essere nell’elenco con altri che sono lontani anni luce dalle sue posizioni. Vedo che anche su Stilum Curiae c’è un dibattito acceso e su punti di vista diversi. Però, si discute e ci si confronta. Se andiamo avanti così divisi e rancorosi il Nemico si farà quattro risate e tirerà diritto. Sarò un ingenuo, ma anche Gesù lasciava la libertà ad altri che non erano discepoli di sanare i malati in Suo Nome. Scusate lo sfogo… Io so molte cose, ma molto poco come teologia e non comprendo le differenze.
    Comunque, il Papa si sta cucinando nella padella che si è creata.

  11. Effetto dopo effetto, ci ritroviamo pericolosamente avvolti in un oscuro EFFETTO IMBROGLIO che mina di giorno in giorno, la fede del popolo Cristiano.
    Tanti Pastori, hanno respinto ormai, l’antico “odore delle pecore”, rinnegando la retta Cristiana identità, hanno optato per “l’odore delle capre” del mefistotelico Caprone, principe e autore delle plaudenti, mondane infestanti apostasie.
    Preghiamo.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  12. Caro Direttore lo ripeto una volta più:
    A FRANCESCO IL PROFETIZZATO “PASTORE STOLTO E FALSO PROFETA” ZACCARIA ED APOCALISSE, IL MONDO LO VUOLE:
    http://www.gallup-international.com/wp-content/uploads/2017/12/2017_Global-Leaders.pdf
    EGLI STESSO L’HA RICONOSCIUTO IL SUO EGO 14 INTERVISTA:
    “Il mondo mi ricevè bene.”
    SE IL MONDO AMA FRANCESCO L’ANTICRISTO E SATANA MOLTO PIÙ:
    “Il mondo ha cambiato e la Chiesa non può rinchiudersi in supposte interpretazioni del dogma”:
    http://www.lanacion.com.ar/1733084-poder-politica-y-reforma-a-solas-con-francisco
    E di niente servirà le firme né le proteste dai cattolici -VIETATO LAMENTARSI- se non sono capaci di vedere e comprendere che scendo il travestimento di il santo diacono Francesco d’Assisi si nasconde il profetizzato “Pastore stolto e falso profeta”.
    E segnalare al profetizzato “Pastore stolto e falso profeta” è segnalare e situarsi in un punto determinato della Storia della Chiesa e del Mondo, ed allora si saprà dove si sta ed a dove va via.
    Saluti.

  13. Complimenti super-ex! Analisi impeccabile e pure la diagnosi. Adesso c’è bisogno della terapia.

  14. Dicono che i numeri parlano da soli, ma non è vero. I numeri bisogna saper farli parlare. I dati riportati nell’articolo, ancorché veri, sono ad un livello di aggregazione troppo elevato per poter trarre indicazioni su che cosa veramente pensa la gente. Questo sarebbe interessante conoscere. Sarebbe interessante un’indagine demoscopica del tipo:
    – lei ascolta il Papa? Legge sistematicamente i suoi discorsi?
    – se si’ perché? Se no perché?
    – crede a quello che dice il Papa?
    – crede che Bergoglio sia il Papa?
    – prima di Bergoglio papa frequentava la chiesa i sacramenti ecc.
    – dopo l’inizio di questo papato il suo atteggiamento verso la chiesa è cambiato? In meglio o in peggio?
    – ecc. ecc. ecc
    Credo che se qualcuno riuscisse a fare un’indagine impostata in questo modo, SS. Francesco e seguaci avrebbero di che riflettere………

    Ad meliora!

  15. Un sentito ringraziamento a Super Ex (oltre che a Tosatti che lo ospita,of course) per questo bell’articolo. Poiché é stato nominato, mi chiedo che fine abbia fatto Introvigne, il campione mondiale di arrampicata sugli specchi. É da parecchio tempo che non lo sento più.Che abbia finito la scorta di ventose?

  16. Caro Super Ex . Volevo dirti alcune cose .
    Il Timone NON E un mensile CONSERVATORE. É un mensile fedele al Magistero ed alla dottrina di 2000 anni della Chiesa Cattolica. Quelli che vengono etichettati al contrario come ” progressisti o modernisti ” invece sono coloro i quali vogliono demolire e cambiare la dottrina ed il Magistero della Chiesa Cattolica ( e lo stanno facendo……di brutto) . Ma queste etichette non mi piacciono, preferisco definirli Fedeli al Magistero e Non Fedeli al Magistero, è più corretto e delinea meglio i due schieramenti. Come disse Padre Pio , LA NOSTRA RELIGIONE NON È UNA MODA. Ultima cosa . Ho visto in tv in un telegiornale il filmato dei fedeli presenti ad un Angelus ( sinceramente non ricordo quale se quello del 24 o del 31 dicembre) , e si vedeva una Piazza San Pietro riempita di Fedeli per due terzi scarsi….e Questo in periodo natalizio con una Roma che è strapiena di turisti e quindi di potenziale enorme di fedeli in più in San Pietro……Eppure dai filmati…………Sarebbe quindi importante ed interessante vedere anche le statistiche relative agli incontri pubblici papali…..

  17. Per aumentare l’audience potrebbe organizzare un incontro di tango in Piazza san Pietro. Oppure allestire uno spettacolo son et lumiere sulla facciata di San Pietro. O affittare la Cappella Sistina per ricevimenti esclusivi. O affidare l’immagine della chiesa a qualche studio di marketing che produca video in cui il papa venga esaltato come saggio leader mondiale con un messaggio di unità e pace universale che possa andare bene per tutti i popoli e tutte le religioni.

    1. @Ecclesia afflicta

      Già fatto anche l’affitto della Cappella Sistina.

      Riguardo ai video di propaganda di Papa Francesco come capo sincretico del “volemose bbbene” mondiale, già ne sono stati fatti tanti che puntano in quella direzione.

      Nonostante ciò, sta avvenendo quanto il “super ex” evidenzia. Per rispetto umano e per scaramanzia non descrivo qui quale potrebbe essere la manovra allo studio dei grandi esperti di marketing e di guerra psicologica (a N.S. Gesù Cristo) per rendere di nuovo più popolare, e più durevolmente, il “prodotto” Bergoglio.

  18. Sono cresciuto in un clima sociale nel quale, almeno per i credenti, l’affermazione”Il Papa ha detto che…” aveva un senso di sacro ed era una guida, un sentiero tracciato per tutti.
    Oggi, come dice Eques Fidus in un commento che precede, nel corso di un processo che viene da lontano, la parola del Papa, da parte di larghi strati della società, o è ignorata o al massimo è ascoltata come si ascolta un dibattito su una TV locale.
    E Bergoglio che c’entra?
    Bergoglio ha dato e sta dando il suo bravo e massiccio contributo a svilire la figura del Papa perchè i non credenti, dopo una iniziale curiosità ed entusiasmo che li ha portati a esclamare “è dei nostri!”, ormai se ne infischiano di ciò che dice.
    A loro volta i credenti, dopo l’infatuazione iniziale dovuta all’illusione che tanto Dio perdona tutto, che la misericordia copre tutto (“pecca molto, ma credi molto” di luterana memoria), cominciano a porsi delle domande su questo Papa e ad alcuni vengono anche i “Dubia”. Resistono sulla trincea papale soltanto coloro che per paura o per interesse non vogliono disturbare il manovratore.
    Ne vedremo delle belle (si fa per dire).

  19. Voi siete il sale della terra. Se il sale perde il suo sapore a nient’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

  20. Per abuso grave di martellamento mediatico si è avuto l’effetto opposto a quello desiderato. Anche i fan più fanatici sono arrivati alla crisi di rigetto. Non è questione di odore, profumo o puzza del pastore. Puoi abbagliare tutti per qualche tempo, pochi per sempre (gli scemi), ma non tutti per sempre. E adesso più di qualcuno dice che il re è nudo, copritelo per carità.

  21. È la prova del 9 di quanto sostenuto, a suo tempo, da Gnocchi e Palmaro: un papato mediatico, in cui il Papa si spoglia delle insegne e della sacralità proprie del suo ruolo per abbracciare schemi e modi di agire mondani, volti alla ricerca del consenso più che di Dio, porta alla fine, paradossalmente, all’indifferenza ed al disprezzo, anche da parte di quel mondo così disperatamente inseguito. Purtroppo, è il caso di dirlo, tali atteggiamenti non sono nati con Francesco, ma sono la naturale conclusione di un processo che, sebbene rallentato (ma non fermato) da Sua Santità Benedetto XVI, ha avuto origine persino sotto il regno di Sua Santità
    Pio XII ma che, come per diverse altre cose, ha avuto sotto il pontificato attuale la spinta e l’esasperazione finale.

    1. Capisco che in questo momento di sbandamento il confronto tra Papa Francesco e Papa Benedetto possa fare rimpiangere il secondo rispetto al primo, ma credo che il frutto Bergoglio poggi le sue radice anche sui precedenti Papi ed il clero tutto ivi compresi noi Laici. Ad esempio di Papa Benedetto ricordiamoci che lui si è tirato indietro dal ministero Pietrino, per quali motivi non si sa, ma sappiano che il Beato Papa Giovanno Paolo II è rimasto in carica fino alla fine nonostante le sue problematiche di salute. Inoltre sempre di Papà Benedetto che ha scritto sull’infanzia di Gesù, è stato anche colui che ha definito l’opera scritta di Maria Valtorta come una storia mala romanzata. L’unica cosa che può giustificarlo è che non l’abbia mai letta, ma qualora fosse stato così allora sarebbe stato corretto astenersi da un giudizio così pesante. Cosa ci rimane a noi? Pregare per difendere dal male la chiesa di Gesù Cristo e per quanto possibile nel nostro piccolo essere testimoni fedeli a Cristo.

      1. Possibile che i valtortiani siano così fanatici che condannino senza appello anche i papi che abbiano dubitato degli scritti di Maria Valtorta.? Vorrei ricordare il parere di p.Lanzetta dei Francescani dell’Immacolata, intrepido difensore del carisma del suo ordine, che ha definito l’opera valtortiana una bel romanzo sulla vita di Gesù. Sulle rivelazioni private (ammesso che tali siano gli scritti della Valtorta) e’ legittima ogni opinione che non sia in contrasto con le verità di fede.

        1. @Leonardo @Sabino

          da recente studioso (ancora all’inizio) dello straordinario “fenomeno Valtorta” propongo agli amici di non estremizzare i riferimenti al suddetto fenomeno per la comprensione della contemporanea crisi della Chiesa e del papato.

          Qualche imprecisione che scappa quando si tende (in buona fede) ad estremizzare non favorisce la comprensione della crisi e l’apprezzamento oggettivo degli scritti valtortiani.

          Ad esempio non fu Benedetto XVI l’autore di quella brutale e temeraria (e da pochi anni possiamo dire anche “errata” nel suo riduzionismo) stroncatura del “malamente romanzata”.
          vero è che ancora prima di diventare papa, Ratzinger dalla CDF non volle revocare quella formale condanna disciplinare di un libro valtortiano che l’allora Sant’Uffizio emise agli inizi degli anni ’60, anche se prima con suoi commenti blandi sulle asserite problematicità pastorali degli scritti valtortiani e poi con una sostanziale silenzioso lasciar fare da papa, Ratzinger ha in qualche modo eliminato remore fra i più scrupolosi cattolici alla diffusione degli scritti valtortiani.
          L’ultimo che non infallibilmente ma autorevolmente per l’incarico vaticano che ricopriva si espresse, con un formale documento del suo ufficio, negativamente sulla possibilità di un contenuto soprannaturale degli scritti valtortiani fu l’allora arcivescovo Tettamanzi (se la memoria mi assiste).

          La persecuzione della Valtorta da parte delle gerarchie cattoliche avvenne sotto il regno di Pio XII, nonostante il personale apprezzamento di quest’ultimo, e poi, per le formali censure per motivi disciplinari sotto il regno di S. Giovanni XIII (ai tempi dell’ultima vigliacca persecuzione di S. Pio da Pietrelcina). Quindi anche in quei tempi PRECONCILIARI non è che nella Chiesa Cattolica fosse tutto rose e viole 😉

          La posizione espressa anni fa dal rev. prof. Lanzetta (e potremmo citare altri benemeriti e ben noti anche al grande pubblico sacerdoti di solida fede cattolica e grande cultura, alcuni morti degli ultimi 2-3 anni) effettivamente non era “entusiastica” sulla possibile soprannaturalità degli scritti valtortiani.
          Ammesso che ne abbiamo il tempo per studiare più in dettaglio il fenomeno, sarebbe interessante sapere se quei critici ancora viventi confermerebbero i loro dubbi e lo scarso interesse alla luce degli impressionanti e recentissimi risultati dell’esegesi scientifica degli scritti valtortiani. Infatti “Sulle rivelazioni private (ammesso che tali siano gli scritti della Valtorta) e’ legittima ogni opinione che non sia in contrasto con le verità di fede.”… E NON SIA IN CONTRASTO CON I DATI DI FATTO.

          I dati di fatto già accumulati già dimostrano (a chiunque abbia la pazienza di prenderne atto) la straordinarietà degli scritti valtortiani: tutta la dimostrare è l’origine (o le origini) di detta straordinarietà.

          1. Acchiapaladri, ti ringrazio per lo spirito di equilibrio a cui hai voluto richiamare entrambi le parti. Il fatto è , mi piace sottolinearlo ancora una volta. l’opera Valtoriana scientificamente è impossibile da riprodurre nella forma e nei contenuti letterari su come è stata sviluppata. 😀La verità è così palese che specie a chi scrive libri o articoli dovrebbe apparire chiaro più che ad altri l’impossibilità a realizzarla umanamente, se dopo a ciò aggiungiamo anche la conoscenza della dottrina Cristiano cattolica tra vecchio e nuovo testamento, l’impossibilità diventa 1000 volte impossibile ed è questo quello che mi ha amareggiato nello disconoscimento soprannaturale dell’opera da parte della chiesa. Scusatemi, chiamatemi fanatico, ma sono solo uno che ha avuto la grazia di vivere e sentire la straordinaria presenza di Dio, attraverso quest’opers, intorno a noi ed è meraviglioso tutto ciò. E se oggi siamo davanti all’effetto Bergoglio ci sarà che abbiamo errato tutti. Ad ogni modo adesso siamo davanti un Bivio in cui veramente parlare di Dio potrebbe diventare parlare di male. Occhio hai vangeli e tiriamo là nostre coordinate sugli insegnamenti di Gesù .

        2. Scusa ma come fai a parlare di fanatismo? Conosci l’opera? L’hai letta?. Io non ti conosco ma conosco l’opera e di c’erto posso dirti che tu non l’hai letta. Quella è un’opera che Dio ci ha donato perché a differenza dei miracoli che possono essere più o meno avvalorati da fatti accidentali, lo scritto della Valtorta per i suoi contenuti, per la vastità, per i dettagli storici, per l’eccezionalita Della narrazione, per i commenti, per la coerenza con i Vangeli e il vecchio testamento, sfida la razionalità ed è umanamente una opera impossibile da realizzare, specie da chi la scritta senza un computer ed in uno stato di Paralisi, in un periodo di guerra ed in soli 4 anni con una media di circa 10/15 pagine al giorno e per giunta senza bozze o correzioni di dati ma solo di grammatica. Parla con uno scrittore e vedi se ci riesce, pe giunta se gli chiedi di essere coerente con fatti storici, di aggiungere delle novità e di sviluppare lo sviluppo personologivo di centinai di personaggi, vedi Giuda, San Pietro, Filippo, Gamaele ec… Non credere alla origine divinità dell’opera richiede tanta irrazionalità, poiché quell’opera umanamente è scientificamente parlando è improducibile . Quindi più che fanatismo parliamo solo di quello che conosciamo altrimenti meglio il silenzio. Il Frate Beato Allegra ha avuto altri opininioni sull’opera. Ed oggi chi parla di fanatismo sull’opers, sempre che credente, dovrebbe ricordarsi le parole di Gesù, le opere dell’uomo si distruggono da se, quelle di Dio No. I bei romanzi non convertono le opere di Dio Si, e la Valtorta pur morendo nell’anonimato la sua opera continua a convertire e fare gli interessi di Dio che è salvare le anime.

          1. Pienamente d’accordo con quanto affermi Leonardo. I frutti si vedono eccome, forse in Italia meno che altrove. I discepoli di Emmaus prima ancora di riconoscere Gesù risorto allo spezzare il pane, dissero che qualcosa nel cuore diceva loro quello che ancora non avevano pienamente compreso. Leggendo i dettati si riconosce la voce del Pastore, io ne sono certo.

          2. Il fanatismo non sta nell’apprezzamento dell ‘opera della Valtorta, il che è legittimo. Nessuno può escludere che si tratti di una rivelazione privata ispirata profeticamente. Il tempo e il giudizio della Chiesa ci dira’ chi ha ragione Il fanatismo sta nel giudizio negativo da un punto di vista della fede in chi esprime dubbi e riserve. E’ lo stesso fanatismo di chi, da posizioni opposte, da lo stesso giudizio negativo su chi apprezza gli scritti della Valtorta.

        3. no,i valtortiani non sono fanatici,non sono innamorati di Maria Valtorta ,anima-vittima,docile strumento nelle mani di Gesù,sono innamorati del Signore,perchè più lo si conosce ,IL Signore, più lo si ama.Se Papa Benedetto avesse letto senza pregiudizi L’Evangelo e i dettati non avrebbe azzardato quel giudizio negativo .Se nulla tolgo alla credibilità del libro di Benedetto su Gesù Bambino, come si può pensare di toglier credibilità all’Opera del Divin Maestro ?Amo il Santo Padre Benedetto,in lui riconosco il mio Papa. Ha commesso anche lui i suoi errori,vanagloria e superbia appartengono agli uomini. Ha deciso di salire “sul monte” a pregare,grazie a questo suo umilissimo gesto tutti i Giuda stanno venendo allo scoperto.Lasciamo al Signore i suoi progetti ,le nostre strade non son certamente le Sue.

          1. bravo Gian,ha detto bene,leggendo i dettati e l’Evangelo…” si riconosce la voce del Pastore, io ne sono certo” è proprio cosi,provate…la pace e l’emozione che trasfonde non ha eguali.

      2. Se vogliamo trovare qualcosa di positivo nel pontificato di papa Francesco, direi che è una febbre da vaccino contro il morbo della papolatria. Mi ricorda anche la favola del Re delle rane di Fedro. Volevate un papa carismatico, aperto al progresso e vicino alla gente? Eccoci accontentati!

        1. @Ecclesia afflicta

          apprezzo che lei, vedo sempre più commentatori, condividano questa valutazione che io (ma anche alcuni altri prima di me come poi ho scoperto) avevo cominciato a proporre tempo fa:

          approfitto per riproporre l’ipotesi che i futuri storici potranno riconoscere che da questa cattiva crisi sarà derivato anche del bene per la recuperata piena comunione cattolica con alcuni scismatici orientali.

      3. Posto il fatto che a me della Valtorta (il cui messaggio mi sembra perlomeno discutibile, sicuramente non vincolante in materia di fede e di morale) non interessa, il mio ragionamento verteva sull’annacquamento mediatico del Pontefice Romano e non sull’approvazione a questo o quel veggente o presunto tale. Il discorso di Gnocchi e Palmaro (che io, apprendendo sempre più di storia della Chiesa, approvo e ne riconosco sempre più la verità) è che dagli anni ’50 (quindi da un decennio prima del CV II) in poi ci sia stato un sostanziale svilimento del ruolo del Papa e della ieraticità che copre tale augusto ministero, prima con la pubblicizzazione di atteggiamenti familiari ed intimi del vicario del Cristo (Pio XII fotografato mentre si fa la barba dinanzi allo specchio), poi con la destituzione progressiva di insegne e paramenti propri del papato (Paolo VI che cede la tiara) ed infine con l’immersione completa nella mediaticità mondana, adeguandosi ai suoi ritmi ed ai suoi tempi (Giovanni Paolo II). Benedetto XVI non ha invertito la rotta prestabilita (ad esempio, limitando le comparse in pubblico, specie al di fuori di Roma, o ripristinando l’uso di cerimonie ed indumenti pontifici come la tiara), semplicemente non ha aggiunto altro a quanto fatto dal suo immediato predecessore; con Francesco, invece, siamo arrivati all’estremo, alla conclusione ed all’esasperazione di un processo che ha trasformato il successore di Pietro in un personaggio dello spettacolo a tutti gli effetti, che concede frequenti interviste, fa continui bagni di folla e ha rinunciato a quasi tutte le insegne proprie a sottolineare il suo ruolo (meno per il bianco, che lo rende immediatamente riconoscibile, e questo per un personaggio che ragiona in termini mediatici e mondani è fondamentale), in quanto questo per sua natura è segno di contraddizione e scandalo per il mondo. La verità è che ben poco della crisi attuale è direttamente imputabile al Pontefice regnante: per la maggior parte, si tratta di processi in atto da decenni, alcuni (come la diffusione degli errori del liberalismo e del modernismo) da secoli, addirittura. Il papato attuale semplicemente è la summa di azioni e di pensieri preesistenti, portati all’estremo certamente ma che hanno origini più profonde, a cui i suoi predecessori non hanno voluto o potuto porre rimedio (o, più semplicemente, non ne hanno capito la portata distruttiva).

        1. @EquesFidus

          Certo, mi sembra che nessuno qui sul blog abbia sostenuto che ciò che scrisse la Valtorta sia indispensabile per comprendere la contemporanea crisi del papato.

          Ciò detto, se lei fosse uno dei tanti battezzati che è interessato anche all’ “aiuto extra” (quindi per definizione non necessario) che la Provvidenza nel corso dei secoli ha regalato ai comuni fedeli tramite i mistici, quando lei avrà tempo (purtroppo PARECCHIO tempo) provi a dedicarne un po’ per approfondire “il fenomeno Valtorta” sui testi originali e sui più recenti studi scientifici ad essi relativi.
          Rispetto ad altri scritti di mistici, quelli della Valtorta sono per noi italiani del XXI secolo più “mirati” e comprensibili, anche se rimane il problema pratico che sono un corpus molto grosso e che secondo la mia esperienza non basta “saggiarne” qualche brano in qua o in là per farne una valutazione affidabile (personalmente dopo i primi assaggi non mi erano sembrati testi interessanti come aiuto alla mia conversione e stavo per “archiviarli”: solamente insistendo nella lettura, con l’ausilio dei più recenti esegeti, sono riuscito ad apprezzarne certi aspetti fuori dell’ordinario che rendono più credibile il valore pastorale di quegli scritti che secondo l’autrice sono quasi completamente basati su rivelazioni private). 🙂

          1. Grazie, non mi interessano, come pure non mi interessa Medjugorje; mi tengo le apparizioni approvate dalla Chiesa, come La Salette, Fatima o Lourdes, e tanto mi basta.
            Per il resto, noto che non si parla di ciò che ho scritto ma della mia approvazione (o meno) ad una “veggente”; bene, me ne compiaccio.

          2. Equesfidus, in accordo che i problemi presenti nella chiesa presente gettano le proprie radici nella storia della chiesa, ma direi meglio nella tendenza che abbiano noi essere umani a cadere nelle trappole insidiose del male, in accordo anche che non sono nei i miracoli o i Vangeli o gli scritti mistici come quello Valtoriana o la storia dei Santi a fare si che siano assolutamente necessari per avvicinarsi e convertirsi. Ma mi chiedo, quando già nelle nostre risposte poniamo dei paletti a non curiosare con quello che gli altri fratelli ci testimoniano come dono o con unico spirito di condivisione, che senso costruttivo ha esprimere pareri su ciò che non si conosce e rispondere a me interessa solo quello che riconosce ufficialmente la chiesa? Se gli uomini fossero stati da sempre così rigidi, come avrebbe potuto il nostro buon Dio fare si che Giuseppe D’Arimatea, Nicodemo, Stefano, convertissero il loro credo a Gesù, dato che la chiesa di allora diceva non mi interessa di questo sovvertitore? Leggo ed ho letto per grazia di Dio, i Vangeli, Gli scritti di Valtorta, le storie dei Santi e non conosco Fatima, Medjugorie, Guadalupe, ma sono molto felice di sapere che questi luoghi operano conversioni e troverei me ingiusto se dovessi esprimere posizioni o giudizi su ciò che affermo pubblicamente di non conoscere è ancora di più di non essere nemmeno interessato a farlo. Che lo Sappiamo tutti, non sarà né la chiesa ne gli uomini a impedire a Dio di fare ciò che vuole per salvare i suoi figli e quando lui opera ci sono linee guida che Gesù ci ha lasciato. 1 l’albero lo riconosci dai frutti: 2 la pecora sa riconoscere la voce del Pastore; 3 dove ci sono conversioni autentiche li c’e La presenza operosa di Dio. Buona giornata 🤗

          3. La Chiesa è l’unica autorità con il potere di certificare se una apparizione o miracolo è reale o no; questo non spetta ai singoli fedeli ed ai loro gusti e preferenze. Allo stesso modo, don Lorenzo Scupoli nel suo “Combattimento spirituale” mette bene in guardia dalla curiosità, specie in campo spirituale. Per il resto, la tronco qui, dato che è inutile scrivere in merito all’argomento dell’articolo e sorbirsi discorsi sul valore della Valtorta.

    2. Sono d’ accordo tali atteggiamenti non sono nati con Bergoglio ma con una lunga serie di papi ” carismatici” di cui il maggiore e’ stato Giovanni Paolo II , veramente affascinante e carismatico ( mentre Bergoglio e’ tutto fuorché’ affascinante).
      Un grave danno d per la Chiesa la figura mitica del ” superpope”, del Papa idolo delle masse. L’ attenzione del pubblico viene distolta dal vero ruolo petrino per applaudire L’ attore che impersona Pietro. Se L’ attore che impersona Pietro e’ affascinante il pubblico applaude , se no fischia.
      Benedetto XVI poteva , se fosse durato di più’ , invertire questa rotta, riportare alla figura del papa come saggio, sapiente, spirituale , ma e’ stato stoppata forse proprio per questo.

      1. @Maria Cristina
        e infatti del nostro carissimo San Giovanni Paolo II, grande anche in certe sue imprudenze politiche quando non cocciuti errori, si diceva già quando era in vita che al mondo (e a tanti battezzati) piaceva il cantante ma non la sua canzone.

        Ma dopo i disastri del regno di Paolo VI, disastri che solo ora sembrano in via di superamento in quanto a gravità, fu provvidenziale l’azione del papa polacco per impedire alla barca petrina di affondare e poi riprendere pian piano la navigazione.

    3. Il problema di papa Francesco non sono le insegne e la sacralità del suo pontificato, ma i suoi contenuti. Si può aver anche uno stile più diretto rispetto ad una certa staticità ieratica, come aveva Giovanni Paolo II, ma ciò che conta è il messaggio. Ed è ciò che dice papa Francesco ad essere un problema, non tanto il modo sciatto in cui lo dice, sul quale si può anche soprassedere.
      Altro discorso è la liturgia, che è sacra per sua natura, e che non va spettacolarizzata o piegata a scopi mondani, per veicolare messaggi diversi da quello della liturgia stessa. Anche in questo caso papa Francesco è scorretto, perché tratta la liturgia come un palcoscenico. Purtroppo lui è l’estremizzazione di una tendenza negativa iniziata con Giovanni Paolo II, a cui inutilmente papa Benedetto aveva cercato di porre un freno.

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