MINACCE E SFURIATE DEL PAPA. SUPER EX DA’ IL SUO GIUDIZIO PSICOLOGICO: FURBO E INFANTILE. IN ENGLISH: THE MYTH OF THE BETRAYED REVOLUTION.

23 dicembre 2017 Pubblicato da
Marco Tosatti

Cari Stilumcurialisti, le minacce e i rimproveri del Pontefice regnante hanno toccato le corde delicate del cuore di Super Ex, come potete leggere qui sotto. A noi ha fatto impressione anche una frase del discorso alla Curia. Quella in cui nega la difesa del “Papa non informato”. Che in realtà era una difesa proprio del Papa; gli si attribuiva nel caso di qualche evidente ingiustizia, l’attenuante del non sapere. Improbabile, vista la rete di spie e spioni organizzata dai suoi; ma così dicendo il Pontefice si è voluto assumere in prima persona ogni responsabilità. Buona a sapersi. Vediamo per che cosa ci scrive Super Ex.

“Ennesimo sfogo di Bergoglio: ennesima dimostrazione del suo infantilismo o della sua furbizia? O di entrambi?

Non sono il suo psicoanalista ma credo di avere gli studi di psicologia e l’esperienza necessari per una diagnosi.

C’era una volta il papa sorridente, sempre pronto a telefonare a tutti, contento dei bagni di folla e, nelle parole, grande riformatore ed accerrimo sostenitore di sinodalità e parresia.

Prima di tutto ciò, prima del 2013, era solo cardinale ed era noto ai più per essere, al contrario, persona schiva, poco sorridente, autoritaria. Lo ha ammesso in più occasioni lui stesso, ma lo ha detto papale papale, in Ultime conversazioni, anche Benedetto XVI: “L’ho conosciuto come un uomo molto deciso, uno che in Argentina diceva con molta risolutezza: questo si fa e questo non si fa. La sua cordialità, la sua attenzione nei confronti degli altri sono aspetti di lui che non mi erano noti”.

E’ proprio così: si può fingere di essere diversi da ciò che si è, ma non per troppo tempo. Da anni ormai Bergoglio è tornato a non sorridere quasi più: scaglia anatemi. Il Concilio di Trento intero non contiene le condanne e le scomuniche ad intra lanciate ad ogni piè sospito dal presule argentino. Con l’effetto classico: quando uno urla sempre “al lupo al lupo”, alla fine non gli crede più nessuno.

La dura reprimenda di Natale è solo l’ultima di una serie infinita. Accuse contro i dottrinari, i traditori, i farisei, i complottisti… A sentire Bergoglio Roma è la capitale dell’Anticristo, un covo di vipere senza eguali. Lutero non avrebbe saputo dire di peggio.

Ma questi continui sfoghi provengono, e questo è il punto, da un uomo che comanda, che ha mille volte il potere che aveva Benedetto.

Ratzinger infatti era sottoposto ogni giorno al fuoco di fila dei grandi giornali e dei governi stessi (Obama e Merkel su tutti); come collaboratori aveva personalità come Tarcisio Bertone o il maggiordomo fedifrago. Per non dire altro.

Al contrario, Bergoglio è un sovrano assoluto che non vuole intorno a sè altri che il suo cerchio magico, con cui fa il bello e il cattivo tempo. I cardinali che non sono con lui, da Burke a Mueller, sono fatti sloggiare senza tanti complimenti. I posti di potere sono affidati a persone fidate, come monsignor Dario Edoardo Viganò. La gendarmeria fa un lavoro certosino, e leggermente invasivo. Persino la polizia italiana interviene se qualcuno osa ricordare il dissidente Caffarra con un semplice camion vela. I media fidati, da Repubblica a Vatican Insider, ad Avvenire, apparecchiano olio di ricino, ogni giorno, per i non allineati…

Perché allora questo ennesimo sfogo?

Qui la prima parte della diagnosi: infantilismo. Bergoglio non aveva previsto la sorda opposizione di chi non vuole trasformmare la chiesa in una Ong che si occupi, male e con imbarazzante approssimazione, di ambiente e immigrazione. E allora, come si dice, sbrocca, urla, alza la voce. Sì proprio lui, quello della sinodalità, della parresia, quello che non osava, inizialmente, neppure usare il nome di “pontefice” ma solo quello di “vescovo di Roma”, quasi a dire: “non ho nessuna intenzione di comandare, io”. .

E’ dal Sinodo, da quando ha visto che non riusciva a trasformare vescovi e cardinali in burattini per modificare la Tradizione della Chiesa, che ha iniziato a tirar fuori antiche formule, come Cum Petro e sub Petro!

Anche nell’ultimo discorso ha detto chiaramente: “..e questa è casa mia, e qua comando io…”.

Infantile, dicevo, perchè già comanda, e alla grande, ma non gli basta. Come ai bambini: se non contenuti, sono incontentabili!

Infantile ma anche furbo. Perchè? Perché butta sempre tutto in caciara, e sapendo di avere dalla sua i media laici, conta su di loro come megafono del suo anticlericalismo. Sì perchè Bergoglio ha costruito di sè questa immagine: “io buono, io riformatore, io moderno, io aperto… gli altri preti, vescovi, cardinali, invece, ladri, corrotti, farisei, dottrinari!”.

Una musica splendida, per chi considera Bergoglio il cavallo di Troia nella Chiesa cattolica, colui che riuscirà a fare ciò che non sono riusciti a fare Napoleone, Hitler, Stalin…

Ma l’obiezione che un giornalista serio dovrebbe fare, sarebbe semplice:

“Caro vescovo di Roma, ma le nomine sbagliate, scandalose, chi le ha fatte? Non è stato proprio Lei a mettere il suo elettore Maradiaga dove sta, dandogli immenso potere? Ad eleggere in quella posizione, allo Ior, Giulio Mattietti prima di spedirlo via a calci? A nominare Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Lucio Vallejo Balda segretario della Pontificia Commisisone referente sull’Organizzazione della struttura economica- amministrativa della Santa Sede? E chi ha confermato tutti i bertoniani (Bertello, Calcagno, Versaldi, Ravasi e Viganò), nei posti di potere più importanti?”.

Devo dire che l’articolo di Super Ex, che è una giovane ma vecchia lama del cattolicesimo, che conosce la macchina dall’interno meglio di chi scrive, e che ha contatti e rapporti che sempre chi scrive non si sogna neanche, mi ha fatto piacere. Perché Mi conferma in una mira riflessione, di cui avevo scritto qualche tempo fa. L’articolo si intitolava Il mito della rivoluzione tradita e ostacolata. È credibile?“. 

Nel frattempo ne abbiamo curata una traduzione in inglese, che vi offriamo qui.

In human history and politics there are some recurring patterns, comfy and very used, especially by fans of autocrats. One of them is this: He wanted to change things for the better, but they did not let Him … If He could have done what He wanted… He had some great ideas … He would have knocked them over like pins, those guys there. Where “those guys” is always, de rigueur, rather vague. The physiognomy and the identity of those who have opposed (typically successfully) a Big Chef for the purposes of: reform, cleanliness, clarity, transparency, honesty, and via virtuosando (note for the editing: the verb virtuosare does not exist in Italian, I invented it from the noun virtù, virtue) you very seldom happen to know. Which is unusual, given that, typically, you know a lot of things and details. Even too many, sometimes. And, as a rule, the Big Chief has hoards of professionals and amateurs of the pen ready to disclose even the smallest details of his deep thought. Just imagine if they, knowing who are the responsible of spokes in the wheels and jacks in the gears of the great machine of goodness and justice would expose them to the four winds!

To this I thought looking at the cover of the latest literary work by Gianluigi Nuzzi, “Original Sin”, which brings the alluring subtitle: “The power bloc that hinders the revolution of Francis”. Implying that the Apostolic palaces are a whole swarm of moles that burrow and burrow while poor Pope, alone in his top floor of the Hotel Santa Marta, shake to hear the noise of teeth rodent the pillars of his New Church. Gianluigi Nuzzi is an Italian journalist and writer, well known as the responsible of “Vatileaks”, the wave of revelations written in three books about the Vatican. He has been judged and absolved by the Vatican court.

So I thought about it, and I asked myself: but who are they? And I did a quick mental screening of the men who have the power in the Curia and elsewhere. If you will patiently follow me, we will explore, and then we’ll draw conclusions from the survey together.

The main collaborator of the Pope is the Secretary of State. Cardinal Pietro Parolin, and he was appointed to that place by the pontiff himself. By his side there is the Substitute at the Secretariat of State, mons. Angelo Becciu. He was appointed by Benedict XVI, but we can say without fear of contradiction that it is now the Pope’s right hand man. It is no coincidence that Becciu is the Papal delegate at the order of the Knights of Malta, the “Commissar” of an operation in which the smell of money and power far exceeds that of spirituality, and which will remain perhaps as a historic black spot of this pontificate.

Let’s continue. The Congregation for the doctrine of the faith. There was the card. Müller, loyal to the Pope, but with reservations about some of his decisions. The Pope at the end of five years in office sent him away, last July, without giving him another assignment, and replaced him with a fellow Jesuit, mons. Ladaria, more according to his heart.

Another central ministry of the government of the Church is the Congregation of the Clergy. One of the first acts of the reign of Francis was to replace without explanation an experienced man as the card. Piacenza with someone loyal to him, card. Beniamino Stella, former diplomat and – some say – the gray eminence of the pontificate. The second very important Congregation of the Church government, that of the Bishops, has at his head card. Ouellet, who was appointed by Benedict XVI. But Ouellet wasted no time in presenting his pledge of allegiance to the Pope; and in any case he is largely deprived of authority in the decisions of the Congregation, thanks to the action of the Secretary of the Congregation itself, Jesus Montanari, an intimate friend of the Pontiff’s personal secretary, Pedacchio. Montanari was elevated to that position with a stunning swiftness. He was a low rank employee, and his raise is absolutely extraordinary. Moreover, the Pontiff’s personal Secretary works in the Congregation for the Bishops, where, obviously, does not fall leaf that the Pope did not want.

We are continuing the fruitless search of the conspiracy that holds back the reforms. We come to talk about the economy. The Secretary for the economy, Pell, nominated by Francesco, is since months in Australia, himself embroiled in personal matters. Apart from him we find the card. Bertello, who is head of the Governorate, card. Calcagno, who is head of the Administration of the patrimony of the Apostolic See (APSA); and then there was also mons. Versaldi, who was promoted by Francis to head of Catholic education ministry. The public voice gave them as faithful retainers of the ex-Secretary of State, Bertone; and probably thanks to the support of Bertone in Conclave, they have not been touched. Indeed Calcagno is often seen at breakfast, lunch and dinner with the Pope in Santa Marta; Versaldi was promoted; and Bertello who doesn’t seem concerned that the Government of the governorate is the only Italian original member of the “C9”, the Commission for the Reform of the Church. To the Vatican bank, the IOR, the pope appointed another loyal and grateful man, mons. Ricca, rehabilitated by the pope after the misfortune experienced in Uruguay. As far as Laity, Family and Life ministries are concerned, we see there an American, Kevin Farrell, recently appointed by the pope, and mons. Vincenzo Paglia, who was also rehabilitated after the financial disaster of the Diocese of Terni. We do not think that neither one nor the other could be suspected of being Fifth columns, sinister reactionaries…

Not to mention the Congregation for religious life, the hammer of the Pontiff on religious orders. Both the prefect, the card. Braz de Aviz, and – especially – the Secretary, Spanish Franciscan Carballo (he came there having been involved in the biggest financial disaster in the history of its order) are the arm and hand of the Pope. Did we forget anyone? The Roman Rota is lead by mons. Pinto, of whom to say that is true to Bergoglio is an understatement; to the Apostolic Signatura card. Burke, very competent man, but of a political line different from the Pontiff, was replaced by Dominique Mamberti, a loyal diplomat. In the Congregation for Saints there is the card. Angelo Amato, who would have to leave four years ago due to age (79 years) but that the Pontiff continues to confirm. As well as in the Congregation for the Eastern Churches we find card. Sandri, from Argentine, who has already completed 10 years as Prefect, but Francis maintains in its place. There are still the Integral development Congregation, and the Congregation for Divine worship. The prefects were both appointed by Francis, the African card. Turkson and Sarah. The secretary of the Synod is the card. Baldisseri, and his undersecretary is mons. Fabene, both of them appointed by, an louyal to, the Pontiff. In the C9, the Committee of Cardinals for the reform of the Church, we of course have only people chosen by the Pope. Not to mention the Secretariat for the Communication, the reign of mons. Dario Edoardo Viganò, another of the great advisers of the Pope.

As we know, then, and especially as everybody knows very well inside the Walls, people in the reign of Francis “you are like the leaves of autumn trees”. Dismissal may be very sudden, and without explantions.

Now we see that the Government of the Church is composed almost entirely of persons appointed by the Pope. So if the so called reforms do not start, or do not see to succeed, it’s not the fault of imaginary rowers against. The myth of the Big Chief with good ideas and intentions thwarted by dark powers seems, once again, to appear for what it is: a mythological image hardly believable.



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68 commenti

  • Profiteor ha detto:

    Un fatto è certo: questo Vescovo di Roma divide i fedeli.
    Chiunque lo difenda non può negare questa evidenza.
    Contra factum non est argomentum.
    E colui che divide…che straccia le vesti del corpo mistico… non ama la Sua Chiesa, sua di Cristo e non del Suo Vicario.
    Ma Gesù stesso verrà a salvare e sanare la Sua Sposa.
    Nel frattempo oremus vigilanti.

    • Claudius ha detto:

      Hai perfettamente ragione. E penso che questo e’ il tipo di discorsi giusto da fare: considerare i fatti e non le teorie, o le fantasie o le opinioni. I fatti dicono quello che hai osservato tu. Il problema di molti cattolici riguardo a Francesco e’ che sembrano avere serie difficolta’ a considerare i fatti per quello che sono.

    • Don Vattelapesca ha detto:

      @ Profiteor

      del miliardo e 200 milioni di cattolici nel mondo, mi sa dire quanti sono critici nei confronti del papa Francesco?
      Quanti cardinali e quanti vescovi hanno lasciato la Chiesa Romana? e quanti don Minutella ci sono in giro? Li conti?
      La divisione è cominciata con Gesù Cristo e non ha avuto tregua, ma mi sembra che il “grosso” sia con il Papa, anche se non scrive sui blog.

  • Gian ha detto:

    Il saccentino spiritato si permette di bacchettare i non allineati al verbo bergoglione. Tempo sprecato. Puoi ingannare tutti per poco o qualcuno a lungo, ma non tutti per molto.

    http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/3642-la-verita-del-falso-papa

    • Lo spettro di QC ha detto:

      L’Abbè Tosatti ha deciso di non pubblicare la risposta che le avevo scritto. Conteneva un suggerimento pratico e una preghiera per lei.
      Non voglio sindacare: imperscrutabile saggezza dell’Abbè, a cui sottometto intelletto e volontà.
      Spero che almeno gli auguri di buon Natale mi conceda di farglieli. Pregare per lei lo farò a prescindere.
      Saluti.

    • Don Ezio Fonio ha detto:

      @ Gian
      nell’articolo da lei citato ci sono cose non vere:
      – (falso) papa Bergoglio: è stato eletto legittimamente, quindi non è un falso papa;
      – usa l’udienza natalizia del 21 dicembre 2017 per sfogare tutto il suo livore contro la verità, accusando non si sa chi di ”di tradire la sua fiducia”, di “complottare”, di perseguire “la logica squilibrata delle piccole cerchie”: magari non era la modalità e il tempo opportuno, ma se il Papa ha usato quei toni evidentemente ne aveva solidi motivi:
      – lui che sta tradendo milioni di fedeli: non è vero, scontenta solo i pochi tradizionalisti;
      – lui che ha spinto a lasciare l’Ordine sacro centinaia di uomini e donne, a cominciare dai Francescani e dalle Francescane dell’Immacolata: il Papa ha chiesto obbedienza, non ha spinto nessuno, se centinaia (?) di persone hanno lasciato l’Ordine sacro è decisione personale;
      – e che sta spingendo all’apostasia e all’incredulità milioni di cattolici: piazza San Pietro, oggi come sempre era piena per ascoltare il Papa, dove sono questi milioni di cattolici apostati e increduli? chi li ha contati?
      – lui che non ha voluto rispondere a una legittima e doverosa richiesta di chiarimenti fattagli dai suoi cardinali evidentemente sta tradendo la verità sul piano umano: è vero che non ha risposto alla richiesta di chiarimenti, ma da ciò non si può dedurre che stia tradendo la verità sul piano umano.
      – Il suo è, sempre più palesemente, un caso di squilibrio mentale, di disturbo della personalità: il dittatore, che ha cacciato e imbavagliato ogni opposizione e si è circondato di servili yes-men, denuncia complotti inesistenti e dà corpo ai suoi fantasmi paranoici. Forse sta lottando contro i suoi sensi di colpa e i suoi rimorsi, ad esempio per aver abbandonato nelle mani della polizia due suoi confratelli, al tempo della giunta militare in Argentina; problemi suoi: problemi che ha affrontato andando da una psicanalisti ebrea, (e si vede come li ha “superati”), invece che cercando la chiarificazione nella fede e la direzione spirituale di un buon confessore.
      Il Papa ha un buon confessore, il resto sono cattiverie dei suoi oppositori.
      – Ma quando dice che Lutero era un riformatore bene intenzionato, e che era nel vero: davvero ha detto così? Io ho trovato dichiarazioni su dati di fatto, non sulle intenzioni:
      “Lo scorso giugno, in una conversazione con i giornalisti sull’aereo che lo riportava a Roma dopo il viaggio in Armenia, il Papa aveva definito Lutero «un riformatore che protestava contro corruzione, mondanità, attaccamento ai soldi e al potere». In un’intervista rilasciata alla rivista dei gesuiti svedesi alla vigilia del viaggio in Svezia, Bergoglio aveva confermato questa valutazione, preannunciando che a Lund avrebbe fatto qualcosa di più che abbracciare i luterani come fratelli separati. Non solo infatti papa Francesco ha ribadito che «all’inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa», ma ha aggiunto che Lutero «ha fatto un grande passo per mettere le parole di Dio nelle mani del popolo». http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/11/01/quel-grazie-del-papa-a-lutero43.html
      – quando dice che Gesù si è fatto diavolo e serpente: si capisce che cosa significa dal contesto:
      https://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2017/documents/papa-francesco-cotidie_20170404_nel-segno-della-croce.html
      – quando dice di non sapere che cos’è e a cosa serve la sofferenza umana: si parla di mistero proprio perché non c’è una risposta che soddisfi, anche qui si veda il contesto:
      https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-udienza-al-bambino-gesu
      – e quando, in un viaggio “apostolico”, non fa nemmeno il nome del nostro Signore Gesù Cristo: a proposito del viaggio in Myanmar il Papa non ha nominato Gesù negli incontri con i buddhisti, ma lo ha nominato parecchie volte negli incontri con i cristiani, come si può verificare nel sito del Vaticano;
      – oppure quando afferma che la Morte di Cristo è una verità storica, la sua Resurrezione è un puro atto di fede: di fatto abbiamo documenti storici che comprovano la morte di Gesù, mentre per la Risurrezione abbiamo la testimonianza degli apostoli, e quindi essa è un puro atto di fede, come si studia in teologia.
      – quando lascia dire ai suoi fedelissimi, Paglia, Galantino, Sosa, che i cristiani devono prendere esempio dalla “altissima spiritualità” di Marco Pannella, che Lutero è stato mandato dallo Spirito Santo, e che il diavolo non esiste: perché lasci dire non so.

      • Claudius ha detto:

        Caro Don Ezio, io la stimo e la reputo una persone intelligente e di cultura ma temo di avere capito che lei sia malato di ingenuita’ al massimo grado. Mi spiace.

        • Don Ezio Fonio ha detto:

          @ Claudius

          Invece, lei non ha saputo ribattere a nessuna delle mie osservazioni.

          • Claudius ha detto:

            Don Ezio, se devo essere sincero, mi colpisce nella sua lunga risposta (per la quale comunque la ringrazio) la difficolta’ che lei mostra di avere nel distinguere i fatti dalle teorie. Quando lei dice per esempio che “Ma quando dice che Lutero era un riformatore bene intenzionato, e che era nel vero: davvero ha detto così? Io ho trovato dichiarazioni su dati di fatto, non sulle intenzioni” e poi porta come esempio la seguente affermazione: “Non solo infatti papa Francesco ha ribadito che «all’inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa», ma ha aggiunto che Lutero «ha fatto un grande passo per mettere le parole di Dio nelle mani del popolo»”
            Neanche si rende conto che qui Bergoglio sta facendo l’esatto contrario di quello che sostiene lei, “dichiarazioni su dati di fatto, non sulle intenzioni”, primo perche’ in realta’ e’ tutto da dimostrare che Lutero abbia «fatto un grande passo per mettere le parole di Dio nelle mani del popolo», quando invece probabilmente nella storia, cioe’ nei *fatti* e’ accaduto l’esatto contrario (il “libero esame” ha prodotto precisamente l’opposto di quello che crede Bergoglio, poiché ha dato origine a una serqua di “Theologen” che hanno fatto della parola di Dio una specie di libro esoterico per iniziati, sfociando di fatto nell’ateismo) mentre dire «all’inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa» e’ per definizione una “dichiarazione sulle intenzioni e non sui dati di fatto”. Quindi non mi sembra che lei sia molto lucido su questi aspetti. Ecco perche’ evito di ribattere, perche’ mi sembra chiaro che qui ci sia, da parte sua, un investimento emotivo che supera la razionalita’. Come in molti che cercano, in buona fede, di difendere l’indifendibile. Di fronte al quale non e’ il caso di ribattere. Per intenderci.

          • Don Ezio Fonio ha detto:

            @ Claudius

            Se il Papa è malato di mente, allora sono malato di mente anch’io. Mettiamola così, se crede.
            Se poi pensa che sia ancora utile dialogare con un povero don Vattelapesca che sono io, le dirò:
            1. Gli ebrei imparavano a memoria la Bibbia sin da bambini e nelle sinagoghe dei laici, i rabbini, e non i sacerdoti, la commentavano. A trent’anni un laico aveva diritto di alzarsi e commentare la Bibbia. Per questo Gesù ha cominciato a predicare a 30 e non a 25 supponiamo.
            2. Nei primi secoli della Chiesa la Bibbia rimane patrimonio comune di tutti i fedeli. Con la fine dell’Impero Romano e le invasioni barbariche, si è passati ad un impoverimento della cultura in generale e della perdita della conoscenza del latino da parte delle masse che neppure più sapeva leggerlo. Di lì l’invenzione di un Rosario di 150 Ave, Marie, al posto del Salterio di 150 salmi, di lì la Bibbia letta dai soli chierici.
            3. La preoccupazione di mantenere l’ortodossia, ha ridotto la teologia ad affermazioni dottrinali, di cui singoli versetti della Scrittura e dei Padri della Chiesa, fuori da ogni contesto venivano utilizzati per provare le affermazioni dottrinali. Si è persa la teologia biblica e la lettura della stessa Scrittura.
            4. Ad un certo punto, a partire dall’epoca dei Longobardi il Papato è diventato appannaggio della nobiltà, e perché non sfuggisse di mano le nomina cardinalizie erano riservate alla stretta cerchia delle famiglia che si contendevano il Papato.
            5. Una delle preoccupazioni dei Papi era quella di mantenere la Chiesa indipendente dal potere imperiale, di qui la giustificazione di uno Stato della Chiesa e la necessità di denaro.
            6. Uno dei modi per far giungere denaro a Roma era quello delle indulgenza, ma già secoli prima di Lutero i monaci irlandesi avevano introdotto la Penitenza tariffata. La tariffa erano le opere da compiere per i vari peccati, i nobili ottennero di commutarla in offerte in denaro e in celebrazioni di Messe a pagamento. Di lì, l’ordinazione dei monaci laici (per lo ignoranti) così che si vennero a celebrare a pagamento anche 9 messe al giorno.
            7. La corruzione e la simonia erano diffuse nella Chiesa Cattolica.
            8. Preti ignoranti che non conoscevano la Scrittura non potevano spiegarla. Non esisteva l’omelia e per evitare il “libero esame” si giunse a proibire ai fedeli la lettura della Bibbia, sotto pena di peccato.

            E’ in questo contesto, che può trovare descritto in qualsiasi libro di storia ecclesiastica che si situa Lutero. E tenendo presente questo, si può capire il senso delle affermazioni del papa Francesco.
            Firmato: don Vattelapesca, malato di mente.

          • Claudius ha detto:

            @ Don Ezio

            mi scuso con lei se l’ho offesa in qualsiasi modo. Non volevo assolutamente offenderla o malignare. La prego comunque di non fraintendermi: parlare di un investimento emotivo che supera la razionalita’ non significa dare a qualcuno del malato di mente. Si tratta di un processo di rimozione che prima o poi coninvolge tutte le persone normali, non mi sembrava nemmeno il caso di sottolinearlo. Quello che intendevo dire e’ che molti non vedono gli aspetti inquietanti di questo papato, non certo per incapacita’ intellettuale o mancanza di equilibrio, ma per fedelta’ al pontefice, che secondo me in questo caso e’ mal riposta, tutto qui.

            La ringrazio anche per la sua risposta articolata e chiara. Non condivido l’idea che Lutero abbia rappresentato un “dono dello Spirito” dato alla Chiesa per emendarsi dei suoi errori, ci sarebbe molto da dire, come per esempio che in quello stesso periodo il processo di riforma della Chiesa era gia’ in atto, non e’ che fossero tutti dei “pirla” da non rendersi conto del problema, come sembrano pensare gli apologeti di Lutero, papa Bergoglio in testa: il problema e’ stato che Lutero a un certo punto ha deciso di fare “tutto da solo”, andarsene e spaccare la Chiesa. Quindi ribadisco le mie scuse se l’ho offesa ma mi spiace, resto della mia idea che un papa che apprezza Lutero e si identifica con lui e’ semplicemente uno scandalo.

          • Don Vattelapesca ha detto:

            @ Claudius

            Scuse accettate, non sono offeso, però non credo che bisogna fare un’indagine psicologica del perché il prossimo non la pensa come ci si aspetta. Ognuno – credo – che abbia motivazioni buone per seguire una data posizione o l’altro.
            Circa Lutero, non penso proprio neanch’io che Lutero sia un dono dello Spirito Santo, anzi sostenere una posizione simile non ha alcun senso. Possiamo invece dire che Dio si serve anche del male per far risplendere meglio il bene, in questo caso la Verità. La Riforma protestante ha causato la necessità per la Chiesa Cattolica di pronunciarsi su molti punti della dottrina, cosa che è stata fatta col Concilio di Trento. Tuttavia, noi non siamo autorizzati a commettere il peccato, per sperimentare la Misericordia divina. Non dimentichiamo che anche l’inferno è una conseguenza della Misericordia divina che rispetta la libertà dell’uomo invece di annientarlo. Può essere un discorso duro ma è così.
            Infine, l’occasione dei 500 anni della Riforma poteva giustamente essere l’occasione per riflettere su come comporre la divisione tra cattolici e luterani. Penso anch’io che il viaggio del Papa in Svezia non sia stato opportuno, disapprovare sì, scandalizzarsi no, perché la nostra fede si basa sulla Risurrezione di Gesù, non sui viaggi del suo 266° vicario. Infine, è vero che il processo di riforma della Chiesa era già in atto, ma non era facile comunque portarlo avanti e attuarlo. Ci aveva provato anche Adriano VI, ma trovò un ostacolo insormontabile, sa da parte di chi? dalla Curia Romana. E’ vero comunque che Lutero ha voluto fare di testa sua e ha spaccato la Chiesa. Che diversità con san Francesco d’Assisi!

      • Ira Divina ha detto:

        Il Don Ezio, avvocato d’ufficio del sedicente vestito di bianco, è spesso su questo blog per esercitare il suo ufficio di difensore ad oltranza dell’uomo delle apparenze. Pensa di essere ben informato, ma non sa di non esserlo, spece su alcuni aspetti dell’agire del sedicente. A Bergoglio non interessano i sacerdoti che non gli leccano le calze e quindi li può fare fuori come e quando vuole. Si chiama riduzione allo stato laicale, ma il don Ezio dovrebbe saperlo. Quello che avviene nella curia vaticana, avviene anche in diverse diocesi del mondo; complotti, invidie maldicenze, spionaggi e ogni genere di infedeltà. E come avviene in Vaticano, le faide vedono prendere il sopravvento di coloro che sanno compiacere il sedicente, che in queste cose ci sguazza e gongola e da supremo Faraone sbatte fuori chi vuole o chi si vuole! Molta apparenza di umiltà (?) e di semplicità, ma…..? Ma molti ingannati! Lo sa bene il cardinale che gli suggerì appena eletto di prendere il nome di Francesco! Dopo Maragadia, non mi meraviglierei che venisse fuori anche qualcosa su di lui. Diamo tempo al tempo. Poi la storia è rivelatrice postuma di ogni verità. Viene il Signore e tutto ciò che deve essere svelato, sarà manifesto! Buon Natale!

        • Don Ezio Fonio ha detto:

          @ Ira divina

          Quand’anche il papa Francesco sbagliasse, diciamo che nella Chiesa la Curia Romana fa da contrappeso al potere del papa; inoltre, a livello locale, il papa non può intervenire ovunque e comunque, anche se ha il diritto. Infine, il papa Francesco ha ormai 81 anni, immagino che non rinunzierà al soglio pontificio prima della morte di papa Benedetto XVI, altrimenti avremmo un ulteriore inedito di due papi emeriti, anche se ciò è possibile. Magari, è proprio l’ultimo papa prima della fine del mondo. Chissa? A noi spetta l’obbedienza al Romano Pontefice e fare la nostra parte.

          • Claudius ha detto:

            @ Don Ezio, Non e’ detto che se si dimette da papa debba diventare papa emerito. Potrebbe per esempio fare come in passato, cioe’ torna cardinale e basta, oppure potrebbe dimettersi anche da cardinale e fare vita ritirata in un eremo oppure ancora potrebbe convertirsi al protestantesimo o financo all’Islam e diventare il primo Imam a essere stato “papa”. Come vede, le opzioni non mancano.

          • Don Ezio Fonio ha detto:

            @ Claudius

            perché si prende gioco del Papa?
            Ciascun ecclesiastico diventa emerito, quando lascia la carica. Un papa non può auto nominarsi cardinale, perché dovrebbe essere il successore a rinominarlo cardinale, come è avvenuto per Gregorio XII. Nessuno può dimettersi da cardinali, è come se io mi dimettessi dalla mia laurea, ce l’ho e basta. Un papa emerito potrebbe fare vita ritirata in un eremo come papa emerito. L’ipotesi di una conversione al protestantesimo o all’Islam ricorre solo nella sua fantasia di provocatore.

          • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

            Don Ezio
            ” A noi spetta l’obbedienza al Romano Pontefice e fare la nostra parte.”
            Ciò è vero, ma nella misura con cui il Pontefice obbedisce alla Traditio, non mi pare che Bergoglio faccia questo, sono gli atti che parlano, sia custode della Fidei Depositum e noi saremo ben lieti di essergli obbedienti.

          • Don Vattelapesca ha detto:

            @ Colaus de Arce

            Se il Papa non rispetta la Traditio e il depositum fidei, possiamo farglielo notare, ma non mancargli di rispetto con una serie di insulti che ho letto in questo blog: sedicente, Anticristo, personaggio vestito di bianco, comunista, massone, malato di mente (il più generoso: narcisista), disgraziato, falso papa. Poi, fino ad ora, a me non è arrivata nessuna richiesta di obbedienza al Papa. Pr es. non c’è nessun obbligo di seguire le indicazioni pastorali di Amoris laetitia; sono per i peccatori, non per i perfetti che scrivono su questo blog.

        • Gian ha detto:

          Lutero santo subito!

        • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

          Don Vattelapesca
          ” La Riforma protestante ha causato la necessità per la Chiesa Cattolica di pronunciarsi su molti punti della dottrina, cosa che è stata fatta col Concilio di Trento.”
          Possiamo dire caro don Vattelapesca che la questione luterana abbia accelerato il concilio e le riforme da esse promulgate le quali erano già in….gestazione, ma non che l’abbia provocato, è d’accordo?

          • Don Vattelapesca ha detto:

            @ Coalus de Arce

            La necessità di esprimersi sulla dottrina dipende di solito da eresie contrarie a quella dottrina. Così è stato nei secoli e così per il Concilio di Trento.
            La riforma della Chiesa Cattolica non implicava la necessità di un Concilio, è un dato di fatto.
            Se poi sia più esatto dire che la Riforma protestante ha accelerato la riforma cattolica già in gestazione, non sono uno storico per affermarlo. Due cose non mi piacciono nei libri di storia civile, che risentono dell’illuminismo:
            – il Medio Evo, espressione coniata dagli illuministi, invece si dovrebbe dire: l’età dell’Europa cristiana o qualcosa del genere;
            – la Controriforma, invece si deve dire Riforma Cattolica, anche per quel che dice lei: è un processo non dipendente dalla Riforma protestante, anche se dovette confrontarsi con essa.

      • Gian ha detto:

        Caro don Ezio, la sua generosità è encomiabile. Impressionante l’impegno a confutare frase per frase un articolo del quale viene riportato il link. Non era mia intenzione obbligarla a perdere un sacco di tempo, strappandolo ai tanti suoi impegni pastorali e personalmente non intendo commentare nemmeno uno dei punti da lei elencati.
        Non mi presto ad un gioco che ci vedrebbe vittime di qualcosa che ci sovrasta mentre, schierati l’uno contro l’altro, daremmo inizio ad una disputa interminabile e senza alcuna via d’uscita.
        Mi resta il dubbio che, più che ad una personale convinzione, la sua indefessa perseveranza nel difendere l’indifendibile, anche davanti all’evidenza, sia dovuta solo ad un malinteso senso di fedeltà a colui che si è rivelato altro, rispetto a ciò che dovrebbe rappresentare.

        • Don Ezio Fonio ha detto:

          @ Gian

          Se lei ha messo un link è perché ne condivide il contenuto; per questo sono andato a vedere dove sta la verità.
          Ci sono alcune cose dello stile del papa Francesco che non condivido: il pauperismo, la mancanza delle risposte ai Dubia e alla correctio fraterna, il minimismo nella liturgia e nel suo stesso abbigliamento. Tuttavia, da lì a definire Francesco l’Anticristo e il falso papa e a stravolgere i suoi interventi e venire a dire che non ha consensi e ha svuotato le piazze ce ne passa. Alla fine, lo si attacca come persona squilibrata mentalmente e si utilizza persino il presepe di piazza San Pietro, per via di una statuina di discutibile gusto (il nudo palestrato) per attaccare il Papa. Non è giusto questo.

          • Claudius ha detto:

            @ Don Ezio, nemmeno io credo che Bergoglio sia l’anticristo. Ma seriamente, secondo lei Bergoglio e’ completamente sano di mente? Ed e’ completamente in buona fede? Secondo me, no (a entrambe le domande).

          • Don Ezio Fonio ha detto:

            @ Claudius

            non sono in grado di risponderle. Ho visto il papa solo per televisione e non sono uno psichiatra.

        • Alessandro2 ha detto:

          Perfetto Gian. Grazie!

      • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

        Don Ezio (Vattelapesca)
        ” di fatto abbiamo documenti storici che comprovano la morte di Gesù, mentre per la Risurrezione abbiamo la testimonianza degli apostoli, e quindi essa è un puro atto di fede, come si studia in teologia.”

        Con tutto il rispetto don, mi sa che siamo fuori strada, documenti storici extra-vangeli non ne abbiamo neanche uno, quindi se escludiamo la “storia” rimane anche per la crocifissione un atto di fede, diversamente ci dovrebbe procurare quali siano i documenti storici ad extra.
        La Teologia non ha nulla a che fare con la storia, il nome stesso lo dice.
        Ergo.
        Se affermiamo che i documenti intra siano storici allora tutti i racconti sono da considerarsi storici e questo a prescindere dall’agiografo, perché sotto la croce c’era solo Giovanni, e quindi al limite sarebbe il suo vangelo storico sulla crocefissione, se tutti i vangeli la riportano e questo a prescindere dalla presenza allora anche la risurrezione è storica, non possiamo separare storia e fede, sono due aspetti in simbiosi, indivisibili.
        Mi assolva padre, perché la sua difesa alle affermazioni di Gian, fa acqua da tutte le parti, difendendo ciò che è indifendibile.

        • Don Vattelapesca ha detto:

          @ Colaus de Arce

          1. Per quanto riguarda la crocifissione abbiamo alcuni ritrovamenti archeologici sul Calvario e gli scritti di Giuseppe Flavio, Tacito, Luciano di Samotracia, Minucio Felice e il Talmud babilonese:
          http://www.storiain.net/storia/la-storicita-di-gesu-nei-documenti-non-cristiani/
          2. Per quanto riguarda la risurrezione, nessuno era presente. Abbiamo il sepolcro vuoto con il sudario e le bende ripiegate, abbiamo i racconti sulle apparizioni del Risorto. Dobbiamo quindi prestar fede alla testimonianza degli apostoli.
          3. La teologia comprende diverse parti: la cristologia si basa sul fatto storico della vicenda di Gesù, altre parti della teologia dogmatica sono più speculative, ma la teologia non si riduce mai a pura teodicea = filosofia teologica, c’è sempre un fondamento biblico e quindi storico.
          4. Nel merito della Risurrezione possiamo dire che essa è avvenuta in un preciso momento storico, ma non si può verificare con i metodi della storia. Si dice che è un evento meta-storico.

          • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

            Caro don Vattelapesca.

            I famosi o famigerati documenti storici li conosco molto bene, e non c’è nessun passo il quale faccia riferimento alla crocifissione di Gesù Cristo, qualche accenno lo sia fa ad un generico crocefisso, ma a quel tempo di crocefissi ve n’erano vari, quindi tutti i documenti storici non avvallano la “storicità” della crocifissione di nostro Signore.
            Un accenno lo si fa a causa dei tumulti a Roma tra giudei e giudei cristiani, appellati quest’ultimi come seguaci “di un certo Chresto”.
            In merito ai graffiti, escludendo il simbolo della croce ritrovato su di un muro con relativo inginocchiatoio a Pompei risalente al tempo dell’eruzione del Vesuvio, abbiamo solo un graffito detto di Alessameno ritrovato sul Paladino a Roma, non abbiamo null’altro.

            Invece io partirei da un’argomentazione diversa.
            Qualsiasi “Maestro” non ha mai lasciato documenti autografi, come ad esempio Socrate e altri, erano i loro discepoli i quali scrivevano i detti e i fatti del loro maestro, Gesù Cristo non ha lasciato nessun scritto autografo ma i suoi discepoli hanno riportato i suo detti e i suoi fatti.
            Ora, se la “storia” non ha difficoltà a riconoscere l’autenticità di Socrate tramite gli scritti dei suoi discepoli nello stesso modo si deve accettare l’autenticità di Gesù Cristo tramite gli scritti dei suoi discepoli.
            Se la “storia” accetta i socratici stilati dai suoi discepoli e non vengono considerati di parte, non si capisce perché non vengono accettati gli scritti apostolici, ritenendoli invece come documenti “di parte”, se è vero per Socrate è vero anche per Gesù Cristo.
            Ma il motivo per cui gli storici non accettano i documenti cristiani non è “storico”, ma di altra natura, la quale sarebbe interessante una sua argomentazione, sarà per la prossima volta.
            Buon Anno Don.

          • Don Vattelapesca ha detto:

            @ Colaus de Arce

            Ma come? famigerati documenti storici?
            non c’è nessun passo il quale faccia riferimento alla crocifissione di Gesù Cristo, qualche accenno lo sia fa ad un generico crocefisso, ma a quel tempo di crocefissi ve n’erano vari, quindi tutti i documenti storici non avvallano la “storicità” della crocifissione di nostro Signore?
            Mi demolisce così i miei riferimenti e mi porta due riferimenti ancor meno significativi.
            Di Socrate, non parlano solo i suoi discepoli, ma anche altri autori antichi che non erano suoi discepoli. Ecco perché si vanno a cercare autori non di parte.
            Non sono uno storico e quindi non ho altre cose interessanti da dire.

          • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

            @ don Vattelapesca

            “quindi tutti i documenti storici non avvallano la “storicità” della crocifissione di nostro Signore?”

            No caro don Vattelapesca, non c’è nessun documento storico il quale afferma la crocifissione di Cristo, se vuole li posso elencare tutti, compreso il Talmud Babilonese (il quale in merito a Gesù lo ritengo blasfemo) ma che al pari degli altri non fa testo, in caso contrario mi citi un documento in tal senso, lo leggerò volentieri.

            “Mi demolisce così i miei riferimenti e mi porta due riferimenti ancor meno significativi.”

            Sono i documenti storici che affermano questo non io, se poi a quei due riferimenti escludiamo quello di Pompei, anche quello del Paladino nel quale è scritto ““Alessameno adora il suo Dio”, non ci indica che il crocefisso sia Gesù Cristo, e siamo di nuovo accapo.
            In merito a Socrate, non abbiamo nessun storico suo coevo, ma di molto tempo dopo, accettando ipso facto l’autenticità degli scritti dei suoi discepoli, per inciso, anche Aristotele considerato suo discepolo, visse invece un secolo dopo Socrate.
            Gli autori non di parte debbono essere coevi al personaggio, diversamente se ne dovrà accettare l’autenticità (esplicitata dai discepoli) come atto di fede.
            Ma la questione e la ricerca dei cavilli storici è data dalla responsabilità di accettare il personaggio Gesù Cristo.
            Riconoscendone l’autenticità storica se ne riconosce almeno implicitamente anche i suoi insegnamenti, i quali toccano l’intimo dell’uomo, per cui pongono l’uomo ad una scelta, aderire o meno al Kerygma gesuano, ciò che non tocca invece con le altre opere come quelle ad esempio di Socrate, per evitare dunque tale conflitto è molto più facile negarne l’autenticità storica, così ci si mette in pace con la propria coscienza.
            Non ho toccato l’aspetto archeologico, il quale deve essere tenuto in considerazione quando si esamina un personaggio, un esempio è stata la questio di Pilato, negata dagli storici come fantasiosa, accertata invece dall’archeologia come personaggio storico.

          • Don Ezio Fonio ha detto:

            @ Colaus de Arce

            se cerca documenti storici coevi, non ci sono, ma anche la datazione dei Vangeli è incerta, ma questo vale anche per i personaggi storici, come Giulio Cesare.
            Tra le testimonianze archeologiche non c’è solo quella su Ponzio Pilato, come detto.
            E’ chiaro che l’insegnamento di Gesù è talmente diverso da tutti gli altri fondatori di religione che interpella chiunque e, a più riprese, si cerca di negare l’autenticità storica per rimuovere il problema dalla propria coscienza.
            Ad ogni modo, asserito che Gesù è esistito come persona uamana, qualcuno nega la sua morte in croce (già ai tempi di Gesù, ma anche l’Islam ed altri), invece quei documenti antichi se non coevi e le testimonianze archeologiche sono a favore (lei però li sottovaluta nel contenuto e come epoca), almeno nell’apologetica si tengono in considerazione.
            Diverso è l’evento della Risurrezione: in se stesso, perché nessuno ha visto Gesù risorgere (a differenza di quel che è capitato a Lazzaro), ci sono le testimonianze del sepolcro vuoto, del sudario e delle bende, quella della Sindone (ma non tutti sono d’accordo), e i racconti delle apparizioni che comportano un atto di fede: 1° di chi l’ha visto, perché non l’ha riconosciuto subito, la Maria, i discepoli di Emmaus, Tommaso, ecc.; 2° perché non è apparso a tutti; 3° per noi, che dobbiamo accettarla sulla credibilità dei testimoni; 4° perché è un fatto soprannaturale, mentre la crocifissione era un supplizio praticato in quel tempo.
            Questo si vuol dire quando si fa distinzione tra fatto storico della crocifissione e fatto soprannaturale, avvenuto in un preciso momento storico, della Risurrezione. Non si vuole sminuire l’importanza della Risurrezione e quindi della Divinità di Gesù.

  • Ecclesia afflicta ha detto:

    La sfuriata di papa Francesco è davvero penosa. La sua personalità è un imbarazzo per tutta la Chiesa. Pensare che ha parlato di misericordia per gran parte del tempo, ha indetto perfino un anno santo per passare alla storia come il papa misericordioso, e poi si dà all’insulto dei sottoposti in mondovisione, pur di evitare ogni minima responsabilità. Che sgradevole e penosa farsa! Che inetto! Che bancarotta morale!
    Fino a non molto tempo fa ero contrario alle sue dimissioni, ed avrei auspicato piuttosto un suo rinsavimento. Ma ora mi pare impossibile. Forse savio non lo è mai stato. Per il bene suo e della chiesa dovrebbe ritirarsi a vita privata, pensionarsi in qualche collegio di gesuiti in Sudamerica a intrigare e rilasciare prolisse interviste in cui potrà atteggiarsi a riformatore incompreso. Nel frattempo la chiesa lo dimenticherà, come ha dimenticato i pessimi papi, e cancellare la sua opera, che peraltro non esiste, essendo il suo pontificato tutto fumo e spacconate. Sic transit gloria mundi.
    http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

    • Lo spettro di QC ha detto:

      Cara Ecclesia, temo che tu abbia capito l’esatto contrario di quello che ha detto il Papa, come tutti coloro che scrivono animati dalla fretta di dipingere il Papa come un alter ego di Kim Jon Un.
      In realtà – come si evince CHIARAMENTE dal discorso – il Papa, in mondovisione, ha DIFESO la Curia (riconoscendo PUBBLICAMENTE la santità della stragrande maggioranza dei suoi membri) contro le accuse fatte PUBBLICAMENTE da qualcuno che ha diffuso al mondo notizie su presunti traditori, gombloddi e disinformatori del Papa.
      Sappiamo tutti chi è. Questi ha screditato pubblicamente la Curia parlando di traditori e pubblicamente è stato additato come un traditore. Si chiama contrappasso.
      Dovresti invece apprezzare l’onore dimostrato dal Papa di rivendicare le proprie scelte – magari sbagliate – e di non scaricare le proprie responsabilità su altri.
      Ed anche l’onore di aver detto al destinatario: “non solo io ho deciso, ma sei tu che devi fare mea culpa invece di infangare altri”: questo è avere gli attributi fumanti, altroché.
      Comprendo, però, che l’onore sia una virtù rara nella nostra Italietta e quindi difficile da riconoscere, così come gli attributi; ciò soprattutto in ambienti ad elevato tasso di SMIDOLLATI che confondono (senza vergognarsi, come dovrebbero) le repressioni di Stalin, Mao e Hitler con le 4 parole brusche del Papa.
      Saluti.

      • Alessandro2 ha detto:

        Mi piacerebbe sapere se anche Tosatti dà questa lettura, nella quale per ora Spettro pare aggirarsi solitario.

      • Ira Divina ha detto:

        Prima di ogni altra cosa mi chiedo da italiano senza palle, come lei dice, se gli spiritelli le palle le hanno! Che il sedicente bianco vestito possa averci le palle, ho i miei dubbi. È chiaro che tutta questa confusione nella Chiesa di Cristo, e non di Francesco come spesso si sente dire, è il prodotto di una mente insana e che il personaggio sia bene informato lo sanno tutti. Infatti tutti i senza palle di cui lei parla hanno sempre sostenuto che Bergoglio sia bene informato dalla rete di spionaggio creata all’interno delle mura Leonine. E di esempi emblematici ce ne sono abbastanza! E dentro le mura tutti sanno di essere spati, anche le stesse spie. Perché Bergoglio da buon dittatore sa di non doversi fidare di nessuno, nemmeno di coloro che aveva messo lui nei posti chiave. Ed ora viene fuori il dossier sul suo pupillo Maragadia! Il problema di fondo è che Betgoglio non può fidarsi neppure di se stesso, figuriamoci della sua coorte! Mi sa che gli spiritelli non hanno capito, che noi oppositori di questo corso, non ce l’abbiamo con il sedicente Papa per partito preso, bensì alla luce del camaleontico trasformismo psicopatico di cui è affetto. Della mancanza di chiarezza. Della manipolazione a cui è soggetto da alcuni suoi elettoti. Per la Chiesa povera per i poveri di facciata e che permette l’invasione programmata a fine di lucro, fatta qualche eccezione, degli immigrati, mentre ci sono Vescovi come il caso Maragadia e non solo, che approfittano e il pauperismo diventano solo un paravento. Si dice agli altri cosa fare, vedi ius soli, giustizia sociale ed questioni di etica in difesa della vita, ma poi in Vaticano accade di tutto e di più! Si parla di pedofilia in Vaticano, di corruzione in tanti alti prelati (vedasi festini gay e party con cocaina), epurazioni di sacerdoti e vescovi validi e con una morale ineccepibile e via dicendo. Domanda: se dopo 5 anni siamo alle invettive in mondo visione, cosa ha prodotto di buono questo personaggio? Nulla! Solo confusione e c..zz..te sparate a ruota libera! Mi sa che non si ricorda mai di connettere la bocca al cervello! Ma mi chiedo anche: la psicologa ebrea ha trovato materia grigia nel personaggio?

        • G. Gervasi ha detto:

          Analisi psicologica di Bergoglio.
          Trovo piú convincente l’ipotesi di narcisismo, apparsa in un lungo studio in altro sito qualche tempo fá. Bergoglio presenta tutti i sintomi di questa psicopatia. Da questo punto di vista reazioni apparentemente infantili del B., che molti trovano sconcertanti e di cui non sanno darsi ragione trovano una spiegazione chiarissima.
          Invito alla lettura di questo articolo e prego qualche gentile lettore a darne il link.

    • amareggiato ha detto:

      Il mio cruccio è questo: come hanno potuto un’ottantina di cardinali eleggere lui? E soprattutto, chi tra loro ha manovrato in questo senso? Come è possibile che dopo questi penosissimi cinque anni (e soprattutto gli ultimi due) ci sia ancora così tanta ostentata ammirazione per un personaggio che ha letteralmente vuotato le piazze? Che è lodato solo da chi non rende culto al Signore Gesù Cristo? Basta entrare in una qualunque chiesa cattolica che non ha avuto la grazia di un pastore ispirato, lontano mille miglia dall’andazzo dominante, per accorgersi che anche dove sopravvivono la presenza e la partecipazione, esse sono praticamente svuotate di ogni presenza di Dio e di devozione, riducendosi ad un’aggregazione sociale… Nella mia diocesi la gran parte dei sacerdoti, normalmente indaffarati, si ritaglia qualche giorno per istruirsi a … Bose! Poveri noi…

      • Don Ezio Fonio ha detto:

        Caro amareggiato,

        come ho scritto in altro post, nell’anno del giubileo della Misericordia sono andati in Roma 20 milioni di pellegrini, senza contare i milioni di pellegrini che si sono recati alle circa 10.000 porte sante del mondo.
        Le giornate mondiali della Gioventù continuano ad essere partecipate da milioni di giovani.
        Invece, i riscontri che lei su alcune chiese, ma non è così dappartutto, c’erano già ben prima dell’elezione di Francesco. così pure le frequentazioni di Bose.
        Almeno un provvedimento liturgico per evitare inutili cagnare nelle chiese è quello emanato da papa Francesco sulla sobrietà del segno della pace durante la Messa.

        • Gian ha detto:

          Con tutto il rispetto, caro don Ezio, tralasciando qualsiasi sobrietà, il segno della pace durante la Messa… è a mio parere la cosa più estranea alla Messa stessa.

          • Don Vattelapesca ha detto:

            @ Gian

            sul segno della pace aveva risposto don Ezio Fonio, ma la risposta, benché concisa, si è persa da qualche parte. C’era scritto che il segno della pace è attestato da san Giustino nella sua descrizione dell’Eucaristia (I sec.). Siccome l’Eucaristia è il sacramento della Carità, il segno della pace una qualche attinenza ce l’ha…

  • Caro Direttore:
    Una regola del tre:
    Se Francesco è solo il profetizzato “Pastore stolto e falso profeta” Zaccaria ed Apocalisse, e ha tanto potere come un scoreggia ma col che è stato capace di tacere e spaventare suore, frati, sacerdoti, vescovi e cardinali….
    L’Anticristo quando venga prima di 10 anni con tutto il potere di Satana, che è come paragonare lo scoreggia di Francesco con tutto l’arsenale atomico conosciuto e sconosciuto della Russia, Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Israele e Cina, gli abitanti della terra… = X.
    Perché X =: “Se il Signore non abbreviasse quelli giorni, nessuno si salverebbe” Marco 13: 20 / / Matteo 24: 22.
    E meno male che il Signore “sta con noi fino al fine del mondo” Matteo 28: 20, e ci lascia anche come assicurazione rifugio a sua Madre, Giovanni 19: 27: Madre di Dio e Mamma nostra.
    Saluti e buon Natale.

  • Sulcitano ha detto:

    Sempre, con forza e coraggio: Cum Petro et sub Petro. OK ai Cristiani Gesuiti, down with ai gesuiti non Cristiani .
    SIA LODATO GESÙ. CRISTO!

  • giulia anna meloni ha detto:

    Santo Natale a dott.Tosatti e sempre grazie dell’ospitalità. Santo Natale anche a tutti i Stilumcurialisti.

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Non fatevi venire un coccolone, ma chi ha studiato, per dieci anni e prima di ritornare alla Vera Religione, i materiali di Scientology non avrebbe difficoltà a valutare la personalità del Bergoglio. Secondo le caratteristiche “antisociali” della personalità di un individuo, descritte dal Fondatore L. Ron Hubbard, il Bergoglio sarebbe un “soppressivo”, ossia un individuo che con la psicosi di essere soppresso da nemici immaginari, egli cerca di distruggere la spinta verso la “Vita spirituale” e la stessa vita fisica di coloro che valuta come suoi nemici. L’articolista “super ex” cita intelligentemente “Napoleone, Hitler e Stalin”, che lo stesso Hubbard considera come tra i grandi “soppressivi” della Storia. Infatti, tutti e tre hanno cercato di distruggere l’identità dell’umanità, a cominciare da quella che non potevano controllare.
    Il comportamento del Bergoglio è da manuale e corrispondente ai tre sopra citati. Inizialmente, i “soppressivi” recitano la parte di persone buone, propositive, comunicative, sorridenti. Poi, una volta conquistato il potere, e avendo messo nei posti chiave individui con la loro stessa natura “soppressiva”, si scatenano cercando di distruggere coloro che considerano “nemici”. E contemporaneamente alleandosi con coloro che sono della loro stessa natura “soppressiva”. Basti pensare ad un papa che dovrebbe difendere la vita, che è in affinità ed esalta “soppressivi” e distruttori della vita dal concepimento alla fine della vita fisica come Pannella e la Bonino. E Martin Lutero?
    Martin Lutero era un “soppressivo” diventato eretico per distruggere la vera Chiesa di Cristo. Giustificando aspetti peccaminosi ma non determinanti della Chiesa dell’epoca, egli cercò di distruggere quella Chiesa che consacrava l’Eucaristia, pane spirituale che rende liberi, fondando una religione che ha cercato il sostegno di “soppressivi” che rubarono, saccheggiarono, uccisero, per avere il potere. Oggi, alleandosi ed esaltando di nuovo il Martin Lutero “soppressivo”, il novello distruttore, tenta di distruggere la Chiesa dalle fondamenta proprio sui dogmi, onde levarne la “vita” spirituale. Sbaglio, forse?
    Il Bergoglio ha, purtroppo per lui, una opposizione agguerrita e dedicata.
    La fine dei “soppressivi” ce la racconta la Storia: assassinati, suicidi, o morti naturalmente a casa, o in galera. Morti nel cercare di conquistare il mondo per sopprimere le persone “sociali”, quelle che sono per la “vita”…
    Alessandro Magno era un “soppressivo” che ha fatto continuamente guerre per conquistare il mondo. Lo aveva influenzato la madre mentre era ammalato e incosciente da bambino, dicendogli che egli, figlio di un Dio, avrebbe conquistato il mondo… Quando non ci riuscì, morì… Qualcuno dice avvelenato. Secondo altri morì per quel grande scopo fallito.
    Potrebbe avvenire anche col Bergoglio: non potendo distruggere, “sopprimere” la Chiesa secondo i suoi obiettivi, troverebbe il modo di morire, magari con un raffreddore.

    • Don Ezio Fonio ha detto:

      @ Giuseppe Rapanelli

      Mi mancava questa categoria dei “soppressivi” nella storia. Comincio a pensare che lo Spirito Santo è disceso con i suoi santi sette doni su molti frequentatori di questo blog, dopo aver commesso l’errore di ispirare a più di 80 cardinali l’elezione di Bergoglio al Pontificato.
      Oppure, adesso che ci penso, ma lo Spirito Santo non può sbagliare, allora non sarà mica il demonio a instaurare la divisione all’interno della Chiesa, visto che Francesco si dà da fare per mandare più possibile anime in paradiso? In fondo, al demonio piaceva di più quel Dio dell’Antico Testamento, sopravvissuto fino a papa Bendetto XVI che puniva la gente e la mandava all’inferno. Ora ci sono tanti appartamenti sfitti all’inferno e dire che il riscaldamento è gratis.

      • Gian ha detto:

        Mai sentito parlare della mafia di san Gallo, come scherzosamente la definiva il card Danneels?

        • Don Vattelapesca ha detto:

          @ Gian

          anche qui aveva risposto don Ezio Fonio. La mafia di San Gallo era una specie di ritrovo tra prelati di linea innovativa. Non è stata determinante nell’elezione dei pontefici, visto che occorrono i 2/3 o i2/3 + 1 per essere eletti.

      • Ira Divina ha detto:

        Non si lasci ingannare Reverendo! Meglio lasciarli sfitti😁. A meno che’ non li abbiano già affittati tutti Bergoglio e la sua ciurma!😂😂😂

  • giulia anna meloni ha detto:

    crollerà Francesco I perchè ha gestito la Chiesa di Dio come roba sua,lui che doveva essere il sacro custode.Continua a trascinare dietro di se,nel baratro, anime laiche e consacrate di fede molto fragile o cattolici mascherati.Il Cuore Immacolato di Maria trionferà, lo ha promesso la Vergine SS, io credo a questo.
    Quando?
    I tempi di Dio non sono i nostri.
    Nell’attesa chiediamo perdono per tutti quelli che non credono,non amano e non sperano.

  • Filippo Barboglio ha detto:

    Tanti gli spunti interessanti nell’intervento di super ex. Analisi perfetta. Dico solo che super ex non è certo il solo curiale a pensarla così. Anzi, per il poco che conosco, sono la maggioranza di ex, non ex e futuri ex. Il bambino furbo è sempre più solo in questa guerra che ha voluto, pianificato e scatenato. Penso però che non si farà tanto facilmente mettere sotto: il bimbo è furbo, furbo quanto un gesuita. E violento, a tratti barbaro. Invito tutti a rileggersi il capitolo XVIII del Principe di Macchiavelli. Ci vogliono 10 minuti, che risparmiano 10 giorni di analisi e riflessioni. Bergoglio (ed il suo predecessore Alessandro VI, ivi citato da messer Niccolò) è tutto lì, descritto benissimo mezzo millennio fa.

  • Lucy ha detto:

    Articolo di Superex perfetto .Prendo una frase ” sapendo di avere dalla sua i media laici conta su di loro…..”.
    Ebbene uno si è sottratto al coro , Aldo Maria Valli da sempre giornalista intellettualmente onesto proprio per questo , caduto sulla via di Mater Ecclesiae ha aggiunto alla sua onestà intellettuale l’amore per l Verità dei fatti e il coraggio di manifestarli , specie oggi nel clima di “caccia alle streghe “vigente .Già nel libro dell’anno scorso ” 266 ” raccoglie tutti i frutti di questo pontificato , senza la passione e la foga di Socci , ma ” pugno di ferro in guanto di velluto ” non ci fa mancare nulla della nuova chiesa bergogliana.
    Nell’ultimo libro ” Come la chiesa finì” coglie il problema chiave : il modernismo giunto ai vertici del potere in ossequio allo ” Spirito del tempo ” cioè l’adattarsi proni allo Spirito del mondo in definitiva al pensiero unico dominante.
    Così si raggiungono le chiese luterane europee (nulla a che vedere con gli Evangelici degli USA non pet caso oggetto delle ” delcate ” attenzioni di Spadaro e Figueroa) le quali in questa corsa all’adeguamento ( del pacchetto di richieste dei gesuiti hanno già preso tutto) hanno perso tutta la loro identità trovando il modo più sicuro per perdere fedeli e chiudere bottega.
    Noi ci stiamo avvicinando .Ancora un paio di concistori e il prossimo conclave sarà pronto per Francesco II.
    Chi dopo oserà chiamarsi Giovanni Paolo III o Benedetto XVII o con qualsiasi altro nome della Chiesa di sempre?.Tutto il mondo laico e dei ” cattolici adulti ” di tutto il mondo farà barricate sulle strade chiamando il popolo alle armi per il “golpe ” ecclesiastico .Il libro di Valli pur nella sua forma fantastica delinea tramite il cantore cieco scenari reali possibili , salvo Imprevisti.

    • Alessandro2 ha detto:

      Preghiamo per gli imprevisti allora!

    • Paolo Giuseppe ha detto:

      @Lucy
      Ti ringrazio per il tuo commento che condivido in pieno.
      La vicenda di A.M. Valli è molto significativa e importante perchè rappresenta la “conversione” di un bravo giornalista il quale, finchè ha potuto, si è mantenuto “bergoglioso” o quanto meno neutro.
      Alla fine anche lui, così mite e moderato, non ce l’ha più fatta e, sia pure con un guanto di velluto, ha iniziato a menare randellate a Bergoglio tanto che, secondo me, tra poco lo spediscono via da Rai 1.

    • Don Ezio Fonio ha detto:

      @ Lucy

      Il prossimo papa non potrebbe chiamarsi: Agostino o Ambrogio? e così non ci sarebbero idee di continuazione dello stile e dei metodi con gli ultimi papi con lo stesso nome.

      • G. Gervasi ha detto:

        @ Don Ezio
        Io preferirei che il prossimo papa si faccia chiamare
        Papa Ezio I o Papa Fonio I. E’ una questione di gusti.
        Sará senz’altro un papa estremamente apologetico,
        che sostituirá i fatti con gli argomenti, aborrirá le
        distinzioni tanto care a San Tommaso, e commenterá
        ogni opinione che appaia sui blogs cattolici e non- cattolici, ad nauseam direi, spingendo i gentili lettori
        verso la disperazione.
        Non sará capace di concedersi una vacanza e di chiudere bocca neanche nella grande solennitá
        del Santo Natale, tanto cara a Don Bosco.
        Sará, in altri termini, un papa onnipresente e logorroico
        come il suo predecessore Bergoglio.

  • Margherita ha detto:

    Desidero augurare Buon Natale a tutti i visitatori del blog con i due responsori del Mattutino della Notte Santa :

    https://www.youtube.com/watch?v=6uklATUJT10

    Responsorium I
    R. Hodie nobis caelórum Rex de Virgine nasci dignátus est, ut hóminem pérditum ad coeléstia regna revocáret: * Gaudet exércitus Angelórum: quia salus aetérna humáno géneri appáruit.
    V. Glória in excélsis Deo, et in terra pax homínibus bonae voluntátis.
    R. quia salus aetérna húmano géneri appáruit.

    Primo Responsorio Lc 2, 14
    R. Oggi il Re del cielo si è degnato di nascere per noi da una vergine, per riportare l’uomo perduto al regno celeste: * Gioisce l’esercito degli angeli, poiché la salvezza eterna è apparsa al genere umano.
    V. Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uomini, di buona volontà.
    R poiché la salvezza eterna è apparsa al genere umano.

    Responsorium II
    R. Hódie nobis de cælo pax vera descéndit:
    * Hódie per totum mundum mellíflui facti sunt cæli.
    V. Hódie illúxit nobis dies redemptiónis novæ, reparatiónis antiquæ, felicitátis aeternæ
    R. Hódie per totum mundum mellíflui facti sunt cæli.

    Secondo Responsorio Lc 2, 51-52
    R. Oggi la pace vera scende per noi dal cielo; * oggi su tutta la terra i cieli stillano dolcezza.
    V. Risplende per noi il giorno di una nuova redenzione, giorno preparato da secoli, gioia senza fine.
    R. Oggi su tutta la terra i cieli stillano dolcezza.

    BUON NATALE

  • l ha detto:

    Holywood-Babilonia:Vatican-Babilonia.Per descrivere succosamente gli scandali secretati del primo ambientino dovettero passare circa 80 anni.Grazie alla tecnologia informatica ne bastano 5.”Lasciate che i pargoli vengano a me…!”Bergoglio stava in prima fila a forza di gomitate ,pizziconi e sgambetti.

  • Anonimo ha detto:

    Dottor Tosatti,
    forse il Sommo non conosce bene e sul serio la storia di Giuda Iscariota che voleva bene a Gesù perché gli dava da gestire la cassa.
    Cristo, però, se lo tenne e ingoió il tradimento tentando fino all’ ultimo di convertirlo. Poi Giuda tentó una maldestra restituzione del denaro ma sappiamo come è andata a finire.
    Di cosa si sorprende Bergoglio?
    Lui che è così sospettoso e si fida solo dei baciapile è rimasto fregato.
    Giuda voleva fare a modo suo.. .Ma Cristo ne ebbe 11 fedeli e martiri.
    Uno dei quali lo rinnegó tre volte e si sentì chiamato “uomo di poca fede!” in molte ma molte circostanze. Pure “Satana, va dietro di me!”.
    Che i baciapile stiano facendo affari su e con Pietro gli altri 11 lo vedono.
    Sarebbero i famigerati “tradizionalisti”, quelli della “vecchia guardia”, su cui sputa continuamente ma che sono rimasti gli unici a difendere il ruolo di Pietro. Che è un Gesuita.
    In pratica, sono più gesuiti nel senso antico e autentico i suoi presunti detrattori, privi di Misericordia o di fedeltà (dice lui), dei suoi stessi “compagni di gesuitismo”.
    Perché il Gesuitismo è la versione malata e corrotta del carisma originale.
    Forse Francesco dovrebbe mettersi in ginocchio a chiedere pietà perché sta affondando per testardaggine: Gesù gli tende la mano…ma preferisce dimostrare che cammina sulle acque (sporche), da solo.
    Un augurio di autentica conversione al Santo Padre.
    Il fatto che sia infantile (nonostante le sedute inutili dalla psicoanalista ebraica, che mi conferma ancora una volta che con Freud non si guarisce ma con Cristo si), è un buon segno.
    Il “piccolo resto” di Israele è non solo un significato ecclesiale ma anche personale.
    Il piccolo resto…Santità!
    Cerchi il suo piccolo resto!
    Auguri di Conversione

    • Lo spettro di QC ha detto:

      ”Sarebbero…quelli della “vecchia guardia”, su cui sputa continuamente”

      Ma che discorso hai letto, scusa?
      Qui se l’è presa con quelli che accusano la ”vecchia guardia”, mica con la ”vecchia guardia”.
      Esattamente il contrario di quello che dici tu.

    • Alessandro2 ha detto:

      Parole molto intense e significative. Spiegano molto bene anche l’idea che – nel mio piccolo, da “piccolo” – mi sto facendo io. Spero e prego che la persona al centro di tutto questo, l’uomo che succede a Pietro, davvero si converta. Così come il suo antico primo predecessore, prego il Signore che anch’egli si ravveda, e finalmente confermi i suoi fratelli nella fede. Così fecero i papi migliori per molti secoli, fino a Benedetto XVI.

    • Nemo ha detto:

      Nonostante le mie innumeri debolezze, mi sforzo di far anch’io parte ‘del piccolo resto’. Nel frattempo, continuiamo a sperare ‘contro ogni speranza’, lasciando le previsioni agli esperti:

      • Adriana ha detto:

        Grazie Nemo per Rorate Caeli.Auguri a tutti di un Buon Natale nell’anima.Un grazie riconoscente al dott.Tosatti.