CONTRO LUTERO. UN NUOVO LIBRO DI PADRE CAVALCOLI, PER NON MORIRE PROTESTANTI. DA CATTOLICI…

Marco Tosatti

Oggi ci occupiamo di un libro molto importante per avere un quadro chiaro e lucido, da un punto di vista cattolico, sulla situazione dei rapporti con le Chiese protestanti, e in particolare con i luterani. Importante perché in un momento storico e culturale in cui le emozioni prevalgono sul ragionamento, praticamente in ogni campo, l’uso della razionalità diventa fondamentale per evitare disastri e fraintendimenti.

Parliamo di “Contro Lutero”, un nuovo testo del teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, un’opera in cui il noto pensatore cattolico precisa le condizioni che permetterebbero un reale riavvicinamento tra la chiesa cattolica e i protestanti. Il sottotitolo – Perché non vogliamo morire protestanti – ha un significato ben preciso in questi giorni, quando i segnali di una deriva della Chiesa cattolica verso forme protestanteggianti sono sempre più forti, e si moltiplicano in tutto il mondo episodi di “condivisione” eucaristica non sempre opportuni e opportunamente svolti. E i segnali di affetto – pensiamo al francobollo celebrativo emesso dalle Poste vaticane – sembrano presupporre la rimozione parziale di elementi forti dell’identità cattolica.

Il libro – un’opera piccola come formato, e per questo, se vogliamo, ancora più incisiva e utile – è stato pubblicato da ChoraBooks su Amazon. È accompagnato da una presentazione dell’editore, Aurelio Porfiri, che scrive: “Padre Cavalcoli avverte: in questi 500 anni dalla nascita del luteranesimo, molta strada hanno fatto cattolici e luterani sulla via della riconciliazione, soprattutto a partire dall’impulso all’ecumenismo dato dal Concilio Vaticano II. Tuttavia i luterani restano ancora fermi ad alcuni errori di fondo, che bisogna correggere, per togliere del tutto ogni divisione, affinché questi fratelli siano “pienamente incorporati” alla Chiesa Cattolica.

E diciamo quali sono questi nodi da sciogliere. Si possono ridurre sostanzialmente a tre, secondo un compendio suggerito dallo stesso notissimo modo luterano di riassumere i princìpi di Lutero: tre assiomi fondamentali, tre parole d’ordine, tre motti emblematici, tre direttrici teoretiche, tre linee d’azione: Sola Scriptura, Sola fides, Sola Gratia”.

Su ciascuno di questi tre punti padre Cavalcoli esercita la sua attenzione e la sua critica. Per esempio per quanto riguarda l’assioma Sola Scriptura, conclude “I teologi luterani, inoltre, soprattutto i moderni, nella linea umanistica di Melantone, coltivano intensamente e a volte esemplarmente le scienze bibliche – si pensi per esempio al metodo storico-critico -. Ma, partendo da un concetto positivistico della scienza, se da una parte fanno mostra di una grande erudizione e capacità critica in questo campo, dall’altra sono gravemente carenti in metafisica – e qui si dimostrano discepoli di Lutero – , con la conseguenza disastrosa di commettere enormi errori sul piano della teologia speculativa e del dogma. Per usare un paragone di S. Caterina da Siena, questi esegeti, bene che vada, manifestano e mangiano la ‘scorza’ della Scrittura e trascurano la ‘polpa’”.

Commenta Aurelio Porfiri: “Un testo che non farà piacere agli oltranzisti dell’ecumenismo, a coloro che non riescono a vedere l’importanza della giustizia accanto alla pur necessaria misericordia, ai pastoralisti che hanno fastidio di ogni odore di dottrina”.

Padre Giovanni Cavalcoli è nato a Ravenna nel 1941. Si è laureato in filosofia a Bologna nel 1970. Entrato nell’Ordine Domenicano nel 1971, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Ha insegnato teologia dal 1979 al 1982 presso l’allora Studio Teologico Accademico Bolognese (STAB). Ha conseguito la licenza in filosofia nel 1981 e il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica Pontificia “S.Tommaso d’Aquino” di Roma nel l984. Officiale della Segreteria di Stato dal 1982 al 1990. Ripreso l’insegnamento nel 1990, dal 2011 è docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica e nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna. E’ stato Vice postulatore nella Causa di Beatificazione del Servo di Dio Padre Tomas Tyn,OP dal 2006 al 2012. Dal 1995 tiene un corso per catechisti a Radio Maria. Ha al suo attivo la pubblicazione di molti libri ed articoli di teologia in riviste specializzate. Dal 2014 collabora con DonAriel Levi di Gualdo al sito IsoladiPatmos e dal 2015 al blog di Aurelio Porfiri Il Naufrago.



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59 commenti su “CONTRO LUTERO. UN NUOVO LIBRO DI PADRE CAVALCOLI, PER NON MORIRE PROTESTANTI. DA CATTOLICI…”

  1. Non ci vuole molto a scoprire l’inganno luterano: basta scrivere sòla scriptura, sòla gratia, sòla fides; sòla e sempre e soltanto sòla.

  2. Da cattolico della domenica, ho sempre avuto difficolta’ a capire la morale della chiesa. La legge naturale, poi, per me non “e’ molto buona”. La natura non e’ buona. E’ decaduta con il peccato originale. Ma certo non posso pretendere che mi si spieghi le ragioni della chiesa qui. Se vale la legge naturale, ad es., perche’ calcolare i giorni fecondi per astenersi?

    Da pessimista, sono un cataro. O cio’ che doveva essere un cataro (dato che QUALCUNO fece una crociata nel medioevo e ne cancello’ le tracce…quindi si puo’ pensare “cosa fossero”, soltanto).

    Da aspirante cristiano penso che senza Cristo non c è salvezza. Con la tentazione di pensare, senza far nomi, che pure i piu’ grandi santi, senza la misericordia di Dio, sarebbero all’ inferno.

    Pure la chiesa.

    Certo non e’ che uno si deve dare alla “pazza gioia”, (tutto mi e’ lecito, ma non tutto mi conviene) diceva San Paolo in quel grazioso 😂 immondo libretto che si chiama bibbia. Dove lo incesto e’ benedetto, il re Davide e’ un assassino, Oman viene ucciso perché non vuol fare il donatore anonimo di sperma.

    Un libro che contiene LA MISERIA degli uomini e la promessa della misericordia di Dio? 😊

    Pregate per me, io per voi, e per tutti (ivi compreso Bergoglio).

    PS: non c è altro libro oltre la bibbia dove ci siano tali perversioni!!

    1. Certo, se Anonimo, come tanti purtroppo, anche pastori delle chiesa, vede la Bibbia come un’antologia in cui si raccontano solo storie di biechi personaggi e di orrendi fatti di sangue, ha ragione di definirla un libro schifoso. Ma la storia non viene proposta come modello; essa fa da cornice e aiuta a capire il senso di certe prescrizioni, di certi discorsi, inni, preghiere, sentenze, suggerimenti che dovrebbero aiutare chi la legge, medita,prega, contempla a vivere meglio la sua vita in rapporto a Dio. Letta come la legge e racconta spesso Francesco ( che una volta ha messo addirittura l’orologio al polso del sacerdote della parabola del samaritano) fa certamente schifo…

  3. A completamento del post di lucy ritengo possa essere interessante conoscere come i protestanti chiedono perdono a Dio. Il brano che segue è tratto da un libro in cui sono messe a confronto le idee sul peccato e i riti di riconciliazione nelle diverse chiese cristiane ( ortodossi, cattolici, luterani). Autrice del brano è una pastora valdese.

    Pur non essendo sacramento, la confessione del peccato e l’annuncio del perdono sono fondamentali per la vita di un protestante e parte integrante di ogni celebrazione domenicale. Di solito sono collocati all’inizio e come preparazione nel culto evangelico, quasi a sgomberare i cuori e le menti dalla vita quotidiana. In questa forma comunitaria di pentimento, che si ha all’interno del culto, la preghiera di confessione e’ preceduta da un versetto biblico che richiama la legge di Dio, il comandamento dell’amore, l’impegno del credente, il quale viene poi invitato a meditare sulla Parola evangelica e sulla propria vita in silenzio. Seguono una preghiera comunitaria di confessione, solitamente pronunciata dal pastore o dalla pastora, e un inno, che ribadisce la richiesta di perdono , cantato dalla comunità tutta. In seguito il perdono viene si’ annunciato da un ministro della Chiesa, che però funge da portavoce: il perdono viene sempre da Dio, perciò il pastore o la pastora, non è di fronte all’assemblea, ma si mette accanto alla comunità, invoca insieme ad essa il perdono di Dio e annuncia alla comunità e a se’ , con un versetto biblico , la grazia da parte di Dio.

    Per coloro che si accostano con fatica, per non dire con angoscia, alla confessione, certamente piacerebbe un modo così semplice per ottenere il perdono dei peccati. O no?

    1. E per quelli che non possono confessarsi ma fare la comunione spirituale? 😛 Servirebbe un chiarimento 1) e’ sacrilegio di cui sono responsabili (come la pensate voi) gli estensori di quella nota pastorale (Giovanni Paolo II?)
      2) Sono cattolici “protestanti” e si salveranno
      3) vanno in purgatorio
      4) inferno. Quale girone?
      Per il momento se passa la linea “anti-Bergoglio” direi di e’ in un “limbo”. Anche se pure questo ultimo forse abolito.

      1. Se invece…come tratta il concilio di Trento (spiegarmelo voi…), la comunione spirituale ha qualche effetto di “grazia”; le assicuro, che da un certo lato: e’ molto piu’ comodo.

        Fto un criptoprotestante creato dalla chiesa per Bergogliana, che nonostante la AL non fa la comunione sacramentale.

  4. Cantarella – chi era costui? – mi affibbia l’epiteto di “tal baronio“, con la minuscola. Se si diverte ad offendermi, che si accomodi: non è il primo e non sarà l’ultimo, e un po’ di sana umiliazione mi giova certamente in isconto dei miei peccati.

    Posso comprendere che gli dia noia il seguito di cui immeritatamente godo, e che gli brucino gli scritti che da ormai più di quindici anni diffondo ai miei lettori. Ma al di là dell’indispettito disprezzo, altro non vedo che meriti risposta. Forse un invito ad una maggior educazione, per esempio iniziando a rivolgersi alle persone in modo più rispettoso, senza quello sgarbato tutoyer tipico dei teppistelli e degli anarchici sessantottardi.

    Mi piacerebbe sapere, a parte le frecciatine astiose, cos’altro vuole dire, se ha qualche idea, in cosa crede questo omonimo del famoso grecista e bizantinista. O forse l’abbiamo già capito tutti, e pratichiamo anche con lui la sesta opera di Misericordia spirituale: Sopportare pazientemente le persone moleste.

    1. Eminenza Reverendissima,
      La Sua bolla di scomunica manca dell’opportuno anatematismo.
      Mi consenta di proporLe un’integrazione:
      ”Chiunque oserà appellare Sua Eminenza Reverendissima con le parole ”tal baronio” invece che ”tal Baronio”, in quanto colpevole di lesa cardinalità, sia scomunicato”.
      Se mi manda la traccia completa la giro a chi di competenza per la pubblicazione! 🙂

    2. @ Baronio
      Cantarella?
      Ma é l’abbé Quanta Cura!
      Ripetendomi, come Bergoglio si riconosce dalla puzza di pecora, l’abbé Quanta Cura si riconosce dalla puzza di arroganza.
      Si tratta di un nuovo nick in odore di arroganza? Non c’é
      dubbio: é Quanta Cura.
      Ricordiamoci Don Bosco, Monsignore:”Laetari et benefacere, e lasciar “CANTERELLARE” le passere!”

      1. Sbagli Gervasi. La tua ossessione per me ti porta spesso fuori strada!!
        Chiedi conferma all’Abbè Tosatti (p.eb.s.d.l) che tutto vede e tutto sa.

  5. Spettro di Q.C.,apprezzo l’ironia un tantino double-face della tua correctio.Spiego brevemente:non provo alcun risentimento per la persona di Amedeo che possiede le qualità che tu gli riconosci e che anche io-indegnamente-gli riconosco, come ho scritto.Insomma,per evitare equivoci,non ce l’ho con lui,bensì con alcuni interventi che rappresentano degli autogoal di cui non mi pare si sia reso conto.Mi auguro sinceramente che ci ripensi.Per es. imitare gli hadit di Jorge,usare il medesimo stile per cassare una citazione del Padrenostro nella magnifica ed esatta parafrasi dantesca,lo ritengo una caduta di stile.Sia perchè Jorge propone sé come innovatore di una traduzione che esisteva già da secoli,Origene compreso,sia perchè ,in questa maniera continua nella prassi di damnatio memoriae di tutto il Sacro cristiano e cattolico precedente la sua “era”.Per me,non è un valido sistema da “attaccante” quello di negare,a propria volta,il valore di cultura e di arte occidentale.Si rischia di rotolare tutti verso quella specifica condizione di assenza di fondamenti in seguito alla caduta delle ideologie e delle verità stabili.Si apre un vuoto che rischia di esser riempito da consumismo ,tecnologia e apologia di una società brutale e schizofrenica dove contano solo le masse:-i popoli mitici itineranti, gli unici divinizzati,degni della lavanda dei piedi-.Ti ringrazio,cristianamente, per avermi dato modo di chiarire il mio pensiero.

    1. Nessun intento doubleface Consorella.
      Amedeo mi piace proprio perchè strapaesano.
      Tu mi piaci perchè scrivi cose che è più facile capire un sermone di M. Eckhart!

      1. Amabile Spettro di Q.C.:ma tu ce la fai.Double,doppio fu Mefisto comparendo a Faust in aspetto umano e altresì come barboncino:”Arf”! Parallela risonanza manifestano i tuoi interventi in punta di penna.Sotto la enfatica lode la critica e,viceversa,nell’attesa che l’interlocutore resti appeso al laccio della vanità o cada nella tagliola dello sdegno.Ma io,mossa da una inesausta fame di insegnamenti di umiltà,tibi gratiam ago,provvidenziale confratello.

  6. Alcune proposizioni di Lutero.
    1)La concupiscenza e` invincibile per cui e` IMPOSSIBILE anche per chi e`in grazia osservare i comandamenti.
    2)Se Dio punisse per aver disobbedito alla sua legge sarebbe ingiusto e crudele perche` obbedirle e`IMPOSSIBILE.
    3)Se Dio vuole essere misericordioso deve accettare il peccato e perdonarlo SENZA CONDIZIONI perche` ci si salva con la fede.
    4)Dio non castiga i peccati di chi ha fede ma li perdona anche se pecca.
    5)L’annuncio evangelico non e` che POSSIAMO essere perdonati ma che SIAMO GIA` PERDONATI.
    6)Il giusto e` contemporaneamente in grazia e in peccato.
    7)Gli uomini sono salvati per fede INDIPENDENTEMENTE dall’obbedienza ai comandamenti.
    8)Per il giusto i comandamenti non sono obbligatori ma facoltativi.
    Ma tutto cio` mi sembra di averlo sentito molto recentemente e precisamente negli ultimi quattro anni……Lutero e` tornato.

    1. Solo per dire che una cosa e’ Lutero (che andrebbe anche contestualizzato ) e altra sono, probabilmente, i luterani odierni. Non mi pare che voi vendite oggi le indulgenze (non so se era piu’ geniale Lutero o il papà).

    2. Il guaio è che se ad ognuna di queste proposizioni aggiungessi il mi piace/ non mi piace alla maniera di Facebook a quale domanda qualcuno risponderebbe non mi piace? Otterresti certamente sette mi piace. Perché è molto più facile aderire ad una fede che “lava anche lo sporco più sporco” che aderire ad una fede che ti responsabilizza al 100%.

  7. Deuter.Amedeo,anche se usata con una t sola e divenuta interiezione “espressiva” ad accompagnamento efficace di gestualità,il significato originario non muta.Mi compiaccio che -a qualche anno di distanza da Socrate -tu abbia scoperto e proposto l’epistemologia dell’ignoranza.Socrate,però,indagava con il logos,operando nel campo del pensiero e della consapevolezza, come nella quotidianità la di lui madre levatrice-per far nascere,non per sopprimere le idee.-Ossia,non giocava al primitivo roussoiano che tanto è più grezzo e incontaminato dalla cultura, o si atteggia a tale ,tanto più appare genuinamente sincero alfiere di verità.Questo è esattamente il giochino proposto dall’ineffabile Jorge,cui-almeno apparentemente-assomiglia lo stile delle tue risposte parziali ed evasive.

    1. Consorella Adriana, perchè tanta polemica sul buon Amedeo?? A parte che è simpatico e spesso arguto, in fondo è uno dei vostri…*
      Amatevi l’un l’altra!
      E per tradurre un ”pota” in milanese, potrei dire ciuuula!!! 🙂

      Pur con qualche leggera differenza, ma del resto le truppe antibergogliane sono abbastanza variegate al loro interno…..

  8. Deutero.Amedeo carissimo,che significato attribuisci al mutamento dei nomi di Roberto e Adriana?Si tratta di un mistero esoterico?Chiarisci,per favore.Secondariamente,perchè usare l’epiteto “intellettuale”come un marchio dispregiativo? Se ricordo bene il simpatico PolPot aveva iniziato così -chi ben comincia-…Terzo:qualche puntata fa ti eri ribellato con veemenza all’alterazione del tuo pseudonimo da parte di un altro partecipante al blog.Non fare agli altri…Quarto:che significato bisogna attribuire al vocabolo “potta”da te usato come frequente interiezione? Di origine settentrionale può indicare labbra sporgenti,e,per estensione quelle della vulva.Alessandro Tassoni usa volutamente tale vocabolo per indicare il sindaco.(non molto intelligente)nel suo poema eroicomico:”La secchia rapita”.Se intellettuale significa cercare la verità attraverso le forze dell’intelletto va benissimo.Anche Dante fu un intellettuale e i suoi versi,ancora oggi,guidano alla Verità cristiana e sono da leggere con ammirazione e “con le ginocchia della mente inchine”.Non da buttare nella pattumiera in attesa che una “cultura altra”,islamica ,ci soffochi,togliendoci ogni libertà in nome di una imposizione di uguaglianza di facciata attuata con una “violenza intellettuale oscena”come ha ben espresso CLAUDIO.Esser intellettuali non significa sempre esser vanesii .Anche Tosatti è un intellettuale-che sa esprimersi molto meglio di noi-.Da ultimo:la citazione di Pascal quale contributo apporta(il testo è molto noto)se non indichi quale sia il tuo pensiero sul medesimo?Perchè Jorge,il sommo,pare voglia beatificarlo o,perlomeno considerarlo grande amico così come ha fatto per Lutero.”Il brutto è bello,il bello è brutto”era la litania delle streghe di Macbeth come profezia di un’epoca di delitti. Litania molto attuale.Cerchiamo,ognuno con le proprie forze,di impedire che si realizzi in toto.

    1. Anche negli scritti letterari di Leonardo da Vinci ( che amava anche scrivere barzellette) potta è scritto con due “t” e significa quello che hai detto tu. Pota con una sola “t” è una interiezione tipica dei dialetti bresciano e bergamasco che assume connotazioni diverse a seconda del gesto della mano o delle braccia che l’accompagna. Può significare impazienza, irritazione, ma anche rassegnazione ( in questo ultimo caso è un po’ come lo sciao dei veneziani) .
      Ma tutto questo con Lutero e i cattolici non c’entra una potta. Per cui chiedo scusa al Moderatore e chiudo.
      Per il resto ho sempre a mia disposizione l’Enciclopedia Treccani.

      1. E aggiungo: ricordati bene che bonomia non significa dabbenaggine né ignoranza. Ve lo avevo già detto giorni fa e ora ve lo ripeto.

  9. Per capire che Lutero e il luteranesimo sono disastrose eresie che hanno devastato la cristianità e che non è davvero il caso di commemorare con un francobollo pontificio non dovrebbe servire il libro di padre Cavalcoli. Eppure…

    1. A questo proposito non so se ricordi un mio vecchio post in cui proponevo, come nuovo capitolo dell’epistemologia, l’ignoretica, ossia la scienza dell’ignoranza, consistente in una sistematica elencazione di ciò che sappiamo di non sapere che avrebbe certamente molte più voci di ciò che crediamo di sapere.
      Come gran maestro dell’ordine dei parrocchiani ignoranti lo ripropongo a te sperando che tu ne faccia un libro.

  10. Il francobollo vaticano a Lutero, prima ancora di far indignare, FA RIDERE: è come se Roma dedicasse un francobollo ad Annibale, la Russia a Napoleone, la Gran Bretagna a Hitler.
    Ma ormai il buon senso è merce rarissima nel mondo.

    1. Quattro secoli fa un altro e ben più illustre domenicano assestava una santa pedata nel deretano di Lutero con questo memorabile distico:

      Olla Lutherus erat fervens aquilonis ad oram:
      illinc in mundum panditur omne malum.

      (Traduco impoeticamente a braccio:
      Lutero era la pentola che ribolliva nelle regioni del nord:
      di là si sparge nel mondo ogni male).

      Fra’ Tommaso Campanella aveva, all’occorrenza, il dono della sintesi.

  11. Amico Tosatti,

    Per non disturbare gli intellettuali Giopi’ e Margi’ ( alias Roberto e Adriana ) oggi invece di “scarpe grosse e cervello fino ” sono andato ad intervistare Biagio Pascal . Ecco cosa mi ha detto:

    [ I gesuiti] affermano che la Chiesa dice quello che non dice affatto. Che sarebbero i gesuiti senza la probabilità e la probabilità senza i gesuiti?
    Togliete la probabilità e non si può più piacere al mondo; mettete la probabilità e non si può più dispiacergli.
    Un tempo era difficile evitare i peccati e difficile espiarli; oggi è facile evitarli e grazie a mille raggiri è altrettanto facile espiarli. Abbiamo trasformato la diversità in uniformità, perché siamo tutti uniformi in questo: che siamo divenuti tutti uniformi.

    (Blaise Pascal [1623-1662] – Pensieri 918)

    1. Il giudizio di Pascal sui Gesuiti è da prendere molto con le pinze, vista la posizione da cui Pascal stesso parte (sicuramente a tutti nota)

      1. Indipendentemente dalle motivazioni il giudizio di Pascal mi sembra molto azzeccato ed attuale anche se espresso nel 300 a.B.n. ( ante Bergolium natum).

    2. Ovvia, deutero.asmodeo, do not take it personally. In ogni caso mi pare che il gesuita attualmente al soglio pontificio vorrebbe canonizzarlo questo Biagio Pascal.

  12. Il solo sentir menzionare il Vaticano II da padre Cavalcoli mi persuade a non leggere il suo libro: fingere di non capire che il Concilio è l’applicazione del protestantesimo alla Chiesa Cattolica inficia ogni discorso, ancorché in parte positivo.

    1. non è che “finge di non capire che”, ne da semplicemente una valutazione diversa dalla tua (che è sbagliata e faziosa).
      al di là delle tue generiche chiacchiere, basta vedere come il Concilio abbia impostato i criteri per l’esegesi biblica (riprendendoli da Leone XIII e Pio XII) per capire che non ha affatto applicato il “protestantesimo”.

    2. Per favore qualcuno mi può spiegare come collocare padre Cavalcoli ?. Perché non so se sono confuso io o è confuso lui. Una volta sembra contro, una volta pro, una volta boh. Picchia con una mano e medica con l’altra. Condivide il Concilio ma ne critica l’applicazione (e lui dove è stato in questi 50 anni), attacca Bergoglio però è ossequiente, sarebbe un teologo cattolico ma da quel che leggo sopra:
      – non chiede la conversione dei luterani ma è soddisfatto della strada fatta sulla via della riconciliazione, insomma un accordo diplomatico;
      – sostiene che per togliere del tutto ogni divisione, affinché questi fratelli siano “pienamente incorporati” alla Chiesa Cattolica, non occorre la loro conversione e la rinuncia all’eresia, no, basta superare degli ostacoli, errori di fondo, cosucce da poco che bisogna correggere,
      – gli ostacoli, secondo la fede cattolica, dovrebbero essere la transustanziazione, il ruolo del papa, il culto della Madonna, ecc., ma per padre Cavalcoli non sono questi, forse perché la gerarchia cattolica che domina a Roma li ha già eliminati,
      – NO, i nodi da sciogliere, secondo padre Cavalcoli , si possono ridurre sostanzialmente a tre: “tre assiomi fondamentali, tre parole d’ordine, tre motti emblematici, tre direttrici teoretiche, tre linee d’azione: Sola Scriptura, Sola fides, Sola Gratia”.
      Concludendo, se ho sbagliato correggetemi:
      – basta solo leggere il Vangelo, credere in Dio Padre, (i luterani)
      – occorre anche le opere: accogliere alcune centinaia di milioni di musulmani e concedere il ius soli (i cattolici romani);
      dopodiché questi fratelli saranno “pienamente incorporati” alla Chiesa Cattolica.

    3. La stessa riflessione la feci a proposito di don Minutella e della sua battaglia contro l’attuale Chiesa; lui però si ostina a negare che tutto il male derivi dal CV II. E’ triste vedere la gene rimanere “in mezzo al guado”, specialmente se animata da buone intenzioni.Si tratta, evidentemente, di quello che Mons. Léfèbvre chiamava “il colpo da maestro di satana”, cioè distruggere la Chiesa facendo leva sull’obbedienza dei suoi fedeli. Per far ciò hanno preparato lentamente e meticolosamente l’assalto al soglio petrino, e ci sono riusciti, con Roncalli e Montini ; dopo c’è stato il CV II che ha dettato le linee della nuova Chiesa, gnostica e massonica, vale a dire anticristica.

      1. vivi di chiacchiere come il tal baronio.
        servono fatti, non parole.
        circostanzia in punto di fatto le accuse e spiegale “in diritto” (se sai di cosa parli)!

        1. @ La Passera Cantarella (07.12/04:56 p.m.)
          Quanta Cura, la Sua severitá verso Catholicus
          é del tutto gratuita. Evidentemente non si accorge
          di trovarsi in un semplice blog, ove diversi blogghisti
          scambiano le loro opinioni informalmente tra loro.
          Al massimo Lei potrebbe esprimere ai partecipanti
          il Suo desiderio di contribuire opinioni ben fondate.
          Dipende poi se costoro lo vorranno fare: sono loro
          a decidere quando e cosa loro vogliono scrivere.
          Ció che Lei non puó pretendere da loro é un apporto scientifico, come stá facendo adesso.
          Quindi moderi i toni del tutto altezzosi nel redarguire il Catholicus o chichessia, anche considerato che Lei non é il moderatore del blog del Dott. Tosatti, e che quindi i partecipanti al blog a Lei non devono un bel nulla. Tanto meno obbedire ai suoi ordini!

      2. Perché lei si fregia del nome di Catholicus? Papa Roncalli e Papa Montini possono aver fatto errori, ma sono perfettamente ortodossi. Il primo e’ santo ed il secondo beato., Il Vaticano II può avere aspetti discutibili nelle parti non dogmatiche, ma gli errori partono dal c.d. spirito del concilio. Ma, secondo lei lo Spirito Santo avrebbe abbandonato la Chiesa dal 1958? I modernisti spesso non hanno nulla da invidiare ai tradizionalisti come lei.

        1. @ Sabino
          Non puó un partecipante al blog scegliere lo pseudonimo che crede?
          Possiede Lei forse il copywrite per lo pseudonimo
          “Catholicus”?
          Lei fa forse parte della Commissione che decide
          quali pseudonimi in questo blog sono leciti e quali no?
          Chi l’ha nominato ufficialmente censore?
          Esprima la sua opinione con buona pace di tutti e lasci
          che gli altri esprimano la loro.

      3. Caro Catholicus, e se lasciassimo a Dio questo giudizio?
        La Chiesa di Roncalli e di Montini viveva ciò che le macerie della II guerra mondiale avevano lasciato: l’avvento del ’68. È vero che il cambiamento della Liturgia è stata causa di divisioni, ma la vera lebbra morale nella nostra amata Chiesa Cattolica é stata l’omosessualità del clero.

  13. Se mi è consentita un po’ d’ironia, direi che per leggere il libro di Cavalcoli, che vola alto su concetti non facili come metodo storico-critico, concetto positivistico della scienza, metafisica, teologia speculativa, dogma, il Papa ha prima bisogno di una cabina di trasformazione (come le linee elettriche) da alta a bassa teologia.

      1. Nella biblioteca patristica dei miei genitori c’è una vecchia traduzione della Mistagogia di Massimo il Confessore, fatta da Raffaele Cantarella. Uno dei miei testi preferiti che consiglio a tutti i Confratelli di leggere e rileggere (in libreria c’è un’edizione recente…compratevela così leggete qualcosa di utile).
        Ma vengo al dunque: essendo l’illustre accademico morto da un pezzo, devo dedurne che l’utente raffaele cantarella è anche lui uno spettro come me??

        1. @ QC
          Ma Cantarella non é uno spettro COME Lei, é Lei stesso!
          Trovo interessante che ogni volta che sorge Cantarella su questo thread non tarda a sorgergli accanto Quanta Cura, in tutto e per tutto simile a lui, tanto da dire che
          le due “creature” sono in realtá uno.

  14. A mio parere per smontare completamente l’eresia di Lutero basterebbero soltanto le parole della Vergine della Rivelazione al protestante Bruno Cornacchiola -che odiava Madonna, Papa e Chiesa Cattolica, da buon settario luterano- e cioè “Ora basta, rientra nell’Ovile Santo!”. (Quel 12 marzo del 47 la Vergine precisò: “Io sono colei che sono nella Trinità Divina”).

    PS: scusi dottor Tosatti, cosa ne pensa delle recenti performance del James Martin “de noantri”? Non crede che il suo vescovo debba intervenire? Grazie.

    1. @ Cosimo de Matteis
      Faccio notare che il Padre James Martin, S.J. é un gesuita
      che dipende dal suo superiore provinciale o generale e
      non da un vescovo diocesano.
      Penso tuttavia che sarebbe del tutto risibile chiedere al
      Padre Sosa, Preposito Generale della Compagnia di Gesú,
      ed in odore di eresia, di correggere il Padre Martin.
      Ricordi la veritá perenne di: asinus asinum fricat!

      1. Gervasi sveglia! Se dice ”martin de noantri”, significa che non sta parlanfo del vero Martin, ma di qualche italiano che glielo ricorda!!

        1. @ QC
          Stá sognando, Quanta Cura? Si svegli…. Stà scrivendo
          nonsense sul blog del Dott. Tosattiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !

  15. Debbo dire che “nel nome di Gesu'” alcuni protestanti fanno miracoli. Basta questo per rendere una persona cristiana? Inoltre loro han tenuto fermo, in modo discutibile, ma “geniale”, il passo del “katechon” (2 TS). Mi riferisco a sette evangeliche pentecostali. Chi trattiene l’avvento dell’Anticristo? La chiesa. Che per loro, sono loro. La chiesa verra’ rapita, i fedeli scamperanno alla grande tribolazione, “when the saints go marching in”…..

    Una volta leggevo Cavalcoli. Posso sbagliare, ma asseriva una Parusia “intermedia”. Io sto con il CCC e non mi faccio problemi. Dio salvera’ “a modo suo”, molti…..

    1. Forse non era padre Cavalcoli, ma padre Penasa (che parlava di Parusia intermedia…). E’ che io una 30 anni fa, seguivo le edizioni “segno” di Udine, e ho tutt’oggi “troppi” libri…Tra l altro ho il presunto segreto di la salette. Certo, i luterani non credono alle apparizioni…Io penso che a sto punto, ma da sempre!, bisogna cercare IL DIO VIVO. A me i segreti vaticani sulle apparizioni non son mai piaciuti. Il cristianesimo dovrebbe essere ESSOterismo non esoterismo. Tipo Fatima. Segreto celato x 70 anni, per non impressionare…ma la Madonna non ha discernimento? Occhio che a Medjugorje sta diventando Bergogliana.

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