LA POLIZIA INTERROGA TONI BRANDI PER IL CAMION-VELA IN RICORDO DI S. WOJTYLA E CAFFARRA. DOPO IL BLOCCO DI DUE ORE IERI A SAN PIETRO

Marco Tosatti

Dopo lo straordinario blocco di due ore del camion-vela da parte delle Forze dell’Ordine nei pressi di San Pietro, un camion recante scritte eversive attribuibili a un santo polacco e con l’effigie di un chierico – dicono anche cardinale – di origine emiliana, oggi uno dei responsabili di questo gesto vulnerante la pubblica sicurezza è stato sentito dalla Polizia di Stato.

Il colloquio presso il commissariato Borgo a Piazza Cavour, condotto in maniera educata e cordiale, è durato circa 45 minuti. Erano presenti il dirigente e altri quattro, cinque poliziotti. Inizialmente a Toni Brandi è stato chiesto se aveva l’autorizzazione per il Camion Vela. Ha subito chiamato il responsabile dell’azienda che ha organizzato il Camion Vela, con cui gli agenti hanno parlato e che ha concordato di inviare la copia dell’autorizzazione alla Polizia.

Successivamente, si sono concentrati sulle motivazioni: chi ha organizzato la cosa? Ma chi c’è dietro l’iniziativa!? Perché è stata fatta? Sono al corrente le autorità Vaticane? Brandi ha risposto informando sulle associazioni organizzatrici, dicendo che dietro vi sono solo le organizzazioni Vita è, Pro Vita e Fede e Cultura, che le autorità Vaticane non credo siano state informate ma non vedevo perché avrebbero dovuto essere informate. “Mi hanno chiesto se ho contatti con autorità vaticane e ho confermato che conosco mons. Paglia e i Cardinali Antonelli e Ruini. Poi ho ricordato ai presenti che Giovanni Paolo II ha fondato la Pontificia Accademia per la Vita che ha affidato alla magistrale presidenza di S.E. il cardinal Caffarra e perciò poiché noi crediamo alla difesa della Vita abbiamo voluto abbinare queste due grandi personalità e ricordare l’anniversario della morte del Cardinal Caffarra”.

Ma era una campagna di sensibilizzazione? Una protesta? O solo una commemorazione? Brandi ha ripetuto che non si trattava di una protesta ma di una commemorazione di un grande cardinale morto due mesi fa; quindi si voleva ricordare ai romani queste due grandi personalità, il cardinale e San Giovanni Paolo II. Insistevano su quale fosse il vero scopo. Brandi ha dovuto ripetere almeno due volte quanto sopra.

Ma il Cardinale era di Bologna! Si ma Roma è la sede della Cristianità! Ha risposto l’interrogato. Sì, ha chiesto ancora il dirigente: ma ora la Chiesa non parla tanto di Vita….Ho risposto che se non ora, la Chiesa si è sempre espressa numerose volte in difesa della Vita in passato.

“Poi ha fatto varie domande su me, cosa faccio, che lavoro faccio, ha preso copia di tutti i miei documenti cechi e anche presa una mia carta da visita di lavoro a Praga. Tutti i miei contatti ecc,… Alla fine il dirigente ‘sembrava’ soddisfatto delle nostre motivazioni”. Anche se poi il dirigente mi ha avvertito che poiché crede che le foto andranno sul nostro sito, sarà necessario di fare attenzione alle didascalie e a cosa scriveremo.

Abbiamo parlato con Toni Brandi. Ieri ha subito un grave lutto in famiglia, e ci siamo scusati di disturbarlo in un momento come questo. Ha insistito sul fatto che i funzionari sono stati molto gentili, e che la sua impressione (e anche la nostra) è che siano stati costretti a fare questo lavoro. C’è venuta in mente una poesia del Giusti, Sant’Ambrogio, quella che comincia: “Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco per quei pochi scherzucci di dozzina”…

A Roma, in Italia, nel 2017! Ma a chi può dar fastidio un manifesto su San Giovanni Paolo II e un cardinale? Ma scherziamo? Ma in che Paese da burletta viviamo?


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185 commenti su “LA POLIZIA INTERROGA TONI BRANDI PER IL CAMION-VELA IN RICORDO DI S. WOJTYLA E CAFFARRA. DOPO IL BLOCCO DI DUE ORE IERI A SAN PIETRO”

  1. Spero di non esser OT e di esser breve. L’episodio di cui parliamo in questo thread, unito alla vicenda del Presbitero siculo, mi sta facendo riflettere sul concetto di “libertà di espressione”. Ho scritto un breve post (alla fine c’è il link, per chi è interessato a leggerlo) su questa aria “di regime” e liberticida.
    Chi scrive ha il massimo rispetto per la Legge e il massimo rispetto e riverenza (che è, secondo me, dovuta) verso le Forze dell’Ordine. Chi mi conosce personalmente potrebbe testimoniarlo. Pur vivendo da molti anni in un quartiere popolare del sud dove la Polizia è sinonimo di “nfamuni” ed anche verso i Carabinieri non v’è molta stima (eufemismo) io non solo ho il massimo rispetto di loro, tutori della Legge e nostri protettori, ma sono lieto e felice quando vedo transitare una loro vettura.
    Ed amo la legge, voglio rispettare la Legge, devo rispettare la Legge.
    Ma, ripeto: c’è aria di regime liberticida. Spero di sbagliarmi. Tale clima si “respira” anche sui social. Come ho scritto: è giusto, è casa loro ed a casa loro hanno tutto il diritto di mettere le regole che vogliono. Tuttavia è triste toccare con mano (sulla propria pelle, cioè) che quando decidono di “ostacolare” una persona ed il suo libero agire lo fanno. Ed in modi un poco subdoli che ho provato a sintetizzare in pochissime righe, QUI: http://cosimodematteis.over-blog.it/2017/11/ti-cancellano-i-post.a-tua-insaputa.html

  2. Lasciando da parte i troppi commenti, che come al solito mi sembrano prevalentemente OT (Tosatti troppo paziente), trovo la notizia assolutamente sconvolgente. Un organo esecutivo dello Stato Italiano che si coinvolge in dispute parateologiche su chi è eretico e chi no, che va a sindacare i reconditi pensieri e le supposte intenzioni di un cittadino che, osservate tutte le norme regolamentari, manifesta liberamente e civilmente il proprio pensiero, quale che esso sia . . .
    Tutti i laici, i radicali, i cittadini, i costituzionalisti, dovrebbero insorgere violentemente contro un tale inconcepibile rinascimento del braccio secolare della santa (!) inquisizione.

    1. Tutti i laici, i radicali, i cittadini, i costituzionalisti, dovrebbero insorgere violentemente contro un tale inconcepibile rinascimento del braccio secolare della santa (!) inquisizione.
      Anche vossia qui è completamente OT. E anche fuori dalla realtà. Tutto il fatto si è svolto in territorio della Repubblica Italiana e il Santo Ufficio non c’entra. Almeno così è se vi pare.

    1. Una tantum? E a tutte le altre Messe? Alle Messe pubbliche e importanti che vengono trasmesse alla televisione in mondovisione? A Fatima? Vuole risparmiarsi le ginocchia per poter poi usarle per la lavanda dei piedi alle detenute musulmane ? O per inginocchiarsi davanti al pastore evangelico che lo benedice? E che dire del fatto che seguendo il suo esempio adesso anche nella mia parrocchia il prete relitavemte giovane non si inginocchia piu’ (i fedeli non lo fanno più’ da tanto anche perche’ non ci sono più’ inginocchiatoi).
      Attendiamo lumi caro Don Enzo Fonio sempre a alla luce del
      Nuovo corso liturgico , che ci porterà’ alla Messa interconfessionale coi protestanti.

      1. Per Maria Cristina
        per il vero, preti che non si inginocchiano più c’erano ben prima dell’elezione di Bergoglio al soglio pontificio, come pure chiese senza gli inginocchiatoi. Penso che sia una moda che voglia imitare gli orientali: neppure i cattolici di rito bizantino si inginocchiano perché usano l’inchino profondo. Sono usanze. Noi facciamo male a cambiare le nostre. I vescovi, però, non intervengono, tranne qualcuno, in queste cose di cerimonie liturgiche. Certamente, non è cosa buona.

    2. Ma poverino veramente mi strazia il cuore😡😡!….ma allora Giovanni Paolo II che era VERAMENTE e GRAVEMENTE MALATO? Allora le vecchine novantenni curve e piene di dolori che vivono tutta la Santa Messa in ginocchio? Pare inoltre che un intervento all’ anca avrebbe risolto il problema, ma che el kapo berghy abbia preferito ascoltare un agopuntore!
      Ma signori BERGOGLIONi, abbiate un minimo di onestà intellettuale, che FATE DAVVERO CADERE LE BRACCIA. Un prete poi, dovrebbe essere ancora più onesto degli altri! O volete che vi giri PER L’ENNESIMA VOLTA le foto dell’apertura della Porta Santa fatta da San Giovanni Paolo II e quella da conquistatore trionfante fatta dall’ IMPOSTORE ARGENTINO?

      1. Per Giusy
        Paolo VI ad un certo punto non celebrava più, ma presiedeva pontificalmente le Cappelle Papali dal trono;
        Giovanni Paolo II ad un certo punto celebrava da seduto, ma la RAI inquadrava solo la parte anteriore dell’altare.
        Giusy, anche se il Papa fosse impostore, lei non è autorizzata nemmeno dal Padre Eterno a dirlo. Si ricordi che lei deve rispetto a tutti: allo zingaro, all’extra-comunitario, a chi non la pensa come lei, ai peccatori, ai delinquenti, persino al Papa e anche a me.

        1. Poi tra il dire e il fare, caro don Ezio, c’è sempre di mezzo il mare. Anche il Papa dovrebbe essere il custode della Fede, del Magistero della Chiesa, il servo dei servi… poi nella realtà ci veniamo a trovare davanti un gesuita che, rinnegando il voto della sua congregazione di non accedere a cariche ecclesiastiche (come tanti altri suoi confratelli – a che pro non si è mai capito), ha scalato la gerarchia ecclesistica, da semplice prete a vescovo, arcivescovo, cardinale e adesso quello che vediamo… Facesse almeno il Papa, invece è peggio di Conan il Distruttore della Chiesa. Negarlo, alla luce dei fatti, è impossibile.

  3. Cari Confratelli,
    Ho un’altra bella notizia per voi.
    Leggo sulla Stampa che a breve il Papa inizierà un ciclo di catechesi sull’Eucarestia!!!
    Contenti? Il Papa ci darà tanta materia prima per le nostre dispute dei prossimi mesi, lamentele, profezie apocalittiche, correzioni, controcorrezioni… 🙂

    1. Caro Spettro, aspettiamo con ansia la catechesi sul’ Eucarestia di papa Francesco e soprattutto speriamo che ci illumini su un piccolo mistero: perche’ lui non si inginocchia mai davanti a Cristo Eucaristico? perche’ non piega i ginocchi che si piegano davanti a detenuti e musulmani per la lavanda dei piedi, davanti a Gesu’ Eucaristia?
      Perche’ caro Spettro? Attendiamo lumi.

      1. Avevamo fatto un po’ di ipotesi su possibili patologie e rimedi….potremmo chiedergli udienza e formulare un dubium (o suggerirgli una pomata lenitiva).

    2. Papa Francesco si limiterà a leggere faticosamente la catechesi che gli avrà preparato qualche teologo di curia, probilmente senza nemmeno averla vista prima. Tanto a lui queste quisquilie non interessano, è solo una noiosa incombenza per dare il contentino alla plebe cattolica che ancora crede a queste cose. Che ingenui, mica c’era il registratore all’Ultima Cena…
      L’autentico Bergoglio si ha quando parla a braccio in aereo, o quando deve nominare un vescovo nelle diocesi importanti, intervenire negli ordini religiosi o farsi intervistare su come risolvere la politica internazionale.

    3. Catechesi sull’ Eucaristia? Ben sulle schifose bestemmie luterane!!!!!!
      “La “svolta luterana” di papa Francesco
      (di Roberto de Mattei) Il 31 ottobre 2016 papa Bergoglio inaugurava l’anno di Lutero, incontrando i rappresentanti del luteranesimo mondiale nella cattedrale svedese di Lund. Da allora riunioni e celebrazioni “ecumeniche” si sono succedute ad abundantiam all’interno della Chiesa.

      A un anno esatto da quella data, la “svolta luterana” è stata suggellata da un atto simbolico di cui pochi hanno avvertito la gravità: l’emissione, da parte delle Poste Vaticane, di un francobollo che celebra la nascita del protestantesimo, avvenuta il 31 ottobre 1517, con l’affissione delle 95 tesi di Lutero sulla porta della cattedrale di Wittenberg. «V Centenario della Riforma protestante», si legge in cima al francobollo, presentato il 31 ottobre di quest’anno dall’Ufficio Filatelico del Vaticano.

      Secondo il comunicato ufficiale, il francobollo: «ritrae in primo piano Gesù crocifisso sullo sfondo dorato e atemporale della città di Wittenberg. In atteggiamento di penitenza, inginocchiati rispettivamente a sinistra e destra della Croce, Martin Lutero sostiene la Bibbia, fonte e meta della sua dottrina, mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero, uno dei maggiori protagonisti della riforma tiene in mano la Confessione di Augusta, Confessio Augustana, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta».

      La sostituzione, ai piedi della Croce, della Madonna e di san Giovanni con i due eresiarchi Lutero e Melantone costituisce un’offesa blasfema che nessun cardinale o vescovo cattolico ha finora apertamente biasimato. Il significato di questa raffigurazione è spiegato dalla dichiarazione congiunta della Federazione Luterana mondiale e del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei cristiani, apparsa lo stesso giorno della stampa del francobollo. La nota riferisce del positivo bilancio del dialogo tra cattolici e luterani, conferma la «nuova comprensione degli eventi del XVI secolo che condussero alla nostra separazione» e afferma come ambo le parti sono «molto grate per i doni spirituali e teologici ricevuti tramite la Riforma».

      Come ciò non bastasse, negli stessi giorni, La Civiltà Cattolica, voce “ufficiosa” di papa Francesco, ha celebrato Lutero con un articolo del padre Giancarlo Pani (Martin Lutero cinquecento anni dopo, in La Civiltà Cattolica, 21 ottobre-4 novembre 2017, pp. 119-130). Padre Pani è lo stesso che nel 2014 affermò che i Padri del Concilio di Trento avrebbero ammesso la possibilità di divorzio e di nuove nozze in caso di adulterio, secondo il costume invalso nella chiesa scismatica greca. Ora egli sostiene che Martin Lutero non fu in alcun modi un eretico, ma un autentico “riformatore”.

      Infatti, «le tesi di Wittenberg non sono né una sfida, né una ribellione all’autorità, ma la proposta di rinnovamento dell’annuncio evangelico, nel desiderio sincero di una “riforma” della Chiesa» (p. 128). Malgrado la pretesa «da parte sia della Chiesa di Roma sia di Lutero, di incarnare in toto la verità e di esserne dispensatori», «non si può negare il ruolo che Lutero ha avuto come testimone della fede. Egli è “il riformatore”: ha saputo avviare un processo di “riforma” di cui – quali che siano stati poi gli esiti – ha beneficiato anche la Chiesa cattolica» (p. 129).

      Se così è, Lutero fu ingiustamente perseguitato e diffamato dalla Chiesa per 500 anni. È giunta l’ora di riabilitarlo. E per riabilitarlo non ci si può limitare a presentarne il volto profetico, ma bisogna far sì che la Chiesa accolga e metta in pratica le sue istanze riformatrici. E la Esortazione post-sinodale Amoris laetitia rappresenta una tappa decisiva di questo cammino. Non hanno torto dunque gli autori della Correctio filialis a papa Francesco, quando sottolineano «l’affinità tra le idee di Lutero sulla legge, la giustificazione e il matrimonio e quelle insegnate o favorite da papa Francesco in Amoris laetitia e altrove».

      Va ricordato a questo punto che papa Bergoglio appartiene, come padre Pani, alla Compagnia di Gesù e che il fondatore di essa, sant’Ignazio di Loyola, fu il campione della fede che la Divina Provvidenza suscitò nel XVI secolo contro il luteranesimo. In Germania, apostoli come san Pietro Canisio e il beato Pietro Fabro contesero palmo a palmo il terreno agli eretici e sul terreno della controversia anti-protestante nessuno superò san Roberto Bellarmino.

      La Civiltà Cattolica fu fondata nel 1850, con l’incoraggiamento di Pio IX, ed ebbe per molto tempo un ruolo di baluardo dottrinale contro gli errori del tempo. Fin dal suo primo numero, il 6 aprile 1850, dedicò un ampio saggio (anonimo, ma del padre Matteo Liberatore) al Razionalismo politico della Rivoluzione italiana, in cui riscontrava nel protestantesimo la causa di tutti gli errori moderni. Queste tesi vennero sviluppate, tra gli altri, da due noti teologi gesuiti, i padri Giovanni Perrone (Il protestantesimo e la regola della fede, La Civiltà Cattolica, Roma 1853, 2 voll.) ed Hartmann Grisar (Luther, Herder, Freiburg im Breisgau 1911/1912, 3 voll.).

      Ma un particolare significato assume la commemorazione della rivolta luterana fatta dalla rivista della Compagnia di Gesù nell’ottobre 1917, IV centenario della affissione delle tesi di Wittenberg, (Lutero e il luteranesimo, in La Civiltà Cattolica, IV (1917), pp. 207-233; 421-430). Il teologo della Civiltà Cattolica spiegava che: «Essenza dello spirito luterano, ossia del luteranesimo, è la ribellione in tutta la sua estensione e in tutta la forza della parola. La ribellione quindi, che in Lutero si impersonò fu varia e profonda, complessa e vastissima; la quale apparentemente apparve e fu di fatti violenta, rabbiosa, triviale, oscena e diabolica; ma in fondo era studiata, diretta a seconda delle circostanze, e rivolta a fini di opportunismo e di interesse, intesi e voluti con animo misurato e tenacissimo» (pp. 208-209).

      Lutero, continua La Civiltà Cattolica, «cominciò quella indegna parodia, con la quale il ribelle monaco attribuiva a Dio le idee, le bestemmie, le infamie della sua mente pervertita: egli oltraggiò in modo inaudito il Papa in nome di Cristo, maledisse a Cesare in nome di Cristo, bestemmiò contro la Chiesa, contro i vescovi, contro i monaci con irruenza addirittura infernale, in nome di Cristo; gettò la tonaca sull’albero di Giuda in nome di Cristo, e in nome di Cristo si congiunse con una sacrilega» (p. 209). «Col pretesto molto comodo di seguire la Scrittura, come quella che sola contiene la parola di Dio, egli rivolse la guerra alla teologia scolastica, alla tradizione, al diritto canonico, a tutte le istituzioni precetti della Chiesa, ai concilii: alle quali cose tutte auguste e venerande, egli, Martin Lutero, monaco spergiuro e dottore rifatto, sostituì sé stesso e l’autorità sua! I papi, i dottori, i Santi Padri non valevano più nulla: più di tutti valeva il verbo di Martin Lutero!» (p. 212). La teoria della giustificazione luterana, infine, «è nata dalla fantasia di Lutero, non già dal Vangelo o dall’altra parola di Dio rivelata agli scrittori del nuovo Testamento: per noi ogni novità di Lutero ritrova la sua origine egli stimoli della concupiscenza, e il suo svolgimento nella falsificazione della Scrittura o nella bugia formale» (p. 214).

      Padre Pani non potrà negare che il giudizio che egli dà di Lutero capovolge a 360 gradi quello che i suoi confratelli diedero, sulla stessa rivista, un secolo addietro. Nel 1917 egli era riprovato come apostata, ribelle, bestemmiatore; oggi viene esaltato come riformatore, profeta, santo. Nessuna dialettica hegeliana può armonizzare il giudizio di ieri con quello di oggi. O Lutero fu un eretico, che negò alcuni dogmi basilari del Cristianesimo, o fu un “testimone di fede”, che avviò la Riforma della Chiesa portata a termine dal Concilio Vaticano II e da papa Francesco.

      In una parola, ogni cattolico è chiamato a scegliere se schierarsi a fianco di papa Francesco e dei gesuiti di oggi, o accanto ai gesuiti di ieri e ai Papi di sempre. È tempo di scelte e proprio la meditazione di sant’Ignazio sui due stendardi (Esercizi spirituali, n. 137) ci aiuta a farle in questi tempi difficili. (Roberto de Mattei)”

      1. Per Giusy
        sulle catechesi relative all’Eucaristia aspetti a giudicare dopo che saranno fatte.
        Per il resto, io non avrei emesso un francobollo per ricordare la Riforma luterana. Qualunque cosa si possa dire sul luteranesimo di oggi, non si può capovolgere il giudizio sul suo fondatore. Un conto è ricercare una possibile unità oggi, un conto è giustificare il male di cinquecento anni fa.
        Giustificare Lutero significa anche giustificare chi si oppone al Magistero dell’attuale Papa.
        Ma nella storia, i Gesuiti sono stati specialisti a fare autogoal.

        1. Lo SCISMA evidentemente È GIÀ IN ATTO E NON L’HANNO CERTO VOLUTO I FEDELI CATTOLICI TRADIZIONALI, sig.don Fonio. L’ACCECAMENTO IDEOLOGICO CHE SI NOTA NELLE SUE PAROLE È SCONVOLGENTE. Ma QUALCUNO HA DETTO “GUAI A CHI SCANDALIZZERA’ ANCHE SOLO UNO DI QUESTI FRATELLI PIÙ PICCOLI”……QUINDI BERGOGLIOSI SIETE GIÀ DANNATI! Se lo sarò anche io, non sarà certo per MANCANZA DI FEDELTÀ AL SIGNORE E ALLA SUA CHIESA. MA CHE SQUALLORE CI STATE IMPONENDO?

          1. Lo scisma, per definizione, è da parte di chi si stacca dalla Comunione ecclesiale. Sono scismatici i sedevacantisti e non è scismatica la comunità di San Pio X. Il Romano Pontefice non può essere scismatico dalla Chiesa Cattolica, caso mai potrebbe cadere nell’eresia e perderebbe il pontificato.
            Poi chi scandalizza chi? Lei è tra i deboli nella fede? Non risulta dal tenore dei suoi interventi e da quanto dichiara rispetto alla fedeltà ai sacramenti.

          2. Sig don fonio, lei ha mai meditato sulla differenza che c’è Fra ESSERE UMILI e RECITARE LA PARTE DEGLI UMILI? Mi scusi l’ardire, ma noi abbiamo bisogno di veri Santi Pastori, non di sindacalisti ecclesiali, non di assistenti sociali, non di manipolatori DELLA PAROLA, non di SAPIENTONI ESIBIZIONISTI DI TEOLOGIA.

          3. Don Ezio, un paio di giorni fa è stato pubblicato un articolo di tale Don Tullio Rotondo, nel quale è riprodotto un articolo di tale De Mattei, nel quale è copiato-incollato un passaggio preso dal sito di Tradizione Proprietà Famiglia (sono certo del duplice copia-incolla perché vi sono gli stessi errori di battitura su due riferimenti bibliografici). In quell’articolo si citano due teologi che affermerebbero che anche un Papa può essere scismatico, per sostenere che Francesco lo sia.
            E’ quindi molto probabile che adesso arrivi qualche genio a risponderle che “De Mattei” dice…ecc..ecc..
            Lei risponda pure che se De Mattei leggesse i libri che cita, saprebbe che quei teologi prevedevano come unica ipotesi di “scisma papale” l’eventualità in cui IL PAPA TENTASSE DI SCOMUNICARE TUTTA LA CHIESA o DI DEMOLIRE TUTTE (TUTTE!) LE “ECCLESIATICAS CAEREMONIAS” di tradizione apostolica (rif. al testo di Suarez riportato da De Mattei).
            Il che, evidentemente, non c’entra nulla con ciò di cui De Mattei accusa Francesco.
            Cordialità.

        2. Non ho la minima intenzione di ascoltare le prese per i fondelli e le ambiguità del suo idolo argentino, ha già sproloquiato anche troppo e io sono piuttosto debole di stomaco. Inoltre MI BASTA IL MIO SANTO CONFESSORE, SACERDOTE INTEGERRIMO E CRISTALLINO, CAPACE DI SÌ o NO, CAPACE DI FEDELTÀ, E CHE NON HA BISOGNO DI FARE SFOGGIO DI TEOLOGIA E FALSA IPOCRITA UMILTÀ, NÉ HA BISOGNO DELLE SOFISTICATE ELUCUBRAZIONI CHE USATE VOI BERGOGLIONI PER TENTARE DI FARCI DIGERIRE L’INDIGERIBILE.

    4. Che sia ciclo ispirato dal busto di Lutero?
      https://www.corrispondenzaromana.it/ma-a-quale-chiesa-appartiene-papa-bergoglio/

      E poi, voglio sperare che ne siano informati gli organi di polizia di Stato e, soprattutto, che siano edotti in merito i funzionari, in particolare per gli eventuali aggiornamenti sull’Eucarestia.

      Ciò al fine di individuare prima e di interrogare poi, i pericolosissimi cattolici sospetti di non essere allineati con le priorità e le novità dell’attuale e misericordioso illustre ospite fisso (e fissato: i migranti, lo ius soli, i piedi mussulmani da lavare .. ) di Casa Santa Marta.

  4. [Off Topic]
    Cari Confratelli, per tirarvi un po’ su il morale dopo questo brutto episodio di arbitraria repressione del libero pensiero, voglio dare a tutti voi tre buone notizie.
    La prima – che forse molti di voi già conoscono – è che pare ormai certo che Papa Luciani sarà beatificato.
    La seconda è che è finalmente uscito il quinto volume di “Un Ebreo marginale”, sulle parabole di Gesù, di John P. Meier (autore molto gradito a S.S. Benedetto XVI). Suggerisco l’acquisto – anche dei precedenti 4 volumi – a chi fosse interessato alla ricerca storica su Gesù.
    La terza è quella più sensazionale.
    Ieri sera stavo navigando a vista in internet per leggiucchiare qualcosa sulla rivoluzione russa e mi sono imbattuto in un forum marxista-leninista di matrice dichiaratamente filo-staliniana.
    Ebbene: la sorpresa è stata che ANCHE GLI STALINISTI SONO CONTRARI AL GENDER ed hanno a cuore la DIFESA DELLA FAMIGLIA TRADIZIONALE!!
    Vi allego due link, ma suggerisco una ricerca nel sito, con l’apposito motore: escono cose interessanti ed impensabili (provate anche a scrivere Soros).
    Parto da un intervento di tale “Pol Pot” a cui fa seguito un articolato dibatitto con il compagno “Kollontaj”:

    http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=50268275&st=165

    Interessante il fatto che nella discussione venga trattato anche il tema di Engels e della famiglia in termini per me inediti: «In Engels la famiglia non viene distrutta come molti “marxisti” credono, al contrario per Engels “poichè l’amore sessuale è per sua natura esclusivo,per quanto ai nostri giorni questa esclusività si realizzi completamente e soltanto nella donna,il matrimonio fondato sull’amore sessuale è per sua natura matrimonio monogamico”» (cit. da Pol Pot).
    Altro link con intervento di tale Skatered (con santino di Stalin):

    http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=57971777

    Il compagno Skatered dimostra solo una certa tolleranza verso i matrimoni gay…perché tanto non gli deve fare il regalo!
    Approfondendo ulteriormente, ho “scoperto” che Marx ed Engels si scambiavano lettere zeppe di frasi che oggi verrebbero definite omofobe…
    La bella notizia è, dunque, che nelle nostre battaglie anti-gender, possiamo fare affidamento su nuovi possibili alleati (da tentare di convertire).
    Ci sono però alcuni corollari:
    – il primo è che questi bolscevichi trattano le questioni e scrivono ad un livello incommensurabilmente più elevato del Vostro (e in generale di quello che si può riscontrare nei siti cattolici); il rischio di una condivisione di temi con loro è quindi che ci/vi mettano in ombra con la loro evidentissima preparazione e capacità dialettica. Sarà quindi necessario almeno raffinare il nostro latinorum;
    – il secondo è: come la mettiamo con la storia del PAPA BOLSCEVICO E PRO GENDER, che molti di Voi sostengono? Secondo me urge un confronto sul punto coi bolscevichi, perché probabilmente occorre rivederla e stabilire scientificamente e con corretti criteri marxisti-leninisti che Papa Francesco è, in realtà, un TROTSKISTA;
    – terzo corollario: l’ipotesi del Papa Trostkista dovrebbe essere discussa anche con i compagni appartenenti ad un altro filone marxista-leninista, ossia il P.M.L.I., il quale, pur muovendo da analoghe premesse filo-staliniane, sembra invece sostenere la bontà dell’omosessualismo, del gender e, più in generale, della devastazione della famiglia naturale (cfr. http://www.pmli.it/articoli/2016/20160330_14d_documentoccLBGTI.html). Ora, vedendo tra le fonti del PMLI anche Mao Tse Tung, si potrebbe optare per la soluzione del PAPA MAOISTA.
    Che faccio? Prendo contatti con Pol Pot, gettando un ponte, per un proficuo confronto?
    Saluti!

    1. caro spettro di QT
      “come la mettiamo con la storia del PAPA BOLSCEVICO E PRO GENDER, che molti di Voi sostengono? ”

      La mettiamo che probabilmente Bergoglio non conosce bene neppure il bolscevismo, e che è possibile non abbia MAI letto in vita sua ne’ Marx ne’ Engels, ne’ Lenin ne’ Stalin, dunque il suo non è bolscevismo delle origini ma la revisione per non dire “bigino” in salsa sud-americana che gli ha fatto da giovane una sua amica comunista ( secondo quanto riportato da lui stesso). Cioè trattasi di ignoranza.
      Quanto alla teoria gender, non c’è bisogno di essere bolscevichi per essere contrari, basta avere sale in zucca.
      E poi Spettro di Quanta cura non scherzerei tanto su Pol Pot, visti i milioni di sue vittime, con tanto di montagne di teschi umani ritrovati, imèpilati uno sull’altro, non è di buon gusto, sarebbe come scherzare coi forni crematori di Hitler.

      1. Maria Cristina, naturalmente il Pol Pot a cui mi riferivo è l’utente del forum bolscevico. Contatterei lui per avviare il dialogo ecumenico; anche perché quello vero è morto…

        Comunque mi informano che c’è una terza possibilità.
        Secondo il compagno Enver Hoxa, il Maoismo, dopo la morte di Stalin, avrebbe subito un’evoluzione negativa – sviluppando le strane teorie del terzo mondo e delle contraddizioni in seno al popolo – assimilandosi di fatto al trotskismo.
        Quindi ai fini qualificatori, potremmo far nostra l’impostazione hoxaista, considerando il Papa affetto da una grave deviazione sia trotskista sia maoista. Comunque ha sicuramente deviato dall’ortodossia bolscevica e dunque è stalinianamente eretico. Bisogna informarne i firmatari della correctio, affinché aggiustino il tiro e confezionino un nuovo documento, scientificamente aggiornato.

        1. I comunisti sanno dove sono le nostre chiese fin troppo bene. Sanno anche la storia della nostra Chiesa e saprebbero anche chi evitare forse meglio di noi.
          In ragione di ciò noi gli aspettiamo se si vogliono convertire ma non ritengo sia necessario andare a stanarli. Io mi concentrerei sui modernisti, cristiani tiepidi, apostati e immigrati musulmani. Sono numericamente maggiori e quindi gli sforzi dovrebbero avere miglior frutto…

        2. Spettro il papa e’un populista di sinistra sudamericano, nessuno ha mai detto che fosse bolscevicoleninista ne’ ortodosso ne’eretico.
          E’un populista sudamericano stile Chavez, la Teologia del.peublo, il pueblo come MITO, ma comunque non e’questo il.PUNTO.
          I firmatari della Correctio si interessano di ortodossia CATTOLICA non di ideologie politiche visto che il.papa dovrebbe essere il capo della chiesa cattolica e non un politico.
          Caro Spettro cerca di rendere i tuoi neuroni un po’meno spettrali .

          1. No no cara Maria Cristina, i miei neuroni forse non funzionano, ma gli occhi sì e da queste parti di bolscevismo papale ne ho letto parecchio, anche in questi giorni. Probabilmente non lo scrive lei.
            I firmatari, invece, vanno interessati, perché qui abbiamo una doppia eresia: eterodossia cattolica + eterodossia marxista. Insomma, un Papa Catto-Trotskista deve essere segnalato!

            Sui regimi sudamericani “di sinistra”, mi dicono i ben informati che da quelle parti, il castrismo/guevarismo, abbia di molto mediato la diffusione delle eresie trotsko- maoiste. Quindi la cosa si fa più interessante, perché consente una ricostruzione “filologica” delle origini del bergoglianesimo.

    2. @ Lo spettro di QC

      Sa qual è invece il problema qui..che parlare di cose che non si sono vissute , ma lette solo sui libri è talvolta sciocchino.
      Per mia fortuna ho un buon amico che si chiama Paolo Orlando, pittore di icone, e che in Russia ci andava, per sostenere le comunità cristiane, quando c’era ancora il comunismo.
      Lei non sa quello che dice.
      La scuola critica mostra per lo più proiezioni di ciò che l’autore vuole vedere in Gesù Cristo.
      E per lo più un gioco di prendo e scarto.
      Francamente non mi interessa a chi piace John P. Meier.
      Letture che lasciano il tempo che trovano.

      1. @Enrico Lutman
        Forse quelli che non sanno quello che dicono sono i tanti che, per parlare del Papa e dei suoi cortigiani, parlano continuamente di “regime sovietico”, “stalinismo”, “dittature sudamericane” e magari utilizzano il termine Kapò per indicarlo senza nominarlo.
        L’uso disinvolto di queste categorie – che richiamano alla memoria milioni di morti e al cospetto delle quali episodi come quella del camioncino del sig. Brandi o del licenziamento del teologo tal dei tali diventano decisamente quisquilie – lei può trovarlo in numerosi messaggi quotidianamente postati su questo blog da altrettanto numerosi Confratelli, evidentemente poco ragionevoli.
        Non sbaglia Maria Cristina a dire che non bisogna ironizzare su Pol Pot; sorprende però che stigmatizzi una mia battuta, senza aver mai fatto altrettanto con le centinaia di messaggi che disgraziatamente si riversano qui. E mi sorprende, per la stessa ragione, anche lei intervenga mobilitando tuta la sua saggezza solo per darmi una spocchiosa “tirata d’orecchi”.
        Quanto al “lei non sa quello che dice”, attendo di conoscere le motivazioni di questo asserto per poterla contraddire, perché non discuto sulle petizioni di principio.
        Saluti cordiali a lei e a Paolo Orlando.

        PS naturalmente considero petizioni di principio – peraltro inopinatamente generiche – le sue affermazioni su Meier. Molto semplicemente: non lo legga; non è obbligatorio.

        1. @ Lo spettro di QC

          Carissimo, forse mi sbaglierò e forse sono un pò prevenuto, ma John P. Meier, che per carità è uno studioso importante, è anche noto per considerare i cugini di Gesù fratelli di sangue, e quindi si potrebbe dire, di negare la perpetua verginità di Maria.
          Magari sarà un caso che ha scelto proprio lui, e magari no…
          Non sia mai che lei volesse provocare, e poi non ci metteremo mica a discutere di vangelo di Tommaso derivante dal Diatessaron di Taziano ( parole gancio se si considerasse una versione in siriaco) o di vangeli apocrifi o di fonte Q.
          Suvvia non è il caso.

          1. Lutman, lei usa argomenti ad effetto, che però tradiscono il fatto che la dissertazione sui ”fratelli” non l’ha letta, come non ha letto l’introduzione del volume, è digiuno della materia e non conosce i criteri per un corretto utilizzo. D’altra parte non è un testo dogmatico, ma scientifico e come tale confutabile. Forse non sono letture da consigliare a chi non ha gli strumenti per accostarvisi con cognizione di causa e ho fatto male a consigliarla a una platea di profani. Ritiro pertanto il suggerimento bibliografico. Le consiglio invece i tomi del Gesù di Nazareth di Papa Benedetto, dove troverà utili e abbordabili indicazioni in materia.
            Saluti

          2. @QC

            No, la prefazione non l’ho letta, né acquisteró il libro. Mi tengo aggiornato con qualche recensione su Paulus 2.0. Curato dal capace Luigi Walt, prima ricercatore con Mauro Pesce, noto biblista, un po’ trascurato dal grande pubblico dopo qualche problemino con Augias… Sono argomenti che non mi interessano più da anni. Se vuole può illuminarmi sulla questione dei fratelli.

          3. Se non le interessa non sto ad annoiarla sui fratelli. È comunque vero che Meier arriva a quella conclusione, che non è nemmeno la ”peggiore”. Come la concili con la sua fede cattolica, non lo so. Ma non è per questo che lo leggo.
            Saluti.

          4. Non mi intrometto nella discussione che mi sembra di tenore quasi accademico ma chiedo: spettro di quantum cura sei quantum cura, corretto? E se non erro hai detto di essere studente, giusto? Perché se sei uno studente e mostri questa conoscenza sin da ragazzo… o mi sono perso “qualche toc (pezzo)?”

    3. Pur essendomi simpatico, non posso dire che la beatificazione di papa Luciano mi trovi d’accordo. Non se ne può più di papi che si beatificano fra loro. Sembra che, se sei papa, una beatificazione non si neghi a nessuno! Mi sembra un altro sintomo della papolatria rampante, soprattutto dopo il Vaticano II.
      Voglio un papa cattivo, ma non come Bergoglio che fa finta di essere buono, voglio un cattivo che sembri anche cattivo, che so, un Borgia, un Giulio II… basta con queste pagliacciate di beatificazioni, di gmg, di falsi buoni, di santi subito, di Bergogli che prima beatificano un papa e poi cacciano quelli che ne raccolgono l’eredità.

      1. Caro Ecclesia Afflicta , siamo in due. Anche io vorrei un papa cattivo, anzi feroce. Basta con questi santini , queste figurine di marzapane
        L’ agiografia papale e’ di una noiosaggine immensa. Tutti questi papi beati e santi , tutto un fiorire di virtu’ soprannaturali, da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II, e guarda la Chiesa come e’ ridotta!
        A ridateci i papi cattivi.

  5. Vorrei che lo fosse… ma credo davvero che sarà tutt’altro che indolore la vittoria della Chiesa… c’è ancora, momentaneamente, la tolleranza per il cattolico che vive la sua fede nell’intimità. Ma se provi a dire o fare “ZI” ti piomba addosso “l’impero globale del bene” per normalizzarti… il diavolo è davvero ben nascosto questa volta. Ma è sempre lui a muovere i fili. Il cattolico verrà dipinto come un fomentatore d’odio e sempre più perseguitato. Ma più grande del dolore dei perseguitati sarà l’incredulità dei persecutori quando ancora una volta saranno sconfitti. È questo il bello di Dio. Il grande male che soccombe al piccolo bene.

  6. “Brandi ha risposto che si trattava della commemorazione di un uomo santo, un principe della Chiesa, affatto eretico”. Siamo al teatro dell’assurdo. Discussioni teologiche sull’ortodossia di un principe della Chiesa tra un poliziotto e un avvocato, nel tempo in cui (ve lo ricordo, cari stilumcuriali, perdonatemi) la STATUA DI LUTERO CAMPEGGIA IN VATICANO NEL 100MO ANNIVERSARIO DELLA MADONNA DI FATIMA!! Il tutto mentre il “papa” si occupa di clima e di vermi (con “gli scientifici”), una con la terza media è ministro dell’istruzione, un conte che gridava che la proprietà è un furto è a capo del quarto governo non eletto da nessuno vigente una legge elettorale incostituzionale e un noto ateo – dotato tuttavia d’unfallibilità- sentendo avvicinarsi sora nostra morte corporale cerca d’inventarsi un dio di suo gradimento sul giornale da lui fondato, un giorno sì e l’altro pure.

    1. Diana, non sai che viviamo in una primavera dello spirito, con il papa profeta che finalmente ha liberato le energie del Vaticano II? La chiesa non è mai stata così felice. Non ci crede? Legga Vatican Insider, soprattutto le strips dei fumetti dell’Angelus del papa, così commoventi! Con un papa così buono e umile i suoi lamenti sono sintomo di rigidezza e fariseismo. Dovrebbe fare la cura della misericordina papale, oppure guardarsi i video dell’apostolato del papa e pregare per le culture indigene:

      1. Caro “Ecclesia afflicta”,

        leggo spesso i tuoi commenti (un po’ meno il tuo sito e me ne dispiace: mi impegno a “riparare”: mò lo metto fra i “preferiti” così lo visito piu frequentemente).

        Non voglio commentare nulla: quello che avevo da dire sull’Apostalato della Preghiera (ora “rete mondiale di preghiera per il papa”. Cambiato pure il logo: invece del Sacro Cuore c’è la sagoma di Bergoglio) credo di averlo già scritto, mentre sulla “vela” fermata dalla Polizia mi esprimerò poscia.

        Quello che invece volevo dire è che, pur essendo un blogger -scarso, ma con qualche anno d’esperienza- non so postare i video nei commenti.

        Ma forse è meglio così: la discussione si appesantirebbe troppo se tutti -o molti- postassero dei video.

        PS: però il link con le mie considerazioni sulla “deriva” dell’Adp lo lascio, caso mai qualcuno volesse leggerlo, eccolo:
        https://ilbenevincera.wordpress.com/2016/01/11/cosa-centra-budda-col-sacro-cuore-di-gesu/
        TITOLO DELL’ARTICOLO:
        “Cosa c’entra budda col Sacro Cuore di Gesù?”

        E’ del Gennaio del 2016 (data della pubblicazione del primo “video del papa”) ma, io credo, ha ancora un certo valore, soprattutto per chi non conosce cosa sta avvenendo dentro questa Realtà ecclesiale gestita dai Gesuiti.

        1. Cosimo, i video papali sono interessanti per quanto sono pop e retorici, incentrati sul papa e sulla sua mimica facciale. A giudicare dalle statistiche su youtube, sembra che non li guardi nessuno, a parte qualche invasato papolatra o pochi estenuati esteti del kitsch. Non penso che nessuno sano di mente possa pregare per delle intenzioni così surreali, come quella di mettersi degli spilloni circolari in bocca come al minuto 0,50 del video citato…
          Per postare i video nei commenti non è che ci voglia molto: ho solo copiato il link, ho notato che a volte funziona come link semplice e a volte incorpora il video, ma non ho approfondito il meccanismo. Su come i gesuiti stiano spadroneggiando nella chiesa e di come amino stravolgere ciò che conquistano lasciando un guscio vuoto penso che sia normale, dopo che uno di loro è arrivato al soglio pontificio. Se può consolarti, fra un paio di decenni, con il trend attuale, i gesuiti non ci saranno più. Si estingueranno prima dei popoli indigeni.
          https://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

          1. Per Ecclesia afflicta
            la claccisista olandese da lei citata nel suo blog del 9 novembre non contraddice la realtà del fatto che il greco non era più conosciuto dalla maggior parte dei romani e che il cambio della lingua nella liturgia sia avvenuto per questo. Dice invece che i Romani non hanno usato un latino qualunque, ma hanno elaborato uno stile linguistico sacrale, adatto alla liturgia. Del resto, se io vado ad un convegno di ingegneria elettronica oggi il relatore non tiene la sua conferenza in latino, ma in italiano, ma non nell’italiano che usa la massaia al mercato.
            Il problema dell’uso della lingua latina rimane ancora oggi, quando si devono comporre i nuovi testi liturgici per esempio per un nuovo santo che viene inserito nel proprio. Non basta scrivere in latino senza errori di grammatica e di sintassi (è già molto oggi), ma occorre un testo che esprima il senso sacro della preghiera e che sia anche musicabile facilmente.
            La stessa cosa vale per le altre lingue, italiano, inglese, francese, ecc.

  7. Allora Caffarra era in linea con il Santo Padre purtroppo vi sono dei travisamenti e false interpretazioni da persone ignoranti.Sia san Giovanni Paolo ||che i cardinali sono sulla unica strada :leggiamo il Catechismo o il compendio e molto chiaro ;evitiamo di addentrarci in considerazioni giornalistiche azzardate….stiamo all insegnamento della Santa Chiesa di Cristo ,non infanghiamo cio che Cristo ha pagato con la Croce in obbedienza al Padre .
    Leggete il concilio ,non interpretate a modo vostro cio che e la legge di Dio.Il matrimonio e sacro e cosi tutti i sacramenti i misteri e dogmi della Santa Chiesa :A CHI NON GARBA NESSUNO OBBLIGA,ANDATE PER LA VOSTRA STRADA E SMETTETELA DI DISTURBARE.IO SONO CREDENTE E SEGUO LA SANTA CHIESA NON CRITICO NE GIUDICO .SEGUO LA MIA FEDE E NON DISTURBO GLI ALTRI…VENGO A PESARE LE VOSTRE FACCENDE?FATE ANCHE VOI COSI.CON TUTTE QUESTE CATTIVERIE SU PAPA VESCOVI LITI OBBROBBRI VARI TENETEVELI PER VOI AVETE STANCATO ORMAI .LASCIATE CHE L ACQUA SCORRA AL MARE….IN FONDO ALLE NOSTRE VITE DIO TITERA LE SOMME E ANDATE IN PACE NELLE VOSTRE CASE.DIO VI BENEDICA

    1. Se ne stia tranquilla/o con la sua Fede impacchettata e non si lasci disturbare più di tanto, come la stragrande maggioranza dei Cristiani “praticanti”. Se ne stia alla larga anche da questo blog intellettuale e viva facendosi i fatti suoi serenamente. La Madonna ci invita ad essere testimoni coraggiosi e di essere LUCE ai fratelli smarriti. Dopo ognuno risponderemo anche per il bene che potevamo fare. Il bene è anche soccorrere ed informare i fratelli che non vedono l’avvicinarsi della tempesta.

      1. Signor Luigi Cazzola, ma allora perché vorreste chiudere le porte ai commenti di chi non la pensa come voi? Perché non accettare un confronto dove, affrontando i ragionamenti dei vari commenti, avreste l’occasione di aprire gli occhi a coloro che ritenete averli chiusi? Avete forse di paura di scoprirvi dalla parte di chi si trova nell’errore? Naturalmente parlo in generale, alcuni di voi sono anche disposti al confronto, qualcuno invece si lamenta spesso con Tosatti per questo.

        1. Carissimo Luigi Cazzola, hai completamente ragione. Infatti il confronto si può avere con chi, arrivando in un blog seriamente e lealmente cattolico come questo, ci entra in punta di piedi, con umiltà e rispetto, non imponendosi con arroganza e supponenza. I vari trolloni lolloni, i vari “preti” senza più sale, i multinik ossessivi compulsivi che sì vantano di aleggiare sul blog, non vengono certo qui per dialogare ma per imporre ad ogni costo il diabolico corso BERGOGLIONE e della sua misera, vuota, banalissima pseudo chiesa. Vengono sul blog solo per portare zizzania, confusione, divisione….vengono sul blog per distogliere, con provocazioni maligne e sarcasmi da cannaioli, l’attenzione dai temi seri e gravissimi su cui si cerca in questo blog di riflettere. Ma colui che porta divisione e zizzania sta molto molto in basso, al calduccio fra zolfo e fiamme ed evidentemente invia per il mondo, anche Internettiano, i suoi emissari.

    2. @ Marco2

      Sa qual è il problema.
      Che la signora Ada consiglia di andare per la propria strada e non disturbare, ed invece ha postato quello che pensa e dunque per la sua strada non è andata.
      Poi dice di non giudicare nè criticare, ma il commento sembrerebbe proprio una critica verso quelli che qui scrivono.
      Infine non mi pare proprio che il messaggio evangelico inviti ad una fede intimistica…
      Che dice mi sto sbagliando?

      1. Per Enrico Lutman,
        la sua osservazione è un paralogismo, cioè un falso ragionamento.
        1. Chi segue il Magistero della Chiesa, come la signora Ada, non lo critica.
        2. Chi contesta il Magistero della Chiesa, come molti altri in questo blog, lo criticano.
        3. Chi, seguendo il Magistero della Chiesa, come la signora Ada, dice che chi si comporta come al punto 2, non sta criticando, ma riafferma il punto 1.

        1. @ don Ezio

          Qual è il problema stavolta? La signora Ade dà alcuni consigli, che però lei stessa non segue. Avere un atteggiamento di sfida verso il Papa è sbagliato, e fin qui sono d’accordo. Rispetto al magistero, la dottrina non è cambiata , né può cambiare; rispetto la pastorale, mi risulta che un’intera conferenza episcopale, quella polacca, non ha mutato rispetto Familiaris Consortio. Vedremo come andrà a finire.

        2. @Don Ezio

          Con rispetto per la sua dignità sacerdotale, e sperando di non innervosirla, vorrei ricordarle che nel luglio 2014 lei era d’accordo con il parroco di Cameri.

          1. Non mi innervosisco affatto. Lei mi sta dando ragione!

            1. Chi segue il Magistero della Chiesa, ufficialmente espresso nel Catechismo della Chiesa Cattolica, come il Parroco di Cameri, non lo critica.
            2. Chi contesta il Magistero della Chiesa, come il Vescovo di Novara, abdica al suo ruolo di Maestro della fede e critica il Magistero stesso.

        3. Più leggo commenti come questo, più capisco da quali preti NON devo andare e più vengo incoraggiata a fare km e km ogni Domenica per cercare una Vera Santa Messa, Celebrata da un vero Santo sacerdote.

          1. Per Giusy,
            ma per la santa Carità. Lei può andare a Messa dove vuole. Io sono solo un povero peccatore.

      2. Enrico Lutman, e non vede l’incoerenza di Luigi Cazzola che, prima dell’elogio ai “testimoni coraggiosi” e l’invito a “essere LUCE ai fratelli smarriti”, consiglia Ade a starsene “tranquilla/o con la sua Fede impacchettata”? E non capisce la contraddizione di chi, pur ritenendo di poter essere “luce”, non cerca il dialogo con questi fratelli che ritiene smarriti, ma li invita a lasciare il blog?

        1. Ben ritrovato, Marco.

          Ben detto. Io penso che si possano avere opinioni diverse e difenderle anche aspramente. La signora Ade ha detto quel che pensa e non ha fatto del male a nessuno.

          1. @Don Ezio

            Gentile don Ezio, sempre col massimo rispetto, ma non stiamo giocando. Non ho mai affermato il punto 1, il punto 2 e nemmeno il punto 3. E visto che ragioniamo per punti, non mi sembrano pertinenti nemmeno i punti 1 e 2 di Cameri. All’epoca era il Vescovo ad essere in linea con papa Francesco, e lei parteggiava (con tutta la mia stima) per il parroco conservatore.
            A tutto il resto ho già risposto.

          2. Per Enrico Lutman
            Finché il Papa dice che sta al catechismo della Chiesa Cattolica e non lo modifica, io devo stare a queste dichiarazioni.
            Il vescovo di Novara, se riteneva non opportuno pastoralmente il commento che il parroco di Cameri fece al Catechismo della Chiesa Cattolica, aveva solo da dirglielo in camera charitatis e non in pubblico, altrimenti il vescovo diventa un politico e non è più il pastore. Di fatto, il vescovo di Novara non può andare contro il Magistero ufficiale della Chiesa Cattolica.
            Es.: il cardinal Siri non ha mai rimproverato in pubblico don Gallo, che andava a trovare come fa ogni buon padre nei confronti dei figli etiam discoli, il cardinal Bertone non ha mai incontrato don Gallo e lo ha pubblicamente redarguito. Ecco, io non sono d’accordo su questi metodi, indipendentemente se uno sia conservatore o progressista, perché tali categorie non riguardano la Chiesa ma la politica. Nella Chiesa abbiamo posizioni più evangeliche e meno evangeliche, più sicure dottrinalmente e meno sicure dottrinalmente. Il papa Francesco, se vuole il mio parere, è più evangelico dei suoi predecessori e meno sicuro dottrinalmente. Però, so che prega molto e si confessa. Poi, ha un carattere duro, può nuocergli e può produrre sconcerto anche in più di un cardinale. Però bisogna ricordare che Giovanni Paolo II in 27 anni di pontificato non ha avuto tempo di dare udienza ai lebfevriani, Benedetto XVI li ha ricevuti e tolto le scomuniche, il papa Francesco ha concesso loro la facoltà di ordinare preti… quindi chi è progressista e chi conservatore?

          3. In realtà, don Ezio Fono, io non avevo risposto per difendere la signora Ade, ma per mettere in evidenza le conseguenze dell’affermazione di Enrico Lutman che invitava a “essere testimoni coraggiosi e di essere LUCE ai fratelli smarriti”. Per coerenza a queste aspirazioni, infatti, dovrebbero accettare il dialogo con questi presunti fratelli smarriti e non, come vorrebbero alcuni frequentatori di questo blog, impedirgli di esprimere le loro opinioni.

  8. Non sembra di essere precipitati a capofitto in un capitolo del “Maestro e Margherita”? Surreale atmosfera di timore, in cui il soprannaturale viene indagato dalla polizia, casomai venisse a turbare le proficue politiche tessute dai benpensanti.

  9. La polizia italiana e’ stata allertata dalla gendarmeria vaticana che ha avuto l’input dalla segreteria di stato che e’ stata allertata dal circo barnum (cerchio magico) Bergogliano.

    1. Per Alessandro:
      è sicuro di quel che dice? ha le prove?
      Non può essere il contrario? Arriva un camion a contenuto religioso. La polizia italiana chiede alla gendarmeria vaticana se ne sanno qualcosa e, se la manifestazione è stata autorizzata dalla Chiesa cattolica, perché non ha avvisato la Polizia italiana. Saputo che la manifestazione era indipendente, la Polizia italiana ha pensato che poteva essere una provocazione, ecc., come ho ipotizzato io.

      1. Pompieri all’ opera! Se si agitano tanto per addolcire la pillola, vuole dire che si sono accorti che anche stavolta la bergogliolatria ha fatto una figuraccia SQUALLIDISSIMA!

  10. Scrivo un pensiero mio, senza riferimento ad altri interventi che non ho tempo di seguire in questo momento.

    Sarà pur vero che il camion-vela voleva commemorare il Card. Caffarra nella Città dove ha sede la Pontificia Accademia della Vita, ma a nessuno si può da da bere che c’è una sorta di intervento diciamo “sostitutivo” nei confronti dell’attuale Pontefice. I poliziotti lo hanno capito benissimo, altrimenti chiunque avrebbe concordato con il Vicariato di Roma o con la stessa Santa Sede l’iniziativa, anche se eventualmente le due Autorità religiose avrebbero potuto dire: “Fate pure voi. Niente in contrario”. Così non è stato. Non siamo, per fortuna, all’epoca delle guerre di religione vivente Lutero, ma è sempre possibile che qualche gruppo cattolico diciamo “progressista” avrebbe potuto inscenare qualche contro-manifestazione e qualche problema di ordine pubblico poteva anche esserci. Io la vedo così. Non vedo, invece, una specie di accordo tipo conte-zio e il provinciale dei cappuccini di manzoniana memoria, che nella fattispecie sarebbe tra il papa e il Governo italiano a guida PD (che sarebbe una fortuna per il papa).
    Penso comunque che l’impegno per la vita si faccia e si debbe fare ancor di più ogni giorno nei consultori cattolici, CAV, ecc. più che nelle manifestazioni di piazza.

    1. “è sempre possibile che qualche gruppo cattolico diciamo “progressista” avrebbe potuto inscenare qualche contro-manifestazione e qualche problema di ordine pubblico poteva anche esserci.”
      È magari sarebbero potute passare di lì anche le Dame di San Vincenzo che avrebbero potuto incrociare un gruppetto di ultrà olandesi rimasti nella Capitale dopo aver sfasciato qualche monumento tempo fa (in quel caso però le nostre commoventi forze dell’ordine preferirono restare a guardare per evitare contatti troppo ravvicinati con quei baldi figlioloni) che avrebbero potuto scontrarsi con un gruppo di romanisti a cui si sarebbero potuti aggiungere dei laziali che avrebbero richiamato quelli di Casa Pound che avrebbero potuto provocare l’intervento dei centri sociali che al mercato mio padre comprò.

      Insomma, abbiamo sfiorato una catastrofe, ma il tempestivo intervento dei poliziotti ha scongiurato il rischio che la Capitale venisse messa a ferro e fuoco (da un camion vela).
      Deo Gratias.

        1. Nei consultori farebbero politiche in difesa della vita!!!!!!!!! Ma daiiiiii! La verità è che la piazza da fastidio ai REGIMI COME QUELLO BERGOGLIONE, perché la piazza NON SI PUÒ IMBAVAGLIARE!

          1. Giusy,
            legga bene. Ho scritto:
            “Penso comunque che l’impegno per la vita si faccia e si debba fare ancor di più ogni giorno nei consultori cattolici, CAV, ecc. più che nelle manifestazioni di piazza” e non
            “Nei consultori farebbero politiche in difesa della vita”.
            Comunque, anche il camion-vela non fa politiche in difesa della vita: queste si fanno nelle associazioni, nei partiti, nel Governo e nel Parlamento. Il camion-vela è solo una contestazione alla persona e al Magistero del Papa. I soldi della manifestazione potevano essere meglio utilizzati per qualche mamma in difficoltà.

      1. Salve. Lei scherza su centri sociali e Casapound, ma se cambia nome del partito e si informa bene…vedrà che non era lontana dall’indovinare…

    2. Chissà perché in Italia l’ordine pubblico non funziona quasi mai, mentre in questo caso dei solerti poliziotti si sono addirittura preoccupati di interpretare la possibilità che l’iniziativa della vela pro-vita potesse creare problemi di ordine pubblico! Caro Don, l’ordine non era pubblico, bensì era perentorio e veniva da dentro le mura leonine. Ed era farcito anche di specifiche domande. Non le basta? Chieda al suo kapò che alla prossima occasione la faccia assistere, così ci farà una cronaca meno interpretativa. Qua si vuole dissimulare il reale!

    3. Gentile don Ezio,
      La sua affermazione: “Penso comunque che l’impegno per la vita si faccia e si debbe fare ancor di più ogni giorno nei consultori cattolici, CAV, ecc. più che nelle manifestazioni di piazza.”
      è piuttosto deprimente. Si tratta del cosidetto benaltrismo: qui stiamo discutendo del fatto che in Vaticano l’insegnamento di Giovanni Paolo II è visto come eversivo, in particolare per quanto riguarda i temi della vita, non stiamo discutendo dell’impegno quotidiano di chi desidera manifestare pubblicamente a favore di questi temi. Il benaltrismo è un classico espediente dei politici di bassa lega per non affrontare i problemi che vengono posti sul momento. Da un sacerdote mi aspetto che non faccia di questi trucchetti. Lasciamoli alle alte sfere vaticane, che sono ormai indistinguibili dai politici con cui si rapportano.
      L’impegno per la vita si fa anche manifestando pubblicamente in favore di essa, dato che è anche un grosso tema etico e culturale. Perchè papa Francesco può dichiarare pubblicamente che Emma Bonino è una grande italiana, un modello per l’Italia di oggi, Mons Paglia invocare lo “spirito di Marco Pannella” come se fosse una divinità buona, e un cattolico non può ispirarsi a chi ha proclamato che la vita è sacra?
      Anche lei, nel suo animo, è consapevole che la “chiesa di Francesco” è diventata una consorteria di potere che ha ben poco di cristiano, ma per un senso di lealtà istituzionale la difende cercando di dare motivazioni più nobili ad azioni di per sè indifendibili. Credo che farebbe meglio a non ingannare più se stesso e gli altri e chiamare le cose con il loro nome. Non pensi che in questo blog siano tutti ipertradizionalisti, sedevacantisti, apocalittici o eccentrici, molti sono semplici cattolici che si sono stancati delle panzane che dei pastori indegni stanno raccontando al popolo di Dio. Se fra questi c’è anche il vescovo di Roma con la sua corte occorre dirlo apertamente. Ci crede o no alla parresia?

      1. “Benaltrismo”. Ecclesia, grazie per questa espressione, che riciclerò spesso. Stavo giusto cercando un neologismo per esprimere questo concetto. Grazie!

          1. Ecclesia afflicta,
            l’attuale pontefice ha canonizzato Giovanni Paolo II. Mi sa dire quando e dove il Papa o qualcuno del Vaticano abbiamo mai detto o scritto che l’insegnamento di Giovanni Paolo II è superato e il matrimonio sacramento non è indissolubile?

          2. @don Ezio
            Dove l’insegnamento di GPII è considerato superato? Ad esempio in quanto dice Bruno Forte, uno dei giannizzeri pontifici ai due sinodi manipolati sulla famiglia:
            “Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati – ha riportato Mons. Forte riferendo una battuta di Papa Francesco – questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io.” Dopo aver riportato questa battuta lo stesso Forte ha scherzato dicendo: “Tipico di un gesuita.”

      2. Per Ecclesia afflicta,
        capisco il suo ragionamento, ma non cerco espedienti. I citati fatti sulla Bonino e Pannella effettivamente mi lasciano perplesso. Parimenti, non mi sembra che in Vaticano l’insegnamento di Giovanni Paolo II sia considerato eversivo. Sono d’accordo sulla parresia, che è già stata esercitata dai cardinali che hanno esposto i Dubia e da coloro che hanno scritto la correzione fraterna al Papa. Girare per Roma con un camion, per quanto sia azione lecita e la libertà di pensiero sia garantita dalla Costituzione Repubblicana, non mi sembra un atto di parresia, quanto una contestazione voluta nei confronti della persona di Francesco e di quanti lo seguono, come lo stesso Mons. Paglia. Non credo che sia un’azione di sostegno alla vita. Rimango dell’idea che una donna che ha deciso di abortire non cambierà idea avendo sentito che un camion ha girato per Roma per ricordare un vescovo e un papa che la difendevano.

        1. Non le sembra che l’insegnamento di Giovanni Paolo sia considerato eversivo? come mai l’istituto che porta il suo nome ha visto licenziati i suoi membri, sostituiti con altri e presideduti da Mons. Paglia, che prega lo spirito di Pannella?
          E in Vaticano fanno le conferenze sulla sovrappopolazione chiamando esperti che GPII avrebbe preso a pedate?
          Per fortuna che lei è almeno un po’ “perplesso”… io la fase perplessa l’ho superata da un po’…

          1. Per Ecclesia afflicta.
            E’ sempre facile appellarsi ad un morto, Giovanni Paolo II per dire che cosa avrebbe o non avrebbe fatto.
            Io preferisco non giudicare sulle scelte dei posti di responsabilità nei dicasteri vaticani, non avendone le competenze. Quindi, rimango perplesso e basta.

          2. Gentile Don Ezio,
            Rimanere perplessi senza approfondire non serve a nulla, se non a scansare i problemi. Esponga i suoi dubia ai suoi superiori, e se non le rispondono in modo soddisfacente li esponga pubblicamente. Nella chiesa di Francesco la parresia, il dialogo e il senso critico sono molto apprezzati.

          3. Per Ecclesia afflicta,
            il suo consiglio in questo blog mi pare che mi sia stato già dato da altri.
            Non lo farò, perché, quando chiesi di accedere al sacerdozio non mi proposi di fare il consigliere di papi e cardinali, ma di dedicarmi ai giovani.
            Ci sono cardinali e presuli preparati che già lo fanno e mi sento ben rappresentato da loro.

          4. Ecclesia qualsiasi Papa lascia perplessi. Tu credi che San GP II non abbia suscitato perplessità di alcun genere?
            Visto che oggi sproloquio sul bolscevismo…che ci faceva quel Papa in montagna con il marxista Pertini, che qualche anno prima fece l’elogio funebre di Stalin?
            Allora: lo stalinista è ok e il radicale non è ok? E perchè?
            Non è che forse certe mosse richiedono lo sforzo di essere capite, senza presupporre che uno fosse un marxista latente e l’altro sia un abortista?

          5. Aggiungo che le spese “sportive” di Giovanni Paolo II non davano certo una buona impressione, come la sua preferenza ai viaggi piuttosto che occuparsi del Governo della Chiesa: una difficile eredità per i suoi due successori.

          6. Don Ezio, lei dice che non ha intenzione di risolvere i propri dubbi e perplessità a proposito della chiesa di Francesco perché il suo carisma è di occuparsi dei giovani.
            Poi interviene in questo blog il cui tema prevalente è l’espressione di dubbi e perplessità a proposito della chiesa di Francesco.
            Mi scusi, la sua presenza è senz’altro gradita e apprezzo che un sacerdote si scomodi a venire qui, ma non vedo molta coerenza nelle sue affermazioni. Ho il dubbio che anche lei sia piuttosto confuso, come quasi tutti quelli che non si accontentano di adorare un totem ma cercano ancora un senso nelle parole e nei gesti di un papa.

          7. @ Quanto Spettro
            Anche io ho nutrito qualche perplessità nei confronti di GPII, non tanto per le sue amicizie, ma per così dire questioni di stile liturgico e qualche iniziativa discutibile. Tuttavia non ho mai avuto dubbi sulla serietà e la sincerità del suo impegno nel difficile ministero di Pietro. Lo stesso non posso dire dell’attuale pontefice.

        2. Un piccolo gesto, un immagine bastano in un istante a trasformare l’animo umano. E visto che uccidere una creatura inerme è un crimine così schifoso che solo Dio può perdonare (perché io da padre ne ho un tale disgusto che vorrei solo per un istante condividerlo con lei) allora ritengo che ogni mezzo è lecito. La verità ci renderà liberi, giusto? Allora gridiamola la Verità perché molti, e qui lo dico per esperienza diretta, si allontanano dalla chiesa non perché si “annoiano a messa” o sono stanchi di sentire il “predicozzo” ma perché non vedono i pastori gridare il loro Amore per Cristo e seguirlo con l’esempio.
          Sodomiti, musulmani sono invece i primi a manifestare con ardore le loro demoniache pretese mentre io devo vedere e sorbirmi una chiesa politically correct sempre ben abbottonata che sembra il club del capracavolismo? Dov’è la spada che divide? Dov’è il desiderio di gridare al mondo, al vicino di casa, al collega di lavoro, alla cassiera del supermercato che Cristo è risorto?
          Su questo blog stiamo semplicemente incensando un cadavere sperando che risorga prima della tumulazione.

          1. Per Diego B.
            Ogni mezzo è lecito, non sempre è opportuno. In ogni caso, non è lecito barare dicendo che si vuole ricordare il Card. Caffarra e l’insegnamento di Giovanni Paolo II, quando il vero motivo è contestare il Papa. Dimenticavo: il Papa è capo di stato estero e il codice penale punisce chi inscena manifestazioni contro il Presidente della Repubblica Italiana e contro i capi di stato esteri che hanno relazioni diplomatiche con lo Stato italiano (reato di lesa maestà, si diceva un tempo).

    4. Caro don Ezio Fonio, perché si continua a girare intorno al discorso senza chiamare le cose con il proprio nome? perché non dire che qualche gruppo cattolico diciamo “progressista” si chiama: potente lobby LGBT?

      1. Margherita,
        io abito a Novara e non sono un esperto di cose del Vaticano, poi nel dire qualche gruppo progressista parlavo in generale, non necessariamente e non escludendo qualche lobby LGBT, di cui però non ho notizia, ma solo dei “sentito dire”.

      2. Margherita, purtroppo don fonio sta davvero rasentando il ridicolo nella sua ossessiva ostinata adulazione del suo kapò argentino. Immagino che scriva inginocchiato ai piedi di una statua di BERGOGLIONE.

        1. No, Giusy,
          scrivo dal laboratorio di chimica del liceo dove opero, mentre aspetto che l’asciugatrice finisca il ciclo della vetreria che ho lavato. Qui, c’è un solo simbolo religioso che ho fatto mettere io nel 2016, perché mi sono accorto che mancava. L’effige del Papa in carica (una semplice foto incorniciata) c’è in sagrestia e nel refettorio, e poi si cambia quando cambia il papa, perché a noi religiosi interessa che ci sia un papa, non che ci sia Alessandro VI o Giovanni Paolo II o Francesco. Giusy, porti argomenti alle sue tesi, invece di fare basse insinuazioni disgustose.

          1. Signor fonio, missssericordioso sacerdote, almeno i miei commenti sono schietti sinceri e diretti, i suoi sono ipocriti e spocchiosi. E siccome da un prete mi aspetto che dia l’esempio, mi viene il dubbio che le sia sfuggito l’invito di Gesù Cristo ” imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Un fedele in Cammino è comprensibile che non sempre ci riesca, ma da chi ha scelto di diventare guida e pastore di Anime non è ammesso che si comporti e si esprima in maniera totalmente opposta. Ma dimenticavo, nella nuova sottomarca di chiesa filo-luterana, Gesù Cristo viene messo molto molto al di sotto di lutero e del suo kapò argentino.

          2. Per Giusy
            E’ curioso che lei si auto-assolva in quanto fedele laica, mentre giudica di ipocrisia il sottoscritto. E’ vero che Gesù Cristo nel Vangelo accusava di ipocrisia i farisei (alcuni), ma Egli se lo poteva permettere, avendo la delega dal Padre. Lei ce l’ha?

          3. Pensi quello che vuole cara signora e parli pure con gli spettri. Quel che ho scritto ho scritto. Ed è vero. Buona giornata.

    5. Nei consultori farebbero politiche in difesa della vita!!!!!!!!! Ma daiiiiii! La verità è che la piazza da fastidio ai REGIMI COME QUELLO BERGOGLIONE, perché la piazza NON SI PUÒ IMBAVAGLIARE!

    6. Pompieri BERGOGLIONI sempre all’opera! E ho notato che si scatenano di più quando el kapo e i suoi gianizzeri di santa Marta & c, preti senza più sale compresi, ne combinano una nuova delle loro. Per distogliere e portare zizzania. Quanto alla divisione la porta il demonio, colui che divide, e che sta agendo per mano dei suoi emissari, argentino in testa. Amen.

      1. Al “miSSericordioso e tanto umile di cuore” “don” fonio, ribadisco che da uno che dovrebbe essere un pastore e una guida mi aspetto che sia lui PER PRIMO un esempio di Saggezza, armonia, equilibrio, umiltà autentica, altrimenti vada a fare l’assistente sociale o il personal trainer in centri new age di crescita personale tanto simili al pensiero BERGOGLIONE. Per il resto le assicuro che io non mi autoassolvo come lei MALIGNAMENTE insinua, ma mi Assolve il mio Santo Confessore, un Vero Sacerdote, a cui sottopongo ogni mio più piccolo pensiero ogni mio dubbio e ogni mia fatica nel Cammino. Sempre a proposito di pastori che dovrebbero essere di ESEMPIO, leggendo le sue risposte ad una fedele in Cammino, mi chiedo se lei abbia riflettuto sul “porgere l’altra guancia”, ma devo concludere che ovviamente lei preferisce il Cristianissimo ed EQUILIBRATO ” se uno offende mia madre parte un pugno”…..detto da un presunto ” papa”esempio di “equilibrio e saggezza” pure lui😱😱😱😱😱😱😱😱!

  11. Caro Tosatti,
    condivido i timori di Serena circa i rischi che potrebbe correre questo blog.
    Non sono nè un dietrologo, nè un complottologo, ma sappiamo tutti che ci sono tanti modi per condizionare pesantemente un giornalista senza arrivare alla censura o peggio, alla chiusura. Quindi, come dice la sentinella: “all’erta sto”.

    1. Guarda caso, proprio oggi, nel mio forum (un nulla in confronto a questo blog) ho scritto:

      NON ABBIATE PAURA DI AVERE PAURA
      La paura non è in se’ un sentimento negativo. Anzi, come il dolore, è un potentissimo meccanismo di difesa della vita materiale come di quella spirituale.
      La paura è il sentimento che tutti gli esseri viventi provano di fronte ad una minaccia e conduce a due modelli di comportamento riscontrabili persino nelle formiche:

      – la fuga
      – l’evitamento

      La fuga è il comportamento messo in atto di fronte ad un pericolo imminente, i cui segni sono direttamente e visibilmente percepibili dalla persona interessata;
      L’evitamento è il comportamento messo in atto di fronte a segnali premonitori.

      La prudenza è la virtù che deve scattare ogni qualvolta in noi si manifesti la paura.

      Detto questo non c’è nulla dì cui vergognarsi nell’avere paura.

  12. Mari,Mari..come hai consolato il mio cuore e come bene ti sei espressa,andando alla fonte.Cristina Campo te ne sarebbe grata.Oggi il latino si parla a Oxford e a Thubingen.Non certo a Roma oggi “location”di una nuova ,diabolica “Mission”.

  13. Vi sorprendete? Il fatto è che la neochiesa di bergogliolo è la patrona spirituale del governicchio della sinistra renzi/gentiloni. Non per niente i pessimi galantino e paglia, veri e propri microbi umani, hanno sostenuto apertamente renzi e la cirinnà nella rivoltante operazione delle unioni incivili. Per tacere dello spaventoso silenzio-assenso del sedicente vescovo di Roma… E’ ben giusto che le forze dell’ordine intervengano su impulso del governo della sinistra, braccio secolare della neochiesa. Le due bestie si sostengono a vicenda… Guai a chi osa evocare la Vera Chiesa Cattolica e i giganti San Giovanni Paolo II e il Cardinale Caffarra a questi pigmei dello spirito, parassiti pestilenziali della Cristianità. Ma ricordatevi: verrà un Giorno!…

  14. Vorrei ricordare che, a detta di polizie di altri Stati, dove i poliziotti non si fanno colpire da immigrati, extracomunitari e facinorosi politici, e, se del caso, estraggono l’arma per difendersi, facendo fuoco per abbattere, che la Polizia italiana e le Forze dell’Ordine italiane sono le migliori al mondo. Il problema è che hanno le mani legate… Oppure, sono costrette ad intervenire a sproposito, come nel caso in questione.
    Il risultato siciliano farà cambiare un po’ le cose. L’orgoglioso Partito di Renzi, Napolitano & Co., lacchè delle Logge angloamericane, dell’Alta Finanza e di George Soros, ha preso una botta sotto i denti, perdendo pure un po’ dell’arroganza del potere. Per cui, anche la Polizia potrebbe iniziare a guardare in modo beffardo questi superuomini della tracotanza in Italia e del servaggio verso chi già è stato trombato oltre Atlantico. Magari sarà più facile contrastare i piani verso una civiltà omosessuale qualora il potere passasse in altre mani. E sarebbe costretto ad abbassare la cresta pure qualcuno che vorrebbe cambiare i connotati alla Chiesa Cattolica.
    Però, per noi è stato positivo questo tastare il polso della situazione con accadimenti del genere. In giro non se ne parla, poiché la gente non sa. Non siamo comunque in un regime poliziesco.

  15. Del tutto assurdo che un funzionario di polizia si metta a cavillare su che cosa la Chiesa dice o non dice, e lo faccia allo scopo di far cadere in trappola l’interrogato (per fargli dire che voleva provocare, ovvio).
    Ma si tratta della stessa polizia che non ha fatto praticamente niente alle famigerate Femen? Ah, già, allora c’era quel vecchio barbogio reazionario in Vaticano, ben gli stava e meglio per lui se subiva in silenzio.

          1. Signor fonio, missssericordioso sacerdote, almeno i miei commenti sono schietti sinceri e diretti, i suoi sono ipocriti e spocchiosi. E siccome da un prete mi aspetto che dia l’esempio, mi viene il dubbio che le sia sfuggito l’invito di Gesù Cristo ” imparate da me che sono mite e umile di cuore”. Un fedele in Cammino è comprensibile che non sempre ci riesca, ma da chi ha scelto di diventare guida e pastore di Anime non è ammesso che si comporti e si esprima in maniera totalmente opposta. Ma dimenticavo, nella nuova sottomarca di chiesa filo-luterana, Gesù Cristo viene messo molto molto al di sotto di lutero e del suo kapò argentino.

          2. Cosa doveva scaricare l’alfio di turno, foglie di coca e sculture rappresentanti Gesù inchiodato su falce e martello arrivati freschi freschi dalla Bolivia per deliziare francesco I – il missssericordioso?

  16. Qui abbiamo:
    – da una parte il governo italiano (di dubbia legittimazione popolare) che, con la pistola di Soros alla tempia, DEVE far passare lo IUS SOLI (acutamente ribattezzato IUS SOROS), provvedimento che nessuna persona sensata vuole;
    – dall’altra una gerarchia vaticana che sembra perseguire lo stesso fine (con la stessa pistola puntata alla tempia?) e nel frattempo si conferma collaterale al PD con una spudoratezza mai raggiunta ai tempi del “partito cattolico”.
    L’operazione si configura come un ricambio di favori più o meno inconfessabili.
    Comprensibile l’imbarazzo dei servitori dello stato nel sostenere questa partaccia, imposta dall’alto.

  17. Se i poliziotti avessero lo stesso zelo nel reprimere lo spaccio di droga, non si vedrebbero più spacciatori nigeriani nei giardinetti delle città: tutti sanno dove sono e agiscono impunemente perché sanno che nessuno dà loro fastidio, tranne qualche volta Brumotti di Striscia o le Iene. Premesso questo e anche che la polizia non dovrebbe occuparsi di questioni teologiche, c’è anche da chiedersi se Caffarra sarebbe stato contento di vedere la sua faccia portata a spasso come una madonna pellegrina.

  18. “Vostra eccellenza che mi sta in cagnesco per quei pochi scherzucci di dozzina…”: riflessione che c’entra e non c’entra…

    Tempo fa ho riflettuto proprio questa poesia del Giusti : occasione della sua critica beffarda, che però si trasfigura nella commossa presa di coscienza sell’ umanita dei soldati austriaci era… la Santa Messa, naturalmente in latino, che accumunava gli italiani e gli altri popoli sudditi dell’ impero Austroungarico.

    La Santa Chiesa, allora, era una, di qua e di là dalle Alpi; le preghiera e la Messa erano identiche per ogni cattolico in qualsiasi punto della terra. Era semplicemente impensabile apportarvi una qualsivoglia variaziante, e le identiche espressioni dell’ unica lingua sacra garantivano l’unica fede che si declinava nell’ agire morale.

    50 anni dopo la liberalizzazione delle lingue volgari nella sacra liturgia, la coerenza cattolica si sta sbriciolando anche in campo morale: c’è chi, in alto, si irrita per iniziative che ci ricordano che ciò che ha fatto “mettere da parte” importanti personalità cattoliche, era precisamente ciò che distingueva l’impegno dei cattolici nel mondo moderno.

    Speriamo che, un fattaccio oggi, un fattaccio domani, il gregge di pecorelle si renda conto che il cammino intrapreso da qualcuno potrebbe non condurle nel sicuro riparo dell’ ovile.

    1. Per Mari.
      Per il vero, il rito della Messa era “quasi identico”. Nel territorio dell’Impero asburgico vigeva il febronianesimo nei seminari che erano controllati dall’Imperatore, i parroci erano dei funzionari dell’Impero, le parrocchie e le diocesi erano istituite dall’Imperatore. Quest’ultimo aveva prerogative di diacono, potendo cantare il Vangelo nella Messa solenne rivestito della dalmatica. Le pagine del Messale relative alle scomuniche dovevano essere incollate perché non avevano effetto nell’Impero. Quindi, una Chiesa Imperiale, formalmente unita alla Cattedra di Pietro, in pratica in gran parte autocefala e che si arrogava anche il diritto di veto nel conclave, tramite il cardinale della corona. Adesso, la gran parte degli austriaci partecipano ad una Messa in lingua tedesca, ma chi vuole essere vero cattolico in Austria lo è. Il movimento “Noi siamo chiesa”, evidentemente chiesa non è.

      1. Grazie per l’approfondimento… io sono però più pratica del “di là dalle Alpi” inteso come Svizzera: circa 400 anni fa un mio antenato abbandonò casa, stalla, campi, pur di non diventare protestante .

        E andò a cercarsi un posto al sicuro dall’ eresia protestante, ma che almeno gli permettesse di mantenere la sua lingua madre (tanto quella della Santa Messa, il latino, a cui tanto teneva non cambiava, come nel resto dell’orbe cattolico).

        Fino a qui una storia di famiglia che mio bisnonno raccontò a mio papà, di cui era padrino (e della quale ho trovato riscontro nei libri: in effetti il cantone svizzero da cui la mia famiglia proviene passò in parte all’ eresia protestante).

        “Adesso, la gran parte degli austriaci partecipano ad una Messa in lingua tedesca, ma chi vuole essere vero cattolico in Austria lo è”.

        Io non ne sono mica tanto sicura, vè!

        Se il mio antenato potesse confrontare la Santa Messa che gli dette il coraggio di abbandonare tutto pur di non perdere la fede, con quella che ora i poveri fedeli cattolici (italiani e austriaci) si ritrovano… riconoscerebbe, o quasi, quella dalla quale fuggì con orrore:
        -l’ altare è una semplice tavola (come i protestanti)
        -la lingua è quella del popolo (come i protestanti)
        -il celebrante è rivolto verso il popolo e non verso Dio nel tabernacolo (come i protestanti)
        -si parla della Messa come Cena del Signore (ho potuto rilevarlo anche da ciò che si insegna ai bambini a catechismo)… di Sacrificio non si sente MAI parlare (come i protestanti)
        -il profondissimo rispetto per l’ostia consacrata è pressochè sparito: viene distribuita in mano come fosse un crecher (come i protestanti)
        -I santi che nella liturgia cattolica della Messa più volte venivano richiamati nel canone con i loro nomi sono spariti (come per i protestanti)
        e potrei continuare…

        Io voglio restare “vera cattolica” come “vero cattolico” rimase il mio antenato e credo proprio che sia vero ciò che un tempo mi fu insegnato: “Lex orandi, lex credendi” : il contenuto della preghiera è il contenuto della fede.

        Ora, se il contenuto della preghiera della Messa (la più alta forma di preghiera perchè preghiera di Gesù che si offre in sacrificio al Padre per noi) ha subito una trasformazione che l’ha resa quasi sovrapponibile alla liturgia protestante… come logica conseguenza dopo 50 anni abbiamo finito per credere le stesse cose che credono i protestanti (o per lo meno quei 4 gatti che son rimasti).
        Ci mancano solo i preti sposati (ma sembra proprio che ci arriveremo a breve) e gli ordini sacri alle donne (idem).

        1. Per Mari,
          lei scrive:
          -l’ altare è una semplice tavola (come i protestanti)

          anche gli ortodossi e i cattolici bizantini da duemila anni celebrano su una semplice tavola;

          -la lingua è quella del popolo (come i protestanti)

          Gesù Cristo non ha celebrato neppure in sanscrito, ma nella lingua del popolo: l’aramaico, poi per alcuni secoli si è celebrato in greco, la lingua del popolo, poi in latino, la lingua del popolo, poi in copto, la lingua del popolo, poi in slavo la lingua del popolo, poi dal XVI secolo anche in cinese, la lingua del popolo, poi improvvisamente è saltato fuori che il latino è diventata lingua sacra… mah…

          -il celebrante è rivolto verso il popolo e non verso Dio nel tabernacolo (come i protestanti)

          ma Dio non è onnipresente? e nelle chiese romaniche dov’è il tabernacolo? e nelle chiese dove non si conserva l’Eucaristia? e Pio XII a che tabernacolo si rivolgeva? e Gesù Cristo stesso? e gli apostoli e i loro successori?

          -si parla della Messa come Cena del Signore (ho potuto rilevarlo anche da ciò che si insegna ai bambini a catechismo)… di Sacrificio non si sente MAI parlare (come i protestanti)

          ecco, che non si parli mai di sacrificio è un grave errore di molta catechesi, sono d’accordo con lei;

          -il profondissimo rispetto per l’ostia consacrata è pressochè sparito: viene distribuita in mano come fosse un crecher (come i protestanti)

          E Gesù ha imboccato gli apostoli o ha dato dei crecher?

          -I santi che nella liturgia cattolica della Messa più volte venivano richiamati nel canone con i loro nomi sono spariti (come per i protestanti)

          si nominano tutti insieme o quello del giorno o il patrono, se si usa il canone romano ci sono ancora? ma mi dica? che cosa può evocare un fedele della Papuasia “Crisogono”, a lei evoca qualcosa? magari si possono ricordare i santi locali;

          e potrei continuare…

          Fino all’XI secolo anche in Italia c’erano preti sposati, ce ne sono ancora, se di rito cattolico-bizantino o provienenti dall’anglicanesimo o dal luteranesimo. Ad un certo punto, i Papi imposero il celibato per contrastare l’ereditarietà dei benefici ecclesiastici.
          Il diaconato alle donne, inteso come ordine sacro, è esistito in Oriente, e tuttora le certosine cha hanno ricevuto la consacrazione come vergini, cantano il Vangelo nella Messa e distribuiscono l’Eucaristia con la stola indossata come i sacerdoti. Naturalmente il sacerdozio non può essere validamente conferito alle donne. Non bisogna mettere insieme tutte le cose allo stello livello. Poi è chiaro che la situazione della Svizzera protestante è diversa da quella dell’Austria cattolica anche sotto l’Impero, ma è anche chiaro che uno se vuole essere veramente cattolico, lo può essere anche in Svizzera, non viene arrestato.

          1. Gentile don Ezio Fonio
            la liturgia latina non nasce come lingua del popolo, ma come lingua sacrale. questo è quanto risulta dagli studi filologici della prima liturgia romana. Le riporto un estratto di un articolo della classicista, specializzata nella lingua del primo cristianesimo, Christine Mohrmann:
            “Liturgical Latin, as constituted towards the end of Christian Antiquity and preserved unchanged – in its main lines at least – is a deliberately sacral stylisation of Early Christian Latin as it gradually developed in the Christian communities of the West. The Latin Christians were comparatively late in creating a liturgical language. When they did so, the Christian idiom had already reached full maturity and circumstances rendered it possible to draw, for purposes of style, on the ancient sacral heritage of [pagan] Rome … As regards the plea which we hear so often for vernacular versions of the prayer texts, I think … that we are justified in asking whether, at the present time, the the introduction of the vernacular would be suitable for the composition of sacral prayer style. As I have pointed out, the early Christian West waited a long time before adopting the use of Latin. It waited until the Christian language possessed the resources necessary to create an official ecclesiastical prayer language. … the modern, so-called Western languages … are less suitable for sacred stylisation. And yet we must realise that sacral stylisation forms an essential element of every official prayer language and that this sacral, hieratic character cannot, and should never, be relinquished. ”
            http://liturgicalnotes.blogspot.it/2017/03/recent-liturgical-shenanigans-in-rome.html
            Quello che lei dice, che la liturgia fosse celebrata nella lingua popolare di tutti i giorni, è una ricostruzione mitologica della nascita della liturgia romana, diffusa dagli esperti estensori della riforma liturgica postconciliare, per giustificare la propria creazione, ma non è storicamente fondata. La lingua liturgica nasce, fin dalle origini, come lingua sacra, non come lingua popolare.

          2. Per Ecclesia afflicta

            Sta di fatto che la gente non istruita non conosceva il greco, lingua della liturgia anche a Roma, e quindi si è passato al latino, lingua conosciuta e parlata. Come poteva essere sacra una lingua, prima che fosse usata nella liturgia? Non ho comunque scritto che si è passati alla “lingua popolare di tutti i giorni”, ma nella “lingua del popolo”.

          3. #-si parla della Messa come Cena del Signore (ho potuto rilevarlo anche da ciò che si insegna ai bambini a catechismo)… di Sacrificio non si sente MAI parlare (come i protestanti)
            ecco, che non si parli mai di sacrificio è un grave errore di molta catechesi, sono d’accordo con lei;#

            Inizio rilevando che di tutte le obiezioni che ha fatto alle mie argomentazioni non ha potuto (e le riconosco la correttezza) smentire la mia osservazione.

            E qui la volevo! Ma come mai perfino i catechisti commettono questa gravissima omissione?
            E i nuovi cristiani non diventano forse piccoli protestanti?
            Lutero gioirebbe di questa gravissima mancanza! Non è difficile trovare su internet cosa questo eretico per eccellenza dicesse del Santo Sacrificio dell’altare: una serie spaventosa di infuriate imprecazioni !!!

            Ma ha mai provato a confrontare i due riti?
            Io l’ho fatto: uno rende, nel silenzio adorante, l’essere presenti al supremo sacrificio di Cristo che si attua sull’altare.
            L’altro? Definizione di mio figlio “Tutti seduti – tutti in piedi- blablabla-blablabla – tutti seduti – tutti in piedi – blablabla-blablabla” molto sintetico, lo ammetto, irriguardoso forse. Ma dopo aver assistito alla Santa Messa di sempre sono riuscita a spiegarmelo.

            I catechisti che non insegnano più ciò che è l’essenza della fede cattolica a quale messa crede che abbiano “partecipato” ?
            “Lex orandi- Lex credendi”: non si scappa, il nocciolo del problema è lì.

            Quanto al resto conosco già queste obiezioni e le controbiezioni mi convincono di più.
            Resto cattolica, resto dell’opinione che ciò che i cattolici hanno ritenuto giusto per quasi 2 millenni, che 400 anni fa il mio antenato riteneva indispensabile conseguire la salvezza eterna, va bene anche a me.

            Tante volte ho pensato che forse devo a quell’atto (quasi folle: deve essere arrivato qui con nulla, aveva dovuto lasciare là tutto) del mio antenato l’aver mantenuto una spiccata sensibilità cattolica che mi ha profondamente segnato, pur essendo stata per tanti anni esposta alla “protestantizzazione indotta” della messa di Paolo VI.

            Mi conforta la certezza che “Dio ha altri progetti” e prego e supplico Dio di avere sempre la possibilita di disporre dei mezzi per avere la Sua Grazia: so che Dio è quello che “ dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che lo amano e osservano i suoi comandi”.

          4. Per Mari,
            il problema della catechesi sulla Messa è probabilmente dovuto al lungo periodo che è seguito al Concilio Vaticano II prima che la Chiesa Cattolica si dotasse di un Catechismo Universale. Molti vescovi non intervengono a correggere queste deviazioni dalla dottrina cattolica che impoveriscono il senso della fede riguardo l’Eucaristia.
            Circa il confronto tra i due riti e la Messa di sempre: non esistono!!!! Esiste un unico rito romano che si è sempre evoluto nel tempo. La “Messa di sempre”, come lei e altri chiamano quella col Messale di san Pio V è durata dal 1570 al 1969, quindi circa 400 anni, con tante varianti, mentre il Cristianesimo ha 2000 anni. L’unico rito romano ha due forme: quella ordinaria e quella extra-ordinaria.
            Non ho bisogno di fare alcun confronto, in quanto da ragazzo partecipavo a quella forma, allora vigente.
            C’era vari modi di seguire la Messa: quello incoraggiato da Pio XII: la Messa dialogata, in cui il popolo rispondeva agli interventi del sacerdote, quello di recitare il rosario mentre il sacerdote celebrava con l’assistenza di uno o più ministranti, e quello devozionale in cui erano proposte riflessioni sulla Messa, stile sacre rappresentazioni.
            Attualmente ci sono vari modi di celebrare la Messa: quello dei sacerdoti osservanti e zelanti che è quello auspicabile, quello dei sacerdoti che si prendono da poche a tante libertà di cambiare quel che a loro ispira (abusi liturgici).
            La conclusione è una sola: come nella forma tradizionale era ed è necessario essere osservanti, così si deve fare nella forma attuale.
            Non è il Messale di Paolo VI che induce alla protestantizzazione, ma una visione diversa della fede che hanno molti cattolici, purtroppo.

          5. Per don Ezio
            #Circa il confronto tra i due riti e la Messa di sempre: non esistono!!!! #

            No, no, I confronti in internet ci sono, eccome! Mi dispiace di non avere tempo adesso di dare gli estremi per arrivarci sopra, ma ci sono, e illustrano passo passo cosa c’era, cosa è stato tolto, e cosa è stato aggiunto per venire incontro ai “Fratelli separati” (finire col protestantizzare i poveri fedeli devoti).
            Lo sa no, che un protestante convinto si farebbe ammazzare piuttosto che assistere a una Messa Cattolica, mentre quella che abbiamo oggi non costituisce per lui un problema?

            #Esiste un unico rito romano che si è sempre evoluto nel tempo. #

            Quanto mi sta sui calli ‘sta “evoluzione”, sia quella pseudo scientifica che cerca di convincerci fin da bambini che il creato non ha avuto bisogno di un Creatore (affermazione che fa a pugni con la logica più elementare, ma tant’è) sia quella che è servita ad adulterare la Messa!
            San Pio V, per esempio, non ha “evoluto” proprio niente!
            Se ho capito bene molti si stavano prendento troppe libertà in campo liturgico, finendo col favorire eresie, e lui ha ristabilito senza equivoci che ci si doveva attenere al messale della diocesi di Roma, che si atteneva con la massima fedeltà possibile a ciò che era stato tramandato fin dal periodo apostolico: e tutti i riti che non avessero ALMENO alle spalle 200 anni non furono accettati .

            #Attualmente ci sono vari modi di celebrare la Messa: quello dei sacerdoti osservanti e zelanti che è quello auspicabile, quello dei sacerdoti che si prendono da poche a tante libertà di cambiare quel che a loro ispira (abusi liturgici).#

            Deve ammettere che, latinisti a parte, quali sacerdoti un tempo avrebbero potuto prendersi “libertà di cambiare quel che a loro ispira (abusi liturgici)”?
            Il latino era un ottimo deterrente! Comunque, anche avessero conosciuto il latino come Virgilio, la Santa Messa è di Dio e il sacerdote deve, con amore, rispetto e riverenza, attenersi strettamente a ciò che da secoli, partendo dagli apostoli, la Tradizione ha stabilito perchè il Sacrificio della Croce si riattualizzasse sugli altari.

            # Non è il Messale di Paolo VI che induce alla protestantizzazione, ma una visione diversa della fede che hanno molti cattolici, purtroppo.#

            E invece sono sempre più convinta del contrario:

            E’ PROPRIO il Messale di Paolo VI che induce alla protestantizzazione, NON una visione diversa della fede che hanno molti cattolici… purtroppo.

          6. Per Mari.
            Bontà sua. Non è il caso che cerchi i collegamenti informatici. Conosco bene le due forme del rito romano e le differenze tra di esse.
            Siccome lei è convinta che le cose stiano come pensa, i dati che le ho fornito non possono certo farle cambiare idea.
            A proposito delle libertà che i preti un tempo non avrebbero potuto permettersi perché conoscevano poco il latino, non mi sembra un argomento che regga, visto che il latino fu introdotto perché i fedeli ormai conoscevano poco o non conoscevano affatto il greco. Ho scritto come si celebrava nel rito tradizionale negli anni Sessanta: c’erano gli abusi già allora, sebbene di natura diversa. Ne vuole uno, che sa di ridicolo. In una parrocchia di montagna, non potendo celebrare con i tre parati nelle solennità, qualcuno metteva due manichini rivestiti di dalmatica e tunicella per simulare la Messa con il diacono e il suddiacono.

          7. Mi cito: “I confronti in internet ci sono, eccome! “.
            Ma non servono a don Ezio: lui non ne ha bisogno, lui ha tutto chiaro… Buon (?) per lui.

            Ma supplico chi comincia a essere sgomento davanti allo sbriciolarsi di tante certezzezze: cercate, valutate, riflettete, datemi retta: è giunto il momento di chiarire cosa e chi ci ha portato a tanto sfacelo.

            E come dice il Vescovo di Roma “Internet è un dono del Signore” : confesso che mi secca ammetterlo ma nel mio personale caso posso affermare che ha avuto ragione… senza adesso sarei come schizofrenica: cosa è giusto? La Verità può cambiare?

            “Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto ”: bei frutti la messa nuova!
            Ops ! Dimenticavo che non c’è nessuna registrazione… Nostro Signore avrebbe potuto benissimo dire: “Il cattivo frutto non dipende mica dall’albero che l’ha prodotto: l’importante è che l’albero sia quello voluto per far piacere a tutti (protestanti compresi)”

            Se possibile andate alla Santa Messa di sempre, pregate e, chiedendo l’aiuto dello Spirito Santo
            I N F O R M A T E V I !!!

          8. Per Mari.

            Ogni riforma liturgica nella Chiesa ha procurato malumori e divisioni: così Gesù Cristo e i farisei, così Pietro e Paolo, i giudaizzanti e gli ellenisti, così nel passaggio dal greco al latino e nella riforma tridentina non crediamo che non ci siano stati dissensi anche aspri; così è avvenuto nel mondo greco-ortodosso quando l’Ortodossia decise di adottare un calendario troppo simile a quello gregoriano e vi è stata la scissione dei vetero-calendaristi. Tutti in tutti i secoli, perdendo il senso delle proporzioni hanno usato toni simili a quelli di molti in questo blog. Passata questa generazione, tutte queste discussioni saranno un pallido ricordo per gli storici della liturgia e della Chiesa.
            A proposito delle diversità tra i due supposti riti romani, quello della supposta Messa di sempre (durata solo 350 anni con oltre 4000 modifiche, comprese la Messa in cinese) e quello ordinario odierno, che non è altro che lo sviluppo della Tradizione antecedente, ho detto più volte che non ho bisogno di confronti, perché ho vissuto entrambe le epoche, essendo della classe del 1953, la riforma è del 1969: fino all’età di 16 anni ho vissuto durante il periodo del Messale di san Pio V che subì in quegli anni tre riforme: dal Messale di Pio X, che già modificava quello in uso prima a quello di Pio XII, a quello di Giovanni XXIII, e quello provvisorio dopo il Concilio, perché questo è interessante, si è celebrato in italiano con la forma rituale di san Pio V. Aggiungo che la prima Messa in italiano fu celebrata a Lugano nel 1956, sotto il pontificato di Pio XII, da lui autorizzata e alla presenza di un suo rappresentante, il Card. Ottaviani. Dunque, il Concilio Vaticano II ha solo ratificato ed esteso a tutta la Chiesa quanto i papi avrebbero fatto ugualmente da soli. Se poi il frutto della riforma ha prodotto una celebrazione esteriormente simile a quella luterana e questo può facilitare la riunificazione con questi fratelli non in piena comunione con noi, dove sta il male? Giudicare degni dell’inferno quanti non pensano come noi è proprio quanto il divino Maestro incoraggia a fare nel Vangelo?
            Infine, siccome le riforme e gli stessi atti di un pontefice non sono infallibili è possibile ragionarci sopra ed esporre propri punti di vista, ma senza demonizzare il Pontefice, preferendogli addirittura un Giulio II e un Alessandro VI. Quest’ultimo in particolare viene probabilmente assolto perché aveva solo rapporti occasionali con donne del tempo e non una concubina.

          9. Don Ezio,
            Mari non ha tutti i torti ad esprimere un certo rammarico verso il N.O. E’ infatti indiscutibile che sia frequente assistere a messe sciatte o infarcite di abusi che, in qualche modo, vengono facilitati dalla struttura stessa del Rito.
            Non ho obiezioni di fondo su questa struttura, nel senso che se anche fosse vero che in qualche misura può assomigliare alla messa protestante (…ma quale poi? di quale filone “protestante” parliamo?) è anche vero che – salvaguardate le caratteristiche che ne salvaguardano la cattolicità – questo non è detto che sia un danno.
            Il punto è che quelle caratteristiche di “garanzia”, spesso vengono vanificate nei fatti ed allora è ovvio che qualcuno cerchi strutture liturgiche che eliminino del tutto la possibile contaminazione.
            Ora, Lei ha assistito a Messe in V.O. da ragazzo e poi è passato al N.O.; verosimilmente Mari – come tanti “fanatici” del V.O. – vi è arrivata oggi, dopo essere “nata e cresciuta” nel N.O. e quindi vede il V.O. – comprensibilmente aggiungo – come una sorta di “isola felice” nella quale i sacerdoti fanno bene il loro mestiere e lei può vivere tutta la spiritualità che la Messa dovrebbe avere e offrire.
            Forse per chi ha vissuto quel rito quando era “ordinario” sa bene che gli abusi ben potevano avvenire anche in quella sede (e magari nessuno se ne accorgeva perché il tutto era in latino e molte formule erano recitate sottovoce, dando le spalle a chi guardava e che quindi non poteva vedere se il sacerdote tenesse o meno le mani in un modo o le dita in un altro); ma bisogna anche riconoscere che i sacerdoti che oggi optano per il V.O. lo fanno con una convinzione tale da fornirli di uno zelo liturgico che elimina il rischio di abusi.
            Credo che per comprendervi dovreste tener presente la diversa prospettiva con cui guardate a V.O.: “ex rito ordinario” per l’uno e “rito straordinario” per l’altra.
            In ogni caso, una cosa non si può negare: la maggiore interazione tra sacerdote e fedeli che c’è nel N.O. fornisce al sacerdote egocentrico l’occasione di fare della Messa un megafono delle proprie opinioni e molti approfittano di questa occasione.
            Dico questo, Don Ezio, pur non essendo affatto un cercatore di Messe in V.O.

          10. Perdonate i molti errori; non è facile scrivere dal tablet mentre si va sullo skateboard sotto la pioggia 🙁

          11. #A proposito delle diversità tra i due supposti riti romani, quello della supposta Messa di sempre (durata solo 350 anni con oltre 4000 modifiche, comprese la Messa in cinese )# ( don Ezio Fonio )

            Io invece ho scritto più sopra: “Se ho capito bene molti si stavano prendento troppe libertà in campo liturgico, finendo col favorire eresie, e lui (Pio V) ha ristabilito senza equivoci che ci si doveva attenere al messale della diocesi di Roma, che SI ATTENEVA CON LA MASSIMA FEDELTA’ A CIO’ CHE ERA STATO TRAMANDATO FIN DAL PERIODO APOSTOLICO ( e se logicamente comprende anche il periodo apostolico… ALTRO CHE 350 ANNI… se la matematica non è un’opinione): e tutti i riti che non avessero ALMENO alle spalle 200 anni non furono accettati”.

            Se il Papa Pio V ha voluto ristabilire e dichiarare solennemente che un rito tanto antico e sacro doveva essere assolutamente mantenuto senza arbitrarie variazioni, non mi par proprio che abbia “evoluto” alcunchè.

            Quanto alla fregola evoluzionista in ogni campo mi sono espressa più sopra.

            #Se poi il frutto della riforma ha prodotto una celebrazione esteriormente simile a quella luterana e questo può facilitare la riunificazione con questi fratelli non in piena comunione con noi, dove sta il male?# ( don Ezio Fonio )

            E’ precisamente ciò che chi ha arbitrariamente rimaneggiato la liturgia cattolica voleva: “Sistemiamo la Messa in modo che non disgusti più i fratelli separati, così potremo arrivare all’unità” . (Ci furono perfino dei “consulenti” protestanti nella commissione che studiò il nuovo rito!)
            Sì, grazie tante: l’unità nell’errore, l’unità nell’intossicarsi col veleno dell’eresia abilmente celato: una Messa mitridatizzata, che comunque non ha visto folle di luterani (o di qualsivoglia delle centinaia di cosiddette chiese protestanti) riempire le chiese cattoliche, mentre nella Chiesa Cattolica da allora il fumo di satana ha preso il posto dell’incenso che ogni domenica saliva dagli altari a lode di Dio.

          12. # se anche fosse vero che (la messa nuova) in qualche misura può assomigliare alla messa protestante (…ma quale poi? di quale filone “protestante” parliamo?) # (Lo spettro di QC)

            Un famoso scrittore, convertito dal, mi pare, anglicanesimo in tempi appena precedenti alla “mutazione” della Messa, trovandosi ad assistere poi al nuovo rito, rivolto alla sorella (anche lei convertita poco prima) “ Ma cosa ci siamo convertiti a fare?” … e loro la liturgia anglicana la conoscevano bene, mica come noi, che non ce ne siamo accorti e questa Messa ce la siamo tenuta senza fiatare.

            A proposito c’è poi la questione della “Messa di Agatha Christie”, non mi dilungo, chi vuole può cercare in rete.

            # Forse per chi ha vissuto quel rito quando era “ordinario” sa bene che gli abusi ben potevano avvenire anche in quella sede (e magari nessuno se ne accorgeva perché il tutto era in latino e molte formule erano recitate sottovoce, dando le spalle a chi guardava e che quindi non poteva vedere se il sacerdote tenesse o meno le mani in un modo o le dita in un altro) # (Lo spettro di QC)

            Di questo avrebbe dovuto risponderne il sacerdote: certo, per quel che ne so avrebbe anche potuto fare finta, saltare parole o frasi per far prima, ma era sotto lo sguardi di Nostro Signore e se la sarebbe poi vista con Lui.

            La cultura del sospetto e del controllo da parte dei fedeli che devono poter “sentire” tutto, e non fidarsi nella sacralità del silenzio, mi disgusta.

            Per non accennare poi a ciò che Papa Pio V decretò, invocando la maledizione, mi pare, dei Santi Pietro e Paolo su chi avesse osato recitare ad alta voce le parole della consacrazione.

            # verosimilmente Mari – come tanti “fanatici” del V.O. – vi è arrivata oggi, dopo essere “nata e cresciuta” nel N.O. e quindi vede il V.O. – comprensibilmente aggiungo – come una sorta di “isola felice” nella quale i sacerdoti fanno bene il loro mestiere e lei può vivere tutta la spiritualità che la Messa dovrebbe avere e offrire # (Lo spettro di QC)

            Sono così contenta di essere una dei tanti fanatici della sublime Messa di sempre! Grande e immeritata Grazia… dopo tanti anni di messe protestantizzanti (e per vostra informazione il mio povero parroco non si lasciava andare a troppe “personalizzazioni”).

            Ho potuto assistere (privilegio a cui tanti, ho scoperto, aspirano con struggente desiderio) alla Santa Messa cattolica, quella odiata dai protestanti, con relativa frequenza: la messa di Don Bosco, la Messa di Santa Teresina, di San Filippo Neri, di Santa Caterina (sia da Siena che d’Alessandria, checchè ne dica don Ezio), la Messa di chi le parole del Divin Maestro non le aveva lette sulla carta, ma udite dalla sua viva voce: i 12 Apostoli, e di chi invece le udì in una straordinaria visione che gli stravolse la vita: San Paolo (e ho notato che spesso i “convertiti” hanno una rispondenza alla voce della Grazia che appare perfino più convinta di quanti sono stati favoriti dall’essere cresciuti in un contesto vicino alla Chiesa).

            E qui, finalmente, concludo: è vero, non siamo tanti, ma, chi conosce la sacra Bibbia lo sa: la scarsità del numero è spesso scelta da Dio perchè la Sua opera si riveli come Sua, e non di uomini, ( quei pochi però devono avere una fiducia assoluta in Dio).

            Può essere che finiremo come i cristiani che sopravvissero (ma con una purezza dottrinale che sconvolse chi li riscoprì) per 400 anni a terribili persecuzioni? Può essere: forse incombe una lunga, dolorosa notte…

            Allora prepariamo, come le vergini sagge della parabola, riserve di olio: con l’assistere, chi può, alla Santa Messa Cattolica (e ricordare nella Messa chi non ha questo privilegio) e con il ricorso massiccio alla preghiera del Rosario (a cui la Madre di Dio ha accordato, in questi tempi travagliati, una potenza che noi neppure immaginiamo).

  19. Non prendiamoci in giro, per favore! Non esiste buona fede o “zelo” burocratico in un caso come questo. Il luogo dell’avvenimento è Roma, non Il Cairo o una qualsiasi cittadina del nord Europa. Sopra a quella del card. Cafarra campeggiava l’effigie di papa Giovanni Paolo II, non di uno sconosciuto. San Giovanni Paolo II, e un qualsiasi funzionario di polizia che fosse anche adolescente nell’aprile 2005 non poteva non ricordare i suoi solenni funerali, comprensivi di striscioni “SANTO SUBITO”.
    Andrea P. ha perfettamente ragione. Qui si tratta di un chiaro segnale di intimidazione “per procura”. Ed è il solito modo di agire del regime di stampo staliniano instaurato da Bergoglio (o da chi per lui, nel caso non improbabile che il personaggio sia solo un poveraccio manovrato dai poteri forti di stampo massonico; personaggio forse talmente pieno di sè che nemmeno si rende conto che è attaccato ai fili). Comunque sia, credo sia il caso di rendersi conto che non passerà molto tempo prima che questo, e altri blog “non allineati” verranno chiusi in modo coattivo, o “invitati” a chiudere. Si prepari, dott. Tosatti: noi commentatori (tranne alcuni che sono anche blogger) siamo pedine di poco conto, ma lei no!

    1. Caro & “impagabile” dott. Tosatti, cara Serena e cari amici tutti,

      forse, proprio in vista delle azioni che il KVB (komitet vatikanskoi biesapastnosti) potrebbe intraprendere nei confronti del blog (e dei suoi affezionati lettori), forse sarebbe il caso di comiciare a prevedere un “qualcosa” (un paracadute, una rete), che in caso di “blackout” ci tenga comunque in contatto.
      Forse esagero ? Penso di no.
      A meno che la Nostra Comandante in capo (che è plenipotenziaria per ordine & conto di Suo Figlio) non decida a breve il contrattacco finale e scombussoli il castello di carte… senno’ c’è da aspettarsi di tutto…

    2. Mari carissima, tu rispondo qui perché il missssericordioso don fonio si è preso UMILMENTE tutto lo spazio. Grazie per la tua intensa testimonianza di Autentica Fede e di coraggiosa Fedeltà alla Santa Chiesa Cattolica nella tempesta. Apprezzo i tuoi consigli e i tuoi inviti sinceri, appassionati e non politicamente corretti…..di tiepidi e senza sale è già troppo pieno il mondo. Guarda che ti ascolto e cerco di mettere in pratica. GRAZIE di cuore MARI😘.

      1. Per Giusy
        non credo di portar via spazio a nessuno. Non è sempre facile trovare la casella giusta per rispondere scorrendo il blog, se però uno fa passare i messaggi che arrivano la posta elettronica, ecco che si può inserire la risposta al posto giusto. Non è questione di essere misericordiosissimi, ma di sapere come funziona il blog.

        1. Ecco che il “misericordioso e umile sacerdote”, dimostra quanto sia importante stare sempre sopra a tutti come l’olio…..mica l’ultimo posto, come insegnava Gesù Cristo! Non c’è che dire, un vero pastore, saggio armonioso ed equilibrato.

        2. No guardi che il sarcasmo di questa sua risposta cade male, fonio detto ” il misericordioso”, non mi riferivo alla casella in cui inserire eventuali risposte ma ho detto esattamente che lei e nlo spettro alias avete okkupato il blog.

  20. Ho aspettato a commentare per avere un po’ più di chiarezza, e concordo con chi ha scritto che è stata una provocazione.

    Ma penso a tutti i familiari di vittime o a vittime stesse, ferite indelebilmente nel corpo e nell’anima, che si ritrovano a incrociare il colpevole per omertá, o per cavilli, o per mancanza di prove o semplicemente per fine pena e vengono da questo provocate e non reagiscono.

    Ma poi mi ricordo che qualcuno, non mi ricordo più chi, 😉 …… disse che se qualcuno offende sua madre lui gli dà un pugno.

    Sunto: è stata una provocazione e ci sono cascati.

    P.S.: un uomo è stato interrogato dopo un azione provocatoria a difesa della vita nel giorno esatto del centenario della rivoluzione d’ottobre. Per non sbagliare, lode a chi dona la vita per il popolo, viva Lenin, viva Che Guevara, viva Papa Francesco. Scusate sono un vile, come diceva don Abbondio il coraggio uno non se lo può dare. 😊

  21. La corrispondenza di amorosi sensi col governo in carica sta dando i suoi frutti.
    Io ti appoggio sullo Ius Soli e non intralcio la tua agenda su unioni civili, gender e scuola e tu mi dai una mano quando accadono “noie” come queste. Il tutto col silenzio/assenso dei media.

    E poi quest’armosfera dittatoriale fa tanto aria di casa mia. Tra un po’ passeranno direttamente al caricamento degli oppositori sugli elicotteri per poi lanciarli in mare.
    Quanto amore misericordioso che si spande nell’aria.

  22. O siete con Jorge Mario … il misssericordioso … o siete contro di lui e, dunque, sarete perseguitati … come quei quattro fondamentalisti belgi che hanno osato recitare il rosario in una chiesa cattolica, senza essere autorizzati.

  23. Io mi chiedo: i vescovi italiani sono a favore del contenuto del cartello (cioè che il matrimonio è indissolubile) oppure dobbiamo prendere atto che l’insegnamento è cambiato?
    E mi chiedo anche, il cardinale Cafarra e Giovanni Paolo II, per la Cei, sono ancora personaggi positivi, oppure contraddicono il papa e la chiesa cattolica?
    Sarebbe opportuno che la chiesa italiana dicesse chiaramente che ciò che era valido fino a qualche anno fa ora è sbagliato, e che la chiesa cattolica non possiede alcun deposito della fede, ma consiste esenzialmente in un semidio, il papa, i cui umori ed esternazioni diventano istantaneamente dottrina rivelata. Ogni release di dottrina cancella automaticamente quella precedente, e chi non si aggiorna perde ogni diritto.
    Cari vescovi, ma voi credete veramente in una religione del genere? Non sarebbe meglio smettere con le finzioni, dire apertamente che la religione cattolica è finita, e smettere di ingannare voi stessi e quelli che ancora vi prendono sul serio?

  24. Ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti e immagini, e di informarsi senza impedimento da fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e d’informazione mediante la radio e il cinematografo. Non si può stabilire alcuna censura.”.
    La libertà di espressione è sancita anche dall’art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:

    1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
    2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
    La violazione del citato art. 10 della Convenzione europea legittima il cittadino a proporre ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per ottenere il ristoro dei danni subiti, anche morali, purché siano esauriti tutti i possibili rimedi giurisdizionali interni[2].

    Questo lo sanno i poliziotti? Penso di sì e, senza averne le prove, immagino che il funzionario incaricato dell’interrogatorio abbia pensato sbuffando dentro di se’ : ma chi me lo fa fare?

    1. Caro deutero.amedeo, come disse Pilato (cito malamente di proposito) “quel che è scritto è scritto”, ma fece ugualmente crocifiggere NSGC.
      Non si può più parlare di libertà di opinione in questa disgraziata epoca. Per convincersene basterebbe ricordare come è stata portata avanti la legalizzazione dei matrimoni sodomitici, ma questo è solo un esempio. Chi si permette di esprimere un’opinione contraria a quella considerata politicamente corretta viene additato al pubblico ludibrio o esecrazione; e questo avviene in tutti gli ambiti, perfino tra gli alunni delle scuore primarie. Per il momento trattasi soltanto di gogna, ma già esistono leggine svariate (e altre sono allo studio) che consentiranno a breve esemplari punizioni per chi esprime le proprie convinzioni non allineate, in barba ai dettati costituzionali e della convenzione europea da lei citata che, se ancora non sono del tutto lettera morta, lo stanno diventando nella prassi.

  25. Funzionari gentili e costretti o meno, resta un precedente gravissimo, inquietante e, per me, sarebbe un errore farsi illusioni per i toni gentili (essendo un precedente altra fase e prassi che entrerà a regime: scompariranno anche i toni gentili e sarà sciocco chiedersi se il funzionario è stato costretto), un errore madornale: la chiave di lettura di questo episodio è quello di un atto intimidatorio.

    Intimidazione con input da organi di Stato, presumibilmente del governo (matrice progressista-PD, con il precedente di Soros ricevuto, in udienza secretata, dal pres. del consiglio Gentiloni, tanto per aggiunger tasselli al disegno..) che avrebbe una correlazione con l’abnormale interventismo ideologico pesante del papa in temi islam-migranti-ius soli e, financo, strizzando ambiguamente l’occhietto all’omosessualismo.

    Prepariamoci alla clandestinità ed ai samizdat.

  26. Abbé Tosatti dixit: “A Roma, in Italia, nel 2017! Ma a chi può dar fastidio un manifesto su San Giovanni Paolo II e un cardinale? Ma scherziamo? Ma in che Paese da burletta viviamo?”

    Il fatto che gli abbiano chiesto la «autorizzazione» – posto che per tali manifestazioni, se non sbaglio, occorre solo un preavviso alla Questura – mi fa pensare che il solerte questurino abbia creduto trattarsi di pubblicità commerciale, per la quale occorre essere autorizzati (dal Comune) previo pagamento di apposita tassa.
    Avrà forse pensato che il povero autista, dopo l’Amaro del Frate, stesse cercando di pubblicizzare il Brandy del Cardinale…giustamente avrà voluto vederci chiaro…
    Secondo me gli arriverà un F24 da pagare…

    Scherzi a parte: all’interrogatorio hanno partecipato anche Totò e Peppino?

  27. “Ma ora la Chiesa non parla tanto di vita”. Questa frase dei poliziotti penso dica tutto sulla drammaticità dell’attuale momento.

    Questa è la fotografia della Chiesa di oggi e, ammesso (e non concesso) che ciò non corrisponda al vero, vi sarebbe comunque un grave problema sull’immagine che proietta all’esterno il papato di Francesco.

    Secondo me una Chiesa che non parla della vita (figurarsi quella eterna) è un ossimoro assai doloroso da sopportare e, se consultiamo i Vangeli, potremmo definire il tutto come un’azione anticristica.

    Cito solo alcuni passi del Vangelo di San Giovanni:

    In Lui era la vita
    e la vita era la luce degli uomini;
    la luce splende nelle tenebre,
    ma le tenebre non l’hanno accolta. (Prologo)

    Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (cap 14)

    Cosa deve dedurre un uomo di fede? Che Gesù è la Vita e di conseguenza non parlare della vita significa mettere il Signore in un angolo e voltargli le spalle.

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