ABATE FARIA: COME IMPLEMENTARE IL VATICANO II ESPROPRIANDO LE CONFRATERINITE LAICHE. CI VORREBBE UN’INCHIESTA…

MARCO TOSATTI

L’Abate Faria, dobbiamo confessarlo, è molto romano, oltreché cattolico – che come ben sappiamo – significa universale. E infatti viaggia per il mondo. Oggi però ha voluto scrivere di Curia, palazzi, e appetiti immobiliari…Leggete un po’

Il mio sacrestano ogni tanto mi viene a dire quello che sente da altri sacrestani che hanno le confidenze dei monsignori di curia che la sanno lunga ma la dicono corta, per paura di vedersi tolto da sotto il deretano, l’agognata poltrona curiale. Insomma, il sacrestano di un certo monsignore, gli ha detto che nelle sacre stanze di un certo palazzo romano, si osservava come molte confraternite se la passino male, se non sono già estinte. Notava il monsignore come il commissariamento di certe realtà, pratica molto diffusa, darebbe l’impressione ad alcuni che il Vaticano, o chi per loro, preoccupato di implementare il Vaticano II dando più spazio ai laici, stia cercando di incamerare i beni di varie confraternite, espropriandoli dagli storici e legittimi proprietari.

In che modo, chiedeva il sacrestano di quel certo monsignore, si implementerebbe il Vaticano II con questo comportamento? Il monsignore bonario rispondeva: mettendo i buoni confratelli laici in mezzo ad una strada, all’aria aperta, ecco che certo avranno spazio da vendere!

Abate Faria



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7 commenti su “ABATE FARIA: COME IMPLEMENTARE IL VATICANO II ESPROPRIANDO LE CONFRATERINITE LAICHE. CI VORREBBE UN’INCHIESTA…”

  1. A me stupisce sempre che il Santo Padre, nelle sue filippiche pauperistiche contro questi o quei cattolici che gli stanno antipatici, non abbia mai detto una parola sulle ricchezze della chiesa tedesca, che rifiuta i sacramenti a chi non paga le tasse della chiesa. Il papa della fine del mondo sta realizzando tutti i desiderata della chiesa più ricca del mondo (come la comunione alle coppie “irregolari” purché in regola con i pagamenti) e contemporaneamente si atteggia a paladino dei poveri emarginati. Insomma predica bene (per modo di dire) e poi razzola male! Maltratta i cardinali africani e ubbidisce a quelli tedeschi. Del resto il cardinal Kasper ha detto pubblicamente che gli africani ” non dovrebbero dirci troppo quello che dobbiamo fare.”
    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2014/10/il-periodo-nero-del-cardinal-kasper/
    Temo che questo pontificato non sia indifferente alle pressioni che provengono dalle chiese più ricche. Il cardinale Maradiaga, un pupillo del papa umile, ci informa che la chiesa tedesca fa tanta beneficenza:
    “Maradiaga, rispondendo sulla ricchezza della Chiesa tedesca, ha detto che «aiutare i poveri non significa essere povero». Il porporato honduregno ha elogiato la Chiesa tedesca per questo: «Non c’è una Chiesa locale in tutto il mondo che offra così tanto aiuto, nessuna!».
    http://www.lastampa.it/2014/01/21/vaticaninsider/ita/news/maradiaga-a-mller-dovresti-essere-pi-flessibile-n17LbsJ1KjDY7yV4EgPnJN/pagina.html

    http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

    Pecunia non olet, piace anche alla chiesa povera dei poveri. Anzi.

  2. Questa situazione non è inedita!
    Già da molti anni, alcune curie diocesane e rettori di confraternite estinte , o quasi, hanno mostrato particolare “interesse” ad incamerare beni, mobili e immobili, provenienti da confraternite laicali in crisi o estinte.
    Quanti di noi vicini a questa realtà ecclesiale hanno appreso di monsignori, rettori, che hanno in camerato ed alienato, organi, suppellettili o altro!
    Sarà vero? Potevano farlo? Non posso dire nulla a riguardo!Ma certamente questo comportamento non è da addebitare a questo pontificato! Siamo onesti ed obbiettivi, per favore!

  3. Ma non ci sono solo le Confraternite e i Pii Sodalizi: a Roma (e non solo) ci sono moltissime proprietà di Ordini e Congregazioni Religiose un tempo fiorenti, che oggi contano pochi o si sono praticamente estinti, e di questi beni si sta facendo un mercato più o meno sotterraneo, vuoi convertendoli in alberghi, vuoi vendendoli a società immobiliari che ne ricavano prestigiose unità abitative. Alcuni di essi contano ancora qualche suora ottuagenaria, due o tre religiosi rimbambiti e tanto desiderosi di applicare il concilio da aver rinunciato alla Regola ed essersi improvvisati albergatori e osti. Che poi nelle celle dei reverendi si dia ospitalità a coppie quasi mai regolari, questo è un argomento trascurabile, purché paghino.

    E che dire del traffico di appartamenti dell’APSA – negati a dipendenti del Vaticano con moglie e figli – dati a pigione a politici che sui banchi di Montecitorio inveiscono contro l’esenzione dell’ICI per la Chiesa Cattolica, ma che guarda caso sono lussuosamente alloggiati a prezzi di favore in via dei Coronari o in attici con viste mozzafiato, tanto per fare un esempio?

    Il sinedrio modernista, in questo, non è dissimile dai sacerdoti dell’Antica Legge. Questi allungavano i rebbi delle forchette con cui tenevano per sé parte della carne delle offerte sacrificali, per averne in quantità maggiore; quelli si sciacquano la bocca col collutorio della solidarietà e delle periferie esistenziali, salvo poi preferire i cospicui emolumenti dell’onorevole concubinario e lasciar senza casa l’usciere di Congregazione cui elargiscono di malavoglia uno stipendio da fame.

  4. Fratres, la mia è solo un’ipotesi, magari fasulla.
    Dice Matteo, non so se è ancora credibile ed usabile, vista l’attualità:
    Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
    Er gelataro de S. Marta interpreta coerentemente, secondo quanto può, la questione. D’altronde, de minimis non curat praetor.
    Perchè perdersi in queste bazzecole su ” mammona”, c’è ben altro,
    il matrimonio , la liturgia, i gender, la misericordia ……..
    Perdindirindina, però a me bieco tradizionalista, oscurantista, rimasto nel medioevo, rimangono, pur sempre, i dubia.
    Amen, amen.

    G. Vigni

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