SOLIDARIETÀ AL CARD. ROBERT SARAH. CULTURA CATTOLICA LANCIA UNA RACCOLTA DI FIRME. ECCO COME ADERIRE.

Marco Tosatti

culturacattolica.it, un sito di informazione religiosa molto noto e diffuso, ha lanciato un’iniziativa che Stilum Curiae pensa sia estremamente positiva, e da condividere. Nel momento in cui il cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, subisce ogni genere di attacchi e umiliazioni, semplicemente perché cerca di fare correttamente e con piena coscienza il suo mestiere, sembra giusto fargli sapere che il lavoro che compie è apprezzato. Anche se il nuovo maccartismo presente nella Chiesa, come potete vedere dai link che presentiamo qui sotto, tenta di tacitarlo.

Ecco alcuni link che testimoniano gli attacchi al cardinale guineano.

LINK 1        LINK2      LINK3 

Quindi pubblichiamo la lettera che culturacattolica.it ha pubblicato. E il link a cui ciascuno può porre la sua adesione all’iniziativa. Nello stesso tempo invitiamo a diffondere a livello personale e sui siti religiosi questo segno di fiducia e di stima verso un cardinale di grande spiritualità e onestà.

Al Card. Robert Sarah

Prefetto della Congregazione per il Culto divino

Eminenza Reverendissima,

innanzitutto La ringraziamo con tutto il nostro cuore per i Suoi preziosi insegnamenti. Abbiamo imparato a conoscerLa e stimarLa leggendo la Sua intervista-autobiografia «Dio o niente» e questi sentimenti sono cresciuti leggendo «La forza del silenzio», commossi in particolare dalle parole introduttive del Papa emerito Benedetto: «Anche per la Liturgia, come per l’interpretazione della Sacra Scrittura, è necessaria una competenza specifica. E tuttavia vale anche per la Liturgia che la conoscenza specialistica alla fine può ignorare l’essenziale, se non si fonda sul profondo e interiore essere una cosa sola con la Chiesa orante, che impara sempre di nuovo dal Signore stesso cosa sia il culto. Con il Cardinale Sarah, un maestro del silenzio e della preghiera interiore, la Liturgia è in buone mani».

Amando di cuore la liturgia, da tempo, soprattutto in compagnia prima del grande Romano Guardini e poi con il solenne magistero di Papa Benedetto, La seguiamo nella Sua insistenza a suggerirci la fedeltà a ciò che il Card. Schuster indicava come «IL» metodo educativo della Chiesa con queste parole: «Esiste un sol metodo di formazione spirituale che vuole veramente essere comune a tutti: metodo assai sobrio e discreto: è quello della spiritualità stessa della Chiesa, e che perciò chiamiamo liturgia. Gli altri metodi privati, per quanto eccellenti e inaugurati da santi, sono liberi e, come i gusti per le vivande, non possono imporsi universalmente». (Ai superiori dei Collegi Arcivescovili della Archidiocesi di Milano, Viboldone 1944, pp. 14-22 passim)

Per questo, in questi momenti di certa sofferenza per le incomprensioni del Suo operato e del Suo spirito Le siamo vicini con l’affetto, la preghiera e con il desiderio di servire la Chiesa con il Suo cuore.

Grazie, Eminenza, ci benedica nel Signore.

Ripetiamo qui il link a cui è possibile affidare la nostra adesione



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

 

 

 

 

 

75 commenti su “SOLIDARIETÀ AL CARD. ROBERT SARAH. CULTURA CATTOLICA LANCIA UNA RACCOLTA DI FIRME. ECCO COME ADERIRE.”

  1. Papa Francesco ha detto che per essere cristiani non basta essere buoni.
    Ma i lati positivi che lui manifesta si riducono all’apparire buono.
    Tanto da essere paragonato a Papà Giovanni XVIII il “papa buono”.
    ( Allora tutti gli altri erano stati cattivi? compreso Pio XII che ha salvato migliaia di ebrei e mantenuto fermo il timone della Chiesa durante e ancge dopo la guerra ? Mah…!!!).

    Per questo e’osannato dalle folle perché appare buono.
    Invece Il card Sarah ha una sua profondita’di giudizio ed una grande interiorità assieme ad una capacità di uso della ragione e di stare davanti alla realtà concreta senza scadere in sogni utopistici paraevangelici.

    1. 5 motivi per non rispondere:

      – sono cieco, sordo e muto;
      – non ho capito la domanda;

      – non sono né cieco né sordo né muto e ho capito la domanda ma:

      – disprezzo chi me l’ha fatta;
      – la domanda è troppo imbarazzante per me;
      – non so che cosa rispondere

      Credo che Sarah non riceverà mai risposta!!!

  2. Caro Direttore:
    Sembra che non si voglia ricordare quello che affermò Robert Sarah alla fine della sua intervista in Il Foglio il 11 di luglio:
    “Basterebbe vedere il raccoglimento e la pietà con cui il Papa Francesco celebra la santa messa per comprendere la sua vera intenzione”:
    http://www.ilfoglio.it/chiesa/2017/07/11/news/chiesa-occidente-papa-francesco-parla-il-card-sarah-143867/
    Perché che vada col suo Francesco egli e tutti quelli che stanno in comunione col profetizzato “Pastore ignorante e falso profeta”.
    Saluti.

  3. Al Cardinale Robert Sarah. Eminenza, la Sua persona ci appare così fortemente innamorata di Dio, che è impossibile non provare stima in questa Sua azione di difesa della verità e della fede Cattolica. È di persone come Lei che l’unica e vera Chiesa di Cristo ha bisogno e mi creda, di persone come lei nella Chiesa Cattolica, o di quello che rimane di essa, ne sono rimaste poche. La speranza di molti, fedeli al ministero Petrino, è riposta in Lei! In attesa che lo Spirito Santo ci liberi dai lupi e mercenari che hanno occupato i vertici della nostra amata Chiesa Cattolica, non cessera’ la nostra preghiera per Lei e il nostro sostegno alla Sua persona impegnata in difesa della nostra autentica fede Cattolica. Che lo Spirito Santo possa posarsi su di Lei per guidare il piccolo gregge che resterà dopo l’esperienza di questi tempi di Babele! Che Dio benedica questo piccolo gregge pronto con Lei a vivere la “Marturia”, cioè a dare testimonianza!

  4. Sono per la sana dottrina dei Card. Sarah.
    Di Bergoglio non condivido nulla.
    Anche quando usa parole di verita’ le usa per conquista non per verita’.
    Il suo deturpare e demolire la dottrina, fondento della nostra religione… della vera Chiesa Cattolica Romana Cristiana!

  5. Sono per la sana dottrina dei Card. Sarah.
    Di Bergoglio non condivido nulla.
    Anche quando usa parole di verita’ le usa per conquista non per verita’.
    Il suo deturpare e demolire la dottrina, fondento della nostra religione… della vera Chiesa Cattolica Romana Cristiana!

  6. …”Senza l’umiltà radicale che si esprime nei gesti di adorazione e nei riti sacri,non è possibile alcuna amicizia con Dio”…
    “La forza del silenzio”di Robert Sarah pag,142
    L’UMILTA’…la più grande delle virtù!
    Dobbiamo sostenere il Cardinale con la nostra preghiera umile e silenziosa in questo attacco, senza precedenti,alla vera Chiesa di Cristo.

    1. Riporto dal sito di Magister l’ultima frase che spiega qual è l’idea di chiesa di papa Francesco dietro al maltrattamento del card Sarah:

      “…il “processo” che Francesco vuole mettere in moto è appunto anche quello di mutare, attraverso un decentramento alle Chiese nazionali delle traduzioni e degli adattamenti liturgici, l’assetto complessivo della Chiesa cattolica, trasformandola in una federazione di Chiese nazionali dotate di ampia autonomia, “includente anche qualche autentica autorità dottrinale”.

      Mi pare un’idea molto stupida. Come possono le varie parti della chiesa avere autonomia dottrinale? Una dottrina è vera in un posto e se mi sposto più in là non è più vera? Che idiozia! Ma i vescovi non hanno nulla da dire riguardo ai pagliacci del Vaticano? Hanno paura di non fare più carriera?

      http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

      1. In parole povere, l’idea che Bergoglio ha di Chiesa e’ una Babele dove ognuno si fa la propria “Chiesa” a propria immagine e somiglianza.

        Oltre a essere una cretinata (come tutte le pensate del sig. Bergoglio), e’ una cosa di una pericolosita’ inaudita, perché e’ una specie di ufficializzazione della possibilita’ di scisma continuo.

        A nessuno inoltre sfuggira’ il sapore sessantottesco di una cretinata simile. Il problema di quest’uomo, oltre alla scarsa intelligenza, e’ che e’ cresciuto in quel periodo li’ e ne ha condiviso le scemenze.

      2. Salve Ecclesia, è parecchio che non ci incrociamo.
        Se posso farti cosa utile, ti segnalo che la frase “stupida” è estratta da Evangelii Gaudium n. 32, dove non si parla in alcun modo di “ampia autonomia”, come afferma Magister.
        In nota (n. 37) la E.G. rinvia alla Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Apostolos Suos” di San G.P. II (1988).
        Se ne leggi i paragrafi da 21 alla fine troverai una risposta ad entrambe le domande che poni: (i) le Conferenze Episcopali hanno autorità dottrinale/magistero autentico, addirittura senza approvazione di Roma se basata su decisione assunte all’unanimità dei vescovi; (ii) le Conferenze Episcopali possono esercitare la propria autorità dottrinale anche in modo difforme (infatti si prevede che l’una non influenzi l’altra). Leggila, comunque, è interessante. In calce al documento ci sono degli articoli che traducono in norme i principi spiegati nella parte discorsiva.

        Una sola nota su Magister (oltre all’invenzione della “ampia autonomia”): nell’articolo Magister confonde “decentramento” con “federalismo”, come fossero concetti fungibili; sono invece due fenomeni opposti e la EG parla di decentramento, ossia di attribuzioni che la Chiesa Universale può concedere alle conferenze Episcopali (e che può ritirare, evidentemente) in quanto la prima precede ontologicamente le seconde. Il federalismo è il processo inverso e presupporrebbe la preesistenza delle Conferenze rispetto alla Chiesa Universale.
        Un saluto cordiale.

        1. Caro spettro, grazie per la segnalazione. Da una lettura (un po’ veloce) del motuproprio mi è parso di capire che l’autorità dottrinale di una conferenza episcopale non sia altro che la somma di quella dei singoli vescovi, e che pertanto non sia un’autorità dottrinale in sè. “Si deve tener conto del fatto essenziale che le Conferenze Episcopali con le loro commissioni e uffici esistono per aiutare i Vescovi e non per sostituirsi a essi. ” Peraltro le competenze dottrinali delle CE si limitano a “curare che vengano pubblicati catechismi per il proprio territorio, previa approvazione della Sede Apostolica »,(80) e l’approvazione delle edizioni dei libri delle sacre Scritture e delle loro versioni”, non a reinterpretare il Credo e la liturgia con il pretesto di adattarli alla cultura locale. Chissà che sotto papa Francesco VI la CE dell’Arabia Saudita potrà tradurre l’articolo del Credo: “e in Gesù Cristo profeta di Allah, che non genera e non è generato” per farsi comprendere meglio dai fedeli sudditi del regno?
          Interessante, nella Lettera Apostolica “Apostolos Suos”, anche la richiesta che le CE:

          “Evitino, perciò, con cura di intralciare l’opera dottrinale dei Vescovi di altri territori tenuto conto della risonanza in più vaste aree, perfino in tutto il mondo, che i mezzi di comunicazione sociale fanno avere agli avvenimenti di una determinata regione.”

          Il documento che citi deplora proprio ciò che questo sventurato pontificato ha prodotto, e cioè che ogni CE faccia le proprie leggi in contrasto con quelle confinanti. Infatti il bergoglionismo, grazie ad “Amoris laetitia”, ha creato la buffonata per cui già all’interno dei labili confini dell’unione europea le coppie “irregolari” possono ricevere la comunione a seconda delle conferenze episcopali. Una pagliacciata fallimentare, degna di una repubblica delle banane.
          http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

          1. Autorità dottrinale mica significa cambiare il Credo, Ecclesia. Quello non può farlo nessuno!
            La competenza sul catechismo non è certo roba da poco, se pensi alla sua funzione ed importanza nel presentare la fede. E quel ”si limita” si riferisce a quanto prevedeva il Codice di D.C. Ma le nuove norme sull’esercizio dell’autorità penso si riferiscano ad altre possibilità.
            Se no a cosa servirebbero se per il Catechismo c’era già il Codice?
            Comunque sicuramente E. Gaudium parte da lì per sviluppare un maggiore decentramento. Lo dichiara chiaramente.

        2. @ QC (26.10/8:15 pm)
          Peró, per quanto contradittorio, mica male questo posting per il giovane liceale QC.
          Circa la “precedenza ontologica” della Chiesa universale rispetto alle chiese particolari, QC ripete
          la posizione di Benedetto XVI in perenne polemica con il Cardinale Kasper.
          Il quale, invece, sostiene, da bravo seguace dell’empirismo lockiano e humiano nel loro riflusso kantiano e schellinghiano , la precedenza delle chiese particolari (realtá empirica) rispetto alla chiesa universale, che ne sarebbe il concetto astratto senza alcuna densitá ontologica.
          Conoscendo la vicinanza del non-pensiero del Satrapo regnante al pensiero di Kasper, attribuirei decisamente al Bergoglioso la posizione empirico-kasperiana piuttosto che quella ontologico-benedettiana di Benedetto XVI.
          Circa le conferenze episcopali ed i loro poteri dottrinali, si dovrebbe notare che una conferenza episcopale non é una realtá superiore ai singoli vescovi che la compongono, in quanto solo loro come individui sono i successori degli apostoli. La Conferenza episcopale é semplicemente una forma organizzativa che essi stessi si sono data, quindi un qualcosa di effimero e secondario, che non tocca il carattere episcopale per sua natura individuale.
          Si, vá bene. Ma cambia l’ontologia quando i vescovi sono riuniti in conferenza, riguardo ai loro poteri di magistero? Per nulla. Circa le decisioni dottrinali dei vescovi riuniti in una conferenza episcopale, vale per loro ció che vale per tutti i vescovi, singoli o in comune: le loro opinioni, dichiarazioni e decisioni costituiscono magistero solo in quanto (1) tali vescovi sono in unione (di magistero e di disciplina) con il papa, e (2) ció che insegnano si armonizza col magistero di sempre della Chiesa cattolica, apostolica, romana.
          Le conferenze episcopali non godono, in quanto singole ed indipendenti da Pietro, del carisma della indefettibilitá, promesso da Gesú Cristo, appunto, alla Chiesa universale. Né possono essere considerate, in quanto si discostano dall’uno e dall’altra, come facenti parte del magistero infallibile e non della Chiesa.
          Il terzo paragrafo del posting del liceale QC nei punti (i) ed (ii) é pertanto del tutto erroneo e fuorviante, ed é puntualmente contraddetto dal paragrafo seguente del posting: poiché, se la “potestas magisterii” appartiene “per se” ad una conferenza episcopale, addirittura anche se non in unione con Pietro e anche se si discosta dal magistero perenne della Chiesa (par. 3), questa non le puó essere concessa o tolta dalla “Chiesa universale” (par. 4), che non é, secondo Kasper-Bergoglio, la realtá ecclesiale originale, bensí derivata dalla somma delle chiese particolari ad essa pre-esistenti.
          Infine, “decentramento” e “federalismo” sono nella visione Bergoglio-Kasperiana concetti gemelli, giacché sotto il concetto di “decentramento” nella nuova visione Bergogliana si cela la volontá di riconoscere
          nella pratica il primato delle chiese (empiriche) particolari rispetto alla chiesa (astratta) universale.
          E l’unico tipo di unitá che entitá ecclesiali nazionali di questo tipo (v. QC, paragrafo 3) possono darsi é proprio quello di federarsi, formando cosí una “chiesa universale”, che i nostri fratelli separati chiamano giá oggi “la Chiesa di Cristo” ed a cui invitano “ecumenicamente” gli appartenenti alla “tradizione” cattolica.
          Chiesa universale federata, aperta ad accogliere altri membri (ora si tifa per i luterani, poi? …), che vogliano entrare nella federazione agognata dal Bergoglio, che la presiederebbe, realizzando cosí il suo “sogno ecumenico”.
          Summa summarum, diciamo che l’anziano ed esperto Sandro Magister ha una visione piú acuta di quella del giovinastro liceale QC, che pretenderebbe di correggerlo.

          1. Quanta confusione, Gervasi! Fortuna che la fede è un dono per i “piccoli” (“se non diventerete piccoli come questi bambini non entrerete nel Regno dei Cieli…”). I discorsi filosofici confondono e stufano se non sono radicati nella Sapienza eterna che dà vita!
            Mi stia bene.

          2. Lasci perdere sig. Cosimo. Ogni tanto il Prof. Gervasi interviene con lunghissime e inutili ”supercazzole” per darmi una lezione di autentica teologia.
            Lezioni che accetto volentieri in base ad un preciso programma di crescita spirituale.
            Ringraziamolo per averci insegnato che occorre scomodare Schelling per capire la differenza tra decentramento e federalismo! Ed anche per aver confuso le altre chiese (da federare, forse) con le conferenze episcopali (verso cui decentrare).
            Lunga vita a Gervasi! Pace e benedizioni su di lui!!

          3. Gervasi, scusi, nell’omaggiarLa avevo trascurato di chiederle una cosa…
            QUANDO e DOVE avrei parlato di potestas
            ”addirittura anche se non in unione con Pietro e anche se si discosta dal magistero perenne della Chiesa”
            ???????????????
            Ammiro la Sua fervida fantasia!!

  7. assicuro preghiere…di tutto cuore…
    forza….il Signore…aiutera..la Chiesa e sua!!!…la Vergine Santissima proteggera…lo Spirito Santo..illuminra…
    NON PREVALEBUNT !!!!

    1. @ QC (29.10/1:51 pm)
      La invito ad essere serio, QC, ed a rispondere ad argomenti non con apprezzamenti di dubbio gusto sulla persona
      che li offre, (sono sofismi della peggiore rissa; si rilegga Aristotele, Peri Hermeneias), ma con argomenti validi, in caso Lei ne avesse. In caso contrario, il tacere sarebbe
      l’opzione migliore, che Le consiglio caldamente.
      Detto questo, rispondo alla Sua domanda dove Lei avrebbe parlato di potestas “addirittura anche se non in comunione con Pietro e anche se si discosta dal magistero perenne della Chiesa” [la citazione é stata tolta dal mio posting (28.10/10:17pm)].
      Ebbene, QC, Lei dichiara nel Suo posting (26.10/8:15pm):
      “(i) le Conferenze Episcopali hanno autoritá dottrinale /magistero autentico addirittura senza approvazione di Roma se basata su decisione (sic) assunte all’unanimitá
      dei vescovi.”
      Che cosa implica ció? A fil di logica, questo implica
      che le conferenze episcopali hanno autoritá dottrinale, elicitando un magistero autentico, anche se Roma non approvasse, cioé, nella mia formulazione, “anche se non in comunione con Pietro”. Infatti, “senza approvazione di Roma” implica anche “contro il parere di Roma”.
      L’unica condizione da Lei posta, é “l’unanimità dei Vescovi”.
      Il che implica, sempre a fil di logica, che se i vescovi membri di una conferenza episcopale approvassero all’unanimità un’eresia, questa farebbe parte, secondo
      quanto da Lei sostenuto in (i) del “magistero autentico” della Chiesa universale! Il che é un assurdo, una contraddizione in adiecto.
      Come detto nel mio posting sopracitato, le conferenze episcopali non godono del carisma dell’indefettibilitá,
      cioé del non poter errare in cose di fede e di morale,
      quindi esse possono cadere in errore, anche se decidono all’unanimitá. Siamo d’accordo su questo punto o vorrebbe contraddirmi?
      Se questo fosse il caso, secondo quanto da Lei detto in (i), basterebbe l’unanimitá dei vescovi per legittimare la presa di posizione erronea, facendo di lei magistero autentico.
      Il (ii) é ancora più avventuroso del predecessore:
      “Le conferenze episcopali possono esercitare la propria autoritá dottrinale anche in modo difforme (infatti si prevede che l’una non influenzi l’altra.”
      Quindi, se per ipotesi la Conferenza Episcopale polacca
      ribadisse all’unanimitá una posizione dogmatica de fide credenda, cioé definita da un Concilio o da Pietro ex cathedra o rifacentesi alla sua autoritá come maestro e pastore supremo della Chiesa, sulla base di (ii) non si potrebbe escludere che la Conferenza Episcopale tedesca dicesse il contrario, anche lei all’unanimitá, e cosí si avrebbe la situazione del tutto risibile di due magisteri autentici che si contraddicono.
      Questo per quanto riguarda le idiozie dette in (i) ed (ii)
      ed il non vedere, per deficenza logica, le loro implicazioni.
      Corollari:
      (1) Per quanto riguarda la prioritá delle chiese particolari o della chiesa universale, trova QC degli errori nella mia esposizione? Per esempio nella mia esposizione della posizione di Benedetto XVI o in quella del Cardinale Kasper? O nelle mie supposizioni riguardanti il Satrapo confusionario regnante?
      Se si, li mostri e li contraddica con argomenti validi.
      Se no, taccia.
      (2) Circa l’autoritá dottrinale di vescovi riuniti in una cosiddetta conferenza episcopale, trova QC degli errori dogmatici nella mia esposizione? Se si, e se no, idem come sopra.
      (3) Circa quanto da me detto su decentralizzazione e federazione, trova QC degli errori nella mia esposizione? Se si, li metta in evidenza e presenti la sua argomentazione per invalidarli. Se no, taccia.

      1. Abbè Gervasi, legga tutto il documento di San GP II che avevo indicato a Ecclesia e troverà la risposta alle sue domande. Con una precisazione: le ”idiozie” da Lei evidenziate erano prese da lì.
        Bacio la sacra pantofola e porgo deferenti saluti.

        1. @ QC (30.10/5:26am)
          Lei evita di rispondere alle mie domande
          più imbarazzanti (Corollario (1),(2),(3)) – il che
          per la veritá non mi sorprende poiché fá parte
          del suo metodo dialettico di infimo grado – e di controbattere ai miei argomenti piuttosto chiari
          e, a me pare, convincenti, circa le due posizioni
          da Lei citate e fatte Sue, evidentemente per difetto
          di critica.
          Lei evita altresí di dire al gentile lettore che il documento cui Lei si riferisce non fá parte del magistero infallibile della Chiesa. Vá notato
          con rispetto ma non richiede, come tale,
          l’obbedienza di fede da parte del cattolico.
          Giovanni-Paolo II, un sant’uomo
          simpaticissimo, ha sostenuto anche l’idea balzana
          che il “contratto” di Dio con gli ebrei nell’Alto Testamento fosse ancora valido e non fluisse,
          invece, nel “nuovo ed eterno testamento” di N.S.
          Gesú Cristo, cessando cosí di esistere come tale,
          come insegna la dottrina cattolica.
          Un filosofo tedesco molto famoso gli rispose con
          un articolo intitolato “Dio non é bigamo” (“Gott ist
          kein Bigamist”). Nessuno potrebbe contraddirlo,
          nonostante l’autoritá di un papa santo.
          Anche i pontefici possono essere criticati,
          se lo meritano. Vedi il caso di quello attuale.
          Per caritá, non soffriamo di papolatria, QC.
          Ribadisco infine che le Sue ironie tipicamente pretesche non posseggono alcun valore dimostrativo.

  8. Condivido quanto scrive Tossani; le intenzioni sono sicuramente buone, ma ho paura che sia un atto imbarazzante per il Cardinale e controproducente per tutti.

    1. @Ezio Gamba
      Il tempo degli imbarazzi è finito. E’ ora di schierarsi apertamente perchè con le buone maniere non si va da nessuna parte.

    2. @ Ezio Gamba
      E si, Signor Gamba, se Gesú Cristo non avesse parlato chiaro, come ha sempre fatto, non sarebbe stato crocifisso.
      E se Thomas Moore, suo fedele discepolo, non avesse parlato chiaro circa l’adulterio di Enrico VIII, non sarebbe stato decapitato.
      Generalizzando, se i martiri della Chiesa di Cristo fossero stati zitti e non avessero dato fastidio con la loro predicazione, non sarebbero stati uccisi (nei modi piú sgradevoli).
      Nel campo politico, se i grandi politici fossero stati zitti e non avessero agito in coerenza con le loro convinzioni
      piú profonde, avrebbero avuto una vita molto piú facile
      di quella che ebbero.
      Metaforicamente, Lei ci incoraggia ad essere pecore
      e non leoni, poiché la vita di pecora é piú agevole di
      quella di leone.
      Posso aggiungere: é uno dei difetti classici degli italiani. Capita qualche cosa in campo politico ed essi vociferano e si arrabbiano e sembra che siano pronti veramente a fare il grande ribaltone: una hype che purtroppo dura al massimo due, tre settimane. Dopo questio lasso di tempo tutto si placa e tutto é dimenticato: il fiero popolo ammutolisce, poiché il parlarne ancora e, sopratutto, l’agire richiederebbe energia e potrebbe essere “controproducente”, come direbbe il Signor Gamba.

      1. Guardi, io non ho nessun problema a parlare chiaro; le persone (ovviamente pochissime, non sono una celebrità) che leggono quello che scrivo su Facebook lo sanno. Ho anche scritto un articolo molto severo su una parte di Evangelii Gaudium che verrà presto pubblicato sull’Archivio Teologico Torinese, e forse, se riuscirò a trovare la forza di scriverlo, diverrà un libretto. Non ho difficoltà a parlare chiaro, a metterci il mio nome, la faccia, e anche qualcosa di più, visto che una parte del mio stipendio viene dalla Chiesa cattolica e che abbiamo visto che nell’ultimo mesetto ci sono state diverse epurazioni.

        Però proprio per questo devo dire che: 1) Quando credo di doverci mettere la faccia, ci metto la mia, non quella di una persona che stimo e che ha già le sue difficoltà come il cardinal Sarah (che per l’appunto non ha bisogno che gli creiamo altri casini). Lei mi dice che Cristo, se non avesse parlato chiaro, non sarebbe stato crocifisso; è vero (e infatti tanti prelati della Chiesa di oggi non saranno crocifissi mai), ma si è fatto crocifiggere Lui, non ha mandato avanti un altro al suo posto; questa iniziativa mi sembra prestarsi bene a portare all’unico risultato di mandare avanti un altro a farsi crocifiggere per tutti noi. 2) Il Signore ha detto di essere candidi come colombe, ma anche prudenti (forse sarebbe meglio tradurre con “astuti”?) come serpenti; ecco, questa iniziativa, anche se riconosco il suo candore, non mi sembra tanto prudente/astuta. Tutto qui. Sarei lietissimo di sbagliarmi, naturalmente. 3) Mi parla alla fine dell’hype che dura poche settimane; ecco, alla fin fine sono proprio queste iniziative quelle in cui consiste l’hype; lo si è visto benissimo con la correctio: dieci giorni di fibrillazione, forse quindici, e infine silenzio tombale.

        1. @ Ezio (30.10/9:58am)
          Un giudizio prudenziale é sempre discutibilissimo.
          Ci sono ragioni pro e contro.
          Testimoniare la veritá é, peró, la missione di noi cristiani, discepoli del divino Maestro, e per
          questo saremo sempre perseguitati, come lo é stato
          lui (v. Joh 15, 18-20).
          Difendere il Cardinale Sarah nell’unico modo
          in cui ció possa essere fatto in tempi di democrazia
          e di comunicazione di massa, cioé firmando una lettera che lo incoraggi a sostenere gli attacchi e le angherie del Satrapo, tutt’altro che misericordioso
          e tenero, senza perdersi d’animo, é nostro dovere.
          Non dovrá per questo sostenere una persecuzione
          più aspra di quella attuale, in quanto questa raccolta di firme non é stata richiesta o ispirata da lui.
          Lo scritto e le firme mandano un messaggio al Satrapo ed al suo circolo magico che ci sono delle persone non paralizzate nella papolatria piú becera, che li osservano ed aprono bocca.
          Riguardo alla “petitio”, é vero, in questi giorni
          non se ne parla MOLTO.
          Il fatto importante, peró é che se ne parla SEMPRE, come di un fatto singolarissimo ed inaudito nella storia della Chiesa cattolica, di una correzione
          fatta al papa dai fedeli stessi, detentori del “sensus ecclesiae”, nei riguardi di colui che di questo “sensus ecclesiae” dovrebbe essere il custode fedele e che invece lo stá distruggendo.
          Da questo punto di vista, la “petitio” ha avuto e stá avendo un successo strepitoso nel mondo, non di numeri ma di qualitá.
          Le auguro di avere l’energia per scrivere quel libretto, e quando lo avesse finito di avere la bontá di informarci.
          Se Lei fosse di Torino, cittá che io amo, La pregherei di farmi la gentilezza di compiere, con comodo, una visita alla Basilica di Maria Ausliatrice e di dire un “Ave Maria” per me all’altare di Don Bosco.

          1. “ma di qualitá”
            Certo, c’é anche la mia firma!
            Sulla quantità sorvolerei, visto che nell’elencone ci sono nomi ripetuti anche dieci volte…..

          2. Va bene, ringrazio per il proficuo scambio di idee (anche se rimango della mia) e prometto (anche se non subitissimo) l'”Ave Maria” che mi chiede.

    1. Lo fanno già da anni quasi quotidianamente con le ostie consacrate, da quando si dà la comunione in mano.

  9. L’ho scritto una volta qui e lo ripeto: voglia il Signore che S.E.R. il Cardinale Sarah sia il prossimo Papa della Chiesa Universale.

    1. @Alessandro

      Lo Spero con tutto il cuore!
      Anche perché l’attacco infernale è già così duro di suo, se poi al posto che avere la Roccia Petrina su cui poggiarci abbiamo, magari fosse sabbia, acqua, e spesse volte fumo (di Satana), allora veramente ci vuole una fede che non è di questo mondo per restare saldi.

  10. Il cardinale Burke dovrebbe vergognarsi perché non si fa mancare occasione per far passare il Papa come un “poveretto”. Avete letto il libro “La forza del silenzio”? Cita spesso il Papa emerito, come se non trovasse spunti adeguati nell’attuale pontificato per parlare del tema in oggetto del libro; le poche citazioni che fa di alcuni brevi pensieri di Papa Francesco distorcono, volutamente, il contesto in cui sono stati espressi.
    È un sapientone, non un sapiente. È giusto che il Santo Padre si circondi di collaboratori validi, non “nostalgici” incapaci. La Chiesa la regge Dio, che vede ogni cosa… e provvede, a tempo debito!

    1. Correggo, volevo scrivere Sarah. Oramai il loro disprezzo nei confronti del Papa mi fa associare l’uno all’altro.

      1. Certo cheche il card Sarah non poteva citare il papa attuale nel suo libro che tratta de La forza del silenzio, visto il continuo chiacchericcio di cui il papa attuale ci riempe le orecchie comprese interviste a Scalfari. Bergo g lio non sta mai zitto, tranne quando c’e’da rispondere ai dubia .La sua forza e’riposta nella chiacchera.
        Magari scriva lei caro Cosimo di Stasio un libro su La forza del.vaniloquio e ‘potra’ infarcirlo di citazioni di Bergoglio.

        1. Lei ha un giudizio molto negativo sul Papa. Non lo condivido.
          Ps A Gesù dicevano che era un mangione e un beone. Ho imparato a diffidare dai giudizi superficiali. Lo faccia anche lei: vedrà con occhi nuovi i fratelli che ha accanto (non solo il Papa).

      2. Cosimo, il Card. Sarah è un sant’uomo. Che ha già sofferto e rischiato il MARTIRIO FISICO, oltre a sopportare ora quello MORALE. Si sciacqui la bocca quando (s)parla di lui.

        1. Perché mi dice di sciacquarmi la bocca? Mica ho parlato, ho scritto… Comunque ogni mattina lavo i denti e sciacquo la bocca. Spero faccia lo stesso lei.

          1. @ Cosimo (27.10/11:30am)
            scusi, Cosimo, ma questa Sua risposta ad Alessandro2
            é semplicemente stupida.
            Ha scelto il livello intellettuale di colui che Lei cosí stupidamente difende.

      3. In effetti forse il card. Sarah farebbe meglio a dimettersi. E’ meglio che il papa del popolo si circondi di liturgisti meno paludati che sappiano parlare al popolo, che so Elton John o uno a scelta fra questi vescovi così simpatici:

        1. Per mancanza di intelligenza non si accorgono
          i poveretti di essere semplicemente ridicoli.
          Hanno perso il senso della dignitá e del decoro.
          loro e della Chiesa cattolica romana, un tempo
          una grande chiesa, una chiesa gloriosa per i suoi
          santi ed i suoi teologi, rispettata dalle intelligenze
          piú eccelse di questa terra, che apparivano poi tra
          i suoi grandi convertiti, ed ora caduta nel ridicolo
          più profondo e miserevole, portatavi lí da pastori
          indegni ed incompetenti, da cialtroni vestiti di rosso.

        1. Anche di Gesù dicevano che scacciava i demoni con l’aiuto di Belzebù. Non mi stupisce che ci sia ancora, dopo 2000 anni, chi scambia la luce per tenebra.

          1. @ L’ineffabile Cosimo Di Stasio …
            mi ricorda l’equalmente ineffabile Don Enzo.
            Che siano la stessa persona?

    2. Ecco il progressista tipo.
      Confonde un cardinale con un altro.
      Il pressapochismo regna sovrano fra i modernisti!

      1. È stato un lapsus non dovuto a pressappochismo: ho letto il libro “La forza del silenzio” di Sarah. Come potrei essere pressappochista se il mio giudizio è maturato leggendo i suoi interventi (nelle varie interviste) e i libri?

    3. @Cosimo

      Nostalgici di cosa? Il Vangelo è uno solo, così come lo Spirito Santo che è stato promesso da Cristo, non per rivelare cose nuove, ma per far comprendere meglio quello che Lui stesso aveva insegnato in obbedienza al Padre. Lo ha mai letto il Vangelo? E’ alla Buona Novella che tutti coloro che si sforzano di essere cristiani fedeli fanno riferimento: è la loro roccia. “Lampada ai miei passi è la Tua parola”. San Paolo dice che nessuno, nessuno, neppure un Angelo può cambiare una sola parola del Vangelo. Si immagini se lo può fare un papa, per quanto capo temporale della Chiesa!
      Per quel che concerne il Cardinale Sarah, prima di parlarne dovrebbe legge Dieu ou rien, la sua autobiografia, in forma dialogica. Scoprirebbe una persona umile, ma allo stesso tempo forte nelle tribolazioni (non dimentichi che ha avuto a che fare con il dittatore guineiano Sékou Touré e che il suo predecessore come Arcivescovo di Conakry, Raymond-Maria Tchidimbo, rimase nelle carceri del dittatore marxista per 9 anni) e nelle umiliazioni. Certamente un uomo di grande spiritualità e ricchezza interiore; proprio ciò che il mondo moderno, in particolar modo quello occidentale, non capisce e si rifiuta di capire . La invito a leggere l’articolo che può trovare al link riportato sotto:
      http://www.ilfoglio.it/chiesa/2015/10/31/news/il-benedetto-africano-89108/

    4. Caro Di Stasio,
      confido che il Signore provveda urgentemente a liberare la sua Chiesa da un pessimo amministratore. L’esimio cardinale Sarah sarà un eccellente Vicario di Cristo!

  11. Caro Direttore:
    Ho scritto tempo fa e molte volte che non sento nessuna pena per ogni cattolico che sta in comunione con il gesuita che passò per il suo culo le avvertenze e desideri del suo sacro fondatore Ignazio, Giorgio Mario Bergoglio Sívori subito Francesco il profetizzato “Pastore ignorante e falso profeta.”
    E su questo tema come in altri temi, questo è quello che scrisse nel suo libro Omar Bello. El verdadero Francisco. Buenos Aires, 2013:
    “Che c’è Francesco gli piace il potere e sa come maneggiarlo dista di essere una novità”, p. 30.
    E nella p. 131 questo commento dell’attuale cardinale arcivescovo di Buenos Mario Poli: “Conosco Giorgio molti anni fa. Può mettere in quello posto al suo migliore amico o tutto il contrario, a qualcuno che detesta. Dipende quello che convenga in quello momento, e l’immagine che voglia dare verso fuori”.
    “È un gran manipolatore”, p. 201.
    Saluti.

  12. Con piacere ho inviato subito anche la mia adesione. Preghiamo per il Card. Sarah e per la Chiesa nel mare in tempesta.

  13. ampia solidarietà al cardinale SARAH.Coraggio siamo ancora fiduciosi nonostante tutto….Speriamo che lo Spirito Santo faccia una nuova riforma, stavolta quella vera e definitiva.(vero mons. Galantino?)

  14. ampia condivisione al Cardinale Sarah, coraggio facciamoci sentire,forse siamo ancora in tempo.Lo Spirito Santo fara’sicuramente una nuova riforma……. (vero mons. Galantino?).

  15. Ho firmato senza alcuna remora provvedendo parimenti, a trasmettere il Post su Stilum Curiae a tutti i miei contatti.
    “Avete taciuto abbastanza,è ora di finirla di stare zitti. Gridate con centomila lingue. Io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito.”
    ( Santa Caterina da Siena)
    Come sempre, preghiamo invocando la potente intercessione di Maria Santissima, su noi, sui nostri cari, sulla Chiesa e sul mondo intero.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  16. Mentre sono vicina con la preghiera al Card. Sarah, vorrei segnalare l’ editoriale di oggi di Andrea Zambrano su “La nuova bussola quotidiana”.

  17. Gli uomini che inventano ed elaborano strategie per uccidere Dio, per distruggere la dottrina e l’insegnamento secolari della Chiesa, saranno travolti loro stessi, trascinati dalla loro vittoria terrena nel fuoco eterno della Geenna” (Card. Robert Sarah)

    BUONISSIMA GIORNATA A TUTTI RINGRAZIANDO DI CUORE IL SIG. TOSATTI!

  18. Io non sono politicamente corretta e nemmeno tiepida quindi HO FIRMATO E FATTO FIRMARE A MOLTI. E ora intensifichiamo la Preghiera per il Santo Cardinale.

  19. Ormai l’indirizzo della politica di Papa Francesco, perchè di politica si tratta, è chiarissimo: lasciare la liturgia in mano alle singole Conferenze Episcopali significa “relativizzare” anche la liturgia, dopo aver ampiamente relativizzato la dottrina.
    Conseguenza: un forte avvicinamento ai protestanti.
    D’altra parte cosa ci vogliamo aspettare dai vescovi dei paesi europei oggi (per tacere delle Americhe)?
    Ben rappresentano la totale decadenza di questi paesi: Regno Unito, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Italia, ecc. sono marci dentro e presto spariranno come civiltà occidentale.
    E mentre Papa, Vescovi e Sacerdoti (per fortuna non tutti) sono immersi fino al collo in questo vortice di decadenza, restano in piedi i moderni PROFETI come Sarah e altri, e chi si definisce cristiano cattolico deve seguire questi profeti e non una chiesa ormai allo sbando.

    1. Bisogna però ricordarci che la relativizzazione della liturgia (conseguenza ed al contempo fonte di quella dottrinale, in quanto le due cose sono legate fra loro), sorge dall’assunzione delle lingue volgari in seguito alla riforma del 1969 al posto del latino, introducendo perniciosi particolarismi e provincialismi (i quali erano stati per l’appunto banditi dal Concilio di Trento, quando fu stabilito un canone valido per tutte le comunità di rito romano), i quali non possono che portare alla babele attuale. Infatti, se il rito è espresso in una lingua esatta perché non volgarmente parlata (il latino) ed è unico per tutti, è chiara la cattolicità (cioè l’universalità) della Santa Messa e l’esattezza della stessa; al contrario, se il rito è espresso in una lingua volgare (cioè soggetta a mutamenti) ed è soggetto a variazioni “pastorali” e ad abusi a scelta del ministro di culto, si sottolinea la regionalità della stessa e la sua mutabilità, il non essere espressione della realtà di Dio, fissa ed immutabile, ma della volontà degli uomini. In altre parole, un cattolico, magari munito di messalino, poteva seguire la Santa Messa ovunque nel mondo; oggigiorno, tra varie lingue, “adattamenti” pastorali e talvolta veri e propri abusi, non si riesce a capirci più nulla. Il Motu Proprio è semplicemente la conseguenza quasi finale della confusione che regna nella liturgia da quasi cinquant’anni a questa parte; e dico “quasi” solo perché sappiamo che la conclusione sarà l’utilizzo dell’anafora mutilata di Addai e Mari (che non cita la formula di consacrazione solo perché è, semplicemente, incompleta, in quanto quando fu redatta le parole secondo la legge dell’arcanum, cioè quelle che venivano pronunciate dal sacerdote esclusivamente a bassa voce, non venivano messe per iscritto) per creare una Santa Messa “ecumenica”, in cui sarà abolito il Divino Sacrificio dell’Altare. Il casino liturgico attuale, con Motu Proprio, canoni e lingue in contrasto gli uni con gli altri, è propedeutico a questo, ed era nella testa di persone in malafede già ai tempi del Concilio Vaticano II e subito dopo; basta vedere che, per redarre il NO, furono chiamati anche dei protestanti.

  20. Massima stima per il Card. Sarah, che è davvero un grande, e un uomo vero – non facile a trovarsi di questi tempi. Ma, appunto per questo, amichevolmente dissento dall’iniziativa della raccolta di firme, che non è nelle corde di un “uomo del silenzio”, quale lui è… e credo non sia nelle corde nemmeno della Chiesa, per quanto mi risulta. Anzi, credo che questa cosa metterà in imbarazzo Sarah, e potrebbe anche creargli ulteriori difficoltà. il Cardinale sa già che il popolo di Dio lo ama, e credo che, piuttosto, gradirebbe la nostra preghiera.
    In questo momento storico, nel quale assistiamo alla inarrestabile riedizione del crollo dell’Impero, nell’ambito civile come in quello religioso cristiano, affidiamoci piuttosto alla Provvidenza.

    1. @Pier Luigi Tossani
      Ho già firmato. Non me ne vorrai!
      Per il resto condivido in pieno ciò che scrivi, specie quando parli di crollo dell’impero.

      1. …mi ero dimenticato di dire che pare esserci una grande differenza tra il crollo dell’Impero romano e il crollo dell’Occidente di oggi. All’epoca, le Chiesa si accollò l’onere del potere temporale, per salvare l’Europa dai barbari. Oggi, invece, la Chiesa, fin nei suoi esponenti più alti, e in Italia lo si vede benissimo, sta alacremente collaborando alla demolizione anche di quel poco di buono che reggeva. Credo sia opportuno citare questo solo esempio:

        http://www.imolaoggi.it/2017/08/30/introdurre-in-un-territorio-centinaia-di-migliaia-di-maschi-e-un-crimine/

        Comunque, aveva ragione Benedetto, nella sua famosa profezia:

        http://www.lastampa.it/2013/02/18/vaticaninsider/ita/vaticano/la-profezia-dimenticata-di-ratzinger-sul-futuro-della-chiesa-vAg79bFRBPcXwaVznUshbN/pagina.html

I commenti sono chiusi.