GENOVA CONSACRATA ALLA MADONNA. E INOLTRE: L’ABATE FARIA CONTRO LA SCIATTERIA MUSICALE DIFFUSA IN CHIESA.

Marco Tosatti

Oggi l’Abate Faria si toglie un sassolino dalla scarpa in tema di musica nelle chiese. Racconta un episodio, che però – ahimè – è indicativo di una tendenza che purtroppo ormai è super diffusa. Un esempio eccelso del ridicolo e della sciatteria della Chiesa che cerca di “aggiornarsi”, verso il basso. Ma apriamo però il blog di oggi con una notizia seria, che ci ha fatto molto piacere (Genova è la città d nascita di chi scrive. Che è questa, ed è collegata alla fotografia del blog odierno: il 16 ottobre 2017, il Cardinale Angelo Bagnasco ha consacrato la diocesi di Genova a Maria Santissima, indicando anche nella Santa Messa e nel Rosario quotidiani le armi contro il Maligno e contro il secolarismo che porta a vivere senza Dio o come se Dio non esistesse. Inutile ricordare che si è celebrato in questi giorni il centenario dell’ultima apparizione a Fatima.

Ma ecco a voi l’Abate Faria:

Me ne camminavo solo soletto per Roma quando da una piazza ascoltavo venire incitazioni di tono sudamericano amplificate da un altoparlante. Poi canti, invocazioni, preghiere. I canti erano la solita roba pop con parole vagamente religiose. Mi aspettavo di trovare qualche nuovo movimento cattolico, ma in realtà erano pentecostali sudamericani che promuovevano le proprie chiese.

Interessante il fatto che mi possa esser venuto il sospetto fossero cattolici. Certo in ambito profano si può capire che si usino linguaggi musicali più popolari, pur se si dovrebbe stare attenti a non scadere nel ridicolo. Eppure, quello che è preoccupante, è che questa profanizzazione del sacro è oramai ben dentro le nostre parrocchie, dove ragazzotti di buona volontà (ma cattiva preparazione liturgica) ci ammorbano con i rimasugli rivoluzionari del postconcilio o con le cantilene melense nate all’ombra delle cupole romane e delle conferenze episcopali. La liturgia è a un livello così basso…ma in Vaticano si ritiene utile prendersela con la “rigidità” di quelli legati alla forma straordinaria. C’è sicuramente questo elemento in alcuni settori di questo mondo. Io mi rallegrerei che c’è ancora qualcuno che rimane “rigido” dopo decenni di sdilinquimenti pseudo musicali, che sarebbero molto più adeguati ad un corso propedeutico per eunuchi (ma non per il regno dei cieli) che alla grandezza e alla santità della liturgia cattolica.

Abate Faria



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

41 commenti su “GENOVA CONSACRATA ALLA MADONNA. E INOLTRE: L’ABATE FARIA CONTRO LA SCIATTERIA MUSICALE DIFFUSA IN CHIESA.”

  1. Il mio modesto intervento -non giudizio inquisitorio-che equiparava l’uso corretto della lingua a quello della musica non era dovuto a supponenza ma alla presa d’atto che un uomo che occupa -ancora-un posto di guida in una “gerarchia”ecclesiastica di una istituzione come quella della Chiesa Cattolica,dovrebbe esser tenuto al Magistero millenario e saggio della medesima.A questo proposito mi limito a richiamare l’attenzione su quanto scritto dal Papa pio X a proposito della musica durante le celebrazioni religiose e ,soprattutto, a quella della Messa.Roba vecchia? Allora anche la gerarchia è roba vecchia.Ma peggio dello stabilire gerarchie c’è solo LIVELLARE ideologicamente verso l’indistinto.Orrore vero.Quanto agli Altri: o tutti sono altri,o non lo è nessuno. Quanto alla preghiera per timore di non finire all’Inferno,Allora si legga Rabi’a.La “Santa” dell’Islamismo che,in concordanza di numerosi”Santi”cattolici nonchè alla dottrina distingueva la contrizione dall’attrizione.Quanto all’importanza della parola “esatta”,pensi ai lunghi estenuanti dibattiti tra “Omoiusia” e “Omousia”.Se si prega ,oggi in nome dell'”omousia” lo si deve a queste lotte.Bergoglio non è d’accordo? Sia.Ma su quale dottrina da Copia e Incolla fonda la Sua Personale Visione?

  2. Caro Cura,
    tu poni una domanda interessante a proposito di musica liturgica che riporto:
    “Su quali basi bisognerebbe escludere che i canti che ordinariamente si ascoltano nelle messe presiedute da preti normali non possano valere “per educare e per vivificare lo spirito” ? E su quali basi possono essere pacificamente bollate come strumenti “per “intrattenere” o per “rispettare la sensibilita’ della gente””/”entertainment”?
    Nel rispondermi, se vorrete, tra un insulto e l’altro, gradirei l’indicazione dei principi estetici che condurrebbero a siffatte conclusioni, possibilmente con il corredo di qualche esempio pratico. Grazie.”

    La risposta è molto semplice: i canti che vanno cantati nella liturgia sono quelli che, molto appropriatamente, indica il concilio: in primo luogo il gregoriano, poi la polifonia classica, poi le composizioni che abbiano caratteristiche di “vera musica sacra”. Perciò il Gen Rosso, le lagne deprimenti tipo “Tu sei la mia vita”, gli orrori gesticolanti che paiono stupidi perfino ad un bambino di 7 anni non sono adatti. Non sono io a dirlo, ma il Concilio Vaticano II, che liturgisti e sommiteologi contemporanei citano in continuazione a sproposito, senza averlo mai letto (ipotesi benevola), oppure avendolo letto ma non capito (ipotesi meno benevola), oppure che hanno letto e capito ma volontariamente travisato (ipotesi ancor meno benevola ma più reale).
    Non ci credi? leggi il capitolo 6 della COSTITUZIONE SULLA SACRA LITURGIA SACROSANCTUM CONCILIUM .
    Dalla tua domanda mi pare di capire che non l’hai mai fatto prima. Ne rimarrai sorpreso.
    http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

  3. Reverendo Colonna,mi auguro e Le auguro di conoscere veramente un po’ la musica.Specie quella liturgica.Perchè mi inquieta molto quella sua “soave” frase:”Se poi si riescono a inserirli contestualmente nella liturgia della domenica tanto meglio”.Mi auguro cioè che Ella non possieda della musica il medesimo genere di approssimazione con cui “manovra” la grammatica.Altrimenti non posso astenermi dall’immaginarlLa mentre cerca di inserire un cubo nello spazio destinato ad una piramide sperando nella geniale installazione di un karakoe tuttofare.Vede , la sensibilità degli altri (?) è importante ma anche Io o molti in questo sito siamo gli Altri.

    1. Ma … Gesù è unico ed colui che salva anche coloro che si definiscono “altri”! Ai Suoi Santi occhi non fa differenza … poiché tutti noi abbiamo un anima il cui destino sarà la gloria eterna o la dannazione eterna. Provi ad aprire il cuore e la prego lo dico per lei e per chi vorrà leggere … quando dopo l’ultimo respiro Gesù verrà dicendo: “Io sono il Signore Dio tuo.” si volti verso di Lui dicendo: “Perdono e Misericordia!” Ecco che attraverso la Divina Misericordia di Gesù e per i sacrifici le preghiere e le penitenze dei fedeli … si potrà, a Dio piacendo, evitare di marcire all’inferno!!! (mi permetto un umile suggerimento… lasci perdere la grammatica e la sintassi e si concentri sull’anima unica cosa immortale)

  4. Intanto, da un’altra parte ..

    Pinerolo: il nuovo vescovo canta e balla una canzone della nota cantante Gianna Nannini che, credo, dovrebbe esser già quasi in odore di santità nella chiesa moderna in cui il papa elogia Emma Bonino e, uno dei suoi nominati illuminati dallo spirito del Tempo, invoca, (non è ben chiaro se a presunto beneficio di laici credenti o consacrati o prorio per la Chiesa tutta) la guida spirituale di Marco Giacinto Pannella dall’aldilà addirittura (come se già non fosse bastata la sua guida morale da vivo).

    Per fortuna, lo spettacolo non sembra esser dentro la chiesa intesa come edificio dedicato al culto ma, forse, era più oppirtuno, se proprio tanto ci teneva, che si fosse tolto gli abiti che rendono visibile la dignità episcopale.

    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=814638342049892&id=473362412844155

  5. Nella mia parrocchia la Domenica mattina vi sono tre messe, 8,30-9,45-11, le ultime due sono accompagnate da schitarramenti vari, mentre quella delle 8,30 ci si gode almeno il silenzio, è ovvio che personalmente vado sempre a quella delle 8,30, è una questione di…..sopravvivenza.

  6. Ho letto l’articolo sulla “sciatteria” dei canti. Sono un sacerdote, parroco e cerco di sensibilizzare la mia gente al canto nella liturgia. Posso capire lo sfogo, ma non sono d’accordo sul generalizzare. È vero che da qualche parte si ha l’impressione di essere in una discoteca e questo è certamente negativo, ma non credo che si sia in questa situazione nella maggior parte delle nostre chiese. Canti belli, anche se non in gregoriano, ce ne sono tanti e la gente li canta con piacere: se poi si riescono anche ad inserirli contestualmente nella liturgia della domenica, tanto meglio. Quello che invece mi spaventa un po’ è vedere come spesso, nei funerali, venga chiesto di ascoltare musica che “piaceva al defunto”, ma che non ha niente a che fare con la celebrazione funebre. Mi sono trovato ad ascoltare addirittura “Addio Lugano bella”, con tanto di parole: una canzone anarchica! Pensate un po’!

    1. Non sono molto d’accordo con lei, caro don Sandro.
      I canti di adesso sono sciatti nella migliore delle ipotesi. Questi canti riflettono la considerazione che oggi si ha della musica.

      Una volta la musica era uno strumento di educazione, qualcosa che si faceva e si ascoltava non “per diletto” o “per svago”, ma solo per uno scopo preciso: culturale, educativo, formativo e spirituale. Oggi e’ diventata “intrattenimento” squallido, e ce la propinano ovunque: alla tv non ne parliamo nemmeno, ma anche nei negozi e nei ristoranti, quando uno va a prendere un caffe’ nei bar e perfino nelle stazioni della metropolitana. La musica che si suona oggi in chiesa riflette questo cambiamento concettuale sulla musica che la chiesa postconciliare, invece di combattere, ha fatto proprio. Uno dei tanti “frutti” marci del Concilio.

      1. Siete un po’ sfortunati! Io ho cambiato 8 parrocchie e purtroppo non mi sono mai imbattuto in chitarre, bonghi, musiche da discoteca e saltimbanchi vari. La cosa più audace è stato sentire un coro di alpini in una chiesetta di montagna qualche anno fa e fuori messa….

      2. Caro Claudius, ho letto la tua risposta a quanto avevo scritto e desidero anch’io darti una mia opinione. Mi sembra che tu abbia fatto di tutta l’erba un fascio: un conto è la musica “profana”: qui poco posso dire perché non la seguo quasi. Ma circa la musica “sacra”, pur condividendo, come dicevo, una certa apprensione per qualche canto poco “liturgico” che ogni tanto si sente, mi sembra invece che il grande repertorio di canti religiosi che si trova nelle varie parrocchie, dia prova di una apertura bella e meritevole. Se a te non piacciono, hai tutto il diritto di andare in altre chiese, ma penso anche che si debba rispettare la sensibilità di tante altre persone: questo, naturalmente, escludendo alcuni canti “spazzatura” che a volte si ascoltano. Mi sembra però che si debba avere una certa tolleranza, almeno là dove non si offendono le regole liturgiche e la sensibilità dei fedeli. Ti saluto.

        1. Caro don Sandro
          Ho letto con interesse le sue riflessioni, ed in tutta onestà posso prendere atto che vi sono dei canti e della musica pur non gregoriana molto belli, con parole veramente edificanti e musica che rallegra l’anima, ve ne sono e neanche pochi.
          Ma queste musiche profumano di spiritualità, di riflessione, in sostanza posso dire di..cattolicità.
          Che in qualche parrocchia si usano queste musiche è solo un bene per i fedeli ma soprattutto una lode a nostro Signore.
          Però, con la stessa onestà bisogna prendere atto che nella maggioranza dei casi, non è così, gli strumenti musicali non sono idonei ne tanto meno gli arrangiamenti, nella mia parrocchia, vi sono gli strimpellatori, con accompagnamento di bonghi vari, di tamburello, mentre invece in un angolo c’è un organo, che dietro alle mie domande non c’era nessuno capace di suonarlo.
          Per il coro, meglio stendere un velo pietoso, ma ripeto che non tutte le parrocchie è così, infatti distante circa un chilometro e mezzo c’è un’altra parrocchia, nella quale c’è un magnifico organo che accompagnato da tre chitarre ed un flauto producono una musica meravigliosa, che nulla a che fare con quella prodotta dalla mia parrocchia.
          Rimango convinto che il parroco il quale interesserebbe più la lode a nostro Signore e la fede dei fedeli che non “apparire” potrebbe piano piano reindirizzare i fedeli verso la forma più sacra della liturgia, certo è un andare contro corrente, ma l’essere alla sequela di Cristo significa proprio andare contro corrente.

        2. Don Sandro, perché nella sua parrocchia non applica ciò che dice il Concilio Vaticano II , come indicato nel capitolo VI della Sacrosanctum concilium, capitolo che i liturgisti postconciliari hanno deliberatamente cercato di tenere nascosto, per far passare le schifezze che hanno portato al degrado contemporaneo?
          Il repertorio liturgico attuale, anche quello approvato dalla Cei, non è ciò che ha previsto il cocnilio, anzi ne è la negazione assoluta.
          http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

          1. @Ecclesia Afflicta grazie per il commento, molto appropriato. E’ quello che volevo dire: la musica in Chiesa serve per educare e per vivificare lo spirito, non per “intrattenere” o per “rispettare la sensibilita’ della gente”. La Chiesa ha una missione educativa, non di entertainement, e nemmeno di “rispetto dell’altrui sensibilita’”.

          2. Buongiorno cari, sono assolutamente d’accordo con voi, sia sul principio, sia sul gusto musicale.
            Però devo osservare come procediate per pure petizioni di principio.
            Tolte certe manifestazioni musicali/canore molto sanremesi e poco ecclesiastiche, su quali basi bisognerebbe escludere che i canti che ordinariamente si ascoltano nelle messe presiedute da preti normali non possano valere “per educare e per vivificare lo spirito” ? E su quali basi possono essere pacificamente bollate come strumenti “per “intrattenere” o per “rispettare la sensibilita’ della gente””/”entertainment”?
            Nel rispondermi, se vorrete, tra un insulto e l’altro, gradirei l’indicazione dei principi estetici che condurrebbero a siffatte conclusioni, possibilmente con il corredo di qualche esempio pratico. Grazie.

  7. Il degrado della Liturgia e della Musica Sacra ha raggiunto livelli inimmaginabili.
    Tra le molteplici cause: l’ignoranza del clero, il conformismo, l’opposizione al sacro e al bello.
    I documenti conciliari e post conciliari relativi alla salvaguardia del canto gregoriano e all’uso dell’organo, sono stati colpevolmente disattesi. Le chiese di oggi, orribili, che di cattolico non hanno più nulla, le celebrazioni, il più delle volte, sciatte e volgari, un clero irriconoscibile nelle sue vesti, sono il quadro impietoso di una deriva modernista preannunciata.
    L’attuale Pontefice, come è stato da più fonti dichiarato, non ama la musica sacra, non ha mai cantato, dicono che sia stonato, mah! A Buenos Aires, sua diocesi da arcivescovo, mostrava disinteresse verso il decoro liturgico, basti vedere come da papa, poi, abbia rifiutato l’uso dell’abito corale; sembra pure “allergico” alla stola! Anche se dobbiamo riconoscere che le celebrazioni liturgiche in Vaticano, tutto sommato, e con qualche eccezione, prevedono ancora l’uso del canto gregoriano.
    Ma allora cosa fare di fronte al dilagare della diffusa “maleducazione” liturgica? Ritengo che occorra preghiera, pazienza, ma ,soprattutto, grande coraggio per educare, formare direttori di coro, gruppi liturgici seri e preparati, che sappiano confrontarsi, con intelligenza e senso del servizio, con i vescovi e i sacerdoti.
    Facciamo un primo passo!

    1. Il maestro delle celebrazioni pontificie Guido Marini è in scadenza; quando Bergoglio nominerà un nuovo cerimoniere secondo i suoi gusti, nella basilica di s. Pietro se ne vedranno delle belle…

      1. Vedremo la basilica riadattata a balera per senzatetto, col DJ Bergoglio che mette i dischi per intrattenerli e Galantino che distribuisce birre e panini con salsicce!

    2. È vero che le celebrazioni liturgiche in Vaticano prevedono il canto gregoriano, ed é anche ben eseguito dal coro della Cappella Sistina, ma é molto difficile poterlo ascoltare perché viene messo come sottofondo dagli invadenti commentatori, come se fosse un optional e non parte integrante della Liturgia stessa.

  8. Caro Igino, a me di discettare non importa un fico secco. A me e credo a molti commentatori di questo blog basterebbero dei sì e dei no: semplici e chiari, senza note a fondo pagina, senza ermeneutiche di varia natura, senza insomma quella fumosità che impedisce di vedere con chiarezza e limpidezza.

  9. ATTENZIONE ALLE PAROLE DI CONSACRAZIONE CHE SENTITE NELLE VOSTRE PARROCCHIE, PERCHE’ LE STANNO CAMBIANDO, USCITE DA QUELLE PARROCCHIE, PERCHE’ LA PRESENZA REALE DI CRISTO NON C’E’ PIU’.

    PAROLE SACRILEGHE ALLA MESSA DI VERONA:

    SBAGLIATO “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo “””dato””” per voi”.

    La preghiera della Chiesa, invece, è la seguente:

    GIUSTO “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”.

    Per la consacrazione del vino, le parole usate sono state le seguenti:

    SBAGLIATO “Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, “””sparso”””” per voi e “””” per tutti in perdono “””” dei peccati. “”””Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato””””. Questo fate in memoria di me”.

    La preghiera di consacrazione usata dalla Chiesa dice:

    GIUSTO “Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per molti .
    in remissione dei peccati, fate questo in memoria di me”

    Hanno aggiunto pezzi che non c’erano, cambiati termini e quindi la transustanziazione non c’è stata !! Fate attenzione

    1. @Enza

      Abominio, fra l’altro aggravato dall’imbroglio ai più semplici o più superficiali (quindi direi la maggioranza) nell’assemblea che nemmeno si rendono conto di di assistere a un sacrilegio che, oltre alla offesa all’Onnipotente, li priva della reale presenza materiale di N.S. sull’altare!

      E’ una notizia fresca o è la riproposta di quella che girava (ben documentata) mesi fa su quei “creativi” missionari ai quali era affidata la parrocchia di un paese nella provincia veronese?

    2. Cara Enza
      La Transustanziazione c’è stata, la formula consacratoria è valida, i termini ” Sparso e Dato” pur non essendo come ” Offerto e Versato”, mantengono ancora il significato, ovviamente sono più specifici gli ultimi due.
      Mentre cara Enza, quello che hai scritto ” versato per voi e per molti”, è assolutamente giusto, infatti in latino è ” Pro Multis”, nelle celebrazioni Novo Ordo hanno maldestramente tradotto con ” Per Tutti”, questa traduzione è a mio parere ancora più grave, ma anche in questo caso non inficia l’efficacia consacratoria.
      Ciao

  10. Come avevo già segnalato altrove, il famoso mons. Piero Marini, artefice delle liturgie “creative” sotto Giovanni Paolo II e poi messo in disparte da Benedetto XVI (ovviamente lui sarà stato convinto di subire un’ingiustizia, anche se l’ingiustizia l’avevano fatta lui e altri a Bartolucci), è attualmente finito nella basilica di Santa Maria Maggiore, una delle ultime basiliche papali ad aver conservato un po’ di dignità liturgica, penso anche grazie a Miserachs. Ma il suddetto Marini vuole rivoluzionare anche lì, perché non gli piace la polifonia, non gli piacciono gli abiti dei canonici eccetera. Certa gente non impara mai.

  11. LA parrocchia di Golfo Aranci (Olbia) da circa due anni è affidata ad un giovane sacerdote proveniente da una comunità per giovani disadattati. La S.Messa domenicale è ALLIETATA da musiche registrate che sarebbero più adatte ad una discoteca che alla sacra celebrazione
    Le parole sono religiose ( e ci mancherebbe altro) ma la musica ritmata e quasi assordante non consente di concentrarsi e di dialogare col Signore, specialmente dopo aver ricevuto la S.Eucaristia.
    Il top è stato comunque raggiunto quando, al termine di una predica particolarmente “allegra e spiritosa” è scrosciato un applauso all’ indirizzo del parroco officiante. Inutile aggiungere che, se posso, evito di partecipare a queste S. Messe che di sacro e liturgico hanno ben poco.

  12. Cercate di consigliare a questo Bergoglio la lettura dei libri di Marie Balmy.Psicanalista-a Lui piace la psicanalisi-;ebrea-a Lui va bene:ma anche aperta alla trascendenza-non so se a Lui va bene. Cito dal francese una sua frase:”Se non ci siamo ascoltati ,noi,proprio,da noi stessi,non potremo mai ascoltare l’altro in modo autentico.”Aggiungo:neppure la musica che rappresenta nella liturgia la voce dell’uomo che cerca di salire a Dio.

  13. Buongiorno a tutti, anche se non è in tema, ciò che posto qui è sempre roba di chiesa, perciò ho pensato bene di regalarvela.
    È vergognoso che un rettore si comporti in questo modo
    invece che insegnare che dopotutto un’Ave Maria non è altro che un saluto ad una Donna e la fede di chi non obbliga nessuno a pregare. Più libertà di questa…! Invece si divertono a perseguitare e offendere chi nulla di male fa, ma d’altronde Gesù ci aveva avvertiti: hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi!

    Macerata. Proteste per l’Ave Maria all’Università. E il vescovo si scusa (a modo suo)

    Docente interrompe lezione per pregare per la pace nel centenario dell’apparizione di Fatima. Scoppia la polemica. Interviene Mons. Nazareno Marconi: grazie perché ci avete ricordato la forza della preghiera.

    Il 13 ottobre la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata, fa lezione a un centinaio di studenti di Lingue e Lettere: alle ore 17.30 in punto si interrompe e li invita a recitare l’Ave Maria, una «preghiera per la pace» che quel giorno a quell’ora, nel centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, si tiene in varie parti d’Italia e del Mondo.
    Alcuni studenti pregano, altri rimangono in silenzio: di lì a poco l’episodio finisce sui social. E un comunicato di fuoco dell’Officina universitaria, un’associazione studentesca, denuncia addirittura «la limitazione della libertà personale» subita dai ragazzi.

    La docente si difende, sostiene di non aver coartato la libertà di nessuno e di aver interrotto la lezione solo per pochissimi minuti, ma sul web piovono critiche pesanti e pochi messaggi di sostegno. Interpellato sul punto il rettore Francesco Adornato è esplicito:
    «Si tratta di un atteggiamento assolutamente improprio e censurabile, mi scuso a nome dell’ateneo».
    E sulla vicenda è intervenuto oggi il vescovo di Macerata, monsignor Nazareno Marconi, che in una nota dal tono ironico pubblicato sul sito dell’emittente diocesana chiede scusa, come credente, «di aver destabilizzato la serenità di un’Università». «La storia dei 25 secondi di interruzione di una lezione, per dire un’Ave Maria per la pace, con la reazione che ha scatenato ci interroga profondamente come credenti. Gli stessi 25 secondi usati per dire una battuta, cosa che molti docenti fanno spesso, non avrebbero creato problemi». Il problema, prosegue il Vescovo, «è la nostra poca fede». Perché chi prega molto, ad esempio chi recita il Rosario potrebbe pensare che le Ave Maria «valgano poco, che di fatto siano innocue. Che non creino problemi». E invece no: l’agitazione suscitata all’Università da una sola Ave Maria, le proteste hanno ricordato «che la preghiera è una forza, una potenza che può mettere paura a qualcuno. Grazie a chi crede più di noi credenti che quelle poche parole smuovano i monti e i cuori tanto da sconvolgere la loro vita. Grazie a chi ci ricorda che dire Ave Maria è salutare una donna morta 2000 anni fa credendo che è viva, in grado di pregare per noi e di operare per rendere la nostra vita più buona e vicina a Dio, tanto da aiutarci ad affrontare serenamente la morte»
    E infine la efficace chiusura di Monsignor Marconi: «Grazie fratelli non credenti e anticlericali perché ci avete ricordato quali tesori possediamo senza apprezzarne adeguatamente il valore e l’importanza».

    GRANDISSIMO MONS. MARCONI

    1. Generazione dopo generazione, tra cattocomunisti, cristiani tiepidi, “cattolici adulti” ed altro ancora nel far peggio, costringe i cristiani ad esser eroici già solo a non vergognarsi di esserlo, cristiani.

    2. Primo: la notizia da Genova mi riempie di gioia!!!!!!
      Secondo: bene ha fatto Enza a fare conoscere ciò che è avvenuto all’Università di Macerata, dove per un’Avemaria e un Gloria a favore della Pace, recitati in aula in 25 secondi, atei, laicisti e affini hanno scatenato un putiferio sul giornale locale “Cronache Maceratesi”, con accuse, precisazioni e contraccuse. Pure una interrogazione in Parlamento… Anche Radio Maria ha parlato dell’accaduto, facendo i complimenti al Vescovo Monsignor Marconi…
      E’ comprensibile che abbiano paura della preghiera: infatti, se si rimane nel campo della politica si resta al dibattito contrapposto. Se invece si tratta di una preghiera a Dio, a Maria, o allo Spirito Santo, la contrapposizione, come preghiera, può avvenire solo con un’altra preghiera contrapposta… A chi? A Satana, naturalmente. Solo che così questi atei, materialisti, laicisti scoprirebbero che tanto laici non sono, poiché essi hanno un “dio”: Satana.

  14. Musica “digestiva”per Colui che sa solo augurare “Buon pranzo” senza pensare minimamente alla fame degli Italiani.Un augurio che.provenendo da quella autorità,grida vendetta al Cielo.

    1. Senza pensare alla fame degli italiani che aumenta anche (non solo ma anche) perché investimenti sempre maggiori di risorse vengono dirottate sul business migranti (e presunti nuovi elettori de sinistra), per il profitto enorme di pochi e di ingegneria sociale criminale che sviluppa rapidamente scenari futuri sempre più da incubo.

  15. Grazie all’Abate Faria e al dott. Tosatti: la parola “sdilinquimento” non la conoscevo ancora. Ho verificato che non fosse un refuso e ho scoperto che esiste davvero 🙂

    Ottima la notizia di Genova!

    1. appunto, questo la dice lunga sulla preparazione culturale di certi commentatori di questo blog… E poi pretendono di discettare (esiste anche questa parola) su eresia e ortodossia…

      1. Iginio, il tuo arguto e sferzante commento mi ha fatto sdilinquare di vergogna. Cercherò di discettare di questioni meno alate… (quindi mi rivolgerò prioritariamente a te, contento?)

I commenti sono chiusi.