SAN PETRONIO DOMENICA, POI TARRAGONA, CATALOGNA. L’USO DELLE CHIESE COME SPAZI POLIFUNZIONALI. UN DIBATTITO.

Marco Tosatti

Mentre in Italia si discute accanitamente sulla tavolata imbandita a San Petronio, in pieno stile Sant’Egidio, per mangiare con il Pontefice, un dibattito certamente serrato, come potete vedere QUI e QUI, in Spagna si ampliava ulteriormente il concetto di chiesa come luogo poli-funzionale, stile sala comunale attrezzata o palestra multiuso.

In una parrocchia dell’arcidiocesi di Tarragona, come ci informa Infovaticana, guidata da mons. Jaime Pujol, si è avuto lo strano matrimonio d liturgia, fede e politica. In una chiesa di Villa-Rodona, a Alt Camp, mentre era in corso una liturgia in contemporanea si svolgeva il conto di conferma delle schede per il referendum (giudicato illegale dal governo centrale).

Mentre i fedeli nei banchi cantavano e pregavano durante l’ufficio si svolgeva lo scrutinio delle schede.

Il sacerdote, in paramenti liturgici, era all’altare; vicino a lui varie persone ordinavano su una tavola le schede di voto.

Non è chiaro di quale cerimonia liturgica si trattasse. Ma è indubbio che c’erano canti e preghiera e il sacerdote era vestito come se dovesse celebrare messa.

Naturalmente è un fatto che ha destato scalpore. E proteste. Jaume Clotet, Direttore generale della comunicazione del governo della Catalogna, ha commentato su Twitter: “Quelli stessi che approvavano quando la Chiesa polacca faceva fronte alla dittatura comunista adesso si irritano se si mettono le urne in una chiesa catalana. Va così”.

Insomma, avrà anche ragione, ma forse sarebbe opportuno mantenere il senso delle proporzioni….

E umilmente chi scrive fa notare che di norma nelle moschee e nelle sinagoghe , davanti al mihrab e ai santi sefarim non si fa altro che pregare. La perdita del sacro di cui tanto ci si lamenta vive anche di questi episodi.

Potete vedere un video dell’evento qui. 



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134 pensieri su “SAN PETRONIO DOMENICA, POI TARRAGONA, CATALOGNA. L’USO DELLE CHIESE COME SPAZI POLIFUNZIONALI. UN DIBATTITO.”

        1. Zia….hai aspettato che mi suicidassi per far pace col Direttore??? Ma allora era tutto un gombloddo per farmi fuori?!?!

          1. QC non ricominciare col vittimismo, ma se ti ho anche scritto che dovremo punzecchiarci ancora un po’ sul blog perché parteciperò ad un ciclo di approfondimenti teologici e dovrò chiedere il tuo illuminato parere!!!!! Mi sa che studi troppo e stai perdendo concentrazione e freschezza!!!!!!😱😱😱😱😱!

          2. Colpa di Gervasi, mi costringere a leggere il Bellarmino…devo essere finito in purgatorio (spero)

          3. Meravigliosa PREDICA DI DON BOSCO, dedicata particolarmente a QC e luponedeluponis:

            “Il mese di ottobre viene dalla S. Chiesa consacrato in gran parte a Maria SS. La prima
            Domenica è dedicata alla Madonna del Rosario in memoria delle innumerevoli grazie ottenute, e dei stupendi prodigi operati per la sua intercessione: grazie e favori che Maria SS. Invocata con questo titolo impartì ai suoi divoti. Nella seconda Domenica si celebra la Maternità di Maria SS., per ricordare ai Cristiani, che Maria è nostra madre e noi tutti siamo i suoi cari
            figli. La terza Domenica, che è quest’oggi, si celebra la sua purità, quella virtù che la rese tanto grande presso Dio e che formò di essa la più bella delle creature. Essendo già due
            Domeniche che voi mi udite narrare le glorie di Maria SS., questa sera, invece di parlarvi della Vergine benedetta, vi parlerò di questa bella virtù col dimostrarvi quanta stima ne abbia Iddio stesso. Oh quanto io mi stimerei felice se questa sera io potessi insinuare nei vostri teneri cuori l’amore a questa angelica virtù! Statemi attenti!

            Che cosa è la virtù della purità? Dicono i Teologi che per purità si intende un odio, un abborrimento a tutto ciò che è contro il sesto precetto, sicché qualunque persona, ciascuna nel suo stato, può conservare la virtù della purità. Questa purità è tanto grata a Dio, che in ogni tempo premiò coi più stupendi prodigi coloro che la conservarono e punì coi più severi castighi coloro che si diedero al vizio opposto. Fin dai primi tempi del mondo, sebbene gli uomini non si fossero moltiplicati grandemente, essendosi essi posti sulla via del disordine,
            Enoc aveva conservato a Dio puro il suo cuore. Iddio perciò non volle che rimanesse tra gente viziosa e gli angioli mandati da Lui, tolsero Enoc dal consorzio degli uomini, trasportandolo in un luogo misterioso, da dove poi, dopo la sua morte, sarà introdotto in Cielo da Gesù Cristo.

            Andiamo più avanti. Gli uomini sulla terra si erano moltiplicati in gran numero; scordandosi del loro Creatore si erano immersi ne’ vizi più vituperevoli: Omnis caro corruperat viam
            suam. Sdegnato Iddio di tanta iniquità, stabilì di schiantar dal mondo le umane generazioni con un diluvio universale. Salva però Noè colla sua moglie e i tre suoi figliuoli colle loro
            consorti. Ma perchè usa simile preferenza con costoro? Perchè conservarono la bella ed
            inestimabile virtù della purità.

            Veniamo più avanti. Dopo il diluvio gli abitanti di Sodoma e di Gomorra si erano dati ad ogni sorta di disordini. Iddio stabilì di sterminarli, non più con un diluvio di acqua, ma con un diluvio di fuoco. Tuttavia prima che cosa fece? Girò gli occhi su quelle infelici città e vide che Lot colla sua famiglia erasi conservato virtuoso. Manda subito un angelo ad avvertire Lot acciocché si allontani con tutti i suoi da quei paesi. Lot obbedisce, ma appena è fuori ecco un mare di fuoco con fragori orribili e lampi e tuoni piomba su quelle misere città e le sprofonda con tutti gli abitanti. Lot e la famiglia erano salvi, ma la moglie per un tratto di curiosità incorse nello sdegno di Dio. L’angelo aveva proibito ai fuggitivi di voltarsi indietro, quando avessero udito lo scroscio del castigo di Dio. Ora la moglie di Lot all’udire tanti fragori, da parer che l’inferno tutto si riversasse in quella valle, non potè trattenersi dal rivolgersi indietro: ma sull’istante medesimo fu mutata in statua di pietra o sale metallico. Così se Iddio l’aveva salvata per la sua purità dal comune eccidio, nondimeno la castigò per l’immodestia dei suoi occhi. Con ciò Iddio voleva dimostrare a noi che dobbiamo tenere gli occhi modesti, non appagare ogni nostra curiosità, perchè altrimenti ne resteremo vittima, non solo del corpo, come fu della donna di Lot, ma nell’anima. Gli occhi sono due porte per cui entra quasi sempre il demonio.

            Andiamo innanzi! Portatevi col pensiero in Egitto. Là vedrete un giovanetto il quale per non aver voluto acconsentire ad una azione cattiva soffre mille persecuzioni, la calunnia e la prigionia. Ma permette forse Iddio che perisca Giuseppe? No! Aspettate un po’ di tempo e voi lo vedrete sul trono d’Egitto, e coi suoi consigli salvar dalla morte non solo gli Egiziani, ma la Palestina, la Siria, la Mesopotamia e molte altre nazioni. E donde gli venne tanta gloria? Da Dio il quale volle premiare il suo amore eroico per la virtù della purità.

            Io non la finirei più se volessi contarvi le glorie delle anime pure. Di una Giuditta che salvò Betulia dagli eserciti stranieri, di una Susanna, esaltata per la sua incrollabile virtù fino al Cielo, di un’Ester salvatrice della sua nazione, dei tre fanciulli illesi tra le fiamme di una fornace, di Daniele salvo nella fossa dei leoni. Perchè Dio operò tanti prodigi in favore di costoro? Per la loro purità, per la loro purità. Si! la virtù della purità è tanto bella, tanto grata al cospetto di Dio, che in tutti i tempi, in tutte le circostanze non lasciò mai senza protezione, coloro che la possedevano.

            Andiamo pure avanti che questo non basta. Già era giunto il tempo tanto desiderato nel quale nascere doveva il Salvatore del mondo. Ma chi sarà mai colei, che avrà la gloria d’essergli madre? Dio gira gli occhi su tutte le figlie di Sion e una sola ne vede degna di tanta dignità. Maria Vergine! Da lei nacque Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo. Ma perchè tanto prodigio e privilegio? In premio della purità di Maria, che fra tutte le creature fu la più pura, la più casta. Qual credete voi che fosse il motivo pel quale Gesù Cristo amava tanto di stare, di conversare coi fanciulli, di accarezzarli, se non perchè questi non avevano ancor perduta la bella virtù della purità? Gli Apostoli volevano cacciarli, avendo le orecchie intronate dai loro schiamazzi, ma il Divin Salvatore riprendendoli comandò che li lasciassero venire a lui. Sinite parvulos venire ad me; talium est enim regnum coelorum e soggiungendo che essi Apostoli non sarebbero entrati nel regno de’ cieli, se non fossero divenuti semplici, puri, e casti come quei fanciulletti. Il Divin Salvatore risuscitò un fanciullo ed una fanciulla; ma perché? Perchè, interpretano i Santi Padri, non avevano perduta la purità. Perché Gesù Cristo dimostrò tanta predilezione per S. Giovanni? Ascende al monte Tabor per trasfigurarsi? Conduce per testimonio S. Giovanni. Vuole andare a pescare cogli Apostoli? Preferisce di montare sulla barca di Giovanni. Nell’ultima cena lascia che Giovanni declini il suo capo sovra il suo petto, lo vuole compagno nell’Orto di Getsemani, lo vuole suo testimonio sul monte Calvario. Confitto in croce si rivolge a Giovanni e dice: – Figlio, ecco qui tua madre: Donna ecco qui tuo figlio. – A Giovanni viene affidata da Gesù sua Madre, la più grande creatura che sia mai uscita dalle mani di Dio e simile alla quale nessuna giammai uscirà! Ma perché tanta preferenza? Perché? Perché, o cari giovani, S. Giovanni aveva un titolo speciale all’affetto di Gesù per la sua verginale purità. E questo amore di predilezione di Gesù verso di lui era tale da destare gelosia negli altri Apostoli, sicché già credevano che Giovanni non avesse a morire, avendo Gesù detto a Pietro: – E se volessi che costui vivesse finché io venga, a te che importa? – S. Giovanni infatti fu colui che sopravvisse di molti anni a tutti gli altri Apostoli, e a lui Gesù Cristo fece vedere la gloria che godono in Cielo coloro, i quali hanno in questo mondo conservata la bella virtù della purità. Egli stesso scrisse nella sua Apocalisse che essendo entrato nell’ultimo cielo, vide una gran schiera di anime vestite di bianco con un cingolo d’oro e portanti una palma in mano. Queste anime stavano continuamente coll’Agnello Divino e lo seguivano ovunque egli andasse. Esse cantavano un inno così bello, così soave, che Giovanni non potendo più reggere a tanta dolcezza d’armonia, rivolto all’angelo che lo accompagnava gli disse: Chi sono costoro che circondano l’Agnello e che cantano un inno sì bello, che tutti gli altri santi non possono cantare? L’angelo rispose: Sono quelle anime che hanno conservato la bella virtù della purità: virgines enim sunt.

            O anime fortunate che non avete ancora perduta la bella virtù della purità, deh! raddoppiate i vostri sforzi per conservarla. Custodite i sensi, invocate spesse volte Gesù e Maria, visitatelo Gesù nel SS. Sacramento, andate sovente alla Comunione, obbedite, pregate. Voi possedete un tesoro così bello, così grande, che fino gli angeli ve lo invidiano. Voi siete, come dice il nostro stesso Redentore Gesù Cristo, voi siete simili agli angioli. Erunt sicut Angeli Dei in coelo.

            E voi che per vostra disgrazia l’avete già perduta non iscoraggiatevi. Le giaculatorie, le frequenti e buone confessioni, la fuga delle occasioni, le visite a Gesù vi aiuteranno a ricuperarla. Fate ogni vostro sforzo; non temete; la vittoria sarà vostra, perchè la grazia di Dio non mancherà mai. È vero che non avrete più la bella sorte di appartenere a quello stuolo di santi, che in paradiso hanno un posto separato dagli altri, non potrete più andare a cantar quell’inno, che solo i vergini possono cantare, ma ciò non importa per la vostra futura perfetta felicità. Un posto vi è ancora per voi nel cielo, così bello, così maestoso, al cui confronto sono come fango e spariscono i troni dei più ricchi principi e più potenti imperatori, che siano stati e che potranno mai essere sovra questa terra. Sarete circondati eziandio di tanta gloria, che lingua né umana, né angelica potrà mai spiegare. Potrete ancora godere della cara, bella compagnia di Gesù e di Maria, di quella nostra buona Madre che colà ansiosa ci aspetta: la compagnia di tutti i santi, di tutti gli angioli, che ora e sempre sono pronti ad aiutarci, purché ci stia a cuore di conservare la bella virtù della purità”.

            ( Giovanni Battista Lemoyne , Memorie biografiche del venerabile servo di Dio Giovanni Bosco

          4. Spero che oltre ad avere letto il Bellarmino tu ti sia unito in Preghiera al Rosario polacco…..zietta l’ha fatto e ha informato anche altri affinché partecipassero spiritualmente…..Comunque guarda che Prego sempre anche per te🙏🙏🙏🙏🙏!

  1. per luigi bonini forse può esserLe utile la lettura della nota -qui-dell’ultimo intervento di a.socci. Saluti

  2. Sono d’accordo con il fatto che da più parti si cerchi di rendere “umano” il divino più che rendere divino l’uomo, con risultati spesso profanatori nei confronti del sacro.

    Nel caso di San Petronio è però possibile che il gesto, al di là delle dubbie intenzioni dei promotori (la frase del vescovo di Bologna a questo riguardo è scandalosa: “quello che è successo (a S. Petronio) non significa desacralizzare anzi ci aiuta a capire ancora meglio e a sentire ancora più umana l’eucarestia”), abbia in sè un che di lodevole, se è vero che san Giovanni Crisostomo, nel IV secolo, parlando delle prime comunità cristiane, ricorda come nelle chiese ci fosse un’usanza ammirevole: «i fedeli, riunitisi, una volta ascoltata la Parola di Dio, partecipavano tutti alle preghiere di rito e poi ai santi misteri. Alla fine della riunione, invece di tornare subito a casa, i ricchi, che si erano preoccupati di portare provviste in abbondanza, invitavano i poveri e tutti si sedevano a una stessa tavola, apparecchiata nella chiesa stessa e tutti senza distinzione mangiavano e bevevano le stesse cose».

    Sono comunque aperto a cambiare la mia opinione. Secondo voi è oggettivamente possibile giustificare questo episodio in base ad esempi illustri come quello sopra citato?

    1. “Secondo voi è oggettivamente possibile giustificare questo episodio in base ad esempi illustri come quello sopra citato?”
      Ni, ma è irrilevante. Si giustifica l’evento alla luce della sua funzione catechetica.
      Come ha ricordato una farneticante signora su una rivista telematica molto letta, l’uso “profano” della chiesa può essere fatto, per esempio, per svolgervi del catechismo.
      Ebbene, qui hanno fatto questo: hanno celebrato ed insegnato la carità, al cospetto della Carità. Perché la Carità è Dio e – come Lei stesso ha notato – Dio, cioè la Carità, vuole “rendere divino l’uomo” (così insegna S. Atanasio, che tutti nominano a vanvera, S. Ilario e daltri Padri, tra cui quelli citati da La Stampa).
      I commensali non hanno fatto bagordi con balli sui tavoli e canzonacce sconce; non hanno previsto una nuova “prassi” al di là del singolo evento; hanno ricevuto un vangelo a testa alla fine dell’evento, anche i musulmani. E ci si è dovuti inventare la storia degli inesistenti bagni chimici per poter denigrare l’iniziativa.

      Iniziativa opinabile, beninteso (io non l’avrei fatta), ma che chiamare “profanazione” o equipararla alle cabine elettorali in Chiesa è veramente segno di scarso realismo ed equilibrio mentale.
      L’utilità della quale, peraltro, è stata per me nell’apprendere che la cotoletta non ce l’abbiamo solo a Milano.
      Questo è il mio pensiero, che so già che nessuno qui condividerà.
      Saluti.

      1. QC torni a studiare che è meglio, anche se ai suoi studi e alla sua età io non credo nemmeno un po’ la vedo piuttosto nell’attrezzato fortino di antony spady. Una volta mi facevate rabbia ora mi fate solo pena, vi siete svenduti ON SALES eAL RIBASSO al protestantesimo e al mondo e mi fate davvero tanta pena poveretti. State sguazzando in uno squallore unico.

          1. Interessante riflessione trovata su corrispondenza romana:

            “(di Roberto de Mattei) Il 25 settembre, all’indomani della pubblicazione della Correctio filialis a papa Francesco, il portavoce della Sala Stampa Vaticana, Greg Burke, ha smentito con ironica sufficienza la notizia diffusa dall’Ansa, secondo la quale l’accesso al sito della Correctio sarebbe stato bloccato dalla Santa Sede: «Figurarsi se facciamo questo per una lettera con 60 nomi». Il direttore della Sala Stampa, che giudica le iniziative in base al numero dei “followers”, può essere interessato a sapere che http://www.correctiofilialis.org, a otto giorni dalla sua messa on-line, ha avuto oltre 180mila singoli visitatori e 330 mila pagine visitate. Le visite vengono da 200 diversi paesi dei cinque continenti. L’Italia e gli Stati Uniti guidano il numero degli accessi. Inoltre, la lettera di correzione indirizzata a papa Francesco da 62 studiosi, è stata condivisa, al 3 ottobre, da 216 teologi, pastori, professori, studiosi di tutte le nazionalità, le cui firme sono visibili sul sito. Ad essi vanno aggiunti decine di migliaia di aderenti,che hanno apposto le loro firme sul sito ufficiale o su altri siti cattolici, che sostengono attivamente l’iniziativa quali onepeterfive.com, lifesitenews.com, katholisches.Info.

            Guido Mocellin, su Avvenire del 27 settembre, ha dovuto ammettere che, nella «blogosfera ecclesiale», grazie a un «moderno sito web in sei lingue», «i post sulla «correzione filiale» rivolta a Papa Francesco «in ragione della propagazione di eresie» sono stati i più presenti negli scorsi giorni: hanno costituito il 30% di tutti quelli che ho potuto consultare tra sabato 24 e lunedì 26 settembre». Se si vuole rimanere sul piano delle cifre, il numero dei cardinali, vescovi e teologi che si sono levati contro la Correctio, in difesa della Amoris laetitia, è irrilevante. Perfino il cardinale più vicino a papa Francesco, il segretario di Stato Pietro Parolin, ha assunto un atteggiamento di quasi equidistanza, dichiarando che «le persone che non sono d’accordo esprimono il loro dissenso ma su queste cose si deve ragionare, cercare di capirsi». Ciò che manca di peso, al di là del numero, è la sostanza delle argomentazioni con cui si è tentato di replicare alla Correctio. Lo sforzo maggiore, fino a raggiungere le acrobazie dei sofisti, lo si deve al deputato-filosofo Rocco Buttiglione su Vaticaninsider del 3 ottobre. Il passaggio centrale della Amoris laetitia cricato dai firmatari della Correctio, secondo Buttiglione, è «una cosa assolutamente tradizionale, che abbiamo studiato tutti da bambini nel catechismo della Chiesa cattolica, non solo in quello nuovo di san Giovanni Paolo II ma anche in quello vecchio di san Pio X».

            È vero – ammette Buttiglione che esiste «una impossibilità assoluta di dare la comunione a chi sia in peccato mortale (e questa regola è di diritto Divino e quindi inderogabile) ma se, a causa della mancanza di piena avvertenza e deliberato consenso, non vi sia peccato mortale, la comunione si può dare, dal punto di vista della teologia morale, anche ad un divorziato risposato». Per Buttiglione, come per il teologo di fiducia di papa Bergoglio, mons. Victor Manuel Fernández, il problema di fondo sarebbe quello della “imputabilità” degli atti. Una imputabilità che difetterebbe alla larga maggioranza dei conviventi more uxorio, perché le concrete situazioni in cui essi vivono attenuano la loro consapevolezza e, soprattutto, rendono loro praticamente impossibile osservare la legge del Signore. Con il che si contraddice tranquillamente il Concilio di Trento, che colpisce di anatema chi dice che «per l’uomo giustificato e costituito in grazia, i comandamenti di Dio sono impossibili da osservare» (Denz-H, n. 1568). «Dio infatti non comanda l’impossibile; ma quando comanda ci ammonisce di fare quello che puoi, di chiedere quello che non puoi, e ti aiuta perché Tu possa» (Denz-H, n. 1356).

            D’altronde, i vescovi che applicano l’insegnamento di papa Francesco, non si ispirano né al catechismo di Pio X, né a quello nuovo di Giovanni Paolo II. Nelle loro diocesi, i divorziati risposati, perfettamente consapevoli della loro situazione, esigono la comunione e ad essi, secondo l’Amoris laetitia, la comunione viene concessa come un legittimo diritto. Per giustificare questa pratica immorale, si arriva a falsificare il pensiero di san Tommaso d’Aquino. Ma un valente moralista italiano che ha sottoscritto la Correctio, don Alfredo Morselli, ha mostrato, su Messainlatino del 3 ottobre, l’impossibilità di armonizzare l’Esortazione di papa Francesco con la dottrina di san Tommaso. Don Morselli ricorda alcuni passi inequivoci del Dottore Angelico che affermano il contrario del § 301 della Amoris laetitia: «La buona intenzione non è sufficiente a determinare la bontà di un atto: poiché un atto può essere in sé cattivo, e in nessun modo può diventare buono» (Super Sent., lib. 2 d. 40 q. 1 a. 2 co.). «Vi sono alcune [azioni umane] che hanno una deformità annessa inseparabilmente, come la fornicazione, l’adulterio, e altre cose di questo genere, che non possono essere compiute moralmente bene in alcun modo» (Quodlibet IX, q. 7 a. 2 co.).

            In coerenza con l’autentico tomismo, mons. Fernando Ocáriz oggi Prelato dell’Opus Dei, in occasione di un convegno promosso per celebrare i 20 anni dell’Humanae Vitae, ricordava che «l’esistenza di norme particolari di morale naturale, aventi un valore universale ed incondizionato appartiene alla dottrina cattolica, ed anzi è una verità di fede» (Humanae Vitae 20 anni dopo, Edizioni Ares, Milano 1989, p. 129). Tra queste il divieto della contraccezione e la proibizione dell’adulterio. È cambiato o cambierà l’insegnamento delle Università di Santa Croce e di Navarra, promotrici di quel convegno, assieme all’Istituto Giovanni Paolo II? C’è da chiederselo, dopo l’intervista del 30 settembre a Infovaticana.com, in cui l’attuale vicario dell’Opus Dei Mariano Fazio, censura altri membri della prelatura che hanno firmato la Correctio, accusandoli di «scandalizzare tutta la Chiesa». L’intervista è curiosa: né i vescovi argentini né quelli maltesi, che autorizzano l’adulterio nelle loro diocesi sono colpevoli di scandalizzare la Chiesa, ma lo è chi protesta contro questi scandali. Il Papa, secondo Fazio, si può criticare, ma in circoli privati, mai pubblicamente. Nella valanga di commenti contrari, che ha sommerso il blog di Infovaticana, ce n’è uno lapidario: «E san Paolo?» Non fu proprio san Paolo a correggere pubblicamente san Pietro (Gal. 2, 7-14)? La franchezza apostolica di san Paolo e l’umiltà del principe degli apostoli Pietro sono rimasti da allora come il modello della giusta relazione tra chi esercita l’autorità e chi ad essa filialmente, ma non acriticamente, obbedisce. La fede non può mai contraddire la ragione. Ma rifiutare di pensare fa comodo, soprattutto quando l’esercizio della ragione costringe ad assumersi responsabilità sgradite.

            Non rifiuta di pensare uno dei più autorevoli firmatari della Correctio, il teologo e filosofo della scienza don Alberto Strumia, che in un’intervista del 30 settembre al quotidiano Il Giornale, ha spiegato:

            «La “dottrina della Chiesa” non è inventata dai teologi e neppure dai Papi, ma è fondata sulla Scrittura e radicata nella tradizione della Chiesa. Il Papa è al servizio, come custode e garante di questa continuità e non può spezzarla neppure velatamente, lasciando intendere, con formulazioni ambigue, che oggi si possa credere e fare il contrario di ciò che è stato insegnato finora, dal Magistero, su questioni essenziali come la dottrina dei sacramenti o la morale familiare, con la motivazione che i tempi sono cambiati e il mondo esige un adeguamento. Per questo è un dovere di carità, che ha come scopo la “salvezza delle anime”, come si diceva un tempo, e la difesa della stessa dignità del soglio di Pietro e di colui che lo occupa, mettere con il massimo rispetto in risalto queste ambiguità». (…) «Osare di indirizzare una correzione dottrinale al Papa lo si può e lo si deve fare solo quando è in pericolo la verità della fede e quindi la salvezza degli appartenenti al popolo di Dio».”

            I miei beniamini QC e Lupetto non staranno mica con buttiglione😱😱😱😱???? Mi fareste restare proprio ma proprio male perché vi ritengo comunque liberi e intelligenti…..anche se a sofismo ve la cavate non male anche voi😖😖😖😖!

          2. DEDICATO A CHI DICE CHE BERGHY NON SI INGINOCCHIA DAVANTI AL SANTISSIMO CAUSA I DOLORI….MA QUALI DOLORI!?!!!????!!!!!😵😵😵😵😱😱😱😱😱😱😱!!!!!

            “La neo chiesa di Bergoglio ha il suo patrono: Martin Lutero” di Fra Cristoforo

            State pur certi che ben presto assisteremo alla beatificazione di Lutero. Un uomo viscido, vomitevole, aberrante. Che può essere solo patrono della neo chiesa di Bergoglio.

            Giusto per dirvi l’ultima. Don Angelo Maffeis, che appartiene alla commissione mista cattolico-luterana, insieme a tutta la combricola hanno partorito questa frase: “le istanze più profonde di Lutero continuino a interrogare chiunque desideri seguire il Signore più da vicino e con maggior coerenza; perché Lutero altro non ha cercato se non di prendere in mano il Vangelo e viverlo con la maggiore intensità e autenticità possibile” (https://agensir.it/chiesa/2017/10/09/luterani-cattolici-la-vocazione-allunita-e-parte-essenziale-dellesser-cristiani/) . Vi è chiaro? Lutero è ormai diventato un esempio di come si deve “vivere il Vangelo”. Che tristezza.

            Vi ricordate il pensiero di Lutero sull’Eucaristia? Vi cito alcuni pezzi da collezione: “ La Messa non è un sacrificio… chiamatela benedizione, Eucaristia, tavola del Signore, cena del Signore, memoria del Signore, o come più vi piace, purché non la sporchiate col nome di sacrificio o azione .
            Affermo che tutti gli omicidi, i furti, gli adulterii sono meno cattivi che questa abominevole Messa” (Lutero.Sermone della 1° domenica d’Avvento). E ancora: “la loro Messa è sacrilega e abominevole. Io dichiaro che tutti i bordelli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adulterii sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa papista” ( Trattato contra Henricum ). Giusto per avere un’idea. Che esempio questo Lutero! Un esempio talmente edificante che Bergoglio lo ha colto subito. Infatti non si inginocchia mai davanti all’Eucaristia (https://www.youtube.com/watch?v=K_uHXROnWv4).

            Che dire allora? Buon protestantesimo a tutti.”

      2. Per mettere a proprio agio i mussulmani è stato previsto un menù con alternative adeguate agli standard dell’islamicamente corretto. Per tale ragione non prenderei per certo che tutti i mussulmani abbiano ricevuto piatti non halal (leciti per allah) ovvero haram (illeciti per allah) a base di carne di maiale o vino ed egualmente per il Vangelo con ka verità del Figlio di Dio, Gesù Cristo Crocifisso e Risorto per noi (haram, perché il gesù islamico non è figlio di Dio e con lo Spirito ed il Padre in unità trinitaria, non muore sulla Croce e dunque neppure Risorge e figurarsi se sia Via e Porta per il Padre Nostro e per l’eterna Salvezza).

        Dal
        Qu’ran
        Sura V
        Al-Mâ’ida (La Tavola Imbandita):

        72. Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia, figlio di Maria!”. Mentre il Messia disse: “O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra!

        73. Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “In verità Allah è il terzo di tre”. Mentre non c’è dio all’infuori del Dio Unico!

        E se non cessano il loro dire, un castigo doloroso giungerà ai miscredenti.

        74. Perché non si rivolgono pentiti ad Allah, implorando il Suo perdono? Allah è perdonatore, misericordioso.

        75. Il Messia, figlio di Maria, non era che un messaggero. Altri messaggeri erano venuti prima di lui, e sua madre era una veridica. Eppure entrambi mangiavano cibo. Guarda come rendiamo evidenti i Nostri segni, quindi guarda come se ne allontanano..”

        76. Di’: “Adorerete all’infuori di Allah qualcuno che non ha il né il potere di nuocervi, né di giovarvi? Allah tutto ascolta e conosce”.

        Stolti son coloro che danno perle ai porci!
        E non è che, se metti la cravatta al maiale, questo diventi elegante davvero, eh?

      3. Io in realtà trovo che sia piuttosto triste che ai “poveri” venga negata la cosa più importante, e cioè il senso della presenza divina. I musulmani, pur nella loro detestabile litolatria, mantengono un certo senso della divinità. Si tolgono le scarpe e non usano le moschee come trattorie quando pregano verso la sacra pietra della Mecca. La kermesse bergogliana in San Petronio li avrà ulteriormente convinti che i cristiani non hanno niente da dire in relazione a Dio, tranne che possono permettersi di offrire una cena a 1000 persone e che usano le chiese come location. Invece papa Francesco e il suo entourage non sanno distinguere fra il luogo destinato alla Cena del Signore e il luogo destinato alle cene conviviali, distinzione già presente nella prima lettera ai Corinti, capitolo 11. Il messaggio di Francesco e della sua fazione è invece che non esiste nulla di sacro, che la sua fazione può disporre delle chiese e della fede come meglio crede, che la fede dei cattolici semplici non conta nulla, anzi che ad “epater les bourgeois” si compiono gesti profetici, dettati dallo spirito che parla per mezzo di loro, che sanno interpretare i segni dei tempi. Insomma, la vecchia e antica hybris che da tempo affligge papi e vescovi, che si credono più intelligenti e più evangelici di tutte le generazioni di cristiani che li hanno preceduti.

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        1. Scusi gentil donzella, in 1 corinzi 11 si parla di gente che si ubriaca o mangia lasciando digiuni gli altri. Il contesto è eucaristico.
          Non crede di doverci pensare un pò prima di distorcere san paolo solo per esternare il suo disappunto?
          È san Paolo, mica un bergoglio qualsiasi….

          1. Appunto. Il contesto è eucaristico. Le chiese sono i luoghi in cui si celebra l’eucarestia: “Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere?”
            Da sempre nelle parrocchie si fanno cene conviviali, con ricchi e poveri. Però il buon senso dice di non farle in chiesa: “La mia casa sarà casa di preghiera”
            Il punto è che il Santo Padre farebbe qualunque cosa pur di farsi notare, passare per profeta anticonformista e mettersi in evidenza come colui che fa nuove tutte le cose. Ci tiene che si dica di lui: ecco un papa diverso dagli altri, uno che sta in mezzo alla gente, un papa de noantri, non come i suoi predecessori.
            Alla fine a me pare tutto cinema. La liturgia è diventata uno show. Anche i poveri diventano comparse dello show.

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          2. Signora, con ”contesto eucaristico” intendevo dire che in quelle sessioni mangerecce si celebrava l’eucarestia. Scusi se ero stato poco chiaro.

      4. @ Quanta cura
        Bé, i critici, di cui Lei mette in dubbio addirittura – mamma mia! – l’equilibrio mentale, potrebbero replicare senza scomporsi facendo riferimento alle norme vigenti della Chiesa cattolica riguardanti gli edifici sacri.
        Norme che furono violate dal Misericordioso portante
        il braccialetto giallo dei migranti come un adolescente qualsiasi, e dai suoi leccapiedi, mitriati e non.
        Ció non implica alcun farneticamento da parte dei critici, il quale si evidenzia piuttosto nei commenti di QC, insofferenti, nervosi e partigiani, bensí un uso sobrio della ragione bene informata, ed uno spirito docile ed ossequiente verso la legge della Santa Chiesa Cattolica e Romana. Cosí come dev’essere.
        A fil di logica, anche coloro che hanno stabilito tali regole dovrebbero, secondo l’opinione di QC, appartenere all’esercito degli squilibrati. Come giá scrissi altrove, la Chiesa come “ospedale da campo” si manifesta ora come “ospedale psichiatrico”.
        Ci si chiede fino a che punto l’arroganza ed il disprezzo per i suoi interlocutori del mistico dell’amore, e, suppongo, della tenerezza, Qc, vogliano spingersi.
        La funzione “catechetica” di un pranzo di massa in una chiesa é tutt’altro che evidente. Ci vuole una vivacissima fantasia per vedervi qualcosa di liturgico.
        Che catechesi si stà facendo? Secondo QC si insegna l’amore per i poveri, mangiando assieme a loro, mangiando la stessa cotoletta alla milanese e bevendo lo stesso Barbera, grand cru, barrique, annata 1926.
        Ma questa catechesi si può fare ovunque, potrebbe osservare impertinentemente un critico farneticante. Perché proprio in un luogo di culto, dov’é proibito farlo?
        L’uso di un luogo di culto per tali eventi dev’essere pertanto giustificato. E infatti il Signor Vescovo, con il suo senso squisito per il Sacro, e basandosi sulle sue profonde conoscenze storiche, cerca di farlo, appunto, con richiami storici, purtroppo sballati, che il turiferario di Sua Santitá, Tornielli, con ammirevole prontezza, come sua prassi, riprende su Vatican Insider, non accorgendosi degli errori che stá pedissequamente ripetendo.
        Errori che vengono evidenziati nell’egregia disanima di Luisella Scrosati nella Nuova Bussola Quotidiana.
        (La Scrosati viene corretta in un punto da Paolo Terzi nella stessa.)
        Accostare questo increscioso evento, infine, all’insegnamento del Catechismo in Chiesa, ove si offre ai bimbi, suppongo, una cotoletta alla milanese di natura spirituale, é senza dubbio una forzatura che lascia il benevolo lettore piuttosto scettico, da parte del nostro grande teologo e mistico dell’amore, il Bernardo redivivo QC.

        1. Grandissimo Gervasi grandissimo, menomale che lei riesce ad esprimere con chiarezza ciò che in TANTISSIMI pensiamo, provocando forse un po’ di gastrite al mio amicone QC 😂😂😂😂😂

          1. @ Giusy (05.10/6:29 am)
            … una gastrite liturgica, spero, provocata dalla cotoletta spirituale un pó bruciacchiata dal fuoco dell’amore del nostro grande Mistico milanese.
            lol

        2. “facendo riferimento alle norme vigenti della Chiesa cattolica riguardanti gli edifici sacri”

          Forse Gervasi non sa che
          (i) quelle norme consentono un utilizzo diverso da quello “istituzionale” a determinate condizioni e che, dunque, rileva la funzione dell’evento per capire se rientri o meno in quelle condizioni; le norme non vietano “qualsiasi ipotesi di pranzo”; se la mia lettura dell’evento è corretta, l’evento non era vietato dalle norme
          (ii) quelle norme il Papa le può cambiare con uno semplice schiocco di dita, essendo un monarca assoluto; quindi il Papa, nella sostanza, fa un po’ quel che vuole;
          (iii) il Papa ha anche il potere di fornire l’interpretazione autentica di qualsiasi norma, anche emanata da un Predecessore, quindi può stabilire che quell’evento rientri nelle possibilità di deroga perché così va interpretata la norma, anche senza abrogare la norma; anche in questo caso, il Papa fa un po’ quel che vuole.
          Rilevata la fallacia della premessa, il resto dell’argomentazione cade sé.
          Cordiali saluti.

          1. Scusi Gervasi, avevo dimenticato il punto

            iv) il Papa può anche violare una norma, perché nessuno può giudicarlo e se la rispetta, lo fa per sua scelta; quindi ancora una volta, il Papa fa un po’ quel che vuole.
            Saluti.

          2. QC mi spiace moltissimo per lei, ormai le sirene del regime bergoglioso le hanno fatto il lavaggio al cervello! Peccato, davvero peccato per lei, non sa cosa si perde….vabbe’, ognuno ha ciò che si merita.

          3. @ Quanta cura
            Gervasi lo sá.
            Lei, da grande mistico, stá confondendo il papa come sovrano assoluto dello Stato della Citta del Vaticano con il papa come sucessore di Pietro.
            Gesú Cristo, come Lei sá benissimo, avendo visioni quotidiane in cui il Salvatore Le rivela i segreti più reconditi della Divinitá, ha costituito Pietro come fondamento della sua Chiesa, non come sovrano assoluto della stessa.
            E lo stesso Pietro si firma non come sovrano assoluto del mondo cattolico, ma come “servo dei servi di Dio”.
            E’ chiaro che nel Bergoglioso c’é un servo che
            la fa da padrone, anzi da despota, da caudillo stile sudamericano. Ma Lei, da profondo teologo, non vorrá appellarsi a sostegno dei suoi debolissimi argomenti a questa visione del munus pietrino, spero.
            E’ chiaro che il Sommo Pontefice ha una potestas iuris immediata in tutta la Chiesa. Questa peró é legata alle leggi approvate da lui stesso e dai suoi predecessori.
            Che le possa cambiare é un conto, che non le abbia cambiate, per quanto riguarda l’uso degli edifici di culto, é un fatto.
            Forse gli edifici di culto della Chiesa cattolica romana verranno tra poco dichiarati edifici multiuso, di cui quello liturgico sará il meno importante ed il piú trascurabile, di fronte alle iniziative di carità fraterna verso gli immigrati, specialmente se mussulmani, tanto amanti della religione cattolica che nei loro paesi, dei cattolici
            ne collezionano le teste e ne bruciano le chiese, come metafora di chi vive consumato dal fuoco dell’amore … come Lei.
            Quello che Lei stá dicendo circa i poteri del pontefice é quindi una banalitá conosciutissima
            ed é pure teoria.
            Purtroppo il Suo tentativo di applicazione pratica della teoria é stato goffo ed inetto. Lei non ha dimostrato nulla. Anzi, con la storia della cotoletta milanese, ha mostrato ai gentili lettori quanto sia profondo il Suo cinismo.
            Poiché nel caso particolare si tratta di giustificare l’uso della Cattedrale di San Petronio per lo show migrantista e mondialista, che stá tanto a cuore al Bergoglioso.
            Come giá scritto, tale giustificazione era tanto poco evidente che il Signor Vescovo ha sentito il bisogno di evidenziarla e di mettere cosí a tacere quella parte del clero e dei laici bolognesi, tutti ignoranti e malati di mente secondo il grande Mistico QC, che contro la sua decisione hanno vivamente protestato.
            Il di Lei tentativo di giustificazione si é rivelato, pertanto, fasullo, purtroppo. E non puó considerarsi una risposta adeguata alla mia argomentazione. Quindi del tutto una “quantité negligeable”.

          4. Carissimo Gervasi, ma come fa? I suoi commenti sono proprio come una spada affilata che separa la verità è la saggezza dalle palle. Complimenti e GRAZIE MILLE!
            Mi dispiace per il “nipotino QC studentello (?!?!?!) ma le legnate che gli dà sulle dita gli fanno proprio bene e magari gli fanno aprire gli occhi e liberarsi dalla fascinazione bergogliOna😠😠😠😠

          5. ”Lei, da grande mistico, stá confondendo il papa come sovrano assoluto dello Stato della Citta del Vaticano con il papa come sucessore di Pietro”

            Gervasi lei ha tirato in ballo norme giuridiche e io le ho spiegato che, Suo malgrado, il Papa può a suo piacimento insindacabile modificarle, abrogarle, interpretarle autenticamente, disattenderle.
            È lei con la sua superficiale boria ad aver impostato la questione in termini giuridici, io le ho dato la risposta negli stessi termini.
            Non le piace la logica? Si dia alla mistica.
            Cordialità.

            Ps naturalmente il suo errore iniziale mi dispensa, ancora una volta, a leggere il resto del suo lungo intervento. Mi fido del plauso di zia Giusy.

          6. ”Carissimo Gervasi, ma come fa?”

            A Milano ti risponderemmo ”El g’ha nient de fà”. Alla prima occasione ti faccio sentire come suona 🙂

          7. Cura, ti ricordo che il papato non è stato istituito per tiranneggiare la chiesa come un caudillo latinoamericano la sua repubblica delle banane. Ti ho già citato cosa dice il Concilio Vaticano I sui limiti del ministero di Pietro

            “Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede.”

            Quindi il papa non può fare ciò che vuole. Questo è quello che pensa di se Sua Umiltà e i carrieristi che lo adulano, ma non è quello che dice il vangelo: ” io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”
            Stiamo tutti aspettando che Pietro si ravveda e che confermi i suoi fratelli.

            http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/2017/08/

          8. Eccledia, non fare come Gervasi. Qui non c’entra l’infallibilità e l’eterodossia, ma una pratica che si presume scorretta.
            Poi devi aver perso un passaggio: Gervasi invoca la violazione di norme canoniche e io gli ho risposto che è tutto da vedere se questa ipotesi lo sia: la funzione dell’evento (che non era un banchetto tra amici) impedisce di considerarlo AUTOMATICAMENTE un illecito. Solo in subordine gli ho spiegato che il Papa di quelle norme fa quello che vuole (e non ho detto che sia giusto che lo faccia).
            Ho anche scritto che io, personalmente, non approvo l’evento.
            Mi dispiace che Gervasi riesca sempre a indurre equivoci e a fuorviare. Ora spero ti sia chiara la mia posizione.

      5. Spettrettino di QC, macché acidità per scrivere sul blog…..non hai visto che con amorevole premura di zia ti ho dedicato insieme al tuo amico lupone una meravigliosa Predica di Don Bosco sulla Purezza? Lo so che è lunga, ma anche tu sotto altre “specie” in passato ci hai lenzuolati…..chi di lenzuola ferisce di lenzuola……be’ tanto tu ci sei già😅😅😅😅😅😀😀😀😀😀!

        1. Zia non fare la menagrama….sono in metropolitana e non posso fare certi scongiuri davanti a tutte queste persone…….

      1. @ Quanta cura (05.10/10:06 am)
        Ma che superficiale é mai Lei, QC!
        Neanche al papa é lecito violare una norma, per quanto lo “possa” fare, nel senso di una possibilitá materiale del tutto slegata dal giudizio di valore e dall’eventuale condanna che ne dovrebbe seguire, “in welcher Form auch immer”.
        Per il giudizio di valore tale violazione é, e rimane,
        anche se compiuta da un pontefice, una “violenza” fatta al diritto, nel senso prettamente romano del termine, cioé di ció che in se e per se stesso, (“an und für sich” direbbe Hegel), é giusto.
        Il fatto che non ci sia nessuno che glielo possa impedire, (ad eccezione di un concilio all’uopo convocato), non significa, pertanto, che tale violazione da parte del Pontefice sia lecita.
        De iure rimane una violazione del diritto, da condannarsi.
        (La lingua tedesca distingue nettamente tra il ‘können’ ed il ‘dürfen’: che una persona sia in grado di fare (können) qualcosa e che a una persona sia lecito fare (dürfen) qualcosa, sono, come si suol dire, due paia di maniche.)
        Il fatto che, secondo il diritto canonico, il Pontefice non sia giudicabile da nessuno, non rende una violazione del diritto da parte di EssoLui un qualcosa di lecito, di meno perverso.
        E se non si può giudicare il papa, si possono giudicare le sue parole, le sue azioni e le sue omissioni, mettendole
        in evidenza coram populo christiano e condannandole.
        Se poi il Pontefice, nel suo vaneggiamento di onnipotenza, andasse oltre i limiti dell’ortodossia, un concilio puó ( e deve) constatare l’esserci dell’eresia, dichiarando alla Chiesa universale il pontefice come “eo ipso” decaduto.
        Cosí almeno canonisti famosi come il Wernz.
        Saluti.

        1. ”un concilio puó ( e deve) constatare l’esserci dell’eresia”

          Conciliarismo= eresia condannata. Ocio, Gervasi. Ocio!!

          1. @ Quanta cura
            Non si tratta per nulla di conciliarismo.
            Infatti, non si dice che un concilio possa giudicare un papa e deporlo. Un concilio, secondo il canonista Wernz, gesuita, professore alla Gregoriana e in seguito preposito generale della Societas Jesu, il cui commentario al diritto canonico, pubblicato nel 1927, conobbe fino al 1951 ben 56 edizioni, e rimane tuttora un classsico del diritto canonico, non giudica il papa e non lo depone: solo CONSTATA che alcune affermazioni del pontefice sono eretiche e che pertanto il Papa “EO IPSO” é decaduto.
            Quanta cura, Lei é distratto e frettoloso, non legge attentamente un testo e quindi non capta mentalmente quanto vien detto.. Nella Sua fretta di mettere ció che legge in una delle Sue scatolette preconfezionate, segue, direbbe Platone, la tecnica del macellaio e non quella del chirurgo.
            A proposito di chirurgia, spero Lei sia rimasto tranquillizzato da quanto ho scritto alla Signora Giusy riguardo il taglio netto tra la verità e le palle!
            La Signora si riferiva chiaramente alle Sue.

          2. @ Quanta Cura
            Secondo la Sua autorevole opinione, conciliaristi, e pertanto eretici, sarebbero allora anche i seguenti, che dicono lo stesso di quanto dissi io:
            (1) Il Bellarmino, che in “De romano pontifice” (lib. II, cap 30) afferma:”Un papa che é eretico manifesto cessa (per se) automaticamente di essere papa e di comandare, come cessa di essere cristiano e un membro della Chiesa. Quindi egli può essere giudicato e punito dalla Chiesa. Questo é l’insegnamento di tutti gli antichi Padri che insegnano che gli eretici manifesti perdono immediatamente qualsiasi giurisdizione.”
            “Est ergo quinta opinio vera, papam haereticum manifestum per se desinere esse papam et caput, sicut per se desinit esse christianum et membrum corporis Ecclesiae; quare ab Ecclesia posse eum judicari et puniri. Haec est sententia omnium veterum Patrum, qui docent, haereticos manifestos mox amittere omnem jurisdictionem.”
            (2) San Alfonso de’ Liguori:”Del resto, si Dio permettesse che un papa fosse notoriamente eretico e contumace, egli cesserebbe d’essere papa e vacherebbe il pontificato” (Veritá della Fede, parte 3, cap. 8, n.10).
            (3) San Francesco di Sales:”Or quand il [il papa] est heretique exprès ‘ipso facto’ il tombe de son grad hors de l’Eglise et l’Eglise le doit ou priver comme disent quelques uns , ou le declarer prive de son siège apostolique et dire comme fit Saint Pierre: Episcopatum eius accipiat alter” (citato in The Catholic Controversy, pg. 388, part II, art. VI, cap 14).
            (4) San Tommaso d’Aquino:”Potestas autem jurisdictionis est quae ex simplici iniunctione hominis confertur; et talis potestas non immobiliter adhaeret; unde in schismaticis et haereticis non manet; unde non possunt nec absolvere, nec excommunicare, nec indulgentias facere, aut aliquid huiusmodi; quod si fecerint, nihil est actum”
            S.Th., IIa-IIae, q. 39, art. 3).
            Ocio!!
            II. Alle mie considerazioni di natura giuridica, proprie di ogni visione cattolica del potere ecclesiatico, Lei risponde con considerazioni di fatto, che, come tali, valgono assolutamente nulla.
            E con la banale asserzione che il Pontefice puó fare ció che vuole. Certo il Pontefice, come tutti noi, puó fare ció che vuole. Evviva la libertá! Egli puó osservare la legge divina e la legge della Chiesa se vuole, e se non vuole non l’osserva; puó commettere omicidio e fornicazione se vuole; puó fare tutto ció che i 10 comandamenti proibiscono, se vuole.
            E con ció? Rimane sempre la differenza tra potere e liceitá. Ed é questo il punto. L’illecito deve essere condannato e punito, non tacitamente accettato, in uno stato e in una Chiesa di diritto, come, grazie a Dio, per sua costituzione é la Santa Chiesa Cattolica e Romana!
            Quindi, le Sue considerazioni sono ciarpame.

          3. Certo, Gervasi, certo. Io ho detto proprio quello che riferisce lei. Io sbaglio nel dire che il conciliarismo è un’eresia. Io sbaglio a non accorgermi che quegli autori parlano di ipotesi (teologicamente possibili, quindi meno che probabili). Io confondo i canonisti coi teologi. Io non mi accorgo che quelle opinioni precedono il magistero sul papato. Io penso che il Bellarmino avesse in mente la mensa in cattedrale. Ammetto di essere un esempio di idiozia e di scrivere ciarpame. Ritratto tutto.

          4. @ Gervasi
            Buondì amico Gervasi, molto interessanti le Sue citazioni.
            Vorrei sottoporLe una questione, premettendo che da asino travestito da lupo buono e incompreso quale sono, mi sfuggono alcuni temi (conciliarismo etc) su cui non prendo posizione.
            La questione è la seguente.
            Ammesso (in ipotesi) che il Papa sia eretico manifesto e ammesso (in ipotesi) che un concilio possa esautorarlo, questo implica che la Chiesa gerarchica (vescovi) nella sua totalità o stragrande maggioranza (ad esclusione del Papa) riconosce che il Papa ha commesso eresia.
            Nel caso in cui la Chiesa gerarchica nella sua totalità o stragrande maggioranza rimanga inerte – ossia non formalizzi accuse di eresia, non si autoconvochi in concilio, non proceda con l’esautorazione, etc – quali conseguenze trarne?
            a) tutta la Chiesa o la sua stragrande maggioranza è in eresia?
            b) l’eresia del Papa era solo apparente e non manifesta o effettiva?
            c) esiste la possibilità di convocare un organismo di minoranza che proceda in vece del concilio?
            Insomma, come se ne esce se un Concilio non provvede o non si autoconvoca neanche?
            Grazie, come sempre, e perdoni la mia domanda sicuramente elementare.

      2. @ Giusy (05.10/5:28 pm)
        Grazie, Giusy, per il complimento. Ma per caritá non voglio separare Quanta cura dalle sue palle. Questo grande santo, gloria dei milanesi, ha pur diritto alla sua virilità!

        1. Gervasi che fa? Esauriti i tentativi di arrabattare un ragionamento, passa alla virilità? Io per ragioni di età sono abbastanza a posto sotto quel profilo. Suggerirei sommessamente di preoccuparsi della sua….

          1. @ Quanta cura (05.10/8:39 pm)
            Ultimamente non ho visto argomentazioni più traballanti delle Sue. Dovrebbe avere l’onestá intellettuale di ammetterlo.
            Sia sul punto dell’uso uso non consono di un luogo di culto, sia sulle superficialissime osservazioni riguardanti la potestas pontificia, sia adesso sul conciliarismo, il suo discorso é miserevolmente sprofondato nella banalitá e nel nulla.
            Si pensava che l’imperatore QC fosse vestito, con abiti sgargianti e preziosi, e invece é nudo.
            Il suo parlare, vuota, roboante retorica, da predicatore d’altri tempi.

          2. ”Ultimamente non ho visto argomentazioni più traballanti delle Sue”

            Certo Gervasi, certo. Sono io ad essere passato dalle norme canoniche sui banchetti in chiesa (che non esistono) alla deposizione del papa per eresia (che non esiste). Sono io a mistificare quello che ha scritto lei. Sono io a insultare e ridicolizzare il mio contraddittore per coprire le mie carenze argomentative.
            Il tutto per il puro gusto di contraddire, per diffondere bugie e per prendermi l’applauso di qualcuno. Mi perdoni per il mio traballante zigzagare. Sono io lo stupido, sono io vittima della mia triste e solitaria superbia e non so nemmeno far bene le ricerchine su google da incollare qui a caso. Scusi. Abbia compassione per un idiota come me.

        2. @ Lupus (06.10/7:40 am)
          Insigne rampollo della casata deLupibus e caro amico,
          la Sua domanda é per nulla elementare. Cercheró di rispondervi secondo le mie possibilità.
          ad 1. L’ipotesi é che il papa sia eretico manifesto, i.e. secondo la formulazione di S. Alfonso de’Liguori “notoriamente eretico e contumace”.
          In questo caso, senza alcun bisogno di un’azione esterna da parte di chicchessia (quindi, il papa non viene “esautorato”, nemmeno da un concilio), Sant’Alfonso dice lapidariamente, in armonia con tutta la tradizione canonistica ortodossa, “egli cesserebbe d’essere papa, e vacherebbe il pontificato”.
          O come dice il Bellarmino, da me giá citato:”… papam haereticum manifestum PER SE [mia enfasi] desinere esse papam et caput, sicut PER SE desinit esse christianus et membrum corporis Ecclesiae.”
          Il Bellarmino aggiunge:”Fundamentum hujus sententiae est, quoniam haereticus manifestus nullo modo est membrum Ecclesiae …” (ibid.).
          Il Can. 188 (CIC 1917) parla di “dimissioni tacite” del papa eretico:”Ob tacitam renuntiationem AB IPSO IURE ADMISSAM [mia enfasi] quaelibet officia vacant
          IPSO FACTO ET SINE ULLA DECLARATIONE [mia enfasi], si clerus [e quindi anche il papa, che ne é membro] … (4) a fide catholica publice defecerit.”
          In particolare, riguardo alle consequenze, si veda la Costituzione Apostolica di Paolo IV “Cum ex Apostolatus Officio” del 15 febbraio 1569 al N. 6, (i). (ii). (iii), (iv), (v), (vi), in cui si dichiara la nullitá della sua elezione al pontificato, se fosse stato eretico manifesto giá prima di essa, e la nullitá di ogni suo atto di giurisdizione compiuto da papa.
          In tutti questi autori, si parla di un decadere AUTOMATICO (per se) del papa eretico manifesto, senza bisogno di un qualsiasi atto ulteriore da parte di chicchessia.
          Non é necessario quindi che “la Chiesa gerarchica (vescovi) nella sua totalità o stragrande maggioranza
          (ad esclusione del papa) riconosc[a] che il papa ha commesso eresia”.
          ad 2. Lei chiede:”Nel caso in cui la chiesa gerarchica nella sua totalità o stragrande maggioranza, rimanga inerte – ossia non formalizzi accuse di eresia, non si autoconvochi in concilio, non proceda con l’esautorazione, etc. – quali conseguenze trarne?
          a) (….) L’inerzia ipotizzata della Chiesa non implica eresia nella stessa. E’ solo inerzia, dovuta a chissá quali fattori interni o esterni.
          Il che non cambia nulla per quanto riguarda lo status del pontefice eretico manifesto, già decaduto automaticamente dal suo ufficio in virtú della sua eresia (caduta dalla fede e separazione dalla Chiesa di cui non é piú membro, v. Bellarmino). Senza bisogno di alcuna dichiarazione in proposito da parte di chicchessia.
          b) (…) Questo é escluso dall’ipotesi stessa.
          (c) Lei chiede:”Esiste la possibilità di convocare un organismo di minoranza che proceda in vece del concilio?” Questa é la possibilità adombrata dal Cardinale Burke. Burke, che é un insigne canonista. parla di un gruppo anche ristrettissimo di cardinali che assolva la funzione di annunciare alla Chiesa che il papa regnante, come eretico manifesto, é decaduto automaticamente dal suo ufficio, e che la Chiesa si trova pertanto in sede vacante.
          E’ interessante notare che i canonisti da me citati, in armonia con i Padri (v. San Cipriano {lib.4, epist.2}, San Atanasio {Scr. 2 cont. Arian.}, Sant’Agostino {lib. de gr. Christ.cap.20}, San Girolamo {contra Lucifer} ed altri, tra cui il Cajetano) enfatizzano che colui che non é piú membro del corpo non ne puó essere il capo e che l’eretico manifesto non é cristiano: “per se desinit esse christianus et membrum corporis Ecclesiae” (Bellarmino, loc.cit.).
          Da ció segue, secondo lo stesso:”Haec est sententia omnium veterum patrum, qui docent, haereticos manifestos MOX AMITTERE OMNEM IURISDICTIONEM” [mia enfasi].
          San Francesco di Sales parla, come gli altri, d’altronde, supponendo che la Chiesa sia un organismo funzionante. Dice semplicemente, senza entrare in dettagli del da chi e del come: “… et l’Eglise le [un papa eretico manifesto] doit ou priver, comme disent quelques uns, ou le declarer privé de son siège apostolique.” La seconda alternativa sembra essere “opinio communis” dei canonisti di oggi.
          Se poi, il papa essendo eretico manifesto, nulla succede, vuo dire semplicemente che la Chiesa é
          governata abusivamente da uno che non é papa,
          e che é eretico, i cui atti ufficiali nella loro totalità sono nulli, incluse eventuali scomuniche di dissenzienti, etc.
          Vuol dirsi con ció che la Chiesa ha perso la fede?
          A questa conclusione si oppone il dogma dell’indefettibilitá della Chiesa in virtú dell’opera dello Spirito Santo, promessagli dal suo fondatore e signore Gesú Cristo. Anche se retta da un “papa” eretico manifesto, Chiesa come tale non puó cadere in errore.

          1. “Se poi, il papa essendo eretico manifesto, nulla succede, vuol dire semplicemente che la Chiesa é
            governata abusivamente da uno che non é papa,
            e che é eretico, i cui atti ufficiali nella loro totalità sono nulli, incluse eventuali scomuniche di dissenzienti, etc.”

            Gervasi – giuro che poi me ne vado – si renda conto di quel che dice: ma come si fa a sostenere che “gli atti ufficiali nella loro totalità sono nulli” senza che ci sia qualcuno che abbia la competenza per stabilire che lo sono (NON per renderli nulli, MA per accertare che lo sono)?
            Se definisce un dogma, l’atto definitorio è nullo, ma nessuno può disattenderlo perché non c’è nessuno che può stabilirlo. Se firma un trattato internazionale, il trattato è nullo, ma il vaticano non può disattenderlo perché non c’é nessuno che può stabilirlo. Se emana una legge tributaria, quella legge è nulla, ma il contribuente vaticano non può chiedere il rimborso delle tasse perché non c’è nessuno che può stabilirlo. Se il Papa scomunica Gervasi, la scomunica è nulla, ma Gervasi resta scomunicato perché nessuno può dire il contrario.
            Pensi a quando i Papi incoronavano gli imperatori: papa eretico -> incoronazione nulla -> trono imperiale vacante.
            Gervasi….c’é bisogno che aggiunga altro o si rende conto da sé delle cose senza senso che scrive?
            Saluti.

            PS: De Lupis, non dia retta a questo qua, che non sa neanche cosa dice. Diffidi da chi usa Cipriano e Agostino per mettere in questione il Papa (proprio loro!!). Approfondisca dai libri e non dai blog: la questione è troppo importante per farne oggetto di chiacchiere.

    2. Luigi Bonini
      ” se è vero che san Giovanni Crisostomo, nel IV secolo, parlando delle prime comunità cristiane, ricorda come nelle chiese ci fosse un’usanza ammirevole”
      Infatti, Giovanni Crisostomo parla al passato non nel suo presente, inoltre c’è da comprendere che nel IV secolo vi erano le persecuzioni, i cristiani non sapevano se la sera ritornavano a casa, quindi quella “Usanza” era considerata una necessità, infatti al tempo di Giovanni non c’era più.
      La domanda caro Luigi è perché si è adoperata la cattedrale quando vi erano altri locali capienti per accogliere i poveri, usando invece quel luogo destinato all’adorazione di nostro Signore, non si è veicolato il pseudo messaggio di accoglienza, bensì un’altro tipo di messaggio, subdolo, insidioso, comprendere quale sia non è poi così difficile.

  3. Quello che faceva la Chiesa polacca contro il comunismo non c’entra niente con quello che stanno facendo questi catalani per il loro farlocco referendum. I Polacchi le chiese le volevano (vedi Nova Huta) per pregare Dio, non per fare manifestazioni profane; se poi il regime ateo voleva impedire la preghiera, il problema politico era del regime, non della Chiesa. La Catalogna invece è una delle regioni più scristianizzate della penisola iberica (che tanto ben messa non è): pensassero a questo, i pretonzoli, non ai referendum per una indipendenza antistorica e che costruirebbe muri, non ponti (perché il muro di Barcellona contro Madrid va bene?).
    Dottor Tosatti, io non uso twitter, potrebbe lei trasmettere questo mio messaggio al catalano in questione?

  4. Hierro 1973. No, è che sta continuando ciò che è iniziato con la Genesi, dalla tragedia dell’albero del bene e del male e che continuerà fino all’Apocalisse.

    1. @ Quanta cura (06.10/6:24 am)
      Non mi piace ripetermi, QC. Basandomi sui testi sopra citati, e su altri similari giá citati in altri miei posts, ho sempre sostenuto che un papa eretico non viene deposto da nessuno, nemmeno da un concilio (e qui cade la Sua supposizione di conciliarismo), bensí che decade dalle sue funzioni automaticamente. Un concilio, anche con una minoranza di cardinali, che abbia peró raggiunto il quorum, non depone il papa, ma constata che questi non lo é piú perché eretico e dichiara la sede vacante.
      Esplicito il Can. 188 del CIC del 1917, che Le consiglio di leggere in dettaglio.

      1. Gervasi, al di là del doveroso rilievo che mettere un messaggio rivolto a me in risposta a Rapanelli è un po’ da bamba, voglio dedicare a lei il mio ultimo intervento, declinandolo nei termini che seguono:
        1) il suo discorso è completamente sfasato: le questioni che pone (rectius: le asserzioni che fa) non hanno nessuna attinenza con l’oggetto della discussione, che consisteva nel decidere se una mensa in cattedrale sia da considerarsi profana, più semplicemente inopportuna, neutra, lodevole. Capirà bene che a nessuno mai – tranne che a lei – verrebbe in mente di discutere di eresia e deposizione/presa d’atto/la chiami come vuole, di un Papa in relazione ad una questione del genere;
        2) è del tutto inconferente invocare una norma abrogata;
        3) è del tutto inconferente invocare quel canone come criterio per stabilire che fine debba fare un papa eventualmente eretico: è evidente a chiunque – tranne che a lei – che non si può decidere la sorte di un papa sulla base di una norma che il papa stesso introduce, abroga ed ha il potere di interpretare in modo vincolante (chiunque – tranne lei – comprende bene che, una volta radunato il famoso concilio, al papa basterebbe emanare una norma interpretativa per dire che il canone non va inteso come applicabile a lui; o aggiungere un comma che ne escluda espressamente l’applicabilità a lui stesso. E così fregherebbe tutti);
        4) quella norma non si riferiva al Papa; infatti, se volesse riferire il “defecerit” al Papa, sarebbe in contraddizione con il ” veritatis et fidei numquam deficientis charisma” del Papa che è verità di fede e che non si esaurisce nell’infallibilità ex cathedra, ma ne costituisce il fondamento. Questo a meno di pensare che San Pio X, nell’emanare il CIC, intendesse divergere dal Magistero del suo predecessore Pio IX (ipotesi impossibile);
        5) le teorie che lei cita sono, appunto teorie: non hanno alcun riscontro nel Magistero; sono precedenti alla definizione dogmatica di cui sopra; sono ipotetiche, perché nessuno di quegli autori (Bellarmino in testa) ha mai detto che l’ipotesi del papa eretico sia verosimile; sono contraddittorie negli esiti, ossia nel delineare le soluzioni al problema;
        6) la norma canonica del 1917 parla di sede vacante e di non necessità di dichiarazione; non parla però di prese d’atto di un concilio né di come si faccia a sapere se la sede sia o meno vacante.
        Poiché un accertamento serve (come nel caso di nullità di un contratto: il contratto è nullo ab origine indipendentemente da una sentenza, ma serve un giudice che lo accerti per poter ottenere gli effetti della nullità, come la restituzione del denaro pagato indebitamente) è evidente che se anche il papa fosse eretico e la sede fosse vacante, l’inesistenza di un organo competente ad accertarlo crea la PRESUNZIONE di NON vacanza e NON eresia.
        Ergo, fino a tale accertamento, chiunque sostenga che il Papa è eretico – e quindi non ne condivida il Magistero, si PRESUME essere eretico lui stesso. E questo è il suo (e di tanti altri) caso. E siccome quell’accertamento non potrà mai essere fatto, la presunzione di eresia a suo carico è insuperabile.
        Queste sono le conseguenze che si traggono dalle premesse da lei stesso poste, secondo quella “logica aletica-veritativa” che a lei appassiona tanto, ma che non sa svolgere.
        Il succo del discorso? O di riffa o di raffa, che un Papa è eretico non lo si può proprio dire. Soprattutto se si parla di una mensa.
        Ora, caro Gervasi, la lascio con questi temi; ne faccia l’uso che preferisce e replichi come ritiene più opportuno.
        Lieto dell’incontro telematico, porgo cordiali saluti.

        1. @ Quanta Cura
          Piacere anche mio. Cordialitá.
          (PS Mi servo dei Rispondi di altri quando non c’é un Rispondi sul mio e vorrei aggiungere qualcosa al mio posting.)

        2. Se Gervasi è eretico come QC insinua ma io non credo proprio, be’ allora sono orgogliosamente eretica anche io. Poi sarà NSGC, al di là di sofistiche lenzuolate, a decidere chi sta dalla parte delle Pecore e chi con i capri.

          1. Zia, non ho detto che è eretico *, ma che il suo ragionamento conduce a presumerlo tale (fino a prova contraria, che non potrà aversi). Chi è causa del suo mal pianga sè stesso. Io me ne frego. Ciao

            * per me è solo ignorante e privo della capacità di ragionamento. Per queste condizioni soggettive sono certo che Dio lo perdonerà. Anzi prego perchè ciò avvenga, come lo faccio per te e per me.

          2. QC da quando sei diventato spettro sei tornato ad essere acido come uno yogurth andato a male…..Prega di più il Santo Rosario🙏🙏🙏🙏🙏!

          3. Zia vorrei vedere te in purgatorio a leggerti il Bellarmino per punizione!! E poi scusa…l’acidità non è un requisito minimo per scrivere sul blog???
            Il rosario lo recito tutti i giorni (come raccomandato anche dal Papa) 😀

          4. Si QC forse anche il tuo “papa” recita il rosario…..spiegagli però che i misteri secondo lutero non ci sono😈😈😈😈😈😈!!!!! Chissà che ulcera gli è venuta al kapetto argentino per la partecipazione così massiccia al Santo Rosario Polacco😂😂😂😂😎😎😎😎

          5. Non credo zia, il 4 ottobre aveva parlato di rosario proprio coi polacchi (come fa con loro ogni mese di ottobre).
            Zia, possibile che nessuno – soprattutto Gervasi – si sia accorto della cavolata suprema che ho scritto sopra su san Pio x e il CIC????? Mi sono autoimposto il cilicio per fare ammenda…..

          6. Non fare il furbetto spettrettino QC, spiega piuttosto perché sia da Santa Marta, che da ogni media, Cattolico e non, da radio vaticana, perfino sul nuovo manifesto del pc avvenire, nessuno, dicasi NESSUNO, ha spiaccicato mezza parola sul ROSARIO POLACCO DI SABATO 7 OTTOBRE, a cui ha aderito mezzo mondo, ovviamente non tutti fisicamente, ma in milioni in Comunione Spirituale. So che questi “pericolosissimi” fedelissimi tradizionalisti vi causano l’orticaria, ma non credo potrete ancora a lungo ignorarci. E intanto Sabato 13 Ottobre, ricordando le Apparizioni di Fatima, si replica a partire dall’ Italia, chiedendo anche il digiuno e anche quel giorno saremo in numero enorme ad aderire…..nonostante la CENSURA ARGENTINA IMPOSTA ai MEDIA SCENDILETTO, da parte di Santa Marta e complici bergogliolatri. Amen.

          7. Zia non posso darti torto, anzi hai pienamente ragione: sottacere (prima e/o durante e/o dopo) la notizia di questo evento è uno sbaglio clamoroso.
            Io l’avevo fatto presente alla Pontificia Commissione per il Boicottaggio della Dottrina Cattolica e la Strumentalizzazione delle Pie Tradizioni (evidenziando che avremmo fatto un terribile autogol), ma erano tutti così presi a grattarsi per l’orticaria che nessuno mi ha dato retta… Il Papa a sua volta, dopo l’indigestione di cotolette, era troppo impegnato a farsi una grigliata di carne argentina che non aveva proprio testa per occuparsene! Ottime costine, però!!

          8. C’è poco da ridere nipote “degenere”, la situazione è di uno squallore unico, per me e tanti altri non è un problema, continueremo a seguire la Strada Stretta e a non farci incantare dalle sirene mondane e bergogliOne, ma mi dispiace troppo per i bravi ragazzi come te perché non sapete dove finirete seguendo il pensiero filo-luterano dell’ inquilino abusivo di Santa Marta e soprattutto non sapete cosa significa una Vera e Autentica Conversione, in continua progressione fino all’ ultimo respiro, come Quella che è stata Donata a me con l’incontro con due Consacrati profondi, severi, giusti e compassionevoli senza buonismo a buon mercato. Se mi fossi convertìta alla “bergoglio-New Age “, starei ancora a sguazzare nei miei gravissimi peccati e starei ancora facendo tanto male ai miei cari e al mio prossimo. l’essere umano già di suo tende a dare alla Vita il minimo il facile il comodo e al ribasso, se non gli dai Mete Alte e Sacre si accontenterà sempre del becchime da gallinelle, continuando a guardare sempre in basso alla ricerca di un cibo forse più facile e sicuro ma che non Libera e non Salva. Svegliati nipotino che Maria Ti illumini.

  5. Segnalo il “Rosario di un milione di persone” che si terrà in Polonia il 7 ottobre.
    In questa mappa (impressionante), tutte le chiese che hanno aderito in tutto il continente, un vero Rosario d’Europa!
    http://www.rozaniecdogranic.pl/mapa

    Speriamo si uniscano altre parrocchie italiane!

  6. Gioco: trova le differenze.

    Questo è il titolo di Vatican Insider per riportare una prefazione scritta da Benedetto XVI:

    Ratzinger: “Il rinnovamento della liturgia è fondamentale per il rinnovamento della Chiesa”

    Questo è il link per leggere il testo:

    http://www.lastampa.it/2017/10/03/vaticaninsider/ita/news/ratzinger-il-rinnovamento-della-liturgia-fondamentale-per-il-rinnovamento-della-chiesa-xadcqJsZPTRLzQ7xV6O9iM/pagina.html

    Giornalisti veri (Tosatti) e aspiranti del blog, voi che titolo avreste usato per lanciare tale scritto del Papa emerito?

    1. Lo stesso titolo, con l’aggiunta di “vero”. Poi bisognerà leggere il volume in russo per capire cosa si intenda con “vero”.

      1. Bravo! Hai trovato la prima è più eclatante differenza.

        Non credo che leggerò l’opera russa. Ma basta leggere la prefazione capolavoro di Benedetto XVI per capire che vero rinnovamento della liturgia non significa trasformare le chiese in trattorie, vespasiani, seggi elettorali, piste ciclabili e men che meno in pantheon interecumenici e interreligiosi e agorà di anticlericali (anzi ex anticlericali perché questa chiesa con la c minuscola a loro piace) alla Bonino.

          1. L’Ave Maria di Schubert è proibita perché fu ispirata da una prostituta ed è dedicata ad una divinità pagana.
            Omissis stavolta non c’entra 😂

    2. Io continuo a non capire il rapporto fra Vatican Insider e La Stampa.
      Lunedì, sulla Stampa, tutta la visita del papa era relegata a poco più di un trafiletto a pagina 15 o giù di lì, eppure continuano a pagare il megasito plurilingue Vatican Insider.
      Sul sobrio giornale cartaceo evidentemente le gesta del papa umile riscuotono poco interesse, mentre sul web mantengono una corte di giornalisti – giannizzeri papali. Chissa perché?

  7. Mai tirare i remi in barca, care sorelle e fratelli. Il nostro Signore Gesù, non ci abbandonerà mai in mezzo alla tempesta, Egli, è il nostro Dio Creatore e Salvatore e ci preservera’ da ogni male. Pur nella sofferenza, confidiamo sempre in Dio. Preghiamo, lodiamo e ringraziamo nel ritrovarci tra fratelli, fedeli a Gesù e alla Sua Chiesa. A Gesù e solo a Lui crediamo con tutte le nostre forze fisiche e interiori, e a quanto promesso e rassicurato duemila anni fa: ” Non praevalebunt”!, certi che presto questo sarà realtà.
    Con Maria Santissima, gli Angeli e i Santi cantiamo gioiosamente: SIA LODATO GESÙ CRISTO!

        1. Gli ortodossi rumeni di mia conoscenza banchettano regolarmente la domenica dopo la celebrazione. Sarà una prova generale di intercomunione, chissà….
          Ma io non vedo tutta questa preoccupazione nei parroci o nei religiosi che mi capita di incontrare, d’altronde non mangiavano e bevevano tranquillamente e poi…

  8. Sono esterrefatta e spaventata……si assiste a qualcosa di inimmaginabile…..finirà mai tutto questo? Signore, salvaci….siamo perduti…..

  9. il prete catalano ke ha fatto questo ce lo fanno prestissimo cardinale
    se lo sà il turiferarionzo leccacalzinazzaro piegakukkiai velinaro ne fà un eroe anke in italia nelle sue cronake dalla north korea

  10. Mi associo alla preghiera di Enza e Andrea.Eppure,queste sofferte testimonianze paiono anche un arrendersi per sfinimento alle becere imposizioni di un capataz furbastro e dei suoi clientes. Adriana

    1. Nessuna resa, neppure ho intenzione di tacere, ma la preghiera e la speranza son comuni anche con chi decidesse di tacere ma non può certo, per questo, apprezzare il capataz furbastro e suoi clientes:

      “Preghiamo perché sia il signore a intervenire grazie ai suoi santi che fanno da corona al Papa, sperando che quelli ancora sani di mente riescano a convincerlo di cambiare strada per non portare noi nelle pene dell’inferno.”

      1. Andrea P: All’epoca della mia partecipazione alla liberazione del Sud Sudan, anno 1967-1972, usavo un sistema consigliatomi dall’addetto stampa dell’ambasciata israeliana: era quello di bombardare e fare bombardare di lettere sul probelam sud sudanese al direttore della stampa dell’epoca, con grosse spese in francobolli. Oggi, costa molto meno. I nemici del Cristo e i loro lecchini già leggono Stilum Curiae e si fanno una opinione dei combattenti. Io leggo sempre attentamente tutti i commenti, quasi tutti di buon spessore e pieni di sentimento. Io ho oltre 2000 e-mail tra privati, fogli, giornali, associazioni. In base all’argomento, io invio articoli, lettere, filmati… Il Nemico vuole che tutto rimanga sottotraccia. Quando lo tiri fuori dalla fogna si preoccupa. Il Papa che non risponde significa due cose: primo, che l’ha preso “in te la bocca”, come dicono ad Ancona; secondo, non sa che cosa rispondere; terzo, che spera che col tempo la gente dimentichi.
        Quindi, continuare a colpire secondo la tecnica della guerriglia. Attacchi improvvisi in forze (vedi “correctio fidelis”) e colpi isolati improvvisi, deve meno te li aspetti (vescovi, clero, associazioni lecchine, etc.). Prima o poi verranno allo scoperto, alla luce del sole, con le loro eresie, e li faremo secchi. Oppure – è auspicabile – si rimetteranno in riga.

      2. @ Andrea P. (03/10, 12:37 pm)
        E’ interessante notare che nella frase da Lei citata il Signore (DIO) viene scritto con la minuscola, il papa (Francesco?) con la maiuscola.
        Parlando, poi, di “quelli ancora sani di mente”, l’autore si riferisce necessariamente ai “santi che fanno da corona al papa”, il che implica che gli altri santi che fanno da corona al papa non sono più sani di mente.
        L’ “ancora”, usato dall’autore, implica poi che un tempo tutti i santi che fanno corona al papa erano sani di mente.
        L’autore non spiega come mai ad un certo punto una parte dei santi che fanno da corona al papa siano usciti di testa; e come mai essi facciano ancora da corona al papa pur essendo casi per l’ospedale psichiatrico.
        Forse l’autore vuol precisare che la chiesa bergogliosa identificata da EssoLui come “ospedale da campo” sia diventata in brevissimo tempo, sotto la sua guida sapiente, un ospedale psichiatrico, in cui “i santi che fanno da corona al papa”, cioé i membri del clero e dell’episcopato affetti da bergoglionismo, stiano danno i numeri, assieme ai “giornalisti di Corte” delle maggiori testate italiane e della conferenza episcopale tedesca, sempre sulla breccia quando si tratta di combattere per il lassismo e per l’eresia.
        Ed infatti, basta guardarsi attorno per confermare empiricamente che quest’affermazione, oggi come oggi, sia del tutto veritiera.

        1. Gervasi Lei è riuscito a fare un discorso più complicato e confusorio dei miei… chapeau!!! 🙂

          1. @ Lupo
            Si fá quel che si può, caro amico. Gli inglesi direbbero che ció che ho scritto é stato scritto “tongue-in-cheek”, e difatti é cosí. Ho fatto dell’ironia. La cui logica peró é chiarissima. Nessuna confusione! Siccome Lei é una persona seria, non si permetterebbe ….

        2. La frase è stata da me citata con il modo copia-incolla.
          Ma non ho tema di dire che, in buona fede, riesco a far di peggio dovendo scrivere con un i-tel. con schermo non troppo grandi, tastiera virtuale che lascia scoperte sol due righe e che non posso ridurre se non con maggiore svantaggio, non avendo né ottima vista, né dita idonee per battere tasti virtuali poco più grandi di un chicco di riso.
          A ciò aggiungere i nefasti interventi, a tradimento, del t9.
          Ed anche al fatto che, il mio cervello, si è evoluto con l’uso del segno sulla carta e non un supporto luminoso di una piattezza tale dei segni, che tanto nell’abilità dello scrivere che nella lettura, il cervello appare meno efficiente, in parte disabile confuso.
          Non ho mai visto tanti errori pubblicati da quando ha preso il via l’era informatica digitale e, le prime volte me ne stupivo. Fino a quando non ho dovuto pure io adeguarmi all’uso dei nuovi strumenti e, con orrore, scoprendomi capace di errori di scrittura altrimenti, prima, inimmaginati e, peggio ancora, talvolta sfuggendo al controllo nel leggere una bozza a video (eventualità che si azzera se si stampa su carta e si controlla carta).

          Pertanto, non me la sento di trarre indizi di altro che di errore non scorto e non voluto che, suppongo, scrivendo a penna su carta od almeno al pc, con schermo più grande e più grande tastiera.

          Lei, che altro mi suggerisce di vederci, nel farci caso? Un indizio sul piano formale che emerge da una qualche sostanza, dal contenuto oppure l’inverso e comunque una relazione, in questo caso specifico e nella peculiare posizione e disposizione espressa dal soggetto?

          1. Sul resto, G.Gervasi, niente da eccepire.
            Forse da aggiungere, per estensione di campo di analisi.

            Così, dove scrive che
            “i membri del clero e dell’episcopato affetti da bergoglionismo, stiano danno i numeri, assieme ai “giornalisti di Corte” delle maggiori testate italiane e della conferenza episcopale tedesca, sempre sulla breccia quando si tratta di combattere per il lassismo e per l’eresia.”
            mi viene in mente che Bergoglio ha goduto, da subito, di un consenso mediatico (main stream), dello star system per plasmarlo e guidarlo (anche dove lo star system si vorrebbe rappresentare col vezzo trasgressivo, contro il sistema, son furberie, è sempre più fedelissimo protagonista del main stream che occorre ed è più utile ai poteri forti, al potere occulto e profondo che, invece, non ha convenienza alcuna nell’esporsi direttamente alle masse).

            E poi, al di là dei dovuti omaggi, consenso immediato altissimo da quei governi, da quelle istituzioni anche extra-nazionali e da quei soggetti che rappresentano la politica più progressista (spesso era area anticattolica-protestante-atea ma con un cattolicesimo invaso da nomine di rappresentanza di protestanti ed atei si osserva che l’anticattolicesimo peggiore, più micidiale per la Chiesa, è dei cattolici stesso che li nomina come propri modelli di virtù) in Occidente e più anticristiana altrove (mondo islamico in primis).

            Fu del tutto diverso con Benedetto XVI all’inizio e peggiorò pure, poi, quel consenso mediatico, star system confermando mai stream ostile ma allineato all’ostilità interna (memorabile isolamento dentro la Chiesa stessa, solidarietà ambigua, oppure affatto e persino avvoltoi, sciacalli e iene ridens per il caso Ratisbona ma pure per quello dell’invito all’inaugurazione dell’anno accademico a La Sapienza a cui dovette infine, sotto schiaffo, rinunciare).

            E per analogia mi viene in mente un parallelo con il consenso di massa, irrazionale come mai visto prima e ben costruito, per Obama Hussein Barack, addirittura fatto premio nobel sulla fiducia, cioè fu espressione di puro pregiudizio mancando anche gli elementi utili per valutazione di giudizio decentemente compiuto.

            I “giornalisti di Corte” delle maggiori testate italiane e della conferenza episcopale tedesca, non si sono schierati solo con Bergoglio, ma con lui, con poteri del mondo che hanno preteso le dimissioni di Benedetto XVI ed un nome per sostituirlo con uno più idoneo alle loro speculazioni ed al loro disegno su scala globale da realizzare. E fu quello che, già al precedente conclave, per poco non riuscì ad avere successo.
            Opporsi sarebbe stato possibike e santissimo ma bisogna capire che la presa del mondo è talmente forte sulla Chiesa che questa diventa debolissima. E ricattabile.
            Tanto più in un tempo in cui, all’opacità che cela sporcizia strabordante nella Chiesa (di ogni genere, anche la più oscena corruzione dell’anima) si aggiunge che c’è una tecnologia avanzatissima con la quale la superpotenza occidentale ha sistematicamente spiato come bersagli e proprio per farne schiavi del ricatto, i propri alleati, come e più che fissero bersagli militari o realtà ostili.

            Se non Ratzinger o Benedetto XVI in persona ricattabile la Chiesa anche con altri mezzi (blocco transazioni finanziari) e, schiava del mondo, vuole Bergoglio perché è l’idoneo Caronte oer traghettare la Chiesa verso la conversione al mondo dove, i poteri forti del mondo, hanno dominio come servi del Princioe del mondo e della Menzogna.

            Ribadisco che il finale è già scritto: tutti i potenti sono destinati alla caduta, i prepotenti e gli schiavi del mondo che hanno rifiutato di santificare la propria vita nel mondo, alla dannazione eterna.
            Ma forse anche i tiepidi che hanno taciuto, gli omertosi, gki opportunisti e ruffiani che hanno accettato di tradire la verità non dovrebbero sentirsi coscienza serena su quello che li aspetta senza conversione del cuore, non senza pentimento e redenzione poi.

          2. @ Andrea P.
            Per caritá, Signor Andrea, non La stó criticando.
            La citazione mi ha dato lo spunto per ironizzare sullo stato di cose nella Chiesa di oggi. Nessuna punta di critica occulta e nessun bisogno di scuse da parte Sua, di cui apprezzo gli interventi su questo blog.

          3. G.Gervasi, non ho inteso una punta di critica occultata ma ho temuto di esser incapace o lento nel comprendere un suggerimento, un invito ad una riflessione.

            Per umile ragionevolezza mi è sembrato giusto chieder chiarimento.

            E grazie per non averlo disatteso (mi è andata meglio del previsto ☺); e per l’apprezzamento, anche.

  11. E’. eufemisticamente, una cosa strana. Il Nazareno teneva molta cura del suo abito, portava una tunica da boutique, si direbbe oggi.
    Si arrabbiava, di ira fredda e ragionata, coi banchetti davanti alla sinagoga. Cotal Pietro, nudo in barca, correva a coprirsi, alla vista del Galileo. Mah ! Ad ogni modo è scritto : “non abbiate paura”. E’ già successo altre volte, anche di peggio. Ricordate S.Atanasio ?
    Tirem innanz, amen, amen .
    G. Vigni

      1. Uno degli esperti che mi tiene aggiornato mi ha detto che S. Atanasio era rimasto solo a fronteggiare l’eresia. Con la Verità in mano ha sconfitto l’eresia. E’ così?

  12. Sopra il video che ho fatto questa mattina all’adorazione in diretta, ma che ho dovuto girare il telefono altrimenti sarei uscita io, ho scritto un pensiero

      1. Enza, carissima, io prego poco. Sono da prima linea… Ma la preghiera è l’arma più importante che abbiamo, insieme al Rosario. Molti anni fa, quando studiavo i materiali rosacroce e avevo iniziato con la teosofia, chiesi ad un monaco buddhista di insegnarmi le intonazioni dei mantra. Mi rispose che i mantra orientali sono solo per gli orientali, che hanno vibrazioni elettromagnetiche diverse da quelle degli occidentali. Gli occidentali hanno già un loro mantra potentissimo da poter usare. Allibito, chiesi: “Quale mantra abbiamo?” Rispose: “Il vostro Santo Rosario. E’ potentissimo, possibilmente in latino, per via delle migliori vibrazioni…”

  13. Piu’che profanazione io parlerei di insopportabile volgarita’.I protagonisti di questi tristi episodi sono quasi sempre persone ordinariamente rozze e poco acculturate che cercano di dare una certa solennita’alla loro pochezza.
    Non vi e’chi non veda come in San Petronio stridevano gli affreschi ,i dipinti ed i marmi dell’edificio sacro con le lasagne e cotolette che esprimevano tutta la Beatitudine dei poveri di Spirito.
    Il senso dell’attuale Pontificato forse e’ quello di consentire anche ai buzzurri di vedere i Colli Eterni e non vedo persona piu’adatta a questa missione di Papa Francesco.

      1. Tutt’altro figliolo tutt’altro.
        Il burino spesso ha dei complessi irrisolti e l’allegra e goffa trivialita’ di Papa Francesco potrebbe contribuire ad allentare i freni inibitori che lo allontanano dalla Salvezza.
        Probabilmente nella nostra Chiesa ci sono molti piu’tarpani di quanto possiamo immaginare e cio’spiegherebbe ,per quanto un umano possa capire,la scelta dello Spirito Santo nell’ultimo concitato Conclave.

          1. Ferda, se si riesce a fare un vuoto mentale, ossia se si riesce a bloccare la mente, che invece va per conto suo, avanti e indietro, a San Petronio si percepirebbe il “Sacro” come suono, come preghiere, come speranze: il tutto sedimentato nelle pietre.
            L’abbuffata proletaria recente non cambia nulla nelle registrazioni secolari. E’ come dire: morto una papa, se ne fa un altro.

  14. Dopo l’approvazione implicita del papa a San Petronio si sono spalancate le porte. La desacralizzazione è solo all’inizio. Ne vedremo di tutti i colori.

      1. Già il “nero” lo hanno usato nelle candele e negli addobbi dell’altare di Fatima. Nelle messe nere si usano candele di colore nero. Ciò che stupisce è che a quella provocazione demoniaca nessun vescovo e cardinale che concelebrava abbia avuto il benché minimo fremito. Io me ne sarei andato…
        Mentre montavo il filmato che ho messo sul mio youtube sentivo nella schiena uno strano malessere. Ma io sono all’antica… Quando percepisco le negatività intorno a me, mi schermo con olio esorcizzato, segnandomi con croci sulla fronte, sulla gola, sul petto e sul plesso solare (è qui che soprattutto entrano), acqua benedetta per segnarmi, e anche nella stanza, e sale esorcizzato agli angoli della stanza dove dormo. E’ roba antica, ma che funziona sempre.
        Sono tecniche che ho scoperto di recente, grazie al mio informatore occulto che mi tiene aggiornato. Le consigliava Padre Amorth… Io che conosco i chakra e le loro funzioni, mi sono detto: ragazzi, ma questi sacerdoti antichi ne sapevano di cose occulte! Perché non usarle? Se dici queste cose ad un prete modernista ti ride in faccia. E’ ciò che mi capita. Sono una massa di ignoranti!

  15. Per il bene della mia anima e per la salute della mia mente, ho deciso di non più parlare del Papa o dei vescovi che portano l’obbrobrio nelle chiese consacrate a Dio: luoghi di culto.
    Preghiamo perché sia il signore a intervenire grazie ai suoi santi che fanno da corona al Papa, sperando che quelli ancora sani di mente riescano a convincerlo di cambiare strada per non portare noi nelle pene dell’inferno.
    Un saluto caro a tutti !

    1. Mi unisco alla speranza ed alla preghiera che, credo, Enza, è proprio sentita di più e non per caso da coloro che criticano l’obbrobrio, portato nelle chiese consacrate a Dio, da papa e vescovi.

      Caro saluto ricambiato.

    1. Mancanza di Speranza = Mancanza di Fede.
      Occorre pregare, come dice Enza e avere fiducia nell’onnipotenza del Signore. L’unico a decidere quando sarà la fine di tutto.

      1. La sofferenza è grande, ma mi aggrappo a questa speranza!
        Signore, aumenta la nostra fede. Solo Tu puoi farlo!

      2. Su questo sono pienamente d’accordo con te. Confidiamo nel Signore Dio Onnipotente, l’unico a decidere quando darci un taglio. Noi possiamo però chiederGli di fare presto, poi sarà Lui a fare.

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