PEZZO GROSSO SU UN BEATO PIEMONTESE TROMBATO NEL 1852 DAL POTENTE DI TURNO. INDOVINATE PERCHE’…COINCIDENZE CHE SI RIPETONO.

Marco Tosatti

Devo fare ammenda, perché Pezzo Grosso ieri mi ha scritto una riflessione interessante su un beato piemontese, e sui tempi d’oggi. Ma ieri pomeriggio e ieri sera, come ben sapete, ero impegnato a fare il cronista-paparazzo alla Bocca della Verità; e mi sembrava sprecare un Pezzo Grosso postandolo nella notte di sabato. Eccolo qui, e badate che la data è quella di ieri:

“Caro Tosatti, vorrei condividere con i suoi lettori  la storia di un sant’uomo , un santo del giorno di  oggi , sabato 30 settembre : il beato Federico Albert . Vorrei chiedere ai lettori di riflettere sulla attualità della vicenda del beato, e la curiosa coincidenza con gli avvenimenti riferiti  alla  ‘correzione  filiale’  al Papa (successiva ai Dubia) riferiti ad Amoris Laetitia. La sua storia ci ricorda che chi  si permette di ‘correggere’ in pubblico chi detiene il potere  deve sapere che la sua testa è destinata a cadere. Il beato Federico Albert  era torinese (1820-1876) cappellano della Cappella Reale. (Regnante Carlo Alberto fino al ’49 e poi dal 1861 Vittorio Emanuele II). Nel 1852  durante un’omelia in un quaresimale il beato Albert commentò  la correzione di Giovanni Battista all’adulterio di Re Erode con Erodiade, e la fine del Battista.

La Corte non apprezzò questa omelia e lo licenziò; gli fu tolta la carica di cappellano della Cappella Reale. Coincidenza che al card.Burke (anche se proprio oggi il Pontefice lo ha nominato giudice di quel Tribunale di cui era Prefetto…) ed al card. Muller non deve sembrare molto inverosimile. Ma sono i tempi in cui avviene la giubilazione del beato che mi  intrigano di più: anno domini 1852. Il ‘quarantotto’ era stato 4 anni prima  ed in questo  stesso  periodo del licenziamento del beato Camillo Benso conte di Cavour  stava studiando le alleanze con Napoleone III, in previsione del 1861. Null’altro che coincidenze storiche naturalmente, con quello che sta  succedendo  nei nostri tempi e per le medesime ragioni che interessarono il beato Federico Albert. Oggi giubilati sono i Cardinali dei Dubia , grazie ad Amoris Laetitia,  mentre  nei tempi di oggi sembra si stiano studiando alleanze con  luterani, globalisti, ambientalisti, radicali. I dissidenti si giubilano  quando non si vuole sembrare troppo cattolici, mentre si stanno  progettando alleanze con i non cattolici. Solo coincidenze, ovviamente”.

Alla lista di Pezzo Grosso oggi possiamo aggiungere anche la “new entry” di Avvenire: il direttore dell’Unità, nonché Presidente onorario dell’UAAR (Atei e Agnostici). E non stiamo scherzando, è proprio vero. Tutte le domeniche il giornale dei vescovi avrà in prima pagina una sua vignetta. Speriamo almeno che siano anticlericali.



 


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19 commenti su “PEZZO GROSSO SU UN BEATO PIEMONTESE TROMBATO NEL 1852 DAL POTENTE DI TURNO. INDOVINATE PERCHE’…COINCIDENZE CHE SI RIPETONO.”

  1. Salve Dott. Tosatti, anche questa Domenica sta passando, mi sono molto divertito a leggere l’articolo di questa settimana di PEZZO GROSSO su questa triste faccenda successa al beato Federico Albert, ma la cosa che più m’ha stupito è senz’altro l’ingaggio di Sergio Staino ad Avvenire, ….mi domando a fare cosa??? Forse vignette dileggianti sui cardinali dei Dubia???
    Mah! …qui sotto il link a una vignetta del fumettista “rosso …chissà cosa ne pensano in Vaticano?
    http://ifg.uniurb.it/static/sito-2015/wp-content/uploads/2013/12/vignetta-big.jpg

  2. Un esempio dello stile di Staino, ateo presidente dello UAAR già direttore dell’Unità che Avvenire, organo stampa della Conferenza Episcopale Italiana, ha voluto assolutamente sul proprio libro paga.
    Con la scelta di Staino, Avvenire diventa ufficialmente organo stampa della Conferenza dei vescovi di lotta e di governo.
    Nell’immagine, una vignetta di Staino per Il Dubbio: say helloooo, Jesus..
    https://m.facebook.com/photo.php?fbid=10214404575289985&id=1286392184&set=ecnf.1286392184&source=49

  3. Faccia tutte le sua battaglie contro l’ingiustizia e l’ecologia, ma lasci i dogmi così come sono stati scritti. E’ la mania di voler dialogare con i protestanti, senza dire loro di rientrare nella Chiesa Cattolica, che mi preoccupa. Si comporta da demagogo. Mi auguro che non predichi bene e poi razzoli male…

    1. Veramente, Giorgio, se lei ha già fatto caso, giustamente preoccupandosi,
      che sia di Bergoglio la “mania di voler dialogare con i protestanti senza dire loro di rientrare nella Chiesa Cattolica”, potrà osservare che val lo stesso per la sua mania di dialogo con i mussulmani o con gli atei:
      senza minimo desiderio manifesto che si convertano al Signore Nostro ma suggerendo, invece, che sia bene lo stesso che restino mussulmani o atei, che non faccia poi alcuna differenza.

      E perché mai?
      Con Bergoglio (che fa vecchie tutte le cose), essendo il proselitismo dipinto quale ingiusto e da stolti, che ciascuno persegua la sua idea di bene.
      Ed al posto di pescarlo a Cristo come fu incaricato di far Pietro, col nuovo che avanza e in nuovi processi avviati da cui non si deve tornare indietro, sia incoraggiato in questo: le conversioni non servono a granché.
      Ora son cosa superata se son al cattolicesimo visto che, oltretutto, senza almeno il bene apportato da Lutero sai che schifezza sarebbe oggi; e dato che Dio, tanto, non è neppure cattolico..

  4. Caro Nicola, il papa ha proprio ragione.

    Il problema degli adulteri non riguarda gli istinti non tenuti a freno, ma il perdere la grazia, a rischio di farlo per la vita eterna.

    Peccare contro la povertà è proprio consegnare un povero all’indigenza, senza volerlo tirar fuori da quella condizione.

    Perciò Nostro Signore, che pure occasionalmente moltiplicava pani e pesci, mutava l’acqua in vino e riempiva di pesci la barca di Pietro che aveva faticato invano (etc etc), disse a Satana che non di solo pane vive l’uomo, ma che la vita e la salvezza erano da intendere a un livello superiore. Perciò il Verbo ha preso carne: per redimerci da questa condizione di schiavi (del peccato).

    Le prostitute e i pubblicani sopravanzeranno certi scribi e farisei nel Regno dei cieli a motivo della loro conversione da poveri peccatori a persone raggiunte e trasformate dalla grazia. Chissà se Lutero, l’eretico Lutero, assillato da problemi vari con la continenza a vario titolo, può dire bastante la propria fede a giustificarsi, non avendola ritenuta in grado di trasformare la propria condizione, al punto di esagerarla in gozzoviglie…

    Questo papa ha spesso ragione quando dice delle cose che vengono da Gesù: purtroppo poi le ripete come vengono dagli uomini e come piacerebbe agli uomini che venissero dette: non dunque rinnegando se stessi, ma anzi essendo pienamente se stessi nel peccato che tanto ci piace e ci impoverisce… Perciò desacralizziamo tutto: a noi del sacro, dell’eterno e del santo non importa nulla, a noi importa la pancia piena e pure la moglie (senza sottilizzare sul gender) ubriaca! Poveri noi! Ecco perché si pecca di più sulla povertà.

    1. Amareggiato che scrivi

      “Questo papa ha spesso ragione quando dice delle cose che vengono da Gesù: purtroppo poi le ripete come vengono dagli uomini e come piacerebbe agli uomini che venissero dette”.
      Beh, se le ripete come dici non direi che questo papa ha soesdo ragione. Anzi, se le parole di Gesù vengono confuse, è lecito sospettare che non vengono ispirate da Gesù ma dal suo e nostro Nemico.
      Ed è un lecito temere perché, come tu dici e che sembra proprio confermarlo, son confuse nel modo “come piacerebbe agli uomini che venissero dette: non dunque rinnegando se stessi, ma anzi essendo pienamente se stessi nel peccato che tanto ci piace e ci impoverisce… “.

      E chi più dell’Avversario ci vuole nel peccato? Chi più di lui ispira parole a tale scopo?
      Dunque il papa non ga spesso ragione e le sue parole non vengono da Gesù ma dal suo e nostro nemico.
      Ed essendo papa è davvero un motivo per dirsi almeno amareggiati.

  5. Altra notevole coincidenza è la materia che provocò la caduta del beato Albert: l’adulterio. Non è attorno ad esso che gravita il dibattito su Amoris Laetitia?

    E l’esempio di Giovanni Battista è quanto di meglio si possa proporre per controbattere ai furbi e agli pseudo misericordiosi di ieri, di oggi e di domani: il Precursore del Signore, il migliore uomo che sia mai nato sulla Terra (lo dice Gesù in persona), ha dato la sua vita per difendere la Verità, per aver affermato a voce chiara e netta, senza compromessi, che sulla famiglia e sul matrimonio non esistono mezze verità, cosa poi ribadita dallo stesso Cristo.

    Si tratta di un’eredità che dovrebbe rappresentare uno dei pilastri fondanti il patrimonio spirituale della Chiesa. Una lezione quanto mai attuale, che molti pastori hanno dimenticato o fatto finta di dimenticare.

    1. Concordo pienamente e colgo l’occasione per ribadire chiaramente che Bergoglio ha peccato di eresia anche perché nell’AL contraddice quanto ha detto e ribadito con forza e senza eccezioni Gesù nel Vangelo. In particolare, secondo il 301 della stessa Erode ed Erodiade non avrebbero potuto peccare in modo grave e quindi avrebbero potuto ricevere l’eucarestia anche senza confessarsi. Infatti, pur conoscendo la norma, cioè i dieci Comandamenti, avevano difficoltà nel comprendere i «valori insiti nella norma morale» stessa. Ecco come si possono demolire tre pilastri sacramentali ( Riconciliazione, Matrimonio e Eucarestia) con un solo colpo di eresia. Tralascio gli altri già ampiamente argomentati nella correzione.
      Ora anche se non fosse vero quello che afferma Socci, secondo il Diritto Canonico un Papa che si macchia di eresia perde ipso facto il suo mandato petrino. Chi dovrebbe o potrebbe destituirlo non importa; importante è non seguirlo più e seguire invece il Vero Magistero di Cristo e della sua Chiesa di sempre (Tre Fontane, Anguerra).
      Cristo regni!

    1. Le solite stronxate della domenica. Imbarazzante per chi è costretto ad ascoltare; ce ne fosse uno tra i presenti che alzandosi in piedi e – in diretta – lo interrompesse con “ma che cavolo stai a dire?”. Sarebbe epico!

    2. Stavolta l’ha detta giusta:”i religiosi peccano più contro la povertà che contro la castità”. Ha ragione. Nelle congregazioni religiose, almeno quelle maschili che sono quelle che conosco, il voto di povertà è una cosa puramente teorica: la singola persona può anche non avere niente di proprio, però la comunità è ricca, e non lascia mancare niente al singolo. Io ho conosciuto una comunità di frati dove, agli inizi del 2000, ognuno aveva il suo pc portatile personale (e allora un computer costava 3 milioni di lire di 20 anni fa) e la macchina personale che, pur essenso intestata alla congregazione, era di uso esclusivo del singolo, e ogni 2-3 anni la cambiavano. In questa comunità tiravano su 40 milioni di lire all’anno solo di intenzioni per le messe (perché usavano il trucco di prendere più intenzioni per messa, 20mila lire per intenzione, per ogni messa prendevano 4 o 5 intenzioni, dunque ogni messa fruttava 60-80mila lire), poi hanno venduto un vecchio seminario per 4 miliardi di lire. E nel bilancio annuale, di soldi dati ai poveri figuravano 200mila lire. Anche i francescani, che sulla carta dovrebbero essere i più poveri, è notorio che siano uno degli ordini più ricchi. Per le suore forse sarà diverso, perché non avendo incarichi pastorali non accedono all’8×1000, ma anche loro non se la passano male, con i loro alberghi di lusso. Bergoglio, essendo religioso, queste cose le ha viste bene e dunque parla con cognizione di causa.

  6. “Speriamo almeno che siano anticlericali.”.

    Speriamo almen questo.
    Almeno potrò dire che,
    non tutto il male vien per nuocere. 😃

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