MALTA, BRUTTA STORIA. IL TRIBUNALE DÀ TORTO A BOESELAGER. SAPEVA DEI CONTRACCETTIVI. PERCHÈ “DECAPITARE” IL GRAN MAESTRO?

Marco Tosatti

 

Il silenzio circonda l’Ordine di Malta, dopo il golpe voluto dalla Segreteria di Stato ed eseguito materialmente dal Pontefice regnante con la decapitazione del Gran Maestro; ma due giorni fa, da Amburgo, sono giunte una decisione, e una notizia, di notevole importanza. Il Tribunale di Amburgo, come riporta il sito cattolico austriaco Kath.net, ripreso in inglese da OnePeterFive, ha dato torto a Albrecht von Boeselager. Albrecht von Boeselager è l’attuale Gran Cancelliere. L’ex Gran Maestro, Matthew Festing, l’aveva punito perché sotto la sua responsabilità Malteser International, una branca dell’Ordine aveva distribuito anticoncezionali e pillole del giorno dopo nella penisola indocinese. È una pratica in evidente contrasto con i principi della morale cattolica, a cui l’Ordine dovrebbe attenersi. Per questo motivo Boeselager, dopo un’inchiesta, era stato invitato a dare le sue dimissioni. Rifiutò, sostenendo di non sapere nulla di quelle attività. Il Gran Maestro lo “dimissionò” d’ufficio. Boeselager mosse le sue pedine in Segreteria di Stato; il Papa costrinse il Gran Maestro alle dimissioni, dopo che la Santa Sede aveva cercato di esercitare interferenze mai viste nella storia dell’Ordine; il card. Burke, Patrono dell’Ordine di Malta, fu in pratica esautorato (non è ancora riuscito ad avere udienza dal Pontefice), l’Ordine è stato commissariato, e, naturalmente Boeselager è stato rimesso al suo posto.

Una brutta storia. Potete leggere quello che scrivevamo su questo link. 

Che forse, ora, dopo questa sentenza del Tribunale di Amburgo, dovrebbe abbandonare, spontaneamente, ammettendo di non aver detto la verità. Boeselager dal 1989 al 2014 ha avuto un ruolo di controllo su Malteser International, e durante la sua gestione è nato il problema della distribuzione dei contraccettivi. Nel novembre 2016 il card. Burke ha parlato con il papa. Che è rimasto “profondamente turbato” dalla notizia della distribuzione dei contraccettivi. Oltre che dalla notizia di infiltrazioni massoniche nell’Ordine, che ha chiesto sempre in quell’occasione, di ripulire, con un’azione appropriata. Questa lotta si è svolta sullo sfondo di una battaglia fra l’ala tedesca e quella anglofona dell’Ordine, di una donazione misteriosa quanto imponente dall’origine non chiara, in cui non è chiaro neanche il ruolo svolto da alcuni diplomatici vaticani.

C’è stato poi, ed è interessante notarlo, il tentativo di tacitare la stampa da parte dell’ala vincente. Nel marzo di quest’anno Kath.net ha ricevuto un ordine di cessare e smettere di informare su von Boeselager. Come scriveva Kath.net: “Questa settimana kath.net ha avuto un’ingiunzione di smettere e cessare originata dall’Ordine di Malta, e questo è accaduto per un reportage di Bild. Bild ha scritto che il Gran Cancelliere von Boeselager ha accettato una donazione di 30 milioni di franchi svizzeri la cui origine è dubbia; kath.net ha citato semplicemente il reportage di Bild”.

Era la seconda volta che questo accadeva. Già nel 2016 kath.net aveva ricevuto un’ingiunzione del genere. Aveva scritto della distribuzione di materiale anticoncezionale dal parte di alcune organizzazioni caritative legate all’Ordine di Malta. La sentenza di Amburgo fa riferimento all’ingiunzione del 2016, quella relativa alla contraccezione.

Con la sentenza del tribunale di Amburgo, ora, anche questa procedura si trova, de facto, a essere messa in questione. Il Papa è stato informato male? Festing aveva ragione e, quindi, è stato ingiustamente costretto alle dimissioni? Boeselager è ancora nelle condizioni sostenibili per fungere da Gran Cancelliere di un Ordine cattolico?

Nella sentenza di Amburgo, che questa settimana è stata trasmessa in forma scritta a Kath.net, si legge, con un richiamo all’articolo di Kath.net del 26 dicembre 2016 contro cui Boeselager si era mosso sul piano giudiziario: “L’intero terzo paragrafo dell’articolo tratta criticamente diversi aspetti del lavoro del Richiedente (Albrecht von Boeselager) nella sua veste di Ospitaliere, per dimostrare la tesi dichiarata all’inizio, e cioè che un piccolo circolo dell’ambiente di lingua tedesca vuole mantenere i vantaggi dell’esclusività e della sovranità (dell’Ordine di Malta) ma desidera allentare i legami con l’insegnamento cattolico e con il papa, che sono a suo parere troppo stretti. Per il lettore, la conclusione cogente è, a parere della camera giudicante, che il Richiedente è egli stesso responsabile di tutte le accuse sopra menzionate, che necessariamente comprendono anche la sua conoscenza di tutte le circostanze rilevanti. (Cioè la questione dei contraccettivi. n.d.r.). L’impressione comunque è da riguardare vera proceduralmente, dopo i risultati delle udienze”.

Boeselager aveva, invece, argomentato, sia pubblicamente che nel confronto giudiziario, di non avere avuto alcun influsso operativo diretto sull’azione umanitaria di Malteser International, che quelle circostanze non rientravano tra le sue responsabilità e che, una volta messo al corrente degli abusi, era intervenuto subito e vi aveva posto fine. Un dettaglio significativo: nel frattempo tutte le dichiarazioni, e i links su questo argomento sono scomparsi dal sito dei Cavalieri di Malta.

La sentenza di Amburgo apre un panorama dalle prospettive imprevedibili. Ci si può chiedere chi e perché abbia chiesto l’intervento del Papa, in un’azione che un tribunale civile ha dimostrato ingiusta; se Boeselager sapeva, Matthew Festing – e il card. Burke, per la sua parte – avevano agito correttamente. E se avevano agito correttamente, perché decapitare e commissariare l’Ordine? E non sarebbe il caso che il Pontefice prendesse atto di questa nuova situazione, e agisse di conseguenza?



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63 commenti su “MALTA, BRUTTA STORIA. IL TRIBUNALE DÀ TORTO A BOESELAGER. SAPEVA DEI CONTRACCETTIVI. PERCHÈ “DECAPITARE” IL GRAN MAESTRO?”

  1. Interessante.

    “La proibizione degli anticoncezionali può ammettere eccezioni? Possono esistere casi nei quali è lecito farne uso? Da come si esprime il Beato Pontefice Paolo VI sembrerebbe che simili eccezioni o casi non possano essere ammessi: «è asso- lutamente da escludere come via lecita per la regolazione delle nascite l’ interruzione diretta del processo generativo»30.
    Ecco, credo che il gruppo di studio istituito sia chiamato a chiarire proprio questo punto non facile, evitando di cadere nella “eccezione emotiva” che in modo altrettanto emotivo mira a legittimare una regola.
    E qui merita per inciso ricordare che quando lavoravo in Segreteria di Stato come teologo consulente avevo rapporti personali col Cardinale Pietro Palazzini, illustre moralista e allora Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Egli, un giorno, mi narrò che Pio XII incaricò lui ed altri due illustri moralisti ― se non sbaglio i Gesuiti Tromp ed Hürth ― di dargli un parere se potesse essere lecito fornire di farmaci anticoncezionali alcune suore missionarie che in Africa rischia- vano di essere violentate durante le guerre civili in corso; il tutto dopo che casi simili si erano già verificati. La Commissione dette parere favorevole e il Papa l’accettò. Si trattò infatti della possibilità che quelle suore, dedite all’assistenza dei deboli, dei feriti, degli orfani e delle vedove, se violentate conservassero la dignità e l’onorabilità della loro professione religiosa, valore soprannaturale superiore allla conservazione della loro integrità fisica. Analogo caso si ripropose tra il 1960 ed il 1965 durante la guerra civile nel Congo. In quella occasione, il Santo Pontefi- ce Giovanni XXIII e successivamente il Beato Pontefice Paolo VI, ribadirono in tut- ta segretezza quella che fu la precedente linea adottata da Pio XII dinanzi ad un preciso “caso concreto”.
    Discutendo insieme su questo tema, il Padre Ariel S. Levi di Gualdo mi ha ri- cordato che un caso analogo a quello delle suore esposte a gravissimo rischio in varie regioni africane e poi nella guerra civile del Congo, si ripropose circa un trentennio dopo durante il sanguinoso conflitto che si svolse nel cuore dell’ Europa, nella ex Jugoslavia, a inizi anni Novanta del Novecento, con i membri delle varie milizie che praticavano i cosiddetti “stupri etnici”. In quella circostanza la San- ta Sede, sempre in tutta segretezza, ribadì in modo tacito o implicito la liceità dell’assunzione della pillola anticoncezionale da parte delle religiose. Anche in quel caso, le religiose in età e stato di fecondità, presero ad assumere la pillola an- ticoncezionale, a partire proprio dalle monache di clausura, che tra tutte erano le più esposte ad essere aggredite, in quando residenti in stabili facilmente indivi- duabili e altrettanto facili da assaltare.
    I comodi sostenitori della liceità degli anticoncezionali ― a parte i danni che possono arrecare alla salute della donna ―, davanti all’eccezionalità di un caso come quello delle religiose esposte al rischio degli stupri, dovranno riflettere be- ne se e come proporne eventualmente di simili.”

    http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2017/09/18.09.2017-Giovanni-Cavalcoli-SI-RIAPRE-VERAMENTE-LA-QUESTIONE-SULLA-HUMANAE-VITAE-DEL-BEATO-PONTEFICE-PAOLO-VI.pdf

    1. Piaccia o no, c’è un SI SI o NO NO chiesto da Gesù Cristo con cui fare i conti!!!!! Infatti sappiamo bene tutti che quando si apre una breccia la diga poi crolla tutta. Infatti con un distinguo qua e un distinguo là è sotto gli occhi di tutti a cosa siamo arrivati, con l’omicidio quotidiano di milioni di innocenti mai nati e la svalutazione del VALORE ASSOLUTO DELLA VITA. Perciò Gesù Cristo CHIEDEVA SI SI o NO NO. Altroché discernimento e distinguo!!!!

      1. Quell’articolo metteva in evidenza il comportamento tenuto da Pontefici come Pio XII, che avevano ben chiari questi concetti.

        Perciò non capisco il senso di questa risposta, senza offesa, eh; nè credo che si possa dire che Pio XII fosse un relativista perché ha permesso alle suore a rischio di violenza di tutelarsi.

      2. Inoltre

        “Perciò Gesù Cristo CHIEDEVA SI SI o NO NO. Altroché discernimento e distinguo!!!!”

        Il fatto che, ad esempio, la legittima difesa (anche dovesse implicare forza letale, quando necessario) sia permessa e non sia peccato, nonostante il comandamento “non uccidere”, dimostra che gli odiati distinguo ci sono sempre stati.

        Altrimenti, se dovessimo prendere Mt 5,17-37 e soprattutto LC 6,29 (nonchè il quinto comandamento) senza “distinguo” ne deriverebbe che il cattolico non potrebbe mai, in nessun caso e per nessuna ragione, difendersi, men che meno quando questo dovesse causare la perdita della vita della persona da cui ci si difende (nonostante appunto la vita sia un valore assoluto).

        L’importante a mio avviso è non esagerare nè da un lato nè dall’altro e concordo in particolare con la fine dell’articolo dove viene scritto, da Padre Cavalcoli, che

        “se quanto ho cercato di spiegare con estrema chiarezza in queste righe, riguardo il divieto della contraccezione stabilito dalla Humanae vitae del beato Paolo VI ― non escludendo la doverosa analisi di circostanze particolarmente gravi che rientrano di prassi quasi sempre in casi assolutamente eccezionali ―, dovesse finire accantonato per dare spazio ad altri generi di ragioni basate sul relativismo, la mutevolezza e quindi sul rigetto della immutabilità e della assolutezza della legge morale, tra non molto potremmo correre il serio rischio che taluni “teologi” aprano discussioni su quanto sia lecita la interruzione volontaria della gravidanza in alcuni particolari casi concreti, invocando la “reinterpretazione” del divieto categorico e assoluto di poter ricorrere all’aborto.”

        Però non credo, pur essendo cosciente di questi problemi, che qualcuno possa dire che ad esempio Pio XII abbia sbagliato a fare ciò che ha fatto.

        1. Cambiano nome ma i lenzulatori don sempre quelli, può scrivermi anche 10 km di lenzuola, la Verità È una sola, non saranno gli arzigogoli del berghy ed i suoi, che ora si presenta come Ingravescentibus ecc ecc, a cambiarla LA VERITÀ e tantomeno a spostare di un millimetro le mie sofferte convinzioni. E con questo ritengo di non avere più nulla da dirle signor i.malis.

        2. che idiozia!
          Il distinguo della “legittima difesa” è per preservare un bene più grande (la propria vita) e una legge naturale (la autoconservazione).
          Mai sentito di gente che è morta per non aver fatto sesso!
          Inventatene un’altra Vincent Vega…

          1. Ciao,

            Premesso che questa è la prima volta che scrivo su questo blog, io non ho fatto altro che riprendere quanto scritto dall’autore dell’articolo.

            Chi pensa che sbagli può contestarlo direttamente sul suo blog, dove i commenti sono aperti.

          2. Ahahahah Ahahahah Ahahahah Ahahahah “la prima volta che scrivo su questo blog”!!!!!!!!!!
            Sig. Malis questa la racconti a sua sorella, il puntiglio, la lunghezza kilometrica, lo stile da dottorino sono la sua inconfondibile firma, stesso maniacale multinick! Ahahahah Ahahahah Ahahahah Ahahahah Ahahahah!

          3. Ciao,
            premesso che sono Haran Banjo,
            qui stiamo semplicemente riaffermando quella che fino a 4 anni fa era la Dottrina Cattolica.
            Chi pensa che sbagliamo può contestarlo direttamente al Superiore…
            😀

          4. Non credo che Padre Cavalcoli possa essere accusato di non attenersi alla dottrina cattolica.

            Ad ogni modo, se è così, glielo si dimostri e glielo si faccia presente, di modo che possa correggersi e non trarre in inganno i lettori (visto che l’Isola di Patmos è un blog con molti visitatori).

            Sono sicuro che accetterà di buon grado la correzione.

          5. “Sig. Malis questa la racconti a sua sorella”

            Due cose:

            1) Ingravescentibus Malis è un’enciclica di Pio XI, perciò usare Malis come se fosse un cognome è assurdo;

            2) non ho sorelle.

            Per il resto, come credi, non mi prendo la briga di contraddirti.

          6. Sig saputello Malis, nella mia misera ignoranza so benissimo che malis non è un cognome, il mio è un modo di ironizzare e sintetizzare a fronte dei suoi kilometrici sermoni. Buongiorno sua umiltà.

          7. Non credo che Padre Cavalcoli possa essere accusato di non attenersi alla dottrina cattolica.
            Eh no Ciccio (così va bene?).
            Stai proponendo la fallacia dell’ “ipse dixit“….
            A parte che uno che dice solitamente dice cose giuste non garantisce certo che non può anche dire una cosa sbagliata…
            Potete sempre rivolgervi al Superiore se avete rimostranze da fare…

            Ingravescentibus Malis è un’enciclica di Pio XI, perciò usare Malis come se fosse un cognome è assurdo;
            Quindi figurati quanto può essere assurdo usarlo come “nickname“…

          8. @ Ingravescentibus Malis
            “Ti riferisci al mio nick, Lupo? Perché ti piace così tanto?”

            Perché rimanda ad una piccola-grande enciclica* di enorme valore ed attualità (mutatis mutandis); perché il Rosario è la mia devozione; perché mi sta tanto simpatico Pio XI 🙂
            Spero che la Sua sia una scelta meditata.

            *piccola = breve

          9. @Kosmo

            “Non credo che Padre Cavalcoli possa essere accusato di non attenersi alla dottrina cattolica.
            Eh no Ciccio (così va bene?).
            Stai proponendo la fallacia dell’ “ipse dixit“….
            A parte che uno che dice solitamente dice cose giuste non garantisce certo che non può anche dire una cosa sbagliata…”

            Nessuna fallacia. Ho semplicemente detto che se Padre Cavalcoli ha errato glielo si può dimostrare.

            “Potete sempre rivolgervi al Superiore se avete rimostranze da fare…”

            Ma a dire il vero l’insegnamento di Cavalcoli sui vari “livelli” della legge morale dove l’inferiore deve, all’occorrenza, lasciare spazio al superiore, è sempre stato insegnamento cattolico. Si potrebbe parlare di rimostranze qualora questo fosse una novità modernista e in contrasto con la dottrina.

          10. @Lupodelupis

            Grazie per la risposta. Ho scelto questa enciclica più o meno per gli stessi motivi.

    2. Ma se Pio XII è morto nel 1958 e i biologi Garcia, Rock e Pincus inventarono la pillola anticoncezionale proprio nel 1958 e la commercializzarono solo due anni dopo…

        1. il fatto è che le premesse sono FALSE, i papi precedenti NON HANNO *MAI* E SOTTOLINEO MAI autorizzato, men che meno “segretamente” pratiche anticoncezionali, quindi il “punto messo in evidenza” e’ solo un punto…nero.
          Stacce.

          1. Il punto era questo, citando sempre l’autore Padre Cavalcoli

            “San Tommaso d’Aquino riporta al riguardo una sentenza del Digesto21: «Bisogna stabilire le leggi in relazione a ciò che avviene più spesso; invece non si sta- bilisce una legge in base a ciò che forse può accadere in un singolo caso»22. Infatti la legge, per sua natura, deve regolare il bene comune e quindi non può non avere un carattere di universalità. I casi invece sono infinti o quanto meno indeterminati, per cui il legislatore umano, limitato nelle sue conoscenze, non può fissare in anticipo una regola per ogni caso possibile.
            Tutt’al più può prevedere quali casi sono di maggiore probabilità, ma ci sono sempre gli imprevisti, ai quali occorre a volte anche tempestivamente far fronte. E qui si vede la prudenza e la ἐπιείκεια [epicheia, ossia l’equità dell’agente]. In tali casi, infatti, si può fare un’eccezione alla regola. Si tratta della legge positiva, stabilita dall’autorità umana, la quale, non avendo l’assolutezza della legge naturale, deve cedere, all’occorrenza, a una legge superiore o positiva o alla stessa legge naturale”. http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2017/09/18.09.2017-Giovanni-Cavalcoli-SI-RIAPRE-VERAMENTE-LA-QUESTIONE-SULLA-HUMANAE-VITAE-DEL-BEATO-PONTEFICE-PAOLO-VI.pdf

            Perciò, indipendentemente da quanto fatto nell’episodio delle suore, non penso che qualcuno sostenga che la cosa migliore in quel caso fosse non aiutarle a tutelarsi.

            Come non credo ad esempio che qualcuno sosterebbe che il divieto della contraccezione debba essere imposto anche a costo di sfasciare un Matrimonio.

            A quest’ultimo proposito voglio citare un commentatore che ha scritto sull’Isola di Patmos le seguenti parole

            “Premesso non solo “che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite,”
            ma che “È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione”,
            pur ricordando che “se è lecito, talvolta, tollerare un minor male morale al fine di evitare un male maggiore o di promuovere un bene più grande, non è lecito, neppure per ragioni gravissime, fare il male, affinché ne venga il bene, cioè fare oggetto di un atto positivo di volontà ciò che è intrinsecamente disordine e quindi indegno della persona umana, anche se nell’intento di salvaguardare o promuovere beni individuali, familiari o sociali”,
            credo tuttavia che, oltre ai casi prospettati da Pio XII, l’uso della contraccezione sia tollerabile al fine di evitare peccati contro il patto unitivo d’amore, accrescitivo e fecondo, assunto dai coniugi di fronte a Dio.” http://isoladipatmos.com/riguardo-il-divieto-della-contraccezione-si-riapre-veramente-la-questione-sulla-humanae-vitae-del-beato-pontefice-paolo-vi/#comment-4041

            Io condivido questa tesi, perché il divieto della contraccezione non è tollerato da tutti, anche perché impone un fardello mica da ridere (visto che i metodi naturali, ancorché efficaci, richiedono grande precisione e inoltre ci possono essere problemi come il ciclo irregolare o altro), perciò è facile vedere come un Matrimonio dove uno dei due imponesse unilateralmente all’altro tutto questo, sarebbe in grave pericolo.

          2. In particolare il punto è centrato da Padre Cavalcoli nelle seguenti parole

            “Se comunque le cose stanno così, sembrerebbe allora invalidarsi l’infallibilità della dottrina della Humanae Vitae, che invece ho affermato sopra. Invece si deve di- re che la proibizione insegnata dalla enciclica resta assoluta nella supposizione che non si presentino casi o situazioni nei quali occorre soprassedere per salvare un valore superiore di legge naturale. La proibizione fonda la sua assolutezza sull’assolutezza delle legge naturale del rispetto del processo biologico che porta alla concezione; ma, come abbiamo visto nell’esempio addotto sopra, possono sorgere circostanze così serie, che mettono in gioco un grado superiore della legge naturale, sicché l’inferiore, deve cedere il posto al superiore. Ubi maior, minor cessat”.

            E per l’appunto ritengo che questi casi possano includere sia la questione delle suore violentate, dove era in gioco la loro dignità e l’onorabilità della loro professione religiosa, come scritto sempre da Padre Cavalcoli, sia la questione dei Matrimoni (ripeto: Matrimoni, legame Sacramentale) che sarebbero messi in pericolo da una imposizione unilaterale da parte di uno solo dei due sposi o dall’imposizione di un confessore che non tenga conto di vari fattori (ad esempio un confessore che imponesse ad una donna di non usare la contraccezione anche qualora avesse già avuto molti figli, col risultato che la donna, non potendo permettersi di rischiare un’altra gravidanza, sarebbe costretta a negarsi al marito e a mettere in serio pericolo il legame e la fedeltà.

            Entrambi questi due casi a mio giudizio mettono in gioco un grado superiore della legge naturale (vale a dire la dignità umana delle suore e la stabilità di un Matrimonio sacramentale), superiore al rispetto del processo biologico che porta alla concezione.

            Se poi qualcuno qui la pensa diversamente ben venga, ma il fatto è per l’appunto che le leggi non sono tutte sullo stesso livello, come ha spiegato l’autore dell’articolo.

    3. occhio alle leggende metropolitane.
      Quando era papa Pio XII, in Africa c’era ancora il colonialismo e i missionari non li molestava nessuno.

  2. Avviso ai ” naviganti” del defunto sito anonimidellacroce. Fra Cristoforo è tornato con una notizia ed un articolo riguardanti la Messa “ecumenica” che è già ” partita” a Torino in via sperimentale. Vi accludo il link con la notizia è l’articolo. Agghiacciante, sempre più vera la visione della Beata Katherina Emmerick.https://www.riscossacristiana.it/la-profanazione-delleucarestia-e-iniziata-ed-e-una-realta-nella-diocesi-di-torino-di-fra-cristoforo/

    1. Aggiungo un invito a leggere La scure di Elia di oggi. Si tratta della prima parte di una lucida e severa analisi generale della chiesa di oggi. Penso proprio valga la pena dare un’occhiata.

  3. Già con Paolo VI la Segreteria di Stato era diventata covo della Massoneria e del politicamente corretto. A questi diplomatici non interessa il bene delle anime, ma tessere i fili della politica, dell’economia e gli interessi massonici. Tutto viene manipolato, anche il terzo segreto di Fatima! Di sicuro Sodano e Bertone ci potrebbero dire di più delle barzellette che ci hanno propinato sul terzo segreto. Inizialmente anche Ratzinger consociato, ma poi ravveduto dichiara che Fatima non ha esaurito la sua missione profetica, è in divenire. Il Vaticano II con gli uomini di chiesa che ha prodotto ci ha messi male. Il fumo di satana oggi è diventato una grande nebulosa che ci impedisce di guardare verso Dio e ci fa tenere gli occhi bassi verso l’inferno. Che Dio ci aiuti!

    1. Ineccepibile e chiarissimo come sempre Ira Divina, il tragico è che se dici queste cose a tanti fedeli un po’ meno attenti intortati dai preti, troppi, filo-bergogliOni, che parlano sotto dettatura della segreteria vaticana e di Santa Marta, ti dicono che sei tu l’eretica o, come hanno detto a me in un “santuario “Mariano i frati, che massoniche sono le mie perplessità!!!!!!! Così io una Vera Santa Messa, come già detto, devo andare a cercarla lontano dalla mia parrocchia.

  4. Doppiezza gesuitica e doppiezza vaticana vanno a braccetto. Spero che il prossimo Papa non sia Parolin perché se il buon giorno si vede dal mattino … Comunque la verità è’ come l’olio. Viene sempre a galla.

  5. È chiaro come il sole che Bergoglio nella “questio” ha eseguito ciò che gli ha chiesto di fare la segreteria di stato, che oggi è il più potente organo di potere Vaticano. Il grande burattinaio? Angelo Becciu! E Bergoglio in certi casi si lascia manipolare, quasi per una sorta di conservazione degli equilibri di potere. Gli hanno regalato il Papato, permettete che quando deve si conceda al potere occulto della diplomazia!? Dietro di certo ci saranno interessi importanti e intrighi oscuri. La misericordia è solo di facciata! Quando al misericordioso gli viene chiesto di bastonare, si sfrega le mani, e con una espressione di compiaciuta misericordia gli dà giù con le bastonate. Il fatto drammatico è che le bastonature se le prendono quelli a cui non è data la possibilità di difendersi, ma poi come difendersi dai poteri forti? Maranatha’! Vieni Signore Gesù!

  6. In questa brutta storia, che vede il Vaticano interferire su cose che non sono di competenza della Santa Sede, attuando anche il doppio gioco per arrivare allo scopo, è dimostrato il pugno di ferro nascosto dentro il guanto di velluto rivestito di misericordia, di cui parlavo in un precedente commento.

    Stesso comportamento indecente messo in atto ai danni dei Francescani dell’Immacolata, quando il “tiranno” ha per sua stessa ammissione confermato ai frati perseguitati “di essere lui l’autore della persecuzione”. In quell’occasione ha anche aggiunto:

    “Il vostro carisma è un carisma singolare: c’è lo Spirito di san Massimiliano Kolbe, un martire, e c’è lo Spirito di san Francesco, l’amore alla povertà, a Gesù spogliato… Ma c’è un’altra cosa che a me fa capire perché il demonio è tanto arrabbiato con voi: la Madonna. C’è qualcosa che il demonio non tollera… non tollera la Madonna, non tollera e non tollera di più quella parola del vostro nome: “Immacolata”, perché è stata l’unica persona solamente umana nella quale lui ha trovato sempre la porta chiusa, dal primo momento; lui non (la) tollera. Ma pensate anche il momento che voi vivete adesso come persecuzione diabolica. pensatela così…” (dal blog di Maurizio Blondet, “Involontaria ammissione di El Papa a quelli che perseguita” 6 novembre 2015).

    1. In altri termini il papa ammette che lui stesso é stato lo strumento della persecuzione diabolica dei Francescani dell’Immacolata, poiché tutte le misure adottate dal Vaticano contro questo poveri disgraziati sono state volute espressamente da lui. C’é persino il riferimento esplicito al volere del papa nei vari decreti, per rendere impossibile il ricorso dell’Ordine ad un tribunale ecclesiastico.
      Ma allora, se lui stesso vede in tutto ció un’azione diabolica, di cui lui é stato lo strumento, perché non si scusa con Padre Manelli, con i Vescovi che sono stati puniti o rimossi perché hanno sostenuto l’Ordine, con i superiori dell’Ordine rimossi dal loro ufficio, con i frati stessi? Perché non ritira le misure vessatorie e restrittive, tuttore vigenti, da lui ordinate contro di loro, e non fa penitenza?

      1. Ma se ha ammesso implicitamente di essere lui la mano punitiva di Satana, come può permettere che termini questa persecuzione? Io più che El Papa, lo chiamerei El Diabolico!😡😡😡

      1. Salve, avevo lasciato un messaggio di saluti e congedo ma non lo vedo pubblicato.
        Martedì ho ripreso la scuola e avendo la maturità non ho più tempo per i blog. Magari torno la prossima estate. Nel frattempo, volevo salutarla con virtuale affetto. Bye bye. 🙂

        1. Buoni studi QC…..sperando lei sia iscritto in un Istituto RIGOROSAMENTE CATTOLICO capace di SI o NO😀😀, se gradisce Pregherò per i suoi esami. Dicono che San Giuseppe da Copertino Sia molto attento agli studenti😊😊!

  7. Buongiorno dott. Tosatti, volevo chiederLe se tramite Suoi contatti sia possibile conoscere il contenuto del dispositivo del provvedimento (il PQM, per intenderci) e sapere chi fosse l’Opponente nella procedura (in tedesco: Antragsgegner).
    Nella foto dell’epigrafe, Boeselager è l’Antragsteller e perciò l’Antragsgegner (Opponente) dovrebbe essere l’Associazione Kath.net, quindi non capisco il senso di questa frase: “secondo il risultato dell’azione di opposizione e della sua contraddittorietà” (l’azione di opposizione “contraddittoria” dovrebbe essere quella di Kath.net).
    Inoltre, nelle parti riportate, si legge “Per il lettore, la conclusione cogente è…”, che dovrebbe voler dire che “chi legge l’articolo ha la percezione che” Boeselager ha fatto o conosceva quello che nell’articolo è raccontato. Se così fosse, manca la parte in cui il Tribunale accerta che quella percezione è aderente ai fatti e quindi l’articolo è veritiero, che sarebbe il vero nocciolo della decisione. Il dispositivo ci aiuterebbe a verificare velocemente se sia stata accolta o respinta l’istanza (di Boeselager) o l’opposizione (di Kath.net).
    Non ho trovato altro su internet, salvo i link indicati e una nota su Corrispondenza Romana, che non aggiunge nulla.
    Grazie mille per quel che potrà fare.

    1. Buongiorno. La parte a cui Lei si riferisce era entrata per errore nell’articolo, era una bozza di una versione precedente ed è stata espunta. Per il momento non ho altro materiale.

      1. Non potendo silenziare la Bild, Boselager ha tentato farlo con il blog cattolico austriaco Kath. net. In realtà, dietro all’affaire c’è ben più dei contraccettivi in Myanmar. Riporto per intero un articolo di Magister apparso sul suo blog nel marzo scorso. Penso possa aiutare a gettare un pò di luce sull’intrigo:

        23 mar
        Cavalieri di Malta. Il mistero di quei 30 milioni di franchi svizzeri.
        La saga dei Cavalieri di Malta si è arricchita di un nuovo capitolo, messo in scena dal Gran Cancelliere dell’ordine, il barone tedesco Albrecht Freiherr von Boeselager, in un’intervista sul diffuso quotidiano tedesco “Bild” del 16 marzo.
        Nell’intervista, raccolta da Nikolaus Harbusch, noto giornalista specializzato in reati finanziari, il Gran Cancelliere ha confermato che l’ordine ha incassato all’inizio di questo mese la prima tranche di una donazione di 30 milioni di franchi svizzeri, dopo aver verificato la corretta provenienza della somma e l’affidabilità della persona con la quale ha firmato il 1 marzo l’accordo per l’accettazione, identificata dalla “Bild” come “Ariane S.” e fiduciaria del trust CPVG di Ginevra, registrato in Nuova Zelanda, che è il depositario dei denari.
        Stando alle indagini della “Bild”, tuttavia, il percorso di questo patrimonio continuerebbe ad avere dei punti oscuri. E lo stesso ordine di Malta aveva inizialmente denunciato alla magistratura di Ginevra per appropriazione indebita la fiduciaria del trust CPVG, denuncia poi ritirata poco prima dell’accordo quadro del 1 marzo scorso.
        Qui di seguito è riportata integralmente l’intervista di Boeselager alla “Bild”. Con subito dopo alcune annotazioni sugli interrogativi che fa sorgere.
        *
        D. – Signor von Boeselager, secondo le informazioni in possesso della “Bild” la settimana scorsa [il 1 marzo – ndr] lei ha concluso un accordo importante per l’ordine di Malta.
        R. – Abbiamo concluso con la fiduciaria del trust CPVG di Ginevra un contratto quadro per l’accettazione di una grande donazione.
        D. – Di che somma si tratta?
        R. – Si tratta di un importo di 30 milioni di franchi [svizzeri] distribuiti in sette anni. 3 milioni sono già stati erogati.
        D. – Ha preso questa decisione da solo?
        R. – L’accettazione di questi soldi è stata esaminata da avvocati e poi decisa all’unanimità dal governo dell’ordine.
        D. – Chi è questo presunto “Signor Latour”, dal quale dovrebbe provenire la mitica eredità di 120 milioni di euro?
        R. – Non conosco il donatore. Appartiene a una ricca famiglia francese. I soldi sono stati conferiti in una fondazione già prima della seconda guerra mondiale. Da allora sono state prese solo decisioni di investimento. Questo è tutto quello che so.
        D. – Ma il “Signor Latour” ha anche un nome e una data di nascita?
        R. – Questi dettagli veramente non li conosciamo. Perché il nostro donatore è il trust CPVG e non il “Signor Latour”. Il “Signor Latour” ha chiesto al trust di restare anonimo e questo lo dobbiamo rispettare. È cosa che accade spesso.
        D. – Si tratta di denaro nero?
        R. – Secondo le nostre conoscenze no. Stando a una cosiddetta lista di desideri del donatore il nostro ordine di Malta dovrebbe ricevere un quarto del patrimonio del trust.
        D. – La procura di Ginevra ha congelato il denaro e ha aperto un’indagine contro la fiduciaria [del trust] per appropriazione indebita. E secondo le informazioni di “Bild” gli esperti ritengono che il patrimonio non sia mai stato dichiarato in modo corretto in Francia.
        R. – Il pubblico ministero ci ha invitati a trovare un accordo con il trust per chiudere il caso. Abbiamo ritirato la denuncia contro la fiduciaria, perché le accuse erano senza fondamento e perché nessuno è stato danneggiato. 30 milioni è di gran lunga per noi la donazione più grande negli ultimi 10 anni, ma vale il principio: se il denaro è sporco non lo accettiamo. Ricordo due donazioni dalla Svizzera e una dagli Stati Uniti che abbiamo dovuto rifiutare.
        D. – Lei passerà nell’orgogliosa storia del suo ordine cavalleresco come il “Barone dei soldi neri”…
        R. – Nel caso CPVG abbiamo effettuato accuratamente un’analisi del rischio. Perciò non vedo il motivo di inserire l’ordine in una lista di riciclatori.
        D. – I critici dicono che lei vorrebbe trasformare il suo ordine cavalleresco cattolico in una normale ONG.
        R. – Questi non mi conoscono. Perché è vero il contrario. Noi teniamo fermo il nostro compito: evangelizzazione tramite la Caritas e missioni di assistenza. Nello stesso tempo la dignità di coloro che aiutiamo ci impone l’obbligo di non imporre nulla a loro.
        D. – Come vuole evitare in futuro conflitti come quello della sostituzione del capo dell’ordine?
        R. – Conflitti tra persone non si possono mai escludere. Nell’imminente riforma dell’ordine dobbiamo limitare l’indipendenza del Gran Maestro. In futuro dovrà essere vincolato dalle decisioni del governo dell’ordine.
        *
        Già quest’ultima affermazione di Boeselager stupisce, visti i precedenti. Perché è vero che l’allora Gran Maestro Matthew Festing, nell’estromettere lo scorso 6 dicembre lo stesso Boeselager, si avvalse dei suoi poteri senza la previa approvazione (non obbligatoria) dell’intero governo dell’ordine, ma è anche vero che Boeselager, prima come Grande Ospedaliere e poi come Gran Cancelliere, agì spesso all’insaputa del Gran Maestro, contrariamente alle regole, e fu proprio questa una delle ragioni della rottura tra i due.
        Inoltre, una delle questioni di cui il Gran Maestro fu tenuto all’oscuro fu proprio l’esistenza di quei 30 milioni di franchi svizzeri custoditi dal trust CPVG di Ginevra. Venutolo a sapere, il Gran Maestro costituì una commissione interna per indagare su quel trust dai contorni poco chiari ma con sicuri addentellati con Boeselager e con altri tre esponenti di spicco dell’ordine di Malta: l’arcivescovo Silvano Tomasi, già osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, Marc Odendall, finanziere franco-tedesco, e Marwhn Sehnaoui, presidente dell’ordine in Libano.
        L’indagine della commissione costituita dal Gran Maestro Festing portò l’ordine di Malta a denunciare alla magistratura di Ginevra la fiduciaria del trust CPVG, sospettata di appropriazione indebita, con il conseguente blocco giudiziario della somma custodita dal trust.
        Ma nonostante ciò, dopo l’estromissione di Boeselager da parte del Gran Maestro e dopo il suo immediato appello al papa per essere reintegrato nelle sue funzioni, la commissione che Francesco istituì il 22 dicembre per ricomporre il dissidio era composta proprio da Tomasi, da Odendall e da Sehnaoui, oltre che dall’avvocato belga Jacques de Liedekerke e dal canonista gesuita Gianfranco Ghirlanda, cioè, a parte l’ultimo, da persone legatissime a Boeselager e soprattutto personalmente coinvolte nell'”affaire” del trust ginevrino.
        Senza contare la contemporanea nomina a membro del board dello IOR, la “banca” vaticana, del fratello di Boeselager, Georg Freiherr.
        Il Gran Maestro Festing protestò per questo palese “conflitto d’interessi” in almeno tre membri della commissione. Ma invano. La commissione istituita dal papa completò le sue indagini in tempi record e consegnò il suo rapporto conclusivo prima ancora del termine ultimo prefissato a fine gennaio.
        Con le conseguenze subito conosciute: le dimissioni forzate di Festing nelle mani di Francesco; l’azzeramento di tutte le sue decisioni dal 6 dicembre in poi; il reinsediamento di Boeselager nella carica di Gran Cancelliere; la nomina di un “delegato speciale” del papa “per il rinnovamento spirituale e morale dell’ordine”, nella persona del sostituto segretario di Stato Angelo Becciu.
        Ma anche con le conseguenze che Boeselager ha reso note a cose fatte, nell’intervista alla “Bild”: il ritiro della denuncia contro la fiduciaria del trust CPVG di Ginevra, la firma dell’accordo quadro e l’incasso dei primi 3 milioni della donazione.
        Resta il mistero su questa fiduciaria con cui il Gran Cancelliere dei Cavalieri di Malta ha firmato il patto.
        Interpellata in gennaio dal “National Catholic Register”, colei che la “Bild” chiama “Ariane S.” ha risposto minacciando di ricorrere in tribunale se solo fossero pubblicati i nomi dei membri del trust di cui è fiduciaria, come pure dei documenti che lo riguardino.

  8. @giorgio rapanelli
    Giusto! E lamentarsi contro l’ingiustizia diventa un articolo del nuovo decalogo, grave quasi quanto il peccato di omofobia coniato dal cardinal James Martin.

    1. @ Serena
      Non mi risulta che James Martin sia un cardinale. E’ un semplice sacerdote gesuita statunitense.
      Per quanto riguarda la sostanza della questione, bisogna sapere che quando si tratta di quattrini il Vaticano diventa un rapace e sviluppa artigli, mortali per coloro che gli si oppongono.

  9. Scommetto che non cambierà niente. Diranno che è un equivoco, che bisogna essere “aperti”, che non si può tornare indietro, eccetera eccetera.

  10. Aggiungiamo un nuovo possibile dubbio . Il conto si fa per ultimo. Ai nostri occhi pare che a Francesco non ne vada bene una , mentre magari il suo seguito lo osanna. La divisione e l’incomprensione è sempre più netta.

  11. visto ke non l’hanno capita con le buone, temo ke alla redazione capiterà un incidente, un incendio casuale per un corto circuito, oppure il direttore verrà messo sotto da una makkina
    adesso sono curiosa di vedere quale leccacalzinazzata tireranno fuori i turiferarionzi piegakukkiai

  12. Certamente, dai palazzi vaticani, un tempo ritenuti indeffetibilmente sacri, la credibilità è irreperibile essendosi stabilmente trasferita a Santa Marta. Povera Chiesa!

  13. di buone intenzioni è lastricata la via dell’Inferno , diceva un vecchio proverbio.
    Ammesso e non concesso che papa Francesco abbia agito in questa vicenda dell’Ordine di Malta con la “buona intenzione “di “tutelarlo dalla massoneria” la via dell’inferno ha oggi un pezzo lastricato in piu’….

  14. Una vicenda di esemplare spregio della verità e del diritto nella quale si può apprezzare in controluce la strategia eticamente disinvolta di questo Papa, che dice una cosa e fa quella contraria. La rigidità della legge non viene affatto sostituita dalla tenera misericordia, bensì dal duttile principio secondo il quale “quod principi placuit legis habet vigorem”.

  15. un altro “Dubia” a cui lo squallore vaticano non risponderà. Ma Pietro , non deve fare questi giochetti. Continuando così nulla è più cogente dal chiedersi: A chi risponde il Papa? A Dio o agli uomini : se un tribunale terreno ha dichiarato con sentenza che il Boeselanger sapeva , va da se che a maggior ragione sapevano i consiglieri del Papa . E perché il papa non è stato informato? o se è stato informato, peggio, poiché ha falsato il vero e ha condannato le persone rette? A questo punto, dovrebbe lasciare, per correttezza. O chiedere la testa di Becciu e compagni.

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