SANTITÀ, QUELLA VIOLENZA NON È CIECA. HA UN NOME, CI VEDE BENISSIMO, E MIRA LONTANO…

 

Marco Tosatti

Ho letto oggi il tweet dell’account twitter di Papa Francesco sui fatti di questi giorni. Eccolo: “Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni. La violenza cieca del terrorismo non trovi più spazio nel mondo”.

Ieri avevo letto alcune frasi pronunciate dal segretario generale della Cei, mons. Galantino, in un trasmissione televisiva, e rilanciate dal SIR, l’agenzia di stampa dei vescovi. “Le contrapposizioni non portano da nessuna parte e fanno soltanto vittime. Questo è vero anche nelle nostre famiglie”, ha detto il prelato. Mi è sembrato un po’ enigmatico. A chi si contrapponevano quei poveretti falciati sulle Ramblas? Ha continuato così, cito il SIR:

Alla domanda su un uso della religione come “strumento di attacco culturale”, il presule ha risposto: “Quando non ce la faccio ad avere ragioni per dire all’altro che deve andare via, allora capita di ammantare tutto di religione e di ideologia. Questa è una strumentalizzazione della religione, perché la religione di per sé non permette di prendere a pedate l’altro”.

Ora qui mi permetto di dissentire, e con motivo. C’è una religione che nei suoi testi sacri, il Corano e gli Hadith, cioè i detti e i fatti di Maometto, in ben 123 (centoventi tre punti) incita esattamente a questo. (Controllate qui, se non mi credete). E anche qui.

Chi ha studiato, e letto testi e storia, e ha una certa esperienza di mondo, anche musulmano, sa benissimo, e ne è felice, del fatto che esistono sicuramente musulmani moderati. Ma si rende anche conto che a causa della sua struttura, e dell’intoccabilità che circonda il Corano, non contestualizzabile né storicizzabile, pena l’accusa mortale di blasfemia, chi ammazza gridando Allahu Akbar ha basi scritturali per farlo, che nessuna fatwa può cancellare.

Difficilmente può apparire (anche vista la storia del suo fondatore, e gli hadith, gesti e parole fondanti al pari del Corano) una religione di pace; o principalmente di pace. Come dicevamo prima, centoventi tre, (123) versi del Corano sono relativi a combattere e uccidere per la causa di Allah. Con obiettivo atei, miscredenti, associatori e, last but not least, chi scegli un’altra religione.

E questo la rende una religione sicuramente diversa dalle altre: dal buddismo e dal cristianesimo sicuramente, anche se in entrambe le manifetsazioni di violenza ci sono sempre state. Ma il Vangelo, testo fondante del cristianesimo, ci mostra Gesù che rifiuta di essere difeso a mano armata da Pietro, nel momento dell’arresto, prologo alla morte. Poi, che i cristiani come chiunque altro ne abbiano fatte di cotte e di crude, è un altro discorso; ma non si può dire che seguissero l’esempio e le parole del fondatore.

Quindi è evidente che l’islam ha un problema, e grosso, nel suo rapporto con la violenza. Ci voleva il coraggio e la lucidità intellettuale di Benedetto XVI, per porre il problema sul tappeto. Non si può chiedere ai suoi epigoni altrettanto coraggio e dirittura intellettuale. Ma le fiabe no, per favore. E, Santità, questa violenza non è cieca per niente. Ha un nome, è islamica. Ci vede benissimo, e mira lontano. I ciechi siamo noi.

Ecco l’articolo in spagnolo su Como Vara De Almendro:

http://comovaradealmendro.es/2017/08/santidad-aquella-violencia-no-ciega-nombre-nos-observa-bien-ve-lejos/



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102 pensieri su “SANTITÀ, QUELLA VIOLENZA NON È CIECA. HA UN NOME, CI VEDE BENISSIMO, E MIRA LONTANO…”

  1. Cara Giusy, grazie dell’indirizzo e mail del vescovo. Spero che siano in tanti a fargli pervenire il proprio, quantomeno, stupore.
    Aggiungo, per chi si appellava al fine benefico della performance, che la presentatrice, a fine “sceneggiata”, ha comunicato che la cifra raccolta ammontava a tremila euro ai quali però dovevano essere sottratte le spese della produzione, non sappiamo a quanto ammontassero. Né è stato comunicato.
    Tempo fa compravo sempre biglietti di varie rappresentazioni a fine benefico convinta che fossero sostenute le opere a cui si riferivano. Malauguratamente una volta una volenterosa signorina al telefono nel propormi tali biglietti si lasciò scappare detto:”Anche perché il 15% va a tali opere”. Io rimasi di sasso. Ingenuamente credevo che la cifra andasse almeno per l’80% per gli scopi che venivano pubblicizzati. Da quella volta scelsi altri modi di sovvenzionarli.

  2. @ andrea salvi
    ”Violenza cieca e’ stata definita da sempre quella indiscriminata, come ad es quella nazista”.

    Sono d’accordo con Lei, infatti ricordo che lo stesso Benedetto XVI usò quell’espressione proprio in relazione al nazismo: ”l’abuso del nome di Dio per la giustificazione di una violenza cieca contro persone innocenti” (discorso ad Auschwitz-Birkenau, 28 maggio 2006).
    IMHO, mi pare che, mutatis mutandis, Francesco abbia voluto esprimere lo stesso concetto (che quindi dovrebbe essere valutato con lo stesso metro, ossia cum grano salis).
    Ciao a tutti.

    1. Paragonare Papa Benedetto XVI al kapo argentino impostore è come paragonare l’Everest alla collinetta rinsecchita e arida dietro l’angolo. Mi spiace per i suoi fans scodinzolanti pronti a bersi ogni suo starnuto. La Santa Chiesa Cattolica è ben altro e un Santo Padre è Ben Altro e non basta certo arrampicarsi agli specchi solo perché qualche parola è simile per provare a convincere di una continuità fra i due, ove ovviamente l’Everest è PAPA BENEDETTO. Sia Lodato Gesù Cristo.

      1. Francamente non capisco la Sua risposta. Il paragone è tra due frasi dello stesso significato, non tra due persone. Il sig. Salvi ha detto una cosa IMHO corretta e siccome diceva del nazismo ho trovato utile mostrare chi e dove ha parlato di ”violenza cieca” (il confronto tra papi lo ha fatto l’articolista e peraltro ci sarebbe da discutere se la ”cecità” non c’entri nulla col discorso di Ratisbone, dove il fulcro è l’approccio irrazionale di una religione). Lei vede sognificati che personalmente non ho dato. Tuttavia faccia pure come crede. Arrivederci.

          1. Veramente ha fatto tutto prima che Le dessi il permesso. Lo chiami pure ”condono”, il mio. Comunque prego e buone cose anche a Lei. Cordialità.

        1. Bisogna aggiornarsi continuamente. Ero falsamente convinto che l’infallibilità del Papa si manifestasse «quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa» (“Pastor Aeternus”).

          Ma forse definire cieca una violenza dopo che uno ha studiato un piano su come gettare una bomba o mitragliare una folla o passarci sopra con un camion; essersi procurato la bomba o il mitra o il camion; magari essersi fatto una penichella per essere più in forma prima dell’azione; ed infine portare ad effetto la sua violenza “cieca”; forse – dicevo – questo tipo di definizione della violenza è stata sancita “ex cathedra”.

          P.S. – Io ho grande rispetto per Benedetto XVI (le sue dimissioni sono state una grande disgrazia per tutta la Chiesa), non solo come Papa, ma anche come uomo di cultura. Coinvolgerlo in questo è una grande mancanza di rispetto nei suoi confronti.

          1. Guardi, Benedetto XVI non ha bisogno di avvocati: si difende già bene da solo con la sua statura teologica, pastorale ed umana.
            Come ho già spiegato, non era un raffronto tra papi o un coinvolgimento di uno nelle vicende dell’altro. Era – se posso esagerare – una semplice ermeneutica dell’espressione ”violenza cieca”. Siccome la violenza nazista era scientifica ALMENO quanto quella islamica, non vedo perchè nell’un caso vada bene ‘violenza cieca” e nell’altro no, se non in forza di un preconcetto che porta, in un caso, ad accettare l’uso di un termine comunissimo e comprensibile a tutti e, nell’altro, a vedervi un’improprietà di linguaggio. In questo caso (QUESTO!) credo che l’errore stia in chi legge più che in chi ha scritto. Cordialità.

          2. Al Signor Ludo delle 4:12 pm.

            E’ evidente che io non so spiegarmi, e nulla posso contro la sua “ermeneutica”.

            Mi sembrava di non aver fatto alcun confronto fra papi, ma solo di aver detto che non avrei mai immaginato che l’infallibilità pontificia giungesse fino all’analisi del linguaggio. Benedetto XVI l’ha nominato lei e non io, se non per dire che non è corretto tirarlo in ballo per queste sciocchezze.

            Se poi posso permettermi di sciogliere un suo dubbio, a meno che non sia di natura retorica (“non vedo perché nell’un caso vada bene ‘violenza cieca” e nell’altro no”), cercherò di dirle, se la cosa mi riesce, che nell’un caso il da lei posto in lizza Benedetto XVI ha dato un nome a quella violenza, dal momento che l’attribuiva ai Nazisti, nell’altro invece il soggetto appare anonimo. Anzi no! La prima era violenza dei Nazisti e la seconda è violenza del Terrore. Chi è Terrore?

            Bando alle battute: d’accordo, si può anche usare il termine “cieca” attribuito a “violenza”, purché si ammetta che si tratta di un pleonasmo, adoperato per dare maggior forza alla condanna della violenza, anche se usato in modo improprio (è usato invece in modo appropriato se è conseguenza di uno scatto d’ira). Ma dal momento che nel caso specifico, avendo Galantino misera(bil)mente avuto paura di nominare l’autore, cioè la matrice dell’atto terroristico e del terrorismo attuale in genere, il dott. Tosatti ha fatto benissimo a prendere spunto da quel termine (“cieca”), per sbattere in faccia ai timorosi quanto visibile sia la mano che compie quei nefandi e vili atti.

  3. Scusate, a questo punto aggiungo anche la chicca finale sulla quale avevo sorvolato. La scenetta termina col Monsignore che parla al telefono. È Dio che ha squillato e il Tonucci-Troisi-Maria risponde al Signore rimproverano del fatto di aver inviato un arcangelo (Gabriele) piuttosto imbranato e non all’altezza del compito ricevuto. Per cui si permette di apostrofarLo, chiedendo che la prossima volta cerchi di scegliere l’angelo giusto. Uno più in gamba di questo squinternato.
    Così si chiude il sipario!

    1. Flora carissima, era più che sufficiente ciò che hai raccontato prima per indignarsi! Se uno vuole capire e vuole essere Cristiano Cattolico! Se vuole diventare altro allora è un”altro discorso!

      1. Un altro discorso, cara Giusy, è non indignarsi, essere neutrali come Bergoglio che sostituisce la parolina “islamica” con “cieca” così che “violenza cieca” si trasforma in violenza senza progetto e senza perché, mentre invece sappiamo che la “violenza islamica” un progetto e un perché li prende proprio dal Corano. Più neutrale di così… Chi invece si indigna è un fanatico!

        1. Bè, allora io sono orgogliosamente “fanatica”carissimo Gian, “fanatismo” che nel nostro caso, soprattutto la dolorosa capacità di indignarsi, diventa virtù. Altro genere di fanatismo è quello che incarnano gli zerbini del berghy, intortati dal suo nulla e dalla sua falsa piacioneria, dal suo tana libera tutti, dal suo allargare la già grande autostrada che lui E i suoi scodinzolanti collaboratori/complici stanno rendendo un allegro scivolo verso quel caldo ambientino odoroso di zolfo. Questi finiranno come la rana bollita, noi “fanatici” Cattolici, almeno siamo saltati subito fuori dal calderone, con tutte le nostre luci e le nostre fragilità. Almeno però immuni dai lavaggi al cervello santamarta/mediatici. Sia Lodato Gesù Cristo.

    2. Flora e Giusy, condivido sconcerto ed indignazione.

      Che il monsignore abbia scoperto la sua vera vocazione (cabarettista, comico, buffone, pagliaccio..) fuori tempo massimo?

      O che sia confuso e cerchi, maldestro, di far di entrambe unica cosa?
      Forse, più che far mostra di sentirsi a proprio agio e realizzato in cose forse dissacranti, in odor di blasfemia, potrebbe rileggersi il Vangelo per capir meglio.
      Per esempio, c’è quel passaggio interessante sempre ma sembrando appropriato perché il monsignore intenda, che parla di perle da non dare ai porci..
      Per capire meglio se non sta dando perle ai porci od anche, comportandosi come quei porci a cui son state date, ingiustamente, imprudentemente, perle..

      Ma la questione andrebbe posta in modo più ampio in una Chiesa che ritiene Emma Bonino un esempio morale da invitare in chiesa a dar lezioni, Marco Giacinto Pannella spirito che dovrebbe guidarci..

      L’apostasia dilaga nel clero. Da tempo.
      Se ci chiediamo delle ragioni della scristianizzazione in Occidente, in Europa, in Italia (Benedetto XVI la raffigurò come un’eclissi di Dio), non possiamo ignorare o minimizzare questo fatto, se ci si vuole intellettualmente onesti: l’apostasia incistata nel clero è micidiale.

  4. Maurizio Blondet riporta la notizia che il rabbino capo di Barcellona, all’indomani dell’attentato,ha invitato gli ebrei di Barcellona a vendere le loro case e trasferirsi tutti in Israele.
    “L’Europa e’perduta”ha dichiarato.
    Noi che abbiamo fede in Cristo non dobbiamo comportarci come topi che scappano dalla nave che sta per affondare.
    L’Europa. non e’perduta, se solo avesse un sussulto di coraggio, e di orgoglio identitario. Quello che ha fallito e’ il progetto finanziario-massonico -burocratico incarnato da Bruxelles, contrario alle identita’nazionali e che non ha voluto mantenere i legami con le radici grecolatine-cristiane dell’Europa.
    Quello che e’fallito e’il progetto di Soros e dei politici a lui asserviti. L’Europa cristiana e fedele alla Tradizione esiste ancora,caro rabbino di Barcellona!

    1. @Maria Cristina
      Mi spiace contraddirti, ma il rabbino ha ragione per vari motivi.
      1) Gli ebrei in genere hanno una marcia in più di tutti noi e i rabbini hanno due marce in più, quindi vedono lontano, molto lontano.
      2) Scrivi: “L’Europa non e’perduta, se solo avesse ecc…”.
      Ma non ha più nè coraggio, nè orgoglio identitario, nè radici grecolatine-cristiane.
      3) “L’Europa cristiana e fedele alla Tradizione esiste ancora”.
      Sì, ma è fortemente minoritaria e ininfluente. Perfino la Chiesa si è adattata ai tempi e mi fermo qui per pudore.
      Maria Cristina, ammiro la tua fede e la tua fiducia nel futuro, ma l’Europa, e con essa l’Italia, è spacciata. Come società è un morto che cammina e anche adagio. Si tratta solo di tempo.

  5. A Dio va offerta la piena sottomissione. Diventare schiavi di Gesù e di Maria è la condizione più invidiabile perché ciò significa abbandonarsi alla gioia piena. Ciò che fanno i santi. È una grande grazia annullarsi a tal punto. Ma quando l’uomo arriva a tal punto? Quando crede davvero che Gesù è Dio e comprende che solo Lui va ascoltato e seguito, a costo dell’impopolarità e della vita stessa. Perché lo fa? Perché vede l’Eterno, vede la verità. Ora questa componente soprannaturale si sta raffreddando perchè l’attuale falsa Chiesa umanista sta spodestando Gesù e mettendo al Suo posto l’intelletto umano. Ed ha assunto il ruolo di mediatrice nelle cause terrene, a discapito del Vangelo. Ed ha spostato tutta l’attenzione nel sociale cosicché nelle menti si imprime l’idea che il Paradiso sia viver in tranquillità qui un’ottantina d’anni. Senso dell’eterno? Sempre più assente.
    Ma il vero cattolico fugge da loro, perché non vuole farsi schiavo dell’uomo che si innalza e con superbia indica la “nuova via per la pace terrena e temporanea”. Il vero cattolico vuole continuare ad ascoltare solo Cristo per quanto pericoloso, incomprensibile e scomodo possa essere. Perché sa che tutto qui passerà… e che deve lottare per conquistare la gioia e la pace nel vero Paradiso. Che non passa.
    Piuttosto che diventare “cattolici atei” meglio atei e basta.
    Ma meglio ancora esser cattolici credenti e ricordarci che siamo destinati a viver per sempre. E la salvezza viene da Cristo non dall’ecumenismo o altre tattiche umanistiche. Queste cose dovrebbe dirle la Chiesa, invece ormai ce le diciamo solo fra noi peccatori. L’apostasia è una cosa tremenda.

  6. Cari fratelli miei e chiarissimo dr. Tosatti.
    Questo è un O.T. solo in apparenza. Lo sconcerto che ho anche solo nel doverlo raccontare. È appena terminato uno spettacolo teatrale su Maria Vision, la TV di Loreto. Quasi certamente non era una diretta e ho avuto la (s)fortuna di vederne solo gli ultimi minuti con saluti finali. Non so cos’hanno recitato prima ma in quel momento ripetevano la famosissima scenetta della Smorfia con Troisi nel ruolo di “Maria che non era Maria”, cioè la Madonna. La famosa Annunciazione! Annunciazione! Tu, Mari’, Mari’, strillato dall’arcangelo Gabriele dopo lo squillo di tromba e il battere dei piedi. Divertente! Infatti il pubblico si sganasciava dal ridere. Beh, il ruolo di Troisi-Maria lo faceva il Mons. Arcivescovo Giovanni Tonucci. Vestito da Madonna, lunghi capelli neri clienti, ben truccato e con una recitazione in dialetto napoletano che… c’era di che sbellicarsi! E a fine spettacolo la chiamata degli attori sul palco. Ultima la star dello spettacolo Giovanni Tonucci!!!! Ben gridato. Semplicemente nome e cognome. Che volete. Pensate che più delle galantinate non avremmo visto? Come suol dirsi, al peggio non c’è mai fine. Non potevo crederai miei occhi, ma il nome e cognome è stato ben pronunciato.
    Allora? Di cosa stiamo discutendo? Abbiamo Renzie da una parte col degno compare Gentiloni e Tonucci-Troisi dall’altra. Due saltimbanchi a difendere le nostre vite, le nostre case, le nostre chiese. Per non dire la nostra fede, il nostro Vangelo, la civiltà cattolica ( non quella di Sosa) bimillenaria. Forse erano più difesi i Troiani, malgrado il cavallo! Lì c’è voluta un’astuzia strategica per vincere dove forse non si sarebbe mai vinto chi non si sarebbe mai piegato diversamente. Noi qui siamo come in un’arena dati in pasto alle belve non da pagani imperatori ma da pastori che dovrebbero custodire il gregge. Come se i due santi apostoli Pietro e Paolo, anziché dare la vita fossero seduti in pompa magna sui gradini del Colosseo e col pollice verso comandassero la morte dei loro seguaci. Prima di essere vittime dell’ isis siamo vittime dei nostri. I nostri capi spirituali e religiosi, i nostri capi politici cis e transalpini. L’inferno si è rovesciato sulla terra e celebra nelle nostre chiese e siede nel nostro parlamento.
    Cosa rimarrà di noi, della nostra civiltà, della nostra cultura, della nostra fede? Quando il Figlio dell’uomo verrà cosa è chi troverà ancora sulla terra?

      1. Gentile Piergiorgio, più di qualcuno ci prova, ma il regime di santa Marta ha tanti poteri forti e potenti mezzi di comunicazione dalla sua parte e il dissenso viene prontamente stroncato dalla falange armata che anche su questo blog spesso interviene solo per creare scompiglio e distogliere l’attenzione dalla documentata devastazione in atto nella nostra Amata Santa Chiesa Cattolica. Vedasi ad esempio Biella, dove la bonino orgogliosa killer di oltre diecimila feti innocenti e indifesi, ha pontificato in Chiesa, mentre quando hanno tentato di parlare le associazioni PRO LIFE sono state allontanate dai carabinieri. Ogni commento è superfluo. Sia Lodato Gesù Cristo.

    1. Mi sembri un po’ fanatica. Per un prete pedofilo o uno che sbaglia in pieno, ce ne sono 100 che si dedicano a ben altro. Chi scandalizza se la vedrà con Dio. Da una scenetta trarre le tue conclusioni allargando la coperta a tutti, è un atteggiamento fanatico e anche stupido. Antonio

      1. Caro Signor Antonio, lei ha perfettamente ragione. Anche se non allarghiamo la coperta, avere qualche perplessità perché un vescovo si trucca da Madonna che parla in dialetto napoletano è puro fanatismo.

        E cosa vuole che sia, un prete pedofilo al giorno d’oggi? Scagli la prima pietra chi non si augura di confessarsi, e soprattutto di far confessare il figlio decenne da qualche prete pedofilo…

        Qui il fanatismo abbonda, caro signor Antonio!

      2. Fanatici sono quelli che fanno la collezione di tutte le cazzate che escono dalla bocca di tal Bergoglio, neanche fossero verità rivelate al salto. Dalla caduta del fulmine sul cupolone l’11 febbraio 2013 sono saltate le valvole e sul Vaticano manca la Luce dello Spirito.

        Che poi tu chiamala scenetta, a me mai riuscito a digerirla nemmeno quando fu trasmessa dall’originale…
        Su certe cose non si scherza neanche per scherzo, figurati sull’Annunciazione! Toh che ci si mette anche il monsignorone, con tutto quello che c’è da fare con la barca di Pietro che fa acqua, come non avesse di meglio da fare nel mezzo della tempesta che scimmiottare la Madonna. No, dico, c’è dell’altro ancora che non abbiamo visto di interessante, tanto per rallegrare lo spirito? Altro che “atteggiamento fanatico” e “mi sembri un po’ fanatica”.

          1. Scherza con i fanti e lascia stare i santi, dicevano i nostri nonni. Forse erano fanatici, non come adesso che si può tutto, basta che sia sempre più saporito, altrimenti non c’è gusto a causa dell’assuefazione.

      1. Appunto, non esageriamo con la scusa di fare beneficenza per i poveri terremotati… Proprio l’Annunciazione? Il massimo della dissacrazione. Troisi non ha avuto occasione di poterla replicare molte volte, e qui mi fermo. Proprio da parte di un arcivescovo? Poteva allestire la scenetta della lettera con Totò e De Filippo sulla morìa delle vacche e mille altre cose…

        Agli “amici” maomettani basta molto meno per ribaltare il mondo, vedi vicenda Charlie Hebdo per alcune vignette sul profeta, neanche tanto offensive… Vedi dimostrazioni di piazza nel mondo con morti e feriti per il discorso di Ratisbona!

        Non esageriamo, che già si è da molto oltre le righe!

      2. Ettore 1 col cavolo ” non esageriamo”, è il vescovo che ha esagerato, un vescovo non è una persona qualsiasi, un vescovo ha una responsabilità enorme, se è pienamente consapevole della sua missione e non può fare della Madre del Signore ciò che vuole! Purtroppo siamo ormai invasi da cosiddetti religiosi che riducono il loro operare alla stregua dell’attivismo della cgil e delle ong, desacralizzando tutto, e negando ogni dimensione spirituale e sacra della Santa Chiesa, del Papa (che non è il tiranno argentino), dei Consacrati e dei religiosi. Quindi smettiamola per favore con questo sdrammatizzare e relativizzare tutto. Non a tutti, come invece ai vari bergogliOni, si può far digerire ciò che è avariato, velenoso e sacrilego. E Sia Lodato Gesù Cristo.

    2. E’ una vergognosa melliflua parodia.., ma è sempre un affaronto gravissimo alla SS. Vergine Maria, a DIO soprattutto! Quindi è uno spettacolo blasfemo, un vero sacrilegio. Dio-Gesù, la storia ci dice che SS. Trinità,..non tollera le offese alla Madre di DIO,..e…punisce severamente coloro che La offendono.

      1. Mi rassicuri, cara silvia, non sono io ad essere fanatico è qualcun altro ad essere cieco ed assuefatto…
        (ogni riferimento a “sua umiltà” M.W., che magari è perfino un prete, di quelli che oggigiorno vanno per la maggiore, è puramente intenzionale).

  7. oh a me mi pare di avere già visto questo Joseph Thornborn
    https://www.youtube.com/watch?v=Op8Tpru4ink

    articolo di lorenzetto
    http://www.larena.it/home/spazio-lettori/lettere/undicesimo-non-lamentarti-1.5880188
    Vatican Insider, un sito nel quale, come attestano con malcelata invidia i vaticanisti meglio informati, non si muove foglia che Bergoglio non voglia.

    A coordinarlo è il loro vicino di banco Andrea Tornielli, al quale il Pontefice argentino si rivolge dandogli sempre del tu, anche in pubblico.

    Insieme hanno già firmato due libri, Il nome di Dio è Misericordia e In viaggio, entrambi editi da Piemme.

    Curiosa creatura, questo Vatican Insider del quotidiano La Stampa.

    Secondo quanto spiffera un vaticanista di lungo corso, Sandro Magister dell’Espresso, a fine giugno il sito dei sacri gossip era in attesa di ricevere i 100.000 dollari che, a partire dal 2014, ogni anno gli vengono elargiti dai Cavalieri di Colombo, l’influentissima fondazione creata negli Stati Uniti a metà Ottocento da immigrati irlandesi, di sicuro la più ricca e munifica fra le organizzazioni della Chiesa cattolica, potendo contare su 2 milioni di affiliati e un patrimonio di quasi 2 miliardi di dollari.

    Forse il generoso finanziamento a Vatican Insider può dipendere dal fatto che il capo supremo dei Cavalieri di Colombo, Carl Anderson, peraltro assai ben locupletato per le sue attività benefiche (2.289.806 dollari il compenso percepito nel 2014 e 1.277.232 dollari nel 2015, secondo Magister), è membro del consiglio di sovrintendenza dell’Istituto per le opere di religione, meglio noto come «banca vaticana».

    Avere il sostegno di un sito amico, in quella posizione, non guasta.

    Tanto più che l’intrepido cavaliere Anderson è uomo assai incline alla pugna: fu lui che brigò per cacciare dalla presidenza dello Ior, nel 2012, il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, il quale se l’era vista affidare da Benedetto XVI con il preciso mandato di fare pulizia nei conti e nei ranghi.

    Sia come sia, Vatican Insider resta una fonte ghiotta di notizie inedite e lo scoop sull’avviso «Vietato lamentarsi» lo conferma.

    Il merito va ascritto a Tornielli, un eccellente cronista, di solida cultura, nonché uno dei rari giornalisti che sanno distinguere la mitria dal mitra, la patena dalla catena e lo zucchetto dallo zucchino. ( Beh qualcosa può sempre sfuggire anche ai più esperti del settore… N.d.R.)

    Ne parlo a ragion veduta: l’ho avuto come redattore al Giornale, dove si occupava egregiamente delle vicende ecclesiastiche, e quindi ho potuto saggiarne giorno per giorno la serietà.

    Poi, però, dev’essergli accaduto qualcosa.

    Ho infatti appreso che si celerebbe lui dietro lo pseudonimo di Joseph Thornborn, il Dan Brown cattolico, autore per Feltrinelli di vari thriller a sfondo religioso in stile Codice da Vinci.

    Lo stupore è diventato sconcerto visionando su Youtube un filmato di Thornborn alias Tornielli intento a piegare cucchiaini con la forza del pensiero.

    Il che spiegherebbe perché fin dal 2012 Praestigiator.com parlasse bene di lui.

    Ora quel sito rimanda a Mesmer.it, che fa capo al prestigiatore Mariano Tomatis, discepolo del veneziano Aldo Savoldello meglio noto come mago Silvan, e autore di un saggio su Gustavo Adolfo Rol, il sensitivo torinese che riuscì a stregare Albert Einstein, Enrico Fermi, Gabriele D’Annunzio, Benito Mussolini, Charles De Gaulle, Luigi Einaudi, Ronald Reagan, Jean Cocteau, Salvador Dalí, Franco Zeffirelli, Gianni Agnelli, Dino Buzzati e Vittorio Messori, spero di non aver dimenticato nessuno.

    Ad accomunare Tomatis a Thornborn, cioè a Tornielli, vi sarebbe la medesima concezione filosofica e psicologica: il mentalismo.

    Se volete saperne di più, rivolgetevi allo Zingarelli.

    Un mentalista alla corte di papa Francesco?

    Scherziamo?

    Ora che ci ripenso, però, mi sovviene un episodio illuminante.

    Nel 1997, quando il povero Giovannino Agnelli era ormai agonizzante, consumato a soli 33 anni da un tumore, suo padre Umberto, fratello dell’Avvocato, si rivolse a Feltri, che in quel periodo era stato il suo candidato alla direzione del Corriere della Sera, chiedendogli se fosse in grado di metterlo in contatto con monsignor Emmanuel Milingo.

    Feltri chiese aiuto a me e io a Tornielli.

    Fu così che il discusso esorcista si precipitò al capezzale dell’infermo, nella tenuta La Mandria, a Torino, per un estremo quanto inutile tentativo di guarigione.

    Dodici anni dopo, il Vaticano si risolse a dimettere dallo stato clericale il pittoresco arcivescovo dello Zambia, già scomunicato in precedenza e nel frattempo sposatosi.

    Non credo che Tornielli ci tenga a far sapere al suo amico Bergoglio di queste esoteriche coincidenze.

    E non dimentico che l’ottimo vaticanista è originario di Chioggia, dove talvolta i pescatori di notte si uccidono fra di loro in mare per un pugno di vongole (record nel 1998: tre ammazzati).

    Del resto il porto dell’amena cittadina lagunare è l’unico luogo in cui fui minacciato di morte nell’esercizio della mia professione, testimone il fotografo Michele Gregolin (e pensare che Panorama nel 1999 ci aveva spediti là per raccontare la tragedia dei tre uomini d’equipaggio di un bragozzo feriti da un closter, uno dei grappoli di ordigni scaricati in Adriatico dai bombardieri della Nato di ritorno dalla guerra nel Kosovo).

    Perciò tocco ferro.

    E dico a Tornielli: torna in te, Thornborn.

    1. Gli occorrerebbe un esorcismo, a Tornielli per tornare in sé. E dubito che a Santa Marta bazzichino esorcisti, al momento. Magari sciamani sì.

  8. Condivido pienamente l’articolo e non ritengo di aggiungere altro alla chiarezza con la quale Tosatti lo ha scritto.

  9. Scusate se mi rifaccio ancora a Pére Henri Boulad SJ. Questa volta l’intervista è in italiano e sottolinea con forza quanto sia sordo chi non vuol sentire:

    TVL: père Boulad, il vostro J’accuse! è rivolto anche alle gerarchie cattoliche, tanto francesi quanto vaticane. Perché?

    HB: perché i vertici della Chiesa sono troppo compiacenti nei confronti dell’islam radicale! Dal 1965, dal Concilio Vaticano II, la Chiesa ha deciso di iniziare un cammino di dialogo con l’Islam. Quali sono i risultati di questo mezzo secolo di dialogo? Che quei paesi che un tempo erano le roccaforti della cristianità sono pieni di moschee mentre il mondo musulmano non conosce altro che discriminazioni, minacce e persecuzioni ai danni dei cristiani! Uccisi, cacciati! Che bel dialogo…
    Non mancano i testi, i congressi, le conferenze, i caffè insieme, le dichiarazioni congiunte con i musulmani… abbiamo visto il papa recentemente al Cairo. E poi? Risultati concreti? Zero assoluto.
    Per questo motivo, sono convinto che il solo vero dialogo provvisto di senso sia quello costruito sulla verità e sulla ragione. A carte scoperte, sul tavolo, come ebbe il coraggio di fare papa Benedetto XVI. Il coraggio di mettere il dito nella piaga, sfidando il politicamente corretto, e di domandare ai musulmani: “Cosa volete farne delle incitazioni alla violenza e all’odio presenti nei vostri testi sacri e nell’insegnamento che da essi derivate?”.
    Le conseguenze del discorso di Ratisbona furono alquanto paradossali. Da un lato, in occidente il Papa è stato accusato di intolleranza, razzismo e quant’altro, mentre nei paesi islamici si bruciavano chiese e si ammazzano i preti!
    È chiaro che ognuno, cristiani e musulmani si richiama ai propri testi sacri, un punto d’incontro non può che essere trovato che sui valori comuni, la pace, il rispetto reciproco, la ragione, e sul riconoscimento dei fatti storici. Ma siamo sicuri che l’Islam sia pronto a questo passo? Guardando gli ultimi mille e cento anni di storia e ancor più gli ultimi cinquant’anni…direi di no.

    TVL: il papa attuale, papa Francesco, è come voi un gesuita; questa circostanza non vi aiuta a dialogare con lui, a capire la sua strategia o a cercare di elaborarne una più efficace?

    HB: Qualche mese fa gli ho scritto una lettera: “Padre santissimo e fratello carissimo – visto che siamo entrambi gesuiti – vi ammiro e vi stimo ma permettetemi di farvi notare due cose. Primo, l’islam con il quale dialogate e del quale parlate voi non lo conoscete! (visto che in Argentina la presenza musulmana è pressoché inesistente), poiché l’Islam è quasi impossibile da capire finché non ci si è vissuti con, a fianco, dentro! Non si può studiare sui libri, non basta!
    Secondo: questa invasione dell’Europa da parte di migranti musulmani che benedite e incoraggiate, merita una riflessione più profonda”.
    A questa mia lettera, il papa non ha mai risposto. So con certezza che il cardinal Schönborn gliel’ha consegnata personalmente. Allora ho deciso di tradurre la lettera in spagnolo e di fargliela consegnare da un amico, vescovo egiziano, in occasione della sua visita recente in Egitto, quindi l’ha ricevuta anche questa volta. E anche questa volta non mi ha risposto.
    Ovunque, trovo persone che mi confermano che il papa risponde, o fa rispondere ai suoi segretari, anche ai biglietti di auguri di Natale.
    Eppure a me, suo confratello, più anziano per giunta, della Compagnia di Gesù, che si rende disponibile a dialogare con lui su uno dei temi più scottanti della nostra epoca, niente, non risponde. Sono francamente sorpreso, e un po’ amareggiato.”

    Da: Cultura cattolica

  10. Beh… così come ci sono (purtroppo) dei cattivi Cristiani che non seguono il Vangelo, ci sono (per fortuna loro e nostra) dei “cattivi” Musulmani che non seguono il Corano; e questi sono i cosiddetti Musulmani moderati.
    Temo però che, pur non intervenendo direttamente in quelle “meritevoli” azioni raccomandate dal profeta, questi costituiscano l’ambito e la base nel quale i terroristi possono organizzare i loro colpi ed eventualmente riparare in caso di necessità. Molto probabilmente l’omertà cui sono costretti i Musulmani “pacifici” (cioè i moderati) è dovuta al terrore che essi stessi hanno dei violenti; ciò non toglie che senza quella base attentati in Europa forse non ce ne sarebbero.

  11. La Chiesa sembra seguire alcune strane regole del mondo, ovvero forte con i deboli e debole con i forti.
    La reale cattiveria, ad esempio, con cui vengono trattati gli innocui testimoni di geova è emblematica.
    Ho qui sotto mano uno dei tanti libercoli che girano per il paese: “I nemici di Cristo e della Chiesa”, e giù bastonate.
    Per altri invece parole dolci e misericordia a fiumi.

    Ps: per inciso non sono testimone di geova e mai lo diventerò.

    1. Mah… mi sembra che più che ricevere bastonate da altri, sono i Testimoni di Geova che bastonano violentemente i proprî adepti qualora non sottostiano alle loro ferree regole.

      1. Lucio E: bastonano violentemente i propri adepti? Ma dici sul serio? Non ho mai sentito niente del genere.

        Oppure intendi con metafora? Tipo Bergoglio con gli adepti cattolici bastonati duramente per rendere con figura, se osano impuntarsi a difendere dottrina cattolica, tradizione di fede cattolica…?
        🙂

          1. Che io sappia, in quella setta vi si praticano solo pressioni psicologiche, non violenze fisiche.

            Fa tristezza che, invece, ad un’ideologia ammazza cristiani (e non solo cristiani) o in alternativa volendoli sottomessi come dimmi, vengano riservati elogi e promozioni: l’osservazione di Liso, purtroppo, racconta una triste verità.

  12. Galantino è un sofista che parla per dire niente.
    I mussulmani moderati non sono veri mussulmani, sono mussulmani tiepidi, in pratica finché la loro vita è serena sono laici nell’accezione occidentale del termine, cioè sono atei.
    Il vero islamico è quello dell’isis, immagine stampata di Maometto, e perfetto esecutore dei dettami coranici, il resto, spiace dirlo, è fuffa.

  13. E’ sicuramente noto a Marco Tosatti che l’aggiunta dell’aggettivo “cieca” al sostantivo “violenza” e’ abitudine diffusa a tutti i livelli quando si parla di violenza terroristica. Il significato di “cieca” in questi casi non puo’ essere quello che gli attribuisce Tosatti con una interpretazione molto singolare, evidentemente strumentale.

    1. Mi perdoni, Signor Salvi, non per difendere Tosatti, che sa difendersi molto meglio di quanto possa farlo io, ma giusto per capire (è curioso peraltro il suo modo di parlare che richiama un po’ quello di Galantino: lei accusa il dott. Tosatti di strumentalizzare il termine “cieco”, e Galantino accusa non so chi di “strumentalizzare la religione”, il che mi sembra mettere un piede avanti per non cadere. Da parte di Galantino).

      Siccome non mi fido della mia conoscenza dei significati delle parole, ho rilevato in Treccani.it che, tra i vari significati di “strumentalizzare”, quello che più fa al caso nostro è quello di «ciò che è concepito e attuato non per il suo scopo più immediato, ma per un secondo fine e per un interesse non dichiarato». Cioè, se posso permettermi di ripetermi per capire meglio, non si riferisce al vero significato del termine ma ad uno non dichiarato – come dice Treccani – per un secondo fine.

      Se così è, ed è così, mi sembra che non Tosatti ne abbia fatto un uso strumentale, bensì Galantino e, come opportunamente dice lei, tutti quegli ipocriti “a tutti i livelli” (“ipocriti” lo dico io, non lei) che hanno diffuso tale abitudine e nel linguaggio infame del “politicamente corretto”, il quale costituisce il cancro del secolo, sostituiscono il termine “islamico” con “cieco”. Che l’abbiano fatta diventare un’abitudine non elimina affatto la falsità del termine.

      Tosatti ha invece, meritoriamente, usato in modo corretto, e non strumentale, il termine “cieco”, negandolo e affermando che invece si vede benissimo di che tipo sia il terrorismo che molti di noi, anzi di voi, masochisticamente non vuole vedere (credo finché non giungerà sotto la propria casa).

      1. Violenza cieca e’ stata definita da sempre quella indiscriminata, come ad es quella nazista. Se si vuole imbastire una polemica non c’e’ bisogno di inventare significati nuovi a vecchi modi di dire.

          1. Andrea lascia perdere. Tosatti fa il suo lavoro. Deve pur mettere in tavola un pranzo e una cena ogni santo giorno!!!

          2. Gentile M.W. se dovessi aspettarmi pranzo e/o cena dal blog, che mi pago, starei fresco. So di stupirla ma questo lavoro è totalmente gratuito. Sorpreso, eh?

          3. Gentile Tosatti, non volevo offenderla. Anch’io sono un professionista e faccio un sacco di cose che non mi danno un ritorno economico immediato. Ma sappiamo entrambi che sono cose che vanno fatte. Saluti.

          4. Gentile M.W., sono pensionato e non ho carriere da fare o interessi da seguire. Lo faccio perché mi sembra che lo stato dell’informazione sia un poco – come dire?- monolitico…☺

          5. Gentile Tosatti, non sapevo fosse in pensione (penso da non molto). Naturalmente non mi riferivo alla carriera da ”dipendente”, che termina con la ”pensione” e che assicura il pane quotidiano anche senza particolari sforzi: non a caso ho usato il termine ”professionista”, che lavora finchè campa o gli regge il cervello. Prenderò comunque per buono quello che dice (fino al suo prossimo libro). Cordialità.

          6. Buona Domenica dottor Tosatti, io e quasi tutti noi, mi sembra di capire dai commenti, non abbiamo dubbi sulle motivazioni del suo lavoro, dei suoi scritti e di questo blog, ovvero un sincero amore per la nostra Santa Chiesa Cattolica e la volontà di informare più persone possibile sulla drammatica situazione in cui ora Essa sta annaspando, visto che la quasi totalità dei media, dei giornali anche di informazione religiosa e Cattolica e anche troppi vescovi, preti e cardinali, è ormai ridotta a pietoso ridicolo ZERBINO del kapo El berghy e scrive e parla sotto dettatura di questo castigo di Dio che ci è piombato addosso l’infausto sciagurato giorno 13/03/2013, nonché sotto dettatura di soros(amicone del berghy), di lobby e poteri forti al soldo del cosiddetto nuovo (dis) ordine mondiale. Purtroppo anche se tantissimi si stanno svegliando, ancora molti si fanno intortare, quindi la sua opera, dott Tosatti È PREZIOSISSIMA e CORAGGIOSA👏👏👏! Chi vede nell’operare suo e altrui solo torna conto E calcoli opportunistici, di solito vede negli altri l’ambiguità che alberga nel suo stesso animo e nel suo stesso agire, malizioso e calcolatore, e tenta di sporcare tutto e tutti con l’astio e il livore che purtroppo sporca e fa ammalare solo lui. Dott Tosatti GRAZIE GRAZIE GRAZIE e ancora GRAZIE, che Maria la Protegga e il Signore colmi di ogni Autentico Bene lei E la sua famiglia….E anche tutti i cari amici di questo blog che la seguono con sincerità, semplicità e purezza di cuore. Sia Lodato Gesù Cristo.

        1. Una violenza può essere “cieca” (in senso traslato, non strumentale) quando nasce da un moto improvviso di ira; perché deriva dall’ “accecamento” della mente; non quando consegue da un progetto di azione terroristica. Quella è violenza fredda e cosciente, altroché cieca.

        2. Gustave Flaubert dovrebbe rinascere per scrivere un nuovo “Dizionario dei luoghi comuni”.

          Violenza:definirla sempre cieca,anche
          nel caso di cecchini che colpiscono perfettamente il bersaglio a 1000 metri di distanza.

          Musulmani moderati: come gli alieni ,non si sa se esistono,nessuno li ha mai visti, tuttavia affermare che sono le maggiori vittime del terrorismo islamico..

          Paura: bisogna sempre affermare tutti in coro di non averla,soprattutto dopo un massacro.

          Populisti:biechi figuri che parlano alla “pancia” del popolo,mentre gli intello’ sinistrorsi piu’ eleganti parlano al cervello ,mentre sia pancia che cervello del popolo vengono fatti saltare in aria.

          1. Maria Cristina, plauso per la citazione dei nuovi luoghi comuni.
            Che sono anche lo specchio di una civiltà decadente e ridotta a parodia di se stessa: la nostra di occidentali, di europei, di italiani.
            Il Vaticano, purtroppo, non dà una mano, anzi..

    2. …in un certo senso però è “cecità” parlare di terrorismo in senso lato senza condannarne la fonte! Si, l’interpretazione è chiaramente e opportunamente strumentale ad evidenziare l’inefficacia, per non dire l’inutilità, delle parole del Papa! Peratnto, che ben venga questa singolare e strumentale interpretazione dell’ottimo Tosatti!

  14. I fatti smentiscono Papa Francesco e Galantino, e quanti ancora per ignoranza o mala fede vogliono nascondere la realtà!
    E’ disgustoso solo ascoltarli!

  15. I fatti smentiscono Papa Francesco e Galantino, e quanti ancora per ignoranza o mala fede vogliono nascondere la realtà!
    E’ disgustoso solo ascoltarli!

  16. Su “Avvenire”, organo stampa della Conferenza Episcopale Italiana, CEI, presumo ad uso, consumo ed indirizzo ideologico per vescovi e cardinali, c’è anche l’intervista a Juan José Omella, già arcivescovo di Barcellona e creato cardinale nell’ultimo concistoro da papa Bergoglio.

    In linea con il trend sempre più accentuato negli ultimi anni e che prevede, all’ennesimo attacco terroristico islamico riuscito in Europa (e, più ampiamente, in Occidente), a computo del numero delle vittime ancora da completarsi e loro corpi ancora caldi, ogni espediente per escludere o distrarre o minimizzare la relazione con l’islam, nonché per salvarne l’immagine come da tempo, facendo ben di più​: vera e propria apologia dell’Islam.

    E ciò, anche da parte di vescovi, cardinali e, fin dall’inizio del suo pontificato, da Bergoglio (ma, difatti, è anche questa una delle principali ragioni del golpe in Vaticano che vede Benedetto XVI farsi da parte e sostituito all’uopo).

    Se una carica istituzionale laica che fa apologia dell’Islam, ovvero una continuata, spudorata propaganda del corano e maometto, certamente dovrebbe preoccuparsene ogni laico di buon senso, sfiducia sole come possa, se abbiamo tutto un apparato organico e gerarchico cattolico a farlo, fino al suo primo tra i vescovi, il papa stesso, un cattolico può tacere, restare inerte o ha responsabilità di fare di meglio?

    Tornando all’arcivescovo di Barcellona creato cardinale da Bergoglio, Avvenire riporta subito di seguito al titolo dell’intervista, queste sue parole:
    «Chi usa l’islam per uccidere non è religioso».

    Come ben ricorda Tosatti in questo post, qualcosa non quadra.
    Salvo non voler riconoscere che l’islam non sia religione (posizione non del tutto peregrina) e ciò conserverebbe la coerenza logica che la realtà manifesta ben palesa: si tratta di terrorismo islamico, che l’islam si voglia dir religione o no.
    Sì può anche ragionare sulla figura di maometto, centrale e non superabile nell’Islam, perpetuo esempio di mussulmano ad ispirare i mussulmani di sempre, non sol di ieri o di oggi, ma pure di domani: uccide in nome di allah, eccome se lo fa e lo fa fare.
    Sì può dire che maometto non è figura religiosa (ed è posizione condivisibile) ma NON si può dire che non fosse islamico, nin un buon mussulmano, salvo coprirsi di ridicolo qui e nei paesi dove prevalgono mussulmani e loro legge, shari’a, essere linciato o lapidato o altro, insomma ucciso dai mussulmani proprio in nome di allah e con l’esempio di maometto (più di un ahadith narra che maometto fa uccidere chi osa parlare male di lui, lo pretende in nome di allah dai suoi seguaci).

    L’intervista è un modello perfetto di questa perseveranza (.. autem diabolicum) nell’esercizio di arrampicata sugli specchi (deformi, grotteschi nel delirio) che si prostrano ad allah, maometto, corano e mussulmano e ne promuovono espansione, conquista.

    Nella chiesa di Bergoglio diventa tutto molto più assurdo, surreale: si proclama che il proselitismo cristiano è sbaglio, è torto reso agli uomini ma, di fatto, viene fatta propaganda per l’islam anche da vescovi, cardinali e papa.
    E, per aggiungere assurdo ad assurdo: vien fatta proprio quando l’orrenda ideologia criminogena ha dato l’ennesima prova di coerenza con la sua natura, con la sua vocazione e missione criminale ed empia.

    Non si sa se ridere o dar di stomaco dinanzi ad ipocrisia così mal celata, in questo passaggio:

    “Ogni atto terroristico è senza motivo, e tanto meno ha motivo che simili atti siano compiuti nel nome di una religione, in nome di Allah: perché sappiamo che Dio, Allah è misericordia, perché Dio è Dio della pace e della misericordia, e religione vuol dire cammino di fraternità e di costruzione di pace, non di morte e distruzione.”

    Sì era partiti con Bergoglio che spiegava che il mussulmano diventa terrorista perché povero (smentito da terroristi mussulmani non poveri), senza lavoro (sbugiardati dalla realtà a dirci altro) che non hanno accesso allo studio (smentito da mussulmani terroristi diplomati, laureandi) e non integrati ma isolati,
    emarginati (esempi di terroristi islamici integrati e così ancor meno sospetti, potendo meglio colpire) o perché provocati (vedi strage alla redazione di Charlie Hebdo che, però, facevano satira dissacrante e blasfema molto più spesso verso ebraismo ed ancor di più verso cattolici ed allora?).

    E siamo arrivati a dover sentire che “Ogni atto terroristico è senza motivo”!

    La realtà continua a dargli torto?
    Loro non hanno neppure un dubbio, né un salutare mito di imbarazzo: tanto peggio per la realtà!

    Che, purtroppo, è anche la nostra..

    https://www.avvenire.it/mondo/pagine/senza-motivo-la-violenza-nel-nome-di-una-religione

    1. L’errore che i nostri ‘pastori’ continuano a commettere, consapevoli o no, è quello di ostinarsi ad applicare categorie tipicamente cristiane ed occidentali ad una realtà che non ha nulla di cristiano e di occidentale, anzi. L’affermazione fatta più volte (e non solo da papa Francesco! Es.: “C’est avec une grande joie que je vous addresse mon salut, à vous musulmans, nos frères dans la foi au Dieu unique.”: Giovanni Paolo II, Parigi, 31 maggio 1980; per non andare indietro a Paolo VI) che abbiamo lo stesso Dio è quantomeno bizzarra, se non ,addirittura blasfema!

    2. Traggo spunto da questo commento per parlare di due cose: la prima, come mai l’Islam non è una religione; la seconda, da dove viene questo benedire (=parlar bene) dell’Islam e maledire (=parlar male) dell’apostolato e della conversione delle genti al Vangelo.
      Il primo punto è il più semplice da spigare: l’Islam non è una religione, ma una ideologia totalitaria che sottostà alle interpretazioni dell’autorità, civile o religiosa, riconosciuta come “più autorevole”. La vera genialità diabolica del maomettanesimo è stata quella di aver costruito una “religione”, se così si può chiamare, che è in realtà un legalismo, in cui i singoli adepti si controllano e si alimentano l’un l’altro nel fanatismo, senza dover fare riferimento ad una autorità superiore ma contribuendo contemporaneamente a fare in modo che tutta la società civile si basi sul Corano. Come fare questo? Non con il timore di Allah, certamente; credo anzi che ben pochi islamici, alla fine della fiera, credano davvero nella sua esistenza, o ritengano tutti i precetti del Corano e degli hadith assoluti ed indiscutibili. Prova ne sono (non è diffamazione, è un fatto) i festini a base di droga, alcool e prostitute presso la nobiltà saudita, come riportato dai servizi segreti americani. Di cui nessuno parla, anche se la notizia dovrebbe essere tremenda per l’Islam, una vera bomba: come dire, considerato il ruolo che hanno i reali sauditi nella diffusione del “vero” maomettanesimo (fanatico ed intollerante, nella migliore tradizione wahabita) e nel finanziamento del terrorismo jihadista e della costruzione di moschee in tutto il mondo, che Papa e cardinali organizzano orge gay in cui scorrono alcoolici e droghe a fiumi, contro i precetti della religione cattolica. Invece nessuno ne parla; lasciamo perdere questo aspetto, però, e concentriamoci invece su questo fatto, cioè che anche i “difensori della fede” in Allah la rispettano (e ne impongono il rispetto, specie con metodi brutali) in pubblico, ma la violano senza problemi in privato. Perché? Semplice: perché l’Islam non è una religione, è un modo totalitario di organizzare la società con il pretesto della religione, organizzando (o pretendendo di farlo, almeno in pubblico) e controllando la vita dei suoi adepti in ogni modo possibile, fino al punto di prescrivere in che ordine tagliare le unghie dei piedi. Al contempo, nessuno vuole seguire un legalismo fino in fondo, e anzi l’Islam stesso, con la sua concezione che il più forte deve trionfare sul più debole (la donna, l’infedele) per volere di Allah, lo scoraggia alla fine della fiera.
      La seconda parte è invece più dolorosa: semplicemente, perché si è perso il senso della difesa e della diffusione della Vera Fede, il che implica (obbligatoriamente) che tutto ciò che è al di fuori della Chiesa è falso e bugiardo e, in definitiva, diabolico. Per usare altri termini, “extra Ecclesiam nulla salus”, fuori dalla Chiesa non c’è salvezza; il punto è che non si può difendere e propagare alcunché, se non c’è fede e non si crede più nella missione della Chiesa, che è primariamente la conversione delle anime per la vita eterna promessa dal Cristo. Se ci si dimentica di questo punto, se gli uomini di Chiesa perdono di vista la verticalità della Sposa del Cristo, allora questa si riduce ad un club per dame annoiate ed anziani signori, che non ha nulla da dire sul mondo e sul male che aleggia in esso e che non può portare alcuna anima a Dio (anzi, prova ne sono alcune recenti esternazioni, certuni guardano con imbarazzo e fastidio ai convertiti, i quali per loro natura sono sale della Chiesa e non scendono a facili compromessi col mondo).

  17. Ottimo articolo. Io ho studiato Corano e Hadit per circa due anni, di notte. Da cattolico. Ci sono alcuni versetti che ti “buttano fuori”, come capita con alcuni punti dei Vangeli. Nel senso che, o agganci altre conoscenze registrate nella mente, che ti dimostrano che esse esistono dietro quei versetti che le occultano, oppure entri in quello che potresti definire “stato di beatitudine”, ove non esistono più le leggi fisiche di “materia, energia, spazio, tempo”. Quasi una esteriorizzazione…
    Come mai non sono diventato musulmano?
    Semplice: perché essi hanno un Dio “clemente, misericordioso”, vendicativo e capriccioso, mentre noi abbiamo l’Eucaristia, dove il Cristo, il Secondo Aspetto del Logos, si manifesta, proveniente da stati d’Essere incommensurabili, fin nella “materia” del Pane e del Vino, che diventano Corpo e Sangue del Cristo stesso. Altro che “cena” e “mensa”… E’ Lui che scende sull’eterno Golgota e rimane con noi fino alla fine del mondo. Non so se è così. E se ho sbagliato, correggetemi.
    Adesso è venuta di moda di preferire “la Parola” all’Eucaristia… E’ il Verbo, la Trinità? Oppure, facciamo chiacchiere di Parola già scritta, usando la mente, quella parte dell’individuo che Satana può controllare (ricorda Lutero e Karl Rahner) e buttiamo nel cestino il Cristo nell’Eucaristia?
    Torniamo all’Islam. Magari non tutti i sacerdoti, i vescovi, i cardinali e lo stesso vescovo di Roma hanno letto il Corano. Come su diecimila comunisti uno solo aveva letto il Capitale di Karl Marx.
    Parlano per sentito dire. Se leggi il Corano ti rendi conto che il Dio di Maometto comanda al musulmano di “non fare amicizia con ebrei e cristiani”. E che la violenza fatta in nome di Dio è ben fatta. L’Islam è una religione missionaria che vuole conquistare il pianeta al Dio di Maometto, promettendo ai meritevoli, magari morti in battaglia dopo aver sgozzato e ammazzato tanti infedeli, un paradiso di delizie molto materiali (vergini, giardini ombrosi, fontane zampillanti acqua fresca e giovani coppieri al servizio..). Essi sanno già cosa avranno in paradiso, mentre noi non lo sappiamo… Godremo della vista di Dio? Lo vedremo faccia a faccia? E’ un luogo superiore al Nirvana? Non lo sappiamo…
    Voglio concludere che mi sentirei e sarei un imbecille se baciassi il Corano. Primo, perché non è il mio Libro sacro. Secondo, perché in quella maniera farei un atto di sottomissione all’Islam, dimostrando che io sarei un “dhimmi”, un tributario dell’Islam, riconoscendone la supremazia sulla mia religione cattolica.
    Altra fesseria la farei se partecipassi ad un incontro di preghiera per la “pace”. Quale “pace”? Quella di Cristo, o quella di Maometto?
    Purtroppo, non ci sarà mai pace tra i Cristiani dell’Eucaristia e i Musulmani. Mettiamocelo in testa fin da oggi.
    Per finire: tutti quelli che inneggiano alla pacifica convivenza totale ed eterna tra noi occidentali e i musulmani sono solo coloro che, in parlamento e Vaticano, vogliono che la nostra Religione cattolica e la nostra civiltà millenaria siano distrutte… Quindi, stiamo pronti. Senza provocare frizioni inutili e cagnare con i musulmani… Ma stiamo pronti, in ogni senso e forma.

    1. @Giorgio

      “Essi sanno già cosa avranno in paradiso, mentre noi non lo sappiamo… Godremo della vista di Dio? Lo vedremo faccia a faccia? E’ un luogo superiore al Nirvana? Non lo sappiamo…”

      Io direi che “non lo sappiamo nei dettagli”, non che non lo sappiamo tout court.

      “un paradiso di delizie molto materiali ”

      Di sicuro l’Islam propone un Paradiso fatto di delizie solo materiali, ma queste non sono comunque assenti nel Paradiso reale, quello cristiano.

      Al momento ovviamente le cose sono diverse, non essendoci stata ancora la resurrezione della carne, eppure la resurrezione della carne alla fine dei tempi (con conseguente dono del corpo glorioso) è una verità di Fede non meno che la Resurrezione di Cristo (non a caso entrambe -sia la Resurrezione di Cristo che la nostra- sono nel Credo), perciò anche la carne -e non solo l’anima- sarà glorificata e parteciperà delle gioie del Paradiso.

      Qualche articolo al riguardo

      “Quello che non è possibile in terra, lo sarà in Paradiso. Lì, come ci dice il Signore (Luc. 20,35), non vi sarà più unione sessuale, perché completato il numero dei Beati secondo il disegno divino, l’istinto della funzione generativa si estinguerà. Questo però non vuoi dire che l’amore dei Beati avrà meno espansività e godimento anche sensibile di quanto può averlo sulla terra. Tutt’altro!
      «Non si deve ritenere — scrive P. Blot nel suo libro citato — l’amore dei Beati come qualche cosa di solo contemplativo. Dio invece concede loro una tale libertà di effondersi nei loro amore, che la prudenza cristiana deve mortificare su questa terra per i pericoli sensuali in cui si potrebbe incorrere».
      Quindi l’amore tra i Beati avrà un godimento anche sensibile talmente intenso da non potersi immaginare su questa terra. Infatti coloro che si amano su questa terra, per dimostrarsi il loro amore cosa possono fare se non dirselo con le strette delle loro mani, con i baci delle loro bocche, con gli amplessi dei loro corpi? E tutto quello che si può fare quaggiù. Impossibile andare oltre, sicché, con una frase un po’ rude ma vera, in questa vita terrena tutto l’amore si riduce a uno sfregamento di epidermidi.
      O potessimo — sospirava un poeta — stringerci di dentro, abbracciarci e baciarci di dentro, dove palpita il cuore. Allora sì che potremmo dire veramente alla persona amata «cuore del mio cuore» e godere di una unione ed ebbrezza indicibili! Ebbene i Beati in Paradiso fanno proprio questo. I loro corpi, diventati per il dono della sottigliezza più penetranti della luce, possono compenetrarsi così da fare dei loro cuori un solo palpito; possono stringersi veramente, abbracciarsi e baciarsi dal di dentro in un amplesso che non se ne trova d’uguale in tutto il creato, e con un godimento tale, al cui confronto, quello che su questa terra potrebbero darci le voluttà più raffinate, sarebbe come un fuoco di paglia rispetto a una fornace ardente.”
      http://medjugorje.altervista.org/doc/paradiso/amore.html

      “Se il corpo glorioso non avrà più bisogno di cibo e di bevanda, come potremo soddisfare il gusto? Il corpo glorioso, pur non avendo più necessità di cibo e bevanda, tuttavia potrà mangiare e gustare ogni sorta di cibo e bevanda per glorificare Dio anche col gusto.
      Ogni cibo, per quanto possa sembrare complesso, in ultima analisi è fatto di atomi, e questi di energia. Ebbene gli atomi e l’energia obbediscono ciecamente ai Beati a tal punto che, con il solo volere, loro riescono facilmente a combinarli, trasmutarli, fissionarli, e farli diventare cibi Vistosi e succulenti, i quali eccitano, non parzialmente, come fanno i dolci della terra, ma tutte le papille gustative del corpo glorioso, che gusterà un piacere sensibile che sulla terra è impossibile. Negli uomini, ancora viatori in questo mondo, il senso del gusto si trova atrofizzato a causa della natura guasta dal peccato originale, nei Beati invece esso è acutissimo e perfetto. Perciò la condizione del corpo glorioso non impedirà ch’esso possa mangiare e gustare ogni sorta di cibo e bevanda non per necessità ma per gusto.” http://medjugorje.altervista.org/doc/paradiso/godimento_odorato.html

      “La Visione Beatifica di Dio è sufficiente per fare felici i Beati, ma Egli, per l’amore infinito che porta loro, vuole che i suoi figli godano appieno anche la loro felicità secondaria, cioè quella del corpo. Quindi, oltre a uno sconfinato numero di amori umani, angelici, scientifici, ed altri ancora, sconosciuti sulla terra, i Beati godono di incalcolabili piaceri della vista, dell’udito, dell’odorato, del tatto e del gusto.” http://medjugorje.altervista.org/doc/paradiso/natura.html

    2. Riguardo poi alla Visio beatifica essa è addirittura una certezza di Fede

      1023 “Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati, vivono per sempre con Cristo. Sono per sempre simili a Dio, perché lo vedono « così come egli è » (1 Gv 3,2), « a faccia a faccia » (1 Cor 13,12): 614” (Catechismo della Chiesa Cattolica).

      Così come è certezza anche il mantenimento della propria identità e personalità

      1025 “Vivere in cielo è « essere con Cristo ». 616 Gli eletti vivono « in lui », ma conservando, anzi, trovando la loro vera identità, il loro proprio nome” (Catechismo della Chiesa Cattolica).

        1. Oltre a tutto ciò che ha scritto Marco V, dobbiamo tenere ben in mente un aspetto di non poco conto.
          Quando noi parliamo di “Aspettare” la resurrezione dai morti, quando facciamo suffragi per le anime del purgatorio, lo facciamo ed attendiamo nel nostro “Spazio/Tempo”, noi sottostiamo alle leggi fisiche, le quali sono in divenire, e fin quì va tutto bene, non va bene quando tale modus lo si vuole esplicitare riguardo a Dio.
          Essendo Egli il Creatore dell’universo e quindi dello “Spazio/Tempo” è al di fuori ella sua creazione, di conseguenza Egli sussiste nella sua “Atemporalità”, in parole povere, Dio non ha bisogno di “Attendere” che un avvenimento nel suo creato si debba compiere, in Dio essendo “Atto puro” sussiste passato, presente e futuro in un “Istante eterno”, tutto è compiuto.
          Al contrario della creazione che è in divenire, la quale in essa sussiste il passato, vive nel presente e si proietta nel futuro.
          No mi spingo più in la, anche se la filosofia Metafisica lo permetterebbe.
          A sostegno di ciò che dico vi sono dei documenti risalenti a papa Giovanni XXIII, ma chissà per quale motivo sono finiti nell’oblio, ma non solo quelli, altre argomentazioni che per il momento possono essere lasciate da parte.
          Quindi, quando parliamo della teologia escatologica, (le realtà ultime) necessita fare proprio questo distinguo, di non trasferire ciò che è prettamente dell’aldiquà nell’aldilà.

  18. Ci vuole un gran pelo sullo stomaco e una gran bocca da bugie ad avere fiato per affermare che l’islam è una religione di pace, predicare l’accoglienza sapendo che non c’è compatibilità.
    La Storia lo insegna, la cronaca quotidiana ce lo conferma, senza possibilità di equivoci. Chi promuove l’integrazione sa di essere un impostore. Basta inganni, basta bugie, basta falsa misericordia.

  19. Quanto dici è giusto, però, come dissi ad altri, per contrastare l’islamismo in modo efficace e quello di rivalorizzare la nostra identità, le nostre radici e cultura. Evitando di cadere in odio razziale nei confronti dei musulmani. Gesù disse a noi cristiani che chi uccide deve essere ucciso, ossia se noi colpiamo fisicamente o verbalmente una persona solo perchè è musulmana o comunque non cristiana, questo male si torcerà contro. Infatti c’è chi umilia ed insulta chi è musulmano, e questo non il modo giusto di “combattere”. E’ inutile lamentarsi se poi l’Italia, così come l’Europa, rinnega le sue origini cristiane, per evitare l’estinzione dobbiamo ritornere a Cristo, fare penitenza perchè, secondo me, purtroppo, e spero di sbagliarmi, ho il sospetto che Dio si sia stancato di noi e ci ha abbandonato ai nostri istinti e peccati, poichè lo abbiamo sostitiuto con il dio modernista e Mammona. L’islamizzazione si combatte solamente avendo una forte identità, coltivando i nostri valori evitando ogni forma di atteggiamento razzista. Dobbiamo essere docili come colombe ma astuti come serpenti.

    1. Anonima, scrivi: “Evitando di cadere in odio razziale nei confronti dei musulmani”.

      Se questa è una tua sincera preoccupazione, posso rassicurarti subito: quel rischio non c’è, ne ci può essere mai.
      Per la semplice ragione che, “mussulmano” non definisce una razza.
      Non lasciarti intortare da un sistema che ha da tempo adulterato i termini (i significati) con abusi e distorsioni strumentali a rendere più difficile la comprensione di quello che accade o di quello che si progetta di fare.
      Il politicamente corretto a questo occorre: delegittimare verità scomode, interlocutori invisi al mai stream, rivoluzionare (rovesciando) anche il buon senso, mistificando persino l’ovvio (pensa ai teoremi gender, anche lì si imbuca a forza la questione del razzismo, ma che c’entra? Maschio e femmina non son razze).

      Una delle cose utilissime da farsi al più presto per dar contributo alla causa di non volersi sottomesso ad allah, corano, maometto e maomettani, è proprio ripulire il linguaggio dalle sofisticazioni, disinnescare le mine apposte dalla political correctness, dall’ipocrisia, dalla continua menzogna che sempre più vi si è incistati e ramificata come un cancro, operando in modo deleterio nella firma mentis di milioni di persone che si comportano, parlano e pensano già come sottomessi all’Islam, come fossero già​ dei dhimmi.

      1. Andrea P.
        posso garantirti che non mi faccio influenzare dai buonisti invasati, anzi ti posso garantire che, da buon spirito libero qual sono, non mi faccio influenzare da nessuno, praticamente navigo da sola senza abbracciare idee o ideologie, gruppi o movimenti, purtroppo quello che ho detto è perchè ho constato di persona, perciò ne ho fatto esperienza, che sia sui social che tramite incontri personali, ci sono persone che non sanno distinguere l’ideologia dalle persone, perciò anziche combattere attraverso l’uso dell’intelletto, con argomentazioni che dimostrano di aver studiato l’argomento, in questo caso l’islam, smontandolo con giuste argomentazioni, colpiscono e denigrano la persona, qui siamo a livelli di imbecillità assoluta. Noi che vogliamo, giustamente, difendere la nostra identità e cultura, dobbiamo allo stesso tempo saper denunciare ogni atto razzista nei confronti di qualunque persona straniera, anche se musulmana altrimenti ne diventiamo complici. Nei confronti di quella signora africana, incinta che è stata aggredita da due bestie umane, perchè solo così bisogna definirli, ho letto di quelle cose da far venir la pelle d’oca, gente che rideva del fatto, che lo sminuivano, cose assurde di una cattiveria inaudita. Per carità capisco che il fenomeno dell’immigrazione preoccupa, ma questo non giustifica la violenza nei confronti degli immigrati anche se sono musulmani. Sono convinta che tutto quello che accade in Europa ed in Italia è deciso a tavolino, qualcuno, appartenete alle gerachiè alto locate, vuole scatenare una guerra in Europa, per il semplice fatto che bisogna smaltire le armi e far ripartire l’edilizia così, secondo questi pazzoidi, ripartirebbe l’economia. Tanto a loro non gliene frega niente se in Europa ci sarà qualche morto, anzi meglio così ci sono meno bocche da sfamare. Io non credo più nei governi, nelle bandiere politiche ne tanto meno credo nell’ONU e NATO, proprio per i motivi sopra citati. Perciò personalmente me la prendo contro di loro contro questo sistema politico-economico e non contro le persone. Certo conosco molto bene l’islam ho studiato, letto, ho gente che studia arabo e perciò l’islam, quindi ho tutte le mie informazioni, ma se c’è da combattere per la nostra difesa lo voglio fare nel modo giusto.

    2. Di certo non bisogna odiare i musulmani, ma è nostro dovere di cristiani convertirli e ciò implica denunciare le aberrazioni della loro fede e arginarne gli effetti deleteri anche con provvedimendi di ordine civile e sociale. La guerra di aggressione non è evangelica ma il buonismo lo è ancora meno!

  20. Proviamo a rileggere queste righe:

    J’accuse, io accuso, gli occidentali di non aver passione. Di vivere senza passione, di non combattere, di non difendersi, di fare i collaborazionisti per mancanza di passione. Oh, io ce l’ho la passione: vedete. Scoppio, io, di passione. Ma sia in Europa che in America non vedo che gente senza passione. Perfino le cicale che vogliono mandarmi al rogo sono tipi senza passione. Pesci freddi, larve guidate soltanto dall’astio e dall’invidia o dal calcolo e dalla convenienza: mai dalla passione. E gran parte della colpa è vostra. Perché siete voi che avete lanciato questa moda. La moda del raziocinio a oltranza, del controllo, della freddezza. «Calm down, be quiet, be cool». Voi che siete nati dalla passione, voi che siete diventati un popolo grazie alla passione della vostra rivoluzione. Così non capite cos’è che muove i vostri nemici, i nostri nemici. Non capite cos’è che gli permette di combattere in modo tanto globale e spietato questa guerra contro l’Occidente. E’ la passione. La forza della passione, cari miei! E’ la fede che viene dalla passione. E’ l’odio che viene dalla passione. Allah-Akbar, Allah-Akbar! Jihad-Jihad! Quelli son pronti a morire, a saltare in aria, per ammazzarci. Per distruggerci. E i loro leader, (veri leader), lo stesso. Io l’ho conosciuto, Khomeini. Ci ho parlato, ci ho litigato, per oltre sei ore in due giorni diversi. E vi dico che quello era un uomo di passione. Che a muoverlo era la fede, la passione. Bin Laden non l’ho conosciuto. Peccato… Però l’ho guardato bene quando appariva in tv. L’ho guardato negli occhi, ho ascoltato la sua voce, e vi dico che quello è un uomo di passione. Che a muoverlo è la fede, l’odio che viene dalla passione. Per combattere la loro passione, per difendere la nostra cultura cioè la nostra identità e la nostra civiltà, non bastano gli eserciti. Non servono i carri armati, le bombe atomiche, i bombardieri. Ci vuole la passione. La forza della passione. E se questa non la tirate fuori, non la tiriamo fuori, io vi dico che verrete sconfitti. Che verremo sconfitti. Vi dico che torneremo alle tende del deserto, che finiremo come pozzi senz’acqua. Wake up, then! Sveglia, wake up.

    Oriana Fallaci

  21. C’è da rabbrividire per la cecità sì, ma quella dei vertici ecclesiali e anche di coloro che continuano a difendere il papato attuale contro ogni evidenza e buon senso.
    Come su un buon e vero cattolico si divertisse a “sparare” sul papa ! Grazie caro Marco (mi permetta di chiamarla amichevolmente così) per il coraggio di esporre chiaramente ciò che è lapalissiano anche se non politicamente corretto … ma maledettamente VERO !!!

  22. I nazisti volevano lo sterminio degli ebrei.
    i fondamentalisti islamici vogliono lo sterminio degli infedeli e la distruzione della civilta’occidentale. Non sono affatto presi da una “violenza cieca”e senza motivo ma da un ben preciso motivo e fine,anche se aberrante,.Continuare a parlare di violenza c ieca ,evitare di pronunciare la qualifica “islamici”quando si parla dei combattenti per l’Isis , e’una stoltezza e un mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi.
    I preti cattolici alla Galantino hanno deciso,loro,a tavolino,e magari senza mai aver letto il Corano, che l’Islam e’,e’sempre stata e sempre sara’ una religione di pace e di amore,e anche se la realta dei fatti smentisce ogni giorno di piu’questa loro teoria, non hanno la capacita’e il coraggio di affrontare la realta’.
    Purtroppo non sono come la generazione che combatte’ il nazismo,anzitutto nominandolo senza paura di offendere i nazisti stessi. Oggi la paura di offendere gli islamici fondamentalisti e’cosi’forte che non li si nomina neppure.
    Ma non si puo’combattere efficacemente cio’che si ha paura persino di nominare.

  23. Il problema è che la nostra società è ormai costituita perlopiù da battezzati che sono de facto: apostati, atei, eretici, secolarizzati e dir tiepidi è un eufemismo. Poi ci sono gli immigrati musulmani ma essi sarebbero un problema relativo in una società cattolica che punta alla loro conversione (senza di essa non ci può essere integrazione). Ma la nostra società è tutto fuorché cattolica e la chiesa (in quanto organizzazione) sembra che il Vangelo lo pratichi per hobby e a saltare. Il resto sarà solo conseguenziale. ..

  24. Giustissimo sig. Tosatti! Dire la verità, chiare il terrorismo islamico con il suo nome! Tutto sarebbe più chiaro, aiuterebbe anche i musulmani moderati a non avere più alibi.

  25. Tutto condivisibile, grazie signor Tosatti, anche se poi arriveranno i soliti fenomeni parastatali al grido di “E cosa deve fare il Papa? Bandire una nuova Krociataaaa?!?!!1!!1!!”

    Bello anche il richiamo al famoso discorso di Benedetto XVI, che provocò una sollevazione popolare non solo del mondo ateo e secolarizzato, ma anche della maggioranza dei “cattolici adulti”. Salvo capire ora quanto lucido e profetico fosse stato.
    Ma va detto che paragonare Ratzinger a Bergoglio è come paragonare Anthony Hopkins ad Alvaro Vitali: ok, tecnicamente il ruolo è lo stesso, ma nella pratica è tutta un’altra cosa…

    1. “Ma va detto che paragonare Ratzinger a Bergoglio è come paragonare Anthony Hopkins ad Alvaro Vitali: ok, tecnicamente il ruolo è lo stesso, ma nella pratica è tutta un’altra cosa…”

      Cara Isabella, apprezzo sempre i tuoi commenti, fulminante per efficacia nel fotografare la realtà.

  26. quindi è colpa di S.E. Mons. Galantino e del Santo Padre che non condannano abbastanza? Vuoi una nuova crociata? la guerra civile? sangue nelle strade? Marco, Marco, smettila di attaccare il Papa e vieni con noi che c’è da mangiare per tutti

    1. Grazie per l’invito, ma non voglio togliere cibo a nessuno. Fra bandire crociate e non dire ciò che è vero c’è un oceano, navigabile per tutti. Sempre che. come sottolinea Lei chiaramente, il problema non sia nella pancia…

      1. Sempre che. come sottolinea Lei chiaramente, il problema non sia nella pancia…

        Il problema, caro dott. Tosatti, è nella parte finale dell’apparato digerente… 😉

      2. Grandissimo dottor Tosatti, lei è il nostro condottiero coraggioso integerrimo e incorruttibile, in questo drammatico tempo di relativismo, ambiguità, opportunismo e soprattutto di tante falsità e sfrontate manipolazioni delle Scritture. Noi la seguiamo camminando come lei per la Strada Stretta, osando sempre cantare fuori dal coro e mantenendoci sempre vigilissimi e attenti per non farci incantare dalle sirene eretiche e mondane che ne stanno già dannando troppi. La sua informazione non prostrata ai poteri forti ci è di immenso aiuto. Che la Vergine di Fatima ci aiuti a cercare sempre la Vera Verità. GRAZIE dott Tosatti😘

        1. Incorruttibile, vediamo….se un po’ di sacrestani della residenza famosa si presentassero con tanti dobloni anch’io potrei vacillare….

      3. Ciao Tosatti, stranamente mi trovo d’accordo con almeno un buon 80% di quel che scrivi. Yeah!! 🙂

          1. Mi sembra evidente l’invito alla tavola del ricco Epulone, dove c’è da abbuffarsi senza alcun ritegno.

  27. Intervento molto bello e chiaro. Grazie davvero. In molti, per fortuna anche nel mondo politico, sociale e religioso, stanno aprendo gli occhi prima otturati dalle terre di salame del buonismo e del pol.cor.

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