PIANA DEGLI ALBANESI. FEDELI IN SOFFERENZA CHIEDONO AIUTO AL PAPA. UNA LETTERA APERTA SU STILUM CURIAE.

Marco Tosatti

Una parte significativa dei fedeli di rito greco della Sicilia è in sofferenza. Tanto in sofferenza da scrivere una lettera aperta al Pontefice; queste persone hanno scelto Stilum Curiae per renderla pubblica, nella speranza che il Pontefice li aiuti a trovare una soluzione. La pubblichiamo subito, e la facciamo seguire da qualche elemento di spiegazione.

Beatissimo Padre, dopo un biennio di continui ricorsi presso la Congregazione delle Chiese Orientali e dopo l’umiliazione del silenzio di essa, e dopo aver interpellato altri dicasteri della Santa Sede, senza avere mai ricevuto alcuna risposta, ricorriamo a Vostra Santità quale ultima istanza e quale Vescovo di Roma, che presiede nella carità a tutte le Chiese.

Noi crediamo che la Chiesa Orientale in Piana degli Albanesi alla luce della Orientalium Ecclesiarum del Vaticano II, del magistero ordinario dei Sommi Pontefici ( Beato Paolo VI, San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI) meriti RISPETTO e sia trattata quale membro vitale dell’Una Santa Cattolica ed Apostolica Chiesa.

La testimonianza di fedeltà lunga ben cinque secoli nata dal martirio in terra d’Albania è un segno dell’amore all’unità della Chiesa nella sua diversità. L’odierno Eparca, da Vostra Santità scelto, rappresenta una ferita ecclesiologica ed ecumenica.

Vostra Santità giustamente abbraccia e ricerca l’unità con i patriarchi ortodossi; il nostro Eparca purtroppo dà segni di disprezzare, ed umilia in Vostro Nome ,la Tradizione della Chiesa Orientale.

La cattolicità quindi, è messa in pericolo dai cattolici stessi. Un ritorno alla prassi orientale ortodossa, Santità, ci sembra essere l’unico mezzo per avere il giusto rispetto ed il diritto all’esistenza.

È per questo, santità, perché non vediamo nessun’altra soluzione, dopo due anni in cui abbiamo cercato con tutti i mezzi un dialogo che ci è stato negato, che chiediamo un Vostro intervento. Ci affidiamo a Voi, Santità, sicuri che saprete trovare la forma e il modo per ottenere che la nostra comunità possa tornare a un modus vivendi compatibile con la Tradizione orientale, che si è perpetuata fino ad oggi, e che purtroppo le azioni del vescovo Gallaro, coscienti ed incoscienti, stanno mettendo in pericolo gravissimo.

Santità, ci aiuti a restare cattolici!

I fedeli italo albanesi di Piana degli Albanesi, Palazzo Adriano, Mezzojuso, Contessa Entellina, eredi di padre Giorgio Guzzetta, i fedeli della concattedrale della Martorana di Palermo.

 

Per dare un punto di riferimento a persone che vivono sparse in un’area territoriale frammentata, è stato creato un gruppo-presidio culturale-religioso su Facebook,  

un “Presidio” per la difesa delle tradizioni culturali e religiose degli Albanesi di Sicilia, gli arbëreshë. La loro storia comincia nel XV secolo, dopo le imprese di Giorgio Castriota, Scanderbeg, quando gli ottomani invadono il loro Paese. Intere comunità cristiane lo abbandonano e si trasferiscono in Calabria e in Sicilia.

Da allora e fino ad oggi la chiesa albanese in comunione con Roma celebra in rito bizantino, e la lingua liturgica è il greco. Ci sono due Eparchie; una a Lungro, in Calabria, e l’altra in Sicilia con centro a Piana degli Albanesi. Due anni fa, dopo vari anni di difficoltà, venne nominato un nuovo vescovo: Giorgio Gallaro, nato in Sicilia, ma emigrato negli Stati Uniti, dove è diventato sacerdote. Di rito latino, poi melchita. E infine viene mandato dagli Stati Uniti in una realtà che per lui è completamente nuova. E qui nascono le prime perplessità. “Non era mai capitato né nella storia della diocesi, né in quella di Lungro, che ci fosse un vescovo non appartenente all’etnia albanese”, ci dicono. “Di solito il vescovo deve essere albanofono, e di rito bizantino. Perché viene nominato vescovo americano, che dal rito latino passa al rito melchita, a quello ruteno e infine si converte al rito bizantino?”. È certamente qualche cosa a cui dovrebbe rispondere la Congregazione per le Chiese orientali, che è diretta, nei suoi tre massimi esponenti, dal cardinale argentino Sandri, da un gesuita e da un domenicano.

A quanto pare il vescovo, che inizialmente aveva destato qualche speranza di riuscire a ricomporre una situazione spesso conflittuale nel clero, non è riuscito a conquistare il cuore di una buona parte dei fedeli. La questione della liturgia, e della lingua creano disagio e scontento: “Ma è normale che il vescovo di Piana degli Albanesi non conosca il greco? È la nostra lingua liturgica. Come fa a celebrare? In italiano.” ci dicono e un altro aggiunge: “Poi c’è anche una parte in arbëreshë, anche questo viene ignorato”. Non solo. Le donne della comunità, quando ha preso possesso della diocesi, si sono messe al lavoro per adattare al suo fisico gli abiti liturgici preziosi del primo vescovo di Piana. “Per noi hanno un significato sia dal punto di vista culturale, che storico; è un lavoro che proviene dalle suore, che hanno fatto un lavoro bellissimo, con ricami d’oro. È una tradizione; c’è un’importanza liturgica. Non li ha mai messi. Si veste all’americana in un modo che fa rabbrividire”. Anche alcune scelte e spostamenti di parroci, molto amati dai fedeli, hanno causato altro scontento e frizioni. Così come il rifiuto del vescovo di accogliere una delegazione di fedeli, o la decisione di accorciare alcune liturgie che gli sembravano troppo lunghe. O il trasferimento in zone decentrate di alcuni sacerdoti che, come ci dicono, “hanno il carisma della voce”: importante per la liturgia, che ha molte parti cantate e salmodiate.

E poi ci sono stati episodi di frizione e protesta che hanno esasperato una situazione che dall’attesa iniziale è passata verso il disagio aperto e la contestazione. Una manifestazione di protesta di centinaia di persone davanti all’episcopio non ha smosso la situazione, così come non sono servite a nulla le lettere scritte da tutti i paesi dell’eparchia a Roma e in Vaticano scritte – in maniera spontanea, non concordata, ci dicono, e firmate – per chiedere un intervento che riporti l’armonia in questa comunità così particolare, e, stranamente, ancora così religiosa. Ci sono vocazioni locali, e per cinque paesi i sacerdoti sono una trentina (c’è anche clero uxorato).

“Abbiamo fatto una grossa manifestazione, molto civile, tranquilla, davanti alla Curia, chiedendo di venirci incontro, di ricevere una delegazione per parlare con lui; è andato a Palermo”. Egualmente, i fedeli della chiesa Martorana di Palermo non avevano accettato il trasferimento del loro parroco, che amavano: “Questi fedeli volevano incontrarsi con lui, e temporeggiava. Tutte donne davanti all’episcopio chiedevano ci apra! Ha chiamato i carabinieri”.

Insomma, ai fedeli disillusi non è rimasta che la strada di un appello al Pontefice, nella speranza che non resti inascoltato.



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87 pensieri su “PIANA DEGLI ALBANESI. FEDELI IN SOFFERENZA CHIEDONO AIUTO AL PAPA. UNA LETTERA APERTA SU STILUM CURIAE.”

  1. Riceviamo e pubblichiamo questa lettera che ci arriva da Piana degli Albanesi:
    A PROPOSITO DI FEDELI IN SOFFERENZA A PIANA DEGLI ALBANESI

    Egregio Dott. Tosatti,

    ho letto nel suo Blog “Stilum Curiae” del 17 Agosto 2017 una lettera appello di un sedicente gruppo-presidio arbëresh di Piana degli Albanesi(?) che si sente disorientato e offeso dall’Eparca dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, il quale venuto da lontano si è introdotto nella vita tranquilla e beata di una piccola comunità minoritaria di Sicilia senza nessuna cognizione né delicatezza.

    Può essere per lei una commovente notizia che potrebbe suscitare un interesse che va al di fuori di questa “isola nell’Isola”, perché per analogia potrebbe interessare indirettamente i vertici curiali della Santa Sede e suscitare ulteriori riflessioni sul nuovo corso bergogliano.

    So anche però, che un giornalista, prima di pubblicare un testo inviato da chicchessia, deve appurare se il contenuto della lettera trova effettivo riscontro nei fatti o quanto meno deve sentire l’altra parte.

    Ma siamo sul web! Il tempo è tiranno: una notizia del genere ha importanza solo se si dà immediatamente. Pochi minuti dopo può essere inservibile. Infatti, la mia lettera non avrà probabilmente lo stesso effetto della prima: rimarrà comunque un commento alla notizia.

    Come lei ben sa, quando un vescovo viene nominato e mandato in una diocesi, dopo un periodo di osservazione e conoscenza della comunità, mette mano ad un rinnovato progetto di Chiesa locale per darle vitalità. Specialmente se il governo del suo predecessore è durato ben 25 anni; specialmente se, qualche anno prima del suo ritiro per raggiunta età canonica, la diocesi abbia ricevuto già due Visitatori Apostolici e poi un Amministratore pontificio.

    Il sedicente gruppo- presidio (a mio avviso non conta più di 50 persone in tutta l’Eparchia) è un insieme (mi perdoni il termine indefinito) di persone, alcune delle quali agiscono in buona fede altre sono reduci da fallimenti esistenziali e sociali e che già nel passato hanno mostrato una reticenza a riconoscere l’operato di chi governa e in seguito gli si sono rivolti contro, a incominciare dal nostro primo vescovo, S. Ecc.za G. Perniciaro, dopo S. Ecc.za E. Lupinacci e S. Ecc.za S. Ferrara fino all’attuale S. Ecc.za G. D. Gallaro.

    Spero che Lei, prima di pubblicare la lettera nel suo Blog, abbia letto attentamente i contenuti. Ebbene, in essa si ravvisano, volendo applicare il linguaggio del politically correct (grazie a Dio non mi appartiene) delle gravi affermazioni e insinuazioni:

    a. Il vescovo non è di etnia albanese né albanofono ovvero gli arbëresh sono diventati razzisti?

    b. “una parte significativa dei fedeli di rito greco” . Mi dispiace deluderla ma essa non è una parte significativa ma un gruppo settario che sta scandalizzando da due anni il resto della comunità. Non solo. Il gruppo – presidio ha creato un clima pesante e mafioso nei confronti di tutti coloro che non prendono posizione contro il vescovo facendo pressione su di essi perché non partecipino alle celebrazioni del vescovo stesso o dei sacerdoti che stanno con lui. Quando dico mafioso qui in Sicilia, Lei ben sa, Dott. Tosatti, che la parola assume un significato molto grave. Le ricordo che Piana degli Albanesi si trova in mezzo a paesi come S. Giuseppe Jato, Corleone e Altofonte. Piana è il paese dove nel 1947 si consumò la strage di Portella della Ginestra.

    c. Se Lei potesse solamente dare un’occhiata anche da lontano ai fascicoli dell’Eparchia di Piana degli Albanesi che si trovano nell’archivio della Sacra Congregazione per le Chiese Orientali si accorgerebbe subito di una discrepanza: un fascicolo alto quanto una montagna contenente lettere anonime contro il vescovo e i sacerdoti; uno quanto una collinetta di documenti consistenti in richieste “originali” o fantasiose; un fascicoletto di documenti di una certa importanza. A Lei la conclusione sul silenzio dei Dicasteri pontifici.

    d. Mi domando a quale Tradizione si riferisce il sedicente gruppo? Forse alla Tradizione orientale latinizzata durante i secoli che introduceva, e continua ancora oggi a usarli, i canti paraliturgici di origine latina durante la Divina Liturgia, l’Adorazione Eucaristica, la Processione del Corpus Domini?… Il gruppo-presidio ne è l’attuale sponsor.

    e. Il vescovo durante il suo primo anno di episcopato ha ricevuto chiunque chiedesse udienza. Posso garantirLe (perché allora ero ancora Protosincello) che aveva ricevuto molti di quelli che oggi fanno parte del sedicente gruppo, anzi con qualcuno ha condiviso la tavola. Li ha ascoltati e rispettato i loro punti di vista. Se poi queste persone ancora oggi insistono con le loro posizioni su una presunta tradizione arbëresh che non sta né in cielo né in terra, il problema e loro, sicuramente non del vescovo.

    Alla fine so soltanto che in questo secondo anno appena concluso del suo episcopato, il nostro vescovo si sta adoperando in maniera instancabile per un riordino degli uffici curiali, delle parrocchie e dei sacerdoti. Ha riaperto la causa di beatificazione del nostro P. Giorgio Guzzetta; sta accompagnando la causa di beatificazione della fondatrice della Congregazione delle Suore Basiliane. Madre Macrina Raparelli; ha ripreso la pubblicazione della storica Rivista “Oriente Cristiano” e del Bollettino Diocesano, ferme da tantissimi anni; a breve darà alle stampe il primo catechismo per i bizantini in Italia. Per citarne solo alcune.

    Nonostante ancor prima della sua chirotonia abbiano alzato scudi contro di lui per la sua “non arbëreshità”; nonostante lo abbiano ricoperto di vili lettere anonime; nonostante l’abbiano costretto a difendersi presso la Congr. per le Chiese Orientali da una impugnatura di decreto di nomina a parroco di un suo sacerdote trasferito in altra parrocchia.

    Chissà. Dott. Tosatti, se poi sotto sotto, dietro gli ideali di salvaguardia di una tradizione, la storia ci è maestra, si nascondano invece interessi terreni e meschini.

    Piana degli Albanesi, 18 Agosto 2017

    Papàs Jani Pecoraro

    Parroco della Cattedrale

    S. Demetrio M.

    di Piana degli Albanesi

    1. Ottimo che l’abbia pubblicata, caro Tosatti. Ben fatto! Ora si può cominciare a fare qualche ragionamento. Grazie.

    2. Come mi sono presa del tempo per leggere bene la prima lettera-appello a bergoglio, leggerò con calma, stasera, la lettera appena pubblicata. A prima vista sembra uno scontro durissimo fra due posizioni determinate fortemente a difendere la propria. Ma chi delle due abbia davvero ragione e onestà lo sa solo Nostro Signore. E la Verità emergerà da sola con la sua forza. Mi resta sempre il “dubbio” che dove mette zampa El berghy salta sempre fuori guerra. Santa Domenica.

      1. Ottimo giusy, però ha detto cose che almeno in parte avresti potuto immaginare anche da te. Ottimo anche il fatto che la lettera sia firmata con nome e cognome.

        1. Continuo a leggere e cercare un po’ qua un po’ la….per ora quello che mi appare è che c’è un generico possibile indefinito vescovo “trombato”, secondo le insinuazioni di qualche lettore. e un tale sig. Olivieri trombato certo, quindi piuttosto rancoroso. Pertanto per ora tutto come prima.

    3. Questa lettera di Padre Jani Pecoraro chiarisce molti aspetti della vicenda. La sua pubblicazione, doverosa, dà modo a noi che siamo lontani di capire meglio la situazione.

      Mi viene da fare una considerazione: e cosa dovremmo dire e fare allora noi cattolici che siamo stati allevati e istruiti con la Messa in Latino e il vecchio catechismo davanti alla imposizione di passare di punto in bianco al nuovo ordine con la rivoluzione e tutte le bizzarrie che quattro dementi assatanati hanno pensato di introdurre nel tempo, fino ad arrivare all’attuale “stato” che non è propriamente quello dell’arte? Infatti vediamo il successo che hanno avuto… Sono i frutti delle novità regalateci dal CVII.

      Io vorrei assolutamente poter assistere alla Santa Messa V.O., quella che ricordo con nostalgia, ma non è che la cosa sia tanto facile da raggiungere. Prima o dopo spero di riuscirci.

      Vorrei solo aggiungere che chi scrive le lettere anonime non ha mai ragione. Mai.

      1. @Gian, in risposta al tuo desiderio che è pure il mio, fortemente desiderato, ti posto un link per farti/vi capire fino a che punto la ribellione è in atto. E questi farisei, bianchi fuori ma sudici dentro… (Vangelo di oggi), chiudono le porte a chi vuole entrare, ma solo perchè hanno paura di essere visti per quello che sono: scismatici, eretici, apostati ecc. https://gloria.tv/article/RYeLmqEJQshb3sHCkfzHE8MMu

        1. Ti ringrazio carissima Enza, grazie per il link che vado subito a vedere. Mi capita di invidiare quelli che hanno la fortuna di vivere vicino ad una chiesa dove, volendo, possono assistere alla S. Messa come è sempre stata per secoli. Non è un vezzo il mio, ma mi è sempre piaciuto il raccoglimento, la compostezza, il rispetto del luogo Sacro che è la casa del Signore. Che i nostri progenitori pur poveri amavano rendere ricca e bella. Oggi le chiese “moderne”, progettate da architetti estrosi e desiderosi di sbizzarrirsi, sono un insulto all’occhio e il contrario del luogo di preghiera, di raccoglimento, del silenzio per ascoltare… Non sopporto le chitarre e gli insulsi canti ritmati, accompagnati da battimani e manifestazioni che non fanno parte della nostra cultura (religiosa). Se voglio ascoltare il gregoriano lo posso fare solo a casa mia, non in chiesa da dove è scomparso per far posto ad altro. E il meraviglioso organo, il re degli strumenti tace impolverato e imbolsito da anni di abbandono. Nella mia città capoluogo grazie alle disposizioni di Papa Benedetto XVI avevano indicato una chiesa dove la domenica si poteva assistere alla messa in latino, ma tutto si è subito fermato e non si è più sentito altro…

          1. Caro Gian, questo è un dolore che dobbiamo offrire come olocausto, solo così la nostra preghiera sarà accolta. Anche a Brescia io non so più dove andare a messa. Nella mia parrocchia non riesco più ad andare causa proprio la mancanza di garbo verso chi sta pregando. Le messe sono diventate tipo spettacolo da circo che non sopporto più, e gli unici posti dove ora ho trovato ristoro spirituale sono i due santuari che abbiamo in centro. Però sai che sofferenza dover emigrare per ascoltare una celebrazione come si deve? Il problema sta proprio nel Concilio che ha aperto alle lingue locali: ognuno si è permesso di celebrare e di lasciar fare come meglio ha creduto, o crede. Invece la liturgia deve essere uguale in tutto il mondo, perchè è il sacrificio di Cristo e non una cena dove ognuno va al ristorante che più gli piace! Oggi il sacrificio è tutto tranne sacrificio. Cosa vogliamo pretendere, che ci sia rispetto e silenzio a tavola con gli amici? E poi pensa…..noi siamo un popolo in cammino….certo, così ognuno prende l’ostia come vuole e se la porta a spasso per la chiesa. Una signora non molto tempo fa disse ad un sacerdote: padre, sa che io l’ostia la prendo ma non sempre l’assumo? E cosa ne fa dice il prete sbigottito. Beh, risponde la donna: la porto a casa a mio figlio che non va mai in chiesa. Ma come dice il prete, ma se non ha fede come può prenderla? No, non gliela do in mano sa? gliela metto nel minestrone, così anche lui si comunica con Gesù. Da scomunica! ciaooo
            Ps: questa testimonianza è direttamente detta da Padre Farè nelle predicazioni sul mio canale sui documenti del Concilio.

          2. Enza, quelle che riporti sono gravi blasfemie e sacrilegi, comunque sia voglio rincuorarvi: il numero di Sante Messe tridentine aumenta di mese in mese, e non è un prezzo troppo gravoso metterci un’ora per andarci comunque, come faccio io la Domenica. Questo perché la Santa Messa non è uno spettacolo o un momento di ritrovo sociale, ma il momento durante la settimana in cui l’uomo deve adorare Dio attorno al rinnovarsi incruento del Sacrificio del Calvario. Solo comprendendo questo, e abbandonando una concezione sociologica e spettacolista, potrà avvenire la conversione dei cuori ed il ripristino della Divina Liturgia.

          3. Dimmi dove ho detto blasfemie e sacrilegi per cortesia. Quando si accusa si deve anche portare la prova elencando queste blasfemie. Sono basita!

          4. Scusami EquesFidus, ho riletto più attentamente e ho capito che questa frase non era diretta a me ma a ciò che è successo con l’eucarestia. Dico bene? Chiedo scusa

          5. Enza, l’equino fedele intendeva dire che sono blasfeme le circostanze che hai raccontato (il minestrone…)

          6. Si grazie a te “quanta cura” ho reiscritto subito un post scusandomi, al momento avevo capito male. Ora se sul mio canale yt trovo il video (sono 37 in questo cammino sui documenti del Concilio, lo posto) ciao buona serata

          7. Scusa Enza, ma sei seria? Tu non hai detto alcuna blasfemia, mentre i sacrilegi e le bestemmie sono quelli della tipa che metteva il Corpo del Cristo (ricevuto sulle mani, ovviamente) nel minestrone per farlo mangiare a suo figlio miscredente. Già su questo sito, ed altrove, ci sono nemici della Tradizione (liturgica e dottrinale) che non vedono l’ora di seminare confusione e discordia tra i cattolici, non mettiamoci anche noi a dar loro manforte per cortesia.

          8. Grazie a te, Enza, per il materiale che condividi, anche se non sono sempre d’accordo con quello che scrivi.
            Tosto questo P. Frarè. Ma esercita a Monza? Mi pare di aver letto così…

          9. @quanta cura@
            SI, PADRE GIORGIO FARE’ E’ UN MONACO CARMELITANO A MONZA. TI CONSIGLIO DI ASCOLTARE LE SUE OMELIE CHE SI TROVANO IN FONDO LA PAGINA DELLA PLAY LIST.
            In merito a ciò che scrivo, abbi pazienza, credo che ognuno in base alla propria formazione, al proprio carattere, alle proprie esperienze, parla, sapendo che l’importante è come ti rapporti con Cristo e il cammino che fai con Lui. Noi fratelli nella fede non dobbiamo farci guerra, ma con gentilezza e prudenza affermare le proprie ragioni sapendo che ogni mente può donare qualcosa di bello. Dopotutto nella Chiesa non dobbiamo essere “uniformi” come in una setta, ma liberi di esprimere il proprio pensiero, sempre chè non sia eresia, naturalmente. Ciao buona serata

        1. Grazie Enza eccezionale questo frate, averne come lui nelle nostre parrocchie! Non sarei costretta ogni Domenica a fare km per partecipare ad una Vera Santa Messa oppure a starmene a Casa a Pregate il Rosario e meditare da sola le Letture del giorno.

  2. Bergoglio prima del golpe per rimpiazzare Benedetto XVI: più in basso, rilancio un link forse utile per chi già non ha avuto modo di vederlo.
    Vi si può vedere Bergoglio, non ancora papa, mentre procede con la

    – Distribuzione ostie senza presentazione sacerdotale (non fa il sacerdote che presenta “Il Corpo di Cristo!”), si vede bene il volto senza alcun movimento labbra che restano chiuse, non parla;

    – e, coerentementente, senza alcun rispetto manifesto di chi riceve (né genuflessione, né un cenno col capo chino e, parrebbe, neppure “amen” che non avrebbe messo logico, mancando presentazione.

    – Si possono osservare quelli che paiono passaggi di mano in mano dell’ostia: in teoria, alcune potrebbero facilmente non essere consumate ed esser destinate ad altro uso: non risulta esserci alcuna prudenza, sacralità..

    Anzi, vien da chiedersi, forse, se in un quadro simile, si debba ancora riconoscere un sacramento (tanto varrebbe distribuire noccioline) oppure una dissacrazione.

    Chi ha pubblicato il video vi riconosce un doppio sacrilegio.

    Per quanto riguarda me, ne ho ricavato tanta tristezza, tanta: quanto squallore..
    Era proprio necessario quel che si vede nel video, secondo voi?

    Ed io temo che riporre troppe aspettative in questo personaggio, seppur fatto papa, da parte del “Presidio” per la difesa delle tradizioni culturali e religiose degli Albanesi di Sicilia, gli arbëreshë”, sia speranza vana.

    Il video, forse, suggerisce cosa ne pensa il gesuita fatto papa di riti tradizionali: questo papa suggerisce con forza di essere nemico della bellezza, del sacro e della bellezza del sacro. E lo suggerisce in ogni modo: con le sue parole, con le sue espressioni altre, con le sue scelte, il suo operato, con il presente, con il passato.

    https://youtu.be/UVUkMLUEeLs

      1. Un favore, ancora, chiedo: a causa della scarsa qualità del mio tel., credo, se non del video stesso, non ho immagini abbastanza nitide per mettere a fuoco la figura che, insieme ad El Berghy, distribuisce ostie, pare, come noccioline: è un sacerdote? Ad un certo punto sembra che, mentre distribuisce ostie consacrate come gadgets/souvenir a fine vita organizzata da venditori di pentole, parli come niente fosse, rida..

        Ma, ripeto, non vedo così bene e, se avete miglior strumento in uso del mio, non mancate di farmi sapere cosa voi vedete e, se vi va, cosa ne pensate.

    1. Non c’è folla che tenga, dopo aver visto il video e come tratta il Santissimo il mio impulso è di togliergli la Pisside di mano, affidarla in “mani sicure” e poi rincorrerlo a calci in culo fino in capo al mondo. Indegno e immondo!

  3. La Congregazione per le Chiese orientali è infestata da monsignori i quali credono che le Chiese di rito greco siano un impiccio e vadano lasciate perdere a vantaggio del solito “dialogo” con gli Ortodossi, reputati puri e autentici. Addirittura qualcuno di loro se l’era presa con padre Romano Scalfi, fondatore di Russia Cristiana, perché faceva missione in Russia. Analogamente si parla con disprezzo dei cosiddetti “uniati” e delle loro persecuzioni. Se negli uffici vaticani c’è questa confusione a questo livello, figuriamoci che cosa gliene importa dei fedeli di Piana degli Albanesi.

  4. E’ davvero molto strano, mica tanto, però!
    Prima del concilio, i fedeli seguivano i pastori! Dopo il concilio i padri hanno parlato del ruolo dei laici nella Chiesa.
    Si è parlato di cristiani maturi, di chiesa in cammino…!
    Adesso, con Francesco, non si parla che di pastori che devono odorare di pecore, di cristiani protagonisti, di periferie, di dialogo con tutti. Si celebra Lutero in Vaticano :dialogo con tutti, misericordia con tutti, chi sono io per giudicare?
    Poi, nella periferia dell’Italia, in piccolo centro siciliano,dove vive una comunità albanese dalle belle tradizioni culturali e religiose, il Vaticano di Bergoglio nomina nientemeno che un papas che non è papas, un pastore di una comunità di antiche origini albanesi che non parla il greco!
    Abbiamo un papas, senti, senti, che vuole “latinizzare”(leggi, modernizzare) la nobile liturgia bizantina; un papas vescovo che chiama i carabinieri perché un gruppo di fedeli cercano invano un incontro con il proprio pastore.
    Molti di Voi, cari lettori, non conoscono Piana degli Albanesi: un piccolo paese, dove il Vescovo dovrebbe essere il Padre, il Fratello di tutti. Non ci troviamo né a Milano, né a Torino, né a Napoli, dove il Vescovo, per ragioni territoriali, è distante dai fedeli. A Piana degli Albanesi, piccolo paese, il Vescovo lo puoi incontrare in ogni momento, in ogni stradina, nei pressi della Cattedrale di S.Demetrio, o nella piazzetta dove c’è una pasticceria dove si preparano i gustosi cannoli ripieni di ricotta.
    Ma allora, se il Vescovo non incontra i propri fedeli, non ascolta le loro legittime richieste, che cosa possono fare questi poveri fedeli scartati (parola molto cara a Bergoglio)? Devono essere muti spettatori della rovina della loro Chiesa, della loro identità? No, continuano a lottare:scrivono direttamente al Pontefice. Ma il Pontefice di sicuro non risponderà! E allora, che faranno?
    Questa è la domanda alla quale occorre dare una risposta convincente e concreta!

  5. Conosco Piana degli Albanesi il vostro bellissimo rito al quale anni fa ho partecipato. Sono completamente d’accordo con voi è spero che il Papa riesca a trovare una soluzione. Sono Cattolica ma prego per la vostra comunità di fratelli in Cristo.

    1. Questa storia, amara, è uno specchio dell’attuale situazione ecclesiastica, in cui i cosiddetti “misericordini”, come ha detto il buon Aldo Valli, “grondano misericordia da tutti gli artigli”. E’, né più né meno, che una resa dei conti clericale, che ha come vertenza finale in una cupa spirale di vendette, pregiudizi ed ignoranza, l’annientamento della Chiesa cattolica. Annientamento che non può avvenire, dato che, dopo decenni di incendio (la situazione attuale ne è solo l’acuirsi di una situazione preesistente, evidentemente, con preti, laici e vescovi che non dovevano essere dove sono eppure sono portati in palmo di mano), alla fine questo, per volere e grazia di Dio onnipotente, finirà; e allora, solo allora, tra i rami e gli edifici bruciati e carbonizzati della Santa Dottrina, dolorosamente ferita, e della Divina Liturgia, brutalizzata e banalizzata, sorgeranno dal letto di cenere i nuovi germogli di una Chiesa, nuova e di sempre. E non potrà che essere così, e costoro lo sanno bene; che lo ammettano o meno, questi eventi, queste masse di laici (a parole valorizzati, nella pratica marginalizzati e bastonati quando non esprimono opinioni proprie della sinistra radicale ma autenticamente e veracemente cattoliche) sono la riprova del fallimento di una certa prassi e di una certa liturgia. Questa è la verità; poi possono fare di tutto, anche vendere le chiese pur di vedere celebrare certi riti sacri e venerabili, dare fuoco ai paramenti sacri pur di indossarli, ritirare (ove possibile) i motu proprio pur di togliere le basi giuridiche (ma non spirituali) a certe comunità e gruppi di fedeli, finanche scomunicare chi non la pensa come loro (e ricordo che pure Sant’Atanasio fu ingiustamente scomunicato, e che tuttavia non si ribellò a tale ingiusta sentenza ma pregò e predicò), ma non possono vincere. E proprio perché lo sanno che si lanciano contro la realtà a favore della ideologia; non sanno, però, di essere solo alberi che vanno a fuoco, e non la fiamma.

  6. La mia impressione è che papa Francesco sia più per il rigore che per la misericordia e il dialogo, quando la controparte è debole. Di recente ha scomunicato tutti i preti di una diocesi africana perché non accettavano il vescovo nominato in quanto di una etnia diversa. In pratica ha gettato l’interdetto contro una intera diocesi, una pratica estremamente dura che era in disuso da secoli. Ora, dal mio punto di vista europeo la motivazione della ribellione è senz’altro inaccettabile, ma per gli africani l’etnia riveste un grande significato. Io mi chiedo, papa Francesco userebbe mai delle maniere così forti contro una diocesi tedesca o francese per una ribellione del clero locale verso il vescovo, magari per motivi dottrinali o economici?
    https://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

  7. Questo papato, questa gerarchia, e troppi pastori ormai, credo passeranno alla storia come coloro che combattono i cristiani cattolici. Un primato davvero disonorevole!

  8. Scusate l’OT, ma segnalo un Padre Ariel caricato a pallettoni che, di giustezza, la piazza all’incrocio del sette.
    E, già che c’è, tira giù primo, secondo anello e tribuna Vip a colpi di mortaio.
    http://isoladipatmos.com/nella-chiesa-di-sodomagomorra-abbiamo-un-gay-friendly-come-nuovo-prefetto-della-congregazione-per-la-dottrina-della-fede/

    Adesso spero che certi “commentatori”, se hanno le palle, gli vadano a chiedere se abbia letto certe encicliche o abbia degni studi teologici alle spalle, invitandolo a diventare protestante. Solo per godermi la sua reazione.

    1. Finalmente don Ariel ha mollato il palco ed ha parlato chiaro, senza fraintendimenti. E’ la prima volta che coinvolge il “Sommo Pontefice” direttamente e che invita all’azione.

      Da ignorante pensavo che più si lascia andare avanti e più i danni saranno irreparabili e il mio pensiero (da ignorante) trova conferma.

      Di questo passo chi saprà stabilire la validità di certe nomine di cardinali e vescovi e di tutti gli atti che si saranno susseguiti, comprese le ordinazioni sacerdotali, la validità dei sacramenti amministrati, delle messe fino addirittura all’elezione del prossimo successore di Benedetto XVI?

      Da incubo. Invito tutti a leggere, riflettere e pregare.
      Molto. E’ già tardi, purtroppo… Altro che lo scisma di mons. Marcel Lefebvre! Quella è stata una Grazia a difesa della Chiesa Cattolica davanti allo tsunami che stava arrivando con gli atti post CVII, con l’apoteosi del 13.03.2013.

    2. Grazie della segnalazione dell’articolo, Isabella.
      Purtroppo, non mi è stato possibile leggerlo poiché, il sito isoladipatmos, a ne risulta non accessibile con il seguente avviso:

      Errore 508. Il limite di risorse viene raggiunto

      “Questo sito web non è temporaneamente in grado di eseguire la tua richiesta in quanto ha superato il limite delle risorse. Si prega di tornare indietro poco.
      Se sei il proprietario dell’account e vedrai regolarmente questo errore, ti preghiamo di considerare l’aggiornamento del tuo piano al pacchetto con una maggiore allocazione delle risorse. Se hai domande, contatta il nostro ufficio tecnico di assistenza tecnica.”

      Riproverò in altro momento.

  9. “Questi fedeli volevano incontrarsi con lui, e temporeggiava. Tutte donne davanti all’episcopio chiedevano ci apra! Ha chiamato i carabinieri”.

    Ma che tristezza, questa immagine del vescovo che chiama, nientemeno, che i Carabinieri…

    Non so se son solo io a percepirla così triste, questa immagine del vescovo che chiama i Cc, questi che cercano di destreggiarsi, suppongo anche con imbarazzo, immagino pure qualche risata poi rientrando, immagino anche l’umiliazione, la frustrazione di quelle donne trattate, nella vescovile richiesta di intervento urgente dei Carabinieri, al pari e di pericolosi tossici strafatti, di abituali violenti, di sospette terroriste jihadista!

    Manco si trattasse di femministe fuori tempo massimo a recitare il ruolo di streghe picchiatrici, isteriche ingestibili come scimmie urlatrici perché si è osato dire che l’aborto è un delitto orrendo agli occhi di Dio, rivendicando sacrosanto diritto di obiezione di coscienza doveroso per ogni cristiano piuttosto che prestarvisi in alcun modo, o affermare che atti sessuali e pretese matrimoniali contra natura abominio.
    E per non dire della sciagura aggiunta degli uteri affittati ai praticanti omoerotismo per togliersi pure quello sfizio…
    Ma non risulta e mi è difficilmente credibile immaginare quelle donne equiparabili a minacce simili.

    Che tristezza la chiamata dei Cc, dove il pastore dovrebbe onore ed onere di essere guida, presenza e testimonianza a rassicurazione e protezione del gregge, non egli stesso, motivo di inquietudine ed insofferenza per loro: come non bastassero perigli esterni posti da nemici dichiarati, quelli interni sono sempre i più amati, subdoli, micidiali.

    È un’immagine, per me (ma forse non sol per me) particolarmente deprimente, perché vi si può leggere l’inadeguatezza della figura che ha ruolo pastorale che, con insufficienza di risorse ed ispirazione di fede, forse deficit addirittura di sincera vocazione, certamente risultando difficile immaginare che lo Spirito Santo glielo abbia suggerito e non di meglio, chiama i Carabinieri..

    ma allora come si regolare bene dovendo davvero avere a che fare con folle ostili e pericolose, mortalmente minacciose?
    E noi sappiamo di testimonianze coraggiosissime di cristiani costantemente minacciati e massacrati dai devoti di allah in sistemi in cui la sharia ed i mussulmani hanno prevalso; o pensandi ai regimi comunisti, ateisti impietosi, anche lì esempi eroici nella fede, di martirio..

    Ma questo vescovo chiama nientemeno che i Cc per queste donne, non trovando di meglio, come fossero criminali tali che non si poteva far altrimenti: vi si legge la resa religiosa al secolare ..
    E se non è icona del secolare anche l’Arma dei Carabinieri; Benemerita ed usa ad obbedire tacendo: benemerita per chi e cosa? Obbedir tacendo a chi e cosa? Al secolarismo (pure intriso di esoterismo diabolico) savoiardo? Al potere secolare, per dire, d’un Fiato. Napolitano che d’imperio accelera procedura di eutanasia di Eliana Englarilo anticipando di molto il caso ancor peggiore di Charlie nel Regno Unito?

    Il vescovo ha consegnato al secolare braccio armato primato e vittoria e per molto poco.
    Col pensiero, per un istante, lo spedirei volentieri nel deserto a far migliori meditazioni. O meglio ancora in una delle tante comunità cristiane sotto costante minaccia dei devoti di allah seguaci di maometto.
    Forse di questa esperienza potrebbe giovarsi e, dinanzi a delle donne che chiedono udienza, fossero pure motivate ma non essendo delle criminali violente, le troverebbe risorse di fede per gestire meglio da buon Pastore, anziché rendere tanto squallido motivo di sconforto e tristezza.

    Una sconfitta umiliante che grava, pure questa, non bastasse, sull’immagine già non eccellente (eufemismo) dell’organico ecclesiale, delle gerarchie clericali..

      1. LETTERA APERTA A TUTTI GLI AMICI DI FACEBOOK
        Il Gruppo Pubblico PRESIDIO E OSSERVATORIO ESISTENZIALI PER GLI ARBËRESHË IN SICILIA è amministrato da una persona che nascondendosi dietro la cultura Arbreshe ha come obiettivo il “colpire l’Eparca della nostra Diocesi, Mons. Giorgio Demetrio Gallaro”.
        PENSO SIA GIUNTA L’ORA DI DIRE BASTA E CALARE IL SIPARIO SU QUESTA QUESTIONE CHE STA LOGORANDO LA “VERA COMUNITA’ DEI FEDELI”.
        Questi i fatti:
        Ieri viene pubblicata, sulla pagina di PRESIDIO E OSSERVATORIO, la lettera inviata al Santo Padre FRANCESCO a firma dei “presunti” fedeli di Piana degli Albanesi, Palazzo Adriano, Mezzojuso, Contessa Entellina, della concattedrale della Martorana di Palermo.
        Lo scrivente esterna il seguente commento:
        “E’ una MENZOGNA MENZOGNA MENZOGNA dichiarare che abbiano firmato tutti i fedeli delle comunità dell’eparchia”.
        INVITO TUTTI I FEDELI DELLE COMUNITA’ HA SMENTIRE ME O CHI HA SCRITTO LA LETTERA AL PAPA, CIRCA L’APPOSIZIONE DELLA LORO FIRMA NELLA MISSIVA.
        Ripubblico, inoltre, il seguente mio commento datato 1 aprile 2015:
        Circa il “caso” del nuovo vescovo di Piana.
        Leggo su LIVESICILIA DEL 31 Marzo :
        “Non riusciamo proprio a comprendere il motivo che abbia portato alla fuoriuscita di questo nome –afferma Pino Imbordino -, il rito orientale è la caratteristica principale della nostra comunità, e rappresenta molto per noi, e non solo. Anche Giovanni Paolo II parlò del nostro cerimoniale come collante tra oriente e occidente. Riteniamo – continua Imbordino – che il nuovo Eparca di Piana degli Albanesi debba conoscere affondo i nostri usi e la nostra religiosità, e in questo senso, il nome di don Gallaro rischia di causare non pochi malcontenti”. (AFFERMA IL DR. IMBORDINO)
        “Mi sorgono spontanee alcune riflessioni ! Nel Vangelo si legge che “ non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che viene da Dio”; ebbene, salvo restando che per la nostra Eparchia il rito è e rimane una peculiarità fondamentale, mi chiedo quale è stato il livello spirituale della nostra comunità di Piana in questi anni ?
        Se la Santa Sede è l’unica “responsabile” della nomina del nuovo Vescovo, caro Dott. Imbordino, come mai non ha trovato un Membro nelle nostre comunità da elevare agli Altari vescovili ? Tu e chi lo pensa come te, forse siete più illuminati dallo Spirito Santo del Cardinale Romeo e di Papa Francesco ?
        Forse speravi nella nomina di un tuo compagno di Seminario e la delusione ti ha portato, forse, a firmare la petizione e a fare queste affermazioni che nulla hanno di “Spirituale” ma solo di “materiale”. Buio in cui, purtroppo, ha vissuto la Chiesa di Piana in questi decenni, eccezion fatta per il periodo di Mons. Lupinacci a cui va il mio saluto ed affetto filiale.
        Don Gallano benvenuto nell’Eparchia di Piana degli Albanesi. Dio lo sostenga e illumini affinché possa aiutare la nostra Eparchia ad un risveglio prima spirituale e solo dopo nelle tradizioni del nostro rito.
        Rosario Oliveri ( Seminarista a Piana e Grottaferrata )”.
        EBBENE ALLE ORE 18 CIRCA DEL 17 AGOSTO DOPO BEN PIU’ DI DUE ANNI CHE FACEVO PARTE DEL Gruppo Pubblico PRESIDIO E OSSERVATORIO ESISTENZIALI PER GLI ARBËRESHË IN SICILIA , ricevo la seguente intimazione dall’Amministratore “Signorina” Giusi Schirò : “Il Presidio non ti ha sposato per l’eternita’. Fonda una tua pagina per i ‘Gallarolatri’. Aut aut o je burrë e te ne esci tra un quarto d’ora o ti rimuovo io.”
        Ebbene con GRANDE SENSO DEMOCRATICO l’Amministratore “Signorina” Giusi Schirò puntualmente mi ha rimosso dal Gruppo, ciò dimostra tutto : “Chi non è con me è contro di me”; attenzione non sono parole evangeliche (Lc 11,14-23)
        In ordine al fatto se sia uomo ” je burre”, cara “Signorina” Giusi Schirò” le rammento che sono felicemente sposato da ben 26 anni al contrario di lei che, quasi cinquantenne, è nubile quale status civile….non entro in altri temi in quanto “fede” ed “educazione” mi impongono di non farlo.
        La sua affermazione, Gentile “Signorina” Giusi Schirò”, circa la creazione di ”una mia pagina per i Gallarolatri” dimostra quanto da me sopra esternato, ossia che le finalità del Gruppo da Lei creato ad hoc è pro qualcuno e contro un altro ….altro che cultura e tradizioni arbereshe.
        ALL’INIZIO PARLAVO DI CALARE IL SIPARIO ……ebbene si chieda una buona volta al Cardinale Romeo (commissario diocesano ) e al precedente Eparca Mons. Sotir Ferrara, che saluto, perché non abbiano mai proposto uno ed un solo nome di presbiteri delle nostre cinque comunità…uno in particolare al quale la“Signorina” Giusi Schirò” è molto legato in quanto suo Padre spirituale.
        Mi corre obbligo, infine, esternare il mio sincero e filiale affetto al nostro Eparca Monsignor Giorgio Demetrio Gallaro; gli auguro di avere tanta pazienza e forza spirituale nella guida della Eparchia.
        Soprattutto sappia Eccellenza che moltissimi fedeli di Piana degli Albanesi e delle altre comunità sono al suo fianco. Ribadisco che nella nostra Eparchia vanno sì difese e salvaguardate le nostre tradizioni ed rito, rito che è e rimane una peculiarità fondamentale, ma soprattutto vi è la necessità di un risveglio spirituale e di solidarietà che è mancato nel passato.
        Pongo distinti saluti .
        Rosario Oliveri

        1. Sig. Oliveri, ho letto e mi ero già informato. Immaginavo più o meno quello che lei ha scritto. Soprattutto non capisco la protesta preventiva fatta a suo tempo contro gallara, col pretesto che non conoscesse il rito bizantino…che invece utilizzava da molto tempo…
          Purtroppo pubblicare qui il suo rispettabile punto di vista non serve. Anche se è evidente che questa è una messinscena di qualche aspirante vescovo trombato, gli utenti di questo blog crederebbero a qualsiasi sciocchezza pur di sparlare del papa e del vaticano. Anche davanti a prove documentali. Saluti fraterni.

          1. Mick Jagger
            ” gli utenti di questo blog crederebbero a qualsiasi sciocchezza pur di sparlare del papa e del vaticano. Anche davanti a prove documentali.”

            Gli utenti di questo blog, ragionano con la propria testa, la credibilità o meno di certe informazioni, sono condizionate dal modus operandi di papa Francesco, il quale sembra essere sua intenzione di demolire la Santa Chiesa Cattolica, in una sorta di satellite del protestantesimo.
            Il lamento della “Lettera” verte sul rifiuto da parte del Vescovo di dare udienza ai fedeli, fosse anche uno solo, o dovrei ricordarle che tale modus ha avuto l’imprimatur di Bergoglio rifiutando di ascoltare i quattro Cardinali dei “Dubia?”, se lei è un papalino è un problema suo, ma è nostro quando tale papa vuole demolire la Chiesa, la critica è sia giustificata che doverosa quando viene messa in pericolo la Fede, almeno per quelli che ancora l’hanno, noi siamo pecore di nostro Signore Gesù Cristo, non “Pecoroni” di papa Francesco.
            Inoltre non si permetta più di offendere l’intelligenza dei commentatori, forse dovrei ricordarle “Chi è Lei per Giudicare?”.

        2. Presidio e osservatorio esistenziali di Sicilia, come vedete la falange armata bergogliOna è scatenata, come prevedibile aspettatevi attacchi durissimi, quello su questo blog è solo l’avvertimento di stampo….. maf o mass…..che Maria vi Aiuti e San Michele Arcangelo vi Protegga. Giusy anche se non Schiro’. Sia Lodato Gesù Cristo.

          1. Le prove deve produrle chi accusa. Qui c’è una lettera della parte in causa e non è prova di nulla. Io una prova l’ho comunque portata: video su youtube con gallara che celebra in greco, contro le asserzioni del trombato che ha scritto la lettera. Se poi leggessi la sua biografia sapresti che officia da decenni in rito bizantino, sempre contrariamente a quel che scrive il trombato. Ma tanto a te interessa solo trovare scuse per gridare alle falangi bergogliane, quindi discutere con te è irrilevante.
            Sig. Oliviero, l’intervento di ”giusy” è la prova del ”come volevasi dimostrare” (io sono stato bannato per averle scritto)

          2. Anche io ho letto tutto prima di scrivere signor sua umiltà, non è certo un video youtube a cancellare tutto il resto che viene detto del vescovo…..il quale essendo stato nominato da El berghy vostro Kapo, è stato messo specificamente li per portare scompiglio zizzania e separazione, come accade in ogni realtà in cui El kapo mette la sua zampa puzzolente di zolfo. Vedi Medjugorje, vedi frati francescani dell’IMMACOLATA…..e perfino in San PioX! San Michele Arcangelo ci Protegga.

        3. EPISTOLA DI UNA NUBILE
          Gravi motivi famigliari non mi consentono di potermi difendere tempestivamente ma KUR TË SHTIEN NDERIEN TE DHEU (quando ti calpestano l’onore) non si deve soprassedere.
          Il signor Rosario Oliveri è stato RIMOSSO dal Presidio in quanto PERSONA SCORRETTA, perché siamo rimasti ALLIBITI dal livello INFIMO E IDIOTA dei suoi commenti. Da più parti ha avuto l’invito di creare UN GRUPPO TUTTO SUO visti i suoi ALTI IDEALI, DOVE NOI “PRESUNTI” FEDELI NON ANDREMMO A SBANDIERARE DA “PARASSITI” LE NOSTRE IDEE. Una precisazione: il suddetto ha fatto parte del “Presidio” per un anno. Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Però è talmente i shtrëmbër (obliquo), che scrive nella sua lettera aperta: «DOPO BEN PIU’ DI DUE ANNI CHE FACEVO PARTE DEL GRUPPO PUBBLICO PRESIDIO […]. Questa è una MENZOGNA E NON TANTO INNOCUA. Il Presidio è nato il 10 agosto 2016; l’eparca mons. Gallaro si è insediato nella diocesi di Piana degli Albanesi il 28 giugno 2015. Il signor Oliveri OCCULTAMENTE vuole far credere che il Presidio è sorto subito «PER COLPIRE L’EPARCA DELLA NOSTRA DIOCESI (SIC!). NO CARO. Il Presidio è sorto dopo un anno, un mese, 10 giorni che tanti fedeli, con MUTISMO E RASSEGNAZIONE, subivano le scelte scriteriate del monsignore in MATERIA DI LINGUA E RITO.
          Difendere una lingua, oltre che saperla parlare e scrivere, significa comprendere i LIVELLI METAFORICI della lingua stessa, infatti, «NA JE BURRË» IN ARBËRESH vuol dire, FUOR DI METAFORA «SE HAI CARATTERE, SE HAI TEMPRA» E NON LA BECERA ACCEZIONE SESSUALE DATALE DALLA “MARITATA”. Ma poi vi chiedo: Il “Presidio” è un gruppo pornografico? L’amministratrice è una poco di buono dedita a dissolutezze e al turpiloquio? Non esisteva motivo alcuno per conferire all’espressione corrente je burrë quella interpretazione. Mi sorge il dubbio che non si tratti di incompetenza ma di barkë fumerë (viscerale malignità); il sig. Oliveri e consorte hanno colto l’occasione per versare fango su di me. Non c’è altra spiegazione. Infatti non pago, insinua: «non entro in altri temi in quanto “fede” ed “educazione” mi impongono di non farlo (SIC).». Io avrò pure le mie pecche: Se ngë isht njeri te jeta çë rron e ngë mëkatron -perché non esiste sulla terra essere umano che non pecchi-, (Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo) ma non intendo dove lei voglia andare a parare.
          Le ricordo altresì che è REATO ALLEGARE FOTO PERSONALI NELLE PROPRIE BACHECHE SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE O FORSE È CONTEMPLATO DALLA 104/92?
          UN FEDELE SMARGIASSO OLTRETUTTO, IL GUELFO PERFETTO CHE DELINEA UN RITRATTO TOTALMENTE INCOERENTE DI UN GENUINO OPERATO: «Il gruppo pubblico presidio e osservatorio esistenziali per gli Arbëreshë in Sicilia è amministrato da una persona che nascondendosi dietro la cultura arbreshe ha come obiettivo il colpire l’eparca della nostra diocesi, Mons. Giorgio Demetrio Gallaro (SIC).
          Queste asserzioni hanno favorito certi BES TË I KENË BESË (certi BES a credergli) CHE ESTERNANO PUBBLICAMENTE ATTEGGIAMENTI MINATORI. TUTTO CIO’ NON LEDE SOLO LO SPIRITO DI UNA “NUBILE PULZELLA” MA ANCHE L’INCOLUMITA’ FISICA.
          Andiamo ad altri passaggi di questa lettera aperta del sig. Oliveri a tutti gli amici di facebook in data 18 agosto alle 18:44:
          «Invito tutti i fedeli delle comunità Ha(SIC!) smentire me o chi ha scritto la lettera al papa, circa l’apposizione della loro firma nella missiva».
          E kush je ti! TATA ÇIKU?!? Chi ti credi d’essere? Non sei Papa Francesco! Urge qualche lezione di grammatica di base. Lesson number 1: la differenza tra “A” ed “HA”.
          «Si chieda una buona volta al cardinale Romeo (commissario diocesano) e al precedente eparca Mons. Sotir Ferrara, che saluto perché non abbiano mai proposto uno ed un solo nome dei presbiteri delle cinque comunità[…] (SIC) .
          Il prete suggeritore del mio “padre spirituale” ha omesso di comunicarle che già nel 2014 due alti diplomatici, in visita alla nostra diocesi, contrastavano la nomina di Mons. Gallaro, cercando una soluzione nella compagine locale. La nomina di mons. Gallaro era già pilotata dal 2013 per via delle pressioni della Congregazione orientale.
          «Mons. Sotir Ferrara che saluto …». Saluta mons. Ferrara? I ke shtur onje … (lo ha sempre denigrato) cito testualmente «Buio in cui ha vissuto la chiesa di Piana in questi decenni, eccezion fatta per il periodo di Mons. Lupinacci (SIC).
          E dulcis in fundo in data 17 agosto alle 21.13 l’appello con invito alla condivisione su Fb della “Sposetta”:
          «Informo tt i miei amici e li invito a divulgare la notizia affinché giunga alla signorina Giusy Schiro, amministratrice del gruppo “Presidio e osservatorio” che autorizzo mio marito a dimostrarle quanto sia uomo» (SIC!).
          DA “PERFETTA CRISTIANA”, LA “SIGNORINA” GIUSEPPINA DIMITRIA (FEMMINILE DI DIMITRI, IL SANTO CAVALIERE MIROVLITA) SCEGLIE COME MODELLO PER IL SUO “VIRTUOSO” STATUS DA “NUBILE” LE SUORE, LE CASTISSIME SANTE, E NON COME CERTUNE, (CHE ADDIRITTURA PUNGOLANO IL MARITO A DIMOSTRARE “QUANTO SIA UOMO”) ALLE QUALI SI ADDICONO GLI ATTEGGIAMENTI DI CERTE DONNE AFFRESCATE NEI LUPANARI O MAGARI NELLE TELE DEL LAUTREC (O! SANTA IGNORANZA!). UNA “DONNA SPOSATA” CHE, SECONDO QUALE ETICA, GALVANIZZA IL MARITO A MOSTRARE LA SUA VIRULENZA? ( SI’, L’ERCOLE FARNESE O PRIAPO?! O UN SATIRO). DANTE LE AVREBBE INVENTATO UN GIRONE APPOSITO, FORSE ANCHE UNA IMPROPAGINAZIONE MISTA A QUALCHE LUSSURIOSO VENTO. “ME DECEAT” IN QUANTO “CASTA SIGNORINA” A DISCUTERE DI COSE SANTE … ah da bibliotecaria consiglio a lei e consorte un classico: LA LETTERA SCARLATTA (“The Scarlet Letter”) pubblicato nel 1850 da Nathaniel Hawthorne. Lei e la “VERA COMUNITA’ DEI FEDELI” siete già in procinto ad appuntarla sulle mie “illibate” vesti? La lettera scarlatta…ovviamente.

          1. Gentile signora Giuseppina Schiro’ Dimitria,
            la ringrazio per questo chiarimento, sono vicina a lei e alla comunità che lei rappresenta. L’astio del sig Olivieri dimostra che la sua è solo vendetta e un tentativo di infangarvi. Forza e coraggio, resistete con il vostro presidio. Una Preghiera per voi.

  10. Oltre a Pregare per questa Comunità Albanese, ancora così profondamente religiosa e che temo ben poco otterrà da El berghy, io tornerei a cercare anche l’azione. Era stata lanciata qualche tempo fa la proposta di incontrarci in un Santuario, prima Santa Messa meglio se in Rito Antico e poi scambio di pensieri, proposte, idee a favore della nostra Amata Santa Chiesa Cattolica così come da DUEMILA ANNI era riuscita a resistere fino al CVII, e all’infausto conclave 2013. Con Anna pare stiano muovendosi alcune cose, c’è bisogno però di altre idee e più esperienza. Diego B. ad esempio, cosa suggerisce lei per potersi trovare in sicurezza e tutta tranquillità? Dai riflettiamo, Settembre,si avvicina. Grazie per la pazienza. Sia Lodato Gesù Cristo.

      1. Carissimo Francesco, ho letto con attenzione ciò che lei mi ha suggerito e i dolori che già provo per la Santa Chiesa Cattolica da tempo, si sono moltiplicati, non solo allo stomaco ma anche al cuore…. eppure basterebbe che gli incoscienti che stanno letteralmente massacrando la Santa Chiesa e manipolando le Scritture ascoltassero il Cristo. A proposito ad esempio di attività contrapposta alla Contemplazione, cosa rispose Lui alla attivissima Marta che si lamentava della sorella Maria che stava in Ascolto del Maestro? Grazie Francesco davvero per la segnalazione. Quando al progetto di poterci incontrare e unire tante forze per la difesa della nostra Amata Santa Chiesa Cattolica e la nostra Fede, per ora siamo in tre che ci stiamo pensando, tre donne, ma se anche lei E qualche altro signore ci aiutaste con qualche suggerimento E in qualsiasi modo riteniate, sarebbe davvero una grazia, perché questa iniziativa deve attuarsi in sicurezza e tranquillità, condizioni non così scontate con l’inquisizione bergogliana all’opera. Grazie ancora per la segnalazione Francesco, andrò a visitare anche quel blog qualche volta. Buona notte e Sia Lodato Gesù Cristo.

  11. Non è stato messo dove sta per condurre le anime a Cristo, bensì per allontanare quelli che si permettono di cercarlo! Quindi appello che sarà cestinato. Se vi fate musulmani vedrete che lo dirà al prossimo Angelus con grande compiacimento. Così i suoi sforzi di invadere l’Europa di maumettani sarà più facilitato dal vostro esempio. Bergoglio Cristo ti ha già vomitato😤

    1. Cristo l’ha già vomitato certamente, ora se ci desse anche la Grazia di toglierlo di torno e mandarlo in un’isola deserta a riflettere sulla sua cecità spirituale, causata dall’essere troppo straripante di ideologia che non lascia spazio né per il Signore né per lo Spirito Santo.

  12. A volte i miracoli avvengono, ma per esserci il miracolo bisogna avere una grande fede. Allora mi domando: in Vaticano c’è ancora la fede? Siamo sicuri che i vescovi abbiano ancora la fede? Tolto quei pochi che non riescono a smuovere nulla, per il resto siamo messi molto male!

    Christus vincit, Christus regnat,
    Christus, Christus imperat!

    Povera Chiesa! Cristo soffre dentro di noi, e questo dolore dobbiamo offrirglielo per la salvezza di chi sta rovinando tutto. Possano convertirsi, ma credo proprio sia dura.
    Buon pomeriggio

    1. Intanto nella nuova chiesettina bergogliOna un nuovo svarione:

      “la liturgia diventa uno show…

      Nell’ipotesi infondata di «rendere più coinvolgente la Messa, gli animatori liturgici sbizzarriscono la loro fantasia, escogitando trovate sempre più accattivanti e multiformi», anche introducendo «elementi di altre tradizioni religiose o di mondi culturali diversi»: quanto scritto da Luigi Martinelli nel suo recente libro «”Missa” in scena. Riflessioni teatrali sulla liturgia» (Cavinato, Brescia 2017), ha purtroppo trovato tristi conferme in contesti diversi nella ricorrenza dell’Assunta, durante la quale si è evidentemente scatenata la “creatività” dei pastori.

      Ha creato non poco sconcerto, ad esempio, tra fedeli e non, la danza di ballerine in tutù, che ha avuto luogo davanti all’altar maggiore del Duomo di Spoleto, nella Veglia dell’Assunzione. Una danza, che, nella migliore delle ipotesi, ha preposto lo spettacolo alla liturgia e l’esibizione alla sacralità del luogo, un caso di «imbarazzante provincialismo», come commentato dal blog MessainLatino. Non un caso isolato, intendiamoci: altre volte purtroppo sono state tentate sperimentazioni ed inopportuni “trapianti” nella liturgia cattolica di abitudini proprie di altre confessioni religiose e di altri contesti socio-geografici, in una sorta di “ansia da prestazione” sincretistica.

      Non solo. Si apprende dal quotidiano di Cremona La Provincia di un’altra iniziativa, liberamente presa sempre nella ricorrenza dell’Assunta durante la processione dal Vescovo del luogo, mons. Antonio Napolioni, che, con tutti i canti mariani propri della tradizione cattolica, pare non abbia trovato di meglio, dinanzi alla statua della Vergine, che intonare O sole mio, sia pure – precisa il giornale – «dedicandolo alla Madonna». Una sorta di “libero adattamento”, insomma, prima di una S.Messa spesso interrotta dagli applausi, peraltro incoraggiati, ora per un elogio a don Aldo Grechi, l’anziano sacerdote che per primo recuperò la festa di Brancere, ora per quanti avessero aiutato a realizzarla, per gli amministratori e per tutti i presenti, come specifica la stampa locale.

      Ai promotori di questi e di altri casi analoghi, quotidianamente segnalati da fedeli ancora capaci di scandalizzarsi, andrebbe ricordato come la Santa Messa non sia uno show, bensì il Sacrificio di Cristo. In tal senso ammonì l’allora card. Joseph Ratzinger nel suo libro Introduzione allo spirito della liturgia: «Là, dove irrompe l’applauso per l’opera umana nella liturgia, si è di fronte a un segno sicuro che si è del tutto perduta l’essenza della liturgia e la si è sostituita con una sorta di intrattenimento a sfondo religioso». Il che, malauguratamente, accade ormai sovente, troppo (G.B.).”

  13. Carissimi fedeli, fratelli di Piana degli Albanesi.
    Conosco molto bene la vostra realtà! Ho visitato molte volte la vostra splendida cittadina. Quanta storia! Quanta fede! Quanta Tradizione!
    Da molti anni soffrite umiliazioni indicibili a causa di un processo irreversibile volto a distruggere la Vostra identità culturale e religiosa.
    Avete scritto al Pontefice per avere una risposta alle Vostre giuste e sante richieste. Temo che il Pontefice non vi risponderà!
    Se ciò malauguratamente dovesse accadere, l’unico modo è di farvi ortodossi! Cercatevi un papas ortodosso! Cercatevi un Vescovo ortodosso! Sono certo che in questo modo, potrete vivere la vostra fede e la vostra splendida liturgia. Sarà un chiaro monito alle gerarchie di questa strana chiesa.
    Questa neo chiesa bergogliana, tanto misericordiosa, tanto dialogante, mi è indigesta. Basta! E’ ora di passare ai fatti!!!

    1. …. “Temo che il Pontefice non vi risponderà!”….

      Piu’ facile fare 6 al superenalotto … giusto per intenderci…

  14. QUELLA CHE SUBITE è UNA VERA E PROPRIA VIOLENZA!
    VI AUGURO CHE POSSIATE RIUSCIRE A SALVARVI , ALTRIMENTI RISCHIATE L’ESTINZIONE! COME POSSONO MAI TACERE I DICASTERI DINNANZI A TUTTO CIO’? E’ SCANDALOSO! SPERIAMO CHE IL PAPA RICEVA QUESTA LETTERA E PRENDA (VI AUGURO) SERI PROVVEDIMENTI

    1. @Teodor: Se nel cuore hai la tradizione stai certo che non muori modernista. Il Signore conosce tutto di noi e ci mette sulla strada sacerdoti santi. certo è che la sofferenza è tanta ed è questo un buon motivo per pregare pregare pregare

    2. Caro Teodor
      Io sono nato nella Chiesa Cattolica, ho vissuto la S.Messa in Latino (c’era solo quella) ho servito come chierichetto (anni 50), sono partito per un lungo periodo da militare, senza poter assistere alla S.Messa, quando ritornai ero indeciso ad entrare nella nuova chiesa, c’era una liturgia a me sconosciuta, le cose poi sono precipitate come ben sappiamo, ma se nel cuore c’è la “Fede cattolica” nell’anima la vera e Sacra Liturgia, allora si morirà Cattolici e non protestanti.

  15. se avete inviato a’ L Papa una αμφιβολία (latino: dubium), potete star freschi, ad aspettare risposta.

  16. Ormai dobbiamo “insorgere”, come laici, affinché tutti i fedeli possano avere una pietra di paragone – anzi, una ROCCIA – a cui aggrapparsi per fare fronte al “nuovo” che avanza…
    L’appello è giusto che sia stato scritto e inviato: parole vane per una mente ormai sotto l’influenza di ….

    1. VIVA CRISTO RE !
      VIVA MARIA !
      era il grido di battaglia degli Insorgenti contro i ladroni giacobini Francesi, guidati dal gran ladrone Napoleone Bonaparte…
      Qualcosa del genere sta accadendo anche oggi, in forma più planetaria.

      1. Nominare il nome di Dio non vuol dire essere cristiani, per esserlo bisogna comportarsi da cristiani! Una caratteristica che dovremmo avere è quella di servire la verità nella carità.

  17. Impressionante, si vuol distruggere la fede cattolica a tutti i costi, mi ha fatto riflettere questo passaggio
    “La cattolicità quindi, è messa in pericolo dai cattolici stessi. Un ritorno alla prassi orientale ortodossa, Santità, ci sembra essere l’unico mezzo per avere il giusto rispetto ed il diritto all’esistenza.”
    Pur di non perdere la fede sarebbero disposti ad accettare la prassi Ortodossa.
    Che lo Spirito Santo illumini il cuore e la mente del Papa, affinché sia veramente il pastore della Santa Chiesa Cattolica, e di tutti noi.
    ps
    Dott. Tosattti ci tenga sempre informati sullo sviluppo di questa loro sofferenza.

    1. France’ quella frase che hai citato è peggio del problema. Per rispondere ad una scelta ingiusta (a cui si dovrebbe comunque obbedienza) si minaccia lo scisma e la ricongiunzione con chiese scismatiche ed eretiche (le chiese ortodosse, appunto). Questi sarebbero cattolici?

      1. Caro Alex
        Sono loro che alla disperazione sarebbero disposti a trasferirsi con gli ortodossi.
        Personalmente rimango “Cattolico Romano”, di quello che fa la gerarchia non è che mi ci fanno perdere il sonno, ormai si è in caduta libera, intanto caro Alex, mi vado cercando dove si celebra veramente la Santa Messa, ovviamente in Vetus Ordo, che poi Vetus o non Vetus è quella la Sacra Liturgia.
        Disse bene a suo tempo Benedetto XVI, i nemici della Chiesa non stanno al di fuori, ma dentro di essa.

        1. Certo benedetto aveva ragione: basti pensare a quanta feccia ha fatto carriera quando lui era prefetto (kasper docet). Quanto a trsferirsi con gli ortodossi, se loro sono disposti ad entrare in una chiesa che nega una buona metà dei nostri dogmi, facciano pure. A me sembra una soluzione peggiore del problema. Quanto alla disperazione, a me un certo don giussani ha insegnato che la ”realtá si valuta sulla base di tutti i suoi fattori”: qui si valuta avendone considerata solo una parte. Esempio: leggo che gallara non conoscerebbe il greco liturgico. Come mai su youtube ci sono filmati in cui celebra in greco?

          1. Tranquillo sapientone in incognito, chiunque avrà tradito avrà a passare il vaglio dello sguardo di Gesù Cristo nel giorno del Giudizio, e in quel contesto non esisteranno principi del foro, amnistie e misericordie all’ingrosso, né indulgenze plenarie: sarà un Giudizio senza appello e senza trucchi. Ognuno si prepari a passare davanti a quello sguardo mettendo nel salvadanaio tutte le monetine che sarà in grado di risparmiare per potersi riscattare, anche i centesimi. Chi ha avuto cariche e potere sarà bene che si premunisca di un consistente Fido in grado di riscattarlo, perché a lui sarà richiesto MOLTO di più per poter passare.

  18. … aspetta e spera (invano) …
    Quando c’è un intervento volto alla “conservazione” Bergoglio fa orecchio da mercante…

  19. “Santità ci aiuti a restare Cattolici”???
    Ma che siete matti?!
    Con questa richiesta potete dire addio ad ogni speranza…

  20. Sta distruggendo tutto: il nuovo e il vecchio, l’antico e persino il moderno, se è autenticamente cattolico. Quest’uomo va fermato, o della Chiesa rimarranno solo le macerie.
    D’altronde, la Madonna di Fatima non mente.

  21. Oggi, possiamo tranquillamente affermare che la Chiesa, Mater e Magistra, veste ormai gli irriconoscibili panni della severa e ingiusta matrigna che si accanisce sulla fede presente e passata di un popolo in cammino. Preghiamo!
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!!!

    1. inutile rivolgersi a Francesco I,non è Pietro e lui lo sa bene perchè nella CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA non esistono due Pietro per ordine perfetto ed immutabile di Cristo.

      1. Quindi un pietro non è pietro, l’altro pietro è indegno perchè ha sconvolto l’ordine perfetto e immutabile di Cristo (peraltro mentendo pubblucamente). Siamo senza pietro dunque?

        1. @Alex De Large

          Come ipotesi non è da escludere: per brevi periodi (a ogni morte di Papa, ecc.) accade da due millenni.
          Fosse vera, permetterebbe di eliminare tanti problemi per la mia povera coscienza.
          Mi sembra comunque più probabile l’ipotesi che oggi il Papa ci sia.

          P.S. noto la sua scrittura in minuscolo “pietro”: sembra azzeccata.

          1. Il mistero s’infittisce, problemi con le maiuscole, come mai con Pietro non funziona e con Cristo si? E per fortuna, almeno con LUI!

          2. È tanto preso a distribuire lezioni astiose non richieste, IL LARGO, che non ci ha ancora spiegato il mistero della maiuscola che appare e scompare a seconda dell’argomento. Quando si dice essere trasparenti😋

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