MIGRANTI, IL PAPA, IL CARDINALE. L’ABATE FARIA NE DICE QUATTRO ALLA CHIESA. “L’ITALIA È UN PAESE IN GINOCCHIO”.

Marco Tosatti

“Serve un impegno sempre più generoso nel favorire la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, promuovendo così la pace e la fraternità tra i popoli”. Così papa Francesco, due giorni fa, in un messaggio indirizzato ai partecipanti all’incontro internazionale “Mediterraneo: un porto di fraternità”, promosso dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, con il sostegno di numerose istituzioni e realtà associative. Un evento al quale hanno preso parte 250 giovani di 31 Paesi. Nel messaggio inviato al vescovo locale, Vito Angiuli, il Papa incoraggia la comunità cristiana e i giovani dei Paesi mediterranei, “come pure tutte le persone di buona volontà, a considerare la presenza di tanti fratelli e sorelle migranti un’opportunità di crescita umana, di incontro e di dialogo, come anche un’occasione per annunciare e testimoniare il Vangelo della carità”.

Dopo lo spunto di legalità e di saggezza versato dal cardinale Bassetti nel mare di retorica migrantista sparsa a piene mani e piedi da molti prelati, è la prima volta che il Pontefice ossessionato dalle migrazioni si esprime sul tema.

Sarà una coincdenza o forse no ci è arrivato proprio quel giorno uno sfogo dell’Abate Faria. Eccolo.

Le recenti “frenate” delle gerarchie del Vaticano mi costringono a dover tornare su un tema che già affrontai in precedenza. Pur nell’ossequio dovuto ai miei superiori, mi rendo conto che alcuni di essi (non pochi, purtroppo) vivono come in una bolla al di fuori della realtà, una bolla che si nutre di parole talismano, come direbbe Plinio Correa de Oliveira, parole come “solidarietà, accoglienza, misericordia”, parole con un profondo significato cristiano quando esse sono ancorate tomisticamente alla realtà. Ma quando vengono brandite senza aggancio alla stessa, divengono pericolose.

Ci sono dei fatti. L’Italia è un paese in ginocchio da molti punti di vista, politico, economico, sociale. Non può sostenere il peso di grandi ondate migratorie pena il collasso. Gli stranieri che vengono e vivono onestamente siano sempre i benvenuti.

Ma non c’è posto per tutti.

Purtroppo il fenomeno di acquiescenza delle gerarchie vaticane si riversa profondamente nel vivere civile anche di coloro che – mal gliene incolga – non professano più la fede cattolica (e sono sempre di più…). Si deve accogliere chi vuol essere accolto, chi si vuole integrare, chi rispetta usi e leggi del paese che lo accoglie. Chi pensa che vivere di accattonaggio come scelta di vita e non come immediata necessità, sia compatibile con la nostra società, deve essere disilluso e eventualmente allontanato. Queste persone sono quelle che a volte rincorrono e assalgono turisti o gente del posto per rubare i portafogli. Tutti sanno da dove proviene il problema. Nulla si fa per risolverlo, spesso spaventati dalle parole “solidarietà, accoglienza, misericordia” usate malamente, senza nessun aggancio alla realtà e contro ogni possibile insegnamento della morale e dell’etica cattolica.

Abate Faria

Adesso aspettiamo i fulmini canonici sul povero abate…

QUI TROVATE IN SPAGNOLO UN COMMENTO DI MONTSE SANMARTI SU COMO VARA DE ALMENDRO.



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55 commenti su “MIGRANTI, IL PAPA, IL CARDINALE. L’ABATE FARIA NE DICE QUATTRO ALLA CHIESA. “L’ITALIA È UN PAESE IN GINOCCHIO”.”

  1. Caro dottor Tosatti, va bene il contenuto dell’articolo, però evitiamo slanci pliniani: i pliniani sono già abbastanza confusionari di loro (vogliamo dire macchiettistici?) e complicano il problema anziché risolverlo.

  2. Paolo Giuseppe nel commento precedente fa un cenno alla omosessualità.
    Ebbene, da tempo mi “sgolo”
    – qui, sui social, nei miei blog –
    per denunciare il dilagare della omoeresia nel mondo cattolico (e specificamente nel clero).

    Oggi circola la notizia -da verificare nella sua completa veridicità- che in Camerun un Vescovo sarebbe stato ucciso dai suoi Sacerdoti perché GIUSTAMENTE condannava la loro sfacciata pratica della sodomia.

    Altro che emissioni nell’aria e docce per i barboni: la situazione è grave.
    Ed è molto seria.

  3. Purtroppo, il dilagare dei mass media ha contribuito a creare l’effetto Bergoglio!
    Un papa che ci bombarda con le sue quotidiane castronerie!
    Un consiglio al Pontefice: mi permetta, Santità, si prenda un lungo periodo di ferie…Le farà bene. Soprattutto, farà bene a noi!

  4. Condivido pienamente l’opinione dell’Abate Faria. Purtroppo l’eccesso di migranti che procedono o sostano, in gruppi, sulle nostre strade, con cuffie o cellulari in mano e ti guardano quasi a volerti squadrare, non incutono grande compassione. I “posti di blocco” per l’accattonaggio sono sempre i soliti: strade, ospedali, chiese, parcheggi e via dicendo…. Qualche giorno fa il vice parroco del nostro paese ha ammonito i fedeli dal praticare elemosine agli accattoni, sostenendo, che non è giusto abituare giovani sani e forti a vivere di elemosine. Si parla di integrazione, ma come e chi se ne occupa! Non conoscono la nostra lingua e a mala pena si capiranno fra di loro… Facile parlare dall’alto. Quanta ipocrisia

  5. Se, a proposito di immigrazione, Bergoglio si preocupasse almeno di quello che dovrebbe essere il suo compito principale, cioè la missione e l’evangelizzazione. Invece parla di crescita, dialogo, incontro, solo in fondo, come specchietto per le allodole tradizionaliste, l’annuncio della “vangelo della carità”, anche qui espresso gesuiticamente. La carità come alternativa alla fede? La fede divide, meglio non nominarla.

    https://ecclesiaafflicta.blogspot.it/2017/08/evangelici-e-cattolici-islam-e-missione.html

  6. Grande città del nord.
    Parcheggio dell’ospedale: una decina di venditori appostati tra le auto in sosta si sbracciano per indicare dove parcheggiare (sforzo inutile, perché si vede benissimo dove farlo). Scendo dall’auto e vengo subito accolto da affettuosi saluti e sorrisi, proponendo l’acquisto delle molte inutilità in campionario. Educatamente declino l’offerta e saluto, ricambiato da un “allora dopo”. Per raggiungere l’ospedale transito in un bivacco con vetri rotti, immondizie, gente sdraiata e sacchi appesi ai rami… Gli sguardi di chi vaga in questo ambiente “europeo” sono un misto di preoccupazione per il loro caro che vanno a visitare/assistere e l’imbarazzo/pena per questa anticamera necessaria, un pedaggio da pagare per il semplice motivo di doversi recare in ospedale.
    Al mio ritorno all’auto mi sento dire: “hai visto, ho fatto bene la guardia”. Lo guardo e lui risfodera il campionario. Salgo, metto in moto e vado via, meditando su questo mio povero paese, così abbruttito, non tanto da quei poveri uomini che sbarcano il lunario sotto il sole, ma per chi ha ridotto persino i parcheggi degli ospedali a specchio di un disastro, una società morta dentro, insterilita.

    1. @amareggiato
      “una società morta dentro, insterilita”: la realtà nuda e cruda.
      Quanti, specie tra i giovani, se ne rendono conto?

        1. Ahahahahah ahahahahah ahahahahah ahahahahah😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
          Vede signor LARGO, qui c’era il tasto “rispondi”, quando non c’è bisogna mettere la noticina….a pie’pagina!
          Ovviamente gli smile e il resto sono tutti per il suo “IO”…..o ego….un po’ fuori taglia sembrerebbe!

  7. Porto un esempio personale. Ho una carissima amica che, dopo aver perso il lavoro causa crisi, si arrangia con lavoretti qua e là. Le è stato consigliato di rivolgersi alla Curia e allo sportello dedicato a casi simili al suo.
    Appena entrata e più o meno per tutta la durata del colloquio il prete responsabile della questione (un prete che sembrava uscito da certi racconti di Padre Ariel, così lo ha definito la mia amica: chi legge l’Isola di Patmos capirá…), oltre a farle notare che ormai è una vecchia babbiona (ha 40 anni…) le ha ripetuto di andarsene dall’Italia, di emigrare, di cercare nuove opportunità altrove ecc. ecc.
    Quindi, secondo questi preti, porte aperte ai migranti di bassa scolarizzazione destinati nel migliore dei casi a essere sfruttati e nel peggiore a finire nel giro della criminalità, ma che offrono tante opportunità di crescita (anche a certe associazioni legate proprio all’ambito ecclesiastico) e fuori dalle balle gli italiani di cultura medio-alta e con una professionalità definita, ma sui quali non si può lucrare.

    L’ho scritto tempo fa e lo ripeto: stanno preparando con le loro stesse mani la prossima arma con cui verrà attaccata la Chiesa quando le persone mostreranno coi fatti la propria esasperazione. E tutti gli Scalfari, le Bonino e i radical chic che oggi lodano la Chiesa per la sua illuminata misericordia saranno i primi ad additare alla folla il clero cattivo che mangia sulle spalle dei poveri italiani.

    1. Anche a me, che pure ho il lavoro, molti han proposto di andare all’estero dove, per lo stesso lavoro, si guadagna il doppio se non il triplo.
      Beh, la tentazione è forte, però penso che fuggire ora sia da vigliacchi, da veri codardi.
      Qualcuno, in altri tempi, avrebbe detto, e non a torto: “boia chi molla”.
      Chi scappa ora lascia uccidere chi resta.

      1. Come mi sento in sintonia con lei, sir. Purtroppo mi sono reso conto che il boia chi molla ha ceduto il passo all’individualismo nostrano e non è servito a costruire una vera nazione. Purtroppo… 🙁

  8. Chiesa = Famiglia

    Allegoria

    Una famigliola con marito (uomo con organi sessuali suoi naturali partorito naturalmente da un padre
    e da una madre naturali) moglie (donna con organi sessuali suoi naturali partorito naturalmente da un padre e da una madre naturali) regolarmente sposati in Chiesa, e tre (figli generati a letto e con amore)
    vivono in 120 metri quadri.
    Riescono ad arrivare a fine mese per un pelo.
    Il padre ad un certo punto senza consultare moglie e figli decide di accogliere migranti senzatetto,
    “Ma caro – dice la moglie – non ci stanno in casa e poi cosa diamo da mangiare ai ragazzi?”
    Nessuna risposta, il capo famiglia continua a far entrare gente, “questa è la vera carità”, afferma continuamente lui, la moglie e i figli non si stancano di chiedere a lui il perché di tutto questo, tanto più che fra coloro che accoglie ci sono persone che si accoppiano in maniera omosessuale, non lavorano e mangiano a sbafo, ma il padre non risponde… Ma niente nessuna risposta.
    Piano piano i figli cominciano a dimagrire, ad ammalarsi, con virus e batteri importati, e a morire, senza che il padre li degnasse di una giustificazione se non il motto ripetuto
    “Questo è essere Cristiani”.
    Morirono di fame anche lui la moglie e molti dei migranti accolti…

    1. @Lillo
      Un fac-simile di questo è l’esempio pratico che qualche giorno fa ho fatto ai miei figli per far capire loro che noi genitori non siamo dei beceri razzisti se continuiamo a dire che questo tipo di “accoglienza” è una follia criminale. Spero che finalmente l’abbiano capito, ma non ne sicurissima perchè il continuo bombardamento mediatico è, temo, più forte di qualsiasi discorso di buon senso.

    2. Scusi sir, se lui e/o lei non fossero stati partoriti naturalmente da un padre e una madre naturale, non sarebbero ”marito” e/o ”moglie” e la loro non sarebbe una ”famigliola”?? Mi sono arrovellato il gulliver, ma non le ho capite le sue precisazioni tra parentesi…

      1. A me sembra di aver capito, e concordo con Lillo, che la Famigliola è solo quella naturale, fondata sul matrimonio Consacrato fra un Uomo e una donna, così come la natura li ha fatti e senza bisogno di aggiunte ormonali, di strani interventi, né di uteri in affitto con sfruttamento di qualche povera donna vittima dell’egoismo e dei capricci di certi adulti che vogliono scimmiottare ciò che Dio ha creato con perfezione e senza bisogno di togliere o aggiungere nulla….così ho capito io, Lillo in caso mi corregga. Sia Lodato Gesù Cristo.

        1. Non sto parlando di come ”marito” e ”moglie” hanno messo al mondo i loro figli, ma di come sono venuti al mondo loro: marito come ”uomo…partorito naturalmente da un padre
          e da una madre naturali” (affermazione speculare per la moglie). Si tratta delle prime due frasi tra parentesi: a lei è chiaro che senso abbiano e perchè il sig. Lillo abbia voluto precisare come sono nati il marito e la moglie della allegoria (che peraltro mi piace)?

          1. Quindi devo dedurne che fossero due scemenze talmente abominevoli da non poter essere spiegate, come da stile bergogliano!
            Buono a sapersi….

          2. Già. Come per le noticine a piè di pagina, anche le minchiate tra parentesi è meglio non ricordarsele.

  9. Il saggio abate indirizza le sue parole piene di buon senso, (e in perfetto accordo con l’insegnamento etico-sociale della santa Chiesa), a chi ha smarrito non solo il semplice buon senso, ma anche il senso della sana Dottrina. Parole al vento, quindi e che, quando la brezza che le trasporta accarezzerà le orecchie di chi non le vuole sentire, torneranno indietro in vento di tempesta portando i fulmini preconizzati

  10. Un GRANDE PROSIT all’abate Faria per lo zelo razionale con cui affronta il problema dell’accoglienza-immigranti nel nostro Paese,a differenza di quello irrazionale con cui blaterano i cattoprogressisi con in testa F1!

  11. Questi che non parlano piú di accoglienza alla vita dal concepimento, come la chiesa della misericorditis di Bergoglio-Bonino, in compenso strapárlano di accoglienza ai migranti senza límiti, in stretta collaborazione con le mafie del inmigrazione illegale, ma il vaticano non é che día tanto di esempio.

    1. Almeno si desse da fare per modificare le leggi del suo stato che non permettono l’accoglienza come lapreddica lui!!!

  12. C’è un solo modo per mettere fine a questo caos : non dare più il voto a quei partiti che lo hanno favorito. I responsabili li conosciamo molto bene. Poi c’è il N° 1 della Chiesa che ha fatto il resto : qui siamo messi molto male . PREGHIAMO

  13. Mi piace lasciare a verbale che:

    1. Papa Francesco I l’Ideologo, che ancora recentemente ha predicato irresponsabilmente l’accoglienza verso i migranti, è responsabile anche lui della morte di Niccolò Ciatti, ucciso da tre migranti.
    2. Si sapeva già, ma ribadisco che questa è un’Europa di cacca, dove vengono lasciati liberi, sia in Spagna che in Francia, gli uccisori manifesti del cittadino italiano Ciatti.
    3. Ma è di cacca anche il codardo governo italiota, dove in questo frangente Gentiloni e Alfano non hanno detto né ai né bai.
    4. Detto questo, chi va in discoteche come quelle rischia la pelle, e dopo i superstiti non dovrebbero lamentarsi, perché questa è una guerra, anche se tutti fanno finta di nulla, e i nostri giovani vengono mandati incoscientemente mandati al massacro, invece di essere educati a essere uomini e donne vere.
    5. Che la nostra Chiesa cattolica sia oggi totalmente incapace di educare, è confermato dalla drammatica congiunzione che sia il papa, sia il segretario della CEI, Bassetti, sia l’arcivescovo di Firenze Betori, hanno commemorato in pompa magna don Milani, a loro dire “grande educatore” da prendere a modello, mentre in realtà il povero Milani era un dis-educatore modello: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2017/06/02/don-lorenzo-milani-cattivo-maestro-supplica-a-papa-francesco-santita-non-vada-a-barbiana/.
    6. Atti e parole di ciascuno, ora pare tutto indifferente, ma ne riparleremo ineluttabilmente al giorno del giudizio. Da parte mia, volentieri mi prendo le mie responsabilità.

    1. Prima però andrebbero dette tre cose:
      -che brutto posto le discoteche… proviamolo ad osservare con occhi cristiani: vi pare umano? Avete guardato i filmati delle serate in cui “non succede niente”? Sentita più -da anni- una parola sul tema?
      -attorno alla scena del delitto c’erano centinaia di persone -giovani, aitanti e tutto sommato “sane”, prive delle malattie che colpiscono i
      Charlie Gard e ne giustificano la morte per legge- incapaci di fermare la follia, ma in grado di riprenderla con il proprio telefonino: che cosa stiamo diventando? Che cosa siamo diventati?
      -e non è solo questione di giovani più o meno sbandati: ieri, alla messa, a due panche di distanza da me, un trio di signore sulla sessantina ha chiacchierato ad alta voce per mezz’ora, alzando il volume durante i canti. Attorno a loro nessuno ha manifestato rimproveri, salvo qualche occhiataccia di sottecchi da parte di una giovane proprio davanti alle tre. Alzandomi dal mio posto per andare a ricevere l’Eucaristia le ho guardate dicendo: “basta, davvero basta”. Risposta di una di loro, ad alta voce: “va a xxxare”.
      Non è più nemmeno un problema generazionale. E’ sfascio totale.

      1. questo succede perché qualche decennio fa si è deciso che la buona educazione fosse un rimasuglio d’altri tempi, perché l’importante è essere “spontanei”, perché se non si parla di sesso e di organi genitali si è “ipocriti”, perché i “giovani” vogliono “divertirsi” ecc. ecc. Quando io ero bambino e poi ragazzo negli anni ’80-’90 tutto questo – frutto dei meravigliosi anni ’70 – si manifestava già ampiamente, ma, allorché io esprimevo timidamente delle perplessità o anche semplicemente col mio modo di fare non mi uniformavo alla massa cafona, nel migliore dei casi mi veniva detto che ero “timido” e che dovevo andare a divertirmi e a fare psicoterapia; nel peggiore dei casi venivo preso a parolacce o a cazzotti. In altre parole: la persona normale è vista come strana. E aggredita perché dà fastidio con la sua sola presenza (e per invidia, che sotto sotto c’è, perché si percepisce che “un altro mondo è possibile”).

    2. ma cosa c’entra che è stato ucciso da migranti? in Italia Emanuele Morganti è stato ucciso da italiani. poi la cecenia è un posto di conflitto con la Russia e non c’entra niente con i migranti che arrivano dalla Libia. e in quelle località spagnole arriva gentaglia da tutto il mondo, possono anche non essere migranti ma turisti; peraltro sembra che il povero ragazzo i guai se li sia anche andati a cercare, provocando in qualche modo i ceceni: chi fa il prepotente alla fine trova qualcuno più prepotente di lui. e poi sul fatto che abbiano scarcerato due degli accusati, noi italiani non possiamo certo dare lezioni in tema di giustizia e di scarcerazioni facili.

  14. Veramente questi vivono una realtà fatta soltanto di parole vuote e senza senso! Nella nostra Città, noi della S. Vincenzo assistiamo più di 700 immigrati da anni ma, credetemi, possiamo asserire che finora non c’è stata nessuna possibilità di integrazione. Tanto per fare un esempio: lasciano i loro bambini senza omogeneizzati di carne di manzo o di vitello o peggio ancora di prosciutto, piuttosto che nutrirli con questi importantissimi alimenti. Con questo, ho già detto tutto!
    Come mai, mi chiedo, il Vaticano che parla tanto di accoglienza non ne ha accolto uno? Ma la carità, non ha valore solo se fatta in prima persona con amore e rispetto per l’altro? Viceversa sono e restano soltanto belle parole, prive di carità evangelica!

    1. Bisogna saper comprendere il linguaggio dei finto-buonisti: quando parlano di “integrazione” intendono che siamo noi a doverci integrare a loro (vedasi messaggi della presidenta Boldrini: “il loro modo di vivere sarà anche il nostro).
      E anche per vangelo della carità intendono questo.
      Il male è che non ci son cristiani che sappiano rispondere che la carità non sta nel gettare le perle ai porci e le cose sante ai cani.

  15. Usare parole che sono per forza consivisibili da tutti ,perche’nessun cristiano puo’dirsi contrario alla misericordia,alla carita’,alla solidarieta’, inmodo vago e senza specificare “come””quando””perche””conche limiti,per quali fini…usare wd abusare delle parole in questo modo puo’sembrare una furbata,ma alla fine si ricwla un boomerang.Ci sono gia’persone,buoni cristiani,che non sopportano piu’sentir ripetere sempre “misericordua”,che sono diventati allergici a questa parola usata ed abusata.
    Le p a role si logorano con loro troppo uso smodato.

    1. La solidarietà non è né un valore né un vocabolo cristiano.
      Solidali lo sono anche i mafiosi, tra di loro, così come lo sono i massoni che, sappiamo, non sono proprio dei cristiani.

      1. Solidarietà è un termine tecnico della teologia cristiana, particolarmente della cristologia e della soteriologia. Credo si utilizzi anche nel campo dell’antropologia teologica.

        1. Scusi gianfranco, sono sempre quanta cura in incognito. Avevo dimenticato che solidarietà è uno dei concetti chiave della dottrina sociale della chiesa. Ave

        2. Solidarietà significa che il peccato di uno ricade su tutti. Dunque non esiste una “vita privata” dove “faccio quello che mi pare”. A maggior ragione se, per esempio, si esalta pubblicamente il peccato impuro contro natura. Al contrario, la santità di uno (a partire da Cristo) si riverbera su tutti. Come diceva Elisabetta Leseur: “Un’anima che si eleva, eleva il mondo”. Ma non in senso moralistico, come oggi si pensa, bensì proprio in senso ontologico.

          1. Casomai sono le conseguenze a ricadere su tutti.
            Io, di certo, non vado a confessare i peccati altrui

        3. Solidarietà è un termine della lingua italiana che solo di recente è usato, in modo inappropriato, in ambito religioso, per esprimere valori che non sono propriamente cristiani.
          E di esempi ne ho fatti 2.

      2. Gianfranco, lei ha perfettamente ragione. Lo stesso è per “accoglienza”, il cui significato assiologico non è affatto quello che ci rivende lo scellerato papa con appresso la sua schiera di cortigiani e leccabrache: dipende chi, cosa, come, quanto, quando e perché.
        Le coop misericordiose che si son tuffare nel business che rende più della droga o che comunque intendono realizzare la loro perversa ideologia, ci suggeriscono quel che basterebbe buon senso a farlo.
        Stessa cosa per “tolleranza”: non è di per sè qualcosa di buono o costruttivo o cristiano, può essere l’opposto (tolleranza pedofilia, per es.). Però viene spacciata come virtù a prescindere dal relativo ed è un’assurdità. Idem se si parla di “intolleranza”: di per sè non può essere suggerita quale sbaglio, ingiustizia dove invece, può essere necessaria al buono, al bene.

        Plaudo, dunque, al suo spirito critico: non lasciamoci intortare.

        1. Sono d’accordo: solidarietà e tolleranza saranno pure categorie trattate in teologia, ma non sono affatto “teologali” (in senso improprio); in quanto ci può essere, come è stato giàosservato, una solidarietà dei delinquenti ed una tolleranza della corruzione.

          Riguardo a quest’ultima (la tolleranza) James Balmes (sacerdote spagnolo, filosofo, teologo ed apologeta, definito da Pio XII Principe dell’apologetica moderna): nella sua imponente opera «Il Protestantesimo paragonato col Cattolicesimo nelle sue relazioni con la civiltà europea», ha dedicato alcuni capitoli sul tema della tolleranza (e intolleranza), e precisamente i capitoli XXXIV, XXXV (e XXXVI), nonché, importantissima, la nota 24 indicata alla fine del capitolo XXXV, nei quali spiega quando e in che forma è giusto essere intolleranti.

          Ciò che contraddistingue l’operato del Cristiano è piuttosto la Carità, che non è il buonismo, ma quella rappresentata da San Paolo nel famoso inno in 1Cor 13,1-13.
          Quando dico “contraddistingue”, voglio dire come ideale, come meta da perseguire e a cui tendere con sincerità nella consapevolezza della propria fragilità; perché in genere si è molto lontani dal raggiungerla (almeno io).

          1. Sir lucio, bella la prima parte del suo intervento. Sulla seconda (carità come ”ideale”) non sono però tanto d’accordo…

          2. Il sir lo lascio volentieri col suo disaccordo. Il mio ideale è quello – nella mia pochezza – di tendere verso le Virtù teologali, lascio a lui ogni altro

        2. Quanto osservato nei commenti, con saggio piglio critico, riguardo termini (significati) in uso quali solidarietà, accoglienza, tolleranza/intolleranza, valga anche per il tormentone bergogliano ponti/muri.

        3. Si potrebbe fare un lungo elenco, anzi, un libro, contenente i termini cristiani oggi in disuso che van recuperati, e di quelli sostitutivi che impone il mainstream mondano e che, invece, occorrerebbe evitare.

          1. Sarebbe utile: ci suggerirebbe, rendendo un’idea d’insieme nel mostrare cosa si è voluto cambiare, dove si voleva andare a parare e perché.

  16. Parole che qualsiasi persona di buon senso deve condividere, ma purtroppo parole al vento perchè la nostra attuale società non è soltanto decadente, ma è moribonda. Santa Madre Chiesa, i cui processi evolutivi si misurano in secoli, è logicamente indietro nella involuzione, ma sta camminando nella stessa direzione.
    Il fenomeno migratorio è solo una parte della realtà e rappresenta plasticamente l’incapacità della nostra società di affrontare e risolvere qualsiasi problema. Siamo destinati a soccombere. Un esempio su tutti: la deificazione dell’omosessualità.
    Questo non significa che moriremo tutti per mano delle scimitarre, ma significa che in futuro saremo soggetti al potere decisionale di altri: mussulmani, cinesi, ecc.
    Per quanto riguarda la nostra Chiesa, crediamo nel futuro perchè il Capo Supremo ci vede meglio dei suoi dissennati attuali rappresentanti in tera.

    1. Ha ragione, Paolo Giuseppe: fosse per i dissennati rappresentanti in Terra, sarebbe incolmabile disperazione ed una Chiesa simile, sol cosa loro (penso alla neo-chiesa bergogliana in particolare, che è motivo inquietante di amarezza e confusione tra tanti cattolici) non soltanto, credo, non si salverebbe, ma non meriterebbe neppure d’esser salvata e sarebbe meglio vederla rasa al suolo.

      Ma, infatti, noi lodiamo il Signore Nostro, mica il disgraziato pontefice del momento (che, spero, non si protragga per molto ancora), anche per il bene della Santa Chiesa e nostro.

      Sia lodato Gesù Cristo!

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