DISORIENTAMENTO PASTORALE. UN LIBRO DI DANILO QUINTO SULLA CHIESA E I TEMPI CHE VIVIAMO. DA LEGGERE.

 

Marco Tosatti

Oggi voglio parlare di un libro duro e difficile, come lo è stata, e lo è, la vita di chi l’ha scritto, Danilo Quinto. Una vita nel Partito Radicale, e poi una conversione profonda. Che lo porterà a scrivere la sua prima opera, “DA SERVO DI PANNELLA A FIGLIO LIBERO DI DIO – Dalla più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana per arrivare a Cristo”, con la prefazione di Mons. Luigi Negri, allora vescovo di Ferrara (Edizioni Fede & Cultura).

Il libro di oggi invece è “Disorientamento pastorale. La fallacia umanistica al posto della verità rivelata?”, con un’introduzione teologica di mons. Antonio Livi, per i tipi della Casa editrice Leonardo da Vinci.

Un’introduzione che molto opportunamente si intitola: che cosa succede con papa Francesco? Perché la libertà di linguaggio del Pontefice, e la sua disinvoltura nel trattare i problemi alla presenza di giornalisti ed estranei fanno sì che molti discorsi e molte iniziative di papa Francesco siano “visti dall’opinione pubblica come una radicale riforma, se non proprio una rivoluzione, della Chiesa cattolica, con l’apparente rifiuto del magistero precedente al Vaticano II, l’adozione sistematica del linguaggio proprio del progressismo teologico e la definitiva rinuncia all’annuncio del Vangelo in termini dogmatici”.

Sappiamo che non tutto ciò che viene detto dal pontefice ha un significato autentico di “magistero”; “ma le parole di papa Bergoglio sono interpretate dai media di ispirazione anticattolica (cioè da quasi tutti i media purtroppo) come espressione di riformulare in modo radicale la dottrina cristiana”.

Da qui lo sconcerto e il disorientamento, sempre più palpabili, fra i “fedeli della strada”; di qui il libro di Danilo Quinto, un libro estremamente documentato e ricco di citazioni e riferimenti. Non solo ai pronunciamenti più o meno estemporanei e sorprendenti del Pontefice regnante, ma anche, come contrappunto, a ciò che scrivevano e pensavano sugli stessi argomenti studiosi, pontefici precedenti, dottori della Chiesa e santi.

È, a mio personale giudizio, un libro prezioso e deprimente. Deprimente perché la quotidianità cancella molta memoria, e ci impedisce di ricordare, uno dopo l’altro, i motivi di perplessità o di sincero scandalo occasionati da parole di un Pontefice di cui forse la prudenza e il giudizio ponderato non sono le virtù più evidenti. “In piena coscienza – scrive Danilo Quinto – mi sento di affermare che ogni giorno – anche quello dell’omelia quotidiana è un fatto sorprendente – il papa usa un linguaggio che si presta all’ambiguità e genera confusione rispetto ai dogmi della Chiesa cattolica”.

La lista è lunga. Episodi, prese di posizione, elogi (quello a Emma Bonino, che Danilo Quinto conosce benissimo, avendo lavorato con lei per anni e anni è esemplare nella sua – chiamiamola così, ingenuità), letture problematiche del Vangelo; tanto lunga che sarebbe troppo cercare di completarla. Ma credo che sia un libro, quello di Danilo Quinto, che valga la pena di leggere, anche perdonando certi toni che provengono ex abundantia cordis. L’autore ha pagato un prezzo alto, può permetterseli.

 

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54 commenti su “DISORIENTAMENTO PASTORALE. UN LIBRO DI DANILO QUINTO SULLA CHIESA E I TEMPI CHE VIVIAMO. DA LEGGERE.”

  1. Andrea P ti ripeto le mie scuse, chiarisco se ce ne fosse bisogno, che tu Andrea P, sei per me modello ed esempio di Purezza di cuore e di Fede, da seguire e da cui imparare, Marco V è una persona che partecipa a questo blog con cui ci sono stati diversi scontri in passato e non solo con me, causa posizioni a volte molto divergenti. Finché faceva il maestrino saltavo automaticamente le sue interminabili lenzuolate, ora che si pone con altri toni mi sento, per rispetto, almeno di leggere ciò che scrive, qualcosa condividero’ altre cose meno, ma almeno si prova a dialogare…. sempre che qualcuno che ama offendere e che l’umiltà non la conosce proprio ( umiltà che tutti i Veri Sapienti scoprono), non riesca a rovinare anche questo armistizio. Spero di no. Andrea P Grazie ancora delle tue testimonianze di Fede Sincera. Sia Lodato Gesù Cristo.

    1. Accidenti ho bisogno di ferie, stamattina non ingrano LE MIE SCUSE AD ANDREA P. ma anche a Marco V per aver fatto confusione. La spiegazione più sotto e grazie mille per la pazienza😱😱😃😃

  2. Il concetto di modernismo, del professor Francesco Lamendola, presidente dell’Accademia di Filosofia “Nuova Italia” :
    “il modernismo è questo: con la scusa di “aggiornare” la Chiesa, di mettere al passo la cultura cattolica con il mondo moderno, con la civiltà moderna e le sue “conquiste”, vuole far entrare lo spirito del mondo dentro di esse, e con il cavallo di Troia della compassione, del dialogo, della misericordia, dei muri da abbattere e dei ponti da gettare, sovvertire in maniera radicale il Magistero, stravolgere il Vangelo e in tal modo vanificare o distruggere i frutti della divina Rivelazione. Ora, se non si deve chiamare satanico tutto questo, non sapremmo davvero a che cosa si dovrebbe rivolgere un tale appellativo…”.
    Con gente che pensa ed agisce in tal modo, altro che disorientamento culturale si subisce: si finisce dritti dritti all’inferno; ma questo forse è il vero obiettivo (astutamente taciuto) dei modernisti, passati dal servizio di Cristo a quello di Lucifero

  3. Disorientamento pastorale ? Meglio chiamarlo disorientamento dottrinale o, meglio ancora, orientamento protestante. Quello pastorale non é giá disorientamento; é smarrimento totale.

  4. Il problema è che questi neofiti dovrebbero evitare i toni di chi si impanca a fare la morale agli altri, se vogliono evitare di sembrare presuntuosetti (fino a ieri stavano da tutt’altra parte, adesso si mettono a insegnare agli altri come si è cristiani?).
    Ciò non toglie che chi, giustamente, ha cercato nella Chiesa cattolica un ancoraggio sicuro contro le follie della postmodernità sia ora quanto meno perplesso dell’andazzo corrente – e venga visto con fastidio da tutti quei mediocri che vivacchiano all’interno della Chiesa o con un piede dentro e uno fuori. Chi cerca l’Assoluto non è gradito a chi cerca semplicemente la vita comoda.

  5. Disorientamiento… ???
    Caro Direttore, sono in ferie:
    “L’HO DETTO TUTTO!”: Mat 24: 25 / / Mc 13: 23.
    1º. “Un pastore ignorante e falso profeta”: Za 11: 15-17 e Ap 13: 11. 19: 20. 20: 10.
    2º. “Ultimi tempi, l’apostasia”: Lc 18: 8. 2Ts 2: 1-12. 1Tm 4: 1.
    3º. “Fine del Mondo”: Mt 21 / / Mc 13 / / Lc 21.
    “QUELLO CHE LEGGA, CHE CAPISCA”: Mt 24: 15 / / Mc 13: 14.
    Saluti, sono in vacanza.

  6. Popes come and Popes go – the Catholic Church is eternal! Just let us be a bit patient – it/he will go away sometime thanks God …

  7. L’ambiguità porta al relativismo e il relativismo porta all’apostasia. Non credo che il pericolo maggiore per i cristiani di questi (ultimi?) tempi sia la persecuzione, ma proprio il rischio di perdere la fede. Le sofferenze, di chi sceglie di seguire Gesù e portare la propria croce, si amplificano a causa di un mondo che corre felice e superbo verso la dannazione, ma convinto di andare verso il paradiso (stolto e pagano). E più passano i giorni più il cristiano viene da questi guardato come un folle autolesionista, come un alieno. Eppure, da quando è iniziata la mia conversione, mi accorgo che gli alieni son loro, non lo dico in senso dispregiativo. Però mi sembrano vuoti e alla continua ricerca di non vita. Ti trattano come un irrazionale perchè credi in Dio e negli angeli. Ma io penso che il comportamento da persone non pensanti sia il loro. Che vivono di speranza e non credono nell’eterno. Che dicono che la vita non ha un senso, che tutto è frutto del caso, ma poi si affannano alla ricerca dei sentimenti. Queste persone parlano d’amore, ma non sanno cos’è. La loro è solo passione effimera per questa vita, destinata a finire. Questo e ciò che davvero non ha senso. L’amore vero è eterno, puro e pieno ed ha un nome: Dio. Finché non si cerca Lui non si troverà mai l’amore vero. Ma non è un merito comprenderlo, bensì una grazia che comporta pure molte difficoltà finché si è qui. Quante volte ho nostalgia di com’ero… spensierato, preso solo da cose terrene… ma ero lontano da Dio. Meglio ora, più sofferente per certi aspetti, ma vicino a Lui. Non voglio più smettere di pregare. Mai più. Prego Dio che non mi faccia smettere di pregare!

    1. Andrea che meravigliosa testimonianza la tua. Che il Signore Protegga la tua Purezza e Sostenga la tua fatica in un Cammino che porta Pienezza e Autenticità di Vita ma anche spine sofferenza e soprattutto Strada Stretta.
      Per Anna… domani che sono più tranquilla ti scrivo per il nostro progetto. Sia Lodato Gesù Cristo.

      1. @ Giusy
        Prenditi pure tutto il tempo per riflettere, nessuna fretta, meglio procedere a piccoli passi, con prudenza: se i nostri desideri sono buoni, il cielo ci aiuterà!

    2. “L’amore vero è eterno, puro e pieno ed ha un nome: Dio. Finché non si cerca Lui non si troverà mai l’amore vero. Ma non è un merito comprenderlo, bensì una grazia.”

      Esatto. È una Grazia del tutto gratuita.

      “Prego Dio che non mi faccia smettere di pregare!”

      Ottima cosa, la preghiera non è solo importante, è assolutamente fondamentale.

      1. Carissimo Marco V. Santa Domenica anche a lei. Apprezzo il suo sincero garbato (e sintetico☺) commento. Supplicando però la sua comprensione per la mia semplicità e la mia mancanza di lauree in teologia o altri ambiti ecclesiali, le racconto che la mia stupenda Famiglia e tanti miei amici, hanno, abbiamo, fatto più volte esperienza di Grazie immense, miracolose e inspiegabili, avvenute però solo a seguito di profondissimi dolorosissimi riconoscimenti delle nostre mancanze e infedeltà all’Onnipotente, di riconoscimento umile e accorato dei nostri peccati e Suppliche e Preghiere accorate alla Pietà Divina. Quindi mi pongo degli interrogativi sulla gratuita’ assoluta della Grazia. Le ho chiesto in anticipo comprensione per la mia semplicità. Per favore non mi risponda subito, prima provi un attimo in Preghiera a mettersi nei miei panni e in ciò che le ho confidato…. Grazie di cuore.

        1. Gentilissima,
          Può trovare conferme sulla completa gratuità della grazia nei paragrafi del CCC (qualsiasi edizione: tridentino, s.pio x, attuale). Scoprirà anche che bigiare la messa domenicale con delle scuse è peccato mortale ed un’eventuale comunione fatta dopo la bigiata, senza specifica confessione e riconoscimento di avere gravemente peccato , è sacrilegio e invece di ottenerle più grazia, la condanna all’inferno.
          Saluti.

          1. Confessato più e più volte, nessuna superficialità, approfondito a lungo con un Santo rigoroso sacerdote, grazie per l’attenzione e l’interessamento.

        2. La ringrazio per il commento Giusy.

          Penso che il punto sia il seguente

          “abbiamo fatto più volte esperienza di Grazie immense, miracolose e inspiegabili, avvenute però solo a seguito di profondissimi dolorosissimi riconoscimenti delle nostre mancanze e infedeltà all’Onnipotente, di riconoscimento umile e accorato dei nostri peccati e Suppliche e Preghiere accorate alla Pietà Divina.”

          Il fatto che voi abbiate liberamente fatto tutto questo, in un certo senso, è già stato un dono di Grazia di Dio. A mio avviso il suo problema è che c’è una piccola inversione nel rapporto causa/effetto, cioè l’effetto viene da lei scambiato con la causa e viceversa

          Se vuole rifletta un attimo sulle seguenti parole e mi dica cosa ne pensa

          “noi preghiamo non allo scopo di mutare le disposizioni divine, ma per impetrare quanto Dio ha disposto che venga compiuto mediante la preghiera dei santi: cioè, come dice S. Gregorio [Dial. 1, 8], affinché gli uomini “pregando meritino di ricevere quanto Dio onnipotente fin dall’eternità aveva disposto di donare ad essi”. (Summa Teologica, II-II, 83,2 )

          Buona Domenica.

          1. Mentre sto provando a riflettere su quanto lei mi suggerisce, mi è venuto alla mente questo approfondimento che avevo letto tempo addietro: “il male, infatti, non può essere accettato, deve essere segnalato e distrutto attraverso la punizione: la distruzione di Sodoma aveva appunto questa funzione. Ma il Signore non vuole la morte del malvagio, ma che si converta e viva (Ez 18,23; 33,11); il suo desiderio è sempre quello di perdonare, salvare, dare vita, trasformare il male in bene. Ebbene proprio questo desiderio divino che, nella preghiera, diventa desiderio dell’uomo e si esprime attraverso le parole dell’intercessione. Con la sua supplica, Abramo sta prestando la propria voce, ma anche il proprio cuore, alla volontà divina; il desiderio di Dio è misericordia, amore e volontà di salvezza, e questo desiderio di Dio ha trovato in Abramo e nella sua preghiera la possibilità di manifestarsi in modo concreto all’interno della storia degli uomini, per essere presente dove c’è bisogno di grazia. Con la voce della sua preghiera, Abramo sta dando voce al desiderio di Dio, che non è quello di distruggere, ma di salvare Sodoma, di dare vita al peccatore convertito.
            E’ questo che il Signore vuole, e il suo dialogo con Abramo è una prolungata e inequivocabile manifestazione del suo amore misericordioso. La necessità di trovare uomini giusti all’interno della città diventa sempre meno esigente e alla fine ne basteranno dieci per salvare la totalità della popolazione. Per quale motivo Abramo si fermi a dieci, non è detto nel testo. Forse è un numero che indica un nucleo comunitario minimo (ancora oggi, dieci persone sono il quorum necessario per la preghiera pubblica ebraica). Comunque, si tratta di un numero esiguo, una piccola particella di bene da cui partire per salvare un grande male. Ma neppure dieci giusti si trovano a Sodoma e Gomorra, e le città vennero distrutte. Una distruzione paradossalmente testimoniata come necessaria proprio dalla preghiera d’intercessione di Abramo. Perché proprio quella preghiera ha rivelato la volontà salvifica di Dio: il Signore era disposto a perdonare, desiderava farlo, ma le città erano chiuse erano chiuse in un male totalizzante e paralizzante, senza neppure pochi innocenti da cui partire per trasformare il male in bene. Perché è proprio questo il cammino della salvezza che anche Abramo chiedeva: essere salvati non vuol dire semplicemente sfuggire alla punizione, ma essere liberati dal male che ci abita. Non è il castigo che deve essere eliminato, ma il peccato, quel rifiuto di Dio e dell’amore che porta già in sé il castigo. Dirà il profeta Geremia al popolo ribelle: “La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore, tuo Dio” (Ger 2,19). E’ da questa tristezza e amarezza che il Signore vuole salvare l’uomo liberandolo dal peccato. Ma serve dunque una trasformazione dall’interno, un qualche appiglio di bene, un inizio da cui partire per tramutare il male in bene, l’odio in amore, la vendetta in perdono……”………

            A me sembra di capire che la giustizia non possa essere assolutamente separata dalla misericordia e che senza pentimento non c’è posto per la Grazia. Grazie per la pazienza. Buon riposo.

          2. “A me sembra di capire che la giustizia non possa essere assolutamente separata dalla misericordia e che senza pentimento non c’è posto per la Grazia”

            Senza pentimento non c’è salvezza, ma il punto è che il pentimento stesso non sarebbe possibile senza la Grazia che previene e suscita il pentimento nel peccatore.

            Ancora una volta mi sembra che si faccia una inversione della causa con l’effetto, Giusy.

          3. La ringrazio Marco V. ma rinuncio, lei mi dice cose diverse dai miei confessori (accuratamente scelti), quindi seguo loro mi fido di loro e Sia Lodato Gesù Cristo. Buona Assunta a lei, a tutti i fratelli del blog e soprattutto al pazientissimo dott Tosatti – Santo subito😊😊😆😆

          4. Mi permetto di citarle Padre Bellon,

            “Non potremmo emettere alcun pentimento vero, sincero, di ordine soprannaturale, se Dio non ci ispirasse, non ci muovesse e non ci desse la forza di pentirci.
            Si potrebbe dire che il suo perdono sia concomitante al pentimento, che egli stesso suscita in noi.
            E in base al grado di corrispondenza all’azione della sua grazia, noi emettiamo atti di amore penitente in modo che il dono suo sia ascritto a nostro merito.
            Così trova risposta anche la tua domanda: nel momento stesso in cui veniamo perdonati, riceviamo da Dio quell’amore penitente che ci fa meritare.
            Inoltre non veniamo prima perdonati e successivamente acquisiamo dei meriti, ma meritiamo già nell’accoglienza del perdono.

            La dottrina della Chiesa poggia sulle affermazioni della Sacra Scrittura: “è Lui che suscita in noi il volere e l’operare” (Fil 2,13) e “Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché te ne vanti come non l’avessi ricevuto?” (1 Cor 4,7).

            http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1717

          5. @Giusy

            “La ringrazio Marco V. ma rinuncio, lei mi dice cose diverse dai miei confessori (accuratamente scelti), quindi seguo loro mi fido di loro e Sia Lodato Gesù Cristo.”

            Io le ho citato anche Padre Bellon, che è sempre attentissimo a mantenersi nell’ortodossia.

            Quanto ai suoi confessori, Giusy, la prego di non offendersi ma l’impressione mia è che le abbiano insegnato un pensiero molto simile al semi-pelagianesimo, dove è l’uomo che si volge autonomamente verso Dio e Dio, in risposta a questo volgersi dell’uomo, interviene con la Grazia. Il punto è che è un pensiero eretico, per quanto estremamente diffuso nel cattolicesimo https://it.m.wikipedia.org/wiki/Semipelagianesimo

          6. E mi permetto, qualora quanto ho citato da Padre Bellon non dovesse bastare, di citare anche il Catechismo (enfasi mia in maiuscolo) http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c3a2_it.htm

            1996 “La nostra giustificazione viene dalla grazia di Dio. La grazia è il favore, il soccorso GRATUITO che Dio ci dà perché rispondiamo al suo invito: diventare figli di Dio, 229 figli adottivi, 230 partecipi della natura divina, 231 della vita eterna. 232”

            2001 “La preparazione dell’uomo ad accogliere la grazia È GIÀ UN’OPERA DELLA GRAZIA. Questa è necessaria per SUSCITARE E SOSTENERE la nostra collaborazione alla giustificazione mediante la fede, e alla santificazione mediante la carità. Dio porta a compimento in noi quello che ha incominciato: « Egli infatti incomincia FACENDO IN MODO, CON IL SUO INTERVENTO, CHE NOI VOGLIAMO ; egli porta a compimento, cooperando con i moti della nostra volontà GIÀ CONVERTITA »: 235

            Come si può vedere non dico nulla di diverso dal Catechismo, perciò a mio personalissimo avviso dovrebbe fare attenzione, perché quei confessori, quasi sicuramente in buona Fede, le hanno messo in testa idee che sono più semi-pelagiane che cattoliche.

            Chiarisco che questa non vuole essere una critica nè una offesa, solo un consiglio. È vero che lei non l’ha richiesto ma mi sono sentito in dovere di darglielo lo stesso, perché il fatto che certi errori oggi siano particolarmente diffusi (specie dalla riforma luterana in poi, visto che purtroppo l’enfasi unilaterale dei riformatori sulla Grazia, che annichiliva il libero arbitrio, ha portato molti di noi cattolici a reagire in senso uguale e opposto con una enfasi unilaterale uguale e opposta sul libero arbitrio e le opere che annochilische la gratuità della Grazia) non li rende meno erronei.

            Buona festa dell’Assunta sia lodato Gesù Cristo.

          7. Grazie Marco V, apprezzo davvero il garbo che ultimamente sta usando e che mi impedisce di andare oltre senza leggerla, glielo devo soprattutto per gratitudine e rispetto. Le assicuro che andrò più a fondo e che approfittero’ di qualche giorno delle mie ferie imminenti per informarmi meglio. Affidiamo il nostro Cammino Spirituale a Maria Assunta. Buona notte.

          8. Sono io che la ringrazio, soprattutto per aver compreso che non sono un ultras bergogliano 👺 o un “emissario” ecc ecc.😅

            Mi fa piacere che ora anche io e lei si riesca a parlare senza litigare, per quanto mi riguarda sul passato ci metto una pietra sopra. 🙂

          9. Anche io sono contenta, metto una pietra sopra su un bel po’ di “lenzuola” e comincio a leggerla volentieri. Buona giornata le saprò dire di quanto mi ha suggerito e sto approfondendo. Sia Lodato Gesù Cristo.

          10. Brava giusy, vedo che se qualcuno ti bastona da un’altra parte poi diventi buona con il paziente marco v (che ci ha messo 2 mesi a farsi accettare da te, nonostante non sia mai stato sgarbato nei tuoi confronti e tu lo abbia insultato in tutte le maniere possibili).
            Tirando un bilancio, però, è venuto fuori anche qui che le tue posizioni (rectius: quelle apprese dai tuoi selezionatissimi confessori, veri sacerdoti della vera chiesa) sono eretiche: semi-pelagianesimo. A che pagina sei arrivata del famoso catechismo di s. Pio x che dici di leggere???

          11. Prima di ignorarla signor sua umiltà alias alias alias alias, come saggiamente consigliarmi da altro partecipante a questo blog, le preciso solo che riguardo Andrea V. c’è solo la dimostrazione che un po’ di umiltà e meno supponenza fanno sì che si riesca a dialogare o quantomeno a farsi leggere. Non è detto poi che condividero’ tutto, rimanendo orgogliosamente “somarella”, altro titolo che la sua “misericordia” mi appiccica addosso…. meglio così che arrogante e supponente. Gesù amava i semplici, non i dottoroni. Questo suo grande amore per Andrea V e le sue passate lenzuolate mi suscita strani pensieri, non mi faccia pensare male…. sarò pure “somarella” ma a volte mi sveglio. Sia Lodato GESÙ CRISTO.

          12. Ci sono zanzare e libellule, ma umilmente e orgogliosamente resto volentieri anche “somarella” perché Gesù AMAVA I SEMPLICI.

          13. Ma tu non sei semplice, fai la semplice per mascherare la tua arroganza. Già solo il fatto di supporre così pacificamente di piacere a gesù (con quel che scrivi) è sufficiente a smaschetarti. Quanto ai nick, con me è più adatto il ”già” (alex già quanta cura già pascendi). L’alias è più adatto a chi usa più nick contemporaneamente, come fa lei.
            Di rientro dalle ferie mi consulto con un amico entomologo per stabilire a quale insetto lei potrebbe assomigliare (certo non a una libellula. Forse una piattola o un moscone)

      1. Inoltre, caro Andrea, mi pare straordinario il suo chiedere la grazia di non smettere mai di pregare.
        Forse in questa frase, apparente semplice, sta il cuore della questione.

  8. Recentemente ho avuto modo di leggere il testo di omelie ed interviste di Mons. Marcel Lefebvre e per me si è trattato di una autentica rivelazione. Mi sono convinto che nella sua contrapposizione al CVII lui si trovava dalla parte del giusto e la sua battaglia si è rivelata una Grazia di Dio a salvaguardia della Sua Chiesa sempre più nella tempesta. So già cosa direbbe oggi a Bergoglio e alla sua cricca di saltimbanchi. Grazie per la segnalazione del nuovo libro di Danilo Quinto, già messo nella mia lista dei desideri. Io non scrivo libri né ho altro da difendere se non la Verità secondo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, per quel poco che posso, mi sento pertanto le mani libere e in piena libertà affermo che gli elogi a Pannella e Bonino non sono frutto di ingenuità, non trattandosi di un episodio. Sono frutto di deliberata volontà e fanno parte del quotidiano per chi si trova indegnamente ad occupare il soglio di Pietro. Per me è un impostore, nella migliore ipotesi, d’accordo su questo con Giusy, senza tanto girarci intorno… Fanno fede le quotidiane uscite del nostro, che ormai potrebbero riempire vagonate di faldoni. Brilla in tanto blaterare l’assenza di parole di Fede, Speranza, Carità. Benedizioni ai pellegrini… non se ne vedono, buongiorno-buonasera-buon pranzo-buona domenica-buon ramadam. Ma che roba è???

    1. “ma che roba è” carissimo Gian? È il momentaneo attimo di gloria della massoneria, di soros-amicone di El berghy E più che mai forte e attivo, di poteri forti entusiasti sostenitori del nuovo t(dis)ordine mondiale. Ma gloria assolutamente momentanea, ci è stato promesso che il Cuore Immacolato di Maria Proteggerà la Santa Chiesa Cattolica e la Verità dagli attacchi delle forze oscure. Sia Lodato Gesù Cristo.

  9. Credo che la vicenda umana di Danilo Quinto sia emblematica e vada fatta conoscere il piu possibile:
    anzitutto essa dimostra la potenza della Grazia e di quali prodigi opera se una persona corrisponde liberamente ad Essa;

    ma soprattutto Quinto smaschera in modo inequivocabile l’azione, ora subdola ora sfacciata, di quella sulfurea setta che è la massoneria ed il suo terminale che è radio Pannella

  10. Provvederò subito all’acquisto del libro di Danilo Quinto!
    Mi sembra, comunque, interessante rilevare che, alla luce delle infelici ed improvvide posizioni ed esternazioni del Pontefice, si delinea una interessante riflessione da parte della CEI in merito al fenomeno migratorio e all’accoglienza dei migranti in Italia.
    La posizione di Bassetti, sembra in linea con quella del governo italiano, e prende le distanze dalle sconsiderate parole del Pontefice circa un’accoglienza totale e senza limiti.
    Sembra anche che il sostegno di Francesco nei confronti del venezuelano Maduro sia ridimenzionato per le critiche mosse al presidente e al pontefice da parte dei vescovi di quel paese.
    Insomma, dal punto di vista diplomatico, le cantonate prese da Francesco, sembrano essere state contenute dal Segretario di Stato Parolin che, in volo per la Russia, è all’opera per ricucire alcuni strappi diplomatici e per favorire il dialogo tra le superpotenze.
    Insomma: qualcosa si muove in Vaticano! Sembra, finalmente, che qualche saggio Curiale faccia ragionare Francesco!
    Speriamo che ciò sia vero!!!

    1. cara Peter,

      ho letto ciò che dici riguardo l’opportuno “ravvedimento” della Cei. Ne ho personalmente gioito.

      Starei però attento a non soffiare sul fuoco della “divisione” (vera o presunta) esistente.

      La Verità verra alla luce. Bene la preziosa e meritoria informazione di Cascioli (come quella di Magister, Rusconi e Tosatti ovviamente) ma guai a vestire i panni dell’Accusatore e seminando discordia e zizzania.

      1. “Non sono venuto a portare la pace ma la spada”… :A pronunciare queste parole è stato il misericordioso Cuore di N.Signore, per insegnarci a non aver paura di dire la verità semper,denunciando come nel caso, gli errori teologici del V2,purchè si faccia con carità cristiana.Certamente ciò rientra nei doveri dei veri soldati del Signore,che sono lontani dal voler soffiare sul fuoco della “divisione”di cui mette in guardia lo scrivente, Cosimo de Matteis del 12 agosto.Laudetur Jesus Christus.

    2. Il Vaticano fin dal dopoguerra fa la politica deglixStati Uniti. Era prevedibile che con le elezioni di Trump cambiasse anche la politica del Vaticano. Ma la cosa non mi entusiasma. Sempre di questioni politiche si tratta. La Chiesa Cattolica non si risollevera’ finché non verrà un papa che rimetterà al centro le virtù teologali, la fede, una visione doprannaturale della sua missione.

  11. Ben tornato dott Tosatti, spero sia riuscito a riposare un pochino, io sono felicissima di rileggerla! Acquistero’ oggi stesso il libro di Danilo Quinto, tutto il cuore che lui ci mette gli giustifica tutto, ho letto “da servo di pannella a Figlio Libero di Dio” ed è stato angosciante scoprire cosa sono i radicali italiani, terribilmente peggio di quanto si potesse intuire o immaginare. Il fatto che invece per l’impostore argentino essi siano, pannella e bonino in testa, personaggi esemplari, dovrebbe come minimo far sorgere qualche dubbio in chi si ostina a non vedere, non capire, stemperare! La situazione della Santa Chiesa Cattolica è gravissima.

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