UNA CHIESA È ANCORA UN LUOGO SACRO? I PRETI CHE NE PENSANO? LA BONINO, E UN PICCOLO EPISODIO ALTROVE…

 
Marco Tosatti

Un lettore di Stilum Curiae ci ha mandato una serie di fotografie e una piccola storia. Una compagnia probabilmente amatoriale di teatro-danza organizza con l’appoggio del comune e evidentemente dei responsabili di Chiesa uno spettacolo che ha come palcoscenico il sagrato di una chiesa in provincia di Parma. Il problema è che come backstage viene usata la chiesa stessa; con tutta la libertà che un backstage comporta: comprese ragazze in slip e reggiseno.

E’ un episodio minimo, rispetto ad altri – come far parlare dal presbiterio di una chiesa Emma Bonino, probabilmente la più nota abortista del Paese, convinta adesso dell’aborto come lo era mezzo secolo fa – e probabilmente vissuto con innocenza e ingenuità. Ma, secondo il nostro modesto parere, mette in luce un problema: quale sensibilità esiste nel clero, o in una gran parte di esso verso la sacralità del luogo in cui si svolge ogni giorno, o almeno ogni domenica il sacrificio eucaristico? Una chiesa è solo uno spazio polifunzionale, da utilizzare per ogni scopo, dai concerti in giù? Nei seminari che cosa viene insegnato ai futuri preti, sotto questo aspetto? Un luogo consacrato è realmente vissuto come tale da molti preti? Credo che siano domande non marginali, e che attengono in maniera diretta alla banalizzazione e al degrado della fede nel nostro Paese.

Ecco alcuni brani della lettera del lettore, che ringraziamo di cuore per questa informazione :

“Le immagini (tratte da Facebook e nella qualità possibile) si riferiscono al “dietro le quinte” di uno spettacolo presentato da una compagnia teatrale – amatoriale ritengo – chiamata “Tuttoattaccato”…

Lo spettacolo, tuttavia, ha avuto quale palcoscenico il sagrato della chiesa parrocchiale di Sant’Antonino e la stessa chiesa è stata ritenuta “spazio adatto” per le necessità di trucco e preparazione degli artisti: le immagini che sono allegate lo documentano bene…

Inutile, mi pare, andare ad indagare circa la presenza del Santissimo Sacramento: il problema attiene alla sacralità del luogo e impone serie domande circa la concezione che taluni possono avere di tale sacralità (e qui mi fermo stante l’ampiezza che tale discorso potrebbe sviluppare) e amare e tristi prese d’atto da parte di chi percepisce ed ha un po’ più chiara tale sacralità.

E dico questo anche solamente considerando che, a fianco della facciata della chiesa, c’è l’ingresso agli spazi ed ai locali dell’oratorio, della canonica e dell’asilo parrocchiale e che, pertanto, potevano essere utilizzati come camerino.

Per inciso, in due immagini, si nota, in fondo, in penombra, ben esposta la statua della Beata Vergine del Carmine, patrona di Borgo val di Taro”.

 

QUI SU COMO VARA DE ALMENDRO TROVATE IL TESTO IN SPAGNOLO COMMENTATO DA MONTSE SANMARTÍ

143 pensieri su “UNA CHIESA È ANCORA UN LUOGO SACRO? I PRETI CHE NE PENSANO? LA BONINO, E UN PICCOLO EPISODIO ALTROVE…”

  1. Il senso del Sacro si può trovare nelle comunità monastiche.
    Qualche anno fa, sono stato per circa una settimana presso l’Abbazia francese di Solesmes!
    Consiglio a tutti di rigenerarsi spiritualmente presso alcune comunità monastiche benedettine francesi!

  2. La riparazione viene tanto osteggiata dalla falsa teologia modernista, ma Padre Pio e compagnia bella, non si erano offerti come vittime per espiare i peccati del mondo?
    E Gesù?

    1. Beh, caro Lillo, una volta eliminato il concetto di peccato, è consequenziale che venga eliminato anche quello di riparazione.

      Anche per questo “il moto diventa più veloce verso la fine”: perché, più c’è necessità di riparazione, meno si ripara. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

  3. @Adolfo
    Sì, è proprio così, è anche riparazione! Anche se io purtroppo, a causa delle mie umane debolezze, (in primis facilità all’ira, con conseguenze nefaste per la mia anima, anche se non esteriorizzo), se posso sfuggo a questo genere di riparazione.

    1. @Serena

      In effetti non è pensabile che si riesca a tollerare “a tempo indeterminato” un insieme di celebrazioni in cui Dio viene estromesso (anche se, ripetiamolo, la Messa rimane valida): la preghiera è nutrimento per l’anima, e richiede – almeno in linea generale – un contesto di raccoglimento.

      Perciò cerchiamo di frequentare chiese in cui la Messa è celebrata con rispetto. Se ogni tanto capita di non poterlo fare (e dunque di partecipare a Celebrazioni caotiche), offriamo a Dio quella sofferenza.

      Pensiamo anche che in molte parrocchie, oggi, i preti mancano del tutto… e dunque cerchiamo di far buon viso, in certe situazioni poco piacevoli.

      E preghiamo affinché, quando la formula eucaristica verrà cambiata (rendendo le Messe invalide), a causa dell’assurda corsa verso il protestantesimo, rimangano molti preti umili e onesti, che non accettano tali “novità”, e continuano a celebrare Messe valide.

      Perché, più il “piccolo resto” (di laici e di consacrati) sarà numeroso, più sarà facile ripartire, una volta che Iddio avrà mondato la Sua aia dai troppi consacrati indegni che attualmente vi risiedono.

      1. “Il piccolo resto” potrebbe iniziare a muovere i primi passi, per esempio iniziando a stringere amicizie cristiane più profonde, reali dopo essere state virtuali, tessendo quei legami fraterni, che offriranno grande sostegno spirituale e corporale oltre ad aiutare altri fratelli in difficoltà?:
        – Tutto cominciò nel 1969, quando il teologo Joseph Ratzinger così parlò: «Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica. A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono anche certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, ma la Chiesa della fede».
        Perché chiamarla “opzione Benedetto”? Dreher lo spiega in un articolo pubblicato il 12 dicembre 2013 su The American Conservative. Di fronte al crollo dell’Impero Romano, nel secolo VI, san Benedetto non si limitò a ritirarsi dal mondo, ma le comunità monastiche fondate da lui e dai suoi successori divennero dei luoghi di pace, di pietà e d’erudizione a partire dai quali la civilizzazione europea poté gradualmente riemergere. L’idea della Benedict Option ha per punto di partenza la conclusione di un libro del filosofo Alasdair MacIntyre – Dopo la virtù(1981; trad. it. 2007) – nel quale l’autore evoca la possibilità di un “altro san Benedetto, senza dubbio molto diverso”, per aiutare a costruire le “forme locali di comunità al cui interno la civiltà e la vita intellettuale e morale possano essere conservate attraverso i nuovi secoli oscuri”.

        Dreher precisa che non si tratta d’imitare l’impresa di san Benedetto, ma di passaggi che egli intende essere nello stesso spirito. Nel suo articolo del dicembre 2013, Dreher cita il centinaio di laici cattolici americani venuti a installarsi ai confini dell’abbazia benedettina di Clear Creek (Oklahoma), una fondazione monastica di spirito tradizionale.

        In un articolo pubblicato nel mese di febbraio 2015 sulla rivista First Things, Rod Dreher scrive: “Credo che al giorno d’oggi il pessimismo sia semplicemente realismo e che sia preferibile ripiegare strategicamente su una posizione che siamo in grado di difendere”. Fa una constatazione senza compiacimento: gli stessi ambienti cristiani, analizza, sono caduti in una religione vaga e insipida, adattata a un ambiente culturale post-cristiano. “[…] come possiamo produrre una vita civica cristiana quando non produciamo più dei cristiani autentici?”.

        I cristiani americani ( non solo loro) devono dunque ammettere che vivono in mezzo a rovine, sostiene Dreher, e prepararsi a mantenere viva la fede durante gli anni bui a venire. Non si tratta, precisa, di rinunciare all’azione politica per coloro che ne abbiano la vocazione, né di isolarsi fisicamente dal mondo esteriore – ancorché in alcuni casi ciò possa rappresentare una possibilità –, ma di mettere prima di tutto l’accento su un progetto “contro-culturale” al fine di preservare e di trasmettere ciò che va trasmesso e di resistere attraverso la cultura. Delle comunità aderenti a tali ideali possono organizzarsi attorno a dei centri spirituali (per esempio dei monasteri), ma anche – più spesso – attorno a parrocchie, scuole o gruppi vari.

        http://blog.messainlatino.it/2017/07/lopzione-benedetto-spiegata-dal-suo.html
        https://costanzamiriano.com/2016/03/16/lopzione-benedetto/

  4. @BrokenOutInLove
    @Andrea P.
    @Giusy
    La messa V.O. è senz’altro quella da preferire, se possibile. Ma ci sono celebrazioni N.O. fatte benissimo a gloria di Dio. Poche, perchè ormai sono pochi i celebranti non modernisti, ma ci sono. Il mio consiglio a BrokenOutInLove in particolare, è che cerchi nelle parrocchie vicine o magari in qualche convento dove celebrano per i religiosi o religiose. Credo che con un po’ di pazienza “itinerante” troverà una chiesa abbastanza vicina dove assistere a una degna celebrazione, sia pure N.O. Personalmente ho fatto così perchè nella mia parrocchia mi uscivano i fumi dalle orecchie e rischiavo di uscire anche dalla chiesa a metà celebrazione se non mi trattenevo, ma questo non giovava certo al mio spirito e poteva anche essere di scandalo ad altri che nella loro beata ignoranza assistevano felicemente alla Santa Messa. E’ certo che la Consacrazione è valida ( e quindi lo è la S. Messa) se viene fatta da un ministro validamente consacrato, e perfino non credente, purchè abbia l’intenzione di fare ciò che fa da sempre la Santa Chiesa; quindi sicuramente la maggior parte delle Messe, sia pur male o indegnamente celebrate, è valida e rinnova il Santo Sacrificio (almeno fino a che non cambieranno anche la formula della Consacrazione). Meglio perciò assistere a una di queste Messe anzichè a nessuna. Su questo (e altro) invito a leggere le riflessioni di un sacerdote molto equilibrato e per nulla sospettabile di modernismo:
    “Se con qualcuno ho un dente avvelenato è con quei sacerdoti, membri di una fraternità a cui per altro verso dobbiamo moltissimo, che incitano i fedeli a disertare la Messa domenicale qualora non possano partecipare a quella tradizionale. Sono troppi, ormai, i lettori che mi scrivono confusi e angosciati dopo aver partecipato agli esercizi spirituali. In nome di Dio, non si può spingere la gente a violare in modo grave il terzo comandamento per amore della Tradizione, poiché questo è del tutto contrario alla Tradizione stessa! È innegabile che il novus ordo sia molto carente e, soprattutto a causa delle modalità celebrative più diffuse, possa a lungo andare deformare la fede, ma chi è ben istruito nella dottrina cattolica non corre certo questo rischio, dato che la sua retta precomprensione lo “vaccina” dalle distorsioni. Qui è in gioco la salvezza delle anime: rischia di portarle fuori strada chi – quasi fosse il detentore esclusivo del vero – si arroga il diritto di stabilire come, dove e quando vadano osservati i Comandamenti: se il terzo, perché non gli altri?”
    (da: “Apologia pro via sua” http://lascuredielia.blogspot.it/sabato 8 luglio 2017 )

    1. Grazie Serena, concordo completamente con tutto ciò che hai scritto, e con le citazioni di don Elia.

      È effettivamente assurdo e scandaloso “usare” la Tradizione per spingere le anime a violare il Terzo Comandamento: perché è questo che si fa, quando non si partecipa alle Messe festive. Così come è vero che trascurare uno dei Comandamenti apre la via a trascurare tutto il resto.

      Piaccia o non piaccia, qui ci troviamo di fronte a comportamenti scismatici, che rimangono gravi (e producono danni alle anime), anche se fatti in buona fede.

      Penso che molti di noi abbiano assistito a Messe celebrate senza il minimo rispetto. Ebbene: in quei casi offriamo a Dio il rispetto e l’adorazione che gli altri – il celebrante in primis – non Gli danno.
      Ciò costituisce una sorta di riparazione alle Messe celebrate indegnamente.

    2. Per motivi anagrafici non ho mai assistito a una messa V.O. e fino a poco tempo fa non mi ero mai posto il problema di tutto ciò, essendo il mio cammino giunto recentemente a un’ulteriore stadio di maturazione.

      Sinceramente ignoro se dalle mie parti ci sia qualche luogo in cui la messa V.O. venga celebrata, tuttavia ho anche qualche dubbio nell’abbandonare la mia parrocchia. Non mi piace darla vinta a dei sacerdoti come quello che ho descritto e, fin quando possibile, vorrei compiere una testimonianza silenziosa di resistenza, chiamiamola così.

      Anche perché lui conosce in parte il mio modo di pensare e mi vede, insieme a una sparuta minoranza, prima della Messa domenicale recitare il Rosario, che lui tanto banalizza nelle sue omelie e che non si ferma a pregare nemmeno per sbaglio.

      Perciò, per il momento, intendo offrire queste “tribolazioni spirituali” al Signore e non farmi condizionare da questo tipo di pastori. Poi, come scrivevo in precedenza, se dovessero comparire abomini tipo la messa ecumemica, allora dovrò per forza di cose riconsiderare tutto.

  5. Pochi giorni fa ho avuto la disgrazia di assistere ad un mercatino di autofinanziamento organizzato nella Chiesa minore di Varenna dallo stesso parroco. Alla mia pleonastica domanda se la chiesa fosse stata per caso sconsacrata le 2 pasdaran della parrocchia mi hanno gurdato male e subito sulla difensiva mi hanno risposto che facevano del bene…
    NB nella splendida chiesa principale (S. Giorgio) musica di sottofondo sempre presente via altoparlanti…. che tristezza.

  6. Davvero un grande grazie a Gian per aver postato le bellissime parole della Valtorta sulla morte di Giuseppe. Purtroppo non ho letto tutto dei suoi dieci volumi e questo è un passo di una tenera e mistica bellezza. Grazie di cuore. E che Dio benedica ogni cosa che viene a noi direttamente dal Suo Cuore attraverso i nostri fratelli in Cristo.

  7. @Anna e Gian
    Belle le citazioni dalla Valtorta, umile violetta, strumento di un grande dono di Dio che bisognerebbe far conoscere a tutti
    @EquesFidus
    Concordo
    @Alessandro2
    Mi associo alla richiesta

  8. Siamo alle solite. Segnalo al dottor Tosatti un nuovo (?) provocatore nella persona col nick “Robertino”. Non me ne vorrà l’interessato, ma devo ancora leggere un suo intervento che non sia battuta, anche di cattivo gusto, o per l’appunto provocazione. Non voglio altresì ergermi a moderatore; solo, tengo alla qualità di questo blog, che è un rifugio per molti.

  9. Purtroppo, questi eventi sono la conseguenza dello svilimento della crisi di fede che imperversa negli ultimi anni e che, complici le vere o presunte “aperture” di questo Papa, imperversa più che mai da oltre tre anni. Si potrebbe pensare che la perdita del senso del sacro sia dovuta ad una società sempre più secolarizzata ed agnostica; in realtà, quanto stiamo assistendo è la diretta conseguenza dell’ignoranza dottrinale, del cesaropapismo sensu lato al politicamente corretto e dalle ideologie venefiche ed eretiche che serpeggiano, anche a livelli veramente elevati, fra il clero. E’ chiaro che se la chiesa non solo non è più un luogo sacro, a immagine del Tempio di Gerusalemme, al cui interno si celebra il rinnovarsi incruento del Sacrificio del Calvario e la Santa Comunione è il Corpo ed il Sangue del Cristo (quindi, a tutti gli effetti, la Particola consacrata è Dio), ma anzi viene costruita ed “arredata” (mi fa specie usare questo termine pensando alla geometria ed alla bellezza dell’arte sacra classica, cioè pre-post Concilio) senza nemmeno sembrare una chiesa, col tabernacolo con le Sante Specie eucaristiche buttato in un angolo, brutta, simile ad un capannone o (se va bene) ad una Spa, cosa volete che ne venga fuori? E se coloro che sarebbero preposti a vigilare sull’integrità di quello che, per quanto sia brutto, è comunque un luogo sacro, se ne fregano e pensano anzi che sia solo un banale edificio multifunzionale (e, pertanto, inutile), come non aspettarsi questo ed altro che non ragazze in mutandine e reggiseno dinanzi al Santissimo? Purtroppo, il rifiuto delle norme preconciliari ma tuttora valide (come l’uso del velo muliebre, mai abrogato, o gli obblighi relativi alla liturgia ed alla musica sacra), che servivano ad indicare che in chiesa c’è realmente il Signore e che la Santa Messa non è uno spettacolino, un simpatico intermezzo tra un evento e l’altro, ha provocato e continua a provocare danni gravissimi; e la cosa non potrà che peggiorare. Fa specie, anzi, che pochi ricordino quale sia l’abbigliamento adeguato in chiesa e come ci si debba porre dinanzi a Dio, al sacerdote (che è comunque ministro di Dio) ed alla stessa comunità dei fedeli.

    1. Giustissimo Equesfidus, per questo io domani mi farò oltre 100 km insieme ad alcuni fratelli di Percorso per poter partecipare ad una Vera Santa Messa E non ad una formalità amministrativa di alcuni burocrati del “sacro” accecati dall’ideologia e forse nemmeno autenticamente consapevoli di Ciò che stanno amministrando.Ovviamente la Santa Messa sarà VO e la Santa Eucaristia si riceve col capo coperto. Santa Domenica e Sia Lodato NSGC.

      1. Aspetta, però, attenzione: anche la Messa Novus Ordo è una “vera” Santa Messa, nel senso che il pane ed il vino vengono efficacemente consacrati nel Corpo e nel Sangue del Cristo. D’altro canto, il Cristo quando ha consacrato il pane ed il vino nell’Ultima Cena non ha usato il Canone Romano; la questione non è questa, infatti, ma “la Messa Novus Ordo è una reale attuazione delle disposizioni conciliari? Il nuovo rito mantiene la sacralità e lo splendore della liturgia pre-conciliare? Quanto di quanto accaduto nella Chiesa post-sessantottina è derivato da una liturgia, diciamo, troppo “libera” e che più si presta agli abusi di quella tridentina?”.

  10. “Bisogna che tutti i cattolici sappiano che la Chiesa non deve fare altro che annunciare la verità rivelata da Cristo e non fare da cassa di risonanza di ideologie secolaristiche. Purtroppo alcuni uomini di Chiesa hanno rinunciato al loro compito.
    Il Papa è imprudente, ma non ha mai detto cose formalmente eretiche, perché è dotato del carisma dell’infallibilità. Tuttavia, dà troppa retta ai teologi eretici che hanno dato vita a una scuola teologica dominante, che fa capo al gesuita Karl Rahner”

    http://www.lafedequotidiana.it/antonio-livi-papa-non-bacchetta-sosa-perche-la-pensa/

    1. @ Adolfo

      Grande mons.Livi, il Signore conserva ancora qualche pastore Cattolico e coraggioso nella Verità per il suo gregge!

    2. Rispetto Mons. Antonio Livi, prudente e pacato nella sua riflessione. Quando dice:” purtroppo alcuni uomini di chiesa hanno rinunciato al loro compito….il Papa è imprudente…..” Cerca di trovare valide giustificazioni, ma andando a monte: perché molti (non pochi) uomini di Chiesa hanno rinunciato (spesso tradito) al loro compito? Perché il Papa è imprudente ? Ho trovato un valido contributo, a queste domande, qui:
      ” Il padrone della città bella, luminosa e santa, è il Signore. La città è il Regno dei Cieli. I pescatori, i miei apostoli. I pesci del mare, l’umanità nella quale è presente ogni categoria di persone. I pesci buoni, i santi.
      Il padrone della città orrida è satana. La città orrida, l’in­ferno. I suoi pescatori, il mondo, la carne, le passioni malvagie incarnate nei servi di satana sia spirituali, ossia demoni, sia umani, ossia uomini che sono i corruttori dei loro simili. I pesci cattivi, l’umanità non degna del Regno dei Cieli: i dannati.
      Fra i pescatori delle anime per la Città di Dio ci saranno sempre quelli che emuleranno la capacità paziente del pesca­tore che sa perseverare nella ricerca, proprio negli strati dell’umanità, dove altri suoi compagni, più impazienti, hanno levato solo le bontà che appaiono tali a prima vista. E vi sa­ranno purtroppo anche pescatori che, per essere troppo svagati e ciarlieri, mentre il lavoro di cernita esige attenzione e silen­zio per udire le voci delle anime e le indicazioni soprannatura­li, non vedranno pesci buoni e li perderanno. E vi saranno quelli che per troppa intransigenza respingono anche anime che non sono perfette nell’aspetto esteriore ma ottime per tutto il resto. …….
      Non crediate facile l’essere cernitore di animi. Tutt’altro. Ci vuole occhio spirituale tutto luminoso di luce divina, ci vuole intelletto infuso di divina sapienza, ci vuole possesso delle virtù in forma eroica, prima fra tutte la carità. Ci vuole capa­cità di concentrarsi nella meditazione, perché ogni anima è un testo oscuro che va letto e meditato. Ci vuole unione continua con Dio, dimenticando tutti gli interessi egoisti. Vivere per le anime e per Dio.
      Superare prevenzioni, risentimenti, antipatie. Essere dolci come padri e ferrei come guerrieri. Dolci per con­sigliare e rincuorare. Ferrei per dire: “Ciò non è lecito e non lo farai”. Oppure: “Ciò è bene si faccia e tu lo farai”. Perché, pen­satelo bene, molte anime saranno gettate negli stagni infernali. Ma non saranno solo anime di peccatori. Anche anime di pe­scatori evangelici vi saranno: quelle di coloro che avranno mancato al loro ministero, contribuendo alla perdita di molti spiriti.” Corrispondenza nell’“Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta
      Volume 4 – Capitolo 239 – pagina 73

    3. Una cosa non apprezzo dell’intervista è quando dice che gpii e bxvi sono stati cauti e prudenti con le baracconate ecumeniche e sosa no. A me sembra il contrario: dalla foto sosa sembra essere stato pizzicato mentre faceva qualcosa di abbastanza riservato. I due papi hanno fatto cose eclatanti in modo pubblico e ufficiale (visite in moschee e sinagoghe, baci al corano, ammucchiate interreligiose con lama buddisti, sciamani di manitou, santoni shintoisti ecc ecc) che a suo tempo di sconcerto ne hanno generato tanto. Senza nulla togliere alle qualità dell’uomo questo passaggio ne tradisce un pò la parzialità di giudizio.

      1. #Senza nulla togliere alle qualità dell’uomo questo passaggio ne tradisce un pò la parzialità di giudizio#

        Concordo. La verità è che, per voler troppo – e troppo velocemente – “allargare” l’ecumenismo, si rischia seriamente di perdere la propria identità (cattolica).

        Va benissimo il dialogo, ma non a spese della verità, e non a spese della propria identità.

        La buona fede, in casi simili, purtroppo non basta. I danni ci sono, e sono innegabili.

  11. Scusa, Robertino, è solo una frase presa in prestito x quello che valgono le parole precise di tale frase. Niente di più. Non è il proclama di un “cartello” a cui aderisco
    Credo che a noi spetta di condurre la “buona battaglia”, come dice San Paolo, anche se indegnamente. E poi, come servi inutili, diamo a Dio la vittoria. Perché, malgrado tutti i cattivi progetti degli uomini, come dice la Emmerik, per fortuna “Dio aveva altri progetti”! Sono certa che, se ci crediamo veramente, daremo a Dio la vittoria. A Lui è alla Regina delle Vittorie, come sempre la invoco nel Santo Rosario.

    1. @ flora

      Lascialo perdere Flora, siamo all’ennesimo provocatore che non ha niente di meglio da fare nella vita e che gode nel provocare il prossimo, non gliene importa nulla né di Dio, né di te, né di quello che dici, vuole solo generare rabbia, fa come il diavolo, niente di più.
      Ignoralo e vedrai che passa.

      1. @Lillo
        Giusto consiglio hai dato a Flora. Certo che dai buontemponi un po’ dementi non ce ne liberiamo mai.. sono come i funghi velenosi dopo la pioggia di agosto: ne spunta sempre uno nuovo.

  12. Concordo che a questi punti prima si tocca il fondo e meglio è, così poi si inizierà finalmente a risalire.
    Va confermato che questo episodio è minimo rispetto ad altri che la Chiesa di oggi purtroppo vive “grazie” a certi prelati, in testa a tutti mons. Paglia.
    Comunque se c’erano altri locali disponibili mi sembra inopportuno aver usato la chiesa quale camerino: in qualche ragazza in slip e reggiseno (neanche tanto spinti per la verità, probabilmente le stesse ragazze in spiaggia li usano ben più ridotti) non si nasconde necessariamente il diavolo, ma comunque potevano cambiarsi altrove.

  13. Grazie di cuore Serena per questa citazione che in parte conoscevo. S. Atanasio ha percorso anche i nostri tempi. E ci dice bene. A che vale conservare la sede senza la fede. Conserviamo la fede. Conserviamo il seme. Dio saprà ripiantarlo perché ricresca una nuova pianta più rigogliosa e grande. Bisognerebbe farne un copia incolla di queste stupende parole. Stringiamo la forza da Coloro che hanno già sofferto, combattuto e vinto
    Qualcuno dice:”A noi la battaglia, a Dio la vittoria!”
    Su questo sono d’accordo anch’io.

      1. “Le posizioni eretiche sono come le posizioni erotiche, sempre le stesse”

        (Cardinale Giacomo Biffi)

    1. Serena e Flora, grazie di cuore anche da parte mia, le Sante Parole del Grande Sant’Atanasio ci sono di conforto e aiuto in questo tempo drammatico e cupo per la Santa Chiesa Cattolica di NSGC.

    1. Grazie Luigi9 per il link, merita di essere visto da tutti. Il tabernacolo al Centro è solo un minimo del Rispetto dovuto Nostro Signore, che quasi tutti hanno perso grazie o meglio a causa dei Consacrati del nostro tempo. Quando entro nella mia parrocchia, mi si stringe il cuore a vederLO relegato in un angolino semi-nascosto. Signore pietà.

    2. @Luigi9
      Grazie, Luigi! Finalmente qualcosa di consolante. Chissà che non sia un vero inizio di rinascita anche spirituale oltre che architettonica..

    3. L’ho visto stamattina sul sito Messainlatino e mi si è allargato il cuore. Dopo tante chiese in stile stravagante finalmente una cattedrale secondo tradizione, con tabernacolo al centro del presbiterio, con balaustre e altari laterali e dedicazione al Santo Nome di Gesù.

      Mi ha impressionato vedere il video dell’inizio lavori due anni fa e in così breve tempo la cattedrale finita e consacrata. Ho visto nel video che nell’altare è stata inserita una cassetta (con reliquie di martiri?) e l’altare in marmo è stato consacrato con l’Olio Santo. Gli americani ci insegnano! Sia lodato Gesù Cristo.

  14. nella terza foto si vede la lucina rossa del Santissimo: non l’hanno neanke spostato? ma ki siamo noi x giudicare? Se volete civilmente dire a vescovo e parroco tutte queste critike poco misericordiose di ki vuol costruire muri e non ponti, potete scrivere o telefonare senza fare stalking e sempre con gentilezza
    Borgo val di taro è provincia di parma ma è diocesi di piacenza-bobbio
    vescovo gianni ambrosio (del 2008, nominato da razzingher)
    tel curia 0523 308311 uffici@curia.pc.it
    vicario generale mons luigi kiesa 0523 308309 vicariogenerale@curia.pc.it
    il parroco della chiesa usata come spogliatoio è don angelo busi 0525 96419 parrocchia.borgotaro@virgilio.it
    sono tutti dati presenti sul sito della diocesi o sulle paginebianke, non sono dati segreti

  15. Ho “rubato” la citazione seguente da un commento anonimi su un altro blog) perchè mi sembra più che pertinente.
    Leggete queste parole di S. Atanasio ai cristiani che soffrivano sotto gli ariani :
    “Che Dio vi consoli! … Quello che rattrista … è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E’ un dato di fatto che hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica. Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente: Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta – quella che mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo … Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto i più violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada. Anche se i cattolici fedeli alla tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro che sono la vera Chiesa di Gesù Cristo. (Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum. Caillu e Guillou, vol. 32, pp 411-412). “

  16. Brava Giusy!
    Aggiungo che la distanza fra questi due modi di sentire e vivere la Chiesa si fa sempre più evidente!
    Nella mia parrocchia l’ignoranza, il relativismo, il sincretismo fanno da padroni!
    La maleducazione, lo sciocco conformismo, la liturgia sciatta e povera, lo squallore dei paramenti, la superficialità di lunghe e noiose omelie ,da una parte; il sacro raccoglimento, l’adorazione eucaristica, il nobile e decoroso portamento dei sacerdoti, l’uso dell’incenso, la ricchezza spirituale del canto gregoriano e dei mottetti polifonici, la bellezza dei paramenti e degli arredi sacri, il senso del Sacro, dall’altra!
    Tra queste due “sensibilità” mi riconosco nella seconda!!!

  17. Desacralizzare Ciò che è Sacro, questo da anni con pazienza e tenacia i nemici purtroppo potenti della Santa Chiesa Cattolica di NSGC stanno facendo. Oltre a tutto lo squallore che tutti avete più sopra raccontato accadere nelle Chiese (vale anche per la mia parrocchia in cui entro solo quando è vuota), altro esempio di studiata e voluta desacralizzazione del Pontificato e di tutto, è stato voluto dalla rock star di santa Marta quando si è fatto riprendere in mondo visione mentre entrava in un bagno chimico…. mentre perfino le persone più semplici e normali se vanno in un bagno pubblico lo fanno con un minimo di discrezione e di pudore. È tutto troppo inquietante e angoscioso. Povera Amata Santa Chiesa in che mani sporche sei caduta.

    1. “…quando si è fatto riprendere in mondo visione mentre entrava in un bagno chimico…”

      Questa davvero non l’avevo mai sentita… ALLUCINANTE !

      1. Durante la visita a Milano del marzo 2017, ci sono diverse foto e articoli. Potete “goderveli” tutti, a “beneficio delle vostre anime e della vostra fede”! Scusate l’amara ironia, per mitigare la sofferenza di fronte a questo scempio!

          1. Tutto il mondo fa i bisognini, di solito chi ha un minimo di riservatezza e pudore, fra noi semplici persone normali, lo fa con un minimo di discrezione. Soprattutto una Figura come il Papa, dovrebbe avere questo garbo e questa delicatezza più degli altri. Infatti quella visita a Milano è ricordata e immortalata più per il bagno chimico del “papa” che per tutto il resto ( che resta comunque misero e banaluccio). Ma forse per desacralizzare ulteriormente quell’immagine è stata appositamente voluta e cercata.

  18. Anche nella mia parrocchia, per la festa del Santo Patrono, fu organizzata una sfilata di moda (di uno stilista gay che sul suo profilo fb pubblica link blasfemi). La passerella fu montata sul sagrato e le modelle si cambiavano in chiesa. Alcune vennero fotografate in posa accanto alla statua della Madonna. Ovviamente anche la nostra parrocchia possiede ampi spazi alternativi. Alla presentatrice sfuggì “La Madonna ci perdonerà”. Ciò che è peggio è che nessuno si scandalizzò, chi criticava era incompreso o preso per bigotto…

  19. Questi tristi episodi sono le conseguenze del disastro compiuto dal concilio Vaticano II!
    Coloro che negano questa realtà o sono ciechi, o sono in malafede!
    Questo è il risultato della diffusa apostasia, del relativismo religioso morale, e del cattivo esempio del nuovo clero ignorante e nemico del Sacro!
    Quando nella Chiesa non c’è rispetto verso l’Eucarestia, quando i canti liturgici si sono trasformati in un chiassoso e volgare intrattenimento musicale, quando il chiacchiericcio ha sostituito il sacro raccoglimento, quando i sacerdoti si trasformano in ridicoli parolai, quando si impedisce o si ostacola nelle parrocchie italiane l’esecuzione del canto gregoriano e polifonico, col ridicolo motivo che la “gente” si annoia, Vi chiedo: ma di cosa stiamo parlando? Di che cosa ci meravigliamo? Di che cosa ci indignamo?

    1. Aggiungerei, a costo di sembrare antipatico, quei pargoli da zero a 10-12 anni il cui unico scopo è disturbare costantemente la Messa, ininterrotti dai genitori o dal celebrante. Io stesso ho prole in giovane età, ma quando non possiamo affidarci ai nonni preferiamo andare a Messa a turno. Anche questo secondo me rientra nella mancanza di rispetto.

        1. Tu non preoccuparti che i figli sono i miei. Che poi è un modo carino per dirti: fatti i c***I tuoi.

        2. Dove hai imparato a scrivere? Si vede che te a messa ci vai per hobby se non capisci cosa significa silenzio e raccoglimento. I bambini portateveli al parco se non gli avete mai insegnato a stare in chiesa!! I miei figli già dai due anni sembrava che non ci fossero, perchè li avevo educati a rispettare il luogo portandoli anche al di fuori della messa e abituandoli a considerare la presenza di Gesù. I bambini lasciati a scorazzare invece, sono lo specchio della maleducazione dei loro genitori. Il Signore ha detto lasciate che i fanciulli… non i neonati e A quel tempo prima di una certa età, i fanciulli non erano ammessi al tempio, ed avevano una certa preparazione al rispetto del luogo e delle persone, oltre ad una istruzione religiosa tramandata di padre in figlio. Tutto un altro pianeta!!

      1. Possiedo ancora il Messale Romano Quotidiano (Ed. Paoline, 1959), che usavo tutte le mattine (ero allora in collegio). Dopo la comunione, solitamente si recitava Anima Christi. Le preghiere leonine, da recitarsi dopo la lettura dell’inizio del Vangelo secondo Giovanni, erano due ed erano precedute da tre Ave Maria e dalla Salve Regina. Erano obbligatorie e venivano recitate da tutti i fedeli. Al termine della preghiera a San Michele ‘contro l’azione del demonio’ veniva ripetuta per tre volte l’invocazione:
        Cor Iesu sacratissimum.
        Misere nobis.

        Il confronto con quanto avviene ora dopo la Santa Comunione è, quantomeno, imbarazzante.

        1. Permettetemi una piccola aggiunta:

          Inter Oecumenici (the 1964 instruction on implementing Sacrosanctum Concilium, produced by the Sacred Congregation of Rites) also called for the “suppression” of the Leonine Prayers after Mass, i.e. the three Hail Marys, the Salve Regina, and the Prayer to St. Michael (article 48), and the suppression of these prayers indeed came to pass after the Council.

      2. Da 10 a 12 anni sono già bimbi grandi abbastanza per essere già stati educati; per es. sull’insegnamento che ci sono luoghi e momenti in cui tenere opportuno comportamento, se cattolici, che la Chiesa è luogo sacro perché consacrato a Dio e, dunque, rispetto non solo è tanto e solo per gli altri cristiani, al parroco, ma a Dio. Senza contare il valore dell’obbedienza ai genitori!

        Difficilmente si potrà imparare meglio simili cose a 14 o 16 anni.
        Ed allora, se non è troppo tardi, meglio portarli a Messa invece di lasciarli ai nonni.
        Meglio ancora sarebbe, potendo, portare figli e nonni alla Messa.

        Più grandi, i figli, potranno ricordare che era importante, per i genitori, la Messa: avranno ricordi vivi di quella testimonianza, anzi, del fatto che ritenessero Messa importante per tutti e pertanto tenendo a che tutte le persone care vi partecipassero.

        Altrimenti potranno facilmente pensare, da grandi: “Beh, non è poi così importante andare a Messa, altrimenti i nostri genitori ci avrebbero voluto a Messa con loro!”.

        Se non si riesce a gestirli le prime volte, si esce con loro, a turni o insieme pure meglio, magari, per dargli nuove istruzioni, con le buone, certo, ma con fermezza.

        Perché il consiglio non richiesto?
        A me, i ricordi coi miei genitori alla Messa, mancano all’appello. Potessi tornare indietro nel tempo, li pretenderei! È un dispiacere che non ci siano stati tutti quei momenti insieme.

        Tu sei ancora in tempo. Per darli.
        Sii amorevolmente generoso bel portarli con te a Messa, non è amorevole e generoso per loro non portarli, come potrebbe sembrare.

        Loro, probabilmente, capiranno meglio ed apprezzeranno tra molti anni, ma ne vale la pena:
        la vicinanza al Corpo di Cristo non può fargli male.

        1. Concordo con quanto espresso sopra e soprattutto noi genitori abbiamo il dovere di educare cristianamente i figli, che a loro piaccia o meno. Tocca a noi trovare il modo ed uno di questi è l’esempio che noi diamo loro. Mio figlio sa che al mattino recito il rosario, poi in macchina recitiamo qualche preghiera insieme con successivo ascolto della S.Messa su radio Mater. A pranzo e cena Padre nostro ed alla sera preghiere. Ore 15 – 16 preghiera Divina Misericordia. Mattino e sera ci segnamo tutti con l’acqua benedetta. Il sabato una pagina di studio, tutti insieme, del catechismo minore di San Pio X e domenica S.Messa in rito romano antico.
          Durante l’anno poi gli tocca anche il catechismo in parrocchia. Io ho visto grandi cambiamenti in mio figlio. Penso che possa essere un punto di inizio.

          Ps.: niente gite parrocchiali, azione cattolico et simila.

  20. Sancte Michaël Arcangele, defende nos in proelio, contra nequitias et insidias diaboli esto presidium; imperet illi Deus, supplices deprecamur; tuque, princeps militiae coelestis, satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen

    1. San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le insidie e la malvagità del demonio, sii nostro aiuto.
      Te lo chiediamo supplici che il Signore lo comandi. E tu, principe della milizia celeste, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione della anime. Amen.

  21. Questa è la “misericordia” della Chiesa di oggi: si può, anzi, si deve accettare tutto in nome dell’inclusione, termine che comincia a farmi paura. Peccato che a venire escluso sia proprio il motivo per cui le chiese esistono: Gesù Cristo, il Salvatore del mondo.

    Nella mia esperienza personale, nella mia parrocchia mi sono trovato ad assistere a un concerto rock sul sagrato della Chiesa. Ora capisco che si trattava di ragazzi disabili ma davvero quello era l’unico posto dove farli esibire?

    E soprattutto mi sono rattristato nel vedere la recita del Santo Rosario disturbata dalle prove per il concerto. Inoltre, ciliegina sulla torta, questo gruppo è stato lodato dal parroco per aver suonato al concerto del 1 maggio, un appuntamento che non mi sembra si segnali, eufemismo, per la devozione alla fede cristiana.

    Ora, onde evitare fraintendimenti, ci tengo a sottolineare il rispetto per la condizione di questi ragazzi e per coloro che sono riusciti ad aggregarli, consentendo di esprimere la loro creatività e regalando loro momenti di felicità.

    Tuttavia penso che si potessero trovare soluzioni alternative, senza oltraggiare la casa del Signore ed evitando di pubblicizzare durante la Santa Messa la loro esibizione al concerto del 1 maggio, manifestazione frequentata da persone che hanno in odio il Cristianesimo o, nel migliore dei casi, sono assai tiepide verso la fede . Di questo passo la Chiesa di Gesù Cristo rischia di diventare una caricatura di una onlus o di un movimento socio- politico, fate voi.

    1. @BrokenOutInLove
      Ma carissimo, cosa vai a pensare male del tuo parroco! Sicuramente ha lodato i ragazzi per aver suonato il 1° maggio in onore di S. Giuseppe Lavoratore! Ovviamente è una battuta, seriamente temo che il tuo parroco neanche sappia più che il 1° maggio si dovrebbe festeggiare davvero S. Giuseppe Lavoratore..

      1. Ah già, che sbadato: non avevo riflettuto su questo aspetto, sono davvero un uomo in mala fede 🙂

        Ormai per me partecipare alla Messa nella mia parrocchia è divenuta una dura prova da affrontare, che offro al Signore nella speranza di fare cosa a Lui gradita e di giovare alla salvezza di qualche anima.

        Questo parroco, infatti, si lancia in omelie al limite dell’eterodossia: lo rispetto per il suo impegno nel sociale ma incarna perfettamente le contraddizioni della Chiesa di oggi, che rischia di diventare una sorta di Ong senza più un legame con il Sacro.

        Infatti questo sacerdote evita sistematicamente di parlare della salvezza dell’anima e, anche quando ci sono passi del Vangelo che trattano questo argomento, lui evita puntualmente di soffermarvisi. Non si è mai fermato una volta – dico una – a recitare il Santo Rosario prima della Messa, anzi lo delegittima durante le sue prediche. Potrei scrivere tante altre cose ma è meglio che mi fermi qui.

        Io non voglio giudicarlo, prego sempre per lui e cerco di nom nutrire rancore nei suoi confronti: mi dà soltanto fastidio e preoccupazione che un pastore assuma certi atteggiamenti e mooti fedeli si lasciano ingannare dalle sue omelie moderniste. Fortunatamente, in parrocchia un minuscolo gruppo di persone cammina con le sue gambe e va avanti per la propria strada.

        1. Brocken lei è bravo, io non ce la faccio e quando non riesco ad andare fuori regione alla Santa Messa in Rito Antico, sto a Pregare e meditare le Scritture a Casa.

          1. La ringrazio, più che bravo (ne ho di strada da fare) cerco di rimanere in comunione con Gesù, ricevendo la Santa Eucaristia. Perchè, alla fine della fiera, è Cristo il centro della Messa e non il sacerdote.

            Cerco di pregare per questo parroco e offrire le mie sofferenze per queste omelie in riparazione agli oltraggi ai Cuori di Gesù e Maria.

            Se mi permette, le consiglio di non rinunciare all’Eucaristia per colpa di pastori che non svolgono adeguatamente la missione che gli è stata affidata. Non permetta che il suo incontro con Cristo si interrompa per delle omelie eterodosse, il maligno punta ad aĺlontanarci dal Salvatore e non dobbiamo permetterglielo, nonostante tutto.

            Alcuni martiri africani vissuti al tempo di Diocleziano dicevano: “Senza domenica non possiamo vivere”.

            Poi, nel caso in cui si realizzerà l’abominio della messa ecumenica, allora sarà davvero meglio starsene a casa e cercare al più presto un luogo dove si distribuisca l’Eucaristia intesa come Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù, e non come un pezzo di pane da inzuppare.

          2. Anche io, Giusy, consiglio fraternamente, quando non possibile andare fuori regione alla Santa Messa in Rito Antico, di non rinunciare all’Eucaristia: resta Corpo di Cristo, può farle solo bene, a dispetto di pessimi sacerdoti che possano esserci.

            Altro guaio sarà se e quando fosse aggredito sacramento per realizzare la messa ecumenica che BrokenOutInLove giustamente, definisce come abominio.

            Allora la vera Chiesa di Cristo sarà ben distinguibile dalla falsa chiesa, quella ecumenica-abominio: sarà quella che sta con il Corpo di Cristo.

            Ma fino ad allora meglio non perdere occasione di Comunione.
            Se può, perché temo che la sua scelta non sia così semplice: per esempio potrebbe avere difficoltà a reperire un buon confessore nella sua regione e, se può spostarsi, va sul sicuro, dove trova buon confessore, buona Santa Messa e dove far Comunione.
            Se così fosse, ha tutta la mia comprensione.

    1. A vedere alcune fasi dello spettacolo, personalmente, trovo anche inopportuno che venisse rappresentato nel sagrato di una chiesa.
      Figuriamoci poi con gli “artisti” che bivaccano dentro la chiesa.

      1. Per dare ancor meglio l’idea, ecco, di seguito, i links di tre post emblematici del prete molto progressista:

        https://m.facebook.com/photo.php?fbid=10211913465942865&id=1558100507&set=a.1154773480350.2024175.1558100507&source=48

        https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10208550756037219&id=1558100507

        https://m.facebook.com/photo.php?fbid=10211926005776353&id=1558100507&set=a.1154773480350.2024175.1558100507&source=48

        Se ho copiato bene i link:
        1) Post che invita alla comprensione del Vangelo secondo chiave di lettura rivoluzionaria marxista (Karl Marx).

        2) Post dedicato all’ingiuria dell’iniziativa family-day, rinominata per l’occasione, in spregio, infamily-day.

        3) Invito con spiegazioni ad applicare le innovazioni introdotte da Amoris Malizia, in cui profumo d’intesa che si debba far comunione ai divorzia ti è risposati.

        Altri post, da quelli che promuovono la fine del celibato per gli ordinati a quelli che promuovono matrimoni di ogni genere, si possono trovare alla pagina Facebook del personaggio ma direi che il profilo è piuttosto chiaro già così.

        Tanto da poter dire che, con un personaggio simile, con quello spettacolo sul sagrato e col far usar chiesa come camerino attori, è andata di lusso, davvero di lusso:
        un personaggio simile è certamente capace di peggio.
        E non escludo che ne avremo notizia presto, di lui e di altri: sotto un simile pontificato che catalizza ed amplifica il progressismo, dobbiamo essere preparati al peggio.

        poiché, anche questi fenomeni, sono funzionali al progetto diabolico d’insieme e non avranno richiami all’ordine, dove semmai gli su strizza l’occhio dalle più alte gerarchie complici e fino al capo (il pesce puzza dalla testa).

        All’inizio sembreranno novità, innovazioni (il pontificato bergogliano per questo è stato voluto: innovazioni in senso progressista), poi nel tempo perdono l’aspetto di rottura evidente, di provocazione, avviene un processo di inclusione normalizzatrice, si fluidifica la tradizione per dissolverla, poi diventa nuova prassi, poi si norma, si codifica la nuova prassi ed oplà: le nuove fondamenta non sono per edificare sulla roccia, ma su materia più fluida, come sabbie mobili.

        La neo-chiesa di Bergoglio (anche se progetto nato prima di lui) opera ogni giorno a detrimento di quella di Cristo.
        Prepariamoci a tutto.
        Non abituandoci, rassegnati: arresi mai!

        1. Avevo dato una superficiale occhiata, ma ho lasciato perdere nauseata.

          Grazie, Andrea per aver sondato più in profondità l’argomento e averlo descritto in modo che abbiamo potuto farcene un’idea.

          Hai proprio ragione: dobbiamo prepararci a tutto…

          #Prepariamoci a tutto.
          Non abituandoci, rassegnati: arresi mai!#

          Ottimo : sei riuscito a condensare in poche parole ciò che giustifica il tempo speso seguendo questo sito.

  22. La preghiera a San Michele Arcangelo è composta da una parte in cui si invoca il Signore e San Michele Arcangelo è un’altra parte in cui si intima ai demoni di fuggire. Padre Amorth ha sempre specificato che non ci si deve mai, da laici, rivolgere direttamente al demonio e ha sempre invitato a recitare la parte in cui è solo preghiera e invocazione, non comando al demonio.

      1. @Kosmo
        La bellissima preghiera a San Michele Arcangelo può tranquillamente e sicuramente essere recitata anche dai laici perchè in nessuna parte di essa ci si rivolge direttamente al demonio ma sempre e solo a San Michele (controlla pure con una corretta traduzione in italiano, ma ti assicuro che in latino non c’è assolutamente alcuna espressione direttamente rivolta al demonio)
        Un laico NON può e NON deve mai rivolgersi direttamente al demonio perchè la forza di questo MALE supera le sue povere forze, ma può, anzi DEVE rivolgersi a Dio, agli Angeli e ai Santi per chiedere la loro intercessione affinchè il Male si allontani e non nuocia all’anima e al corpo. Queste sono preghiere di richiesta di liberazione, e non esorcismi che invece NON si possono mai fare e sono comunque riservati ai vescovi o a sacerdoti appositamente incaricati dai vescovi stessi. Quindi il criterio è essenzialmente questo: se in qualche preghiera ci sono parole direttamente rivolte al demonio NON si possono e non si devono recitare.

    1. San Michele Arcangelo difendici nella battaglia, sii Tu il nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli, e Tu Principe della Milizia Celeste con la potenza divina, ricaccia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen

      Mi spiegate dove si intima al demonio? … nella preghiera ci si rivolge all’Arcangelo … è una preghiera che si faceva e si può fare dopo la Messa o quando si vuole senza alcun problema! … poi quello che è pericoloso fare e rivolgerci da laici senza alcuna autorizzazione al demonio in un fratello impossessato … ma in virtù del nostro Battesimo noi abbiamo tutta l’autorità in nome di Cristo di esorcizzare … non è un gioco e bisogna non prenderla superficialmente, ma qualsiasi Battezzato in grazia di Dio può farlo … ovviamente ci si assume tutta la responsabilità del caso … bisogna essere autorizzati dal Vescovo, ed anche in quel caso non è uno scherzo … Ave Maria

  23. Cosa devo dirvi, cari fratelli in Cristo, qui c’è una tipa, forse atea ( spero, altrimenti sarebbe ancora peggio!), che sta tranquillamente seduta non nel banco ma sopra, come chi, invece di sedersi su una seggiola, si siede sopra al tavolo. Inoltre fa tutto tranne che pregare, anzi addirittura volta le spalle a Cristo presente (forse) nel Tabernacolo. Inoltre è seminuda e fa quello che si dovrebbe fare in un camerino o nella propria camera da letto, cioè spogliarsi.
    Vi descrivo invece la scenetta di un giovane frate il quale, appena sceso dall’altare dove aveva appena celebrato la Santa Messa domenicale, è corso in sacrestia a “spogliarsi” letteralmente, e si è fiondato sulla porta della chiesa prima ancora che la gente uscisse, come del resto faceva di solito, per agganciare qualcuno (preferibilmente qualcuna!) Con cui fare due chiacchiere, ridendo e scherzando.
    Beh, vi descrivo il suo abbigliamento: jeans e maglietta. Voi direte:”ma non è una novità! Se ne vedono tante di magliette! Ma la sua “maglietta” era una t-shirt nera di VELO! Boh! Non saprei come descrivere. Era corta, nera e trasparente. Velo, praticamente! Che mostrava i suoi pettorali ecc.ecc. un sacerdote che aveva appena alzato la SS. Eucarestia che non fa un attimo di ringraziamento, che si precipita a cercare altri e non Qualcuno e che pensava di sfilare invece per Dolce e Gabbana!
    Cosa aggiungere a commento di questa miserabile chiesa fatta, lo so, di noi miserevoli anime, ma anche, purtroppo, di MOLTO MISEREVOLI CONSACRATI?

      1. ma noi questa preghiera a casa la possiamo dire liberamente?
        Ho sempre avuto un po’ paura perchè dicono che i laici non possono fare esorcismi, sarebbe troppo pericoloso.
        LA preghiera a San Michele Arcangelo è un esorcismo vero e proprio?

        1. Scusate se mi intrometto, ma la preghiera a sant’Arcangelo deve recitarla il sacerdote e non noi dopo la messa.
          Poi se a casa vogliamo recitarla……non lo so. Perchè non lo chiediamo ad un bravo sacerdote? Io ora lo faccio e poi vi comunico ciò che mi dice.

        2. @Kosmo
          Ho scritto ieri sera ad un sacerdote che conosco bene e so che lui la recita sempre dopo la messa anche se pochi sacerdoti ormai lo fanno, e mi dice: Enza la preghiera è solo un estratto del grande esorcismo… la si può recitare tranquillamente… lo faccio anche più volte al giorno perché sono devoto di san Michele…
          Spero che ormai non ci siano più dubbi. Perciò recitiamola con amore anche più volte al giorno.
          Buon inizio di settimana a tutti! ciao

      2. Così come è stata eliminata la lettura del Vangelo di Giovanni al termine della Messa. Nelle visioni della beata Emmerick, questa decisione viene vista in termini negativi: “La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine”.

        Questo nel 1820, ben 147 anni prima della riforma liturgica del 1967. E ci sono tante altre visioni, che sembrerebbero richiamare ai nostri tempi, da mettere i brividi.

        Per chi è interessato consiglio di leggere questo link.
        http://profezie3m.altervista.org/ptm_profx_emmerich.htm

      3. nella mia Parrocchia, al termine di ogni Santa Messa, da alcuni mesi, abbiamo ripristinato la preghiera a San Michele Arcangelo………..

    1. Il fatto che ha narrato la signora Flora è emblematico.
      E purtroppo non è un caso isolato.
      Mette tanta tristezza vedere un prete che cede letteralmente alle lusinghe del mondo.
      E risaputo che un prete “trascina” con sè tante anime: in Cielo o all’inferno.

      Aggiungo, infine, che pur ribadendo la MAGGIORE RESPONSABILITA (notevolmente maggiore) del prete, non è da dimenticare lo “starci” da parte dei parrocchiani (femmine e maschi)

  24. Tanti anni fa andai con mio padre e mia madre a visitare un Monastero degli olivetani e mentre veniva celebrata la s.messa era impedito assolutamente entrare in Chiesa per turismo.Andando a Messa a Santa Chiara in Assisi sono rimasto sorpreso dal flusso di persone ,sì parzialmente regolato,ma estremamente fastidioso per il brusio dei turisti alle spalle dei fedeli che pregavano.Manca il senso del rispetto per il luogo sacro e questo è l’ effetto di una educazione che confonde l’ anticonformismo con il permissivismo più stupido e becero.

  25. Io non mi scandalizzo. Sono felice di questi episodi e voglio premere con il piede sull’accelleratore. Prima si distrugge, prima si può iniziare a ricostruire.

    1. Antonello, sai che questo pensiero mi viene spesso e penso sia stata questa l’intenzione di Benedetto di dimettersi?
      Finchè non si distrugge tutto in fretta, non più ripartire il restauro della Vera Chiesa!!!

      1. Motus in fine velocior? Sì, ma a patto che lasciamo fare a NSGC. Noi resistiamo, combattiamo e preghiamo finché abbiamo vita e forze. Lui ce ne renderà merito. Il cosiddetto “accelerazionismo” fa un po’ rima con “disfattismo”.

      2. Il problema è che se poi si ricostruisce su basi non solide, si fa la stessa fine della chiesa di oggi! Papa Voijtila chiese perdono anche alle “pulci”, per i tanti errori fatti dalla Chiesa, compreso lui. Però non si è cambiato rotta. Si è tornati sugli stessi binari di prima. …Bisogna ripartire dal Vangelo, non dal Catechismo, con aggiunte di uomini. Lo sapete che la Chiesa ha manomesso i Dieci Comandamenti? Leggeteli sul Catechismo, e poi leggeteli sulla Bibbia, in Esodo Cap. 20, e vedrete! Ci sono anche tante altre manomissioni, che invece di avvicinarci a Dio ci allontanano!

        1. Il protestantesimo avvicinerebbe a Dio, invece? Non so se sono più patetici questi tentativi di proselitismo via internet o lo scrivere male il nome al secolo di San Giovanni Paolo II; in ogni caso, la Chiesa non ha messo un bel niente, casomai le “aggiunte di uomini” le hanno fatte Lutero ed i suoi seguaci.

        2. Io ho fatto un cammino di un anno e mezzo ogni domenica sera più 4 ritiri e l’ultimo di una settimana sui 7 segni del Vangelo di Giovanni. Ti assicuro che l’insegnamento è stato forte e chiaro. Ci hanno spiegato punto per punto cosa significa non uccidere, non rubare, ma soprattutto sono i primi tre comandamenti che, spiegati in quel modo ci hanno dato la possibilità di un rinnovamento nella conversione.
          Certo è che Dio sa con chi e dove inviarti per conoscere la sua parola se hai davvero fede, e ahimè devo dire che siamo davvero in pochi, perchè chi non sopporta la forza della Parola – come è successo con noi, che da 350 persone siamo rimaste alla fine 35 – va con chi allunga con seltz (bollicine) questa Parola che converte. E oggi queste bollicine piacciono molto, da qui possiamo vedere i risultati!

    2. Tranquillo, in quattro anni il Distruttore è già molto avanti coi lavori, se resta lui fra altri quattro vivremo tutti sotto i ponti…

      1. @Lillo
        Più che i ponti nelle catacombe, ma sai quanti ancora vivono di sogni con lui? Oggi poi nel Vangelo ha tralasciato la parte più bella: la Giustizia di Dio, l’unica che nel cammino di conversione ci mostra i nostri peccati…….Ascolta l’Angelus e medita ciao

  26. Dopo tani anni di imbecillità da parte di certi preti non si può non giungere a queste situazioni.
    Ho letto su un sito che il prete di Biella ha dato la comunione ad un musulmano marocchino, ebbene in questo caso non si tratta solo di imbecillità ma anche di ignoranza crassa su come e a chi si amministra tale Sacramento.
    Cosa pretendiamo da questa feccia?

      1. “Non è ignoranza è sacrilegio”

        Concordo. L’Eucaristia la si può dare solo ai battezzati Cattolici e Ortodossi, non la si può dare agli altri battezzati e figuriamoci ai non battezzati.

        È sacrilegio e assurdità.

    1. Io li prenderei a calci in c..o e li manderei a spaccare pietre sotto il sole per penitenza.

      Ho letto ieri che mons Pasquale Gagliardi, l’allora vescovo di Manfredonia, che con la sua cricca di preti depravati mise in croce Padre Pio, arrivò a ordinare prete un certo Giuseppe Giglio che non aveva fatto un giorno di seminario ed era un noto sodomita. Risulta agli atti, grazie al lavoro di Emanuele Brunatto che di Padre Pio era “l’angelo custode”. Casi limite, ma non credo che oggi siamo messi meglio… anzi!

      Basta leggere quello che scrive don Ariel riguardo ai seminari e quello che si insegna. Tutto dono del CVII.

    2. Purtroppo, non puoi tirare fuori il sangue da una rapa! Se loro stessi non hanno Cristo vivente dentro di loro, come possono amministrarlo agli altri?

      1. Ma Cristo c’è! È realmente presente nelle Specie Eucaristiche! Sì manifesta nella Sua eterna parola! Oggi, ieri, sempre, anche dentro a quella chiesa-spogliatoio! Scusate la foga, ma è per dire che non va “amministrato”, non bisogna “averlo dentro”. C’è, è là, e Lo stanno crocifiggendo ancora, e ancora, e ancora.

  27. Mamma mia ragazzi, come siamo caduti in basso! Si potrebbe conoscere il nome di quel parroco?

    Recentemente ho accompagnato mio fratello per una visita specialistica che gli avrebbe poi impedito di guidare. Mentre aspettavo ho pensato di fare una breve visita alla cappella interna, trattandosi di un ospedale nuovo, e con sollievo l’ho trovata accogliente, con il tabernacolo e la lampada accesa…

    Mi sono commosso e sono rimasto a fare una chiacchierata spirituale con Gesù, pregandoLo di non permettere che avvengano altre “novità” quali la sparizione del tabernacolo, come si legge sempre più spesso.

    Tempo fa ho scoperto per caso, ma con grande indignazione che dagli altari è scomparsa la Pietra Santa che era posta al centro, contenente una reliquia dei martiri, così mi era stato insegnato una volta. Non so quando e per ordine di chi una cosa simile sia stata messa in atto. Certo che è in linea con quanto si legge, secondo il disegno massonico di sostituire gli altari con semplici tavole multiuso, come quella nella chiesa dove ha tenuto la “lectio magistralis” la mammana Bonino.

    Non abbassiamo la guardia!

  28. No è uno scandalo e una pena. A parte questi casi limite è diventato quasi impossibile trovare una chiesa dove per esempio raccogliersi un po’ in preghiera prima della messa, perché la gente entra parlando a voce alta, ridendo e scerzando in piena disinvoltura come fosse al mercato, assolutamente unconsapevole di essere in un luogo dacro. I parroci poi sono i primi caciaroni. Si è perso totalmente il senso del sacro. Mi chiedo quanto ancora potrà sopravvivere quel brociolo di fede che ancora rimane.

  29. Non ci trovo nulla di strano. In oriente le chiese sono state dissacrate dai musulmani e trasformate in moschee, in occidente sono state dissacrate dagli apostati. Non credo che la sostanza cambi. Quando una comunità viene sopraffatta essa deve cedere ai conquistatori.
    La strada è di chi se la prende. Poi al giudizio universale vedremo chi bluffa e che chi ha un poker d’assi…

    1. Siamo arrivati al punto di vedere manifesti su una chiesa di Roma (un paio d’anni fa) con il defunto boss mafioso vestito da pontefice. Goliardate?
      Non credo proprio ma un preciso messaggio a chi vuol intendere…

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