PUNTA DI STILUM. CONFESSO: HO SCRITTO IO IL DISCORSO DI RATZINGER PER LE ESEQUIE DI JOACHIM MEISNER

Marco Tosatti

Lo confesso. Sono stato io. Sono stato io a scrivere il messaggio di Benedetto XVI letto durante le esequie del card. Joachim Meisner, a Colonia.

Perché confesso? Perché ho visto su Twitter la questione che si ponevano due eminenti uomini di Chiesa e di pensiero; non solo; come Antonio diceva così bene nell’arringa sul cadavere di Cesare, direi anche uomini d’onore.

E in particolare sono mie le frasi incriminate, quelle in cui chi ha occhi per vedere, e orecchie per sentire, può leggere:

  1. una disperante constatazione sullo stato della Chiesa
  2. una velata, ma neanche tanto, critica a molti pastori di oggi, a cominciare dal pastore capo, che sembravano voler lisciare il pelo alla cultura dominante e dettante legge.

Le ricordo, per i distratti:

“Sappiamo che per lui, il pastore appassionato e padre spirituale fu difficile, lasciare l’ufficio e questo proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori convincenti e che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo… Ma ha imparato a lasciarsi andare nell’ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita e sta per capovolgersi”.

Dunque confesso, fiducioso nella misericordia imperante e più volte dimostrata nella Chiesa attuale. Ma non chiedetemi di fare i nomi dei complici. Tanto li sapete già….



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336 pensieri su “PUNTA DI STILUM. CONFESSO: HO SCRITTO IO IL DISCORSO DI RATZINGER PER LE ESEQUIE DI JOACHIM MEISNER”

  1. Dottor Tosatti,
    non crei confusione inventando cose.
    Si ricordi però una cosa che mi disse un giorno un mio amico: la Chiesa perdona, ma non dimentica.
    Le sono vicino.

    1. Caro don Fonio, capisco che l’ironia possa essere una strada difficile, ma talvolta è necessaria. Mi ricorderò comunque del suo consiglio e della sua vicinanza, tante volte mi trovassero ferito da un colpo di alabarda cinquecentesca…:-))) La ringrazio della vicinanza.

          1. Già trovato, valorizza ancora di più l’umile profondità del Santo Padre Benedetto evidenziando la misera terrena bassezza dell’argentino.

      1. Guardi che l’armeria vaticana è veramente “modernista”, almeno da quel che può risultare dall’armamentario ufficiale ed escludendone, ingenerosamente, uno segreto.

        E volendo sperare che certi contatti con la Magliana (o similari in versione aggiornata), contatti mai ufficializzati come avrebbero dovuto almen poi per ravvedimento operoso siano estinti per sopraggiunti motivi anagrafici.

        Colpo d’alabarda? Troppa grazia, sarebbe!

      1. Giusy,
        nell’altro post le ho scritto che non faccio politica.
        Non credo di aver usato atteggiamenti intimidatori nei confronti del dottor Tosatti, che fa intendere di aver scritto lui il testo sul cardinale defunto. Rimane il fatto che se è un’ironia, purtroppo, secondo il mio parere, non fa che aumentare la confusione. Poi ognuno è evidentemente libero di svolgere il proprio mestiere come meglio gli paia opportuno.Aggiungo che fino al 1978 avevo la tessera della DC, poi
        mi sono dimesso, benché ai religiosi sia richiesto soltanto che non ricoprino cariche dirigenziali. In ogni caso non sono un cattocomunista, essendo piuttosto conservatore. Dico comunque la Messa tutti i giorni e pregherò anche per lei e per le sue necessità. Non credo che in un blog a iscrizione libera bisogni necessariamente pensare tutti allo stesso modo, quindi lei esponga giustamente il suo pensiero, ma dia giudizi perentori agli altri, per favore. Se non vuole chiamarmi don, mi chiami pure “ezio”, ma non venga a dirmi che cosa devo fare o non fare che non c’entra con l’argomento. Grazie e mi scusi della schiettezza.

        1. Che lei non abbia usato toni intimidatori con il dottor Tosatti è una ridicola palla, ha o non ha detto, signor Ezio, che “la Chiesa non dimentica” ? Cos’è questo per lei, un messaggio di affetto e”misericordia”? Forse si, se per “misericordia” intendiamo quella vendicativa, selettiva, propagandistica e a senso unico del suo kapo! Anche io mi permetterò di Pregare per la sua Conversione. Sia Lodato Gesù Cristo.

          1. Gentile Giusy,due piccolissimi appunti. Primo l’ espressione la Chiesa non dimentica appartiene ad un amico di Don Fonio e non a lui che l’ha solo citata con senso umoristico. Secondo , alla fine del suo post Don Fonio ha usato un’espressione tutt’altro che intimidatoria : “Le sono vicino” esprimendo quindi vicinanza e solidarietà verso il Dott Tosatti altro che intimidazioni.

          2. Don fonio o ezio o come ti chiami… tu che sei qui con nome e cognome perchè perdi tempo a discutere con questa povera ANOnima?

          3. @Giusy

            lei giudica tutti e sa anche che cosa c’è nel mio cervello.
            Quando ho scritto che la Chiesa perdona ma non dimentica:

            1° non avevo capito che quella del dottor Tosatti era un’ironia;
            2° qualora in Vaticano si fossero accorti del falso, dal momento che è un vaticanista, non avrebbero lasciato passare la cosa senza conseguenze per lui, per esempio, accesso a determinati servizi.
            3° Se si fosse confessato di questo falso, qualunque sacerdote l’avrebbe perdonato a nome di Cristo e della Chiesa, però le conseguenze di cui al punto 2 sarebbero rimaste.
            Questo significa la frase: la Chiesa perdona, ma non dimentica. E questo mi sarebbe dispiaciuto per il dottor Tosatti. Invece, era un’ironia.

    2. oh quant’è misericordioso questo prete. don ezio fonio ki sei tu per giudicare? e poi ke minacci? adesso la kiesa è tutta misericordia, ke minacci a fare?
      e poi tosatti è già odiato a morte dai turiferari e dai leccacalzini, se potrebbero rovinarlo lo facessero subito, ma sono tanto tanto misericordiosi
      TOSATTI ATTENTO AI CAFFE’ KE TI OFFRONO

      1. Caro “a mano e in lavatrice”,
        io non giudico il dottor Tosatti e non minaccio nessuno. Gli ho solo detto che l’istituzione “Chiesa” perdona ma non dimentica. La Chiesa non sono io, sa? Io sono alla pari come qualunque laico. Quando si dice “Chiesa” si distingue la “Chiesa docente” (papa e vescovi uniti con lui) dalla Chiesa discente (preti, religiosi e laici). Io ho solo la possibilità di assolvere, non di giudicare e condannare, perché non sono né papa né vescovo. E per mio conto il dottor Tosatti è già assolto, perché ha risposto al mio messaggio, rimediando alla confusione.

        1. don, lasciamo perdere il tizio in questione, che è un noto troll che viene qui soltanto a fare perdere tempo, prima si divertiva a prendere in giro “noi”, adesso si è riciclato facendo finta di attaccare “voi”…
          “non diamo da mangiare ai troll”, da qualunque parte vengano…

          1. hai capito no male, malissimo
            rassicuro te, tosatti, il don e tutti: a parte ke sono unA tiziA, non sono un troll.

        2. @Don Ezio Fonio
          Reverendo porti pazienza ma lei erra dicendo “Io sono alla pari come qualunque laico. ” e l’errore è evidenziato dal resto del suo stesso commento.
          La contraddizione mi sembra testimoniare la sua buona fede: però l’errore rimane.

          Io sono un qualunque laico e NON sono pari a lei nelle responsabilità che abbiamo nella comunità dei battezzati e nelle grazie di stato ricevute.
          Bibbia alla mano, a lei è stato dato tanto di più e viene chiesto tanto di più.

          Uno dei motivi della “confusione” post-conciliare, in rapido peggioramento da quattro anni, è proprio che molti di noi laici vogliono insegnare ai preti come fare i preti (al di là di quelle situazioni patologiche in cui anche il suggerimento o addirittura il richiamo di un laico è doveroso) e che molti preti vogliono fare i laici.

          1. @Acchiappaladri

            le auguro di acchiapparne tanti di ladri.
            Venendo a quanto mi ha scritto sulla distinzione tra sacerdoti e laici. Questo vale nell’ordine sacramentale: il sacerdote celebra la Santa Messa e amministra i sacramenti, ma non nell’ordine della dottrina della fede, dove la responsabilità è del Papa e dei vescovi in comunione con lui. Ai preti compete di essere “ripetitori” della dottrina. La confusione post-conciliare non è stata causata in questi quattro anni dall’attuale Papa (Francesco) che ha tutta l’intenzione di fare il papa, ma da sacerdoti che si sono allontanati dalla dottrina: un esempio tra tutti il don Barbero di Pinerolo che celebra matrimoni di preti, di coppie omosessuali e lascia che l’Eucaristia (ormai dire Santa Messa sembra un termine da abolire per molti) sia presieduta da un laico, ecc. ecc.

        3. @ don Fonio
          Mi fá ridere con la sua ingenuità! L’ironia del commento di Tosatti in cui lui si rivela come il “vero” autore del messaggio di Papa Benedetto é talmente evidente a qualsiasi persona che abbia un livello di intelligenza non sotto il normale, che il pericolo di confusione può esistere soltanto per gli ebeti ed i cretini. Non alludo a Lei, naturalmente. Peró mi permetto l’osservazione che talvolta il tacere é molto piú intelligente del parlare a vanvera, come ha fatto Lei in questo caso, e non solo in questo, anche se con la lodabilissima intenzione di difendere l’indefendibile e senza saper distinguere tra “la persona dell’attuale pontefice”, criticabilissima con tutta ragione in molti campi, ed il “papa”: una distinzione che il fondatore della Sua congregazione, Don Bosco, insisteva che i suoi ragazzi capissero e facessero, consigliando loro di gridare non “Viva Pio IX”, bensí “Viva il papa!”.
          Lei invece cerca di negare l’evidenza dei fatti, cioé dei difetti macroscopici della personalità e dell’agire di “Francesco”, a danno della Chiesa, credendo cosí di difendere il “papa”.
          Un errore fondamentale! Il “papa” si difende mettendo in evidenza i difetti di “Francesco”, criticandoli e condannandoli, per la semplice ragione che dal “papa” un cattolico si aspetta a buon diritto ben altro.
          Per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime.
          L’accompagno con la preghiera e col cuore, per il Suo ravvedimento, con l’augurio di Don Bosco ai suoi ragazzi: “Fatti furbo e smettila di blaterare!”

          1. @G. Gervasi
            Ammetto l’ingenuità.
            A proposito della distinzione tra il Papa e l’attuale pontefice, il paragone con don Bosco non regge proprio.
            Don Bosco non aveva alcun motivo per criticare Pio IX, ne fu consigliere per la nomina di molti vescovi in Italia, aggregò Pio IX tra i Cooperatori Salesiani, viceversa Pio IX sostenne l’opera di don Bosco e la sua nascente Congregazione.
            Allora dire Pio IX voleva anche dire sostenere lo Stato Pontificio e farsi nemici tra coloro che invece propugnavano l’unità d’Italia con l’abolizione del potere temporale del Papa (anziché invece con il federalismo).
            Dire il Papa voleva anche dire: oggi obbedisco a Pio IX, visto che non esiste l’essenza del Papa che non sia presente in una persona fisica che ne realizzi il ruolo, e domani a chi verrà.
            Anch’io sono dello stesso parere di don Bosco, anzi preferisco dire “il Santo Padre” ed è sempre sottinteso il Papa in carica.
            Siccome non vedo alcun difetto nella persona dell’attuale pontefice, anzi amore per la Chiesa, ritengo che parlino a vanvera quelli che lo criticano invece di seguirne gli insegnamenti. Se poi molti (quanti?) si aspettavano altro dall’attuale Papa significa che credono di avere un canale di comunicazione con lo Spirito Santo che il papa Francesco non avrebbe (se non è il vero papa) e che, se poi ha, perché è vero papa, sarebbe ancor peggio, perché peccatore impenitente ed eretico. Preghi piuttosto per il suo ravvedimento, non per il mio.

      2. “se potrebbero rovinarlo lo facessero subito, ma sono tanto tanto misericordiosi”

        Qui l’unica cosa che vedo rovinata è la lingua italiana.

        Mostri misericordia almeno verso di essa e non la stupri in questo modo.

        1. @ don Fonio
          Purtroppo non ha capito il punto della mia critica, il che non mi sorprende. E se non vede alcun difetto nella persona e nell’agire dell’attuale pontefice Lei é un cieco, perché non vuol vedere.
          Sia la situazione storica in Italia nel sec. XIX sia i rapporti di Don Bosco non solo con Pio IX e Leone XIII ma anche coi governi piemontesi e italiani di quel tempo mi é notissima. Non vedo causa, quindi, per ringraziarLa di una spiegazione inutile.
          Quanto alle preghiere, é una questione di umiltá e di autocoscienza essere grati per ogni preghiera che viene fatta per noi. Rimandarla al mittente, come ha fatto Lei, significa peccare sia contro la virtù dell’umiltá che, ancora peggio, contro l’autocoscienza, che Lei nella sua lunga vita trascorsa in museo, quindi in una situazione del tutto conciliante alla meditazione, avrebbe dovuto maturare.
          Come diceva Don Dosco ai suoi ragazzi:”Fatti furbo e non blaterare” (Memorie Biografiche, vol. IX, passim).

      1. Caro Claudius,
        il mio amico è ben addentro alle cose del Vaticano. E’ vero: chi perdona dimentica. Dio fa così, ma le assicuro che non fanno così coloro che sono ai vertici della Chiesa.

        1. Ci sono preti e preti! Ci sono preti che amano sentire l’odore delle pecore, come dice il Caudillo Argentino, e che spendono tutto il loro tempo nell’assistenza spirituale, nella confessione, in una celebrazione Eucaristica ben preparata e ben celebrata, nella preghiera comunitaria e personale, nell’incontro con anziani e ammalati. Poi ci sono i preti che amano impegnare il tempo a fare i politici, i sindacalisti, i teologi liberal sui social, i tuttologi e anche ritagliarsi il tempo per non fare un fico secco visto che ci pensa l’8×1000. Credo che la chiesa di Cristo abbia bisogno dei primi! I secondi servono alla neo chiesa liberal-moderna che trova nella teologia della liberazione abbracciata da molti gesuiti sudamericani, come i fratelli Cardenal in Nicaragua, il senso di essere chiesa. Ma, adda’ veni baffone! Il Don Ezio non ha minacciato il Dott. Tosatti, gli ha ricordato solo che ha un amico in Vaticano, che cita spesso il motto dei misericordiosi: “la Chiesa non dimentica!” Ma di quale chiesa parla? Non credo si riferisse alla chiesa di Cristo! Bensì alla neo Chiesa, dove è vietato lamentarsi. Dunque il Don Ezio è su questo blog , mandatoci dal Vaticano per riportarci tutti sulla retta via del nuovo primo comandamento: non lamentarsi!!!!! Ma un motto usato in Vaticano da molti lustri dice: “uniquique suum, non prevalebunt!” Possono dire e fare quello che vogliono, ma…. Adda’ veni baffone!😁😁😁😜

          1. @Ira Divina

            Guardi che io col Vaticano ho niente a che fare, se non che, essendo la sede del Papa, gli devo l’ossequio dell’obbedienza.

        2. @ don Fonio
          Lei asserisce che Dio agisce cosí, ma non i vertici della Chiesa. Vorrebbe forse dire che i vertici della Chiesa non agiscono secondo la mente ed il cuore di Dio? Ma che vergogna! E allora che maestri e che pastori sono?
          Penso al comfessore che dice al suo penitente, congedandolo: “Ma ricordati, figliolo, che Dio ti ha perdonato, sí, ma non illuderti che Lui si dimentichi dei tuoi peccati!” Ma la Sacra Scittura dice il contrario.
          Ricordo, poi, un detto ricorrente nella lingua inglese: “to forgive and to forget”. Non occorre essere Dio per avere la decenza umana di dimenticare le offese che abbiamo perdonato!
          E se i “vertici della Chiesa” non lo fanno, bisogna concludere che sono privi non solo di carità cristiana, ma anche di decenza umana.

          1. @G. Gervasi

            Nessuno può dimenticare i peccati.
            La frase era: La Chiesa perdona, ma non dimentica. Non si tratta di dimenticare i peccati, ma si tratta che se tu hai fatto un torto alla Chiesa, sta pur tranquillo che non se lo dimenticheranno.
            Esempio: il maggiordomo di papa Benedetto XVI gli ha sottratto documenti riservati. Il maggiordomo è stato processato e condannato. Papa Benedetto XVI gli ha ridotto la pena, ma non si è dimenticato del torto ricevuto: il maggiordomo ha peso il posto di lavoro. Lei che è un umano decente l’avrebbe fatto?

          2. Fa bene Don Ezio, si limiti a passare per il bacio della sacra pantofola e non ascolti molto quello che si sussurra a Santa Marta e dintorni.😉

          3. @Ira Divina

            I papi recentemente si sono ricordati che non sono divinità come gli imperatori orientali cui si baciavano i piedi.
            Quindi io non vado a baciare le pantofole di nessuno e cammino diritto senza ascoltare i sussurroni.

          4. Perché è da persone coscienziose riaffidare il posto di lavoro a chi si è dimostrato inaffidabile, esponendo l’ufficio frodato ad una potenziale reiterazione del reato? Mbà!!?!

          5. @PetrusLXXVII

            Il caso del maggiordomo era un esempio per far capire la frase: “La Chiesa perdona, ma non dimentica”.

    3. Invece il catechismo di San Pio X (Deo Gratias!) mi ha insegnato che, una volta assolto dal sacerdote ed ottenuto il perdono dei miei peccati, il Signore non se li ricorda più (non mi “tiene il muso”), azzera tutto e mi fa ripartire con la Sua piena fiducia. Quindi, cari uomini di Chiesa, non siate troppo “antropocentrici”: datevi una mossa, e ritornate alla fede di sempre, non a quella ribaltata dal vostro famigerato C.V II. Pace e bene

      1. Catholicus,
        non è il Concilio Vat. II che ha ribaltato la legge del perdono, sono gli ecclesiastici che non mettono in pratica la legge dell’oblio.

        1. Non son d’accordo, io la direi diversa ed ovvero:
          “sono degli ( degli: alcuni, molti, gran parte, come si ritenga giusto precisare) ecclesiastici che non mettono in pratica sempre o mai la legge dell’oblio.
          LO FANNO, INVECE, QUANDO E CON CHI GLI PARE E PIACE, PER MESCHINITÀ D’ANIMO: MORALE DOPPIA CON LURIDI OPPORTUNISMI E ALTRE MISERIE UMANE APPLICATE CON METODO!”

          O per dirla con altre parole:
          la giustizia non sanno neppure dove abita, la misericordia è fuffa o paravento.

          1. Andrea P.,
            il concetto dell’oblio è lo stesso, solo che lei ha esplicitato con qualche considerazione in più. Io ero stato sulle generali. Purtroppo, è come dice lei.

      2. @Catholicus

        Dio ha perdonato tutti i peccati dell’umanità passata, presente e futura duemila anni fa, quando Gesù Cristo è morto in croce.
        La confessione è per “appropriarci” del perdono di Dio.
        Dio è immutabile, quindi ci ama da tutta l’eternità, nonostante da tutta l’eternità conosca i nostri peccati, anche quelli futuri.
        L’antropocentrismo è proprio l’errore in cui cade lei.
        Il catechismo di Pio X non espone la fede di sempre, ma come era percepita e tematizzata nel 1905. Il Vaticano II è finito nel 1965, quindi il catechismo di Pio X è stato uno strumento di catechesi che ha avuto un indubbio successo ma è durato 60 anni, non 2000.
        Infine, il Catechismo di Pio X fu scritto in seguito ad un Congresso tenutosi nel 1898, mentre il Catechismo della Chiesa Cattolica è stato scritto in seguito al più grande concilio ecumenico della storia. Lei non può dirsi cattolico e definire famigerato e non suo il Concilio.

        1. @ don Fonio
          Pensavo che il catechismo esprimesse la fede di sempre, non di oggi, di ieri o di domani. “Semper idem” ripeteva lo sfortunato Cardinale Ottaviani, che chiese ai Padri conciliari che lo lasciassero morire da cattolico (grande risata dei Padri reverendissimi). Che il Concilio Vaticano II abbia poi modificato la fede cattolica, anche in punti fondamentali, in senso deleterio per la Chiesa cattolica, lo si capisce oggi più chiaramente che mai. Persino Lei lo ammette nella sua critica al catechismo di Pio X. Constata che la fede di oggi non é più la fede di San Pio X, cioé la fede cattolica.
          Colui che si é fatto chiamare con mal celata hybris Francesco non sostiene l’edificio traballante della Chiesa come il suo santo Omonimo, ma lo stá distruggendo del tutto, esplicitando le potenzialitá insite nell’esiziale Concilio Vaticano II.

          1. No, G. Gervasi.

            Io non critico il Catechismo di San Pio X, critico coloro che pensano che il Catechismo di San Pio X esponga la fede di sempre. Non è così. I catechismi sono esposizioni della fede e della vita cristiana che compaiono con l’età moderna: vedi ad es. il Catechismus ad Parochos del Concilio di Trento che rispondeva alle esigenze di contrastare l’eresia protestante. Negli esempi dati non può trovare nulla sui dogmi proclamati dalla Chiesa Cattolica negli ultimi due secoli. Poi ci sono nuovi problemi: nel Catechismo di San Pio X si parla del duello, in quello della Chiesa Cattolica dell’eutanasia.
            Il Concilio Vaticano II non ha modificato la fede cattolica, in quanto ispirato dallo Spirito Santo. Chi pensa diversamente è eretico. I casi sono due: o si converte o si può accomodare fuori della Chiesa Cattolica.

          2. Detto da un prete senza più sale e nemmeno carisma, ci fa capire che siamo sulla Strada Giusta, quella stretta, fuori dalla Chiesa ci vada lei, adoratore di El berghy, quando ho letto al mio Confessore e alla mia Guida Spirituale cosa lei fa e scrive sui blog, prima si sono fatti una sonora risata e poi si sono messi le mani nei capelli. Io dalla Chiesa ci esco quando me lo dicono loro, non quando me lo dicono gli aguzzini di El berghy! Buona fortuna signor sindacalista del Sacro!

          3. @Giusy

            che ci sta a fare in una Chiesa in cui il Papa, secondo lei, è impostore e apostata?

            Rispetto al suo confessore e alla sua guida spirituale, ridano pure e si mettano pure le mani nei capelli, che a stare col Papa non si sbaglia mai.

          4. Ci vada lei DRITTO ALL’INFERNO, signor fonio, leccando i piedi al suo pseudo “papa” impostore, con la benedizione di san gallo e san soros, vostri Santi protettori!

        2. # il Catechismo di Pio X fu scritto in seguito ad un Congresso tenutosi nel 1898, mentre il Catechismo della Chiesa Cattolica è stato scritto in seguito al più GRANDE CONCILIO ECUMENICO DELLA STORIA. Lei non può dirsi cattolico e definire famigerato e non suo il Concilio.#

          PIU’ GRANDE CONCILIO ECUMENICO DELLA STORIA?..
          forse come numero dei partecipanti ma…
          L’albero si riconosce dai frutti!!!

          La formazione dei cristiani seguita a questo concilio fa RIDERE!
          Mia nonna, formata col catechismo di San PioX, a 9 anni ne sapeva più di me fino a 18!

          Ma la cosa che mi fa riflettere è che chi mi aveva “catechizzato” a 18 anni sarebbe poi stato l’unico italiano fra gli autori del CCC: siccome con la nonna alla nonna raccontavo ciò che sentivo a lezione, posso garantire che ciò che io avevo potuto apprendere solo all’ università coincideva con quanto lei aveva imparato dal catechismo di Pio X.

          San Pio X era stato parroco, aveva fatto catechismo, lo sapeva fare bene e aveva trasfuso la sua esperienza nel suo catechismo.

          Chi ha voluto metterlo in soffitta sapeva che avrebbe privato i cattolici dalla sicura difesa contro chi cercava di adulterare i contenuti bimillenari della fede.

    4. mamma mia questi preti “moderni(sti)”:
      http://www.tropeaedintorni.it/i-peccati-del-vescovo.html
      Una donna riteneva che Dio le apparisse in visione.
      Andò quindi a consigliarsi dal proprio vescovo. Il buon presule le fece la seguente raccomandazione: «Cara signora, lei forse sta credendo a delle illusioni. Deve capire che in qualità di vescovo della Diocesi sono io che posso decidere se le sue visioni sono vere o false».
      «Certo, Eccellenza».
      «Questa è una mia responsabilità, un mio dovere».
      «Perfetto, Eccellenza».
      «Allora, cara signora, faccia quello che le ordino».
      «Lo farò, Eccellenza».
      «La prossima volta in cui Dio le apparirà, come lei sostiene, lo sottoponga a una prova per sapere se è realmente Dio».
      «D’accordo, Eccellenza. Ma qual è la prova?».
      «Dica a Dio: “Rivelami, per favore, i peccati personali e privati del signor vescovo”. Se è davvero Dio ad apparirle, costui le rivelerà i miei peccati. Poi, torni qui e mi racconti cosa avrà risposto; a me, e a nessun altro. D’accordo?».
      «Farò proprio così, Eccellenza».
      ♦ Un mese dopo, la signora chiese di essere ricevuta dal vescovo, che le domandò: «Le è apparso di nuovo Dio?».
      «Credo di sì, Eccellenza».
      «Gli ha chiesto quello che le ho ordinato?».
      «Certo, Eccellenza!».
      «E cosa le ha risposto Dio?».
      «Mi ha detto: “Di’ al vescovo che i suoi peccati io li ho dimenticati”».

    1. E’ naturalmente un’ironia di risposta a quei signori che nella foto su Twitter si chiedono chi abbia scritto il discorso di Ratzinger. Rispondo ironicamente che l’ho scritto io. Chi vuole che l’abbia scritto? Ratzinger, naturalmente. La domanda di quei signori è fuori luogo, e insultante verso il papa emerito. Per questo ho scritto.

    1. Don Enzio Fonio malei si rende conto del grado di “degrado”a cui e’arrivata laChiesacattolica?
      Addirittura nessuno si fisa piu’di nessuno,Melloni e Faggioli praticamente sostengono che qualcun altro abbia scritto le parole di Ratzinger al posto di Ratzinger!A lei caro Don Elio sembra che sia tutto normale ?

      1. Due vaticanisti non fanno la Chiesa Cattolica. Se uno guarda indietro, troverà anche che Alessandro VI scomunicò fra’ Girolamo Savonarola, invece si tratta di un falso. Papa Borgia aveva invitato in Vaticano il frate fiorentino ben due volte per parlargli a tu per tu, ma il frate oppose un rifiuto. Si rende conto a che punto di degrado era arrivata la Chiesa Cattolica nel millecinquecento?

        1. Per ognuno il degrado e’quello che vive nel p r oprio tempo,ed e’inutile fare paragoni coi tempi passati.
          Pensiamo ai nostri tempi:perche’ci verra’chiesto c onto daDio di come avremo.impiegato la vita che ci e’data in questo nostro tempo. Questo lei,che e’sacerdote,lo sa meglio di me.
          Dunque lasciamo stare Savonarola e Alessandro VI
          E torniamo ai nostri tempi.Il fatto che si metta in dubbio da parte di due autorevoli vaticanisti ,storicamente nemici del.papa emetito e fans dell’attuale, che papa Ratzinger possa aver scritto il discorso per le esequie del card. MEISNER e’un segno della situazione tragica in cui ci troviamo:la chiesa lacerata da fazioni e cordate che si odiano fra loro,due papi,un papa emerito per il qu a le alcuni ,come Andrea Grillo,invocano l a “soluzione finale”mentre altri lo tirano per l a tonaca per far da capo alla loro fazione.
          Caro Don Ezio non e’un bello spettacolo:non so cosa pensassero i contemporanei delle diatribe fra Alesandro Vi e Savonarola,ma so cosa pensano i fedeli dell a situazione odierna:i piu’sono confusi ed amareggiati.
          Magari a lei non importa Don Ezio. magari lei sente profumo di.primavera della Chiesa dove c’e’tanfo di zolfo.
          O forse le nubi di incenso dei turiferari di Bergoglio hanno ormai invaso ogni cosa.

          1. Gentile Maria Cristina,
            a noi non verrà chiesto conto delle cose che hanno scritto i due vaticanisti. Abbiamo 1 miliardo e 285 milioni di cattolici, quanti secondo lei sanno di tutta questa questione? Il confronto con Alessandro VI era solo un esempio, per relativizzare quell’ansia da fine della Chiesa che caratterizza chi vede l’attuale degrado. Io vedo anche tanto bene, nonostante tutto. Lei esponga le sue idee e lasci perdere espressioni poco garbate, tipo “turiferari di Bergoglio”, tra i quali evidentemente mi accomuna. Voglio dire, se anche l’attuale Papa razzolasse male, io so che la storia è guidata da Dio e quindi non mi inquieto. In ogni caso la questione riguarda papa Benedetto e i due vaticanisti, non l’attuale Papa.

          2. Relativizzare….parola terribile per un cristiano, che fa venire i brividi, specie in bocca ad un sacerdote, che invece dovrebbe accompagnarci verso l’ ASSOLUTO! Ma forse lei non ci crede! Il SANTO PADRE BENEDETTO XVI è stato fatto fuori anche perché strenuo baluardo contro il relativismo! I sacerdoti renderanno conto di ogni anima che hanno scandalizzato o perduto!

          3. Giusy lei nei suoi deliri non si rende conto di stare dando del vigliacco a ratzinger (siccome se la faceva sotto per la sua incolumità allora si è dimesso. Questa la sostanza di quel che dice). Lei non offende solo bergoglio. Si curi perchè é un caso serio il suo!!

          4. Eh no, Enzo Finito, non convince la sua arrampicata sugli specchi in chiusa, fuffa restando il tentativo, dove scrive:
            “In ogni caso la questione riguarda papa Benedetto e i due vaticanisti, non l’attuale Papa.”

            Se riguardasse solo Ratzinger e non Papa Benedetto XVI, forse, potrebbe ancora dirsi questione che non riguarda l’attuale Papa (il punto è che due Papi, attualmente, abbiamo!). E riguarda entrambi i Papi anche perché i due vaticanista di cui si parlava sono noti turiferari bergogliani.
            E dove mal digerisse l’eppure riuscita ed elegante immagine a definirli, potendo dirli corifei, leccacalze o anche leccabrache, ruffiani e molto altro ancora di più.

            Oppure si prenda un alkasektz e non ne faccia una questione seria: seria ed indigeribile faccenda è l’avere come primo tra i vescovi, un ceffo brutto, un dis-graziato (non alludo al suo aspetto fisico sgraziato, sia chiaro, chissenefrega, ci mancherebbe) per papa che, incontinente, evacua ambigue idiozie che, se non va di lusso e son solo soporifere banalizzazioni della fede, sembran bestemmie; sproloqui a ruota libera in cui sembra ispirato da vanagloria, ego iper-trofico, ideologia di bassa lega e stampo sudamericano, da incontenibili frustrazioni di chi ha sbagliato mestiere e vocazione nella vita e cerca di rimediare fuori tempo massimo facendo strane anche di quel che comunque di buono ancora potrebbe; spalmandole, le evacuazioni di cui sopra dicevo, come fosse acqua fresca, una cosa agghiacciante vederlo e sentirlo fare incurante, apparentemente incurabile, anzi, sembrando in costante peggioramento!

            Ed operando da tiranno altro predicando, rivelando anche un certo insano cinismo divertito dove predica misericordia qual paravento o sorta di illusionismo nel pianificare​ con metodo serpentino-gesuitico a tavolino.

            E a lei può davvero sembrare un problema l’uso di “turiferari”?

            Che ci asfissiano seriamente, altrove ovunque e, dei quali, certo, non abbiamo bisogno anche qui, anche in questo blog.

            Non incensando Bergoglio, non incorrerà nell’eventualità di sentirsi riconosciuto tra i turiferari.
            Ben poca cosa, comunque, rispetto a certe velate minacce definibili con linguaggio degno di cosche mafiose tipo “La Chiesa perdona ma non dimentica.”

            Come lei ha poi spiegato, ecclesiastici operano in tal modo ( e ribadisco: modo pseudo-mafioso, subliminal-terrorista, inquietante già solo a dirsi), ancora confermando che il disturbo vero, non è qui, né nell’uso di “turiferari”.

            Che Iddio la benedica.

          5. Ognuno può avere opinioni diverse, però si deve convenire che il Papa è uno solo: Benedetto XVI, che in quanto ha rinunziato non è più papa, altrimenti non se ne sarebbe eletto un altro. “Papa emerito” è solo un titolo onorifico. La Chiesa ha già avuto un periodo con tre papi: uno avignonese, uno pisano e uno romano, ma erano papi effettivi con una giurisdizione. Lo scisma terminò quando due furono deposti e uno rinunziò, consentendo di ripartire da zero. Non è questo il caso.

          6. Titolo onorifico? Si informi accuratamente! E giù le mani dal Santo Padre Benedetto, definire Papa o Santo Padre l’attuale impostore piazzato li dai sangallini, da soros e compagnia okkupante è una autentica BESTEMMIA!

          7. Giusy,
            sul titolo di “emerito” si vada a rileggere il codice di diritto canonico: canoni 185 e 402 e qualunque vocabolario della lingua italiana.

          8. Chiedo venia:
            al commento preced. intendevo scrivere ed avevo scritto rivolgendolo ad Ezio Fonio. L’intervento del programma di scrittura automatica mi è proprio sfuggito.

          9. Per Andrea P.
            Lo si era capito e infatti le ho risposto io. In effetti, anch’io trovo molta difficoltà a inserire le risposte nel posto giusto.

          10. Errata corrige (ancora):
            “..cerca di rimediare fuori tempo massimo facendo STRAME (e non strane) anche di quel che comunque di buono ancora potrebbe;”

  2. ma come, tosatti, ke dici?
    meloni e il suo allievo fagioli sono 2 dei + migliori teologi della scuola di bologna ke la chiesa ha mai avuto e poi sono sempre stati razzingeriani convinti
    parkeggia la makkina in rimessa, così qualke turiferario leccacalzini non può mandar nessuno a tagliarti le gomme

  3. Commentatori e lettori del blog. Lasciamo stare tutte le polemiche e polemichette e prepariamoci piuttosto a ciò che è in preparazione per dopo l’estate e prima della fine dell’anno e che Fra Cristoforo ci ha anticipato sul suo blog anonimidellacroce…..

    1. Chi si prepara all’Apocalisse, si prepara al peggio possibile (letteralmente: il peggio peggior non potrà più essere e segue definitiva vittoria del bene) e, pertanto, quando e se si verificasse quanto anticipato da Fra Cristoforo, non potrà dirsi del tutto impreparato.

      E poi, direi che molti hanno già sgamato il progetto neo-chiesa, il cui inizio forse non sarà con Bergoglio e viene da lontano, ma certo con Bergoglio trova slancio inedito e metodo diabolicamente strisciante per progredire a tappe di marcia forzata.

      Marcia forzata e “Vietato Lamentarsi” recita il monito del despota tiranno ormai in pieno delirio, obnubilato dal proprio potere, incapace di avvedersi che non fa sorridere, ma suona agghiacciante, salvo che il potere l’abbia corrotto ancor più dannatamente, ne sia consapevole e proprio questo effetto terrorista voleva ottenere, da cinico tiranno).

      Nel progetto neo-chiesa, le anticipazioni di Fra Cristoforo non lasciano molti dubbi (o non dovrebbero) sul dove andranno a parare, per quale percorso progressivo-progressista.

      Insomma, è analogo alla questione del programma-agenda LGTB/gender: me lo ricordo benissimo che nemmeno tanti anni fa eravamo in troppo pochi ad avvertire che chi chiedeva il riconoscimento di coppie omosessuali dallo Stato, in questo aveva solo uno dei passi, il prossimo sarebbe stato puntualmente l’adozione figli, con tutto il corollario educativo-pedagogico precocizzato a rafforzamento e promozione sistematica dell’indifferentismo sessuale.
      Ma noooo, esagerati! Si fermeranno ai matrimoni gay! – dicevano in troppi, alcuni perfino facendo assurde distinzioni (“sono favore vile ai matrimoni omosessuali, ma non alle adozioni di omosessuali” ed altre deliranti cripto-gaie amenità) a riprova della loro ottusa carenza logica o illusa cecità beata od anche ipocrisia spudorata.

      Non prevedere almeno quel tentativo dalla chiesa di Bergoglio che vuol lanciare in uscita, oltre punto di non ritorno, la neo Chiesa ispirata dallo spirito dei tempi e dal (Principe del) Mondo (altro che Spirito Santo),
      sarebbe sciocco ed illusorio come la pretesa che i mussulmani che vogliono più cibo halal nelle mense scuole o nei luoghi lavoro, o il riconoscimento del velo islamico hijab o chador sempre e comunque (quando non anche niqab e burqa) si fermino a questo e non vogliano anche il resto della sharia che già hanno introdotto e consolidano.

      Amoris Furbizia, le bestialità già la introdotte parlando a braccio, le altre cose già rese manifeste (inevitabilmente, man mano che un piano segreto si sviluppa deve cedere parti della sua segretezza al piano manifesto) ci consentono già da tempo di capire dove la chiesa di bergoglio, la neo-chiesa voglia e stia andando a parare. Salvo non esser come quei peggiori sordi che non vogliono sentire, è in uscita, sì, ma per allontanarsi da Cristo e farne una nuova che serve allo spirito dei tempi, al (Principe del) Mondo! E che non per caso è sí tanto apprezzata da massoni, atei e mussulmani..
      Non praevalebunt!

      Ma noi, cristiani, cattolici, siamo invitati a far più forte la nostra fede, nostra armatura e scudi, come più potente la nostra preghiera, nostra arma prima, non seconda, nella battaglia!

      E siamo chiamati alla difesa della Chiesa di Cristo, non di Bergoglio, non dello spirito del Mondo o dei tempi.

      Nulla potremmo da soli e con le nostre forze perché trionfi la Chiesa di Cristo su quella della Bergogliolatria, neo Chiesa che tradisce la sua missione.

      Non seguiremo Giuda che tradisce Gesù e gli altri con Lui.

      Non seguiremo neppure Pietro che tradisce Cristo, ma Pietro che ha smesso di tradire, che ha finalmente capito ed è su questo Pietro, infatti, che Cristo vuol fondata la Sua Chiesa.

      Se Bergoglio, un giorno, si ravvedesse, operando per correggersi, seguiamolo lieti: ci guiderà dimostrando d’essere buon Pastore.
      Ma quel giorno non era ieri e, per ora, potendo dire che non è oggi.

      Oggi, al più, pregando perché sia domani o, comunque, quanto prima ritorni migliore buon Pastore: con o anche senza Bergoglio, quanto prima.

  4. Davvero complimenti dott. Tosatti per la sua ottima conoscenza della lingua tedesca. 😕
    @ Nicola: cosa ha anticipato Fra Cristoforo nel suo , purtroppo sparito , blog anonimidellacroce?

  5. LILIANA
    credo che Fra Cristoforo abbia anticipato il probabile cambiamento del Canone della Santa Messa per permettere le cerimonie interecumenichecoi protestanti.
    L’attacco al “cuore” dela Chiesa,laSanta Messa.
    Del resto anche i modernisti del CVII si affannaromo a riformarmare prima di tutto la Liturgia,segno che la Liturgia non e’di secondaria importanza,anzi.

  6. A questi signori che si chiedono chi abbia scritto IL discorso di Benedetto xvl alle esequie del cardinale, auguro di cuore di avere quando avranno 90 Anni di avere la medesima acutezza di pensiero del papa emerito. Grazie a Lei Tosatti per la sua ironia

  7. Chissà perché Raffaele, quando ho letto della sua folgorazione sulla via di Santa Marta ho pensato a un gaio outing più che ad una conversione. Ma lei sa bene che bevo troppo.

  8. Hanno più o meno tutti capito il taglio ironico dell’articolo.
    Poi arriva il cattolico moderno, quello che “Basta con la Chiesa oscurantista del passato: adesso la Chiesa è joia e alegria! A E Y O U IPSILONNE!” a stigmatizzare serio e cupo che queste boutade potrebbero creare confusione.
    Se non ci foste bisognerebbe inventarvi.
    Ma anche no, a pensarci bene.

    1. Isabella,
      io non sono il cattolico moderno, come idea della Chiesa sono rimasto al Medio Evo. Obbedisco al Vaticano II e celebro secondo il Novus Ordus nella maniera più degna possibile, rimpiangendo il Vetus Ordo, l’altare tridentino e la lingua latina. Intanto, non sono arrivato dopo e ho scritto per primo e come altri che hanno scritto dopo, non avevo colto sul subito l’ironia. Comunque, anche così, vedo che all’interno di questo blog c’è stata confusione, non in lei che ha le idee chiarissime, ma in alcuni altri, se va a rileggere i messaggi fin qui postati.

          1. A breve seguì il Novus Horror Show coogestito da celebranti ed assemblea cattoluteranprotestanti.

            Ebbe un discreto apparente successo per un po’: questo grazie al triste fenomeno di massa noto come “utili idioti”

            Poi, convinti fosse giunto tempo per la prossima tappa del programma, si buttarono a tuffo nel progetto di cui avevano già gettato ponti: il Crisislam!

            Ecco: fu allora che cadde l’asino..

          2. @Isabella e Andrea P.

            Novus Ordo degnamente celebrato non ha nulla di sconveniente, se stravolto da complessi musicali, alterazioni delle stesse parole della consacrazione, abusi su abusi, sono d’accordo.
            Invece il Crisislam è un’ipotesi che non ricorre.

        1. Infatti, padre, mi aveva messo il dubbio. Anch’io come lei rimpiango la Messa di quando ero bambino, quella in latino, dove non c’erano le schitarrate e i tam tam, ma il nobile organo, il re degli strumenti (l’unico che può simulare tutti gli altri). Purtroppo nella mia diocesi non c’è modo di assistere alla Messa Vetus Ordo (dipende dal vescovo?) e sono molto arrabbiato per quell’infame che ha tolto la preghiera a San Michele Arcangelo che Leone XIII aveva composto dopo la sua visione. Ricordo che nella sacrestia c’era un inginocchiatoio dove il celebrante, a conclusione della Messa si raccoglieva a recitare questa bellissima preghiera di invocazione. Non c’era un solo motivo plausibile per toglierla.

          1. In realtà un motivo c’era.
            E a pensar male si fa peccato, ma si indovina…

            A margine, recentemente in una Messa in latino il celebrante, alla fine, ha recitato proprio la preghiera a San Michele in chiusura. Era la prima (e per ora unica) volta che ho potuto ascoltarla nei termini in cui era stata pensata (in latino al termine della Messa). Premetto che potrebbe essere solo suggestione, ma sebbene il celebrante la sussurrasse appena, sembrava risuonasse lungo le navate in tutta la sua potenza. Da brividi.

          2. Non mi sembra diverso da quello che ho riportato. E’ più lungo.

            “Quello che mi ha impressionato di più in queste ultime conversazioni con il cardinale defunto era la sua rilassata serenità, la sua gioia interiore e la fiducia che aveva trovato. Sappiamo che per lui, il pastore appassionato e padre spirituale fu difficile, lasciare l’ufficio e questo proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori convincenti e che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo e decisamente sappiano vivere con fede e ragione. Ma anche questo mi commuove, che ha imparato a lasciarsi andare nell’ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca sta per capovolgersi”.

          3. No Gian,
            le preghiere che ci sono ancora in molte sacrestie erano stampate anche in appendice al Messale Romano. Si trovano anche nell’attuale Messale Romano in italiano e soltanto nel testo latino. Non sono state tradotte. Ieri ai sacerdoti era inculcato un tempo di ringraziamento personale da fare in sacrestia dopo la messa. Invece, la preghiera a San Michele arcangelo è altra cosa e fu aggiunta per ordine di Leone XIII insieme ad altre preghiera da recitarsi ai piedi dell’altare al termine delle Messe lette. Poi queste preghiere sono state soppresse il 26 settembre 1964, ma san Giovanni Paolo II nel 1994 invitò a recitarle ancora (sebbene non nella celebrazione della Messa).

  9. Ci sono i preti alla don Milani, come don Ciotti e come don Minutella. Dovendomi confessare preferirei andare dal don che il suo vescovo ha messo in castigo.

    1. Esatto gian, se devo andare da un sociologo o da uno psicologo, sicuramente vado da professionisti laici che lo fanno pure molto meglio,
      andare da un sacerdote significa ben’altra cosa!

      1. Il Sacerdote è nessuno quando ascolta le confessioni e poi propriamente quando dice “Io ti assolvo”, non è lui che assolve, ma presta la voce a Gesù Cristo. Deve solo “discernere” se uno è pentito o no e il proposito, sia che abbia rubato le caramelle sia che abbia commesso qualunque altro peccato, questo da sempre. Poi è bene non cambiare sempre confessore e andare da persona di cui si ha fiducia.

        1. D’accordissimo con lei se ci fosse unità di fede e di morale, purtroppo però ne converrà che se fossi andato da mons. Charamsa a confessare di essere gay e convivente con un uomo, avrei avuto un trattamento un po’ diverso rispetto ad una conversione con Padre Pio…

          1. @ Gregorio Rigoli
            un momento: la differenza tra Mons. Charamsa e padre Pio non sta nella santità del secondo rispetto al primo, ma nel fatto che il santo di Pietrelcina leggeva nelle coscienze e rimandava indietro quelli che non erano pentiti o non confessavano tutti i peccati gravi. Non è detto (almeno io non lo so) che Mons. Charamsa confessasse male e comunque è stato rimosso dall’ufficio e deposto dallo stato clericale perché ha giustificato in pubblico la sua convivenza omosessuale. Certamente, come prete deposto può sempre confessare un morente che non trovasse nessun altro sacerdote. E’ chiaro che anch’io non sarei mai andato da Mons. Charamsa, se avessi saputo della sua relazione.

          2. La stimo moltissimo don Ezio, però non sono d’accordo, Padre Pio aveva una visione morale seria, evangelica, anche quando non aveva il discernimento dei cuori era molto deciso ed intransigente sui costumi, non c’entra nulla la santità o i doni mistici.

            Cambio esempio.
            Una mia amica, diversi anni fa, molto prima di AL, regolarmente sposata, divorziata,
            conviveva con un altro uomo, è andata da un Sacerdote che l’ha sbattuta fuori, in senso lato, poi offesa ha provato con un altro da un altro esponendo, sia chiaro la stessa situazione, e questo le ha dato l’assoluzione, giustificandola.
            Questa manfrina si è ripetuta per anni, andava a confessarsi finché non.trovava quello che l’assoluta.
            Ora, se il sacerdote non conta, doveva essere rimandata o assolta da entrambi, invece così non è stato…
            Avrei molti altri esempi, anche miei personali, ma li risparmio perché ha capito benissimo il concetto.

          3. @ Gregorio Rigoli

            Nei due casi citati, Mons. Charamsa e padre Pio è assai probabile che le cose stiano come lei dice, ma può capitare che un sacerdote che razzola male dica però ai penitenti qual è il comportamento giusto da tenere. Nella pratica, capita che ci sia il sacerdote di “manica larga” da quello di “manica stretta”, e questo vale per tutti i campi della morale. Nel seminario di Torino, molti decenni fa c’era un teologo che insegnava che non pagare le tasse non è un peccato, mentre nello studentato salesiano si insegnava (giustamente) che è un peccato grave. E’ lecito andare da un altro sacerdote se si ritiene insoddisfatti da uno, specie se ha negato l’assoluzione, ma cambiare al solo scopo di trovare quello che dà l’assoluzione non risolve il problema. Detto come lei ha esposto il caso, il comportamento dei due sacerdoti è una contraddizione, tuttavia il sacerdote che ha assolto non ha dichiarato non più valide le parole di Gesù sul matrimonio, ma potrebbe darsi che la penitente abbia promesso di non avere rapporti con il compagno o che il sacerdote avesse valutato qualcuno di quei casi che poi sono stati esposti nell’esortazione apostolica Amoris laetitia. In ogni caso, il problema non è assoluzione sì, assoluzione no, ma far capire al penitente che la confessione è solo un punto di partenza di un cammino, il penitente deve essere accompagnato ed aiutato a compiere un cammino di conversione che porti a prendere delle decisioni magari dolorose. Non si tratta di un automatismo per poter accedere all’Eucaristia.

          4. Ma non bastava Marco alias alias alias alias ad allargare la già ampia autostrada verso la dannazione dell’ Anima? Poi “don”, un Consacrato dovrebbe occuparsi di altro, non di blog. Comunque buona dannazione, ma attento a tutte le Anime che porta sulla sua autostrada. Gesù, per quanto può valere ancora in questa pseudo chiesa bergogliana, ha sempre parlato di STRADA STRETTA. Vada a fare un bel ritiro di meditazione e Preghiera, ma non a santa Marta, e provi a guardare anche al CIELO.

          5. Giusy,
            la prego.
            1. Sa di che cosa dovrebbe occuparsi lei che è una donna?
            2. Ma che idea si è fatta dei consacrati? Il lavoro e il tempo sono una cosa, lo stato di vita (sposato, celibe, consacrato un altro). Esempio: sono stato operato anni fa: l’assistente del chirurgo era una suora. Chi l’ha detto che ci sono attività per laici e attività per consacrati?
            3. Immagino che non mi farebbe gli stessi inviti, anzi sarebbe un orgoglio per lei, se invece io scrivessi che ci sono due papi, che quello regnante è l’Anticristo, che i divorziati risposati non devono in nessun caso accostarsi ai sacramenti e così via dicendo.
            Le chiedo scusa per i toni che ho usato.

          6. Io parlavo di una discrezione, un esempio, una misura che dovrebbe guidare la vita E le attività di un Consacrato che ancora ritenga Sacro il suo ministero, cosa che invece non pare essere ritenuta un Valore da questa pseudo chiesa. La chiesa del suo kapo è un partito, una ong, un sindaco ecc ecc ecc ecc. Siccome mi son rotta di eresie, dedicherò questa mezza giornata di recupero dal lavoro andando ad imboccare persone non autosufficienti in casa anziani. Non lo dico per inventarmi ma per lanciarle un idea di come un Consacrato potrebbe occupare il tempo anziché banalizzare la Religione Cattolica sui blog.

          7. Chiedo scusa per gli errori, ma li fa lo smartphone, non io, comunque vedo che è un po’ per tutti così, dovrei mettermi sulla tastiera una buona volta!

          8. Gregorio Rigoli: “..se fossi andato da mons. Charamsa a confessare di essere gay e convivente con un uomo, avrei avuto un trattamento un po’ diverso rispetto ad una conversione con Padre Pio…”.
            😁

  10. Muy estimado Marco Tosatti:
    excelente y brava su respuesta al señor Alberto Melloni. Ahora resulta ser que hay algunos que son más papistas que el Papa. En un encuentro personal con el entonces cardenal Ratzinger, cuando le dije que en Argentina éramos muchos los que seguíamos sus enseñanzas, me miró y me dijo, textualmente: “nos hace muy bien saber que la Iglesia está con nosotros”.
    El señor Melloni haría muy bien en recordar que el Papa ha sido, es y será siempre, o debe serlo, vicario de Cristo en la tierra y pastor de su Iglesia, no es patrón ni dueño. Que lea el pasaje del evangelio según san Mateo (Capítulo 16), cuando Nuestro Señor Jesucristo designa a Simón como Cefas/Pedro. Pedro y sus sucesores son cabeza de la Iglesia porque son la piedra que sostiene todo el edificio: sólo se puede ser cabeza de la Iglesia si al mismo tiempo se es custodio de la fe del pueblo de Dios, si no sólo se es patrón, no siervo de Cristo

    1. Dalle parole che il cardinale Ratzinger allora vi disse, traspare tutta l’umiltà di quello che sarebbe poi diventato Papa Benedetto XVI.
      E come lei ricorda, l’umiltà rimane una delle virtù principali di un fedele, Papa compreso (anzi, soprattutto per il successore di Pietro).
      Grazie per questo aneddoto.

  11. Don Ezio, certamente, la sua è una battuta a cui neanche lei crede e tantomeno concorda. La Chiesa, la vera Chiesa, la Chiesa di Cristo, dimentica e ancor prima perdona. LAUDETUR…

    1. @Giusy
      lei scrive:
      “I sacerdoti renderanno conto di ogni anima che hanno scandalizzato o perduto!”

      per questo cerco di recuperarne qualcuna scrivendo su questo blog!

      Poi:
      “Relativizzare….parola terribile per un cristiano, che fa venire i brividi, specie in bocca ad un sacerdote, che invece dovrebbe accompagnarci verso l’ ASSOLUTO! Ma forse lei non ci crede! Il SANTO PADRE BENEDETTO XVI è stato fatto fuori anche perché strenuo baluardo contro il relativismo!”

      Scrivevo di “relativizzare quell’ansia da fine della Chiesa che caratterizza chi vede l’attuale degrado” che significa: “non farsi dominare dall’ansia”, mentre il “relativismo” è quella dottrina per cui non ci sono verità assolute.

      Lei dubita della mia fede nell’ASSOLUTO! Fa bene! Cartesio dubitava di essere al mondo! Io invece credo fermamente nell’ASSOLUTO! Così le ho risolto il dubbio cartesiano.

      “Il SANTO PADRE BENEDETTO XVI è stato fatto fuori anche perché strenuo baluardo contro il relativismo!”

      Ma lei che è così devota del Papa emerito perché non si fa dare un’udienza da lui che così le schiarirà le idee: che nessuno l’ha fatto fuori?

      1. Caro don Ezio, più che di risposte eventuali ai vertici della Chiesa, mi preoccupo di quelle che dovrò dare un giorno al Vertice…

  12. Se facciamo il gioco -sarebbe bello sapere chi ha scritto cosa- a me interesserebbe sapere:
    -chi ha scritto alcune parti di AL.
    Si vocifera che sia stato Mons Victor Manuel “Ticho”Fernandez,il gaio autore di Storia del bacio
    -chi ha scritto alcune parti della Laudato si’. Il cattocomunista Leonardo Boff ha millantato in una intervista di essere stato lui.

    1. Ridicolo, far parlare sohnborn di El berghy e di amoris schifezza, è come far parlare Dracula in un reparto di ematologia! Più penoso del solito El Marchetto!

      1. Quel Marco non sono io, non è il solito Marco, il dottor Tosatti può confermare leggendo la mail.

        Avevo già chiesto che quando scrive un omonimo mettesse un numero o una lettera dopo il nome per non confonderci.

      2. Intervista interessante, quella sopra segnalata, a Schönborn, riguardo ad Amoris Furbizia, el pampero e pope-star, i dubia..

        Interessantissima: come chiedere all’oste se il suo vino è buono.
        Chissà cosa dirà, chissà.. 😉

  13. come aveva capito e detto tosatti un pò di tempo fa, vogliono impedire a razzinger di parlare, gli rode o gli fà paura?
    almeno può continuare a respirare? o neanke quello?
    http://www.marcotosatti.com/2017/05/20/ratzinger-a-fumone-burke-a-campo-de-fiori-a-qualcuno-stanno-saltando-i-nervi/

    Bisogna considerare bene la singolarità della situazione. Un papa rinuncia all’esercizio del proprio ministero petrino. Si apre la procedura di successione e viene eletto il successore. Normalmente ciò accade “mortis causa”. Quando la ragione non è la morte del precedessore, ma la “dimissione”, questo fatto apre per la istituzione un delicato caso di possibile conflitto di autorità. Che dovrebbe essere superato dalla “consegna del silenzio” del predecessore. Il quale, nella prefazione con cui esalta le doti del Prefetto Sarah, cita un testo di Ignazio di Antiochia che dice: “E’ meglio rimanere in silenzio…”. Se non solo parla, ma addirittura esalta un Prefetto che ha creato continui imbarazzi alla Chiesa e al suo successore, si apre un conflitto pericoloso, che richiederebbe comportamenti più prudenti e parole più responsabili. Si dovranno prevedere, in futuro, norme che regolamentino in modo più netto e sicuro la “morte istituzionale” del predecessore e la piena autorità del successore, in caso di dimissioni.
    Non può esserci coabitazione. Questo è ora del tutto evidente. Come è evidente che la veste bianca e la loquacità, oltre alla residenza, debbono essere dettagliatamente normate. Il Vescovo emerito deve allontanarsi dal Vaticano e tacere per sempre. Solo a queste condizioni è possibile configurare una reale “successione”.
    non vi è alcun ministero allargato. C’è una successione al papato che è avvenuta senza morte, ma che deve esigere un silenzio e una discrezione che non alterino l’esercizio del ministero petrino da parte del successore. E’ ovvio che chi perde il potere cerca di mantenerlo. E i segretari spesso sognano e brigano molto più dei pontefici…
    stà scritto quà: http://confini.blog.rainews.it/2017/05/19/ratzinger-rinuncia-alla-rinuncia-la-fine-di-un-mito-intervista-ad-andrea-grillo/

    1. @ a mano e in lavatrice

      Le regole per la successione del pontificato non le scrive lei. La coabitazione è possibile e il successore ha più volte espresso gratitudine per la presenza del predecessore, che non mi sembra affatto loquace. Non siamo ai tempi di Bonifacio VIII che fece arrestare Celestino V che pure stava scappando da Roma.

  14. “DIO COME SONO CADUTA/O IN BASSO ”
    Ho preso in prestito il titolo di un film datato se non erro per darvi una notizia che farà felice più di qualcuno/a. La risposta sono persuaso sarà certamente, per chi la darà, di tutto “respiro” . Questo blog mi aveva incuriosito e l’ho frequentato per un periodo per la mia antica curiosità “giornalistica” e ho espresso i miei convincimenti su vari argomenti, ora chiudo e “lascio” con la convinzione che chi [e non tutti] interviene ha solo voglia di considerarlo come la sacrestia dove “ravanare” certezze dialettiche che non possiede. Da agnostico razionale sempre più convinto auguro a tutti UNA BUONA VITA.

    1. Grazie, io le auguro tanta felicità, sicurezza di vita e salute … e, infine, la grazia della conversione finale, anche solo all’ultimo suo (lontanissimo) respiro. Pace e bene, mio caro amico !

    2. Klaus, sa come si dice?
      Morto un papa se ne fa un altro.
      Si immagini oggi che se ne fa un altro comunque, l’altro ancora vivo.

      Il blog se ne gioverà di avere un poco meno di spocchia qui a commentare: la sua.
      Sono quasi certo che non sarò il primo ad averla sopport.. ehm.. notata. 😉

      Anche a lei avrebbe giovato e gioverebbe averne meno; ed invece se ne vuol restare ben aggrappato alla sua spocchia di agnostico razionale (che mi suona tanto affine al patetico, incurabile complesso di superiorità morale della sinistra ideologica, ma forse un caso) poiché, se solo lei avesse appena trovato il coraggio non più grande d’un briciolo, ben più piccolo di un piccolo granello di senapa per mollare un poco la presa dalla sua spocchia di agnostico razionale resa qui manifesta per molti, io credo che avrebbe ben concesso alla Grazia di operare in lei conversione a Cristo.

      Fintanto che lei resterà così fortemente aggrappato alla sua spocchia, lei, ai piedi della Croce, non vedrà mai Gesù Cristo per noi Crocifisso e poi Risorto, ma come con vista annebbiata vedrà solo un uomo: un uomo del suo tempo, storico.

      E vedrà solamente una storia nel contesto della storia umana in ottica materialista.

      E vedrà, (de)sola(nte)mente, l’uomo come figlio di uomo e come risulta di quel materialismo storico (non il Figlio di Dio), con il relativismo che, proprio in chi crede allo spirito del Tempi, finisce inesorabilmente nel conseguire il risultato ingannevole tristissimo di far perdere di vista, ignorando o tradendo, il suggerimento del buono autentico: quello del Santo Spirito.

      Anche se lasciando il blog ritengo che quest’ultimo possa anche giovarsene, le auguro conversione del cuore, mollando la presa da ciò che può trascinarla alla dannazione per tendersi, invece, con scelta di coraggio, verso la Salvezza eterna.

      Faccia umile la sua ragione e trovi il coraggio di fidarsi di Gesù: rischi tutto, si metta in gioco sul serio con coraggio e vedrà che non solo non sarà a detrimento della sua ragione, ma al contrario: ne resterà illuminata come mai prima.

      Naturalmente scoprendo che non brilla di luce propria (ciò che la illudesse a riguardo è certamente luciferino), ma luce riflessa di Grazie, di Bene.. di Dio, onorando nel modo migliore l’esser noi creature ad immagine e somiglianza del Creatore Padre Nostro.

      Del maggior significato della nostra stessa esistenza farebbe scoperta.
      Il che non è cosa da poco e tanto più quando si matura, si invecchia e, solitamente, se non troppo corrotti dal peccato a renderlo più difficoltoso o improbabile, si fa più urgente l’esigenza di dare profondità e autenticità alla nostra intera esistenza: quella passata, quella che ancora ci resta.

      Sia lodato Gesù Cristo.

      1. “se solo lei avesse appena trovato il coraggio non più grande d’un briciolo, ben più piccolo di un piccolo granello di senapa per mollare un poco la presa dalla sua spocchia di agnostico razionale resa qui manifesta per molti, io credo che avrebbe ben concesso alla Grazia di operare in lei conversione a Cristo.”

        Come dissi tempo fa, “anche il si che diamo alla Grazia di Dio è Grazia di Dio”. Padre Bellon ricorda la stessa cosa http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=3014 e del resto è insegnamento cattolico ricordato anche nella dichiarazione congiunta sulla Giustificazione coi luterani, al paragrafo 20, che dice quanto segue

        “Quando i cattolici affermano che l’uomo, predisponendosi alla giustificazione e alla sua accettazione, «coopera» con il suo assenso all’azione giustificante di Dio, essi considerano tale personale assenso non come un’azione derivante dalle forze proprie dell’uomo, ma come un effetto della grazia.”

        Perciò, caro Andrea P, se desidera la conversione per Klaus, per lui, lo ricordi nelle sue preghiere, e il resto del blog (se vuole) faccia lo stesso, di modo da impetrare dalla Misericordia divina la Grazia della sua conversione.

        Per il resto ho apprezzato molto (e condiviso) il suo discorso, ho fatto solo questa precisazione perchè molto spesso tendiamo (noi cattolici) a ragionamenti semi-pelagiani sulla Grazia.

        1. Certamente, era per me sottinteso che lo avessi già, da subito, ricordato nelle mie preghiere, benevolmente sperando e pregando per la salvezza della sua anima come della mia e, comunque impetrando il preservativo dal fuoco dell’Inferno e di salvare molte anime, specialmente le più bisognose di misericordia.. ☺
          Sempre restando ciò che ricordiamo anche nella miglior preghiera di sempre insegnarci dal miglior Maestro di sempre:
          “SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ” (ovvero non la mia).

          1. il preservativo.. come si fa a disattivare questa trappola scema d’un dannato T9?! Ed insomma, intendevo, anzi, avevo digitato “il preservarci dal fuoco”, poi è intervenuto a tradimento T9.

          2. Carissimo Andrea P. Le sue osservazioni sono sempre talmente chiare e luminose che certamente non sarà mai un ingestibile T9 a storpiarle o renderle meno condivisibili. Lei è una bella persona, pura E capace di Fedeltà, di SI o NO, non ha certo bisogno di artificiose e soprattutto ossessive e ossessionanti lenzuola lunghe km per farsi comprendere. La ringrazio e le auguro un buonissima giornata.

          3. E non dimentichi che la Grazia non inficia il libero arbitrio, perciò non può dirsi propriamente in errore il mio invito.

            Ed in effetti, nella disposizione benevola che siamo invitati a cercare non solo per gli amici, ma anche per i nemici:
            Il Vangelo secondo Matteo:
            “Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? ”

            Hai letto? Di merito parla. Ma qual merito mai avrebbe ragione di invitare a guadagnarci se nulla dipende da noi, se la Grazia annullasse quel libero arbitrio che Dio ci concede perché vuol essere amato da amati figli, mica sol adorato da schiavi?
            Cos’è, ci prende in giro illudendoci d’un merito (o per dirla e con Luca: ricompensa) che possiamo.. meritarci?

            “Non fanno così anche i pubblicani?” – prosegue il Vangelo secondo. Matteo.

            E, pensando al rischio di voler essere più realisti de Re (ovvero più cristiani di Cristo) e del suggerir annullamento del libero arbitrio e d’ogni nostro merito possibile ed ovvero senza più libero arbitrio e merito solo Grazia operando e giustificando, mi viene da dire, Marco:

            “Non fanno così anche i luterani?”

            Non credo che valga la pena, per non rischiare pelagianesimo, di ritrovarsi protestanti luteranizzati.

            Beh, anche e soprattutto, direi, se a Bergoglio l’idea non sembra dispiacere troppo, il rischio è pure peggiore!

          4. Estraggo dal CCC, Marco, ma mi pareva questione già sindacati da noi e meglio ancora da altri:

            2002 La libera iniziativa di Dio richiede la libera risposta dell’uomo; infatti Dio ha creato l’uomo a propria immagine, dandogli, con la libertà, il potere di conoscerlo e di amarlo. L’anima può entrare solo liberamente nella comunione dell’amore. Dio tocca immediatamente e muove direttamente il cuore dell’uomo. Egli ha posto nell’uomo un’aspirazione alla verità e al bene che soltanto lui può soddisfare. Le promesse della « vita eterna » rispondono, al di là di ogni speranza, a tale aspirazione”, etc.

            Se la questione non è facilissima, possiamo però provare a rendere in mondo più semplice, senza dover essere .. sempliciotti:
            non, creature, non POSSIAMO fare a meno del Padre Nostro, del Nostro Creatore, Iddio, per salvarci.
            Dio, potremmo dire per dar idea, invece, PUÒ fare a meno di noi ma NON vuole farne a meno perché, bontà Sua immensa, infinita, ci ama.

            Così cooperiamo non per nostro merito, ma partecipiamo per guadagnarci un merito da amati figli. Non subiamo come schiavi, siamo promossi alla dignità di amati figli a Sua immagine, partecipiamo con la nostra libertà perché amore sia corrisposto.
            Oso di più, sperando di non cadere in errore:
            se fosse obbligato, non sarebbe amore, ma una sua farsa, una sua parodia: per sua stessa natura, l’amore non può che essere spontaneo e libero.
            Così non sarebbe amore il nostro, se non fosse anche per nostra libera scelta, ad immagine di Dio che VUOLE (non deve) amarci!

            Ma alcuni, per servir spirito dei tempi ed inseguimento assillante di istanze mondane, rimuovono preziose informazioni per la salvezza degli uomini ( e come si dice: uomo avvisato, già mezzo salvato!), per esser a Dio graditi e dunque amati (non si anche ciò che è sgradito), in un malinteso senso del giusto, del buono, della misericordia che invece tracima in una sua ingannevole e perversa declinazione (falsa misericordia, un buonismo, un pietismo, un perverso -ismo!

            Una broda misericordina insulsa ed insipida a cui far seguire un buon pranzo e buon appetito urbi et orbi, per illudere che ci sia del sale a dar sapore), informazioni utili eppure, per cui avvisare più che si possa, come questa:

            “Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano.”

            Non son certo parole inventate da me, ma quelle di Paolo (Ebrei 11,6, se non ricordo male).

            Ecco: quanto sarebbe più meritevole ed oso dire, quanto più cristiano che El pampero pope-star feticcio di lobby gay e progressisti, idolo dei bergogliolatri avesse affisso le parole di Paolo sopra a ricordare che, senza la fede, non si è graditi a Dio.

            Così, forse, sia lui che chi va a trovarlo, se si fosse distratti dalla sua missione, parlerebbe più pro fide invece di stracciarci le pa.. la pazienza ☺ fin troppo già provata e tentata alla confusione con le sue ossessioni socio-terzomondiste-migrazioniste, ideologico-onusiane e pseudo-marxiste…

            E magari non dovremmo sperimentare l’amarezza di dover sentire un papa che si rivolge ai giovani con sproloqui psico-socializzanti (degni del cartello Vietato Lamentarsi) in cui per mezz’oretta intere non lo si sente parlare dell’annuncio di Salvezza, della Lieta Novella, né del rischio di finire all’inferno, figurati se il piacione della Pampa ne parla a loro), di Gesù, di Dio, della Fede, della Madonna, macché, nisba, ma compiaciuto a spiegargli, da bergoglione qual è, che devono aver fede in se stessi, perché loro stessi sono il futuro..
            Complimenti davvero, c’era tanto bisogno che, ai ggiiovani, un papa insegnasse psicologia da due soldi, anzi, forse per 10 denari che oggi son 10 minuti di celebrità e figurati come scorreggia al cervello d’un ego iper-trofico con mal sopita vocazione frustrata da dittatore fuori tempo massimo, averne di più.

            Qualcuno vada a mettere alla porta di Bergoglio un cartello con Ebrei 11,6 e tolga quella scemata data dallo psicanalista in cerca di notorietà:
            già è sciagura averlo per Papa uno che mostra miglior vocazione come sindacalista, ma che almeno ci conceda misericordia di far finta di prender sul serio il ruolo, la responsabilità, la missione che fu di Pietro.

            Solo Gesù fa tutte le cose nuove: quel cartello sulla porta volutamente reso noto, rendendolo “mediatico”, non è niente di nuovo: è solo l’ennesima bergoglionata!

            Turiferari entusiasti, bergogliolatri ancor più idolatri, ma questo pontificato sembra sempre più un latrato (quando non latrina), manco fossero tutti in sala cinema della megaditta a veder “La corazzata Potëmkin”!

            Ci sarà pure un Fantozzi qualsiasi capace di un singolare atto di coraggio liberatorio che capita dalle parti di casa Santa Marta, no?

            Qualcuno glielo dica che (anche) quel cartello che crede tanto simpatico, interessante, cosa nuova,
            È UNA CAGATA PAZZESCA!

            P.S.: mi scuso con tutti per aver profittato di pazienza nell’ aver scritto​ troppo. Soprattutto mi sento colpevole con l’autorevole e di santa pazienza del blogger, a cui, bontà sua, tocca l’ingrato compito di controllare, moderare, stemperare animi dove occorresse.

            Con tutti mi scuso tranne che con i turiferari, corifei, ruffiani e Vermilinguo bergogliani naviganti: per voi vale solo il monito simpaticissimo: VIETATO LAMENTARSI! Solo bergoglionate vi meritate, finché miglior grazia non vi raggiunga.
            😁

          5. Andrea P.

            Attenzione a non cadere nel volontarismo. Lei scrive che Dio vuole (non deve) amarci. Siccome Dio è Bene Assoluto non può non amarci. Questa è la posizione di san Tommaso d’Aquino e condivisa dalla Chiesa Cattolica. L’altra è quella di Guglielmo di Ockham.

          6. Mi conceda senza troppo deluderla, qualche lenzuolata in eccezione alla regola, cara Giusy: avevo qualche rospo da togliermi dalla gola, può​ capitare dopo troppo leggere commenti di degni leccacalze del Berghy, capirà: si rischia intossicazione. 😉
            La ringrazio comunque e stima ricambiata.

          7. Caro Andrea P. Le lenzuolate portatrici di Autentica Fedeltà alla Dottrina e di Parole di Vita Eterna sono sempre gradite, non lo sono quelle invadenti e manipolatrici, che tra l’altro danneggiano l’udito a causa dello stridore per arrampicamento specchi. Dio la Benedica Sia Lodato Gesù Cristo.

        2. @Andrea P

          Concordo.

          La Grazia non inficia il libero arbitrio, ma diciamo che lo “attua” nella sua vera tendenza al Bene, senza che per questo la libertà venga tolta.

          Per questo Sant’Agostino insegnava che quando Dio corona i nostri meriti non corona altro che i Suoi doni, insegnamento poi ripreso dal Concilio di Trento, che citerà proprio Sant’Agostino al riguardo.

          Quando e se dovesse avere tempo e voglia…. http://www.doncurzionitoglia.com/premoniz_fondamento_predestinaz.htm

          1. Marco: mi rammarico che, nei mio ultimo commento sul tema del ruolo della Grazia in relazione con libero arbitrio, lo stramaledettissimo (per certo da me) T9 sia stato davvero inclemente ma, parrebbe, non abbastanza per stravolgerlo o renderlo indecifrabile.
            Me ne rallegro di questo e spero non abbia dovuto faticare troppo.
            Leggerò senz’altro al link segnalato anche se mi pare di averlo già fatto (in tal caso sarà ripasso).

            La questione, dicevo, mi sembrava già abbastanza sondata (per il T9 è “sindacati”: misteri del programma di scrittura automatica!) e ritengo comunque non facilissimo nella comprensione (riecheggia facilmente la contraddizione logica, già tra Grazia che precede e libero arbitrio che segue).

            Lei, però​, sembra ossessionato da questo argomento, manco fosse tormentato da fantasmi pelagiani.

            Se però, la sua ossessione – faccio solo ipotesi speculativa, intenda bene – fosse dovuta non al dispiacere che altro incorra i errore, ma al fastidio che altro si impegni come può, con amorevole sacrificio, nella via retta e stretta e che, piuttosto che far altrettanto, le venisse più facile tentare di fuorviarlo , distrarlo, affinché non troppo larga sembri la via che segue dove quella di altro è più meritoriamente via piú stretta, ovvero dove a disturbarla fosse quel merito e buttandola in vacca (niente più merito possibile per chiunque), allora le direi che quella fissa non sarebbe troppo onesta e sana (o per meglio dire: non lo sarebbe ciò che la muove e nutre) e che, anzi, andrebbe confessata, sanata.. ☺

            Sia Lodato Gesù Cristo.

          2. Sinceramente non ho idea di come le vengano in mente certe fantasiose ipotesi caro Andrea P. Ad ogni modo legga il link che le ho fornito e vedrà che il merito non viene affatto negato; al contrario, viene affermato.

            Semplicemente si chiarisce che è la Grazia che precede, suscita e accompagna il nostro merito, rendendolo possibile. Da lì proviene la motivazione di quanto detto dal Concilio di Trento, e cioè “mai un cristiano deve confidare o gloriarsi di se stesso e non nel Signore, il quale è talmente buono verso tutti gli uomini, DA VOLERE CHE DIVENTINO LORO MERITI, QUELLI CHE SONO I SUOI DONI” (Concilio di Trento, Sessione VI, capitolo XVI).

          3. Io da cattolico sono consapevole che ogni mio merito è prima di tutto un dono di Dio. Sembra una contraddizione, caro Andrea P, ma non è così.

            È un mistero che va parzialmente oltre la ragione ma non è contraddittorio.

            Scrivo queste cose perché vedo spesso una certa tendenza semi-pelagiana sulla Grazia, tutto lì, non per chissà quale oscuro motivo.

  15. @don Ezio

    Cosa l’attrae verso il medioevo, periodo che anch’io amo sia chiaro, tanto da definirsi un nostalgico di quel periodo della Chiesa?

    1. @Gregorio Rigoli

      Intanto io preferisco usare il termine Età della Cristianità.
      Di quell’epoca mi attrae l’idea condivisa di una società cristiana universale. Davvero in quell’epoca vi era il primato della Religione sopra tutto il resto.
      L’uomo dell’Età della Cristianità era un peccatore, come l’uomo attuale, ma sapeva di esserlo. Enrico IV va a Canossa, Hitler e Stalin no.

    1. In acistampa semplicemente il discorso vero è stato edulcorato, togliendo le parti non eretically correct.
      Come faccio ad affermarlo?
      Ci sono i cinguettii dell’eretica scuola di Bologna a testimoniarlo, sa, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi!

    2. Quindi dottorone? Cosa cambia, che problemi ha? Il dott Tosatti ha dato un ESTRATTO permettendo poi di accedere all’ originale, che farò al più presto tradurre letteralmente da persona di provata fiducia, di traduzioni di giornaletti vicini a santa Marta non mi fido granché. Ossequi e ora, visto che non vuole cadere in basso……buone cose!

    3. Signor Klaus, perché scrive “il vero discorso”? Non mi pare che l’estratto pubblicato da Tosatti stravolga il senso di quanto detto da Benedetto nel discorso integrale!?!!

    4. Giusy non ha detto che non trova la pagina, ha riportato, invece, il messaggio che appare aprendo il link da lei indicato. Come è capitato a me, provando: pagina non esistente, è così che risulta a quel link.

      Ma dire che Giusy dice che non trova pagina è invece un modo serpentino, insinuante: che Giusy abbia mentito, ma ciò non è vero, dove è proprio lei, forse, a farlo, per insinuare su Giusy.

      Mi auguro che lei sia in buona fede.

      Anche se osservo, Klaus, stessa cifra, stessa attitudine nell’insinuazione rivolta a Tosatti dove scrive del “vero discorso fatto alla Messa del defunto cardinale… “.
      Ovvero che Tosatti se n’è inventato o manipolato uno ben diverso…?

      Ma mi faccia il piacere, mi faccia!

  16. Ci sono cattolici e cattoliche che mai capiranno il senso dell’umorismo degli altri e che ( in buona fede) interpretando erroneamente le risposte degli altri partono per la tangente. Ma andiamo a fare la guerra ai veri nemici della Chiesa e di Dio con l’evangelizzazione e la preghiera per la loro salvezza piuttosto. Don Fonio preghi per me grazie.

    1. Caro Nicola,
      mi ricorderò di lei nella messa di domani mattina.

      Chiedo scusa a tutti, perché sono un po’ come i tedeschi. Capisco le barzellette dopo e mi metto a ridere quando gli altri ormai non ridono più, così riprendono a ridere, ma di me. Quindi non colgo subito l’ironia.

  17. Mi perdoni dr. Tosatti, una domanda tecnica.. perché quando inserisco il rimando a un link non mi viene pubblicato il commento? Vedo che altri commentatori riescono a farlo. Come potrei riuscirci?

  18. Caro Tosatti a certi laico-clericaliormai é scoppiato il cervello, evidentemente sono convinti che il BXVI che sta in Vaticano non sia una persona vera ma una mummia del Louvre…. belle la sua ironia…. “mi vien che ridere” di questi papaveri del nuovo sinedrio…

  19. Non per dire, eh, ma i toni usati in risposta da Giusy, e via a cascata, sono parimenti “intimidatori” e del tutto inutili da un punto di vista realmente dialettico. Mi sa che qui avete tutti bisogno di farvi un bagno di #disputafelice per comprendere la sterilità di questo approccio.

  20. Secondo me ratzinger nel messaggio non alludeva affatto a bergoglio. Il testo non conduce univocamente a quella conclusione (oltre al fatto che sarebbe proprio un gesto da fetente peggio che bergoglio)

      1. È rivolto a tutti coloro che hanno ceduto allo Spirito del tempo, se poi uno si sente toccato…
        Sicuramente Melloni ha ceduto da decenni…

    1. Sì può concordare anche sulla non univoca lettura.

      Ma non sarebbe affatto un gesto fetente, perchè mai?
      Ratzinger peggio di Bergoglio, poi, ‘nsepòsentì: forse sul pianeta Urania, forse, ma non ci scommetterei neppure un soldo finto!

  21. Formidabile l’ironia di Tosatti che oggi ci ha strappato un sorriso autentico. Grazie! E grazie anche al nostro don Ezio, che ci ha aperto il cuore di sacerdote intimamente convinto della superiore solennità e bellezza del vetus ordo. Quanti nostri preti saranno, magari segretamente, come lui? Sempre di più, credo.
    Infine il grazie più grande, quello rivolto al pastore universale BXVI. Le sue parole, indirizzate all’amico defunto, sono di una bellezza sublime e ci ricordano come si esprime in simili circostanze umanamente dolorosissime un cristiano che crede veramente in Gesù Cristo e nella vita eterna da lui promessa.
    Sia sempre benedetto il nostro amato Benedetto!

    1. Forse quello che da’ sui nervi a Faggioli e Melloni non e’tanto una supposta allusione al papa regnante ma l a differenza,che salta agli.occhi di chiunque fra il discorso del papa emerito,le sue parole realmente piene di fede e devozione,e il modo di parlare allaa “garibaldina” cui ci hanno abituato questi quattro anni di rivoluzione ecclesiastica.”

      Un cristiano che crede veramente in Gesu’Cristo e nella vita eterna”
      Eh,si’questo non possono proprio perdonarglielo a Ratzinger:che lui ci crede veramente e si nota la differenza!

      1. @ Maria Cristina

        ci credono tutti e due: solo che Benedetto XVI ha una cultura e raffinatezza nello scrivere e nel parlare superiore a Francesco. Inoltre, Benedetto è persona di indole mite e molto umile. Ma così è. Noi dobbiamo stare alla dottrina e accettare i limiti delle persone, a partire dai nostri.

        1. Quindi se il suo cosiddetto”papa” le dice che può bestemmiare in Chiesa lei prostrato al kapo, come state facendo con amoris schifezza, lo farà, sennò è disobbediente!

          1. Ma Giusy,
            che esempio del cavolo fa?
            Io seguo la dottrina del Papa contenuta in due encicliche e due esortazioni apostoliche. Il resto può piacermi, non piacermi o piacermi così così, ma non è dottrina.

          2. Le parole di Benedetto non vanno interpretate secondo i propri comodi. Chi ne trae un’interpretazione maliziosa, cioè una critica nei confronti di questo pontificato, è invitato a leggersi (o rileggersi) queste bellissime parole di Benedetto nei confronti di Papa Francesco: “Grazie soprattutto a lei, Santo Padre! La sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio».

          3. Marco alias alias alias alias alias ci dia un po’ di respiro andando almeno per un po’ dal suo amico tornielli, si rilegga, i nove decimi di commenti sono suoi. PIETÀ!

          4. Per l’ennesima volta le comunico che io ho scritto solamente come Marco 2 ( escluse le due volte come Marco). Se lei vive di sospetti non so che farci.
            Non vedo poi perché togliermi il diritto di dire la mia.

          5. Le faccio notare, giusto per riportarla con i piedi per terra, che su questo argomento lei è intervenuta 23 volte, io, compreso questo, appena 3.

          6. Come Marco 2, poi quelli con gli altri nick li dimentichiamo!!!! Comunque giusto, per il discernimento caro a tutti i costruttori di autostrade, bisogna distinguere fra i 100 km di commenti su qualsiasi argomento precedenti E quest’ultimo caso, solo tre, quindi assolto. Un abbraccio.

          7. @ Giusy

            Si può forse bestemmiare fuori di chiesa? Poi, a parte l’assurdità di un ordine del Papa, non mi risulta che i papi e in particolare l’attuale abbiamo mai dato “ordini” di fare qualcosa. La morale non obbliga nessuno a cercare un altro compagno dopo un primo fallimento matrimoniale né uno è tenuto ad avere rapporti sessuali perché in certi casi non sono da considerare peccato mortale…

          8. Facciamo così “don” che ha perso il Sale, io la ignoro e lei mi ignori, anche perché io di solito per CONFERMARE LA MIA DEBOLE FRAGILE FEDE vado da SANTI INTEGERRIMI SACERDOTI, non da sindacalisti, attivisti ong, o amministratori a tavolino del Sacro. Mi dispiace ma, con Maria De Liguori, è la misericordia buonista e a buon mercato che conduce più facilmente all’inferno, e quella strada la lascio a lei….ma probabilmente come Sosa, neanche lei crede all’inferno. Si diverta pure coi trollettini che le danno tanta soddisfazione, con me perde tempo e non mi sposta di un millimetro, nemmeno se mi tortura, GRAZIE a quei Santi Sacerdoti di cui sopra.
            Se lei pensa che non rispetto il suo sacerdozio è perché lei per primo non lo rispetta e ne ha dimenticato il VALORE IMMENSO LA SACRALITÀ LA BELLEZZA. Adieu, buona fortuna, “don”fonio.

          9. Giusy,
            guardi che io credo all’inferno. Non anticipi lei quello che pensa che gli altri credono o no.

          10. Giusy, questo è il terzo argomento sul quale dico la mia (escludendo una semplice domanda fatta al mio omonimo nel quart’ultimo): nel primo lei è intervenuta 12 volte, io 8; nel secondo lei è intervenuta 13 volte, io 12 (spesso per rispondere a lei); in quest’ultimo lei 22 ( o 23?), io, comprendendo questa, 4 volte. Ora, se la matematica non è un’opinione…
            Se poi lei è ostinatamente convinta che io scriva con altri nomi… beh, io non so davvero cosa farci!

          11. Non so cosa farci neanche io se lei, Marco, Stefano 2 alias alias alias alias alias siete fatti con la fotocopiatrice. Un bacione! Ps anche io intervengo quasi sempre solo in risposta ai multinick che ci vogliono rimbambire, mi serve per mantenermi VIGILE!

          12. Ora basta Giusy, non è che ogni persona che entra qui che si discosta di un millimetro dalla linea dominante nel blog ha a che fare con me.

            Il dottor Tosatti legge le mail e vede gli ip, basta. Marco 2 è un’altra persona, alla quale avevo chiesto gentilmente di mettere un numero o una lettera dopo il suo nome di modo che non ci confondessimo.

            Non è possibile che lei ( e quell’altro, Stefano, che vomita ogni tipo di insulto e di offesa) aggredisca in questo modo ogni persona che interviene nel blog che non è allineata in tutto e per tutto.

        2. forse perchè Benedetto è di indole umile e mite ci si può permettersi di imporgli il silenzio totale, di sbeffeggiarlo?
          Forse perchè Bergoglio è di indole autoritaria e non ammette critiche , bisogna trattarlo come una divinità?
          Forse che i vaticanisti devono essere forti con i deboli e deboli con i forti?
          “noi dobbiamo stare alla dottrina” : su questo mi trova d’accordo caro Don Ezio.
          Marco Tosatti sta alla dottrina, non gli va bene però che molti vaticanisti infieriscano sul papa emerito che ormai non ha più potere per cortigianeria verso il papa regnante.

          1. Per Maria Cristina.
            I due vaticanisti hanno un loro modo di procedere come il nostro Tosatti ha il suo.
            Io penso che non sia il caso di ipotizzare che un messaggio personale per cardinale defunto amico sia stato scritto da persona diversa dal Papa emerito, come pure penso che il Papa emerito non volesse riferirsi al suo successore: non credo proprio che sia il tipo di farlo. La barca di Pietro ha corso il rischio di essere capovolta molte volte, anche durante lo stesso pontificato di Benedetto XVI e non per colpa sua. L’espressione “la dittatura dello spirito del tempo” è quella che durante il suo pontificato Benedetto chiamò “relativismo” e il suo successore “pensiero unico”. Il relativismo toglie ogni vigore al cristianesimo come espressione di Verità, il pensiero unico è il pensiero laico, illuminista e libertario, che a livello di opinione pubblica e di stati si sta, direi, consolidando. A quel punto l’opera del demonio sarà compiuta.

      1. Ahahahah… Nemmeno ci avevo pensato! Il mio cognome viene dalla bassa lodigiana, il suo dal Piemonte. Zone limitrofe… L’etimo è sicuramente lo stesso. Ma le garantisco che preferirei chiamarmi Razzinghi o Pacello… 🙂

    1. sulla mail indicata nel forum?
      Eh lo so è un problema, non riesco a ricevere nulla se non da quelli a cui in precedenza ho spedito qualcosa. Deve esserci qualche filtro che non riesco a disabilitare. Perciò ti dicevo della mail temporanea

  22. OT
    “Sa di che cosa dovrebbe occuparsi lei che è una donna?”
    Un giorno, a bocce ferme e quando quest’epoca di confusione sarà relegata ai libri di storia, si potrà sviluppare una riflessione seria su una certa misoginia che investe, più o meno consciamente, una parte dei consacrati e anche parecchi laici “impegnati”, fornendo oggi una delle armi più affilate ai nemici della Chiesa.
    Ma è un discorso troppo variegato e ricco di sfumature, mentre l’attualità ci presenta ben altre priorità.
    Fine OT

    1. Per favore, non metta le parole “donna” e “bocce” nello stesso post che è molto poco cattolico e troppo bersagliano. Poi non parli di “bocce ferme” che sa molto di silicone 😀 😀 😀

      1. La ringrazio dott Tosatti perché lascia veramente spazio a tutti, anche ai trollettini reduci dalle canne, così a tutti è ben chiaro in che mani ci consegnamo se nessuno osa opporsi a El berghy e ai Suoi fanatici seguaci che continuano con la militarizzazione della Santa Chiesa. Magari leggendo questi trollettini la gente capisce che si sta instaurando un regime peronista in vaticano/Santa Marta. Infatti solo nei regimi totalitari il dissenso è così violentemente attaccato/ censurato con ogni mezzo, Trolls cannati compresi.

    2. Condivido il punto sulla misoginia più​ o meno consapevole che investe alcuni consacrati e laici impegnati, “fornendo oggi una delle armi più affilate ai nemici della Chiesa.”.

      Per questo son meno convinto, infatti, che non sia da farsi subito, quella seria riflessione.

    3. Per Isabella.
      Il problema è che siccome Giusy mi dice che cosa dovrei fare, potrei anch’io fare altrettanto. Gliel’ho lasciato intuire e chiesto scusa, perché non sono misogino. Chiedo solo che si discuta nel merito e non in base ad accreditamenti.

      1. Don Ezio
        I toni si sono alzati e anche io ho fornito il mio contributo e di questo me ne dispiaccio e mi scuso.
        La sua frase mi ha però fatto ripensare a tutta una serie di atteggiamenti che ho riscontrato sui quali, come scritto, un giorno andrà fatta una riflessione. Ovviamente non è questo il luogo e il momento.
        Come fedele le devo tutto il rispetto che la sua condizione di consacrato mi impone, ma mi permetto però di darle un suggerimento.
        Se il reagire sull’onda emotiva porta spesso poi a rimpiangere ciò che si è detto o scritto, per lei che è sacerdote la questione è ancora più seria. Perché quando io dico o scrivo qualcosa di sbagliato, chi mi ascolta o mi legge si farà una brutta impressione di me. Quando lo dice o lo scrive lei, ci sarà sempre qualcuno che risponderà “ecco, visto come ragiona la Chiesa?!”
        È sbagliato, lo so anche io: ma così va il mondo e immagino che lei lo sappia meglio di me.

        Per questo mi sono permessa di ricordare che questa misoginia latente purtroppo in alcuni settori della Chiesa esiste (non mi riferisco a lei, che ha poi spiegato la sua frase, ma a qualcosa che probabilmente nasce dalla “famosa” lettera di San Paolo, in realtà un inno alla donna – e all’uomo – come creature predilette di Dio nella loro particolarità e diversità con un fraintendimento in una visione tipo Sharia) e chi periodicamente attacca la Chiesa ha buon gioco nello sfruttarla. Tutto qui.

        1. Senta, Isabella.
          Sulla misoginia potrà eventualmente aprire un’altra discussione, quando gli parrà opportuno.

          Quanto all’opinione che la gente possa farsi della Chiesa leggendo i miei commenti, mi consenta: io non sono la Chiesa come lei non è l’Italia o l’Unione Europea. Per molti di questo blog ci sono due papi, di cui il secondo sarebbe la causa di tutti i mali odierni e futuri della Chiesa. Io, invece, sono uno dell’oltre mezzo milione di sacerdoti nella Chiesa e non credo di avere dalla gente la stessa attenzione che ha uno dei due papi. Inoltre, lo sconcerto della gente non può derivare dal fatto che un sacerdote scrive su un blog in difesa del Papa, ma di tanti sacerdoti che, purtroppo, hanno macchiato gravemente l’immagine della Chiesa, facendo violenza all’integrità di tanti minori.

          1. Niente, non ci capiamo.
            Pace.
            O meglio, che un prete non capisca che, volente o nolente, non rappresenta solo se stesso mi stupisce in negativo. Anche se dovrei essere abituata alle sorprese negative.
            Non le piace che le persone identifichino spesso i preti con la Chiesa?
            Le svelo un segreto, ma non lo dica a nessuno: è proprio questo uno degli aspetti della vostra missione, quando si parla di anime che vi sono affidate. E la missione comprende anche la testimonianza di cosa sia la Catholica, non di cosa siate voi. Una parola mal detta può allontanare un fedele (solo io ho conosciuto gente che non mette più piede in Chiesa perché “il tal prete è insopportabile”?) come una detta al posto giusto può riavvicinare chi sembrava lontano.

            Anche a me non piace che, all’estero, mi identifichino come “l’italiana all’estero”. Ma proprio perché so come funziona, evito comportamenti che possano dare fastidio, in primis per me stessa e in secondo luogo perché sarebbero una cattiva pubblicità per l’Italia e altri italiani. Non sempre le cose vanno come vorremmo che andassero.

          2. Per Isabella

            E’ lei che non vuol capire.

            Se ci sono due papi, come alcuni sostengono, quale dei due rappresenta la Chiesa?

            Se c’è mezzo milione di preti a questo mondo ciascuno di essi rappresenta la Chiesa? Quindi anche il parroco di Capo Rizzuto e i preti pedofili rappresentano la Chiesa?

            La Chiesa è rappresentata dal Papa, se uno si allontana dalla Chiesa per una parola mal detta, ma che razza di fede ha? Mia madre mi insegnava di rispettare i preti e che non si va in chiesa per il prete ma per il Signore.

  23. Rispetto alla metafora della barca della Chiesa che sta per rovesciarsi , l’immagine non è nuova ed è tipica di Benedetto XVI

    “Identica immagine era stata usata dall’allora cardinale decano Ratzinger nella messa con la quale si aprì il conclave del 2005 chiamato a eleggere il successore di san Giovanni Paolo II: “Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l’essere fanciulli nella fede? Risponde san Paolo: significa essere ‘sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina’. Una descrizione molto attuale. Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero. La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde, gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via”.

    Aprendo l’Anno della fede, Ratzinger disse: “Abbiamo visto che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando anche con vento contrario, con tempeste che minacciano la nave e qualche volta abbiamo pensato: ‘Il Signore dorme e ci ha dimenticato’”.

  24. Io seguo Scrittura, Tradizione e Magistero, altro che “la dottrina del papa”, come se ogni papa avesse una sua dottrina, diversa da quella degli altri (nel qual caso essa varrebbe come il due di picche, non essendo il papa il padrone della dottrina, ma il suo servo, sebbene non tutti riescano a capire questo “difficile” concetto).

    1. Per qasdfghj

      1° il papa Francesco ha detto di attenersi alla dottrina del CCC.

      2° La Scrittura, la Tradizione e il Magistero si sono sviluppati attraverso persone umane, in particolare il Magistero sviluppa la dottrina, non si è concluso con la morte del primo papa. Ecco perché ho parlato di dottrina del Papa, che significa insegnamento.

      3° Purtroppo, neanche lei, come molti altri in questo blog, riescono a capire il “difficile” concetto che abbiamo un solo Papa, si chiama Francesco, servus servorum Dei, non di una dottrina astratta. Perché se no nessuno avrebbe alcun diritto di appellarsi a Familiaris consortio, scritta da un altro papa.

        1. @Andrea P.

          Non avevo letto l’articolo, ma conosco il Socci-pensiero.

          Il problema è che tutti coloro che pensano più o meno come Soci credono di essere profeti ispirati dallo Spirito Santo.

          Ci sono anche errori teologici nell’articolo:
          – dal momento che il papa è comunque un vescovo come ci sono vescovi emeriti, ci sono arcivescovi e patriarchi emeriti ed ora anche un papa emerito;
          – la figura del Papa emerito non è inedita, è il primo papa che ne ha beneficiato da vivo. Già Gregorio XII fu ricordato come papa emerito. Poi Papa è il titolo del vescovo di Roma quindi papa emerito = vescovo di Roma emerito, così come può esserci un patriarca emerito;
          – il vestito bianco non fa il Papa, i papi vestono di bianco dal tempo di Avignone, prima erano ugualmente papi;
          – se il Papa emerito sostiene la Chiesa con la preghiera e viene consultato dal suo successore, non toglie nulla all’autorità del successore; dire che si tratta di un ministero allargato è un’immagine “ecclesiale”, non un ruolo “canonico”;
          – il papato fu considerato in passato un grado del sacramento dell’ordine sacro, e uno diventava papa con l’incoronazione; poi fu stabilito che uno è papa dal momento dell’accettazione ad elezione avvenuta.

  25. Gentile dott. Tosatti, purtroppo la traduzione “… anche se a volte la barca si è riempita e sta per capovolgersi” non mi vede d’accordo nella sua seconda parte. Infatti, se il mio tedesco non mi tradisce, la versione corretta sarebbe “… anche se a volte la barca si è riempita fin quasi a capovolgersi”, che ha – come ovvio – ben altro significato, in quanto rivolta tutta al passato e non ad un imminente futuro.
    E, se questa mia traduzione fosse corretta, ci rimarrei male anch’io, perché è proprio Bergoglio che sta facendo capovolgere la barca!

    1. Caro Maurizio,
      ho preso questa traduzione da Vatican Insider, che come sappiamo è ben attento a questi dettagli.
      “Sappiamo che per lui, il pastore appassionato e padre spirituale fu difficile, lasciare l’ufficio e questo proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori convincenti e che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo… Ma ha imparato a lasciarsi andare nell’ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca sta per capovolgersi”.

      http://www.lastampa.it/2017/07/16/vaticaninsider/ita/vaticano/le-parole-di-benedetto-xvi-sulla-serenit-del-cardinale-meisner-tJVOw8VKydZJYys7A6dB0K/pagina.html

  26. Cavoli! Qui serve un esame filologico del messaggio del Papa Emerito, con tanto di edizione critica!
    Suggerirei di disimpegnare filologi ed esegeti di patristica, impegnati sui testi di gregorio di nissa sulla processione dello spirito santo, e di applicarli immediatamente a capire quando la barca di ratzinger sta per capovolgersi 😀

  27. Sinceramente non comprendo perché avviare una tale polemica (mi riferisco a Melloni). Da sempre i politici ed anche i papi hanno la facoltà di avvalersi di collaboratori per scrivere qualcosa. Ai tempi di Obama si osannavano le doti del suo ghostwriter. Mi pare evidente che l’intento è di colpire qualcuno. Ma a questo punto ci dobbiamo anche domandare chi ha scritto Amoris laetitia? Perdonate la mia ingenuità.

    1. Lo stile è quello di Benedetto XVI. E vista l’amicizia che lo legava da una vita a Meisner, credo che supporre che abbia commissionato a qualcuno un ricordo personale è semplicemente assurdo. Sbaglierò, ci vedo una volontà malvagia.

      1. Mi pare una ragionevole considerazione: perché delegare altri per esprimere un caro ricordo personale?
        Oltretutto trattandosi di persona che ha già mostrato a lungo i tratti di una personalità anche delicata, di apprezzabilissima sensibilità, richiamando già nei gesti la presenza d’un animo gentile, mica l’animo d’un buzzurro aggraziato come uno scaldabagno e dai modi spicci e rozzi che son più opportuni per esercitare il mestiere di buttafuori.

        Pertanto, mi sembra anche ragionevole poter intuire, allora, una disposizione malevola, maligna nel supporre che non sia farina del suo sacco, ma ricordo commissionato.

        Sarebbe ragionevole quel supporre dove facoltà intellettive, capacità di intendere di Benedetto XVI fossero inficiate in modo grave.

        Il caso lieve, invece, credo consentirebbe senza malizia di immaginare una supervisione del testo, non una commissione ad altri.

  28. Noi ci meravigliamo di questo accanimento nel predicare un’accoglienza che l’Italia impoverita (anche per sua colpa) non e’ in grado di dare. Non e’ che la conseguenza del profondo cambio di marcia dell’attuale pontificato, tutto dedito ad una visione prevalentemente orizzontale del messaggio cristiano, nel quale sembra che conti solo la realizzazione della giustizia sociale su questa tera. Si dimentica che tutte le ricette radicali inventate a tal fine hanno dato esiti disastrosi per l’umanita. Il primo di essi è’ l’oscuramento della fede in Dio e l’incomprensione della sua parola. Leggete A.M Valli che propone il ritorno al Credo, come aveva fatto Paolo VI che ne commissiono’ una stesura delle verita’ eterne a Maritain. Non credo che il suggerimento potra’ essere accolto. Voglio sottolineare l’alleanza, sotto gli occhi di tutti, tra i nostalgici delle soluzioni di sinistra, che pensano di avere adesso una chance inaspettata di rivincita, e i secolaristi che vedono con gioia la messa da parte dell’antropologia cristiana e quindi non hanno più ‘ tra i piedi l’unica resistenza che veniva in occidente dalla Chiesa cattolica, Valli ricorda che Maritain, letto il catechismo olandese, previde l’esito disastroso che avrebbe avuto sulla chiesa locale che l’aveva partorito. Sara’ una mia idea fissa, ma quello che verra’ da questo nuovo corso e’solo un ulteriore progresso dell’apostasia in atto . I progressisti non sono capaci di riprodursi e lasciano il deserto dietro di se’.

    1. Gentile Sabino,

      Gesù nel Vangelo ha parole molto chiare sull’adulterio, sul matrimonio ecc. Eppure in Mt 25 al giudizio universale non una parola del tipo: Sei stato fedele a tua moglie, non hai commesso adulterio, quindi sei stato fedele a me, ma: avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero ignudo e mi avete vestito, ero pellegrino e mi avete ospitato. Non trovo appigli nel Vangelo del tipo ero immigrato e mi avete lasciato affondare nel mare. Vorrà pur dir qualcosa se lo stesso Signore ha proclamato quella che potremmo definire la prima enciclica sociale ante litteram.

      1. Per favore don, guardi che i negroni in arrivo dalla Libia prima di partire chiamano un numero satellitare e avvisano che stanno partendo “Pronto, venite a prenderci che stiamo per fare i naufraghi” e quelli delle ONG sono a pochi passi pronti a intervenire. Basta raccontare storielle per i grulli e, peggio ancora, richiamare il Vangelo per giustificare il mercimonio indecente che sta distruggendo il futuro del popolo italiano. Questi ci stanno truffando alla grande con la vostra complicità pelosa, più o meno consapevole, nel caso del boss in bianco certamente consapevole e voluta. Il nostro prossimo è chi ci vive accanto, non chi arriva dall’altra parte del mondo ad essere salvato in mare come finto naufrago davanti il bagnasciuga della Libia. Basta con questi ricatti morali che vi squalificano come i nuovi profanatori del Tempio. State distruggendo il futuro dei nostri bambini, infami!

          1. (anche perchè il cuore, molto vicino al portafogli ormai, ce l’hanno solo quelli che fanno affari con questa nuova tratta degli schiavi o quelli che vivono talmente lontani da queste situazioni che “non glie ne puo’ fregar de meno”)

          2. Una voce fuori dal coro Gian…. sottoscrivo, convinta che tu hai un grande cuore e aiuti tutti…..ma di certo non per ideologia o con il salame sugli occhi o per fare contento il governo, o l’Europa, o le lobby che ci stanno dietro e ci speculano.

        1. Caro Gian,
          di bambini nativi da italiani ce ne sono più pochi.
          Rimane il fatto che quelli che lei chiama “negroni” sono amati da Dio, così come ama anche noi.
          Si tratta di un fenomeno epocale che va governato, ma la soluzione politica ed economica non può escludere che chi sta naufragando non debba essere salvato.
          Chi pensa diversamente non è degno di appartenere al regno animale, non al corsorzio umano.
          Esistono infatti, gli uomini – lupo, bambini dispersi nella foresta che le lupe hanno trovato, allattato a adottato. C’è una solidarietà tra i Primati: un giorno in uno zoo dell’Europa (adesso non ricordo quale) una mamma (umana) gli scappa dalla presa il bimbo che aveva alzato perché vedesse meglio i gorilla nel loro recinto. Il bimbo cade all’interno. Un gorilla femmina si accorge e temendo che qualche maschio andasse a calpestarlo e ucciderlo, si affrettò verso il bambino, lo raccolse delicatamente, lo accarezzò e lo porse alla madre. Così.

          1. E certo i bambini nativi da italiani non aumenteranno perchè il Vescovo di Roma apostrofa come “conigli” chi ne ha più di tre… per lasciare il posto ad altri?
            I bimbi dopo il terzo non sarebbero amati da Dio come i primi tre?
            Non godrebbero dell’opera salvifica di Cristo?
            Non è che per caso si potrebbero riferire anche a loro le parole “lasciate che i piccoli vengano a Me?”

          2. Caro don Ezio, nell’immediato dopoguerra nascevano molti più bambini, anche perché c’era più ottimismo dopo tanta distruzione e si guardava al futuro con fiducia ed entusiasmo. Oggi la situazione è completamente ribaltata, l’invecchiamento della popolazione e la decrescita demografica si risolvono con la politica, non con il buonismo e nemmeno con la trasfusione di popolazioni dall’Africa come sta avvenendo. Chi arriva non sarà altro che un aggravio di problemi per mancanza di professionalità e inattitudine al lavoro, buoni solo per mansioni di manovalanza sottopagata, quindi sfruttata. Senza contare l’impossibilità di integrazione a causa dell’abissale differenza culturale, religione inclusa. E’ chiaro il disegno massonico nell’invasione in atto, decisa a tavolino per destabilizzare i popoli d’Europa. E’ scandaloso vedere la chiesa complice di questo disegno massonico.

      2. Il Vangelo non e’una enciclica sociale caro Don Ezio,altrimenti voi sacerdoti sareste degli assistenti sociali.So che alcuni di voi si sentono tali,invece che consacrati a Dio e al suo culto:hanno sbagliato mestiere.

        1. @Maria Cristina

          Se lei ha ragione, allora gli evangelisti non hanno capito niente di Gesù Cristo; urge quindi un concilio di Trento bis che aggiorni i vangeli ed espunga tutto ciò che riguarda i poveri, anzi già che ci siamo anche la lettera di Giacomo e i passi di san Paolo sull’Eucaristia dovrebbero essere tolti dal canone delle Sacre Scritture.

      3. Gentile don Fonio, se uno vuole citare la parola di Dio e cioe’ la Bibbia, non puo’ scegliersi i brani che vuole , ma potrebbe ricordare anche quello che dice S. Paolo nella lettera ai romani a proposito di adulteri e sodomiti. Poi non si dovrebbero attribuire all’interlocutore intenzioni che non ha espresso. Chi sta per annegare deve essere soccorso, ma anche per la sua incolumità’ non deve essere incoraggiato a trasferirsi in massa in un paese che non ha risorse per tanta gente. Lei cosa pensa che faranno i migranti, attratti anche da una propaganda ingannevole? Faranno i mendicanti nella migliore delle ipotesi e taccio delle altre perche’ lei le conosce. Lei non pensa che dietro questa migrazione ci sia anche il disegno di islamizzare l’Europa? Un vescovo dell’Iraq lo ha detto chiaramente e ha preannunciato per noi occidentali le stesse sofferenze che essi hanno subito e subiscono.

        1. @Sabino

          lei scrive:

          #Gentile don Fonio, se uno vuole citare la parola di Dio e cioe’ la Bibbia, non puo’ scegliersi i brani che vuole , ma potrebbe ricordare anche quello che dice S. Paolo nella lettera ai romani a proposito di adulteri e sodomiti.#

          Se Gesù in Mt 25 concentra il giudizio universale sulla carità verso il prossimo ci saranno pure dei motivi. Se ne è fatta un’idea? o è san Matteo che ha fatto delle scelte arbitrarie sulla Parola di Dio, cioè Cristo, come il sottoscritto?

          #Poi non si dovrebbero attribuire all’interlocutore intenzioni che non ha espresso. Chi sta per annegare deve essere soccorso, ma anche per la sua incolumità’ non deve essere incoraggiato a trasferirsi in massa in un paese che non ha risorse per tanta gente.#

          Non è che io intenda attribuire a lei o ad altri l’intenzione di lasciarli annegare. Ma lei crede che questi disperati si trasferiscano in massa nel nostro paese dopo aver ascoltato alla televisione i discorsi del Papa?

          #Lei cosa pensa che faranno i migranti, attratti anche da una propaganda ingannevole? Faranno i mendicanti nella migliore delle ipotesi e taccio delle altre perche’ lei le conosce.#

          Oggi nella mia comunità si diceva che i medici del Novarese che vanno in ferie o devono lasciare il proprio studio per un periodo per qualsiasi altra ragione, trovano praticamente solo medici di colore disponibili alla sostituzione. Posso testimoniare che lo stesso avviene nell’Astigiano da anni.
          Alla raccolta dei pomodori nel sud non trova mica italiani, ma solo extracomunitari.
          Gramellini sul Corriere della sera di alcuni giorni fa diceva che un bar non è riuscito ad assumere nessun italiano come aiuto barista per l’estate dei pochi che si sono presentati: uno voleva il fine settimana libero, un altro voleva il mese di luglio libero perché voleva farsi le vacanze, ecc.
          Da quanto esiste l’istituzione badanti, non ne ho trovata una italiana.
          Faranno i mendicanti gli italiani ed entro i prossimi 50 anni non ci sarà più l’etnia italiana. Questo viene detto dai demografi da alcuni decenni, non è l’effetto del papa argentino.

          #Lei non pensa che dietro questa migrazione ci sia anche il disegno di islamizzare l’Europa? Un vescovo dell’Iraq lo ha detto chiaramente e ha preannunciato per noi occidentali le stesse sofferenze che essi hanno subito e subiscono.#

          Un’organizzazione che voglia islamizzare l’Europa si preoccupa che i propri adepti giungano in Europa sani e salvi e abbiamo un posto di lavoro, non sono i disperati delle carrette che appartengono alle più diverse religioni.

          1. Don Fonio, sulle scritture le ho risposto in fondo di seguito alla risposta a Serena. Sul resto mi meraviglio che lei ignora che ci sono organizzazioni di negrieri che svolgono un’azione di propaganda ingannevole sulle popolazioni del Centrafrica. È veramente lei pensa che organizzazioni islamiste cosi’ determinate dal mandare a morire i loro adepti anche con azioni suicide si preoccupano se i migranti della loro religione non trovino in Italia lavoro?

  29. Gesù ha detto tante cose e ovviamente NON ha detto ancor più cose.
    Se gli argomenti dei cattocomunisti sono questi, stiamo (stanno) freschi.

    1. Per Mari

      Veda di contestualizzare la frase del Papa e non di riempirla con assurdità che pensa lei.
      Perché ci sia stabilità in una popolazione le scienze statistiche parlano di tre figli per coppia; il Papa non ha detto che i figli successivi al IV non sono amati da Dio e non godono dell’opera salvifica di Dio. Era una risposta a chi gli chiedeva quanti figli si dovessero mettere al mondo per dire di aver osservato la legge di Dio. E’ ovvio che la domanda era mal posta e il Papa ha glissato.

      @qasdfghj si risparmi il solito epiteto di cattocomunista, io la rispetto come persona e non mi preoccupo se lei sia fascista o che cos’altro, unica cosa che mi riesce difficile pronunciare il suo nome d’uso qasdfghj
      @Gian la Chiesa non è affatto complice di un disegno massonico: gli immigrati arrivano e come umani non possiamo non salvarli dall’annegamento e non accoglierli, ma tant’è: l’uomo anche sedicente cattolico è egoista: basti ricordarsi come gli italiani hanno trattato i loro connazionali profughi della Venezia Giulia e della Dalmazia al termine dell’ultima guerra mondiale.

      1. Possibile che a Roma non conoscano almeno un pochino i meccanismi della diffusione delle notizie dei mass media ? e che, se (se) le cose stanno come dice lei e il Vescovo di Roma ha “glissato” , perchè questa cosa non è stata chiarita?

        Allora incomincio a credere che anche l’aver affibiato il termine “conigli” a chi ha più figli dei 3, 4 (…boh, faccia lei) sia stato un malinteso (però anche Aldo M. Valli l’ha capita come me, ed essendo una questione che lo tocca da vicino c’è rimasto maluccio: diteglielo, così si preoccuperà di meno).

        Ma ‘sto “conigli” (simpatiche bestioline, tra l’altro) da dove è scappato fuori?
        Io lo ritenevo un vocabolo usato in questo senso con profondo disprezzo da chi ritiene una famiglia arricchita di tanti figli come il frutto di ignoranza, incoscienza, superficialità, insensibilità alle problematiche dello sviluppo sostenibile del pianeta…

        Gente che non ha scoperto nella contraccezione ciò che fa la vita coniugale serena, responsabile, ecosostenibile; gente che ancora crede in fanfaluche come la Provvidenza, il rispetto del senso profondo del Matrimonio, la coscienza che in esso si diventa co-creatori con Dio di nuovi uomini.

        Loro ( ma che logica da trogloditi ) credono di dare origine ai corpi e che Dio, istantaneamente, non appena ciò avviene, provveda le loro creature di un’anima che conoscerà l’eternità.E sono affascinati dalla grandezza e dalla bellezza di questo mistero, che ha reso la loro vita una avventurosa sfida alla mentalità corrente…

        Scusate, mi sono lasciata prendere dalla foga, torniamo ai nostri simpatici “conigli”e all’insensibilità alle problematiche dello sviluppo sostenibile del pianeta…

        Ops… chi ultimamente si occupa più di questo che della salvezza delle anime?
        Vuoi vedere che forse (forse) questa volta… in effetti i giornalisti non hanno dovuto inventare niente?

        Chissà perchè una volta la Chiesa se ne infischiava degli esperti di scienze statistiche: si occupava di cercare di riempire il Paradiso, piuttosto che sostituirsi al Padreterno nel compito di occuparsi del nostro Pianeta.

        Ma per quanto possa sembrare assurdo CREDO che la Sposa di Cristo, anche se ora noi la vediamo orrendamente truccata da sostenitrice della mentalità del mondo, si libererà di tutte le lordure che spesso la imbruttisco e riusciremo a riconoscerla nella sua divina bellezza.

        Dio non può non ascoltare le nostre preghiere .

        1. @Mari

          “Fanno figli come i conigli” può essere una frase di cattivo gusto, anche se l’ha detta il Papa.

          La dottrina della Chiesa parla di paternità responsabile (Humanae vitae, n. 7:
          http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae.html)

          e che le coppie devono mettere al mondo un numero di figli compatibile con le possibilità economiche che hanno per garantire loro una vita dignitosa, oggi diremmo anche accompagnarli ad una laurea, se ne hanno le capacità. Leggendo il suo post che ignora quanto sopra da me esposto, mi viene da concludere: “Fate figli, che tanto Dio che crea loro l’anima, se non avranno da mangiare, li porterà in paradiso, così che ne avrà maggior gloria”.

          1. #“Fanno figli come i conigli” può essere una frase di cattivo gusto, anche se l’ha detta il Papa.#

            Può essere una frase di cattivo gusto?
            Lo è. E non è l’unica, si informi.

            Mi faccia, per piacere, esempi simili riferibili ad altri pontefici .

            Il vicario di Cristo dovrebbe stare un tantino più attento a quello che gli scappa detto, e non è l’unico caso.

            Giovanni Paolo II con i mafiosi era stato durissimo, ricorda? Ma non aveva ricoperto di insulti questi personaggi : li aveva messi davanti all’orrore dei propri atti e gli aveva ricordato che ne avrebbero dovuto rispondere davanti a Dio.

            Quanto alla “Humanae Vitae”

            Certo tutto ciò è molto razionale e dimostra quanto la Chiesa sia oggi disposta a seguire ciò che il mondo ritiene semplicemente “logico, ”, che è aperta alle istanze del mondo:

            “le accresciute esigenze, sia nel campo economico che in quello della educazione della gioventù, rendono spesso oggi difficile il sostentamento conveniente di un numero elevato di figli” (chiarisco magari difficile, che però non comporta i sacrifici che facevano inostri nonni, ma non impossibile, con l’aiuto di Dio: mica si pretende che sia lui a occuparsene materialmente, certo!)

            Peccato che quanto citato sopra abbia lasciato alle coppie lo spiraglio per poter dire: “Più di uno, due al massimo, NO” …

            E non penso proprio che siano ricorse ai “metodi naturali” che, tutto sommato non deformano le coscienze e lasciano (non considando una gravidanza come una terribile disgrazia, ma come un evento che è logica conseguenza dei rapporti coniugali) che i genitori possano dirsi “E poi, perchè no?”

            So di una decina di coppie con possibilità economiche pressochè IDENTICHE ( stesso status sociale, stesso comune di residenza, stessi studi, stesse professioni di entrambi) e parlo di un arco di tempo da 45 anni fa fino a oggi.

            Quasi tutte hanno optato per la famiglia “mulino bianco”: lei, lui, due figli (i più fortunati maschio e femmina, gli altri si sono adattati: al momento non si può ancora scegliere).

            Una coppia no. E non le dico quanti figli hanno. E neppure quali titoli di studi siano riusciti a conseguire i figli. O quanti di loro abbiano già un’occupazione fissa. Me lo chieda… (chiarisco: NON sono inseriti in nessun “movimento” ecclesiale, sono cattolici e basta).

            Se anche altre coppie avessero fatto non dico altrettanto, ma qualcosa in più dei 2 figli standard, (al limite uno solo) non staremmo qui a piangere su un’ Italia “sempre più vecchia”.

            Ma una cosa, don Ezio, la voglio proprio dire a tutti quei sacerdoti che non incoraggiano i loro penitenti ad andare controcorrente: vada a cercarsi sul Web cosa diceva Padre Pio dei confessori i “larghi di manica” con quanti non rispettavano le indicazioni della Chiesa in materia di trasmissione della vita: avrebbero dovuto rispondere davanti a Dio del sangue di Cristo.

            E la contraccezione è, subdolamente, ancor più tossica, per i cattolici, dello stesso aborto: lascia la coscienza tranquilla (non uccidi mica nessuno) ma li allontana sempre di più dal senso trascendente, orientato sempre e comunque a Dio, dell’esistenza umana.

            Allontanamento che in questi ultimo 50 anni si è fatto sempre più marcato nel clero. E fra queste due situazioni c’è uno stretto legame.

            Sapevo benissimo di toccare un nervo scoperto…

  30. Comunque, restando su questo piano, Gesù NON ha detto neppure: “fate entrare e mantenete milioni di persone coi soldi delle tasse spremuti ai disperati che non riescono a tirare avanti, sottraendoli all’assistenza dei vostri concittadini che non hanno né un tetto né un piatto di pasta da dare ai propri figli”.

    1. Anche perché i pretoni specie se anche insegnanti, hanno più mezzi di noi che ci sveniamo per arrivare a fine mese magari anche riuscendo ad aiutare qualcuno che ha VERAMENTE bisogno.

      1. Giusy,
        a chi allude?
        I pretoni insegnanti prendono lo stipendio che spetta loro, come i parroci prendono il loro stipendio.
        I religiosi, come me, che insegnano nelle loro scuole, avendo il voto di povertà, non prendono una lira e non avranno alcuna pensione. Il mio Istituto ha 530 allievi, di essi 150 hanno una riduzione di retta oppure sono accolti gratuitamente.

        1. Non so, non riesco a far entrare il mio commento dove voglio.
          Mi dispiace, don Ezio Fonio, ma sappia che la mia risposta era rivolta a Giusy.

      2. Se ti svenassi veramente dal lavoro non passeresti tutto il giorno su questo blog. E cerca di portare un po’ di rispetto ai tuoi interlocutori, mi pare che nessuno ti tratti come tu tratti gli altri.

          1. Ma non mi aveva anche chiamato el Marchetto? Comunque, visto che ultimamente mi mandava un sacco di bacioni, credo mi sia venuto spontaneo darle del tu. Mi spiace se l’ho offesa, perciò torno a darle del lei. Lei comunque mi può dare del tu, visto tutto quello che ha detto sul mio conto non sarà certo il tu a farmi dei problemi.

          2. E non si permetta, signor Marco1-2-3-4-5-6-7-8…di fare insinuazioni sul mio lavoro. Non si permetta. Perché se un giorno dovesse conoscermi si rimangerebbe vergognandosi queste parole….. se si riferisce a questi due giorni, Sabato ho avuto un, dico UN giorno di ferie e stamattina mezza giornata di recupero. Chiaro, signor “misericordino”?

          3. Non faccia la bambina altezzosa! Lei può criticare tutti, nessuno però dovrebbe criticare lei! Lei è viziata!

        1. @Marco2

          E chi lo dice che fa? Passa su questo blog cinque minuti al giorno per caso?
          E comunque sono in un periodo di vacanza ad attività ridotta.

    2. Ti ringrazio per la preghiera Giusy e naturalmente anche per la tua comprensione. Io non ce l’ho con il don Ezio come persona, mi manda in bestia l’idea che usino le parole di Gesù per metterci in crisi e farci sentire in colpa. Io so di essere nel giusto, conosco bene l’Africa e la realtà di molti paesi in cui mi è capitato di vivere. Gli africani non vengono in Europa perché scappano da guerre o da persecuzioni, vengono perché attratti da quello che vedono in TV fantasticando su ciò che vedono, sono convinti che l’Italia sia il paese dei balocchi. In molti paesi africani l’economia cresce al ritmo del 6-7 per cento all’anno, come Ghana e Costa d’Avorio eppure ne arrivano anche da quei paesi, dove tra l’altro non c’è nessuna guerra. Piano quindi con le bugie, capito Bergoglio? Fa rima anche con imbroglio, ma guarda…

      1. Gian
        i miei nipoti hanno lavorato progetti di sviluppo della UE in Repubblica Centrafricana e Repubblica Democratica del Congo; poi conosco tanti missionari o confratelli africani che sono qui in Italia. Eh! la fame c’è laggiù.

  31. Gian
    Stanno preparando il prossimo scandalo che squasserá la Chiesa. Quando l’esasperazione sarà giunta al culmine e saranno resi noti i vari legami fra politica, criminalità organizzata, ONG e coop, alcune delle quali direttamente collegate alla Chiesa, ci sarà da ridere. O, meglio, da piangere.
    Le prime avvisaglie le abbiamo avute in Calabria, con il parroco di Isola Capo Rizzuto inquisito per un giro di soldi “poco chiaro” relativo ai centri di accoglienza.
    E quando lo scandalo si allargherà a macchia d’olio e la gente sfogherá la sua frustrazione anche e soprattutto sulla Chiesa (il vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro) sarà divertente sentire questi campioni dell’accoglienza e del “Gesù ha detto così e cosá” cosa si inventeranno per giustificarsi.

    Ah, il gorilla in questione era a Cincinnati. E venne abbattuto. Perché non restituì il bambino alla madre, ma rischiò di ammazzarlo.
    Qui il link
    https://www.debunking.it/2016/05/disinformazione-le-favole-di-saverio-tommasi-il-gorilla-gentile-di-cincinnati/
    Spiace rovinare questa visione a base di unicorni rosa e orsetti di cioccolato, ma purtroppo la vita non è un film di Walt Disney.

  32. “lei di fatto non appartiene alla Chiesa.”
    Come siete misericordiosi. Vuole anche che le presti l’accendino per accendere il rogo?

    Sì, non posta bufale: prende solo un caso isolato, accaduto anni e anni fa, per costruirci un postulato che non sta né in cielo né in terra. E fa niente se esistono centinaia di casi completamente opposti che ci insegnano che un incontro ravvicinato con un gorilla non sia qualcosa di raccomandabile, l’eccezione diventa regola. E questo tipo di ragionamento è proprio quello che sta guidando questo pontificato ed è proprio quello che rende perplessi (eufemismo) parecchi fedeli.

    1. @ Isabella

      c’è un caso di un gorilla di anni fa e un altro caso (non centinaia) di un gorilla dell’anno scorso. In questo secondo caso non risulta che il gorilla volesse uccidere il bambino, ma che sia stato soppresso il gorilla perché, dato il suo peso, avrebbe potuto schiacciare il bambino provocandone la morte. Un fatto capitato anni addietro non diventa meno importante, non è che la specie gorilla si sia incattivita nel tempo. Un altro caso è quello dei delfini che quando trovano un umano in difficoltà in mare per la presenza di pescecani, circondano l’umano per proteggerlo dai pescecani e lo accompagnano in luogo sicuro. Io voglio dire che esiste nella natura, che preferisco chiare nel Creato una solidarietà tra mammiferi, mentre anche in questo blog trovo poca solidarietà tra umani.

        1. Veramente, questi cattocomunisti vivono tra le nuvole (ma sempre ben protetti dai problemi quotidiani dei poveri cristi senza soldi, senza casa e con figli da mandare avanti) e pretendono di dare lezioni.
          Non sono in grado di capire neppure che la solidarietà vera è quella che si fa caricandosene il peso, la “solidarietà” comunista è quella che scarica i pesi sugli altri.

          1. @qasdfghj

            se lei pensa che io sia un cattocomunista, si sbaglia di grosso. Il comunismo è la peggior ideologia che ha causato oltre centomilioni di morti e tutt’ora soggioca oltre un miliardo di umani in Cina e in giro per il mondo. Non è lecito ad un cattolico aderire al comunismo.

        2. Quello scimpanzé non viveva nel suo ambiente naturale ed è diventato aggressivo. La proprietaria dello scimpanzé lo sapeva.
          Il gorilla femmina ha sottratto il bambino che sarebbe stato ucciso dai gorilla maschi.
          La solidarietà tra mammiferi non significa che non esistano mammiferi pericolosi: sono comunque animali e la loro intelligenza non è razionale come la nostra. Solo che gli umani, pur avendo la ragione, spesso non la usavano.

          1. La ragione non esclude la pericolosità, anzi spesso la aumenta. Lenin, Stalin, Hitler, gli americani in America, gli inglesi in Australia e in Tasmania… hanno usato la ragione per sterminare interi popoli.

      1. E i bittbull che mordono i loro padroncini? I bambini divorati dai topi in certi villaggi dell’India?
        Ma lei dove vive Don Ezio?Veramente in un film di Walt Disney!
        La sua lontananza dalla realta’e’inquietante:preti come lei dovrebbero essere mandati per un anno dove ogni giorno uomini e animali devono lottare per la propria sopravvivenza. Solo allora le d ue prediche sarebbero convincenti.

        1. @Maria Cristina

          Deve sapere che io oltre che sacerdote e religioso sono biologo e conosco il pianeta Terra, su cui vivo.

          I cani sono il frutto di una selezione operata dall’uomo, quindi non fanno testo; i topi rispondono agli istinti del momento come tutti gli animali. Il fatto di gorilla femmine, lupe e delfini da me citati erano esempi per dire che esiste una solidarietà tra i mammiferi, non che tutti i mammiferi sono solidali e vivono pacificamente tra di loro. Il paradosso è questo: che ci sono casi di animali che aiutano l’uomo, benché non abbiano le facoltà intellettive che ha l’uomo, mentre tra gli uomini che, salvo casi patologici, li hanno c’è chi teorizza ed è disposto a lasciar morire annegati i propri simili. Di questo si parlava. Poi è chiaro che qui non c’è lavoro per tutti, ma un conto è lasciar morire i migranti, un altro cercare di agire sulle cause che determinano queste migrazioni di massima che non servono né ai migranti né a noi.

          1. “Poi è chiaro che qui non c’è lavoro per tutti, ma un conto è lasciar morire i migranti, un altro cercare di agire sulle cause che determinano queste migrazioni di massima che non servono né ai migranti né a noi.”

            Esatto. Ma io non credo che qualcuno, qui dentro, voglia davvero lasciar morire quelle persone. Almeno spero. Penso piuttosto che facciano il ragionamento detto sopra, cioè che dobbiamo lavorare sulle cause che determinano quelle migrazioni.

          2. Penso anch’io così, Marco, però non posso accettare una UE e nello specifico Austria e Francia che non aiutino l’Italia a risolvere questo problema.
            Leggevo questa mattina sul Corriere della sera che qualcosa si muove tra il governo italiano e i sindaci libici del Fezzan.
            Queste immigrazioni sono anche causate perché non c’è più governo unico nella Libia del dopo Gheddafi, e sappiamo che la responsabilità maggiore di questo fatto risiede nella Francia.

    2. Isabella, sto apprezzando molto le tue risposte e la tua fermezza, purtroppo chi è accecato e assordato dall’ ideologia non vedrà mai oltre a quella. Quanto ai pretoni insegnanti e ai loro stipendi, so molto, ma molto bene di cosa sto parlando. Buona notte.

      1. Grazie Giusy. Sono contenta che non te ne sia andata: abbiamo tutti bisogno del tuo entusiasmo.

        Ci si prova sempre, poi c’è poco da fare quando non ti ascoltano nemmeno e vanno dritti per la loro strada. Speriamo solo che, quando ci sarà il botto, non faccia troppi danni.

    3. @Isabella

      completo il mio pensiero. Gli incontri ravvicinati con gli animali pericolosi sono da evitare, perché essi non sono in grado di capire le eventuali intenzioni benevole degli umani. Bisogna stare attenti anche negli zoo.

      Poi non siamo più nell’epoca dei roghi. Solo che non solo lei sostiene idee non in linea col Magistero del Romano Pontefice, ma deride questa Chiesa, cui appartiene formalmente, per cui deduco che non le appartiene.

      1. “Quello scimpanzé non viveva nel suo ambiente naturale ed è diventato aggressivo.”
        Infatti è noto che in Africa gli scimpanzé abbiano ottimi rapporti con gli abitanti dei villaggi e, quando sono di buon umore, giocano tutti insieme a 1 2 3 stella.
        Bontà sua ha poi corretto il tiro sul fatto che sia meglio evitare gli incontri con animali pericolosi.
        Invece portarsi in casa tante persone che palesemente ci odiano è consigliabile?

        “Poi non siamo più nell’epoca dei roghi.”
        Le sarebbe piaciuto eh? Peccato.

        “Lei sostiene idee non in linea col Magistero del Romano Pontefice”
        In effetti io mi attengo a una cosa un po’ demodé. Si chiama “Catechismo della Chiesa Cattolica”, non so se l’ha mai sentito.
        Quella parte che recita:
        “Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l’ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono.

        Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l’esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L’immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri.”

        Sa, quel “nei limiti del possibile” è così realista e improntato al buonsenso. Per non parlare del richiamo al rispetto che l’immigrato dovrebbe avere verso il Paese che lo ha accolto. Cose fuori dal mondo per chi vede la realtà con gli occhiali di Topolino.

  33. @Don Ezio Fonio
    Appartenere alla Chiesa non significa bersi tutto ciò che di “politicamente corretto” dice quella chiesa che nel frattempo per bocca di molti dei suoi più alti esponenti calpesta e distrugge la sana (e santa) dottrina insegnata dalla Chiesa nel corso di 2000 anni. E forse bisognerebbe ricordare che, nel corso della storia della Chiesa, quando ci sono stati due papi, uno dei due era l’antipapa, e non necessariamente quello che era in esilio. Anche oggi, per varie motivazioni umane e permissione divina c’è un papa “in esilio”, anche se volontario, e non è lui necessariamente l’antipapa.

    1. @ Serena
      @Serena
      Si può anche dire che non è vero che gli Americani sono andati sulla Luna, hanno girato un film sulla Terra, tant’è che non c’è ombra nelle bandiere, come non è vero che sia stata al Qaeda a far crollare le Torri gemelle, ma il complotto ebraico-massonico degli Stati Uniti, tant’è che non c’era neppure un ebreo nelle Torri gemelle quel giorno, non è vero che Giovanni Paolo I sia morto di infarto, lo hanno avvelenato i cardinali perché stava facendo delle nomine a loro sgradite, e quindi non è vero che papa Benedetto XVI abbia rinunziato spontaneamente al Papato, è stato costretto (da chissà chi?) e non è vero che non più papa, infatti porta la veste bianca da Papa, ha rinunciato solo all’ufficio di vescovo di Roma, alla fine io stesso mi sto convincendo che questo blog non esista neppure, sono io che ho le allucinazioni…

      1. Dai loro frutti li riconoscerete.
        I frutti di questa “neochiesa”quali sono Don Ezio?
        Seminari deserti,crisi di vocazioni,giovani ormai privi di fede e di speranza, societa’che vive sempre piu’in maniera opposta ai dettami evangelici,che approva aborto,eutanasia,omosessualita’.All’interno della chiesa lacerazioni,divisioni,scismi di fatto,accuse reciproche, insulti, confusione dottrinale,eresie che rialzano la testa.
        Se questi sono i frutti che tutti vedono ,e qui non si tratta di complottismo ma di evidenze,
        l’ottimismo progammatico caro Don Ezio non le pare un atteggiamento falso?In realta’,come sul Titanic,tutti vedono la realta’ma ci sono quelli che si affannano a negarla,ad edulcorarla,a pretendere che va tutto bene.
        Finche’il Titanic non viene sommerso dalle onde c’e’sempre un orchestrina che suona allegri valzer.
        Lei balli pure il valzer caro Don Ezio,ma permetta anche che qualcuno dica stiamo affondando.

        1. @Maria Cristina

          la crisi della Chiesa in Europa è cominciata con il dopo-guerra e si è accentuata negli anni sessanta del secolo scorso, perché è la conseguenza della crisi di fede e della caduta dei valori della società che erano condivisi anche da chi non ha fede.
          Non è la neo-Chiesa come dice lei che ha svuotato i seminari, erano già vuoti cinquant’anni fa.
          La Chiesa è la vittima della crisi di fede, non è il contrario.

  34. Invece di tante ciarle inutili e più o meno sciroccate, leggetevi il testo integrale del messaggio di Benedetto XVI. Troverete un testo di un candore commovente, laddove ammira il povero Cardinale Meisner per la sua devozione. Auguro a tutti i sacerdoti di trapassare leggendo il breviario, come il Signore ha donato a Meisner.
    E ancor più rimpiango che un papa della sensibilità e fede di Benedetto XVI sia stato preso a pesci in faccia.
    Per quanto riguarda Faggioli e Melloni, a loro risponderei: esistono anche i cafoni come certi professori ortofrutticoli (faggioli-melloni) che intossicano l’aria spirituale con i loro meteorismi.

    1. Ed esistono alcuni preti, non tutti per fortuna, che sprizzano umiltà e “misericordia” da tutti gli artigli….un vero esempio di virtù per il gregge loro affidato!

  35. Faggioli e Meloni applicano letteralmente a Sua Santità emerito Benedetto XVI (per loro: Ratzinger) il misericordioso cartello di cui si parla nel post precedente a questo ; e se qualcuno ha pazienza, cerchi anche là, in fondo, il mio commento.

  36. La testimonianza di certi “Consacrati” ci dimostra come la Santa Chiesa sta trasformandosi in una kiesa, che trasuda “misericordia” da tutti gli ARTIGLI. Stiamo attenti amici Cattolici Fedeli al Magistero E alla Santa Chiesa così come Gesù l’ha fondata DUEMILA ANNI fa, che presto inizieranno le persecuzioni. I metodi stalinisti leninisti intimidatori sono già evidenti anche qui da parte di pseudo consacrati al soldo della falange armata bergogliOna. in Vaticano quelle dei più Tradizionali sono già realtà con licenziamenti, allontanamenti e umiliazioni a chi dissente. Sia Lodato Gesù Cristo.

    1. @Giusy

      lei, putroppo, non è fedele al Magistero della Chiesa, per non riconosce quello dell’attuale Papa. Non vedo differenza, sotto questo profilo, tra lei e Lutero.

      1. Questo me li dirà il mio CONFESSORE non lei, io cerco Sacerdoti, non sindacalisti o assistenti sociali, mi ignori, se si sente sempre chiamato in causa forse qualche problema c’è l’ha. signor fonio, anche se ha mille inutili lauree che umanamente non l’hanno certo arricchita.

        1. @Giusy

          è difficile immaginare che possa riferirsi ad altri sacerdoti, a meno che dietro a tanti pseudonimi di gente che dimostra una preparazione teologica ci siano sacerdoti che si spacciano da laici: non è il caso dei due Marco, di altri non so. Magari qualcuno è un ex seminarista.
          Comunque sia. Il mio è un consiglio da amico, non so se troverà tanti confessori che le diranno: ha ragione, ci sono due papi, il secondo è l’Anricristo, la rovina della Chiesa, anche per i cinquant’anni passati, è dell’attuale Papa, ma anche del CVII, e via dicendo.
          Un altro consiglio: è meglio che questi argomenti li tratti fuori dal confessionale, tanto le sue eresie non sono peccati mortali, mancando uno dei requisiti fondamentali: la piena avvertenza.

  37. Condivido le preoccupazioni di molti e vedo bene che le cose vanno abbastanza male. Però vorrei ricordare a tutti coloro che sentono la “pressione” dell’acqua che riempie la barca, che da un lato la Chiesa ha superato prove ben più dure e difficili di queste (purtroppo perdendo pezzi, anche importanti, per strada); dall’altro che il disegno di Dio non può fallire, nonostante l’impegno degli uomini.
    Questi, forse, sono alcuni tra i punti fermi da cui il compianto Cardinale traeva la forza di resistere alle mareggiate. Proviamoci anche noi!

    1. Certo, Sillabo.

      “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam” (Mt 6,18).

  38. @Reverendo Don Ezio Fonio,
    mi sono accorta che l’ha presa pittosto male, visto che si è sprecato a fare esempi ad abundantiam. Non è che per caso questo denota che qualche piccolissimo dubbio si è affacciato alla sua mente? Comunque la mia era solo un’ipotesi. I fatti sono l’apostasia dei vertici (anche se non, grazie a Dio, di tutti; del resto il Signore ce l’ha promesso: portae inferi non praevalebunt). Si possono fare anche altre ipotesi (avanzate da persone di ben altro spessore rispetto alla sottoscritta), quale la decadenza ipso facto per manifesta eresia. Scelga lei se stare con la maggioranza o rimanere fedele. La libertà è un dono di Dio!

    1. @Serena

      Guardi, Serena. E’ vero che un papa eretico non può esistere, quindi se un papa diventa eretico decade ipso facto da papa.
      Il problema è un altro: occorre qualcuno che lo dichiari decaduto: non può essere lei, io o qualcun altro, ma un concilio ecumenico o il Sacro Collegio dei cardinali, così come è già avvenuto in occasione dello scisma d’Occidente.
      4 cardinali che espongono dei Dubia e un papa che non risponde non sono sufficienti per considerare eretico il Papa. Certamente, ci sono differenze tra gli ultimi due papi e anch’io posso dispiacermi che lo stile dell’attuale papa è così dire un po’ troppo “disinvolto” e “imprudente”. Posso anche dire che dal punto di vista dottrinale nessuno ha mai potuto dire alcunché ad Alessandro VI: a quei tempi i papi lasciavano fare ai competenti della Curia e ai teologi. Le cose sono cambiate: in alcuni casi in meglio, in altre no, ma così è, la Chiesa è fatta di uomini (e poche donne), almeno a livello di vertici.

      1. Caro Don Ezio, il tema del “papa eretico”, della sua possibile “decadenza”, e dei mezzi per rimuoverlo o comunque dichiararlo decaduto, mi pare un po’ troppo complesso per essere espresso in un blog in tre-quattro righe di intervento. Come Lei ha certamente studiato, nessun teologo cattolico di rilievo – MAI – ha preso per possibile l’ipotesi puramente accademica del “papa eretico”; non c’è uniformità di vedute sulla “decadenza” né sulla competenza ad accertarla e dichiararla, né su cosa succederebbe dopo.
        Ci sono invece delle pietre miliari che quanto meno suggeriscono di non affrontare il problema con così grande larghezza e perentorietà: prime fra tutte le parole di Nostro Signore che vedo più volte citate anche nei Suoi interventi; poi le testimonianze dei Padri e dei grandi teologi medievali; poi il Magistero solenne (Lei saprà bene che le questioni sul “Papa che sbaglia” e sul “Papa eretico” sono state affrontate con durissimi dibattiti in occasione della fissazione del dogma dell’infallibilità papale, che non a caso qualche lacerazione l’ha prodotta); infine il diritto canonico, che esclude la possibilità di sottoporre a giudizio il Papa.
        Lungi da me dispensare certezze, ma nel rispondere – soprattutto in un contesto in cui si parla della bipolarità tra Papa regnante e Papa emerito con toni da tifoserie calcistiche, come se si stesse parlando del Milan e dell’Inter, con l’avallo di vari pennivendoli in evidente malafede – eviterei di lasciarmi andare ad espressioni così superficiali e frenerei prudentemente la lingua pensando all’insegnamento di Sant’Ambrogio (e di molti altri Padri e Dottori): Ubi Petrus, ibi Ecclesia. Anche quando il “Petrus”, per qualche ragione non piace (senza nulla togliere ad un legittimo esercizio di critica filiale).
        La invito, con fraterna stima, a rispettare il Suo ruolo con maggiore attenzione.

        1. Sillabo,
          io sono d’accordo con lei, ma l’infallibilità pontificia riguarda i dogmi da proclamare; un papa potrebbe essere eretico comunque nella prassi oppure ci potrebbe essere uno scisma che può essere risolto solo con la deposizione di qualche papa di troppo, come è capitato in occasione dello Scisma d’Occidente.
          Qui nel blog c’è qualcuno che pensa che il papa sia eretico solo per frasi dette a giornalisti su un aereo sul numero dei figli o su “chi sono io per giudicare” o per aver dato dei criteri di discernimento ai confessori per i casi di credenti conviventi o divorziati risposati. Qui alcuni pensano che il papa sia comunque decaduto, e io ho detto solo che ci vuole un concilio ecumenico o una congregazione del sacro collegio dei cardinali.
          Il punto che il papa non può essere sottoposto a giudizio è sacrosanto, ma se il papa cadesse in un’eresia non sarebbe più papa e quindi corre l’obbligo di sottoporlo a giudizio. Riguardo le parole di Nostro Signore, si riferiscono alla Chiesa nel suo complesso e non al singolo papa.
          Cf San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice. II, 30.
          Il problema è complesso, sono d’accordo, ma con la scusa della complessità non si possono eludere le risposte.

  39. Mamma mia, come sono velenosi i credenti! Comunque, sostenere che il messaggio di Ratzinger in morte del cardinale Meisner non contenesse critiche all’attuale stato della Chiesa, critiche pesanti, è direi ridicolo. Basta ricordarsi che cosa Ratzinger scriveva in tempi non sospetti, ad esempio nella sua autobiografia intellettuale di circa 20 anni fa, per riconoscere che tutto è in linea. Quanto a Papa Bergoglio la mia opinione, per quello che vale, è questa: è molto gesuita e molto argentino. Piega quindi la dottrina alle necessità “politiche” del momento, e detesta Europa Stati Uniti e alcuni altri, l’Occidente in genere, mondo di cui gli argentini pensavano di fare parte ma dal quale si sono autoesclusi a partire da Peron, che per Bergoglio resta si direbbe un ispiratore. Bergoglio vuole una Chiesa del Terzo Mondo per dimostrare che quella è vera Chiesa (teologia del pueblo) e noi siamo un museo di mummie, cattolicamente parlando. Però di pagare il conto, con l’immigrazione ad esempio, lo chiede sempre a noi. Stia attento all’irrilevanza.

    1. @Mario Margiocco

      ridicolo è ipotizzare che un messaggio di condoglianze per la morte di un amico cardinale possa considerarsi una critica allo stato attuale della Chiesa da parte di un novantenne papa emerito.

      1. Bè, se le condoglianze sono state fatte per un amico che ha partecipato alla stesura dei “dubia” e nel redigerle (le condoglianze) viene esaltato proprio lo spirito che ha generato i “dubbi” del cardinale sulla deriva della “barca”… io, al contrario di lei padre Fonio, qualche dubbio che possa essersi trattato di una critica allo stato attuale della Chiesa ce l’avrei eccome!

  40. Caro Don Ezio, vede? Potremmo – serenamente o con benevola “acredine” – discutere giorni interi su quanto Lei afferma ed anche solo sulle tesi del Bellarmino (diverse da quelle di altri e pur sempre ipotetiche, per quanto ne so). Non credo che arriveremmo ad una soluzione definitiva e sicura, ma di certo si tratterebbe di una discussione in buona fede, equilibrata, mirata ad una ricerca della volontà e, soprattutto, consapevole delle promesse di Cristo.
    Torno, però, a ripeterLe che, a mio sommesso avviso, discutere di certi temi, con la velocità/superficialità imposta dal mezzo, con dei criptoprotestanti come quelli con cui interloquisce da qualche giorno significa forzatamente banalizzare un elemento centrale della nostra fede e, nel contempo, regalare le perle ai porci.
    Lei fa bene ad intervenire per richiamare le coscienze ma, mi creda, fatto il Suo dovere, lasci che ciascuno eserciti il suo libero arbitrio e decida se seguire con amore la Chiesa (per quanto difettosa e migliorabile) o continuare ad arrogarsi il diritto di dire quale sia la “vera Chiesa” o chi sia il “vero Papa” e chi siano i “buoni” e i “cattivi”.
    E’ evidente che contro un fanatismo di bassa lega, astutamente istigato da penne prezzolate e in malafede, non c’è rimedio ragionevole se non la preghiera.
    Queste persone, purtroppo, con il loro atteggiamento si sono già poste fuori dalla Chiesa e cercano di costruirsene una propria, immaginaria. Alcune rimarranno deluse e torneranno all’ovile, magari imparando a sopportare qualche mal di pancia; altre si rivolgeranno ad altre “parrocchie”.

    1. Sono d’accordo con le sue valutazioni, ma anche i dogmi della Chiesa Cattolica non possono essere illustrati in tutte le loro implicanze con poche parole, e però si chiedono omelie brevi. Si tratta di dare un messaggio. Quel che mi dà fastidio è l’invito a farmi gli affari miei, ma il mio compito è come quello di san Paolo di parlare opportune et importune. Il sistema non può essere che sia lecito attaccare il Papa incolpandolo di tutto e gli altri debbano stare zitti.

      1. Volevo ignorarla “don” così zelante e così tanto “umile”, ma questo è troppo, Che lei si paragoni al grande San Paolo è una bestemmia. SanPaolo è agli antipodi del suo kapo argentino e di lei che a lui è genuflesso. Ripassi la Lettera ai romani sulla sodomia e le altre oscene perversioni, altroché” chi sono io per giudicare”! Quanto al dare messaggi, a me pare invece che ci sia una bella organizzata regia dietro il suo martellamento in un blog di credenti più Tradizionalisti di lei, spalleggiato dai vari Marco numerati o meno, una regia che vuole impedire il pensiero non allineato soffocandolo e nascondendolo con continui sermoni altezzosi e saccenti, volti a scoraggiare il malcapitato dissenziente che non si sente più libero di esprimere la sua sofferenza e il suo disappunto per non incorrere nelle sue “amorevoli” reprimende! Dissenzienti che forse più autenticamente e genuinamente di lei “ardono di zelo” per il Tempio che vedono oggi puzzare di zolfo, profanato da un impostore piazzato in vaticano da poteri forti e ambigui con oscure manovre preparate da almeno cinque anni prima dell’infausto conclave 2013 in Svizzera, dal “card” martini, dannels e l’allegro mafioso gruppo sangallo.

        1. @Giusy
          una come lei che arde di zelo per il Tempio non dà del bestemmiatore a un sacerdote e dell’impostore al papa.
          Ma chi è lei per giudicare? E’ Dio che giudica, non io, il Papa e neanche lei.
          Non c’è proprio nessuna regia organizzata, ma solo l’invito a non spacciare per verità quelle che sono proprie convinzioni che si appoggiano su pregiudizi e non su dati oggettivi. Altra cosa, lecita, è esprimere la propria sofferenza e il proprio disagio per la situazione interna della Chiesa. Anch’io provo disagio sia nel campo liturgico per tanti stravolgimenti del rito della Messa, per l’abbandono del Vetus Ordo, per il modo secolare di vestire da parte di sacerdoti, relgiosi e relisiose, sia per certi atteggiamenti ambigui, tipo Emma Bonino, una grande italiana che andrà a parlare in una chiesa di Cossato (Biella).

          1. Si si signor Fonio, intanto però lei difende a spada tratta fino a rendersi non credibile la peggior disgrazia (argentina) che i traffici massonici di sangallo &c. hanno IMPOSTO alla Santa Chiesa Cattolica. Anche il fatto che lei consideri positiva la desacralizzazione dei CONSACRATI è ai miei occhi terribile e dimostra come per lei e cattocomunisti vari, i CONSACRATI altro non sono che amministratori a tavolino del SACRO, sindacalisti meglio se cgil, presidenti di ong, assistenti sociali nel migliore dei casi! Mi chiedo, se lei vuole ossequiare il suo kapo, amicone di soros e figlio di innominabili poteri forti e cupi, lo segua, lo adori, lo veneri se vuole, faccia come meglio crede, magari faccia anche il suo dotto commento, ma poi lasci agli altri la fatica dura difficilissima e meravigliosa di seguire la Strada Stretta senza massacrarli di prediche saccenti e altezzose. Del resto per la nuova (sic) “chiesa”, i poveri e i piccoli sono il poveretto elthon john e amici, che oltre al figlio si è comprato la pubblica difesa del vescovo per l’ostentazione data al battesimo del povero, lui si, bimbo acquistato in Canada….con la benedizione di san soros, naturalmente, Protettore di sodomiti e peccatori incalliti. Buon lavoro a tastiera e buona giornata.

  41. @Don Ezio Fonio
    A parte il fatto che è stata autorevolmente avanzata l’ipotesi che si possa ritenere decaduto un papa eretico ipso facto, in quanto nessuno avrebbe il potere di deporlo, e quindi la dichiarazione formale seguirebbe il fatto della decadenza; se anche “4 cardinali che espongono dei Dubia e un papa che non risponde non sono sufficienti per considerare eretico il Papa”, come ho già avuto modo di osservare riguardo alla posizione di questo “papa” sull’aborto, i comportamenti concludenti (facta concludentia), compresi i silenzi reticenti, sono fatti dimostrativi più che sufficienti! La sua frase:
    ” la Chiesa è fatta di uomini (e poche donne)” cosa vorrebbe dire? Che la Chiesa può, a seconda dei tempi, impunemente cambiare l’insegnamento di Gesù Cristo perchè “a quei tempi non c’era il registratore”? Oso dire che è meno grave qualsiasi, ma proprio qualsiasi scandaloso comportamento personale di un qualsiasi membro della gerarchia ecclesiastica, fosse pure il papa e, (per quanto orrore mi facciano) compresi i comportamenti pedofili, pittosto che lo stravolgimento infedele della dottrina. In questo ha perfettamente ragione padre Ariel (blog isola di Patmos): i comportamentei individuali portano alla rovina principalmente l’individuo (anche se quelli dei sacerdoti sono particolarmente gravi anche per l’esempio negativo che danno). Lo stravolgimento della dottrina invece è causa di perdizione per una moltitudine di anime.

    1. @Serena

      lei ha capito benissimo che cosa intendevo. La posizione di questo papa sull’aborto sarebbe sufficiente per dichiararlo decaduto?
      Ma ha letto che cosa ha detto ricevendo i ginecologi in udienza?

      http://www.aigoc.it/index.php/articoli/72-papa-francesco,-no-ad-aborto-ed-eutanasia-%E2%80%9Cla-vita-umana-%C3%A8-sempre-sacra%E2%80%9D.html#.WW6GSoTyjcs

      Ma come può pensare che il papa ritenga lecito l’aborto?

      Nella seconda parte ho detto che ai vertici della Chiesa, gli uomini (e le poche donne che ci sono) possono avere dei comportamenti riprovevoli (vedi Alessandro VI), ma non eretici. Quindi, esattamente quel che dice lei.

    1. Impresa titanica insistere “nel tener su il palco” che sta paurosamente ondeggiando prima di decidere da che lato crollare. Le critiche di padre Ariel, che è molto bravo e altrettanto astuto, cadono come grandine sulla cerchia di consiglieri mal consiglianti, ma El Papa non è il povero ingenuo manipolabile, come vorrebbe far passare. A Fatima il nostro ci è andato per dovere di ufficio, ma si vedeva che era un pesce fuor d’acqua, avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non doverci andare. La gita a Lund chi gliel’ha consigliata? E quella a Lesbo o prima ancora a Lampedusa? Non so, magari consigliargli di tornare a Buenos Aires, a controllare se per caso ha dimenticato il gas acceso, l’ultima volta che ha lasciato il suo appartamentino nel 2013, da quelle parti non l’hanno più rivisto…

  42. @Sillabo
    Non è questione di arrogarsi il diritto di dire quale sia la “vera Chiesa” o chi sia il “vero Papa” e chi siano i “buoni” e i “cattivi”.
    Parlare di “fanatismo di bassa lega, astutamente istigato da penne prezzolate e in malafede”, questo significa veramente “discutere di certi temi, con la velocità/superficialità imposta dal mezzo”. “Queste persone, purtroppo, con il loro atteggiamento si sono già poste fuori dalla Chiesa e cercano di costruirsene una propria, immaginaria”??! Perchè? Per il fatto che nella demoniaca confusione generata dai pastori che dovrebbero guidarle le povere pecore del gregge si arrabattano a cercare di pascolare nei pascoli sicuri dove erano state condotte da bravi e fedeli pastori? O perchè stanno in guardia da chi si presenta come un buon pastore mentre è un lupo che vuole la rovina delle pecore?

    1. Cara Serena, un conto è prendere atto della confusione e soffrirne, un conto è reagire per incolparne il Papa, senza considerare che quella confusione c’era già prima. Non creda che sotto il pontificato di san GP II questi stessi – identici – problemi non ci fossero, nonostante la maggior perentorietà delle enunciazioni di quel Pontefice e l’apparente robustezza del suo pontificato.
      Era una confusione che fermentava in silenzio, adesso la questione è alla luce del sole. Tante negatività della Chiesa, negli ultimi anni, stanno venendo alla luce. Questa è una delle tante.
      Sicuramente serve maggiore chiarezza; sicuramente serve diffidare da quelle letture “rivoluzionarie” del Magistero (parlo di letture: è significativo che i 4 cardinali abbiano denunziato “ambiguità” e non “errori” attribuibili al Papa); sicuramente occorre trovare aiuto in uomini di chiesa affidabili (esigenza che c’è sempre stata, in realtà). Ma da qui a mettersi a discutere di come si depone un Papa….

      1. @Sillabo
        Caro Sillabo, sono nata prima del CVII, non sono lefebvriana, vado alla Santa Messa N.O. Ho seguito con gli occhi bene aperti le vicende della Chiesa degli ultimi 40 anni (prima me ne interessavo pochino), e ho studiato benino la storia, (anche da un punto di vista giuridico, e anche della Chiesa). Non sono certo un’esperta in teologia ma non sono del tutto digiuna. Le “negatività” della Chiesa mi sono abbastanza note, e non solo quelle degli ultimi pontificati. Quelle di quest’ultimo però non sono paragonabili a quelle dei precedenti, anche se le do atto che c’era una “confusione che fermentava in silenzio”, ma non era la prima volta nella storia della Chiesa. La differenza fondamentale è che ora questa “confusione” è stata istituzionalizzata, volutamente e per uno scopo ben preciso. A meno che non si voglia dire che ciò è stato fatto a causa di qualche forma di instabilità mentale (mi sembra che questo genere di sintomi sia, in caso, tipico della schizofrenia, ma sinceramente penso che questa sia un’ipotesi da scartare decisamente). Rendere istituzionale la confusione può essere utile per giungere alla presa del potere, per instaurare determinati regimi politici, e storicamente è accaduto diverse volte, non mai ( e ci mancherebbe!) all’interno della Santa Chiesa Cattolica, per lo meno mai da un punto di vista dottrinale: quando ciò è avvenuto si sono rese manifeste una o più eresie fermamente denunciate ed espunte dalla Santa Chiesa. Questa confusione istituzionalizzata è un fatto assolutamente inedito. Mi sembra più che giusto che se ne traggano le debite conclusioni.

        Chiedo scusa al cortesissimo ospite del blog per l’eccessiva lunghezza dei miei ultimi commenti.

  43. Cara Serena, anzitutto vorrei dirti (posso osare un tu?), casomai ti fossi sentita chiamata in causa dal mio messaggio a Don Ezio, che non era a te in particolare che mi riferivo. Detto questo, credo che io e te abbiamo più o meno la stessa “forma mentis” e la stessa sensazione di profondo disagio, anche se affrontiamo il problema con un taglio differente.
    Personalmente, come forse avrai capito, non vedo nella situazione attuale una novità: vedo, piuttosto, le conseguenze di una realtà precedente.
    Limitandoci, per esempio, alle “ambiguità”, io davvero non riesco a non vedere un filo rosso tra quelle contenute nella A.L. e certi paragrafi del CCC. Potremmo metterci con pazienza a vivisezionare quel documento e cercare gli antecedenti: sono sicuro che li troveremmo.
    D’altra parte, se è vero che AL è la ricezione delle conclusioni del Sinodo, basta guardare l’elenco analitico dei voti dati dai Padri a ciascun paragrafo della Relazione Finale: è praticamente tutta la Chiesa – salvo pochi casi – ad aver voluto una certa situazione (poi bisognerebbe vedere quanti, tra tutti quelli che hanno votato “no”, avrebbero voluto conclusioni migliori, il che non è così scontato).
    Il problema, quindi, ha una dimensione (sia temporale che di estensione) che va ben oltre il Papa.
    In questa situazione, invece di farmi venire l’orticaria, reagisco confidando nella Provvidenza: forse è bene che l’ascesso si gonfi fino a scoppiare; forse allora sarà possibile un nuovo “Sillabo” che faccia definitivamente chiarezza e pulizia, ma che adesso potrebbe essere inadeguato o eccessivamente dirompente. Nel frattempo – pur con tutte le riserve del caso – cerco di rimanere fedele al Papa, al quale VOGLIO riconoscere una buona fede ed accordargli la comprensione dovuta a chiunque si trovi ad affrontare una realtà complicata e inedita come quella attuale. Poi, ovviamente, “si vedrà”…

  44. Serena, tanto per fare un esempio della “realtà complicata e inedita” con la quale ci si sta confrontando, guarda questo link che ho appena trovato e, al di là del fatto in sé, considera anche che accoglienza c’é a fenomeni del genere nel mondo mediatico

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/barba-pancione-usa-uomo-transgender-ha-appena-partorito-suo-152510.htm

    In tutta onestà, criticare è giusto e a volte è facile; fare i conti con un mondo come questo – e soprattutto con l’apparato culturale che lo sovrasta – è un problema che, francamente, io non saprei minimamente affrontare.

    1. @Sillabo
      Quando ho scritto la mia precedente risposta non avevo ancora visto la tua seconda con il link che mi hai proposto.
      Dalle tue parole mi sembra di capire (dimmi se sbaglio) che tu ritieni una specie di “attenuante” alla mancanza di fedeltà nella predicazione della dottrina cristiana il fatto che, in quello che Gesù stesso definiva “il Mondo”, si sia giunti ad un punto di degrado e follia inimmaginabile in epoche precedenti. Questo è davvero un errore terribile: più il degrado e la folle perversione delle leggi naturali e divine avanzano, più c’è bisogno di santa fermezza e indomito coraggio nel riaffermarle. Ma quando mai i santi devono arretrare di fronte a fatti e comportamenti, per quanto generalizzati e stravaganti, che offendono profondamente Dio? O non devono piuttosto alzare la voce e gridare forte i diritti di Dio di fronte alle nefandezze? Anche nella piccola realtà di una famiglia, guai se un padre o una madre avvallano gli errori dei propri figli invece di correggerli: sarebbero responsabili della loro rovina. Se poi quelli persistono nell’errore si perderanno, ma almeno non gli avremo dato la spinta per gettarsi nel burrone o, fuor di metafora, per andare all’Inferno. Ho detto proprio Inferno: o dobbiamo aver timore delle parole e di riaffermare la verità dei novissimi?

      1. Proprio così Serena, non bisogna avere paura. L’inferno esiste e per comodità si cerca di dimenticarlo. Meglio una vita scomoda, che è breve, piuttosto della dannazione eterna.

  45. @Sillabo
    Grazie, Sillabo per la tua risposta. Apprezzo molto il tuo equilibrio e la tua pacatezza. Concordo sul “filo rosso”, anche se lo definirei piuttosto “rosato”e comunque non continuo e solido; diciamo pezzetti di filo sfilacciato qua e là. Concordo anche (purtroppo) sulla “dimensione”, che va sicuramente ben oltre il “papa”, e anzi in qualche modo lo precede, e a cui ha spianato la strada. Ti assicuro che non sono tipo da “orticaria”anche se comincio a diventare pittosto allergica, pur non avendone la predisposizione. Desiderando con tutte le mie forze rimanere fedele alla Chiesa apostolica, tento di trovare delle risposte razionali, anche se forse improbabili; questo perché ormai per me è un ostacolo insormontabile riconoscere quale Vicario di Cristo in terra l’attuale vescovo di Roma (per il quale però prego ogni giorno). Non credere che non ci abbia provato, ma la differenza sostanziale rispetto al tuo punto di vista è che secondo me questa situazione attuale, seppur preparata da tutto ciò che la precede, ha determinato un punto di netta svolta dottrinale, anzi per meglio dire di rottura proprio con tutta la tradizione (nel senso proprio di “tradere”) anche se al momento non è ancora così evidente a tutti. Come te mi affido alla Provvidenza; come ben sappiamo, solo Dio decide i tempi e i modi per rivelare i suoi piani che noi poveri mortali ci sforziamo di interpretare. Come dice il Manzoni, “Certo, il cuore, chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà. Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto.” Il mio cuore (e la mia mente) vede ciò che è accaduto come una gravissima frattura alla quale colui che dovrebbe rappresentare Nostro Signore Gesù Cristo ha dato coscientemente il proprio placet. Ti auguro una buona serata!

    1. Gentile Serena, io sono molto più’ critico di Sillabo nei riguardi dell’attuale pontefice, ma non posso mettere in dubbio che egli sia il legittimo Vicario di Cristo e comunque approvo pienamente che lei preghi per lui. Passera’, quando Dio vorra’, anche questa terribile crisi della Chiesa, forse non paragonabile a nessun’altra precedente.D’altro canto, non ci sono mai stati periodi buoni, come pensano alcuni nostalgici frequentatori di questo blog, perche’ gli ultimi tempi sono cominciati con la nascita della Chiesa, come insegna l’Apocalissi, la cui esistenza non e’ che un continuo comAttimento con il principe di questo mondo che pero’ e’ destinato alla sconfitta finale. Se vuole rimanere come comanda il suo nome, mi permetto di consigliarle la lettura di don Divo Barsotti (potrebbe cominciare con le Meditazioni sull’Apocalissi, anche per capire l’ultimo difficile libro della rivelazione, e con la Mistica della riparazione). Non rinuncera’ a vedere le cose come sono, ma rimarra’ salda nella fede.’ Da quanto ho scoperto questo autore, profondissimo teologo spirituale, mistico e poeta, la mia vita e’ cambiata e spero continuera’ a cambiare.

      1. Ohhhhhhh! Finalmente un contributo positivo!!!!!! La lettura delle meditazioni di don Divo Barsotti è proprio una bella cosa.
        Questo bel contributo di Sabino arriva dopo centinaia di messaggi che potrebbero anche essere messi tutti nel cestino. Davvero fa più rumore un albero che cade (non il Papa ma la certezza della dottrina) che un bosco che cresce.

  46. @Sabino
    Splendido commento di Barsotti che ho letto e riletto qualche anno fa. Il Signore lo ha preservato dal vivere questi tristissimi tempi, e sono certa che egli prega ora per noi. Non posso fare a meno di chiedermi però se cambierebbe qualcosa, nel caso avesse dovuto scriverlo oggi.
    Certo che non ci sono mai state “età dell’oro”, e che gli ultimi tempi sono iniziati dalla nascita della Chiesa, questo è ovvio. Gli anticristi ci sono sempre stati, basta leggere San Paolo per esserne consapevoli. Questo non toglie che l’epoca presente sia particolarmente buia, e presenti peculiarità diverse rispetto a tutte le altre. Con questo lungi da me affermare che sia l’ultima; questo solo Dio lo sa, è una decisione riservata al Padre. Certo però possiamo osservare i segni dei tempi, come Gesù Stesso ci invita a fare, anche se non siamo certi di interpretarli correttamente. Inoltre ben conosciamo (e questo sarebbe il momento per ben meditarla) la storia di Ninive.
    Con l’aiuto della Grazia di Dio non si perde la fede, ma si va avanti nella fedeltà con gli occhi aperti, chiedendo a Dio la forza per affrontare tutto ciò che per Sua permissione avvenga, e chiedendo alla Sua e nostra Santa Madre, Regina degli Angeli, protezione dal Male e conforto nei mali.

    1. Gentile Serena, il mio suggerimento era superfluo, visto che lei aveva già’ letto Le meditazioni sull’Apocalisse di don Barsotti, ma mi fa piacere che anche lei sia tra i suoi estimatori. Concordando con lei, voglio ribadire che, sia pure con la prudenza e la misura necessarie, non si può’ tacere di fronte ad un orientamento della Chiesa attuale che sembra aver messa la sordina su verita’ fondamentali della fede che, senza essere formalmente negate, appaiono quasi irrilevanti.
      Don Fonio, visto che lei è’ uno stimatore di don Barsotti, mi permetto di rilevare, dopo aver gia’ risposto brevemente ad una sua osservazione su un mio intervento, come la citazione di Matteo non fosse appropriata ( e che lei ha ribadito con un’ulteriore risposta), alla luce del commento barsottiano sulla prima parte del Vangelo di Matteo. Questi, che scriveva per gli ebrei, prima di iniziare il discorso della montagna, aveva confermato la validita’ della legge (di cui nemmeno uno iota avrebbe dovuto cambiare), anche se lo spirito doveva cambiare alla luce del discorso della montagna, che cosi’ veniva a costituire la carta d’identità’ del cristiano. Il nuovo atteggiamento richiesto di Gesu’ e’ quello dell’amore, sicche’ anche l’antica legge cessa di essere una norma giudica da osservare come un divieto, ma diventa espressione di quell’amore per il Padre che deve riflettersi anche verso gli altri uomini, compresi i nemici. Quello che alla fine della predicazione, Gesu’ dice non e’ una specie di gerarchia tra il comportamento da tenere verso i poveri e i sofferenti e l’osservanza della legge, ma solo la spia del modo con cui questa deve essere osservata. Se là si osserva come una norma formale, essa non giova e non salva, ma se là si osserva come un atto di amore, cioe’ come frutto della grazia, essa salva, perche’ chi la osserva si comporterà’ con amore anche verso il bisognoso. E del resto se non fosse così,’ la violazione dei comandamenti, a cominciare dal non uccidere, sarebbe meno grave del chiudere il proprio cuore, mentre e’ la stessa cosa. Purtroppo questo oggi sembra passare in seconda linea nella attuale predicazione. Un ultimo rilievo. Tutta la Scrittura e’ parola di Dio, sia le parole e le azioni dette e compiute da Gesu’ e raccolte dagli evangelisti, sia gli altri scritti ispirati. E’ tutta deve essere raccolta e compresa nel suo complesso, altrimenti là si tradisce. Sul resto le risponderò’ dopo, perche’ ho gia’ scritto troppo.

  47. Concordo in toto su questo suo ultimo commento. E ho deciso (grazie a lei che me lo ha riproposto) di riprendere in mano gli scritti di Barsotti e di rileggerli alla luce di quanto avviene in questo tempo.

  48. @ Sabino
    Concordo in toto su questo suo ultimo commento. E ho deciso (grazie a lei che me lo ha riproposto) di riprendere in mano gli scritti di Barsotti e di rileggerli alla luce di quanto avviene in questo tempo.

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