MÜLLER, IL PAPA, L’UDIENZA. UNICUIQUIQUE SUUM. UNA LETTERA SU BERGOGLIO DI JOSÈ ARTURO QUARRACINO.

Marco Tosatti

Ho lasciato passare qualche manciata di ore per tornare a parlare di Müller e del Pontefice.

Tre giorni fa vidi che il sito americano OnePeterFive pubblicava una ricostruzione dell’ultima udienza del Papa al Prefetto della Congregazione per la Fede: quella in cui gli ha annunciato il non rinnovo del mandato.

Mi è sembrato interessante. OnePeterFive è un sito informato e serio. L’autrice dell’articolo, Maike Hickson, è una collega estremamente precisa ed affidabile, specialmente per quanto riguarda la Germania.

Di conseguenza ne ho tradotto una parte, rimandando all’originale. Era chiaro, detto e scritto, che non si trattava di roba mia. Semplicemente rendevo conto di un’inchiesta condotta da altri. Per onestà; la notizia non era mia, non avevo svolto nessuna ricerca in merito, ed era giusto attribuire onori e oneri a chi di dovere.

E infatti scrivevo: “Fino a questo momento non è stato possibile ottenere una conferma o una smentita di questo racconto. Che però, vista la solidità delle fonti, OnePeterFive tende ad accreditare come reale”.

Poco più tardi è giunta una breve mail di smentita di Greg Burke, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; l’ho pubblicata, e modificato il titolo di conseguenza, tenendone ovviamente conto.

Perciò mi ha stupito, e fatto riflettere, vedere come alcuni colleghi, che riportavano una smentita fatta dal card. Müller alla ricostruzione dell’incontro scritto da OnePeterFive, mi attribuissero l’articolo. Non ho problemi a prendere rischi e anticipare notizie, che altri non danno, per esempio quella del licenziamento ingiustificato di tre dipendenti di Müller per ordine del Papa; poi confermata. Anzi, direi che è uno dei piaceri di questo mestiere. Se no, ci riduciamo a fare i passaveline. Ma non mi piace che ciò che appartiene ad altri mi venga attribuito. O che mi vengano attribuite fakenews, o disegni tenebrosi, come si è permesso di fare un collega.

Devo confessare che in una certa misura sia la lettera di Greg Burke, che questo coinvolgimento indebito mi fanno piacere. Sono un segnale di attenzione verso il mio lavoro, così minuscolo ma evidentemente non privo di una sua traccia. Non insignificante. Se Stilum Curiae non avesse un suo seguito, queste operazioni – compresa quella di cercare di attribuirgli cose non sue – non avverrebbero.

Sul fatto in sé c’è qualche riflessione da fare. Se anche Müller in qualche situazione conviviale si fosse lasciato scappare qualche cosa che non avrebbe dovuto dire; se qualcuno l’avesse sentito e riportato; se i colleghi americani di One Peter Five, per difendere le proprie fonti, come è giusto, preferissero incassare una smentita prevedibile, da parte del Vaticano e del cardinale, invece di testimoniare la solidità del loro convincimento e della loro informazione; ebbene, tutto questo non potrebbe stupire chi si occupa di informazione da mezzo secolo. Sarebbe semplicemente nell’ordine delle cose. Così come non stupisce la smentita di Müller. In questi quattro anni ha ingoiato rospi di ogni genere, colore qualità e dimensione, pur di non irritare il principale. Che cosa gli costa una smentita, specie se riguarda una sua eventuale indiscrezione, fatta in un momento di sicuro turbamento emotivo (ancora sotto botta, direbbero a Roma)?

Azzardo un’ipotesi. Non credo che questa vicenda si fermerà qui. Perché in tutta la storia ci sono troppi dettagli, troppe circostanze che impediscono di pensare che sia una simpatica invenzione. Penso che sarà interessante seguire, nelle prossime settimane i media tedeschi.

Detto questo, dobbiamo però ricordare a chi parla di fakenews – balle, in buon italiano – che stiamo trattando di dettagli in un episodio di estrema gravità. Cioè: ci scandalizziamo, o meno, discutendo se la pedata nel sedere a Müller sia stata data con uno scarpino da ballo o uno scarpone da montagna. Sempre pedata è e resta, senza precedenti storici negli ultimi decenni e senza motivo. Müller stesso, il conciliante Müller, che ancora spera di poter svolgere un ruolo di mediazione fra il Pontefice e i suoi critici, l’ha detto: “Non posso accettare uno stile del genere”. E il fatto che il cardinale, così ansioso di non mettersi contro il principale sia sbottato in frasi come: “La dottrina sociale della chiesa deve valere anche a Roma” nelle relazioni con i collaboratori nel lavoro, mi sembra ben più grave del fatto se il Pontefice gli abbia rivolto domande strane o se ne sia andato senza salutarlo. Fakenews? Ma per favore…

Un caso isolato? Mi ha scritto, rispondendo a un commento su Stilum Curiae, Josè Arturo Quarracino, nipote del cardinale Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires. Ecco il testo: “Sono argentino, nipote del fu cardinale Antonio Quarracino (il predecessore dell’allora mons. Bergoglio nell’arcidiocesi di Buenos Aires). Conosco quello che oggi è papa Francesco dall’anno 1973. L’ho visto anche agire come “proprietario” reale dell’Università del Salvador e come pastore dell’arcidiocesi porteña. Non voglio abbondare in dettagli, ma quello che è narrato nell’articolo si adatta molto alle procedure abituali dell’allora cardinale arcivescovo e cancelliere universitario. Come dice l’espressione ‘se non è vero è ben trovato’”.

Qui il nipote del cardinale dà per autentica la ricostruzione di OnePeterFive: “Non credo in nessuna maniera che il card. Müller abbia mentito. Conosco di prima mano il ‘terrorismo gesuitico’ esercitato per smania di potere così come la rete di informatori sparpagliati nelle zone di influenza e i sotterfugi e le ambiguità rispetto a questioni fondamentali. Fra l’articolo e il portavoce vaticano rimango con la versione del primo, senza alcun dubbio”.

E mi sembra che non sbagli.



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383 pensieri su “MÜLLER, IL PAPA, L’UDIENZA. UNICUIQUIQUE SUUM. UNA LETTERA SU BERGOGLIO DI JOSÈ ARTURO QUARRACINO.”

  1. Dottor Tosatti, semplicemente GRAZIE per il lavoro che fa. Lei fa onore alla professione di giornalista, rende un genuino servizio alla Chiesa e ai fedeli, e si distingue dalla massa dei pecoroni. Valgo meno di niente, ma vorrei farle sapere la mia vicinanza e la costante preghiera per lei.

  2. Marco, non si fidi mai dei seguaci del profetizzato “Pastore ignorante e falso profeta” Francesco; ma neanche dei suoi chierichetti, i Müller, Sarah…, ed anche quelli che stanno in silenzio che sono tutti.
    Perché mente chi sapendo la verità dice il contrario. Mente quello che dice una parte della verità e tace l’altra parte. E mente quello che potendo dire la verità, sta in silenzio.

    1. Caro Angel Manuel

      purtroppo nessuno è perfetto… ma da qui a diffidare di Sarah o di Mueller mi pare ci sia una bella differenza di sostanza…

      Stiamo guardinghi, diffidiamo dei pifferai (mettendo in discussione anzitutto noi stessi), critichiamo pure, anche aspramente, ma sempre con carità cristiana e cercando di non passare dalla parte del torto…

      1. @Luigi9:
        Lei è molto libero di seguire e con garantire in quello profetizzato in Zaccaria ed Apocalisse come “Pastore ignorante e falso profeta” Francesco, nei suoi seguaci, nei suoi chierichetti e in tutti quelli quali stanno in silenzio per paura o convenienza davanti a questa situazione.

        1. @Angel Manuel

          ma se “buttiamo” Sarah, chi possiamo tenere (oltre ai 4 dei dubia (ora 3) ?
          Siamo noi cosi’ perfetti da lanciare la “prima pietra” ?
          Almeno in questi casi non le pare che un po’ di misericordia la dobbiamo usare anche noi?

    2. Marco:
      Nel 2013 citai a questi due argentini che conobbero molto bene Jorge Mario.
      Uno è Omar Bello, morto in incidente di automobile in estranee circostanze che lo definiva nel suo libro El verdadero Francisco: “LE GUSTA EL PODER”.
      L’altro è Marcelo González editore di Panorama Católico Internacional, e così gli citava a suo tempo nel mio blog e che per la sua importanza egli cito:
      Adición:
      DEL RENCOROSO JORGE MARIO BERGOGLIO SÍVORI AL FARSANTE FRAN”CISCO”
      Escribe Marcelo González director de Panorama Católico Internacional, 18 de diciembre de 2013: Lo que los europeos van viendo y que los argentinos ya sabíamos
      “Francisco, como el tero [como el cuco], grita en un lado y pone los huevos en otro.
      Y no es poco. Toda su gestualidad misericordiosa, sus sugerencias de “democratización” de la Iglesia, su derrame de amor hacia todos, en Buenos Aires resultaron muy distintos: un furioso ensañamiento contra sus “enemigos”, una centralización increíble de las decisiones del poder, no solo en su archidiócesis sino también en la Iglesia argentina toda, de la que tras varias maniobras políticas se adueñó con notable habilidad.
      Y sobre todo, una memoria rencorosa: no perdona a sus adversarios. Se sienta a comer la cena bien fría de la revancha. Tarde o temprano, el momento llega”: http://panoramacatolico.info/articulo/lo-que-los-europeos-ahora-van-viendo
      Y esto es lo que escribió Marcelo González el 13 de marzo de 2013 una vez elegido Fran”cisco”:
      “De todos los candidatos impensables, Jorge Mario Bergoglio es quizás el peor. No porque profese abiertamente doctrinas contra la fe y la moral, sino porque, a juzgar por su actuación como arzobispo de Buenos Aires, la fe y la moral parecen haberle sido indiferentes.
      Enemigo jurado de la misa tradicional, no ha permitido sino parodias en manos de enemigos declarados de la liturgia antigua. Ha perseguido a todo sacerdote que se empeñó en usar sotana, predicar con solidez o que se haya interesado en la Summorum Pontificum.
      Famoso por la incontinencia (a veces ininteligibilidad de sus alocuciones y homilías), dado al uso de expresiones vulgares, demagógicas y ambiguas, su magisterio no puede decirse que sea heterodoxo sino inexistente por lo confuso.
      Su entorno en la Curia de Buenos Aires, salvo algunos clérigos, no se ha caracterizado por la virtud de sus acciones. Muchos están gravemente sospechosos de conducta inmoral.
      No ha perdido ocasión de realizar actos en que cedió la catedral a judíos, protestantes, islámicos, e incluso a elementos sectarios en nombre de un diálogo interreligioso imposible e innecesario. Son famosas sus reuniones con los protestantes en el estadio de espectáculos Luna Park, donde reiteradamente, junto con el predicador de la Casa Pontificia Cantalamessa, ha sido “bendecido” por pastores protestantes, en un acto de culto común donde en la práctica dio por válidos ciertos poderes sacramentales de los telepastores.
      Esta elección es incomprensible: no es políglota, no tiene experiencia curial, no brilla por su santidad, es flojo en doctrina y liturgia, no ha combatido ni el aborto ni el matrimonio homosexual. Nunca se ha jugado por nada más allá de permanecer en posiciones de poder.
      Dios ampare a la Iglesia. Nunca se puede descartar por humanamente difícil que parezca, la posibilidad de una conversión… y sin embargo, el futuro nos causa terror”: http://panoramacatolico.info/articulo/el-horror

          1. Non rispondo della traduzione:
            DEL RANCOROSO GIORGIO MARIO BERGOGLIO SÍVORI AL FALSO FRAN”CESCO”
            Scrive Marcelo González direttivo di Panorama Católico Internacional, 18 dicembre di 2013: Quello che gli europei continuano a vedere e che gli argentini sapevamo già
            “Francisco, come il tero [come il cuculo], grida in un lato e mette le uova in un altro.
            E non è poco. Tutta la sua gestualidad misericordioso, i suoi suggerimenti di “democratizzazione” della Chiesa, il suo spargimento di amore verso tutti, a Buenos Aires risultarono molto distinti: un furioso accanimento contro i suoi “nemici”, una centralizzazione incredibile delle decisioni del potere, non suolo nella sua arcidiocesi ma anche nella Chiesa argentina tutta, della quale si impadronì con notevole abilità dietro varie manovre politiche.
            E soprattutto, una memoria rancorosa: non perdona ai suoi avversari. Si siede a mangiare la cena ben fredda della rivincita. Presto o tardi, il momento arriva”
            E questo è quello che scrisse Marcelo González il 13 di marzo di 2013 una volta eletto Fran”cisco”:
            “Di tutti i candidati impensabili, Jorge Mario Bergoglio è magari peggio il. Non perché professi apertamente dottrine contro la fede e la morale, bensì perché, a giudicare dalla sua attuazione come arcivescovo di Buenos Aires, la fede e la morale sembrano essergli stato indifferenti.
            Nemico giuria della messa tradizionale, non ha permesso bensì parodi in mani di nemici dichiarati della liturgia antica. Ha perseguito ad ogni sacerdote che si impegnò ad usare veste talare, predicare con solidità o che si sia interessato alla Summorum Pontificum.
            Famoso per l’incontinenza, a volte inintellegibilità delle sue allocuzioni ed omelie, dato all’uso di espressioni volgari, demagogiche ed ambigue, il suo magistero non si può dire che sia eterodosso bensì inesistente per la cosa confusa.
            Il suo ambiente nella Curia di Buenos Aires, salvo alcuni chierici, non si è caratterizzato per la virtù delle sue azioni. Molti sono gravemente sospettosi di condotta immorale.
            Non ha perso occasione di realizzare atti in cui cedè la cattedrale ad ebrei, protestanti, islamici, e perfino ad elementi settari a nome di un dialogo interreligioso impossibile e non necessaria. Sono famose le sue riunioni coi protestanti nello stadio di spettacoli Luna Park, dove reiteradamente, insieme al predicatore della Casa Pontificio Cantalamessa, è stato “benedetto” da pastori protestanti, in un atto di culto comune dove nella pratica diede per validi certi poteri sacramentali dei telepastores.
            Questa elezione è incomprensibile: non è poliglotta, non ha esperienza curiale, non brilla per la sua santità, è floscio in dottrina e liturgia, non ha combattuto né l’aborto né il matrimonio omosessuale. Non si è giocato mai là per nient’altro di rimanere in posizioni di potere.
            Dio protegga alla Chiesa. Non può scartarsi mai per umanamente difficile che sembri, la possibilità di una conversione e tuttavia, il futuro ci causa terrore”.

          2. E’ per questo che lui (Francesco) in Argentina non ci vuole tornare… troppi scheletri negli armadi ???
            GPII e BXVI (ed in partcolar modo Benedetto, considerando la differenza tra una Germania (ormai scristianizzata) ed una Polonia, per come la fede è vissuta in questi due paesi) sono andati in viaggio nei rispettivi paesi quasi subito dopo l’elezione.
            Bergoglio dopo 4 anni, ancora no… certamente sarà una pura coincidenza (diranno i bergogliani).

  3. Accidenti dott Tosatti lei è troppo eroico e informato….mi dispiace per i cari amici bergogliOni ma non posso lasciare questo fantastico blog. Quanto afferma Quarracino è solo una conferma di quanto già purtroppo sapevamo e stiamo iniziando a sperimentare sulla nostra pelle. Che Maria la sostenga e la Protegga dott Tosatti.

      1. Mi permetta, Dott. Tosatti, di esprimerle la mia convinta adesione al suo lavoro e la più profonda gratitudine per questa zona franca di cristiana libertà in un momento di dittatura gesuitica del relativismo e di protestantizzazione e mondanizzazione della Chiesa Cattolica. Sono rimasto disgustato da una recente discussione su questo blog in cui anime belle bergoglione si sono letteralmente arrampicate sugli specchi con argomentazione capziose e formalistiche pur di affermare che “va tutto bene Madama la Marchesa” e che il nostro amato Pontefice si attiene alla più genuina Tradizione cattolica, forte di una indefettibilità ed infallibilità che lo accompagnano in ogni luogo ed in ogni momento, anche quando si reca alla toilette per i doveri imposti da madre natura… Ma fatemi il piacere!!!…
        Continui così. Non resteremo a guardare inerti il papampero mentre manda la Barca di Pietro a sfracellarsi sugli scogli del mondo e di Satana! A noi la battaglia, a Dio la vittoria!

    1. Giusy, mi rallegro del fatto che resti!

      Essendo a scorno dei Bergogliolatri e di color che preferirebbero omertà per far credere che tutto va bene mentre si adoperano per sottomettere la Santa Chiesa al (Principe del) Mondo e della Menzogna, me ne rallegro doppiamente.

  4. pensavate che il terrore fosse finito con la morte di Robespierre? Vi sbagliate, ha cambiato dopo due secoli città: Roma, e per mano di un uomo di Chiesa.

  5. Errare e’ umano, perseverare è diabolico. Siamo al solito : poiché un fatto non avvenuto e’ verosimile, e’ come se fosse avvenuto. Come arrampicarsi sui vetri..

    1. Ma l’hai letto tutto l’articolo?
      Cito: se i colleghi americani di One Peter Five, per difendere le proprie fonti, come è giusto, preferissero incassare una smentita prevedibile, da parte del Vaticano e del cardinale, invece di testimoniare la solidità del loro convincimento e della loro informazione; ebbene, tutto questo non potrebbe stupire chi si occupa di informazione da mezzo secolo. Sarebbe semplicemente nell’ordine delle cose. Così come non stupisce la smentita di Müller. In questi quattro anni ha ingoiato rospi di ogni genere, colore qualità e dimensione, pur di non irritare il principale. Che cosa gli costa una smentita, specie se riguarda una sua eventuale indiscrezione, fatta in un momento di sicuro turbamento emotivo (ancora sotto botta, direbbero a Roma)?

      Azzardo un’ipotesi. Non credo che questa vicenda si fermerà qui. Perché in tutta la storia ci sono troppi dettagli, troppe circostanze che impediscono di pensare che sia una simpatica invenzione. Penso che sarà interessante seguire, nelle prossime settimane i media tedeschi.

      1. Quadratino dice che il fatto secondo lui e’ verosimile. Ma non ha nessun titolo per affermare che e’ realmente accaduto. Quindi al fine di confermare quanto accaduto nel colloquio tra Muller e il papa, il suo intervento varrebbe meno di zero in un processo. Il cervello lo spegne chi confonde il verosimile (simile al vero, secondo lui) con il reale.

    2. Caro Salvi,

      uno puo’ anche accettare la smentita, ma se per fare questo uno deve per forza spegnere il cervello…
      A buon intenditor…

  6. Anch’io la ringrazio di vero cuore, caro Tosatti, e la difenderò sempre da chi la attacca per affossare la verità sulle bassezze e meschinità di un clero che ormai non è più tale, ma solo un’ accozzaglia di politicanti, senza più un briciolo di fede e di carità, dal vertice alla base di quella che non è più la Chiesa di Cristo, ma la controchiesa di Lucifero. Che Dio la conservi e la protegga.

  7. Il Papa è interessato ad avviare processi…

    Per il momento è indubbio che abbia ben avviato un grandissimo processo, quello alla Verità,
    che infatti è sotto processo!

    1. L’articolo “linkato” da Kosmo è nel solito stile (ah, lo stile….) di chi l’ha scritto.
      Obbedisce agli ordini dei padrone del vapore, nulla di nuovo quindi.
      La storiella del cartello (una puttanata, perdonatemi la parola vi prego) serve per gettare un po’ di fumo: questa faccenda non potrà finire a tarallucci e vino.

      Altro che “ricostruzioni fantasiose”: è proprio il suo stile…

      Muller è stato trattato male ed irriso.
      Come del resto Bergoglio ha sempre fatto da quando ha avuto un po’ di potere: nei Gesuiti e poi come Vescovo di Buenos Aires.

      Ma, come si vede, i nodi vengono al pettine: nessun Tornielli e/o Introvigne e/o Badilla e/o altri leccascalze potranno salvarlo. E’ un cafonje. Punto.

      E come ha cacciato il Cardinale Muller ha trattato tutti i suoi nemici (come ci conferma Quarracino oggi). E pare che in Curia a Buenos Aires si raccontavano come avevano cacciato i “nemici” e si facevano grasse risate compiacendosi del male compiuto. Come dire: materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso.

      Rispetto e amore per la persona (che fino all’ultimo istante della vita potrà chiedere perdono a Dio dell’immenso male compiuto) ma non possiamo tacere.

      Il “resto” (e che resto!!!!) lo farà la Vergine Santa, Madre della Chiesa.

      Ciao amici, grazie dottor Tosatti.

      1. @ A tutti gli amici del forum

        Vi voglio confidare un “pettegolezzo” romano di una persona che ho conosciuto e che ha una attività commerciale in prossimità delle mura leonine: ebbene lui mi ha detto un paio di mesi fa “lei si è mai chiesto perchè, dopo 4 anni, papa Francesco non ha ancora fatto un viaggio in Argentina ?” ….

        Anche qui, a buon intenditor …

    2. @KOSMO Leggi sempre sulla Stampa che s’è finalmente aperto uno squarcio giuridico sull’attico del card. Bertone e dei responsabili dell’ospedale Bambin Gesù per distrazione di un po’ di €uro per farlo adattare all’ uso che ne fa l’attuale inquilino/proprietario. Sempre utile in ogni caso informarsi su tutto.

      1. e mica il card. Bertone affermava di essere “misericordioso”, e ci esortava (pena la scomunica) a regalare le nostre case agli altri…

      2. Quello di Bertone, se è vero, è uno scandalo, di fatto ormai marginale, è da quattro anni che da buon ratzingeriano è stato messo a tacere e isolato.
        Molto meno marginali sono gli scandali finanziari e gay friendly di Paglia a Terni, ai quali non è seguita nessuna indagine, nessuna condanna mediatica, ma addirittura un elezione al potere.
        Non ci sono parole.

        1. Tutti cadiamo, magari se fossimo stati noi al posto loro chissà cosa di peggio avremmo fatto.
          Ma per lo meno non andavamo a farci “belli” su quanto siamo “misericordiosi” e quanto sia bello “vivere in povertà”. E’ questo lo scandalo maggiore.

        2. E che dire del conto di 12 milioni di dollari del neo-eletto cardinale del Mali? faccenda subito messa a tacere: ma non spiegata , solo come al solito le solite auto-assoluzioni, è tutto normale, circolare gente, circolare.

        3. @LILLO

          definire “buon ratzingeriano” il card. Bertone mi sembra … eccessivo 😉

          Il card Bertone ha fatto enormi danni a Papa Benedetto XVI, anche a detta di diversi cardinali che, qualcuno anche di recente, lo hanno accusato di non aver abbastanza aiutato e protetto il papa che lo aveva degnato di così tanta fiducia.

          Perché mai Ratzinger (che pure conosceva bene da anni Bertone per averlo avuto come collaboratore, fra l’altro addetto al “lavoro sporco” di disinformazione su Lucia di Fatina e l’ultima parte del “segreto”) abbia fatto l’errore di sceglierlo come segretario di stato e poi di tenerselo fino all’ultimo, anche ben oltre l’età del pensionamento, è un altro dei MISTERI VATICANI 🙁

          1. Non intendevo nel senso di pensiero teologico, ma riguardo al fatto di essere segretario di stato sotto di lui, roba vecchia insomma, roba indietro.
            Il Comandamento di Francesco è avanti, avanti!” (adelante Pedro adelante )

          2. Ha tenuto qualche vecchio, inutilizzato, giusto per dare una parvenza di continuità, ma ormai ne è rimasto solo uno, Sarah, speriamo sia un highlander!

    3. Da cattolica avrei preferito che le parole in bella mostra nello studio del Papa fossero quelle di Santa Teresa D’Avila:

      “Solo Dio basta”

      “Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Tutto passa, solo Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto.
      Chi ha Dio non manca di nulla: solo Dio basta!
      Il tuo desiderio sia vedere Dio, il tuo timore, perderlo, il tuo dolore, non possederlo,
      la tua gioia sia ciò che può portarti verso di lui e vivrai in una grande pace”.

      Chissà, forse un giorno… come diceva il Manzoni “Giova sperare, mio caro Renzo”

      E noi dobbiamo continuare a sperare.

  8. Posso affermare che anche le suore bergogliane si comportano allo stesso modo. Buttano fuori dalle case per ferie quelli che non sono d’accordo con il loro “pastore idolo”.

  9. Grazie dott. Tosatti, grazie per la sua schiettezza, il suo garbo, la limpidezza della sua anima ed il suo amore verso la Chiesa di Gesù Cristo. Che Dio la benedica.

  10. Bergoglio che fa commuovere fino alle lacrime il laico cardinale Scalfari per la sua attenzione e dolcezza.
    Bergoglio che caccia in un minuto, quali siano state le modalità, il cardinale Müller senza spiegazioni e ringraziamenti.
    È la riedizione della politica dei “due forni” di andreottiana memoria?
    O la nuova misericordia a geometria variabile?

    1. L’ho letto quel foglietto, già dal titolo si raddrizzano i capelli: “Prima la coscienza, poi le regole” capito???
      Prima decido io, poi se ho tempo e voglia quel che dice il Vangelo!!!!

  11. Grazie a lei sig. Marco e grazie pure a tutti gli amici di questo blog, il quale ormai è diventato un appuntamento piacevole e soprattutto interessante per gli argomenti trattati con serietà (cosa non da poco oggi..)

    Sicuramente il cattolico oggi sta davvero soffrendo perché con questo papato non trova una via di uscita; ormai si è capito bene dove vuole portare la Chiesa, e io non ci sto. Difenderò sempre i nostri pastori che danno la vita per le loro pecore, come una mamma dà la vita per i propri figli. Ci si unisce con tutti: musulmani protestanti atei denigratori……, ma il vero cattolico è bastonato!
    Mia sorella un giorno disse al suo sacerdote: c’è mia sorella (io) che mi riempie il cassetto con messaggi dove si dice che bisogna prendere la comunione in bocca ( Deve essere molto piccolo questo cassetto visto che erano due messaggi, meglio due link). Il sacerdote ridendo le ha risposto che noi siamo fanatici e di lasciarci perdere……una mia amica che era presente si è scatenata nel rispondere a questo sacerdote, il quale non ha fatto altro che andarsene…
    Possibile che si è arrivati al punto di offendere così il Signore nella sacra Eucarestia dove ognuno ormai ne fa ciò che vuole?
    Speriamo in bene, perché ormai l’apostasia c’è, ma c’è anche una gran profanazione nei riguardi dell’Eucarestia, dall’entrata in chiesa fino all’uscita.

    Buona giornata a tutti

    1. La PROFANAZIONE DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA è l’aspetto più inquietante della “nuova chiesa” (che, è sempre bene ricordarcelo, esisteva già prima del 13 marzo 2013. Solo che viveva nascosta, vergognosa: ora è sfacciata e prepotente).

      Questo è il segno inequivocabile che ci troviamo di fronte a furiose spinte anticristiche (l’àpice della messa nera non è la pur orribile fase orgiastica -che infatti può anche non esserci- ma la PROFANAZIONE DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA) che infatti proveranno a modificare la Santa Messa.

      Ovviamente diranno che sono aggiornamenti liturgici, adeguamenti al Concilio ed altri pretesti. In realtà con la scomparsa della Epiclesi, delle parole consacratorie (Quam oblatiónem tu, Deus, in
      ómnibus, quæsumus bene † díctam,
      ad † scríptam, ra † tam, rationábilem,
      acceptabilémque fácere dignéris ut
      nobis Cor † pus et San † guis
      fiat dilectíssimi Fílii tui Dómini nostri
      Iesu Christi.) e con la soppressione di “QUESTO E’ IL MIO CORPO” (Accípite, et manducáte ex hoc ómnes:
      HOC EST ENIM CORPUS MEUM. Accípite et bibíte ex eo ómnes:
      HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI,
      NOVI ET ÆTERNI TESTAMENTI,
      QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR
      IN REMISSIONEM PECCATORUM.
      Hæc quotiescúmque fecéritis, in mei memóriam faciétis).

      Ecco il sogno della massoneria, del satanismo e di satana stesso: eliminare l’Eucaristia.

      Lutero aveva lo stesso sogno , come si può leggere nel breve articolo “Quando la Messa sarà distrutta”, cosi parlò Martin Lutero” (chi vuol leggerlo: https://linformatoreweb.wordpress.com/2017/02/07/quando-la-messa-sara-distrutta-cosi-parlo-martin-lutero/ ) .

      E noi senza Eucaristia NON POSSIAMO VIVERE.

        1. Alessandro2

          Che, precisiamo per i tanti che per decenni non ci avevano mai fatto caso per ignoranza (io compreso) è una VECCHIA TRUFFA, vecchia di decenni, perpetrata dai vescovi che comandavano (e comandano) in Italia e purtroppo “lasciata correre” dai papi che si sono succeduti (santi compresi).

          Questa (almeno questa) truffa NON è legata alla “nuova messa” di Paolo VI, che nasce in latino e per quanto ne so continua ad avere l’evangelico PRO MULTIS (nell’originale greco è sempre così, dai tempi apostolici).

          Benedetto XVI (e poi il card. Sarah) sembrava che finalmente volesse rimediare ma sappiamo quello che è successo.

          1. @ Alessandro2
            Non solo in Italia ma anche, per conoscenza personale, sia in Germania che in Austria, e con certezza anche in Svizzera e nel Liechtenstein, ove viene usato lo stesso messale, il “pro multis” diviene nella celebrazione dell’eucharestia “für alle” (per tutti). E quando Benedetto XVI timidamente fece presente che nel nuovo messale si doveva ritornare al “für viele” (per molti) e bisognava preparare i fedeli al cambiamento, spiegando loro che cosa il “pro multis” implicasse, ci fú una rivolta tra il clero e le punte progressiste dei fedeli.

    2. @Enza: non si preoccupi, vada avanti e faccia finta di niente. Io ho imparato questo metodo da Sua Santità: dico quello che voglio fare, avvio un processo e poi se gli altri sono d’accordo con me va tutto bene, altrimenti faccio orecchie da mercante e vado avanti lo stesso (dalle mie parti si dice “avere la faccia come il cu…lo”).
      Il mio parroco, a mia precisa richiesta di ricevere la comunione in ginocchio, gli si sono rizzati i capelli esclamando “no, no, no…” e subito dopo “perché?”. Alla mia risposta “Per rispetto” mi ha detto che Gesù era un amico e che quell’atteggiamento era troppo deferente.
      Lo sa cosa ho fatto? Ho scelto di farmi 40 km ogni domenica per andare alla S.Messa in rito romano antico.
      Io vado ad adorare “Sua Divina Maestà” [rif. “Esposizione delle Sacre Cerimonie – Giuseppe Baldeschi 1852], non mi vado a fare lo spritz con mio cognato.
      Quindi insista e vada avanti per sua strada!!

  12. FRANCESCO VUOLE AVVIARE PROCESSI

    La Messa è sotto processo,

    il Catechismo della Chiesa Cattolica è sotto processo,

    il Sacerdozio è sotto processo,

    il Vangelo, causa mancanza registratori, è sotto processo,

    la Tradizione è sotto processo,

    il Magistero è sotto processo,

    il Dio Cattolico, Dio non è Cattolico, è sotto processo,

    i Comandamenti sono sotto processo,

    verranno tutti processati?
    Lo sapremo nelle prossime puntate!

      1. Alla fine però il conto che conta arriverà a tutti, anche a lui. Io mi preoccupo del mio, lui dovrà preoccuparsi anche dei conti di tutti coloro sui quali ha avuto influenza da misericordia.

  13. Stimatissimo dott.Tosatti, la seguo da in po’ in modo assiduo, pur commentando molto raramente. Oggi però desidero anch’io ringraziarla per l’ottimo e meritorio lavoro che svolge al servizio della verità. Mi è capitato proprio poco fa “girovagando sul web di leggere un presunto messaggio della Madonna di Anguera. Ho una formazione molto razionale e perciò fatico a prendere sul serio messaggi e veggenti, ma in questo “messaggio” mi hanno colpito queste particolari parole: ” Non dimenticate: Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio. Avanti nella difesa della verità”. Mi permetto di farle mie e di rivolgerle a lei: continui, la prego, questa sua opera che fa del bene a tutti noi!

    1. @Serena

      Anch’io per carattere sono molto prudente con le “apparizioni”, dove tante volte ci sono imbrogli o autosuggestioni.

      Non ho ancora studiato approfonditamente il caso di Anguera ma da 2-3 anni ho cominciato a leggere qualche cosa su internet e ad ascoltare le belle catechesi, semplici e cattoliche al 100%, del sedicente veggente Pedro Regis.
      Ho trovato per il momento un episodio poco chiaro (dove per lo meno c’è reticenza) con la famosa profezia su “Kasper” … oppure su “K” ????, quindi mi sembra doveroso mantenersi prudenti.

      Ciò premesso, mi sta venendo da pensare che sia PROVVIDENZIALE che l’arcivescovo di Pedro Regis (cioè l’ordinario che ha competenza su Anguera) NON non si sia espresso sulle asserite apparizioni, pur avendo da 20 anni la sua diocesi brasiliana in corso un’indagine sul fenomeno e mostrandosi benevolo verso Regis e la comunità che prega insieme a lui:
      così Regis è libero da ogni SILENZIAMENTO diversamente richiedibile dalle alte gerarchie vaticane per “fare indagini”, per “provarne l’obbedienza”, ecc. (vedi caso di Glauber per le apparizioni regolarmente riconosciute canonicamente dall’allora ordinario di Itapiranga).

      1. @Acchiappaladri
        Se vuole potremmo confrontarci su questo argomento privatamente, quando avrò risolto il problema dei virus sulle email… Buona giornata!

      2. Al riguardo è da rimarcare il richiamo a Ghiaie di Bonate, che il veggente Pedro Regis nemmeno sapeva esistesse. Quella vicenda fu una delle tante vergognosamente “distrutta” dalla protervia di un monsignore che si intromise senza averne titolo, rovinando poi la vita alla veggente Adelaide Roncalli. Uno dei tanti casi in cui la Chiesa, per mano di suoi indegni “ufficiali” ha fatto strame del soprannaturale.

        1. Anche tanti italiani non conoscono la storia di Ghiaie di Bonate.
          Informatevi, adesso su internet si può!

          Quanti preziosi insegnamenti della Chiesa sarebbero stati non dico riscoperti, perchè allora la situazione non era quasi disperata come di questi tempi, ma riaffermati con forza… ma la “misericordia pelosa” si stava facendo strada già allora nella Chiesa: non poteva essere stata la Madonna a dire certe cose (biblicamente corrette!) troppo dura e senza cuore nei confronti di chi soffriva!

          Ma non si toglie mica il bisturi di mano al chirurgo che aprirà un doloroso squarcio nella carne, se lo fa per asportare la cancrena, se no l’infezione progredirà …

          Precisamente quello che è accaduto in tante famiglie che, se avessero potuto conoscere e se si fossero fidate degli avvertimenti della Madonna, avrebbero garantito una società sana.

    2. Altra frase ricorrente e densa di significato della Madonna angueriana: “In Dio non c’è mezza Verità”.

      Mezza Verità… un quarto di Verità… niente Verità.

      Prima la coscienza, e poi tutto il resto… ammesso che qualcosa sia rimasto.

  14. Gentile Dott Tosatti il suo lavoro non passa inosservato perché Lei è un giornalista onesto e rigoroso alla ricerca della Verità. Gli altri passano inosservati perché fanno parte del coro è degli allineati….Detto questo mi permetto di segnalare a Lei ed a tutti i lettori di Milano questa iniziativa di preghiera per strappare una Grazia al Cielo per il piccolo Charlie. Chiedo ai lettori che non potranno essere presenti di pregare comunque il Santo Rosario in unione con i partecipanti milanesi. Grazie, Nicola.

    https://www.riscossacristiana.it/domenica-16-luglio-a-milano-un-s-rosario-per-charlie-gard/

    1. E’ per questo che lui (Francesco) in Argentina non ci vuole tornare… troppi scheletri negli armadi ???
      GPII e BXVI (quest’ultimo in particolare, considerando la differenza tra una Germania ed una Polonia, per come la fede ü vissuta in questi due paesi) sono andati in viaggio nei rispettivi paesi quasi subito dopo l’elezione.
      Bergoglio dopo 4 anni, ancora no… certamente sarà un coincidenza (diranno i bergogliani).

  15. Come disse Sgarbi,
    “dopo Pio IX,è tornato il Papa Re”.
    Solo che Pio IX era Re dei territori pontifici,
    questo forse crede di essere
    Re dell’Universo!

  16. Buongiorno a Tutti, anch’io sono uno di quelli che legge e non commenta, ma in questo momento credo che un grande grazie al dott. Tosatti sia da rendere pubblico, perché quello che viene pubblicato qui (anche in tutti i commenti) è molto utile per leggere ‘i segni dei temp’. Grazie e che Dio ci benedica Tutti

  17. “..Sarà trattato come un santo vivente. Non una parola che uscirà dalla sua bocca sarà messa in discussione. Inoltre, egli sembrerà avere dei doni soprannaturali e la gente crederà immediatamente che possa fare dei miracoli. Chiunque gli si opporrà sarà criticato e considerato un eretico. Tutte queste anime accusate di essere eretiche saranno emarginate e date in pasto ai cani.

    Tutta la Verità, riguardante i Miei Insegnamenti, verrà distorta. Ogni cosa sarà una falsità. In un primo momento, la persecuzione si svilupperà lentamente e sarà sottile.”

    I messaggi di questa veggente sono stati ostacolati in ogni modo possibile. Basta leggerli per rendersi conto che descrivevano in maniera PRECISA quello che sta succedendo nella Chiesa ADESSO. Quello che è davvero difficile accettare è che LA GRANDE APOSTASIA nella quale siamo immersi (il nucleo del Terzo Segreto: lo SPECCHIO, Il vescovo vestito di bianco (Bergoglio) che porta alla croce rivestita di sughero E IL SANTO PADRE (Benedetto XVI). L’ovvia conseguenza di questa terribile APOSTASIA è l’APOCALISSE ma ormai questa parola è tabù anche per coloro che dovrebbero vivere ASPETTANDO IL SUO RITORNO…

    1. La nota che ha scritto A.M. Valli e’ di grande interesse. Dimostra che si puo’ essere critici del papa, ma tenendo come bussola il bene della Chiesa e delle anime, compresa quella del pontefice. Naturalmente, tenendo conto anche della storia personale di Bergoglio, si può’ essere scettici dei possibili risultati del teologo che gli ha ripetutamente scritto, anche alla luce di quanto Quarracino ha scritto al dott. Tosatti, ma non si può’ essere chiusi a possibili e auspicabili cambiamenti. D’altro canto, se si prega, come molti dicono di fare, per il papa, vuol dire che questi cambiamenti si impetrano al Signore e non si ritengono impossibili. Ho piu’ volte detto in questo blog che si devono evitare eccessi ed insulti, come il titolare del blog ha sempre auspicato.

  18. Quello che dice- sarà mai smentito?- il nipote del cardinale predecessore di Bergoglio in Argentina è molto grave. Ogni giorno che passa, ed ogni foto di Ratzinger con i nuovi cardinal che vedo, mi domando se costui sia veramente il Sommo Pontefice.

    1. Ho letto , sul blog di Aldo Maria Valli, le tre lettere che un teologo ha fatto giungere al Papa. Tutto molto interessante e molto aderente alla fede cattolica, una cosa pero’ non capisco, si parla di matrimonio indissolubile, ma si dice che il Papa puo’ cambiare la prassi che vieta la Comunione ai divorziati risposati, vuol dire allora che queste persone non sono in peccato mortale, fino ad oggi i Papi hanno sbagliato?

      1. Patrizia

        No, non hanno sbagliato i Papi, ha sbagliato il teologo, che probabilmente non è un esperto in teologia sacramentale.

        Le tre lettere, indubbiamente buone per il riproporre del rapporto misericordia – peccato
        misericordia – castigo
        messa – sacrificio.

        Glissano, però, sul nodo centrale della crisi della Chiesa Cattolica,
        il capitolo VIII di Amoris Laetitia e il relativismo ed il soggettivismo che ne scaturiscono come fiume in piena, che tutto il resto distrugge.

        È come quello che pittura i muri della casa mentre le fondamenta stanno cedendo.

        1. Forse non ha avuto il coraggio di scriverlo a Francesco per non irretirlo e non fare la fine dei Cardinali dei Dubia.

          O forse il teologo è Cavalcoli.

      2. Non ha sbagliato il teologo, quelle persone sono in peccato grave ma possono avere attenuanti che riducono la colpa e fanno si che non sia peccato mortale.

        Non dia ascolto ai tanti qui che starnazzano senza sapere un fico secco, per favore.

      3. @Patrizia

        Che i divorziati risposati siano sempre in peccato mortale è una invenzione di qualche tradizionalista che non è condivisa nemmeno dai cardinali dei Dubia, che cito testualmente

        “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”?

        http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

        Perciò l’esclusione “colpiva” il loro status oggettivo, era una sanzione per il loro status oggettivo di adulteri, non stava a significare che fossero sempre in peccato mortale.

        E la Chiesa non ha “sbagliato”, quelle sono leggi ecclesiastiche che la Chiesa può cambiare se lo ritiene opportuno.

        Lo ha fatto anche in altre circostanze e con altri peccatori.

      4. @Patrizia

        Vedere qui http://www.marcotosatti.com/2017/07/13/scenari-economici-lancia-un-sondaggio-su-papa-francesco-i-risultati-sono-sorprendenti/#comment-18078 dove spiegavo che GPII fece lo stesso con gli scismatici ortodossi, dalla Chiesa sempre esclusi dai Sacramenti anche se in buona Fede (a meno che non ripudiassero il loro scisma, peccato grave contro il primo comandamento) e da lui invece ammessi.

        Chi straparla più sopra di teologia sacramentale lascia il tempo che trova.

        Il teologo ospitato da Aldo Maria Valli ha ragione, quella è una legge ecclesiastica sottomessa al potere delle chiavi di Pietro, piaccia oppure no.

        1. @Marco
          Come sempre, caro Marco, lei parla con estrema superficialità e faciloneria e paragona i meloni con i fichi secchi.
          Potrebbe illuminarmi con qualche esempio a quale titolo una persona, unita in un matrimonio canonicamente valido e coscientemente “risposatasi” con rito civile o convivente “more uxorio” potrebbe essere senza colpa? Non sapeva che il matrimonio è un sacramento indissolubile? Non sa che l’adulterio è un peccato grave sanzionato dal Decalogo? E’ stato obbligato a risposarsi civilmente o a convivere “more uxorio”? Mi illumini lei che è tanto saggio!
          Ma poi, chi dovrebbe valutare nel famoso discernimento caso per caso la situazione del fedele in questione? Il confessore? E come? La Chiesa giudica solo il foro esterno, il dato oggettivo che il soggetto X è sposato ed intrattiene a vario titolo una nova relazione adulterina. E allora chi valuta? Il fedele stesso? Ma allora cadiamo nel soggettivismo più totale: io sono in una situazione oggettiva e pubblica di peccato però decido a mio arbitrio di essere in grazia di Dio e mi comunico! E questo fa il bene delle anime? Allora non esiste più il rischio della dannazione eterna? Sono tutte favolette per bambini. E la Chiesa si dovrebbe rendere complice di una banalizzazione del peccato, dell’imprudenza e superficialità di un adultero impenitente e che permane nella nuova unione adulterina, correndo il rischio di favorire la sua eterna dannazione? Per non parlare della profanazione del SS. Sacramento e dello scandalo dato ai fedeli che vedono uno che vive pubblicamente in una situazione oggettiva di peccato accostarsi felice al Corpo di Cristo. E poi cosa rimarrebbe da un punto di vista sostanziale dell’indissolubilità del Matrimonio nel momento che si accettasse l’allegra comunione degli adulteri? E non mi venga a raggirare con la storia del caso per caso: fatta l’eccezione, diventerebbe prassi generalizzata, come è reso evidente da quanto avvenuto di recente in una Diocesi dell’Argentina.
          Poi lei dice che si tratterebbe di una regola ecclesistica che si può modificare. Ma ammesso e non concesso che si tratti di regola ecclesiastica, vi sono alcune regole così strettamente congiunte con il dogma che tutelano da non poter essere modificate senza distruggerlo. Pensi al precetto della Messa domenicale. Trova scritto nel Nuovo Testamento che bisogna andare a Messa la Domenica? Ma la disciplina della Chiesa, alla luce della tradizione secolare, dell’uso di riunirsi la Domenica a celebrare l’Eucaristia evidente sin dai tempi apostolici, e dell’enorme valore teologico e simbolico derivante dalla Risurrezione di Cristo in quel giorno, ha sapientemente fissato questa regola. Lei pensa che si possa stabilire un altro giorno, poniamo il mercoledì, così spezziamo la settimana? Oppure, come va di moda oggi in questa esaltazione folle del soggettivismo e dell’individualismo, stabiliamo che ogni fedele soddisfa il precetto quando gli pare e piace, in un giorno della settiamana a sua scelta?
          Mio caro Marco, la Fede cattolica e la disciplina della Chiesa sono cose serie e delicatissime, non balocchi per apprendisti stregoni che possono fare e disfare a proprio piacimento le dottrine e le prassi secolari con il rischio serissimo di banalizzare il peccato e favorirlo, in particolare nel clima di secolarizzazione, laicismo, indifferentismo religioso e soggettivismo sfrenato. Bergoglio e i bergoglioni sono come elefanti rozzi e sporchi nella cristalleria della Fede: noi non resteremo a guardare.

          1. @Stefano

            “Potrebbe illuminarmi con qualche esempio a quale titolo una persona, unita in un matrimonio canonicamente valido e coscientemente “risposatasi” con rito civile o convivente “more uxorio” potrebbe essere senza colpa? Non sapeva che il matrimonio è un sacramento indissolubile? Non sa che l’adulterio è un peccato grave sanzionato dal Decalogo? E’ stato obbligato a risposarsi civilmente o a convivere “more uxorio”? Mi illumini lei che è tanto saggio!’.

            Già detto e ridetto. Una persona può essere pentita di essersi messa in quella situazione ma ora non potervi porre rimedio senza distruggere la nuova famiglia.

            Quindi può essere perdonata, se è pentita, anche se non può cambiare vita fattivamente.

            Un po’ come un truffatore che ha rubato, è giusto chiedergli di riparare e di restituire, ma se adesso l’unico modo che avrebbe di riparare e restituire fosse ridursi sul lastrico e rovinare la famiglia che si fa?

            Glielo si impone ugualmente, con tutte le conseguenze del caso, oppure si applica Misericordia?

            Lo stesso vale per chi ha una nuova famiglia, che è in una situazione dove spesso non può cambiare senza distruggere tutto e far soffrire innocenti.

            Inoltre è completamente falso che la Chiesa giudichi solo in foro esterno. Il confessore Può formarsi una certezza morale riguardo all’imputabilità di chi è in quella situazione, se il penitente è sincero. Certezza morale che basta per l’assoluzione.

            Del resto San Giovanni Paolo II diede il permesso ai sacerdoti di assolvere gli scismatici ortodossi che vogliono restare tali sulla base di una loro “buona Fede”.

            E la buona Fede non è certo un giudizio in foro esterno, è un giudizio sull’imputabilità del penitente di fronte al quale il sacerdote può avere solo una certezza morale.

            Inoltre ribadisco nuovamente che sono i cardinali dei Dubia stessi a dire che quella sanzione colpiva lo status pubblico, oggettivo, dei risposati, e non era dovuto al fatto che fossero necessariamente sempre in peccato mortale.

            Le loro parole sono chiarissime, nonostante in questo blog molti continuino ad ignorarle

            “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”?

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

            I cardinali affermano che queste persone possono essere in Grazia per varie attenuanti; i frequentatori di questo blog affermano che ciò è praticamente impossibile.

            A ciascuno valutare se sono più attendibili i cardinali dei Dubia o chi trancia giudizi roventi su questo blog senza avere esperienza nè di sacerdote Nè di confessore.

          2. Ma se lei vuole essere di fatto protestante, lo faccia, vada con loro e la smetta di voler ad ogni costo deviare le persone capaci di Fedeltà e coerenza dagli insegnamenti che hanno custodito per DUEMILA ANNI la Santa Chiesa…. fino all’infausto e disgraziato 2013. Ma le danno il premietto, Marco, per martellare la gente? E chissà perché su interventi, anche provenienti dalla terra che ha sperimentato sulla sua pelle la “misericordia” del suo kapo, sia lei che i vari fans del “tana libera tutti” preti senza più sale compresi, o glissate o appena appena sfiorate….ma è una tecnica anche quella, altrimenti dareste troppa visibilità alla sciagura che si è piazzata in vaticano/Santa Marta.

          3. Un po’ come un truffatore che ha rubato, è giusto chiedergli di riparare e di restituire, ma se adesso l’unico modo che avrebbe di riparare e restituire fosse ridursi sul lastrico e rovinare la famiglia che si fa?

            Quindi LADRONI, UDITE UDITE, non appena rubate, spendete SUBITO tutto quello che avete e poi fate finta di pentirvi (o pentitevi davvero, tanto non fa alcuna differenza nella “misericordia 2.0” bergogliana), così non pagherete pegno e farete “fesso” Dio…

            Ma ancora stai a parla’? Ancora con queste fregnacce?

            P.S: resta da capire come Alessandro Serenelli, lo stupratore di Santa Maria Goretti, abbia potuto espiare uno stupro ed un omicidio…
            Eppure l’ha fatto…
            Ma gia’, non tutti possono cercare la santita’, per cui abbassiamo l’asticella…

          4. @Kosmo

            “P.S: resta da capire come Alessandro Serenelli, lo stupratore di Santa Maria Goretti, abbia potuto espiare uno stupro ed un omicidio…
            Eppure l’ha fatto…
            Ma gia’, non tutti possono cercare la santita’, per cui abbassiamo l’asticella…”

            Ha espiato in altro modo, perché non poteva certo riportare in vita Santa Maria Goretti.

            Anche queste persone di cui si parla possono espiare, anche se non in modi direttamente connessi al loro peccato.

            Ne parla Al 306

            “In qualunque circostanza, davanti a quanti hanno difficoltà a vivere pienamente la legge divina, deve risuonare l’invito a percorrere la via caritatis. La carità fraterna è la prima legge dei cristiani (cfr Gv 15,12; Gal 5,14). Non dimentichiamo la promessa delle Scritture: «Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati» (1 Pt 4,8); «sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti» (Dn 4,24); «l’acqua spegne il fuoco che divampa, l’elemosina espia i peccati» (Sir 3,30). È anche ciò che insegna sant’Agostino: «Come dunque se fossimo in pericolo per un incendio correremmo per prima cosa in cerca dell’acqua, con cui poter spegnere l’incendio, […] ugualmente, se qualche fiamma di peccato si è sprigionata dal fieno delle nostre passioni e perciò siamo scossi, rallegriamoci dell’opportunità che ci viene data di fare un’opera di vera misericordia, come se ci fosse offerta la fontana da cui prender l’acqua per spegnere l’incendio che si era acceso”.

            Ma questo è diverso dal chiedere con la spietatezza dell’agenzia delle entrate una riparazione che non può avvenire senza colpe verso innocenti.

          5. Comunque facciamo così caro Stefano: se davvero la Comunione ai divorziati risposati è impossibile perché secondo lei contraddirebbe il dogma, glielo dice lei ai due teologi dogmatici dell’isola di Patmos (spesso giustamente critici verso il Pontefice e che hanno pagato un caro prezzo per aver denunciato a più riprese la lobby gay nella Chiesa) che hanno sbagliato lavoro?

            Perché loro (così come il teologo conservatore ospitato sul blog di Aldo Maria Valli) dicono esattamente ciò che dico io http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

            Perciò faccia una cosa, caro Stefano: entri su quel blog; dimostri a quei teologi che stanno sbagliando tutto, e io di fronte all’evidenza non esiterò a cambiare idea.

          6. Ha espiato in altro modo, perché non poteva certo riportare in vita Santa Maria Goretti.
            EH sì, ha pagato un ticket…
            Si è fatto 27 anni di galera e poi si è chiuso in convento…
            Ma così facendo non ha “sfasciato” una famiglia?
            Si può chiedere ad uno di rovinare la propria vita per rimediare ad un peccato commesso tanto tempo prima?
            Secondo te no…

            Dì la verità, prima di essere “pensionato” eri cuoco vero?
            Ti piace rigirare la frittata…

          7. Si è fatto 27 anni di galera e poi si è chiuso in convento…
            Ma così facendo non ha “sfasciato” una famiglia?
            Si può chiedere ad uno di rovinare la propria vita per rimediare ad un peccato commesso tanto tempo prima?
            Secondo te no…

          8. @Kosmo

            “EH sì, ha pagato un ticket…
            Si è fatto 27 anni di galera e poi si è chiuso in convento…
            Ma così facendo non ha “sfasciato” una famiglia?
            Si può chiedere ad uno di rovinare la propria vita per rimediare ad un peccato commesso tanto tempo prima?”

            Il paragone non c’entra perché non stiamo parlando di uno stupro o di un omicidio qui. Stiamo parlando di nuove famiglie che si sono formate, dove spesso ci sono pure dei figli.

            Pretendere che si sfascino milioni di famiglie significa spingere tutte queste persone all’apostasia, ad abbandonare la Chiesa, e infatti è ciò che è avvenuto grazie alla “lungimirante” politica di GPII e di Familiaris Consortio.

            Si chiede una riparazione che non vada a far del male a degli innocenti, tutto li.

            La responsabilità è del confessore che deve decidere cosa fare, se assolvere oppure no. Se dovesse sbagliare vige l’Ecclesia Supplet, grazie a Dio i Sacramenti funzionano ex opere operato.

        2. Cioè se io ho una amante, pur essendo sposato, oppure divorziato e risposato civilmente, ed ho rapporti sessuali con l’amante o la “seconda mogli” posso accedere alla Comunione?

          1. “Cioè se io ho una amante, pur essendo sposato, oppure divorziato e risposato civilmente, ed ho rapporti sessuali con l’amante o la “seconda mogli” posso accedere alla Comunione?”

            Avere una amante pur essendo sposati è situazione BEN diversa dall’essere risposati.

            Nel primo caso al penitente va imposto, ovviamente, di lasciare l’amante per essere perdonato, perché avere l’amante può distruggere la famiglia, oltre ad essere adulterio, e può distruggere un Matrimonio valido.

            Chi è risposato invece è in una situazione diversa, perché li “il danno l’ha già fatto”, e ora magari ha formato una nuova famiglia e distruggere anche questa causerebbe gravi sofferenze ai figli (uguali a quelle di chi distrugge un primo Matrimonio valido).

            In questo caso può ben esserci la volontà di riparare pur non potendolo fare (per il motivo già esposto, e cioè non distruggere la nuova famiglia causando dolore ai figli) nel primo caso (quello dell’amante) no, ovviamente, visto che li c’è un Matrimonio valido ancora in piedi e bisogna proteggerlo, e l’adultero in questione può e deve lasciare l’amante per non metterlo in pericolo.

  19. Da ringraziare, assolutamente, il Sig. José Arturo Quarracino per la sua onesta e coraggiosa testimonianza, che mette in evidenza un fatto ormai sempre più terribilmente chiaro, cioè, il fatto che la Santa Chiesa si trovi su una dettatura bergogliana, ferrea e gesuiticamente tenace, simile, se omettiamo il carattere sanguinolento, all´indimenticabile terrore della rivoluzione francese.
    È, sì, e purtroppo, una vera e propria dettatura, poiché, quello che grava sulle spalle dei fedeli non è il soave giogo di Cristo ma la pesante imposizione di uno che facendo più da super-Cristo che da vicario di Cristo, vuole capovolgere la dottrina usando metodi oscuri e confusi, ben noti da tempo – basta ricordare i procedimenti sinuosi dei modernisti descritti e condannati da San Pio X – ma con una finalità precisa e ben calcolata: fare una “chiesa” diversa della vera e unica Chiesa.
    I promotori di questa manovra veramente diabolica devono, però, essere subito smascherati. E io direi che esistono, tra molte altre, due vie che vorrei suggerire.
    La prima è trovare tanti altri “José Arturo”, che possano magari non solo con testimonianze generiche bensì più concrete, mettere il dito nella piaga. Pensate, per esempio, che in determinato dicastero romano sono arrivate, anni fa, certe denunce da laici cattolici su condotte di un prelato argentino non in accordo con la morale sessuale della Chiesa, che era proposto da Bergoglio, Cardinale di Buenos Aires, a Rettore dell´Università Cattolica della stessa città. Questi laici amanti della Chiesa avevano rilasciato addirittura i propri nomi e ricapiti al fine di essere contattati per dichiarare, da testimoni diretti, a riguardo tali condotte, parliamoci chiaro, omosessuali secondo loro. Tale prelato, invece, finalmente è stato nominato all´incarico di Rettore, e subito dopo l´elezione di Francesco, premiato con la dignità arcivescovile. Questa nomina fatta con la velocità di un fulmine riuscì a rimanere discreta, sotto l´onda di prestigio iniziale di un pontificato così lodato dai media.
    Magari queste persone fossero in grado di parlare adesso e far presente la verità, mettendo così in evidenza quello che potrebbe essere, almeno in certi versi, il moto di questo pontificato: Deposuit de sede humiles et exaltavit potentes. Sì, il magnificat a rovescio. E non è un esagerazione, apriamo gli occhi e vedremo l´ineludibile realtà…
    D´altra parte il pensiero vola verso quegli che hanno indossato degli abiti rossi per dichiarare essere disposti a spargere il loro sangue in difesa della fede: i cardinali.
    Lo so che il silenzio ha la sua forza, ma anche lo ha la parola! Gesù non è rimasto zito e buono davanti agli abusi dei farisei o alla empietà dei sacerdoti. L´ha denunciata e con forza!
    Infatti, tutti i cristiani devono essere disposti a morire in difesa della fede, essendo maledetto dal Signore colui che, temendo coloro che possono uccidere il corpo, rinnegano il sacro nome di Gesù. Ma, per i cardinali, sembra proprio che questo obbligo sia ancora più premessante. O mi sbaglio?
    Preghiamo la Madonna, che è stata ripresa negli “insegnamenti” di Francesco con poca stima e considerazione al meno un paio di volte, che ci guardi con bontà e intervenga!

  20. @claudius III
    è ovvio ke adesso turiferari e leccacalzini (ke tenete sotto controllo questo blog: l’idea del cartello è una corazzata potiomkin) cerkeranno di screditare il nipote del cardinale: o grazie a photoshop saltarenno fuori foto del nipote con burke o muller, o s’inventeranno ke il nipote voleva fare qualcosa di disonesto ma è stato scoperto/fermato e quindi s’è inventato tutto x vendetta
    turiferario e leccacalzini #staisereno IL TEMPO METTE OGNUNO AL PROPRIO POSTO. OGNI RE SUL SUO TRONO. OGNI PAGLIACCIO NEL SUO CIRCO
    tosatti 6 un eroe
    kissà le minaccie ke ti stanno facendo

  21. Sig. José Arturo Quarracino è persona che vive in Argentina e conosce bene la vita di Bergoglio prima di diventare papa. Invito il dott. Tosatti, se si vuole capire in profondità questo papa a rivolgere la sua attenzione alle origini, all’Argentina. Qualcuno in Italia si è mai preso la briga di esaminare le dichiarazioni “inquietanti” dell’ex-segretario particolare di Bergoglio, cioè Miguel Ignacio Mom Debussy?? Dichiarzioni sulla personalità del neo-papa rilasciate all’indomani dell’elezione pontificia e mai smentite. O cosa scriveva il noto giornalista Horacio Verbitsky nel giornale Pagina 12 su quale sia il background del cardinale Bergoglio? E potrei continuare. Pace e bene a tutti.

  22. Per chi non ha voglia di tradurre in italiano, ecco la traduzione:

    El Pais – I conti di Bergoglio

    Domenica, 2 maggio 2010


    Fama, denaro e potere

    «L’amministrazione di Bergoglio lasciò un ammanco di sei milioni di dollari nella contabilità della Compañía de Jesús, provenienti da contributi e donazioni che non furono registrate nei libri contabili. Un testimonio di prima mano. L’atto politico per il Bicentenario.»


    di Horacio Verbitsky

    Miguel Ignacio Mom Debussy entrò nel noviziato gesuita nel 1973 e Bergoglio lo ordinò sacerdote nel 1984. Due anni dopo si allontanò dalla Compañía de Jesús e nel 1990 il provinciale Víctor Zorzín (1) firmò il decreto di dimissioni da gesuita. In questo momento furono evidenziati i maneggi economici di Bergoglio nell’amministrazione della Compañía de Jesús, dove si rilevò un ammanco equivalente a sei milioni di dollari. Così lo racconta l’ex sacerdote: “Quando morì mio nonno l’eredità fu divisa tra le mie due sorelle e io. Consegnai la mia parte a Bergoglio nel suo studio del Colejio Máximo, in banconote e nemmeno mi fece una ricevuta”.

    Quando Debussy si ritirò dalla Compañía seppe dal provinciale Zorzín che Bergoglio non registrò la donazione nei libri contabili della Curia Provinciale. Tra 1988 y 1989, Zorzín gli rese 7300 dollari, in tre trances. Tale importo corrispondeva all’aggiornamento calcolato da sacerdote Vicente Pellegrini, Economo de la Provincia in quegli anni. Mom Debussy ritiene che questa fu una stima molto stringata, dato che ciò che egli aveva consegnato a Bergoglio equivaleva al valore di un appartamento di tre stanze nel barrio Recoleta.(2)


    Oltre a restituire il denaro, Zorzín e l’ex provinciale Hipólito Salvo, che era dottore in Diritto Canonico, gli spiegarono che Bergoglio avrebbe dovuto depositare questo denaro in un conto bancario a nome del novizio, fino a che questi non avesse terminato la sua formazione e non avesse pronunciato i voti solenni che altrimenti gli sarebbero stati negati.
    «In entrambi i casi, per raggiungere questa istanza è prescritto stesura di un testamento e la libera disposizione dei fondi (sempre staccandosi da loro, in virtù di voto solenne di povertà) in favore della Compañía de Jesús, o della mia famiglia o dei volontari dei Vigili del fuoco del quartiere Boca, però sempre seguendo l’esclusiva volontà del donatore. »


    Nel momento delle dimissioni avrebbe dovuto essere restituito integro questo e qualsiasi altro denaro che fosse stato depositato nel conto. «Se lo avessi saputo e se fosse esistito il conto e il fondo, non avrei aspettato quasi quattro anni a dimettermi», dice Mom Debussy, che visse con angoscia il suo ritorno al mondo.
    Quando lasciò la Compañía fece l’imbianchino, l’impiegato nella Cassa di Previsione sociale per avvocati della Provincia di Buenos Aires, il professore di filosofia nel Colegio Andersen y Lincoln di Belgrano e il direttore di studio in una scuola nel barrio Patricios. Inoltre si sposò e ora lavora come accompagnatore terapeutico.


    Mentre stava nel Noviziato vendette anche un appartamento di media grandezza, con bagno e cucina completo, ammobiliato e con aria condizionata, nel quartiere Juncal tra Uriburu e Azcuénaga, per pagare le spese mediche e ordinarie di sua madre, finché questa morì nel novembre de 1975. Zorzín y Salvo gli dissero che la Provincia jesuita avrebbe dovuto farsi carico di queste spese e anche che il denaro di questo appartamento avrebbe dovuto essere depositato in un conto bancario mai esistito.
    «Bergoglio, essendo gesuita professo e, per di più, Provinciale, non poteva ignorare la normativa e il modo corretto di procedere (che io non potevo conoscere dato che ero un novizio)». I due Gesuiti gli dissero anche che l’amministrazione di Bergoglio lasciò una contabilità «piagata di omissioni e occultamenti di entrate (donazioni particolari e ingressi di denaro nella Curia General della Compañía, della chiesa tedesca, dello Stato Nazionale destinato al sostentamento dei novizi e degli studenti gesuiti). Da un’inchiesta interna e dalla raccolta dei dati, tra i donatori e ingressi di denaro, si è calcolato un ammanco di quasi sei milioni di dollari».

    FOTO RAFAEL YOHAILa lettera manoscritta con la quale Mom Debussy chiese al papa che lo dispensasse dal celibato sacerdotale e alla Compañía de Jesús dai suoi volti povertà, castità e obbedienza, del febbraio 1989, contiene osservazioni categoriche sull’ex Provincial. Scrisse che «le mia relazione con il Provincial Jorge Mario Bergoglio mi spersonalizzò, mi impedì di maturare e pose fine alla poca autonomia che mi rimaneva». Mom Debussy scrive che dovette sopportare «oppressione, falsità e disprezzo». Il suo ingresso nella Compañía e la sua ordinazione sacerdotale furono errori influenzati dalla «mia mancanza di libertà e l’oppressione ‘paternale’ e il ‘lavaggio del cervello’ causati dalla mia debolezza, dalla mia confusione e timore di solitudine e dal disprezzo del Provincial Bergoglio», che «considero un demente, nei migliore dei casi, e una cattiva persona in molti altri».


    Dopo due anni di allontanamento, grazie ai quali «ho potuto conoscermi meglio, sentirmi un essere umano e un essere libero», Mom Debussy ora può dire «preferisco questo mondo peccatore, dove i corrotti non passano per virtuosi, o per lo meno, cercando fama, denaro e potere, non si camuffano dietro dichiarazioni di povertà né proclamano la virtù suprema della carità, mentre impunemente distruggono altri esseri umani, figli di Dio uguali a loro. Fuori dall’isola ecclesiastica le cose vengono chiamate con il proprio nome e finalmente nessuno inganna nessuno».

    Dopo aver ammesso che conserva un amabile e affettuoso ricordo di molti gesuiti, conclude «gli altri, i mentitori e agli ipocriti, gli indegni e i vigliacchi, è giunta l’ora di dimenticarli». Per Mom Debussy, «Bergoglio è un sociopatico che non esitò nel sottomettere psicologicamente tutti i gesuiti che poté, iniziando con i novizi e gli scolari (tra i quali mi incasellava). Raggiunse il suo obiettivo, in generale. Molti di coloro che sono stati danneggiati finirono per dimettersi dalla Compañía. Inoltre, mi risulta, che egli fece lo stesso senza nessuno scrupolo contro altri gesuiti (del Centro de Investigaciones y Acción Social, CIAS) e laici legati alla Compañía, specialmente nella Universidad del Salvador».

    Quando Ubaldo Calabresi successe nel ruolo di nunzio apostolico a Laghi, nel 1981, Bergoglio lo fece venire al Colejio Máximo (residenza di Bergoglio Leggi qui) e lo invitò a celebrare la messa en latino. «Nessuno capì nulla», dice Mom Debussy. Quando il suo compagno su Jorge Seibold fu designato Rettore di Filosofia nella sede San Miguel della Universidad del Salvador, Bergoglio lo fece inginocchiare nella cappella del Máximo e gli fece dire il giuramento contra la modernità che Pio X stabilì nel 1910 e che stava in completo disuso. (il contenuto di questo giuramento è molto simile alle questioni poste dal cardinale Antonio Caggiano al Movimento dei Sacerdoti terzomondisti). «Bergoglio si vantava di averlo obbligato a questo giuramento, e uno dei suoi libri preferiti era Il Principe», ricorda Mom Debussy.

  23. Il 25maggio, il giorno successivo alla visita di Trump al Papa ho guardato Agorà, ospite don Filippo di Giacomo, giornalista e scrittore. Commentando le foto della recente visita di Trump in Vaticano e lo smagliante sorriso di quest’ultimo in contrasto col volto truce del Papa, al minuto 01.47, così si esprime: “Per mio comune sentire e per le cose che sento dire da chi abita in Santa Marta, di Papa Francesco bisogna aver paura quando ride e fa le battute. È con un paio di battute che ha fatto al cardinale Bagnasco l’altro giorno che lo ha silurato. Quindi io sarei molto più preoccupato a vederlo così sorridente con gli occhi che ti puntano, che quando invece ha la faccia di una persona che sta parzialmente riflettendo.” Poi due minuti dopo (h01.53),a proposito dei regali che si sono scambiati, l’omaggio del Papa al presidente americano “il messaggio della giornata mondiale della Pace , integralmente dedicato ai trafficanti di armi, e questo consegnato a un presidente che il giorno prima aveva firmato contratti per 120 miliardi di armi, e quindi, diciamo così, se proprio vogliamo cercare il momento critico è stato questo. E lì il Papa sorrideva.”
    In pratica ci ha svelato che il Papa è una iena che i suoi sorrisi sono falsi e che è un ipocrita! E nessuno ha fatto una piega o si è accorto della gaffe.

  24. Ma perché ancora vi meravigliate: osservate il suo sguardo, e vedrete quanta tenerezza …! Non ho mai creduto alla bontà di quest’uomo!

  25. Non ho i dati sottomano, ma mi pare di aver letto tempo fa che la diocesi di Buenos Aires, dopo essere passata per le amorevoli mani, viva una notevole crisi, sia a livello vocazionale che a livello di partecipazione dei fedeli. Non so se il signor Quarracino, nel caso legga, possa confermare o smentire.

    Ricordo che le tesi di Horacio Verbitsky vennero subito pubblicate all’indomani dell’elezione di Bergoglio. All’epoca, vedendo anche la biografia del giornalista (comunista e anticlericale dichiarato) pensai fosse la solita propaganda contro la Chiesa causa di ogni male. Quando vidi praticamente tutti i media, quelli che erano soliti scagliarsi contro il Vaticano, scagliarsi invece contro questo giornalista definendolo fazioso (si scandalizzavano di un’eventuale partigianeria… loro…) confesso che mi suonò un primo campanello di allarme.

    Ultima cosa, grazie sig. Tosatti per il suo blog. Mi viene in mente un altro giornalista che non aveva paura di denunciare il marcio che si era formato nella Chiesa, probabilmente anche per l’amore che nutriva per Essa. Parlo di Mino Pecorelli, che non ho potuto seguire per ragioni anagrafiche, ma del quale poi ho letto la storia e cercato i vari articoli. Certe volte, vedendo quanto sta accadendo oggi, mi domando cosa avrebbe potuto scrivere, alla luce di quanto scoperto ai suoi tempi.

      1. @Teofilo
        Se rileggi il commento non volevo squalificare la fonte (almeno lui ammette da subito quali siano le sue idee).
        Volevo solo far notare che, mentre da sempre i giornalisti con le sue stesse idee sono sempre stati dipinti sui media come senza macchia e difensori della verità, nel suo caso quegli stessi media lo avevano definito non credibile per le sue idee. Quasi da subito volessero proteggere Bergoglio da eventuali voci fuori dal coro delle lodi.
        Cosa che, appunto, all’epoca mi aveva colpita.

      2. Al netto di tutte le disquisizioni teologiche in cui non mi sogno di addentrarmi, visto che siamo tutti adulti e vaccinati dico solo una cosa relativamente alle coppie che “non possono tornare indietro pur volendolo”. Se per restare con qualcuno hai bisogno di farci sesso, altrimenti lui/lei ti potrebbe lasciare, beh, rifletti bene se questa sia la persona adatta a te e soprattutto se fra voi ci sia veramente amore.
        E una cosa così elementare l’aveva capita la Chiesa “sessuofoba e oscurantista” del passato e se l’è dimenticata questa di oggi, che con tutta la sua modernità alla fine dimostra di provare un tale timore per il sesso da averlo elevato a feticcio.

        1. @Isabella

          Beh, credo onestamente che, a parte coppie dove entrambi sono cattolici praticanti, non siano poi molti che accettano di andare in bianco a vita perché la Chiesa te lo impone.

          Cioè, un non cattolico o un cattolico non praticante come credi che accetti una cosa del genere?

          Non stiamo parlando di una persona rimasta disgraziata in un incidente, dove se sei sposato accetti per amore, qua parliamo di una o uno che di punto in bianco dice al partner, così dalla sera alla mattina “da oggi si va in bianco”.

          Ripeto: a parte i cattolici molto praticanti che con estremo sacrificio potrebbero accettare FC84, è evidente che se un cattolico sta con uno che cattolico non è o che è non praticante, questi non accetterà mai una cosa del genere.

          Il sesso certamente non è tutto, ma è parte integrante di una relazione, specie da giovani.

        2. Perlomeno, io quando mi sono sposato non ero cattolico, anzi non ero nemmeno credente (parliamo di 36 anni fa, ero ancora giovane allora, avevo 32 anni, meno della metà di quelli che ho adesso), e posso garantirti, Isabella, che se mia moglie mi avesse imposto di andare in bianco a vita “perché lo dice la Chiesa” io non l’avrei sopportato.

          Il problema neanche si poneva, perché mia moglie era, come me, al primo Matrimonio, dunque non si trattava di adulterio, ma è per dire che se, per ipotesi, lei fosse stata al secondo matrimonio, io non avrei mai accettato una imposizione simile all’epoca.

          Perché non avrei capito, avrei pensato che non mi amasse, che mi tradisse e cose del genere, del resto non è certo normale che una improvvisamente ti dica “da oggi si va in bianco”.

          Giovane lo sono stato, e so che da giovani fare l’amore è parte integrante di una relazione, non è tutto ma parte integrante di una relazione lo è eccome.

          Non siamo angeli, mi sembra. C’è un vecchio detto che dice che “chi vuole fare l’angelo diventa un demonio” e questo artìcolo di Padre Ariel lo spiega bene http://isoladipatmos.com/cattolici-e-sessuofobia-la-verginita-degli-eretici-e-piu-impura-delladulterio/

  26. The issue is not whether or not the contents of the reconstruction are indicative of the Pope’s direction, but simply whether the reconstruction is accurate. And the answer from the actual parties [Pope Francis & Card. Müller] who were involved is that it isn’t, with Greg Burke labeling the reconstruction as “totally false”.

    Since the burden of proof lies with the one who asserts and not with the one who denies, I am afraid that Marco Tosatti/OnePeterFive/Steve Skojec/Maike Hickson/the sources of the reconstruction are all peddling “fake news” and it does not reflect well on them.

    An example of a proof they can produce is an Edward Pentin like recording cf. Statement on Cardinal Kasper Interviewhttp://edwardpentin.co.uk/statement-on-cardinal-kasper-interview/

  27. @ Marco
    Caro Marco, rispondo qui perché non c’è il bottone “rispondi” nella sua riposta. Il suo esempio è semplicemente risibile e divertente e si vede che è lei che non ha nessuna esperienza di Confessione e di Chiesa, visto che io mi confesso da quand’ero bambino, e ho passato i cinquanta, e continuo a farlo, trovando purtroppo, lo dico con dolore, tanti pessimi scerdoti superficiali, distratti ed ignoranti, che allontanano i fedeli dalla retta vita cristiana.
    Lei dice: “Già detto e ridetto. Una persona può essere pentita di essersi messa in quella situazione ma ora non potervi porre rimedio senza distruggere la nuova famiglia. Quindi può essere perdonata, se è pentita, anche se non può cambiare vita fattivamente.” Ma pentita di cosa? Di aver distrutto il Matrimonio e di vivere in unione adulterina? E mi spieghi, dall’alto della sua alta competenza, che valore avrebbe questo pentimento? Il peccatore direbbe in sostanza “mi pento di essere adultero e voglio continuare a vivere in adulterio”. Questa, a casa mia, è una contraddizione in termini e una solenne buffonata! Il pentimento esige la detestazione del male commesso ed il proposito di non commeterlo più, si informi. A meno che, come è prassi della neochiesa e dei migliori bergoglioni, vogliamo cambiare anche il concetto di pentimento, tanto non è stato definito infallibilmente… Ma non fatemi ridere!…
    E non tiri fuori la patetica storia che il povero peccatore non può distruggere la nuova famiglia. In questo caso la Familiaris Consortio dà le chiare e corrette indicazioni: cerchi di vivere in continenza con la persona con cui vive illegittimamente. Non ci riesce? Si astenga dall’Eucaristia, ammettendo umilmente la propria colpa e facendo opere di carità, preghiera e quant’altro e non peggiorando la propria condizione con una comunione sacrilega, ricordando e temendo le severe parole della Scrittura: “chi mangia il Corpo del Signore indegnamente, mangia la propria condanna” (cfr. l Cor 11,27-29).
    Io, caro Marco, non sono né divorziato, né convivente, né sodomita praticante, ma, conspevole dei miei peccati e della necessità di un pentimento sincero, mi accosto raramente alla Confessione, non volendo prendere in giro Dio e me stesso, e ovviamente non mi accosto al SS. Sacramento, limitandomi a pregare e adorare. Vedo invece che alle Messe a cui partecipo tutti si accostano felici a Cristo, pur se vedo i confessionali desolantemente vuoti. Quante comunioni sacrileghe! Questo è l’effetto della misericordia a cavolo di cane elargita dai bergoglioni e da quelli come lei: lassismo, relativismo, immoralità, perdita del Timore di Dio, menefreghismo etc. etc. Frutti bellissimi e meravigliosi. Ma fatemi il piacere di stare zitti!

    1. “Ma pentita di cosa? Di aver distrutto il Matrimonio e di vivere in unione adulterina? E mi spieghi, dall’alto della sua alta competenza, che valore avrebbe questo pentimento? Il peccatore direbbe in sostanza “mi pento di essere adultero e voglio continuare a vivere in adulterio”. Questa, a casa mia, è una contraddizione in termini e una solenne buffonata!”

      Lei non ha capito o ha deformato volontariamente ciò che ho scritto. Dicevo che una persona può essere pentita di essersi messa in quella situazione ma sapere di non poter cambiare vita attualmente per causa di situazioni che si sono venute a creare .

      Quindi non è che “vuole continuare a vivere in adulterio”, è che pur volendo cambiare sa che al momento non può farlo perché distruggerebbe la famiglia.

      E quindi si ritorna al discorso di cui sopra, che la riparazione la si esige da chi può farla.

      “chi mangia il Corpo del Signore indegnamente, mangia la propria condanna” (cfr. l Cor 11,27-29).

      Questo vale per chi è in peccato mortale, ma come ho dimostrato citando i cardinali dei Dubia stessi queste persone non sono sempre in peccato mortale .

      Visto che continua a glissare sbagliavano i cardinali quando dicevano quanto segue?

      “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”?

      http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

      Perché stanno dicendo esattamente ciò che sto dicendo io.

      “Io, caro Marco, non sono né divorziato, né convivente, né sodomita praticante, ma, conspevole dei miei peccati e della necessità di un pentimento sincero, mi accosto raramente alla Confessione, non volendo prendere in giro Dio e me stesso, e ovviamente non mi accosto al SS. Sacramento, limitandomi a pregare e adorare. ”

      Questa è anche la mia situazione. Anche io pur non essendo in situazione irregolare sono parecchio scrupoloso; ma non pretendo che tutti siano come me.

      Semmai il problema oggi è che ci sono sacerdoti che vanno oltre e assolvono tutti, ma come ho detto nell’altro topic questo non è giustificato dal testo di Al.

      1. A parte il ridicolo di vatican insider che va a ripescare i lapsi, chissà perché c’è stato lo SCISMA ANGLICANO porca pupazza!!!! San Tommaso Moro prega per noi!!!

        1. Lo scisma anglicano c’è stato perché Enrico VIII voleva l’annullamento di un Matrimonio valido, cosa che non c’entra nulla con ciò di cui stiamo parlando.

          1. Clemente in effetti non l’ha aiutato a fare discernimento, meno male che dopo 2017 anni è arrivato il primo pontefice non cretino.

    2. Ah è un’altra cosa

      ,Vedo invece che alle Messe a cui partecipo tutti si accostano felici a Cristo, pur se vedo i confessionali desolantemente vuoti. Quante comunioni sacrileghe! ”

      Era così anche prima di Bergoglio. Nel 2014 il 75% di divorziati risposati faceva la Comunione senza confessarsi http://www.lastampa.it/2014/03/07/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/i-divorziati-risposati-che-fanno-gi-la-comunione-ZK70htF0RIj0rRJhJmhLcP/pagina.html

      Almeno adesso possono confessarsi, e se il confessore sbaglia vige l’Ecclesia Supplet. Prima invece non potevano nemmeno confessarsi ed essere assolti. Cos’era peggio?

      Ed era il 2014, non è che in un anno fosse cambiato tutto; era da molto prima che i divorziati risposati facevano la Comunione, anche se non era una prassi “ufficiale”.

      1. Prima invece non potevano nemmeno confessarsi ed essere assolti.

        Ma che ti inventi, cazzaro?
        Adesso stai poprio esagerando, FARISEO (sì, proprio loro volevano giudicare “caso per caso” e volevano dare l’atto di ripudio!)

        1. Familiaris Consortio 84

          “La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall’Eucaristia. C’è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all’Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio.

          La riconciliazione nel sacramento della penitenza – che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico – può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione, «assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi” (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).

          Come si può leggere, l’assoluzione era possibile solo per chi vivesse in continenza.

          Non erano quindi prese in considerazione le eventuali attenuanti o l’impossibilità di imporre la continenza al partner pena la distruzione della famiglia.

          Ora invece si può tenere in considerazione anche quello nel decidere se assolvere o meno. Don Ezio Fonio, che è sacerdote e confessore, direbbe la stessa cosa.

        2. Quindi come vedi è proprio come dico io: ufficialmente non potevano confessarsi ed essere assolti; a meno che non riparassero fattualmente.

          La Chiesa però, sapendo che ciò talvolta non può essere fatto senza la distruzione della famiglia (similmente all’esempio del truffatore che se gli venisse imposta la restituzione andrebbe sul lastrico e rovinerebbe anche i suoi cari, che non hanno colpa delle sue malefatte) può anche decidere di essere più clemente.

          Se la pensi al contrario, invito anche te ad andare sul blog dell’isola di Patmos a spiegare al teologo dogmatico Don Ariel Levi di Gualdo che ha sbagliato tutto e non conosce il suo lavoro http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

          1. Marco basta con questo link, don Ariel e Cavalcoli non sono né il papa né i prefetti della CDF e manco lei, la pianti di postare sempre le stesse cose che qui lo scopo non è che gli altri diano tutti ragione a lei e normalisti vari contro ogni evidenza.

          2. @Diana

            “Marco basta con questo link, don Ariel e Cavalcoli non sono né il papa né i prefetti della CDF e manco lei, la pianti di postare sempre le stesse cose che qui lo scopo non è che gli altri diano tutti ragione a lei e normalisti vari contro ogni evidenza.”

            Quali evidenze? molti su questo blog affermano che il Papa non avrebbe l’autorità di effettuare un tale cambiamento, perciò questo va dimostrato.

        3. “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.” (L’adulterio è uno scandalo)

          “Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.
          Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna.
          Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
          Perché ciascuno sarà salato con il fuoco.
          Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».

          PAROLA DEL SIGNORE

          1. Semplice, lineare, chiaro, evangelico, vero, e anche drastico, se vogliamo: in una parola “CATTOLICO”.

            Senza fronzoli, rigiri e tortuosità.

            Una boccata di aria pura e frizzante in mezzo all’afa che snerva, un tocco divino: si riconosce l’autore.

            Ahh, grazie Gregorio, ci voleva proprio!

          2. Non c’entra nulla con quanto sto dicendo; altrimenti anche la Chiesa del IV secolo avrebbe sbagliato nel perdonare i lapsi.

      2. @ Marco
        E’ lei che si ostina a non voler capire: rispondo e poi la lascio alle sue convinzioni: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!..
        Lei glissa su tutte le mie obiezioni, finge di non vedere il rischio evidente di comunioni sacrileghe, banalizzazioni del peccato, svuotamento della Dottrina del Matrimonio indissolubile, etc. etc.
        Paragona ancora una volta meloni e fichi secchi: cosa centra la questione dei lapsi? I lapsi avevano rinnegato la fede per paura delle persecuzioni e compiuto atti di culto agli idoli, poi, pentiti, avevano chiesto il perdono. La loro riammissione nella Chiesa avveniva dopo il pentimento. Non continuavano ad adorare gli idoli e a frequentare la Chiesa. E spesso, in caso di successiva nuova persecuzione, accettavano il martirio. Mi sono spiegato? Cedimento alla paura – atto idolatrico- pentimento- abbandono dell’idolatria – riammissione nella Chiesa.
        Nel caso dell’adultero invece: adulterio – pentimento – adulterio. Le sembra la stessa cosa? A me no!
        Le ricordo inoltre, visto che mi fa gli esempi della Chiesa antica, che nella Chiesa antica per le colpe più gravi era prevista una penitenza pubblica che durava anni, prima dell’assoluzione. E tra le colpe gravi rientrava l’adulterio. Questo per sottolineare come la Chiesa abbia sempre avuto consapevolezza della grave incompatibilità tra la vita veramente cristiana e l’adulterio. Solo il progressivo cedimento alla mentalità moderna imbevuta di relativismo e sessuolatria ha portato allo scempio che stiamo vivendo.
        E poi, mi scusi, l’ha ordinato il medico di fare la Comunione? Io vedo tanta superficialità e tanta presunzione nell’accostarsi alla Comunione, di cui siamo sempre indegni ed inadeguati. Il problema è che tanti fedeli non credono più nella Presenza Reale, come l’empio bergoglio che neanche si inginocchia davanti al SS. Sacramento, e pensano che sia un loro diritto fare la Comunione, per non sentirsi diversi dagli altri. Spaventoso ed espressione di orgoglio satanico!
        Quanto al peccato mortale, potrei farle una serie di precisazioni ma sarebbe troppo lungo: non è questo il luogo e il Dott. Tosatti chiede brevità.
        Si legga un po’ di Catechismo: mi sembra che abbia le idee un tantino confuse e cita a sproposito i cardinali dei dubia. E legga anche “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica” Ed. Cantagalli, a cura di Robert Dodaro O.S.A., Preside dell’Istituto patristico Augustinianum di Roma. Potrà leggere qualcosa di cattolico e non i deliri di bergoglio e dei suoi leccapiedi.
        Quanto al fatto che tanti divorziati risposati facevano la santa Comunione prima di bergoglio è verissimo: ma la facevano a loro rischio e pericolo, contro il chiaro insegnamento della Chiesa Cattolica e del Suo Pastore fedele a Cristo. Ora la fanno con la falsa e scandalosa benedizione di bergoglio e di tutta la feccia dei suoi luridi servi, in spregio alla Sacra Scrittura e alla Tradizione Apostolica. Direi che c’è una piccola differenza.
        Del resto anche ora se lei si fa montare da una mandria di maschi superdotati e poi va a fare la Comunione chi lo può sapere e chi glielo può impedire?
        Mi permetta, ma lei fa esempi ed obiezioni a cavolo di cane.
        Saluti cordiali.

        1. “Lei glissa su tutte le mie obiezioni, finge di non vedere il rischio evidente di comunioni sacrileghe, banalizzazioni del peccato, svuotamento della Dottrina del Matrimonio indissolubile, etc. Ecc”

          Non faccio finta di non vedere, dico solo che questo è dovuto alla cattiva interpretazione di Al da parte dei modernisti, non al testo di Al stesso.

          “Paragona ancora una volta meloni e fichi secchi: cosa centra la questione dei lapsi? I lapsi avevano rinnegato la fede per paura delle persecuzioni e compiuto atti di culto agli idoli, poi, pentiti, avevano chiesto il perdono. La loro riammissione nella Chiesa avveniva dopo il pentimento. Non continuavano ad adorare gli idoli e a frequentare la Chiesa. E spesso, in caso di successiva nuova persecuzione, accettavano il martirio. Mi sono spiegato? Cedimento alla paura – atto idolatrico- pentimento- abbandono dell’idolatria – riammissione nella Chiesa.
          Nel caso dell’adultero invece: adulterio – pentimento – adulterio. Le sembra la stessa cosa? A me no!”

          Anche qua c’è il pentimento, solo che si prende atto dell’impossibilità momentanea di cambiare vita perché cambiare vita comporterebbe la distruzione della famiglia (ripeto: dove c’è un partner non cattolico o cattolico non praticante che non accetterebbe l’imposizione della castità).

          È così difficile da capire? Il pentimento è richiesto, ma può non esserci la possibilità di tradurlo in fatti per la situazione creatasi.

          Un po’ come l’esempio del truffatore che vorrebbe riparare ma non può farlo perché per farlo dovrebbe ridurre sul lastrico la sua famiglia? È giusto imporgli la riparazione a costo di rovinare i suoi cari? Come vede non è un discorso che si applica solo al sesto comandamento.

          Inoltre visto che glissa le chiedo: GPII ha permesso agli scismatici di accostarsi ai Sacramenti Cattolici senza pretendere che si convertano, basta la loro “buona Fede”. Questo contro 2000 anni di prassi ecclesiale opposta. Perché GPII poteva fare questo?

          Lo sa cosa dice la Cantate Domino sugli scismatici?

          “La chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i giudei o gli eretici e gli scismatici, potranno raggiungere la vita eterna, ma andranno nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41), se prima della morte non saranno stati ad essa riuniti”

          Questa è ex cathedra. Perché quindi misericordia verso gli scismatici che vogliono resiste tali nonostante le parole ex cathedra della Cantate Domino (che non valgono meno del Vangelo, visto che le dichiarazioni ex cathedra sono infallibili) mentre durezza implacabile verso chi è in una seconda unione?

          “Quanto al fatto che tanti divorziati risposati facevano la santa Comunione prima di bergoglio è verissimo: ma la facevano a loro rischio e pericolo, contro il chiaro insegnamento della Chiesa Cattolica”.

          Esatto, invece adesso se non altro hanno la scusante che è la Chiesa ad ammetterli. Ma no, meglio che andassero all’inferno, vero? Se questa concessione può servire a salvare molti di loro, che non saranno imputabili, chi siamo noi per dire di no e per dire a Dio di non avere pietà di queste persone?

          Dio trae sempre il bene anche dal male.

          1. Dott. Tosatti, la prego di chiudere i commenti, tanto con questo logorroico si ricominerà ogni volta daccapo e il loop non finirà mai. Tanto quello che si doveva dire si è detto, inoltre con l’altro viziaccio del logorroico di riprendere le risposte di un altro post in uno nuovo non la finiremo mai.
            Le consiglio di tenerli aperti per un massimo di 3 giorni, come hanno fatto tutti gli altri blog che hanno avuto la sventura di ritrovarsi il “pensionato logorroico” tra i c…ommenti!

          2. E allora perché non fare il male di sanapianta? Tutta fatica in meno no? Anzi vedremo all’opera la fantasia di Dio fin dove si spinge e ne avremo giovamento. Che ne dici?
            Se mi legge il papa mi prende in parola scommetto!!!!!

          3. Mi scusi Marco, ma chi ha l’ultima parola sulla salvezza delle anime? Dio o il confessore che dà l’assoluzione? Lei crede che cambiando le regole rendiamo queste persone, come dice lei “non imputabili” davanti a Dio? È meglio che il sacerdote pecchi rifiutando l’assoluzione, e poi Dio perdoni nel giorno del giudizio, del contrario! Se il sacerdote perdonasse e Dio no sarebbe una tragedia immane. Lasciamo l’ultimo Giudizio al Signore! E se dobbiamo sbagliare teniamoci bassi con le aperture e le concessioni, meglio peccare per difetto!

          4. A me, Marco, risulta che finora il dogma dell’infallibilità è stato utilizzato due volte, da papa Pio IX per affermare l’Immacolata Concezione di Maria, e da papa Pio XII per affermare l’Assunzione della Vergine Maria. Sbaglio?

          5. Salvare molti di loro? Assumere il Corpo di Cristo in stato di peccato mortale, qualunque esso sia, e’ sacrilegio e nessun Papa può darci l’autorizzazione ad essere sacrileghi. Qui ne va della nostra fede: se non crediamo più nella Presenza reale ovviamente crederemo che la presenza sia solo simbolica. Come i protestanti

          6. @Alessandro

            Infatti nessuno può assumere il Santissimo Sacramento in peccato mortale.

            Cosa diversa per chi, pur essendo in situazione di peccato grave, non è in peccato mortale a causa di alcune attenuanti che alleviano la colpa.

            Cito Al 305 che è molto chiara in questo

            “A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa. Il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti. Credendo che tutto sia bianco o nero, a volte chiudiamo la via della grazia e della crescita e scoraggiamo percorsi di santificazione che danno gloria a Dio. Ricordiamo che «un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà.”

            E questo, cioè che i divorziati risposati possano essere in situazioni che diminuiscano fino alla venialità (o addirittura annullino) l’imputabilità della colpa, lo ripeto ancora una volta perché tutti voi glissate, era già stato ammesso dai quattro cardinali dei Dubia.

            Queste le loro testuali parole

            “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”?

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

            Sono costretto a ripetermi ancora una volta: che i divorziati risposati siano sempre in peccato mortale (se fosse vero la risposta al primo Dubium sarebbe no) è una fantasia di alcuni tradizionalisti che non conoscono la dottrina, ma non è idea condivisa dai cardinali dei Dubia, come ho dimostrato citando TESTUALMENTE le loro parole.

          7. Ma se fosse una banale legge ecclesiastica, perché non l’hanno cambiata velocemente , evitando tutte questo caos? Perché non l’hanno fatto altri papi? Sembra tutto così facile….la verità é che nemmeno Bergoglio e i modernista credono a questa sciocchezza, tra l’altro non motivata e espressa in maniera assoluta (è così perché…lo dice p.cavalcoli! Da ridere)

          8. @Alessandro

            Infatti nessuno può assumere il Santissimo Sacramento in peccato mortale.

            Cosa diversa per chi, pur essendo in situazione di peccato grave, non è in peccato mortale a causa di alcune attenuanti che alleviano la colpa.

            Cito Al 305 che è molto chiara in questo

            “A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa. Il discernimento deve aiutare a trovare le strade possibili di risposta a Dio e di crescita attraverso i limiti. Credendo che tutto sia bianco o nero, a volte chiudiamo la via della grazia e della crescita e scoraggiamo percorsi di santificazione che danno gloria a Dio. Ricordiamo che «un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà.”

            E questo, cioè che i divorziati risposati possano essere in situazioni che diminuiscano fino alla venialità (o addirittura annullino) l’imputabilità della colpa, lo ripeto ancora una volta perché tutti voi glissate, era già stato ammesso dai quattro cardinali dei Dubia.

            Queste le loro testuali parole

            “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

            Sono costretto a ripetermi ancora una volta: che i divorziati risposati siano sempre in peccato mortale (se fosse vero la risposta al primo Dubium sarebbe no) è una fantasia di alcuni tradizionalisti che non conoscono la dottrina, ma non è idea condivisa dai cardinali dei Dubia, come ho dimostrato citando TESTUALMENTE le loro parole.

          9. @Barbara

            Lei mi scrive

            “Mi scusi Marco, ma chi ha l’ultima parola sulla salvezza delle anime? Dio o il confessore che dà l’assoluzione? Lei crede che cambiando le regole rendiamo queste persone, come dice lei “non imputabili” davanti a Dio? ”

            Quando il sacerdote perdona è Cristo stesso che perdona. Il Sacramento della Confessione funziona ex opere operato, grazie a Dio, non ex opere operantis. Quando un Sacramento avviene ex opere operato vuol dire che è CRISTO STESSO che agisce, cioè nel Sacramento della Confessione è CRISTO STESSO che perdona.

          10. @ Marco
            Se ne faccia una ragione… LA SANTA COMUNIONE NON E’ UN DIRITTO, NON E’QUALCOSA CHE CI SPETTA A PRESCINDERE. PUNTO

          11. Giustissimo Teofilo! Inoltre, dottor Tosatti, PER PIETÀ, mi risponda, questo blog e di tutti o solo del SAPIENTINO Marco? Ma perché non se ne apre uno suo dal titolo El berghy super star e ci lascia respirare? Provi dott Tosatti a fare un calcolo degli interventi del SAPIENTINO rispetto a tutti gli altri messi insieme, sia per quantità che per lunghezza di ognuno….. PIETÀ PIETÀ PIETÀ PIETÀ!!!!!!! io esco ora da un Monastero, e rileggere le sofistiche acrobazie del Marco atte a farci digerire con l’idraulico liquido l’indigeribile El berghy, proprio dopo aver ascoltato Parole Pure Chiare e Sante di Vita Eterna è come trovarsi catapultati dall’ Everest ad una discarica!!!!!!!

          12. @Teofilo

            “Se ne faccia una ragione… LA SANTA COMUNIONE NON E’ UN DIRITTO, NON E’QUALCOSA CHE CI SPETTA A PRESCINDERE. PUNTO”

            Certo che non lo è.

            Il Santissimo Sacramento è un dono prima di tutto, ma spetta alla Chiesa decidere come amministrarlo e a chi darlo.

          13. “Ma se fosse una banale legge ecclesiastica, perché non l’hanno cambiata velocemente , evitando tutte questo caos?”

            È successo lo stesso per l’ammissione ai Sacramenti cattolici degli scismatici ortodossi che non vogliono convertirsi. Tale apertura venne accennata in Orientalium Ecclesiarum 27 nel 1964, e solo nel 1983, 19 anni dopo (ripeto: 19 ANNI DOPO) venne formalizzata da GPII nel nuovo codice di diritto canonico.

            Vedere qui http://www.marcotosatti.com/2017/07/14/muller-il-papa-ludienza-unicuiquique-suum-una-lettera-su-bergoglio-di-jose-arturo-quarracino/#comment-18235

            “Perché non l’hanno fatto altri papi?”

            Potrei chiederle, Claudius: perché abbiamo dovuto aspettare il 1983 perché un Papa (GPII) ammettesse gli scismatici (che non vogliono convertirsi alla Fede Cattolica) ai Sacramenti cattolici mentre la Chiesa per 2000 anni ha fatto il contrario?

            Chiedo: pure San Giovanni Paolo II è eretico, allora?

          14. Per la cronaca, caro Claudius, pure Chiesa e post Concilio (blog molto tradizionalista) ammette che quella sui divorziati risposati è una legge ecclesiastica sottoposta al potere delle chiavi di Pietro (si tratta del post “può esistere una disciplina ecclesiastica che contraddice il Magistero”, se googlate queste parole vi salta fuori il post di chiesa e post concilio a chi faccio riferimento, non lo linko perché i link di chiesa e post concilio non mi passano su questo blog, non so perché) pur sollevando alcune perplessità sulla possibilità da parte del confessore di formarsi una certezza morale sulla mancanza di imputabilità del soggetto a causa delle attenuanti (perplessità che non condivido, perché ad esempio una prostituta ricattata dal pappone è evidente che non goda di piena libertà, così come non gode di piena libertà chi si è rifatto una famiglia e rischia di distruggerla).

            Notare che Chiesa e post Concilio dice che:

            1) quella sui divorziati risposati è a tutti gli effetti una legge ecclesiastica cambiabile dal Papa, e questa è una certezza teologica, infatti da loro viene definita come “precisazione certamente vera e opportuna”;

            2) il fatto che chi è in situazione di peccato grave come i divorziati risposati possa essere in Grazia, cioè che “esistono certamente (e non solo come mera possibilità) casi in cui determinate circostanze attenuanti possono ridurre la colpa del divorziato risposati (more-uxorio) sino alla venialità” è ammesso da tutti i teologi e non solo come mera possibilità teorica ma come realtà.

          15. Un testo difficile da leggere è un cattivo testo. O scritto male da chi non ne ha le competenze o scritto male di proposito da chi è in malafede. E questo vale sempre e per ogni tipo di testo. In ambito giuridico si dice che la forma è sostanza. I testi dovrebbero avere la chiarezza del Vangelo altrimenti si devono riscrivere.

          16. “se googlate queste parole vi salta fuori il post di chiesa e post concilio a *chi* faccio riferimento”

            A cui faccio riferimento, ovviamente.

            Se scrivete su google le seguenti parole “può esistere una disciplina ecclesiastica che contraddice il Magistero” vi salta fuori il post, per chi volesse controllare.

            Dopo esprimono anche due perplessità su alcune cose ma sono tutte perplessità a cui è stata data risposta.

          17. Ah cazzaro!
            Si tratta di una precisazione certamente vera e opportuna, ma che richiede alcune puntualizzazioni.
            La disciplina ecclesiastica finora vigente, quella insegnata da San Giovanni Paolo II in “Familiaris consortio”, n. 84 e da Papa Benedetto in “Sacramentum caritatis” (ovvero di escludere dalla riconciliazione sacramentale e dall’Eucaristia chi essendo legato da un vincolo sacramentale valido e indissolubile di matrimonio e vivendo in una seconda unione, non si impegna a comportarsi “come fratello e sorella”) è fondata su ragioni di ordine scritturistico, tradizionale e magisteriale, ed è ovvio che una nuova disciplina ecclesiastica su questa materia, necessita a sua volta di fondarsi (o almeno di non contraddire) le Scritture, la Tradizione e il Magistero
            .

            Sempre lo stesso vizio di tagliare le cose a metà vero?
            CAZZARO!

          18. @Diego B

            Il Vangelo è talmente “chiaro” che è stato travisato da ogni setta possibile e immaginabile.

            È il Magistero che svela il Vangelo e il suo vero significato.

            Le Chiese Ortodosse che benedicono le seconde nozze e le ritengono lecite dicono anch’esse di basarsi sul Vangelo.

          19. Ah cazzaro 2:
            Si tratta di una precisazione certamente vera e opportuna, ma che richiede alcune puntualizzazioni.
            La disciplina ecclesiastica finora vigente, quella insegnata da San Giovanni Paolo II in “Familiaris consortio”, n. 84 e da Papa Benedetto in “Sacramentum caritatis” (ovvero di escludere dalla riconciliazione sacramentale e dall’Eucaristia chi essendo legato da un vincolo sacramentale valido e indissolubile di matrimonio e vivendo in una seconda unione, non si impegna a comportarsi “come fratello e sorella”) è fondata su ragioni di ordine scritturistico, tradizionale e magisteriale, ed è ovvio che una nuova disciplina ecclesiastica su questa materia, necessita a sua volta di fondarsi (o almeno di non contraddire) le Scritture, la Tradizione e il Magistero.

          20. @Kosmo

            “Ah cazzaro!
            Si tratta di una precisazione certamente vera e opportuna, ma che richiede alcune puntualizzazioni.
            La disciplina ecclesiastica finora vigente, quella insegnata da San Giovanni Paolo II in “Familiaris consortio”, n. 84 e da Papa Benedetto in “Sacramentum caritatis” (ovvero di escludere dalla riconciliazione sacramentale e dall’Eucaristia chi essendo legato da un vincolo sacramentale valido e indissolubile di matrimonio e vivendo in una seconda unione, non si impegna a comportarsi “come fratello e sorella”) è fondata su ragioni di ordine scritturistico, tradizionale e magisteriale, ed è ovvio che una nuova disciplina ecclesiastica su questa materia, necessita a sua volta di fondarsi (o almeno di non contraddire) le Scritture, la Tradizione e il Magistero.”

            E infatti non contraddice.

            Il Magistero insegna che per accedere alla Comunione servono due condizioni minime:

            1) essere battezzati ed essere cattolici o ortodossi (cioè avere una vera Eucaristia, i protestanti che non credono nella Presenza Reale non possono accedere);

            2) essere in stato di Grazia.

            Queste sono le due condizioni MINIME che nemmeno un Papa può cambiare. Il resto invece è legge ecclesiastica.

          21. Del resto, caro Kosmo, affermare che sia una “precisazione vera e opportuna” quella di chi dice che la proibizione ai Sacramenti per i divorziati risposati è una legge ecclesiastica sottoposta al potere delle chiavi significa (a meno che dalle tue parti di kazzarolandia non abbiano buttato la logica nel WC) che la risposta al primo Dubium PUÒ ESSERE SI. Se, invece, NON fosse una legge ecclesiastica, o meglio se fosse una legge ecclesiastica irreformabile (come quella ad esempio che non si può dare l’Eucaristia ai non battezzati o ai battezzati che non hanno validi Sacramenti, come protestanti e affini), ovviamente NON avrebbero detto che “si tratta di una precisazione vera e opportuna”.

            Se io dicessi, ad esempio, che è possibile cambiare la norma che vieta l’accesso all’Eucaristia per gli islamici (vedi quello che ho detto sopra per i non battezzati o per i battezzati la cui Chiesa non ha valida Eucaristia) NON starei facendo una “precisazione vera e opportuna”, starei dicendo una eresia.

        2. Caro Stefano ,secondo me e’inutile discutere conMarco/Vincent Vega petche’lui
          parla sempre per cercare degli “alibi” delle giustificazioni,dei rimandi,dei
          codicilli, dei testi,come un qualsiasi avvocato che voglia dimostrare alla giuria che il proprio cliente non e’colpevole o almeno ha delle attenuanti.
          Il problema etico fondamentale non lo tange:posto che si riesca a convincere la giuria che e’giusto fare cosi’non gli interessa se e’davvero giusto fare cosi’

          Noi siamo la giuria che Marco vuol.convincere essendosi proposto il ruolo di avvocato difensore dell’AL.
          Ma noi caro Stefano non siamo la giuria,noi siamo parte in causa e vorrei dire siamo le vittime di AL.
          PERquesto inutile discutere con l’avvocato della controparte.

          1. “Ma noi caro Stefano non siamo la giuria,noi siamo parte in causa e vorrei dire siamo le vittime di AL.”

            In che modo il fatto che dei peccatori possano essere perdonati vi rende “vittime”?

            Giusto per sapere. Mi ricorda la parabola degli operai della vigna

            “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi”. (Mt 20,1-16)

            Perché vi crea dolore che a dei vostri fratelli che hanno peccato sia mostrata Misericordia?

            Avete forse paura che questo sminuisca la vostra Giustizia? Vedete le parole di Cristo, allora

            “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi”.

          2. Marco, non si tratta di perdonare i peccatori, ma di indicare chiaramente la Via. Il perdono ultimo spetta a Dio, il sacerdote deve indicare il Bene e la Verità. Non deve allargare la Via per far passare più persone. Non è questo il compito del sacerdote e della Chiesa.

          3. Non si parla di allargare la via, ma di applicare il Catechismo e il discernimento sulle attenuanti (vedere Catechismo paragrafi 2355, 1735, 1860, 1862 e molti altri) anche a questi peccatori come già si fa con gli altri, a cominciare dagli scismatici ortodossi che dal 1983 sono ammessi ai Sacramenti Cattolici contrariamente a quanto fatto nei precedenti 2000 anni dalla Chiesa.

          4. Hai pienamente ragione Maria Cristina, infatti non gli rispondo più. Oltretutto considera ex cathedra, cioè infallibili pronunciamenti di Magistero ordinario…
            Ma taglia la testa al toro della malafede di bergoglio il fatto, su cui Marco glissa, che l’argentino, ben consapevole dello stravolgimento della Dottrina che stava operando, non ha apertamente stabilito che i divorziati risposati potessero accedere all’Eucaristia, motivando adeguatamente questa novità, ma in una noticina a piè di pagina ha buttato lì una generica possibilità di accesso ai sacramenti… Questo non mi sembra il modo di operare del Pastore universale che conferma i fratelli nella Fede, ma uno stratagemma gesuitico e vigliacco per dire a non dire, un fare ammiccante e scorretto da viscida serpe. Del resto lo stesso forte, suo amichetto e segretario dei sinodi manipolati, ha detto chiaramente che bergogliolo gli aveva detto di non parlare apertamente di comunione ai divorziati sennò scoppiava un casino, ma di mettere i presupposti che poi lui avrebbe tirato le somme… Questo è sicuramente un modo corretto, leale, e intellettualmente onesto di agire… Da vomitare. E questi asini eretici di bergoglioni pensano di prenderci per il naso con i loro contorsionismi dialettici… Buffoni!…

          5. @Stefano

            Gli scismatici ortodossi accedevano ai Sacramenti già dal 1964 quando uscì Orientalium Ecclesiarum 27. Poi venne formalizzato da GPII nel nuovo codice di diritto canonico nel 1983, rivoluzionando (ripeto: rivoluzionando) una prassi contraria, opposta, di 2000 anni.

            Ma li nessuno di voi duri e puri si straccia le vesti. Chissà perché.

  28. MARCO TOSATTI CI 6? STAI BENE?
    son due giorni ke non posta qui e non posta su facebook, ke i turiferari e i leccacalzini misericordiosi visto ke non riescono a comprarlo x farlo stare zitto l’hanno fatto sparire?
    FATTI SENTIRE

      1. @Schoenborn

        È il suo pare personale di pastore e di teologo, lo chiedi ad un altro teologo o Cardinale e darà un’altra versione, tanto le risposte vanno tutte bene, perché le risposte di ogni Cardinale, Vescovo o Teologo che sia vanno valutate caso per caso, a seconda della realtà della sua vita di uomo, sacerdote, dagli studi che ha fatto, etc.
        Siamo in pieno relativismo dottrinale.
        Se poi i cinque si li darà Francesco allora sarà eresia!
        Ma lo Spirito Santo non glielo permetterà, c’è la Pastor Aeternus.

        1. “Se poi i cinque si li darà Francesco allora sarà eresia!”

          Invece no, perché se così fosse sarebbe eretico pure San Giovanni Paolo II per i motivi già mostrati qui http://www.marcotosatti.com/2017/07/14/muller-il-papa-ludienza-unicuiquique-suum-una-lettera-su-bergoglio-di-jose-arturo-quarracino/#comment-18235 e nel post subito sotto a quello.

          A me dispiace davvero distruggere i vostri sogni, ma non spetta a voi decidere cosa sia eresia e cosa non lo sia. Non so chi vi abbia messo in testa questa fantasia malata, che non conoscendo la dottrina possiate giudicare tutto come se foste prefetti del Sant’Uffizio, ma è e resta una fantasia malata e priva di contatto con la realtà.

      1. @Kosmo

        “quindi siete eretici tu, Schönborn e il papa.”

        Per affermare una tale idiozia devi dimostrare che:

        1) i divorziati risposati sono sempre in peccato mortale, privi della Grazia Santificante, cosa negata dai Cardinali dei Dubia stessi qui http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta dove scrivono che “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”?;

        2) la legge ecclesiastica che esclude i divorziati risposati dalla Comunione sia infallibile e irreformabile.

        Puoi dimostrare questi due punti? Se si, ammetterò il mio errore e ripudierò quanto ho scritto.

        Se la risposta è no, caro il mio CAZZARO (uso i tuoi stessi termini), torna a studiare e non accusare di eresia chi conosce più di te.

        Ciao.

        1. Se fossi il giudice a questo punto direi:avvocato Marco basta continuare a ripeterci le stesse cose dette e ridette,abbiamo capito il suo punto di vista e non e ‘che se lei lo ripete mille volte,fino allo sfinimento,ci convince.
          .O lei ha qualcosa di nuovo da portare come prova dell’innocenza del suo cliente (l’AL) oppure le tolgo la parola!

          1. Del resto non siete riusciti a confutarmi, e non perché sono io, ma perché ho esposto argomenti in accordo col Magistero, fornendo anche precedenti dove leggi ecclesiastiche di eguale importanza sono state cambiate (GPII e gli scismatici), perciò mi ritengo soddisfatto.

          2. 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
            si sente ancora lo stridere degli specchi su cui si arrampica😂😂😂😂😂😂

          3. Concordo, la citazione ex cathedra della Cantate Domino che ho citato infatti è un arrampicamento sugli specchi, non la verità.

            Semplicemente vi siete convinti di una cosa e nessuno può farvi cambiare idea, se vi apparisse Cristo stesso a dirvi che state sbagliando pensereste che sia un’apparizione demoniaca, e se il Papa emanasse un canone dogmatico tipo questo

            “Se qualcuno dirà che la Chiesa sbaglia quando ha insegnato e insegna che i fedeli cattolici che vivono in stato di peccato grave possono essere ammessi ai Sacramenti purchè non siano rei di colpa mortale, sia anatema’

            Non gli credereste comunque e direste che anche un canone dogmatica può sbagliare e non essere infallibile.

            Perciò so perfettamente che qualunque cosa dico è inutile. Infatti non scrivo per convincere voi, ma per chi legge ed è dotato di pensiero razionale.

            Per esempio Adolfo, che è intelligente, è contrario ad Al ma, dopo le mie dimostrazioni, anche alle aperture di GPII agli scismatici.

            Non attacca l’apertura di Francesco per poi accettare quella di GPII, essendo intelligente e coerente le rifiuta entrambe.

            E infatti o le si accetta entrambe o le si rifiuta entrambe. Ma non pretendo che voi lo capiate.

      2. E avendo avuto di questo Cardinale una non buona impressione, già parecchio tempo fa, per me non è per nulla una garanzia che quanto sostieni sia corretto… ma se per te è un argomento convincente, continua pure… però forse è il caso di avere pietà del dott. Tosatti.

        1. Mari, qui c’è poco di opinabile. Se io affermo che Cristo non è Dio sono eretico. Se io affermo che si può sciogliere un Matrimonio contratto validamente e che la nuova unione non è adulterio sono eretico. Se io affermo che la risposta al prim Dubium è si, dove vi siano attenuanti che sgravano dalla colpa mortale, non sono eretico.

          Chi afferma il contrario deve dimostrare il perché sarei eretico. I dogmi non sono materia di opinione. Se qualcuno qui afferma che questa legge ecclesiastica è irreformabile deve dimostrarlo.

          1. 35 anni fa ho udito dalle labbra di uno che il catechismo (che tu conosci tanto bene) non l’ha solo letto ma lo ha anche scritto, che

            se una persona, dopo un primo matrimonio validamente contratto,

            ha una convivenza o un matrimonio civile dal quale sono nati dei figli (che soffrirebbero per l’allontanamento dei genitori),

            e, vivendo tale situazione, detta persona si converte a seguire veramente ciò che Cristo ha chiaramente espresso circa il matrimonio ,

            ed è quindi conscia che i rapporti sessuali con il genitore dei bambini vanno contro l’insegnamento di Dio e della Chiesa : sono peccato mortale, perché loro due non sono uniti col vincolo del matrimonio sacramentale che invece perdura nei confronti del coniuge da cui uno dei due si è separato,

            e sa che, per il SUO VERO BENE (conoscerai immagino il passo di San Paolo circa le conseguenze della comunione ricevuta indegnamente)

            se vuole avere l’incommensurabile aiuto che è il ricevere il Corpo di Cristo DEVE:

            1) CONFESSARSI DEL PECCATO COMPIUTO e fare il sincero proposito di fare quanto deve per evitare le occasioni di ricascarci;

            2) vivere insieme in COMPLETA CASTITA’ (come fratello e sorella) per il bene dei figli;

            3) se riesce a rispettare l’impegno della castità completa pur vivendo sotto lo stesso tetto, può accostarsi alla comunione MA la deve ricevere in una Chiesa dove non è conosciuto PER NON DAR SCANDALO ( chi lo conosce potrebbe pensar male: daltronde noi comuni mortali non abbiamo il dono di leggere nelle coscienze : quindi meglio evitare di esporre la gente alla tentazione di ergersi giudici del comportamento del prossimo).

            All’ obiezione: “Ma è impossibile !” replicava, il caro mons. Maggiolini, : “Se chiedamo sinceramente l’aiuto di Dio, se siamo convinti che la cosa più importante per la nostra salvezza è il riceverLo degnamente nella santa Eucarestia, allora Dio non negherà il suo aiuto: e NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO, e il vivere, anche con difficoltà e fatica questa situazione, ma in grazia di Dio, sarà veramente la più grande dimostrazione di amore che i figli potranno avere dai loro genitori.”

            Quali conclusioni ne ho tratto io:

            Situazione mooolto difficile da vivere, ma non impossibile,

            anche un matrimonio in regola ha le sue difficoltà: cercare sempre e comunque, con l’aiuto di Dio, di non farlo fallire,

            se ( e non ho mai nemmeno considerato pensabile di esserne io la causa), ciò dovesse verificarsi per responsabilità del coniuge,

            il matrimonio comunque permane,

            e se non voglio giocarmi la salvezza eterna, non mi trovo un’altra persona… perchè, per salvarmi l’anima, non vorrei vivere in tale spinosa e delicata situazione (non esiste per me il comandamento “rifatti una vita, hai il diritto di essere felice”).

            Queste situazioni sono grandi croci per chi le vive.
            E’ la condizione umana , comprende anche il dolore: e Gesù ci chiede espressamente di accettare farcene carico, e Lui ci aiuterà.

            Le riflessioni che ho esposto potrebbero farle tutti i cattolici… e le facevano, un tempo.

          2. @Mary

            Ho già risposto a queste obiezioni.

            Di sicuro questo “vivere insieme in COMPLETA CASTITA’ (come fratello e sorella) per il bene dei figli” è ciò che va fatto se è possibile, ma se stanno con un partner non cattolico (o cattolico non praticante) non accetterebbero mai l’imposizione della castità e quindi si sfascerebbe la famiglia.

            Come ho detto questo è uno di quei casi dove l’imputabilità può essere ridotta, perché di fronte alla prospettiva di distruggere la famiglia la libertà di agire diversamente cala.

            Se invece sono entrambi cattolici praticanti il discorso è diverso.

            Il discorso sulla Comunione ricevuta indegnamente è giusto, ma se una persona si trova nella situazione che ho detto sopra può essere in Grazia.

            Non lo dico io, lo dice Amoris Laetitia al paragrafo 305

            ” A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa.”

            E lo dicono pure i cardinali dei Dubia

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta dove scrivono che “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

            Perciò le sue obiezioni sono di per se corrette ma vi avevo già risposto.

          3. Risposta a Marco ha detto:
            luglio 15, 2017 alle 5:00 pm

            “… le sue obiezioni sono di per se corrette ma vi avevo già risposto”

            E infatti le mie obiezioni sono corrette, certo che lo sono: vengono fuori pari pari dalle parole di Gesù e di San Paolo.

            Se una persona con la conoscenza biblica, teologica e dottrinale della statura di Maggiolini avesse considerate possibili altre opzioni sicuramente ce le avrebbe illustrate.

            Sono stufa di tutte le situazioni pietose, le casistiche contorte; è la tattica che avevano usato i Sadducei quando volevano averla vinta sulla verità che Gesù predicava: hai certamente presente “la plurivedova di sette fratelli” e la risposta di Gesù di una chiarezza cristallina, poche parole chiare e nette: Gesù è “La Verità”, non ama i giri di parole e i sofismi.
            E’ lui laVerità, per tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi

            Le tue paginate non schioderanno noi cattolici di un solo millimetro da quanto Gesù ci ha detto.

            Noi sappiamo troppo bene quanto ha pagato la nostra salvezza , ci fidiamo di Lui, delle sue parole, della sua bimillenaria Chiesa , e tutto il fumo che cerca di appestare anche questo sito non ci intossicherà, stanne certo.

          4. Non so che dire Mari, le mie risposte sono pienamente in linea con la dottrina cattolica e il Magistero, sulla differenza tra peccato grave e mortale, ho anche citato i cardinali dei Dubia che hanno ben chiara questa differenza, se per voi invece non esiste allora pazienza.

            Tanto so perfettamente che con gli ottusi è inutile parlare, non scrivo per convincere voi, ma per chi legge e ha l’intenzione e la capacità di capire.

      3. Ricordi pure che dicevi dei quattro cardinali dei “Dubia” che erano delle m***e, che la dottrina è cambiata (finalmente!) e tante altre belle cosine?
        O hai la memoria selettiva’

        1. Ho sbagliato sui cardinali dei Dubia, al tempo, perché non avevo capito che comunque le loro intenzioni erano più che buone.

          Ho sbagliato e chiesto scusa.

          Riguardo la dottrina, essa non è cambiata di uno iota, e lo scrivevo sette mesi fa quando, anticipando la risposta che oggi ha dato Schönborn, rispondevo si a tutti i Dubia.

          1. @Marco
            “Ho sbagliato sui cardinali dei Dubia, al tempo, perché non avevo capito che comunque le loro intenzioni erano più che buone.”

            Cosa che invece era chiarissima (senza bisogno di squadernare chilometri quadrati di citazioni e analisi) e che giustamente (cor ad cor loquitur !) hanno capito subito tutti (certamente all’interno di questo forum) … peccato che la fronda filobergogliana li abbia inquadrati malissimo (della serie: sbatti il mostro in prima pagina) solo per il fatto di non essere allineati col mainstream modernista … comunque tutti possiamo sbagliare, per carità…

          2. Perché dovrei scusarmi su questo, visto che non sto dicendo nulla di errato, adesso?

            Mi sono scusato sui cardinali perché li ho giudicati male personalmente, ma questo con la dottrina non c’entra.

    1. Non me ne frega niente che lo dicano Schoen o Coccode, le risposte sono attese dal grande capo, è lui che deve darle, invece di fare il rancoroso. Che caratterino El Papa della missericordia.

    1. @Mary

      Tu mi scrivi

      “E allora perché non fare il male di sanapianta? Tutta fatica in meno no? Anzi vedremo all’opera la fantasia di Dio fin dove si spinge e ne avremo giovamento. Che ne dici?
      Se mi legge il papa mi prende in parola scommetto!!!!!”

      Questa è una risposta, perdonami, sconclusionata, perciò non so cosa rispondervi.

  29. E inoltre c’è una questione sulla quale tutti voi continuate volutamente a glissare: abbiamo un precedente ad Al, ovvero la permissione di GPII agli scismatici che vogliono restare tali di accedere ai Sacramenti cattolici, purché siano “in buona Fede”.

    Questa permissione di GPII andò contro a 2000 anni di prassi completamente OPPOSTA da parte della Chiesa Cattolica, la quale ha SEMPRE escluso gli scismatici ortodossi dai Sacramenti, a meno che non si pentissero. Infatti lo scisma, e il voler persistere nello scisma da adulti, rifiutano la conversione alla Fede Cattolica pur non ignorandone l’esistenza, è peccato grave contro il primo comandamento, più precisamente è peccato contro la Fede. Cito il Catechismo al paragrafo 2089
    2089 L’incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti ».30

    http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a1_it.htm

    Questo è il motivo per il quale la Chiesa li ha sempre escluso dai Sacramenti, a meno che non si convertissero alla Fede Cattolica, come testimonia il Canone 731,2 del Vecchio codice di diritto canonico, che cito di seguito

    “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, SEPPURE IN BUONA FEDE, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa”

    San Giovanni Paolo II rivoluzionò tutto col Canone 844.3 del nuovo codice di diritto canonico, che cito di seguito

    “I ministri cattolici AMMINISTRANO LECITAMENTE i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi AI MEMBRI DELLE CHIESE ORIENTALI, CHE NON HANNO COMUNIONE PIENA CON LA CHIESA CATTOLICA, qualora li richiedano spontaneamente e SIANO BEN DISPOSTI; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali.”

    Con questo Canone Giovanni Paolo II rivoluzionò 2000 anni di prassi ecclesiale OPPOSTA.

    Perché questo a voi va bene, voi che vi scagliate contro Al? Perché perdono per gli scismatici si e per i cattolici in situazione irregolare mai?

    1. Ma facciamo un giochino, elenchiamo le similitudini tra le due concessioni, vi va?

      Cominciamo:

      1. Sia la concessione di GPII che quella di Papa Francesco hanno come oggetto dei peccatori gravi; nel primo caso degli scismatici che vogliono restare tali e non convertirsi alla Fede Cattolica, che è peccato grave contro il primo comandamento; nel secondo caso degli adulteri che al momento non possono agire diversamente per non distruggere la propria famiglia e far soffrire i figli.

      2. Entrambe queste leggi ecclesiastiche dicono di essere basate su qualcosa di importante. FC84 (col quale si escludevano i divorziati risposati dai Sacramenti) dice di essere “fondato sulla Sacra Scrittura”, il Canone 731,2 del vecchio codice di diritto canonico (col quale si escludevano gli scismatici ortodossi) diceva di essere “fondato sulla Legge divina”.

      3. Per entrambi i peccatori oggetto di queste concessioni ci sono dure parole, nel caso degli adulteri da parte di San Paolo, nel caso degli scismatici da parte della dichiarazione ex cathedra della Cantate Domino.

      Vediamo le due dichiarazioni:

      3.1. Sugli adulteri: “né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor 6,9-10)

      3.2 sugli scismatici: “la Chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i giudei o gli eretici e gli scismatici, potranno raggiungere la vita eterna, ma andranno nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41), se prima della morte non saranno stati ad essa riuniti” (Cantate Domino, Ex Cathedra).

      Ora, alla luce di tutto ciò, chi si oppone ad Al mentre accetta il sovvertimento fatto da GPII per la legge di ecclesiale che escludeva gli scismatici, può essere definito in un solo modo: ipocrita.

      Infatti Adolfo, che ipocrita non è, non accetta Al ma non accetta neanche la concessione di GPII, e per lui ha sbagliato Papa Francesco con Al come GPII col nuovo codice di diritto canonico.
      Chi afferma che Papa Francesco e chi risponde si al primo Dubium è eretico e al contempo accetta il sovvertimento fatto da GPII, spiace dirlo ma è un pagliaccio.

  30. @Maria Cristina
    Ha ragione, dire che in ipotesi gli adulteri “desiderano cambiare situazione però non possono attuare il loro desiderio” è una ipocrisia.
    Infatti non è vero che “non possono”, essi semplicemente hanno PAURA che comportandosi secondo la volontà di Dio (cioè astenendosi dai rapporti carnali) il loro amante possa lasciarli.
    Questo però non li giustifica.
    Infatti la paura che seguire un dato comandamento causi effetti negativi, oltre a dimostrare mancanza di fede in Dio, non giustifica chi lo vìola.

    Così non è giustificato chi per paura di non avere abbastanza soldi per nutrirsi rapini qualcun altro.
    Allo stesso modo non è giustificato chi per paura di essere abbandonata dal proprio fidanzato consenta a rapporti sessuali prima del matrimonio.

    Ma si sa, i “cattolici misericordiosi” non brillano per acume né per logica.

    1. @Nome illeggibile

      “Infatti non è vero che “non possono”, essi semplicemente hanno PAURA che comportandosi secondo la volontà di Dio (cioè astenendosi dai rapporti carnali) il loro amante possa lasciarli.
      Questo però non li giustifica.
      Infatti la paura che seguire un dato comandamento causi effetti negativi, oltre a dimostrare mancanza di fede in Dio, non giustifica chi lo vìola.”

      Che imporre la castità al coniuge non cattolico determini la distruzione della famiglia non è certo una fantasia, è un dato di fatto.

      E se queste persone non si sentono libere di agire diversamente per questa ragione il peccato può essere veniale.

      “Così non è giustificato chi per paura di non avere abbastanza soldi per nutrirsi rapini qualcun altro.”

      Cazzata. Il furto per fame non è nemmeno materia grave, questo perché la vita di un essere umano vale di più del possesso economico altrui.

      È chi ruba per arricchirsi alle spalle degli altri che commette peccato grave.

      Per esempio l’evasione fiscale non è peccato grave se uno evade per non andare in rovina. È peccato grave se invece si evade per arricchirsi illecitamente.

      Vedi, caro amico dal nome illeggibile, che parli di cose di cui hai zero conoscenza? Perché oggi tutti si sentono dei capi del Sant’Uffizio, in grado di dare lezioni ai cardinali, senza conoscere le basi della teologia morale e dogmatica?

      Fate tanto ridere. E un po’ pena.

    2. Aggingo che il tuo è assolutismo kantiano, è morale kantiana che non ha nulla a che vedere col cattolicesimo, che è realista e non assolutista.

    3. “Per valutare concretamente la gravità di ogni furto, si deve considerare, da una parte, l’ingiusto arricchimento di chi commette il furto, ovvero si appropria occultamente di un bene altrui contro il ragionevole dissenso del proprietario e, dall’altra, il danno che si fa sia al proprietario sia al buon ordine sociale. A questo proposito si distingue la materia assolutamente grave e la materia relativamente grave.

      L’ingiusto arricchimento è assolutamente grave se è vero arricchimento, tenuto conto della situazione economica media della società in cui si vive, indipendentemente dal danno recato al derubato. Inoltre, nel caso in cui l’oggetto del furto abbia un valore inferiore a ciò che possa ritenersi arricchimento oggettivo ma che comporti un grave danno arrecato, l’ingiusto arricchimento continuerà ad essere considerato materia grave.

      Detto diversamente, la gravità della materia, e del peccato di furto, viene commisurata alla gravità del danno fino a un certo limite in quanto, oltre il limite del vero arricchimento, la materia è sempre grave e si ha sempre peccato mortale, anche se il danno arrecato è lieve. Può quindi capitare che il furto di una somma non molto rilevante a una persona di condizione economica modesta sia una colpa grave, e che sia altrettanto grave il furto di una somma rilevante con il quale però non si causa un grave danno ad una persona molto ricca.” http://www.novena.it/il_teologo_risponde/teologo_risponde_106.htm

      È chiaro che se uno ruba per fame non si possa parlare di “ingiusto arricchimento”, visto che non si ruba per arricchirsi, in quel caso, ma per mangiare.

      L’adulterio invece è sempre materia grave ma le attenuanti possono comunque ridurre la colpevolezza del peccatore, dove si è creata una situazione che limita la libertà come quella di chi ha una nuova famiglia e non può distruggerla o quella della povera prostituta che è tenuta sotto ricatto e minacciata di morte.

      La morale cattolica non ha nulla a che fare con la durezza spietata di voi dottori della legge.

      1. A dire il vero il Papa ha già risposto dicendo ai vescovi argentini che la loro interpretazione era giusta e che “non c’era altra interpretazione”.

        Ma tanto anche se il Papa rispondesse personalmente si a tutti i dubia voi non accettereste la sua risposta, perché nella vostra fantasia malata vi siete costruiti l’idea che l’esclusione dei divorziati risposati dalla Comunione sia una legge irreformabile, e nessuno può farvi cambiare idea.

        Però al contempo, da bravi pagliacci, accettate il sovvertimento fatto da GPII sugli scismatici che non vogliono convertirsi solo perché l’ha fatto GPII è solo perché non riguarda il sesso (che per voi bigotti braghettoni è l’unica cosa che conta).

        Purtroppo siete dei pagliacci incoerenti, mettetevelo in testa.

        Fate selezione su quali peccatori possono essere perdonati e quali no (gli scismatici impenitenti, i divorziati risposati no) basandovi sulle vostre pruderie bigotte e sulla vostra conoscenza della dottrina che definire mediocre è giusto un eufemismo.

        Siete i nuovi farisei, questo articolo è scritto apposta per voi http://isoladipatmos.com/cattolici-e-sessuofobia-la-verginita-degli-eretici-e-piu-impura-delladulterio/

        1. Tu Marco sei fissato con GPII colpevole di benevolenza nei confronti degli ortodossi, che duri di cervice non vogliono convertirsi. Convertirsi a coosa? Vorrei vedere te, nato e cresciuto ortodosso quali motivi avresti per convertirti. Torno a chiederti, a coosa?
          Ho rinunciato per sfinimento a leggere le tue lenzuolate. Prima di postarne di nuove cerca di farne prima il riassunto e poi di sfrondare ancora. Hai presente quel TG: tutte le notizie in 60 secondi? Sembra impossibile e invece funziona, in 1 solo minuto dicono tutto quello che c’è da dire.

          1. @Gian

            Effettivamente… l’anno scorso, nel corso di un viaggio nel profondo nord della Russia, lungo il percoso dell’arte iconografica storica che ha caratterizzato questi vasti territori, ho visitato molte chiese e monasteri.

            Per cui, lungi da ogni discorso teologico sulla non-ortodossia degli “ortodossi” e quant’altro (e di carne al fuoco ce n’è in questo senso), ripeto anch’io: “cooosa” ?

            Fossi io ortodosso e mi chiedessero di passare sotto l’ala bergogliana gli farei come minimo una pernacchia.

          2. @Gian

            Convertirsi a cosa? Alla Fede Cattolica.

            Ti ripeto che la Cantate Domino insegna Ex Cathedra che chi non si converte, anche se è “solo” scismatico, va all’inferno.

            “la Chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i giudei o gli eretici e gli scismatici, potranno raggiungere la vita eterna, ma andranno nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41), se prima della morte non saranno stati ad essa riuniti” (Cantate Domino, Ex Cathedra).

            È una dichiarazione ex cathedra, quindi non è opinabile nè riformabile. Che poi un ortodosso possa essere in buona Fede è un altro discorso, ma allo stesso modo anche chi vive in staro di adulterio può avere attenuanti che fanno si che la sua colpa diventi veniale.

            E ti ricordo che per 2000 anni la Chiesa ha escluso gli scismatici dai Sacramenti, dicendo che questa decisione era fondata sulla LEGGE DIVINA.

            Ancora una volta il Canone 731,2 del vecchio codice di diritto canonico

            “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa”.

            Ed è stato così da sempre.

            Che ora si voglia venire a dire, pur con quanto affermato dalla cantate domino, e pur con quel canone del vecchio codice di diritto canonico, che tale decisione di GPII sia stata roba da poco, è di una ridicolaggine senza pari.

          3. @Luigi

            Il discorso non c’entra.

            Un ortodosso può avere delle attenuanti per il suo rifiuto di convertirsi alla Fede Cattolica, e queste attenuanti possono salvarlo dall’inferno, ma resta il fatto che la dichiarazione ex cathedra della Cantate Domino che ho citato non è opinabile: gli scismatici vanno all’inferno, possono salvarsi solo se il loro rifiuto di convertirsi è in totale buona Fede, altrimenti nemmeno versare il sangue per Cristo li salverà.

            Non lo affermo io, lo afferma la Cantate Domino ex cathedra, quindi infallibilmente (do per scontato che sappiate tutti cosa significa ex cathedra).

            Inoltre spesso oltre che scismatici sono pure adulteri (divorziati risposati) con la benedizione della loro Chiesa.

            E affermare che va bene che scismatici adulteri accedano ai Sacramenti cattolici pur senza convertirsi (nonostante le parole chiarissime della cantate domino) mentre i cattolici in stato di peccato grave sono sempre esclusi indipendentemente dalle attenuanti sarebbe una ipocrisia assurda e rivoltante.

          4. Caro Gian il problema di Marco e’proprio questo;non riesce a fare sintesi,non rirscr a centrare il.mocciolo della questione.Si aggira per logorroici labirinti INTORNOslla questione come chi sia incapace di capire di cosa realmente si sta dibattendo:per questo gli servono le lenzuolata ,non riesce a dire in due parole la soluzione della questione,PERCHE NON CAPISCE LA QUESTIONE ma si interstsrdito che solo.lui SAe capisce,gli altri sono tutti scemi.E’come quei matti che credono di essere Napoleone e si affannano a cercare di convincere gli altri che nega no che sia Napoleone.
            La discussione in questi casi esce dall’ambito della logica ed entra nell’ambito della patologia.
            Atteniamoci alla vecchia massima:ai matti si da’sempre ragione.
            Si’Marco hai ragione hai ragione,hai ragione!

          5. Vincent Vega, HAI ROTTO LE PALLE con sta storia di GPII che ha concesso l’Eucaristia agli scismatici!
            Gli ortodossi HANNO CONSERVATO LA SUCCESSIONE APOSTOLICA e quindi la Consacrazione è valida (anche un cattolico può prenderla da un ortodosso), non perchè dica “sei scismatico ma non fa niente non hai peccato” altrimenti ANCHE A TUTTI GLI ALTRI SCISMATICI DOVREBBE ESSERE POSSIBILE RICEVERE LA COMUNIONE!
            L’HAI CAPITA ADESSO?

            E ORA FALLA FINITA!

          6. @Kosmo

            “Vincent Vega, HAI ROTTO LE PALLE con sta storia di GPII che ha concesso l’Eucaristia agli scismatici!
            Gli ortodossi HANNO CONSERVATO LA SUCCESSIONE APOSTOLICA e quindi la Consacrazione è valida (anche un cattolico può prenderla da un ortodosso), non perchè dica “sei scismatico ma non fa niente non hai peccato” altrimenti ANCHE A TUTTI GLI ALTRI SCISMATICI DOVREBBE ESSERE POSSIBILE RICEVERE LA COMUNIONE!
            L’HAI CAPITA ADESSO?”

            Prima di tutto datti una calmata.

            In secondo luogo la successione apostolica non c’entra, perché la Chiesa nel pre-Concilio li ha sempre esclusi non perché non avessero la successione apostolica, ma perché scismatici non in Comunione con Roma.

            Quindi si, prima di GPII era impensabile dare loro la Comunione, come spiega bene anche la FSSPX http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

            Quindi, caro Kosmo, finiscila tu. Se non conosci ciò di cui parli taci, fai più bella figura.

          7. @Kosmo

            Avere la successione apostolica e la vera Eucaristia è uno dei requisiti minimi, ma il fatto che fossero scismatici resta, e prima di GPII la Chiesa non ha mai accettato ai Sacramenti gli scismatici, a meno che non si convertissero.

            Che poi qui faccia comodo minimizzare quel cambiamento di GPII solo perché altrimenti bisognerebbe ammettere che esiste un precedente ad Al è un problema solo vostro e della vostra malafede.

            @Mariacristina

            Se non hai abbastanza materia grigia per capire quanto scrivo non è colpa mia. Saluti.

          8. @Marco (4:21)

            Io non discuto assolutamente sulla validità della dichiarazione ex-cathedra, e nemmeno sulla buona fede fede o meno necessaria ad un ortodosso (o ad un appartenente a religione non cristiana) .
            Quello che volevo semplicemnte dire è che il mondo ortodosso orientale riesce ancora nelle sue belle (e lunghe tra l’altro) liturgie e nei suoi edifici sacri a trasmetter il senso del sacro. Punto!
            Nel nostro mondo, un po’ perchè ormai irrimedialbilmente materialista, un po’ con le picconate dei modernisti (di cui a Bergoglio non importa un beato fico secco), tra non molto le celebrazioni diveranno solo la celebrazione dell’uomo e della dimensione sociale.

          9. @Luigi

            “Io non discuto assolutamente sulla validità della dichiarazione ex-cathedra, e nemmeno sulla buona fede fede o meno necessaria ad un ortodosso (o ad un appartenente a religione non cristiana) .
            Quello che volevo semplicemnte dire è che il mondo ortodosso orientale riesce ancora nelle sue belle (e lunghe tra l’altro) liturgie e nei suoi edifici sacri a trasmetter il senso del sacro. Punto!”

            Sono d’accordo (penso anche io che gli scismatici ortodossi abbiano una bella liturgia, molto bella) ma questo comunque non ha a che vedere con ciò che stavo dicendo, e dal quale i nostri amici svicolano opportunamente, perché se non svicolassero dovrebbero ammettere un precedente.

            E questa malafede è insopportabile.

          10. @Marco
            “Sono d’accordo (penso anche io che gli scismatici ortodossi abbiano una bella liturgia, molto bella) ma questo comunque non ha a che vedere con ciò che stavo dicendo, e dal quale i nostri amici svicolano opportunamente, perché se non svicolassero dovrebbero ammettere un precedente.”

            C’entra eccome… premesso che ci sia buona fede, mi piacerebbe pero’ tanto capire PER QUALE BENEDETTA RAGIONE a un ortodosso russo (od orientale) debba mai frullare in testa la balzanissima idea di unirsi a questa armata brancaleone che è oggi la Chiesa Cattolica … piu’ interessata alla difesa delle cause “eco” e “bio” che di quelle che davvero contano.
            Se non c’è una ragione trainante, qualcosa che infiammi dal di dentro, perchè mai un cristiano orientale dovrebbe “tradire” la sua chiesa ? Stando le attuali premesse, il ricongiungimento di cattolici ed ortodossi lo vedo sempre piu’ alla deriva.

          11. @Marco
            scusa, non ho completato il mio pensiero…

            “C’entra eccome”, nel senso che pur avendo GPII introdotto un precedente, mi pare che questo precedente sia essenzialmente diverso da quello di AL.

            GPII fa una concessione a fronte di una situazione vecchia di un millennio che coinvolge centinaia di milioni di persone omogeneamente appartenenti ad una realtà consolidatissima, e che non hanno una reale possibilità di scambio fruttuoso con la controparte cattolica.
            Rimangono le buone/ottime intenzioni di dialogo e una fede che ha piu’ punti in comune che non.
            GPII, molto relisticamente, ed auspicando una riunificazione (certamente ai suoi tempi piu’ realistica) ha fatto un gesto alto.
            AL è sostanzialmente tutt’altra cosa. Mi pare non abbia alcun senso confrontarla con l’atto di GPII.

          12. Per quale ragione? Perché Extra Ecclesiam (CATHOLICAM) NULLA salus, caro Luigi.

            La dichiarazione ex cathedra che ho citato non potrebbe essere più chiara.

            Poi ripeto, è fuori discussione che un ortodosso possa essere in buona Fede e quindi salvarsi, ma se parliamo dell’aspetto OGGETTIVO della questione, rifiutarsi di convertirsi alla Fede Cattolica da adulti non è meno grave che essere in adulterio.

            Il primo è peccato grave contro il primo comandamento (voler permanere nello scisma e rifiutarsi di riconoscere il Romano Pontefice è peccato contro la Fede, cioè tra i peccati gravi contro il primo comandamento, vedere il paragrafo 2089 http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a1_it.htm , e la cantate domino è molto chiara), il secondo è peccato grave contro il sesto.

            Quello che ha fatto GPII per loro non è diverso da ciò che sta facendo Francesco per i cattolici in peccato grave. Era questo che volevo dimostrare.

            E se la Chiesa per 2000 anni non ha mai nemmeno pensato di fare un’apertura come quella di GPII vuole dire che questa (seppur legittima e con la quale concordo) non è roba da poco.

            Ma tanto qua fanno spallucce. Perché fanno spallucce? Perché ammettere che si tratta di due concessioni di “magnitudo” del tutto paragonabile (come ha ammesso Adolfo, il quale ringrazio ancora per la sua onestà intellettuale, che coerentemente al suo rifiuto dell’apertura di Al rifiuta anche l’apertura di GPII) creerebbe problemi alle loro critiche attuali.

            Una tale malafede mi fa venire il vomito, dico sul serio Luigi.

          13. @Luigi

            “GPII fa una concessione a fronte di una situazione vecchia di un millennio che coinvolge centinaia di milioni di persone omogeneamente appartenenti ad una realtà consolidatissima, e che non hanno una reale possibilità di scambio fruttuoso con la controparte cattolica.
            Rimangono le buone/ottime intenzioni di dialogo e una fede che ha piu’ punti in comune che non.
            GPII, molto relisticamente, ed auspicando una riunificazione (certamente ai suoi tempi piu’ realistica) ha fatto un gesto alto.
            AL è sostanzialmente tutt’altra cosa. Mi pare non abbia alcun senso confrontarla con l’atto di GPII.”

            Perché sarebbe sostanzialmente un’altra cosa? Si tratta di aprire una porta a persone la cui salvezza è in pericolo ma che a causa della Buona Fede (nel caso degli ortodossi) o di altre attenuanti (nel caso dei cattolici in peccato grave) possono non portare colpa piena, cioè colpa mortale (come ammesso anche dai quattro cardinali).

            Un’altra analogia è che FC84 dice di essere “fondata sulla Sacra Scrittura”, la Legge che escludeva gli scismatici dai Sacramenti diceva di essere “fondata sulla Legge divina”.

            E un’altra analogia ancora è che il Vangelo dice che gli adulteri non erediteranno il regno di Dio e la Cantate Domino (Ex Cathedra, quindi non vale meno del Vangelo) dice che gli scismatici andranno nel fuoco eterno.

            Le analogie mi paiono palesi e conclamate. Se lei, Luigi, prendesse una Delorean e andasse nel 1917 e dicesse a Papa Benedetto XV di ammettere gli scismatici che NON vogliono convertirsi ai Sacramenti (cosa che ha fatto GPII) penso che gli verrebbe un colpo e le scaglierebbe un anatema.

          14. E un’altra cosa, Luigi. Come ho detto oltre che scismatici spesso sono pure adulteri, visto che la loro Chiesa benedice le seconde nozze (altrochè Al! La Chiesa Ortodossa va ben oltre in questioni matrimoniali), quindi GPII ha ammesso degli scismatici che non vogliono convertirsi alla Fede Cattolica e che spesso vivono anche in adulterio ai Sacramenti Cattolici.

            E questo VA BENE.

            Poi, però, se Papa Francesco viene in aiuto dei cattolici in situazione di peccato grave, che per varie ragioni non possono mutare vita senza nuove colpe verso innocenti (distruzione della famiglia), questo NON va bene.

            E una roba del genere sarebbe coerente?

            A me pare un esempio da manuale di ipocrisia.

          15. @Marco

            le seconde nozze degli ortodossi sono una questione (non conosco esattamente i termini di possibilità delle seconde nozze, ma ho sentito pareri opposti in merito a quello che effettivamente la chiesa ortodossa concede) che è parte dell’abitare “su di un altro pianeta”.

            I sanati da AL si trovano sul nostro stesso pianeta e le “infrazioni” sono state fatte in opposizione alle leggi (note) del pianeta.

            Se un nostro complanetario avesse errato in totale ignoranza delle leggi del nostro pianeta, sarà il confessore a deciderlo (come sempre è stato fatto senza AL) e si muoverà di conseguenza, con tutta la necessaria prudenza e con carità cristiana.

            AL semplicemente, a detta di solidi esperti, non essendo di fatto necessaria (perchè il discernimento, ovvero la disamina sulle reali responsabilità, non l’ha inventato AL) risulta dannosa, proprio perchè inopportuna, ed apre porte che erano di fatto già aperte insieme (per errore o negligenza o ignoranza generalizzata) a porte che dovevano rimanere saldamente chiuse.

          16. “AL semplicemente, a detta di solidi esperti, non essendo di fatto necessaria (perchè il discernimento, ovvero la disamina sulle reali responsabilità, non l’ha inventato AL)”

            No, però per la categoria di peccatori oggetto dell’apertura di Al il discernimento NON era applicabile. O vivevano in castità oppure niente Sacramento della confessione (indipendentemente dal fatto che chi non ha un partner cattolico o ha un partner cattolico non praticante non potesse imporgli la castità pena la distruzione della famiglia), i fatti sono questi, FC84 è chiara.

            Quindi lei ha perfettamente ragione se dice che il discernimento non l’ha inventato Al; Al però ha dato la possibilità di applicarlo su una categoria di peccatori che prima ne era esclusa.

            “le seconde nozze degli ortodossi sono una questione (non conosco esattamente i termini di possibilità delle seconde nozze, ma ho sentito pareri opposti in merito a quello che effettivamente la chiesa ortodossa concede) che è parte dell’abitare “su di un altro pianeta”.”

            Riguardo a ciò che gli ortodossi concedono posso solo dirle che vanno PARECCHIO oltre Al. Infatti mi fa ridere quando sento cattolici dire che vogliono passare all’ortodossia per via di Al. Cioè passano all’ortodossia dove c’è da SEMPRE una AL all’ennesima potenza?

            Veda questo articolo di messainlatino, se ha voglia, caro Luigiv sul lassismo ortodosso riguardo alle seconde nozze http://blog.messainlatino.it/2014/05/chiesa-ortodossa-e-seconde-nozze-di-don.html

            Che qualcuno affermi che va bene accettare ai Sacramenti cattolici degli scismatici adulteri mentre chiude le porte ai cattolici in situazione irregolare lo trovo assurdo. O si guarda solo al lato oggettivo (come amano molti commentatori su questo blog) con tutti oppure si prendono in considerazione le attenuanti (dove ci sono) con tutti, altrimenti è doppiopesismo.

            E come ho detto non è vero che Al apre porte che erano già aperte. Di fatto FC84 non permetteva il discernimento su quelle persone, era molto bianco/nero.

            Ultima cosa. Lei scrive

            “Se un nostro complanetario avesse errato in totale ignoranza delle leggi del nostro pianeta, sarà il confessore a deciderlo (come sempre è stato fatto senza AL) e si muoverà di conseguenza, con tutta la necessaria prudenza e con carità cristiana.”

            L’ignoranza è difficilmente applicabile ai cattolici. Semmai ciò che è applicabile è la mancanza di libertà di agire diversamente, cioè la mancanza di deliberato consenso. In altre parole l’impossibilità di riparazione senza nuove colpe. Un po’ come l’esempio di uno che ha rubato e ora dovrebbe restituire ma non può farlo perché è restituire rovinerebbe lui e la sua famiglia, che non c’entra nulla.

          17. Ma non aveva detto “adios” ma è vero figurarsi se molla l’osso El marco!
            INVADENTE INVADENTE INVADENTE INVADENTE INVADENTE INVADENTE?

          18. @Luigi

            Ho scritto

            ‘Un po’ come l’esempio di uno che ha rubato e ora dovrebbe restituire ma non può farlo perché è restituire rovinerebbe lui e la sua famiglia, che non c’entra nulla”.

            Volevo scrivere

            Un po’ come l’esempio di uno che ha rubato e ora dovrebbe restituire ma non può farlo perché a restituire rovinerebbe lui e la sua famiglia, mandandola sul lastrico; e ovviamente la sua famiglia che non c’entra nulla, non ha colpe di tali malefatte.

            Il concetto penso sia chiaro, è una analogia valida con chi è in seconde nozze.

          19. @Marco

            e non ci si domanda perchè GPII (notorio insensibile, inflessibile e anticaritatevole … :-)) in FC non ha previsto questa possibilità per risolvere la controversia con questo (penso limitato) gruppo di “casi umani” ? Forse che lui non conoscesse l’esistenza di questi penosi casi ?
            O forse non esistebano negli anni ’80 ? O fu una dimenticanza di ufficio (diciamo un errore di battitura) ?
            NO. Non posso credere che un gigante come GPII (che lei cita per aver fatto un gesto in assoluta controtendenza con gli scismatici ortodossi), abbia voluto escludere con leggerenza e senza validissime ragioni queste casistiche, che “giustamente” (in conformità ad una visione del tutto che si va facendo sempre piu’ chiara) sono state riprese sotto Bergoglio, e non certo a caso.

            Non dimentico mai che divorzio ed aborto sono stati introdotti per sanare casi umani pietosissimi… ed ora sappiamo tutti dove siamo arrivati.

          20. Ma ancora je date retta a ‘sto cazzaro?
            Quindi rivediamo i Dieci Comandamenti alla luce della “misericordia” di Vincent Vega:
            1- Sccome il partner è di un’altra religione, si deve adorare anche l’altro dio.
            2- Siccome il parner non è credente occorre bestemmiare se no il partner potrebbe lasciarlo
            3 – Siccome il parner è non credente, non bisogna onorare le feste ma andare con lui a fare shopping la domenica, altrimenti dimostra che non lo ama
            4- siccome i suoceri al parner stanno sulle pelotas, non si può onorare il padre e la madre sennò quello lo lascia
            5- siccome uno ruba per mantenere la famiglia sennò si sfascia, un testimone che lo vede rubare bisogna ucciderlo, sennò lo denuncia e lui va in galera e la famiglia si sfascia
            6- di questo ampiamente parlato
            7- siccome il partner vuole una vita molto ricca e viziata altrimenti lo lascia e la famiglia si sfascia, si può rubare (e poi tanto ai poveracci è permesso di tutto, tanto non possono rimediare a nulla e non possono restituire nulla)
            8- se uno tradisce il partner, si può mentire non dicendogli del tradimento, altrimenti la famiglia si sfascia
            9- se uno non sta bene con il proprio partner, può desiderare quello degli altri (in questo caso la famiglia SI PUO’ sfasciare)
            10- quando uno ha il vizio di voler vivere una vita da ricchi, può rubare altrimenti non può viziare la famiglia e questa si sfascia

          21. @Luigi

            Si potrebbe chiedere anche perché nessun altro Papa prima di GPII ha mai fatto l’apertura che ha fatto il medesimo verso gli scismatici che non vogliono convertirsi, invece che per 2000 anni (anche prima del grande scisma) gli scismatici erano ammessi ai sacramenti cattolici solo se convertiti.

            La risposta del perché GPII non avesse previsto questa possibilità è stata detta più volte: per colpire, per sanzionare, lo status oggettivo di adulterio di quelle persone, non perché fossero in stato permanente di peccato mortale come qualcuno su questo blog dice.

            È sufficiente citare le loro parole qui

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/

            “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

          22. @Kosmo

            Complimenti per la lunga serie di imbecillità, che io non ho mai affermato nè inteso affermare. Io ho semplicemente ricordato i principi della teologia morale, se poi tu credi che un sacerdote ad una prostituta che è sotto ricatto e rischia di morire dica “o ti fai ammazzare oppure vai all’inferno” te lo lascio credere.

          23. E perchè?
            SONO ESATTAMENTE LE ***STESSE IDENTICHE SCUSE*** (PATETICHE SCUSE) CHE TU ADOPERI PER GIUSTIFICARE L’ADULTERIO E IL “DIVORZIO CATTOLICO”!
            IDENTICHE!

          24. E giusto per distruggere il tuo ridicolo esempio della prostituta ricattata, quante ne ha salvato don Oreste Benzi? Le ha lasciate ammazzare?

            Dal Paradiso in cui è ti farebbe una SONORA PERNACCHIA al tuo ridicolo e patetico tentativo di giustificare i tuoi “pruriti”…

          25. Con la differenza che io non scuso affatto il divorzio o le seconde nozze; che riconosco essere una situazione oggettiva di peccato grave.

            Dico semplicemente che nessuno è tenuto a cose impossibili, e che ci possono essere situazioni che LIMITANO la libertà di agire diversamente.

            Come avere una nuova famiglia, che non è possibile distruggere da un momento all’altro, oppure l’esempio della prostituta che è minacciata e tenuta sotto ricatto.

            Per capire bene leggiti questo articolo che è stato pubblicato su Croce-via, di un Santo che rimase oppiomane fino alla fine dei suoi giorni ma non per questo era in peccato mortale o non ha potuto salvarsi https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/comment-page-1/#comment-32228

          26. ” e giusto per distruggere il tuo ridicolo esempio della prostituta ricattata, quante ne ha salvato don Oreste Benzi? Le ha lasciate ammazzare?”

            Eh ma non tutte hanno un Oreste Benzi che le salva.

            Comunque non te la devi prendere con me, è il Catechismo stesso che dice che una prostituta in quelle condizioni può bene avere una imputabilità molto diminuita

            “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.” (Catechismo della Chiesa Cattolica paragrafo 2355).

            Non mi sto inventando nulla, sto semplicemente facendo differenza tra peccato grave e peccato mortale, una differenza che è ben conosciuta dalla teologia cattolica.

            E pure da quattro cardinali, che infatti hanno detto le parole che ho riportato sopra.

            Sto semplicemente dicendo che l’idea che i divorziati risposati fossero esclusi dai Sacramenti perché in “perenne stato di peccato mortale” è una fantasia di alcuni tradizionalisti che non ha alcun riscontro nella dottrina cattolica, che li escludeva per sanzionare il loro status pubblico e basta, non perché fossero sempre irrimediabilmente privi della Grazia.

            Tutto li.

          27. @Marco

            “Si potrebbe chiedere anche perché nessun altro Papa prima di GPII ha mai fatto l’apertura che ha fatto il medesimo verso gli scismatici…”

            Vuole proprio che glielo dica ? GPII da animo profondamente mistico qual era, devotissimo a Maria SS (e quindi ai contenuti delle profezie mariane), aveva capito l’importanza del “polmone orientale” per la sopravvivenza del “polmone occidentale” della cristianità. Ed è stato generoso piu’ di tutti i suoi predecessori, anche per via dell’ormai conclamato allontanamento dell’Occidente dalla sua fede che si confrontava con la testimonianza resa fino al martirio della chiesa orientale sotto il regime comunista, che GPII ben conosceva. Ma di una generosità che mai avrebbe potuto concedere con altrettanta benevolenza ai numerosi nipoti di Lutero, pur sedicenti cristiani… cosa che il suo attuale successore darebbe “al volo”, se non sapesse che (almeno al momento) i biechi dottori della legge lo friggerebbero all’istante.

            “La risposta del perché GPII non avesse previsto questa possibilità è stata detta più volte: per colpire, per sanzionare, lo status oggettivo di adulterio di quelle persone, non perché fossero in stato permanente di peccato mortale…”

            Non sono San Tommaso, ma logica vorrebbe (almeno mi pare) che essendo il matrimonio un’azione “continuata” (usque ad mortem) pur avendo un’origine temporale ben determinata, la violazione del vincolo matrimoniale ha pur essa un’origine temporale ben identificabile (in cui “scatta” il peccato) ma è essa pure di natura “continuativa”, a differenza magari di un altro, pur turpe, peccato. Per cui lo stato oggettivo di adulterio ed il conseguente peccato mortale vanno di pari passo. E questo non significa certo che l’adulterio, per via di questa intrinseca “continuatività”, sia da considerare un “super” peccato mortale peggio degli altri (sarebbe perlomeno ipocrita). Semplicemente, piaccia o no, è la sua natura. Cosa si debba fare per mettere le cose a posto è rimedio arcinoto, anche se non piu’ digeribile dalla mentalità contemporanea.

            Ma questo, mutatis mutandis, vale sempre: se io commetto un peccato impuro (pur essendo ben definito nel tempo), l’assoluzione non è valida se mi limito a dichiararlo senza l’impegno continuativo a non commetterlo piu’.

            Poi qualcuno dirà “ma io non era pienamente cosciente di quello che stavo facendo” (lasciamo in tutti questi casi spazio al discernimento e alla Sacra Rota) … certamente neanche chi andava contromano a 200 km/h, pero’ sorella morte non sente ragioni.

          28. @Luigi

            “Vuole proprio che glielo dica ? GPII da animo profondamente mistico qual era, devotissimo a Maria SS (e quindi ai contenuti delle profezie mariane), aveva capito l’importanza del “polmone orientale” per la sopravvivenza del “polmone occidentale” della cristianità. Ed è stato generoso piu’ di tutti i suoi predecessori, anche per via dell’ormai conclamato allontanamento dell’Occidente dalla sua fede che si confrontava con la testimonianza resa fino al martirio della chiesa orientale sotto il regime comunista, che GPII ben conosceva. Ma di una generosità che mai avrebbe potuto concedere con altrettanta benevolenza ai numerosi nipoti di Lutero, pur sedicenti cristiani… cosa che il suo attuale successore darebbe “al volo”, se non sapesse che (almeno al momento) i biechi dottori della legge lo friggerebbero all’istante.”

            Non nego tutto questo, dico solo che però, per quanto abbiano la successione apostolica è tutto il resto, sono comunque scismatici che devono convertirsi alla Fede Cattolica.

            La citazione che ho fatto della Cantate Domino è chiara in questo, non è opinabile. Gli scismatici sono stati ammessi ai Sacramenti perché possono anche essere in buona Fede rispetto al loro rifiuto di convertirsi alla Fede Cattolica, rifiuto che però è pggettivamente un grave peccato.

            “Non sono San Tommaso, ma logica vorrebbe (almeno mi pare) che essendo il matrimonio un’azione “continuata” (usque ad mortem) pur avendo un’origine temporale ben determinata, la violazione del vincolo matrimoniale ha pur essa un’origine temporale ben identificabile (in cui “scatta” il peccato) ma è essa pure di natura “continuativa”, a differenza magari di un altro, pur turpe, peccato. Per cui lo stato oggettivo di adulterio ed il conseguente peccato mortale vanno di pari passo. E questo non significa certo che l’adulterio, per via di questa intrinseca “continuatività”, sia da considerare un “super” peccato mortale peggio degli altri (sarebbe perlomeno ipocrita). Semplicemente, piaccia o no, è la sua natura.”

            Infatti chi è divorziato risposato pecca sempre gravemente se ha rapporti sessuali, cioè il suo peccato è sempre materia grave.

            Ma i suoi peccati attuali possono essere anche solo veniali soggettivamente, se è pentito di essersi messo in quella situazione, vorrebbe uscirne, ma non può farlo senza rovinare la famiglia.

            Perciò non è vero che “lo stato oggettivo di adulterio ed il conseguente peccato mortale vanno di pari passo.”

            Perché l’imputabilità in alcuni casi può essere ridotta anche di molto.

            Se non fosse così i quattro cardinali non avrebbero mai detto quanto segue

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/

            “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

            Come vede, Luigi, sono gli stessi quattro cardinali a negare che stato oggettivo di adulterio è peccato mortale vadano di pari passo. Li ho citati testualmente e smentiscono proprio la sua tesi, affermando che l’esclusione era solo dovuta al loro stato pubblico, era una sanzione per il loro stato pubblico, non una “diagnosi di colpa mortale permanente”. Le loro parole sono chiarissime.

            Nonostante molti facciano finta di niente perché non tornando comode.

          29. @Luigi

            “Vuole proprio che glielo dica ? GPII da animo profondamente mistico qual era, devotissimo a Maria SS (e quindi ai contenuti delle profezie mariane), aveva capito l’importanza del “polmone orientale” per la sopravvivenza del “polmone occidentale” della cristianità. Ed è stato generoso piu’ di tutti i suoi predecessori, anche per via dell’ormai conclamato allontanamento dell’Occidente dalla sua fede che si confrontava con la testimonianza resa fino al martirio della chiesa orientale sotto il regime comunista, che GPII ben conosceva. Ma di una generosità che mai avrebbe potuto concedere con altrettanta benevolenza ai numerosi nipoti di Lutero, pur sedicenti cristiani… cosa che il suo attuale successore darebbe “al volo”, se non sapesse che (almeno al momento) i biechi dottori della legge lo friggerebbero all’istante.”

            Non nego tutto questo, dico solo che però, per quanto abbiano la successione apostolica è tutto il resto, sono comunque scismatici che devono convertirsi alla Fede Cattolica.

            La citazione che ho fatto della Cantate Domino è chiara in questo, non è opinabile. Gli scismatici sono stati ammessi ai Sacramenti perché possono anche essere in buona Fede rispetto al loro rifiuto di convertirsi alla Fede Cattolica, rifiuto che però è pggettivamente un grave peccato.

            “Non sono San Tommaso, ma logica vorrebbe (almeno mi pare) che essendo il matrimonio un’azione “continuata” (usque ad mortem) pur avendo un’origine temporale ben determinata, la violazione del vincolo matrimoniale ha pur essa un’origine temporale ben identificabile (in cui “scatta” il peccato) ma è essa pure di natura “continuativa”, a differenza magari di un altro, pur turpe, peccato. Per cui lo stato oggettivo di adulterio ed il conseguente peccato mortale vanno di pari passo. E questo non significa certo che l’adulterio, per via di questa intrinseca “continuatività”, sia da considerare un “super” peccato mortale peggio degli altri (sarebbe perlomeno ipocrita). Semplicemente, piaccia o no, è la sua natura.”

            Infatti chi è divorziato risposato pecca sempre gravemente se ha rapporti sessuali, cioè il suo peccato è sempre materia grave.

            Ma i suoi peccati attuali possono essere anche solo veniali soggettivamente, se è pentito di essersi messo in quella situazione, vorrebbe uscirne, ma non può farlo senza rovinare la famiglia.

            Perciò non è vero che “lo stato oggettivo di adulterio ed il conseguente peccato mortale vanno di pari passo.”

            Perché l’imputabilità in alcuni casi può essere ridotta anche di molto.

            Se non fosse così i quattro cardinali non avrebbero mai detto quanto segue

            http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/

            “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

            Come vede, Luigi, sono gli stessi quattro cardinali a negare che stato oggettivo di adulterio e peccato mortale vadano di pari passo. Li ho citati testualmente e smentiscono proprio la sua tesi, affermando che l’esclusione era solo dovuta al loro stato pubblico, era una sanzione per il loro stato pubblico, non una “diagnosi di colpa mortale permanente”. Le loro parole sono chiarissime.

            Nonostante molti facciano finta di niente perché non tornano comode. Anche lei, se le legge bene, vedrà che sono la diretta confutazione della sua frase “lo stato oggettivo di adulterio ed il conseguente peccato mortale vanno di pari passo.”

          30. Non sto esagerando, Luigi ha fatto una affermazione precisa che io ho confutato con le parole dei quattro cardinali dei Dubia, parole che mi auguro non vengano ignorate, visto che sono autorevoli e provenienti da una fonte (i quattro cardinali, per l’appunto) non sospetta.

            Invece constato che vengono sempre ignorate.

          31. Poi, Luigi, faccio notare una cosa: Familiaris Consortio 84 permette alle coppie di divorziati risposati di vivere insieme “per il bene dei figli”, e se vivono “come fratello e sorella” di accedere ai Sacramenti.

            Domanda: lei lo sa che già questo è stato un cambiamento rispetto al vecchio codice di diritto canonico? La Chiesa, infatti, all’epoca del vecchio codice di diritto canonico, NON permetteva a queste coppie nemmeno di convivere, e anzi queste persone erano scomunicate e chiamate infami.

            “Bigami, idest qui, obstante coniugali vinculo, aliud matrimonium, etsi tantum civile, ut aiunt, attentaverint, SUNT IPSO FACTO INFAMES: et si, spreta Ordinarii monitione, in illicito contubernio persistant, pro diversa reatus gravitate EXCOMMUNICENTUR vel personali interdicto plectantur”. (Vecchio codice di diritto canonico, anno 1917, Canone 2356)

            Dunque San Giovanni Paolo II di fatto, in qualche modo, rilassò la disciplina draconiana della Chiesa verso queste persone, sia con FC84 e la sua permissione di continuare a vivere insieme per Il bene dei figli, sia con la rimozione della scomunica nel nuovo codice di diritto canonico.

            Bene, chiarito questo, torniamo all’inizio. Quale fu il motivo che spinge GPII a concedere ai divorziati risposati di vivere insieme purchè “come fratello e sorella”?

            IL BENE DEI FIGLI!

            In che senso il bene dei figli? Nel senso che i figli, come è ovvio che sia, soffrirebbero molto se ci fosse una separazione dei genitori.

            Ma allora siamo punto e a capo: se infatti un/a cattolico/a si è risposato/a con un partner non cattolico o cattolico non praticante, quante possibilità ci sono che accetti una simile ingerenza della Chiesa nella sua vita privata?

            Forse 1 su 100? Pensiamo a due risposati ancora giovani tipo i 40/50enni; che sono ancora nel pieno della vita), dove lui/lei è cattolico/a e torna a casa e dice al partner non cattolico “senti, ho da dirti una cosa: da oggi si va in bianco per il resto della vita, e invece che fare l’amore ci teniamo per mano e ci guardiamo negli occhi. Mi ami? Ok, continuerai ad amarmi platonicamente”.

            Realisticamente, quante coppie del genere durerebbero, secondo lei, considerando che la Gaudium et Spes afferma che se vengono a mancare certe occasioni di intimità la fedeltà e la stabilità della coppia viene danneggiata, e Gaudium et spes parlava di Matrimoni sacramentali (figuriamoci quindi le seconde unioni)?

            Insomma, FC84 è una toppa peggiore del buco, perché è di fatto praticabile, seppur con grandi difficoltà, solo se una coppia di divorziati risposati è formata da due persone entrambe cattoliche è molto praticanti.

            Basta che uno dei due partner non lo sia e viene giù tutto, e non si è più in grado di garantire il bene dei figli perché la coppia scoppia.

            Quindi FC84 è davvero una toppa peggiore del buco, applicabile solo in un numero limitato di casi.

            A questo punto io dico quanto segue: non ha senso questa cosa. O si applica la linea dura, e si ritorna a scomunicare chi, dopo un Matrimonio valido, si mette a convivere con un’altra persona, oppure se queste persone (come anche diceva Benedetto XVI) non sono scomunicate e si tiene al bene dei loro figli, non ha senso non permettere di valutare dove le attenuanti (come io non poter imporre la castità al coniuge pena la distruzione della famiglia, che pure FC84 dice di voler evitare, perlomeno dove ci sono figli) riducono la colpa fino alla venialità.

            Non ha senso mettere toppe peggiori del buco. Non ha senso permettere che una coppia continui a convivere “per il bene dei figli” e poi imporre loro una norma, quella del “fratello e sorella”, che porterà nella grande maggioranza dei casi proprio a quella distruzione della famiglia e sofferenza per i figli che FC84 dice di voler evitare.

            E non ha senso ridurre l’adulterio al solo atto fisico, cosa con la quale Cristo non è affatto d’accordo, basti vedere le seguenti parole “Io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.”.
            (Matteo 5,28)

            Ergo i casi sono due:

            1) o si torna alla dura lex sed lex della scomunica (magari aggiungendoci pure un anatema, per far contenti i mai troppo misericordiosi tradizionalisti) e della proibizione di convivere;

            2) oppure si valuta caso per caso dove le attenuanti riducono la colpa.

            Non ha nessunissimo senso permettere che convivano per il bene dei figli per poi imporre norme che in tantissimi casi, se applicate, porterebbero a quella distruzione della famiglia che si voleva evitare permettendo la convivenza.

            Proprio nessunissimo senso. Scusi la lunghezza Luigi, ma l’argomento è assai complesso.

          32. @Marco

            “il bene dei figli”…
            Certo, l’argomento è complesso … solo mi domando davvero quanti siano i casi in cui i figli di avuti da un “matrimonio adulterino” vivono in una situazione di “simil-famiglia-regolare” (per cui esiste il problema del possibile sfascio della famiglia)… personalmente non ho mai sentito di un solo caso … normalmente si sente della “scappatella” o, in casi comunque ben piu’ rari (come nei soliti romanzetti o telenovelas) di figli “segreti” …. Se si crea una situazione “formale” di famiglia dopo un adulterio, significa che la famiglia “originale” (con o senza figli) è già di fatto kaputt da un bel po’ … ma, se ci sono figli anche in quella originale, quali figli avranno diritto all’integrità della loro famiglia ???
            Se si da’ troppa corda al contingente ci si addentra in scenari imprevedibili e senza via d’uscita…
            Meglio sarebbe stato lasciar tutto com’era (non so a partire da quale stadio iniziale, per quando duro da accettare) e lasciare alla misericordia (che sempre è esistita) ed al discernimento (da fare in modo serissimo e non certo col “primo confessore” che ti capita…quindi con un “penitenziere dedicato hoc” magari ) la soluzione dei casi piu’ spinosi.
            E’ per questo che AL è inopportuna: per mettere delle “toppe perfette” e misericordiose va ad infilarsi in un cul de sac che fa piu’ danni di quanti intende sanare.
            Esattamente come i casi umanissimi utilizzati come grimaldello per introdurre divorzio e legalizzare l’aborto… e ora è disastro.

        2. @Luigi9 (3:33)

          Hai colto perfettamente il senso. Marco torna spesso su questo punto contro GPII per contrapporlo alle polemiche su AL e insiste sugli “ortodossi scismatici”, un chiodo fisso il suo.

          Figurati se un ortodosso di oggi con quello che vede e sente può ricevere la folgorazione e abbracciare la chiesa di bergoglio, di galantino, di paglia, di coccopalmerio, di sosa, di spadaro di cantalamessa… Mamma mia, ragazzi!

          1. Non c’entra nulla, quella concessione è avvenuta molto prima di Bergoglio.

            Ed è assurdo accettarla per poi rifiutare Al.

            La Cantate Domino e la sua dichiarazione ex cathedra mica l’ho inventata io.

          2. Non lo metto in dubbio Marco. A maggior ragione gli eretici luterani e gli anglicani allora, e tutte le varie sette dalle mille sfumature, altro che riti comunitari. Non c’è ragione quindi di celebrare i 500 anni della riforma luterana. O no?

          3. “Non lo metto in dubbio Marco. ”

            Se “non lo metti in dubbio” allora per coerenza se attacchi Al devi attaccare anche quella concessione di GPII.

            “A maggior ragione gli eretici luterani e gli anglicani allora, e tutte le varie sette dalle mille sfumature, altro che riti comunitari. ”

            Certo. Infatti queste i battezzati che non siano cattolici o ortodossi (per non parlare dei non battezzati) non possono essere ammessi ai Sacramenti Cattolici per nessuna ragione.

            “Non c’è ragione quindi di celebrare i 500 anni della riforma luterana. O no?”

            Infatti sono stato contrario a quella “celebrazione”. Io non sono un bergogliano che condivide tutto ciò che fa il Papa a prescindere.

          4. Tu marco sei italiano?
            Si?
            Allora per solo il fatto di essere nato italiano, e di far parte del popolo italiano, quindi senza la tua volontà, non puoi fare la Comunione!

            Tu Marco sei sposato validamente e risposato in comune?
            Sì?
            Ecco per il fatto di aver liberamente scelto il male morale non puoi fare la Comunione!

            C’è l’abisso in mezzo, non so se lo capisci…

          5. Non c’entra nulla il tuo discorso, perché la Chiesa ha sempre rifiutato di ammettere alla Comunione chi si rifiutava da adulto di convertirsi.

            Rifiutare di convertirsi da adulti è sempre stato considerato un grave peccato, ed è la ragione per la quale la Chiesa non li ammetteva ai Sacramenti a meno che non ripudiassero i loro errori.

            È tutto scritto qui http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

            Perciò evitiamo di fare esempi ad mentula canis, Radeghieri, solo per non ammettere che esiste un precedente “non bergogliano” ad Al.

          6. Ah, a proposito, gli ortodossi scismatici spesso sono pure divorziati e risposati con la benedizione della loro Chiesa.

            Quindi non solo scismatici volontari (visto che rifiutano, da adulti, di convertirsi, ma vogliono permanere nel loro scisma), ma pure adulteri.

            Ma che vuoi che sia, loro poverini possono accedere alla Comunione ed essere assolti.

            Un cattolico invece o distrugge la sua famiglia, o si castra, oppure è condannato.

            Mi pare giusto.

  31. @Marco
    Sei un asino patentato, un presuntuoso ostinato, un garrulo leccaculo di bergoglio e il miglior esempio di fazioso lassista di cui la Chiesa rigurgita. E continui a paragonare meloni con fichi secchi. Tanto per dirtene una, dici che riguardo agli ortodossi la Chiesa avrebbe mutato una prassi di 2000 anni. A parte il fatto che l’esempio non regge, ma sarebbe lungo e inutile cercare di spiegarti il perché, ti segnalo che lo scisma d’ oriente, in seguito al quale è nata la divisione con la Chiesa ortodossa, è del 1054. Dove sono i 2000 anni di prassi contraria? Studia e taci logorroico asino lassista, presuntuoso e bergoglione! Ogni pazienza ha un limite!!!

    1. Da quando c’è stato lo scisma la Chiesa non aveva mai ammesso gli ortodossi alla Comunione, proprio per via di dichiarazioni ex cathedra come la Cantate Domino.

      Gli insulti di un imbecille tali restano: insulti di un imbecille dal valore zero. Non mi sono offeso.

    2. Queste parole, poi

      “Studia e taci logorroico asino lassista, presuntuoso e bergoglione”

      Dette da un tizio che non sa nemmeno che gli scismi ci sono stati anche prima del “grande scisma” con gli ortodossi, mi fanno davvero piangere dal ridere. Grazie per avermi rallegrato, Stefano.

      1. Asino presuntuoso non menare il can per l’aia, accecato dalla tua smania di giustificare il peccato non ammetti la marea di scemenze che scrivi. Se vuoi ti posso dare lezioni di storia della Chiesa stolto. Ti contestavo e ti contesto i 2000 anni di prassi contraria rispetto agli ortodossi che hai cercato di mascherare malamente con lo scisma acaciano che però è del V secolo. Quindi non si arriva comunque ai tuoi 2000 anni, stupido sapientino da quattro soldi.
        Se si dovessero seguire le tue idiozie nel trovare geniali scuse per giustificare il peccato, sarebbe stato meglio che gli Apostoli non avessero predicato il Vangelo, così tutti avrebbero ignorato la Verità in buona fede e si sarebbero salvati…
        I tuoi sofismi portano all’assurdo, quasi che la Legge di Dio sia un peso arbitrario e insopportabile, e la sua osservanza impossibile….
        Ma che tipo di fede hai? Datti all’ ippica!…

        1. #I tuoi sofismi portano all’assurdo, quasi che la Legge di Dio sia un peso arbitrario e insopportabile, e la sua osservanza impossibile#

          Infatti è esattamente questa, la conclusione che segue ai sofismi del nostro multi-nick.

          Già mesi fa avevo rilevato che il dire che “nessuno è tenuto all’impossibile” è giusto, ma solo umanamente parlando.

          Infatti noi sappiamo, dalle Scritture e dal Magistero, che:
          1) Dio non comanda cose impossibili: se lo facesse, sarebbe ingiusto.
          2) Nostro Signore ha affermato che, con l’aiuto di Dio, ciò che è “impossibile per gli uomini”, diventa possibile.

          La frase più volte detta e scritta da Bergoglio, “nessuno è tenuto all’impossibile”, di fatto nega passi ben chiari delle Scritture.

          La verità è che si vuole allargare sempre di più una via già larga. E, siccome non lo si vuole ammettere, ecco che assistiamo a interminabili arrampicate su specchi insaponati.

          Tra l’altro non si capisce come mai coloro che hanno scelto uno stile di vita del tutto difforme dal Progetto di Dio, vogliano accedere a tutti i costi alla Comunione sacramentale.

          Dio non è vincolato ai Sacramenti: perciò coloro che, nonostante pecchino reiteratamente in materia grave, si ritengono (molto temerariamente) in stato di Grazia, facciano la Comunione spirituale. Se essi sono davvero in Grazia, tale Comunione produrrà i suoi frutti. Se non sono in Grazia, almeno eviteranno il sacrilegio.

          Con l’amoris schifezza è ormai palese il tentativo di demolire ben tre Sacramenti: Matrimonio, Eucaristia e Confessione.

          Possa Iddio avere pietà dei pastori corrotti, che stanno portando fuori strada una larga parte del gregge.

          1. @Adolfo

            Già mesi fa avevo rilevato che il dire che “nessuno è tenuto all’impossibile” è giusto, ma solo umanamente parlando.

            “Infatti noi sappiamo, dalle Scritture e dal Magistero, che:
            1) Dio non comanda cose impossibili: se lo facesse, sarebbe ingiusto.”

            Ho già risposto infinite volte a questo: Dio dà la Grazia sempre almeno sufficiente per evitare i peccati mortali, non per i peccati veniali (tutto ciò è confermato dai canoni sulla Giustificazione del Concilio di Trento).

            Siccome talvolta un peccato in materia grave può essere veniale a causa di attenuanti non si può dire che sia sempre possibile uscire da una data situazione e quindi colpevolizzare chi vi è dentro.

            La storia di questo Santo ne è la dimostrazione https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/

          2. @ Adolfo
            Dio ti benedica Adolfo. Proprio come hai detto tu: sottoscrivo parola per parola. Marco è un bergoglione provocatore lassista che finge di non capire l’evidente e vuole intontirci con citazioni ipnotiche a cavolo di cane. Conosco il tipo umano. Quando studiavo alla Pontificio Ateneo della Santa Croce ho avuto la sventura di incontrare un professore prete, vestito da gaga’, probabilmente con il “vizietto”, che si divertiva a scandalizzarci con tesi assurde e citazioni strampalate. E se qualcuno si azzardava a contraddirlo, arrivava una scarica di epiteti non molto lusinghieri…. Purtroppo la chiesa e’ piena di frustrati che vogliono dare libero sfogo alle passioni più turpi e infami con la benedizione papale e magari pure l’applauso. Purtroppo il lurido caso del segretario del cardinale coccopalmy il gaio non è che la punta dell’iceberg!…

          3. @Stefano

            Non ho espresso nessuna tesi strana qui, ho solo detto che la risposta di Schönborn “si” al primo Dubium non è eretica , al contrario di quanto molti blaterano qui, e che esiste un precedente ad Al di importanza paragonabile, cioè la concessione di GPII agli scismatici non convertiti.

            Entrambi questi fatti sono stati ammessi da Adolfo, l’unico dotato di quel minimo di onestà intellettuale necessaria.

            Non ho fatto, personalmente, nessuna citazione assurda o tesi strampalata, qui.

        2. @Stefano

          “Ti contestavo e ti contesto i 2000 anni di prassi contraria rispetto agli ortodossi che hai cercato di mascherare malamente con lo scisma acaciano che però è del V secolo.”

          Continui a non capire. Mi riferivo alla prassi che la Chiesa ha sempre tenuto verso gli scismatici in generale, tra cui rientravano appunto anche gli ortodossi, dal grande scisma in poi.

          Non è mai successo nella storia della Chiesa che si permettesse agli scismatici di accedere ai Sacramenti cattolici senza che prima si fossero convertiti. Compresi gli ortodossi, che pure hanno una valida successione apostolica.

          Papa San Giovanni Paolo II invece lo ha permesso.

          Ora mi raccomando, scrivi un altro post nel quale confermi di non avere capito ciò che dico.

    3. @Stefano

      Giusto per erudirla un po’ i 2000 anni di prassi contraria riguardano tutti gli scismi avvenuti prima del grande scisma, come quello nestoriano, quello acaciano, quello tricapitolino ecc.

      Che lei dica a me di studiare quando parla come se il primo scisma fosse quello con gli ortodossi è davvero da piangere dal ridere.

      Semplicemente la Chiesa Cattolica dopo lo scisma ortodosso ha continuato ad applicare con gli “ortodossi” quanto fatto già prima con gli altri scismatici.

      1. @ Marco
        Confermo: asino, buffone, ostinato, presuntuoso, leguleio da quattro soldi che pensi di convincere le persone con fiumi di parole, paragonando cose differenti, considerando pronunciamenti di Magistero ordinario come infallibile e via dicendo. Ridicolo, testardo, presuntuoso!!!
        Hai parlato dei 2000 anni di prassi contraria in riferimento agli ortodossi, e quando ti ho fatto notare la macroscopica cavolata ti arrampichi sugli specchi anziché ammettere umilmente l’errore. Anzi, per salvarti a tutti i costi la faccia, mi tiri fuori lo scisma acaciano. Buffone ostinato. Ti segnalo, anche a voler prendere per buona questa ridicola difesa, che tale scisma e’ del V secolo: dove sono i 2000 anni? TACI BUFFONE!!!

        1. La Chiesa ha sempre escluso tutti gli scismatici e gli ortodossi non facevano eccezione. Era questo il punto. Fin dallo scisma nestoriano

          Non è difficile da capire.

        2. “Confermo: asino, buffone, ostinato, presuntuoso, leguleio da quattro soldi che pensi di convincere le persone con fiumi di parole, paragonando cose differenti, considerando pronunciamenti di Magistero ordinario come infallibile e via dicendo. ”

          Riguardo agli scismatici ho citato la Cantate Domino e la sua dichiarazione ex cathedra; che non è certo Magistero Ordinario, ma è proprio infallibile.

  32. Marco,
    nonostante le ripetute raccomandazioni e riprese di Tosatti,
    avrà scritto diecimila righe in due giorni,
    ad occhio direi qualcuna in più rispetto alle 30 – 40 raccomandate dal curatore del blog,
    e per ripetere,
    poi,
    sempre le stesse identiche cose,
    quasi a voler non proporre,
    ma imporre la sua personale visione.

    Come dice un meraviglioso scritto:

    “Chi vuole imporre la sua verità,
    impone se stesso,
    non la Verità”!

    Si deduce che certo,
    questo Marco,
    non brilla per correttezza e ancor meno per spirito di obbedienza,
    però sono convinto che saprebbe fare dei copia incolla bellissimi per valorizzare l’importanza del rispetto e dell’obbedienza!

    Un po’ più di umiltà,
    certo gli converrebbe,
    associata anche al non voler finire sempre e comunque tutte le discussioni volendo l’ultima parola,
    perché questo,
    oltre che un segno di profondo orgoglio,
    è anche sintomo di grande debolezza,
    sia nel dominio di sé,
    che nella forza intrinseca delle proprie ragioni.

  33. Però non si può essere asfissiati da sta gente che posta a ruota. Io propongo a tutti di ignorare del tutto gli interventi di marco. Qua siamo per scambiare idee, se voglio una bella ramanzina con tanto di citazioni chiedo al più al mio allineatissimo vescovo. Grazie Marco ma credo che abbia contribuito anche abbastanza. Se ci crede degli anti papisti non continui a mischiarsi con noi che rischia di contagiarsi e se ci vuole invece continuare a illustrare dove i nostri neuroni hanno infranto qualche dogma le ricordo che il proselitismo è roba vecchia. Noi amanti della Tradizione, della messa in rito romano antico, di una morale cattolica da 1200, anti-abortisti fino al midollo vogliamo stare nella Chiesa come pietra di inciampo. D’altronde qualche milione di tradizionalisti cosa sarà mai? Certo, saremo in mezzi a lecca calzini, sodomiti con e senza ordinazione, luterani, anglicani, poligami e maomettani ma, parafrasando Giobbe Covatta (“Parole di Giobbe” episodio del diluvio), vedrà che tutti loro si abitueranno alla nostra puzza 😉

    Sia lodato Gesù Cristo, e rendiamoGli l’onore che merita soprattutto che è domenica!

    1. @Diego B

      Che rispondere a gente del vostro stampo sia utile quanto cercare di far risolvere un’equazione matematica ad un maiale è cosa che mi era fin troppo chiara.

      Infatti non ho scritto per voi, ma per chi legge. Voi pensatela pure come volete, tanto con persone che di fronte ad esempi chiarissimi come quello di GPII e del cambiamento che ha fatto, fanno una alzata di spalle (solo perché, sennò, dovrebbero ammettere che esiste un precedente), è chiaro che ragionare sia tempo perso.

      Ringrazio Adolfo che è l’unico che ha avuto l’onestà intellettuale di ammettere le cose come stanno, per voialtri una sonora pernacchia, invece, è già più di ciò che meritate.

      Adiòs.

  34. Scusate se riposto questo commento. L’ho scritto alle 6 ma era con quelli postati verso mezzogiorno.

    Era una risposta al solito Marco.

    35 anni fa ho udito dalle labbra di uno che il catechismo (che tu conosci tanto bene) non l’ha solo letto ma lo ha anche scritto, che

    se una persona, dopo un primo matrimonio validamente contratto,

    ha una convivenza o un matrimonio civile dal quale sono nati dei figli (che soffrirebbero per l’allontanamento dei genitori),

    e, vivendo tale situazione, detta persona si converte a seguire veramente ciò che Cristo ha chiaramente espresso circa il matrimonio ,

    ed è quindi conscia che i rapporti sessuali con il genitore dei bambini vanno contro l’insegnamento di Dio e della Chiesa : sono peccato mortale, perché loro due non sono uniti col vincolo del matrimonio sacramentale che invece perdura nei confronti del coniuge da cui uno dei due si è separato,
    e sa che, per il SUO VERO BENE (conoscerai immagino il passo di San Paolo circa le conseguenze della comunione ricevuta indegnamente)

    se vuole avere l’incommensurabile aiuto che è il ricevere il Corpo di Cristo DEVE:

    1) CONFESSARSI DEL PECCATO COMPIUTO e fare il sincero proposito di fare quanto deve per evitare le occasioni di ricascarci;

    2) vivere insieme in COMPLETA CASTITA’ (come fratello e sorella) per il bene dei figli;

    3) se riesce a rispettare l’impegno della castità completa pur vivendo sotto lo stesso tetto, può accostarsi alla comunione MA la deve ricevere in una Chiesa dove non è conosciuto PER NON DAR SCANDALO ( chi lo conosce potrebbe pensar male: daltronde noi comuni mortali non abbiamo il dono di leggere nelle coscienze : quindi meglio evitare di esporre la gente alla tentazione di ergersi giudici del comportamento del prossimo).

    All’ obiezione: “Ma è impossibile !” replicava, il caro mons. Maggiolini, : “Se chiedamo sinceramente l’aiuto di Dio, se siamo convinti che la cosa più importante per la nostra salvezza è il riceverLo degnamente nella santa Eucarestia, allora Dio non negherà il suo aiuto: e NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO, e il vivere, anche con difficoltà e fatica questa situazione, ma in grazia di Dio, sarà veramente la più grande dimostrazione di amore che i figli potranno avere dai loro genitori.”

    Quali conclusioni ne ho tratto io:

    Situazione mooolto difficile da vivere, ma non impossibile,

    anche un matrimonio in regola ha le sue difficoltà: cercare sempre e comunque, con l’aiuto di Dio, di non farlo fallire,

    se ( e non ho mai nemmeno considerato pensabile di esserne io la causa), ciò dovesse verificarsi per responsabilità del coniuge,

    il matrimonio comunque permane,

    e se non voglio giocarmi la salvezza eterna, non mi trovo un’altra persona… perchè, per salvarmi l’anima, non vorrei vivere in tale spinosa e delicata situazione (non esiste per me il comandamento “rifatti una vita, hai il diritto di essere felice”).

    Queste situazioni sono grandi croci per chi le vive.
    E’ la condizione umana , comprende anche il dolore: e Gesù ci chiede espressamente di accettale e di farcene carico, e Lui ci aiuterà.

    Le riflessioni che ho esposto potrebbero farle tutti i cattolici… e le facevano, un tempo. (e qui finiva il primo post)

    Poi, ai suoi soliti commenti che si erano conclusi così:
    “… le sue obiezioni sono di per se corrette ma vi avevo già risposto”

    ho replicato:

    E infatti le mie obiezioni sono corrette, certo che lo sono: vengono fuori pari pari dalle parole di Gesù e di San Paolo.

    Se una persona con la conoscenza biblica, teologica e dottrinale della statura di Maggiolini avesse considerate possibili altre opzioni sicuramente ce le avrebbe illustrate.

    Sono stufa di tutte le situazioni pietose, le casistiche contorte; è la tattica che avevano usato i Sadducei quando volevano averla vinta sulla verità che Gesù predicava: hai certamente presente “la plurivedova di sette fratelli” e la risposta di Gesù di una chiarezza cristallina, poche parole chiare e nette: Gesù è “La Verità”, non ama i giri di parole e i sofismi.
    E’ lui laVerità, per tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

    Le tue paginate non schioderanno noi cattolici di un solo millimetro da quanto Gesù ci ha detto.

    Noi sappiamo troppo bene quanto ha pagato la nostra salvezza , ci fidiamo di Lui, delle sue parole, della sua bimillenaria Chiesa , e tutto il fumo che cerca di appestare anche questo sito non ci intossicherà, stanne certo.

    Abbiate pazienza, in un certo senso è un omaggio al mio caro professore di “Introduzione alla teologia I”: gli solo debitrice di quanto di più bello ho avuto dalla vita.

    1. Mari, le mie risposte sono queste http://www.marcotosatti.com/2017/07/14/muller-il-papa-ludienza-unicuiquique-suum-una-lettera-su-bergoglio-di-jose-arturo-quarracino/#comment-18313 e non c’è nulla di contrario al cattolicesimo in esse.

      So perfettamente che discutere con gli ottusi è tempo perso, non ho mai pensato di fare cambiare idea a qualcuno qui.

      Gente talmente disonesta intellettualmente o in malafede da liquidare quello che ha fatto GPII (che ho ben mostrato sopra, ha rivoluzionato una legge ecclesiastica che era parte della Chiesa da sempre) con un’alzata di spalle solo perché questo implica un precedente “pericoloso” non merita ulteriore considerazione.

      1. “So perfettamente che discutere con gli ottusi è tempo perso, non ho mai pensato di fare cambiare idea a qualcuno qui.”

        E io spero di esserti almeno stata utile a farti giungere finalmente a questa conclusione.

        Però ce ne hai messo di tempo per capirlo!

        Se riuscirai a mantenere questo tuo proposito, meriti da parte di noi “ottusi”, “intellettualmente disonesti”, gente “in malafede” un sentito grazie.

        Del resto, sai, ci stiamo abituando, in questi ultimi tre anni a sentirci appioppare insulti… per noi la misericordia non funziona.

        P.S.
        Sai chi aveva voluto Maggiolini come unico italiano fra coloro che stesero il CCC ? Proprio GPII e sul matrimonio avevano le stesse precise idee .

        1. L’avevo già capito da molto, infatti non scrivevo per convincervi, ma per i lettori.

          Nemmeno le dichiarazioni dei quattro cardinali (che su un punto molto importante -quello del possibile stato di Grazia di quelle persone- hanno detto cose identiche alle mie) è stato sufficiente, perciò affambagno, come si dice in questi casi.

          Sursum corda.

        2. L’avevo già capito da molto, infatti non scrivevo per convincervi, ma per i lettori.

          Nemmeno le dichiarazioni dei quattro cardinali (che su un punto molto importante -quello del possibile stato di Grazia di quelle persone- hanno detto cose identiche alle mie) è stato sufficiente, perciò vaffambagno, come si dice in questi casi.

          Sursum corda.

  35. Caro Marco, o forse dovrei dire don Marco,
    non le sembra di esagerare con gli insulti?
    soprattutto se lei fosse (come io credo) un giovane sacerdote e non un pensionato quasi ottuagenario.
    Il suo stile, il suo modo di esprimersi sono ascrivibili a un giovane e i suoi commenti ricordano tanto un giovane sacerdote con 4 lauree di nome Marco Scandelli che tempo fa scrisse un articolo sul sito (non piu esistente) PAPALE PAPALE dal titolo Dio se ne frega dei nostri peccati

    1. Ho già risposto sotto, non sono quel tale nè ho idea di chi sia.

      Comunque ho 68 anni, quindi non sono affatto quasi ottuagenario, mancandomi dodici anni a quel traguardo (ammesso che ci arrivi).

  36. http://www.parrocchiaborgomaggiore.org/parroco/

    è la persona del link? Ovviamente google sa essere più impietoso con i risultati ma non ritengo che sia un atto caritatevole ( né di alcun interesse pratico) pubblicarli qui.

    Se fosse confermato, visto il curriculum, tra poco avremo in visita anche cardinali. La mia ottusità potrebbe raggiungere nuove vette…

    ma su una cosa so che ho ragione: un maiale può risolvere un equazione matematica. Non avrò la laurea in teologia ma di geometria differenziale ne mastico abbastanza e considerando che ho ricevuto e calpestato perle, e quindi di fatto sono un maiale, invito i lettori all’applicazione sui generis del teorema dei due carabinieri per trarne le conseguenze.

    1. ma quale prete e quale filosofo!
      Andate a vedere sul blog di Costanza Miriano come Alessandro e Fabrizio Giudici lo smontano punto per punto in 5 minuti.
      Sarà uno scagnozzo di Spadaro…
      Certo che un prete che fa un articolo che si intitola “Dio se ne frega dei nostri peccati” ha capito tutto del suo mestiere…

      1. Però poi il signor fonio e poco don fa la morale sui comportamenti più o meno evangelici agli altri!!!! Purtroppo i kattocomunisti sono accecati dall’ideologia quindi non hanno posto né spazio per lo Spirito Santo né per le Scritture, se non per estrapolare solo quelle frasi o pezzettini che servono a dare peso alle loro inconsistenti manipolazioni.

          1. Offro come Sacrificio per la Salvezza della Santa Chiesa Cattolica dagli artigli di El berghy, la sopportazione eroica e paziente di chi tenta con tutti i mezzi di portarci fuori dalla Strada Stretta per farci accettare tutto ciò che il suo kapo ci sta purtroppo preparando se non stiamo svegli e attenti. Sia Lodato Gesù Cristo.

        1. Alessandro ti ha risposto eccome: ma purtroppo a te piacciono i sofismi, e ti illudi di essere più avanti degli altri.

          Ho letto la discussione, e ciò che mi è subito saltato all’occhio sono le tue menzogne; infatti tu dici:
          ===
          Alfredo Bompiani
          6 maggio 2017 alle 18:59
          […]
          Le consiglio di liberarsi dai suoi fantasmi, invece che accusare il sottoscritto di presentarsi sotto false identità (se non erro mi à ha accostato a Falcone e a un certo Vega), poichè io scrivo qui già da più di un mese, e scrivo senza moderazione preventiva proprio perché mi sono guadagnato la fiducia della moderazione.
          […]
          ===

          Chiaramente ti avevano subito sgamato, oltre a sgamare certe corbellerie che ti piace spargere qua e là. Tu però ti impunti, come spesso fai, e neghi di essere il multi-nick (fra cui Vega).

          Il tuo egocentrismo ti porta a credere stolti gli altri commentatori, a quanto pare.

          E siccome le bugie hanno le gambe corte, e diventano difficili da ricordare, specie quando se ne dicono parecchie… ecco che ti sei sbugiardato da solo: infatti su questo blog hai detto che “Alfredo Bompiani” è uno dei tuoi nick.

          Come si può avere fiducia in una persone che mente in questa maniera, io non lo so. Senza contare le scuse assurde, tipo quella che non trovavi più l’email riferita al tale nick. Del resto, da un arrampicatore di specchi, che ci si può aspettare?

          Dicevo sopra che Alessandro ti ha risposto eccome, smontando punto per punto le tue assurde tesi.

          L’unico vero risultato che hai ottenuto è questo: una volta ancora, hai confermato che la menzogna ti piace, e che se non puoi prenderti la ragione, te la auto-attribuisci.

          Sinceramente, se non sei un prete mandato dai bergogliolatri (a questo punto, qualunque cosa tu dica… chi ti crede più?), vuol dire che c’hai parecchi problemi, come dimostri intasando i vari blog con multipli nick, e ribadendo ad libitum le tue lenzuolate.

          Ovvio che vieni bannato in molti contesti: leggere una pagina di un blog, dove intervieni anche tu, diventa impossibile. Anche se a volte chiedi scusa per la lunghezza, di fatto stai prendendo in giro la gente, poiché intervieni ancora e ancora e ancora… e scrivi sempre le solite cose.

          Se qualcuno ti risponde citando altri passi (passi che tu non citi mai) delle Scritture e del Magistero… tu, semplicemente, fai finta che nessuno ti abbia risposto.

          Se per te questo significa “vincere un confronto”, continua pure a cullarti nelle tue illusioni.

          Tu sai, come noi sappiamo, che la menzogna viene dal Maligno: vedi di darti una regolata, per il bene della tua anima.

          1. Li non ho ammesso chi ero subito perché sennò sarei stato bannato prima che ci fosse un confronto, non per altro.

            Qui non ho mai avuto bisogno di usare altri nick, per esempio.

            Riguardo alle argomentazioni ho sempre risposto a tutto, punto per punto. Questo nessuno può negarlo.

          2. Tanto è vero che nell’altro topic anche tu hai dovuto ammettere che le concessioni di Al non sono eretiche, sebbene tu le ritenga inopportune visti i tanti sacerdoti modernisti che abbiamo, e su quello ti ho dato ragione.

            Hai anche dovuto ammettere il “precedente” di GPII, che altri invece si rifiutano di ammettere, e anche quello mi ha fatto piacere, perché è segno di onestàsi intellettuale da parte tua.

          3. Onestà intellettuale, volevo scrivere.

            Solo una cosa

            “Dicevo sopra che Alessandro ti ha risposto eccome, smontando punto per punto le tue assurde tesi.’

            Fammi qualche esempio, grazie. Ti ricordo che Alessandro era uno che sosteneva che rispondere sì al primo Dubium fosse impossibile perché i sacerdoti non potevano avere certezza assoluta dello stato di Grazia di certe persone.

            Peccato che, come ho mostrato più volte citando Trento, nessuno ha questa certezza assoluta.

            Ciò che basta ed avanza ad un sacerdote è la certezza morale, cosa BEN diversa dalla certezza assoluta.

            Tesi che infatti ho esposto anche su quel blog, perchè è proprio così.

  37. Caro Marco, Salve!

    ho l´impressione, forse sbaglio, che lei sia:
    1. di fatto un prete
    2. che le abbiano comandato di agire in questo tipo di blog per riempirlo di commenti, che non sono se non parole buttate al vento bergogliano, e così mostrare che Jorge Mario non è tanto solo ed abbandonato quanto di fatti lo è.
    Vorrei farli osservare, però, che sbagli metodo, una volta che la polemica è temuta dal diavolo stesso, poiché il fatto di dover studiare, riflettere e rispondere consolida sempre più le convinzioni vere, ed è cosa molto salutare.
    Se c´è qualche professore di filosofia lei è, caro Marco, un esempio consumato di sofista: parole, parole, giri, rigiri, vento, vento.
    Dunque, io direi, benvenuto in questa discussione. I veri cattolici al confrontarsi con le sue idee escono sempre più cattolici, malgrado lei resti sempre ugualmente sofista.

    1. Brava Caterina, da lei viene la luce, da Marco solo aria, o meglio, “vuoto pneumatico”. Lotta dura, senza paura, ai modernisti ed a tutti i loro collaborazionisti, fino alla fine ! Laudetur Jesus Christus, avanti con Maria !

    2. Caterina si, si sbaglia, non sono un prete.

      E no, nessuno mi ha comandato di agire in questo blog.

      E nemmeno persuaso. E nemmeno chiesto.

      Osservo poi che è comodo dare del sofista quando non si può entrare nel merito o quando non si può farlo in modo efficace, ma non c’è problema.

      Buona Domenica.

  38. Caro Tosatti, ma ci tiene così tanto ad ospitare questo signor Marco (che anche se fosse don, quello sarebbe un titolo usurpato, dal quale sarebbe già decaduto “ipso facto” per la sua mens eretica), non credo giovi alla sua “audience”; fra noi cattolici si discute meglio, serenamente e pacificamente; è duro dover fare la gymcana per evitare i troll e tutti i loro sabotaggi: le confesso che non leggo una riga di questo signore (alla mia età non dedico più tempo ai modernisti, ai politici massoni, a tutti i loro collaboratori opportunisti).

  39. Caro Kosmo, se ho scritto ciò che ho scritto ho i miei buoni motivi anche se devo prendere atto della smentita da parte dell’interessato e quindi non insistero’in merito.
    Le assicuro che c’è una sorprendente assonanza di stile e di pensiero tra il don da me citato e il Marco commentatore di blog. Don Marco nel rispondere ai commenti del suo articolo da me citato utilizzava le stesse punzecchiature del Nostro e la stessa presenza sul Web quasi H/24. L’articolo di teologia che il Marco/commentatore ha pubblicato su Croce-via (chissà perché sotto anonimato se si tratta di un semplice laico) richiede una preparazione teologica che un “dilettante” non può improvvisare.

  40. @Marco
    #Hai anche dovuto ammettere il “precedente” di GPII, che altri invece si rifiutano di ammettere, e anche quello mi ha fatto piacere, perché è segno di onestà intellettuale da parte tua#

    Te l’ho già detto almeno un’altra volta: non scrivere che ho “dovuto”, perché, se scrivi in tal modo, pare che ci troviamo dentro una battaglia in cui qualcuno deve prevalere a ogni costo.
    Non è il mio caso: se dici cose sensate, non ho alcun problema a darti ragione.

    ***
    #Peccato che, come ho mostrato più volte citando Trento, nessuno ha questa certezza assoluta#

    Eh no, caro mio: se è vero, come è vero, che anche chi commette soli peccati veniali non può essere sicuro di trovarsi in Grazia, quanto sarà temerario ritenersi in Grazia, quando si vive in peccato grave protratto?

    Per cui, in tal senso, il Concilio di Trento dice l’esatto contrario di quanto tu affermi. E si tratta a questo punto neanche più di Magistero, ma di una semplice questione di logica e di probabilità.

    Col lassismo che ha colto larga parte di preti e di vescovi, è praticamente sicuro che si riesca a trovare un confessore che assolva qualunque nefandezza. E i sacrilegi si moltiplicano a dismisura.

    Alessandro ha detto benissimo: Dio può agire anche al di fuori dei Sacramenti (il motivo per cui io consiglio la Comunione spirituale, ai peccatori gravi e reiterati), ma mai CONTRO di essi.

    Inutile che tu citi ciò che, di fatto, è un errore di GPII, per avallare un errore ancora più grande (ancora più grande: perché un cattolico che divorzia e si risposa, NON può in alcuna maniera essere privo di consapevolezza, sul fatto che sta commettendo peccati gravi) di Francesco.

    Così come è inutile che ti rifai al “caso pietoso” (secondo un costume praticato continuamente dai radicali, e che tanti danni e delitti ha portato, nel corso dei decenni), per giustificare chi pecca in materia grave.

    Anche io mesi fa ti feci notare ciò che poco fa ha scritto Stefano: secondo la tua logica, Gesù errò nel dire ad Apostoli e discepoli che dovevano predicare il Vangelo per ogni dove. Così facendo hanno reso le anime edotte, e dunque più responsabili di fronte a Dio, quando commettono peccati gravi.

    Lamentati con Nostro Signore, dunque. E, per favore, evita un altro lunghissimo papiro, visto che il blog è già troppo intasato.

    1. “Te l’ho già detto almeno un’altra volta: non scrivere che ho “dovuto”, perché, se scrivi in tal modo, pare che ci troviamo dentro una battaglia in cui qualcuno deve prevalere a ogni costo.
      Non è il mio caso: se dici cose sensate, non ho alcun problema a darti ragione.”

      E infatti sei una persona onesta intellettualmente. Quanti altri invece qui continuano a non ammettere il precedente? Tutti, tranne te.

      “Eh no, caro mio: se è vero, come è vero, che anche chi commette soli peccati veniali non può essere sicuro di trovarsi in Grazia, quanto sarà temerario ritenersi in Grazia, quando si vive in peccato grave protratto?”

      Non ci siamo capiti. Non sta al fedele dire “sono in Grazia”, quella è presunzione, semmai è il sacerdote che può formarsi una certezza MORALE (diversa alla certezza assoluta condannata da Trento, certezza assoluta che pretendevano i luterani) riguardo alla non imputabilità.

      Per esempio un sacerdote può formarsi una certezza morale riguardo al fatto che una povera prostituta tenuta sotto ricatto, che vorrebbe uscire dal peccato ma non può per quel motivo, non sia in peccato mortale, e assolverla anche se adesso non può cambiare fattivamente.

      “Inutile che tu citi ciò che, di fatto, è un errore di GPII, per avallare un errore ancora più grande (ancora più grande: perché un cattolico che divorzia e si risposa, NON può in alcuna maniera essere privo di consapevolezza, sul fatto che sta commettendo peccati gravi) di Francesco.”

      A questo riguardo c’è da fare due osservazioni:

      1) molti, moltissimi divorziati risposati non sono affatto adulteri, essendo nullo il primo Matrimonio (essendosi sposati senza consapevolezza);

      2) quelli che hanno il Matrimonio valido non hanno la scusa della non consapevolezza ma possono talvolta essersi messi in una situazione di cui sono pentiti e da cui vorrebbero uscire ma non possono farlo senza distruggere la famiglia.

      Nel caso 2 un sacerdote può formarsi la certezza morale di cui parlavo sopra, dove vi siano attenuanti.

      Nel caso 1 penso sarai d’accordo che anche se alcune di queste persone non possono chiedere l’annullamento, il fatto che il loro primo Matrimonio sia nullo di fatto implichi che sia ingiusto trattarli da adulteri.

      1. “1) molti, moltissimi divorziati risposati non sono affatto adulteri, essendo nullo il primo Matrimonio (essendosi sposati senza consapevolezza);”
        Ecco, qui si rientra nel caso “matrimonio a insaputa degli sposi”!
        Per quel che riguarda la povera prostituta ricattata dal pappa, mi chiedo cosa le direbbe Gesù … “continua cosi finché la situazione cambierà fattivamente, perché non stai peccando oggettivamente, ma solo soggettivamente e hai delle attenuanti al tuo caso. Stai serena…”

        1. @Barbara

          Non credo che il modo giusto di fare sia fare un semplice copia incolla del comportamento di Gesù con la peccatrice del Vangelo di Giovanni.

          Basti vedere anche come si comportò in maniera molto diversa con la peccatrice del Vangelo di Luca.

          Se poi lei ritiene che si debba fare copia incolla di ciò che fece Gesù (indipendentemente dal fatto che ha agito così con QUELLA peccatrice, e con un’altra avrebbe agito diversamente), allora non siamo d’accordo.

          1. Già già Barbara, attenta, che il discernimento bergogliosi incombe, quindi anche la Parola va reinterpretata caso per caso. Barbara non si lasci incantare dai multinick bergogliosi.

          2. No Giusy, ho capito male io, quello che Cristo vuole è che una povera prostituta venga ammazzata e torturata perché non vuole battere.

            Questa è la Misericordia di Cristo, chiedo perdono per non averlo capito.

          3. No manipolatore, smettila di arrampicarti via per specchi per ordine del tuo kapo, la prostituta ha un milione di case di accoglienza pronte ad aiutarla. MANIPOLATORE!!!!!

        2. @Barbara

          Riguardo alla prostituta ritiene che la cosa migliore sia intimarle di farsi ammazzare, dicendole che è l’unico modo che può avere per ottenere perdono?

          Solo per capire. È questo che, secondo lei, Gesù vuole?

          1. Marco, mi dica lei cosa risponderebbe alla prostituta se lei fosse un sacerdote, o cosa direbbe Gesù in questo caso.
            Vediamo se riesce a convincere.
            Ma attento perché qui abbiamo orecchio!

    2. Ultima cosa

      “Inutile che tu citi ciò che, di fatto, è un errore di GPII, per avallare un errore ancora più grande ”

      Ma il punto è che molti qui attaccano Al mentre accettano la decisione di GPII.

      È questo che contesto. Chi non accetta Al deve essere altrettanto critico verso l’errore di GPII, non fare doppiopesismo.

      A chi rifiuta entrambe le concessioni dimostrando coerenza come te non posso dire nulla, perché di fronte alla coerenza mi devo solo levare il cappello.

    3. Riguardo alla Comunione spirituale è un’altra cosa che abbiamo in comune; perché anche io consiglio quella a chi è in peccato grave.

      Un’altra cosa che faccio con chi è in peccato grave è consigliare loro le devozioni di cui abbiamo parlato e che conosci anche tu, alle quali Cristo ha legato la promessa della conversione (qualora fossero in peccato mortale) e della morte in Grazia.

      Ad esempio una delle cose che consiglio a tutti, specie a chi vive in peccato grave, è la recita costante della Coroncina alla Divina Misericordia, che è forse il più grande dono del Cielo mai avuto http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

      Quello che molti qui non hanno capito è che io non sono un difensore aprioristico della interpretazione aperturista di Al, dico solo che rispondere sì al primo Dubium non è eretico, al contrario di quello che molti, in blogs come questo, asseriscono.

      Tutto li. Contesto chi parla di eresia semplicemente perché non è vero. Poi se uno preferisce l’intepretazione dei vescovi polacchi non ho nulla da dire, anche io la preferisco e la giudico più prudente, e se fossi vescovo farei la stessa cosa, dando magari il permesso di applicare Al solo ai sacerdoti più affidabili e preparati.

      Perciò sbaglia chi mi vede come un difensore dell’interpretazione più larga di Al. Io semplicemente difendo la sua ortodossia, poi può essere inopportuna ma rimane ortodossa.

  41. @Marco
    #non si può dire che sia sempre possibile uscire da una data situazione e quindi colpevolizzare chi vi è dentro#

    Non a caso hai evitato il secondo punto che ho scritto (come sempre ritagli solo ciò che più ti fa comodo), in cui richiamavo la frase di Nostro Signore, sul fatto che Iddio dà sempre gli aiuti necessari, anche per compiere cose umanamente impossibili.
    Perciò, invece di elucubrare vanamente, allo scopo di rendere digeribile ciò che digeribile non è, ci si preoccupi di mutare direzione… e fino ad allora non ci si accosti ai Sacramenti.

    Questi tuoi sillogismi sono esattamente quelli che “giustificano” i sacrilegi.
    Secondo tale logica illogica, sarà sempre possibile trovare una qualche attenuante che, nelle intenzioni dei “cercatori”, rendono veniale il peccato grave.

    Beh, no, grazie. E anche l’esempio di San Marco Ji Tianxiang mostra che tu, e chi la pensa come te, arrivate persino a strumentalizzare i santi.

    Anche in questo caso, infatti: chi sarà così temerario da vivere nei peccati gravi, fino all’approssimarsi della morte, ben sapendo che nessuno potrà dargli la certezza del pentimento?
    L’eccezione, in casi simili, non conferma la regola. Proprio per nulla.

    E anche l’uso delle devozioni donate dal Cielo può essere peccaminoso: e lo è ogni volta che si pratica una devozione, allo scopo di NON abbandonare una via di peccato.

    La devozione funzionerà ugualmente, in tutta probabilità, ma ciò non cancellerà un ben duro e lungo Purgatorio. E se mi dici che anche le pene purgative possono essere abbreviate e/o cancellate, io ti ripeto che è gravemente temerario affermarlo. Gli insegnamenti di Santa Caterina da Genova sono ben eloquenti, in tal senso.

    ***
    #E infatti sei una persona onesta intellettualmente#

    E allora perché hai più volte detto che “ho dovuto”?
    Ripeto, non siamo mica in battaglia, seppur verbale.

    ***
    #Non sta al fedele dire “sono in Grazia”, quella è presunzione, semmai è il sacerdote che può formarsi una certezza MORALE (diversa alla certezza assoluta condannata da Trento, certezza assoluta che pretendevano i luterani) riguardo alla non imputabilità#

    Questo “semmai” è più grosso di una casa. L’evidenza è sotto gli occhi di tutti, come abbiamo più volte rilevato e come anche tu hai ammesso.

    Dunque di che andiamo cianciando?

    L’AL, così come la risposta del papa ai luterani sull’intercomunione, hanno causato un enorme aumento dei sacrilegi eucaristici.

    I frutti sono marci: dunque l’albero, ossia quegli insegnamenti, non sono buoni. E non lo sono, pur non essendo formalmente eretici.
    Il resto sono sillogismi e aria fritta.

    ***
    #molti, moltissimi divorziati risposati non sono affatto adulteri, essendo nullo il primo Matrimonio#

    Se è nullo, preghino e si affidino al Tribunale ecclesiastico. E, solo dopo aver ottenuto il riconoscimento della nullità, potranno sposarsi con la persona che amano, e vivere in Grazia.

    ***
    #il fatto che il loro primo Matrimonio sia nullo di fatto implichi che sia ingiusto trattarli da adulteri#

    La vera ingiustizia sta nel fatto che, in quasi tutti i casi, sono i figli, innocenti, a pagare per l’egoismo dei propri genitori.

    Ma ai figli nessuno ci pensa: anzi vengono strumentalizzati, per sdoganare i peccati gravi e reiterati.

    Chi è che non vive ingiustizie, nel corso della propria vita?
    E allora che vogliamo fare?
    Diciamo ai peccatori gravi che basta cercare qualche attenuante, per essere in Grazia di Dio?

    ***
    #A chi rifiuta entrambe le concessioni dimostrando coerenza come te non posso dire nulla, perché di fronte alla coerenza mi devo solo levare il cappello#

    Il cappello te lo puoi anche tenere. Il problema è che tu insisti nell’affermare che l’AL non è formalmente eretica, quando sai benissimo che non occorre l’eresia formale, per portare le anime fuori strada.

    Non sei un buon tutore degli interessi del tuo Signore: perché, in luogo di chiamare i peccatori alla conversione, tu ti preoccupi di trovar loro delle attenuanti, affinché perseverino lungo una strada di peccato.

    ***
    #dico solo che rispondere sì al primo Dubium non è eretico#

    Non è eretico, ma è gravemente temerario, e pecca contro la prudenza.
    Anche Cavalcoli ha ammesso che chi vive in adulterio ha forti probabilità di peccare gravemente, e in vari casi mortalmente.

    Qui sta la questione: se si desidera il bene delle anime occorre mettere dei paletti, e non togliere i pochi che attualmente sono rimasti.

    1. “Questi tuoi sillogismi sono esattamente quelli che “giustificano” i sacrilegi.
      Secondo tale logica illogica, sarà sempre possibile trovare una qualche attenuante che, nelle intenzioni dei “cercatori”, rendono veniale il peccato grave.”

      Che possano esserci attenuanti che rendano soggettivamente veniale un peccato grave non è un mio sillogismo, è dottrina cattolica. Ed è il motivo per cui la risposta di Schönborn, cioè “si” al primo Dubium, non è eretica.

      “Beh, no, grazie. E anche l’esempio di San Marco Ji Tianxiang mostra che tu, e chi la pensa come te, arrivate persino a strumentalizzare i santi.”

      Nessunissima strumentalizzazione, come può leggere chiunque https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/

      Era proprio ciò che volevo dire: Trento insegna che Dio da SEMPRE la Grazia sufficiente per evitare i peccati mortali (quindi è sempre colpa del peccatore quando vi cade, mai di una insufficienza di Grazia), ma insegna anche che solo alla Vergine Maria è stato dato il privilegio di evitare tutti i peccati veniali.

      Siccome un peccato materialmente grave può essere soggettivamente veniale allora non si può sempre colpevolizzare il peccatore che non ne esce, occorre anche discernere.

      L’esempio di quel Santo lo dimostra perfettamente.

      “anche l’uso delle devozioni donate dal Cielo può essere peccaminoso: e lo è ogni volta che si pratica una devozione, allo scopo di NON abbandonare una via di peccato.”

      Gesù ha promesso che

      “Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola…”.(Quaderni…, II, 122)

      Siccome la conversione e lo stato di Grazia sono incompatibili col peccato mortale, chi si affida a Gesù tramite questo dono del Cielo verrà portato, dalla Sua Grazia Efficace, al pentimento e alla conversione, le quali sono sempre Grazie di Dio.

      Questo intendevo. Gesù stesso del resto, proprio a Santa Faustina, dice che i sacerdoti devono consigliarla ai peccatori come ultima tavola di salvezza.

      “La devozione funzionerà ugualmente, in tutta probabilità, ma ciò non cancellerà un ben duro e lungo Purgatorio. E se mi dici che anche le pene purgative possono essere abbreviate e/o cancellate, io ti ripeto che è gravemente temerario affermarlo.”

      Io non ho fatto altro che ripetere la dottrina cattolica. Possono essere cancellate o per mezzo della Grazia divina, col dono della perfetta contrizione (vedere la sesta promessa di Cristo per le orazioni di Santa Brigida, ad esempio) oppure se uno dei cari o amici del defunto applica al defunto medesimo l’indulgenza plenaria.

      Non c’è nulla di temerario in questo, è insegnamento della Chiesa.

      “E allora perché hai più volte detto che “ho dovuto”?
      Ripeto, non siamo mica in battaglia, seppur verbale.”

      Hai “dovuto” nel senso che sei una persona onesta intellettualmente e quindi la tua onestà intellettuale non ti ha “permesso” di minimizzare la concessione di GPII come hanno fatto TUTTI qui dentro (a parte te) solo per difendere la loro manichea separazione tra i Papi Pre-Francesco e Francesco stesso.

      “Questo “semmai” è più grosso di una casa. L’evidenza è sotto gli occhi di tutti, come abbiamo più volte rilevato e come anche tu hai ammesso.

      Dunque di che andiamo cianciando?”

      Io ho ammesso che Al è stata interpretata da molti vescovi e sacerdoti in senso modernista del “liberi tutti”. O no?

      “L’AL, così come la risposta del papa ai luterani sull’intercomunione, hanno causato un enorme aumento dei sacrilegi eucaristici.”

      Sulla risposta del Papa ai luterani hai ragione in pieno, sull’at invece discordo, nel senso che sono stati i modernisti ad interpretarla male, le loro deviazioni non sono giustificate dal testo. Però se dici che il testo poteva essere scritto in modo tale da non poter essere interpretato male nemmeno dai modernisti allora ti do ragione, come ti ho già detto nell’altro topic.

      “Se è nullo, preghino e si affidino al Tribunale ecclesiastico. E, solo dopo aver ottenuto il riconoscimento della nullità, potranno sposarsi con la persona che amano, e vivere in Grazia.”

      Ma a volte può non essere possibile ottenere l’annullamento, nonostante si sia certi che il Matrimonio è nullo. E li che si fa? Si ordina di sfasciare anche questa famiglia? È questo che Dio vuole, dove non è possibile un riconoscimento formale?

      “La vera ingiustizia sta nel fatto che, in quasi tutti i casi, sono i figli, innocenti, a pagare per l’egoismo dei propri genitori.”

      Questo è vero.

      “Ma ai figli nessuno ci pensa: anzi vengono strumentalizzati, per sdoganare i peccati gravi e reiterati.”

      Non mi sembra che qua si possa parlare di strumentalizzazione. Due figli di secondo letto soffrono tanto quanto quelli di primo letto se la famiglia si separa.

      “Chi è che non vive ingiustizie, nel corso della propria vita?
      E allora che vogliamo fare?
      Diciamo ai peccatori gravi che basta cercare qualche attenuante, per essere in Grazia di Dio?”

      No, le attenuanti al massimo possono essere oggetto di discernimento nel segreto del confessionale, come è sempre stato.

      “Il cappello te lo puoi anche tenere. Il problema è che tu insisti nell’affermare che l’AL non è formalmente eretica, quando sai benissimo che non occorre l’eresia formale, per portare le anime fuori strada.”

      Lo so benissimo, ma questo è colpa di chi interpreta male l’AL, non dell’Al stessa, di cui anche il Cardinale Müller ha detto che è molto chiara nella sua dottrina.

      “Non sei un buon tutore degli interessi del tuo Signore: perché, in luogo di chiamare i peccatori alla conversione, tu ti preoccupi di trovar loro delle attenuanti, affinché perseverino lungo una strada di peccato.”

      Non è vero, io non “trovo” attenuanti a nessuno. A volte ci sono e basta. La conversione è sempre prioritaria.

      ‘Non è eretico, ma è gravemente temerario, e pecca contro la prudenza.”

      Solo perché abbiamo tanti modernisti che la interpretano come un liberi tutti a prescindere.

      “Anche Cavalcoli ha ammesso che chi vive in adulterio ha forti probabilità di peccare gravemente, e in vari casi mortalmente.”

      Vero. Ma Cavalcoli, essendo un confessore esperto, sa che esistono anche casi dove effettivamente l’imputabilità è diminuita, e ne ha avuti diversi. Lo so perché ne abbiamo parlato.

      Tra i quali rientrano anche i casi di nullità che però non è dimostrabile formalmente, anche se vi è una certezza morale. Questi casi in particolare possono essere oggetto di una pastorale benevola, senza caricare le persone di pesi immani.

    2. Comunque Adolfo, io con persone come te ho ben pochi punti di disaccordo.

      Infatti entrambi concordiamo che una esprtazione come Al è stata inopportuna in questo periodo, a causa dei tanti modernisti che la interpretano come un “liberi tutti”.

      Entrambi concordiamo anche sul fatto che è migliore l’interpretazione dei vescovi polacchi, per una questione di prudenza.

      Ed entrambi concordiamo anche sul fatto che c’è almeno un precedente ad Al, cioè la concessione di GPII agli scismatici ortodossi che non vogliono convertirsi, concessione mai vista prima nella storia della Chiesa, come questo articolo della FSSPX dimostra http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

      Perciò se i commentatori fossero tutti come te io avrei poco da dire.

      Io contesto, qualora non fosse chiaro, chi straparla di eresie senza nemmeno conoscere la differenza tra peccato grave è peccato mortale, o chi afferma che la legge di GPII della FC84 sia irreformabile (cosa detta più volte anche da Alessandro sul blog della Miriano).

      Sono queste le cose che contesto. Come ho detto ho avuto diverse discussioni anche coi modernisti, e loro mi considerano un lefreviano, perché rifiuto le loro eresie. Purtroppo il fatto di rifiutare gli estremismi tradizionalisti e modernisti mi espone ad attacchi da entrambe queste fazioni.

      Ah ecco, l’unica cosa che ti contesto sempre è l’uso che fai del Canone tridentino che insegna che Dio dà sempre la Grazia per osservare i precetti, cosa vera ma che riguarda i peccati mortali, non i peccati veniali, come ho ribadito più volte.

      Questo canone

      “Se qualcuno dice che anche per l’uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili ad osservarsi, sia anatema” (Concilio di Trento, Sessione VI, Canone XVIII sulla Giustificazione) insegna che viene data a tutti la Grazia sufficiente per evitare i peccati mortali.

      Ma sui peccati veniali Trento dice che solo alla Madonna venne concessa la Grazia di evitarli

      “Se qualcuno afferma che l’uomo, una volta giustificato, non può piú peccare, né perdere la grazia, e che quindi chi cade e pecca, in realtà non mai è stato giustificato; o, al contrario, che si può per tutta la vita evitare ogni peccato, anche veniale, senza uno speciale privilegio di Dio, come la Chiesa ritiene della beata Vergine: sia anatema.” (Concilio di Trento, Sessione VI, canone XXIII sulla Giustificazione)

      E siccome a volte peccati in materia grave sono solo veniali per le attenunati non è possibile dire che ogni peccatore in stato di peccato grave che non esce subito da quella situazione di peccato sia da colpevolizzare.

      In questo occorre discernimento, non usare solo la mannaia della Legge e tagliare tutto con l’accetta senza discriminazioni.

      La storia di quel Santo oppiomane ne è la prova, altroché “strumentalizzazione”.

  42. @Marco
    #o chi afferma che la legge di GPII della FC84 sia irreformabile (cosa detta più volte anche da Alessandro sul blog della Miriano)#

    Alessandro dice benissimo, quando afferma che Dio può agire al di fuori dei Sacramenti, ma non certo CONTRO di essi: altrimenti sarebbe una contraddizione.
    Come ha ben spiegato Luigi9, la violazione del vincolo matrimoniale è, per sua stessa natura, “continuativa”: anche questo, aggiungo io, è uno dei motivi per cui Gesù è severissimo contro gli adulteri (al punto che gli Apostoli concludono che “non conviene sposarsi”; un altro motivo sta nella sofferenza inflitta agli innocenti, ossia ai figli: innocenti, perché non hanno alcuna colpa nell’egoismo dei propri genitori.

    A quanto pare anche una prassi “fondata sulle Scritture” può essere sovvertita, da un papa. Penso che ciò rientri nell’estrema libertà che Dio concede all’uomo, papi compresi (anche se un papa rimane infallibile quando parla come supremo dottore della fede).
    E le conseguenze pratiche di tale sovvertimento sono negative: ciò dimostra, plasticamente, che i papi farebbero bene ad attenersi a quanto le Scritture consigliano, e a quanto la Tradizione ha praticato per molti secoli.

    Se certe norme pastorali sono rimaste immutate per lunghissimo tempo, un motivo ci sarà.
    In tal senso Alessandro ha più che ragione: la sua è una ragione “concreta” (alberi cattivi portano frutti cattivi); tu hai ragione dal punto di vista formale: ma non sempre la forma è garanzia di sostanza.

    A una vacua forma, che favorisce grandemente i sacrilegi, io preferisco una ben più solida sostanza, e se un albero è cattivo, io rimango lontano dai frutti di quella pianta.

    ***
    #E siccome a volte peccati in materia grave sono solo veniali per le attenuanti non è possibile dire che ogni peccatore in stato di peccato grave che non esce subito da quella situazione di peccato sia da colpevolizzare.
    In questo occorre discernimento, non usare solo la mannaia della Legge e tagliare tutto con l’accetta senza discriminazioni#

    Nessuno colpevolizza nessuno. Il richiamo al fratello che pecca, affinché si ravveda, è una delle forme più alte di carità, proprio perché riguarda il bene eterno dell’anima.
    Sullo stesso piano è il consiglio di astenersi dai Sacramenti, quando si pecca in materia grave: così vengono evitati i sacrilegi, a tutto vantaggio dell’anima che li ha evitati.

    Tu ti ostini a non voler capire che il rifiuto del lassismo nasce da una prospettiva più elevata, rispetto al semplice bene umano: bene che, per sua natura, può sparire come polvere portata dal vento.

    La tua abitudine a cavillare e a girare intorno a certi argomenti ti porta a falsare le reali intenzioni di quelli che tu chiami “rigoristi”.

    Inutilmente ti ho ripetuto che: se non posso essere certo di salvarmi, anche se commetto solo peccati veniali; meno che mai posso esserne certo, se pecco ripetutamente in materia grave.

    E allora continua pure per la tua strada: è vero che su varie cose concordiamo; ma le cose su cui siamo in disaccordo hanno un grosso peso. E sempre più mi convinco che è così, più constato che, in seguito alle “aperture” di questi ultimi quattro anni, la Chiesa sta andando di male in peggio, e i sacrilegi si sono moltiplicati.

    Contro i fatti non valgono i sillogismi.

    ***
    #Non ho espresso nessuna tesi strana qui, ho solo detto che la risposta di Schönborn “si” al primo Dubium non è eretica , al contrario di quanto molti blaterano qui, e che esiste un precedente ad Al di importanza paragonabile, cioè la concessione di GPII agli scismatici non convertiti.
    Entrambi questi fatti sono stati ammessi da Adolfo, l’unico dotato di quel minimo di onestà intellettuale necessaria#

    E siccome il caro Schönborn è fra quei prelatoni che affermano che addirittura nei rapporti omosessuali, che gridano vendetta a Dio, esistono “semi di bene” (un seme di bene può esistere nell’amicizia, nell’affetto che lega due persone; non certo nei rapporti sessuali invertiti; Santa Caterina da Siena affermò che il maledetto peccato contro natura fa schifo anche ai demoni), allora non solo è permesso dubitare di ciò che questo prelatone afferma, ma è addirittura doveroso.

    Più ci si allontana da questi pastori corrotti, meno si rischia la dannazione della propria anima. Se un prelatone tale mi dice di andare a sinistra, io imbocco la destra senza pensarci due volte.

    Se a te piace così tanto difendere le loro tesi, accomodati pure.
    Se ti piace così tanto permanere su un piano prevalentemente accademico, senza considerare ciò che, nel concreto, tale piano produce, allora prosegui pure per la tua strada. Contento tu, contenti tutti.

    1. ‘Come ha ben spiegato Luigi9, la violazione del vincolo matrimoniale è, per sua stessa natura, “continuativa”: anche questo, aggiungo io, è uno dei motivi per cui Gesù è severissimo contro gli adulteri (al punto che gli Apostoli concludono che “non conviene sposarsi”; un altro motivo sta nella sofferenza inflitta agli innocenti, ossia ai figli: innocenti, perché non hanno alcuna colpa nell’egoismo dei propri genitori.”

      Esatto, ma il fatto che sia continuativa significa solo che è sempre peccato oggettivamente grave, non che sia sempre peccato mortale.

      “A quanto pare anche una prassi “fondata sulle Scritture” può essere sovvertita, da un papa”

      La prassi di escludere gli scismatici non convertiti dai Sacramenti Cattolici era “fondata sulla Legge divina” come si può leggere qui dove la FSSPX cita il vecchio codice di diritto canonico http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

      Non mi pare che questo abbia fermato GPII dal ribaltarla del tutto. E allora o facciamo il ragionamento orwelliano che “alcuni Papi sono più Papi di altri” oppure bisogna ammettere che sulle leggi che sono sotto il potere delle chiavi di Pietro, Pietro medesimo ha pieno potere.

      Alessandro invece negava che Pietro (il Papa) avesse il potere di cambiare questa legge, ed era ció che io contestavo.

      “A una vacua forma, che favorisce grandemente i sacrilegi, io preferisco una ben più solida sostanza, e se un albero è cattivo, io rimango lontano dai frutti di quella pianta.”

      E se invece Dio avesse permesso questa concessione come atto di Misericordia?

      Anche nell’At è stato clemente in tal senso, cosa fa pensare che non debba mai più esserlo verso gli uomini?

      “Nessuno colpevolizza nessuno. Il richiamo al fratello che pecca, affinché si ravveda, è una delle forme più alte di carità, proprio perché riguarda il bene eterno dell’anima.
      Sullo stesso piano è il consiglio di astenersi dai Sacramenti, quando si pecca in materia grave: così vengono evitati i sacrilegi, a tutto vantaggio dell’anima che li ha evitati.”

      Ma se uno si confessa sinceramente e viene assolto l’assoluzione è valida, perché il Sacramento della Confessione agisce ex opere operato, cioè è Cristo stesso che perdona. Se Cristo ha voluto, in quest’epoca, che anche queste persone potessero accedere al perdono, chi siamo noi per dirgli “no, non puoi”?

      “Tu ti ostini a non voler capire che il rifiuto del lassismo nasce da una prospettiva più elevata, rispetto al semplice bene umano: bene che, per sua natura, può sparire come polvere portata dal vento. La tua abitudine a cavillare e a girare intorno a certi argomenti ti porta a falsare le reali intenzioni di quelli che tu chiami “rigoristi”.”

      Io non sto cavillando, anche io come ho detto, se dipendesse da me, farei applicare Al come dai vescovi polacchi, per prudenza, e darei magari (in privato) il permesso di applicarla davvero solo ai sacerdoti preparati.

      “Inutilmente ti ho ripetuto che: se non posso essere certo di salvarmi, anche se commetto solo peccati veniali; meno che mai posso esserne certo, se pecco ripetutamente in materia grave.”

      Certo, infatti è per questo che ho detto che, per prudenza, io farei applicare Al alla maniera dei Vescovi polacchi. Anche perché chi è in peccato grave (che sia mortale oppure no) può essere aiutato anche in altro modo, con le devozioni di cui abbiamo parlato sopra (anche se pure queste alcuni rigoristi [non mi riferisco a te, ma ad altri su altro blogs] cercano di “disinnescarle”, mettendoci mille se e ma che Cristo non ha messo, perché temono che altrimenti chi giudicano “non meritevole di misericordia” possa salvarsi e avere la Grazia del pentimento da Dio. Perché va ricordato, è solo per Grazia che ci pentiamo, non è che noi ci pentiamo e poi arriva la Grazia, è l’esatto contrario).

      “E siccome il caro Schönborn è fra quei prelatoni che affermano che addirittura nei rapporti omosessuali, che gridano vendetta a Dio, esistono “semi di bene” (un seme di bene può esistere nell’amicizia, nell’affetto che lega due persone”

      E io penso proprio che Schönborn parlasse di questo. O hai prove che parlasse dei rapporti carnali omosessuali?

      “allora non solo è permesso dubitare di ciò che questo prelatone afferma, ma è addirittura doveroso.”

      Non ho capito. Che si possa rispondere SÌ ai cinque Dubia è un fatto, non una opinione. Se poi sia opportuno farlo è tutto un altro discorso.

      “Se ti piace così tanto permanere su un piano prevalentemente accademico, senza considerare ciò che, nel concreto, tale piano produce, allora prosegui pure per la tua strada. Contento tu, contenti tutti.”

      Se io non considerassi ciò che nel concreto produce non avrei detto di preferire l’interpretazione dei vescovi polacchi, ti pare?

  43. @Stefano

    Ti ringrazio per quanto hai scritto, caro Stefano.

    ***
    #Quando studiavo alla Pontificio Ateneo della Santa Croce ho avuto la sventura di incontrare un professore prete, vestito da gaga’, probabilmente con il “vizietto”, che si divertiva a scandalizzarci con tesi assurde e citazioni strampalate. E se qualcuno si azzardava a contraddirlo, arrivava una scarica di epiteti non molto lusinghieri…. Purtroppo la chiesa e’ piena di frustrati che vogliono dare libero sfogo alle passioni più turpi e infami con la benedizione papale e magari pure l’applauso#

    In genere accade esattamente così: un pastore corrotto non può certo comunicare alle anime il bene che non ha. Inoltre è consequenziale che egli cerchi di “addormentare” la propria coscienza…

    Come se ciò non fosse sufficiente, si tenta di sovvertire direttamente la Dottrina, così che la Chiesa affermi che ciò che era peccato fino a ieri, oggi non lo è più. O, in modo più ambiguo ma in quanto tale più pernicioso: si afferma che il peccato come materia rimane, ma può essere declassato a peccato veniale.

    Se la Madonna medjugorjana afferma che “un numero pure molto grande” (in riferimento al numero di quelli che vanno in Purgatorio) di anime precipita all’Inferno, evidentemente non è così difficile finirci.

    Tutti i cavillatori, tutti i “sillogisti”… che cosa credono?
    Credono forse che, quando si troveranno di fronte al Giudice, Lo potranno rimbambire di chiacchiere?

    Non a caso spesso accade proprio ciò che tu racconti, vale a dire che, quando non si riesce ad avere ragione, si alza la voce, e si scade addirittura nell’insulto. Anche questo modo di fare dà la misura del reale valore di certi individui.

    1. @Adolfo

      “si afferma che il peccato come materia rimane, ma può essere declassato a peccato veniale.”

      Senti Adolfo, qui c’è davvero poco da contestare, sono i Cardinali dei Dubia stessi a confermarlo, con le loro testuali parole

      http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/

      “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

      Perciò non puoi parlarne come se fosse una tesi strampalata.

      “Se la Madonna medjugorjana afferma che “un numero pure molto grande” (in riferimento al numero di quelli che vanno in Purgatorio) di anime precipita all’Inferno, evidentemente non è così difficile finirci.”

      No un momento, la Madonna ha detto che la maggior parte delle anime va in Purgatorio, poi ha detto che “un numero pure molto grande va all’inferno”, il numero sarebbe molto grande anche se fosse solo l’1%, visto che nel solo 2016 sono morte più di 58 milioni di persone (fai due calcoli).

      Non dico che sia solo l’1% eh (anche se secondo me Dio ne salva molti di più di quello che immaginiamo), ma era per precisare.

      Un cattolico, poi, per andare all’inferno deve proprio volerci andare, visti anche tutti gli aiuti del Cielo che abbiamo per ottenere grandi Grazie. Certo, se poi alcuni non ne fanno tesoro e li snobbano (vedere qui http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2017/04/tempi-ultimimisericordia/ , un post che secondo me fa ben capire i piani di Dio per quest’epoca dove la salvezza SEMBRA irraggiungibile) pensando di non averne bisogno o altro allora se la cercano.

    2. @ Adolfo
      Siamo esattamente sulla stessa linea. Molla Marco o don Marco che probabilmente trasuda della stessa foia peccaminosa e lercia della cagne che popolano tanti conventi e curie e lo stesso Vaticano, che è diventata una fogna a cielo aperto. Mi dispiace dover dire queste cose ma è proprio così…
      Con tutti questi sillogismi e arrampicamenti sugli specchi si vogliono addormentare le coscienze, per prima la propria, in modo che nella fogna generalizzata tutte le pantegane possano sguazzare felici.
      Ripeto. Se seguire la Parola di Dio è una così grande fregatura, al punto che si devono trovare mille scappatoie e codicilli per giustificare la sua violazione, allora Dio è un tiranno invidioso della nostra libertà e felicità e Gesù un criminale nazista. Allora la Legge di Dio non è legge di libertà, come dice l’Apostolo Giacomo nella sua Lettera, ma una solenne fregatura. Si cade in una contraddizione mostruosa.
      Ma il piccolo Marco finge di non vedere a cosa porta la sua castroneria e cita e ricita e ripete le sue citazioni, i codicilli, gli accostamenti equivoci, con la sua smania luciferina di negare il peccato. A sentire lui per peccare bisognerebbe fare un atto giurato dal notaio in presenza di testimoni. I modernisti svuotano dall’interno la Dottrina della Chiesa lasciando solo uno scheletro vuoto senza alcun senso. Esattamente come il buffone di bianco vestito che okkupa la Sede in attesa di essere sfrattato dal Principale, che dice ipocritamente di non voler modificare la Dottrina e poi la svuota ad ogni piè sospinto appena apre la sua lurida bocca.
      Ma come diceva il santo Vescovo Fulton Sheen, vero Pastore non come le checche di Satana che pullulano nelle nostre chiese: “c’è a questo mondo una sola cosa peggiore del peccato: negare di essere peccatori”.
      Un forte abbraccio. Stiamo saldi in Cristo!

      1. “Siamo esattamente sulla stessa linea. Molla Marco o don Marco che probabilmente trasuda della stessa foia peccaminosa e lercia della cagne ecc ecc”

        Ti ringrazio per queste gentili parole, Stefano. Posso solo dire che quello che ho esposto è l’insegnamento di sempre della Chiesa, e che io non sono un “don”.

        Gli altri insulti, degni di un malato mentale, li accetto volentieri da te, poiché detti da te sono un grande, immenso complimento. Guai se uno non mi insultasse in questo modo.

        Perciò ti prego di continuare, magari aggiungendone di ancora peggiori, se puoi.

        Ciao e grazie.

      2. Caro Stefano sei un puro di cuore e si sente. Apprezzo molto la tua schiettezza e ti ringrazio per la generosità che dimostri nel sostenere posizioni che sono scomode. Non avremmo bisogno di tanta burocrazia teologica se davvero seguissimo gli insegnamenti di Gesù e invece, purtroppo, tutte queste norme da azzeccagarbugli sembrano fatte apposta dal maligno per ingannare la gente, facendole credere che alla fine la misericordia aggiusta tutto. Invece Gesù ci insegna che la strada che porta alla salvezza è stretta e piena di spine. Gli ingannatori ci presentano un’autostrada con ai lati la pubblicità ingannevole.

  44. @Marco
    #E se invece Dio avesse permesso questa concessione come atto di Misericordia?#

    Dio non contraddice Sé stesso: Gesù nel Vangelo non lascia alcuno spiraglio in merito, e sì che, ogni tanto, qualche caso oggettivamente penoso si verifica.
    Nostro Signore afferma il contrario di quanto tu dici: “per la durezza dei vostri cuori” venne concesso di ripudiare la propria moglie.

    Per la durezza: che è – direi – l’opposto della misericordia.

    Al contrario di quanto ha affermato Bergoglio più di una volta (ossia che Gesù, in quel contesto, NON rispose in merito), Gesù è stato chiaro e secco.

    Perciò la vera misericordia sta nell’allontanarsi da una situazione oggettivamente non buona, e non nel permanere in essa, adducendo le scuse più svariate.

    ***
    #Anche nell’At è stato clemente in tal senso, cosa fa pensare che non debba mai più esserlo verso gli uomini?#

    Come già scrissi pochi giorni fa, ai tempi di Mosè i Sacramenti non c’erano. Oggi ci sono, e sono il risultato degli immensi patimenti di Cristo: dunque le responsabilità dei cattolici crescono in proporzione.

    A chi più è dato (e il valore dei Sacramenti è incalcolabile), più viene richiesto.

    Certo che Gesù è molto più severo di Mosè, diciamo così: ma Egli, coi Sacramenti, ci ha dato tutti gli aiuti, affinché perseveriamo lungo la via del bene.

    Chiaro che, se un’anima tradisce i Sacramenti, si trova priva degli aiuti relativi. E cade, e continua a cadere, con grande facilità.

    ***
    #Ma se uno si confessa sinceramente e viene assolto l’assoluzione è valida, perché il Sacramento della Confessione agisce ex opere operato, cioè è Cristo stesso che perdona. Se Cristo ha voluto, in quest’epoca, che anche queste persone potessero accedere al perdono, chi siamo noi per dirgli “no, non puoi”?#

    Innanzitutto non dire che Cristo ha voluto: semmai lo ha permesso, come disse la Madonna al Cornacchiola. Lo ha permesso, affinché venisse fuori il vero volto di molti pastori… che non hanno a cuore il destino eterno delle anime (altrimenti le richiamerebbero verso la via stretta), bensì i loro biechi interessi e la loro vanagloria.

    La questione, poi, di “confessarsi sinceramente”, fa purtroppo acqua da molte parti.
    Non mi riferisco a quanto hai scritto, che è giusto (ex opere operato, eccetera). Mi riferisco al fatto che molte anime, a causa del loro permanere in peccato grave protratto, accecano la propria coscienza (come insegna il CCC).

    Una volta che la coscienza è accecata, possono benissimo presentarsi al confessore “candide come colombe”, in quanto sono arrivate realmente a convincersi di essere in Grazia… anche se non lo sono affatto.

    In questi casi, ormai numerosissimi, che si può concludere?

    La colpa del confessore non ci sta, perché il confessore normalmente non legge i cuori, e dunque si basa su ciò che racconta il penitente (impenitente).

    La colpa del penitente (impenitente) non ci sta neppure: perché egli è veramente convinto di essere nel giusto.

    Tutto risolto, dunque?
    Niente affatto. La colpa rimane del penitente: il quale, quando ancora la coscienza “funzionava bene”, non l’ha ascoltata, e ha commesso peccati gravi e reiterati… fino ad obnubilare del tutto (in realtà “quasi” del tutto) la voce di Dio che parla nel suo cuore (la coscienza, appunto).

    In casi simili, dire misericordisticamente che “tutto va bene, madama la Marchesa”, serve solo a cristallizzare il cattivo comportamento del penitente.
    Serve invece un forte scuotimento, un forte richiamo: il richiamo alla giustizia e alla necessità della penitenza e della conversione.

    Solo nelle fantasie più sfrenate esiste il pio pensiero che una tale anima peccaminosa “ora non può convertirsi, anche se vuole; si convertirà in futuro”.
    Nella realtà, casi simili si protraggono indefinitamente… e la conversione arriverà… mai.

    ***
    #E io penso proprio che Schönborn parlasse di questo. O hai prove che parlasse dei rapporti carnali omosessuali?#

    Prove?
    Già da alcuni anni il prelatone in oggetto si è scagliato contro certi suoi preti che NON permettevano agli omosessuali di svolgere dei compiti durante la Messa: non certo per ostilità verso tali anime, ma proprio per non indurre in confusione i fedeli.

    La sistematicità con la quale Schönborn ha richiamato i preti “rigoristi” (in realtà sono semplicemente preti fedeli a Cristo e alla Sua Dottrina), è la miglior prova che egli ritenga che i comportamenti invertiti siano cosa buona. Inoltre ho letto più volte (ma purtroppo non trovo i link) che egli l’ha detto chiaro e tondo, che nei rapporti che gridano vendetta a Dio ci sono “semi di bene”. Ovviamente nessun richiamo al fatto che certi peccati gridino vendetta a Dio.
    Anche il mutamento del linguaggio, anche la privazione del vero significato delle parole e delle frasi fanno parte del lavorio dei lupi vestiti da agnelli, che stanno scarnificando questa povera Chiesa attuale.

    Ma, anche se non l’avesse detto, il suo comportamento verso i preti fedeli a Cristo parla ben chiaro. Tempo fa io lo stimavo molto, anche perché non era ostile al fenomeno di Medjugorje (sono rari i prelati-teologi che apprezzano i Doni straordinari di Dio: nella loro “somma teologia”, generalmente ritengono di non averne bisogno); poi la stima è finita nell’immondizia, la prima volta che appresi i fatti di cui sopra, alcuni anni fa.

    ***
    #Se io non considerassi ciò che nel concreto produce non avrei detto di preferire l’interpretazione dei vescovi polacchi, ti pare?#

    Vero. Ti do atto che in questi mesi hai avuto l’umiltà di rivedere, pur parzialmente, certe tue convinzioni. Così come hai compreso che i Cardinali dei dubia erano mossi da amore alla Verità, e non certo da astio verso l’attuale pontefice.

    1. @Adolfo

      “Dio non contraddice Sé stesso: Gesù nel Vangelo non lascia alcuno spiraglio in merito, e sì che, ogni tanto, qualche caso oggettivamente penoso si verifica.
      Nostro Signore afferma il contrario di quanto tu dici: “per la durezza dei vostri cuori” venne concesso di ripudiare la propria moglie.”

      Ma un conto è consentire al ripudio, un conto è perdonare chi è ormai in una situazione senza via di uscita, dove o distrugge tutto oppure non può essere perdonato.

      Perciò Al si situa su un altro piano di quello della concessione del ripudio.

      Solo una precisazione. Tu scrivi

      “Per la durezza: che è – direi – l’opposto della misericordia.”

      Ma infatti quella dell’At è stata Misericordia di Dio verso la durezza di cuore dell’uomo. Pensa che abbiamo Santi Patriarchi poligami, per dire.

      “Perciò la vera misericordia sta nell’allontanarsi da una situazione oggettivamente non buona, e non nel permanere in essa, adducendo le scuse più svariate.”

      Non si tratta di scuse dire che ci sono persone il cui allontanarsi da quella situazione provocherebbe la distruzione della famiglia, con grave danno dei figli. Ha senso imporre crudelmente e sordamente una cosa del genere a chi ha già distrutto la prima famiglia?

      Questa è una attenuante vera, non inventata. Perché agire diversamente in questo caso causa male e sofferenza verso degli innocenti, cioè i figli.

      “Innanzitutto non dire che Cristo ha voluto: semmai lo ha permesso, come disse la Madonna al Cornacchiola. Lo ha permesso, affinché venisse fuori il vero volto di molti pastori… che non hanno a cuore il destino eterno delle anime (altrimenti le richiamerebbero verso la via stretta), bensì i loro biechi interessi e la loro vanagloria.”

      Lo ha permesso ma non certo per dannare le anime. Se i divorziati risposati che si affidano alla Chiesa (e molto spesso non hanno la minima idea di questa situazione caotica) andassero in perdizione a causa della decisione della Chiesa di permettere loro i Sacramenti, avremmo il paradosso che queste persone sono state sviate dalla Chiesa, di cui Cristo è il Capo.

      Non può essere; al massimo se i pastori errano pagheranno loro, non le pecore del gregge. Anche il gestore di quel sito inglese pubblicato l’altro giorno, Onepeterfive, Steve Skojec, disse in una discussione di parecchio tempo fa, che le responsabilità dei divorziati risposati caleranno molto; per ricadere di più su chi li ha sviati.

      “Tutto risolto, dunque?
      Niente affatto. La colpa rimane del penitente: il quale, quando ancora la coscienza “funzionava bene”, non l’ha ascoltata, e ha commesso peccati gravi e reiterati… fino ad obnubilare del tutto (in realtà “quasi” del tutto) la voce di Dio che parla nel suo cuore (la coscienza, appunto).”

      In confessione vengono perdonati anche i peccati di cui non ci si ricorda più e che si tacciono involontariamente, in questo caso il peccato perdonato è quello di aver fatto obnubilare la propria coscienza.

      “Prove?
      Già da alcuni anni il prelatone in oggetto si è scagliato contro certi suoi preti che NON permettevano agli omosessuali di svolgere dei compiti durante la Messa: non certo per ostilità verso tali anime, ma proprio per non indurre in confusione i fedeli.

      La sistematicità con la quale Schönborn ha richiamato i preti “rigoristi” (in realtà sono semplicemente preti fedeli a Cristo e alla Sua Dottrina), è la miglior prova che egli ritenga che i comportamenti invertiti siano cosa buona. Inoltre ho letto più volte (ma purtroppo non trovo i link) che egli l’ha detto chiaro e tondo, che nei rapporti che gridano vendetta a Dio ci sono “semi di bene”. Ovviamente nessun richiamo al fatto che certi peccati gridino vendetta a Dio.”

      Se questo è vero è certamente grave.

      “Vero. Ti do atto che in questi mesi hai avuto l’umiltà di rivedere, pur parzialmente, certe tue convinzioni. Così come hai compreso che i Cardinali dei dubia erano mossi da amore alla Verità, e non certo da astio verso l’attuale pontefice.”

      Io infatti non ho problemi ad ammettere dove sbaglio.

    2. @Adolfo

      Ecco il commento di Steve Skojec a cui facevo riferimento https://onepeterfive.com/paragraph-298-amoris-laetitia-promote-adultery/#comment-2655429271

      Aggiungo una cosa

      “Certo che Gesù è molto più severo di Mosè, diciamo così: ma Egli, coi Sacramenti, ci ha dato tutti gli aiuti, affinché perseveriamo lungo la via del bene.

      Chiaro che, se un’anima tradisce i Sacramenti, si trova priva degli aiuti relativi. E cade, e continua a cadere, con grande facilità.”

      Esatto. Cioè in pratica i divorziati risposati sarebbero lasciati senza l’aiuto dei Sacramenti ma con in più l’imposizione della Legge nuova, più pesante di quella di Mosè.

      Capisci che lasciare queste persone a se stesse è praticamente una condanna, se l’aiuto dei Sacramenti non viene almeno rimpiazzato con quello delle devozioni di cui ho parlato sopra, alle quali Cristo ha legato Grazie potentissime?

      E pensa, alcuni rigoristi non solo dicono che i divorziati risposati devono stare lontani dai Sacramenti, ma li scoraggiano pure dalle devozioni come la Coroncina della Divina Misericordia, dicendo che serve solo se uno è già pentito, che è una cazzata allucinante visto che Cristo ha detto che i sacerdoti debbono consigliarla SPECIALMENTE a chi vive nel peccato come ancora di salvezza certa e di Grazie (tra cui quella del pentimento, necessaria dove ci sia peccato mortale).

      Capisci quello che voglio dire? Il tuo è un rigorismo sano, ma credimi che tanti “rigoristi” sono davvero come ho detto sopra. Mi viene in mente un certo Longino che scriveva su questo blog mesi fa.

      Tornando al discorso dell’anima dalla coscienza obnubilata, aver fatto indurire la propria coscienza è un peccato grave, che viene perdonato in Confessione, come ho detto.

      La Confessione, come ho altresì detto, perdona tutti i peccati mortali, anche quelli che non diciamo, PURCHÉ IL NON DIRLI SIA DOVUTO A DIMENTICANZA INVOLONTARIA (altrimenti è Sacrilegio).

      In questo caso il peccato “dimenticato e perdonato” è proprio quello di aver fatto indurire la propria coscienza, e dalle Grazie della Confessione e del perdono Sacramentale potrà venire nuova vita per quell’anima.

      E se non può accedere ai Sacramenti è importante far conoscere a questi peccatori le devozioni di cui ho parlato. Ad esempio anche la devozione delle Tre Ave Maria (a cui la Madonna ha legato la Grazia della persevefanza finale e della conversione) era una devozione a cui Sant’Alfonso attribuiva la conversione di peccatori ostinati e induriti.

      È importante conoscere queste cose, perché quelli sono doni del Cielo a cui il Cielo stesso ha legato molte Grazie, e sono importanti specie per i cattolici, che sono tenuti ad uno standard piu elevato degli altri.

      1. @ Marco
        Quante belle seghe mentali Marco: dovresti fare l’avvocato dei mafiosi così potresti mandarli tutti in libertà garruli e felici.
        Qualcuno ti ha mai fatto sapere che l’ignoranza può essere colpevole e imputabile? Con tutti i tuoi giochini di dimenticanze “involontarie” ignoranze “incolpevoli” e via ruttando pensi di poter giustificare tutto? E allora, caro il mio azzeccagarbugli da quattro soldi, il dovere di insegnare agli ignoranti e ammonire i peccatori sarebbero non opere di misericordia spirituale ma una enorme cattiveria perché risveglierebbero le coscienze, costringerebbero i peccatori ad essere consapevoli dei propri peccati e farebbero cadere il tuo castello di carte dell’assoluzione per ignoranza o dimenticanza.
        Sei un poveraccio Marco, chiunque tu sia, un povero parolaio che non crede in nulla e vuole assolvere tutti per assolvere se stesso. Sei l’esempio vivente di quel genere di persone di cui parla l’Apostolo Paolo, che con mille astuzie e ragionamneti contorti vogliono trarre il prossimo nell’errore. Poveretto, il Signore ti illumini, mi fai tanta pena!

        1. “Qualcuno ti ha mai fatto sapere che l’ignoranza può essere colpevole e imputabile? Con tutti i tuoi giochini di dimenticanze “involontarie” ignoranze “incolpevoli” e via ruttando pensi di poter giustificare tutto? ”

          Ho semplicemente esposto un fatto, imbecille.

          Aver permesso alla propria coscienza di indurirsi è un peccato, un peccato molto grave, ma che viene perdonato dal Sacramento della Confessione, che perdona anche i peccati di cui non abbiamo più memoria (cosa diversa se omettiamo di confessarli volutamente).

          L’ignoranza non c’entra nulla qui, il Sacramento della Confessione agisce in questo modo.

        2. Quindi non ho fatto altro che esporre la dottrina Cattolica sulla Confessione e consigliare a chi non potesse accostarsi ai Sacramenti di fare tesoro di alcuni “doni” che il Cielo ci ha lasciato per impetrare la Grazia del pentimento, Grazia di cui ha bisogno specie chi è in peccato grave.

          Gli insulti da malato di mente di cui sopra, dove parlando di me dici “probabilmente trasuda della stessa foia peccaminosa e lercia della cagne ecc ecc” mostra che razza di personaggio tu sia.

          Una persona meschina e cattiva, una vera serpe velenosa che si ammanta del nome di Cristo per spargere veleno e immondizia sugli altri.

          Complimenti. Mi verrebbe da risponderti come meriteresti, a tono, ma ho capito che non ne vale la pena. Una merda da qualunque lato la prendi ti sporchi, e non ho intenzione di sporcarmi con te.

          Pregherò per te, piuttosto, perché uno che scrive quelle cose di cui sopra ha seri problemi, o mentali o spirituali.

          1. Stefano non si preoccupi, il miserello multinick non riuscirà a sporcarla, lei ha Parole sincere e autentiche, è capace di SI o NO, tanto noi continuiamo sulla Strada Stretta, le autostrade protestanti lasciamole ai bergogliosi multinick che infestano tutti i blog Cattolici, si sa che dove si difende la Parola di Dio, arriva immediatamente quello che odora di zolfo a portare confusione e zizzania. Dio la Protegga, Stefano.

          2. Ti ringrazio Stefano, pregherò per te, anche se tu per me hai solo veleno e sterco da gettarmi addosso.

            Buona giornata.

    3. Naturalmente anche ciò che ho detto sulla devozione delle tre Ave Maria non me lo sono inventato, vedi qui http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/le%203%20avemaria.htm

      “Molti Santi ne furono propagatori. Sant’ Alfonso Maria de’ Liquori, come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d’inculcare la bella pratica. Voleva che tutti l’adottassero:

      Preti e religiosi, peccatori e anime buone, bambini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e beati redentoristi, fra i quali S. Gerardo Maiella, ne ereditarono lo zelo.

      S. Giovanni Bosco la raccomandava vivamente ai suoi giovani. Anche il beato Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Giovanni B. de Rossi, che .ogni giorno dedicava fino a dieci, dodici ore al ministero delle confessioni, attribuiva alla recita quotidiana delle Tre Ave Maria LA CONVERSONE DI PECCATORI OSTINATI”

      Ho solo sbagliato nel confondere Sant’Alfonso con S. Giovanni B. de Rossi, ma il succo di ciò che ho detto rimane. Purtroppo oggi molti cattolici hanno imbroccato il razionalismo e si privano di questi grandi “regali” che il Cielo ci ha lasciato.

      E

    4. @Adolfo

      Riguardo a questo

      “Non si tratta di scuse dire che ci sono persone il cui allontanarsi da quella situazione provocherebbe la distruzione della famiglia, con grave danno dei figli. Ha senso imporre crudelmente e sordamente una cosa del genere a chi ha già distrutto la prima famiglia?”

      Ti consiglio di leggere questo mio commento http://www.marcotosatti.com/2017/07/14/muller-il-papa-ludienza-unicuiquique-suum-una-lettera-su-bergoglio-di-jose-arturo-quarracino/#comment-18769 a Luigi, dove spiego perché FC84 è una toppa peggiore del buco.

    5. Grazie, quanto scritto rientra precisamente in quanto imparato al corso di introduzione alla teologia frequentato tanti anni fa.

      Quello che mi fa rabbia è che mia nonna, nata nei primi anni del ‘900 in uno sperduto paesino, certe chiare indicazione le conoscesse meglio di me fin dalle elementari, mentre io le avevo apprese solo al corso di cui sopra: l’ignoranza generalizzata ha permesso che la gente finisse per ritenere accettabile ciò che invece finirà col perderla eternamente.

      Se ricordo bene Don Gabriele Amorth definiva l’ignoranza l’ottavo sacramento: se non sai di essere in errore, l’errare non ti potrà essere imputato nall’aldilà; ciò non toglie che le conseguenze dei peccati perdurino, producendo dolore e sofferenza.

      L’aiuto alle persone che si trovano nell’ ignoranza non colpevole consista proprio nel renderle avvertite della gravità dei loro atti e nell’aiutarle a evitarli ( anche la paura dell’inferno ci sta: vedi la Madonna a Fatima ) e non nel cofermarle nell’errore!

      Qui si apre lo spaventoso capitolo della responsabilità di chi queste opere di misericordia ( istruire gli ignoranti e ammonire i peccatori, anche se purtroppo anche le altre opere di misericordia spirituale non si sa più che esistano ) in questi anni ha smesso di praticarle.

      I cattivi pastori dovranno pagare per aver lasciato che, per la loro ignavia, il gregge finisse sfracellato giù per dirupi, quando addirittura non ce lo hanno spinto deliberatamente, dimostrandosi “comprensivi” verso quelle condotte che spalancano le porte della morte eterna.

      Già anni e anni fa il mio professore si era accorto, e ce lo aveva detto, che dalla predicazione erano quasi completamente spariti i Novissimi: morte, giudizio, inferno, paradiso

      Un’ ultima cosa (e la scrivo con dolore) : il fatto che il Cardinale di cui sopra (le stesse sgradevoli, no, vomitevoli posizioni ricordo benissimo di averle rilevate anch’io) fosse favorevole a Medjugorje mi ha spinto riconsiderare più criticamente questo fenomeno.

      Per anni mi confortava il fatto che, almeno lì, venissero riproposti “valori” che sembravano essere svaniti dalla pratica dei cattolici: valori riproposti spesso dall’alto ( GPII ) ma lettera quasi morta per tantissimi preti.

      Adesso invece vedo cose, che prima non consideravo così importanti, che non posso accettare anche se “condite” da indicazioni sicuramente ortodosse.

      Sono diventata molto, molto, molto scettica…

  45. @Marco
    #Aver permesso alla propria coscienza di indurirsi è un peccato, un peccato molto grave, ma che viene perdonato dal Sacramento della Confessione, che perdona anche i peccati di cui non abbiamo più memoria (cosa diversa se omettiamo di confessarli volutamente)#

    Attenzione, però: questo non può certo diventare un lasciapassare, per tutti coloro che, nonostante si confessino regolarmente, continuano nella loro vita peccaminosa.
    La validità della Confessione dipende, fra le altre cose, dal sincero pentimento di chi si confessa, e qui arriviamo all’intoppo: chi è indurito nei peccati, ben difficilmente arriverà a pentirsi. E la prova sta proprio nel fatto che molti di costoro continuano a commettere peccati gravi come se nulla fosse.
    Dunque il “meccanismo” che a te, Marco, pare tanto oliato, in realtà si inceppa in più punti.

    Non basta, in questi casi, essere “formalmente a posto”, ma occorre esserlo “sostanzialmente”, col pentimento e col serio proposito di non più peccare. Oltre che con qualche sacrificio, che funga da riparazione almeno parziale in tutti quei casi in cui non è possibile riparare direttamente ai mali commessi.

    ***
    #Ma un conto è consentire al ripudio, un conto è perdonare chi è ormai in una situazione senza via di uscita, dove o distrugge tutto oppure non può essere perdonato#

    Questa, mi spiace per te e per i cultori dell’AL, è una delle tue (vostre) tante arrampicate sugli specchi. Se volontariamente ci si è ficcati in una situazione di peccato, è ovvio che ci saranno conseguenze negative, comunque la si giri.

    Così come è ovvio che, in casi simili, tu (voi) NON credi (credete) alla Grazia di Dio, che sempre aiuta (in vari modi) chiunque voglia davvero uscire da una situazione di peccato, specie se grave e protratto.

    Il resto sono “chiacchiere da avvocato”. E basta. Nostro Signore MAI ha sostenuto cose del genere: nel Vangelo non c’è alcuno spiraglio in tal senso.

    Ripeto: se certe situazioni a te sembrano “difficili e cattive”, lamentati direttamente con Dio. Il Vangelo non avalla in alcun modo certi tuoi sillogismi.

    Concordo fortemente, invece, con la necessità di praticare almeno qualche buona devozione: la preghiera è di grande aiuto per ottenere da Dio la grazia di uscir fuori da realtà spiritualmente cattive. Una volta usciti, poi, si potrà senz’altro tornare ai Sacramenti.

    DOPO esserne usciti, non certo prima: se si torna “prima”, si aggiungono sacrilegi a peccati gravi.

    ***
    ***
    @Mari
    #I cattivi pastori dovranno pagare per aver lasciato che, per la loro ignavia, il gregge finisse sfracellato giù per dirupi, quando addirittura non ce lo hanno spinto deliberatamente, dimostrandosi “comprensivi” verso quelle condotte che spalancano le porte della morte eterna#

    Esattamente, cara Mari. Questa “ignoranza indotta”, causata dall’ignavia (o peggio, ad esempio dai cattivi comportamenti) dei pastori, rende arduo anche stabilire se una Confessione è valida o meno. Proprio perché le sfaccettature sono tante, e nessun cavillo riuscirà ad appianarle.

    Nel concreto, infatti, molte persone indurite nei peccati, e che si confessano regolarmente, non mutano di uno iota la loro cattiva condotta.

    Ecco perché è saggio attenersi al dato oggettivo: fin quando si pecca in materia grave, non si acceda ai Sacramenti. Così si è certi di non sbagliare, ossia di non commettere sacrilegi.

    ***
    #Un’ ultima cosa (e la scrivo con dolore) : il fatto che il Cardinale di cui sopra (le stesse sgradevoli, no, vomitevoli posizioni ricordo benissimo di averle rilevate anch’io) fosse favorevole a Medjugorje mi ha spinto riconsiderare più criticamente questo fenomeno.
    Per anni mi confortava il fatto che, almeno lì, venissero riproposti “valori” che sembravano essere svaniti dalla pratica dei cattolici: valori riproposti spesso dall’alto ( GPII ) ma lettera quasi morta per tantissimi preti.
    Adesso invece vedo cose, che prima non consideravo così importanti, che non posso accettare anche se “condite” da indicazioni sicuramente ortodosse.
    Sono diventata molto, molto, molto scettica…#

    Purtroppo è così, Mari. Però attenzione a “mescolare” (ma non è certo colpa tua, sia chiaro: tu non fai altro che rilevare una realtà oggettiva) il fenomeno medjugorjano, che è effettivamente buono (ci sono tantissime conversioni, e anche miracoli; inoltre c’è un forte ritorno ai Sacramenti e all’adorazione eucaristica: se si facesse così in molti luoghi del mondo, i castighi che ci attendono sarebbero sicuramente molto mitigati), col cattivo comportamento e col cattivo insegnamento di certi prelati e prelatoni, che pure sono favorevoli a Medjugorje.

    Così come valgono meno di zero – in ambito “contrario” – le esternazioni di Bergoglio, e il suo offensivo richiamo verso la Madre di Dio: la “Postina” che “parla troppo”… e che, secondo l’attuale papa, dovrebbe parlare di meno e NON dare appuntamenti (in realtà, in praticamente tutte le Apparizioni riconosciute dalla Chiesa, la Vergine ha sempre dato appuntamenti ai veggenti di turno: Bergoglio, una volta ancora, mostra la sua crassa ignoranza).

    Mi spiace tantissimo che anche il veggente Ivan sia (per quanto ne so io) molto legato a Schönborn, e almeno indirettamente questo è un avallo al cattivo modo di fare e di insegnare di questo prelatone.

    Così come non mi piacciono i vari elogi al papa regnante, fatti da Mirjana: troppo comodo dire che “tutto va bene”, e che “occorre seguire il papa”, quando è ormai sotto gli occhi di chiunque non sia ideologizzato il fatto che la Chiesa stia sempre più sprofondando. E sprofonda ANCHE grazie a Francesco.

    Ciò però NON significa che il fenomeno Medjugorje sia fasullo. Probabilmente i veggenti (almeno alcuni; ve ne sono altri che stanno più ritirati: pregano molto e parlano poco, e infatti evitano di dire sciocchezze) hanno scelto una via “accondiscendente”, così come, purtroppo, ha fatto p. Livio, coi suoi voltafaccia, le volte in cui ha cacciato persone preparate e oneste come Cavalcoli… e solo perché tali persone avevano semplicemente ripetuto quanto p. Livio andava predicando da anni: ossia che il peccato d’origine ha portato anche molti mali “naturali”, e che la Giustizia richiede pentimento e riparazione.

    Penso che alcuni dei veggenti, così come p. Livio, si siano lasciati andare a “calcoli umani”: ma da questo non verrà del bene. Infatti “se il Signore non costruisce la città, invano si affaticano i costruttori”.

    Le persone citate hanno anch’esse abbandonato il “sì sì, no no” evangelico, almeno in certi casi.

    Ma ripeto: occorre guardare ai tanti e buoni frutti di questi decenni, e che in quel luogo appaia la Vergine è sicuro. Il Maligno, scimmiottatore di Dio, non porta certo le anime al bene.

    Anzi, il fatto che molti personaggi ambigui “girino intorno” a Medjugorje è conseguenza del lavorio del Satanasso, che cerca di screditare un fenomeno realmente buono.

    È buona cosa pregare per i veggenti attuali, sparsi nel mondo: proprio affinché non cedano alla superbia e alla vanagloria, e non scadano in stolti calcoli umani.

    1. @Adolfo

      Inutile ripetersi su cose già dette, quelle che tu chiami cose da avvocato fanno parte della dottrina Cattolica.

      Vedi questo esempio https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/ di questo Santo che era nel vizio ma non era certo in peccato mortale.

      Concordo però con questo

      “Concordo fortemente, invece, con la necessità di praticare almeno qualche buona devozione: la preghiera è di grande aiuto per ottenere da Dio la grazia di uscir fuori da realtà spiritualmente cattive. Una volta usciti, poi, si potrà senz’altro tornare ai Sacramenti.”

      In particolare quelle che ho citato sono state volute dal Cielo specie per aiutare chi è in peccato grave. Di sicuro chi vi si affida non morirà nel peccato e riceverà (se è in peccato mortale) la Grazia della conversione, la cosa più importante.

    2. @ Adolfo
      Sottoscrivo ancora una volta ogni tua parola e invidio la tua costanza nel tener testa ad un parolaio, lassista e rinbergoglionito come Marco, evidente “agente provocatore” bergoglione per mettere una cortina fumogena sul retto agire cristiano con argomenti da leguleio da quattro soldi.
      Il fetore di zolfo dei suoi ragionamenti contorti e sofistici si avverte ad un miglio se si confrontano i suoi “deliramenta” con il nitore dei richiami scritturistici alla radicalità nella lotta al peccato. Valga per tutti il brano della Lettera agli Ebrei: “Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato ” (12,4).
      Mi sembra opportuno, per fugare l’odore nauseante che si avverte in questo blog dopo gli interventi del bergoglione, riprodurre la preghiera che provvidenzialmente ci ha proposto la Liturgia di Domenica scorsa, e che la Chiesa ripete durante tutta questa settimana all’Ufficio delle Letture:
      “O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme”.
      Un abbraccio in Cristo.

      1. Grazie, Stefano.

        Le due citazioni contenute nel tuo commento sono più che appropriate.

        Tutto ciò che tende a giustificare il peccato grave, NON può venire da Dio.

        I cavilli, i sillogismi… lasciamoli a chi ama le tortuosità. E strumentalizzano pure i santi, per confermare le loro tesi.

        Dunque una persona dovrebbe fregarsene, di stare in peccato grave fino alla fine dei suoi giorni… tanto poi può sempre intervenire la conversione…

        Siamo ai limiti del grottesco, oltre che del temerario.

          1. Lo so Stefano, i Fedeli al Signore sono sempre molto provati! Ma davvero ti assicuro le mie Preghiere di vero cuore. E Sia Lodato Gesù Cristo.

    3. La mia esperienza per quanto riguarda le devozioni:
      di devozione in devozione sono quasi riuscita a essere sempre fedele al Rosario completo quotidiano da quasi tre anni (in latino). Inizialmente Medjugorje, che conoscevo fin quasi dall’inizio (primi anni ’80), mi ha sostenuto perchè vi rilevavo gli stessi insegnamenti che sapevo ortodossi (grazie alla nonna!) e alcune devozioni le ho per l’appunto apprese in quel contesto.

      Diciamo che in sintesi la mia storia è questa: occasionalmente coroncina della Misericordia (e novena), occasionalmente Rosario in italiano (quando ero nei pasticci); le 15 orazioni per un anno di S. Brigida (iniziate e interrotte più volte ma alla fine completate) proprio quando, per grazia di Dio, è il caso di dirlo, ho potuto iniziare ad assistere alla S. Messa in latino.

      Ciò che però ho notato, da quando ho potuto frequentare la S. Messa che rispetta la tradizione apostolica, è che prima facevo il proposito di mantenermi costante nella recita quotidiana del Rosario, ma restava una buona intenzione.

      Adesso no, sono costante, tenacemente convinta che, in questi tempi bui, le speranze sono legate a Maria e al Rosario (a Fatima la Madonna era stata chiarissima) … e ho potuto constatare che certo clero, se non apprezza Medjugorje (ed è logico: propone valori che non sono “moderni”), pare considerare Fatima superata, quasi un’incrostazione del passato, da assecondare con poca convinzione.

      E questo è certamente un male… se si fosse mantenuta la chiarezza della dottrina, Medjugorje non sarebbe stata “necessaria” .
      Ora io avverto il rischio molto concreto che se Medjugorje dovesse, anche solo occasionalmente, avvallare situazioni ambigue ( e qualche esempio, Adolfo, l’hai dato tu , ma io ne ho presenti altri) tutti quei cristiani che, proprio riconoscendovi, come avevo fatto io, elementi sani ma “tralasciati” dalla Chiesa per correre dietro al mondo, rischino di inquinare quanto erano riusciti a mantenere dell’ortodossia della fede.
      Come avere una botte di ottimo vino nel quale sono state diluite gocce di un potentissimo veleno.
      Spero di sbagliarmi…

      (risposta ad Adolfo
      luglio 17, 2017 alle 12:15 pm )

      1. @Mari
        #Adesso no, sono costante, tenacemente convinta che, in questi tempi bui, le speranze sono legate a Maria e al Rosario (a Fatima la Madonna era stata chiarissima)#

        Infatti Suor Lucia ebbe modo di ribadire più volte che non c’è problema, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario.
        Con ciò, ovviamente, non si vuol togliere alcunché alla bontà di altre devozioni, che pure godono di Promesse celesti.

        ***
        #e ho potuto constatare che certo clero, se non apprezza Medjugorje (ed è logico: propone valori che non sono “moderni”), pare considerare Fatima superata, quasi un’incrostazione del passato, da assecondare con poca convinzione#

        Questo è verissimo, e l’attuale papa, nella sua visita a Fatima, ha completamente annacquato l’essenza del Messaggio di Maria Ss ai pastorelli.
        Parlare dei Novissimi, della possibilità di dannazione, della necessità del pentimento… non è “adeguato” al nuovo corso della Chiesa.

        ***
        #E questo è certamente un male… se si fosse mantenuta la chiarezza della dottrina, Medjugorje non sarebbe stata “necessaria”#

        Ciò vale per ogni Dono straordinario che viene da Dio.

        In teoria, la Chiesa possiede tutto quanto è necessario per la salvezza delle anime. Purtroppo, e non solo oggi (ma oggi lo vediamo in maniera fin troppo chiara), molti pastori hanno condotto il gregge su pascoli nocivi. Di qui il fatto che i Doni straordinari vengano da Dio moltiplicati, proprio nei periodi “difficili” della storia.

        ===
        Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?

        Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. Perché dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.
        ===

        Il modo più diretto per avere cura delle pecore – quando molta Chiesa rinnega il proprio compito – consiste proprio nell’eleggere alcune anime, e rivelar loro insegnamenti utili dal punto di vista spirituale.
        E non di rado accade che tali anime vengano perseguitate dalla parte marcia della Chiesa, proprio perché ad esse il Signore chiede di additare la via diritta.

        ***
        #Come avere una botte di ottimo vino nel quale sono state diluite gocce di un potentissimo veleno.
        Spero di sbagliarmi… #

        Purtroppo non sbagli: il rischio è concreto, così come sono numerosi gli esempi (non buoni) che si potrebbero segnalare, come anche tu giustamente sottolinei.

        Ciò fa parte della “difettosità” umana e, umanamente parlando, penso che nessuno di noi procederebbe come fa il Signore, il Quale in vari casi “sceglie” anime che poi si rivelano tiepide o addirittura traditrici. E le sceglie anche se – nella Sua Onniscienza – sa che tali anime, da un certo punto in poi, si lasceranno irretire dal Maligno.

        E ciò accade non solo per quanto riguarda le rivelazioni private, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la Chiesa stessa: quanti ministri di Dio rimangono davvero fedeli al loro mandato (che è quello di salvare le anime, e non di disperderle)?

        Al Signore è piaciuto così, nel senso che Lui permette molti mali, per ricavarne dei beni più grandi, e per manifestare la Sua Provvidenza e la Sua Misericordia.

        Ciò non elimina neppure di una virgola, però, le gravi responsabilità di chi, essendo stato beneficato da Dio in varie maniere, non solo non fa fruttare i propri talenti, ma se ne serve per dannare sé stesso e molte altre anime.

        Per questo è necessaria tanta, tanta preghiera: per tutti, e particolarmente per coloro che, a motivo della posizione che occupano, hanno enormi responsabilità di fronte a Dio.

        Tante volte, come è accaduto a Ghiaie (ma gli esempi sono innumerevoli), un Dono di Dio viene quasi distrutto dall’incuranza o dalla malvagità di certi pastori. E il danno compiuto è incalcolabile: perché, più le anime hanno bisogno di richiami verso la via diritta, meno ci si impegna in tal senso. Anzi, ci si impegna per demolire tali richiami.

        1. Caro Adolfo, conosco la storia della apparizioni di Ghiaie da parecchi anni, grazie alle trasmissioni su Radio Maria, di Padre Angelo Maria Tentori ( e Radio Maria è una “creatura” di Medjugorje ).

          Sono certa che, non so quando, non so come, perchè di questi tempi sembra umanamente impossibile, l’apparizione sarà riconosciuta dalla Chiesa: l’aveva detto la Madonna, e nessuna forza malefica lo potrà impedire: potrà forse ritardarlo e fa specie che la piccola veggente sia stata tanto ostinatamente osteggiata da parte della Chiesa (e osteggiata è un blando eufenismo).

          “Sperare contro ogni speranza” è un’assurdità per il mondo ma deve far parte dei convincimenti di cui ogni cattolico deve far tesoro.

          Quindi preghiamo e non perdiamo la speranza: risorgerà la Chiesa e risorgerà la famiglia come Dio l’aveva progettata: tutto è possibile a Dio.

  46. @Luigi9
    #ma, se ci sono figli anche in quella originale, quali figli avranno diritto all’integrità della loro famiglia ???#

    Se si segue la logica illogica dell’AL, “chi più tardi arriva, meglio alloggia”.
    Chi arriva più tardi, ossia i figli di secondo o di terzo letto (o di quarto…).

    Chi è arrivato prima, ossia i figli di primo letto, che “diritto” ha?
    Nessuno, a quanto pare.

    E questa sarebbe giustizia, secondo i misericordisti attuali.

    ***
    #Se si da’ troppa corda al contingente ci si addentra in scenari imprevedibili e senza via d’uscita…#

    Infatti è una bella presa in giro che nell’AL si dica di odiare la casistica… mentre invece la si introduce in modo preponderante. Abnorme.
    Anche questo modo di fare è luciferino, e non viene certo da Dio.

    ***
    #E’ per questo che AL è inopportuna: per mettere delle “toppe perfette” e misericordiose va ad infilarsi in un cul de sac che fa piu’ danni di quanti intende sanare.
    Esattamente come i casi umanissimi utilizzati come grimaldello per introdurre divorzio e legalizzare l’aborto… e ora è disastro#

    Non solo: molti casi utilizzati per “far approvare” l’aborto, erano casi fasulli, montati di sana pianta.
    Anche qui: è il Satanasso che opera, e non certo il Signore.

    Sempre si va a cercare il “caso pietoso”, e non si citano minimamente le famiglie che, con molto sforzo e affidandosi a Dio, rendono praticabili quelle vie che ai misericordisti paiono assolutamente impervie.

    Si cerca di giustificare in tutti i modi i peccatori gravi, in luogo di chiamarli alla conversione. Dopo il pistolotto sulla bellezza della famiglia… si provvede a sdoganare ogni unione peccaminosa (anche quelle invertite): parlando di “semi di bene”, di “impossibilità di prendere certe decisioni”, e via discorrendo.

    La radicalità del Vangelo è completamente scomparsa, in certi documenti papali.

    1. @Adolfo

      Lasciamo perdere i Sacramenti.

      Come ho detto concordo con te che è più prudente negare a queste persone (mi riferisco soprattutto a chi ha un Matrimonio valido alle spalle) i Sacramenti, semplicemente facevo notare che, come hanno detto anche i cardinali, che ho citato diverse volte, possono essere in Grazia in foro interno anche se oggettivamente in peccato in foro esterno, esattamente come quel Santo oppiomane fino alla morte, che non perchè è rimasto oppiomane fino alla morte era in peccato mortale.

      Cito un commentatore intervenuto su Croce-via, che ha ben inquadrato la questione https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/comment-page-1/#comment-32299

      ” Ma lottare contro il proprio peccato non significa appunto rassegnarsi al proprio peccato ” . Questo e` vero. Pero` se San Marco e` stato dichiarato Santo dalla Chiesa significa questo che ESISTE, piaccia a noi e particolarmente a TE o meno, un peccato SENZA ” rassegnazione ” che puo` ripetersi sino alla fine della vita da cui ne noi possiamo liberarci e nemmeno Dio permette che vogliamo liberarci. Forse perche` Dio vuole cosi` mostrare che Lui stesso e l`amore sono piu` grandi della legge. Anche se difatti non bisogna dimenticare che questi 2 campi intercomunicano, resta il fatto che Paolo ricorda che ” l`Amore ” e` l`unica cosa assolutamente eterna. Quando dici che : . NO, la conversione NON e` questo ma ANZITUTTO rivolgersi verso Cristo e la vita con gioia ed una sorta di dimenticanza dell`ombra del male. Questo che tu dici e` la conseguenza dell`allontanarsi dalla conversione. Tale allontanamento anche oggettivo pero` , e ricominciamo cosi` appunto dalla partenza, puo` avvenire come in San Marco senza rassegnazione anzi pregando constantemente come faceva Lui, puo` restare sino alla fine della vita SENZA allontanarsi dall`Amore. Spero che tu un giorno Cristina compia questo passo dove TU capisca che anche tu sei San Marco, anche quando nella fantasia ti sembra di seguire il Vangelo sine glossa.”

      Ed è così, perché quel Santo cinese è la dimostrazione che si può essere nel peccato grave senza per questo aver perso l’amicizia con Dio.

      Perciò ok negare i Sacramenti a queste persone per prudenza. Però molti dovrebbero evitare di giudicare chi è in situazione irregolare, di peccato grave, come se fossero automaticamente in peccato mortale.

      Tutto lì. Puoi essere d’accordo con questo?

      Riguardo alle devozioni penso che siamo d’accordo, chi è nel peccato (che sia mortale o no) deve farne particolarmente tesoro, per impetrare dalla Misericordia divina la Grazia del pentimento (necessario dove ci fosse peccato mortale) e della perseveranza finale.

      Penso che sarai d’accordo anche con questo. Io ad esempio ho fatto le orazioni di Santa Brigida per un anno, e conosco persone che sono in peccato grave (situazione che a me grazie a Dio è stata risparmiata, ed è per questo che mi dispiace quando leggo giudizi temerari; perché chiunque di noi potrebbe esserci) a cui Dio ha dato la Grazia di farle fino alla fine.

      In questi casi di sicuro Dio non verrà meno alla Sua promessa. Anche su questo credo che potremo essere d’accordo.

      Per chi è in peccato grave e non può accostarsi ai Sacramenti sono una tavola di salvezza.

  47. Caro Marco,
    trattandosi di un martire il processo canonico relativo a questo santo quasi sicuramente non ha richiesto il previo esame dell’eroicità delle virtù, perché in questi casi è sufficiente accertare che il candidato agli altari abbia accettato di essere ucciso in odium fidei e che abbia perdonato i suoi assassini. Infatti, il martirio di sangue, se accolto con fede e rassegnazione per amore di Cristo, cancella qualunque peccato (veniale o mortale), nella pena e nella colpa, tant’è che la Chiesa non ritiene di dover aspettare neppure il verificarsi di un miracolo attribuito alla intercessione del candidato.
    Nel caso specifico comunque sono convinto anch’io, come lei, che il martire fosse già in grazia di Dio. La dipendenza dagli oppiacei era certamente una attenuante (in che misura può saperlo solo Dio) ed è probabile che abbia lottato per tutta la vita contro questa sua debolezza pur non vincendola definitivamente. Possiamo ipotizzare che a volte riusciva e a volte no. Agli occhi di Dio conta la lotta sincera contro il peccato, ma non è detto che la vittoria definitiva arrivi, o meglio può sempre accadere che le singole vittorie sulle tentazioni si alternino ad alcune sconfitte.
    Vorrei poi farle notare che in questo contesto nessuno vuole giudicare nessuno. Si discute con lei su quale sia la ricetta giusta per aiutare chi si trova in una situazione oggettiva di peccato grave continuato, perché la virtù della Carità porta il cuore del vero credente a desiderare fermamente la salvezza eterna anche degli altri, non solo la propria.
    Eviti perciò, la prego (glielo dico con cordialità e rispetto), di attribuire etichette di rigoristi e destra e a manca ma piuttosto voglia confrontarsi esclusivamente su quale sia il miglior bene e il giusto aiuto per quelle persone (bene che nella prospettiva cristiana deve premettere la salvezza eterna ad un eventuale benessere terreno).
    Non cada nel giudizio temerario di attribuire sentimenti di odio e pregiudizi (verso i divorziati risposati) a coloro che affermano che in assenza del proposito di continenza è bene non accedere alla comunione per non rischiare il sacrilegio.
    Non commetta lo stesso errore di chi attacca i cattolici (quando costoro invitano gli omosessuali alla conversione e alla castità) parlando di omofobia, cioè di odio e pregiudizio verso gli omosessuali.
    Teme, lei, che esista la divorziati/risposati-fobia?
    🙂

    1. @Dario

      Ma infatti ho ammesso anche io che è più prudente evitare di far accostare ai Sacramenti chi è in peccato grave.

      Però bisognerebbe smetterla con la presunzione che chi è in peccato grave sia necessariamente anche in peccato mortale, presunzione che vedo spesso in vari blogs conservatori.

    2. Tutto questo non toglie che, come io stesso ho ammesso, la cosa più prudente da fare con quelle persone sia escluderle dai Sacramenti.

      Io ho contestato chi afferma che quella sia una prassi irriformabile, perché non lo è, ANCHE SE È MIGLIORE E PIÙ PRUDENTE, e chi afferma che quella gente debba necessariamente essere in peccato mortale. Tutto lì.

      Chiarito questo per me non c’è altro da dire, direi che il discorso è stato già approfondito.

  48. @ Dario
    Bene, benissimo. Il nostro amico non riesce a restare nell’ortodossia anche quando sembra dire cosa giuste e scontate. Certo che i peccatori devono pregare con tutte le possibili devozioni. Anch’io, che sono un grande peccatore ma non ho la sventura di fare i contorsionismi per negarlo o scusare le mie colpe, prego tantissimo e amo fare tante devozioni e la preziosa Liturgia delle Ore. Purtroppo dalle parole del caro Marco queste devozioni appaiono un oppiaceo per addormentare le coscienze e poter continuare a peccare ad libitum, con la falsa sicurezza di essere giustificati da preghiere fatte senza la ferma e fattiva volontà di abbandonare il peccato. Una sorta di “fotti e chiagni”, come dice la saggezza popolare…

    1. @Stefano

      Sbagliato: intendevo dire che tramite quello devozioni potranno avere la Grazia di ottenere il pentimento (necessario qualora fossero in peccato mortale) e la risoluzione per smettere di peccare che ancora, magari, non hanno.

      Già non hanno l’aiuto dei Sacramenti, l’aiuto di alcune devozioni dove Cristo o la Madonna hanno fatto promesse importanti è sicuramente di grande aiuto.

      Da qui

      1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola….(Quaderni…, II, 122)
      2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 – 205)
      3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell’ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell’ultima lotta (Quaderni…, V, 124).
      Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .
      http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

      Se poi volete contestare Cristo stesso o dire che non intendeva dire ciò che ha detto fate pure.

    2. Quindi altroché addormentare le coscienze, semmai proprio per ottenere quella conversione e quella buona volontà che ancora (nell’ipotesi) manca.

      Non servono solo a chi è già pentito quei “regali del Cielo”, ma proprio a chi ancora pentito non è, per far sì che il Signore gli dia la Grazia del pentimento.

      Perchè, qualora non fosse chiaro, anche il pentimento è una Grazia. Non si riceve la Grazia perché ci si è pentiti, al contrario ci si pente perché si è raggiunti dalla Grazia.

      Se il Signore ha voluto fare questo dono soprattutto per chi è nel peccato chi siamo noi per depotenziarlo o per negare le Sue parole?

    3. Ma anche su altre devozioni si può fare lo stesso discorso

      http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/le%203%20avemaria.htm

      “Molti Santi ne furono propagatori. Sant’ Alfonso Maria de’ Liquori, come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d’inculcare la bella pratica. Voleva che tutti l’adottassero:

      Preti e religiosi, peccatori e anime buone, bambini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e beati redentoristi, fra i quali S. Gerardo Maiella, ne ereditarono lo zelo.

      S. Giovanni Bosco la raccomandava vivamente ai suoi giovani. Anche il beato Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Giovanni B. de Rossi, che .ogni giorno dedicava fino a dieci, dodici ore al ministero delle confessioni, attribuiva alla recita quotidiana delle Tre Ave Maria LA CONVERSIONE DI PECCATORI OSTINATI”

      Come vedi nulla di diverso da ciò che dico io. Quelle persone hanno ottenuto, facendo tesoro di questi regali del Cielo (doni di Misericordia, potremmo chiamarli), la Grazia della conversione, non è che prima si sono convertiti da soli e poi ne hanno beneficiato.

      Perciò chi è in peccato grave andrebbe esortato a fare tesoro di questi doni non perché “addormentino la coscienza”, ma perché, se sono in peccato mortale, impetreranno dalla Divina Misericordia la Grazia del pentimento e la Grazia della risoluzione a smettere di peccare.

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