LA CEI, I MIGRANTI, L’8 PER MILLE. “PEZZO GROSSO” RIVELA IL PIANO DI GALANTINO E DEI “LUTERINI” PER LA CHIESA POVERA.

 

Marco Tosatti

Stavo rileggendo quello che aveva detto il presidente della CEI, il card. Bassetti, nell’intervista a Paolo Rodari. Mi ero soffermato sulle “’tre grandi “priorità irrinunciabili’: il lavoro, la famiglia e i migranti”. E devo dire che quei migranti proprio non mi erano andati giù. In che senso una delle “priorità irrinunciabili”? Con tutto quello che abbiamo letto e sentito in questi giorni sugli affari più o meno loschi collegati a questa tratta di persone e così via? A onor del vero il resto del discorso appare sensato quando dice che “Paradossalmente, la sfida più urgente è l’Italia stessa. Bisogna avere la forza, il coraggio e le idee per rimettere a tema l’Italia tutta intera”. Ma i migranti, se non erano un omaggio verbale alle manie del Pontefice che l’ha scelto, pensavo, lasciamo che siano la Bonino e il presidente della Camera con i loro noti interessi nella materia a parlarne. Non avrei scritto niente, comunque, archiviando il tutto fra le usuali disillusioni; quando aprendo la posta, ho visto che mi aveva scritto il Pezzo Grosso. Non su Bassetti; ma parlava di mons. Galantino che è come se. E di migranti. Vi passo la sua lettera, e poi vado qualche giorno a disintossicarmi, davvero.

“Caro Tosatti. Ieri a Roma parlavo con alcuni alti prelati   e commentavo le capacità ed astuzie del team di gesuiti che consiglia/influenza il Papa , ciò nell’intento di comprendere dove si potrebbe arrivare ed in che tempi . Un prelato anziano mi ha illuminato con la sua riflessione , che le trasferisco. Il vero grande artefice della strategia attuale della (ex) chiesa cattolica apostolica romana è il segretario della Cei, mons. Galantino, e il suo ruolo si è chiaramente evidenziato nelle proposte pro – immigrazione, persino in contrapposizione con il Segretario di Stato, proposte che hanno sorpreso (e scandalizzato) mezzo mondo, cattolico e laico. Risultato di queste proposte sarà quasi certamente il crollo dell’8 per mille. Ma come? – vi domanderete – il segretario della Cei non ci aveva pensato che le sue dichiarazioni avrebbero messo a rischio la credibilità della Chiesa e conseguentemente l’8 per mille? E qui sta il mistero. Qualcuno sostiene che sia proprio questa la strategia: far crollare l’8 per mille e rendere così la Chiesa cattolica apostolica romana povera, sul “lastrico”, come si dice. Per mancanza anche di soldi, certo, non solo di fede. E la Chiesa senza un euro prima venderà gli immobili dell’Apsa, poi la Cappella Sistina. Naturalmente non per fare opere di evangelizzazione, ma per assistere gli immigrati. Più immigrati da assistere arrivano, più la Chiesa diventa povera, fino a scomparire. Questo potrebbe essere appunto il vero obiettivo strategico attuale. Da Chiesa apostolica universale di ieri , a Onlus di oggi, a agenzia per l’ambientalismo etico di domani. Neppure Lutero lo avrebbe immaginato. Ma che dico? Lutero ha creato Calvino che ha arricchito il mondo protestante grazie agli effetti della Riforma. Da noi i nostri “ luterini” stanno impoverendo il mondo cattolico Lo stanno impoverendo evangelicamente (di fede) e (materialmente) di soldi”.



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UK: 9 CRISTIANI SU 10 PENSANO CHE IL CRISTIANESIMO SIA MARGINALIZZATO. 7 SU 10: NON SI PUÒ MOSTRARE LA FEDE IN PUBBLICO.

Marco Tosatti

Nove cristiani su dieci in Gran Bretagna ritengono che la loro fede sia marginalizzata nel Paese. Sono risultati di un sondaggio condotto da Premier Christian Communication, di proprietà dal Premier Christian Media Trust, un ente che ha sede a Londra. Il sondaggio è stato condotto su una base di dodicimila persone.

Nel Paese che ha visto la battaglia per la vita – e la speranza – dei genitori di Charlie Gard, conclusasi tragicamente, il 93 per cento dei cristiani che hanno risposto “credono che il cristianesimo sia marginalizzato” in Graan Bretagna, mentre ben il 50 per cento afferma di aver sperimentato delle forme di pregiudizio a causa della sua fede.

Il 53 per cento degli interpellati dicono di essere d’accordo in maniera molto decisa e forte sul fatto che il cristianesimo è marginalizzato, mentre il 40 per cento si dice semplicemente d’accordo sull’esistenza della marginalizzazione.

Questo avviene su uno sfondo di scristianizzazione crescente ogni anno i rapporto fra i cristiani che lasciano la loro fede e quelli che si convertono è di 26 a 1.

Quattro cristiani su cinque di quelli che hanno preso parte al sondaggio crede che “al cristianesimo non viene dato eguale rispetto” a paragone delle altre religioni. Il 26 per cento sostiene di non poter essere aperto per ciò che riguarda la sua fede nel posto di lavoro o in ambienti pubblici. 67 per cento degli interpellati affermano che non è considerato accettabile dalla società che i cristiani condividano la loro fede con altri; e su questo punto solo il 29 per cento non è d’accordo.

I cristiani più giovani sono quelli che dicono di subire più pregiudizi a causa della loro fede. “I risultati choccanti dovrebbero far riflettere tutti sulla necessità di far sì che le persone di fede siano quello che sono senza paura”, affermano gli organizzatori del sondaggio, che non hanno resi noti i metodi di calcolo e il margine di errore del campione.

Peter Kerridge, il resposabile di Premier, ha detto che “è chiaro che la Gran Bretagna non ha quella società liberale e accogliente” che crede di avere, “se non tolleriamo e accettiamo chiunque, compresi i cristiani”.

“Il sondaggio dimostra chiaramente come ci si sente a essere un cristiano ordinario oggi. Questi non sono prelati che parlano, o accademici che fanno teoria, o politici per creare un caso. Questi sono cristiani ordinari che se sentono in maniera schiacciante che la loro fede cristiana è marginalizzata e che come risultato sta diventando sempre più difficile vivere come una persona di fede in Gran Bretagna”.

L’anno scorso un’infermiera cristiana è stata licenziata dal Darent Valley Hospital dopo che un paziente si è lamentato perché si era impegnata in “discussioni non richieste” in cui aveva parlato della sua fede personale e si era offerta di pregare per loro. Quest’anno due predicatori cristiani di strada erano stati multati per aver parlato in uno shopping center a Bristol contro l’omosessualità e l’islam. In seguito il tribunale aveva dato loro ragione. Inoltre un certo numero di scuole cristiane sono state “degradate” dall’ente di controllo Ofsted per il loro insegnamento sull’omosessualità.

Non vi preoccupate, tutto questo succederà presto anche da noi. Sempre che non stia già succedendo, nel silenzio degli episcopoi…



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RVC: LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE DIVENTERANNO CINQUE. E MOLTO ECOLOGICHE E MIGRANTISTE.

Marco Tosatti

Attenti, Stilumcuriali, si avvicina una settimana di vacanza per il vostro anfitrione. Che comincerà più o meno da martedì prossimo; e vi avverto che lascerò il computer a casa, per cercare di staccare veramente. Nel frattempo, posto che le notizie vere sono tutte piuttosto brutte, vi invito a fare se non una risata almeno un sorriso leggendo quello che Romana Vulneratus Curia ha saputo nei suoi colloqui riservati con gli spioni virtuali delle ipotesi di revisione della dottrina cattolica ….

Le sette opere di misericordia corporale erano:

– dar da mangiare agli affamati

– dar da bere agli assetati

– vestire gli ignudi

– alloggiare i pellegrini

– curare gli infermi

– visitare i carcerati

– seppellire i defunti

Le nuove sette opere di misericordia corporale potrebbero ridursi a solo cinque:

– dar da mangiare, bere   e fare l’elemosina agli zingari

– alloggiare, vestire e far lavorare gli immigrati

– curare gli infermi, immigrati giovani e forti. Abbandonare le cure per gli “incurabili” vecchi o neonati.

– liberare i carcerati, tranne quelli detenuti per reati contro l’ambiente e ostacolo alla immigrazione

– cremare i defunti anziché seppellirli, affinché non si inquini il sottosuolo.



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UNA CHIESA È ANCORA UN LUOGO SACRO? I PRETI CHE NE PENSANO? LA BONINO, E UN PICCOLO EPISODIO ALTROVE…

 
Marco Tosatti

Un lettore di Stilum Curiae ci ha mandato una serie di fotografie e una piccola storia. Una compagnia probabilmente amatoriale di teatro-danza organizza con l’appoggio del comune e evidentemente dei responsabili di Chiesa uno spettacolo che ha come palcoscenico il sagrato di una chiesa in provincia di Parma. Il problema è che come backstage viene usata la chiesa stessa; con tutta la libertà che un backstage comporta: comprese ragazze in slip e reggiseno.

E’ un episodio minimo, rispetto ad altri – come far parlare dal presbiterio di una chiesa Emma Bonino, probabilmente la più nota abortista del Paese, convinta adesso dell’aborto come lo era mezzo secolo fa – e probabilmente vissuto con innocenza e ingenuità. Ma, secondo il nostro modesto parere, mette in luce un problema: quale sensibilità esiste nel clero, o in una gran parte di esso verso la sacralità del luogo in cui si svolge ogni giorno, o almeno ogni domenica il sacrificio eucaristico? Una chiesa è solo uno spazio polifunzionale, da utilizzare per ogni scopo, dai concerti in giù? Nei seminari che cosa viene insegnato ai futuri preti, sotto questo aspetto? Un luogo consacrato è realmente vissuto come tale da molti preti? Credo che siano domande non marginali, e che attengono in maniera diretta alla banalizzazione e al degrado della fede nel nostro Paese.

Ecco alcuni brani della lettera del lettore, che ringraziamo di cuore per questa informazione :

“Le immagini (tratte da Facebook e nella qualità possibile) si riferiscono al “dietro le quinte” di uno spettacolo presentato da una compagnia teatrale – amatoriale ritengo – chiamata “Tuttoattaccato”…

Lo spettacolo, tuttavia, ha avuto quale palcoscenico il sagrato della chiesa parrocchiale di Sant’Antonino e la stessa chiesa è stata ritenuta “spazio adatto” per le necessità di trucco e preparazione degli artisti: le immagini che sono allegate lo documentano bene…

Inutile, mi pare, andare ad indagare circa la presenza del Santissimo Sacramento: il problema attiene alla sacralità del luogo e impone serie domande circa la concezione che taluni possono avere di tale sacralità (e qui mi fermo stante l’ampiezza che tale discorso potrebbe sviluppare) e amare e tristi prese d’atto da parte di chi percepisce ed ha un po’ più chiara tale sacralità.

E dico questo anche solamente considerando che, a fianco della facciata della chiesa, c’è l’ingresso agli spazi ed ai locali dell’oratorio, della canonica e dell’asilo parrocchiale e che, pertanto, potevano essere utilizzati come camerino.

Per inciso, in due immagini, si nota, in fondo, in penombra, ben esposta la statua della Beata Vergine del Carmine, patrona di Borgo val di Taro”.

 

QUI SU COMO VARA DE ALMENDRO TROVATE IL TESTO IN SPAGNOLO COMMENTATO DA MONTSE SANMARTÍ

CONTRO IL SATANISMO. NEGATIVO SEMPRE, PERICOLOSO QUALCHE VOLTA. MANSON IN ITALIA, UNA PETIZIONE DI PROTESTA.

Marco Tosatti

Stilum Curiae è lieto di ospitare oggi un articolo di Matteo Orlando, relativo alla tournée del cantante Marilyn Manson, e a una petizione per protestare contro i concerti previsti. Ci siamo chiesti se così facendo non diamo una mano alla pubblicità del personaggio. Ma comunque ci sembra opportuno rendere noto il disagio di molte persone. Ci limitiamo a fare un paio di considerazioni. La prima: nel momento in cui il politically correct sembra ossessionato dalla ricerca degli “hate speech” possibili, stupisce che si permetta l’esibizione anche solo canora di un testimonial principe dell’odio quale è satana. La seconda. Manson è noto per bruciare la Bibbia durante i concerti. Gli consigliamo di essere veramente alternativo e trasgressivo, e di provare a bruciare già che c’è anche un Corano, che di satana parla male assai. E di vedere l’effetto che fa…

Ecco l’articolo:

Sono poco più di 20 mila le persone che, fino al momento in cui scriviamo, hanno firmato una petizione on line (che ha l’obiettivo di raccogliere 50 mila firme) per protestare contro i concerti che ha fatto e farà in Italia (nella cittadina di Villafranca di Verona e nelle città di Roma e Torino) il cantante Marilyn Manson. I promotori dell’iniziativa spiegano che «si tratta di un individuo che durante i suoi concerti è arrivato a bruciare più volte la Bibbia» e che «inneggia a Satana, l’emblema dell’odio per eccellenza». Non è un caso che durante il concerto di Villafranca (una realtà molto ristretta, considerando i suoi circa 35mila abitanti) abbia presentato il suo nuovo album, “Say10”, che si pronuncia seiten, esattamente come la pronuncia della parola Satana in inglese. I promotori informano che questo «“cantante” sostiene posizioni contro la sensibilità delle persone, soprattutto di quelle più giovani» che si vedono proporre un tale «modello diseducativo». Presso il castello scaligero di Villafranca, dove Marilyn Manson si è esibito osannato da giovani vestiti di nero, calze a rete, capelli fluorescenti ecc., diversi cristiani non hanno avuto paura di dimostrare la loro fede. I cattolici del circolo Christus Rex, hanno pregato in segno di riparazione e hanno srotolato un manifesto con la scritta «No al satanismo e ai suoi amici». Anche il noto frate laico palermitano Biagio Conte – che a Palermo ha salvato dalla fame e dalla morte migliaia di siciliani e immigrati, offrendo loro cibo, cure e un tetto – e che sta girando a piedi l’Italia con un saio e una croce di legno sulla spalla, il giorno prima del concerto villafranchese, ha detto di pregare molto ed ha invitato ad accendere un lumino o una candela in casa, per portare la luce contro le tenebre. Lui stesso ha pregato davanti al Castello dove il giorno dopo si è tenuto il concerto in terra veronese. Semplici fedeli di Villafranca e di Pastrengo, che hanno abitato negli Stati Uniti, hanno spiegato chi è «questo signore» che si fa chiamare Marylin Manson (in realtà si chiama Brian Hugh Warner, ma utilizza uno pseudonimo che coniuga il nome dell’attrice Marilyn Monroe con il cognome del serial killer americano Charles Manson). Via cellulare è stato diffuso un messaggio di invito ai credenti a dedicare «due giornate di preghiera e di riparazione per i concerti del satanista Manson» e, si legge nel testo, c’è stato anche l’invito a offrire «Sante Messe in riparazione alle offese contro Gesù e Maria Santissima». Non la pensa così il sindaco di centro-destra di Villafranca di Verona che su Facebook ha scritto: «Trovo aberrante certe prese di posizione contro questo signore, contro l’amministrazione, da persone che ritengono di essere paladini di verità, portatori di sante croci, che pregano per pioggia e tempesta, che raccolgono firme, che fanno sedute di preghiera. A tutte queste persone chiedo umilmente di porre attenzione a questi comportamenti. La mia fede non semina odio, non costruisce muri, non ha paura del diverso. Attenzione a seminare odio, specialmente chi ha responsabilità, non aiuta nessuno. Non accetto che il mondo della mia fede, frequentato quotidianamente dalla mia famiglia la faccia sentire diversa e odiata. Non è giusto. Non trovo giusto confondere valori e ruoli che non devono prevaricare i compiti. Non si entra nella laicità di un comune con l’arroganza, pensando di avere la verità. Secondo punto. Da padre e marito richiamo me stesso e tutti voi al grande compito educativo nei confronti dei nostri figli. Compito in certi momenti difficili per le nostre fragilità umane. Il nostro grande compito è educarli a distinguere il bene e il male, ad essere forti nei valori che gli trasmettiamo, ad affrontare il mondo dove le diversità vanno rispettate e le prevaricazioni combattute con fede religiosa o fede di valori che sia, senza odio, senza violenza ma con la forza dello spirito. Educarli al rispetto degli altri all’impegno e l’esempio all’interno della comunità. Terzo punto. Parla il Sindaco. Attenzione a confondere i valori, dall’imposizione dei valori. La nostra comunità è complessa per le diversità, la forza e le fragilità che ogni giorno è costretta a confrontarsi. Pur da credente integralista (sono contro aborto, divorzio, convivenze, droga, alcol ecc) non mi sono mai permesso di usare il mio ruolo per spingere contro qualcuno… anzi. Dove la scelta politica era amministrativamente e giuridicamente consentita ho sempre approvato progetti e finanziato istituti dove sistema educativo e formativo andasse nella direzione di valori condivisi dalla comunità. Basta guardare i valori economici riconosciuti alle scuole cattoliche, al doposcuola, ai progetti sui bambini in difficoltà e alle famiglie in difficoltà educativa ed economica. Qualche milione di euro che con orgoglio ci pone in testa ai comuni italiani compreso le grandi città. Con il mondo della Chiesa e delle parrocchie ho sempre portato rispetto, partecipazione e condivisione quando mi è stato chiesto. Il sottoscritto e la mia amministrazione non si è mai permessa di dire o entrare nei meriti delle loro scelte. Oggi vedo che invece quel mondo non solo sta spaccando una comunità ma sta pesantemente interferendo e seminando odio. Vi prego fermatevi. Fermatevi non per me ma per tutti quelli che costringete a schierarsi, per tutti quelli che non sanno, per tutti quelli che rischiano di non capire. Chi vuol far politica lo faccia non utilizzando la fede e chi è uomo di fede non faccia politica. Con immutato affetto un abbraccio a tutti». La sezione locale della Lega Nord, attraverso Cesare Festa, segretario del Carroccio villafranchese, ha criticato la scelta del cartellone degli eventi. «Siamo contrari al cantante e all’opinione dell’amministrazione comunale favorevole al concerto. Non si può dire che non si sapeva che tipo di evento è: tutti conoscono Manson. Nulla contro il rock e i concerti. È la persona che non ci piace. E speriamo non abbia altri libri da bruciare. Alla fine, però, faremo due conti su quanto questo concerto porterà in cassa a Villafranca visto che concediamo un castello praticamente gratis e sosteniamo i costi di pulizia delle aree esterne. Altro che pubblicità alla città». Monsignor Giampietro Fasani, del duomo di Villafranca, ha da tempo manifestato all’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Faccioli, la sua contrarietà all’iniziativa. Ma non ha organizzato altre iniziative. «Il consiglio pastorale è sereno e sa individuare il bene anche quando arriva il male – ha dichiarato al giornale locale, L’Arena –. Ho parlato in via privata con gli amministratori ricordando che chi è incaricato a costruire il bene deve anche proporre iniziative positive. Poi il concerto non è illegale, quindi dobbiamo accettare la situazione, senza perdere di vista il perseguimento del bene». Giovanni Biasi, insegnate di lettere in pensione di Povegliano, ha dichiarato che «Manson non è un’artista, ma un personaggio-spettacolo che muove un notevole giro d’affari, alimentato da individui sempre più avidi di bizzarrie e stranezze. Questi accorrono ai suoi concerti condizionati da massaggi che prescindono dalla cultura e dalla morale». E chiede ai politici, agli amministratori e agli intellettuali: «Tutto questo va accettato o combattuto? La vera arte dovrebbe contribuire a migliorare l’uomo e il mondo perché favorisce la riflessione su se stessi e quella che i Greci chiamavano catarsi, purificazione. Quella di Manson non è arte. Nella sua attività non c’è nulla che sia utile all’evoluzione dell’uomo e della società: i suoi comportamenti alimentano la marea del degrado culturale, soprattutto nei più giovani». Anche il coraggioso Vescovo di Verona ha fatto sentire la sua voce prima dello show. Con una lettera da leggere alla comunità locale ha assicurato, scrive il Corriere del Veneto, la sua «vicinanza di pastore e amico» e, nel ringraziare «chi sta pregando», ha definito come «demente ancor prima che sacrilego» Manson, e il suo concerto «un atto di barbarie», qualcosa contro cui «dovrebbero insorgere tutti i cristiani». Purtroppo, è inutile dire che Manson per i suoi tre concerti ha registrato il tutto esaurito!



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HUMANAE VITAE, SMENTITA DELLA SMENTITA? UN GRUPPO DI LAVORO ESISTE. *****BIELLA, BONINO IN CHIESA. IMPEDITO IL DIBATTITO.

Marco Tosatti

Ci sono alcune cose che fanno piacere. L’11 maggio scrivevamo che “In Vaticano indiscrezioni di buona fonte fanno filtrare che il Pontefice sarebbe sul punto di nominare – o avrebbe addirittura già formato – una commissione segreta per esaminare ed eventualmente studiare modifiche alla posizione della Chiesa in tema di contraccezione, così come è stata fissata nel 1968 da Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae. Fu quello l’ultimo documento del genere firmato da papa Montini, e era la formalizzazione di quanto il Concilio Vaticano II aveva elaborato su questo tema. Non abbiamo avuto finora conferme ufficiali dell’esistenza e della composizione di questo organismo; ma un richiesta di conferma, o di smentita, avanzata presso le sedi competenti finora non ha avuto risposta. Il che potrebbe costituire in sé un segnale. Nel senso che se la notizia fosse totalmente infondata non ci vorrebbe molto per dirlo”.

Qualche giorno più tardi il sito cattolico statunitense OnePeterFive riprendeva la notizia, confermandone la solidità. E il 14 giugno il prof. Roberto de Mattei, su Corrispondenza Romana forniva alcuni dettagli. De Mattei scriveva: “Sarà mons. Gilfredo Marengo, docente al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, il coordinatore della commissione nominata da papa Francesco per “reinterpretare”, alla luce della Amoris laetitia, l’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, in occasione del cinquantenario della sua promulgazione, che cadrà il prossimo anno. Le prime indiscrezioni sull’esistenza di questa commissione, ancora “segreta”, riportate dal vaticanista Marco Tosatti, erano di buona fonte. Possiamo confermare che esiste una commissione, composta da mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, dal prof. Philippe Chenaux, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense e da mons. Angelo Maffeis preside dell’Istituto Paolo VI di Brescia. Il coordinatore è mons. Gilfredo Marengo, docente di Antropologia teologica del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II e membro del Comitato Direttivo della rivista CVII-Centro Vaticano II Studi e ricerche”.

Il 4 luglio scorso sul quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, rilasciava un’intervista a Luciano Moia. Scrive oggi su La Nuova Bussola Quotidiana Lorenzo Bertocchi: “Il giornalista impegnatissimo sul fronte del rinnovamento della teologia morale instaurato da Amoris laetitia, chiedeva al prelato se certe «manipolazioni mediatiche» a proposito di ‘una commissione segreta per la “revisione” di Humanae vitae’, l’enciclica di papa Paolo VI sulla contraccezione e l’amore umano, corrispondessero a realtà. Non solo, Moia citava anche un ‘presunto elenco di esperti e di teologi – da Pierangelo Sequeri a Gilfredo Marengo – che sarebbero coinvolti in questo progetto’. E poi la domanda fatidica: ‘C’è qualcosa di vero in tutto questo?’. ‘Proprio nulla’, rispondeva Paglia, anzi ‘è un tempo opportuno perché la Chiesa aiuti tutti a reinventare la forza della generatività mentre il mondo rischia sterilità’.

Due giorni fa Radio Vaticana ospitava un’intervista con mons. Gilfredo Marengo. Nella stessa dichiara che si dichiara che c’è “un gruppo di ricerca sull’Enciclica, in vista del 50° anniversario”. Faceva anche i nomi dei membri del gruppo impegnati nel lavoro: monsignor Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, il prof. Philippe Chenaux, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense e mons. Angelo Maffeis preside dell’Istituto Paolo VI di Brescia. Gli stessi indicati dal prof. de Mattei.

In buona sostanza: confermata la notizia, e anche, se vogliamo, di una certa – chiamiamola così – discrezione dell’esistenza di questo insieme di lavoro. Tanto che né le fonti istituzionali a cui avevamo fatto richiesta a maggio, senza avere risposta, né l’arcivescovo Paglia, che avrebbe modulato in maniera diversa la sua smentita, né il collega Moia, specialista di questi temi per il giornale dei vescovi evidentemente ne erano al corrente. Come dicevamo: sono cose che fanno piacere. E ci confermano nella nostra grande fiducia e rispetto – con sane profonde riserve – verso le smentite ufficiali


LA BONINO IN CHIESA A BIELLA. C’ERA ANCHE SILVIO VIALE. IMPEDITI DOMANDE E INTERVENTI SCOMODI. ALLONTANATO CHI PARLAVA DI ABORTO.

C’era anche Silvio Viale, il noto abortista (“sì, i bambini li frullo”) che ha introdotto in Italia la pillola abortiva RU 486 ieri pomeriggio a Ronco di Cossato nella parrocchia di San Defendente a sentire Emma Bonino dal presbiterio parlava di immigrazione e accoglienza, su invito del parroco, don Mario Marchiori. Ha parlato anche, a favore dell’incontro, il direttore della Caritas diocesana, don Perini. Nel recente passato, negli incontri precedenti, don Perini aveva mostrato un certo favore per le tesi sull’eutanasia. Chi era presente ci dice che gli organizzatori non hanno permesso repliche o dibattito di nessun genere. Il dott. Leandro Aletti, una figura storica dell’antiabortismo italiano, sin dagli anni ’70, ha cominciato a fare una domanda ed è stato subissato di urla di “Vergogna! Vergogna!”. Tutto questo in chiesa; e gli è stato subito tolto il microfono. Un’altra persona, Alberto Cerutti, ha chiesto come mai non sono stati accolti i sei milioni di bambini abortiti grazie alla legge 194, ed è stato subito allontanato dai carabinieri, presenti in chiesa insieme alla polizia e alla Digos.

Ieri il sito “In Terris” ha contattato il vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, che ha dichiarato: ““E’ un’iniziativa autonoma del parroco – ha risposto – ritengo inopportuno il luogo, i contenuti possono essere positivi ma forse era meglio farla in un luogo pubblico di carattere civile. Comunque si lavora non tanto con l’imposizione ma con la persuasione”. C’è da chiedersi perché una risposta così tardiva e inefficace: se davvero l’opinione dell’ordinario era quella, e cioè che il luogo fosse inopportuno, come sembra a molti che pensano che una chiesa non sia semplicemente uno spazio multifunzionale, certamente la diocesi avrebbe potuto trovare un ambito diverso da uno spazio consacrato in cui far parlare la responsabile della soppressione d moltissime vite innocenti.



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UK. GESÙ PUÒ ESSERE GAY, ALLAH NO. MA A PROTESTARE È RIMASTO SOLO UN ATEO FAMOSO. I CRISTIANI? E A RIMINI…

Marco Tosatti

Richard Dawkins ha criticato duramente l’operazione “ipocrita” condotta dalla polizia durante il London Pride, la sfilata per inneggiare allo stile di vita e alle pratiche omosessuali. Il notissimo ateo ha criticato le forze di sicurezza perché hanno obbligato il Concilio degli ex musulmani di Gran Bretagna (CEMB) a far sparire gli striscioni “Allah è gay”, e hanno invece permesso cartelli sui quali era scritto “Gesù è gay”.

Il famoso biologo evoluzionista il 23 luglio scorso ha twittato: “Marcia del gay pride di Londra. La polizia è contenta con gli striscioni ‘Gesù è gay’. Ma ha proibito lo striscione del CEMB ‘Allah è gay’. Ipocrisia del tipo @kpfa”. La Kpfa è una radio che afferma di voler promuovere accoglienza, tolleranza sociale e integrazione.

Il CEMB ha appoggiato la protesta di Dawkins osservando sul suo sito web che la sfilata era “Piena di cartelli che dicevano ‘Dio è gay’, ‘Gesù aveva due padri’, e altri che prendevano in giro la Chiesa, i preti e il papa”. Però quando il CEMB ha alzato lo striscione che diceva “Allah è gay”, la polizia è accorsa subito”per rimuoverli perché provocavano offesa”..

E il CEMB continuava: “Le sole ragioni per cui i nostri striscioni sono considerati ‘provocanti’ è perché la critica dell’islam non è considerata tollerabile, perché c’è una minaccia costante di violenza da parte degli islamisti contro gli ex musulmani, ma anche contro i musulmani dissenzienti per censurarli e farli tacere”.

Subito dopo l’apparizione degli striscioni, la Moschea di East London ha presentato una denuncia formale contro il CEMB, affermando che il gruppo stava “incitando l’odio verso i musulmani”. E la KPFA, la radio basata a Berkeley, California, ha cancellato un programma in cui era prevista la presenza di Dawkins, il 9 agosto, perché l’autore del “L’illusione di Dio” ha usato “linguaggio insultante verso l’islam” . E in una dichiarazione auto-contraddittoria, diceva: “La KPFA non appoggia un linguaggio che può ferire. Mentre appoggiamo enfaticamente una seria libertà di linguaggio, non appoggiamo discorsi di insulti. Ci scusiamo per non aver avuto molto prima una più ampia conoscenza delle vedute di Dawkins”.

Dawkins ha risposto di aver criticato “la tremenda misoginia e omofobia” dell’islam, e l’uccisione degli apostati colpevoli solo di non credere più. “E’ noto che io sono un critico frequente del cristianesimo, e non sono mai stato cancellato da un programma per questo. Perché va bene criticare il cristianesimo e non l’islam?”.

Già, perché?

E dal momento che siamo in tema di offese al cristianesimo, a Gesù e alla fede di tante persone compiute durante le sfilate inneggianti all’omosessualità e alla sodomia, che cosa dobbiamo pensare dei preti e dei vescovi – l’ultimo quello di Rimini – che “prendono le distanze” dai cattolici che organizzano una processione di riparazione e preghiera per quelle offese? Possono rientrare anche loro in quella che Dawkins definisce “ipocrisia stile KPFA”?

 



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RIMINI, SABATO 29 LUGLIO. PROCESSIONE PER RIPARARE PREGANDO AL “SUMMER PRIDE” OMOSESSUALE.

MARCO TOSATTI

Anche a Rimini, dopo Reggio Emilia, Pavia Varese e Milano, oltre a varie città del sud d’Italia, ci sarà una processione e rosario di riparazione per il “Summer Pride”, la sfilata di esaltazione dello stile di vita e delle pratiche omosessuali.

Lo annuncia il Comitato Beata Giovanni Scopelli, lo stesso che aveva organizzato il 3 giugno scorso a Reggio Emilia un’analoga manifestazione per chiedere perdono per il Gay Pride programmato nella città che ha visto la nascita del Tricolore.

Ecco il comunicato della manifestazione di sabato prossimo:

“Dal punto di vista pratico ci eravamo lasciati lo scorso 3 giugno a Reggio Emilia, con una Processione che ha certamente lasciato un segno indelebile nella città emiliana.

Diremo di più: non solo a Reggio risuona ancora il tintinnio di quel turibolo ondeggiante fra le vie delle città, per mondare e riparare, per pregare ed elevare la giusta lode riparatoria a Dio, ma anche in diverse altre città che, sulla sequela di quanto accaduto lì, si sono rimboccate le maniche per organizzare eventi analoghi. Fra queste spiccano certamente Pavia, Varese, Milano e varie città del sud Italia.

Il Comitato “Beata Giovanna Scopelli”, come sappiamo, nasce a Reggio Emilia sopra le spoglie dell’omonima Beata, vergine e carmelitana reggiana. La struttura del Comitato, specialmente dopo la Processione di pubblica riparazione al REpride, non poteva garantire una copertura di portata nazionale, ed è per questo che altri Comitati – se vogliamo di portata minore, ma animati da grande fede e perseveranza – sono andati via via costituendosi singolarmente, pur non mancando mai l’appoggio del riferimento reggiano.

Tuttavia questo non ha implicato la “fine” del nostro Comitato il quale, lasciando la decisione ai suoi oltre 2800 membri, ha mantenuto la sua costituzione garantendo l’impegno laddove possibile.

Ecco perché siamo lieti di annunciare a tutti voi, a poco più di un mese trascorso dall’appuntamento in terra reggiana, una nuova Processione di pubblica riparazione allo scandaloso “Summer Pride” di Rimini, previsto per sabato 29 luglio.

Il Comitato “Beata Giovanna Scopelli” invita perciò tutti a prendere parte all’importante Processione che ancora una volta assume un carattere nazionale, invocando l’aiuto e il fervore che in questi mesi ha animato i tanti cattolici di tutta Italia. Ricordiamo inoltre che il gay pride di Rimini avrà un accento ancora più scandaloso per via del contesto balneare, incitando ancor più allo scandalo collettivo e alle brutture tese alla corruttela delle anime”.

Il comunicato invita tutti, particolarmente i membri del Comitato “Beata Giovanna Scopelli” e degli altri Comitati amici, ad impegnarsi per la massima diffusione di questo appuntamento, iniziando già ora ad organizzarsi per essere presenti il giorno 29 del mese di luglio, alle ore 10:30.

“Tutti siamo chiamati a consolare pubblicamente quel Sacro Cuore trafitto e quella Vergine Santa che piange lagrime amare. Lo dobbiamo come Figli di Dio, lo dobbiamo come membra del Mistico Corpo, lo dobbiamo come cattolici fedeli alla Santa Chiesa”.

Il comunicato invita chi è interessato a partecipare o a spargere la voce a iscriversi al gruppo Facebook del Comitato, e inviti i propri amici.

Come è probabile, la processione si svolgerà nel silenzio del clero e della diocesi, timorosi di urtare qualche sensibilità mondana.



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MONS. SCHNEIDER: CHIESA, CRISI SENZA PRECEDENTI. “DEINFALLIBILIZZARE” IL CONCILIO VATICANO II.

 

MARCO TOSATTI

Con colpevole ritardo – ma ci siamo imposti, salvo casi particolarissimi, di non fare più di un post al giorno – vi offriamo una riflessione del vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, una delle personalità più lucide e coraggiose di cui la Chiesa dispone oggi. E’ un editoriale che è apparso in Rorate Coeli, in inglese, e su un blog italiano, Ultimo Papa. Chi volesse leggerli integralmente è opportuno vada a queste due fonti. Noi presentiamo alcuni passaggi particolarmente interessanti. Scrive mons. Schneider:

“L’attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale del IV secolo, quando l’arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell’episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa. Dobbiamo cercare di affrontare questa attuale situazione da un lato con realismo e, dall’altro, con uno spirito soprannaturale, con un profondo amore per la Chiesa, nostra madre, che soffre la Passione di Cristo a causa di questa tremenda e generalizzata confusione dottrinale, liturgica e pastorale. Dobbiamo rinnovare la nostra fede nel credere che la Chiesa sia nelle mani sicure di Cristo e che Egli intervenga sempre per rinnovare la Chiesa nei momenti in cui la barca della Chiesa sembra che si stia per capovolgere, come è il caso evidente nei giorni nostri”.

Questa frase risuona come un richiamo alle parole che Benedetto XVI ha scritto nel suo ricordo in mortem del card. Meisner.

Continua il vescovo: “Per quanto riguarda l’atteggiamento verso il Concilio Vaticano II, dobbiamo evitare due estremi: un rifiuto completo (come i sedevacantisti e una parte della Società di San Pio X) o una “infallibilizzazione” di tutto ciò di cui il concilio ha parlato” scrive il vescovo, che ricorda come “Il Vaticano II fu una legittima assemblea presieduta dai Papi e dobbiamo mantenere verso questo Concilio un atteggiamento rispettoso. Tuttavia, ciò non significa che ci sia proibito esprimere fondati dubbi o rispettosi suggerimenti di miglioramento su alcuni elementi specifici, sempre basandoci su tutta la tradizione della Chiesa e sul suo costante Magistero”.

Infatti, è costante nella Chiesa una prassi: “Le dichiarazioni dottrinali tradizionali e costanti del Magistero durante un periodo secolare hanno precedenza e costituiscono un criterio di verifica sull’esigenza delle dichiarazioni magistrali posteriori. Le nuove affermazioni del Magistero devono, in linea di principio, essere più esatte e più chiare, ma non dovrebbero mai essere ambigue e apparentemente contrarie alle precedenti dichiarazioni magistrali”.

Ne consegue che eventuali dichiarazioni ambigue del Vaticano II devono essere lette e interpretate secondo le affermazioni di tutta la Tradizione e del costante Magistero della Chiesa.

“In caso di dubbio, le affermazioni del Magistero costante (i Concili precedenti e i documenti dei Papi, il cui contenuto dimostra di essere una tradizione sicura e ripetuta nei secoli sempre nello stesso senso) prevalgono su quelle dichiarazioni, oggettivamente ambigue o nuove del Vaticano II, che difficilmente concordano con specifiche affermazioni del magistero costante e precedente”.

Ne consegue che “Il Vaticano II deve essere visto e ricevuto come è e come veramente fu: un concilio prevalentemente pastorale. Questo concilio non aveva l’intenzione di proporre nuove dottrine o quantomeno di proporle in forma definitiva. Nelle sue dichiarazioni il concilio ha confermato in gran parte la dottrina tradizionale e costante della Chiesa”.

Mons. Schneider ribadisce allora che “Alcune delle nuove affermazioni del Vaticano II (ad esempio collegialità, libertà religiosa, dialogo ecumenico e interreligioso, atteggiamento verso il mondo) non hanno un carattere definitivo e dal momento che apparentemente o veramente non concordano con le dichiarazioni tradizionali e costanti del Magistero, devono essere completate da spiegazioni più esatte e da integrazioni più precise di carattere dottrinale”.

Mons. Schneider ricorda alcuni casi nella storia della Chiesa in cui dichiarazioni di alcuni concili ecumenici sono stati corretti successivamente grazie a un sereno dibattito teologico.

Di conseguenza “Bisogna creare nella Chiesa un clima sereno di discussione dottrinale su quelle affermazioni del Vaticano II, ambigue o che hanno causato interpretazioni erronee. In una discussione così dottrinale non c’è nulla di scandaloso, ma al contrario, può essere un contributo per mantenere e spiegare in modo più sicuro e integrale il deposito della fede immutabile della Chiesa.

Non si deve enfatizzare tanto un certo Concilio, assolutizzandolo o avvicinandolo alla realtà orale (Sacra Tradizione) o scritta (Sacra Scrittura) della Parola di Dio. Il Vaticano II stesso ha giustamente affermato (cfr Verbum Dei, 10) che il Magistero (Papa, Concilio, magistero ordinario e universale) non è al di sopra della Parola di Dio, ma sotto di essa, soggetto ad essa, essendo solo suo servitore (della parola orale di Dio=Tradizione Sacra e della Parola scritta di Dio=Sacra Scrittura).

Da un punto di vista oggettivo, le affermazioni del Magistero (papi e concili) di carattere definitivo hanno più valore e peso rispetto alle dichiarazioni di carattere pastorale, che hanno naturalmente una qualità variabile e temporanea a seconda delle circostanze storiche o che rispondono a Situazioni pastorali di un certo periodo di tempo, come avviene per la maggior parte delle affermazioni del Vaticano II”.

Mons. Schneider elenca i quattro punti fondamentali del Vaticano II: “Il contributo originale e prezioso del Vaticano II consiste nella chiamata universale alla santità di tutti i membri della Chiesa (cap. 5 di Lumen Gentium), nella dottrina sul ruolo centrale della Madonna nella vita della Chiesa (cap. 8 della Lumen Gentium), nell’importanza dei fedeli laici nel mantenere, difendere e promuovere la fede cattolica e nel loro dovere di evangelizzare e santificare le realtà temporali secondo il senso perenne della Chiesa (cap. 4 della Lumen Gentium), nel primato dell’adorazione di Dio nella vita della Chiesa e nella celebrazione della liturgia (Sacrosanctum Concilium , nn 2, 5-10). Il resto si può considerare in una certa misura secondario, temporaneo e, in futuro, probabilmente dimenticabile”.

Ma ecco che cosa è accaduto: “Invece di vivere questi quattro aspetti, una considerevole parte della nomenclatura teologica e amministrativa nella vita della Chiesa ha promosso, negli ultimi 50 anni e promuove ancora oggi ambigue dottrine, pastorali e liturgiche, distorcendo così l’intenzione originaria del Concilio o abusando delle dichiarazioni dottrinali meno chiare o ambigue per creare un’altra chiesa, una chiesa di tipo relativista o protestante”.

E continua: “Il problema della crisi attuale della Chiesa consiste in parte nel fatto che alcune affermazioni del concilio Vaticano II, oggettivamente ambigue o quelle poche dichiarazioni difficilmente concordanti con la costante tradizione magistrale della Chiesa, sono state “infallibilizzate”. In questo modo è stato bloccato un sano dibattito con una correzione necessariamente implicita o tacita. Allo stesso tempo si è dato l’incentivo a creare affermazioni teologiche in contrasto con la tradizione perenne”.

Conclude mons. Schneider: “Dobbiamo liberarci dalle catene dell’assolutizzazione e della totale “infallibilizzazione” del Vaticano II. Dobbiamo agire in un clima di sereno e rispettoso dibattito nel sincero amore per la Chiesa e per la fede immutabile della Chiesa”. Infatti “L’ambiguità nella dottrina della fede e nella sua applicazione concreta (nella liturgia e nella vita pastorale) minaccia l’eterna salvezza delle anime e sarebbe quindi anti-pastorale, poiché l’annuncio della chiarezza e dell’integrità della fede cattolica e la sua fedele applicazione concreta è la volontà esplicita di Dio”.



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