DON MINUTELLA RIMOSSO E SOSPESO A DIVINIS. I FEDELI CHIEDONO SPIEGAZIONI AL VESCOVO: “NON ACCETTEREMO NESSUN NUOVO PARROCO”.

Marco Tosatti

I parrocchiani di don Alessandro Minutella, il sacerdote palermitano critico – in maniera formalmente eccessiva, e imprudente; ma al cuore non si comanda…- degli aspetti più problematici del regno del Pontefice, non ci stanno. Il Consiglio parrocchiale ha scritto al vescovo Lorefice, che ha rimosso don Minutella proibendogli di celebrare, amministrare i sacramenti, predicare e un po’ di altre cose, esprimendogli tutta la sua contrarietà, e affermando che non accetteranno nessun altro parroco. Hanno chiesto al vescovo di venire a spiegare alla base i motivi del provvedimento. e hanno chiesto a don Minutella di non andarsene. Più in basso troverete l’integrale della lettera.

Secondo alcuni parrocchiani, sentiti privatamente, e a parte le motivazioni ufficiali del provvedimento, “In concreto i motivi sono da attribuire al suo non omologarsi al magistero dell’attuale pontefice. Il problema è l’interpretazione di Amoris Laetitia, che per don Alessandro Maria Minutella non legittima la distribuzione di Gesù Eucaristia ai divorziati che vivono in condizione oggettiva di peccato. Don Minutella non fa altro che riaffermare il magistero di Giovanni Paolo II, il Papa della Famiglia – come lo ha definito Bergoglio – ed essendovi mancata chiarezza da parte dello stesso Francesco sulla questionenon avendo risposto ai quattro cardinali – don Minutella si è attenuto alle disposizioni finora chiaramente vigenti in seno alla Chiesa cattolica”.

“E’ una condanna molto dolorosa” ci dice una parrocchiana “che fa trasparire l’esistenza di un vero e proprio regime autoritario di omologazione del pensiero”. Ci sono altri sacerdoti problematici a Palermo (ma in senso “iperprogressista” e gay friendly) e in Italia, che però vengono risparmiati dalla compiacenza degli ecclesiastici, sostengono i fedeli di don Minutella. Mentre invece per il parroco di San Giovanni Bosco sospensioni e anatemi sono stati fulminati rapidamente.

I parrocchiani lamentano poi che a don Minutella sia stata negata “la possibilità di celebrare l’ultima messa pubblicamente insieme ai suoi amati fedeli”. Anche don Leonardo Ricotta, della parrocchia di San Giovanni Bosco, è stato colpito in qualche modo dall’arcivescovo Lorefice, che gli ha ordinato di non tenere più le catechesi del sabato sera su “Radio Domina Nostra”, via facebook, e di astenersi dal tenere conferenze e dichiarazioni di ogni genere. Un’imposizione non facilmente comprensibile, dal momento che don Ricotta ha sempre tenuto un comportamento estremamente prudente.

Ecco la lettera:

A Sua Eccellenza

Corrado Lorefice

Arcivescovo Metropolita di Palermo

A nome di tutti i parrocchiani esprimiamo la nostra vicinanza, il nostro affetto e la nostra solidarietà al Parroco che per diversi anni ci ha amato intensamente, educandoci alla fede, guidandoci spiritualmente e spendendo tutta la sua vita, minuto per minuto, per il bene delle anime di questa Parrocchia.

Il decreto di rimozione dall’ufficio di parroco fatto conoscere a noi oggi ci lascia più che mai smarriti, sbigottiti se non addirittura confusi. Questo è un momento di grande sofferenza per noi come parrocchiani vedere rimuovere forzatamente il nostro amatissimo parroco e padre, don Alessandro Minutella. Senza questo sacerdote alla guida delle nostre anime ci sentiamo veramente smarriti e abbandonati dal nostro vescovo. Siamo come pecore senza il pastore! Lei, Eccellenza, non si è degnato di accogliere il nostro invito a venire nella nostra parrocchia. Ci chiediamo, pertanto, che problemi ha contro di noi – parrocchiani- che cerchiamo di vivere la nostra fede, speranza e carità in Cristo sotto la guida di questo umile, zelante e instancabile pastore delle anime, qual è padre Alessandro?

Questo decreto di rimozione dalla Parrocchia ci risulta privo di fondamenti, in quanto non riscontriamo nessuna cosa di sbagliato o erroneo nell’insegnamento e nel ministero sacerdotale di don Alessandro. Pertanto, questo decreto ci spinge, a ragione, a credere che i motivi siano altri e noi esigiamo che Lei, Sua Eccellenza, debba venire a spiegarci di persona. In spirito di rispetto e obbedienza alla Sua persona, come Vescovo di Palermo, noi sentiamo il bisogno urgente di rivolgerci direttamente a Lei, invitandoLa una volta ancora: che venga personalmente a parlarci come parrocchiani e a spiegarci il motivo per cui rimuove il nostro Parroco, altrimenti consideriamo questa rimozione come problema personale nei confronti di Don Minutella, addirittura motivato dall’antipatia personale o dalle calunnie fatte circolare da parte di alcuni confratelli presbiteri invidiosi e scomodati dal ministero fecondo, solido e consistente del nostro amatissimo parroco, don Alessandro. Questo nostro prete, noi lo riconosciamo come l’unico, coraggioso e disponibile a combattere, difendere, promuovere e propagare la dottrina vera della Chiesa Cattolica in momenti in cui sta dilagando il senso di confusione e di smarrimento nei fedeli.

Eccellenza, rendiamo noto a Lei, in modo inequivocabile, che non accoglieremo volentieri qualsiasi altro parroco senza che Lei venga a darci spiegazioni. Questa richiesta, cioè l’invito a venire nella nostra parrocchia scaturisce dal desiderio unanime dei parrocchiani che si sentono in questo momento in balia di smarrimento e abbandono da parte del Pastore della Diocesi. In tale contesto di visita, sarà Lei, Eccellenza, a rendere noto a noi l’eventuale nomina di un altro parroco alla guida delle nostre anime. Altrimenti, come detto sopra, non accetteremo volentieri che un altro sacerdote venga a prendere possesso della parrocchia. Noi, come comunità cristiana, ci prendiamo pienamente la responsabilità di questa nostra scelta, disobbedendo contestualmente a don Alessandro Minutella che ci ha voluto invitare alla calma. Qui la posta in gioco è il bene delle anime nostre! Non è neanche rispettoso nei nostri confronti – povere anime – vedere umiliare, maltrattare e infliggere di condanna dura un nostro parroco che si è speso senza riserva a servire questa nostra comunità. Le chiediamo, Eccellenza vescovo, di mostrarci un minimo di rispetto e affetto, accogliendo il nostro invito e degnarsi di visitare la nostra parrocchia.

Senza conoscere e ricevere la dimostrazione degli eventuali motivi, noi parrocchiani continueremo a considerare don Alessandro il nostro Pastore. Questo Parroco, il nostro Parroco, è uomo di Dio e si è speso sempre per noi quando tutti ci hanno abbandonati, incluso il Vescovo.

Non permetteremo l’insediamento di un nuovo pastore, perché il nostro c’è legittimamente e fedele al Magistero bimillenario della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Solamente accettando quanto Le chiediamo, dimostrerà il Suo rispetto e la Sua attenzione nei confronti della nostra Parrocchia.

Contestualmente ci rivolgiamo a lei, don Alessandro, a meno che lei non voglia abbandonarci come il Vescovo, e le chiediamo di non lasciarci soli, smarriti in questo momento, fino a quando il Vescovo non giustificherà il Suo provvedimento di rimozione e di condanna verso la sua persona sacerdotale, che noi parrocchiani – possiamo testimoniare – non abbiamo mai visto trattare da “figlio”. In questi anni abbiamo riconosciuto in lei, don Alessandro un pastore, un Padre, che ci ama e ci ha guidato con tutto il cuore. Se lei ci lascia ora, noi siamo abbandonati e smarriti del tutto. Non ci lasci! Resti qui finché il Vescovo spiegherà a noi i motivi. E a Lei, Sua Eccellenza, ricordiamo le Sue rassicurazioni rivolte a un membro del Consiglio Pastorale che le chiedeva se don Alessandro fosse stato eretico o disobbediente. Ebbene, Lei ha risposto di no. E di fronte all’obbedienza del nostro Parroco, vorrà Lei condannarlo nuovamente e strapparlo ai suoi parrocchiani?

Restiamo sgomenti di fronte alla Sua decisione, e ci siamo subito chiesti quale sia il grave errore compiuto dal nostro Parroco per essere dall’oggi al domani rimosso dalla Parrocchia. Ci è stato risposto che il Vescovo ha scritto nel decreto che don Alessandro fa affermazioni gravi nei confronti del Romano Pontefice con un sostanziale rifiuto della dottrina e del Magistero da Lui proposti. Le chiediamo, Monsignor Corrado, quale Magistero? Perché, se ci si riferisce – come pensiamo contestualmente – alla questione della Comunione ai divorziati risposati, proprio visto che il Vescovo Corrado Lorefice insieme a quelli di Sicilia è il primo in Italia che darà la Comunione ai divorziati risposati, sappiamo che, non solo il Papa non si è ancora del tutto apertamente espresso, ma che ci sono eminenti Cardinali sparsi nel mondo, come addirittura intere Conferenze Episcopali – come quella polacca – che hanno detto che non si potrà mai dare la Comunione ai divorziati risposati. Rammentiamo anche le esternazioni del Cardinale Muller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha confermato il Magistero inserito in Familiaris Consortio. E’ suo grave dovere venire a spiegarci se il Magistero precedente a Francesco debba considerarsi smentito.

Inoltre, se il problema è quello relativo all’interpretazione di Amoris Laetitia, prima di essere di don Alessandro, il problema è nostro come fedeli, più che mai oggi confusi e smarriti dalla presa di posizione di questo nuovo Magistero della Chiesa universale e di una grande porzione di Chiesa che, sebbene etichettata come farisei dal cuore duro e ipocriti fondamentalisti cattolici, ha tutto il diritto di avere risposte, non condanne.

La confusione suscitata dall’Esortazione Postsinodale “Amoris Laetitia” è stata sollevata da diverse autorità ecclesiastiche nel mondo, anche illustri cardinali della Chiesa Cattolica, ed è sotto gli occhi di tutto il mondo. Forse l’errore del nostro amato parroco è di essere un povero Cristo che dice la verità, senza i vergognosi compromessi di larga parte della gerarchia..

Perché, allora, prendere di mira questo semplice e umile sacerdote che cerca semplicemente di guidare le sue pecore sulla via della verità e della dottrina sana del Magistero perenne della Chiesa? Il suo decreto di rimozione, oltre che aumentare il nostro dolore, ci lascia veramente del tutto smarriti e umiliati. E che non si tratti di una questione personale che riguardi la moralità o la dottrina o ancora la fedele gestione pastorale della Parrocchia da parte di don Alessandro lo dimostra l’impatto immediatamente mediatico della questione. L’intera Italia segue ora con attenzione la questione. In realtà non è in gioco semplicemente il futuro di don Alessandro o della Parrocchia, ma della stessa Chiesa Cattolica.

Lei, si degni di accogliere il nostro invito se veramente a Lei sta a cuore il bene delle nostre anime. Per ora, noi teniamo qui il nostro Parroco, don Alessandro Minutella che continui a guidarci, ammaestrarci e santificarci come sempre. Egli è fatto per essere chiaramente un simbolo profetico di ciò che comporta oggi difendere il Magistero della famiglia secondo il Vangelo.

Noi andiamo avanti con Maria e Gesù

Palermo, 26 giugno 2017                   Il Consiglio Pastorale, a nome dei parrocchiani

Questo articolo è in spagnolo a questo sito:

http://comovaradealmendro.es/2017/06/don-minutella-alejado-parroquia-suspendido-divinis-los-fieles-piden-explicaciones-al-obispo-no-aceptaremos-ningun-nuevo-parroco/


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375 pensieri su “DON MINUTELLA RIMOSSO E SOSPESO A DIVINIS. I FEDELI CHIEDONO SPIEGAZIONI AL VESCOVO: “NON ACCETTEREMO NESSUN NUOVO PARROCO”.”

  1. Essendo io, purtroppo, non proprio giovanissimo e toscano, ricordo bene il periodo nel quale operava don Milani, oggi riportato alla memoria di tutti, quasi trionfalmente. Ebbene, don Milani, per l’epoca, aveva posizioni dottrinali quasi sfioranti l’eresia e atteggiamenti sferzanti nei confronti della gerarchia. Il vescovo di Firenze certo non lo sospese a divinis, anche se, prudenzialmente, lo “confinò” nell’allora sperduta parrocchia di Barbiana, nel Mugello. Don Minutella non sembra aver messo in discussione alcun dogma di fede, anzi. E allora? Veramente siamo, anche nella Chiesa, schiavi del politicamente corretto?

  2. Essendo di Palermo, purtroppo non posso che confermare ciò che dolorosamente scrivono i parrocchiani di san Giovanni Bosco, che non è la mia parrocchia e che non frequento (faccio notare che don Ricotta è invece arciprete di Villabate), ma per la quale nutro stima e simpatia. Purtroppo in questo periodo il nostro Vescovo Lorefice accoglie personaggi di vario tipo che rivalutano Ario e Lutero, ha attorno a sé preti di vario genere che scrivono su Amoris Laetitia e comunione a divorziati risposati come un diritto imprescindibile ed altre eterodossie o eresie varie… Anche le omelie del Vescovo sono spesso incomprensibili, generiche e a-cattoliche. La vicenda di don Minutella, che i media condannano per il suo carattere irruente, è molto chiara. Don Minutella ha cercato di difendere la buona dottrina cattolica e di essere un buon pastore per le anime che gli erano state affidate, non lesinando le critiche a questa chiesa palermitana ammorbata dal mondo e dalle sue lusinghe. Ne consegue che le buone catechesi sono una colpa, che i richiami alla teologia di San Tommaso sono visti come fumo negli occhi, eccetera… E così si colpisce anche don Ricotta. Non ci resta che piangere e pregare pregare pregare

  3. @wp_7512482
    Dr. Tosatti,
    potrebbe (se non già fatto) verificare con qualche canonista che il decreto sanzionatorio comminato a don Minutella si possa correttamente definire una sospensione “a divinis”?

    Ho ascoltato la lettura integrale di quel decreto e “a divinis” non l’ho sentito. Ho sentito che è stato vietato (a tempo indeterminato) a don Minutella di fare PUBBLICAMENTE tutto o quasi è tipico del ministero sacerdotale.
    Però privatamente, per quanto ho capito, può continuare a celebrare la messa.

    1. Mi aspetto quanto prima una sostituzione di Sarah con Enzo Bianchi
      e di Muller con Mancuso,
      suvvia, diamo spazio ai laici!

      Poi presto arriverà anche la beatificazione di Lutero, don Milani e don Gallo!
      Sacerdoti e Profeti che non hanno il cuore duro e il viso da sott’aceto, e per i quali, di certo, l’obbedienza non è mai stata una virtù…

      1. Ma…quest’obbedienza che segue solo sinchè il Papa concorda con le nostre idee non vi pare un po’ contraddittoria? Io vengo da un movimento ecclesiale tradizionalmente considerato “integralista” ma a me hanno insegnato ad “obbedire-appartenere” alla comunione della Chiesa prima che a singole affermazioni magisteriali.

        1. A me e a te hanno insegnato ad obbedire e questa è la regola della Chiesa. Se il tuo direttore spirituale ti ordinasse di bestemmiare lo faresti? Credo di no e perchè? Perchè significa oltraggiare Dio in modo grave e poi perchè. in questi casi. vale la regola è meglio ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. Bergoglio che oramai tutti riconoscono come eretico e massone opera nella Chiesa ordinando cose che un avverso a Dio potrebbe ordinare. La comunione ai risposati è peccato mortale e peccato di scandalo ed ecco perchè tra i cardinali, vescovi e presbiteri si è creato un forte sbarramento a difesa della fede. Don Minutella è solo un santo sacerdote che sta offrendo il suo martirio impostogli da un prete fatto vescovo da un Bergoglio facente funzione di papa e lo ha fatto in tempo record. Per me su questi tempi di dolore che attraversano la Chiesa o non penetrate la verità o non vi interessa difenderla.

  4. <>, che il popolo di Dio, si scuota da una fin troppa prolungata apatia, e che finalmente, ci si riappropri della fede, speranza e carità, ereditate come gratuito dono per mezzo delle Sacre Scritture e del bimillenario Magistero della Chiesa Cattolica.
    Preghiamo!
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  5. Gentile Sig. Tosatti,
    Per amore di verità va detta una cosa che lei non ha riportato (non essendone, forse, al corrente).

    Su web ci sono video di questo sacerdote dove dice che il Papa non è Papa ma un impostore, il falso profeta e quant’altro di terribile. Non si è limitato, pertanto, ad essere in disaccordo su come attuare Amoris Laetitia. Fosse quello il problema la sospensione a Divinis sarebbe del tutto ingiustificata; al sacerdote basterebbe citare l’attuale presa di posizione, a riguardo, dell’intera Conferenza Episcopale polacca per dimostrare quanto insensata sia una sospensione basata solo su quello.

    Don Minutella, però, è andato molto oltre e nessuno dica che dire certe cose sia giusto e normale o che rientri nel diritto d’espressione o che faccia parte del carettare fumantino della persona; neppure ha senso dire che al cuore non si comanda poiché, allora, potrebbe dire altrettanto un qualsiasi adultero (ho tradito mia moglie perché mi sono innamorato di un’altra e si sa, al cuore non si comanda..)

    Spero che Don Minutella trovi l’umiltà di ammettere di aver esagerato chiedendo perdono.

    Sia Lodato gesù Cristo!

    1. Sono d’accordo con lei!

      Però mi chiedo

      “Perché se un Sacerdote dà dell’impostore al Papa
      è degno di Sospensione a Divinis,
      mentre se un Papa dà la Comunione a chi vive oggettivamente in stato di peccato mortale, contraddicendo e non certo sviluppando tutto il Magistero precedente, ed instillando un meccanismo psico-filosofico di discernimento che salta a piè pari tutta la rivelazione e la tradizione, non viene Sospeso a Divinis? “

      1. @Acchiappaladri

        C’è già un precedente per questo, da quando San Giovanni Paolo II, andando contro quanto sekpre fatto dalla Chiesa in 2000 anni di storia, decise di ammettere ai Sacramenti cattolici gli scismatici acattolici che non vogliono convertirsi. Veda da qui http://www.marcotosatti.com/2017/06/22/bux-crisi-divisioni-apostasia-e-necessaria-una-professione-di-fede-del-papa-come-paolo-vi/#comment-14942 in poi.

        Essere scismatici e rifiutare la comversione non è meno peccato grave che essere adulteri e non cambiare vita.

        San Giovanni Paolo II riconosce però che detti scismatici possono essere in buona Fede (da lì l’ammissione ai Sacramenti dopo discernimento), come Papa Francesco riconosce che esistono adulteri che al momento non sono liberi di cambiare vita nonostante la buona volontà e quindi non sono colpevoli di peccato mortale.

        Rifiutare di convertirsi alla Fede Cattolica è peccato grave contro il primo comandamento, rifiutare di uscire da una situazione di adulterio è peccato grave contro il sesto comandamento.

        Ma sia l’uno che l’altro peccato non è detto che siano sempre peccato mortale.

        Come già detto io concordo con la presa di posizione dei vescovi polacchi essendoci oggi molti sacerdoti inadeguati, che darebbero la Comunione a tutti e assolverebbero tutti, ma dico solo che, per coerenza e giustizia, andrebbe ritirata anche la concessione di GPII sugli scismatici.

        Il punto è che molti non ci sentono da questo orecchio, perché per loro tutto ciò che hanno fatto i Papi immediatamente precedenti a questo è buono e santo, anche se certe decisioni hanno rivoluzionato 2000 anni di pastorale della Chiesa.

        1. I Papi precedenti a chi è stato messo ora in vaticano da poteri forti e calcoli occulti erano chiari e trasparenti nelle loro affermazioni e non andavano AMBIGUAMENTE contro la Dottrina. Con questo approfitto anche per rispondere al signor Edoardo che è tanto affine a lei signor Marco. Io non pensavo male di nessuna persona, specie in ambito ecclesiale, fino all’infausto arrivo del vostro impostore dall’argentina. La sua ambiguità, il suo pensare di poter rimbambire i credenti con arzigogoli e manipolazioni sofistiche della Parola e delle Scritture, rielaborate e riviste ad uso e consumo di lutero e compagnia, mi hanno fatto spalancare gli occhi e le orecchie e resa diffidente. A questo si unisca che sono per il SI SI o NO NO, che non sono capace di camminare con il piede in due o più scarpe, non così sono abile, e credo che dopo sofferte riflessioni ognuno dovrebbe decidere da che parte stare….. vorrei almeno provare a non trovarmi fra i capri anche se la Strada è lunga, quotidiana, stretta e spinosa. Sia Lodato Gesù Cristo e buona giornata sia a Marco che Edoardo.

          1. Io non metto in discussione che San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI fossero, sotto troppi aspetti, molto migliori di Papa Francesco. Questa è una ovvietà, certo che sono stati Papi migliori.

            Il punto che cercavo di illustrare era un altro. Buona giornata Giusy.

          2. ” vorrei almeno provare a non trovarmi fra i capri”

            Questa è un’ottima preoccupazione. Ha fatto i primi cinque sabati del mese che la Madonna ha richiesto? Conosce la promessa che ha fatto a chi li fa?

            Se non li ha ancora fatti le consiglio caldamente di farli, perché purtroppo, a cose normali, non sappiamo in che stato sarà la nostra anima alla fine della nostra vita, perciò è cosa assai saggia fare tesoro di questi “regali” che il Cielo ha voluto farci. Se invece li ha già fatti mi rallegro per la sua anima, e in tal caso la invito ad avere ferma fiducia (che non va confusa con la presunzione), perché Nostro Signore e la Madonna non fanno promesse invano.

            ‘Sia Lodato Gesù Cristo”

            Sempre sia lodato.

          3. La ringrazio carissimo Marco, questo è un ottimo consiglio che accolgo volentieri, ultimamente il lavoro mi sta togliendo molto e devo proprio riprendere questa Santa e sana devozione. Grazie, buona giornata con il Signore😊

          4. Mi fa piacere Giusy, spero davvero che farà quella devozione. È molto importante perché questi sono tempi anticristici ai massimi livelli e la nostra anima è sottoposta a tentazioni mai viste prima nella storia.

            Gianluca Marletta aveva scritto un articolo che condivido appieno sui “regali” del cielo moltiplicatisi negli ultimi secoli, con l’avvicinarsi della fine dei tempi, eccolo http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2017/04/tempi-ultimimisericordia/

        2. @Marco
          non si preoccupi: la sua ripetizione non mi era necessaria e forse non necessitava a molti altri lettori.

          Questa similitudine che è una sua fissazione lei l’ha già esposta più volte:
          almeno un altro lettore le commentò, sintetizzando … grazie, è chiaro, non è convincente.

          E personalmente condivido quello che le scrisse cortesemente quel lettore.

          Per come comprendo io (e altri con me: la verità però non è democratica e quindi in linea di principio lei potrebbe avere ragione anche quando tutto il resto dell’umanità la pensasse diversamente) i fatti che lei cita, Lei si è fatto un film che rende equivalenti dottrinalmente due decisioni papali su situazioni dove ci sono più differenze che similitudini.
          Sembra che lei si sia messo a posto la coscienza ragionando in quel modo: ben per lei. Però secondo me lei si autoinganna su questo specifico punto.

          E per favore non mi scriva più lenzuolate su questo specifico punto: se fosse possibile ritrovarci in un convegno scientifico, con teologi , canonisti e storici ecclesiastici di lunga esperienza e diversi orientamenti per analizzare la sua ipotesi ci verrei volentieri e sarei ben disposto a farmi razionalmente convincere che, opportunamente sviluppata e contestualizzata, la sua ipotesi canonico-teologica sia razionalmente credibile.

          Così come la propone lei non sta in piedi (IMHO).

          Altra sua considerazione di tutt’altra rilevanza è:
          “… Il punto è che molti non ci sentono da questo orecchio, perché per loro tutto ciò che hanno fatto i Papi immediatamente precedenti a questo è buono e santo, anche se certe decisioni hanno rivoluzionato 2000 anni di pastorale della Chiesa.”
          E’ un ovvia verità storica:
          certo che la condivido !!! e mi sa che tutti (o quasi: lo preciso giusto per prudenza statistica) i commentatori che intervengono su questo blog concorderanno che (a cominciare da San Pietro) tutti i papi precedenti a Francesco fecero anche qualche cosa di non-buono e non-santo.
          🙂

          1. “Così come la propone lei non sta in piedi (IMHO).”

            Cioè, in pratica, lei mi dice che ammettere, in alcuni casi, dove ci sono attenuanti che limitano la colpevolezza, alcuni divorziati risposati alla Comunione è sempre e comunque illegittimo, mentre CONTEMPORANEAMENTE sostiene la legittimità di ammettere alla Comunione degli scismatici NON in piena Comunione con Roma e che NON vogliono convertirsi.

            Bah, le chiederei su quale base ma temo che non saprebbe rispondermi, perciò fa nulla.

            Solo una cosa: se lei ritiene che la decisione di GPII sugli scismatici che non vogliono convertirsi sia meno deflagrante di Al, credo che dovrebbe confutare prima questo scritto della FSSPX http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

          2. E comunque, se davvero io mi sarei

            “fatto un film che rende equivalenti dottrinalmente due decisioni papali su situazioni dove ci sono più differenze che similitudini”

            Sarebbe interessante che lei esponesse le differenze. In modo razionale intendo.

      2. @Antonio Radeghieri

        Lei scrive

        “Perché se un Sacerdote dà dell’impostore al Papa
        è degno di Sospensione a Divinis,
        mentre se un Papa dà la Comunione a chi vive oggettivamente in stato di peccato mortale, contraddicendo e non certo sviluppando tutto il Magistero precedente, ed instillando un meccanismo psico-filosofico di discernimento che salta a piè pari tutta la rivelazione e la tradizione, non viene Sospeso a Divinis? “

        C’è già un precedente per questo, da quando San Giovanni Paolo II, andando contro quanto sempre fatto dalla Chiesa in 2000 anni di storia, decise di ammettere ai Sacramenti cattolici gli scismatici acattolici che non vogliono convertirsi. Veda da qui http://www.marcotosatti.com/2017/06/22/bux-crisi-divisioni-apostasia-e-necessaria-una-professione-di-fede-del-papa-come-paolo-vi/#comment-14942 in poi.

        Essere scismatici e rifiutare la comversione non è meno peccato grave che essere adulteri e non cambiare vita.

        San Giovanni Paolo II riconosce però che detti scismatici possono essere in buona Fede (da lì l’ammissione ai Sacramenti dopo discernimento), come Papa Francesco riconosce che esistono adulteri che al momento non sono liberi di cambiare vita nonostante la buona volontà e quindi non sono colpevoli di peccato mortale.

        Rifiutare di convertirsi alla Fede Cattolica è peccato grave contro il primo comandamento, rifiutare di uscire da una situazione di adulterio è peccato grave contro il sesto comandamento.

        Ma sia l’uno che l’altro peccato non è detto che siano sempre peccato mortale.

        Come già detto io concordo con la presa di posizione dei vescovi polacchi essendoci oggi molti sacerdoti inadeguati, che darebbero la Comunione a tutti e assolverebbero tutti, ma dico solo che, per coerenza e giustizia, andrebbe ritirata anche la concessione di GPII sugli scismatici.

        Il punto è che molti non ci sentono da questo orecchio, perché per loro tutto ciò che hanno fatto i Papi immediatamente precedenti a questo è buono e santo, anche se certe decisioni hanno rivoluzionato 2000 anni di pastorale della Chiesa.

        1. Personalmente caro Marco aggiungerei la questione dell’aborto, la quale scomunica latae sententiae era riservata al vescovo, il quale poteva delegare un sacerdote per seguire gli interessati.
          Concedendo tale facoltà a tutti i sacerdoti si corre il rischio reale e non virtuale, che tale atto il quale ricade nel V comandamento possa essere trattato alla stregua di altri peccati minori, in sostanza, si fa perdere la percezione della gravità dell’atto compiuto.
          Vero è, che in teologia morale non esiste una violazione più grave o meno grave, in quanto la violazione di qualsiasi comandamento è un atto grave, ma è anche vero che noi abbiamo una percezione umana della gravità o meno di una violazione della Legge Divina, per cui l’aborto doveva rimanere di competenza del vescovo.
          Concordo sulla tua affermazione ” Il punto è che molti non ci sentono da questo orecchio, perché per loro tutto ciò che hanno fatto i Papi immediatamente precedenti a questo è buono e santo, anche se certe decisioni hanno rivoluzionato 2000 anni di pastorale della Chiesa.”
          La Chiesa non nasce nella “Seconda Pentecoste” come si vorrebbe far credere del CVII, la Chiesa è Apostolica e si protrae (bene o male) fino ai nostri giorni, in ultimo, molti non hanno nessuna conoscenza su ciò che voglia dire “Prassi Ecclesiam” con verità di fede, ma sarà per un altro argomento.

          1. “Concedendo tale facoltà a tutti i sacerdoti si corre il rischio reale e non virtuale, che tale atto il quale ricade nel V comandamento possa essere trattato alla stregua di altri peccati minori, in sostanza, si fa perdere la percezione della gravità dell’atto compiuto.”

            Purtroppo è vero, è un rischio che si corre. Ma mi chiedo: PUÒ essere (la mia è una domanda vera, non retorica) che il Papa volesse “tirare dentro” anche quelle persone che hanno abortito, cercando di incoraggiarle a ritornare a Dio?

            Non lo so, però è vero che forse questa iniziativa potrebbe ottenere l’effetto opposto. Spero di no, comunque.

            “Vero è, che in teologia morale non esiste una violazione più grave o meno grave, in quanto la violazione di qualsiasi comandamento è un atto grave.”

            Esatto. Questo è espresso a chiare lettere già nella lettera di San Giacomo, dove troviamo scritto che

            “chiunque osservi tutta la Legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto” (Gc 2,13)

            San Paolo anche era stato molto chiaro

            ” Siamo forse noi superiori? No! Infatti abbiamo già formulato l’accusa che, Giudei e Greci, tutti sono sotto il dominio del peccato” (Rm 3, 9-10)

            “noi sappiamo che quanto la Legge dice, lo dice per quelli che sono sotto la Legge, di modo che ogni bocca sia chiusa e il mondo intero sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio. Infatti in base alle opere della Legge nessun vivente sarà giustificato davanti a Dio, perché per mezzo della Legge si ha conoscenza del peccato.” (Rm 9,19-20)

            “La Chiesa non nasce nella “Seconda Pentecoste” come si vorrebbe far credere del CVII, la Chiesa è Apostolica e si protrae (bene o male) fino ai nostri giorni”

            Esatto. Nè la Chiesa è nata col CVII (come sostengono i modernisti, che ritengono la Chiesa Costantiniana una usurpazione) nè è finita col CVII (come sostengono molti tradizionalisti).

            La Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica sussisterà fino alla fine dei tempi, per promessa stessa di Cristo.

            “in ultimo, molti non hanno nessuna conoscenza su ciò che voglia dire “Prassi Ecclesiam” con verità di fede”

            Centro perfetto. Spesso i due piani vengono confusi, purtroppo.

          2. @Francesco
            avessi letto prima questo suo commento avrei potuto essere più breve nella mia risposta @Marco ! 🙂

          3. Caro Acchiappaladri,

            Guardi che la risposta di Francesco temo concordi più con me che con lei.
            Specie nell’ultima parte dove dice

            “molti non hanno nessuna conoscenza su ciò che voglia dire “Prassi Ecclesiam” con verità di fede, ma sarà per un altro argomento.”

            Penso che (se ho ben interpretato, ma nel caso non fosse così invito Francesco a correggermi) sia esponendo una cosa che ho già esposto molte volte in questi meandri virtuali, dove affermavo che Al in realtà non tocca alcun dogma irreformabile, pur essendo la sua applicazione certamente discutibile visto il contesto ecclesiale odierno e il “materiale umano” del clero odierno (motivi che mi hanno portato dopo quasi un anno a giudicare più prudente la decisione dei vescovi polacchi).

    2. Edoardo alias Marco suvvia almeno in questa circostanza ci risparmi sermoni! SOLIDARIETÀ TOTALE A DON MINUTELLA e MONS RICOTTA. E basta dittatori e impostori argentini! È ora di reagire!

      1. Gentile Sig.ra Giusy,
        Io non mi chiamo Marco e non mi sono mai firmato tale. Non si offenda per quello che sto per dirle (lo dico con la speranza di farla riflettere) ma si vede che è abituata a pensare male degl’altri. Se la sua convinzione che il Papa sia un impostore è fondata come, secondo lei, io sarei un certo Marco, allora posso dirle solo: CHE DIO L’AIUTI E ABBIA MISERICORDIA DI LEI!

        Sia Lodato Gesù Cristo!

    3. Gent.le Sig. De Franco, quello che dice Don Minutella lo ripete la Madonna da più di 4 secoli. Non le chiedo di credere o seguire le apparizioni mariane non ancora riconosciute ma basterebbe leggere cosa Nostra Signora ha detto a Quito, La Salette, Fatima, Akita, Kibeho (tutte apparizioni riconosciute), le profezie della Beata Anna Katerina Hemmerich, gli scritti di Suor Faustina Kovalska, Don Bosco, San Francesco d’Assisi senza parlare delle apparizioni mariane di Garabandal, Anguera, Itapiranga, Medjugorje (ancora in fase di riconoscimento). Don Alessandro ha semplicemente avuto il coraggio di denunciare quello che è macroscopicamente evidente ma non si può dire perché il regime non lo consente. Meglio dare la comunione ai divorziati ai gay, lesbiche, fare l’aperitivo durante la messa o mettere il distributore automatico di ostie oppure entrare vestito da pagliaccio e in bicicletta. Tutte queste cose sono consentite e non sanzionate perché avvicinano le persone, vero ? Poi avvicinano a cosa non si sa.
      Buona serata.

      1. Che bella testimonianza Fabio, le persone come lei mi aiutano a non tornare al cupo agnosticismo in cui per anni ero caduta. Grazie che Dio vi benedica e vi sostenga. Sia Lodato Gesù Cristo.

      2. Fabio
        ” Meglio dare la comunione ai divorziati ai gay, lesbiche, ”
        Mi sarei aspettato un’argomentazione più consistente, mi dica Fabio, perché non si può dare la comunione ai gay e alle lesbiche (omosessuali)?
        In merito alla spinosa questione dei Digami (usiamo la terminologia giusta) le faccio una domanda la quale rientra nella teologia sistematica, mi dica, cosa vuol dire l’affermazione di Gesù ” In Principio non era così”, perché vede, tutto verte dal comprendere questo “In Principio”
        La leggo con piacere.
        Pax et gaudium

        1. “mi dica Fabio, perché non si può dare la comunione ai gay e alle lesbiche (omosessuali)?”

          Le risponderà: perché la Comunione può essere data solo a chi è in Grazia di Dio.

          Il che è vero. Ma è l’assunzione aprioristica che certe persone siano sempre e comunque in peccato mortale (cioè non in Grazia di Dio) ad essere sbagliata, basterebbe conoscere un minimo di teologia morale, ma anche solo il Catechismo va bene.

          Però secondo certe persone chi commette peccati sessuali è necessariamente in peccato mortale, per queste persone non esistono nè possono esistere atrenuanti che alleviano l’imputabilità.

          Invece ammettere gli scismatici che non vogliono convertirsi alla Fede Cattolica da adulti (peccato oggettivamente grave contro il primo comandamento) va bene, perché questa categoria di peccatori è supposta essere sempre e comunque innocente.

          In pratica mi sembra di aver a che fare con giudici che hanno stabilito che chi appartiene ad una determinata categoria di peccatori è sempre e comunque pienamente imputabile, indipendentemente dalla sua storia personale; mentre chi apparterebbe ad altre categorie di peccatori invece sarebbe sempre (se non sempre quasi ) innocente.

          1. Non è “assunzione prioristica”.
            E’ una realtà.
            Molti battezzati (inclusi Consacrati, Presbiteri ed Episcopi) hanno tendenze omosessuali, non vivono la castità, praticano regolarmente la omosessualità (compresa la abominevole pratica contro natura della sodomia) e soprattutto sono convinti che tale pratica sia moralmente lecita. Ergo: peccano sapendo di peccare.
            Con la “speranza” che possa essere cambiato il Magistero e la Dottrina.
            Ma chi potrà osare di rendere moralmente lecita la sodomia?

          2. È una assunzione aprioristica perché sebbene certi peccati siano sempre materialmente gravi la colpa soggettiva non sempre lo è.

            Sui divorziati risposati

            È stata data una buona risposta, qui, http://www.lastampa.it/2017/06/27/vaticaninsider/ita/vaticano/lettera-aperta-ai-quattro-cardinali-dei-dubia-sbeDknw2fynbz4fkX2QpzO/pagina.html , in accordo col Catechismo della Chiesa Cattolica, da parte

            “Al n. 305, Papa Francesco afferma l’esistenza di un peccato oggettivamente grave – definendolo «una situazione oggettiva di peccato» – tuttavia sceglie di affrontarla in relazione all’aspetto più importante della colpa soggettiva, così come aveva fatto la Congregazione per la Dottrina della Fede sotto il cardinale Joseph Ratzinger. Vorrei richiamare la vostra attenzione sui numerosi documenti chiave in cui questo concetto viene spiegato: La norma morale di Humanae Vitae e Il compito pastorale, Homosexualitatis problema, e Persona humana. In ogni caso, si può affermare che Papa Francesco non ha cambiato il magistero sul peccato grave.

            Eminenze, un’attenta lettura di Amoris laetitia rivela tutto quello che avete chiesto nei “dubia”:

            1) Gli insegnamenti sull’indissolubilità del matrimonio rimangono.

            2) Ogni persona deve sforzarsi di seguire gli insegnamenti morali della Chiesa.

            3) Il divorzio è un male e l’adulterio è sempre male. Anche se la colpa può essere ridotta o cancellata del tutto.

            4) Le coscienze devono essere formate. Nessuna parte del testo può indurre chicchessia a giungere alla conclusione di poter fare come meglio crede.

            5) In nessun modo Papa Francesco suggerisce che le unioni irregolari siano un’opzione alternativa “buona” al matrimonio originale. Tuttavia, non si può negare l’opera della grazia in atto in alcune di queste unioni.

            Quindi, ciò che rimane è un disaccordo con il cambiamento apportato dal Papa in merito alla disciplina dei sacramenti. Papa Francesco ha forse cambiato la dottrina? No. È piuttosto chiaro che coloro i quali mostrano una situazione irregolare debbano essere convertiti. E anche se non lo dice, il presupposto è che queste anime si siano verosimilmente macchiate di peccato mortale.

            Se il Papa stesse predicando una falsa misericordia, avrebbe accolto qualunque persona divorziata e risposata a ricevere il Signore, indipendentemente dallo stato spirituale. Al contrario, l’interesse del Papa e la sua preoccupazione pastorale sono per quelle anime che amano profondamente il Signore, ma si trovano in una situazione estremamente difficile; e per questo mi sento di dire che Francesco è un Papa molto coraggioso, inviato dallo Spirito Santo in questa epoca anche per affrontare la realtà di una Chiesa e un mondo feriti che non possono essere abbandonati.

            Per quanto riguarda la richiesta di Giovanni Paolo II di «vivere come fratello e sorella», il realismo ci dice che questa situazione ideale non sempre è possibile. Ricordiamo il magnorum est di Papa Gregorio II, che afferma quanto questo sia possibile solo in caso di grande virtù morale. Tuttavia, anche nel caso di un completo fallimento in tal senso, l’autentica teologia morale ci dice che la colpa può essere minima o addirittura inesistente: «L’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore» (Sam 16,7). “

          3. E comunque, Cosimo, è stato lei a tirare fuori la sodomia, io non ho parlato della sodomia.

            Riguardo alla sodomia ci sono certamente sodomiti del tutto colpevoli, ma altrettanto certamente non credo lo siano tutti allo stesso modo.

          4. E così date il benservito anche al Grande San Paolo proprio il giorno della Sua Ricorrenza. Questo blog sta diventando illeggibile. Con rispetto per tutto ma il tutto ha anche un limite.

          5. Che caspita c’entra San Paolo? È l’insegnamento morale di sempre, tradizionale, della Chiesa, che non sempre un peccato grave è anche peccato mortale.

            Non capisco cosa ci sia di ambiguo.

            Perché un peccato sia mortale occorre la materia grave (nei peccati sessuali questa c’è sempre perché “in re venerea non datur parvitas materia”) piena avvertenza (cioè sapere che è peccato grave) e deliberato consenso (cioè essere liberi di commetterlo come non commetterlo senza nuove colpe verso innocenti).

            La questione dei divorziati risposati cattolici attiene soprattutto al deliberato consenso, visto che spesso si vengono a creare situazioni che tolgono la libertà di agire diversamente.

            E, per inciso, se non si ammette ció (e cioè che non è detto che ogni duvorziato risposato sia ipso facto in peccato mortale) diventa ancora più assurda la concessione di GPII di ammettere alla Comunione gli scismatici ortodossi che non vogliono convertirsi, visto che oltre che scismatici spesso sono anche adulteri con tanto di benedizione della loro Chiesa.

            Perciò rispedisco al mittente qualsivoglia accusa di dare il benservito a chicchessia, tanto meno a San Paolo.

            È dotrrina di sempre della Chiesa che per il peccato mortale non basta l’aspetto oggettivo (l’atto) ma servono anche aspetti soggettivi (piena avvertenza e libertà di agire o non agire) che se sono presenti in un peccatore possono non esserci in un altro peccatore.

            Non è assolutamente nulla di nuovo.

          6. A meno che questo paragrafo del Catechismo sulla prostituzione, dove viene detto esattamente ciò che ho detto io

            2355 “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.”

            Non sia stato scritto anch’esso dal Bergoglio.

            Il quale avrebbe dovuto scrivere anche questo

            1735 “L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali.”

            E questo

            1862 Si commette un peccato VENIALE quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso.”

          7. Questo, da capo, significa forse che io approvi incondizionatamente l’interpretazione di Al data dal Papa? No, ma non perché sia sbagliata dottrinalmente, ma perché non è prudente dato il clero che abbiamo, un clero intriso, questo si, di idee di falsa misericordia, con sacerdoti che assolverebbero tutti senza manco verificare se davvero vi siano attenuanti.

            Perciò, per questo motivo, ritengo più prudente l’interpretazione dei Vescovi polacchi.

            La differenza è nel MOTIVO che mi ha portato a ritenerla più prudente:

            1) io la ritengo più prudente perché il clero odierno è inadeguato ad operare il discernimento chiesto da Al su pubblici peccatori;

            2) altri la ritengono l’unica via percorribile perché nella loro limitatissima visione si sono convinti che certe persone siano necessariamente, sempre e comunque, indiscutibilmente e inappellabilmente, in stato di peccato mortale, indipendentemente dalla loro storia e dalle circostanze personali che stanno affrontando.

            La visione numero 2 è una visione che non c’entra nulla col cattolicesimo; c’entra solo con una visione limitata e parziale del medesimo, come ho dimostrato citando il nuovo Catechismo di San Giovanni Paolo II.

          8. Grazie Marco, mi hai evitato di rispondere, ovviamente attendo da Fabio la risposta sulla mia domanda riguardante il “In Principio non era così”.

            Un suggerimento che mi sento di dare sia a me che agli altri (ma chi sono io per darlo? :-)) è quello di scavare nella sacra scrittura, non soffermandosi solo sulla superficie, più si scava e più emergono tesori, studiare la storia della Chiesa, nata in “Divenire” e non in “Divenuta”, molte cose si comprenderebbero meglio e soprattutto non si rimarrebbe imbrigliati nelle gabbie giuridiche alla stregua dei Farisei.

          9. Concordo in toto, Francesco.

            Io sull’argomento, dal punto di vista meramente dottrinale (cioè senza tirare in ballo l’opportunità di applicare Al col clero che abbiamo, che è una cosa diversa dalla sua correttezza dottrinale), condivido integralmente queste parole del teologo domenicano (e tomista, come il sottoscritto) Padre Giovanni Cavalcoli, scritte ben prima dell’uscita di Amoris Laetitia http://isoladipatmos.com/i-divorziati-risposati-e-quei-teologi-che-strumentalizzano-la-familiaris-consortio-di-san-giovanni-paolo-ii/

            “La Familiaris consortio, appunto perché tocca solo il foro esterno, non sfiora neppure la questione in esame, caratteristica del foro interno, ossia della condizione o dello stato o del dinamismo interiore della volontà dei conviventi e lascia quindi aperta la porta alla legittimità della discussione in atto nel Sinodo, se, in certi casi gravi, ben precisati e circostanziati, con forti scusanti, i divorziati possano o non possono accedere ai Sacramenti.

            Giovanni Paolo II si limita a ribadire la norma vigente, espressione di un’antichissima tradizione, sia pur corredandola di alti motivi teologici. Ma trattandosi di norma certo fondata sul dogma, ma NON NECESSARIAMENTE CONNESSA CON ESSO, questo insegnamento del Papa NON È da considerarsi IMMUTABILE, come non lo sono generalmente le norme positive, giuridiche e pastorali della Chiesa, senza che ciò comporti un insulto al dogma sul quale si basano. Infatti, un medesimo principio morale PUO AVERE DIVERSE APPLICAZIONI. Non sarebbe saggio né prudente attaccarsi ostinatamente ad una sola delle possibili applicazioni, per il semplice fatto che essa si fonda su di un valore assoluto, il quale, viceversa, ammette una pluralità di diverse applicazioni, salvo restando il principio.

            Ora, il timore di alcuni che un mutamento della disciplina vigente possa intaccare il dogma, È INFONDATO, perché l’attuale normativa non è così connessa al dogma come fosse la conclusione di un sillogismo dimostrativo, dove la premessa sarebbe il dogma; ma la detta normativa ha solo una connessione di convenienza col dogma, tale da ammettere anche altre possibili conclusioni. Similmente, dal proposto di vivere cristianamente ― valore assoluto ed irrinunciabile ― non discende necessariamente soltanto la vita laicale, come credeva Lutero, ma può scaturire anche la scelta sacerdotale o religiosa.”

        2. E a quello che ho già detto aggiungo: basterebbe vedere il comportamento di Gesù con l’adultera e confrontarlo con quello della peccatrice del Vangelo di Luca.

          Entrambe queste donne erano pubbliche peccatrici, eppure il Suo comportamento fu molto diverso, non le trattò allo stesso modo.

          Forse perché la loro colpevolezza personale per il peccato commesso non era la medesima?

          Ai posteri l’ardua sentenza.

          1. la sodomia Marco, la sodomia.
            lascia stare quegli adulteri sporcaccioni che vorrebbero pure vivere nel peccato e la benedizione della Chiesa.

            La sodomia.
            La perversa sodomia.
            Praticata da molti preti.
            In modo conserziente e consapevole.
            Fra di loro.
            Ma anche con altri.
            Anche su giovanotti
            Anche su minori.

            La sodomia, schifosa sodomia.
            La sodomia Marco.
            Altro che “amore”.

          2. “lascia stare quegli adulteri sporcaccioni che vorrebbero pure vivere nel peccato e la benedizione della Chiesa.”

            Con questo lei si qualifica come imbecille, perché non tutti coloro che sono in questa situazione sono degli “adulteri sporcaccioni”, vi sono anche persone che soffrono ma che, per la situazione che si è creata, non possono uscirne senza distruggere altre vite.

            Lei è un cretino.

            Il fatto che la sodomia sia un grave problema nel clero odierno, però, è per l’appunto un fatto, che andrebbe risolto.

          3. Aggiungo a quanto scritto che molti nuovi matrimoni poi non sono nemmeno adulterio perché il primo Matrimonio era nullo, essendo stato celebrato escludendo uno dei beni del Matrimonio (quello che viene escluso più spesso è il Bonum Sacramenti).

            Perciò molto spesso persone bollate come “adultere” in realtà non lo sono affatto, come dimostrato dall’esorbitante numero di annullamenti concesso, cosa impensabile un tempo, dove ci si sposava accettando, consciamente oppure no, i beni del Matrimonio.

    4. Infatti, don Minutella pur avendo ragione nella sostanza ha sbagliato nella forma, primo, perché l’autorità ecclesiastica in quanto istituzione si deve rispetto (ma questo vale per ogni persona), di conseguenza non può rivolgersi al Papa con una terminologia la quale è per sua natura errata ” Date ragione della vostra speranza con mitezza e profondo rispetto”, questo si doveva fare ma non ha fatto.
      Secondo, don Minutella dimentica che che al potere vi è una neo-chiesa, la quale è insofferente alla fede Cattolica e non si fa scrupolo di mettere a tacere coloro che non si allineano con il nuovo corso, se ciò è stato fatto per vescovi e cardinali cosa avverrà ad un povero prete?, in questo caso ha mancato di prudenza, di cautela.
      Don Minutella poteva dire le stesse cose in forma diversa, e sarebbe stato ancora una guida per i suoi parrocchiani.
      C’è un ultimo punto che vorrei riflettere con voi.
      Noi sappiamo che il “Nemico” ormai si è insediato in ogni dove, e cerca di abbattere quei pochi che ancora resistono, la sua tecnica è pressappoco questa, usa un bene per conseguire un fine malvagio, e se non si stà attenti è facile cadere in questa trappola, ciò che dico è solo per riflettere tale modus operandi.
      Si difende la fede cattolica, e questo è un bene, pone nella persona il desiderio di difenderla a prescindere dal modo come la si propone, ed è proprio quì, che si incappa nell’errore, don Minutella pur avendo ragione ha difeso tale ragione in modo violento con epigrafi i quali non si adducono ad un sacerdote, ebbene, il diavolo ha vinto, ha usato il giusto (difesa della fede) ma con mezzi sbagliati, risultato!, don Minutella è stato messo a tacere.
      So bene che non è ne semplice ne facile usare termini appropriati nel difendere la fede cattolica, rimangono sempre attuali le parole di nostro Signore Gesù, “Siate cauti come serpenti e innocenti come colombe.”

      1. @Francesco

        Apprezzo queste considerazioni: mi sembrano scritte da un sincero amico (chi fa sempre e solo lodi non è amico sincero) di don Minutella e spero possano essere portate all’attenzione del bravo sacerdote per contribuire ad orientarlo saggiamente per uscire al più presto dalla bufera che gli è stata scaricata addosso.

        Preghiamo il Signore che don Minutella possa presto riprendere il pubblico esercizio del suo ministero sacerdotale ancora più conscio “che non è ne semplice ne facile usare termini appropriati nel difendere la fede cattolica, rimangono sempre attuali le parole di nostro Signore Gesù, “Siate cauti come serpenti e innocenti come colombe.””

        Può sembrare che il diavolo abbia vinto il primo round (e non sono convinto che sia proprio così: anche in questo primo round sono stati piantati buoni semi):
        ora c’è da prepararsi a combattere il secondo round 😉

    5. Secondo lei Bergoglio è Papa?
      Non è massone?
      Non è eretico?
      Non hanno fatto una votazione in più per eleggerlo?
      Papa Benedetto, l’ unico vero e Santo Padre, si è dimesso oppure lo hanno fatto dimettere con una congiura dove sono coinvolti in tanti?
      Non ha perseguitato consacrati innocenti come Padre Stefano fondatore dell’ Ordine dei Francescani dell’ Immacolata? Questo povero frate vecchio e malato è stato alla fine del suo calvario dichiarato dall’ autorità innocente, ma ha sofferto molto.
      Non si circonda Bergoglio di omosessuali come mons. Paglia che ha messo a seguire la disciplina della famiglia, pensi che azzecco morale e culturale.
      Non ha oggi licenziato il Cardinale Muller scelto dai predecessori a salvaguardfia della fede?
      Ci sono da tempo in Siria e ovunque stragi enormi di cristiani specie di bambini inermi, lo ha mai sentito difenderli? Ultimamente sì perchè il Piave mormorava troppo e allora ha dovuto menzionarli.
      Ha visto come si adopera con i luterani, con i mussulmani per fare della splendida religione cattolica il minestrone che così perderà il suo odore e il suo spirito meraviglioso.
      Ha visto come cerca attraverso questa fratellanza massonica di abolire la sostanza e la presenza della Santa Eucarestia?
      E lei critica don Minutella che ama il Suo Dio e lo vuole difendere rischiando e subendo quello che hanno subito tutti i martiri. Perchè don Minutella è proprio un martire e Gesù gli dà coraggio perchè se Dio non fosse con lui come farebbe a dire queste cose?

    6. Chiedere perdono? Perché? Don Minutella ha detto la verità! Bergoglio è un impostore che sta portando la chiesa verso la nuova chiesa del nuovo ordine mondiale! Ve ne accorgerete quando cambieranno la liturgia e l’Eucaristia verrà sostituita con un momeriale senza la presenza del Corpo e Sangue di Gesù. Studiate la Sacra Bibbia e scoprirete che le profezie sulla desolazione nel tempio non sono chiacchiere ma è Parola di Dio e Dio non parla tanto per parlare! Gesù ritornerà quando il falsario siederà sul trono di Pietro e nel suo Tempio vi sarà la desolazione! E se ciò non vi apre la mente e il cuore vi ricordo che siamo nei tempi del Trionfo del Cuore Immacolato di Maria e nel tempo della seconda venuta di Gesù! Infine leggetevi le profezie della beata Emmerich sui 2 Papi! Convertiamoci e consacriamoci ai Sacri Cuori di Gesù e Maria per la salvezza di tutte le anime. Fratelli e sorelle aprite il cuore e la mente a Gesù e Maria e invocate lo Spirito Santo, pregate, pregate e pregate e non sarete ingannati mai! Un abbraccio in Gesù e Maria.

  6. “Fusse che fusse la vorta bbona”, che il popolo di Dio, si scuota da una fin troppa prolungata apatia, e che finalmente, ci si riappropri della fede, speranza e carità, ereditate come gratuito dono per mezzo delle Sacre Scritture e del bimillenario Magistero della Chiesa Cattolica.
    Preghiamo!
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  7. Ammirevole!…ma la lettera dei parrocchiani, messa così, però, non va bene. Se il don è stato sospeso, dire al vescovo che “lo teniamo qui…” è aperta ribellione e spero che don minutella non ceda a questo consiglio dei parrocchiani. Ammiro ovviamente i parrocchiani e il loro cuore ‘caliente’ ma nella posizione in cui si trova il don, giusta o sbagliata che sia, ora deve far si che ogni passo sia non ponderato bene ma bene al cubo!
    Di sicuro la ribellione metterebbe questo prete in una posizione ancora più difficile. Quindi, consiglio al don di obbedire al vescovo e ai parrocchiani di continuare la battaglia, se credono, ma senza coinvolgere don Minutella.

    1. San Paolo ai Galati:
      [8]Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! [9]L’abbiamo gia detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! [10]Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!

  8. Sono felice di far parte di questa “comunità virtuale” e provo a dire il perché: non vi è stata una reazione A-critica. Sono tanti, e ben argomentati, i distinguo.
    Non entro nel merito (il tono della lettera, la reiterata disubbidienza a mo’ di sfida et cetera) ma colgo una bella maturità di fede.
    I tempi sono duri -durissimi- ma è chiaro che la soluzione non è -e non può essere- una “ribellione”.
    Così si dà un assist al regime ed a tutti i suoi reggicoda.

    A tutti costoro (se per caso leggono) diciamo: il cattolico ama la Chiesa. Perché la Chiesa è nostra Madre! E per Lei daremmo la vita.

    E così segniamo una netta distanza tra il Popolo di Dio ed i disubbidienti che -follia!- ritengono Pio XII l’ultimo Papa legittimo! Codesta galassia (che definisce Paolo VI massone, Giovanni Paolo II eretico ed altre incredibili affermazioni) non ha nulla a che spartire col Popolo di Dio che OGGI si trova a profondo disagio di fronte a certi pronunciamenti.
    Tutto inizia il 13 marzo.
    Ma lo sappiamo tutti che l’antichiesa (o chiesa nera o chiesa massonica) lavorava da anni -decenni- nel Tempio santo di Dio.
    E’ tutto molto più semplice di quanto appare.
    La massoneria comanda.
    Nella Chiesa la massoneria ecclesiastica domina.
    E lo fa in modo sfacciato, palese.
    Questa impudenza dimostra la cifra e la matrice sulfurea della apostasia.

    Ma l’Immacolata vincerà.

    E’ certo.

    PS: https://ilbenevincera.wordpress.com/2017/06/27/7771/ Per questo articolo, condiviso su twitter, è stato IMMEDIATAMENTE sospeso l’account. Non c’è dubbio alcuno che la libertà di espressione è palesemente ridotta.
    Provate a riferire della (documentata) pedofilia di don Milani (e dei suoi discepoli: ad esempio il forteto) e vedete la reazione. Ora è chiaro perchè comunisti e massoni si difendevano a spada tratta il “priore di barbiana”.

    Sia lodato Gesù Cristo.

  9. Il vescovo che va in bicicletta in chiesa e vuol dare la comunione ai divorziati risposati è un povero giullare della neochiesa di bergoglio. E farà come il suo padrone: non risponderà. Chierici di Satana!…

    1. Attento Stefano che ora si becca pure la predica, perché a quanto pare guai a chi tocca l’impostore argentino E il “vescovo” in bicicletta, non sia mai! Ad un Sacerdote fedele alla Santa Chiesa e al Magistero si può invece dire E fare di tutto e di più! Mi sto vergognando di questa ”chiesa”!

  10. Il paradosso è questo…

    Don Milani era Disobbediente (ha addirittura elevato la disobbedienza a virtù)
    e viene implicitamente beatificato dal Vescovo di Roma

    Don Minutella è disobbediente, e viene implicitamente scomunicato dal Vescovo di Palermo…

    Perché questa disparità di trattamento di fronte alla stessa colpa?

    Perché don Milani era eretico, don Minutella no.
    È l’ortodossia che viene punita, non la mancata obbedienza!

    1. la cosa ignobile di don Milani
      (oltre alla fecale disubbidienza, pioi addirittura elevata a virtù -“NON SERVIAM!”)
      è quel peccato immondo.
      Peccato impuro contro natura.
      Perpetrato verso piccoli innocenti.
      Come lui stesso scrive nelle sue lettere.

      Forse sfugge questa cosa mostruosa.
      O forse molti si son fatti persuadere dall’articolo “riparatorio” di aleteia che, fin da subito, emerse come sito ambiguo e al servizio dei potenti.

    2. @Antonio Radeghieri

      😉 Il giochetto pretestuoso di chi amministra le sanzioni l’abbiamo capito.
      Quindi retoricamente il parallelismo è efficace, come anche l’iperbole della scomunica 🙂

      Però, avendo seguito ormai da molti mesi seguito grazie ai moderni mezzi informatici l’attività pubblica di don Minutella quasi come se fossimo suoi parrocchiani, visto che qui sul blog passano anche tanti lettori che non sono così ben informati , avendo sopratutto letto in giro i titoli scandalistici su un parroco ribelle, nemico del papa, disobbediente, approfittiamo per precisare, ad onore del vero che fino ad oggi:
      NON è VERO che don Minutella abbia DISOBBEDITO alle ripetute e crescenti sanzioni disciplinari con cui sembra che i locali vescovi lo stiano perseguitando da qualche anno.
      Se parliamo degli ultimi mesi ho sentito anch’io don Minutella lamentarsi, borbottare, criticare le sanzioni però poi egli si è sempre attenuto agli ordini ricevuti, astenendosi come prescritto da certe attività.
      Ha rispettato persino l’ultimo odioso divieto di celebrare l’ultima messa come parroco, standosene chiuso in canonica mentre altri due sacerdoti celebravano la S. Messa che era stata annunciata come la sua ultima messa da parroco.

      I professionisti della disinformazione per conto dei nemici di don Minutella se ne facciano una ragione: c’è internet, ci sono i telefonini, ci sono centinaia di testimoni fisicamente presenti, decine di migliaia di testimoni via internet e non possono più riuscire a dare da bere a tutti il diffamatorio ritratto di un “prete ribelle al vescovo e al papa”.
      Così come oramai fa parte della storia che pubblicamente a don Minutella qualche intemperanza verbale o peggio scappò (forse perché mal consigliato?): ma a parte Maria Santissima anche i Santi qualche errore l’hanno fatto quindi don Minutella non si offenda e non si faccia demoralizzare per questo 🙂

      Certo che se un critico intende la ribellione di don Minutella come ribellione a predicare contro il Catechismo della Chiesa Cattolica, allora quel critico avrebbe ragione al 100%.
      Ringraziando il Cielo, don Minutella è un RIBELLE SERIALE, IMPENITENTE, al TRADIMENTO della Verità rivelata, immutabile e trasmessa attraverso la Tradizione apostolica, compiuto oggi da persone che sono tollerate o lodate da alcuni superiori gerarchici di don Minutella, quando non sono proprio questi superiori che si comportano come se fossero traditori della Verità, incarnata. crocefissa e risorta.

      1. Grazie Acchiappaladri, per la sua saggezza e la sua pacatezza. Scrivendo di corsa tra un’impegno e l’altro E anche molto angosciata da ciò che sta accadendo alla mia Amata Santa Chiesa, io spesso divento un po’ troppo brusca. Grazie a chi come lei, con la calma, ci fa meglio comprendere come stanno le cose. Grazie.

  11. è chiaro che se limitiamo le vicende a quel che raccontano potremmo esercitare il dubbio su tutta la vicenda, ma se andassimo a vedere quello che ci sta dentro, dalle locuzioni, alle acque miracolose per le quali si scavano pozzi, alla comunità di suore non riconosciute e sulle quali c’è una particolare attenzione anche sullo stato di salute mentale di queste ragazze, forse i dubbi verrebbero meno. Ma aggiungo: il consiglio pastorale è realmente formato dai parrocchiani residenti o è frutto di una occupazione militare della parrocchia da parte dei seguaci del Minutella che hanno trasformato la parrocchia in una sorta di santuario a loro uso e consumo? La prova di ciò la si trova in facebook dove esiste un gruppo Parrocchia san giovanni bosco, che fino a marzo scorso si chiamava Veri parrocchiani…. e poi un gruppo Parrocchiani san giovanni bosco, che è formato in gran parte dai residenti estromessi dalla vita della parrocchia perchè non condividevano il modus operandi di Minutella. basta cercarli e si trovano. Anche i siti e le pagine in primis radio Domina Nostra, non sono luoghi di dibattito sugli argomenti, chi dissente viene bannato, ma ricettacolo di ogni improperio che ancor prima di risultare offensivi per la figura del pontefice, lo sono per l’uomo Bergoglio e non solo per lui ovviamente. la verità è che A.L. costituisce solo un pretesto per le manie di protagonismo che caratterizzano il Minutella. ci sono altri interessi che poco hanno a che fare con la dottrina e il vangelo e prima o poi verranno fuori nella loro crudezza. E chi sino ad oggi, lo ha usato a mo di grimaldello per fare azione di disturbo al Papa, sarà il primo a posarlo e a definirlo un povero pazzo, e forse questa è la cosa più drammatica di tutta la vicenda, di cui lui per primo non si rende conto, preso com’è dalla vanità.

    1. @enzo
      non so se lei sia uno di quelli che due o tre mesi fa tentò qui sul blog un’opera di diffamazione di don Minutella, che venne smascherata nel giro di poche ore.
      Spero di no, perchè errare è umano ma perseverare è … 😉 🙁

      Con franchezza le scrivo pubblicamente che questo suo commento puzza di imbroglio, o meglio di odio personale verso don Minutella.
      Lei appare come un seminatore di dubbi pretestuosi, non troppo abile però perché le sementi che lei sparge hanno un forte odore di zolfo.

      Io trovo niente di male ad avere antipatia per don Minutella, a criticare errori che può aver fatto, a essere infastiditi da qualche atteggiamento da vanitoso saputello:
      però la maldicenza mafiosa che lei mi sembra praticare (in modo non originale, perché si era già vista su questo blog mesi fa e alcuni lettori palermitani ci informarono che da anni è già praticata in loco, accompagnata anche da vandalismi materiali) con questo suo commento mi sembra utile forse solo a distrarre i lettori dalla valutazione nuda e cruda del (dei due! c’è anche lo scandalo della persecuzione di don Ricotta, oppure anche lui ne ha combinate di cotte e di crude che noi ancora non sappiamo ma PRIMA O POI 😀 si verranno a sapere? Oppure è stato giustamente sanzionato perché il diocesano “lettore di cuori”, versione moderna dell’inquisitore di secoli fa, ne ha capito l’intenzione di seguire il cattivo esempio di don Minutella???) decreto dell’arcivescovo di Palermo.

      Le accuse che lei dice e non dice NON ci sono nel decreto di mons. Lorefice.

      Alcune delle frasi che lei scrive sono profetiche, ma nel senso che fanno parlare la verità CONTRO proprio quello che sembra essere (superati i dubbi che lei ammetteva in origine come possibili) la sua condanna a tutto tondo di un prete vanitoso, povero pazzo e peggio.

      Ad esempio:
      “la verità è che A.L. costituisce solo un pretesto per le manie di protagonismo che caratterizzano il Minutella. ci sono altri interessi che poco hanno a che fare con la dottrina e il vangelo e prima o poi verranno fuori nella loro crudezza.”

      è verissima: A.L., ovvero l’interpretazione che ne hanno fatto i vescovi siciliani, è solo un pretesto (FINALMENTE!) per cacciare don Minutella dalla parrocchia.
      I suoi nemici avevano rosicato e intrigato per anni ma non erano evidentemente riusciti a trovare delle pezze d’appoggio canoniche per cacciarlo.
      Ora, con A.L., hanno pensato di averla trovata (e hanno fatto una pensata ridicola, ma è abituale che questi qui il senso del ridicolo l’abbiano smarrito da tempo).

      Sembra di rivivere, in scala 1 a 1’000’000 ovviamente, il falso processo (falso perché nemmeno le regole procedurali vigenti furono rispettate: sembra che la Provvidenza non abbia voluto che il Sommo Tribunale del Popolo Eletto potesse validamente condannare, con dolosa ingiustizia, il Figlio di Dio) di Gesù davanti al Sinedrio:
      pressante, pasticciata ricerca di qualche pretesto per mettere in croce chi si era permesso di denunciare i peccati della gerarchia al potere.

      Insomma, dopo anni di accuse, anonime o a viso aperto, dove sono le prove canonicamente valide di tutte queste accuse?

      Altro esempio:
      “occupazione militare” !!!!!!!!!
      Quanti carri armati? I battaglioni erano di cosacchi del Don o di zuavi pontifici? Hanno messo i cavalli di frisia davanti al portone della parrocchia? Quanti morti ci sono stati? Se ci fossero ancora dei feriti, se non l’ha già fatto chieda subito a Papa Francesco di inviare l’ospedale da campo vaticano.
      Ma come fa a non rendersi conto che lei sta profetizzando … cioè che sta parlando per conto di qualcun altro, probabilmente residente al Piano-di-sotto vista la puzzetta (e vista la ridicolaggine della profezia, mi sa che si tratti di un diavoletto di quarta categoria: certe buffonate il Capo non le fa, è troppo intelligente 😉 ) ???

      Le risulta che il Consiglio Pastorale di quella parrocchia non sia regolare, che non rappresenti i parrocchiani: lei non ha fatto formale opposizione?
      Perché allora la curia di Palermo non è intervenuta per invalidarlo e farne eleggere un altro?
      Perché dovrebbe aver ragione un parrocchiano che dice (evidentemente senza volerlo o poterlo provare) che don Minutella ha fatto oggettivamente male piuttosto che un parrocchiano che ne dice bene?
      Locuzioni interiori??? Chi non è del posto ne sa niente perché disciplinatamente don Minutella ultimamente non ne ha parlato, almeno via web. Io ne so niente e non sono citate nel decreto vescovile.
      Ma come fa lei a sapere con certezza se, non so quanto tempo fa, non so con quale contenuto, don Minutella, abbia avuto oppure no delle locuzioni interiori????
      Gli ha fatto una seduta di regressione ipnotica?
      Lei ha avuto una locuzione interiore della santa anima di don Bosco che le ha rivelato che le locuzioni interiori di don Minutella sono fasulle?

      Mi fermo qui perché devo tornare al lavoro e non voglio abusare della pazienza dei lettori che mi hanno letto fin qui.

      Scrivo quanto sopra senza avere una particolare simpatia per certe esternazioni di don Minutella e NON condividendo alcune certezze storico-teologiche che pubblicamente don Minutella ha dichiarato di avere ed essendo stato molto amareggiato dagli errori “diplomatici” che egli fece mentre stava organizzando il poi abortito raduno di preghiera nei pressi di Verona.

    2. Mah, questa storia di suore, acque sante e apparizioni l’ho letta anch’io, e mi sa tanto di macchina del fango.
      Anche perché, se fosse vero, il Vescovo avrebbe avuto un’autostrada di giustificazioni per sanzionare Minutella, invece di doversi attaccare a divergenze dottrinali sull’Amoris Laetitia. E nessuno avrebbe potuto fiatare.

      Ribadisco: è stato punito per essersi fatto vedere col cardinale Sarah, per aver celebrato in Vetus Ordo e perché nella sua parrocchia la Comunione si fa sistematicamente in ginocchio (anche nelle messe nuove).
      Tutto ciò poteva anche essere tollerato, se solo non ci fosse stata Internet: Minutella stava diventando un punto di riferimento per preti e fedeli a livello nazionale e persino internazionale (sue notizie escono sui blog cattolici stranieri), e quindi andava fermato.
      Tutto qua. Come accade oggi anche nella censura politica, diventi pericoloso non per quello che dici, ma per quanta gente ti ascolta.

  12. Non so se qualche parrocchiano di don Minutella ci sta leggendo. Comunque successe molti anni orsono un fatto analogo, non tanto nelle cause quanto piuttosto nella reazione dei parrocchiani. Su wikipedia il fatto è documentato come “Scisma di Montaner”, un paese della provincia di Treviso che ebbe la propria chiesa interdetta da parte del vescovo locale, un certo Albino Luciani.
    Le conseguenze? Vi fu uno scisma: chi cambiò parrocchia, chi fece apostasia, ma per lo più aderirono alla comunità ortodossa.
    Avevano ragione? Io non c’ero ma sono certo che molte anime si sono perdute.
    Molti di noi sono pronti a sguainare la spada e soprattutto si ha, oltre che alle capacità anche la preparazione per farlo. Di questi tempi inoltre non manca il casus belli, le provocazioni, etc…
    Ci sembra tutto legittimo e ci verrebbe da gridare, croce e messale del 1962 in mano: “Dio lo vuole”, mentre ognuno di noi marcia nell’ufficio del proprio vescovo al passo dell’oca.
    Ma tutto ciò, che è umanamente comprensibile se non anche condivisibile, è la volontà di Dio?
    Ricordiamo San Tarcisio morto per non cedere Gesù Eucaristia alla brama distruttrice del mondo.
    Noi che custodiamo con amore Nostro Signore nel cuore non dovremmo infliggergli ulteriori spine.
    Anche se avesse ragione il più paranoico di tutti noi, con tutti i suoi complotti di ogni ordine e grado, noi non possiamo non ubbidire.
    I vescovi, successori degli Apostoli, ci perseguitano? Anche Giuda Iscariota era un apostolo. E Cristo ricevette il suo bacio con annesso tradimento.
    Ma pensate che Pietro non sapeva menare le mani? Quella era gente che senza Cristo sarebbero stati dei poco di buono. E Saulo?
    Cosa distingue un figlio della luce da un figlio del mondo?
    Io, certo della Tradizione e dei dogmi della Fede, non esiterò a testimoniarli e a praticarli. Gli trasmetterò ai miei figli con timore e riverenza per non alterarli minimamente con la mia interpretazione e quando, nel prossimo futuro, qualcuno di Santa Romana Chiesa mi vorrà fare cambiare strada io mi limiterò a ribadire e a praticare quanto è Verità, se Nostro Signore me ne darà la Grazia.
    L’alternativa alla disobbedienza? Fare come in Mt 10,23 e se capitasse di essere “presi” dal potente di turno, dal satrapo allora che sia martirio. Ma in Cristo.
    A tutti ribolle il sangue ma la via per la perdizione è ampia e agevole.

    Sia Lodato Gesù Cristo

    1. @Diego B.

      “Scisma di Montaner” : era venuto in mente anche a me! Grazie per averlo ricordato. Vicenda molto diversa

      Non mi è molto chiaro il complesso del suo commento che è sicuramente errato dove lei si lascia trascinate ad affermare di sapere sicuramente il destino delle anime altrui 😉 🙂
      Ancora meglio di come era capito prima, il C.V.II ci ha insegnato che è ben possibile che battezzati di Chiese Ortodosse scismatiche si salvino.
      E molto chiaramente Papa Francesco in molte occasioni, formali e informali, ha detto che non ci deve nemmeno passare per l’anticamera del cervello di provare a convertire alla Chiesa Cattolica Romana quei battezzati.

      Sta a vedere che è saltato fuori un buon consiglio per i parrocchiani di San Giovanni Bosco in Palermo ! 😉 😀

      1. Ma invece di trasferire armi e bagagli tutti i fedeli alla Chiesa Ortodossa, non si farebbe prima a trasferire il solo Minutella dai lefevriani?

        Si fa pour parler, s’intende… 😉

      2. @Acchiappaladri

        “E molto chiaramente Papa Francesco in molte occasioni, formali e informali, ha detto che non ci deve nemmeno passare per l’anticamera del cervello di provare a convertire alla Chiesa Cattolica Romana quei battezzati.”

        Questo è chiaramente un errore, perché anche se hanno veri Sacramenti e vera successione apostolica sono comunque scismatici, e perseverare in stato di scisma è peccato grave contro il primo comandamento, più precisamente è tra i peccati contro la Fede

        2089 “L’incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, IL RIFIUTO DELLA SOTTOMISSIONE AL ROMANO PONTEFICE O DELLA COMUNIONE CON I MEMBRI DELLA CHIESA A LUI SOGGETTI>>
        http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a1_it.htm

        Questo non significa che ogni ortodosso adulto che non si converte al cattolicesimo sia in peccato mortale e vada all’inferno se non si converte prima della fine della vita, perché la sua buona Fede nel credere che siamo noi nell’errore può essere reale (ed è il motivo per cui San Giovanni Paolo II decise di dare loro il permesso di accedere ai Sacramenti Cattolici, dopo discernimento da parte di un confessore), ma il punto rimane: non è mai lecito in se e per se rimanere nello scisma, che è e rimane grave peccato.

  13. Grazie signor Diego di questo suo commento.
    E’ una conferma (molto confortante) di quanto scrivevo prima e cioè che, per Grazia di Dio, tanti di noi abbiamo ancora la capacità di discernere e di distinguere dove avvengono degli eccessi (magari in buona fede).
    Mi ripeto: “piazzate” come queste costituiscono un formidabile assist al “regime”.

    1. @Diego

      Ai suoi figli, caro Diego, se la faccenda continua così, non avrà più nessuna dottrina o tradizione da tramandare…

  14. E intanto che Don Minutella viene sospeso il 23 e 24 giugno in Vaticano è andato in scena nientemeno che un RITO PAGANO SCINTOISTA!! ç__ç

    https://benedettoxviblog.wordpress.com/2017/06/27/terremoto-in-vaticano-23-24-giugno-2017-ecco-cosa-accadeva-in-vaticano-un-rito-pagano-okina-non-e-nemmeno-uno-spettacolo-ma-in-realta-trattasi-di-un-vero-e-proprio-rito-pagano-celato-sotto/

    Dr. Tosatti, lei può confermare questa notizia attraverso le sue fonti?

    La ringrazio!

    1. Le risponde, indirettamente, don Gabriele Amorth: ” Nel 1999 è uscito un libro che s’intitola Via col vento in Vaticano. L’autore, anonimo, era un monsignore della curia romana. Presto tutti seppero il suo nome, Luigi Marinelli. Prima della pubblicazione del libro Marinelli venne più volte a confidarsi con me.

      Era indeciso se pubblicare il libro o meno. Perché questa indecisione? Perché il libro è una collezione di aneddoti piccanti. Storie di carriere, arrivismi, avventure amorose.

      E anche riti e pratiche poco chiare, che si avvicinano al satanismo.”

      https://ilbenevincera.wordpress.com/2017/06/20/amorth-e-mons-marinelli-fanno-tremare-la-curia-romana-anche-da-morti/

    2. @Carlo Bianchi
      l’articolo appare scritto in modo ben documentato.
      Se è una bufala, è una bufala professionale.
      Se è cronaca vera, è un’altra grave dissacrazione.

      Penso anch’io che sarebbe utile, a chi ha conoscenze giuste, cercare riscontri e coi condividere le informazioni.

  15. Che dire? A Palermo si condanna un presbitero che difende la sana dottrina, ma non si condanna un confratello presbitero che dall’altare benedice gli anelli di una coppia omossessuale.

    Davvero bravo il nostro buon Don Corrado Vescovo!!!

    1. E la cosa stupisce ?
      Visto l’onore reso da Bergoglio a don Milani (che scrisse parole di cui si dovrebbe aver vergogna solo a riportarle), un cattivo maestro tanto caro alla sinistra, c’è ancora spazio per stupirsi ?

      L’importante è dare misericordiose e caritatevoli mazzate sulla capa a persone che la pensano come don Minutella, che avrà fatto anche degli errori tattici e di procedura, ma la cui solida fedeltà al Capo (vero) è fuori discussione!

  16. Atti 5:
    Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.”
    Quidi l’obbedianza cieca (ai capi che sbagliano) non è dovuta.

  17. Dopo aver letto l’accorata, disperata lettera dei parrocchiani di don Minutella, indirizzata al loro vescovo Corrado Lorefice è banale dover concludere che la grande frittata l’ha fatta Bergoglio e che il suo fedele luogotenente di Palermo, per compiacerlo riconoscente della fresca nomina, ha fatto la frittatina alla siciliana. Complimenti! La Chiesa aveva proprio bisogno di nuove emozioni e il Principe di questo mondo si sta preparando a far festa.

  18. Una dovuta rettifica al messaggio precedente.
    Il presbitero citato avrebbe presentato alla comunità, e benedetto, la coppia omosessuale,auspicando che in futuro si potranno benedire gli anelli!

  19. Comprendo i timori di quei lettori che invitano alla prudenza, tuttavia non posso fare a meno di sottolineare l’enorme differenza tra la situazione presente e i casi del passato… questa enormità non è lontanamente paragonabile nemmeno alla situazione che porto’ Lutero alle sue eresie.
    Oggi siamo ben oltre: qui si nega la Verità proclamata da 2000 anni.
    Che famo allora ???!!!! Obbediamo tappandoci il naso ?

    1. @Luigi9
      Infatti cinque secoli fa c’era grande abbondanza di vescovi, cardinali e papi pubblici peccatori: ladri, pigri, corrotti, superstiziosi, lussuriosi (sodomisti compresi), forse qualche assassino, ipocriti, superstiziosi, fanatici dell’umanesimo, ecc. (torturavano e condannavano e poi lasciavano ammazzare e bruciare dallo stato P. Savonarola tanto per dirne una: in questo erano molto più bravi dei loro successori di oggi con don Minutella), ma non insegnavano che mancavano i registratori in Terra Santa, che i dogmi cattolici vanno contestualizzati, che Lutero era un bravo cristiano, ecc. ecc.

      P.S. Quella generazione di ecclesiastici pagò poi duramente il prezzo del castigo divino, purtroppo trascinando nelle sofferenze del castigo intere popolazioni in giro per l’Europa: magari qualcuno faccia un promemoria da distribuire in Vaticano con su scritto “Mementote 1527”

      1. @Acchiappaladri

        esattamente!
        I pastori che razzolavano male avranno fatto i conti con la giustizia divina dopo la loro morte, ma queli che passarono dalla parte dell’eresia trascinarono una grande parte delle popolazioni d’Europa in una situazione disastrosa, e gli unici a beneficiarne furono i principi che come delle sanguisughe si avventarono sui beni della Chiesa (privati ai ceti piu’ deboli)… ma ormai tutto questo non va piu’ di moda … è antiecumenico.

  20. Essendo un parrocchiano di S.Giovanni Bosco e frequentando la stessa da decenni, ben prima dell’arrivo di P.Alessandro, posso dire che se da un lato ha ragione il don per certe idee, ha sicuramente torto quando afferma che il Papa e’ l’anticristo !!!

    Non puo’ egli aizzare i fedeli all’odio, e questo lo fa da sempre.
    Egli in piu’ occasioni ha avuto modo di dire “chi non e’ con me esca dalla parrocchia e vada altrove…”

    Bene adesso visto che il nuovo parroco e’ Pippo Russo, i fedeli che non sono in “comunione ecclesiale” con il nuovo sacerdote, escano e vadano altrove se si sentono scandalizzati e/o in dissenso con il Vescovo.

    Presto vedrete che Minutella avrà la scomunica e fonderà la “Nuova Chiesa Cattolica Mariana.”

    1. @Peppe

      Rispetto ad @Enzo , trovo che questa è una contestazione dura ma un po’ più onesta.

      Ho però dei dubbi sulla onestà della sua accusa a don Minutella che avrebbe detto:
      “il Papa e’ l’anticristo”.

      Io penso di aver ascoltato sul web qualche decina fra conferenze, omelie e catechesi di don Minutella ma NON ricordo di avergli mai sentito dire una frase così o una frase simile.
      Sarebbe utile a tutti se lei condividesse una precisa testimonianza su questa asserita enormità.

      Ancora, io non ho mai sentito sul web don Minutella aizzare il pubblico all’odio contro qualche persona:
      potrebbe indicarmi per favore alcuni esempi di tali incitamenti?

      Non escludo in linea di principio che privatamente don Minutella possa avere avuto dei comportamenti diversi da quelli che sono stati tenuti in eventi diffusi via web:
      però, aperte il fatto che l’onestà dell’accusa implica il provarli, rinnovo a lei l’osservazione sulla improbabilità che simili orrendi atti siano stati commessi perché se no la diocesi di Palermo avrebbe dovuto ben prima intervenire disciplinarmente e con motivazioni diverse da quelle pubblicate dei noti decreti.

      Riguardo all’invito ai parrocchiani che non gradissero il nuovo parroco ad andarsene a cercare uno di loro maggiore gradimento altrove, trova il mio plauso:
      è lo stesso invito che da mesi sto facendo io a chi si lamenta che nella sua parrocchia non ci sono più liturgie ben celebrate, che il parroco è menefreghista ed eretico, ecc.
      Non so fino a quando durerà questo privilegio, ma almeno nelle grandi aree metropolitane, con un pochino di sacrificio negli spostamenti, si possono ancora frequentare preti che esercitano in modo sicuramente cattolico il loro ministero.

      Prendo spunto da quanto leggevo mesi fa in un articolo del giornalista Alessandro Gnocchi, senza tante polemiche sarebeb di buon senso riconoscere che fra i (pochi!) battezzati cattolici (e analogamente fra il clero nominalmente cattolico) che ancora praticano la religione ci sono in realtà fedeli di RELIGIONI DIVERSE.
      Nel senso che appena “gratti un po” vedi che crediamo a dogmi diversi, a volte usiamo le stesse parole ma diamo alle parole significati diversi.

      Il suo auspicio:
      “Presto vedrete che Minutella avrà la scomunica e fonderà la “Nuova Chiesa Cattolica Mariana.””
      mi sembra polemicamente azzardato e non è il mio.

      Propongo di scommettere 50 euro (da devolvere in beneficienza) sul fatto che entro 12 mesi da oggi il suo auspicio si avvererà compiutamente (la prima parte potrebbe anche essere).

  21. Faccio notare che il “notaio” che ha letto e scritto la lettera al Vescovo non e’ parrocchiano ma seguace di P.Alessandro dalla precedente parrocchia a lui assegnata.

    1. @Romolo
      Grazie della sua informazione ma, ammesso che sia vera (e non ho modo di verificarlo), non ha rilevanza.

      Che nello stendere in buon italiano una lunga e delicata lettera come questa ci sia stata assistenza di una persona che non è un parrocchiano di San Giovanni Bosco non ha alcuna rilevanza legale e direi nemmeno etica.
      Quello che è rilevante è chi l’ha sottoscritta, ritenendola conforme a verità e agli interessi che rappresenta.

      Allora, questa lettera è validamente firmata dai membri del Consiglio Pastorale di quella parrocchia oppure no????

      Insomma, come quando lei sottoscrive una denuncia di un suo vicino che le ha danneggiato il vialetto di accesso a casa:
      quello che interessa al magistrato è il contenuto della denuncia e chi l’ha firmata (chi sia l’avvocato che ha aiutato eventualmente lei a scrivere la denuncia non ha rilevanza nel contenzioso).

      Leggendo la lettera io ad esempio ho trovato un altro punto che non mi convince e che io non avrei scritto così:
      quando il Consiglio Pastorale afferma di scrivere a nome di TUTTI i parrocchiani.
      Questo è quanto meno azzardato: se lo potevano risparmiare.
      Sembra proprio che qualche parrocchiano nemico di don Minutella ci sia: sarebbe molto strano il contrario.

      1. I 3/4 del Consiglio Pastorale sono “seguaci” del Minutella, non residenti nel territorio parrocchiale.

        Il vecchio Consiglio Pastorale, che era interamente formato da residenti nel territorio parrocchiale e’ stato cancellato dal Minutella dopo i primi dissensi con lo stesso.

  22. Che perla… guardi Raffaele che aggiungere insulti agli insulti non aiuta. Se vuole trolleggiare non speri in una sponda da parte mia e di molti altri del blog

  23. MI DISPIACE QUANTO STA ACCADENDO NELLA MIA EX PARROCCHIA. MONS. LOREFICE SI PRENDA TUTTA LA SUA RESPONSABILITA’ E DIMOSTRI DI ESSERE IL VERO PASTORE DELLA CHIESA DI PALERMO, MA AHIME’ HO I MIEI DUBBI. E DUBBI MI VENGONO ANCORA IN MENTE SUL COMPORTAMENTO DELLA CHIESA TUTTA COMPRESO PAPA FRANCESCO; CIOE’: CHE IN VATICANO CI SIA “QUALCUNO” CHE NON PROFESSA LA FEDE CATTOLICA E APOSTOLICA MA CHE SI NASCONDE. DON ALESSANDRO, FORZA. VADA AVANTI COME HA SEMPRE FATTO: RICORDO QUANDO ABITAVO A ROMAGNOLO E ANCORA LEI NON ERA IL PARROCO DELLA CHIESA DI SANGIOVANNI BOSCO, CHE ERA UNA “VUCCIRIA” QUELLA CHIESA, AL CONTRARIO DA QUANDO LEI E’ STATO A GUIDARE LA PARROCCHIA. TANTA GENTE SI E’ AVVICINATA A GESU’ RISCOPRENDO LA FEDE, E IN TUTTO CIO’ C’E’ LA MANO DELLA MAMMA CELESTE CHE LEI TANTO AMA COME LA AMIAMO NOI TUTTI CATTOLICI… TRANNE UNO… UN ABBRACCIO FRATERNO DA CHI NON L’HA CONOSCIUTO PERSONALMENTE MA CHE TANTO APPREZZA CIO’ CHE FA. CORDIALI SALUTI. W GESU’. W MARIA!

  24. Scusate ma queste frase dei “fedeli” di Don Minutella

    “NON ACCETTEREMO NESSUN NUOVO PARROCO”

    Cos’è se non espressione di completo protestantesimo? Ma essere cattolici non significa obbedire alla Madre Chiesa?

    1. Infatti, questi atteggiamenti appartengono alle “sette” e quella del Minutella e’ una “setta” composta da “adempi” e non da fedeli.

      Non importa chi e’ il pastore, ma che egli sia espressione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e che sia in comunione con il Sommo Padre Francesco e il Vescovo locale Lorefice, chi non lo e’ non e’ Cattolico Apostolico Romano

    2. @Roberto
      Dipende dal significato che si vuol dare a questa dura dichiarazione del Consiglio Parrocchiale.

      Secondo le vigenti (in altri tempi erano diverse e potranno essere cambiate) leggi canoniche (insomma, parliamo di disciplina, di regole organizzative della istituzione politico-sociale Chiesa Cattolica Romana, regole con certe valenze metafisiche per chi accetta la Fede Cattolica) NON spetta ai parrocchiani approvare il parroco: si tratta di competenza dell’ordinario del luogo.
      Quindi la paventata “non accettazione” non ha alcun valore canonico nella istituzione Chiesa Cattolica Romana.

      Nello stesso tempo in nessun modo i vigenti canoni della Chiesa Cattolica Romana richiedono a un battezzato di essere parroco proprio di una certa parrocchia: il battezzato che non accetti quello che accade in una parrocchia può cattolicamente andare a fare il parrocchiano di un’altra parrocchia.

      Ho parafrasato in questo commento lo specifico e chiaro insegnamento dato a un pubblico di fedeli sconcertati da un monsignore molto esperto in questi argomenti.

  25. Io vorrei sapere per quale motivo Francesco (che non si firma mai papa ma semplicemente Francesco o Franciscus) non si inginocchi mai davanti al SS.mo Sacramento. Non è la mia una semplice curiosità. Perché se lo facesse perché non crede nella “Presenza Reale” allora quello non è il suo posto, non può fare il successore del principe degli apostoli al quale Gesù ha dato il mandato di “confermare” nella fede. E avrebbe dovuto rifiutare la sua elezione.
    Ripeto, la questione è fondamentale. L’Eucaristia è il cuore di tutta la Chiesa cattolica. Ben lo aveva compreso Lutero che volendo abolire il papato distrusse la S. Messa sostituendola con un nuovo rito.
    Quando ho sentito da Bergoglio l’affermazione eretica “Lutero aveva ragione” mi sono venuti i brividi perché contraddiceva uno dei grandi Concili ecumenici, quello di Trento.
    Quella frase poi l’ho sentita ripetere dal mio parroco e da tutto un coro che si è adeguato pedissequamente a questa folle corsa verso l’eretico e scismatico Lutero.
    Da quel 13 marzo ormai è un progressivo inesorabile ll
    picconare tutto quanto è cattolico.
    La questione “don Minutella” è conseguenza di questo smantellamento della bimillenaria Dottrina cattolica con una prepotenza impressionante che sa di dittatura. Chi non si adegua è perseguitato e intorno a se Francesco ha costituito uno stuolo di cortigiani che ben si guarda dal trattenerlo sulla china che ha imboccato.
    Mentre si discute se don Minutella ha esagerato o no, se hanno ragione i parrocchiani che non ci stanno a vedere rimosso il loro parroco per i motivi addotti dal Vescovo che non giustificano il pugno di ferro da Lui esercitato, mente permette all’eretico Enzo Bianchi di riabilitare perfino Ario anche lui condannato da un Concilio Ecumenico, continua l’opera nefasta di distruzione del “patrimonium fidei” che ci è stato trasmesso e consegnato dalla Tradizione Apostolica.
    Poiché si vocifera del progetto di una ulteriore riforma della S. Messa per renderla ecumenica, cioè luterana, io, che non sono nessuno, ho diretto al Papa una lettera, condivisa anche su Facebook, pregandolo di non toccare la Divina Eucaristia. Non pensavo certo di avere risposta ma semplicemente fare arrivare al Papa la supplica di un ottantenne che mai avrebbe immaginato possibile chiudere la sua esistenza in una Chiesa cattolica allo sbando come purtroppo è sotto gli occhi di tutti.
    “Santità, Lei crede nella Presenza Reale di nostro Signore sotto le specie del Pane e del Vino?
    Lei crede che la S. Messa è innanzitutto la rinnovazione del Sacrificio della Croce?
    Se ci crede perché sistematicamente si rifiuta di inginocchiarsi, magari facendosi aiutare nel caso avesse problemi di articolazione muscolare?
    Lei ci deve una risposta su una questione che è vitale per la nostra fede e militanza cattolica.
    Le costa tanto dirci, per un esempio, non vi preoccupate perché io credo tutto quello che riguarda il dogma della transustanziazione e mai accetterò di ridurre la S. Messa ad una semplice “memoria della Santa cena” come ritengono i seguaci di Lutero, che almeno su questo punto “non aveva ragione”.
    Santità la questione è fondamentale perché se questa non è la sua fede io non sono tenuto a seguirla, anzi, non posso seguirla ed è mio dovere contestarla e dirle che questo non è il suo posto. Lei si assume una terribile responsabilità. Il suo sarebbe non un semplice peccato e non potrebbe certamente dire al riguardo “Dio perdona tutto”.
    Anche la sua posizione riguardo alla Comunione a tutti, compresi i luterani che non credono alla Presenza Reale, fa venire atroci dubbi sulla sua fede. Se infatti non c’è alcuna “Presenza”, perché negarla a qualcuno?
    Santità, al punto in cui siamo, Lei non può fare spallucce.
    Da semplice fedele laico la imploro di dirci se crede cattolicamente alla “Presenza Reale di nostro Signore in Corpo Sangue Anima e Divinità nella SS.ma Eucaristia”.

    Noi laici che non ci rassegnamo a morire luterani dovremmo far arrivare al Papa un coro di richieste in materia di Eucaristia e questo anche PER IL SUO STESSO BENE. Non dimostriamo di volergli bene non ponendolo di fronte alla sua tremenda responsabilità.

    1. @Italo Esigibili
      Bravo! Lei ha evidenziato un punto importante:

      “Mentre si discute se … , continua l’opera nefasta di DISTRUZIONE del “patrimonium fidei” che ci è stato trasmesso e consegnato dalla Tradizione Apostolica.”

      Siamo, in modo MOLTO più tragico perché c’è di mezzo il rispetto dovuto alla Divina Volontà e la crescente difficoltà per i battezzati di salvarsi dall’Inferno accogliendo la grazia salvifica, in un altro caso di:
      Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur 🙁 🙁

      Riguardo a Papa Francesco che non si inginocchia davanti al SS. Sacramento, argomento che mi addolora molto, approfitto per precisare che NON è vero che Papa Francesco non si inginocchia mai:
      in questi quattro anni più volte si è pubblicamente inginocchiato.
      Ed è vero che ultimamente sono molte le occasioni in cui in pubblico NON si è inginocchiato.
      Ho letto anche recentemente che persone che hanno grande simpatia per Papa Francesco ricordano che, secondo loro, è tutta una questione di vecchiaia e problemi di salute che rendono al paga difficile e doloroso inginocchiarsi.
      E’ possibile.
      Però sta nei documenti video e fotografici che negli ultimi due anni in altre occasioni Papa Francesco invece SI è INGINOCCHIATO (apparentemente senza fortissimi dolori) davanti a entità (ad esempio i piedi di qualche carcerato musulmano) un tantino meno degne di adorazione di Nostro Signore Gesù il Messia vero Dio Onnipotente.
      Quindi è purtroppo lecito fino ad auspicate chiarificazioni (che sarebbero semplicissime: basterebbero poche parole del papa dette in pubblico) qualche serio dubbio su quello che passi per la testa di Papa Francesco riguardo agli onori dovuti al SS. Sacramento.

  26. Solamente una precisazione,l’Arcivescovo nel suo provvedimento secondo il codice di D.C.non ha sospeso ad divinis don Minutella,inoltre Don Ricotta non fa parte della Parrocchia S. Giovanni Bosco ma bensì di un’altra Parrocchia.Accettare con umiltà le disposizioni, che un vescovo, quale succesore degli Apostoli da ai suoi presbiteri in quanto suoi collaboratori ed inoltre in virtù dell’obbedienza, che ogni presbitero promette al momento dell’ordinazione presbiterale, non è a piacimento secondo le proprie vedute ma sempre se pur in un dialogo tra padre e figlio.
    Molti santi presbiteri hanno accettato con umiltà e sacrificio le decisioni che le autorità ecclesiastiche devono loro, facendone mezzo di santificazione.Vedi San.Pio don Milani e tanti altri che se don Minutella li avrebbe consultato nel suo spirito, sicuramente lo avrebbero consigliato di obbedire a chi è messo alla guida come Pastore del gregge a lui affidato

      1. @Giov

        mi sa che Sant’Atanasio di Alessandria il Grande, Sant’Ilario di Poitiers e San Lucifero di Cagliari, oltre alla B.V. Maria e a S. Michele Arcangelo siano intercessori molto più “sicuri” per don Minutella nel suo presente travaglio.
        E magari anche qualche altro santo celebre per l’enorme pazienza.

    1. @Vittorio Salerno

      La precisazione che lei dà all’inizio era già stata data in questo blog in altri commenti. Comunque grazie: una volta in più mica fa male.

      Il resto del discorso che lei fa, come stanno facendo tanti altri – penso in buona fede – da mesi, è buono in linea di principio ma va contestualizzato nelle situazioni particolari che sono MOLTO DIVERSE.
      Per un cristiano l’obbedienza a Gesù Cristo vero e unico Dio è il primo dovere: come praticarla dipende dalle situazioni della vita in cui ci si trova. Leggo che c’è un’enorme confusione fra il concetto dell’obbedienza a Dio e quella dell’obbedienza disciplinare ai superiori gerarchici che un consacrato o consacrata per i casi della vita si è trovato ad avere: non necessariamente la prima implica la seconda. Non è logicamente possibile far di tutta erba un fascio anche se capisco che istintivamente sia facile che un fedele cattolico, addestrato al rispetto della gerarchia ecclesiale (cosa buona in tempi in cui l’attacco del nemico proveniva sopratutto dall’esterno) reagisca così.

      Inoltre guardi che fino ad ora risulta che don Minutella abbia con diligenza OBBEDITO a tutte le sanzioni disciplinari ricevute nel corso degli anni: non risulta ad esempio che si sia militarmente trincerato nella sua ex-parrocchia 😀

      Io e altri abbiamo già fatto commenti a proposito, in questo e altri articoli: non mi ripeto.

      Per l’ultimo suo suggerimento … molto meglio un requiem per don Milani (che anche se non servisse a lui già arrivato in Paradiso sarà dirottato da lui per altre anime bisognose), e per chiedere grazie meglio ANDARE SUL SICURO con qualcuno delle migliaia di sante anime che con certezza cattolica godono già della visione beatifica. 😉

  27. Obbedire a chi non obbedisce è un problema davvero spinoso!
    Il primo dovere di ogni credente è obbedire al Signore.
    Io obbedisco ai pastori se questi obbediscono al Vangelo di Cristo.
    Se i pastori ci insegnano dottrine contrarie alla Sacra Scrittura, alla Tradizione , al Magistero dei Papi e al Catechismo della Chiesa Cattolica, il nostro dovere è quello di non obbedire, ma , al contrario, resistere e testimoniare la nostra Fede con la preghiera e una vita santa.
    Esercitare sempre la carità nella Verità, la Verità nella Carità.

    1. @Peter
      Giustissimo.
      Questa è verità cattolica… non è una riflessione.
      Noi abbiamo il dovere di obbedire a chi governa secondo la Verità, ma il dovere di non obbedire a chi governa in spegio della Verità (rivelata e custodita dalla Chiesa).
      E’ un discorso un poco spinoso perchè si rischia sempre di agire in modo superficiale, confondendo il piano della condotta privata (piu’ o meno succube del peccato) con quello della coerenza con la Dottrina, e questo è certamente un cavallo di battaglia degli agitatori di acque (includendovi media laicisti, lobbies, dei disinformatori professionisti e quant’altro).

  28. “Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele.” Prima Timoteo 5,8.

  29. Il problema non è essere con Don Minutella o contro.
    Il vero problema è continuare a fare parte di una chiesa che oggettivamente professa dottrine contrarie alla Verità.
    Il pluralismo dottrinale, influenzato da filosofie gnostiche, ha portato inevitabilmente a dottrine non cattoliche!
    Una pastorale senza una dottrina salda e cattolica è il”cavallo di Troia” per la demolizione della Chiesa cattolica.
    Il pluralismo dottrinale, influenzato da cattive filosofie, è una realtà ormai consolidata nei seminari .
    Teologi in odore di eresia hanno forgiato il pensiero di presbiteri e vescovi .
    Sorge quindi una domanda: cosa hanno fatto i Pontefici, i cardinali e i vescovi per impedire che nei seminari, luogo di formazione, penetrasse il “fumo di Satana”?
    Questo è davvero un mistero, o forse…no!

  30. Esattamente!
    Una “c”hiesa che ormai ha rinunciato platealmente a fare da “mater” e da “magistra”, è come il sale diventato scipito, buono solo per essere buttato.
    Tutte le lenzuolate “contro” i don Minutella (presenti e futuri) sono fallaci in quanto proprio i presupposti che ne dovrebbero garantire l’autorevolezza sono miseramente dissolti nel totale marasma relativista presente.

  31. Stamattina il neo Amministratore Parrocchiale si e’ recato in chiesa a ritirare le chiavi e alcuni membri della “Setta” hanno impedito allo stesso di prendere il possesso della parrocchia.
    A quanto pare “impediranno” ogni celebrazione Eucaristica in quanto senza P.Alessandro non deve aver luogo la S.Messa.

    Una VERGOGNA degna della cultura MAFIOSA che va fronteggiata con DENUNCE PENALI e l’intervento coatto delle forze dell’ordine.

    Siete una SETTA e P.Alessandro la Vs “mamma Ebe”.

    1. Gentile Romolo,
      non si lasci prendere dall’emotività.
      Il problema non è se l’iniziativa dei fedeli sia legittima o no, la questione è ancora più grave perché riguarda il futuro della Chiesa.
      Se si andrà avanti con questo nuovo corso, è inevitabile che si moltiplicheranno i Minutella, come si moltiplicheranno iniziative analoghe.
      Credo che realisticamente possiamo affermare che nella Chiesa cattolica vi siano ormai due realtà diverse, due visioni opposte e contrastanti. Non possiamo far finta di non vedere!
      E’ questo il punto del problema, gentile Signor Romolo, siamo agli inizi di uno scisma.
      E’ dovere del Papa e dei vescovi fare chiarezza nella Verità, e riportare la Chiesa alla sana Dottrina e alla millenaria Tradizione.
      “Non si possono servire due padroni”; “il vostro parlare sia sì sì, no no”!
      Credo che siamo tutti d’accordo, o no?

    2. @Romolo

      Se questo comportamento di qualcuno è reale, costituisce un’altra disobbedienza ai consigli di don Minutella:
      già l’ultimo discorso pronunciato, alla fine di quella S. Messa che era previsto che fosse l’ultima di don Minutella da parroco di S. Giovanni Bosco, da un addolorato laico era per sua stessa ammissione una disobbedienza a don Minutella.

      Un ostruzionismo come da lei descritto, se dovesse continuare, andrebbe risolto, nel momento in cui chi (immagino il vescovo) ha i diritti legali sulla parrocchia decidesse di avvalersene forzosamente, con i normali mezzi che la polizia e la magistratura hanno a disposizione per risolvere questi contenziosi.

      Speriamo e preghiamo che brave persone ora travolte dai sentimenti di delusione, dolore, ecc. tornino presto ad agire in modo saggio e nel migliore interesse loro e del loro caro ex-parroco.

  32. Vedete Peter io sono un Cattolico Apostolico Romano.

    Possano piacermi o meno il Sommo Pontefice, o il Vescovo locale, presenti o passati, DEVO continuare a credere nel ruolo che Gesu’ Cristo in persona diede al suo successore.

    Sono nato Cattolico Apostolico Romano e come tale considero volontà di Dio espressa tramite il suo Vicario sulla terra ogni decisione che egli prende.

    Il problema e’ questo.
    Il Papa e’ Vicario di Cristo o un mero burocrate che svolge compiti di amministrazione di una realtà quale quale quella Clericale ?

    Per me e’ Vicario di Cristo, perché Gesù stabili’ ciò.
    Se non crediamo in questo punto, non siamo membri della chiesa (che il Minutella ha definito Prostituta indegna e non Corpo di Cristo).

    Dite bene, non si possono servire due padroni e io servo il Papa Vicario di Cristo e non il “gurù Minutella”.

    S.Giovanni Bosco conta di 20.000 abitanti di questi solo 50 vanno in chiesa, il resto sono persone NON del territorio parrocchiale.

    Domanda, siamo sicuri che siano i Parrocchiani a volere il Minutella con loro ?

    Io dico di no.
    I parrocchiani “veri” li trovi presso il “Beccheri la Ferla” costretti ad “emigrare” altrove per causa del Minutella.

    Spero che questa TRISTE vicenda finisca presto, ma penso che in tutto ciò il vero grande vincitore e’ SATANA che sta sguazzando e gioendo tramite il comportamento, spero non volontaria, del Minutella.

  33. Caro Romolo,
    capisco il suo disappunto di persona che vuole essere fedele (poi i fatti di paese lei li conoscerà sicuramente meglio di noi), ma, come ha scritto Peter, non si puo’ non notare che ormai la Chiesa Cattolica ha due anime, di cui solo una “DOCG” (mi consenta la battuta).
    Non dimentichi che stiamo vivendo tempi unici (da 2000 anni a questa parte), e che i paradigmi della storia passata, pur utili, non sempre calzano a pennello.
    Non dimentichi, che esiste un signore, sempre vestito di bianco e di nome Benedetto, la cui sola esistenza fa a pugni con tutte le certezze che lei ha giustamente enunciato.

  34. Luigi9 ci sono stati già in passato momenti con più “papi” ma uno sono (l’ultimo) era poi quello che ricopriva il ruolo “Petrino”.

    Il Minutella ha affermato a fine anno scorso che il 13 Maggio 2017 per il centenario di Fatima avremmo assistito a qualcosa di grandioso.

    Beh l’unica cosa che ho notato in quel giorno e’ stata la proclamazione dei 3 pastorelli agli onori della chiesa, nonostante lo stesso aveva detto che Bergoglio non li avrebbe proprio considerati.

    Quando a Gesù chiedono sulla fine dei tempi egli risponde:
    “Quanto a quel giorno e a quell’ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre.”

    O forse il Minutella conosce cose che neppure Gesù afferma di conoscere ?

    Una cosa mi e’ rimasta impressa del Minutella:
    Egli afferma che in un ipotetico incontro con gli angeli e i sacerdoti, prima va rivolto un saluto al sacerdote e poi all’angelo.
    Peccato che S.Paolo (mica pinco pallo) nella lettera agli Ebrei afferma “quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli ”
    Evidentemente il Minutella e’ superiore a Gesù Cristo oppure S.Paolo non capiva un tubo !!!

    Sia lodato Gesù Cristo

    1. Romolo,
      c’è stato un periodo in cui i pretendenti papi erano addirittura tre. Va da sè che il papa era solo quello legittimo (e lasciamo ai canonici la disquisizione), ma i tempi erano, mi consenta, assai diversi. In questi fatti c’era la “zampa” pesante del potere temporale e l’ingordigia.
      Non mi pare che la situazione di oggi, stante le note premesse (evitiamo inutili lenzuolate), siano esattamente le stesse di qualche secolo fa: cito solo le numerose profezie che sembrano dipingere in modo inequivocabile i tempi attuali… quello che stiamo vivendo, e spero di non venire travisato, sta assumendo i contorni escatologici di una guerra tra bene e male.
      Quanto alla “precedenza” del saluto: la cosa non mi giunge nuova perchè mi è già capitato di ascoltare una catechesi via radio di Don Leonardo Maria Pompei (sacerdote di solida dottrina e teologia, e non certo “rivoluzionario” nel senso “minutelliano”) che addirittura, su basi scritturistiche, diceva che Maria SS stessa, dovendo incontrare San Michele Arcangelo (non proprio l’ultimo) e un sacerdote, avrebbe salutato prima il sacerdote, ma solo in virtu’ di quell’insondabile e assoluto privilegio concesso agli ordinati di rendere presente Cristo nella mistero eucaristico (mistero tanto immenso quanto incompreso).

    2. Caro Romolo,
      io La capisco perchè Lei soffre quanto noi!
      L’obbedienza al Vicario di Cristo , il dolce Cristo in terra,è il fondamento della nostra Fede.
      Noi amiamo il Papa, non siamo antipapisti, ma siamo con Pietro e sotto Pietro!
      Ma Pietro ha un mandato, un munus straordinario che Cristo, Capo della Chiesa gli ha affidato: confermare nella fede i fratelli, le pecorelle e gli agnelli.
      Per questo, dobbiamo pregare incessantemente perchè il Papa custodisca la vera Fede apostolica professata dagli Apostoli.
      Noi soffriamo quanto Lei, quando sentiamo dalla bocca di alcuni pastori stravolgere la legge sacrosanta di Dio. E’ l’obbedienza alla Legge di Dio e alla Sua Parola che ci fa santi; è l’obbedienza al volontà di Dio, vissuta e testimoniata con semplicità di cuore che ci fa veri figli della Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica.
      Non c’è posto per l’odio, l’inimicizia, la divisione, ma abbiamo tutti il dovere di essere umili e credibili testimoni di Cristo e del Suo Vangelo, perchè Cristo è l’unica conoscenza che salva!

        1. Il fondamento della nostra Fede è Cristo, la Via, la Verità, la Vita.
          Per noi cattolici il Romano Pontefice è il Vicario di Cristo. Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa…!
          Questa è una verità di fede, è Parola di Dio!

          1. E se l’attuale “pietra” vaticana è stata messa lì da traffici e inciuci di poteri forti con cardinali sangallini che da anni si incontravano in svizzera chiudendo di fatto la bocca allo Spirito Santo che si è trovato un “papa” già confezionato e deciso prima ancora dell’infausto “conclave” del 2013? Perfino dannels, membro dell’oscuro gruppo l’ha confermato!!!!!! Svegliarsi per favore!

          2. Non esiste nessun inciucio che possa modificare o annullare le promesse di Cristo, e questo per il banale motivo che Cristo non era un semplice uomo, ma è Dio, perciò nulla accade se non per Sua volontà o Sua permissione.

            Ma ha chiaramente detto che Pietro è la pietra su cui è costruita la Chiesa, e che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa, perciò è impossibile che permetta che le porte dell’inferno prevalgano.

            E Cristo non si rimangia la parola.

    3. @Romolo

      ho dato un’occhiata ad alcuni commenti che lei ha fatto dopo che ero stato qui sul blog l’ultima volta: mi sembra di comprendere che lei sia sinceramente addolorato per il travaglio in cui si trova la parrocchia di San Giovanni Bosco.
      E sinceramente auguro che a lei e a tutti gli altri che avrebbero piacere di essere parrocchiani in quella parrocchia palermitana di poter presto tornare ad avere una comunità pacificata e un volenteroso e devoto sacerdote che, al di là di una personalità più o meno simpatica, amministri i sacramenti e celebri le liturgie come devono essere secondo la dottrina cattolica.

      Io non so che cosa avesse in testa don Minutella quando prospettava “grandi eventi” per il 2017, centenario di Fatima.
      Gli anniversari “tondi” in numeri a base decimale hanno un significato particolare nella nostra cultura occidentale moderna: già in tempi biblici, quando erano diverse le culture delle varie generazioni dell’Antico Israele e delle prime generazioni del Nuovo, c’erano altri numeri ritenuti notevoli per gli anniversari anche in campo religioso.
      Quindi tutta questa aspettativa metafisica proprio per il centenario si è sempre parsa azzardata, un po’ come quelle palpitazioni che tanti avevano per il 2000 o per quella data (che nemmeno ricordo) della “fine del mondo” secondo i Maya.
      Detto questo, vediamo che dal punto di vista cattolico in realtà stanno succedendo grandi (e IMHO prevalentemente brutte) cose in questo 2017 “fatimista”.
      Abbiamo avuto la santificazione dei due pastorelli … e ahimé abbiamo avuto in pratica la DEMOLIZIONE papale (e di tutti quelli che hanno predicato adeguandosi all’impostazione papale) del messaggio che la Beata Vergine volle lasciare ai veggenti (messaggio ora ridotto a quelle parti adattabili al misericordismo di moda, censurando ogni riferimento a penitenza anche per i bambini piccoli, Inferno, castighi terreni, conversione della Russia, ecc.

      Se questo non le sembra (cattolicamente parlando) un tragico evento, che farà ricordare il 2017, allora abbiamo concetti molto diversi di quali sono le vere tragedie per la nostra religione.

      Poi stiamo vedendo scoppiare nuove divisioni molto dure fra i pochi che ancora si considerano cattolici praticanti.

      Stiamo vedendo cardinali e generali che belli come il sole e inondati di apprezzamento papale sparano eresie che qualche secolo fa li avrebbero mandati (purtroppo) al rogo.

      Vediamo una crescente ostilità delle gerarchie della Chiesa ad apparizioni mariane non ancora approvate dal Vaticano ma che da anni hanno enorme seguito fra i fedeli (Medjugorjie, Anguera, Itapiranga, ecc.).

      Vediamo la “confusione dottrinale” fra vescovi e cardinali che è incompatibile con Verità evangelica.

      Ecc. ecc. : possiamo tutti scrivere volendo una lenzuolata di tragici problemi che in questo 2017 si stanno manifestando o aggravando.

      In effetti, per il momento, nel 2017 la Fine del Mondo non è avvenuta ma di altre disgrazie (anche fuori dalla Chiesa) in questo 2017 ce ne sono a bizzeffe (e alcune sono novità).

      Riguardo infine al quesito teologico che lei pone, qualcuno ha già accennato a risposte prese da insegnamenti di esperti di teologia cattolica [attributo che è importante specificare al giorno d’oggi, aggiungendo che è opportuno che non siano sedicenti cattolici e che la loro cattolicità fosse ben riconosciuta sotto i precedenti papi, giusto per non ritrovarci con le opinioni di Fratel Bianchi, o del prof. Mancuso], a naso direi che non debba essere motivo di grande preoccupazione.
      Infatti mi è stato sempre insegnato che può essere un terribile sbaglio fare valutazioni solo da un versetto delle Sacre Scritture, dovendo invece farne una valutazione complessiva con tutto il resto (spesso apparentemente contraddittorio) scritto nell’A.T e N.T., seguendo l’interpretazione della Tradizione Cattolica che è per nostra comodità sintetizzata nel Catechismo.

      Complessivamente parlando, nella religione cristiano-cattolica Gesù è l’unico, vero, onnipotente Dio, e in particolare la Sua seconda persona:
      quindi la Sua (di gesù vero Dio) superiorità agli angeli è vera per definizione.
      La frase di San Paolo va interpretata in modo da rimanere in accordo con questo fondamentale dogma, che riaffermiamo ogni volta che pronunciamo il Credo. Da ignorante, suppongo che nei secoli si siano accumulate tonnellate di studi esegetici su questa frase paolina.

      E sempre a naso trovo pure ovvia la citazione di don Pompei: quando siamo di fronte a un sacerdote “in persona Christi” è ovvio che noi dobbiamo onorare prima il sacerdote che impersona, nel suo ministero, Dio prima di qualunque angelo.

      Se ci fosse qualche teologo che ci legge potrebbe gentilmente darci qualche riferimento bibliografico per imparare meglio che cosa esattamente insegna la Chiesa su questo argomento.

      Sempre sia lodato G.C. 🙂

  35. “…Abbiamo avuto la santificazione dei due pastorelli … e ahimé abbiamo avuto in pratica la DEMOLIZIONE papale (e di tutti quelli che hanno predicato adeguandosi all’impostazione papale) del messaggio che la Beata Vergine volle lasciare ai veggenti ….”

    Se non è scandaloso questo !!!
    Pure alla Madonna, nella persona dei pastorelli, vogliono tappare la bocca…

    Infatti oggi oltre al famoso “promoveatur…” è in voga anche il “sanctificetur…” (o il “beatificatur…”) … ut amoveatur.
    Si vedano Paolo VI e GPII, e pure Papa Roncalli (certamente “buono”, ma non buonista)… che se fossero vivi lancerebbero fulmini a destra e a manca.

  36. Il fumo di Satana e’ entrato nella chiesa negli anni 70/80.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Marcinkus
    https://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_per_le_opere_di_religione
    https://it.wikipedia.org/wiki/Sparizione_di_Emanuela_Orlandi

    So che molti storceranno il naso, ma se oggi ci ritroviamo una classe Vescovile e dei seminari gestiti male forse e’ la colpa di quel papa che ha fatto certe scelte scellerate, ma che recentemente e’ stato proclamato Santo, nonostante i vari casi Marcinkus, Banco IOR, legami all’omicidio Calvi, comparsa di Emanuela Orlandi ecc…

    1. @Romolo
      Già da alcuni anni prima, come ci fu detto da “fonti autorevoli, ben informate” 😉

      Vedere alcune rivelazioni private della B.V. Maria.
      Vedere quanto detto da San P. Pio da Pietrelcina.
      Vedere, come CERTIFICAZIONE PAPALE dell’ingresso già avvenuto, l’omelia del B. Paolo VI ESATTAMENTE 45 (quarantacinque!!!!) anni fa, il 29 Giugno 1972 durante l’omelia per la Solennità dei SS. Pietro e Paolo:
      affermò di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio».

      Per quello che ci è stato rivelato dall’Onnipotente sappiamo che, eccetto la B.V. Theotokos, anche i beati e i santi hanno fatto errori.

      Per quello che già da secoli è già ben compreso anche dalle più alte gerarchie ecclesiastiche (ricordiamo quella dichiarazione ai tempi di Napoleone!) la Chiesa di N.S. Gesù Cristo continua ad esistere nel mondo NONOSTANTE i preti.

      Quindi in linea di principio dovremmo essere addolorati ma non sorpresi da quanto anche lei, dopo chissà quanti altri di noi nel corso degli ultimi decenni, giustamente richiama delle scelleratezze vaticane.

      Nonostante quanto sopra, anch’io non riesco comunque a evitare di continuare a stupirmi riflettendo a quanti disgraziati errori siano avvenuti proprio sotto il regno di papi che, a parte la formale canonizzazione, sono stati da quasi tutti stimati come uomini di solida fede cristiana e intelletto elevato.

      L’ho già detto alcune volte, forse anche su questo blog (mi scuso nel caso della ripetizione):
      forse quello che mi sconcerta di più è come gli ultimi papi (a cominciare da Pio XII, con Montini ad esempio: sono molto ignorante della storia più vecchia) abbiano promosso e scelto per i più alti incarichi ecclesiastici che in parecchi casi erano già noti come oppositori delle politiche di quel papa o come persone “problematiche” (eufemismo).
      Bohhhhhh, mistero di autolesionismo ? 🙁
      Questo in un’organizzazione dove ufficialmente il papa ha potere assoluto e può scegliere o cacciare chi vuole!
      Nella realtà anche il recente caso di Benedetto XVI ci indica quanto poco comandi il papa.
      Mi sforzo di tener conto di questo anche ora quando scappa fuori qualche “bergoglionata”.

  37. Caro Romolo,
    a mio modesto avviso, il problema è mammona.
    Il Vaticano ha molti soldi, ma sappiamo che soldi , potere e corruzione ci allontano da Dio.
    Purtroppo, l’effetto Bergoglio non ha cambiato il corso della Chiesa, anzi ne ha accelerato lo scempio dottrinale e liturgico.
    L’abbattimento dei muri tanto agognato da Bergoglio si è drammaticamente portato a termine. Il figlio del padrone della vigna è stato assassinato. Animali immondi e rapaci si aggirano indisturbati nella vigna del Signore.
    Lo scisma è alle porte! Se non è stato formalmente dichiarato, di fatto è già in atto!

    1. Senta Romolo, è da diverso tempo che offende la memoria di San Giovanni Paolo II. Ed offende tutti i cattolici.
      Per favore, i suoi convincimenti “sedevacantisti” (dopo Pio XII non abbiamo Papi, Paolo VI massone, Wojtyla ebreo -come se fosse una colpa!- ed altre elucubrazioni di quel Domenicano francese) li conosciamo.
      Quello che invece sta avvenendo oggi è cosa diversa e, per certi versi, inaudita: non mischi tutto.

      Se la Chiesa ha resistito ai terribili attacchi del male (interni ed esterni) è proprio perchè al Timone c’erano Pastori saldi nella fede. E perchè, sul piano della ortodossia, il grande Ratzinger (un Dottore della Chiesa) ha salvaguardato la dottrina dalle correnti devianti che già esistevano.

      Per favore, per favore, per favore: il “tanto peggio tanto meglio” non giova a nessuno.
      Il Catechismo della Chiesa Cattolica (che sempre più ci sarà di ausilio e sempre piu verrà attaccato e picconato) lo ha voluto profeticamente Giovanni Paolo II.

      E comprendiamo bene perché!

      Grazie.

      1. Signor Cosimo non vedo dove avrei offeso da tempo la memoria di Giovanni Paolo II.
        Ho solamente puntualizzato che sbaglia chi pone lo stesso a baluardo della sana Dottrina Cattolica.
        Molte sue scelte sono errate.

        Lo stesso Pietro e’ chiamato da Gesù “Satana” perché pensa come gli uomini e non come Dio.

        Io credo che tranne qualche caso, gente “Santa” ce ne sta davvero poca e che solo la immensa misericordia di Dio può portare le nostre povere anime in Paradiso.

        Tornado allo scisma io credo che non solo e’ inutile ma soprattutto dannoso.
        Vedere contestazioni al Sommo Pontefice e ai Vescovi locali e’ errato e vedere parroci che aizzano i fedeli contro gli stessi e’ la cosa peggiore che possa esserci.
        Se un parroco afferma che il Vescovo (Lorefice nella fattispecie) non e’ nessuno in quanto nominato da Bergoglio che come ribadisce ad oltranza non e’ il Papa, trasmette ai fedeli l’idea che l’obbedienza alla gerarchia e’ inutile e non dovuta.

        Questa e’ la cosa che mi disturba, da Cattolico, so che nessuno e’ perfetto (eccetto l’Altissimo) ma so anche che non DEVO attaccare l’operato di un Pontefice che ha ricevuto tramite lo Spirito Santo l’ingrato compito di guidare la Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

        I papi sbagliano e lo sappiamo e questo era il senso delle mie affermazioni di sopra, ma da affermare certe idee a creare insubordinazione ce ne passa.

        http://www.uccronline.it/2017/04/25/don-minutella-senza-freni-bergoglio-non-e-papa-ma-massone-satanista/

      2. @cosimo de matteis

        🙂 si è dimenticato di citare i non so quanti rabbini fra gli antenati di Benedetto XVI 😀

        “Quello che invece sta avvenendo oggi è cosa diversa e, per certi versi, inaudita: non mischi tutto.”

        Questa è una considerazione importante da cui partire per cercare di fare qualche cosa di utile a noi e agli altri.

        Orme di zoccoli caprini e fetore sulfureo c’erano già in Vatinano (come nel resto del mondo) anche prima: purtroppo lo sappiamo.

        Ma con la crisi (rivoluzionaria) del 2012/2013 è cambiato l’ordine di grandezza della crisi della Chiesa Cattolica.
        E’ iniziato un nuovo tempo di emergenza (o di più grande emergenza per i lungimiranti che certi problemi li avevano già denunciati e combattuti anche decenni prima).

        Letteralmente INAUDITI prima sono gravi fatti avvenuti dal 2012/2013 ad oggi.

        Un indizio piccino piccino è anche questo (o altri simili, in tante lingue) blog:
        l’emergenza che stiamo vivendo ha svegliato interessi e difese immunitarie per decenni sopite, ignorate, nemmeno immaginate.

        Quando ragioniamo sulle vicende della cronaca di oggi come se fossimo ancora nel 2011 o prima secondo me facilmente sbagliamo.

    2. @Romolo

      Nessuna sorpresa (vedi mio commento sopra): fra l’altro per motivi statistici, in considerazione del lunghissimo pontificato, è molto probabile che i cardinali oggi esistenti siano stati creati da lui.

      Mi permetto di condividere una riflessione fatta tempo fa:
      alcuni dei cardinali più “problematici” furono creati negli ultimi anni di San G.P. II, quando era già vecchio e sopratutto malato e MOLTO sofferente.

      Per questa specifica accusa al card. Pell raccomando prudenza perché sappiamo che da molti anni nel suo paese è sotto attacco politico dai locali laicisti.
      Come già osservato da molti, uno degli sbagli che fece Bergoglio fu di portare in Vaticano ad altissima responsabilità il card. Pell che ERA GIà sotto attacco: scelta che sembra fatta apposta per favorire i nemici della Chiesa.
      In questi pochi anni Papa Francesco ha ha collezionato molti disastri nelle sue scelte di collaboratori.

  38. A Marco:

    Marco, la sodomia Marco.

    Conosciamo e l’Amoris Laetitia e il Catechismo e soprattutto il Vangelo.

    E’ la sodomia che fa schifo.
    Ed è indifendibile.
    Ed invece si sta aprendo la strada, con gesuitismi e bizantinismi, per “difenderlo”.

    Ed invece la sodomia (che molti omosessuali, inclusi preti e vescovi, praticano “regolarmente”) è un peccato gravissimo che manco per idea può essere minimamente difeso.

    La Sodomia, Marco, la sodomia.

    Quello è lo schifo.
    Quello praticano molti preti.
    Charamsa e mille altri.

    Dicendo che è “amore”.

    La sodomia Marco, la sodomia.

    1. “Per chi crede anche il deserto fiorirà”. Così ci dice la Scrittura!
      Ho una grande speranza che vorrei condividere con voi , una speranza che nasce dalla Fede in Gesù Cristo.
      Amo molto la spiritualità monastica di S.Benedetto e la sua S. Regola, un modello di santità ed equilibrio. Essa, nel corso dei secoli, ha forgiato innumerevoli schiere di santi.
      Le macerie provocate dai barbari nei primi secoli del medio-evo, possono in qualche modo richiamare i tempi presenti.
      L’Europa è uno sfacelo: l’apostasia, la perdita di ogni valore morale, la dittatura del relativismo, programmata ed attuata da questo pontefice, impongono una presa di coscienza urgente e definitiva.
      Noi cattolici che crediamo nelle radici cristiane dell’Europa, abbiamo il dovere di promuovere e sostenere la dottrina sociale della Chiesa. Non possiamo permettere che nella Chiesa si alzino voci a sostegno di dottrine palesemente erronee se non eretiche!
      Dobbiamo alzare la voce con l’arma che possediamo: la verità del Vangelo, la Tradizione bimillenaria e il Magistero dei papi.
      Sono riconoscente al Dott. Tosatti che, attraverso questo blog, permette un proficuo e fruttuoso scambio di idee.
      E’ ora di uscire allo scoperto e di testimoniare la verità del Vangelo di Cristo. Solo così potremo aiutare i presbiteri vacillanti, i vescovi paurosi!
      Andiamo avanti con la fede, la speranza e la carità.

    2. @Cosimo

      Mai ho messo in dubbio che la sodomia sia un gravissimo peccato; nè ho messo in dubbio che (purtroppo) è praticata da molti ecclesiastici.

  39. Con tutto il rispetto dovuto a tutti, na cambiamo nome al blog, anziché STILUM CURIAE è più adatto “le lenzuolate luterane di…..” E non occorre che specifichi il nome!

    1. Lutero sul Papa diceva che

      “… Essi [i Papi] si adornano con il nome di Cristo, di san Pietro e di Chiesa, anche se sono pieni dei peggiori diavoli dell’inferno, pieni, pieni, e così pieni che non possono né espellere né vomitare né starnutire nessun diavolo. … Ora vediamo che egli [il Papa] con i suoi cardinali romani non è nient’altro che un ladro disperato, nemico di Dio e dell’uomo, distruttore del cristianesimo e vivente dimora di Satana… ”

      “Il diavolo, che ha fondato il papato, parla e agisce sempre attraverso il Papa e la Sede romana.”

      “Vuoi sapere che cosa è il Papa e da dove viene? È un abominio di idolatria, prodotto da tutti i diavoli dalla fossa dell’inferno.”

      “Colui che è obbediente al Papa, è benedetto, ma lui, il Papa stesso, come roccia, non deve essere sottomesso e obbedire a nessuno. Dal quel momento tu hai il sacro diritto di considerare, alla luce di tutte le decretali, che il Papa, e il suo papato, è uno spettro demoniaco, che tira la sua origine da una comprensione sbagliata di Matteo 16; vale a dire da bugie, e da bestemmia, come nato dal posteriore del diavolo. ”

      “Nessuna buona coscienza cristiana può credere che il Papa sia il capo della Chiesa cristiana, né il vicario di Dio o di Cristo, ma è il capo della chiesa maledetta dei peggiori banditi della terra, vicario del diavolo, nemico di Dio, un avversario di Cristo e distruttore della Chiesa di Cristo, maestro di menzogna, di blasfemia e di idolatria, brigante e rapinatore della Chiesa e del signore laico, assassino di re e causa di tutti i tipi di spargimento di sangue, una puttana sopra ogni puttana, impegnata nella sua fornicazione, un anticristo, un uomo del peccato e figlio della perdizione, un lupo mannaro vero e proprio. ”

      “Ciò che viene dal Papa è il male assoluto sulla terra… Che Dio ci aiuti, Amen.”

      (Citazioni raccolte dalle Opera Omnia di Martino Lutero, edizione di Weimar)

      In effetti vedendo quello che molti scrivono (a partire da lei) su questo blog, riguardo al Papa, il blog potrebbe essere ben intitolato “le lenzuolate luterane dei cattolici “duri e puri” di oggi”, perchè ciò che scrivete non è diverso da ciò che scriveva il porco sassone.

      1. PER FORTUNA NOSTRA E SFORTUNA SUA CI SONO FIOR DI TEOLOGI CHE DICONO L’ESATTO CONTRARIO DI LEI E NON INTERPRETANO! SORGE SEMPRE PIÙ INSISTENTE L’INTERROGATIVO: PERCHÉ VUOLE AD OGNI COSTO, ANCHE QUELLO DI PASSARE PER SUPPONENTE E SACCENTE, CONVINCERCI? DICE CHE È IL VANGELO E LE SCRITTURE? È SOLO LA SUA INTERPRETAZIONE CHE VORREBBE FARCI DIVENTARE TUTTI LUTERANI! QUANTO A CAVALCOLI, È STATO AL FIANCO DI (padre) Livio E CONSIDERATO IL TRIPLO CARPIATO CON CUI questi È CAMBIATO PER COMPIACERE IL KAPO E NON FARSI CHIUDERE LA RADIO……! sarebbe da parte sua signor Marco un atto di carità e umiltà piantarla con le lenzuolate, come più di qualcuno le sta chiedendo, anzi supplicando. Grazie di cuore!

        1. Dimenticavo…. dribblate sempre tutti su Sangallo…..E sul fatto che il primo disobbediente è l’argentino…. infatti mi risulta che un gesuita non potrebbe diventare Papa!

          1. Cara Giusy,

            Lei scrive le seguenti proposizioni

            “PER FORTUNA NOSTRA E SFORTUNA SUA CI SONO FIOR DI TEOLOGI CHE DICONO L’ESATTO CONTRARIO DI LEI E NON INTERPRETANO!”

            ” dribblate sempre tutti su Sangallo”

            A queste rispondo con quanto segue

            “Un fatto dogmatico è un fatto che non è stato rivelato, ma è tuttavia così intimamente connesso con una dottrina di fede che senza conoscenza certa del fatto non può esserci conoscenza certa della dottrina. Per esempio, fu il Concilio Vaticano [Primo] veramente ecumenico? Fu Pio IX un legittimo papa? Fu l’elezione di Pio XI valida? Queste domande devono essere decise con certezza prima che i decreti di un qualsiasi concilio o papa possano essere accettati come infallibilmente veri e vincolanti per la Chiesa. È evidente, dunque, che la Chiesa deve essere infallibile nel giudicare tali fatti, e dal momento che la Chiesa è infallibile nel credere come nell’insegnare, ne segue che il consenso praticamente unanime dei vescovi e dei fedeli nell’accettare un concilio come ecumenico, o un Romano Pontefice come legittimamente eletto, da assoluta e infallibile certezza del fatto.” [1]

            “l’adesione della Chiesa universale sarà sempre, in sé, un segno infallibile della legittimità di un determinato pontefice, E dunque anche della esistenza di tutte le condizioni richieste per la legittimità stessa. Non serve guardare lontano per averne prova, ma troviamo immediatamente nella promessa e nella infallibile provvidenza di Cristo: ‘Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa’, ed ‘Ecco, io sarò con voi tutti i giorni’. […] Come diverrà ancora più chiaro da quel che diremo più tardi, Dio può permettere che alle volte la vacanza della Sede Apostolica si prolunghi per un lungo tempo. Può anche permettere che sorga un dubbio circa la validità di questa o di quella elezione. Non può tuttavia permettere che l’intera chiesa accetti come Papa colui che non è tale veramente e legittimamente. Così, dal momento in cui il Papa è accettato dalla Chiesa e unito a lei quale capo del corpo, non è più permesso sollevare dubbi circa un possibile vizio della elezione o una possibile mancanza di qualche condizione necessaria per la legittimità. Questo perché la menzionata adesione della Chiesa sana in radice tutti i difetti della elezione e prova infallibilmente l’esistenza di tutte le condizioni richieste.” [2]

            ” È immediatamente di FEDE DIVINA che questo uomo in particolare, legittimamente eletto e accettato dalla Chiesa, è il supremo pontefice e successore di Pietro, non solo quoad se (in sé) ma anche quad nos (per noi) – anche se è molto più manifesto per noi (quad nos) quando de facto il Papa definisce qualcosa. In pratica, nessun cattolico non concorda con la nostra conclusione. […] cristo Signore ha dato responsabilità alla Chiesa di scegliersi un uomo che, per un certo periodo, sia il tipo di regola della fede appena descritto; e, conseguentemente, la Chiesa ha anche ricevuto il compito di determinare, attraverso il suo atto di accettazione, che questo uomo sia stato eletto canonicamente e legittimamente. Perché, proprio come spetta al Papa e alla Chiesa determinare quali libri sono canonici, così spetta alla Chiesa [non al giudizio privato] di determinare quale uomo è stato scelto per essere norma e regola vivente della fede. […] [Dunque questa materia] è qualcosa che la Chiesa può determinare come una verità di fede.” [3]

            “Chiunque negasse che un particolare uomo è Papa dopo che questi sia stato pacificamente canonicamente accettato, non solo sarebbe uno scismatico, ma anche un eretico; poiché, non solo romperebbe l’unità della Chiesa […] ma aggiungerebbe anche a ciò una perversa dottrina, negando che l’uomo accettato dalla Chiesa debba essere tenuto quale Papa e come regola della fede. È qui pertinente l’insegnamento di S. Girolamo (commentario sulla Lettera a Tito, capitolo 3) e di S.Tommaso (Ila Ilae Q. 39 A. 1 a 3), per cui ogni scisma comporta di per sé qualche eresia, per giustificare la sua defezione dalla Chiesa. Così, sebbene lo scisma sia distinto dalla eresia, nel […] caso in questione, chiunque negherebbe la proposizione appena detta non sarebbe puramente uno scismatico, ma anche un eretico, come anche sostiene il Suarez.” [4]

            [1] The Church of Christ, pagine 288, 289, 290

            [2] L.Billot Tractatus De Ecclesia Christi, volume 1, pagine 612, 613

            [3] Giovanni di San Tommaso, da “Cursus Theologicus” Tomo 6, questione 17 sulla Fede, disputazione 8

            [4] Ibidem (come al punto 3)

          2. Si risparmi la fatica, non leggo più, sinceramente è diventato troppo pesante, mi bastano i miei riferimenti, proprio ieri ho parlato con un fior di teologo E tanto mi basta. Cordialità

          3. “Si risparmi la fatica, non leggo più, sinceramente è diventato troppo pesante, mi bastano i miei riferimenti, proprio ieri ho parlato con un fior di teologo”

            Anche Mancuso (che nega il peccato originale) si qualifica come “fior di teologo”, ed è considerato come tale da diversi cattolici, purtroppo.

            Poi è divertente, lei parla di “fior di teologo”, io invece i fior di teologi li cito con nome e cognome e riporto ciò che hanno scritto.

            C’è un po’ di differenza.

            Ad ogni modo buona giornata, e che il Signore, con la Sua Grazia efficace, possa illuminarla sul suo grave errore nel quale è incorsa (in buona Fede, certo, perciò non credo che ne sia imputabile, anche perché manifesta un autentico amore per la Chiesa, ma sempre errore è).

          4. Ora basta, lei è un presuntuoso che parla per luoghi comuni, io non cito il nome della persona interpellata e che le assicuro essere un Consacrato e l’esatto opposto di mancuso, semplicemente per non darla in pasto a gente come lei, che è arrogante e presuntuoso. RIPETO CHE HO I MIEI CONFESSORI, quindi solo loro hanno diritto di dirmi se sono in peccato o no….lei, “grande luminare di scienza teologia e carità” di me e della mia Vita non sa NULLA!!!!! Quindi taccia e si vergogni almeno un po’, ma chi crede di essere!!!! Solo un degno figlio di bergoglio!

          5. Io ho detto che il suo è un errore oggettivo, non mi sono permesso di dire che sia in peccato mortale. Anzi, ho pure detto che secondo me lei è in totale buona Fede. Ma ciò non toglie che rifiutare un Papa sia un grave errore oggettivo, non diventa una cosa giusta solo perché chi fa detto errore crede in buona Fede che sia giusto.

            Al contrario lei non fa che giudicare il foro interno altrui e offendere, dandomi del “degno figlio di Bergoglio” e altri epiteti molto poco piacevoli.

            Se c’è qualcuno di presuntuoso quindi non sono certo io, che mi limito a giudicare un errore oggettivo, ma lei, che giudica il foro interno altrui e sempre partendo dal presupposto peggiore.

          6. Come chiama lei, dottorino, chi si mette sempre in cattedra dispensando “verità”, io le sue, a dxx e sin? Lei è presuntuoso, si crede l’unico illuminato, e se io sbaglio o non sbaglio, in buona fede o meno, GLIELO RIPETO, CHISSÀ CHE lei NON CI ARRIVI, SOLO I MIEI CONFESSORI e GUIDE SPIRITUALI HANNO IL DIRITTO DI DIRMELO. LEI PENSI ALLA SUA DI COSCIENZA E ALLA SUA DI ANIMA, COME TUTTI DOVREBBERO FARE.

          7. No; sono due cose diverse: dire che la Chiesa può sbagliare nel riconoscere un Pontefice come tale è un errore oggettivo, e ho il dovere e diritto di dirlo.

            La sua buona Fede nel sostenere questo errore invece è una questione tra lei e il suo confessore, io ho semplicemente detto che la mia impressione è che lei sia in buona Fede.

            Se lei è così crassamente ignorante da non capire la differenza tra errore oggettivo e buona Fede, e che il primo può essere giudicato da chiunque, io di nuovo non so che farci.

            Riguardo a questo

            “LEI PENSI ALLA SUA DI COSCIENZA E ALLA SUA DI ANIMA, COME TUTTI DOVREBBERO FARE.”

            Dovrebbe ricordarlo a chi afferma che i divorziati risposati devono necessariamente essere esclusi dalla Comunione perché sempre in peccato mortale (dando così un giudizio sull’anima di milioni di persone).

          8. Se lei è prostrato al protestantesimo si accomodi, e le ripeto, invece di lavarsi la sua Coscienza rompendo le scatole agli altri, provi a guardare un po’ più a fondo la sua. Se io avrei una crassa ignoranza, lei ha un infinita CAFONERIA. E mi fa ridere che di punto in bianco tutti i divorziati risposati ora con il suo kapo sbavino per ricevere la Particola. In ogni parrocchia sono sempre stati i benvenuti, ben prima dell’infausto arrivo del suo kapo, semplicemente fanno la Comunione Spirituale, CE LA FA A CAPIRE? Omaggi sentitissimi. Marco, nuovo Einstein. nuovo Faraone, nuovo imperatore, nuovo re sole, meno che c’è lei sennò povero mondo!!!!!!👾👾👾👾👾

          9. Io ho detto che lei mi sembra in buona Fede perché mi sembra che ami molto la Chiesa, anche se ha idee erronee.

            Il mio era quindi non un giudizio, ma una impressione, e io cerco sempre di vedere il bene negli altri, mentre lei (anche altri glielo hanno fatto notare) sembra sempre partire dal presupposto dell’altrui malafede, e pensa sempre male.

          10. Cara Giusy,

            Purtroppo per l’ennesima volta dimostra di non avere capito ciò che ho scritto.

            Ci riprovo: penso anche io che l’interpretazione più prudente di Al, visto il clero oggettivamente inadeguato che abbiamo, sia quella dei vescovi polacchi.

            Questo perché? Perché purtroppo molti sacerdoti oggi assolverebbero tutti, indipendentemente da un serio discernimento e dalle attenuanti, e quindi c’è il serio rischio di favorire comunioni sacrileghe.

            Quello che contesto è l’idea espressa nemmeno tanto velatamente da alcuni che i divorziati risposati non possano fare la Comunione perché sarebbero sempre, indiependentemente dai casi, in peccato mortale.

            Lei non ha mai sostenuto questo, ma altri si. È per questo che le ho detto che la sua frase

            “LEI PENSI ALLA SUA DI COSCIENZA E ALLA SUA DI ANIMA, COME TUTTI DOVREBBERO FARE.”

            Dovrebbe rivolgerla a queste persone.

            E ora basta, io non ce l’ho con lei, le dico solo che dovrebbe usare un po’ più di carità quando mi legge e non partire dal presupposto che io sia un servo sciocco di Bergoglio, un modernista, ecc.

            Perché non lo sono, e le critiche che ho fatto al Papa lo dimostrano. Ma questo non significa che io voglia passare all’estremo opposto del sedevacantismo.

          11. SI SI o NO NO, quindi NO, Marco, MAI Comunione ai cari fratelli divorziati e risposati, Si per loro a COMUNIONE SPIRITUALE e massima affettuosa accoglienza. E ora basta, pietà!!!!!

          12. Ho già risposto sulla Comunione, non ha senso che lei mi citi la Comunione spirituale come se io stessi difendendo incondizionatamente l’interpretazione aperturista di Al.

            Sono d’accordo con lei sul discorso della Comunione spirituale quindi, ciò che contestavo erano i motivi che spingono alcuni a ritenere migliore l’interpretazione più conservatrice di Al.

            Di nuovo, ho già scritto tutto.

          13. Abbiamo capito che con lei non c’è speranza, deve sempre metterci il cappello, ok sono felice di avere capito che il depositario di ogni scienza e sapienza e soprattutto umiltà e’ lei. Evidentemente ha trovato il modo per passare il tempo. Buon divertimento e cordialità😀

          14. Io non sono il depositario di nulla, proprio di nulla, semplicemente ho ribadito che la questione della Comunione ai divorziati risposati è una questione meramente prudenziale, non dogma di Fede irreformabile.

            È sempre stata la mia posizione, e a tal proposito riporto questo post di Padre Ariel

            “Il Santo Padre ha ribadito in tutti i modi la indissolubilità del matrimonio e la sua natura sacramentale.
            Ciò che proprio non si riesce a far capire a molte persone e che molte persone si ostinano a non capire e se gli viene spiegato con tutti i criteri teologici del caso a quel punto rifiutano la spiegazione, è che la “indissolubilità del matrimonio” e la “comunione ai divorziati risposati” sono due temi e problemi diversi.

            Abbiamo spiegato in tutti i modi e con tutti i criteri dottrinali, ma a quanto pare inutilmente, che la proibizione della Comunione ai divorziati risposati non è un dogma della fede cattolica ma una disciplina ecclesiastica, nata dalla prudenza e dalla sapienza pastorale della Chiesa; disciplina che ci auspichiamo venga mantenuta, soprattutto oggi. Non possiamo però negare che il Sommo Pontefice, se volesse, avrebbe piena e legittima facoltà di mutare questa disciplina, senza che nessuno possa urlare all’eresia, all’apostasia, alla violazione del dogma di fede.
            La disciplina non l’ha affatto mutata, anzi di fatto la Amoris Laetitia riconferma la disciplina di San Giovanni Paolo II, però, alcune espressioni ambigue, hanno aperto le porte sulla situazione di confusione che oggi abbiamo sotto gli occhi.

            Ogni volta che abbiamo spiegato tutto questo, ci sono giunti numerosi messaggi di persona che ci spiegavano la loro confusa idea di teologia dogmatica e di dogmatica sacramentaria, dicendoci in modo più o meno esplicito o implicito che noi avevamo “sbagliato mestiere”, perché le cose stavano in verità come sostenevano loro, ed il tutto anche se buona parte di queste persone sarebbero cadute come pere dinanzi alle domande più elementari del Catechismo di San Pio X sulla dottrina cattolica predisposte per la preparazione dei bambini alla Prima Comunione.

            Il problema è che un numero sempre più alto di persone si rifiuta di ascoltare e se vengono date loro spiegazioni, reagiscono o talvolta aggrediscono dicendo: «no, è come dico io».

            Pertanto, se da una parte il Cardinale Walter Kasper sostiene la “evoluzione” del dogma, dall’altra, c’è un ben più pericoloso esercito di “teologi praticoni” o di “teologi-fai-da-te” che dopo avere beccato come uccellini da un blog all’altro, si inventano dogmi che non esistono e si arrabbiano pure se due teologi dogmatici dicono loro che il dogma di fede sul no alla Comunione ai divorziati risposati non esiste.”

            http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

  40. @Marco

    sarà bene allora che qualcuno lo rammenti a Francesco (che forse non lo sa?)… vuoi mai che gli venga finalmente qualche dubbio (anche se ormai è tarduccio) ? … inutile dire che ormai ai Gesuiti i dubbi vengono solo su Gesu’…
    Del resto non mi risulta che queste “delicate” parole riversate contro il papa siano mai state ufficialmente smentite… insomma, il solo pensiero di una immaginetta di Lutero entro le mura vaticane dovrebbe fa venire un crisi allergica a qualcuno… invece esattamente il contrario.
    Strano.

    1. Bisogna essere ciechi per non vedere la confusione che c’è nella Chiesa.
      Ma è possibile che ci si ostini ancora a non vedere?
      Mi spieghi, Marco, come mai il Papa permetta esternazioni manifestamente eretiche da parte del Generale dei Gesuiti?
      Mi spieghi, per favore, perchè il Pontefice, continui ad accusare e disprezzare quei poveri cattolici rimasti, che non si arrendono al dilagare dell’eresia?
      La prego, mi spieghi.

      1. Un’altra risposta è che è circondato da eretici totali che lo sviano. I padri dell’isola di Patmos ad esempio hanno spiegato che molte nomine vescovili sono state per così dire “imposte” da Melloni, il frontman dei modernisti della scuola di Bologna (quella che rivendica il CVII come rottura con la Traditio è come nascita di una “nuova Chiesa”, tesi sostenuta anche da certi tradizionalisti seppure con giudizi di valore opposti).

          1. Papa Benedetto ha fatto anche lui gravissimi errori, e aveva grandi limiti (anche se complessivamente era certo un Papa decisamente migliore di questo), consiglierei questo saggio di Padre Ariel al riguardo, dove confronta il Papa attuale con Papa Benedetto XVI, Papa San Giovanni Paolo II e Papa Paolo VI

            http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2016/09/Ariel-S.-Levi-di-Gualdo-CIRCA-NON-E-FRANCESCO-DI-ANTONIO-SOCCI-.pdf

            Citerei in particolare i seguenti passaggi

            Aggiungere poi tra le righe di questo grandioso curriculum teo- logico anche note di merito pastorale, vuol dire inventarsi un Joseph Razinger che non è mai esistito. È infatti noto, per quanto prudente- mente taciuto ― un po’ come la biografia postuma sul corso di studi di Karol Wojtyla ― che eletto Arcivescovo Metropolita di Monaco di Ba- viera, ben presto si rivelò incapace a gestire e governare quella grande e non facile diocesi, al punto da creare in tal senso anche non pochi im- barazzi; con tanto di agguerriti Gesuiti della regione che non perdeva- no occasione per beffarsi di lui, anche con scritti e critiche più o meno teologiche. Questi critici lo ritenevano infatti colpevole di avere voltato le spalle al divo Rahner, cosa questa che, per certi Gesuiti new generation, quelli che dalla Compagnia di Gesù sono passati alla nuova Compagnia delle Indie, è cosa molto più grave della bestemmia contro lo Spirito Santo, ovviamente intendendo la pneumatologia secondo le fraseologie rahneriane della Trinità economica/Trinità immanente.
            Durante l’episcopato dell’Arcivescovo Joseph Ratzinger l’ Arci- diocesi di Müchen era governata dai suoi vescovi ausiliari e dal vicario generale, mentre il Professor Ratzinger presbitero, elevato adesso alla dignità episcopale, seguitava a fare il Professor Ratzinger vescovo. La- mentele in tal senso giunsero a Roma più volte, sino a quando il Som- mo Pontefice Giovanni Paolo II, che lo aveva conosciuto e stimato come giovane perito nella assisa del Concilio Vaticano II, con grande lungimi- ranza chiamò l’Arcivescovo Metropolita di Monaco di Baviera a Roma per adempiere a ciò per il quale era adatto. E come tutti sappiamo è stato uno tra i migliori prefetti dell’ex Sant’Uffizio nel corso dell’intero Novecento, nonché la vera anima celata dietro le più memorabili enci- cliche di San Giovanni Paolo II, da annoverare, alcune di esse, tra le più grandi encicliche della storia della Chiesa, grazie anche e soprattutto alla sapienza e alla scienza teologica del Cardinale Joseph Ratzinger.
            Le scarse capacità, ma sotto certi aspetti anche le oggettive inca- pacità di governo del Cardinale Joseph Ratzinger, esplodono elevate al- la massima potenza durante il suo pontificato, caratterizzato anzitutto da molte persone sbagliate messe nei posti più delicati, a partire dal Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, rivelatosi una via di mezzo tra un disastro ed un autentico “pericolo pubblico”. Per non par- lare del suo segretario particolare, il cui spessore intellettuale, teologi- co e diplomatico s’è rivelato pari a quello di una sogliola, lo prova sen- za pena di facile smentita il fatto che, invece di starsene in ombra come da sempre si conviene ai segretari, passeggiava con le nobildonne ro- mane sotto il colonnato del Bernini, specie con la pseudo scrittrice Alessandra Borghese66, sino a finire sorridente sulla copertina di Va- nity Fair 67, dopo essere stato variamente ripreso come una star hol- lywoodiana presso il circolo di tennis68 e amenità varie. Per non parlare del suo recente discorso sconclusionato nel quale ha dato vita all’ in- terpretazione equivoca del “papato condiviso”69.
            Non bisogna infatti dimenticare che sia all’episcopato, sia alla di- gnità cardinalizia, alcuni dei più clamorosi modernisti ed alcuni dei più infarciti di derive protestanti, sono giunti in gloria proprio sotto questo pontificato. È stato infatti il Cardinale Joseph Ratzinger, che ha consa- crato vescovo di propria mano Bruno Forte; è stato Benedetto XVI che ha deposto sulla testa di Gianfranco Ravasi la berretta cardinalizia, che ha invitato Enzo Bianchi ad alcuni sinodi dei Vescovi, che ha tollerato le ingerenze della Comunità di Sant’Egidio nella diplomazia vaticana, che non ha messo in riga i neocatecumenali che si sono creati una loro li- turgia, una loro dottrina e un loro magistero parallelo, al punto da sta- bilire loro quando i propri adepti, pur avendo ricevuti tutti i Sacramen- ti della iniziazione alla vita cristiana, fossero giunti ad una adeguata tappa del cammino nella quale poter recitare il Credo.”

            E

            “Anch’io ho un’ultima segreta speranza: che il Sommo Pontefice France- sco, provenendo dal mondo della concreta pastorale e non da quello delle alte speculazioni teologiche, aiuti il suo vivente e Augusto Prede- cessore a salvarsi l’anima ― posto che tutti siamo chiamati a salvarci l’anima ed a farci aiutare per la salvezza della nostra anima ― capendo anzitutto i danni che ha recato alla Chiesa con le sue contraddizioni e soprattutto con una totale mancanza di governo, perché la Chiesa di Cristo non è la cattedra di un’università pontificia che si governa con la più alta teologia. Il tutto lasciando in ogni caso qualsiasi giudizio su Benedetto XVI alla storia, ancora tutta da conoscere e da analizzare, vi- sto che quanto accaduto nel febbraio del 2013 non ha al momento spiegazione e risposta, con buona pace dell’Autore di «Non è France- sco», perché due sono i passaggi fondamentali da chiarire prima di po- ter lavorare a trovare delle risposte: primo, bisogna capire chi ha ve- ramente governato la Chiesa negli ultimi cinque anni del pontificato di San Giovanni Paolo II; secondo, bisogna capire chi l’ha governata negli otto anni del pontificato di Benedetto XVI. E se non si chiariscono que- sti circa tredici/quattordici anni “oscuri”, fatti soprattutto di nomine di soggetti improponibili promossi dalle cosche degli amici degli amici, ri- sposte non possono essere trovate e date.”

          2. Luigi 9 scrive

            “sarà bene allora che qualcuno lo rammenti a Francesco (che forse non lo sa?)… vuoi mai che gli venga finalmente qualche dubbio (anche se ormai è tarduccio) ? … inutile dire che ormai ai Gesuiti i dubbi vengono solo su Gesu’…
            Del resto non mi risulta che queste “delicate” parole riversate contro il papa siano mai state ufficialmente smentite… insomma, il solo pensiero di una immaginetta di Lutero entro le mura vaticane dovrebbe fa venire un crisi allergica a qualcuno… invece esattamente il contrario.
            Strano.”

            Ma io sono perfettamente d’accordo con lei su questo.

      1. Gentile Marco, Lei ha ragione! Ecco dove sta il problema! Ecco il filo scoperto che Lei ha smascherato.
        Ecco la nuova-falsa chiesa in totale discontinuità e rottura con la Traditio della vera Chiesa.
        Se la scuola di Bologna, rappresentata da Meloni, dichiara questa tesi, avvallata nei fatti dal Papa, siamo di fatto in pieno scisma!
        Uno più uno fa due…o no?

        1. “Ecco la nuova-falsa chiesa in totale discontinuità e rottura con la Traditio della vera Chiesa.
          Se la scuola di Bologna, rappresentata da Meloni, dichiara questa tesi, avvallata nei fatti dal Papa, siamo di fatto in pieno scisma!”

          No, perché la Chiesa mai potrà, in un documento ufficiale, avallare le eresie dei modernisti.

          Si ricordi le parole di Paolo VI

          “Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso NON RAPPRESENTERÀ MAI IL PENSIERO DELLA CHIESA.”

          La scuola di Bologna potrà anche riuscire a far nominare i “suoi” Vescovi (tra i quali Lorefice spicca) da questo Papa, ma non riusciranno mai a cambiare il Magistero, perché non è possibile.

          1. Si, ma mi spieghi, Marco, cortesemente, se questo papa continuerà a nominare vescovi e cardinali modernisti, come non ritenere questa falsa chiesa apostatica ed eretica, occorre davvero l’auto-certificazione: chiesa scismatica?

          2. @Peter

            “Si, ma mi spieghi, Marco, cortesemente, se questo papa continuerà a nominare vescovi e cardinali modernisti, come non ritenere questa falsa chiesa apostatica ed eretica, occorre davvero l’auto-certificazione: chiesa scismatica?”

            È impossibile che la Chiesa Cattolica diventi scismatica. Penso che Nostro Signore in qualche modo metterà le cose a posto, perché non può permettere ciò che molti paventano.

            Quindi ci saranno sempre Vescovi e Cardinali di buona dottrina, e sacerdoti di buona dottrina (come il già citato Padre Cavalcoli), e prima o poi qualcuno magari salirà al Soglio e metterà a posto le cose.

        2. Purtroppo è un nervo scoperto, che ben difficilmente, anche con le piu’ sante intenzioni (leggasi don Ariel), si riuscirà a sanare.
          Ormai è un filo sottilissimo di seta quello che ancora ci separa da uno scisma dichiarato, anche se lo è ormai di fatto.
          Quando la Roccia (ammesso che questa sia tale, considerata la pietra d’inciampo chiamata BXVI (piu’ che pietra la vetta dell’Everest!), custode della Fede, appoggia correnti eretiche di ogni tipo, cosa dobbiamo pensare noi povere pecore ?
          Se è l’autorità “a monte” a non obbedire, che senso ha parlare di obbedienza “a valle” ?
          E’ tutto l’edificio cristiano che è scosso nel profondo e sta sussultando prima di frantumarsi (in molte parti)…
          Siamo proprio nella barca durante la famosa tempesta, e Qualcuno fa finta di dormire beatamente a poppa in attesa che noi gli si chieda aiuto… ma siamo ancora in quattro (anzi tre) gatti… evidentemente siamo davvero troppo pochi e sotto la “soglia critica”… il Divin Timoniere sta aspettando che prenda formale posizione qualcuno che occupa una seggiola importante… e non necessariamente la Cathedra…

  41. Chi e’ unito al Papa è unito a Gesù Cristo, e chi rompe questo legame fa naufragio nel mare burrascoso dell’errore e si perde miseramente.

    San Giovanni Bosco.

      1. È la Chiesa nel corpo dei Vescovi e dei Cardinali che decide se un Papa è tale oppure no. Negare ciò è professione di protestantesimo, e non certo perché lo dico io, ma perché è così.

  42. Chiedo scusa a Marco perchè non avevo letto il suo magnifico post, realtivo ad alcune critiche sollevate a Benedetto XVI.
    Confesso che anch’io ho molte perplessità sull’operato del papa emerito, in ordine ad alcune nomine poco chiare. Non solo.
    Sono ancora d’accordo con Lei quando si chiede chi abbia governato la Santa Sede negli ultimi anni di regno di Giovanni Paolo II , e chi abbia realmente programmate le dimissioni dell’Emerito. Domande insidiose alle quali è difficile dare risposte definitive.
    Quello che posso dire da semplice fedele e osservatore, è che il fumo di Satana ha bussato in Vaticano… ma chi gli ha aperto le porte?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

    1. La falange armata bergogliOna con l’ordine preciso di portare malvagità nei blog CATTOLICI evidentemente si è scatenata. Non provate a sporcare il Vero Santo Padre Benedetto, di sporco ce n’è abbastanza a santa Marta.

      1. Gentile Giusy,
        non è mia intenzione portare malvagità in questo blog, come in nessun altro.
        Io sono un umile cristiano che soffre molto nel leggere la Parola di Dio e vederla sporcata da inaudite affermazioni da parte di fedeli, teologi e pastori che si professano cattolici.
        Quanto alle perplessità sollevate da Marco, non credo che non meritino una qualche riflessione. Non possiamo , onestamente, affermare categoricamente che la distruzione della Chiesa sia iniziata durante questo drammatico pontificato. In realtà, come ebbe a dire Paolo VI, il fumo di Satana era già penetrato nella Chiesa. Come mai, ripeto, i Pontefici non sono riusciti a spazzarlo? Lei saprà certamente che i vari Kasper e compagni, non sono creazione di Francesco? E allora, siamo seri!

        1. Appunto siamo seri e anche onesti! Non ha obbligato il medico, al vostro kapo argentino, di obbedire come un soldatino ai capricci di kasper & c. tedeschi! Poi siccome gentile non sono né mi interessa APPARIRE tale, evitiamo sviolinate e siamo onesti appunto. Se va da tornelli vedra’ che si sentirà dire tutto ciò che vuole sentir dire e anche le genuflessioni al vostro kapo.

          1. Giusy,

            Non è nemmeno intelligente, e si vede che non le interessa apparire tale. Oppure è intelligente ma è talmente umile da voler dare l’impressione opposta.

            Se questa mia ultima ipotesi fosse vera le comunico che sta riuscendo in pieno nel suo proposito.

          2. Ma vada a fare beneficenza e un bagno di umiltà, se essere intelligenti significa diventare supponenti e pesanti e pedanti come lei…..BEATI I SEMPLICI e ora mi lasci in pace, soprattutto non rispondendo a commenti fatti in risposta ad altre persone che suppongo non abbiano bisogno di lei come avvocato d’ufficio.

          3. Beati i semplici non significa beati i cretini, eh. Giusto precisare. Non sto dicendo che lei sia cretina anche se, devo ammettere, si impegna molto per sembrarlo.

          4. “Appunto siamo seri e anche onesti! Non ha obbligato il medico, al vostro kapo argentino, di obbedire come un soldatino ai capricci di kasper & c. tedeschi!”

            Si informi chi ha fatto Cardinale un figuro come Danneels, ad esempio.

        2. @Peter

          “Gentile Giusy,
          non è mia intenzione portare malvagità in questo blog, come in nessun altro.
          Io sono un umile cristiano che soffre molto nel leggere la Parola di Dio e vederla sporcata da inaudite affermazioni da parte di fedeli, teologi e pastori che si professano cattolici.
          Quanto alle perplessità sollevate da Marco, non credo che non meritino una qualche riflessione. Non possiamo , onestamente, affermare categoricamente che la distruzione della Chiesa sia iniziata durante questo drammatico pontificato. In realtà, come ebbe a dire Paolo VI, il fumo di Satana era già penetrato nella Chiesa. Come mai, ripeto, i Pontefici non sono riusciti a spazzarlo? Lei saprà certamente che i vari Kasper e compagni, non sono creazione di Francesco? E allora, siamo seri!”

          Ma no Peter, non l’hanno informata che prima del 2013 era tutto bene e poi, da quando è arrivato il bergoglione, è tutto male? Si informi e che diamine!

      2. Manicheismo puro: da una parte tutto il bene dall’altra tutto il male.

        Poco importa che, come ho mostrato, molti Vescovi e Cardinali criptoluterani siano stati nominati durante i pontificati di Benedetto XVI e San Giovanni Paolo II; prima del 2013 era tutto bene, ora è tutto male.

        Dieci e lode.

        1. Nemmeno le cimici e le zanzare sono tanto insistenti e fastidiose. Ma perché non va a distribuire la sua intelligente sapienza un po’ da tornelli? Comunque chi insiste tanto vuol dìre che ha un incarico ben preciso. Buona fortuna sua sapienza!

          1. “Nemmeno le cimici e le zanzare sono tanto insistenti e fastidiose. Ma perché non va a distribuire la sua intelligente sapienza un po’ da tornelli? Comunque chi insiste tanto vuol dìre che ha un incarico ben preciso. Buona fortuna sua sapienza!”

            Non ho alcun incarico, anche perché ho definito più volte Papa Francesco un pessimo Papa e ho criticato alcune sue esternazioni.

            Lei sbaglia a chiamarmi “sua sapienza”, però farebbe bene a ricercarne un po’ (di sapienza), perché è evidente che non ne sia ben rifornita.

        2. Lucifero disse “io non sono come gli angeli… io sono come Dio… io sono Dio”.

          Uno solo e’ il papa e al momento e’ Benedetto XVI

          Chi afferma il contrario e’ Protestante !!!

          1. Ma va! E in vaticano chi si è portato la statua di lutero? Chi sta trafficando per rifilarci l’inter-comunione? Chi non nomina Gesù Cristo, se non quando obbligato, quasi gli venisse l’orticaria se lo fa?Ma DAIIIII

          1. Era solo per smentire l’assurdità secondo la quale i precedenti pontificati sarebbero stati immacolati.

            Se leggi il saggio di Padre Ariel che ho linkato sopra capisco bene cosa intendo.

            Poi se il fatto che Nostro Signore ha nominato Giuda giustifica le nomine assurde dei precedenti pontificati, allora sono giustificate, per logica, anche le nomine di Bergoglio.

            Non è possibile che se Papa Francesco nomina dei modernisti allora tutti addosso mentre se li nominano i suoi predecessori invece va bene o comunque, poverini, non hanno colpa.

  43. Condivido il commento di Luigi9.
    Purtroppo se questi pochi poveri cristiani rimasti si beccano come i polli di Renzo, non credo che si possa fare qualcosa di utile per la Santa Chiesa.
    Unità, unità nella Verità! Solo se saremo uniti e compatti potremo difendere la vera Chiesa di Cristo, altrimenti non ci resta che chiedere “baracca e burattini”.
    A buon intenditor…!

    1. Ma come si fa ad essere uniti se io e lei veniamo accusati di essere Bergogliani per aver detto delle ovvietà?

      Lei ha scritto un post del genere

      “Chiedo scusa a Marco perchè non avevo letto il suo magnifico post, realtivo ad alcune critiche sollevate a Benedetto XVI.
      Confesso che anch’io ho molte perplessità sull’operato del papa emerito, in ordine ad alcune nomine poco chiare. Non solo.
      Sono ancora d’accordo con Lei quando si chiede chi abbia governato la Santa Sede negli ultimi anni di regno di Giovanni Paolo II , e chi abbia realmente programmate le dimissioni dell’Emerito. Domande insidiose alle quali è difficile dare risposte definitive.
      Quello che posso dire da semplice fedele e osservatore, è che il fumo di Satana ha bussato in Vaticano… ma chi gli ha aperto le porte?
      Ai posteri l’ardua sentenza!”

      E “qualcuno” le ha risposto così

      “La falange armata bergogliOna con l’ordine preciso di portare malvagità nei blog CATTOLICI evidentemente si è scatenata. Non provate a sporcare il Vero Santo Padre Benedetto, di sporco ce n’è abbastanza a santa Marta.”

      Perciò che dire? Per esser uniti prima bisognerebbe riabbracciare un minimo di razionalità”, secondo me.

  44. Ma scusi, Giusy, chi ha mai difeso questo pontificato! Ci mancherebbe.
    Bergoglio ha la responsabilità di avere accelerato questo disfacimento iniziato con il Concilio Vaticano II. E’ vero o non è vero che il cardinale Ottaviani, insieme ad una cordata di cardinali e vescovi, si era espresso duramente contro la deriva dottrinale del Vaticano II?
    Come spiega allora il gesto “profetico” di Econe?
    Un invito a ripassare le cronache di allora!

    1. @Peter

      Esatto, i problemi nascono da ben prima di Bergoglio.

      Più precisamente nascono con l’interpretazione modernista del Concilio.

      1. ma perchè cerchi di prenderci in giro, Vincent Vega?
        SU altri blog hai fatto un peana del CVII che, hai detto, è la Nuova Pentecoste, e adesso cerchi di minimizzare…

        1. Solo gli idioti non cambiano mai idea su nulla.

          E comunque non è stato tanto merito mio, di aver capito certi errori, ma del Signore. Gli ho chiesto di aiutarmi a capire e Lui l’ha fatto.

  45. Le faccio una confidenza, Giusy, quando ho appreso della rinuncia di Benedetto XVI sono stato malissimo, mi creda! Quando vedo le sue immagini ( l’ingresso per la Porta Santa), mi viene un nodo alla gola!
    Però, in verità, non posso dire che la colpa di questa situazione sia soltanto di Bergoglio!

    1. Gentilissimo e garbatissimo Peter, pensi che io il nodo ce l’ho ancora, ogni giorno! L’Autentica Profonda Umiltà di Benedetto, nonostante la Sua Immensa Intelligenza, (Lui SI), la Sua Dolcezza Genuina e non finta,….mi hanno salvato la Vita (spirituale) e mi hanno accompagnata in un Cammino di Conversione intenso doloroso e profondissimo, non certo buonista o stile new Age. Mi dispiace, mi sono confessata in mille modi e in mille santuari, ma io non riesco a Pregare per questo falso umile, falso semplice….E totalmente incoerente! Ci chiedono di obbedirlo? lui per primo non l’ha fatto, prendendosi col losche manovre capitanate da martini il Soglio Petrino che mi risulta non essere ammesso per un gesuita! E perché ha tanta paura di provare a dire Sia Lodato Gesù Cristo, gli si brucia la lingua? E se lui”non crede in un Dio Cattolico” perché si è piazzato lì? Perché non è andato a fare il presidente di ong o di una og? E evidente anche a un bimbo, semplicemente per dare il colpo finale alla Santa Chiesa Cattolica, impegno pazientemente portato avanti da ANNI dalla massoneria, che ora sta pregustando il successo….DIO non voglia e non lo permetta. Comunque con stima per la sua gentilezza e discrezione.

      1. @Giusy
        🙂 L’ordine che Egli ci diede (e continua a darci perché Egli vive e il Suo Santo Spirito continua a soffiare) di pregare per i peccatori, anche per i peggiori anche quando ci sono nemici, è chiaro, perentorio.

        Che a noi non piaccia, che noi difficilmente ci riusciamo è una triste realtà: però dobbiamo sforzarci di migliorare.

        Ma PREGARE per chi sbaglia NON significa necessariamente OBBEDIRE a ordini dell’errante.

        P.S.
        Ad esempio se lei o altri di noi facessimo con sincera umiltà preghiere all’Altissimo perché un frequente commentatore di questo blog, commentatore che ci ha informato di aver cambiato per grazia divina molte delle sue precedenti idee, potesse fare altri passi nella sua conversione mentale, faremmo un’opera di cristiana misericordia.

        P.P.S. I polli di Renzo finirono tutti bolliti o arrostiti: facciamo qualche sforzo in più per non fare anche noi come i polli di Renzo 😉

        1. Accolgo e approvo Acchiappaladri quando afferma:”Ma pregare per chi sbaglia non significa necessariamente obbedire all’errante”. Giustistissimo!
          Non vorrei accendere il fuoco, ma vorrei porre un quesito ai gentili signori che ci leggono, in merito alla questione sollevata da A.L., comunione sì, comunione no ai divorziati risposati.
          Qualche teologo ha dichiarato che il papa non avrebbe vincolato nessuno ad interpretare il celebre passo di A.L. in un modo o nell’altro. Ecco perché la richiesta dei Dubia presentata dai quattro Cardinali. Quindi, se non ho capito male, al momento il Papa non avrebbe firmato alcun documento magisteriale vincolante per la Chiesa.
          A questo punto mi chiedo e vi chiedo, come valutare il documento firmato dai vescovi della Conferenza Episcopale Siciliana, i quali hanno dichiarato di mettere in atto quanto scritto in A.L., buttando alle ortiche quanto stabilito dal Magistero bimillenario della Chiesa, approvato solennemente dal Concilio di Trento, e ribadito da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
          Non sono un tecnico della materia, ma credo che in assenza di un pronunciamento Magisteriale ufficiale e quindi vincolante del Sommo Pontefice, il pronunciamento dei vescovi siciliani, in aperto contrasto con la Dottrina Cattolica di sempre, è da considerarsi errato e fuorviante!

          1. Caro Peter,

            Sulla questione si è ben espresso Padre Ariel, che di certo nessuno può tacciare di modernismo, nemmeno di “modernismo moderato” 😂

            “Il Santo Padre ha ribadito in tutti i modi la indissolubilità del matrimonio e la sua natura sacramentale.
            Ciò che proprio non si riesce a far capire a molte persone e che molte persone si ostinano a non capire e se gli viene spiegato con tutti i criteri teologici del caso a quel punto rifiutano la spiegazione, è che la “indissolubilità del matrimonio” e la “comunione ai divorziati risposati” sono due temi e problemi diversi.

            Abbiamo spiegato in tutti i modi e con tutti i criteri dottrinali, ma a quanto pare inutilmente, che la proibizione della Comunione ai divorziati risposati non è un dogma della fede cattolica ma una disciplina ecclesiastica, nata dalla prudenza e dalla sapienza pastorale della Chiesa; disciplina che ci auspichiamo venga mantenuta, soprattutto oggi. Non possiamo però negare che il Sommo Pontefice, se volesse, avrebbe piena e legittima facoltà di mutare questa disciplina, senza che nessuno possa urlare all’eresia, all’apostasia, alla violazione del dogma di fede.
            La disciplina non l’ha affatto mutata, anzi di fatto la Amoris Laetitia riconferma la disciplina di San Giovanni Paolo II, però, alcune espressioni ambigue, hanno aperto le porte sulla situazione di confusione che oggi abbiamo sotto gli occhi.

            Ogni volta che abbiamo spiegato tutto questo, ci sono giunti numerosi messaggi di persona che ci spiegavano la loro confusa idea di teologia dogmatica e di dogmatica sacramentaria, dicendoci in modo più o meno esplicito o implicito che noi avevamo “sbagliato mestiere”, perché le cose stavano in verità come sostenevano loro, ed il tutto anche se buona parte di queste persone sarebbero cadute come pere dinanzi alle domande più elementari del Catechismo di San Pio X sulla dottrina cattolica predisposte per la preparazione dei bambini alla Prima Comunione.

            Il problema è che un numero sempre più alto di persone si rifiuta di ascoltare e se vengono date loro spiegazioni, reagiscono o talvolta aggrediscono dicendo: «no, è come dico io».

            Pertanto, se da una parte il Cardinale Walter Kasper sostiene la “evoluzione” del dogma, dall’altra, c’è un ben più pericoloso esercito di “teologi praticoni” o di “teologi-fai-da-te” che dopo avere beccato come uccellini da un blog all’altro, si inventano dogmi che non esistono e si arrabbiano pure se due teologi dogmatici dicono loro che il dogma di fede sul no alla Comunione ai divorziati risposati non esiste.”

            http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

  46. Gentile Giusy,
    celebre la frase di San Vincenzo di Lérins: “Dio alcuni papi li dona, altri li tollera, altri li infligge”.
    La ringrazio per le gentili parole rivoltemi.

    1. @peter
      Un pezzettino di bene che la Provvidenza ha già tratto dal male ora scatenato e di aver fatto riscoprire a me e a molti altri questo santo monaco di 16 secoli fa.
      Non so se sia facilmente reperibile qualche antologia in lingua italiano delle sue opere per poter conoscere un po’ di più i suoi insegnamenti: se no rimaniamo tutti alle poche sue frasi copiate e incollate in giro per internet.

      E chiediamo l’intercessione di S. Vincenzo di Lérins !

  47. Giusyha detto:
    giugno 30, 2017 alle 4:18 am
    “SI SI o NO NO, quindi NO, Marco, MAI Comunione ai cari fratelli divorziati e risposati, Si per loro a COMUNIONE SPIRITUALE e massima affettuosa accoglienza. E ora basta, pietà!!!!!”

    Le cose cara Giusy sono un pochino differenti da ciò che pensa.
    La “Comunione” ai divorziati e risposati, cioè i “Digami” escludendo i “Trigami” è stata ben affrontata dal primo Concilio di Nicea del 325, la prego di donarmi un poco della sua pazienza, anche se l’argomento richiederebbe molto di più, cercherò di essere il più breve possibile .
    Per comprendere tale questione necessita fare riferimento alle parole di Gesù il quale disse prima a s. Pietro e poi agli altri apostoli “ A chiunque rimettete i peccati, saranno rimessi, a chi non li rimettete non saranno rimessi”.
    Ora noi abbiamo una verità di fede, cioè, che la Chiesa ha il “Potere di rimettere” qualsiasi peccato, non esiste nessun peccato che la Chiesa non possa rimettere se il penitente lo richiede.
    Tale verità di fede, è la sostanza del Kerygma gesuano, ma come tale verità debba essere esplicitata è lasciata alla Chiesa, e questa è la Prassi Ecclesiam.
    Ciò lo possiamo ben comprendere sulla prassi penitenziale dei primi secoli, tale prassi serviva al penitente per accedere di nuovo alla comunione ecclesiale, e, la penitenza cara Giusy non erano le tre Ave Maria, o il Padrenostro, ma rasentava un rigorismo eccessivo, così dicasi per la “Confessione pubblica”, con il tempo pur rimanendo nella verità di fede “Il perdono dei peccati”, la Chiesa iniziò a cambiare la prassi per la sua attualizzazione, ed è evidente che anche in quel tempo c’erano chi affermavano “la Chiesa non può cambiare il comando di Gesù Cristo” dimenticando che era la prassi che cambiava ma non la sostanza.
    Ora, il Vescovo Nestorio, ma più marcatamente il vescovo Novaziano, contestavano alla chiesa il “Potere” di rimettere qualsiasi peccato, Novaziano si scagliava principalmente, sui “Lapsi-Rilapsi , Omicidi, Digami”
    In sostanza, sugli “ Apostati – Omicidi –Divorziati e risposati”, sull’ultimo punto bisogna sapere che per Digami si intendeva sia chi fosse passato in seconde nozze dopo il divorzio sia chi si era risposato dopo vedovanza (questa fu in seguito abbandonata).
    Inoltre la questione dei divorziati e risposati riguardava principalmente gli appartenenti al clero, per riflesso al popolo, in un concilo del VIII-IX secolo (non ricordo il nome ma non è difficile ritrovarlo), i Padri conciliari, affermarono che “ Non bisogna caricare il popolo di pesi che neanche noi non riusciamo a portare”, l’affermazione riguardava il dover vivere come “Fratello e Sorella”
    I seguaci di Novaziano con il tempo vollero rientrare nella comunione ecclesiale, ebbene, proprio il Concilio di Nicea affermò che potevano rientrare se accettavano la comunione con i “ Lapsi –apostati” e con i “Divorziati risposati”.
    Sembra però, che mentre acclamiamo i vari concili, le varie encicliche ci si dimentica che il problema fu affrontato e risolto, mentre per l’oriente seguirono la “Prassi” conciliare in occidente per l’influenza di S.Agostino e di S. Girolamo si impose una ristrettezza per cui con il tempo i divorziati e risposati furono scomunicati, e questo a prescindere del loro pentimento, in quanto si guardava solo l’aspetto oggettivo del peccato.
    L’indissolubilità del matrimonio, ossia, il vincolo matrimoniale il quale dura tutta la vita, è lo “Skopos”, cioè il desiderio, il fine di tale raggiungimento il quale termina con il “Telòs”, cioè l’obbiettivo raggiunto, ciò sarebbe auspicabile, alcuni ci riescono altri no.
    Ciò che impedisce all’uomo di conseguire un fine il quale sia in armonia con la volontà di Dio, è la sua fragilità, la tendenza al peccato, e questo si riferisce a tutta la Legge, non ad una sua parte.
    Il Peccato, non è contro Dio, a Dio non possiamo togliere nulla ne aggiungere nulla, il peccato è contro l’uomo stesso, in quanto “Tempio dello Spirito” chiude all’amore di Dio che si riversa incondizionatamente sulla sua creatura, Dio non toglie il suo Amore, neanche al più incallito peccatore, ma aspetta che l’uomo apra il suo cuore la sua mente affinché possa ricevere, l’amore, il perdono di Dio.
    Il peccato richiama sempre una riparazione, il pentimento dell’azione compiuta, la consapevolezza di aver impedito all’amore di Dio di entrare nel suo cuore, la certezza della riparazione a tale peccato.
    Ed è proprio qui, che la Chiesa gestisce il suo potere di rimettere le colpe.
    Se la riparazione è oggettivamente possibile allora la giustizia la reclama, se io rubo cento euro, debbo restituirli, diversamente non c’è vero pentimento ne desiderio di essere perdonati.
    Quando invece la riparazione non è oggettivamente possibile, nonostante la volontà di riparare alloro la Chiesa “Perdona” è il suo potere, ristabilendo il peccatore nella piena comunione.
    Per comprendere meglio.
    Se una persona uccide volontariamente un’altra, ma con il tempo si pente, ne prova grande rammarico, si affligge per il suo insano gesto, ebbene costui non potrà mai riparare il peccato commesso, per farlo dovrebbe risuscitare il morto, siccome la riparazione non è oggettivamente possibile la Chiesa ha il potere di perdonarlo.
    Il divorziato risposato segue lo stesso ragionamento.
    Prima di tutto, applichiamo lo stesso modus che si applica al peccato.
    Il matrimonio è stato celebrato con la “Piena Avvertenza ed il Libero consenso?”, quanti matrimoni sono stati celebrati mancante almeno uno di questi due requisiti per essere valido?
    Quante ragazze si sono sposate come “Matrimonio riparatore?”, quante invece hanno contratto matrimonio per sfuggire ad una situazione insostenibile in modo particolare nella propria famiglia?, quanti matrimoni sono stati “Combinati” per questione d’interesse?, ma altro ancora si potrebbe aggiungere.
    Ebbene tutti questi matrimoni sono invalidati si dall’inizio, proprio per la mancanza del “Libero consenso o della piena consapevolezza”
    Allora comprendiamo che persone risposate, le quali durano da decenni con figli se con nipoti, non sono nella situazione di poter fare una riparazione oggettiva, giacché, al primo peccato (divorzio e nuove nozze), se ne aggiungerebbe un altro ancora più grave.
    E neanche si può pretendere di vivere come “Fratello e Sorella”, giacché l’ideale è nobile ma difficilmente raggiungibile, purtroppo ci si dimentica della nostra miseria e della nostra debolezza.
    Non è fattibile anche per un altro motivo, che dire se nonostante la volontà di vivere come richiesto a volte si “pecca” unendosi?, cosa si fa, si va dal confessore ci si confessa con il proposito di evitare la “tentazione”, ma quella finché viviamo si ripresenta, volte si resiste a volte no.
    Purtroppo è molto difficile uscire dalle gabbie mentali giuridiche, i farisei furono condannati non perché ubbidivano alla legge, ma per non mostrare “Misericordia”, la Legge segue la misericordia e non la misericordia segue la legge, essi erano prigionieri delle loro gabbie giuridiche, siamo forse diversi da loro?.

    1. Solo una Frase: ‘ Non separi l’uomo ciò che Dio ha Unito” PUNTO! Volete mettere in discussione anche Gesù Cristo….. (già i gesuiti lo fanno) accomodatevi ed evitatemi i vostri sermoni per pietà! Io non intendo diventare protestante sia ben chiaro, né lasciare aperto a loro nemmeno uno spiraglio, ho GIÀ le mie Guide Spirituali scelte con cura, ASCOLTO SOLO LORO che mi hanno salvata da una Vita squallida e mi hanno mostrato L’ASSOLUTO e intendo continuare per la Strada Stretta. In passato ero nella situazione di cui parlate, ma non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di pretendere né chiedere la Santa Comunione. Avrei avuto mille attenuanti ma il buonismo non salva, porta dritti all’inferno. Quindi basta LASCIATEMI in pace i vostri sermoni luteran-protestanti non mi interessano e in più, avendo io un carattere tostissimo proprio Grazie alla Strada Stretta e al rispetto fedelissimo del Magistero che ho imparato grazie ad una Conversione rigorosa dolorosa non buonista ma immensamente PURIFICANTE, potete scrivermi QUALSIASI COSA NON MI SPOSTATE DI UN MILLIMETRO. Grazie per la “misericordia” che mi dimostrerete, visto che ve ne riempite la bocca, io però metto prima la Giustizia e mi tengo alla larga da certe derive relativiste diventate dal malefico 2013 tanto di moda. Sia Lodato Gesù Cristo.

      1. “Solo una Frase: ‘ Non separi l’uomo ciò che Dio ha Unito” PUNTO”

        Come ha spiegato Padre Ariel in un post che ho riportato sopra l’indissolubilità del Matrimonio è dogma indiscutibile, la Comunione ai divorziati risposati è altra questione che non c’entra con l’indissolubilità matrimoniale perché riguarda la colpevolezza (o non colpevolezza) di chi è in una data situazione.

        Coincidenzialmente ciò che ripete il sottoscritto da sempre su questo bel blog.

        Perciò lei Giusy fa un grave errore dottrinale nel mettere insieme queste due questioni che non c’entrano nulla.

        Se poi per lei pure Padre Ariel è protestante….

        1. Ma lei si chiama forse Francesco? Mi lasci in Pace segua il suo padre Ariel che io seguo i miei. Quello che lei mi sta facendo è stalkin, HO GIÀ LE MIE GUIDE! E ora se permette vado a fare un po’ di volontariato in casa per anziani, magari potrebbe provare anche lei, quella è misericordia e magari impara anche a non stressare gli altri, sua ECCELSA SAPIENZA, con la sua controproducente insistenza. MI LASCI IN PACE nuovo re sole!

          1. Si figuri. Come sempre lei ha perfettamente ragione; e chi ha studiato teologia dogmatica e sacramentaria è un malefico servo sciocco modernista-comunista-satanista-massone-rettiliano-mangiabambini-sgozzacapre che non capisce una fava di nulla.

            La ringrazio per avermi illuminato.

          2. Prof. Marco, contrariamente a lei non sono in grado di illuminare nessuno, percio’ sto solo cercando di farle capire che SEGUO LE MIE GUIDE SPIRITUALI E NON lei E SICCOME MI HANNO SALVATA CREDO A LORO. Ovviamente inchinandomi umilmente a tutti i suoi titoli e alla sua conoscenza che, se uniti ad un po’ di umiltà e di discrezione, la renderebbero una grande persona da poter ascoltare. Le auguro ogni bene, professore.

        2. Gentile Marco,
          Io ho difeso più volte Papa Francesco da epiteti (a lui rivolti) a dir poco infamanti ma non è affatto vero che la Santa Comunione data ai divorziati risposati non c’entri nulla con l’indissolubilità matrimoniale. La Comunione la si può dare loro solo nel caso vivano come fratello e sorella e non diano scandalo. Nel loro caso, infatti, vivere castamente non è sufficiente poiché neppure devono dar scandalo.

          Ammetto di non sapere chi sia tale Padre Ariel ma ho letto la Sacra Scrittura e so che San Paolo (di certo più autorevole di qualsiasi sacerdote di questo mondo) disse che prima di cibarci del Corpo e del Sangue di Cristo dobbiamo esaminare attentamente la nostra coscienza. La Chiesa, da 2000 anni a questa parte, almeno fino a non molto tempo fa, ha sempre interpretato ciò con l’essere o meno in Stato di Grazia. Per trovarsi in tale stato è necessario non avere peccati gravi non rimessi; ebbene, chi vive more uxorio (cioè come marito e moglie pur non essendolo) si trova, oggettivamente, in stato di peccato mortale. Il peccato grave, come senz’altro saprà, si costituisce di 3 cose: materia grave, deliberato consenso e piena avvertenza della mente. Nel caso dei divorziati risposati, le prime due cose ci sono senz’altro e nella stragrande maggioranza dei casi c’è anche la terza. Quest’ultima potrebbe mancare solo nel caso di sopraggiunta incappacità di intendere e volere o in caso di ignoranza involontaria (tipo commettere un tale gesto perché non si sa che sia peccato).

          Come, però, spiegava qualche giorno fa il buon Padre Angelo Bellon, sul sito degl’Amici Domenicani, l’ignoranza non sempre è volontaria e dunque non sempre è una scusante. Ci sono cose che un battezzato dovrebbe sapere (tra cui la morale sessuale della Chiesa Cattolica). Se Tizio, invece, vuole auto-convincersi che le cose stiano diversamente, o che tale morale sia un’invenzione dei preti, la sua ignoranza è colpevole.

          La Chiesa ha sempre insegnato che la Comunione ai divorziati risposati non si può dare (salvo il caso, particolarissimo, di chi, non potendo tornare indietro, vive come fratello e sorella). Pensare che la Chiesa, per 2000 anni, abbia sbagliato, e che solo adesso abbia compreso come comportarsi, è un’eresia.

          Oggi si vorrebbe dare la Comunione ai divorziati risposati cercando, al contempo, di salvare baracca e burattini (spiegando, cioè, che sia la prassi pastorale ad esser cambiata e non la Dottrina). Spiacente ma questo modo di fare equivale, davvero, ad arrampicarsi sugli specchi.

          Sia Lodato Gesù Cristo

          1. avrei dovuto scrivere: l’ignoranza non sempre è involontaria e dunque non sempre è una scusante..

            pardon

          2. La mancanza di deliberato consenso manca anche dove imponendo la castità al nuovo coniuge (che magari è non cattolico o cattolico tiepido) si distruggerebbe la famiglia, con grave danno dei figli.

            Anche qui manca la libertà necessaria per agire diversamente, nel senso che uno non si sente libero di danneggiare degli innocenti che vedrebbero disgregarsi una famiglia (visto che anche i figli delle seconde unioni soffrono tanto quanto quelli della prima).

            Ripeto che l’immensa e intollerabile presunzione di tanti che, con superbia farisaica, pretendono di giudicare queste persone come se fossero sempre in peccato mortale, non è condivisa nemmeno dai cardinali dei Dubia, che sanno che l’esclusione di queste persone dalla Comunione non è dovuto al fatto che ne siano sempre indegne e in peccato mortale.

            Li cito di nuovo, cito di nuovo le parole dei quattro cardinali http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

            “Nel paragrafo 301 “Amoris laetitia” ricorda che “la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti”. E conclude che “per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.
            Nella Dichiarazione del 24 giugno del 2000 il Pontificio consiglio per i testi legislativi mirava a chiarire il canone 915 del Codice di Diritto Canonico, che afferma che quanti “ostinatamente persistono in peccato grave manifesto, non devono essere ammessi alla Santa Comunione”. La Dichiarazione del Pontificio consiglio afferma che questo canone è applicabile anche ai fedeli che sono divorziati e risposati civilmente. Essa chiarisce che il “peccato grave” dev’essere compreso oggettivamente, dato che il ministro dell’Eucarestia * non ha mezzi per giudicare l’imputabilità soggettiva della persona.
            Così, per la Dichiarazione, la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente POTREBBE NON ESSERE PIENAMENTE IMPUTABILE** , o NON ESSERLO PER NULLA.
            Lungo la stessa linea, nella sua enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, n. 37, San Giovanni Paolo II ricorda che “il giudizio sullo stato di grazia di una persona riguarda ovviamente solo la persona coinvolta, dal momento che è questione di esaminare la coscienza”. Quindi, la distinzione riferita da “Amoris laetitia” tra la situazione soggettiva di peccato mortale e la situazione oggettiva di peccato grave è ben stabilita nell’insegnamento della Chiesa.
            Giovanni Paolo II, tuttavia, continua a insistere che “in caso di condotta pubblica che è seriamente, chiaramente e stabilmente contraria alla norma morale, la Chiesa, nella sua preoccupazione pastorale per il buon ordine della comunità e per il rispetto dei sacramenti, non può fallire nel sentirsi direttamente implicata”. Egli così riafferma l’insegnamento del canone 915 sopra menzionato.
            La questione 3 dei “dubia” vorrebbe così chiarire se, anche dopo “Amoris laetitia”, è ancora possibile dire che le persone che abitualmente vivono in contraddizione al comandamento della legge di Dio vivono in oggettiva situazione di grave peccato abituale, anche se, per qualche ragione, NON È CERTO CHE ESSI SIANO SOGGETTIVAMENTE IMPUTABILI per la loro abituale trasgressione”.

            *non è il ministro della confessione, possono essere diversi, perché uno può confessarsi nella propria parrocchia e comunicarsi altrove per evitare il pericolo di scandalo(

            ** la stessa ragione che ha spinto GPII ha dare il permesso per ammettere, talvolta, gli scismatici che non vogliono convertirsi alla Comunione.

          3. E quindi di nuovo ritorna la mia domanda: perché ostinarsi a dare sentenze teologiche su materie che non si conoscono? Mah.

      2. Cara Giusy
        Lei si può far guidare da chi vuole, ma il fatto che sulla sua bocca esca sempre la parola “protestante” non è che sia opportuno, sia io che Marco le stiamo dicendo ciò che è la Dottrina cattolica, la quale non è bianca o nera, o “SiSi,No No”. mi perdoni Giusy, ma a lei manca proprio una formazione teologica anche se pur minima, per questo evita di rispondere alle nostre argomentazioni e si trincera dietro al “Protestante”, inoltre questo è un forum, nel quale tutti possono intervenire e questo a prescindere del “Lasciarmi in pace”.
        Pax et Gaudium in Dominum Deum nostrum

        1. Quindi amoris furbizia a che serve se non a fare da cavallo di troia? Lo chiedo dal basso vergognoso della mia misera ignoranza teologica, schiacciata dalla sua immensa sapienza che unita a quella di altri incarna realmente la “misericordia” ma questo ci tocca in questo squallido tempo della Santa Chiesa. Scusi il fastidio se mi permetto di riportare il disagio di tante e tante persone semplici! PS vorrei chiedere al dott Tosatti se è richiesta la laurea in teologia per poter esprimere le proprie difficoltà su questo blog.

          1. Cara Giusy
            Il fatto che lei non abbia una cultura teologica non la esime dal rispondere secondo buon senso, nessuno afferma che per rispondere ci voglia una laurea, ma almeno ci si aspetta una contro argomentazione.
            Comunque per ultimo, le vorrei far notare le cose non sono sempre chiare, anzi spesso sono abbastanza nebulose.
            Prendiamo ad esempio “La salvezza degli ebrei”, se debbono convertirsi al cristianesimo, premettendo che Gesù diete il comando di annunciare il vangelo agli ebrei e non ai gentili almeno per i primi tempi.
            Vediamo cosa afferma la chiesa nel tempo.

            Evangelii-Gaudium
            Le relazioni con l’Ebraismo
            247. Uno sguardo molto speciale si rivolge al popolo ebreo, la cui Alleanza con Dio non è mai stata revocata, perché «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili»
            Crediamo insieme con loro nell’unico Dio che agisce nella storia, e accogliamo con loro la comune Parola rivelata.
            Dio continua ad operare nel popolo dell’Antica Alleanza e fa nascere tesori di saggezza che scaturiscono dal suo incontro con la Parola divina.
            Quindi, per Evangelii Gaudium, gli ebrei non vanno convertiti.
            —————————————————————————-
            Nostra-Aetate
            La religione ebraica
            La Chiesa crede, infatti, che Cristo, nostra pace, ha riconciliato gli Ebrei e i gentili per mezzo della sua croce e dei due ha fatto una sola cosa in se stesso.
            la Chiesa attende il giorno, che solo Dio conosce, in cui tutti i popoli acclameranno il Signore con una sola voce e « lo serviranno sotto uno stesso giogo »

            Almeno quì c’è un accenno alla loro conversione.
            —————————————————————————-
            Concilio di Firenze
            «La sacrosanta Chiesa Romana … crede, professa ed insegna fermamente che la materia riguardante l’Antico Testamento, la Legge Mosaica, che si divide in cerimonie, riti sacri, sacrifici e sacramenti, poiché essi vennero stabiliti per significare qualcosa di non ancora avvenuto, anche se furono propri del culto divino di quel tempo, dopo la venuta di Nostro Signore, essi hanno CESSATO la loro funzione, e hanno avuto inizio i sacramenti del Nuovo Testamento».
            Tutti, pertanto, che dopo quell’epoca hanno osservato la circoncisione, il Sabbath e gli altri precetti della legge, la Chiesa Romana li dichiara al di fuori della Fede Cristiana e non degni di partecipare alla salvezza eterna, a meno che un giorno non si ravvedano da questi errori. (D.S. 1348)

            Qui invece abbiamo una definizione netta, in cui si afferma che anche gli ebrei debbono convertirsi.
            Mi dica cara Giusy, a quale dei tre atti magisteriali il cattolico deve l’ossequio, accettare e credere?, come risolverebbe la questione giacché sono in contraddizione tra loro?.
            Per chiudere cara Giusy, non è lo spirito di sapere o di superiorità, ma è solo amore per i nostri fratelli giacché mai come in questi tempi ci troviamo nella confusione più totale.
            Buon fine settimana e al prossimo articolo.

          2. Siccome è ormai evidente anche ai polli che Marco Francesco e altri illustrissimi dotti che pieni di nozioni non hanno più posto né per Dio né per il rispetto per i fratelli che schiacciano sotto valanghe di parole, ecco marco francesco ecc ecc sono la stessa persona, sa che faccio? La ignoro e a questo punto mi permetto anche di consigliarle un terapeuta, ma uno bravo, prima che sia troppo tardi! Non so se lei è più ridicolo o più penoso.

        2. Vincent Vega multinick (e quindi pure Francesco) crede che qui siamo ingenui come quelli di UCCR.
          Soltanto lì possono attaccare le vostre strampalate “teologie” non cattoliche.

          1. Bene Kosmo
            attendo la sua contro argomentazione, la leggerò con piacere, si risparmi però UCCR mi sono alquanto indigesti.

          2. Scusate ma chiedo al Dottor Tosatti (che può vedere gli ip) di smentire questa bubbola che io e Francesco saremmo la stessa persona, perché è falsa.

            Poi chiedo a Kosmo di dirmi cosa avrei detto di non cattolico, dogma e Catechismo alla mano. Grazie.

            Altrimenti le sue non sono manco parole, ma flatulenze che se le porta via il vento.

          3. Marco/Vincent Vega/Francesco,
            ti sono stati detti e ridetti e stradetti su ogni blog cattolico che hai impestato, quindi le flatulenze (diaboliche) sono soltanto le TUE.
            MOlto (poco) cordialmente…
            Kosmo

          4. Non hai mostrato nessun errore in quello che ho scritto, quindi attendo che tu lo faccia.

            E non è vero che mi sarebbero mostrati altrove, altrove l’unica cosa che si faceva era deridermi e/o insultarmi quando non si poteva confutare ciò che dico.

            Esattamente ciò che stai facendo tu.

            E tra l’altro ho già detto che non sono Francesco; e chiedo conferma al dottor Tosatti.

            Nel frattempo vai in quel posto, caro Kosmo. Molto poco cordialmente si intende.

          5. Comunque se sua imbecillità (visto che affermi che io dico cose diaboliche il minimo che posso dire è che sei un povero coglionazzo senza cervello) Kosmo vuole mostrare quali sarebbero questi argomenti che mostrerebbero dove sbaglio è invitato a farlo.

            Forza.

          6. E già che ci sei, nella tua kosmica imbecillità, confuta anche Padre Ariel che dice esattamente ciò che sto dicendo io http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

            Sei pregato di rivolgermi la parola solo se avrai da dire cose che denotino un QI superiore a quello di un bonobo, perché non sono un assistente sociale per handicappati.

            Molto poco cordialmente ti rinnovo, caro COGLIONE, l’invito ad andare in quel posto.

          7. @Francesco

            “Bene Kosmo
            attendo la sua contro argomentazione”

            Anche io attendo controargomentazioni.

            Finora sia io che te abbiamo assistito al comportamento descritto da Padre Ariel qui http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

            “Il problema è che un numero sempre più alto di persone si rifiuta di ascoltare e se vengono date loro spiegazioni, reagiscono o talvolta aggrediscono dicendo: «no, è come dico io».

            Pertanto, se da una parte il Cardinale Walter Kasper sostiene la “evoluzione” del dogma, dall’altra, c’è un ben più pericoloso esercito di “teologi praticoni” o di “teologi-fai-da-te” che dopo avere beccato come uccellini da un blog all’altro, si inventano dogmi che non esistono e si arrabbiano pure se due teologi dogmatici dicono loro che il dogma di fede sul no alla Comunione ai divorziati risposati non esiste.”

        3. signor marco/francesco/pinco/pallino/ecc/ecc eviti per favore il “cara” con me perché io sono una persona sincera e schietta e non amo le “paraculaggini”, in particolar modo le sue. Grazie.

          1. Ho già risposto che non sono Francesco, e ho anche chiesto al dottor Tosatti di confermare, perché è così.

            Perciò la pianti con questa idiozia, grazie.

          2. See vabbè….

            Un amministratore di un blog se vuole ha modo di sapere se ci sono account doppi.

            E lasciamo perdere Santa Marta, io non c’entro nulla, è inutile che lei perseveri con questa idiozia.

          3. Giusy
            “signor marco/francesco/pinco/pallino/ecc/ecc eviti per favore il “cara” con me perché io sono una persona sincera e schietta e non amo le “paraculaggini”, in particolar modo le sue. Grazie.”
            Vero è che non si giudica mai l’ente in quanto ente, ma i suoi atti si, si debbono giudicare, ergo, giudico ciò che lei ha scritto, traggo la conclusione che con lo spirito del cristianesimo lei è molto ma molto lontana.
            Il suo modus operandi è uguale a quelli che mancando di conoscenza e quindi di argomentazioni rimane loro solo l’attacco ad personam.
            Studi, forse con il tempo comprenderà qualcosa di più, giacche al momento attuale lei non è in condizioni di poter rispondere neanche ad una domanda più semplice.
            Sia tranquilla che non le risponderò più, ne tantomeno con il “cara”, la quale denota solo l’amore fraterno e nulla più, per il resto rispedisco tutto al mittente, compreso la sua confusione sui nomi.

    2. Gentile Francesco,
      Il suo post è interessante ma viziato da alcuni errori di fondo.

      Mi faccia capire: la Chiesa, per 2000 anni, non ha capito il da farsi e adesso sì, giusto?

      Non si può parlare solo di “prassi” cambiata; se per 2000 anni la Comuione, ai divorziati risposati, non si è data una ragione deve pur esserci: non trova?

      Lei dice che molti matrimoni, al giorno d’oggi, potrebbero non essere validi; ok, ma quando un mattrimonio naufraga, prima di unirsi a qualcun altro, sarebbe opportuno rivolgersi al Tribunale Ecclesiastico per verificare che se il precedente matrimonio fosse valido o meno; ciò lo si può fare, ancora, anche dopo essersi risposati. Se il precedente matrimonio è valido, la Comunione non si può fare (a meno di non vivere come fratello e sorella); la Chiesa, per 2000 anni, ha sempre insegnato questo.

      Dire che vivere da fratello e sorella sia difficilmente raggiungibile non è una scusante. Se vuoi vivere more uxorio non devi pretendere di poter fare anche la Comunione. Non ci si ciba indegnamente del Corpo e del Sangue di Cristo; pretendere la botte piena e la moglie ubriaca non è giusto.

      Si ricordi questa frase del Signore: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: «Signore, aprici!». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete». Allora comincerete a dire: «Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze». Ma egli vi dichiarerà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”

      Sia Lodato Gesù Cristo

      1. Gentile Edoardo
        La ringrazio per la sua argomentazione, ora è un poco tardi domani le risponderò con piacere
        vorrei dire solo un piccolo particolare, non è vero che la chiesa ha insegnato questo per 2000 anni, è solo con il concilio di Trento che la chiesa ha fatto una certa riforma, alcune cose molto buone altre da riflettere.
        Lei pone domande interessanti, le quali non vertono sulla verità di fede ma sulla Prassi o se vogliamo dire sul diritto canonico.
        Laudetur Jesus Christus

      2. “Mi faccia capire: la Chiesa, per 2000 anni, non ha capito il da farsi e adesso sì, giusto?

        Non si può parlare solo di “prassi” cambiata; se per 2000 anni la Comuione, ai divorziati risposati, non si è data una ragione deve pur esserci: non trova?”

        Lo stesso discorso allora vale per la Comunione agli scismatici che non vogliono convertirsi: per 2000 anni la Chiesa li ha esclusi dalla Comunione, GPII invece ha cambiato tutto.

        Ha sbagliato la Chiesa per 2000 anni, allora? Perché prima del CVII sarebbe stato impensabile.

        “Non ci si ciba indegnamente del Corpo e del Sangue di Cristo; pretendere la botte piena e la moglie ubriaca non è giusto.”

        La Comunione è ricevuta indegnamente solo se si è in peccato mortale; chi ad esempio al momento non può fare diversamente perchè farebbe soffrire degli innocenti non ha la libertà necessaria per commettere peccato mortale in quel determinato ambito.

        Eviti quindi (lei e molti altri) di giudicare l’anima di milioni di persone senza conoscerle.

        Il suo discorso che queste persone riceverebbero la Comunione sempre indegnamente non sta in piedi alla luce della teologia morale. Sarebbe meglio parlare di ciò che si conosce, di tanto in tanto, invece che oggi tutti sono dei capi del Sant’Uffizio improvvisati.

      3. E proprio per questo motivo anche Padre Giovanni Cavalcoli ammetteva, ben prima di Al, che non sarebbe stato eresia cambiare sui divorziati risposati

        http://isoladipatmos.com/i-divorziati-risposati-e-quei-teologi-che-strumentalizzano-la-familiaris-consortio-di-san-giovanni-paolo-ii/

        “La Familiaris consortio, appunto perché tocca solo il foro esterno, non sfiora neppure la questione in esame, caratteristica del foro interno, ossia della condizione o dello stato o del dinamismo interiore della volontà dei conviventi e lascia quindi aperta la porta alla legittimità della discussione in atto nel Sinodo, se, in certi casi gravi, ben precisati e circostanziati, con forti scusanti, i divorziati possano o non possono accedere ai Sacramenti.

        Giovanni Paolo II si limita a ribadire la norma vigente, espressione di un’antichissima tradizione, sia pur corredandola di alti motivi teologici. Ma trattandosi di norma certo fondata sul dogma, ma NON NECESSARIAMENTE CONNESSA CON ESSO, questo insegnamento del Papa NON È da considerarsi IMMUTABILE, come non lo sono generalmente le norme positive, giuridiche e pastorali della Chiesa, senza che ciò comporti un insulto al dogma sul quale si basano. Infatti, un medesimo principio morale PUO AVERE DIVERSE APPLICAZIONI. Non sarebbe saggio né prudente attaccarsi ostinatamente ad una sola delle possibili applicazioni, per il semplice fatto che essa si fonda su di un valore assoluto, il quale, viceversa, ammette una pluralità di diverse applicazioni, salvo restando il principio.

        Ora, il timore di alcuni che un mutamento della disciplina vigente possa intaccare il dogma, È INFONDATO, perché l’attuale normativa non è così connessa al dogma come fosse la conclusione di un sillogismo dimostrativo, dove la premessa sarebbe il dogma; ma la detta normativa ha solo una connessione di convenienza col dogma, tale da ammettere anche altre possibili conclusioni. Similmente, dal proposto di vivere cristianamente ― valore assoluto ed irrinunciabile ― non discende necessariamente soltanto la vita laicale, come credeva Lutero, ma può scaturire anche la scelta sacerdotale o religiosa.”

      4. @De Franco scrive, a Francesco

        “Gentile Francesco,
        Il suo post è interessante ma viziato da alcuni errori di fondo.

        Mi faccia capire: la Chiesa, per 2000 anni, non ha capito il da farsi e adesso sì, giusto?”

        Allora io le chiedo, caro De Franco: la Chiesa ha sbagliato per 2000 anni quando non ammetteva ai Sacramenti cattolici gli scismatici che non volavano convertirsi alla Fede Cattolica?

        Rifiutare di convertirsi alla Fede Cattolica da adulti è peccato grave contro il primo comandamento; più precisamente è peccato contro la Fede, cito il Catechismo della Chiesa Cattolica, al paragrafo 2089

        2089 “L’incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti”.

        Dunque?

        Il vecchio codice di diritto canonico diceva, riguardo agli scismatici, che

        “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa “(Can 731,2).

        Il NUOVO codice di diritto canonico invece li ammette, a patto che abbiano delle “buone disposizioni”, cioè che siano in buona Fede.

        §3. “I ministri cattolici AMMINISTRANO LECITAMENTE i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi AI MEMBRI DELLE CHIESE ORIENTALI, CHE NON HANNO COMUNIONE PIENA CON LA CHIESA CATTOLICA, qualora li richiedano spontaneamente e SIANO BEN DISPOSTI; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali”.

        Domanda: perché GPII poteva fare questo cambiamento e invece cambiare sui duvorziati risposati dovrebbe essere impossibile?

        Infatti gli ortodossi che non si convertono da adulti possono salvarsi se sono in buona Fede, non perché il loro scisma e il loro rifiuto di aderire alla Fede Cattolica sia cosa buona è lecita in se. Non la è, anzi è peccato contro il primo comandamento.

        Allo stesso modo però anche i duvorziati risposati, come ammesso anche dagli stessi cardinali dei Dubia, possono avere delle attenuanti che riducono la loro colpevolezza.

        Ergo se l’attenuante della buona Fede può far si che la Chiesa permetta agli scismatici non cattolici che NON vogliono convertirsi di aderire ai Sacramenti cattolici, lo stesso può essere fatto, almeno in linea di principio, coi duvorziati risposati che non vivono “Origene style”, visto che non è che il sesto comandamento sia più importante del primo, se può avere delle attenuanti e fare la Comunione degnamente uno scismatici che NON si converte logica vuole che anche chi è in peccato contro il sesto comandamento possa farla degnamente, talvolta, se gode di attenuanti (ad esempio la mancanza di libertà di agire diversamente, per la presenza di una nuova famiglia e di figli) che diminuiscono la colpevolezza soggettiva.

        Ergo, l’ho detto, lo ripeto e continuo a dirlo, se si accetta l’innovazione di GPII non è possibile gridare all’eresia per Al.

        Perché entrambe queste “innovazioni” si basano sullo stesso principio: la non colpevolezza soggettiva a fronte di un peccato oggettivo, non colpevolezza che rende non imputabili e quindi non priva della Grazia.

  48. Caro Marco,
    non sono un teologo, né ho studiato teologia dogmatica e sacramentale!
    Però, credo di potere affermare alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e del Catechismo della Chiesa Cattolica, che se un matrimonio è canonicamente valido, non è possibile ad un coniuge cattolico divorziato e risposato civilmente potere accedere alla comunione!
    Il Catechismo ci ha insegnato che se si è in peccato mortale, senza il dovuto pentimento, e il proposito di non peccare, non si può ottenere l’assoluzione e di conseguenza accedere alla comunione.
    Adesso, mi pare di capire, che questo non è un dogma della fede cattolica, ma riguarda la disciplina ecclesiastica.
    Da semplice fedele, però, qualcosa a me non quadra!
    L’argomento in questione, comunione sì, comunione no ai divorziati risposati, ci rimanda ad un problema ben più grave rispetto alla “semplice” disciplina della Chiesa: il problema sollevato da A.L. interessa soprattutto il cuore stesso della vita cristiana: la salvezza delle anime e l’efficacia dei sacramenti!
    Le pongo allora questa domanda: il divorziato risposato, il cui primo matrimonio è canonicamente valido, e che vive more uxorio, è o non è in stato di peccato mortale? Commette o non commette adulterio? Se accede alla comunione, senza avere espresso la volontà di porre fine a questa situazione di peccato grave, resta o non resta nella condizione di peccato mortale? Se scattasse il verde alle comunioni date ai divorziati e risposati, non crede che sarebbe in serio pericolo la salvezza delle loro anime?
    Se accettassimo le nuove aperture introdotte da Kasper e compagni, che fine farebbero allora i sacramenti? E qui mi fermo…!
    E’ solo un problema di disciplina ecclesiastica, o c’è dell’altro?

    1. “Le pongo allora questa domanda: il divorziato risposato, il cui primo matrimonio è canonicamente valido, e che vive more uxorio, è o non è in stato di peccato mortale?”

      Non sempre. È sempre in stato di peccato grave, ma non è possibile dire che sia sempre in stato di peccato mortale, perché per essere in stato di peccato mortale occorrono piena avvertenza e deliberato consenso, che non sempre sono presenti entrambe. Ad esempio un divorziato potrebbe voler vivere come fratello e sorella ma non può farlo perché distuggerebbe la famiglia, questo è uno dei CASI dove manca la libertà di agire diversamente e quindi anche la colpa mortale.

      Se è pentito di essersi messo in quella situazione può essere perdonato anche se attualmente non può riformare la sua vita, perché non avendo la piena libertà su questa situazione il suo peccato non è mortale.

      Che non è detto che un divorziato risposato non casto sia necessariamente in peccato mortale è ammesso anche dai Cardinali dei Dubia, li cito da qui
      http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

      “Nel paragrafo 301 “Amoris laetitia” ricorda che “la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti”. E conclude che “per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.
      Nella Dichiarazione del 24 giugno del 2000 il Pontificio consiglio per i testi legislativi mirava a chiarire il canone 915 del Codice di Diritto Canonico, che afferma che quanti “ostinatamente persistono in peccato grave manifesto, non devono essere ammessi alla Santa Comunione”. La Dichiarazione del Pontificio consiglio afferma che questo canone è applicabile anche ai fedeli che sono divorziati e risposati civilmente. Essa chiarisce che il “peccato grave” dev’essere compreso oggettivamente, dato che il ministro dell’Eucarestia * non ha mezzi per giudicare l’imputabilità soggettiva della persona.
      Così, per la Dichiarazione, la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente POTREBBE NON ESSERE PIENAMENTE IMPUTABILE** , o NON ESSERLO PER NULLA.
      Lungo la stessa linea, nella sua enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, n. 37, San Giovanni Paolo II ricorda che “il giudizio sullo stato di grazia di una persona riguarda ovviamente solo la persona coinvolta, dal momento che è questione di esaminare la coscienza”. Quindi, la distinzione riferita da “Amoris laetitia” tra la situazione soggettiva di peccato mortale e la situazione oggettiva di peccato grave è ben stabilita nell’insegnamento della Chiesa.
      Giovanni Paolo II, tuttavia, continua a insistere che “in caso di condotta pubblica che è seriamente, chiaramente e stabilmente contraria alla norma morale, la Chiesa, nella sua preoccupazione pastorale per il buon ordine della comunità e per il rispetto dei sacramenti, non può fallire nel sentirsi direttamente implicata”. Egli così riafferma l’insegnamento del canone 915 sopra menzionato.
      La questione 3 dei “dubia” vorrebbe così chiarire se, anche dopo “Amoris laetitia”, è ancora possibile dire che le persone che abitualmente vivono in contraddizione al comandamento della legge di Dio vivono in oggettiva situazione di grave peccato abituale, anche se, per qualche ragione, NON È CERTO CHE ESSI SIANO SOGGETTIVAMENTE IMPUTABILI per la loro abituale trasgressione”.

      * non è il ministro della confessione, possono essere diversi;

      ** la stessa ragione che ha spinto GPII ha dare il permesso per ammettere, talvolta, gli scismatici che non vogliono convertirsi alla Comunione.

      È una gravissima presunzione di molti cattolici quella di voler giudicare queste persone come in stato di dannazione sempre e comunque (perché il peccato mortale questo è, visto che se muori in peccato mortale ti danni).

      Giudicano milioni di anime e poi si offendono quando vengono giudicati.

      A me basta mostrare che anche i cardinali dei Dubia sanno che non è così, poi chi vuole continuare a fare di testa sua lo faccia.

    2. E infatti anche il Cardinale Coccopalmerio aveva detto che potrebbero essere ammessi quei divorziati risposati che vorrebbero cambiare vita ma al momento non possono farlo pur volendolo, per varie circostanze che limitano la libertà

      “Credo che possiamo ritenere, con sicura e tranquilla coscienza – spiega Coccopalmerio – che la dottrina, nel caso, è rispettata. La dottrina dell’indissolubilità del matrimonio è nel caso rispettata, perché i fedeli nella situazione ipotizzata si trovano in unioni non legittime, anzi, più precisamente, possiamo senz’altro affermare che tale condizione è oggettivamente di peccato grave. La dottrina del sincero pentimento che contiene il proposito di cambiare la propria condizione di vita come necessario requisito per essere ammessi al sacramento della penitenza è nel caso rispettata, perché i fedeli nelle situazioni ipotizzate, da una parte, hanno coscienza, hanno convinzione, della situazione di peccato oggettivo nella quale attualmente si trovano e, dall’altra, hanno il proposito di cambiare la loro condizione di vita, anche se, in questo momento, non sono in grado di attuare il loro proposito”. http://www.lastampa.it/2017/02/14/vaticaninsider/ita/recensioni/s-a-sacramenti-se-risposati-vogliono-cambiare-ma-non-possono-J3zMOaUzpbkeSutz4DJfjI/pagina.html

    3. Ripeto infatti che sono i cardinali dei Dubia stessi a dire che

      “la distinzione riferita da “Amoris laetitia” tra la situazione soggettiva di peccato mortale e la situazione oggettiva di peccato grave è ben stabilita nell’insegnamento della Chiesa.”

      È su questo blog e altri che molti cattolici invece fanno confusione tra i due ambiti e assumono quasi aprioristicamente che una situazione oggettiva di peccato grave debba essere peccato mortale.
      Invece non è così, e anche i cardinali dei Dubia lo ammettono, e non potrebbe essere diversamente visto che loro la dottrina cattolica la conoscono.

    4. Poi se lei mi chiede

      “Se scattasse il verde alle comunioni date ai divorziati e risposati, non crede che sarebbe in serio pericolo la salvezza delle loro anime?”

      Le rispondo che ciò è possibile, ma solo per un motivo: l’inadeguatezza del clero odierno, che non si preoccuperebbe di verificare le attenuanti e di fare serie confessioni, ma darebbe la Comunione indiscriminatamente ( in ogni caso penso che dove ció sta accadendo la colpa ricada più su chi svia i fedeli che sui fedeli stessi, che vengono messi in buona Fede, in un certo senso, dagli errori dei prelati. Un po’ come i divorziati risposati ortodossi, non hanno colpa se vengono sviati della gerarchia).

      Quindi, per concludere:

      1) ritengo che, visto il clero che abbiamo, la soluzione più prudente sia quella dei vescovi polacchi;

      2) però mi batto contro l’intollerabile e farisaica presunzione di molti che scrivono in vari blogs che sembrano assumere che sia impossibile dare loro la Comunione perchè i divorziati risposati sarebbero necessariamente dei dannati ambulanti in sicuro stato di peccato mortale, posizione falsa e non condivisa, come ho mostrato, nemmeno dai cardinali che hanno esposto i Dubia.

  49. Sul caso del piccolo Charlie Gard è intervenuto il grande cardinale Caffarra, il Papa mancato. Altro che Bergoglio!
    Purtroppo ci hanno inflitto Francesco, il cui silenzio su questa vicenda è assordante!
    Che fai Francesco, non parli? Abbi coraggio, esci allo scoperto. Difendi la vita! Chi tace, acconsente!

    1. @peter
      il poveruomo bianco vestito in più occasioni purtroppo appare vigliacco: non ci siamo meritati niente di meglio purtroppo.
      Continuiamo a pregare lo Spirito Santo che lo fortifichi e gli faccia scappar fuori il coraggio di comportarsi da papa cattolico anche se così Scalfari (o il nuovo papa laico che il conclave massonico eleggerà dopo la prossima dipartita per il Piano-di-sotto di Barbapapà) non lo loderà più e la Bonino gli toglierà il saluto (e Soros non finanzierà più direttamente o indirettamente qualche attività della galassia (neo)cattolica.

      1. @Gian

        Ecco, hai perfettamente ragione nel dire che parlo al vento. Infatti ciò che dico viene sistematicamente ignorato e quando non viene ignorato mi devo sentir dare del protestante o peggio da gente che non conosce nemmeno il Catechismo base.

        Ci sarebbe da ridere se non fosse tragicomico.

          1. Me la sona fatta e mi sono anche dato la risposta: la gente ha le sue idee e non le cambia nemmeno quando mostri che sono oggettivamente sbagliate.

            A volte invece c’è una genuina incapacità di capire l’argomento, e lì ci si può fare ancora meno.

    1. Sono io ad essere stato insultato.

      Ho esposto la dottrina cattolica e mi viene detto che dico cose diaboliche? Ma stiamo scherzando?

      Si dimostri dove io (e padre Ariel, che dice le medesime cose) starei dicendo cose diaboliche e/o in contrasto con qualsivoglia dogma e ammetterò di aver sbagliato, ma non accetto accuse così gravi da parte di gente che non sa di cosa sta parlando.

      1. Abbiamo iniziato ad essere meno tolleranti con lei dopo che lei ci ha misericordiosamente dato dei cretini degli ignoranti ecc ecc non prima. Quando avrò due giorni di ferie, perché è il minimo che ci vuole per smontare le sue lenzuolate manipolatorie, forse le dirò di più, purtroppo io lavoro tutto il giorno, contrariamente a lei che inganna il tempo col copia incolla. Resta il fatto che un gesuita non dovrebbe per le sue regole stare dove sta. Che lei sia mandato dal kapo e da incivilta Cattolica lo dimostrano i suoi ossessivi interventi solo per blindare amoris schifezza, non la si legge su altri argomenti pur impegnativi e dolorosi. Si crede a chi è capace di SI e NO, chi si barcamena e tira la Parola al suo mulino non è affidabile. E da ora seguo davvero il saggio consiglio di Gian e LA IGNORO. Buona fortuna.

        1. Io ho già risposto che su Amoris Laetitia la vedo come i vescovi polacchi, quindi la mia posizione è diversa da quella del Papa nel merito.

          Sono arrivato a questa conclusione pensando al clero che abbiamo.

          La differenza è nel MOTIVO che mi ha portato a questa decisione; molti sul blog dicono che la Comunione ai divorziati risposati non può essere data perché farlo andrebbe contro al dogma dell’indissolubilità matrimoniale e perché queste persone farebbero sempre una Comunione indegna, in quanto sempre, necessariamente, in peccato mortale.

          Entrambi gli argomenti sono patentementi falsi, e l’ho dimostrato citando le parole stesse dei quattro cardinali che hanno esposto i Dubia.

          Un altro argomento di una idiozia esorbitante è “la Chiesa ha fatto così per 2000 anni quindi cambiare è impossibile, è eresia, argomento assurdo perché fino al CVII era impensabile ammettere gli scismatici che non vogliono convertirsi ai sacramenti cattolici; eppure San Giovanni Paolo II l’ha fatto.

          Siccome l’ha fatto GPII, però, allora va bene e nessuno dice nulla http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

          Per i trinariciuti antibergogliani qualunque cosa fatta prima del 13 Marzo 2013 è santa a prescindere.

          “Abbiamo iniziato ad essere meno tolleranti con lei dopo che lei ci ha misericordiosamente dato dei cretini degli ignoranti ecc ecc non prima. ”

          Forse perché nessuno ha risposto nel merito a quello che ho scritto ma mi avete sempre attaccato sul personale? Chi attacca sul personale e non risponde sugli argomenti dando del protestante, luterano, ecc, o è un cretino oppure è uno che si comporta come tale.

          “Che lei sia mandato dal kapo e da incivilta Cattolica lo dimostrano i suoi ossessivi interventi solo per blindare amoris schifezza”

          Io non blindo nulla, nè sono mandato da nessuno, tanto è vero che su Al ho appoggiato l’interpretazione dei Vescovi polacchi, diversa da quella del Papa.

          Quello che volevo mostrare è che in Al non c’è l’eresia che molti paventano, barricandosi dietro una legge ecclesiastica da loro fatta assurgere a immutabile verità di Fede.

          Verità di Fede che includerebbe, secondo queste teste, che tutti i divorziati risposati cattolici siano in sicuro, certissimo, inappellabile stato di peccato mortale, privi della Grazia santificante e con un piede già all’inferno, tesi che i quattro cardinali, come ho mostrato, RIFIUTANO in quanto non cattolica.

          Il motivo per cui non intervengo altrove è che non ho il tempo di postare qui e anche in altri topic, visto che già postare qui mi richiede impegno.

  50. Il problema, cara Giusy, è quello esposto tempo fa da Umberto Eco, quando diceva che http://www.lastampa.it/2015/06/10/cultura/eco-con-i-parola-a-legioni-di-imbecilli-XJrvezBN4XOoyo0h98EfiJ/pagina.html

    «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

    Oggi tutti si credono teologi, tutti credono di essere in grado di stabilire cosa sia verità di Fede (e quindi immutabile) e cosa non lo sia, senza conoscere minimamente l’argomento.

    E quando li confuti ti ignorano o ti insultano dandoti del protestante o del diabolico.

  51. Per @Marco

    Gentile Marco,
    Io non sono un teologo e non ho alcun problema ad ammetterlo ma sappia che il compito della teologia (dall’unione di due parole greche: Theos, Dio, Logos, Parola) è quello di migliore la comprensione della parola di Dio e non di cambiarne il senso. Gesù non si limitò a definire l’indissolubilità del matrimonio sacramento ma, riguardo alle nozze a seguito di divorzio, parlò chiaramente di adulterio; quando i discepoli, in privato, gli chiesero spiegazioni, il Signore ribadì, parola per parola, quanto affermato in precedenza. Fin quando l’adulterio verrà, giustamente, considerato peccato, non si potrà dare la Comunione a chi vive more uxorio.

    Gesù non disse, come fa lei, che esiste questa e quell’altra eccezione. Durante gli ultimi due sinodi dei vescovi, un porporato dichiarò qualcosa del genere: “Ci sono persone che vorrebbero che Gesù avesse avuto una posizione più morbida in merito al divorzio ma non l’ha avuta; io, dovendo scegliere, scelgo di stare dalla parte di Gesù”. Possiamo tirare in ballo tutti gli arzigogoli teologici di questo mondo ma la realtà è quella.

    Di teologi che hanno provato e provano tuttora a stravolgere la Divina Rivelazione è pieno il mondo; come quelli che dicono che, in virtù dell’infinita bontà di Dio, non è possibile che esista l’Inferno o che sia pieno di anime.

    Sempre Gesù, alla domanda sul perché Mosè avesse concesso il ripudio (che noi oggi chiamiamo divorzio), disse che fu “per la durezza del loro cuore”. Forse, allora, ancor prima che chiederci se dare o meno la Comunione ai divorziati risposati, dovremmo domandarci perché tanti matrimoni naufragano e come fare, in futuro, ad evitarlo. Il Signore una risposta c’è la data: “Certe cose accadono per la durezza dei vostri cuori”. Ciò che mi dispiace di più, del suo post, caro Marco, è sentirmi equiparato a un fariseo di 2000 anni fa. Le faccio notare, fra l’altro, come si evince pure dal Vangelo, che erano i farisei a considerare giusto il ripudio. Non erano loro a dire “non si può fare”; divorziare, per loro, era giustissimo poiché Mosè li aveva autorizzati a farlo. Fu Gesù a stopparli dicendo che quella norma fu data “per la durezza del loro cuore”. Faccia attenzione, non per spirito di misericordia ma “per la durezza del loro cuore”.

    Lei tira in ballo la Comunione data agl’ortodossi ma tale esempio non è affatto pertinente; la Chiesa, oggi, dà loro la Comunione perché li ritiene in assoluta buona fede. Gli attuali ortodossi, infatti, sono realmente convinti che fu la Chiesa di Roma (così chiamano la Chiesa Cattolica) a staccarsi da loro e non viceversa. Anche i protestanti pensano di essere dalla parte della ragione ma loro, a differenza degl’ortodossi, hanno rifiutato la successione apostolica, così come negano la presenza reale di Gesù nel Santissimo Sacramento. Ecco perché la Chiesa Cattolica, oggi, dà l’Eucarestia agl’ortodossi e non la dà ai protestanti (anche se pare si sia cominciato a parlare di darla pure a loro e questo mi fa accapponare la pelle); dunque non si tratta di non poter tornare indietro (fra l’altro nulla vieterebbe a un ortodosso di convertirsi al cattolicesimo). Lo stesso discorso, invece, non lo si può applicare ai divorziati risposati.

    Fra l’altro, sebbene sia vero che alcuni di loro non possono tornare indietro (perché dalla nuova unione sono nati dei figli), potrebbero vivere da fratello e sorella e così fare la Comunione. Pretendere di avere rapporti intimi e al contempo comunicarsi equivale a volere la botte piena e la moglie ubriaca.

    Il cardinale Coccopalmeiro, nel tentativo di spiegare i punti critici di AL, ha cercato di giustificare la Comunione ai divorziati risposati citando un documento (Gaudium et spes) del Concilio Vaticano II:

    “…dove è interrotta (testo latino “abrumpitur”) la intimità della vita coniugale”, quindi è interrotto il compimento degli atti coniugali, “non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli… l’educazione… il coraggio di accettarne altri”

    E’ una citazione pericolosa perché la “Gaudium et spes” del Concilio Vaticano II non parlava dei divorziati risposati ma dei veri coniugi (cioè di quelli regolarmente sposati in Chiesa e dunque del matrimonio sacramento). Citare quel brano della “Gaudium et spes” equivale, di fatto, ad equiparare le seconde nozze a quelle sacramentate. E’ facile, a parole, dire che il matrimonio sacramento rimanga indissolubile quando, poi, di fatto, le nozze a seguito di divorzio vengono equiparate alle precedenti.

    E’ perfettamente vero che, quando la moglie non si concede più al marito, lui può sentirsi tentato al tradimento (lo scrisse anche San Paolo) ma tale discorso vale per il matrimonio sacramento e non per i divorziati. Il fatto che quel brano del Concilio lo si voglia applicare ai divorziati dimostra che, aldilà delle chiacchiere e degl’arzigogoli teologici, si vuole mettere le due unioni sullo stesso piano.

    Le nostre obiezione, pertanto, sono a dir poco fondate.

    Mi scuso per il lungo post ma dire certe cose era doveroso.

    Sia Lodato Gesù Cristo!

    1. Caro De Franco,

      Il suo discorso non regge, perché la Comunione va tassativamente negata solo a chi non è in stato di Grazia.

      È possibile che un divorziato risposato non casto sia in stato di Grazia, se vuole cambiare vita ma non può farlo, per via di alcune circostanze createsi? La risposta è si, e lo ammettono anche i quattro cardinali dei Dubia, siccome vedo che ha ignorato le loro parole le riporto di nuovo

      http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

      “Nel paragrafo 301 “Amoris laetitia” ricorda che “la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti”. E conclude che “per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.
      Nella Dichiarazione del 24 giugno del 2000 il Pontificio consiglio per i testi legislativi mirava a chiarire il canone 915 del Codice di Diritto Canonico, che afferma che quanti “ostinatamente persistono in peccato grave manifesto, non devono essere ammessi alla Santa Comunione”. La Dichiarazione del Pontificio consiglio afferma che questo canone è applicabile anche ai fedeli che sono divorziati e risposati civilmente. Essa chiarisce che il “peccato grave” dev’essere compreso oggettivamente, dato che il ministro dell’Eucarestia * non ha mezzi per giudicare l’imputabilità soggettiva della persona.
      Così, per la Dichiarazione, la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente POTREBBE NON ESSERE PIENAMENTE IMPUTABILE** , o NON ESSERLO PER NULLA.
      Lungo la stessa linea, nella sua enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, n. 37, San Giovanni Paolo II ricorda che “il giudizio sullo stato di grazia di una persona riguarda ovviamente solo la persona coinvolta, dal momento che è questione di esaminare la coscienza”. Quindi, la distinzione riferita da “Amoris laetitia” tra la situazione soggettiva di peccato mortale e la situazione oggettiva di peccato grave è ben stabilita nell’insegnamento della Chiesa.
      Giovanni Paolo II, tuttavia, continua a insistere che “in caso di condotta pubblica che è seriamente, chiaramente e stabilmente contraria alla norma morale, la Chiesa, nella sua preoccupazione pastorale per il buon ordine della comunità e per il rispetto dei sacramenti, non può fallire nel sentirsi direttamente implicata”. Egli così riafferma l’insegnamento del canone 915 sopra menzionato.
      La questione 3 dei “dubia” vorrebbe così chiarire se, anche dopo “Amoris laetitia”, è ancora possibile dire che le persone che abitualmente vivono in contraddizione al comandamento della legge di Dio vivono in oggettiva situazione di grave peccato abituale, anche se, per qualche ragione, NON È CERTO CHE ESSI SIANO SOGGETTIVAMENTE IMPUTABILI per la loro abituale trasgressione”.

      Perció tutto il suo argomento, basato sulla sicura imputabilità (e quindi indegnità) dei divorziati risposati alla Comunione, non ha fondamento ed è rigettato dagli stessi quattro cardinali.

      “E’ una citazione pericolosa perché la “Gaudium et spes” del Concilio Vaticano II non parlava dei divorziati risposati ma dei veri coniugi (cioè di quelli regolarmente sposati in Chiesa e dunque del matrimonio sacramento). Citare quel brano della “Gaudium et spes” equivale, di fatto, ad equiparare le seconde nozze a quelle sacramentate. E’ facile, a parole, dire che il matrimonio sacramento rimanga indissolubile quando, poi, di fatto, le nozze a seguito di divorzio vengono equiparate alle precedenti.”

      Nessuna equiparazione, il fatto è che in molti CASI se uno dei due coniugi impone la castità all’altro la famiglia si sfascia con grave danno dei figli.

      Francesco aveva provato a spiegarle questo, cioè che la riparazione si esige dove è possibile. Nel caso dei divorziati risposati possono esserci attenuanti che limitano la libertà di agire diversamente, e che quindi fa si che non siano privati della Grazia.

      “Lei tira in ballo la Comunione data agl’ortodossi ma tale esempio non è affatto pertinente; la Chiesa, oggi, dà loro la Comunione perché li ritiene in assoluta buona fede.”

      Ma anche gli ortodossi del 1917 potevano essere in assoluta buona Fede, eppure la Chiesali escludeva dai Sacramenti sempre, a meno che non si pentissero e non si convertissero.

      Inoltre non è che la Chiesa assuma aprioristicamente la loro buona Fede, ci vuole comunque discernimento perchè ogni uomo può essere spinto dallo Spirito Santo verso la vera Fede, e se rifiuta colpevolmente (cioè senza attenuanti) non può salvarsi.

      La Lumen Gentium 14 è molto chiara in questo.

      Perciò il suo argomento non regge, perché la Chiesa non dice che gli ortodossi, islamici, buddisti (anche questi non hanno colpa di essere nati tali) siano sempre innocenti se non si convertono, anche perché se così fosse l’evangelizzazione sarebbe non solo inutile, ma dannosa.

      Perciò no, mi spiace, non ha confutato nulla.

      Il suo argomento si basa sull’assunzione aprioristica della piena colpevolezza di ogni divorziato risposato, indipendentemente dalla sua condizione (e quindi della sua indegnità alla Comunione), ma come ho mostrato tale arrogante presupposizione di colpevolezza non è condivisa nemmeno dai quattro cardinali.

    2. Poi se trova un solo documento che afferma dogmaticamente che i divorziati risposati sono dei “lebbrosi spirituali” sempre e comunque in peccato mortale continuo e che quindi ammettere anche uno solo di essi ai Sacramenti è sempre e comunque sacrilegio, lo posti, per piacere.

      Io intanto le ho mostrato che i Cardinali dei Dubia non mettono in dubbio quanto affermato in Al 301, e cioè che

      “non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.

      Infatti i quattro cardinali distinguono tra la situazione di peccato grave oggettivo e l’imputabilità soggettiva che, al contrario di quanto assumete lei e molti altri, non è sempre presente.

      I divorziati risposati sono sempre in stato di peccato grave, perché la loro situazione costituisce materia grave, essendo adulterio e non essendo mai lecito in se l’adulterio.

      Ma non sono sempre in stato di peccato mortale, privi della Grazia santificante. Lo dico io? Lo dice Bergoglio?

      No, lo dice la teologia morale e lo dicono i quattro cardinali.

      Si senta libero di postare, se ci sono, definizioni Magisteriali dogmatiche che mi contraddicono.

      Io non ho mai messo in dubbio NÈ negato che un Matrimonio celebrato validamente sia indissolubile.

      Ma non solo metto in dubbio, nego apertamente, che chi vive in contraddizione col Matrimonio indissolubile sia ipso facto in peccato mortale sempre e comunque.

      E a questa negazione si accodano i quattro cardinali e la teologia morale.

      Esattamente come nego che i cristiani non cattolici siano sempre innocenti quando rifiutano la conversione da adulti, perché se sono in buona Fede la certezza assoluta ce l’ha solo Dio.

      Perciò il suo post si basa, lo ripeto, su due assunzioni aprioristiche:

      1) la piena colpevolezza soggettiva, sempre e comunque, in ogni caso e circostanza, dei divorziati risposati;

      2) l’assunzione di innocenza soggettiva, sempre e comunque, in ogni caso e circostanza, degli scismatici che non si convertono (e con questo crede di confutare il mio parallelo tra la concessione di GPII e Al).

      Ma io le ho dimostrato che si sbaglia, e l’ho fatto citando i quattro cardinali.

      L’esclusione dei divorziati risposati si basava sul loro stato OGGETTIVO di adulteri, esattamente come l’esclusione degli scismatici che non volevano convertirsi si basava sul loro stato OGGETTIVO di scismatici.

      NON, come sembra credere lei e molti altri, su una presunzione di colpevolezza soggettiva.

      Se lo stato OGGETTIVO di scismatico non esclude ipso facto dai Sacramenti allora nemmeno lo stato OGGETTIVO di adultero esclude ipso facto dai Sacramenti.

    3. Le chiedo quindi, per favore, se dovrà rispondere, di non ignorare quanto da me scritto; perché ad esempio le avevo già riportato quanto detto dai quattro cardinali (e cioè che l’esclusione dei divorziati risposati “colpiva” lo status oggettivo di quelle persone, non era una “dichiarazione di sicuro peccato mortale) e lei lo ha ignorato completamente.

      Grazie.

    4. E per finire le cito, sugli scismatici, una dichiarazione EX CATHEDRA (penso che sappia cosa vuole dire) della Cantate Domino

      “La chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i giudei o gli eretici E GLI SCISMATICI, potranno raggiungere la vita eterna, ma andranno nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41), se prima della morte non saranno stati ad essa riuniti; crede tanto importante l’unità del corpo della chiesa che, solo a quelli che in essa perseverano, i sacramenti della chiesa procureranno la salvezza, e i digiuni, le altre opere di pietà e gli esercizi della milizia cristiana ottengono il premio eterno: nessuno, per quante elemosine abbia fatto e persino se avesse versato il sangue per il nome di Cristo può essere salvo, se non rimane nel grembo e nell’unità della chiesa cattolica.”

      Ovviamente questo NON significa che tutti gli scismatici che non si convertono vanno all’inferno, perché possono non convertirsi perché davvero in buona Fede, ma è solo per dire che lo stato oggettivo di scismatico non è “roba da meno” dello stato oggettivo di adultero.

      E questo spiega anche perché fino al CVII era IMPENSABILE una mossa come quella di GPII sugli scismatici che non vogliono convertirsi.

      Di nuovo, Signor De Franco: l’intero suo argomento si basa su un completo fraintendimento dell’esclusione dei divorziati risposati da parte della Chiesa, che non si basa su una “presupposizione di peccato mortale” come sembra credere lei, ma solo sul loro stato oggettivo; e questo LO HANNO CONFERMATO I CARDINALI DEI DUBIA STESSI.

      Perció se lo stato oggettivo di scismatico non esclude più dalla Comunione, nonostante la dichiarazione EX CATHEDRA della Cantate Domino, è evidente che non ci sia nessun dogma che comanda di escludere i divorziati risposati dalla Comunione.

      Ciò che esclude dalla Comunione è lo stato di peccato mortale; questo è dogmatico. Che sia lo status oggettivo ad escludere dalla Comunione è invece una legge della Chiesa, che la Chiesa tenere ma anche cambiare.

      Il giudizio sulla Chiesa riguardo allo stato di scisma, come ha visto, non è più tenero, affatto, di quello che la Chiesa ha verso lo stato di adulterio.

      Logica comanda che se per gli scismatici possono essere presi in considerazione aspetti soggettivi che riducono la colpevolezza, nonostante lo stato oggettivo in cui versano, lo stesso può valere per il sesto comandamento e l’adulterio.

        1. Non sono pagato; ripeto.

          Io ho mostrato fatti OGGETTIVI, compresa una dichiarazione EX CATHEDRA, ognuno è libero di tenerne conto o no, ma almeno nessuno dica che non argomento.

          Argomento anche troppo, e i miei argomenti vengono sistematicamente ignorati.

          1. Se nessuno dà retta al suo argomentare magari una persona così geniale ed eccelsa come è lei dovrebbe capire che forse qualche domandina dovrebbe porsela no?

          2. Cara Giusy

            “Se nessuno dà retta al suo argomentare magari una persona così geniale ed eccelsa come è lei dovrebbe capire che forse qualche domandina dovrebbe porsela no? ”

            Io non sono geniale, è che molto spesso le persone partono con idee aprioristiche e nulla al mondo può far loro cambiare idea, indipendentemente dagli argomenti che porti

            La stessa esperienza di Padre Ariel

            “Il problema è che un numero sempre più alto di persone si rifiuta di ascoltare e se vengono date loro spiegazioni, reagiscono o talvolta aggrediscono dicendo: «no, è come dico io».

            Pertanto, se da una parte il Cardinale Walter Kasper sostiene la “evoluzione” del dogma, dall’altra, c’è un ben più pericoloso esercito di “teologi praticoni” o di “teologi-fai-da-te” che dopo avere beccato come uccellini da un blog all’altro, si inventano dogmi che non esistono e si arrabbiano pure se due teologi dogmatici dicono loro che il dogma di fede sul no alla Comunione ai divorziati risposati non esiste.” http://isoladipatmos.com/il-santo-padre-francesco-eretico-e-apostata-e-se-fosse-un-provvidenziale-pifferaio-magico/#comment-3869

          3. È divertente poi, che in un commento a Padre Ariel tale Gianluigi Bazzorini scriva

            “Sò già che mi risponderanno che “non è sempre detto che i divorziati risposati siano in peccato mortale” e qui raggiungiamo il non plus ultra delle eresie non contenti della già precedente menzionata.”

            Quando i cardinali dei Dubia stessi, invece, AMMETTONO che è possibile che i divorziati risposati non siano in peccato mortale, come ho mostrato qui http://www.marcotosatti.com/2017/06/27/don-minutella-rimosso-e-sospeso-a-divinis-i-fedeli-chiedono-spiegazioni-al-vescovo-non-accetteremo-nessun-nuovo-parroco/#comment-15819 citandoli TESTUALMENTE.

            È proprio vero, oggi è l’invasione degli imbecilli che parlano di cose che non conoscono minimamente e sproloquiano di eresie dando agli altri dei modernisti senza sapere nemmeno le basi dell’argomento che trattano.

            In Italia non ci sono solo 60 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio. Dal 13 Marzo 2013 ci sono anche 60 milioni di Papi nonchè Capi del Sant’Uffizio.

            Tutto ciò è ridicolo e anche un po’ triste, ma se non altro dimostra quanto avesse ragione Umberto Eco.

        2. E altra cosa Giusy: le posto un’altra dichiarazione ex cathedra, questa volta dalla Unam Sanctam

          ” Ergo, si deviat terrena potestas, iudicabitur a potestate spirituali; sed, si deviat spiritualis minor, a suo superiori; si vero suprema, a solo Deo, non ab homine poterit iudicari, testante Apostolo: “Spiritualis homo iudicat omnia, ipse autem a nemine iudicatur.” Est autem hæc auctoritas, et si data sit homini, et exerceatur per hominem, non humana, sed potius divina, ore divino Petro data, sibique suisque successoribus in ipso, quem confessus fuit petra, firmata, dicente Domino ipsi Petro: “Quodcunque ligaveris etc.” Quicunque igitur huic potestati a Deo sic ordinatæ resistit, DEI ORDINATIONE RESISTIT , nisi duo, sicut Manichæus, fingat esse principia, QUOD FALSUM ET HAERETICUM IUDICAMUS, quia testante Moyse, non in principiis, sed in principio coelum Deus creavit et terram. Porro SUBESSE ROMANO PONTIFICI omni humanæ creaturæ DECLARAMUS DICIMUS, DIFFINIMUS ET PRONUNCIAMUS omnino esse de necessitate salutis”

          TRADUZIONE

          “Perciò se il potere terreno erra, sarà giudicato da quello spirituale; se il potere spirituale inferiore sbaglia, sarà giudicato dal superiore; ma se erra il supremo potere spirituale, questo potrà essere giudicato solamente da Dio e non dagli uomini; del che fa testimonianza l’Apostolo: “L’uomo spirituale giudica tutte le cose; ma egli stesso non è giudicato da alcun uomo”, perché questa autorità, benché data agli uomini ed esercitata dagli uomini, non è umana, ma senz’altra divina, essendo stata data a Pietro per bocca di Dio e resa inconcussa come roccia per lui ed i suoi successori, in colui che egli confessò, poiché il Signore disse allo stesso Pietro: “Qualunque cosa tu legherai…”. Perciò chiunque si oppone a questo potere istituito da Dio, si oppone ai comandi di Dio, a meno che non pretenda, come i Manichei, che ci sono due principi; il che NOI AFFERMIAMO FALSO ED ERETICI, poiché (come dice Mosè non nei principi, ma “nel principio” Dio creò il cielo e la terra. Quindi noi DICHIARIAMO, STABILIAMO, DEFINIAMO ED AFFERMIAMO che è assolutamente necessario per la salvezza di ogni creatura umana che essa SIA SOTTOMESSA AL PONTEFICE DI ROMA.”

          E ora qui habet aures audiendi, audiat, cara Giusy.

          1. Vincent Vega, cos’e’, ti pagano a post?
            Ma non hai altro da fare tutto il giorno?
            Quindi il papa sarebbe signore e padrone di ogni cattolico?
            E di papa Liberio confutato da S. Atanasio, ne vogliamo parlare?
            DImentichi questo:
            7 In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. 8 Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! 9 L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! 10 Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!

          2. Io ho postato una dichiarazione ex cathedra, cioè infallibile, fanne quello che vuoi, non è obbligatorio essere cattolici.

            Questo non significa che ogni cosa che dica il Papa sia corretta, ovviamente, significa solo che:

            1) non può cadere in eresia FORMALE (ripeto: formale);

            2) ogni cattolico deve riconoscerlo e dargli il dovuto assenso di Fede;

            3) ogni non cristiano o cristiano non cattolico può salvarsi solo se il suo rifiuto della Fede Cattolica e dell’autorità del Papa è davvero in buona Fede. Infatti extra Ecclesiam NULLA salus, questo è un dogma, e i cristiani non cattolici e i non cristiani che si salvano si salvano perché uniti in qualche modo alla Chiesa dalla Grazia di Dio, anche se invisibilmente (e non visibilmente come i cattolici).

            Questo non significa che quando un Papa come dottore privato dice ca**ate come molte dette da Bergoglio allora siano Vangelo, nè significa che un cattolico debba approvare sempre tutto ciò che fa come condotta.

          3. Intendo intendo se vuole le faccio anche l’applauso, non avevo il minimo dubbio che bil suo pozzo di scienza comprendesse anche il latino😂😂😂😂

          4. Faccia come vuole, di controargomentazioni non ne ho ancora viste, solo insulti e ad hominem fallaci.

            Pazienza.

          5. No no mi impippo solo di quello che dice lei semplicemente perché non la trovo affidabile, perché lei è ossessivo, vuole ad ogni costo IMPORRE la sua interpretazione! Gli altri li ascolto tutti volentieri!

          6. Ah, perché adesso le dichiarazioni ex cathedra sarebbero materia di interpretazione?

            Capisco. Non scriva altro, grazie, meglio lasciar perdere davvero.

          7. Cominci con lo smettere lei, dia il buon esempio, in tanti le stiamo chiedendo di smetterla di imporsi con le sue valanghe di parole che, lo dice lei stesso, nessuno più ascolta.

          8. No, il problema è che siccome dico cose non confutabili dottrinalmente nessuno mi confuta. E questo da fastidio, perché chi parte con certe idee preconcette non tollera che si dimostri che non hanno alcun fondamento.

          9. Ecco brava, chiuda, visto che non ha prodotto un solo post dove ci fosse anche solo l’ombra di una argomentazione razionale.

            E se ha sonno le auguro buon riposo.

          10. Si dia il caso che io, contrariamente a lei che o non sa come passare il tempo o è stato messo a fare questo con un preciso disegno, non ho per ora tempo di fare copia incolla tutto il santo giorno. Del resto anche lei risponde solo a ciò che le garba evitando accuratamente le domande più scottanti che le vengono poste riguardo al suo kapo e che sono ciò che ai semplici fedeli in questo momento interessa. Infatti a noi interessa se possibile evitare di finire dritti all’ inferno, e se seguiamo lei E il suo kapo il rischio è altissimo. Le prometto che ad Agosto, quando ho dieci giorni di ferie, con l’aiuto del mio Confessore, da cui tra l’altro sto andando, le scriverò tante cose, sicuramente più interessanti e purificanti delle sue opprimenti noiose lenzuolate che, lo riconosce anche lei, nessuno ascoltata più.

          11. Io non ho nessun “kapo”, per piacere la smetta con queste idiozie.

            E all’inferno non ci voglio mandare nessuno, nè voglio andarci io, rilegga cosa le ho consigliato qui http://www.marcotosatti.com/2017/06/27/don-minutella-rimosso-e-sospeso-a-divinis-i-fedeli-chiedono-spiegazioni-al-vescovo-non-accetteremo-nessun-nuovo-parroco/#comment-15390 e cosa ho riportato nel post subito sotto a quello.

            Io ho semplicemente dimostrato che non c’è eresia in Al, pur preferendo io l’applicazione più prudente dei Vescovi polacchi, visto che dubito che il clero che abbiamo sia capace del discernimento richiesto da Al.

            Per il resto ripeto che non ho nessun “kapo”, non sono mandato da nessuno e non ho secondi fini di alcun genere.

            Nè capisco quali siano le domande che io avrei evaso riguardo al Papa (non il “mio kapo”, il Papa, che è tale per tutti i cattolici), ma se le espone le risponderò.

  52. Complimenti De Franco Edoardo per la Sua chiara esposizione.
    Con grande rispetto per tutti, mi piace ricordare un santo monaco che raccomandava ad uno studente di teologia di stare molto attento! Il teologo senza la fede cattolica, la preghiera e l’umiltà, diceva il buon monaco, può cadere rovinosamente nell’eresia. E’ questa la strategia del Diavolo!

    1. In effetti per essere dei teologi non bisogna essere necessariamente eretici, ma per essere eretici bisogna essere dei teologi

  53. Gentile Marco,
    vedo che Lei è molto preparato!
    Io sono, ripeto, un semplice fedele, però al di là di queste giuste argomentazioni, non capisco come il tutto si possa armonizzare con il Catechismo della Chiesa Cattolica.
    Il Catechismo al n°1385 , Eucarestia,ribadisce che per rispondere a questo invito (prendete e mangiatene tutti), dobbiamo prepararci a questo momento così grande e così santo”. E ancora,citando San Paolo:” Chiunque in modo indegno mangia il pane e beve il calice del Signore, sarà reo…Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione.
    In sintesi, chi vuole ricevere Cristo nella Comunione eucaristica deve essere in stato di grazia! Se uno è consapevole di aver peccato mortalmente, non deve accostarsi all’Eucarestia senza prima aver ricevuto l’assoluzione nel sacramento della Penitenza.
    Andiamo a ripassare il Catechismo a proposito del peccato.
    Definizione di peccato n 1849-1850 “il peccato è un’offesa a Dio”;
    la gravità del peccato, il peccato mortale che “distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione alla legge di Dio”. “Perché il peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: “è peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave (1857); la materia grave è precisata dai Dieci Comandamenti (nessuno li ricorda), secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: non uccidere, non commettere adulterio ecc.)-
    Il peccato grave, se commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso, ha come conseguenza la perdita della carità e della grazia santificante, cioè dello stato di grazia.
    Il sesto comandamento di Dio , ribadito da Gesù, è ancora vincolante al di là delle disquisizioni teologiche del momento. Non facciamo i giocolieri della Parola di Dio, per favore!
    Ripassate per favore il n.2380 e n.2381 del Catechismo.
    Mi pare che questa teologia “alla moda” che ci proponete, alle volte ci allontani dalla legge di Dio, e ci spinga pericolosamente verso la disubbidienza.
    Con i sacramenti, diceva un teologo, non si scherza!

    1. Le ho già risposto su tutto Peter, perché ignora ció che scrivo?

      Sono ovviamente d’accordo con lei che la Comunione può essere ricevuta solo da chi è stato di Grazia.

      È de fide che chi assume il Santissimo Sacramento in stato di peccato mortale commette un sacrilegio.

      Quello che lei però si ostina ad ignorare è che non sempre una situazione di peccato grave (materia grave) corrisponde a peccato mortale.

      A volte è così e altre volte le attenuanti riducono la colpevolezza soggettiva fino alla venialità.

      Dice bene quando cita il Catechismo, lo cito anche io

      “L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere sminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali.” (Catechismo della Chiesa Cattolica paragrafo 1735)

      “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia L’IMPUTABILITÀ DELLA COLPA PUÓ ESSERE ATTENUATA DALLA MISERIA, dal RICATTO E DALLA PRESSIONE SOCIALE. (Catechismo della Chiesa Cattolica paragrafo 2355)

      “Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso.” (Catechismo della Chiesa Cattolica paragrafo 1862)

      Nessuna “teologia alla moda”.

      I teologi alla moda, o modernisti, cercano di sdoganare il peccato in se, cercando di dimostrare che certi atti non sarebbero illeciti e materia grave.

      Io non ho fatto nulla di tutto ciò, ho ricordato la dottrina della Chiesa ricordata anche dai quattro cardinali.

    2. Perció, tanto per essere chiari, questa che lei ha scritto

      “Il sesto comandamento di Dio , ribadito da Gesù, è ancora vincolante al di là delle disquisizioni teologiche del momento.”

      È una ovvietà assoluta che nessuno (a meno che non sia eretico) mette nè può mettere in discussione.

      Infatti è dogma della Chiesa che un Matrimonio celebrato validamente sia indissolubile

      “Se qualcuno dirà che la chiesa sbaglia quando ha insegnato ed insegna che secondo la dottrina evangelica ed apostolica (380) non si può sciogliere il vincolo del matrimonio per l’adulterio di uno dei coniugi, e che l’uno e l’altro (perfino l’innocente, che non ha dato motivo all’adulterio) non possono, mentre vive l’altro coniuge, contrarre un altro matrimonio, e che, quindi, commette adulterio colui che, lasciata l’adultera, ne sposi un’altra, e colei che, scacciato l’adultero, si sposi con un altro, sia anatema.” (Concilio di Trento, Sessione XXIV, Canone VII sul Sacramento del Matrimonio).

      Ma, da capo, questo non ha nulla a che fare con l’indissolubilità matrimoniale.

      È certo che i divorziati risposati, se il loro primo Matrimonio è valido, sono adulteri.

      Il punto è che talvolta, seppure adulteri, possono non portare (o non portare più) piena imputabilità per la loro colpa, ad esempio dove vorrebbero cambiare vita ma a causa di varie circostanze non possono farlo subito.

      È lo stesso discorso degli scismatici. Ho postato delle dichiarazioni ex cathedra (cioè infallibili, a cui si deve assoluto assenso di Fede pena l’esclusione dalla Chiesa) che mostrano come nessuno scismatico può salvarsi se non aderisce alla vera Fede.

      Eppure GPII decise di ammetterli caso per caso alla Comunione. Perchè? Perché, pur essendo scismatici, la loro buona Fede può (nb: il “può” significa per l’appunto questo, una possibilità, non una certezza. Se tutti gli scismatici, eretici, pagani, islamici ecc fossero in sicura buona Fede nel loro rifiuto della Fede Cattolica l’evangelizzazione sarebbe inutile, anzi dannosa perché metterebbe delle anime in sicuro stato di Grazia in pericolo di dannazione mettendole di fronte alla scelta di aderire alla vera Fede) far si che siano in stato di Grazia, e che finiscano la loro vita in un certo senso “uniti” alla Chiesa Cattolica anche se non visibilmente.

      Ma rimane sempre vero che

      “La chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i giudei o gli eretici E GLI SCISMATICI, potranno raggiungere la vita eterna, ma andranno nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41), se prima della morte non saranno stati ad essa riuniti; crede tanto importante l’unità del corpo della chiesa che, solo a quelli che in essa perseverano, i sacramenti della chiesa procureranno la salvezza, e i digiuni, le altre opere di pietà e gli esercizi della milizia cristiana ottengono il premio eterno: nessuno, per quante elemosine abbia fatto e persino se avesse versato il sangue per il nome di Cristo può essere salvo, se non rimane nel grembo e nell’unità della chiesa cattolica.” (Dichiarazione ex Cathedra dalla Cantate Domino)

  54. Gentile Marco,
    La ringrazio per il suo messaggio profondo e bene articolato.
    Lei è un teologo, io sono un povero fedele, e quindi non ho l’ardire di mettere in discussione ciò che Lei dice.
    Apprezzo molto la sua onestà intellettuale, la stessa onestà che non trovo in molti teologi e pastori che vogliono sfruttare la teologia per fini che sono ben lontani dalla Verità del Vangelo.
    Lei mi dirà che la stessa onestà non trova inaltri ambienti. Forse!
    Secondo il mio modesto parere, e Lei lo sa molto bene, l’inferno è pieno di buone intenzioni.
    Sappiamo che sarà il Signore a giudicare le nostre intenzioni, ma la prudenza imporrebbe che in un periodo di grande crisi e disfacimento morale, propagandare certe aperture, sia pure fondate su legittime posizioni , vedi can. 1735, è un atto di autolesionismo. Ecco perché i media si fanno forza di queste “aperture”, per sdoganare le più turpi deviazioni.
    Grave errore abbattere le mura, la Chiesa in questo modo sarà sempre più ridotta ad essere una delle voci, e forse la meno ascoltata, perché il “mondo”non ama il Figlio di Dio!
    Sappiamo, infatti, quanto l’uomo sia per la sua natura offesa dal peccato originale insofferente alla legge di Dio e, mi creda, sono davvero pochi i casi di persone che possano rientrare nelle possibilità offerte dal canone citato.
    Nella mia esperienza, osservo con grande dolore, come il senso del peccato sia sempre meno considerato, e come sia sempre più irrilevante nei cattolici l’osservanza dei comandamenti di Dio.
    Resta comunque valida ed attuale la domanda del cardinale Caffarra in merito alla possibilità di dare la comunione ai divorziati risposati viventi more uxorio e con il primo matrimonio ancora valido canonicamente: ma del primo matrimonio che ne è stato?
    La sollevo da una sua articolata risposta, la mia è una semplice considerazione personale, non vincolata a nessuna teologia!
    La ringrazio.

    1. Lasci stare quel troll che si infila in ogni blog cattolico per diffondere le proprie “teologie” protestanti…
      Le posto una risposta che la illuminerà sulla conduzione della neo-chiesa e sui dubia…
      https://costanzamiriano.com/2017/06/30/noi-reagiremo-3/#comment-129382
      @Beatrice Allora perché qualcosa del genere non è stata fatta anche per Charlie?

      Beatrice, vuoi la mia opinione? La risposta si trova nelle tue prime frasi:

      Chissà come mai la verità sul caso di Charlie viene detta da uno dei cardinali dei dubia! Mentre da altri prelati entusiasti del nuovo corso ecclesiale, come mons. Paglia, si sentono le solite parole fumose e ambigue.

      e nell’intervento della dottoressa Zuffellato sul Sussidiario, segnalato da giovi:

      “tutti i protagonisti coinvolti hanno agito nella loro miglior coscienza”

      La risposta è: perché sarebbe contrario alle idee di Francesco (e Kasper, eccetera), che sono alla base di Amoris Laetitia, ovvero la morale di situazione (su cui Alessandro ci ha edotto più volte). Il punto chiave è il commento che Francesco fece durante il dibattito sinodale: “la questione non è comunione sì / comunione no”. Infatti, ora che è stato messo su un gruppo di lavoro per la “revisione” della Humanae Vitae, già è stato detto in un’intervista “la questione non è pillola sì / pillola no”. Evidentemente è un criterio generale che va applicato come una fotocopia in tutti i campi: la questione non è “sodomia sì / sodomia no”; la questione non è “eutanasia sì / eutanasia no”; poi sarà “la questione non è aborto sì / aborto no”. Eccetera.

      È per questo che Francesco non risponde ai dubia: non c’è più un sì o un no oggettivo, non si può rispondere; i dubia sono domande senza senso. Infatti i turiferari non finiscono di spiegarlo (ancora oggi, uno degli ultimi cardinali nominati): non è tutto bianco e tutto nero. Il concetto chiave è la coscienza soggettiva, citata non a caso dalla Zuffellato (è implicito che non è necessario che questa coscienza sia formata con criteri particolari: la dottoressa è cattolica a quanto pare, ma certo non lo sono tutti gli altri medici; non importa, ognuno avrà il proprio criterio, e vanno bene tutti). Il famigerato “discernimento” non è più lo strumento per capire cosa vuole Dio da me in questa circostanza, ovvero capire cosa devo fare per seguire il bene oggettivo; il “discernimento” è diventato il bene in sé: cioè diventa importante il processo più che il risultato. Ecco perché quello che viene denunciato come paradossale e chiaro segno di un problema, cioè che l’accesso alla Comunione in certe circostanze è lecito in Germania e non in Polonia, in realtà non lo è. Si crede che i turiferari non rispondono alla questione perché colti in castagna su una contraddizione: ma in realtà rispondono, eccome, con quel “è tutto chiaro”; la contraddizione c’è, ma non è un problema; sia i vescovi tedeschi che quelli polacchi hanno applicato il loro discernimento, e questo è sufficiente.

      Tornando dunque a Charlie: il nostro appello al Papa è un “sesto Dubbio” (intendo dopo i cinque Dubia): gli stiamo di fatto chiedendo di rispondere con netto sì alla domanda se la decisione di girare l’interruttore sia peccato mortale. E lui non ha intenzione di rispondere, perché secondo lui non c’è una risposta oggettiva. Succedesse un altro caso in Francia, sarebbe storia a parte, come la Comunione ai divorziati risposati in Germania e Polonia. Né Bergoglio né Paglia sono là; non possono “discernere” come quelli che sono in “prima linea”; non c’è un magistero oggettivo da indicare “da remoto” che prevalga sulla coscienza soggettiva da applicare “in locale”. Io non so se la Zuffellato è di CL o no; ma io già da tempo sentivo fare da certi ciellini strani discorsi sull’”esperienza” che alla fine non era necessariamente legata alla Verità. Non capivo cosa intendessero; negli ultimi tempi sì.

      Questo è del tutto consistente con le posizioni galantiniane sulla Cirinnà prima e sulle DAT dopo: se una cosa non è male oggettivo, ma dipende dal discernimento soggettivo, non c’è motivo perché sia illegale.

      In pratica è una Chiesa che rinuncia al ruolo di Madre e diventa una semplice insegnante (alla pari con altre realtà religiose). Mentre una madre insegna ai figli piccoli e una volta diventati adulti li lascia liberi, ma comunque li richiama gravemente nel caso stiano per compiere qualcosa di seriamente sbagliato, un’insegnante non ha questa autorità; pertanto si limita ad insegnare dei criteri per decidere poi, finita la scuola, in totale autonomia. Ecco perché Paglia ha pubblicato quel compitino che, come è stato detto, è una sintesi della teoria: ci sono questi criteri, e vanno applicati: applicateli; ma non chiedete la soluzione.

      Ovviamente, essendo questa una costruzione mentale totalmente umana, è sgangherata e incoerente: infatti non accogliere i migranti, o la pena di morte, o altre cose, be’, invece quelle per il Papa rimangono oggettivamente sbagliate. Ma, come al solito, quando si toglie l’oggettività coerente della legge divina si dà spazio all’arbitrio incoerente dei pensieri umani.

      Se qualcuno è angosciato dall’idea che un Papa ragioni così, renda conto di questo: che se invece per Papa Francesco la risposta al “sesto dubbio” esistesse e fosse un chiaro “sì, è un omicidio”, allora se ne starebbe pilatescamente lavando le mani; sia delle sorti del bambino, sia del peccato mortale di cui si caricheranno quei medici. Che altra spiegazione ci sarebbe? Il “non m’impiccio” sappiamo che non sta in piedi. Dunque ci sarebbe da essere ancora più angosciati.

      È proprio per questo che Caffarra è quello che ha parlato più chiaro: segue il Magistero vero e sa che in certe cose c’è un sì o un no oggettivo, che questa morale oggettiva prevale sul criterio soggettivo, che può indicarla da Roma senza necessità di essere “in prima linea”, che nel caso concreto e specifico di Charlie la risposta è “sì, è un omicidio”; che chi lo compirà rischia di finire con una pesante macina al collo.

      1. “Lasci stare quel troll che si infila in ogni blog cattolico per diffondere le proprie “teologie” protestanti…”

        Io non sono un troll, e non ho postato nulla di “protestante”. Tu in compenso, tuo estremo malgrado, hai il cervello di un criceto e non lo usi neppure tutto.

        1. Appare sempre la stessa immagine il “confronto” tra un Luminoso Arcangelo e un personaggio molto terreno e pesante che non ci aiuta certo a guardare al Cielo, ad andare oltre al nostro misero ego, ad “essere nel mondo ma non del mondo”….. Kosmo io vedo anche lei, come Stefano, nell’Arcangelo. Grazie.

          1. ma non lo dica neppure… Io paragonato anche solo lontanamente all’arcangelo??? ma non sono degno neppure di passare dove lui ha posato la sua spada…
            Solo amore per la verità e la Chiesa, sempre più distrutte dal vergognoso silenzio delle gerarchie (non solo dal papa, eh, come se tutto fosse cominciato da lui).
            E’ cominciato tutto molto tempo fa, Bergoglio e’ solo la LOGICA CONSEGUENZA di tutte le azioni messe in campo finora…
            E poi me lo lasci dire, anche COLPA NOSTRA (se non fossimo stati così disubbidienti, Dio non ci avrebbe mandato una tale prova! E’ soprattutto COLPA NOSTRA!)

      2. Grazie Kosmo per sue parole cristalline e impegnative, le uniche lenzuolate leggibili, perché capaci di scuotere l’Anima e confermarci nello spinoso Percorso della Strada Stretta. Che Maria la custodisca.

      3. Riguardo al post citato dal blog della Miriano, penso che il problema più grosso (io ammetto che non so rispondere a questa cosa, dovrei informarmi meglio) sia capire se si tratta di omicidio o di accanimento terapeutico, perché se fosse omicidio è ovvio che sarebbe del tutto inaccettabile.

        Cito un blogger da Croce-Via https://pellegrininellaverita.com/2017/06/28/blog-dei-blogs-46-speciale-jesuischarliegard/comment-page-1/#comment-31974

        “Tu affermi che io dica ” il secondo non sia mai eticamente ammissibile, mentre il primo sì” : io dico che il secondo lo può essere in alcune circostanze, non che non lo sia mai. Non trasformiamo/ caricaturiamo i significati per voler difendere la propria posizione, per favore.

        E dove la differenza si situi è ovvia: quando si nutrisce qualcuno si compie un atto perfettamente naturale e consono alla sua natura, il corpo umano essendo lui stesso in carica del processo di assimilazione e del consumo del nutrimento. Non ci sostituiamo al processo vitale di assimilazione del nutrimento nel corpo: diamo giusto il carburante . Negare il mangiare e il bere ad un corpo capace di assimilare e usare tali nutrimenti è, quindi, sempre immorale.

        Nel caso del respirare se il corpo è incapace di farlo di per se stesso bisogna coadiuvarlo, cioè bisogna sostituirsi ad esso nelle sue funzioni, il qual sostituirsi non è un’attività “naturale”: non è che qui si rifuterebbe il comburante ma proprio qui si rimpiazza il processo stesso di assimilazione di tale comburante che è il respirare. Questo non pone problemi etici nella maggior parte dei casi, ma lo può essere in casi estremi, quelli in cui si va significativamente oltre la fine “naturale” che un corpo incapace di respirare avrebbe.

        E questo il semplice buon senso lo capisce: se a uno che non riesce piu a respirare gli diamo il polmone di acciaio, poi quando il cuore smette di funzionare gli diamo una circolazione extra corporale, poi quando i reni cessano di funzionale i reni artificiali e così via di seguito e che, per giunta, non c’è nessuna prospettiva ragionevole di un miglioramento e che per non farlo soffire bsogna per giunta imbottirlo di droghe, ben ci rendiamo conto che siamo nell’assurdo.

        Anni fa mia moglie a causa di una setticemia fu intubata per una settimana intera e, ovviamente, messa in coma artificiale in quanto non supportabile per una persona normale rimpiazzare il proprio riflesso di respirazione con quello del polmone artificiale: il tutto fini bene, grazie al cielo, ma di sicuro non vi era niente di naturale durante quella settimana che passai notte e giorni accanto a lei.

        Bisogna accettare che nella vita ci sia la morte, e il segnale del passsaggio lo da il corpo stesso.

        Il problema del transumanesimo è che vuole cancellare questa soluzione di continuità.”

        1. Daje, ‘a Vince’, ma mo’ citi pure il blog Croce Via…
          Come se non sapessimo TUTTI che tu vieni proprio della’…
          Eddài, sù, un po’ de vergogna ppe’ sta trollata poverata…
          Alessandro su Costanzamiriano ti ha sbufalato PIU’ E PIU’ VOLTE, cosi’ come Fra’Centanni su Croce-Via e addirittura, prima che i tuoi amichetti amministratori di UCCR bloccassero i commenti più scomodi (quelli a cui non si poteva ribattere), anche su UCCR.
          Statte bbono, che ‘a paghetta ‘a prenni ‘o stesso su?
          Allora ricapitolando (ti aiuto per non farti smascherare sempre al primo colpo):
          su UCCR dici che sei un 24enne che fa sesso con la fidanzata e hai un’azienda di protesi acustiche (ma non hai mai sentito parlare dell’Agenzia delle Entrate e non ti soffoca mai)
          qui dicevi che sei un vecchietto pensionato che ha raggiunto la “pace dei sensi”
          SU costanzamiriano hai messo tanti di quei nick che mi sono perso e non ricordo più quante identità hai tirato fuori…
          Su croce via ne dici di tutti i colori sui cardinali dei dubia (alla faccia della misericordia 2.0)
          dimentico altro?

          1. Quelli erano “esperimenti” sociali che mi servivano per determinati argomenti. 😉

            Ora non sto più facendo nulla di tutto ciò, anche perché non mi serve. Purtroppo sono davvero anziano, magari fossi ancora giovane. 😀

            Sui Cardinali dei Dubia ho già detto che la mia posizione è mutata, perché ho compreso che una interpretazione aperturista di Al può essere pericolosa visto il clero che abbiamo.

          2. P.s

            “SU costanzamiriano hai messo tanti di quei nick che mi sono perso e non ricordo più quante identità hai tirato fuori…”

            Li sono stato costretto perché appena mettevo in difficoltà qualche commentatore “blasonato” del blog venivo bannato e mi veniva impedito di rispondere, non per altro.

            Qui non ho mai usato nessun’altra identità (non essendocene mai stato bisogno) nè ho fatto gli “esperimenti sociali” (come quello del 24enne) funzionali al tema che si stava trattando che ho fatto su altri blog.

            Quelli mi servivano per far emergere certi paradossi, poi ho valutato che basta attenersi alla dottrina che si risolve tutto.

            E infatti guardacaso nessuno è riuscito a produrre controargomentazioni sensate di qualsivoglia tipo.

      4. Anche quest’altro commento https://pellegrininellaverita.com/2017/06/28/blog-dei-blogs-46-speciale-jesuischarliegard/comment-page-1/#comment-32023 è interessante

        “Finché la scienza ti cura non ci sono dilemmi etici troppo complessi da risolvere.
        Il problema è quando la tecnicità della scienza permette il (fasullo) miraggio dell’immortalità: qui siamo allora in pieno transumanesimo.

        Aldilà della compassione che posso provae a livello personale con i genitori di Charlie, non posso non vedere una sotttomissione alla divinità tecnologia pur di ritardare al massimo un avvenimento impossibile da evitare.

        Il peggio è che, l’impressione che ne ricavo, e che sembra compartita da tutti coloro (medici e giudici) che hanno davvero studiato il caso da vicino, è che i genitori stessi non esitavano a considerare cure anche dolorosissime per quel povero bambino anche senza speranza di prognosi positiva: l’approccio del corpo medicale mi sembre molto più sereno.

        Chissà, forse una volta tolto il respiratore il bambino sopravviverà lo stesso: ma il più importante è che possa vivere, e quindi morire, come un essere umano seguendo il decorso della natura. Il colpevole in tutto ciò è solo il peccato orginale”.

        Perciò purtroppo mi sembra che la questione sia un attimino più complessa, e NON nel senso che l’omicidio di un innocente possa essere moralmente accettabile, ma nel senso che pare sia accanimento in tutto e per tutto, invece che omicidio.

        E oggi con la scienza che ti tiene in vita per forza anche se sei un cadavere penso che la problematica ci sia. Capisco che è comodo fare sempre semplificazioni manichee, ma non sempre è possibile, perché ad esempio qui molti assumono che sia omicidio quando invece potrebbe essere una negazione di un inutile accanimento.

        L’omicidio di un innocente è sempre immorale, evitare l’accanimento terapeutico no.

        1. E io dovrei credere a un tizio che cambia continuamente Nick, che invade letteralmente blog Cattolici di lenzuolate come fossero la sua cattedra e gli altri i suoi scolaretti, e che dice, disfa e ricuce per “esperimenti sociali”….. seriamente, col cuore, pensi ad un terapeuta, bravo e preparato. Ora mi è tutto chiaro, e io sto anche a risponderle!!!!

          1. Su questo blog ho esposto semplicemente gli argomenti senza nessun tipo di “esperimento”, se ho detto qualcosa di contrario alla dottrina o alla morale cattolica potete mostrarlo.

            In caso contrario semplicemente non riuscite a confutare ciò che scrivo.

            Non è questione di scolaretti, anche io su altre cose sono ignorante e ascolto gli altri.

    2. @Peter

      Infatti è proprio per questo che ritengo che sia più prudente, al momento, e quindi da preferire, la posizione dei vescovi polacchi.

      Proprio per alcune delle posizioni da lei manifestate, in aggiunta a quella che ritengo la più importante (cioè l’inadeguatezza del clero attuale ad operare il discernimento richiesto da Al).

      Le auguro un buon fine settimana e buona Domenica.

  55. Gentile Marco,
    Essendomi, in precedenza, limitato a esporre il mio pensiero, non mi ero soffermato su quello degl’altri (tipo dei 4 cardinali); tuttavia, se proprio ci tiene, lo farò adesso.

    Mi permetta, però, una precisazione che reputo, a questo punto, doverosa, scusandomi, in anticipo, per il lunghissimo post; la questione, purtroppo, non si può liquidare in due parole.

    Indubbiamente esistono casi particolarissimi, nonché rari, dove determinate circostanze possano alleviare in parte, o addirittura del tutto, la responsabilità morale della persona. Lo dice, del resto, anche il CCC Catechismo della Chiesa Cattolica): “Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale”.

    Ratzinger e collaboratori scrissero tali parole poiché, effettivamente, possono sussistere casi particolari (e rari) dove la colpevolezza morale sia effettivamente attenuabile (in parte o addirittura del tutto). Ai giorni nostri, però, si ha come l’impressione si voglia fare di quelle eccezioni la norma. Un conto è che una persona disturbata da stati d’angoscia (o da altri fattori psichici) non riesca a imporre a se stessa o al convivente una vita casta, altra cosa, invece, è tirare in ballo le proprie fragilità per giustificare la propria condotta.

    L’utente Francesco, ad esempio, in merito ai divorziati risposati, ha scritto: “E neanche si può pretendere di vivere come “Fratello e Sorella”, giacché l’ideale è nobile ma difficilmente raggiungibile, purtroppo ci si dimentica della nostra miseria e della nostra debolezza”.

    Cominciamo col dire che vivere in castità non sia un’ideale ma una cosa fattibile; Dio, infatti, non ci ha mai chiesto e non ci chiederà mai di fare qualcosa al di sopra delle nostre possibilità. Se ci chiede di non commettere atti impuri è perché, volendo, ci si può riuscire. Diversamente, se “l’ideale è nobile, ma difficilmente raggiungibile”, perché non abolire del tutto il Sesto Comandamento? Appellandoci alle nostre fragilità, possiamo giustificare un po’ tutto quanto riguardi la nostra sfera sessuale (e non solo). I fidanzati possono giustificare le loro fornicazioni, tirando in ballo il sentimento da loro provato; altrettanto possono fare le coppie omosessuali; il single può giustificare la masturbazione (per via delle proprie pulsioni ormonali) e via discorrendo. Finanche una porno star potrebbe tirare in ballo delle attenuanti (tipo aver avuto bisogno di soldi).

    Dunque se, in virtù delle circostanze, si può dare la Comunione ai divorziati risposati, perché non darla anche agl’altri di cui sopra (fornicatori, coppie gay, impudichi, porno star e via discorrendo)?

    Sono certo che ognuno di loro, volendo, saprebbe tirare in ballo una qualche attenuante più o meno convincente. Noi esseri umani, del resto, siamo abilissimi ad accampare scuse. Nella Genesi è scritto che, dopo la caduta dei nostri progenitori, Adamo provò a giustificarsi scaricando la colpa sulla moglie e, indirettamente, su Dio. Egli, infatti, disse: “La donna che Tu mi hai affiancato me ne ha dato ed io ne ho mangiato”. Adamo non era tenuto a specificare che la donna gli fosse stata affiancata da Dio; nel dire ciò scaricò la colpa non solo su di lei ma anche su Dio (come a dire: “Se tu non me l’avessi data, non sarebbe successo tutto questo”). La donna, a sua volta, scaricò la colpa sul serpente (“Il serpente mi ha ingannata”). Da notare che nessuno dei due, almeno lì per lì, chiese perdono.

    Premesso ciò, lei, caro Marco, afferma che si debba distinguere tra situazione oggettiva e imputabilità soggettiva. Questo è vero ma lo sarà anche per i divorziati risposati?

    L’elemento oggettivo è rappresentato dalla materia (che può essere grave o veniale), mentre quello soggettivo è rappresentato dal deliberato consenso e dalla piena avvertenza della mente. Le bestemmie, ad esempio, sono sempre “materia grave” ma chi bestemmia potrebbe, in qualche caso, non essere soggettivamente colpevole in quanto potrebbe mancargli, ad esempio, la piena avvertenza della mente o il deliberato consenso o entrambe le cose.

    Come ebbe a scrivere, a riguardo, il buon Padre Angelo Bellon, dell’ordine dei Domenicani, alcune persone possono compiere azioni oggettivamente cattive, ma non esserne responsabili, perché mancano loro i due requisiti soggettivi. Questo vale sopratutto per i bambini e per i pazzi. Un pazzo, infatti, non è capace di intendere e di volere e, di conseguenza, qualsiasi cosa egli dica, bestemmie comprese, mancano in lui sia la piena avvertenza della mente che il deliberato consenso. Così come capita che un bambino piccolo dica una brutta parola (senza comprenderne il significato) per il solo fatto di averla sentita dire a qualcuno. In tali casi, il pazzo e il bambino non hanno colpe.

    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1382

    Padre Angelo continuò dicendo: “Se una persona si lascia andare a qualsiasi disordine e ottenebra la propria coscienza, non può invocare la mancanza dell’elemento soggettivo per dichiararsi innocente. Certe ignoranze della coscienza possono essere soggettivamente invincibili, ma non per questo sono incolpevoli. Almeno inizialmente queste persone sentivano che in certe azioni vi era qualche disordine. Ma sono andate avanti lo stesso, vi si sono assuefatte e non ci hanno più badato”.

    Veniamo, adesso, al caso dei divorziati risposati.

    Il CCC, al punto 1859, scrive che “l’ignoranza simulata e la durezza del cuore non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono” e al punto successivo aggiunge “il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave”. Cominciamo, allora, a fissare alcuni paletti certi: il divorziato risposato, se non è mosso da alcun pentimento, non può, assolutamente, fare la Comunione e, almeno su questo, non dovrebbe esserci alcun dubbio.

    La materia grave, in caso di more uxorio, c’è sempre. Se si è battezzati e cattolici, nella stragrande maggioranza dei casi, c’è anche l’avvertenza della mente (fanno eccezione, ovviamente, le persone incapaci di intendere e volere).

    “Tale avvertenza è duplice: psicologica e morale.
    L’avvertenza psicologica consiste nel rendersi conto delle azioni che si stanno compiendo. Essa è piena quando si è così padroni del proprio atto che in ogni momento si è in grado di eseguirlo, sospenderlo, proseguirlo. L’avvertenza morale consiste nella consapevolezza della bontà o della malizia dell’azione. Perché si possa compiere un peccato mortale è necessario che vi siano tutte e due queste avvertenze. Diversamente l’avvertenza non è piena”.

    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2371

    Se si è battezzati, si è fatta la Prima Comunione e la Cresima (chi si è sposato in Chiesa si presume abbia fatto tutte e tre le cose) si è appreso che certe azioni siano gravemente peccaminose. Volersi auto-convincere del contrario non produce alcuna scusante. In tal caso, infatti, neppure l’ignoranza è una scusante poiché “certe ignoranze della coscienza possono essere soggettivamente invincibili, ma non per questo sono incolpevoli”. Il buon cattolico, infatti, deve curarsi di cercare la verità e il bene anziché ottenebrare la propria coscienza fino a quasi farla diventare cieca (Gaudium et spes).

    “Si ha il deliberato consenso della volontà quando l’atto è del tutto libero, e cioè compiuto con piena avvertenza e immune da costrizione o violenza. Il pieno consenso non richiede speciale malizia della volontà, né odio a Dio. Per commettere peccato mortale basta che la persona voglia – con piena avvertenza e perfetto consenso – un atto che è oggettivamente grave, anche se agisce sotto l’impulso della passione”.

    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2371

    E qui che si gioca la partita. Cosa deve fare il divorziato risposato se, pur pentito, non può più tornare indietro? La Chiesa, per tanto tempo, ha insegnato che, in casi del genere, bisogna vivere come “fratello e sorella” e non dare scandalo. Se i divorziati risposati sono pentiti e vivono in quel modo (in castità e senza dare scandalo) possono confessarsi e comunicarsi. Là dove dovessero verificarsi delle cadute, vale lo stesso discorso relativo a due persone che hanno fornicato. Bisogna pentirsi, avere il buon proposito di non commettere più quello sbaglio e confessarsi. Dopo aver fatto ciò, ci si può comunicare.

    Che fare, invece, quando uno dei due conviventi (i divorziati risposati non sono veri coniugi) “ricatta” moralmente l’altro? Può, infatti, succedere che uno dei due dica all’altro: “Senza rapporti intimi ti lascio”.

    In quest’ultimo caso sembrerebbe prefigurarsi la mancanza di “deliberato consenso” poiché la persona in questione si verrebbe a trovare sotto ricatto morale.

    Le violazioni del Sesto Comandamento, però, rientrano tra i cosiddetti “precetti morali negativi”, vale a dire quelli che proibiscono una determinata azione senza conoscere eccezioni (salvo l’incapacità di intendere e volere). Cioè vanno rispettati sempre e in ogni caso. In teologia morale si dice che obbligano “semper et pro semper” (sempre e in ogni caso o momento).

    Se quelli dell’Isis rapiscono un cattolico e gli impongono, pena la morte, di abiurare Gesù Cristo quello non deve farlo; a costo anche di morire da martire. Se si abiura, seppur sotto minaccia, si è comunque commesso peccato. Lo stesso vale per il divorziato risposato al quale il convivente dica: “Senza rapporti intimi ti lascio”.

    Fra l’altro, quando si verifica ciò, bisognerebbe riflettere ben bene su che razza di persona ci stia affianco e se davvero valga la pena continuare a starci assieme. Si dirà che la convivenza vada portata avanti per il bene dei figli; questo, però, è vero fino ad un certo punto. In primis perché bisogna amare Dio più di qualunque altro (più del marito, della moglie, dei figli, del padre e della madre). E’ scritto, infatti: “Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me”.

    In secundis, perché il male compiuto a fin di bene è un’emerita sciocchezza. Non si può giustificare un’azione intrinsecamente cattiva al fine di ottenerne un bene; neppure le cosiddette “bugie bianche” sono ammissibili, figuriamoci l’adulterio a fin di bene (poiché, altrimenti, ne soffrirebbero i figli). E’ meglio che un figlio soffra piuttosto che un uomo si scavi la fossa con le proprie mani. Gesù, insegnando che il male vada combattuto con ogni mezzo, disse: “Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via poiché è meglio perisca una parte del tuo corpo piuttosto che la tua anima”. Lo stesso disse anche della mano: “Se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via..” Gesù non vuole che ci mutiliamo ma ci chiede di combattere il peccato con tutte le nostre forze.

    Oggi, invece, il peccato non solo non vogliamo combatterlo ma, addirittura, lo giustifichiamo in virtù delle tante circostanze particolari della nostra vita.

    Infine, veniamo ai 4 cardinali. Il fatto che essi ammettano ci sia differenza tra situazione oggettiva e imputabilità soggettiva non rende lecita la comunione ai divorziati risposati (per le motivazioni sopra esposte) e AL, purtroppo, in alcuni punti, non è chiara e proprio tale mancanza di chiarezza ha spinto i 4 cardinali a scrivere al Papa. Il professor Armin Schwibach, dell’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, nonché professore di filosofia con studi in teologia alla Gregoriana e alla Lateranense, qualche mese fa, disse che talune persone, cercando di risolvere le questioni più spinose di Amoris Laetitia, giocano sul rapporto tra situazione oggettiva di peccato e imputabilità soggettiva del peccatore. Questa sarebbe la porta entro cui far passare una pastorale del “caso per caso” (salvando, almeno a parole, la Dottrina).

    San Giovanni Paolo II, però, a riguardo, disse: “Senza dubbio si possono dare situazioni molto complesse e oscure sotto l’aspetto psicologico, che influiscono sulla imputabilità soggettiva del peccatore. Ma dalla considerazione della sfera psicologica non si può passare alla costituzione di una categoria teologica, qual è appunto l’«opzione fondamentale», intendendola in modo tale che, sul piano oggettivo, cambi o metta in dubbio la concezione tradizionale di peccato mortale” (Reconciliatio et Paenitentia 17).

    Infine, il professor Schwibach, in linea con ciò che pensano quei 4 cardinali , disse che un’azione negativa in sé non potrà mai essere giustificata per eventuali conseguenze “buone” che ne deriverebbero (come, ad esempio, la tutela dei figli). La coscienza morale è in grado di conoscere e di discernere ciò che è oggettivamente buono o cattivo. Ciò che è buono o cattivo in un’azione non dipende dalle intenzioni buone o cattive. Non è la coscienza morale che decide sulla bontà di qualcosa, ma riconosce il bene ( o il male) e agisce di conseguenza. La coscienza morale agisce secondo la verità e dipende dalla verità. Non crea nuove verità.

    “Veramente buono è solo ciò che e buono soggettivamente e oggettivamente. Una presunta bontà soggettiva (che però è negativa e cattiva) non potrà mai produrre alcun bene oggettivo. Se si spacca tale unione tra soggettivo e oggettivo si spacca l’unità della persona umana”.

    Caro Marco, i sacerdoti hanno già fin troppi problemi e cose da fare, non possono permettersi di fare da psicologi e neppure da consulenti matrimoniali. Quando c’è di mezzo la morale sessuale servono criteri certi (oggettivi); girare troppo attorno alla questione su quel che è oggettivo e quel che è soggettivo è un po’ il gioco delle 3 carte per far passare come soggettivamente buono ciò che oggettivamente non lo è.

    Mi scusi, Tosatti, per il lunghissimo post; non lo farò più anche perché, sull’argomento, non avrei altro da scrivere.

    Sia Lodato Gesù Cristo!

    P.S. Tutto quel che ho scritto non toglie che io non condivida certe affermazioni ingiuriose rivolte al Papa.

    1. “Cominciamo col dire che vivere in castità non sia un’ideale ma una cosa fattibile; Dio, infatti, non ci ha mai chiesto e non ci chiederà mai di fare qualcosa al di sopra delle nostre possibilità. Se ci chiede di non commettere atti impuri è perché, volendo, ci si può riuscire. Diversamente, se “l’ideale è nobile, ma difficilmente raggiungibile”, perché non abolire del tutto il Sesto Comandamento? Appellandoci alle nostre fragilità, possiamo giustificare un po’ tutto quanto riguardi la nostra sfera sessuale (e non solo). I fidanzati possono giustificare le loro fornicazioni, tirando in ballo il sentimento da loro provato; altrettanto possono fare le coppie omosessuali; il single può giustificare la masturbazione (per via delle proprie pulsioni ormonali) e via discorrendo. Finanche una porno star potrebbe tirare in ballo delle attenuanti (tipo aver avuto bisogno di soldi).”

      Innanzitutto spero ardentemente che le attenuanti spesso ci siano, altrimenti mi chiedo chi si salverebbe al giorno d’oggi, specie tra i giovani.

      Ad esempio a Firenze l’età media dei matrimoni per gli uomini è vicina ai 40 anni http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/519154/Matrimoni-cresce-l-eta-media-gli-uomini-si-sposano-a-40-anni

      Io sinceramente, ma magari sbaglio, non credo che queste persone siano nella medesima condizione in cui sarebbe stato un giovane del Medioevo, che a 20 anni lavorava già da 10 anni o più ed era già padre.

      Le circostanze sociali non cambiano la specie morale degli atti, ma possono cambiare l’imputabilità, e penso che una società dove se sei uomo puoi mettere su famiglia spesso tra i 35 e i 40 anni credo che abbia un impatto sull’imputabilità personale riguardo a certi peccati.

      Ma comunque questo non riguarda i divorziati.

      Andiamo avanti.

      “Premesso ciò, lei, caro Marco, afferma che si debba distinguere tra situazione oggettiva e imputabilità soggettiva. Questo è vero ma lo sarà anche per i divorziati risposati?”

      Certo che si.

      “La materia grave, in caso di more uxorio, c’è sempre. ”

      Corretto.

      “Se si è battezzati e cattolici, nella stragrande maggioranza dei casi, c’è anche l’avvertenza della mente (fanno eccezione, ovviamente, le persone incapaci di intendere e volere).”

      Corretto anche qui. Con una precisazione: oggi molti cattolici vengono ingannati da falsi pastori, che insegnano loro teorie errate sulla morale e insegnano loro che il sesso fuori del Matrimonio può essere legittimo in se, cioè non servono nemmeno attenuanti per non essere in peccato mortale secondo alcuni eretici teologi, perché non sarebbe nemmeno materia grave.

      Penso che questi fedeli in qualche modo, essendo ingannati, non abbiano la piena avvertenza, e che la colpa ricada più gravemente su chi li svia.

      Poi lei parla del deliberato consenso e scrive

      ‘Che fare, invece, quando uno dei due conviventi (i divorziati risposati non sono veri coniugi) “ricatta” moralmente l’altro? Può, infatti, succedere che uno dei due dica all’altro: “Senza rapporti intimi ti lascio”.”

      Premesso che molto spesso non credo si tratti di ricatti, ma di una situazione “naturale” in una famiglia dove uno dei due coniugi non è cattolici fervente. Perché è chiaro che se uno non è cattolico o non è praticante, cioè è cattolico solo di nome, non potrà che vedere come assurda l’imposizione di FC84, perciò pur con tutta la buona volontà dell’altro coniuge una unione del genere è facilissimo che fallisca e se ci sono figli è una cosa grave.

      Diverso se sono entrambi cattolici praticanti.

      “Le violazioni del Sesto Comandamento, però, rientrano tra i cosiddetti “precetti morali negativi”, vale a dire quelli che proibiscono una determinata azione senza conoscere eccezioni (salvo l’incapacità di intendere e volere). Cioè vanno rispettati sempre e in ogni caso. In teologia morale si dice che obbligano “semper et pro semper” (sempre e in ogni caso o momento).”

      Un attimo, lei qui sta facendo confusione. È vero che sono obbliganti sempre, ma questo non implica che non rispettarli sia sempre peccato mortale.

      Il fatto che siano sempre obbliganti indica che è sempre materia grave, indipendentemente dalle circostanze, ed essendo materia grave non è mai atto lecito in se.

      Ma non ha nulla a che vedere con la piena avvertenza e con la libertà. Se manca una di queste due condizioni il peccato non è mai mortale.

      “Se quelli dell’Isis rapiscono un cattolico e gli impongono, pena la morte, di abiurare Gesù Cristo quello non deve farlo; a costo anche di morire da martire. Se si abiura, seppur sotto minaccia, si è comunque commesso peccato.”

      Il discorso del martirio è complesso. Poniamo che uno venga torturato e il suo corpo non resista. O poniamo che mettano di mezzo la sua famiglia.

      Possiamo essere certi che questa persona sia in peccato mortale? A mio avviso no, ma comunque l’abiura rimane illecita in se stessa.

      Vi sono atti estrinsecamente malvagi e atti intrinsecamente malvagi. Gli atti estrinsecamente malvagi possono essere morali o immorali a seconda delle circostanze, gli atti intrinsecamente malvagi sono sempre immorali.

      Ma anche per gli atti intrinsecamente immorali l’imputabilità può non esserci, se manca la piena avvertenza o il deliberato consenso.

      Perciò attenzione a non mischiare i due piani: la qualifica dell’atto morale in se non ci dice nulla sull’imputabilità di chi lo compie.

      “Fra l’altro, quando si verifica ciò, bisognerebbe riflettere ben bene su che razza di persona ci stia affianco e se davvero valga la pena continuare a starci assieme. Si dirà che la convivenza vada portata avanti per il bene dei figli; questo, però, è vero fino ad un certo punto. In primis perché bisogna amare Dio più di qualunque altro (più del marito, della moglie, dei figli, del padre e della madre). E’ scritto, infatti: “Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me”.”

      Deve considerare un’altra cosa: in queste situazioni il problema è proprio la rovina della famiglia. Conosco una coppia dove lei e lui (entrambi divorziati risposati) hanno una impresa insieme.

      Ha una vaga idea di cosa comporterebbe far andare a scatafascio questa famiglia? La distruzione della famiglia e probabilmente anche dell’impresa, e ne pagherebbero le conseguenze anche i dipendenti.

      Ha una vaga idea di quante famiglie di divorziati risposati ci sono? Se tutte queste famiglie fallissero cosa accadrebbe ai loro figli?

      Alla società stessa? Praticamente significherebbe lo sfascio di migliaia, centinaia di migliaia, di famiglie. Nel solo 2015 sono sono stati celebrati in Italia 33.579 matrimoni con almeno uno sposo alla sua seconda occasione, faccia un po’ lei.

      “In secundis, perché il male compiuto a fin di bene è un’emerita sciocchezza. Non si può giustificare un’azione intrinsecamente cattiva al fine di ottenerne un bene”

      E infatti qua non si tratta di giustificare l’azione in se, cosa impossibile, ma di giustificare il peccatore dove non abbia la piena libertà.

      Capisce la differenza tra giustificare il peccato e giustificare il peccatore? Le attenuanti non rendono moralmente lecito un atto intrinsecamente malvagio, ma possono giustificare il peccatore, non fargli perdere la Grazia.

      “Oggi, invece, il peccato non solo non vogliamo combatterlo ma, addirittura, lo giustifichiamo in virtù delle tante circostanze particolari della nostra vita.”

      Questo lo fanno gli eretici, il mio discorso è ben diverso e in linea con la morale cattolica, che non è kantismo assolutista ma realismo, che coniuga sia l’oggettività morale degli atti con la soggettività della persona e delle circostanze in cui si trova.

      “Infine, veniamo ai 4 cardinali. Il fatto che essi ammettano ci sia differenza tra situazione oggettiva e imputabilità soggettiva non rende lecita la comunione ai divorziati risposati (per le motivazioni sopra esposte) e AL, purtroppo, in alcuni punti, non è chiara e proprio tale mancanza di chiarezza ha spinto i 4 cardinali a scrivere al Papa. ”

      Non è lecita ma il Papa se volesse potrebbe renderla lecita. Non nel senso di dichiarare una sanatoria per tutti i risposati (cosa impossibile) ma nel senso di valutare l’imputabilità, come è stato fatto con gli scismatici e la loro “buona Fede”, attenuante che la Chiesa una volta non prendeva in minima considerazione.

      Si tratta di offrire una “scialuppa” a queste persone, senza metterle tra l’incudine e il martello.

      Francesco lo ha ben spiegato: si chiede una riparazione a chi può farla, non a chi non è in condizione di farla. Chiederla a chi non è in condizione di farla non è misericordioso e nemmeno giusto.

      “San Giovanni Paolo II, però, a riguardo, disse: “Senza dubbio si possono dare situazioni molto complesse e oscure sotto l’aspetto psicologico, che influiscono sulla imputabilità soggettiva del peccatore. Ma dalla considerazione della sfera psicologica non si può passare alla costituzione di una categoria teologica, qual è appunto l’«opzione fondamentale», intendendola in modo tale che, sul piano oggettivo, cambi o metta in dubbio la concezione tradizionale di peccato mortale” (Reconciliatio et Paenitentia 17).”

      L’opzione fondamentale è una questione del tutto diversa che qui non c’entra nulla. Secondo l’opzione fondamentale se hai un anelito per DIO, se non hai rifiutato satanicamente DIO con un Atto della tua volontà, puoi commettere anche peccato in materia grave con piena avvertenza e deliberato consenso e non perdi la Grazia.

      Quello di cui parlavo io non c’entra nulla con questo.

      “Infine, il professor Schwibach, in linea con ciò che pensano quei 4 cardinali , disse che un’azione negativa in sé non potrà mai essere giustificata per eventuali conseguenze “buone” che ne deriverebbero (come, ad esempio, la tutela dei figli). La coscienza morale è in grado di conoscere e di discernere ciò che è oggettivamente buono o cattivo. Ciò che è buono o cattivo in un’azione non dipende dalle intenzioni buone o cattive. Non è la coscienza morale che decide sulla bontà di qualcosa, ma riconosce il bene ( o il male) e agisce di conseguenza. La coscienza morale agisce secondo la verità e dipende dalla verità. Non crea nuove verità.”

      Di nuovo: questo non è in discussione. Una azione intrinsecamente malvagia rimane sempre tale, ciò che cambia con le circostanze può essere l’imputabilità del soggetto a fronte di una azione che comunque, in se stessa, rimane immorale.

      Nemmeno rifiutare di convertirsi alla Fede Cattolica come fanno gli scismatici è atto moralmente buono, sa? Nemmeno con tutta la “buona Fede” del mondo. Eppure se compiuto in buona Fede tale atto non danna, e anzi con GPII si può anche accedere alla Comunione cattolica.

      “Caro Marco, i sacerdoti hanno già fin troppi problemi e cose da fare, non possono permettersi di fare da psicologi e neppure da consulenti matrimoniali. Quando c’è di mezzo la morale sessuale servono criteri certi (oggettivi); girare troppo attorno alla questione su quel che è oggettivo e quel che è soggettivo è un po’ il gioco delle 3 carte per far passare come soggettivamente buono ciò che oggettivamente non lo è.”

      Questo però i confessori non lo fanno, nel senso che c’è sempre stata, in confessione, la distinzione tra materia grave è peccato mortale. Altrimenti i ragazzini giovani che fanno la Comunione sarebbero sempre dei sacrileghi visto che nell’adolescenza difficilmente, con gli ormoni a palla, tengono le mani a posto.

      Tale distinzione non veniva fatta solo con le categorie di peccatori che la Chiesa escludeva ipso facto dai Sacramenti, con tutti gli altri è sempre stata fatta.

      Le faccio un esempio.

      Pensa che una prostituta ricattata da un pappone sia trattata allo stesso modo della Escort avida che potrebbe smettere quando vuole ma non lo fa perché non vuole rinunciare a 30.000 euro al mese?

      Entrambe vendono il loro corpo, ma l’imputabilità mi pare ben differente.

      Lo stesso Gesù tenne un atteggiamento diverso con la peccatrice del Vangelo di Luca rispetto a quello che tenne con quella del Vangelo di Giovanni. Perché alla prima non chiese nulla né impose nulla mentre alla seconda disse “va e non peccare più”?

      Forse perché pur essendo entrambe peccatrici gravi la loro responsabilità non era la medesima?

    2. Le faccio un esempio per assurdo, al fine di chiarire meglio.

      Prendiamo l’atto intrinsecamente malvagio che più malvagio non si può: la profanazione volontaria del Santissimo Sacramento.

      Ipotizziamo (ripeto: è un esempio per assurdo, estremizzato apposta) che una banda di satanisti riesca a rapire una famiglia, lì porta in un casolare abbandonato legati e dice al capofamiglia, che al momento è in stato di Grazia, che se non profana il Santissimo Sacramento queste persone tortureranno tutta la sua famiglia facendola morire tra atroci tormenti, compresi i figli piccoli.

      Ipotizziamo che questo poveraccio ceda, e profani il Santissimo Sacramento. Le faccio due domanda:

      1) questo poveraccio secondo lei sarebbe condannato all’inferno da Dio, se queste persone lo uccidessero subito dopo la profanazione? Sarebbe, cioè, pienamente imputabile del Sacrilegio commesso, nonostante la pressione e il terrore a cui è stato sottoposto?

      2) se la risposta è no allora ciò significherebbe, per caso, che questa profanazione è stata un atto lecito in se, cioè un atto moralmente buono? Ovviamente e assolutamente no.

      Ho voluto estremizzare apposta per farle capire la differenza tra atti intrinsecamente malvagi e imputabilità di chi li compie. Non sono due cose che stanno sempre insieme.

      1. per quel che può interessare io mi rifiuto di seguire questo tale che con cinismo parla della Santissima Eucaristia manco fosse un vaso.

        Ed inoltre: altro che “esempio assurdo ed estremo”, il satanismo è una realtà ben solida e diffusa. Anche in Vaticano, sosteneva don Gabriele Amorth (nel libro scritto con Paolo Rodari)

        1. Lei non ha capito: non ho parlato del Santissimo Sacramento “come se fosse un vaso”, nè ne ho parlato con “cinismo”.

          Ho fatto l’esempio di un caso morale estremo ma che serviva a spiegare la differenza che volevo spiegare, cioè la differenza tra un atto oggettivamente cattivo, sempre e comunque, e la responsabilità di chi lo compie.

          Perciò non ha proprio capito una fava. Il mio esempio era valido proprio perché estremo, ed era estremo proprio perché il Santissimo Sacramento è Cristo stesso, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.

          1. Peccato che io non sia affatto cinico.

            Ma tanto ormai mi ha dato del: luterano, massone, servo del “kapo” e svariati altri epiteti, perciò aggiungiamoci pure quello di cinico e siamo a posto. 😀

      2. Aggiungo una cosa caro De Franco.

        A inizio topic ho postato un articolo che parlava di diverse devozioni, approvate dalla Chiesa, con grandi promesse del cielo. Consiglio a tutti di farne tesoro, perché la promessa della perseveranza finale non è roba da poco http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2017/04/tempi-ultimimisericordia/

        Il punto qual’è? Che, come leggerà nell’articolo, sono tutte o quasi concentrate negli ultimi secoli.

        Pare che, più il mondo va avanti e si degrada moralmente, più il Cielo “allarghi le braccia” e offra Misericordia.

        In quest’ottica forse potrà capire meglio anche alcune concessioni “assurde” di Al. Perché quelle promesse non sono meno “assurde”, anzi.

        Probabilmente siamo davvero in un tempo di Misericordia particolare, e questo si riflette anche nella “gestione” dei peccatori.

        Probabilmente in questo periodo dove il peccato abbonda come non mai, anche la Grazia abbonda come non mai.

        Ci pensi. Secondo me in quest’ottica si capisce meglio anche Al che sembra “tirare per la giacchetta” il Magistero (anche se di fatto rimane sempre nel dogma) a favore della Misericordia.

        Al non si può capire senza una “ermeneutica” del tempo che stiamo vivendo.

        1. Il dottor Marco Cherubini, pur nella sua apparente rudezza, è persona erudita. E quindi gli sottopongo un caso -un caso vero, non una ipotesi scolastica- che riguarda Don Gigino e Don Teomiro (i nomi sono di fantasia, naturalmente).
          Don Gigino, ragazzo problematico e notoriamente omosessuale, entra in seminario. Non essendo piu un ragazzino va direttamente presso il Seminario Maggiore (Regionale). Don Gigino viene riconosciuto subito come omosessuale e comunque viene allontanato.
          Per mero caso conosco, a mille km di distanza, don Teomiro che di quella struttura era Educatore. Emerge la vicenda di don Gigino. Fra le altre cose Don Teomiro mi dice che si era accorto subito…. era palestrato…insomma…
          Basta. Gigino torna nel mondo e conosce Don Ricchi. Udito con le mie orecchie e traslitterato dal loro vernacolo “TI HO DETTO COME DEVI FARE….VAI IN QUEL SEMINARIO….LI A *** TI ACCOGLIERANNO”
          Don Ricchi, per la cronaca, ha fatto pure lui così: avendo gli stessi vizietti si cercò un vescovo compiacente che l’accolse nel suo seminario. Una volta ordinato e tornato nella sua diocesi ed è stato incardinato lì. Don Ricchi pratica attivamente e frequentemente la omosessualità.
          Torniamo a Don Gigino, il belloccio palestrato frocetto. Segue il consiglio e va in quel Seminario. Ed infatti viene accolto. 5 anni ed è Ministro di Dio, nonostante pratichi pure lui la perversa sodomia.
          Vi siete annoiati?

          Il vero problema è se non vi siete scandalizzati di queste porcherie (vere). Questo è l’andazzo. Così ha scritto mons. Luigi Maranelli e così è.

          1. Caro Cosimo,

            Il fatto che io, ad esempio, non mi sia scandalizzato o non mi scandalizzi per queste porcherie è assunzione sua che non so chi le abbia dato il diritto di fare!

            Cosa le fa credere che queste porcherie non mi scandalizzino? In fondo non mi interessa saperlo, sappia solo che sbaglia! E di grosso, anche.

          2. Solo una cosa, Cosimo.

            Lei nomina un certo Cherubini, ho notato ora (prima non ci avevo fatto caso) ma io non so nemmeno chi sia.

      3. Fossi in lei cercherei di evitare certi arzigogoli e di leggere un pò di più la Sacra Scrittura. Si legga, ad esempio, 2Maccabei 7

        https://www.biblegateway.com/passage/?search=2+Maccabei+7&version=CEI

        E’ la storia di 7 fratelli e della loro madre che, costretti a mangiare carne di maiale dai seleucidi (per gli ebrei tale carne è impura), preferirono il martirio piuttosto che trasgredire alla Legge.

        Non ho la presunzione di sapere quale sarebbe il Giudizio di Dio in un caso come quello da lei esposto (poiché solo il Signore sa cosa ci sia davvero nel cuore e nella mente delle persone); tuttavia, visto che nulla può accadere senza il permesso divino, mi piace pensare che Dio, nella sua Onnipotenza, non permetterebbe che quell’uomo fosse ucciso in modo tale che, una volta libero, avesse l’opportunità di provare contrizione per quanto accaduto.

        Le auguro una buona e Santa Domenica

        Sia Lodato Gesù Cristo!

        1. “mi piace pensare che Dio, nella sua Onnipotenza, non permetterebbe che quell’uomo fosse ucciso in modo tale che, una volta libero, avesse l’opportunità di provare contrizione per quanto accaduto”.

          Anche a me piace pensare questo. Tuttavia spero che ciò che volevo dire, il concetto (cioè la differenza tra l’atto intrinsecamente malvagio e la responsabilità personale), sia passato.

          Nemmeno io ho la presunzione di giudicare con certezza quella persona, però non penso di essere poi così lontano dal vero quando dico questa persona ben difficilmente sarebbe imputabile.

          Anche perché il problema della contrizione è spinoso in un caso come questo: cioè uno dovrebbe dispiacersi, certamente, del Sacrilegio, ma quando poi pensa a cosa sarebbe accaduto se non l’avesse fatto, cioè la tortura e la morte della sua famiglia, è davvero possibile dire “ah, se tornerei indietro lascerei che castrino i miei figli piccoli e violentino mia moglie per ore prima di dare loro fuoco”?

          Non so se mi spiego. Capisce quindi che i problemi morali non sono cosa semplice, non è facile risolvere sempre tutto tagliando con l’accetta.

          Io mi ricordo quello che disse Crìsto “Misericordia io voglio, non sacrificio” di Mt 9,13 e sinceramente non credo proprio che una persona così sarebbe condannata, pur non azzardandomi a giudizi “certi”.

          A mio avviso siamo spesso legati ad una immagine di Dio veterotestamentaria, lo leggo spesso tra i cattolici questa concezione.

          Eppure Cristo è venuto proprio a liberarci da quella Legge che è forza del peccato (1 Cor 15, 56).

          1. Ho scritto

            “Io mi ricordo quello che disse Crìsto “Misericordia io voglio, non sacrificio” di Mt 9,13 e sinceramente non credo proprio che una persona così sarebbe condannata,”

            Ovviamente volevo scrivere che NON sarebbe condannata.

            Anche qua

            “ah, se *tornerei* indietro lascerei che castrino i miei figli piccoli e violentino mia moglie per ore prima di dare loro fuoco”

            *tornassi* indietro, ovviamente.

            Ho scritto troppo, poi si sbagliano anche i verbi. 🙂

          2. Ho sbagliato la correzione, cioè ho corretto la frase giusta, cosa incredibile

            La frase giusta ovviamente era questa

            “Ricoddo quello che disse Crìsto “Misericordia io voglio, non sacrificio” di Mt 9,13 e sinceramente non credo proprio che una persona così sarebbe condannata”.

            Il “non” che avevo aggiunto cambiava il senso della frase. Volevo dire che credo che questo poveraccio si salverebbe insomma.

            Porca miseria, ho scritto troppo; quando correggi frasi esatte è segno che la stanchezza comincia a fare capolino. 😀

            Buona notte.

    3. Non stanno sempre insieme nel senso che, se è vero che chi pecca mortalmente ha sempre commesso peccato in materia grave, non è vero che chi pecca in materia grave commette sempre peccato mortale.

      Sono due cose distinte. Gli atti intrinsecamente malvagi (tra i quali figura anche l’adulterio) sono sempre, in ogni circostanza, materia grave, cioè atti opposti alla legge naturale e al disegno di Dio. Ma non sono sempre, in ogni circostanza, peccato mortale per chi li compie.

  56. Continuo a non comprendere perchè molti commentatori, nonostante ripetute sollecitazioni, si incaponiscono col non voler condannare nettamente la perversa sodomia.

    Al più viene ritenuto, vagamente, “un problema” del clero cattolico”.

    Macchè problema: quello è il peccato mortale che, con l’aborto e l’apostasia, sta trascinando il mondo verso l’infermno!

    Mò è uscita pure la storia di stò monsignorino Capuozzo (di Napoli o Salerno, non ricordo) e dei festini gay con tanta droga.

    La sodomia è satanica.
    Diteglielo pure a Coccopalmerio

    1. Chi non condanna la sodomia? Personalmente io la ritengo, come la Chiesa Cattolica, un peccato gravissimo.

      Perciò se si riferiva a me si sbaglia di grosso. Il fatto che sia presente tra il clero in larghe quantità è un ulteriore gigantesco problema.

        1. Cos’è successo a Coccopalmerio?

          Comunque ho portato una sua dichiarazione dottrinale, non la sua condotta. Sono due cose diverse.

          1. Giusy, è capace di formulare una frase che sembri provenire da un essere senziente? Le ho chiesto se Coccopalmerio ha combinato qualcosa, perché non ne sono a conoscenza.

            In ogni caso su quello che ho detto mi hanno confermato anche i quattro cardinali, perciò non è che “mi serva” l’opinione di Coccopalmerio.

            Quella dei quattro cardinali dei Dubia, che in tema di morale e di imputabilità hanno detto ciò che ho detto io, è più che sufficiente, e di certo loro sono persone integerrime moralmente.

          2. Che cosa promuove?

            In ogni caso ripeto, qualunque cosa sia il mio argomento è confermato dalle parole dei cardinali dei Dubia stessi, perciò non mi serve nessuna “autorità morale” di Coccopalmerio.

  57. Il presidio permanente a difesa di Don Minutella ha lasciato libera la chiesa, dopo la minaccia della denuncia.
    Don Corrado, il Vescovo del dialogo e della misericordia, non ha voluto incontrare i fedeli, dimostrando di essere dialogante e misericordioso solo con coloro che la pensano come lui.
    Credete ancora a questi profeti della misericordina?
    Povera Chiesa!

    1. Lieto di apprendere che il “presidio permanente” abbia lasciato libera la chiesa: non è così che si difende la Verità.

      La mobilitazione mondiale per il piccolo Charlie -serena, pacifica, silenziosa- dimostra che le rivoluzioni violente non servono a niente. Ed anche le “pagliacciate non violente” (il pacifismo ideologico) sono un flop. La forza della giustizia, della preghiera, della Verità (che è Gesù Cristo) vince.

      Regina Pacis ora pro nobis et pro Charlie Gard.

  58. Tre casi diversi, un unico problema: la credibilità della Chiesa a Palermo.
    Un sacerdote condannato per pedofilia, dopo aver scontato la pena, viene reintegrato nel suo ministero e celebra messa.
    Un altro sacerdote dall’altare presenta alla comunità festante e benedice dall’altare una coppia gay che il giorno precedente si era unita in matrimonio (prime nozze gay a Palermo).
    Un terzo sacerdote, dopo avere manifestato apertamente la sua contrarietà alle recenti aperture di Bergoglio, viene sospeso e allontanato dalla sua parrocchia.
    I fedeli chiedono al Vescovo del dialogo e della misericordia un’udienza, il vescovo la nega!
    Se questa è la giustizia della chiesa bergogliana…?

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