CRONACHE DALLA SATRAPINA, PAESE MICA TANTO FELICE. UNA FAVOLA VERA.

Cronache dalla Satrapina

In un Paese mica tanto felice c’era una florida Casta di Sacerdoti. Tanto floridi e grassi che potevano regalare una parte dei soldi che lo Stato versava loro ai Mini Satrapi di altri Paesi. Un aiuto cosiddetto di fraternità e solidarietà.

A questo scopo viaggiavano, portando sacchetti d’oro, un Sacerdote economo (che dopo poco riuscì ad aprire un sostanzioso conto nel Forziere Centrale Operativo della Super Casta) e il suo aiutante, l’Uomo di Fiducia. Che non era Sacerdote.

Portavano denari, ed erano bene accolti ovunque, come spesso chi porta oro.

Erano però, non si sa perché, particolarmente bene accolti oltre le acque nere da un Mini Satrapo della Zona, con cui divennero amicissimi. Il Mini Satrapo era anche un buon cuoco, e gli preparava piatti prelibati.

Un giorno, tornando nel Paese da uno dei loro viaggi, i due ebbero una sorpresa sgradita. I Prelati superiori della Casta avevano esaminato tanti documenti, e non erano rimasti per niente contenti del lavoro dei due. Il Sacerdote fu rimandato nella Zona di provenienza.

All’Uomo di Fiducia, dal momento che la Casta non licenzia mai nessuno, fu cambiato posto. Fu mandato lontano dai sacchetti di denari ad occuparsi di altre cose, fra cui passeggini.

Ma nel frattempo il Satrapo della Zona oltre le Acque Nere, quello di cui erano tanto amici, aveva fatto carriera.

Era diventato il Satrapo Massimo, il Satrapo più Satrapo di tutti.

Visti i guai, l’Uomo di Fiducia si rivolse subito a lui. Che gli dette, come nella canzone di De Andrè, il consiglio giusto. L’Uomo di Fiducia si rivolse a per ottenere soddisfazione a un Tribunale guidato da un Grande Fedele e Servitore del Super Satrapo. Il Grande Fedele e soprattutto Servitore non ebbe neanche bisogno di esaminare i pacchi di documenti che li Prelati della Casta ammucchiavano contro l’Uomo di Fiducia, uno più pesante e contundente dell’altro. L’Uomo di fiducia doveva avere ragione.

Il Satrapo Massimo poi convocò il Vice Capo della Casta, per convincerlo a essere conciliante con l’Uomo di Fiducia. Il Vice Capo fu refrattario; e invece di essere accomodante con il Satrapo Massimo presentò ricorso contro la decisione del Grande Fedele e Servitore.

Pochi giorni più tardi il Vice Capo venne mandato a fare il Satrapo di Zona altrove, e il suo posto viene affidato a un altro Sacerdote della Casta, l’Ancora Più Fedele. Che certamente era voglioso di compiacere il Super Satrapo, e rimettere al suo posto l’Uomo di Fiducia.

Passò qualche tempo ancora, e anche l’Ancora Più Fedele si stufò; l’Uomo di Fiducia, a quanto pare, fu così sciocco da mordere la mano dell’Ancora Più Fedele, che chiese al Satrapo Massimo di liberarsene…

Così accadde che il cerchio si chiuse, e l’Uomo di Fiducia, per decisione personale del Super Satrapo, fu promosso a lavorare proprio alle dipendenze del Grande Fedele e Servitore.

Domanda: ma quale ammontare di gratitudine, o di conoscenza, doveva avere l’Uomo di Fiducia, che non era neanche Sacerdote, per godere di tanta protezione?

Nel frattempo nelle fucine della Super Casta si stancavano fuochi e si sforzavano metalli a preparare fulmini incandescenti contro la Corruzione.

C’era chi rideva. E chi no.



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23 commenti su “CRONACHE DALLA SATRAPINA, PAESE MICA TANTO FELICE. UNA FAVOLA VERA.”

  1. Peccato abbia cancellato i post con i riferimenti a nomi e cognomi…Chi volesse conoscere i dettagli ora non potrà più farlo…pazienza…

  2. Ci sarebbe anche da aggiungere che, tornato nella sua Zona, il sacerdote economo ebbe agio di dedicarsi alla soddisfazione di antichi rancori; poiche nutriva un sentimento inesprimibile di odio verso il satrapo della propria zona (vescovo diocesano) che lo aveva sempre ritenuto un traffichino da due soldi e non lo aveva minimamente sostenuto affinché potesse egli stesso ascendere alla satrapia (episcopato), gli scatenó contro una campagna mediatica delatoria senza precedenti (peraltro il sacerdote economo si era sempre occupato anche di giornalismo…) riuscendo infine a ottenere dal Satrapo massimo l’ignominoso prepensionamento del detestato superiore.

  3. Eppure in questo blog si leggono proprio link con nomi e cognomi mi pare…quindi poca bontà…soprattutto tenendo conto della falsità delle accuse.Probabilmente ha indagato poco sull’autenticità delle sue fonti, o cosa più probabile, non le interessa di conoscere la verità di storie che sono state inventate e poi rese di dominio pubblico per screditare chi crede nella missionarietà della Chiesa e la vive…Bisognerebbe aver rispetto almeno di questo.

  4. Mi piacerebbe molto sapere quali sono le fonti grazie alle quali è in grado di ricostruire una storia di questo tipo in modo così fedele…addirittura citando nomi e cognomi…È davvero sicuro, in coscienza, di sapere come stanno le cose ed essere legittimato ad accusare…calunniare?…persone di fatti così gravi?Se così non fosse, ed ho ragione di crederlo, penso che ci sia una riflessione da fare sulla sua credibilità e onestà di giornalista al servizio della Verità…Se le cose non stessero proprio come le dipinge avrebbe un bel problema di coscienza…ma forse per lei non è una novità.Buonasera

    1. La storia che ho raccontato senza fare nomi e cognomi per bontà verso gli interessati è di dominio pubblico da molto tempo negli ambienti del Vaticano e della Cei. Per cui se mi permette può rimangiarsi le riflessioni su onestà e credibilità. E magari dedicarle a qualcun altro. Magari anche nell’apologo.

  5. @wp_7512482

    dr. Tosatti, se possibile diffonda in italiano la intervista di Edward Pentin a don Nicola Bux.

    Pentin ha sbagliato il titolo onorifico del prof. Bux ma per i resto l’intervista è molto chiara nell’evidenziare lo stato attuale della crisi della Fede Cattolica nella Chiesa.

    http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/monsignor-bux-we-are-in-a-full-crisis-of-faith

    “… The first implication of doctrinal anarchy for the Church is division, caused by apostasy, which is the abandonment of Catholic thought, as defined by St. Vincent of Lerins: quod semper, quod ubique, quod ab omnibus creditur (what has been believed everywhere, always, and by all). Saint Irenaeus of Lyon, who calls Jesus Christ the “Master of unity,” had pointed out to heretics that everyone professes the same things, but not everyone means the same thing. This is the role of the Magisterium, founded on the truth of Christ: to bring everyone back to Catholic unity. …”

    don Bux, un prete cattolico che, rispettosamente, da anni “ci mette la faccia” nel denunciare l’apostasia (sopratutto negli aspetti liturgici della vita ecclesiale) fra clero e laici nominalmente cattolici.

  6. Un autre responsable de la jeunesse chrétienne de la rive droite de Bamako se révolte : « Il y a une grande opacité dans la gestion des ressources de notre confession. Cela fait des années que ça dure. Et ça commence à nous monter à la tête. Profitant de l’extrême passivité des fidèles, ils se permettent tout et ne rendent de compte à personne. »
    En savoir plus sur http://www.lemonde.fr/afrique/article/2017/05/31/mali-desormais-cardinal-l-archeveque-de-bamako-a-abrite-des-millions-d-euros-en-suisse_5136232_3212.html#ho3pXUYfbZfbwvY1.99

    “profittando dell’estrema passività dei fedeli, si permettono tutto e non rendono conto a nessuno”
    Ottima ed icastica definizione della realtà ecclesiale odierna , non solo in campo finanziario…..

  7. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/21/vaticano-i-milioni-in-svizzera-del-neo-cardinale-del-mali-che-imbarazzano-francesco/3675274/

    io penso che cose come queste avvengono e avverranno sempre perchè la Chiesa è fatta di esseri umani.
    Sono ben altre le cose di cui preuccuparsi , come il tradimento della dottrina, la svendita dei valori cristiani, il mettersi al seguito del mondo.
    Tuttavia non si può non notare che la nuova banda degli “onesti” incappa nel millenario paradosso dei preti: predicano bene e razzolano male.

  8. C’e’un altro scandalo inquesti giorni:una inchiesta del giornale LeMonde ha scoperto che il neoeletto cardinale del Mali,Jean
    Zargo,ha messo un malloppo di 12milioni di euro in un conto segreto in Svizzera. Essendo il Mali un paese poverissimo non si capisce da dove siano stati raccolti.
    Naturalmente i giornalisti che hanno rivelato l a cosa sono stati minacciati di morte e vivono sotto scorta.
    Secondo i giornali papa Francesco quando ha nominato il nuovo cardinale non era al corrente della faccenda.
    Puo’darsi,cio’non toglie che la chiesa povera per i poveri sia ormai uno slogan che mostra tutta sua ipocrisia.E che la scomunica dei corrotti e intrallazzoni non sembri riguardare. la casta sacerdotale.

  9. Ho capito poco o niente; l’uomo di fiducia è Milone e il satrapo massimo è il papa, ma gli altri? C’è qualcuno che vuole tradurre i nomi anche per chi non è addentro alle cose vaticane?

    1. Milone non c’entra nulla. La storia riguarda due persone della Cei, un sacerdote e un funzionario che portavano soldi dell’8 per mille a vescovi di altri Paesi. Il funzionario ha goduto e gode della straordinaria protezione del Pontefice.

      1. Complimenti, è proprio ben informato…a parte il fatto che alla Cei da 27 anni esiste un ufficio per gli interventi caritativi per il terzo mondo finanziati con l’8 per mille..ops, non sarà mica che vescovi del terzo e quarto mondo facevano regolari richieste di finanziamenti di progetti di sviluppo?Fossi in lei approfondirei…giusto per evitare figuracce

    1. Però… Quel ” si è ritrovato prima «pesato» e misurato, poi guardato con crescente diffidenza, e alla fine isolato” tradisce la fonte del Corrierone

I commenti sono chiusi.