PRETI SPOSATI: SONO MOLTO DELUSI – E IRRITATI – PER UNA FRASE DEL PONTEFICE AI VESCOVI DELLA CEI.

Marco Tosatti

All’assemblea della Conferenza Episcopale Italiana, nella seduta riservata che si è svolta il 22 Maggio 2017, un vescovo ha richiamato l’attenzione del papa sul tema dei preti sposati e il papa ha risposto: “Dite loro di essere buoni laici”. All’inizio dell’incontro Bergoglio aveva chiesto di essere franchi e di porre domande anche spiacevoli, perché il dialogo deve essere sincero e se chi guida non favorisce il dialogo, c’è il rischio del chiacchiericcio.

Papa Francesco ha parlato a lungo della figura del prete tracciandone un identikit che l’associazione dei sacerdoti sposati ha definito “piuttosto tradizionalista: a disposizione della sua gente, senza orari, disposto a visitare le famiglie”.

E rispondendo a una domanda ha anche ribadito volontà di non cambiare la legge sul celibato sacerdotale affermando che una volta sposati, i preti che hanno lasciato il sacerdozio, devono fare i “bravi laici”.

Questo episodio ha causato non poca delusione nei gruppi di preti che dopo essersi sposati vorrebbero però continuare a esercitare il ministero. Delusione tanto più grande perché due anni fa il Pontefice aveva lasciato sperare in qualche apertura. Il 10 febbraio 2015, a Santa Marta, erano presenti sette preti che festeggiavano il loro 50esimo anniversario di sacerdozio, ma anche cinque sacerdoti che hanno lasciato il ministero perchè si sono sposati. Alla domanda di uno dei preti presenti, don Giovanni Cereti, sulla questione dei preti sposati (nella quale ricordava la situazione delle Chiese Orientali, anche quelli in comunione con Roma, dove gli uomini sposati possono essere ordinati sacerdoti e le migliaia di preti sposati di rito latino che invece non possono celebrare), Bergoglio ha risposto a sorpresa: “Il problema è presente nella mia agenda”.

La frase ai vescovi invece dimostra un atteggiamento diverso. “Papa Francesco con l’invito ai preti sposati ha dimostrato di essere poco preparato teologicamente – affermano in un comunicato i sacerdoti sposati – . Bergoglio si smentisce e rinnega altre sue dichiarazioni: tre anni fa interpellato sul tema dei preti sposati aveva detto che questo argomento è nella sua agenda; poi aveva anche invitato a santa Marta preti di Roma che celebravano il 50esimo anniversario di ordinazione sacerdotale coinvolgendo anche i loro compagni di messa che si erano sposati; inoltre si è recato l’ultimo venerdì dell’Anno della Misericordia a casa di sette preti sposati. Prima ancora aveva trattenuto rapporti con un vescovo argentino sposato, Podestà, e la sua famiglia”.



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18 pensieri su “PRETI SPOSATI: SONO MOLTO DELUSI – E IRRITATI – PER UNA FRASE DEL PONTEFICE AI VESCOVI DELLA CEI.”

    1. La protesta di questi preti sposati mi pare capziosa. In Oriente vengono ordinati sacerdoti uomini sposati. Ma né sacerdoti, né diaconi si possono sposare.

  1. Il fatto che costoro, dopo aver tradito la Ordinazione Sacerdotale (che è Sacramento e, come tale, indelebile), ora siano “delusi ed irritati” indica quali aspettative essi avevano (ed hanno).

    Aspettative errate. Non so se è più grave il loro tradimento “palese” (con pubblico concubinaggio e magari con prole) o quello nascosto di molti.

    Non è malizioso e neppure inverosimile pensare che esista un certo numero di presbiteri (od anche Vescovi) che intrattengono relazioni sentimentali ed anche carnali con donne. (in alcuni casi si tratta di donne sposate per cui si aggiunge pure il peccato di adulterio).

    Ora tutti costoro, da anni -decenni, dal post concilio piu o meno- attendono fiduciosi un “ravvedimento” (dicono loro. E lo scrivono anche) della Chiesa.

    E si fanno forza l’un l’altro (come i preti gay, ma quello è un problema diverso. Ed ancora più grave) facendo “squadra” (anche questo è simile ai preti gay) e dicendosi l’un l’altro “prima o poi arriverà”.

    Di più: molti di loro ingannano le loro amanti assicurandole che è solo questione di tempo. “con questo Papa, vedrai cara, è solo questione di tempo”, dicono.

    Quando quest’ultima mettono il muso allora giurano (e spergiurano) che la amano e che si toglierebbe anche l’abito per lei.

    Insomma, di bugia in bugia, di peccato in peccato. E questo durante il Pontificato di Paolo VI, di Giovanni Paolo II, di Benedetto e fin ai giorni nostri.

    Bravi -e coraggiosi- quei Vescovi che in occasioni pubbliche o in Documenti ribadiscono il Celibato.

    E bravo Bergoglio che, come ci racconta Tosatti, ha detto loro “di fare i bravi laici”.

    E’ vero: i sacerdoti, Ministri di Dio, sono maggiormente tentati ed attaccati. Ma questo non diminuisce la gravità del concubinaggio od anche della fornicazione occasionale. Per non parlare dei preti sodomiti.

    Come dice la “Madonna postina”: preghiamo, preghiamo, preghiamo.

  2. Non sono un teologo, ma quella dei preti sposati o che si vorrebbe permettere di sposarsi, mi sembra una proposta da valutare, in quanto il celibato, mi sembra sia il prodotto di una consuetudine proveniente più da convenienze esterne alla chiesa, in quanto serviva al potere per avere amministratori istruiti e capaci, senza il pericolo che lavorassero per i proprìì interessi e della loro discendenza, invece che per quelli del principe o del nobile di turno. Non mi sembra che ci siano divieti della scrittura o del Vangelo. Mi preoccupa di più la confusione su temi dottrinali e morali che stravolgono i precedenti insegnamenti!

    1. @giuseppe

      nemmeno io sono uno specialista ma nel corso degli anni ho prestato attenzione all’argomento e tante volte ho l’impressione di essere più informato io di certi sacerdoti (giusto per sottolineare quanto siano ignoranti alcuni di loro).

      “… Non mi sembra che ci siano divieti della scrittura o del Vangelo. …”
      Nel Nuovo Testamento [N.T.] ci sono attestazioni di apprezzamento divino per alcuni vocati al celibato ma in effetti anche a me non risulta che ci sia scritto papale-papale che un uomo già consacrato presbitero (di solito nel N.T. si parla di imporre le mani) non possa più sposarsi. Però di sicuro Gesù, caso raro fra i maestri ebrei, era celibe e nel N.T. non c’è alcun caso di uomini consacrati che poi si sposano! Qualcosa vorrà dire 😉

      La tradizione antichissima (qualche esperto di patrologia potrebbe dirci se già in epoca apostolica ci sono attestazioni) e SEMPRE rispettata dalla Chiesa è che un uomo che ha fatto la scelta radicale, permanente di servire Dio facendosi ordinare presbitero, DOPO non può rinnegarla “consacrandosi” a una donna.

      Dove di solito si fa confusione (a volte in mala fede) è invece sul fatto, attestato nel N.T. (a partire dalla scelta che fa Gesù dei suoi apostoli: forse solo il giovanissimo Giovanni era celibe) e poi sempre creduto nella Chiesa, che non ci sono impedimenti dottrinali ad ordinare presbitero non religioso un uomo già sposato, vedovo ma anche con moglie, il quale dopo il matrimonio ha riconosciuto di avere una vocazione al sacerdozio.
      Nella Chiesa Cattolica di riti occidentali sappiamo che da secoli sono state introdotte severe limitazioni disciplinari alle ordinazioni dei degli uomini sposati, anche perché (cosa che molti non sanno) là dove ci sono preti (cattolici o ortodossi) con moglie, nascono (per rispetto di tradizioni liturgiche che hanno origine dall’Antico Testamento) complicazioni per celebrare la divina liturgia con la necessaria purità (vincoli che il classico prete latino, celibe, non ha), ecc..

      Se non fosse che oggi questo argomento viene ad arte sfruttato da chi vuole demolire la Chiesa di N.S. Gesù, personalmente non sarei preoccupato da qualche cambiamento disciplinare che il regnante papa introducesse (avendone piena facoltà) per avere una maggiore frequenza di ordinazioni di uomini già sposati, anche se non mi aspetto che questo porterebbe valanghe di nuove vocazioni sacerdotali in occidente.

      Invece trovo penose le lagne dei preti che hanno chiesto e ottenuto la riduzione allo stato laicale per potersi sposare (cosa che a me, profano, è sempre suonata come un dubbio privilegio per i presbiteri, per loro una specie di divorzio cattolico, giustamente invece negato, nel rispetto delle parole stesse di Gesù, ai laici sposati) perché persino Papa Francesco non vuole che, da sposati, tornino ad esercitare il ministero sacerdotale.
      Per una volta che Papa Francesco conferma la Tradizione (non solo cattolica ma di tutta la Chiesa indivisa del primo millennio), diciamogli piuttosto grazie.

  3. Quello del sesso è un argomento che scuote i sogni di tutti. Non per niente Satana e i suoi accoliti lo usano come piede di porco per scardinare la porta della coscienza e creare disordine mentale nell’individuo. Oggi, con il sesso naturale e invertito e con i siti porno e il Gender nelle scuole, i satanisti ci vanno a nozze per rendere l’individuo, soprattutto giovane e adolescente, sempre più “materia”. Il sesso è “creativo”, ossia “creazione” di corpi vivi, ai quali il Creatore fornisce l’anima.
    Non entro in merito alla discussione, che riguarda le decisioni della Chiesa. Fin da ragazzi abbiamo saputo di sacerdoti che andavano con femmine, o com maschi. Non mi sembra che i fedeli abbandonassero la Chiesa per questo. Al massimo cambiavano confessore e parrocchia, se un sacerdote non piaceva loro. Quindi, se si abbandona la Chiesa oggi è perché la Chiesa non riesce più a presentarsi con il Sacro e a comunicare il Sacro ad un mondo trascinato nella “materia”, perfino con i problemi socioeconomici creati ad arte, insieme al sesso e all’omosessualità, dai Padroni del Mondo.
    Uno dei motivi che fanno da barriera all’unità con le Chiese orientali, mi sembra essere quello del celibato dei nostri sacerdoti. Capisco che un sacerdote deve avere tutte le unità di attenzione sul suo ministero e non su quelle cose che creano problemi a noi poveri ammogliati. Però – è mia opinione – preferisco un sacerdote sposato che rimane fedele alla moglie ed alla Chiesa, piuttosto che un sacerdote che ricerca piaceri carnali (e affetto) con donne di altri o con le giovani dei gruppi ecclesiali.
    Tempo fa ho assistito ad un battesimo con il rito orientale, celebrato da un sacerdote ortodosso con moglie e due figli. Mi diceva che aveva gli stessi problemi economici e di rapporto di coppia e con i figli, come li hanno i comuni cittadini sposati con moglie e figli. Però, il sacerdozio era la sua principale preoccupazione, soprattutto nel farlo bene. Gli ho chiesto se poteva darmi la Comunione e se avesse potuto battezzare mio nipote. Mi ha detto che non gli era permesso: le nostre due Chiese erano ancora distanti… Peccato. Mi sarebbe piaciuto che avesse battezzato mio nipote. Una cerimonia molto lunga, con canti e benedizioni. Soprattutto, mi ricordava la fantastica tecnica che si usava con il Catechismo tridentino, dove il sacerdote apriva i quattro chakra superiori dell’individuo con il segno di apertura della Croce, insieme ad altri rituali, che dimostrano la straordinaria Saggezza e Conoscenza di quei Padri della Chiesa che avevano ideato quel genere di Battesimo, mentre oggi, modernizzando il tutto, si è arrivati ad immergere i soli piedi del bambino, o il sederino, dove c’è un chakra non utilizzabile per introdurre il Verbo, che invece “entra” SOLO dalla sommità del capo…
    La mia opinione è che i sacerdoti sposati con la Chiesa e con una donna (solo una donna) rimpinguerebbero i vuoti lasciati dalla mancanza di vocazioni. La mia parrocchia di San Pietro in Corridonia, aveva – prima che abbandonassi la Chiesa – sette Sacerdoti, più altri quattro che venivano da fuori in appoggio per le celebrazioni domenicali… Oggi, abbiamo un parroco bianco e tre sacerdoti di colore, che stanno impazzendo e tralasciando messe e funzioni religiose che prima riuscivano a coprire.
    Onestamente, come io considero capaci di essere i medium, i mezzi con il Cristo e lo Spirito sia un Sacerdote puttaniere, sia un Sacerdote omosessuale, a patto che celebrino così come è scritto che debbano celebrare i Sacramenti, così non batterei ciglio di fronte ad un Sacerdote sposato. O con i Diaconi sposati, a cui sono stati dati gli Ordini Sacri (si dice così?).
    Giudicando il Papa, meraviglia che si attenga a questa rigidezza, quando poi si sbraga su altri aspetti molto importanti, quasi a voler distruggere l’edificio della Chiesa Cattolica. Non sarà questa rigidezza un altro obiettivo per distruggere?

    1. @giorgio rapanelli

      attento per favore: “… Uno dei motivi che fanno da barriera all’unità con le Chiese orientali, mi sembra essere quello del celibato dei nostri sacerdoti …”

      Questo è un frequente malinteso! veda un mio post precedente.

      Anche nelle chiese particolari di rito orientale, sia cattoliche che non cattoliche, MAI un presbitero può sposarsi se vuole rimanere nella Chiesa!

      I tantissimi “pope” (non monaci) sposati, si sono sposati PRIMA di essere ordinati.

      Anni fa lessi che questo da sempre crea problemi ad esempio in Ucraina.

      Se la famiglia è di tradizione greco-cattolica, il figlio anche se fidanzato può entrare in seminario e se poi si sposa prima dell’ordinazione nessun problema.
      Se la famiglia è di tradizione latino cattolica invece no.

      1. Caro Acchiappaladri, grazie dell’informazione. Se avessi avuto la grazia della vocazione non avrei avuto bisogno di una moglie per poter dare tutto il mio affetto alla Chiesa e ai miei fratelli

      2. Non solo, ma coloro che vengono ordinati presbiteri (ortodossi) in caso di vedovanza non si possono più risposare, al contrario il Vescovo deve essere necessariamente celibe.
        Vero è che il celibato non è una verità di fede ma un diritto canonico, il quale lo ritengo giustissimo, non si può stare con un piede su due staffe, senza contare i problemi che andrebbero incontro e non sarà il sacerdozio ad alleggerirli da questi, inoltre che dire di una eventuale separazione se non addirittura il divorzio?, come potrà questo prete condurre la Casa di Dio se non è stato in grado di condurre la sua?, tutto ciò si può evitare facendo rimanere il Celibato, e per finire, nessuno spinge a divenire presbitero, è una propria scelta ben sapendo cosa comporta tale scelta.

  4. I Santi erano Sacerdoti a disposizione delle famiglie come delle persone singole e andavano a trovare TUTTI a CASA. È proprio vero che una certa categoria di persone vorrebbe una Chiesa secondo le proprie voglie personali.

  5. https://youtu.be/Tq0K3THeQ8U
    Caro Dott. Tosatti e cari commentatori del blog vi mando il Link della prima di 5 catechesi di Padre Serafino Tognetti sull’emergenza sacerdozio, le altre le potete trovare facilmente di seguito…
    Vi consiglio di prendervi un po’ di tempo e di ascoltarle con attenzione…capirete tante cose…
    Ringrazio tutti.
    Giovanna

  6. Ma un giorno dice A e un altro B. Adesso, nella sua agenda inmediata, non ci sono i preti sposati ma la non messa coi protestanti. Per questo l’appoggio di Benedetto XVI a Sarah, presso propio male da Bergoglio, come segnala Socci.

  7. Non entro nelle questioni teologiche, perché non ne avrei gli strumenti per un argomento così delicato e da sempre divisivo. Noto solo che gli apostoli sposati, dopo essere stati chiamati, da quanto ne sappiamo hanno lasciato le proprie famiglie votandosi completamente alla Missione.
    Ciò detto: se c’è una cosa che distingue la Chiesa Cattolica da tutte le altre è ancora il celibato dei religiosi. Francamente non comprendo l’atteggiamento di chi denuncia (non senza qualche ragione) una certa tendenza della Chiesa attuale a uniformarsi alle altre a scapito della Tradizione, del Magistero e della propria stessa essenza, per poi mostrarsi possibilista davanti all’opzione dei preti sposati.
    Se tante polemiche ha suscitato e suscita la possibilità che i divorziati risposati possano accedere all’Eucarestia, a maggior ragione l’ipotesi dei sacerdoti con moglie e prole dovrebbe essere automaticamente rigettata. Se nel primo caso ci sono in gioco due Sacramenti come Eucarestia e Matrimonio, nel secondo abbiamo il Sacerdozio. E se crolla il Sacerdozio, la Chiesa Cattolica crolla su se stessa come un castello di carte.
    2. Chi mantiene moglie e figli dei sacerdoti? L’8×1000? E nei paesi in cui non c’è l’8×1000 come si fa? Interviene il Vaticano? Ci sono parrocchie dove il parroco non ha soldi per sistemare chiese magari bisognose di interventi urgenti di restauro e dovrebbero anche attendere i soldi per mantenere moglie e 3 o 4 figli? Oppure si può chiedere al buon cuore dei fedeli, salvo poi divertirsi quando la moglie del parroco sfoggerá un nuovo vestito o al figlio maggiore verrà comprato il motorino nuovo.
    3. Non so come funzioni nelle parrocchie che frequentate abitualmente voi, ma in quelle frequentate da me ho sempre visto un gruppo di “api regine” che si contendono il primato di servire il sacerdote, con quest’ultimo spesso costretto a vari equilibrismi per tenere a bada le gelosie reciproche. E in questa atmosfera, che dura da sempre, si va a innestare una moglie. Praticamente significa avere tante piccole Yoko Ono in giro per le varie parrocchie di tutto il mondo: un’atomica farebbe meno danni.
    Papa Francesco questa volta ha detto “qualcosa di cattolico”: sia lodato Gesù Cristo ed evitiamo polemiche su qualcosa che può essere migliorato, ma non stravolto.

    1. Infatti è da notare come storicamente la prima riforma in assoluto che fanno gli Eretici criticando la Chiesa per ricchezza, corruzione, lussuria, etc., non è vivere in povertà, castità e obbedienza, ma sposarsi!
      Tradotto “andare con una donna”..
      E tutto quello per cui criticavano la Chiesa non lo hanno riformato?!

      Alla fine dei conti tutte queste chiamiamole ” chiese ” separate si distinguono veramente dell’unica Chiesa di Cristo (Cattolica) per brillantezza dei costumi o per limpidezza ed equità economica?
      No, nient’affatto, dopo secoli li osserviamo e appuriamo che sono come noi in tutto, proprio tutto, tranne in una cosa, hanno i pastori tutti sposati!
      Allora dico a Lutero e compagnia danzante, c’era proprio bisogno di provocare uno scisma per andare a letto con una donna?!

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