REGGIO EMILIA, GAY PRIDE, PREGHIERA DI RIPARAZIONE. CHE IMBARAZZO PER LA CHIESA QUANDO I LAICI SI MUOVONO…

Marco Tosatti

Di rado una processione e preghiera di riparazione ha avuto un’eco così grande. Sta succedendo per l’evento organizzato da un comitato di base di laici cattolici , intitolato alla Beata Giovanna Scopelli (una monaca carmelitana la cui vita fu segnata dalla preghiera e dal sacrificio) e che raduna circa duemila fedeli della città del Tricolore. Una processione, e preghiera convocati per rispondere in maniera cristiana al Gaypride indetto dai gruppi di attivismo omosessuale, per festeggiare il primo “matrimonio” fra persone dello stesso sesso celebrato appunto a Reggio Emilia.

Lorenzo Roselli, portavoce del Comitato ha spiegato in un’intervista a “La Libertà”, giornale della Diocesi, spiega che l’iniziativa è nata per rispondere al Gay Pride, che “In Italia, come negli Stati Uniti, hanno sempre manifestato caratteristiche irriverenti e denigratorie verso la fede cristiana, con particolare livore proprio nei confronti del cattolicesimo. A spingerci a reagire a questa provocazione costituendo un comitato di fedeli e la relativa processione è stato il senso del dovere”.

Neanche due settimane fa la diocesi è stata consacrata alla Madonna di Fatima: “In quanto cattolici non potevamo permettere che un così profondo gesto di devozione all’Immacolata fosse profanato da una manifestazione di pubblica pornografia, e in virtù di questo abbiamo decsio di riparare questo grave scandalo con l’unico mezzo possibile, la preghiera ed il rosario, a loro volta pubblici”.

Il comitato avverte che l’evento “è aperto a tutti i cattolici fedeli alla tradizione della Chiesa, sia come singoli, sia come associazioni (culturali, religiose, di volontariato).Non intendiamo accogliere sigle politiche in quanto tali”.

Naturalmente l’Arcigay ha protestato contro l’iniziativa, così come hanno fatto altri esponenti politici, del M5S e del PD, che hanno parlato di “un possibile attacco alla visione della nuova Chiesa del pontefice”; tralasciando di citare però le parole durissime che papa Francesco contro l’ideologia del Gender, che sta alla base delle unioni omosessuali, definita una “colonizzazione ideologica”. E l’ammonizione: “Non ci può essere confusione fra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.

La Curia di Reggio è presa fra incudine e martello: da una parte l’evidente liceità di un evento di preghiera e di riparazione verso l’ostentazione di comportamenti che la Chiesa giudica – fino a che non sarà cambiato, se mai lo sarà – il Catechismo “intrinsecamente disordinati”; e dall’altra il timore di farsi coinvolgere in un’iniziativa che non è partita da lei, e che potrebbe obbligarla a schierarsi in un confronto sociale e politico. Per questo motivo il direttore de “la Libertà” dice “Non condivido il Gay Pride, ma neppure una processione che intende pregare in riparazione”.

E’ giunta al Comitato la benedizione del cardinale Raymond Leo Burke, Patrono dell’Ordine di Malta, e già Prefetto della Segnatura apostolica; ma il porporato a differenza di molti suoi confratelli e colleghi, non ha paura di dire quello che pensa. Così come è giunta l’approvazione di mons. Antonio Livi, filosofo e decano emerito della facoltà di Filosofia dell’Università Pontificia Lateranense.

Mons. Livi ha dichiarato che “Si tratta in realtà di una manifestazione civile: la fanno cittadini che protestano per la massiccia demolizione dell’istituto della famiglia: è una loro libera iniziativa, non un atto di culto ecclesiastico. La Costituzione dice che la Repubblica tutela la famiglia fondata sul matrimonio naturale, non altre forme”.

Don Goccini, responsabile della pastorale giovanile della Diocesi, ammette che

“Il Gay Pride ha un intento provocatorio, anche se oggi, dopo tanti anni, riesce meno ad ottenere il suo scopo. Tuttavia, non è nello stile della Chiesa rispondere a una provocazione con una provocazione. Quelli che si oppongono anziché andare in piazza potrebbero pregare in una chiesa, benché il pregare in riparazione dei peccati altrui sia un atto di presunzione”. Io sono un povero ignorante, ma mi sembra che pregare per gli altri, tutti, anche i propri nemici ed avversari, sia un gesto di amore, non di presunzione. Ma perché dei liberi cittadini dovrebbero pregare in una chiesa (sempre che gliela concedano) e non compiere quello che pensano sia il loro dovere in pubblico? Giovanni Paolo II non chiudeva i fedeli in chiesa, sotto il regime comunista…

Alla processione ha dato la sua adesione, fra gli altri, anche Radio Spada. Abbiamo rivolto alcune domande al suo Presidente, Gabriele Colosimo.…

Ecco le risposte:

Perché è stata organizzata questa processione? Ce ne saranno altre in altre città?

La Processione di riparazione nasce come spontanea reazione della pietà dei fedeli di fronte all’ennesimo scandalo pubblico dato da un gay pride, reso particolarmente significativo dall’anniversario della prima “unione civile”, celebrata proprio a Reggio Emilia. Come il gay pride reggiano riunirà persone da tutta Italia nella triste acclamazione dell’orgoglio per un vizio (la sodomia, vale a dire l’omoerotismo praticato), così la Processione vedrà partecipare persone da tutta la penisola. Pregare pubblicamente in riparazione di uno scandalo, foss’anche non il primo ma solo l’ultimo di una lunga serie, è più che opportuno, è necessario. Tale necessità è purtroppo smarrita in tanta parte del clero cattolico attuale. Ci auguriamo, ovviamente, che altri cattolici di buona volontà vogliano pubblicamente pregare laddove vi siano altri scandali.

Si è parlato di divisioni all’interno della Chiesa. Sono reali, o si tratta solamente di differenze di stile e di approccio?

Potremmo dire “sì” per entrambi gli scenari. Le divisioni tra uomini di Chiesa riguardano ovviamente solo chi professa l’autentica Fede cattolica e concernono in effetti lo stile, la sensibilità, l’approccio a certi temi e problemi. È chiaro che invece i cosiddetti “cristiani adulti” o, per meglio dire, “progressisti” non sono cattolici, quindi non sono nella Chiesa. Ecco, se non vi sono tra noi differenze nella professione della Fede, se cioè siamo tutti cattolici, non c’è motivo di non collaborare in atti come questa Processione.

Pensate che il problema delle unioni civili – e della “sdoganatura” silenziosa dell’utero in affitto, sia qualcosa che riguarda solo la coscienza dei credenti?

Non ritengo possa esser considerato un problema limitato alla coscienza dei cattolici, perché riguarda la morale naturale, attingibile dall’uomo anche senza il dono della Fede. La retta ragione naturale già dice all’uomo che solo il matrimonio fonda la famiglia, quindi solo nel matrimonio i figli trovano l’ambiente propizio per la crescita e l’educazione, e che il matrimonio è tale solo tra uomo e donna. Che una legge (l’ennesima) introduca nell’ordinamento disposizioni contrarie alla morale naturale sarebbe già grave, anche se per assurdo non fossimo cattolici. Quello che poi stupisce negativamente è che un contributo decisivo sulla questione sia arrivato da politicanti sedicenti cattolici.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

45 pensieri su “REGGIO EMILIA, GAY PRIDE, PREGHIERA DI RIPARAZIONE. CHE IMBARAZZO PER LA CHIESA QUANDO I LAICI SI MUOVONO…”

  1. Un fatto, una poesia

    da InTerris-On line international newspaper, 11 giu.2017
    In poche parole: in Olanda, a Den Bosch, che si appresta a ricevere il gaypride…la chiesa cattolica locale è stata richiesta di rilasciargli la benedizione…Non si è sentito un “no”. In Terris si domanda se la chiesa cattolica, nel suo voler per forza essere “accogliente” per accreditarsi agli occhi del mondo si sia resa conto che rischia di piegarsi su se stessa, tanto che per l’emorragia di fedeli, già oltre ben duecento chiese sono state chiuse negli ultimi anni…

    “Vade retro, Satana!”
    (nun s’usa più…)

    Vorébbe raccapezzàmmece ‘n po’…
    Perché più sto a penzàcce, e più è tabbù…
    A Re’…nun è che tu me pòi chiarì…?!
    Qui, ormai st’a zompà tutto, st’a zompà!
    E ‘n sò proprio immagginàmm’er perché…

    Dice:“Er Vangelo dice che Gesù
    c’ébbe ‘n discôrzo co…ebbè…se sa…
    co Berzebbù, che ar monte: “Guarda llà…”…
    -je faceva – e Lui:”Aoh, nu’ mme tentà!
    Si vòjo, t’arirùzzolo lliggiù!”…

    Mo’, questi che ce stanno sempre a ddì
    che in nome e pe conto de quer Gesù
    stanno qui a difènn’er vangelo e che
    “la forza de l’inferno ‘n prevarà”,
    stanno ‘nvece a ‘nchinàsse sempre più…

    No a Llui…Ar diavolo! Che viè a tentà
    in quàrsia modo ammascheràto, e che
    scordànnose der tutto de Gesù,
    -o pe èsse addirittura anche deppiù…
    stann’a ‘nchinàsse ad ogni assurdità.

    Presempio, mo’, ‘r gaypride vole avé
    perfino l’acqua santa, come a ddì
    “Mo’, Gesù Cristo pure, sta…dequà…”
    Com’anime de dio…gnènte de che…
    Ma…cazzo c’entra avé…’r “lassapassà”…?!…

    Armando Bettozzi
    18 Giugno 2017

    1. Una buona notizia, grazie a Dio

      http://www.interris.it/2017/06/19/122103/cronache/religioni/122103.html

      I rosari e le preghiere di riparazione sortiscono i loro effetti. Siamo grati alla Vergine Santa che ha ascoltato le suppliche di chi ha pregato con cuore sincero per evitare una simile scempiaggine.

      Resta la gravità di aver solo pensato un abominio del genere, ma questo evento è una prefigurazione sul destino della Chiesa nel lungo periodo: nonostante le crisi, i tradimenti e gli oltraggi le forze degli inferi non prevarranno su di essa.

  2. Un fatto, una poesia

    da: IN TERRIS
    On Line International Newspaper

    Olanda: la Chiesa benedice il gay pride, 11 Giugno, 2017,

    Den Bosch si appresta ad accogliere il gay pride…. Ciò che desta perplessità è che quest’anno l’evento clou degli lgbt sembra che riceverà il supporto della locale Chiesa Cattolica…
    Ai partecipanti alla parata saranno aperte le porte del luogo simbolo del cattolicesimo a Den Bosch: la cattedrale di San Giovanni…In una lettera scritta a seguito delle polemiche…il presule si limita a spiegare che gli è stato chiesto di dare la sua benedizione, senza precisare se lo farà o meno.
    Il curioso appoggio ecclesiastico sarebbe un inaspettato epilogo di una sorta di “giubileo arcobaleno” della durata di un anno organizzato dalle istituzioni cittadine di Den Bosch per promuovere la cultura omosessuale.
    “La Chiesa accogliente” olandese rischia tuttavia di piegarsi su sé stessa, tanto indaffarata ad accreditarsi agli occhi del mondo da non essersi accorta dell’emorragia di fedeli. Negli ultimi dieci anni sono oltre duecento le chiese che hanno dovuto chiudere. Se la tendenza rimarrà questa, in un futuro prossimo in Olanda non resterà nemmeno più una cattedrale in cui ospitare gay pride.

    Siamo , figli di Dio? Tutti stanno dicendo di sì!…E allora? A che “pro”-“per chi”…certe teatrali diversificazioni…?!.
    E questa qui…?…Sarebbe puro questa, “accojènza” ?!…(qui torna utile famosa frase di Totò…).

    “Porte opèrte…Sì!…a la chiusura!”

    Er gran serpaio drento certa chiesa
    ha ffàtto bingo! Gnènte più…“celeste”.
    Ch’ è arcobbaléno er color de la resa,
    ndove “accojènza” è diventata peste.

    Ancora co “razzista!”… ? E a st’offesa
    che je volémo fàje…tante feste…!?…
    Che solo ste bravate fanno presa
    su preti che ‘n sò artro che …gran teste…

    Francé…E te?! Fai vince a berzebbù?!
    Annànno così, avanti…ce lo sai:
    Cristo va bbène, sì!…Ma gnènte più.

    Ve lamentate pe le vocazzioni…
    le chiese vòte…‘N vòjo dì…’N ‘sia mai!
    Ma si ‘n cammiàte, avòja a ddì orazzioni!

    State a svénne la Fede,
    e poi…piagnéte si uno nun ve crede?
    Si pe vojjàrtri, “fede” è ‘n’antra cosa,
    e cioè…’na moda sempre più vojôsa…

    Armando Bettozzi
    11 Giugno 2017

  3. PREGHIERA FATTA!
    Purtroppo lontano dalla Cattedrale di Reggio Emilia. Non è stato annunciato ma mi pare che l’ingresso alle chiese locali sia stato vietato alla processione, nei fatti non gradita al clero locale (vescovo o suo vicario di sicuro assente e mi sembra che nemmeno ci fosse qualche semplice prete della diocesi di Reggio Emilia).
    Pochi sacerdoti “di fuori” presenti, ma più fedeli di quanto mi aspettassi e con un’età media gradevolmente bassa (direi sui 35-40 anni): diversi giovani genitori erano con loro bambini.
    E molto piacere mi ha fatto che i pochissimi stendardi a seguito dei sacerdoti fossero con la Madonna di Guadalupe.
    Ho la fondata speranza che l’Onnipotente abbia gradito la processione.

    1. La vicenda rafforza la mia convinzione che sarà un piccolo gregge di fedeli a preservare l’integrità della fede e a sancire il trionfo definitivo del Cuore Immacolato di Maria.

      Resta da vedere il modo con cui questo avverrà e il prezzo che ci sarà da pagare in termini di eresie, abomini e oltraggi al Signore e a sua Madre, dei quali saremo chiamati a rispondere.

      Il fatto che, come lei riferisce, l’età media dei partecipanti sia sorprendentemente bassa può lasciar sperare che non tutto ancora sia perduto e che la perseveranza nella preghiera possa evitare alcune amarezze, accelerando la vittoria del Signore e scampando aspri castighi (parola bandita dai sacerdoti modernisti ma ben presente nelle Scritture e nelle apparizioni della Vergine Santa).

      È un’opera che richiede costanza e applicazione indefessa, anche perché non penso che il Cielo possa continuare a tollerare a lungo certe nefandezze e, dall’altro lato, l’umanità prosegue nella sua opera di auto distruzione, di fatto auto-castigandosi.

      1. @BrokenOutInLove

        “… Il fatto che, come lei riferisce, l’età media dei partecipanti sia sorprendentemente bassa può lasciar sperare che non tutto ancora sia perduto …”

        Senza alcuna originalità (perché a questo ci portano fin dall’inizio del Cristianesimo le Sacre Scritture e la predicazione apostolica) concordo con quello che lei osserva:
        per gli individui che hanno apostatato e non hanno alcun interesse a chiedere perdono la residenza permanente al calduccio al Pianodisotto è una certezza scritturale, ma a livello dell’umanità non tutto è perduto! La Misericordia Divina aspetta solo la sincera volontà di conversione e penitenza di qualcuno per moderare ed abbreviare il tempo del giusto castigo.

        Riguardo alla partecipazione a quella processione a Reggio Emilia non creda che ci fossero migliaia di ventenni che dicevano devotamente il Rosario in latino: però è andata meglio di quanto io temessi.

        Personalmente non ho mai frequentato quei gruppi cristiani molto affezionati alle tradizioni pre-Vaticano II (“tradizioni” intenzionalmente in minuscolo non per sminuirle, anzi!, ma giusto per distinguerle dalla Tradizione dottrinale che deve essere necessariamente comune a tutti i cristiani cattolici che cerchino di vivere coerentemente al loro nome) entro i quali è nata la lodevole iniziativa della processione e temevo che la maggioranza dei partecipanti fosse in età da pensione.
        Invece fra i 600 ed oltre (mia stima in base alla lunghezza di circa 200 metri della processione) partecipanti, oltre a qualche bambino e giovanotto, c’erano parecchi nella fascia di età 30-50 anni.

        Azzardo una previsione: se ci fosse stata non dico (perché sarebbe umanamente troppo pretenderlo con l’attuale governo temporale della Chiesa) l’organizzazione a cura della diocesi di Reggio Emilia, ma almeno una “non-ostilità”, con l’informazione sulla processione lasciata circolare con reale “neutralità” nelle parrocchie della zona, i partecipanti sarebbero stati alcune migliaia in più (la diocesi di Reggio Emilia giustamente rivendica un grande successo di partecipazione popolare la stimata presenza di circa cinque mila persone alla recente processione per la consacrazione della diocesi alla B.V. Maria).

        La mia opinione è che molti cristiani che comunque erano venuti a sapere della processione e che sentivano giusto chiedere pubblicamente perdono al Signore, alla fine non hanno partecipato “per non andare contro al vescovo”.

  4. La dottrina è chiara ma l’omoeresia dilaga. Le diocesi sono piene di sacerdoti omosessuali che praticano la omosessualità e che si ritengono nel giusto.

    Ed è verosimile pensare che in Confessione dicano al penitente “di non preoccuparsi: Dio è felice quando tu godi”.

    Il problema è serio, molto serio. E nessuno si muove per affrontarlo.

  5. Guardate che già nell’anno 2000, l’anno del Giubileo, quando ci fu il gaypride a Roma, interpellando un pretucolo salesiano dell’UPS su un’iniziativa di riparazione, costui rispose: “E perché?”. Evidentemente le stupidaggini sono merce corrente tra il clero. Lo stesso clero che poi, quando incontra un giovane laico serio e preparato, lo prende in giro e gli dice di andare dallo psicologo.

    1. @Igino

      A livello disciplinare nel clero riuscì a fare poco, anche quando non era ancora vecchio e malato, anche San Giovanni Paolo II, che sicuramente è criticabile per alcune scelte di politica ecclesiastica che crearono equivoci o peggio ma che aveva un carattere forte e una rocciosa fede nei Comandamenti.

      Il marciume morale diffuso con percentuali non trascurabili nel clero (nominalmente) cattolico è di vecchia data: oggi di fronte a una probabile riduzione della pedofilia sembrano in crescita altre immoralità che i corrotti cercano di declassare a quisquilie.

  6. @wp_7512482
    (comunicato come riportato da http://www.totustuus.it/ )
    Durante i giorni in cui sono stato assente da Reggio Emilia per la preparazione e lo svolgimento dell’assemblea della Conferenza Episcopale Italiana, ho seguito naturalmente, anche se da lontano, le cronache reggiane, che hanno parlato di tensioni e incomprensioni all’interno della nostra Chiesa, talvolta anche enfatizzate e usate dalla stampa per dare un’immagine negativa della comunità ecclesiale.
    Ho ricevuto lettere ed inviti, anche pressanti, perché intervenissi, in un senso o in un altro. Ho preferito tacere, perché quando c’è confusione le parole del vescovo possono essere anch’esse utilizzate per aumentarla.
    Tacere non è sempre pavidità, talvolta è necessario farlo, come ha fatto Gesù davanti a Erode e Pilato (Gv 19,8-9).
    Poi viene il momento per parlare. Come ci insegna Qoelet, c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare (Qo 3,7).
    La prima annotazione, che è una preghiera, scaturita dall’esperienza di questi giorni, è che la nostra Chiesa deve molto maturare nella coscienza e nell’esperienza della comunione. Ogni presbitero, diacono, persona consacrata e laico, quando parlano, rilasciano un’intervista o intraprendono un’iniziativa che coinvolge la Chiesa, devono riflettere sul fatto che le loro parole ed azioni hanno ripercussioni su tutta la comunità.
    Certo, ciascuno può, entro un determinato limite, agire sotto la propria responsabilità, ma la carità richiede sempre, se non vuole essere un puro nome, dialogo e confronto con chi nella Diocesi ha il carisma del pastore.
    Per quanto riguarda in particolare le iniziative di queste settimane, sono contento che persone con orientamento omosessuale si trovino a pregare sotto la guida di un sacerdote e con la partecipazione di altre persone. Questa proposta non deve avere nulla a che fare con l’adesione a quei gruppi Lgbt che rifiutano e irridono la dottrina della Chiesa.
    Allo stesso modo, non mi è stato chiesto nessun permesso di iniziare una processione dal sagrato della Cattedrale in riparazione alla giornata del “Gay pride”. Pure in questo caso, i fedeli cristiani hanno tutto il diritto di trovarsi a pregare, anche pubblicamente. Tutto ciò avviene già la sera della solennità del Corpus Domini o è accaduto recentemente per la bellissima occasione che ha visto 5 mila persone radunarsi nella piazza della Cattedrale per la consacrazione della Diocesi al Cuore Immacolato di Maria, evento purtroppo oscurato, nei mezzi di comunicazione, da tutte le polemiche di questi giorni, ma non penso nei cuori dei fedeli.
    Per quanto riguarda coloro che provano un’attrattiva sessuale nei confronti di persone dello stesso sesso, richiamo la dottrina della Chiesa riaffermata nel recente Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2357-2359) e nella stessa Esortazione apostolicaAmoris Laetitia (n. 250-251). Ogni persona ha uguale dignità, qualunque sia il suo orientamento sessuale e merita il rispetto di tutti. Deve perciò essere accolta «con rispetto, compassione, delicatezza» (CCC 2358).
    Cosi non è stato talvolta in passato. È giusto perciò che la società e i credenti chiedano scusa a quanti hanno eventualmente disprezzato o messo in un angolo. Nessun atteggiamento anche solo di scherno va tollerato. «A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione» (CCC 2358, ripreso in AL 250).
    Nello stesso tempo, le persone con orientamento omosessuale «sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione» (CCC 2358).
    Mentre ribadisco con convinzione l’affermazione del Catechismo che sostiene che «gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati» (CCC 2357), sottolineo tuttavia che questo non significa un giudizio sulle persone, ma una doverosa chiarezza riguardo al bene e al male, che è un servizio al cammino stesso del popolo cristiano.

    + Massimo Camisasca
    Vescovo di Reggio Emilia e Guastalla

    1. In quanto Vescovo immagino lei conosca bene il capitolo primo della Lettera di San Paolo Apostolo ai romani. Se poi la “chiesa” relativista, modernista, improvvisatrice crede di manipolare le nostre coscienze e rifilarci “verità”diverse da Quella delle Scritture bè, per quanto mi riguarda ha sbagliato i suoi conti! Sia Lodato Gesù Cristo, la saluto così anche se pare non sia più di moda, meglio un mondano, politicamente corretto, superficiale “buongiorno” “buona sera” “buon pranzo”….. che pena che squallore che tristezza sua eccellenza…. chissa’ se possiamo osare ancora chiamare così i nostri “pastori”! Giusy

  7. @wp_7512482
    HA PARLATO (sembra) IL VESCOVO DI REGGIO EMILIA
    I FEDELI HANNO DIRITTO DI PREGARE PUBBLICAMENTE

    dico “sembra” perché sul sito della Diocesi di Reggio Emilia NON ho trovato fino ad ora traccia del comunicato del vescovo Camisasca riportato,isieme a commenti della redazione, con titolo “Gender Diktat: : Gay pride e processione: parla Mons. Camisasca” in data di sabato 27 Maggio su questo sito:
    http://www.totustuus.it/

    Fino a prova contraria io ritengo il comunicato autentico poiché quel sito è di solito vicino ai vescovi dell’ Emilia-Romagna e critico di possibili esagerazioni di qualcuno fra i cattolici.
    Temo che la critica di quel sito risulti a sua volta esagerata nei toni, come in un polemico articolo pubblicato in data 24 Maggio contro gli “ambienti lefrebviani” che avrebbero promosso quella preghiera pubblica riparatrice aReggio Emilia, ecc. ecc. … leggete e fatevi un’idea: in quell’articolo “Chiesa: Reggio Emilia: una processione controproducente” io constato una posizione di Totus Tuus rischiosamente vicina alla papolatria e il tristemente frequente comportamento da polli di Renzo fra i 4+4 gatti cattolici, con i 4 gatti di una fazione “più cattolica” che poco misericordiosamente massacrano i 4 gatti di un’altra fazione “più cattolica”.

    Tornando all’argomento del comunicato del vescovo, mons. Camisasca mi sembra che scriva saggiamente, con prudenza dettata dalle circostanze politiche e dal rispetto dovuto alle persone coinvolte, proponendo moderazione nelle forme delle diverse iniziative ma ribadendo il magistero cattolico ortodosso.

    In un mio post separato proverò a riportare il comunicato originale.

  8. Carissimi Fratelli e Sorelle (un tempo avrei Compagni e Compagne),
    finché leggo interventi forti e spessissimo competenti come quelli che scrivete, non mi sento perso. Siete in gamba, combattivi, veri soldati leali. E amate la Vera Via.
    Abbiamo la fortuna di non essere soli: abbiamo i cardinali Caffarra, Negri, eccetera e perfino Sarah, africano. Africani che hanno preso a pesci in faccia Obama che proponeva anche laggiù LGBT… L’Africa cattolica è una nostra garanzia per il futuro: aiutiamo la Chiesa africana con preghiere e finanziamenti!
    Qui, abbiamo sacerdoti convinti e leali, alcuni dei quali si espongono contro l’eresia, apertamente.
    Noi possiamo ancora scegliere i nostri Pastori, dai cardinali, ai vescovi, ai parroci.
    A Reggio Emilia direi al vescovo: “Non sei più il mio vescovo. Me ne vado da un’altra parte, da un altro Vescovo, da un altro parroco a respirare l’aria del Cristo e dello Spirito….
    Oggi, continuo ancora a dare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica, come ho fatto, per rispetto del clero fedele, il mio clero. Pronto a difenderlo dai satanisti e dagli eretici che si nascondono nella chiesa cattolica… Con la preghiera e apertamente, come molti fanno.
    Noi, quaggiù nel Maceratese, abbiamo un sacerdote, don Felice.. Abbiamo un parroco, don Fabio… Guai a chi ce li tocca: siamo in pochi, ma molto uniti: guai a chi ce li tocca!
    Non è la prima volta che la Chiesa Cattolica ha avuto nemici: io ero un suo nemico… Ed eccomi qui, dopo la mia invocazione allo Spirito, che poi mi ha tracciato la strada tortuosa, ma utilissima, da seguire. E continua ancora oggi. Attimo dopo attimo. Ma sta sempre a me – diventato “simile ad uno di loro” – di scegliere da che parte stare… E poi, ho le Scritture, ho il Catechismo.. Che bisogno ho della chiaroveggenza? Se segui le Scritture e il Catechismo, hai già la chiaroveggenza. Molto più sicura di quella che hai a disposizione, che a volte di fa vedere fischi per fiaschi. Devi, però, seguire le Scritture e il Catechismo!
    Mi chiedo sempre: sarò fedele fino alla fine? Scapperò per paura, come gli Apostoli?
    Eppure, oggi c’è gente che non scappa. Che altrove si fa uccidere e crocifiggere per il Cristo, il nemico dei satanisti.
    Dovremo affrontare il martirio?… Ne avremo la forza?… Ne saremo degni?… Sarà necessario?… Sì, sarà necessario, se oggi non ci organizziamo, non ci coordiniamo, non ci battiamo.
    Un santo monaco cistercense mi dice sempre che saremo costretti alle catacombe… Io non voglio andare nelle catacombe…
    Ci abbiamo messo duemila anni ad avere una Chiesa espansa e con un solo Papa e non possiamo distruggere l’edificio per andare nella confusione dottrinale, a dover controllare ogni vescovo e il frutto della sua mente…
    Ma non ce la facciamo con le sole nostre forze a mettere la barra verso il porto sicuro. Affidiamoci totalmente allo Spirito Santo, che ci traccerà la via verso il Regno futuro di questo mondo e dell’altro.
    Vi voglio bene, miei cari… E la Forza dello Spirito sia con voi.

  9. Io veramente l’ho difeso e ho chiesto Preghiere per Lui e anche ho chiesto che chi può faccia luce in ogni modo sui motivi veri delle Sue dimissioni.

  10. Scusate se divergo un poco dall’argomento:
    trovo del tutto sconvolgenti (questo è l’effetto su di me) le parole su Benedetto XVI.
    Non solo non lo si difende dall’incredibile attacco sferrato da quel professore di teologia ma, in modo sibillino, si confermano quelle accuse!

    Arrivare a dare la colpa a lui di quanto sta avvenendo nella Chiesa mi pare davvero eccessivo.

    Ora comprendo perché nessuno (anche in questo blog) ha ritenuto di dover intervenire a difesa di Benedetto XVI che, per inciso, è colui che assieme a Giovanni Paolo II ha guidato la Chiesa dal post-Concilio a qualche anno fa proteggendoLa dalle insidie e dalle eresie.
    Mi pare veramente ingeneroso, oltre che ingiusto, nei suoi confronti!

  11. poveri giovani di Reggio, nella mani di don Goccini. E chi sa quanti ce n’è come lui, in Italia.

    1. @Pier Luigi
      Già, i giovani a Reggio vengono (de)formati, come forse direbbe mons. Negri, alla “fede nel Nulla”.
      I giovani nelle parrocchie, non tutte grazie a Dio, guardano Harry Potter, festeggiano Halloween, cantano, ballano, suonano, festeggiano, e non ne vedi uno in chiesa a pregare… dico uno.
      Ovviamente tutti a fare la Comunione senza confessione, ovvio, tutto Misericordia, zero Peccato, ah, dimenticavo, li ho visti fare anche yoga!

  12. Io sono di Reggio Emilia e vi assicuro che Sua Ecc. Massimo Camisasca è stra d’accordo con la processione, credetemi, solo che in questa Chiesa della Tenerezza, se solo lui si azzardasse ad appoggiare una preghiera pubblica contro il peccato di sodomia, che purtroppo tanti ne manda all’inferno, lo spedirebbero immediatamente nel Pacifico con Burke.
    In quanto Vescovo veramente Cattolico è tenuto sotto controllo a vista dagli esponenti della chiesa EreticoKasperiana, che a Reggio Emilia sono in grandissima maggioranza e deve continuamente fare esercizi di equilibrismo per dire e non dire, per far capire senza troppo apertamente mostrare, altrimenti anche l’ultimo Vescovo Cattolico dell’Emilia Romagna, al pari di mons. Negri, sarebbe annientato dal fuoco della misericordia.

    1. Speriamo che sia come dici tu, caro Gregorio.

      Ma se anche così fosse è confortante rispetto alla posizione di mons. Camisasca ma assolutamente preoccupante per la situazione complessiva di una Chiesa in cui un Successore degli Apostoli viene ritenuto “retrogrado” ed addirittura attaccato dai Confratelli per essere fedele al Vangelo di Gesù Cristo.

      E in cui un professore di un Ateneo Pontificio può impunemente attaccare maldestramente Benedetto XVI “reo” di esistere, parlare e risiedere in Vaticano.

      [ad oggi non mi risulta che alcuno lo abbia difeso]

      1. Non solo nessuno ha difeso purtroppo, il Santo Padre Benedetto, viene anche accusato da alcuni di aver causato il disastro bergogliano con le Sue dimissioni. Aiutiamoli facendo uscire la verità sullo scellerato conclave 2013! E Preghiamo per Lui. Giusy

        1. @Giusy

          Forse ho scritto anch’io qualche commento che potrebbe essere interpretato come l'”accusa” da lei citata.

          Vorrei chiarire che nel mio caso (e suppongo anche per molti altri) più che di una dura accusa è una constatazione di una correlazione storica oggettiva.

          Dal punto di vista di un uomo qualunque contemporaneo:
          1) appare che Benedetto XVI sia scappato davanti ai lupi;
          2) è un fatto storico che proprio l’abdicazione di Benedetto XVI ha dato l’opportunità alla maggioranza dei cardinali di eleggere nel 2013 Bergoglio. Ovviamente NON cìoé un rapporto di causa-effetto: mica l’ha scritto su carta bollata lo Spirito Santo che dovesse essere eletto necessariamente Bergoglio! La colpa è dei cardinali che invece di ascoltare lo Spirito Santo hanno ascoltato qualche altra cosa.

          Perché Benedetto XVI abbia fatto quello che ha fatto forse sulla Terra lo sa solamente lui stesso.
          Tengo viva la speranza che un domani qualcuno potrà riconoscere un valore provvidenziale negli straordinari eventi ecclesiastici di cui noi siano stati testimoni.

          Abbiamo e stiamo pregando in tanti per Benedetto XVI: probabilmente però siamo troppo pochi e non abbiamo abbastanza fede nell’Onnipotente. Cerchiamo di fare meglio.

    2. Scusa Gregorio, nel tuo discorso è come se dicessi: lui è cattolico tutto d’un pezzo ma non lo deve dimostrare perché lo fanno fuori giusto? E’ come se i martiri avessero detto: se ci fanno fuori poi chi rimarrà di cattolico?????

      1. @Mary

        Evidentemente NON è “tutto d’un pezzo”: però è pure evidente da fatti recenti che è migliore di tanti suoi confratelli vescovi nella testimonianza della Fede Cattolica.

        Aiutiamo mons. Camisasca: qualche preghiera per lui, qualche nostro sacrificio offerto al Signore per implorare di fortificare il Suo (NON del papa regnante pro-tempore) vescovo.
        Penso che possa essere utile scrivergli anche privatamente qualche riga di apprezzamento ed esortazione a perseverare; io lo farò, costa solo un euro.

    3. Comprendo il travaglio personale si Sua Ecc. e non mi permetto di giudicare, specialmente fatti e persone che non conosco da vicino. Tuttavia mi lasci compiere un’osservazione a livello generale: ci sono stati figure gigantesche nella storia della Chiesa cattolica, che l’hanno resa grande proprio per aver sempre difeso la verità, anche a costo della vita, senza fare calcoli su ciò che avrebbero potuto perdere o acquistare.

      Faccio solo 4 esempi: San Giovanni Battista, Sant’Atanasio, San Pietro e Paolo. Queste figure gigantesche hanno dato la loro vita pur di diffondere la Parola e di difendere la Verità, anche a costo di rimanere isolati ed essere umiliati nel corpo e nello spirito. E se ne potrebbero citare anche altri. Il problema di questi tempi è proprio questo: ci sono fedeli e pastori traviati e altri che si trovano spiazzati e succubi di questa pseudo chiesa luteran-massonica-kasperiana.

      C’è una località in Brasile dove la Madonna appare da 30 anni. Pur essendo osteggiata dalla Chiesa vi sono frutti innegabili di grazia e di profezie realizzate, ultima quella dell’attentato a Manchester. Ebbene, nei suoi messaggi la Vergine sottolinea a più riprese due aspetti:

      1) Il silenzio dei giusti fortifica i nemici di Dio
      2) Molti chiamati a difendere la verità si tireranno indietro e la Chiesa rischia di tornare come ai tempi nei quali Gesù la affidò a Pietro. Ossia alla clandestinità

      Se proprio non crediamo alle apparizioni della Vergine Santa allora rifacciamoci al Vangelo: “Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile”.

      “Se qualcuno fa perdere la fede a una di queste persone semplici che credono in me, sarebbe meglio per lui essere gettato in mare con una grossa pietra legata al collo”.

      “Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del Vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna”.

      Ovviamente io non mi ritengo perfetto, anzi: faccio spesso i conti con queste parole e misuro la mia inadeguatezza. Non punto il dito verso nessuno, ma voglio dare il mio piccolo contributo alla ricerca della Verità.

      1. @Broker

        Sì, sono d’accordo, ma se osservi il Vangelo, Gesù dice “non è ancora giunta la mia ora” cioè l’ora del martirio, non tutte le ore sono uguali, lo stesso Gesù non si faceva prendere, come si legge in alcune scene, e non possiamo neanche dire che fosse così comprensibile nel parlare, visto che spesso lo faceva in parabole.
        Il Vescovo ha deciso di porsi in questa linea, tanto in Diocesi lo sanno anche i muri come la pensa.
        Arriverà anche la sua ora, non preoccuparti, e pure Camisasca lo sa..

        1. @Gregorio Rigoli

          Vero, potrebbe essere anche così, mi auguro che sia così (cioè che in questa particolare contingenza ciò che mons. Camisasca sta facendo sia il meglio umanamente possibile).

          Dalla Sacra Scrittura siamo invitati ad essere insieme ferventi e coraggiosi, prudenti e santamente astuti (rimanendo comunque confessori della Verità: se no faremmo come i nostri predecessori Ebrei, rimasti al solo A.T. ).

          Le preghiere già auspicate allora rivolgiamole allo Spirito Santo perché gli faccia ben capire qualche è il miglior comportamento da avere nelle circostanze contingenti.

        2. Ripeto, non voglio giudicare e puntare il dito nel caso specifico, non conoscendolo da vicino. Pregherò per questo vescovo, in ogni caso, in riferimento al “non è ancora giunta la mia ora”, direi che l’ora di Gesù è giunta sulla Croce e per noi è cominciato il momento della redenzione.

          Da quel momento ci è stata data la possibilità di guadagnare il Cielo seguendo le orme del Maestro, affidandoci alla sua Parola, che non sono più le tante norme dell’Antico Testamento, ma pochi e semplici precetti, quelli essenziali per vivere e amare alla maniera di Dio. Eppure noi, specialmente in questa epoca, continuiamo a tradire Gesù in vari modi. Allora, quando si vive in tempi simili, al discepolo può essere anche richiesto di seguirlo portando delle croci pesanti nel suo nome, soffrendo tanto ma guadagnando poi una ricompensa che nessuna mente umana può immaginare.

          Questo vale per tutti, fedeli e pastori, che hanno il grande onore e onere di guidare il gregge e a tal proposito ricordo che “a chi è stato dato tanto, tanto sarà chiesto”. Ho letto con attenzione anche il suo post riguardo i metodi d’insegnamento “misericordiosi” in parrocchia e l’aneddoto dello yoga mi ha fatto tornare in mente una locandina tragicomica che ho visto in un posto, per giunta caratterizzato anche da una robusta devozione.

          Ebbene in tale locandina c’era scritto, in maniera anche entusiasta, che si sarebbero tenute lezioni di yoga in una collinetta chiamata “Calvario”, essendo situate le stazioni della Via Crucis. Davvero fantastico…

          Inoltre, di recente ho avuto modo di vedere che è stato allestito un concerto rock sul sagrato di una chiesa. Capisco che questa band frequenti la parrocchia, ma penso si potesse trovare un altro posto e soprattutto avrei auspicato che le loro prove non disturbassero la recita del Rosario. In un’altra occasione il sacerdote, per promuovere la loro attività, durante la Messa ha annunciato trionfalmente che questo gruppo avrebbe suonato al concerto del 1 Maggio. Oserei dire un classico raduno di ferventi e devoti: questa è la chiesa di oggi…

  13. La sincera adesione di migliaia di fedeli, l’adesione -sebbene solo ideale- di una persona non cattolica, il plauso convinto del Cardinale Burke, di Mons. Antonio Livi…

    come non vedere i frutti della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria?

    Ah, se ogni città e diocesi lo facesse:
    vedremmo continui miracoli!

    L’Immacolata vincerà!

  14. Invece non ci resta proprio solo che Pregare….. soprattutto per la nostra Santa Chiesa Cattolica mai così duramente attaccata, con scientifica determinazione, dal Suo stesso interno. Giusy

  15. Tutta l’intervista del signor Goccini, e non solo la frase qui, è una serqua di scempiaggini alla moda. Purtroppo il signor Goccini è incaricato diocesano della pastorale giovanile; un potente motivo per tenersi i giovani cattolici a casa e non lasciarli nelle grinfie di tanto pastore.

  16. Caro dr. Tosatti,

    perché non sperare che, senza clamore, a titolo privato, vestito in semplice clergyman, mischiato fra i comuni fedeli, partecipi alla preghiera (un rosario!) anche il vescovo di Reggio Emilia? 🙂

    Qualche speranzina mi viene dalla notizia da lei riferita che il giornale della diocesi di Reggio Emilia ha pubblicato un’intervista a uno dei promotori della pubblica preghiera.

    Preghiamo il Signore perché rafforzi i successori dei suoi apostoli nella Fede nella Rivelazione e gli regali il coraggio necessario a testimoniarla pubblicamente con umiltà unita a chiarezza, senza dare priorità alla convenienza politica.

  17. “il pregare in riparazione dei peccati altrui sia un atto di presunzione”.
    Chissà dove a studiato teologia questo prete! Quindi, da Abramo che implora misericordia per i sodomiti (intendo gli abitanti di Sodoma) alla Madonna di Fatima che invita i tre bambini a pregare e fare penitenza per i peccatori, sono tutti presuntuosi!

    1. @flavio
      personalmente se questo giovane prete (e tutti gli altri come lui) si definissero sacerdoti della Chiesa Cristiano Luterancattolica Kasperiana non ci vedrei alcun problema nelle sue opinioni.

      Quando invece si presenta come prete della Chiesa Cattolica Romana, col compito fra l’altro di insegnare il vigente Catechismo della C.C., e percepisce lo stipendiuccio che deriva dalle offerte dei fedeli cattolici (viventi e trapassati) qualche problemino lo vedo 😉

      Speriamo che almeno sia un altro caso di “santa ignoranza”: avremmo maggiori probabilità di vedere esaudite le nostre preghiere per la sua conversione.

    2. Presuntuoso equivale a rigido.
      Ma siccome quest’ultimo termine è ormai abusato, si inventano nuovi termini in stile … “francescano”.

  18. Ecco qua, io sono cristiana evangelica ma se non fossi così geograficamente lontana chiederei a chi organizza la processione di poter partecipare. Dice il Signore tramite l’apostolo Giacomo 5: 19-20″ Fratelli miei, se uno di voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.” Cercare di avvisare i peccatori che la via che percorrono è un errore, e salvare le loro anime dalla morte seconda, è già una buona motivazione. In più è un atto di prevenzione poichè anche il resto della popolazione, dai 0 anni in su, ha in questo modo la possibilità di confrontarsi con il pensiero cristiano sulla famiglia, anzichè essere esposti alla dittatura gender ed al lavaggio del cervello che imperversa ovunque. Dalla scuola ai massa media. Vuol dire che, anche senza chiedervi il permesso pregherò per il successo spirituale e sociale della processione. Per quel che riguarda pastori timidi e laici che agiscono è bene considerare che Giacomo che esorta era il conduttore e i “fratelli” esortati ad agire erano membri di chiesa (laici nella Chiesa Cattolica) per cui il tutto è biblicamente fondato. Che il Signore vi benedica.

    1. @Valeria

      Brava! L’ecumenismo sinceramente cristiano, fra battezzati che per varie vicende si trovano in confessioni diverse, ma che ancora condividono la fede come proclamata dagli apostoli e formalizzata nei primitivi concili, ritengo che dobbiamo farlo così.
      Di fronte a un pubblico peccato, manifestamente contrario a quanto rivelatoci attraverso San Paolo e altri scrittori biblici, preghiamo l’Onnipotente perché ci perdoni e ci aiuti nella conversione.

      In una città qui vicino in una recente manifestazione pubblica in difesa del diritto alla vita e della famiglia, organizzata da laici cattolici in collaborazione con la diocesi cattolica e alcune comunità locali ortodosse e riformate, quelli che hanno pregato con più coraggio e semplicità evangelica l’Onnipotente per chiedere il perdono dei peccati e aiuto per la conversione sono stati dei pastori evangelici, in particolare un nigeriano appena arrivato in Italia, che nemmeno sapeva ancora parlare in Italiano.
      Mi è sembrato di sentir predicare San Pietro come negli Atti degli Apostoli.

  19. “un possibile attacco alla visione della nuova Chiesa del pontefice”

    Che significa “la nuova Chiesa del pontefice”? Spero questa affermazione sia solo frutto di ignoranza! Non esiste e non può esistere una nuova chiesa di questo o quel pontefice: esiste solo la Chiesa di Cristo guidata dallo Spirito Santo!
    Se il comportamento, le parole e gli scritti dell’attuale successore di Pietro dovessero dare l’impressione che siamo entrati in nuova chiesa sarebbe molto grave, anche perché non si tratterebbe di una chiesa nuova, ma di un’altra chiesa e questo fatto dovrebbe essere chiamato con il termine più appropriato di ‘scisma’.

  20. La frase di Don Goccini è disarmante ed estremamente pericolosa: quindi deduco che sulla Croce Gesù, pregando per i propri nemici e persecutori, stesse compiendo un atto di presunzione. E io che pensavo stesse redimendo i nostri peccati, mi sa che allora non ci ho capito niente. Scherzi a parte, ormai siamo all’istituzionalizzazione del relativismo.

    In questa vicenda credo che l’atteggiamento più grave non sia tanto quello dell’Arcigay e dei membri dei partiti politici che appoggiano il gay pride, essendo essi dei non credenti, quanto della Curia che “si trova tra incudine e martello”. La Chiesa degna di tale nome, secondo me deve stare nella posizione della difesa della Verità, a costo di essere dileggiata e perseguitata. Lo ha detto Gesù: “La vostra vita sia sì o no, il di più viene dal Maligno”.

    Inoltre, la cosa che offende maggiormente il Signore è la tiepidezza. Pur essendo una rivelazione privata credo sia meritevole di attenzione il fatto che Gesù abbia confidato a Santa Faustina Kowalska che i maggiori patimenti sulla Croce gli furono causati dalla tiepidezza delle anime.

    Volgendo lo sguardo al futuro credo che si andrà avanti di questo passo prima o poi si tornerà ai tempi dell’arianesimo, quando un piccolo gregge di fedeli e di pochi sacerdoti (tra i quali il grandissimo Sant’Atanasio di Alessandria) preservarono la fede dal dilagare dell’eresia. O se la situazione precipiterà ulteriormente, un domani potremmo anche tornare alle origini della Chiesa, quando i cristiani si riunivano in segreto nelle case di qualche fedele per celebrare il culto ed evitare le persecuzioni. Tale sorte potrebbe un giorno toccare a coloro che portano avanti delle istanze, ormai in procinto di essere messe al bando dalla (falsa) Chiesa.

  21. Poiché i pulpiti rimangono silenziosi in maggioranza, i laici sono autorizzati dalla Fede a scendere in piazza per “gridarlo sui tetti”. Per una volta che papa Francesco ha detto chiaro e tondo cosa ne pensa della cultura Gender, molti sacerdoti sono rimasti sordi e muti. Affari loro. Se la vedranno con Dio, la cui misericordia infinita si ferma di fronte alla loro dura cervice.

I commenti sono chiusi.