FINANZE VATICANE, RICICLAGGIO, IOR, BRŪLHART. UN’INTERVISTA A ETTORE GOTTI TEDESCHI.

Marco Tosatti

Crux, il sito web cattolico statunitense, pubblica un’intervista a René Brūlhart, presidente dell’AIF, l’Autorità di Informazione Finanziaria, l’istituzione competente della Santa Sede per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. In tale veste, l’AIF svolge le funzioni di informazione finanziaria e di vigilanza sia ai fini prudenziali, sia ai fini della prevenzione e del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. E’ certamente un evento che il presidente dell’AIF conceda un’intervista, in cui si parla, fra l’altro, della rimozione dall’incarico di responsabile dello IOR di Ettore Gotti Tedeschi. All’economista abbiamo rivolto alcune domande relative a quel periodo.

–       Lei conosce Brūlhart. Chi è professionalmente?

No, non lo conosco, ne ho sentito parlare solo poco prima che venisse coinvolto (come mi fu spiegato) nella revisione delle legge antiriciclaggio, che era stata firmata da Benedetto XVI a fine 2010. Per capire che ruolo potrebbe aver avuto (su indicazione della Segreteria di Stato) sarebbe sufficiente leggere le due o tre memorie che il Card. Attilio Nicora scrisse all’allora Segretario di Stato , per commentare, manifestamente preoccupato, le conseguenze del cambiamento di alcuni essenziali articoli della legge antiriciclaggio e soprattutto la modifica organizzativa che portava, di fatto, l’autorità di controllo (AIF), sotto l’autorità della Segreteria di Stato. Un amico mi ha commentato che è un peccato che mr. Brulhart rilasci queste dichiarazioni solo dopo la recentissima morte del card. Nicora, che così non può più commentare. Certo lo potranno fare vari documenti interni ed esterni alla Santa sede, oltre che altre persone, ma l’autorevolezza di un grande Cardinale come Nicora sarebbe stata (forse) più ascoltata per fare finalmente una riflessione, utile a Papa Francesco, su ciò che avvenne tra dicembre 2011 e gennaio 2012.

–       Chi ha deciso di nominarlo, e perché?

Son legato alla riservatezza che devo al ruolo ricoperto, posso solo dire che da persona di peso e prestigio mi fu suggerito di considerare i suoi servigi. Non lo ritenni necessario. Il perché può esser forse inteso andando a rileggere i Report di Moneyval, quello preliminare ed informale del novembre 2011, il pre-Report dell’aprile 2012 (fatto dopo il cambio della legge antiriciclaggio) e quello di luglio 2012. E forse sarebbe utile leggere le motivazioni di chiusura dei conti disposta da più banche che lavoravano con Ior.

–       Quale era la situazione allo IOR, e che cosa ha provocato a un certo punto il congelamento del sistema di credito?

Fino a gennaio 2010 la Santa Sede non disponeva ancora di una legge antiriciclaggio, di procedure antiriciclaggio e non era ancora stata strutturata una Autorità di controllo che garantisse che la legge fosse applicate secondo le procedure previste. Benedetto XVI stabilì che tutto ciò venisse realizzato in modo “esemplare” . Ciò venne iniziato e concluso nel 2010 . Il Santo Padre firmò il motu proprio il 31 -12-2010. Durante il 2011 la legge e le procedure vennero testate, a novembre 2011 l’Organo di Controllo appartenete all’OCSDE , Moneyval, analizzò le attività svolte , fece una valutazione, diede utili suggerimenti di perfezionamento.

–       Quali erano i rapporti con Brūlhart quando era presidente dello IOR?

Nessuno, come ho detto. Mi fu solo chiesto di dare una opinione sui servizi che poteva rendere alla Santa Sede. Poi me ne parlarono a lungo il Presidente dell’AIF e alcuni altri componenti della struttura, dopo il cambio degli articoli della legge. Sarei interessato a leggere una intervista in cui racconta cosa è successo tra giugno 2012 e marzo 2013.

–       Quali sono state le motivazioni che hanno portato alla sua rimozione dall’incarico, e che ruolo ha svolto l’AIF in esse, se ha avuto un ruolo?

L’AIF, presieduta dal card. Nicora , supportava completamente il processo che avevamo insieme avviato. Soprattutto supportava il completamento delle procedure di antiriciclaggio che stavamo applicando nell’Istituto con Deloitte,la società leader mondiale in questa attività. Certo AIF era preoccupato per alcune difficoltà con cui dette procedure venivano applicate. Fu proprio l’AIF del card. Nicora ad affrontare il problema del cambio della legge antiriciclaggio fatta in dicembre 2011 ed esprimere tutte le sue preoccupazioni in una lettera inviata al Segretario di Stato. (Parte di questa lettera fu anche misteriosamente pubblicata   su un quotidiano nel contesto del cosiddetto Vatileaks) ). Le conseguenze di queste preoccupazioni sulle conseguenze delle modifiche della legge provocarono progressivamente quella serie di avvenimenti che portarono anche alla mia cosiddetta” cacciata” (per cui implorai infinite volte una Commissione di Inchiesta che chiarisse gli avvenimenti) e successivamente alla rinuncia del Card. Nicora ( e di tutto il Vertice dell’Aif), poi sostituito da Brulhart .

–       Dall’esterno, ma con una profonda conoscenza dei meccanismi finanziari vaticani, come valuta la situazione attualmente?

Non so nulla più di quello che leggo sui giornali. Devo ammettere che le cose che mi interessano e preoccupano di più di ciò che avviene nella Chiesa, son ben altre. Ma se vengo interpellato, come accadde in una intervista del card. Pell, io rispondo immediatamente , continuando a ripetere la stessa domanda: perché non fu mai fatta una adeguata inchiesta interna su questi fatti, di cui, son certo, sia il card. Pell che il Santo Padre Francesco non sono a conoscenza?



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