BUONA PASQUA, ALEPPO! UN PROGETTO PER DARE DA MANGIARE A 1350 FAMIGLIE NELLA CITTÀ MARTIRE.

Marco Tosatti

Ora che i terroristi finanziati da Stati Uniti ed Unione Europea non sono più ad Aleppo l’interesse per quella città martoriata da una guerra crudele sui media occidentali e italiani è calato a picco. Ma gli abitanti che sono riusciti a resistere alle bombe, ai cecchini e soprattutto alle menzogne stanno ancora soffrendo. Si occupano di loro, mentre continuano le sanzioni contro la Siria, che puniscono non il governo ma la gente comune, i soliti cattolici. Che come giustamente rimarca il Papa spesso e volentieri hanno mille difetti; ma ogni tanto si danno da fare. E per Aleppo e la Siria, a differenza di altre iniziative, non ci guadagnano proprio niente.

Oggi vi parliamo di due nuovi progetti di “Aiutiamo la Siria! – Onlus”. E’ iniziata la raccolta fondi promossa da Aiutiamo la Siria! – Onlus per finanziare l’acquisto in loco e la distribuzione di 2,7 tonnellate di generi alimentari (oltre a più di 10.000 uova) destinate a 1.350 famiglie aleppine in occasione della Pasqua.

Il primo progetto, “Buona Pasqua, Aleppo!” sarà realizzato dai Fratelli Maristi operanti nella città siriana e prevede la distribuzione di 1.000 buoni acquisto ad altrettante famiglie (cristiane e musulmane) da utilizzare in alcuni negozi convenzionati; attraverso questa modalità la singola famiglia potrà recarsi a ritirare un Kg di carne (a sua scelta) e un kg di dolci. Ogni buono costa 10€.

Il secondo progetto, “Un paniere per Aleppo”  attraverso lo stesso sistema permetterà ad altre 350 famiglie individuate dalla locale chiesa armeno-cattolica di ricevere ciascuna, 1 kg di carne, 1 kg di formaggio oltre a 30 uova. Costo della singola fornitura, 13€.

I due progetti nati su suggerimento dei partner locali, intendono sostenere la popolazione di Aleppo che si trova ad affrontare una situazione drammatica, nonostante che da qualche mese i combattimenti siano terminati. C’è mancanza di acqua, mancanza di elettricità, perdita del lavoro e svalutazione della lira siriana che vale 10 volte meno rispetto all’inizio della guerra.

Alcuni generi alimentari sono quindi diventati inaccessibili alla maggior parte della popolazione, costretta ad un regime alimentare notevolmente impoverito. Inoltre, come ha scritto Padre Elias Janji prete armeno referente di AIULAS “questo progetto aiuterà la gente a festeggiare la Pasqua con un po’ di dignità”.

Il mese scorso invece era stato lanciato il progetto urgente “Riscaldiamo Aleppo” promosso da “Aiutiamo la Siria!” – Onlus e realizzato sempre dai Fratelli Maristi. Grazie ai fondi raccolti (7.700 €) sono state acquistate ad Aleppo e distribuite alle famiglie 700 stufe a gas che hanno permesso alla popolazione di affrontare l’inverno, quest’anno particolarmente rigido.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco. 

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

6 pensieri su “BUONA PASQUA, ALEPPO! UN PROGETTO PER DARE DA MANGIARE A 1350 FAMIGLIE NELLA CITTÀ MARTIRE.”

  1. un plauso -sincero- ai Fratelli Maristi.
    Ed un GRAZIE a Tosatti che rende nota la iniziativa: il bene va fatto nel nascondimento (o comunque senza “suonare la tromba”) ma è opportuno ed anzi doveroso che un giornalista ci informi di tali meritorie azioni.

    POSTLLA: oggi è il 18 marzo, vigilia di San Giuseppe

  2. Vero. Ottima iniziativa concreta. Da sostenere con il denaro, oltre che con la preghiera…
    Pure se alla violenza, soprattutto musulmana e anticristiana, non ci si può fermare alla “misericordia” e al propagandato “martirio”, soprattutto quando dall’altra parte c’è l’odio religioso e la volontà di massacrare cristiani che, invece, vogliono rimanere in vita. Quindi, quando sono abbandonati dalla politica e dalla difesa militare, sono necessarie armi ai cristiani per difendersi!
    In Congo e nel Sud Sudan ho vissuto, molti anni fa, l’esperienza della violenza dei Simba sui coloni, sui missionari e le popolazioni civili e dei nord sudanesi musulmani sulle popolazioni sudiste cristiane. Solo le armi potevano difendere quelle popolazioni civili, come pure i bianchi nel Congo. In cui i 500 mercenari del 5 e 6 Commando sconfissero i 20 mila Simba foraggiati dai Comunisti e dai Cubani del Che Guevara, salvando così migliaia di bianchi e centinaia di migliaia di neri congolesi.
    Solo con le armi potevamo difendere i sud sudanesi dal genocidio nord sudanese musulmano. E così lo facemmo…
    Purtroppo, oggi, due rinnegati alti ufficiali del Fronte – che ai miei tempi erano dei ragazzi – stanno facendo una guerra tribale per il potere, che significa soprattutto bella vita ed enorme conto in banca… I miei amici del Fronte di Liberazione del Sud Sudan sono dunque morti invano?
    Sono molto preoccupato per il futuro dell’Occidente e della sua civiltà giudaico-cristiana. Soprattutto perché abbiamo una pseudo Sinistra, da sempre nemica del Cristianesimo e ormai succube delle Logge angloamericane, che guarda imperterrita all’avanzata dell’Islam in Europa e alla invasione africana, che giunge da noi con la sua cultura tribale e le sue pericolose magie elementali: una invasione organizzata dai nemici della nostra civiltà.
    Ciò che è successo in Siria potrebbe accadere qui da noi. Non ricordate ciò che avvenne ai secolari territori cristiani della Serbia, e alla stessa Serbia, quando decisero di mettere quei territori cristiani nelle mani dei musulmani?
    Forse aspetteranno che il ventre delle musulmane conquisti democraticamente l’Europa. Forse – non dimenticando le sconfitte di Lepanto e di Vienna – non aspetteranno…
    Come fanno arrivare decine di migliaia di rifugiati, bene in carne, che fuggirebbero da guerre e carestie (una bugia pure da ambienti cattolici, della quale non saremo perdonati), così pure potrebbero fornire migliaia di kalashnikov alle masse musulmane, per destabilizzare l’Italia.
    Fino a quando faremo parte della Nato e dell’Occidente, non faranno tentare nulla. Solo se cercheremo di salvare la nostra identità, tenteranno di renderci instabili con la violenza anche nel convivere civile, come lo stanno facendo con l’economia. Pur di renderci ancora sottomessi e prossimi alla realizzazione del Piano Kalergi…

    1. Mi associo a lodare l’iniziativa ricordata da Marco Tosatti.
      Per quanto riguarda il futuro dell’Occidente e della sua civiltà giudaico cristiana, caro Giorgio Rapanelli, stai sereno perchè:
      1) Le radici giudaico-cristiane non esistono più da lunga pezza.
      2) L’Occidente è un cadavere in avanzato stato di putrefazione e i mussulmani, quando avranno finito di arrivare, sentiranno una puzza tale che ci seppelliranno velocemente.
      Auguri alle nuove generazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *