AMORIS LAETITIA. FATE VOBIS ERA UN BUON VESCOVO, SI DICEVA. MA NON SI PARLAVA DI PAPI…

Marco Tosatti

“Fate vobis era un buon vescovo” mi dicevano i miei vecchi. Intendendo dire: che ciascuno faccia come gli pare. Mi è tornata in mente questa frase d’altri tempi leggendo diverse notizie di questi giorni legate all’Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica pubblicata dopo i Sinodi sulla Famiglia, che ha suscitato interpretazioni diverse e contrastanti, da cui sono nati i “Dubia” dei quattro cardinali primi firmatari, a cui se ne sono aggiunti in forme e contesti diversi molti altri. “Dubia” inviati al Papa, come è giusto; a cui però non ha risposto, e ormai sono passati sei mesi.

E le notizie di cui si legge anche in questi giorni fanno riflettere che non sarebbe male che trovasse qualche minuto – non ce ne vogliono molti – per rispondere con un “sì” o con un “no”, facendo uscire dalle ambasce tanti cattolici, e dall’ambiguità delle interpretazioni multicolori quella che dovrebbe essere una linea di condotta unica per la Chiesa, dall’Alaska alle Fiji.

“Né lassismo, né rigorismo”, è la linea indicata dal Papa nell’Esortazione post-sinodale Amoris Laetitia, dice in un’intervista al SIR mons. Pio Vito Pinto, il Decano della Rota. Che è un bello slogan, ma in pratica non aiuta molto. Anzi, neanche un po’. Anche se mons. Pinto, quello che aveva accennato e poi corretto alla possibilità di sberrettamento dei quattro cardinali da parte del Papa, cerca di appoggiarsi sull’aperturista cardinale di Vienna: “Come ha detto il cardinale Schönborn durante il nostro corso, tutti gli “ismi” sono sbagliati, specialmente in un campo delicato come quello delle situazioni di difficoltà delle famiglie. Per questo bisogna uscire dal piano delle idee astratte e incarnarsi nella tessuto concreto della comunità: a differenza di uno specialista – come un membro dei tribunali, o di un docente di diritto canonico – il parroco è in grado di individuare gli “ismi” che potranno impedire lo sviluppo, o hanno creato il fallimento, nella coppia singola che ha di fronte, e la prova essenziale è nei fatti”

Poi c’è la Radio vaticana, che proprio ieri ricorda che “La Conferenza episcopale di Malta ha elaborato le linee-guida per l’applicazione del capitolo ottavo dell’Esortazione apostolica “Amoris Laetitia” siglata da Papa Francesco nel 2016. Intitolato “Accompagnare, discernere e integrare la fragilità”, il capitolo è dedicato alle coppie che vivono situazioni irregolari, con “un invito – sottolineano i vescovi maltesi – alla misericordia ed al discernimento pastorale, alla luce delle varie realtà sociali” attuali. In particolare, mons. Charles Scicluna e mons. Mario Grech spiegano che le linee-guida, destinate ai sacerdoti, avranno lo scopo di ‘accompagnare’ le coppie in difficoltà verso una maggiore “consapevolezza della loro situazione, alla luce degli insegnamenti di Gesù”. ‘È un messaggio rilevante – scrivono i presuli – per le coppie e le famiglie che si trovano in situazioni complesse, soprattutto quelle separate, divorziate o in nuova unione’. Sono persone che ‘non hanno perso la speranza in Gesù, sottolinea la Chiesa di Malta. Alcune di esse desiderano ardentemente vivere in armonia con Dio e con la Chiesa e ci interpellano per sapere cosa fare per ricevere i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia’. Di qui, l’invito di mons. Scicluna e mons. Grech affinché tali coppie chiedano l’aiuto di un assistente spirituale, che le accompagni in questo loro percorso: ‘Abbiamo il dovere – si legge nel documento – di esercitare l’arte dell’accompagnamento’ e di diventare una fonte di fiducia, speranza e inclusione per coloro che chiedono di vedere Gesù, in particolare per quelle persone che sono più vulnerabili”, “in uno spirito di autentica carità’”.

E’ un discorso più sfumato, rispetto al testo originario, di qualche settimana fa, in cui alla fine si affidava alla coscienza dei singoli interessati l’opzione finale: eucarestia sì, eucarestia no.

E poi c’è la notizia che l’arcivescovo di Ottawa, Terrence Prendergast, ha deciso di sostenere il documento emesso nel settembre 2016 dai vescovi dell’Alberta, in Canada, in cui si definiva “erroneo” per i cattolici divorziati e risposati ricevere l’eucarestia. Prendergast lo ha descritto come “una guida su come accompagnare le famiglie con compassione e attenzione pur mantenendo l’insegnamento immodificabile della Chiesa sul sacramento del matrimonio e l’eucarestia”. Le linee guida, emanate per l’Alberta e i territori del Nord Ovest, ricordano che “può accadere che attraverso i media, gli amici, la famiglia, le coppie siano portate a credere che c’è stato un cambiamento nella pratica della Chiesa, così che ora sia possibile per persone divorziate e risposate civilmente ricevere la Comunione, semplicemente se hanno una conversazione con un prete. Questa opinione è erronea”. I vescovi devono accompagnare quelle coppie “in un cammino di guarigione e riconciliazione”, e a consultare un tribunale matrimoniale. E se non possono o vogliono separarsi dovranno vivere in castità come fratello e sorella.

Cattolici sono a Malta, cattolici a Ottawa, cattolici a Vienna e cattolici nell’Alberta e nei territori del Nord Ovest. Come si fa a non vedere che una risposta chiara, valida per tutti, è necessaria e urgente? Sarebbe un gesto di grande, reale, misericordia. “Fate vobis era un buon vescovo”. Ma non si parla di papi…



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39 commenti su “AMORIS LAETITIA. FATE VOBIS ERA UN BUON VESCOVO, SI DICEVA. MA NON SI PARLAVA DI PAPI…”

  1. Sbaglio o la vaticana ha pubblicato insieme al commento di Coccopalmerio un altro commento si altro eminente porporato? Card. Sistach?
    Leggete….

  2. Se un matrimonio è valido, non si può assolutamente fare appello all’ignoranza.
    È assurdo!

    Se un coniuge è convinto che il matrimonio non sia valido, ma non lo può dimostrare, se la Chiesa dopo discernimento gli crede e gli dà l’Eucaristia gli accordi per coerenza pure la Nullità.
    Così non ci sarà peccato!

    Non mi si venga a dire che ci sono rapporti adulterini in cui uno dei due soggetti è costretto dall’altro ad andare a letto, pena separazione.. Prima di tutto è un ricatto..
    Poi meglio lasciarsi o peccare?
    E i figli? Ai figli ci pensa il Signore che aiuta sicuramente chi fugge il peccato!

    La Comunione ai divorziati risposati (adulteri)
    non regge assolutamente all’esame della ragione, della Rivelazione e quindi del vero Amore di Dio!

  3. Leggo i vostri commenti e condivido il senso di disagio.
    A me piacerebbe che qualcuno mi spiegasse, posto il dato che il Papa non può errare, come mai Papa Giovanni Paolo II trattava il caso dei divorziati risposati con soluzioni diverse da quelle di Papa Francesco.
    Ovvero:

    1 Entrambe le soluzioni sono vere?
    2 Uno dei due si sbaglia?
    3 La pastorale è infallibile ma rispetto al contesto storico?

    Al parroco di cui parlate nei commenti precedenti semplicemente porrei questa domanda.

    1. Diciamo che per logica è come dicono il Cardinal Caffarra e Monsignor Livi:

      – se dico che ” S è P ” e poi dico che ” S non è P ” la seconda proposizione non approfondisce la prima, ma la contraddice.

      Bergoglio e Schoenborn invece affermano che ” S non è P ” è un approfondimento, quindi negano la logica.
      Negando la logica, non puoi fare con loro un ragionamento logico, filosofico, teologico, quindi non puoi trovare una soluzione vera.
      Ma solo empirica.
      Valida qui e ora, ma li è domani non più.

      Lo stesso Giovanni che ha rivelato che ” Dio è Amore ” ha anche rivelato che il ” Logos si è fatto carne “, il Logos è ragione, pensiero, ma la nuova teologia rinnega la riflessione, è tutta emozione, è tutta un sentire senza capire, a immagine e somiglianza non di Dio, ma del mondo moderno.

      Se tu dici loro che necessariamente se una è vera l’altra è falsa, ti accusano di essere un esperto del Logos!
      E ti dicono che se ragioni col cuore, perché Dio è solo Misericordia, sono vere entrambe.
      Apriti di dicono, l’importante è camminare…. sì, ma verso quale meta?

    2. La logica è una cosa superata, da rigidi tomisti. I gesuiti invece insegnano due cose: due più due puo fare cinque (lo dice Spadaro il gesuita portavoce papale), e se il papa dice che il bianco è nero, allora il fedele deve credere che il bianco è nero, altrimenti manca il sentire cum ecclesia e merita il commissariamento.
      La ragione è roba da farisei, il vero fedele deve credere a tutto che fuoriesce dalla bocca del Vicario e fedelmente riportato dall’Osservatore Romano, Repubblica, Vatican Insider, Il Mio Papa, i Tiggì, Famiglia Cristiana… tutto il resto sono fake news, maligni attacchi contro l’umile profeta e riformatore dei Tempi Nuovi, come non si è mai visto da 2000 anni ad oggi

      1. Ho letto.
        Il punto è, se avete letto ad esempio l’ultima dichiarazione del Cardinal Coccopalmerio su la nuova bussola, lui sostiene che se pur non volendo farlo non si può far altro che avere rapporti sessuali allora si può accedere.
        Il punto è che Giovanni Paolo II diceva il contrario.
        Affermava che si può non lasciare il compagno per il bene della prole ad esempio, ma non avere rapporti con lui.
        Ora semplicemente :
        Uno dei due Papi si sbaglia?
        Nessuno dei due?
        Può essere che si sia costretti a peccare?
        Che questo giustifichi non atti già compiuti ma atti a venire?
        Perchè nel ragionamento di Coccopalmerio la piena avvertenza c’è, manca dunque il deliberato consenso?
        spostando:
        Una donna che non abbia l’avvertenza che un feto è una persona non compie peccato mortale se fa un aborto?
        o qui non vale?
        Perchè non vale?

    3. @enrico2

      ????? “…posto il dato che il Papa non può errare…” ?????

      Scusi, ma, se lei è un cristiano cattolico o comunque sta commentando dal punto di vista cristiano cattolico, dove è che Gesù ha detto questo????
      Dove è un concilio ecumenico che ha dogmatizzato questo????

      Aiutino: DA NESSUNA PARTE.

      Ci sono voluti quasi 19 secoli di cristianesimo perché, con molto travaglio, la Chiesa Cattolica proclamasse il dogma STRETTAMENTE LIMITATO E CONDIZIONATO (in particolare alla continuità di quanto precedentemente dogmatizzato) della infallibilità papale.

      E anche chi non è un professionista di questo argomento ha facilmente appreso ultimamente che in ambito cattolico esistono leciti punti di vista che considerano che da un secolo e mezzo l’infallibilità sia stata garantita solamente per le due ultime proclamazioni di dogmi mariani.
      E ci sono le lecite interpretazioni in senso opposto che arrivano quasi quasi alla papolatria.

      La papolatria non è cattolica e nemmeno cristiana in senso ampio e nemmeno ebraica:
      l’adorazione è dovuta al solo Infallibile Altissimo.

      I catto-bergogliani papolatri sono, con grande tristezza di noi poveracci che però abbiamo avuto la grazia di avere il raziocinio ancora un pochino funzionante, proclamatori pratici di una forma di totale (anche quando racconta le barzellette ad alta quota) infallibilità papale di loro comodo, nata con Bergoglio (perchè molti dei più assatanati papolatri di oggi sono dei cattolici così santi e rispettosi dell’infallibilità papale che sommergevano di critiche i papi precedenti, quando addirittura non li disobbedivano platealmente)

      Come io mi sono permesso di far osservare, insieme ad alcuni altri , pochi commenti sopra qui sul blog, sembra che ormai un qualunque battezzato cattolico:
      1) lucido di mente,
      2) che abbia avuto una formazione appena appena discreta,
      3) che ancora segua anche distrattamente la pratica religiosa,
      4) dopo aver seguito un po’ le cronache vaticane,
      NON può più essere papolatra in buona fede:
      o è in malafede o … è un sincero (e per quanto mi riguarda rispettabile) ex-cattolico: non ha più la fede cristiana cattolica!

      Insomma, due mila anni di storia sono pieni di errori papali nel loro ordinario ministero per non parlare poi di alcuni casi di vergognosi errori nella vita privata di qualche papa.
      Hanno fatto degli errori anche i papi santi … figuriamoci gli altri.

      Se per sua accettazione di una grande grazia del Signore non si ravvederà come spero che sempre più cristiani stiano pregando che invece avvenga presto, Papa Francesco potrebbe avere un primato a proposito di errori:
      sarebbe il triste caso di un papa che muoia impenitente degli errori dottrinali più o meno confusamente proclamati ma (fino ad ora) sicuramente molto chiaramente e intenzionalmente tollerati fra i preti e vescovi suoi sostenitori.

      Immagino che i nostri fratelli ortodossi più sinceramente devoti si sentano confermati nella complessiva perfezione della loro fede dalle bergogliate in atto.

      1. @ Acchiappaladri

        Il suo commento è piuttosto scortese.
        Per prima cosa le risponderò su questo:
        Lei probabilmente pensa di avere il ruolo sia di discernere la fede di chi scrive da un commento di poche righe, sia di distribuire patenti di eresia.
        Detto questo sono contento per lei che dalla costituzione dogmatica Pastor Aeternus lei evinca quanto sia stretto il dogma della infallibilità, ma forse nemmeno lei è così convinto di questo perchè scrive
        “e ci sono le lecite interpretazioni in senso opposto che arrivano quasi quasi alla papolatria”
        Le faccio notare che se sono lecite, è paradossale dire che arrivano “quasi alla papolatria” che lecita non è.
        Detto questo, e posto che se lei ha seguito i miei interventi dovrebbe sapere che non sono affatto contento dei cambiamenti portati da Papa Francesco, partendo dalla mia formazione scentifica, chimica in particolare, le chiedo dunque di spiegarmi quali interpretazioni del dogma dell’ infallibilità sono corrette e quali no.
        E quindi una volta chiarito questo in modo chiaro ed esaustivo perchè AL non sarebbe magistero, cosa che per altro mi farebbe piuttosto contento.
        Chiedo, visto che lei afferma di essere preparato, una risposta chiara, definitiva e sempre applicabile.

        1. Per fare un esempio.
          Consideriamo la tesi di Papa Giovanni XXII della visione beatifica dei Santi solo dopo il giudizio universale, che è errata.
          Tale tesi fu sostenuta in alcune omelie, che dunque non sono indirizzate alla Chiesa Universale, e dunque non sono Magistero nè ordinario nè straordinario.
          Qui la situazione è evidentemente più complessa.

  4. @ Antonio Radeghieri

    I 10 COMANDAMENTI

    Vecchi comandi che se eseguiti..
    irrigidiscono il cuore,
    vanificano il dinamismo dello Spirito,
    annullano la pastorale delle fragilità,
    ottenebrano le coscienze,
    rendono incapaci di discernimento,
    frenano la corsa del dialogo e dell’ecumenismo.

    Aboliti!

  5. Quello che più mi atterrisce è che lo scisma, che di fatto è se non in atto alle porte, (e da un lato lo spero, perché da Rahner, de Chardin e compagnia altisonante qui non si campa più) ci dividerà padri contro figli fratelli contro fratelli. Io sono 4 anni che, in alternativa: 1) taccio facendomi rodere il fegato per timore di creare scandalo per la fede di chi mi è vicino, spesso convinto che la parola del papa equivalga alla Parola di Cristo; 2) dò fuori di MATTO di fronte a “perle” di rara blasfemia, come la lavanda dei piedi ai non battezzati con nuovo mandato di sua santità Francesco I, vescovo dalla fine del mondo, per costruire un’impossibile pace senza Cristo; 3) parlo al vento, beccandomi sguardi da stoccafisso, accuse di essere fissata su questo per sfuggire a chissà quale problema psicofisico, accuse di eresia etc… In tutto ciò prego – GRIDO al Signore perché scampi dall’errore mia madre, mio padre, i “miei” sacerdoti ( che ormai vanno a ruota libera, ti saluto Intelletto) maledicendomi di non riuscire a fare penitenze e digiuni un po’ meno accomodanti. Vi supplico preghiamo, preghiamo, preghiamo. Questi vogliono abolire il Santo Sacrificio.

    1. Cara Diana sono nella tua stessa situazione ma se vuoi un consiglio non preuccuparti troppo di convincere gli altri,genitori, figli, amici, di quello che a te sembra lampante.
      Papa Ratzinger racconto’una volta una storiella su un clown che gridava al fuoco al fuoco e nessuno gli credeva ma ridevano a crepapelle perche’pensavano scherzasse. NON c’e’alcun bisogno di scalmanarsi per gridare al fuoco. ORMAI le fiamme e il puzzo dibruciato arrivano al cielo. Chi si ostina a nom voler vedere, chi si ostina a pensare che non vi sia alcun problema con papa Bergoglio o e’cieco o e’in malafede. Per quelli in malafede inutile preoccuparsi, avranno la loro ricompensa
      Per i ciechi , gli ottusi, ci vorrebbe un miracolo che noi non possiamo fare. Dunque non preoccupiamoci piu’di tanto; non facciamoci scoppiare il fegato.
      Come dice qualcuno KEEP CALM AND GO TO THE LATIN MASS.

  6. La risposta non verrá mai. É Francesco chi ha provocato e vuole questa confusione. ¡ CORREZIONE GIÁ !

  7. Un parroco che conosco – una brava persona – parlando con me di dogmi e di Comunione ai divorziati conviventi e praticanti il sesso adulterino, alle mie rimostranze sull’atteggiamento del Bergoglio su questi aspetti ha citato il Vangelo di Matteo 16:19 che dice, in merito ai poteri di Pietro e dei suoi successori, quindi dell’attuale papa: “ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”….
    Quindi, il papa – ISPIRATO DALLO SPIRITO SANTO, come sostiene il parroco – può decidere di dare la Comunione ai divorziati pure se non fanno voto di castità (come nel mio caso) oppure di riunire tutti i cristiani in una nuova forma liturgica (si dice così?), buttando alle ortiche tutto ciò che aveva fatto grande la Chiesa nei secoli, IN QUANTO E’ LO SPIRITO SANTO AD ISPIRARLO NELLE NOVITA’.
    L’unica cosa che un Papa vero avrebbe dovuto dire ai Luterani e a tutti gli altri era questa: le porte sono aperte; convertitevi e rispettate i Dogmi dati dal Cristo alla Sua Chiesa.
    Il sacerdote anglicano ROBERT HUGH BENSON (1871-1914) si convertì e divenne sacerdote cattolico. Mi piace ricordare che egli conosceva la parte occulta dei Misteri, E PROBABILMENTE LEGGEVA A IL FUTURO CON LA CHIAROVEGGENZA. Questa gli permise di scrivere un romanzo fantascientifico, “IL PADRONE DEL MONDO” – edito da Fede & Cultura . premonitore dei tempi tragici per la Chiesa e per il mondo che furono vissuti e che stiamo vivendo. Nel romanzo prevede aerei passeggeri, l’eutanasia volontaria statale e molto altro. La soluzione finale di questa nuova chiesa eretica e del suo sostenitore Padrone del Mondo è scontata. Noi la conosciamo già, poiché Cristo sarà con noi fino alla fine del mondo… Ma spaventano i tempi della Grande Persecuzione che ci attendono. Alla fine, come nel romanzo di Benson, la chiesa di Bergoglio, asservita al Padrone del Mondo, sarà disintegrata… Ma dobbiamo rimanere tremebondi e inerti, nascosti nelle catacombe, come qualcuno già prevede?
    Se veramente vogliamo salvare il salvabile della Chiesa istituita da Cristo, occorrerà parlare a voce alta, nelle strade e dai pulpiti. Capisco che il Clero Alto e Basso pecca come peccava in passato. Però allora i Dogmi erano rispettati. E chi non li rispettava veniva messo in condizione di non nuocere.
    Oggi, la religione cattolica è stata materializzata e resa “incredibile”; quindi, non cercando di penetrare il Mistero, ogni nuova forma va bene. La fiducia nella Parola di Cristo, riportata dai Vangeli, negli ispirati Atti, nelle Lettere di Paolo e in Giovanni, è morta, o si è appannata. Per cui molti del Clero preferiscono non avere problemi interni ed esterni, o pensano alla carriera.

    1. @giorgio rapanelli
      Anche a me un sacerdote che conosco, brava persona, ha detto che il papa “ha” lo Spirito Santo (che adesso è diventato una cosa che si possiede e, anche tralasciando l’uso improprio dei verbi, chissà Chi abbiamo ricevuto noialtri nel Battesimo) e che quindi lui (il papa) “vede”, “sa” etc… Quel tipo che s’è incarnato dalla Santa Vergine per mezzo dello Spirito Santo chissà da chi parlava, visto che Bergoglio dice spesso il contrario. Grazie anche ai geni che hanno assimilato Hegel (HEGEL!!!) nella teologia che s’insegna nei seminari da 60 anni, grazie, veramente grazie a tutti.

    2. Io mi chiedo come riescono a conciliare questi ragionamenti con Galati 1, 8 (“Ma anche se noi stessi o un angelo del Cielo venisse ad annunziarvi [un Vangelo] diverso da quello che noi vi abbiamo annunziato, sia anatema”), oltre che con la ragione, cioè che Dio non può cambiare idea perché è un Dio fedele, ed essendo Dio è anche immutabile ed eterno. Ne consegue che ci si salva oggi esattamente come ci si salvava ieri o ci si salverà domani, e che quindi Dio non fa “scherzoni” o è un pazzo schizofrenico, che ieri dice una cosa, oggi un’altra e domani un’altra ancora, seguendo peraltro i pensieri ed i movimenti di una società liquida ed anticristica.

    3. Io mi chiedo come riescono a conciliare questi ragionamenti con Galati 1, 8 (“Ma anche se noi stessi o un angelo del Cielo venisse ad annunziarvi [un Vangelo] diverso da quello che noi vi abbiamo annunziato, sia anatema”), oltre che con la ragione, cioè che Dio non può cambiare idea perché è un Dio fedele, ed essendo Dio è anche immutabile ed eterno. Ne consegue che ci si salva oggi esattamente come ci si salvava ieri o ci si salverà domani, e che quindi Dio non fa “scherzoni” o è un pazzo schizofrenico, che ieri dice una cosa, oggi un’altra e domani un’altra ancora, seguendo peraltro i pensieri ed i movimenti di una società liquida ed anticristica come quella attuale. Il trionfo del protestantesimo e del relativismo (dottrinale, pastorale e liturgico).

  8. Quello che io trovo più sconcertante è la disinvoltura con cui si ignorano le evidenze più chiare con motivazioni che lasciano a bocca aperta per la loro inconsistenza. Mi riferisco in particolare all’intervista al nuovo generale dei Gesuiti, che mette preventivamente tra parentesi anche le parole del Vangelo: tutto è ormai in discussione e, mediante contestualizzazione arbitraria storica, filologica o filosofica, posso fare dire qualunque cosa anche a un testo che palesemente dice il contrario.
    Confronta l’omelia dello stesso pontefice sul testo chiarissimo di Marco 10: 1-12 Secondo lui, Gesù in questo testo NON dice se sia lecito o meno divorziare! No, perchè Gesù eviterebbe la logica della casuistica. Purtroppo è evidente a tutti che Gesù evita la casuistica proprio perchè dice chiarissimamente che non è lecito divorziare; invece la casuistica è presente a piene mani proprio in AL, dove tutto si regge su discernimento “caso per caso”, con tacita ma stridentissima omissione delle parole di Cristo, mai citate.
    Tutti lo sanno, tutti lo vedono, quasi tutti tacciono.

  9. Una parola chiara non viene detta perchè sarebbe uno strappo irrimediabile nei confronti di una dottrina che è ancora ufficialmente immutabile. E’ chiaro come la pensa il Papa, ed è chiaro che il suo pensiero è in contraddizione con la verità cattolica; solo che egli pensa – come l’inquisitore di Dostoevsky – che la verità non appartenga a questo mondo ma sia una specie di ideale; a questo mondo appartiene il compromesso, interpretato come misericordia, e il perseguimento degli obiettivi sociali.
    Il Papa non risponde perchè non è nel suo interesse; pensa che mettendo in secondo piano queste “preoccupazioni di fanatici”, col tempo svaniranno per lasciar spazio ai “veri problemi”.

  10. NUOVO VOCABOLARIO TEOLOGICO

    FAMIGLIA FERITA (coppia di persone che vive in perenne stato di adulterio)

    MISERICORDIA (puoi fare tutto quello che vuoi, sei libero, il Paradiso, se c’è, è assicurato)

    ECUMENISMO (mettere insieme tutte le cose che ci uniscono e fare una nuova religione umanitaria)

    PASTORALE (creare nuove dottrine)

    PECCATO (non obbedire ciecamente alla pastorale)

    COMUNIONE (souvenir della cena del Signore, a cui può accedere chiunque voglia, senza conversione, per sentirsi giustificati e parte del gruppo)

    CONFESSIONE (chiacchierata fra amici, facoltativa per accedere alla comunione)

    COSCIENZA (Dio)

    OMOSESSUALITÀ (se vissuta fedelmente grande esempio di amore ed abnegazione, rapporto benedetto)

    DIALOGO (punto di arrivo della vita cristiana)

    DISCERNIMENTO (modo alternativo per dire “fa un po’ come ti pare)

    NOVISSIMI (disoccupazione, lavoro, pensione)

    VANGELO (trascrizione alla buona di uomini, no registratori)

    SPIRITO SANTO (quello che procede dal Padre, dal Figlio e dà Marco Pannella)

    I 10 COMANDAMENTI (i 10 ideali)

    VERITÀ (parola contenuta nella canzone ” un cuore matto ” di Little Tony)

    – to be continued –

    1. La verità’ e’che non c’e’piu’Fede;preghiamo per il Papa,perche’ Dio lo illumini e gli apra gli occhi in modo da vedere i disastri che si moltiplicano nella Chiesa.

      1. @ Lucius
        Si bisogna pregare molto per lui, per la sua salvezza. Socci ha scritto che avrebbe detto che sarà ricordato per aver diviso la Chiesa. Mi sono venuti i brividi. Ho pensato a Lutero, morto suicida. Preghiamo la Santa Vergine perché con materna tenerezza lo riconduca alla fede.

    2. LE OPERE DI MISERICORDIA sono passata da 14 a 16 c’è anche non inquinare, aggiunto da sua umiltà papa Francesco, che è legislatore come Dio. Da ambiguo gesuita, dato che se l’avesse aggiunto esplicitamente ai comandamenti i rigidi farisei l’avrebbero criticato, lo ha messo negli elenchi delle opere di misericordia corporale e spirituale, inseredolo in entrambe le categorie , quindi il suo intervento vale il doppio degli altri. Che modestia!

    3. @Antonio Radeghieri

      Applausi ! 😀

      Mi dispiace di non essere abbastanza benestante da permettermi una pagina del Corriere per pubblicare il suo magistrale NUOVO VOCABOLARIO TEOLOGICO

      dove mi permetterei solo di completare il titolo e aggiungere il sottotitolo

      … DELLA NEO-CHIESA ANTICRISTICA

      AUSILIO PASTORALE DI RITO ROMANO-LUTERANO-ARGENTINO
      COME FAR FELICI RANE E PECORELLE BOLLENDOLE SENZA CHE SE NE ACCORGANO

  11. @CARTESIO
    Se il papa avesse potuto rispondere con un SI, l’avrebbe già fatto, anzi non avrebbe scritto in modo così ambiguo l’VIII capitolo dell’Amoris laetitiae. Se non ci fossero state resistenze di buona parte dei vescovi ai due sinodi, di intere conferenze episcopali come querlla polacca e quelle africane, sarebbe passta la linea Kasper ,non confusionaria, ma eretica.
    ma come pare abbia detto in separata sede il papa a mons. forte: lascia fare a me, se non non sai questi che casino ci combinano.
    qunidi il papa DEVE per forza essere ambiguo, deve per forza mantenersi sul NI, MA..FORSE..A VOLTE, perchè se dicesse in modo lampante che si può dare l’eucarestia a chi vive in peccato mortale succederebbe un putiferio.
    prima di tutto , se rispondesse chiaramente con una formula eretica, potrebbe essere accusato di eresia e decadrebbe ipso facto da papa. quindi i quattrocardinali dei dubia hanno messo il papa in un vicolo cieco: se risponde in maniera ortodossa sconfessa la linea Kasper, se risponde in maniera
    aperturista può essere accusato di eresia.
    non risponderà mai chiaramente. il problema caro cartesio non è la confusione, ma che come dici tu una tesi è vera e l’altra è falsa, tutti sanno che è così, che è la scelta fra due proposizioni che si contraddicono, se è vera l’una è falsa l’altra, ma hanno INTERESSE a non parlare di vero e di falso, di logica e di razionalità, e a buttarla sul vago, sul sentimentale, sull’indefinito.
    Il problema non è la confusione, ma che la confusione sia stata coscientemente e con malizia scelta come TATTICA da parte di chi voleva far passare le aperture.

    1. @ Maria Cristina
      Hai proprio ragione: la confusione è provocata da una precisa strategia che conta col tempo e con l’insistenza di far prevalere le tesibdei novatori. Nel frattempo i vescovi non allineati vengono piano piano sostituiti. Infatti il tempo gioca dalla parte dei novatori al potere.

      1. Con tutta la umana comprensione di chi per una vita è stato cattolico, più o meno fervente ma comunque condizionato (non correttamente secondo la dottrina cattolica, ma la realtà dei fatti per moltissimi è così) a pensare che quello che fa il papa è sempre giusto per la Chiesa e che quindi ultimamente è MOLTISSIMO A DISAGIO nel riconoscere anche l’evidenza urlante di eventuali errori plateali contro verità di fede cattolica, come ricevute dai primi padri e poi sempre credute da martiri ed altri santi …

        però per chi è in buona (e COMODISSIMA !!!) fede aderente al Francesco Fan Club o anche solamente tiepido e dubbioso, prima che la “misericordiosa” via larga e molto politically correct bergogliana lo conduca, ben che vada, a grandi sofferenze in Purgatorio sarebbe utile, se egli ancora si pone il difficile obbiettivo di cercare di non offendere Dio e scampare dall’Inferno, decidersi a togliersi i paraocchi e riconoscere il problema per come è nella realtà dei fatti.

        Per quel poco che può valere la mia esperienza personale vedo che è già molto difficile evitare l’inferno anche con qualcuno che ti testimoni con chiarezza ciò che è gradito a Dio e ciò che è peccato e che ti offra validamente la Grazia sacramentale per aiutarti:
        quello che succede quando invece la testimonianza è falsa e i sacramenti sono abusati sacrilegalmente è terribile (ovvio che ciò è per chi ha fede cristiana nella possibilità di eterna beatitudine).

        Io non ho alcun titolo per dichiarare il papa pubblico traditore della verità e della Verità (e in questi ultimi 2-3 anni di passione ho appreso che ci sono grossi dubbi su come anche i vescovi e cardinali possano eventualmente dichiararlo tale con validità canonica per tutta la Chiesa e dubbi ancor maggiori su che cosa dovrebbero poi fare per la gestione della Chiesa in presenza di papa formalmente eretico) ma, semplicemente rileggendomi sul bloc notes un elenco di alcune delle cose che lei ha detto o fatto nel suo magistero ordinario (prediche, encicliche, …) o lasciato fare a cortigiani che LUI STESSO ha scelto, ai miei fini personali da un semplice confronto col catechismo ho con sconforto stabilito che Papa Francesco CONSAPEVOLMENTE E PERVICAMENTE non sta svolgendo con fedeltà il suo incarico di preservazione ed annuncio del Depositum Fidei cattolico in tutta la Chiesa universale… insomma purtroppo mi sta truffando.

        Continuo a seguire la (triste) cronaca della demolizione della Chiesa Cattolica dal suo vertice più che altro nella speranza di vedere finalmente qualche miracoloso segno di ravvedimento del Papa, come da umili preghiere che una piccola parte dei battezzati fa, ma evidentemente troppo debolmente.

        Ci vorrebbe un novello Abramo come di fronte s Sodoma.

        1. @ Acchiappaladri
          Speriamo che al posto di Abramo non si presenti monsignor Galantino, ché secondo lui il Signore ha risparmiato Sodoma. Ha anche un suo sito: nunziogalantino.it.

  12. MA IL PROBLEMA È DAVVERO LA CONFUSIONE?

    O IL PROBLEMA È CHE UNA DELLE DUE TESI È FALSA E L’ALTRA È VERA?

    SUPPONIAMO IL PAPA VENGA MESSO ALLE CORDE E FINALMENTE DIA UNA RISPOSTA CHIARA..
    LA RISPOSTA SARÀ, E LO SAPPIAMO TUTTI,
    Sì ALLA COMUNIONE A CHI VIVE IN STATO PERMANENTE DI ADULTERIO..

    ECCO, LA CONFUSIONE È SPARITA, LA RISPOSTA È CHIARA,
    QUINDI IL PROBLEMA È CESSATO?

  13. Il fate vobis caro Tosatti ha un nome e un metodo nuovo si chiama : discernimento del momento, come il Papa ha detto oggi ai Parroci .
    Cristo non sarà più una compagnia reale a cui guardare, ma una fonte di ispirazione per il proprio agire, questo il rischio che vedo. Fate questo in memoria di Me potrebbe diventare, fate questo ispirandovi a me.
    non mi resta che inginocchiarmi e mendicare la Sua Grazia, perché ogni mattina mi colmi della Sua presenza.
    E faccio il proponimento per la S.Quaresima che sta per iniziare, di imparare il vigilante silenzio da San Giuseppe , di impegnarmi a pregare di più , di tenere a freno la lingua e non fare altri inutili commenti, come segno di affidamento alla Vergine Maria, Mater Misericordiae e Madre della Chiesa. Che non fa mancare il suo aiuto ai suoi figli bisognosi e peccatori che cercano riparo sotto il Suo manto di luce.
    Non nobis Domine non nobis Domine, sed nomini, sed nomini Tuo da gloriam.

  14. Ha perfettamente ragione il Cardinal Schoenborn, via gli ISMI dalla Chiesa!

    Bisogna agire con:
    – Rigore… non con Rigorismo
    – Misericordia… non con Misericordismo
    – In modo Ecumenico, non con Ecumenismo
    – Perdonando, non col Perdonismo
    – Giustizia, non con Giustizialismo
    – Spirito Santo, non Spiritismo
    – Pastorale, non Pastoralismo
    – Verità, non Pietismo
    – nella Tradizione, non nel Tradizionalismo.

    Ma mi sorge un dubbio…….
    E IL CATECHISMO???

    CARDINAL SCHOENBORN
    “Infatti quello lo abbiamo già stato tolto!”

    E Progressismo e Modernismo?

    CARDINAL SCHOENBORN
    “Quelle sono le due eccezioni che confermano la regola!
    Come le ottantasette milioni di Comunioni che amministriamo giornalmente alle famiglie ferite, sono le eccezioni che confermano la regola dell’indissolubilità del matrimonio!”

  15. Tutte cose già dette e ridette, fatte e rifatte dalla Chiesa nei decenni passati, discernimento, accompagnamento, carità, solo che prima venivano applicati alla luce del Vangelo e con la guida della Sana Dottrina, ora è tutto vago, indefinito, determinato solo dall’autodeterminazione della coscienza, secondo l’io e le sue voglie.
    Morale liquida, comandamenti liquidi, pastorale d’acciaio, col bastone pronto a colpire chi non si sottomette.

  16. L’Eucaristia ai divorziati risposati, che praticano ancora l’atto sessuale adulterino, è un falso problema. E’ come se non ricevendo la Particola non assumessero il Cristo. Il Cristo scende dal Piano divino e attraversa diversi piani, compresi i quattro piani che l’individuo può raggiungere con l’attenzione e l’intenzione. Questi piani non hanno nulla di fisico visibile perché sono invisibili. Ma esistono. Il solo desiderio di ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo permette al fedele di assumere il Corpo e il Sangue di Cristo nella sua parte invisibile. Credo che occorra che ciò avvenga durante la Celebrazione eucaristica.

    1. Dunque, secondo lei, chi si trova (con deliberato consenso) in una situazione di peccato mortale, può tuttavia, mediante una generica intenzione ed il “desiderio”, “assumere il Corpo e il Sangue di Cristo nella sua parte invisibile”? Avrei QUALCHE dubbio….Infatti, o uno si è posto, con l’aiuto della grazia di Dio, in un cammino di Penitenza, oppure si trova, con piena avvertenza, e deliberato consenso (in materia grave come l’adulterio), in stato di peccato grave, privo cioè della Grazia santificante…Questo territorio “grigio” che oggi va tanto di moda, tra le due situazioni (o bianco, o nero), credo sia il reale e più grave problema nella Chiesa di oggi. “Si, si; no, no..il di più viene dal maligno”.

      1. Unico commenti questo …
        EDITORIALE
        I preti nel mondo della calunnia
        di don Aldo Buonaiuto – Mar 4, 2017

        Quasi ogni giorno emergono storie disdicevoli sulla presunta condotta scandalosa di sacerdoti. I media hanno uno zelo scrupoloso nel far emergere ogni singola spiacevole situazione dandogli più risalto possibile. Molti comportamenti gravi e sbagliati però non hanno a che fare con crimini e reati che invece devono essere severamente puniti dopo tutti i doverosi accertamenti. Non sarebbe giusto infatti mettere alla gogna chiunque sia indiziato ma non condannato. Anche ai preti vanno garantiti gli stessi diritti di tutti i cittadini e con un supplemento di attenzione considerate le non poche inimicizie che un religioso può attirarsi. Questo terribile pericolo di essere ingiustamente colpiti non viene quasi mai evidenziato dai media soprattutto quando si sgonfiano casi annunciati come eclatanti. Non c’è da difendere la categoria, anzi, ultimamente in TV ho richiamato i miei confratelli ad impegnarci tutti più a servire i fedeli che a soffermarci nelle chat inutili e dannose. Eppure in questo nuovo sport della calunnia e diffamazione non si può negare che i consacrati sono tra i più esposti della società. Il famoso detto del filosofo cinese Lao Tzi, “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” è sempre più attuale descrivendo bene il metodo del giornalismo odierno. Sembra che dobbiamo rassegnarci ad una informazione solo scandalistica o comunque da rendere tale.

        L’esempio più eclatante è il trasformismo scellerato che sistematicamente viene applicato ad ogni parola e gesto di Papa Francesco. Quando, ad esempio, ha esortato avvocati e giudici rotali ad essere accoglienti anche verso le coppie conviventi, subito l’interpretazione è stata rivoltata come un favorire – da parte del Papa – le convivenze; infatti è stato saltato – forse in mala fede – il cuore del suo discorso e cioè quando ha detto, in riferimento a queste persone, che anche loro fanno parte dei “nuovi poveri e deboli” della società: non di certo un complimento! Ma la stampa, con i social in prima fila, ha afferrato il solito mitra di calunnie; così come in occasione dell’incontro che il Santo Padre ha realizzato per il bicentenario della Chiesa anglicana. Ogni gesto viene letto slealmente con il veleno di chi non vuole praticare gli insegnamenti del Pontefice, volti soltanto a promuovere il Vangelo dell’accoglienza e del dialogo anche quando afferma quei principi che nessuno vuole svendere.

        Una confusione voluta e una propaganda diffamatoria si diffonde verso tutte le categorie ecclesiali facendo il gioco del grande divisore. Non sono pochi quei cattolici che entrano in questo vortice spalleggiando il maligno e quindi – parola di esorcista – prestando il fianco ai distruttori del cattolicesimo. Verdetti e sentenze vergognose si propinano contro i consacrati fino ad arrivare al Vicario di Cristo osteggiato e calunniato addirittura in nome della verità. Queste bassezze sono purtroppo diventate lo stile più diffuso dei nuovi farisei che ormai non si battono neanche più il petto ma pretendono che lo facciano gli altri. Impongono già con la loro lingua fardelli di pregiudizi e maldicenze scandalizzando il prossimo e lo fanno in nome di chissà quale “Chiesa fai da te“. Eppure dobbiamo dare speranza ai giovani e a tutti coloro che della Chiesa di Cristo hanno tanto bisogno; c’è un’umanità assetata di buoni esempi e che cerca modelli da seguire. Tutti coloro che possono ribellarsi alla scuola delle menzogne e delle ipocrisie lo facciano mettendoci le ginocchia per la preghiera e la vita per una carità credibile e non di facciata. I predicatori, i catechisti, gli insegnanti, i missionari si sentano in prima linea per questa testimonianza di autenticità non fermandosi al balcone del giudizio. Le perle preziose non siano più gettate ai porci ma riscoperte nel cuore di un’esistenza e di un servizio buono e fedele. Ognuno può mettersi in discussione partendo dai propri difetti e chissà, magari dando questo esempio potrà veramente migliorare la Chiesa e il mondo.

        don Aldo Buonaiuto
        4 marzo 2017
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        Iscritto Registro Stampa Tribunale di Roma al n. 182 in data 23 luglio 2014

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